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Per cominciare

(nota: in fondo a questa pagina sono aperti commenti, da usare per aiutarmi a migliorare la pagina. Quindi se un link è inattivo, segnalatemelo. Se pensate che l'euro ci difenda dall'inflazzzzione, le vie del Signore sono infinite...)

I fondamentali

(potreste avere difficoltà, sotto trovate strumenti didattici)

Sui giornali

Per chi ama l'approfondimento

Testi universitari utili (in ordine di difficoltà crescente):

Materiale essenziale per capire in pratica le proposte di uscita dall'euro (e altro)

  1. La proposta per l'uscita dall'euro di Roger Bootle (vincitore del Wolfson Economic Prize 2012): Leaving the euro: a practical guide
  2. La proposta di Johnatan Tepper (una miniera di informazioni storiche sulle uscite da unioni valutarie): A primer on the Euro breakup
  3. Lo studio di Woo e Vamvakidis sui vantaggi dell'uscita per l'Italia: Game theory and Euro breakup risk premium
  4. La proposta per l'uscita dall'euro di Jacques Sapir (tarata sul caso francese, ma utile per chi sa il francese e non l'inglese, e sostanzialmente concorde con le precedenti sugli snodi fondamentali): S'il faut vraiment sortir de l'euro
  5. In italiano: A rata der mutuo (chiarisce il problema della ridenominazione dei debiti delle famiglie) 
  6. Accipicchia: dimenticavo la fondamentale intervista di byoblu a Claudio Borghi!

Post sempre attuali

  1. Euro: una catastrofe annunciata (l'elenco utilissimo di quelli che ce lo avevano detto)
  2. I salvataggi che non ci salveranno (il primo post di questo blog e la prima previsione azzeccata, che prefigurava quello che poi è successo, cioè il fatto che Monti non avrebbe fatto scendere lo spread)
  3. La crisi, la svendita e mi' cuggino (che evidenzia le motivazioni sottostanti alle politiche di austerità suicida imposte ai governi periferici)
  4. La spesa pubblica al bar dello Sport (che chiarisce le dinamiche storiche dell'accumulazione del debito pubblico in Italia)
  5. Draghi, portece n'antro ltro (chiarisce perché la Bce non può far nulla per risolvere la crisi)
  6. La svolta di Draghi  (chiarisce perché la Bce non può far nulla per risolvere la crisi, spiega il meccanismo della crisi del 1992)
Per approfondire alcuni aspetti analitici (debito pubblico, privato, estero....):
  1. Premiata armeria Hellas I (per le relazioni fra risparmio nazionale e indebitamento estero)
  2. Premiata armeria Hellas II (per le relazioni fra indebitamento privato, pubblico e estero)
Ancora contro il "luogocomunismo":
  1. La locomotiva d'Europa e le locomotive della Germania (che smaschera una serie di luoghi comuni sul ruolo "trainante" dell'economia tedesca in Europa)
  2. Svalutazione e salari (che smaschera alcuni luoghi comuni sulle "catastrofiche" conseguenze del ripristino della flessibilità del cambio)
  3. Ma in Germania i prezzi sono più alti (la solita obiezione di chi non sa nulla di economia)
  4. I salari alamanni sono scesi del 6%  (dedicato a chi pensa che la Germania sia il paese di Bengodi)
  5. Cosa sapete della produttività (che smaschera alcuni luoghi comuni sulla "pigrizia" dei lavoratori italiani favorita dalle svalutazioni)
  6. Più Europa e meno Spagna (che riflette su alcune proposte ritenute attualmente salvifiche - "Stati Uniti d'Europa" - e sui loro rapporti con la democrazia in Europa).
Per un mondo migliore:
  1. L'Europa senza l'euro (che descrive assetti istituzionali alternativi per l'Unione Europea)
  2. Eurodelitto ed eurocastigo (che invita i politici a non mentire: dedicato a Sel)
  3. Ortotteri e anatroccoli (che invita i politici a non mentire: dedicato a Grillo)
  4. Ortotteri e suini (che invita i politici a non mentire: dedicato a Grillo e a Berlu)
Questa selezione è puramente indicativa, ma penso possa aiutare chi arriva adesso.

