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lunedì 19 gennaio 2015

Cosa sapete della Grecia? (fact checking)

Nei prossimi giorni si parlerà molto di Grecia. Ma voi, della Grecia, cosa sapete? Se siete qui per la prima volta, è probabile che sappiate solo quello che avete potuto apprendere dai mezzi di comunicazione italiani.
L'associazione a/simmetrie segue da quando si è costituita (due anni or sono) la vicenda greca, e ha raccolto autorevoli testimonianze di prima mano, che trovate sul suo sito.

Ve ne parlerò dopo, ma qui voglio occuparmi di quello che a noi è arrivato attraverso i mezzi di comunicazione. Cosa vi hanno detto, questi mezzi di comunicazione, e voi cosa avete, quindi, potuto capire?

Vi hanno detto che la Grecia era il più gran successo dell'euro.

Forse ve ne siete dimenticati, ma prima che la Grecia venisse ridotta a un cumulo di macerie dalle politiche della troika, qualcuno disse che essa era stata il più gran successo dell'euro proprio perché l'euro l'aveva spinta ad adottare queste politiche. Quel qualcuno era Mario Monti:


Quando quella persona disse quelle parole, la Grecia si trovava nella posizione evidenziata dal puntino rosso:


Dall'inizio della crisi la sua produzione industriale aveva perso il 20%: niente male per essere un successo. Ma era solo l'inizio del successo: dopo avrebbe perso un altro 11%. Quando due mesi dopo ci dissero che quella persona avrebbe governato l'Italia, ebbi paura e scrissi il primo post di questo blog. Si intitolava "I salvataggi che non ci salveranno", e per ottimi motivi era stato rifiutato da lavoce.info, dove normalmente mi esprimevo. Peccato per loro: avrebbero pubblicato una previsione giusta. Purtroppo i salvataggi del governo Monti non ci hanno salvato, e l'analisi svolta in quell'articolo (sostenevo che l'Italia - come la Grecia - fosse in difficoltà per problemi di debito estero, dovuti a un comportamento non cooperativo di tutti i partner europei, per cui l'austerità non avrebbe aiutato), oggi è condivisa perfino dal Sole 24 Ore (con quattro anni di ritardo, dopo essere stata condivisa, come vedremo sotto, da Fmi e Bce). La mia esperienza di ricerca, svoltasi soprattutto sulle economie in via di sviluppo, non lasciava dubbi: era un film già visto tante volte, in America Latina e in Asia. Ma in Grecia la situazione era decisamente peggiore, ed era, fra l'altro, la peggiore dell'Eurozona, come si vede se i dati della produzione industriale greca vengono confrontati con quelli degli altri paesi dell'Eurozona:


(per inciso, notate che prima dell'arrivo del governo Monti l'Italia si stava riprendendo...)


Ma prendetevi il tempo di vedere coi vostri occhi il più gran successo dell'euro in questo documentario al quale l'associazione a/simmetrie ha fornito supporto scientifico: lo trovate nella sua home page. È eloquente anche l'intervista che raccolsi dall'antropologo Panagiotis Grigoriou (già ricercatore al CNR francese), autore del blog Greekcrisis, che nel frattempo, a causa della crisi, ha subito un grave lutto. Quando venne in Italia, due anni fa, ci disse che per lui venire qui era come un viaggio nel tempo, in quel passato di normalità che il suo paese aveva perso per sempre.

Ma in Italia:

Vi hanno detto che in Grecia è in atto un "miracolo": è arrivata la ripresa, perché le riforme hanno funzionato.

Purtroppo è una menzogna. Intanto, è importante capire cosa è successo in Grecia, in termini di distruzione di prodotto e reddito. Lo vedete in questo grafico:


che confronta i dati della Grecia (fonte), con quelli riferiti all'Italia durante la Seconda guerra mondiale (fonte). Per rendere i dati confrontabili li ho espressi come indice a base 100 nell'anno precedente alla crisi. Vedete che la distruzione di prodotto in Grecia nei primi tre anni della crisi è stata più rapida di quella sperimentata dall'Italia nell'ultima guerra. Certo, in Italia la distruzione fu maggiore (ci furono i bombardamenti), ma in Grecia sarà comunque molto più persistente. Le previsioni del Fmi (in verde) ci dicono che nel 2019, dieci anni dopo lo scoppio della crisi, non avrà ancora recuperato il livello di reddito pre-crisi. Un semplice calcolo mostra che se anche la Grecia tornasse a crescere al tasso medio di crescita pre-crisi (4%), le occorrerebbero sette anni da oggi per recuperare. Nel frattempo il resto del mondo è andato e sta andando avanti, e quindi la Grecia in ogni caso avrebbe perso più di un decennio. Il "miracolo" del quale i media parlano, però, è un rimbalzo tecnico di dimensioni molto inferiori, e quindi il destino della Grecia è molto peggiore.

È importante che sappiate che la Grecia è un fallimento delle politiche di austerità, fallimento ammesso nel 2013 dallo stesso Fondo Monetario Internazionale in un rapporto (qui l'originale) che all'estero ha fatto scandalo (ecco come ne parlò il Guardian), ma del quale in Italia non si è parlato. Il Fmi ammise già due anni or sono di aver sottovalutato i costi delle politiche di austerità.

Eppure, già nel 2012 il Fmi aveva ammesso nel suo rapporto annuale (vedete il box 1.1 a pag. 41) che il fondamento teorico di queste politiche (l'idea che in recessione i tagli alla spesa pubblica contribuiscano a far ripartire l'economia) era errato. Qualificati economisti come Roberto Perotti avevano ammonito in tal senso fin dall'inizio del 2012, chiarendo come in due dei quattro esempi generalmente portati a riprova del successo delle politiche di austerità (Finlandia e Svezia), l'austerità era stata associata a una svalutazione della valuta nazionale, che, rilanciando l'export dei paesi in questione, era stata il vero motore della ripresa. La rigidità del cambio (cioè la presenza dell'euro) era quindi un pezzo del problema, e l'ammissione di fallimento del 2013 da parte del Fmi era in qualche modo annunciata, almeno per gli addetti ai lavori.

Ma forse dovreste sapere che la terapia era sbagliata (per ammissione del Fmi), perché la diagnosi era sbagliata (per ammissione della Bce)...

 
Vi avranno detto che la Grecia è in crisi per colpa del suo debito pubblico elevato. 

Ma le cose non stanno così. È vero, il debito pubblico greco era elevato prima della crisi, ed è anche vero che i governi greci hanno truccato i conti (poi vedremo come, quanto e perché). Ma la crisi della Grecia, come quella di tutti gli altri paesi dell'Eurozona, dipende sostanzialmente dal debito privato. Attenti: non è un dettaglio, perché se il debito pubblico non è il problema principale, allora tutta la retorica dell'austerità (quella dei Monti, per intenderci), viene a cadere.

Intanto guardiamo i dati. Qui sotto vedete il rapporto debito pubblico/Pil e debito privato/Pil in Grecia:



(il debito pubblico viene dall'ultimo World Economic Outlook, il debito privato dalle "Long series on credit to the private non financial sector" elaborate dalla Banca dei Regolamenti Internazionali; do per scontato che capiate che il credito erogato dal settore finanziario al settore non finanziario è un debito per quest'ultimo: quando la banca vi eroga un debito, lei ha un credito e voi un debito, giusto?)

Come vedete, nel periodo fra le due crisi (dal 1993, dopo la crisi della Sme, al 2007, prima dell'ultima crisi), il debito pubblico greco era stato sì elevato, ma assolutamente costante (peraltro, su livelli inferiori al nostro e a quello belga). Il debito privato, viceversa, si era decuplicato. Non era difficile intuire che il problema venisse da lì.

All'inizio, a dire il vero, ero il solo a sostenere questa tesi, che sembrava molto ardita. Me ne occupai in due lunghi post di questo blog (qui il primo, qui il secondo), articolai meglio l'argomento ne Il tramonto dell'euro, e poi ne feci l'oggetto di un working paper (ripreso in questo volume internazionale), e aspettai.

Il tempo è galantuomo.

Un anno dopo, più esattamente il 23 maggio del 2013, il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, pronunciò ad Atene un discorso che avallava pienamente questa interpretazione dei fatti: la crisi dei paesi periferici è dovuta sostanzialmente a un incremento abnorme dell'esposizione debitoria privata verso creditori del Nord Europa, e questo fenomeno è particolarmente evidente nel caso greco.

Il discorso originale è qui, e visto che sicuramente nessun giornale ve ne ha parlato (ne parlò solo il blog Vocidallestero in questo post), nel caso abbiate problemi con l'inglese qui trovate la traduzione ad opera di due alacri blogger del blog collettivo Kappadipicche.

Se non volete trovarvi ridotti come i greci, credo che dovreste spendere due minuti a leggerlo. Sarete un po' frastornati: il vicepresidente della Bce dice esattamente il contrario di quello che vi dicono tutti i vostri giornali...

La principale implicazione dell'analisi di Constancio è che la colpa non era stata dei governi spendaccioni, ma della finanza privata (delle banche, per capirci), che avevano prestato in modo imprudente. Notate che Constancio fa strame di due luoghi comuni in uno: quello che il debito sia solo pubblico, e quello che se un debito è eccessivo la colpa sia solo del debitore. I creditori in questa vicenda hanno le responsabilità maggiori.

So che non ci credete, so che ci sono ostacoli di carattere culturale, antropologico, che non vi permettono di accettare questa semplice verità, eppure, perdonatemi: voi avrete due soldi da parte, no? Li avrete depositati in una banca, magari. Vi farebbe piacere sapere che questa banca li presta così, con leggerezza, al primo venuto? Direi di no, giusto? Pensereste che quella banca sta agendo in modo criminale. Ecco. Constancio dice proprio questo: le banche del Nord si sono macchiate senz'altro di colpa (in senso penale), perché hanno agito con leggerezza, senza valutare il rischio.

Voi mi direte: "Certo, ma anche il greco che prendeva i soldi, però...".

Bene: Constancio fa strame anche di questo luogo comune. Se ci fate caso, lui dice ciò che è: in un ambiente di crescita sostenuta, come era quello della Grecia (ne parliamo meglio sotto), per una famiglia o per una impresa era razionale e giustificato anticipare certe spese ricorrendo al mercato finanziario (indebitandosi), perché la famiglia o l'impresa poteva avere l'aspettativa di riuscire a ripagare i propri debiti. Perdonatemi: quando siete stati in banca a chiedere un mutuo, vi avranno chiesto la busta paga, ma non credo vi abbiano fatto sostenere un esame di macroeconomia, giusto? Le capacità tecniche, e il dovere, di verificare la sostenibilità dei mutui erogati a non residenti incombe per forza di cose più sulle banche, che hanno gli strumenti di verifica appropriati (dati, modelli), che non sui singoli. Quindi le banche hanno sbagliato.

Le banche, però, hanno una giustificazione. L'entrata nell'euro ha regalato ai paesi deboli "credibilità", cioè li ha fatti percepire come meno rischiosi dalle banche estere, che quindi hanno prestato. Ma questa credibilità era fasulla, e a capirlo non ci voleva poi tanto: tanti studiosi lo avevano previsto.


Non vorrei essere irriverente, ma voi vi fidate di più del vicepresidente della Bce o del dr. Giannino? Ma questa è, ovviamente, una fallacia ad auctoritatem, di quelle che spesso vengono usate contro di me. Non cedete alla tentazione di ricorrere a questi argomenti sleali. Guardate i dati. Basta questo.

Naturalmente che le banche hanno sbagliato non si può dire. Le banche sono ricche, controllano l'informazione, che in democrazia è un bene prezioso e soprattutto costoso, e quindi per giustificare l'interpretazione che attribuiva la colpa della crisi al governo greco, e non alla disfunzionalità del sistema finanziario privato, i giornali vi hanno dovuto dire altre menzogne. Ad esempio:

Vi avranno detto che in Grecia il settore pubblico era pletorico, con troppi dipendenti, e che da lì derivava l'eccessivo debito pubblico.