Dati

La consultazione non ne è sempre facile, se non si conosce l'inglese, ma comunque può essere utile che vi fornisca i link alle basi di dati macroeconomici più utili:
  1. Il database del World Economic Outlook del FMI (sono fogli Excel, ci trovate i principali indicatori macro per tutti i paesi, dal 1980, con le previsioni a cinque anni - attualmente fino al 2017)
  2. I World Development Indicators (un foglione Excel di dati annuali su tutto a partire dal 1960, più completo ma meno pratico)
  3. Il database dell'OCSE (interattivo, potete scaricare i dati in Excel)
  4. Il database AMECO (dati macroeconomici annuali dell'Unione Europea, pratico e veloce)
  5. Il browser dell'Eurostat
  6. Il browser dell'ISTAT
Con AMECO e World Economic Outlook potete rispondere immediatamente ai dilettanti che vi dicono che dopo l'uscita dallo Sme ci fu iperinflazione, ecc.

Link attivi

Facilitano la vita di chi legge il post. Per orientarsi, tenete presente che l'HyperText Markup Language (HTML) è un linguaggio che funziona con dei "marcatori", piccoli codici che indicano una proprietà del testo fra essi riacchiuso.

I marcatori sono racchiusi fra parentesi angolari, e quello di chiusura comincia con uno slash (la barra /).

Quindi una coppia di marcatori è <mmmm>testo da marcare</nnnn>, dove mmmm e nnnn sono una serie di caratteri.

Grassetto

Esempio: se volete mettere un testo in grassetto, dovete usare il marcatore "bold". Se nel commento scrivete <b>grassetto</b>, la parola grassetto sarà in... grassetto (bold)! Notate lo slash nel tag di chiusura </b>. In questo caso lo slash è l'unica cosa che distingue il tag di apertura da quello di chiusura, ma non è sempre così.

Link attivo

Il marcatore del link "attivo" deve riportare l'indirizzo della pagina cui volete inviare il lettore, ed è indicato con la lettera "a" che sta per "anchor" (àncora, non ancòra, che sarebbe again).

Quindi, se volete che una porzione di testo rinvii al giornale dei comunisti alle vongole, scriverete:

<a href="http://www.ilmanifesto.it/">quelli che vogliono la mancetta</a>

La frase "quelli che vogliono la mancetta", compresa fra

  • il tag di apertura: <a href="http://www.ilmanifesto.it/">
  • il tag di chiusura </a>

diventerà un link attivo e vi manderà all'organo dei comunisti alle vongole.

Notate che nel tag di apertura <a href="indirizzo"> l'indirizzo del sito è fra doppi apici e dopo href=. Notate anche che nel tag di chiusura c'è uno slash </a>.

Spero sia chiaro, altrimenti chiedete e chiarirò.

Commenti

Parto da un principio basilare: un blog non è un forum. Nel blog un autore esprime il suo pensiero. Se lo ritiene, raccoglie e discute i commenti che gli sembrano interessanti per chiarirlo. In un forum utenti registrati intervengono in modo paritetico (ma coordinati e se del caso disciplinati da super-utenti). La ricchezza di questo blog è stata fin dall'inizio la qualità e l'interesse dei commenti dei lettori, che vi invito a leggere con attenzione. Ho cercato di dar loro il massimo spazio possibile, ma questo rimane un blog, non un forum, e valgono quindi alcune elementari regole:
  1. Decido io quello che mi interessa. Chi parla di "censura" in un blog semplicemente non sa cos'è un blog. Qui arrivano centinaia di messaggi al giorno, molti ripetitivi, molti fuori argomento, molti che finiscono da soli nello spam. Non vi aspettate di avere necessariamente una risposta né di essere necessariamente pubblicati all'istante: non è tecnicamente possibile. I piagnoni o i calunniatori verrano banditi senza pietà.
  2. Commenti a puntate verranno cestinati senza pietà: se avete molte cose da dire, aprite il vostro blog: è gratis. Di logorroico qui basto e avanzo io.
  3. Commenti fuori tema verranno altresì cestinati. Uno dei punti focali della mia analisi (che rispecchia quella dei principali economisti internazionali viventi) è che la crisi dell'Eurozona non dipende dal debito pubblico ma da quello privato. Quindi, ad esempio, chi vuole ragliare acriticamente contro la spesa pubblica può comodamente farlo nei tanti blog di sconfitti dalla Storia che trova comodamente su Internet (non faccio nomi per Karità di patria).
Spero che la frequentazione di questo blog e la lettura dei post e soprattutto dei commenti possa essere per voi un'esperienza piacevole. Chi non è d'accordo ha tutto il diritto di dirlo, e se lo fa in modo civile qui siamo tutti disponibili al dialogo. Leggendo indietro troverete più di un esempio di quanto dico. Buona lettura (o anche no).

31 commenti:

  1. Un suggerimento: i codici del form di blogspot credo siano diversi,almeno in alcuni casi.L'iperlink è esatto mentre per il tag di bold nel form di blogspot è strong
    mentre quello per il corsivo è em .
    Ce ne sono molti altri ma non so se vengono accettati nei commenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho visto anch'io che non tutti i tag html sono accettati, però a me finora il tab b ha funzionato. Non so, mi pare difficile che una cosa simile dipenda dalla piattaforma usata dall'utente (dal browser). L'html generato da blogspot in effetti usa strong, mi pare di aver visto. Qualche volta i tag non funzionano perché non vengono chiusi, ma non credo sia questo il caso tuo perché mi sembri attento. Grazie per il consiglio, poi lo riporto nel testo.

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  2. Chiaramente a lei lo accetta in quanto l'editor html serve a quello.
    Per aiutare i passanti inserisco 2 link di conversione BBCode--->html.
    Il form di risposte,purtroppo,non accetta moltissimi tag html.Come ad esempio il colore del font,l'altezza ecc...Al contrario dell'editor che usa per i post.

    1° Link
    2° Link
    Una volta fatte le conversioni desiderate si devono eliminare le p /p tra gli apici iniziali e finali se no viene emesso un avviso di errore irrisolvibile se non dopo svuotamento della cache del browser.Il resto si copia e incolla nel form del blog.

    RispondiElimina
  3. Gentile Prof.
    quanto le scrivo necessita di un paio di doverose premesse:
    1) non ho ancora letto tutti i post del suo blog
    2) non ho ancora letto il suo libro
    Detto ciò mi permetto di suggerirle una sezione al blog che troverei particolarmente utile e che credo possa giovare al suo scopo divulgativo. La sezione che le propongo sarebbe costituita da un quadro sintetico delle principali argomentazioni che si oppongono alla sua tesi con a fianco il rimando ai post rilevanti o alla letteratura che le confuta. Le scrivo ciò perché non mi risulta ancora che ci sia qualcosa di simile in rete ma, se le premesse che ho messo in apertura invalidassero questa affermazione, la prego di non considerare questa proposta. Sebbene sia stato suo studente a Roma non ho le competenze per supportarla in questo sforzo ma per un mero lavoro di organizzazione e sistemazione dei contenuti mi consideri a disposizione.
    Un caro saluto
    CQ

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    Risposte
    1. Caro Christian,
      altri prima di te hanno fatto una richiesta simile, ma non esistono argomentazioni serie pro-euro, solo luogocomunismi che servono a tenere nascosta la sua vera natura antidemocratica e iniqua.
      L'esempio più volte riportato è se sarebbe opportuno pubblicare, accanto a alla diffusione delle conoscenze per curare il cancro, anche le argomentazioni pro-cancro.
      Se però trovi argomentazioni serie pro-euro, faccele sapere tu. Qui non abbiamo mai trovate.

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  4. Leggeremo mai i neomonetaristi del terzo millennio citare Carl Marx, sui fomdamentali del modo di produzione capitalista, delle vere cause intrisiche che portano inevitabilmente alla caduta del saggio di profitto, quindi al ciclo dell crisi?
    Hanno avuto molta fretta di seppellirlo nella pattumiera della storia sia i grigi compagni del PCI, che i democristiani o i liberali-liberisti.
    Definendo l'analisi scientifica del Moro superata perchè rappresentava un determinato periodo storico del dominio capitalista, chi Marx oltre ad averlo letto l'ha capito sa benissimo che il metodo scientifico non è influenzabile delle categiorie o arzigogoli del momento storico, proprio perchè (semplicizzando) sono formule matematiche a determinare l'analisi economica marxista.
    Certo applicare Marx farebbe saltare il banco delle speculazioni, il pozzo senza fine dello sfruttamento, di chi vuole accumulare capitali succhiando plusvalore dalla fatica altrui..Insomma le crisi economiche sono volute dal sistema di potere, salvare la Leman Brothers innesco di quest'ultima catastrofe sarebbe costato circa 50 miliardi di dollari alla banca US..,ma è stato deciso diversamente e contate voi quant'è costata solo negli stessi US, ma ha devastato anche l'Europa.