Ma ovviamente anche questa è una menzogna, fatta per giustificare un'altra menzogna, e anche di questo si era parlato in questo blog (che non a caso ha tanto successo). In particolare, vi avevo fatto vedere che la storia di una Grecia troppo statalista era una completa bufala. Per scrupolo, ho verificato anche sui dati dell'Eurostat.Anche rapportando gli occupati nelle amministrazioni pubbliche agli occupati totali (anziché alla forza lavoro, come avevamo fatto nel post precedente), la bufala resta tale:


Questa è la media dal 1999 al 2007 del rapporto fra dipendenti delle amministrazioni pubbliche e occupati totali: la Grecia è appena sopra la media dell'Eurozona (noi appena sotto), e sopra la Grecia si trovano i virtuosi Lussemburgo, Belgio, Francia e Germania. Naturalmente è anche falso che il settore pubblico greco fosse sovradimensionato: il rapporto fra spesa pubblica e Pil in Grecia è inferiore a quello tedesco:


In questa immagine è in evidenza l'Italia (la fonte, per chi desiderasse approfondire, è AMECO), che, come vedete, è vicina alla media dell'Eurozona e sotto a "virtuosi" come Francia, Austria, Belgio e Finlandia. La Grecia sta ancora meglio: fra il 1999 e il 2007 il rapporto spesa pubblica/Pil è stato in media inferiore perfino a quello di Germania e Olanda.

Siete ancora convinti che fosse un problema di spesa pubblica?

Ne abbiamo parlato diffusamente nel nostro blog, ma naturalmente è impossibile opporre ai mezzi di persuasione occulta dei media la lucida obiettività dei dati.

Vi avranno detto che i politici greci erano corrotti e hanno falsificato i conti.

E ora voi vi aspetterete che io vi dica che non è vero!

Invece no, è vero.

Cominciando dai conti pubblici, le statistiche sul deficit di bilancio greco sono state falsificate, lo si sa, e basta confrontare le annate passate degli annuari del Fmi per rendersene conto:


Nel 2006 e 2007 si pensava che la Grecia fosse rientrata nella soglia del 3%, e lo si continuò a pensare fino al 2010. Poi, a fine anno, sorpresa! Non era così. La Grecia aveva pesantemente sforato: nel 2006 era al 6% di rapporto deficit/Pil, e nel 2009 aveva superato il 15%.

Una grave slealtà nei riguardi dei partner europei, e un tradimento del mandato ricevuto dai propri elettori (quello di amministrare in modo corretto la cosa pubblica). Ma vi siete mai chiesti come e perché questo trucco è stato effettuato? Il come lo sappiamo: con l'aiuto delle grandi banche d'affari internazionali. Il perché non è poi così difficile da intuire. Ai paesi che dopo l'hanno sterminata, prima la Grecia faceva comodo dentro l'Eurozona, per tanti motivi. Volete saperne uno (fra i tanti)? Ve lo spiega questo grafico:


In effetti, in Grecia c'è una cosa abnorme, ed è il rapporto fra spesa militare e Pil, superiore a quello della stessa Francia (che pure è una potenza nucleare e ha un atteggiamento piuttosto "proattivo" quando si tratta di andare a ledere interessi strategici dei propri partner europei).I greci, è noto, temono i turchi (un fatto che ha radici antiche)

 Formati all'esempio dell'Italia, che viene lasciata sola dall'Europa nel pur doveroso compito di accogliere tanti rifugiati controllando la frontiera meridionale dell'Unione, probabilmente i greci temono che se mai venissero aggrediti (cosa improbabile), l'Europa li lascerebbe soli (cosa certa, visto che non esiste uno stato europeo, non esiste un esercito europeo, ecc.). Per questo motivo i loro governanti hanno ritenuto fosse il caso di armarsi. Ma la Grecia non produce abbastanza armi, e non ha nemmeno sufficienti risorse per comprare armi sofisticate prodotte da altri paesi. L'ingresso nell'Eurozona garantiva al governo greco un più facile accesso al credito estero, col quale acquistare armi prodotte dall'estero.

E qui entra il discorso della corruzione. Voi la sapete, vero, la storia della Thyssen Krupp, che ha elargito mazzette ai politici greci affinché questi acquistassero tanti bei sottomarini tedeschi? Si parla di milioni di euro in mazzette spese dagli incorrotti (ma corruttori) tedeschi per indurre i corrotti greci ad acquistare armi per una cosa come il 7% del Pil!

D'altra parte, non si tratta di una assoluta novità: il primo grosso scandalo della Siemens, l'azienda più coinvolta al mondo in casi di corruzione, riguarda, pensate un po', proprio la vendita di una corazzata al Giappone. I tedeschi, si sa, fanno prodotti di ottima qualità. Ma per qualche strano motivo non riescono a piazzarli senza corrompere l'acquirente. Ci sarebbe da riflettere su questa strana costante storica.

D'altra parte, se non ci può essere corruzione (in Grecia) senza corruttore (tedesco), è pur vero che il corrotto (greco) ha sbagliato, questo è indubbio e non si intende negarlo.

Ma, fatemi capire: voi pensate che la colpa di un governo debba essere scontata da un intero popolo? Voi pensate che per il fatto che i politici hanno accettato mazzette da una delle imprese più corruttrici al mondo, per il fatto che sono stati aiutati a fare il maquillage dei propri conti pubblici da emissari di quelle banche, come Goldman Sachs, dalle quali ora provengono i moralizzatori come Monti, è giusto che i bambini greci restino senza medicine?

Se questa è la vostra idea di Europa, io la rispetto, ma rispettosamente vi dico che non è la mia. Un'Europa incapace di solidarietà, e capace solo di vendetta, non ha la mia solidarietà, e avrà la vendetta di qualcuno che conta più di me.