    Cordiali saluti

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    Risposte
    1. Mi spieghi il senso di questa supercazzola? Cioè, secondo te il regime monetario, e in particolare il tasso di inflazione, non influenza il conflitto distributivo? Certo che con marxisti così andiamo bene! Pubblico il tuo commento solo perché è un esempio ovvio di come non usare questa pagina. Delle sagaci analisi marziane, che in parte condividiamo, ci siamo occupati qui. Nessuno è riuscito a darmi una spiegazione marziana convincente di come uscire dalla crisi (a parte il fatto che per farlo dovremmo restare nell'euro, cosa della quale i marziani son tutti convinti). Se vuoi farlo tu accomodati, passerai alla storia, ma non in questa pagina.

      Elimina
  5. Buongiorno Prof, sperando di fare cosa gradita e solo in virtù del post "Avviso ai lettori" http://goofynomics.blogspot.it/2014/09/avviso-ai-lettori.html
    mi permetto di segnalare che nella frase introduttiva dei link ai Dati c'è qualcosa che non va: ", ma comunque".

    Buona giornata e buon lavoro

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  6. Tsipras: rispetteremo i nostri obblighi verso Bce e Fmi.
    Non avevamo dubbi.

    Però quello che mi ha colpito è questo articolo della Cerretelli
    Il precedente di Mitterrand e la lezione per Tsipras
    Il mio interessamento alla politica è troppo recente per conoscere Mitterrand.
    Siccome la giornalista, almeno in un'occasione, si è dimostrata abbastanza onesta, vorrei chiedere se è vero che Mitterrand ha applicato politiche keynesiane e se davvero sono fallite.
    un grazie di cuore a chi vorrà rispondermi!!!

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    Risposte
    1. NOTIZIA DI OGGI in rete su le Figaro :La Grecia cede a compagnia/e tedesca n° 14 aeroporti ,per avere il finanziamento.
      Chissà cosa chiederanno allo Stivale fra non molto ,se non ci spicciamo ad uscirne seguendo magari il piano esecutivo di Sapir.!

      Elimina
  7. Buonasera professore,
    Sono il gestore di un piccolo blog "marxista e libertario" attualmente quasi inattivo.
    Volevo chiederle se secondo lei lo Stato oltre a contribuire alla domanda (con la spesa pubblica) può contribuire seriamente anche all'offerta, nazionalizzando alcune produzioni private in rovina (acciaio, alluminio, automobile) e che hanno funzionato solo come idrovora di fondi pubblici di ogni genere (si pensi alla Fiat) o la considera un'idea anacronistica e iirrealizzabile?
    Grazie della collaborazione
    Andrea Polesello - La Rossa Primavera

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me sì, non ci vedrei nulla di particolarmente riprovevole e nemmeno eterodosso in un periodo come questo. Comunque, se mi permetti una battuta, è fantastico come l'economia sia asimmetrica: ci sono due scuole dell'offerta (neoclassici e marxisti), una che considera offerta e domanda (keynesiani), e della povera domanda non si occupa nessuno...