Comunque la pensiate, per farvi digerire questa evidente, disumana bestialità, vi hanno propinato cumuli di menzogne razziste sul popolo greco, menzogne alle quali, senza vostra colpa, non avete avuto altra scelta che credere.

Ad esempio:


Vi avranno detto che i greci erano un popolo di fannulloni improduttivi.

Ma non è vero. È una menzogna che serviva a non farvi riflettere sul fatto che la cosiddetta Europa stava condannando a morte dei cittadini greci per le colpe dei propri politici (qualcosa che nella vera Europa pensavamo di esserci lasciati dietro le spalle). Le statistiche sulla produttività media del lavoro (fonte OCSE, per i tanti S. Tommaso - che però credono ai telegiornali!) dicono che nel periodo precedente alla crisi la Grecia è stata, non solo nell'Eurozona, ma nell'intera OCSE, uno dei paesi a più forte crescita della produttività:


Attenzione a cosa significa questo dato. Non significa che un greco fosse più produttivo di un tedesco: i livelli tecnologici delle due economie sono diversi, e quello greco è inferiore. Nel 2007 il Pil per ora lavorata era pari a circa 30 dollari in Grecia e a circa 50 in Germania. Ma nel 1999 i valori erano rispettivamente 24 e 43. Dall'inizio dell'euro (che non coincide con l'ingresso della Grecia), il lavoratore greco ha aumentato il valore prodotto in un'ora di lavoro di circa 6 dollari, pari al 25%, e quello tedesco di 7, pari al 16%. In Grecia quindi la produttività stava crescendo più rapidamente che in Germania, la Grecia stava recuperando posizioni, che poi è ciò a cui sarebbe dovuto servirle entrare nell'Eurozona.

Vi hanno anche detto che i greci lavoravano poche ore, ma naturalmente anche questo è falso, come pure è falso che fossero un popolo di pensionati che si godeva mirabolanti pensioni d'oro, ecc. Tutte queste menzogne razziste sono state confutate dati alla mano da Vladimiro Giacché già nel 2011.


Adesso vi dicono che la Grecia può anche andarsene, se vuole.

E questa, qualora vi servisse, è la prova del fatto che il problema non era il debito pubblico, ma quello privato, erogato dagli spacciatori del Nord. Come siano andate le cose, ormai, dovrebbe esservi chiaro. I paesi del Nord, in particolare la Germania, non hanno certo favorito l'ingresso nell'euro di quelli del Sud per aiutarli a crescere, e quindi a diventare dei concorrenti potenzialmente temibili! Li hanno fatti entrare per due motivi:

(1) perché l'ingresso di paesi "deboli" avrebbe contribuito a rendere l'euro più debole di quanto fosse il marco, promuovendo le esportazioni tedesche, e:

(2) perché l'integrazione finanziaria permetteva alle banche del Nord di finanziare l'acquisto di beni del Nord da parte dei cittadini del Sud.

Non si tratta di complottismo: questa analisi è condivisa dalla letteratura scientifica e coincide con quanto ci dicono di questa vicenda coloro i quali ne sono stati protagonisti: uno per tutti, l'onorevole Visco. Il debito privato dei greci cresceva per acquistare beni tedeschi. Quando però la crisi Lehman ha colpito la Germania (pesantemente esposta sul mercato americano), i tedeschi son dovuti "rientrare" dei soldi prestati. Dovendo fare la voce grossa, anche loro, come credo avreste fatto voi, hanno preferito farla con la Grecia, piuttosto che con gli Stati Uniti.

Il resto è storia: le banche tedesche sono ormai riuscite a recuperare i loro crediti, come vi mostra questo grafico:


(dal quale, peraltro, apprendete che anche i cugini francesi sono stati molto "generosi" con i fratelli greci; per i dettagli, vi rinvio a questo post). Come hanno fatto le banche tedesche a rientrare? Be', forse voi non lo sapete, ma in parte ci sono riuscite coi soldi vostri, attraverso i fondi salva-stati. Una spiegazione documentata e dettagliata è qui. Sì, insomma, i soldi che avete versato per l'IMU, e il valore che il vostro immobile ha perso a causa di essa, che il nostro paese ha versato per salvare "gli Stati deboli", sono andati anche a salvare le banche di quelli forti, a tappare i buchi aperti dal comportamento dissennato della finanza del Nord, che ha agito nell'esclusivo interesse delle imprese del Nord, con la complicità di alcuni governi del Sud, in particolare di quello Monti, che se ne sono anche fatti un vanto.

Ora le loro banche sono al sicuro, e l'unica cosa che preoccupa la Germania, rispetto a una eventuale uscita greca dall'ero, non è il danno finanziario diretto (ormai esiguo), ma l'effetto di emulazione, con conseguente fuga di altri paesi nei quali è rimasto qualcosa da spolpare.

Indovinate un po' qual è il più importante?

E poi, la menzogna più grande: vi hanno detto che l'euro non c'entrava nulla

Invece l'euro c'entra. Il motivo per il quale si è costretti a tagliare i redditi di un paese per riequilibrare i suoi conti con l'estero è che non è possibile lasciare che il suo cambio si aggiusti, che il paese abbia una valuta che ne rifletta i fondamentale macroeconomici. Il motivo per il quale i paesi del Nord hanno prestato in modo imprudente a quelli del Sud è che il cambio uno a uno implicito nella moneta unica (un euro greco è per sempre uguale a un euro tedesco, almeno in teoria), ha alterato pesantemente la loro percezione del rischio, il che, in mancanza di una vera vigilanza bancaria europea, ha contribuito alla catastrofe.

Che si creda o meno nel mercato, non è comunque mai una buona idea lasciare che un mercato, nella fattispecie quello dei cambi, dia segnali sistematicamente distorti (ad esempio suggerendo che la valuta greca è forte come quella tedesca)!

Questo è quello che ha fatto l'euro. L'ho spiegato alla Commissione Finanze dalla Camera, quando, su cortese richiesta dell'on. Capezzone, andai a dirgli che nel semestre europeo l'Italia non avrebbe combinato nulla (come poi è stato). Questo è il video:


e, se vi interessassero, qui ci sono i grafici che mostrai agli onorevoli deputati. È un banale fatto economico: la flessibilità del cambio è un presidio irrinunciabile per il governo di un paese. Lo dice ormai anche il Fmi, il quale ci segnala che tutti i paesi, nell'economia globalizzata, stando andando verso forme flessibili di gestione delle proprie valute, e solo l'Europa è in controtendenza. Per forza poi succede questo:



E quindi?

E quindi i cittadini greci sono vittime in primo luogo di una colossale menzogna, di un colossale cumulo di menzogne razziste, che contraddicono le risultanze della ricerca scientifica, non reggono alla prova dei fatti e che sono state sconfessate ai massimi livelli dalle stesse istituzioni della troika, come vi ho mostrato.

Se i cittadini europei esistessero, e se comunque i cittadini dei singoli stati europei fossero stati correttamente informati, invece di essere bombardati da interpretazioni distorte a detta della stessa troika, la consapevolezza che quanto stava accadendo era profondamente ingiusto, o almeno quella che non ribellandosi esisteva una elevata probabilità di essere presto sottoposti allo stesso trattamento, avrebbe promosso una reazione politica che invece non c'è stata, e non c'è stata perché non esiste nulla di simile a una "cittadinanza" europea (non essendoci nulla di simile a una lingua europea) e perché i mezzi di informazione si sono resi passivamente o attivamente complici di una aggressione ideologica e razzista.

Alle vittime di questa menzogna, nel rimorso di non aver potuto fare di più per loro, se non cercare di dare corretta visibilità alla loro tragedia attraverso il lavoro dell'associazione scientifica a/simmetrie, vorrei dedicare una parola di verità:



Questa parola l'ho sentita dire tanto spesso da mia madre, quando ero bambino. Questa è l'Europa e la Germania che ho imparato a conoscere nel ventre di mia madre, questa è la voce con la quale la Germania mi ha parlato, quando ancora non sapevo parlare la sua lingua, quando ancora non sapevo dove fosse il do centrale, e dopo, quando non pensavo sarei mai stato in grado di suonare una cosa con così tanti bemolle!

Questa è la vera Europa: non il delirio di onnipotenza di élite distruttive e autodistruttive, che oggi a noi viene contrabbandato per alto ideale politico, ma la verità profonda e profondamente umana che la cultura tedesca ha proclamato per bocca dei suoi artisti e dei suoi filosofi, ed ha elargito a tutti noi, senza chiedere niente in cambio (Bach, come sapete, chiese in cambio un posto da lavoratore pubblico improduttivo - cosa sono le cantate che scrisse? "Non si mangiano", direbbero Monti e Tremonti - e per nostra fortuna lo ottenne...). Questa eredità preziosa viene oggi trascinata nel fango dal comportamento irresponsabile di pochi incoscienti, che si fanno scudo di ideali nobili per portare a termine l'ignobile compito dello spacciatore o del cravattaro. Ricordiamoci tutti che la Germania non è Merkel: Merkel non resterà, resterà Bach.

Questo ovviamente non significa che Merkel, o meglio chi le sta dietro, non siano un problema da gestire: lo sono, e ormai lo riconosce perfino la Confindustria. Significa però che non possiamo opporre all'egoismo e alla menzogna, odio e altra menzogna. Solo la verità dei fatti e dei dati può renderci liberi. Acquisire e diffondere questa verita necessita il nostro impegno, ma non è un compito insormontabile, perché, come vi ho fatto vedere, le stesse istituzioni preposte al "recupero dei sospesi" ci dicono apertamente che il problema non è dove i giornali ci dicono che sia. Lo fanno perché pensano che tanto non possiate capire quello che dicono, e che se anche lo capiste non potreste reagire.

Ora sta a voi decidere se dar loro ragione, o opporre una civile e democratica resistenza.

Quando iniziai il mio lavoro di divulgazione, la gente scuoteva il capo se dicevo che i nostri redditi erano in pericolo. Poi c'è stata l'Electrolux, ci sono state le acciaierie di Terni, ovunque si comincia a parlare di tagli ai salari. I lavoratori pubblici si sentono tutelati, ma nell'università dove insegno il personale non docente è in agitazione: le sue retribuzioni sono state, mi dicono, decurtate di non so quale indennità. Non entro nel merito: prima venivano pagati di più, oggi di meno, con la scusa di risanare uno Stato che secondo la Commissione Europea era sano!

In questo momento, non dobbiamo nascondercelo, l'Europa è messa in crisi dall'intransigenza tedesca. Questo è ormai un dato acquisito: perfino il premier Renzi ha espresso insofferenza. Certe volte penso che ci sia un tremendo, sconcertante equilibrio fra le atrocità che quel popolo ha saputo compiere:



e la sua capacità inarrivata di esprimere il bisogno di tutti noi (perché tutti noi ne abbiamo bisogno) di chiedere perdono:



Anche chi sta massacrando i greci ha avuto una madre, e anche lui, un giorno, sarà al cospetto di un qualche Dio. Aiutiamo i greci a uscire dalla crisi, ma soprattutto aiutiamo i tedeschi a non rendersi complici di una nuova catastrofe.

190 commenti:

  1. Credo che sarebbe di estrema utilita' che qualcuno che lo conosce possa tradurre in greco questo post per renderlo accessibile a chiunque in grecia.

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    1. Buona idea, conosco una biologa che è sposata con un greco. Posso provare a chiederglielo. Purtroppo neanche gli italiani riescono a svegliarsi da questo " Matrix ".

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    2. Propongo di inviare il post all'antropologo GRECO Panagiotis Grigoriou, noto ai vecchi lettori di questo blog, il quale tiene un blog in francese dal titolo "Greek crisis", eventualmente passando prima per una traduzione del post stesso in francese o in inglese da parte di qualche volenteroso lettore, se l'italiano dovesse essere un problema.