      Elimina
  8. Broken link: http://www.latribune.fr/getFile.php?ID=5314959 ; link alternativo potrebbe essere: http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2012/07-2/Game%20theory%20and%20euro%20breakup%20risk%20premium.pdf

    RispondiElimina
  9. e l’originale è ancora più incisivo

    Un’altra manifestazione della volgare inintelligenza circa le cose della politica è la petulante richiesta che si fa della “onestà” nella vita politica. L’ideale che canta nell’anima di tutti gli imbecilli e prende forma nelle non cantate prose delle loro invettive e declamazioni e utopie, è quello di una sorta di areopago, composto di onest’uomini, ai quali dovrebbero affidarsi gli affari del proprio paese. Entrerebbero in quel consesso chimici, fisici, poeti, matematici, medici, padri di famiglia, e via dicendo, che avrebbero tutti per fondamentali requisiti la bontà delle intenzioni e il personale disinteresse, e, insieme con ciò, la conoscenza e l’abilità in qualche ramo dell’attività umana, che non sia peraltro la politica propriamente detta: questa invece dovrebbe, nel suo senso buono, essere la risultante di un incrocio tra l’onestà e la competenza, come si dice, tecnica.

    Quale sorta di politica farebbe codesta accolta di onesti uomini tecnici, per fortuna non ci è dato sperimentare, perché non mai la storia ha attuato quell’ideale e nessuna voglia mostra di attuarlo. Tutt’al più, qualche volta, episodicamente, ha per breve tempo fatto salire al potere in quissimile di quelle elette compagnie, o ha messo a capo degli stati uomini e da tutti amati e venerati per la loro probità e candidezza e ingegno scientifico e dottrina; ma subito poi li ha rovesciati, aggiungendo alle loro alte qualifiche quella, non so se del pari alta, d’inettitudine.

    RispondiElimina
  10. Le chiedo scusa in anticipo se l'assillerò troppo :) so che il suo tempo è prezioso...

    Sono un ragazzo di 23 anni, da tempo seguo la politica e le sue (nostre) vicissitudini sui media tradizionali, la mia linea (a sinistra, nn fosse altro per il fatto dica di voler aiutare lavoratori e poveracci), era riassunta nella posizione "il giusto (la verità?) sta nel mezzo" e "siate coscienti della verità per proseguire alla ricerca del bene comune", insomma, i miei riferimenti diventarono presto giornalisti "fuori dal coro", vedi Travaglio, costituzionalisti di una certa statura morale, vedi Rodotà Zagtrebesky e i cosidetti politici "non populisti" vedi i vari Prodi> Bersani > Fassina > Vendola ....

    E qui arriviamo al punto, spinto da una buona sete di verità e dalle affermazioni di mia nonna su qualsiasi politico le si parasse davanti nel suo scetticismo più assoluto (per il quale ogni tanto mi incavolo...), della serie "questo nn vale un caxo" "son tutti uguali, a te sembra di no ma son tutti uguali".

    Allora mi sono chiesto dall'alto dei suoi 86 anni (considerato che è ancora molto lucida) se vi fosse qualcosa in cui essi sono veramente uguali, è saltata fuori subito come un fungo: L'EURO!!! Cavolo ma sarà vero che fa tutta questa differenza in positivo l'EURO? e allora via a cercare canali di informazione alternativi:
    In definitiva tesi proeuro molto poco convincenti e superficialmente esposte > approdo a goofynomics > compro i suoi libri ed attualmente ho finito "il tramonto dell'euro" e sono a pag. 260 dell' "l'italia può farcela"

    Ora dopo essermi raccontato un pò volevo ringraziarla con tutto il cuore per aver svegliato molte coscenze ed aver reso accessibili a molti argomenti "difficili" di macroeconomia entrando anche nel dettaglio quando necessario (come piace a me! Se no mio zio banchiere ha facili argomenti per imbrogliarmi)
    Il tema della sovranità mi fa spesso arrabbiarre e parecchio, è come un macigno che mi porto dentro, insomma sono molto sensibile al tema.
    (devo ancora convicere mia madre a darle il 5x1000)

    RispondiElimina
  11. Per questo volevo chiederle due cose basilari che non mi sono chiare

    (premessa li ho letti i post "premiata armeria hellas" e "la bilancia dei pagamenti")
    Posto che gli squilibri nella zona euro sono determinati dall'aggravarsi del saldo delle partite correnti (causa valuta sovravalutata e dai differenziali di inflazione, con conseguenti indebitamenti)
    all'interno della bilancia dei pagamenti; perchè essa (la bilancia) deve andare sempre ad azzerarsi a saldo?
    In definitiva perchè in un paese deve entrare tanta valuta quanta ne esce?
    Perchè altrimenti non può pagare le importazioni?
    Ma se le importazioni sono fatte nella stessa valuta adottata cioè l'euro come può non riuscire a pagarle??
    Perchè altimenti rimane senza soldi??