      I vecchi frequentatori di qui conoscono almeno il nome e qualcuno certo lo ricorda presente al Compleanno 2.
      Dalla crisi GRECA Panagiotis Grigoriou è stato colpito personalmente in diversi modi, a cominciare dalla perdita del lavoro, pertanto ritengo che abbia motivo di interessarsi al presente post, i cui fondamenti certo conosce da tempo.

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    3. non dimentichiamoci una traduzione in inglese, anche il resto d'€U deve avere la possibilita' di accedere a fonti d'informazione veritiere

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    4. Non servirebbe a niente, tutti sanno cosa succede ma sono in atto pressioni e intimidazioni quotidiane e senza precedenti dall'inizio della crisi. Un esempio: su TUTTI i canali tv: Una eventuale governo Syriza porterebbe ad una immediata mancanza di risorse per il pagamento di stipendi e pensioni
      Non serve commentare, mi sembra.

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    5. Sono d'accordo con te. Peraltro questo argomento (se rimane Berlusconi falliremo e non ci saranno soldi per pagare stipendi agli statali) venne usato con successo anche in Italia dai complici di Passera, e gli italiani erano meno disperati di quanto non fossero i greci oggi. La traduzione in inglese ha il senso di una testimonianza, quella in greco è assolutamente inutile. Se non ci pensano i colonnelli, nessuno fermerà il massacro, tempo.

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  2. Sarà tratto al cospetto della profondità interiore, che ora il soggetto nemmeno immagina cosa sia, ignorandone del tutto la verità. Il giudizio di un Dio "esterno" può ancora essere "eluso" personalmente col rifiuto, la contestazione, il menefreghismo e la rivalsa di un io separato. Quando il giudizio arriva da viscere ignote fino a quel momento, non concede alcun appello, alcuna delega, alcuna interiezione con qualcosa che possa ancore essere "altro".

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  3. La Grecia. a mio avviso potrebbe essere la causa scatenante dell' auto distruzione dell' area euro, non uscendo e non potendo essere espulsa, analoga alla formazione di un buco nero (finanziario), inizialmente piccolo e poco massicccio ma che divorerà rapidamente l' intera UEM; basta che si determinino le condizioni di collasso irreversibile del sistema economico greco e gli strumenti per impedirlo, in mano alla BCE, potrebbero presto dimostrarsi pleonastici ed esaurirsi.
    Daltronde un collasso di una grande banca come Lehman Brothers partì con uno sbilancio di circa 160 MLD di $ tra attività e passività e gli USA erano probabilmente più attrezzati della UEM a reagire. Non riesco a definre con precisione le analogie, ma sento che si potrebbe arrivare alla bancarotta greco-tedesca solo se si determnasse una causa scatenante come quella dello sgonfiamento della bolla immobiliare USA che qui in UEM potrebbe essere di tipo diverso ma legata a un mplosione di altro tipo.

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  4. Grazie prof! Bello come non mai e commovente! Mi hai fatto sentire greco. Se fossi meno ignorante traslerei in greco il "je suis......"

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  5. OT la7, piazzapulita.
    Apprendiamo, non senza una punta di compiacimento, che anche alla Passera je schizza il procione,ehm.....il tasso.

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  6. Pillole di disinformazione del buon Passera.....i tassi bassi per comprare casa (ovviamente nominali...non ti parlano dei tassi reali perché in deflazione non sta bene), debiti in euro da pagare con montagne di lire (nessun accenno alla lex monetae)....ma ormai siamo abituati a questo modo di fare.
    Quello che più mi ha colpito è la seguente considerazione, l'establishment è perfettamente consapevole che la situazione in Grecia è quella raccontata dal servizio mandato in onda questa sera....ma se ne fottono bellamente.
    Prof. le voglio bene

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    1. Le loro scemenze non vanno controbattute: vanno registrate. Se non lo facciamo noi, lo fa comunque Lui. Fra gli ignavi e i traditori ci son tanti bei gironi...

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    2. Ma passera crede veramente di prendere piu' del 2%?
      La cosa ridicola e' che vuole rilanciare gli investimenti, fare riforme e aumentare la crescita stando nell' euro e in un continente in deflazione. La sua soluzione? Svalutare il cambio dell'euro ancora di piu'.!!
      Ben ha fatto il prof a fargli notare che l'eurozona e' gia' in surplus e non dovrebbe svalutare. Gli usa prima o poi si stancano (e allora ci becchiamo il TTIP)

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    3. Buoni tassi? Ma se meno del 5% (e punte >8%) di TAEG non sono reclamizzate per comprare le auto (che peraltro NON vendono)? Nel 2007 la Volkswagen Bank mi offriva il tasso zero (con le spese era uno zero virgola qualcosa di TAEG) pur di vendermi l'auto... ed il resto degli interessi sono stati ripagati dai miei generosi concittadini con le seconde case! Poi ci si lamentava - a ragione- che la Fiat l'abbiamo mantenuta per anni, ma almeno avevamo le nostre industrie! Oh, my Captain! my Captain!

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  7. Durante i miei pomeriggi ormai sempre uguali, debbo accompagnare mia moglie per un giro in centro a Roma, per motivi terapeutici; debbo confessare che stasera ho visto in zona Campo Marzio una situazione letteralmente deprimente, i saldi sono iniziati e gli sconti sono del 50% ed oltre, negozi vuoti, molti che annunciano la chiusura definitiva e locali sfitti; roba a mia memoria mai vista in queste dimensioni; ricordo che lo scorso anno fui colpito dai molti negozi vuoti, ma quest' anno è molto peggio. Emblematico il caso del Ferrari Store di via Tomacelli, ormai con le saracnesche definitivamente abbassate. Campo Marzio è il quartiere centrale dove vive la Politica, la cieca Politica che non vede ad un palmo dal proprio naso e non ha naso per fiutare l' aria irrespirabile che c' è nel Paese e lì vicino alle sedi dove giocano a fare gli stronzi, ma credo amcora per poco tempo.