    Secondo punto: il funzionamento del sistema bancario, tutti a dire che le banche creano denaro dal nulla, da quanto ho capito le banche, ad esclusione di quella centrale non creano veramente soldi che entrano direttamente nell'economia (ad esclusione di quando presta soldi ad interessi negativi allo stato), è la banca centrale che crea denaro per fornire anticipi di liquidità alle banche che poi devono restituirli alla banca centrale corretto?
    Quindi la base monetaria (quantità di moneta) dipende dal lavoro cioè dai beni prodotti e venduti e dai redditi da essi generati, e da processi speculativi su beni reali ecc...
    Tutto ciò è corretto?

    Ultima cosa poi la lascio in pace: Da cosa dipende il valore di una moneta e quindi il suo tasso di cambio?
    dalle esportazioni del paese? come è calcolato??
    Perchè si dice che stampare moneta svaluta la moneta? perchè crea inflazione (so che non è sempre così cmq...)?

    La ringrazio e spero faccia un post per approfondire questi temi basilari per "non economisti", nel frattempo continuo a leggere dell'interessante e più globale lotta lavoro vs capitale per un capitalismo guidato dai redditi e non dai debiti :) .

    Saluti,
    Marco


    RispondiElimina
  12. Ieri ho sentito a Radio Popolare un'intervista a Onida, il quale diceva che il problema di trovare un accordo fra Grecia ed Eurogruppo non sussiste. Secondo lui, la Grecia non avrebbe alcun problema di pagamenti data la durata media dei titoli del debito (circa vent'anni) e i bassi tassi di interesse. E' la stessa tesi di Boldrin esposta su noise from America il 16 gennaio scorso (Grecia, euro, debito ed austerità, poco interessante l'articolo, molto invece la discussione, segno che la gente si sta svegliando.) Ora, è evidente che a Onida non interessa la situazione reale dell'economia greca. Sono più onesti quelli che dicono: è giusto e inevitabile che il Pil greco sia sceso perché era un Pil fasullo, trainato dai prestiti delle banche straniere. A questo punto ho due domande, difficili, me ne rendo conto. La prima è se si riesce a scorporare nel calo del Pil quanto è dovuto a fallimenti di aziende sane (per cui si devono ringraiare le politiche di austerità) e quanto dal calo di domanda sostenuta artificiosamente dai prestiti. L'altra è la questione per noi centrale, ovvero si sa quanto è sopravvalutato il cambio greco al momento? Segnalo inoltre Repubblica di oggi: mentre Ezio Mauro dice che in Europa hanno sbagliato tutti tranne lui (a cominciare ovviamente dai greci), di ben altro tono è il commento di Lucio Caracciolo. Segnalo anche questa proposta di moneta complementare, un modo pragmatico che la Grecia avrebbe a disposizione per uscire dall'euro. In questa versione vi sono anche i commenti dell'autore della proposta.

    RispondiElimina
  13. Riporto questo estratto dal paper di Johnatan Tepper che lei ci ha consigliato:

    Breaking up the euro: recommendations based on
    historical precedents

    ....
    13. Institute labor market reforms in order to make them more flexible and de-link wages from
    inflation and tie them to productivity. Inflation will be an inevitable consequence of
    devaluation. In order to avoid sustained higher rates of inflation, the country should
    accompany the devaluation with long term, structural reforms.

    Quindi,secondo Petter,le riforme strutturali (cioè la compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori) devono essere adottate in seguito a un'uscita dall'Euro? Non è ciò in contraddizione con quanto lei ha sempre affermato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente sì, ottima osservazione. Infatti non sono d'accordo con lui. Questa idea dell'austerità "necessaria" è una boiata pazzesca. Ma Tepper, che è espressione della comunità finanziaria, difende gli interessi di quella comunità.

      Elimina
    2. Ecco qui una notizia che c'informa come Frau Merkel e la sua corte dei miracoli ha consentito a Tsipras ottenere i denari che sono le catene invisibile del dominio dei creditori.
      ALERTE INFO > 12H06 (tratto da le Figaro di oggi)
      La Grèce a entamé son vaste programme de privatisations

      Le gouvernement grec a officialisé la cession des 14 aéroports régionaux au consortium allemand Fraport-Slentel pour 1,23 milliard d'euros, dans une décision publiée mardi au Journal officiel.

      La cession des aéroports à l'entreprise allemande, qui avait été approuvée par le précédent gouvernement, avait été gelée après l'élection en janvier dernier du Premier ministre de gauche radicale Alexis Tsipras. Elle constitue la première privatisation de son gouvernement.

      Elimina
  14. Avviso al prof. Bagnai,
    giorni fa sono andato all'ufficio postale del mio paesotto (duemila anime) per spedire in busta anonima la mia offerta del 5 per mille a questo sito.
    Mi vuole credere? Presento la busta chiusa con l'indicazione del cinque per mille, e mi si dice che non la possono spedire perché non è pre-stampata.
    La guardo storto,pensando che questo episodio Gogol lo avrebbe descritto da par suo,ma mi accontento di obiettare: la Busta l'Inps non me l'ha mandata e non saprei nemmeno dove trovarla ed in ogni caso alcuni anni fa rammento che l'allegavano al modello unico annuale dei pensionati.ora risparmiano; che fa ,vuol che scriva ai giornali o alla direzione che non vi procurate le buste?".Un po' di ripensamento e poi " mi lasci qui la busta e vediamo come riusciamo a risolvere:passi lunedì' etc,etc)
    Prof.Bagnai, non riusciamo a spedire secondo le norme di leggi ridicole ! figuriamoci se troveremo un élite che riuscirà a farci uscire dall'euro!
    In ogni caso ,stamani sono andato all'ufficio postale e mi hanno dato al ricevuta della spedizione ma mi hanno fatto soffrire un mal di fegato e impegnato un po' di tempo.
    Speriamo che fra un paio d'anni vi arrivino i denari.

    RispondiElimina
  15. Buonasera professore.
    Le scrivo questa sera il mio primo post nella speranza di poter contribuire con commenti ed osservazioni costruttive in futuro.
    Inizierei col segnalare che per un paese con il triste primato
    dell'analfabetismo funzionale un blog come questo non posso che far bene.

    cordialmente

    RispondiElimina
  16. Il link allo studio di Woo e Vamvakidis non funziona! Mi porta a una pagina francese con messaggio di errore.

    RispondiElimina
  17. Il punto 3: "Lo studio di Woo e Vamvakidis sui vantaggi dell'uscita per l'Italia" non è più disponibile.

    RispondiElimina
  18. Mi scuso, ho appena visto che è già stato segnalato il problema...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa tu: ho rimediato. Comunque questa roba ora la trovi anche qui.

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  19. Uscita dall'euro: quattro link non più attivi.
    Il primo, il secondo, forse il sesto e un altro ancora.
    Buon lavoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente i link a siti che nel frattempo sono morti non posso correggerli. Però qualcosa si può fare. La scritta in cima alla pagina indica che qui vanno indicati i link morti su questa pagina, come ha capito Krux Estremis nel commento appena precedente (e ho potuto rimediare). I link morti su altre pagine è meglio se mi li indicate nelle relative pagine, e magari non "il primo, il secondo, il quindicesimo", ma con l'indicazione del testo del link o con qualcosa di più specifico. Grazie!

      Elimina
    2. Perfetto.
      Scusami per la "sintesi", ma con un telefono con schermo da una frazione di pollice e con un collegamento internet strozzato, è praticamente impossibile fare di più.
      I prossimi, appena ho per le mani un picì, te li segnalo come richiesto.

      Elimina
  20. Buonasera, sono ben contenta che lei abbia un tale seguito di persone che comprendono gli argomenti di cui parla. Ben contenta che tutti possano avere una laurea in scienze politiche, una laurea in economia internazionale e anche una laurea in qualche altra cosa. Per tutti gli altri, che hanno lauree di indirizzo diverso, i punti sopra citati sono come una specie di ostrogoto, ahimè, quindi mi scuso se non riuscirò a commentare in modo lodevole i suoi articoli coraggiosi :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E questo lo dici non avendoli letti per scoraggiare chi volesse farlo?

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