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    1. @Alberto39
      ricordo che lo scorso anno fui colpito dai molti negozi vuoti, ma quest' anno è molto peggio

      La stessa identica cosa nel centro di Milano dove mi reco raramente. Adesso é il momento degli Uffici vuoti, ma con superficie non di qualche decina di mq ma di centinaia di mq.
      Ed i negozi rimasti tuttora vuoti, Resistono i bar, tavole calde ma non per molto ancora, chiusi gli uffici son spariti pure i clienti.
      Rimarrà il deserto ma come scrissi altrove gli attuali governanti NON accetteranno la realtà, ma cerceranno di 'educarla'.

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  8. Però un po' bisogna capirli: andavano serenamente a riposarsi a Sankt Moritz a prezzi ragionevoli (per loro, natürlich) e ora invece....vedi che ha ragione Paolo Mieli: uscire dall'€ e dal rapporto con l'€ produce catastrofi

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  9. Stasera è stata per me una grande sofferenza. Sentivo fisicamente le contorsioni delle mie budella.
    Passera sicuramente non è un macroeconomista. Credo sia più un manager ( MacKinsey, CIR Olivetti, Poste) e meno banchiere. Ormai anche le pietre hanno capito che c'è un problema di domanda è lui propone misure sul lato dell'offerta. Anche i pochi dati mostrati da Formigli dimostrano che la cura sul lato dell'offerta ci ha fatto male e lui dice che bisogna aumentare la dose. A quel punto intavolare un discorso per affrontare il problema del nostro vincolo esterno, che ci impedisce di avere un deficit di bilancia dei pagamenti, con questa gente è impossibile. Gli altri 4, il politico, i 2 giornalisti ed il conduttore, sono un pensiero unico: più euro pe tutti.
    Prometto rivedrò un talk show solo dopo che l'euro si sarà sgretolato.
    Il prof stasera sembrava Sansone contro tutti.

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    1. Forse è solo Passera e non vuole pensieri. Chiunque sa che non è la logica l'arma migliore per averne ragione. In genere lo si capisce già dalla pubertà. E lì finiscono i tentativi e si passa a strategie alternative.

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    2. Se questo è un manager...

      http://www.isoladeicassintegrati.com/2011/11/24/quando-passera-volo-in-olivetti-2/

      http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/1113780/Tutte-le-vergogne-della-sua-Olivetti----Libero--le-ricorda-a-De-Benedetti.html

      http://www.valigiablu.it/olivetti-la-fine-di-un-sogno/

      Se fosse stato un medico, questo vergognoso buffone, sarebbe stato ricordato come Mengele

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  10. Sarà l'insonnia o le sue parole ma sono le 2.30 di notte e mi ritrovo ad ascoltare brani di Bach (non immaginavo si trovassero anche su wikipedia!) e non l' avrei mai pensato...non mi sono mai avvicinata alla musica classica perchè non l'ho mai studiata e pensavo fosse troppo difficile da capire per apprezzarla....ma è come un quadro di Caravaggio, anche senza essere Sgarbi non si può non rimanere sopraffatti da tanta bellezza!
    In fondo non mi ero mai avvicinata neanche all'economia eppure sono qui...
    Seguivo a malapena la politica interna e ora mi commuovo leggendo cosa stanno facendo ai nostri fratelli greci....
    In questi due anni di letture di questo blog ho davvero intravisto la luce fuori dalla caverna!

    Ecco, per tutto questo non saprò mai ringraziarla abbastanza, Prof. e questa notte volevo dirglielo ancora una volta.

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  11. Prof, forse è il più bel post che ci poteva mai regalare.

    Rinnovo l'invito agli astanti a non desistere e, con le armi della galanteria e della verità dei fatti, a combattere per noi, le nostre famiglie e per i nostri fratelli greci.

    Pace.

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    1. seguo il blog da alcuni mesi e posso solo concordare con quanto scritto sopra.

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  12. Caro Bagnai,
    vorrei fare alcune precisazioni sui "conti truccati della Grecia". Le cose stanno ancora peggio secondo me di come le descrivi.
    La vicenda dello swap è qui descritta da Bloomberg in modo più dettagliato di come riassunto da Il Fatto:
    http://www.bloomberg.com/news/2012-03-06/goldman-secret-greece-loan-shows-two-sinners-as-client-unravels.html
    Anche ammesso che una storia simile sia correttamente descrivibile con l'espressione "la Grecia ha truccato i conti", cosa che non ritengo, resta il fatto che non è lecito aggiungere "per entrare nell'euro". La vicenda è infatti del 2001, e la Grecia nell'euro c'era già entrata, il 1° gennaio 2001. Qui c'è una lettera di Simitis che protesta per l'espressione, e racconta che la decisione di ammettere la Grecia fu presa dalla Commissione sui conti del 1999 (come plausibile), assieme ad altre cose:
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-04-29/atene-vittima-causa-crisi-143519.shtml
    E' opinione generale che l'entrata nell'euro della Grecia sia stata opera di Simitis (socialista), col solito programma di lagrime e sangue.
    C'è anche da aggiungere che anche se l'espressione più adatta per sintetizzare la vicenda non fosse - come credo - che la Grecia si è fatta imbrogliare da Goldman Sachs, resta da domandarsi perché i nostri citino sempre solo la Grecia quando sono stati anche moltissimi altri a fare lo stesso errore, compresa l'Università di Harvard, per la quale la scusante dell'ingenuità dovrebbe contare assai meno, per i noti motivi.
    La mia opinione, suffragata dagli appunti di Geithner sulla famosa riunione di Iqaluit
    http://vocidallestero.it/2014/11/12/ft-i-file-trapelati-di-geithner-sulla-gestione-draghi-la-crisi-in-grecia-e-la-vicenda-berlusconi/
    è che ha fatto comodo a quei personaggi là descritti (che considero degli inqualificabili mascalzoni, oltre che degli imbecilli, a stare al racconto di Geithner) raccontarsela così, per meglio caricarsi a fare le loro mascalzonate e creare un'atmosfera di condanna generale anche da parte del pubblico, che ancora oggi non sa tutta la storia, e ascolta un Monti che ripete in televisione che "La Grecia ha truccato i conti per entrare nell'euro", e uno Schultz accanto che per dargli una botta aggiunge "... con la complicità di Goldman Sachs". Complicità?
    Tra l'altro, spostare in questo modo l'epoca della vicenda serve anche a coprire le responsabilità di Eurostat.
    Cari saluti.

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    1. "Come sappiamo, il credito non è stato perfettamente ottimizzato da agenti privati ​​razionali."
      Il linguaggio aziendalista - a cui sono sempre stato allergico - stavolta rasenta la sublimita'... il ragionier Fantozzi era avanti anni luce!

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    2. Butto lì una teoria che ho letto da qualche parte riguardo al motivo (più politico che economico) per cui si sia "permesso" se non addirittura "spinto" per avere la Grecia come membro UE (vale anche per Cipro).

      In due parole (tenete anche conto che al parlamento europeo i seggi sono ripartiti con proporzionalità degressiva): se la Turchia avesse chiesto l'adesione alla UE sarebbe stato difficile negarlo (è parte della NATO, ha una economia in buone condizioni e ai tempi di Maastricht sembrava solidamente refrattaria a oltranzismi religiosi).

      Ma questo avrebbe messo in ombra la Germania, dato che i 75 milioni di abitanti avrebbero ridisegnato la configurazione dei seggi del parlamento e diluito i voti tedeschi (83 milioni di abitanti).

      Dato però che per i tedeschi sarebbe stato politicamente imbarazzante ostacolare in maniera palese l'ingresso della Turchia, meglio fare entrare Grecia e Cipro, che avrebbero sicuramente posto il loro veto togliendo ogni responsabilità agli altri paesi.

      Questo spiegherebbe anche una certo lassismo nelle verifiche sui conti della Grecia (ammesso che fossero davvero truccati).

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  13. Ieri sera da Formigli ti ho trovato scostante e insofferente; in altre trasmissioni non lo sei stato quindi suppongo che fosse voluto: l'indecenza è insopportabile e la pazienza sta finendo.

    Battuta emblematica:
    Padellaro: -Non sono un economista-;
    Bagnai: -Nessuno è perfetto!-.

    Questo post è una pietra miliare per la summa di riferimenti che contiene.

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    1. Loro hanno più bisogno di me di quanto io abbia bisogno di loro. È un fatto. Per il resto, ho riconosciuto a Formigli il merito di aver messo nella giusta evidenza il problema. Sono stato cortese con il padrone di casa. La compagnia di giro merita il nostro non particolare apprezzamento, e non ho alcuna intenzione di esercitare su di me una particolare violenza.

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    2. Anche io ho avuto la stessa impressione.
      E' sempre un peccato che la facciano parlare così poco e che gli altri evitino sempre, il confronto diretto puntando su facili luoghi comuni (vedi il bank running di Passera).
      Dall'agitazione mi sono addormentato alle 2 :-(

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    3. Alcune considerazioni:

      1 - avete notato il religioso silenzio che accoglie le ciancie dell'inutile Paolo Mieli? (succede in ogni trasmissione dove interviene)

      2 - ottimo il servizio sulla Grecia

      3 - una cosa che mi è venuta in mente dopo la trasmissione, una idea che potrebbe essere utile in trasmissioni simili per stanare le incompetenze dei partecipanti e che non ho mai visto usare e quindi potrebbe anche funzionare.

      Lei prof. cosa fa se vuole mettere in difficoltà uno studente? Gli chiede un argomento a piacere o fa una domanda specifica?

      Ecco, lunedì, dopo il servizio sulla Grecia mi sono immaginato che avesse posto questa domanda agli altri ospiti ed al conduttore: "abbiamo visto che questa gente che prima lavorava e viveva come tutti noi ora non lavora più e si è impoverita, ora ditemi, dove pensate sia andato il loro denaro e perché le loro industrie hanno chiuso?"

      Avrebbero cercato di rispondere con i più vari argomenti, ripagare il debito, la corruzione, lo statalismo etc. etc. tutti facilmente rintuzzabili da lei ma cosa più importante, il colpo gobbo, sarebbe stato che lei avrebbe fatto le domande e loro avrebbero dovuto rispondere tenendo quindi il pallino della trasmissione.

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  14. La ringrazio per la costanza con la quale combatte questa battaglia.
    Riconosciamo anche a Formigli di aver mostrato una finestr(in)a sulla situazione tragica greca, anche se il dibattito lo ha tenuto abilmente distante.
    3 minuti glieli ha concessi, è comunque qualcosa, niente in confronto a quanto concesso agli sproloqui di Passera e alla propaganda della Bonafè.
    3 minuti sfruttati bene, di più non poteva fare.
    Post magnifico, non è una novità

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  15. Grande Prof! Commovente anche la sua esecuzione del "Preludio" bachiano e le parole che lo accompagnano."Ricordiamoci tutti che la Germania non è Merkel: Merkel non resterà, resterà Bach."

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  16. Non c'e' nessuno che puo' traduree il post in greco? Poi ci vuole poco magari su facebook a postarlo a qualche amico che a sua volta lo riposti nella sua rete greca. Questo post potrebbe svegliare tante coscienze una volta per tutte. Basterebbe magari aggiungere un capitolino sul falso amico Tsipras per evitare di mandarli in bocca al leone.

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  17. Prof, so di essere OT ma non vorrei le fossero sfuggite queste altre due perle che ci regala l'UE:
    - Riforma dei banchi popolari (tanto per incasinare le ultimembanche ancora sane)
    - Nuove leggi sulle etichette alimentari (tanto per farci mangiare quello che piace a loro e che altrimenti non mangeremmo)

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  18. Commosso dalle sue parole,dalla sua sensibilitàdote di cui ci sarebbe bisogno per affrontare le crisi.e,da musicista,la ringrazio per le scelte...bachiane!

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  19. Ieri sera secondo me i peggiori sono stati padellaro (che continuava a parlare di pd e presidente, quindi andando continuamente fuori tema in favore della bonafe') e mieli che ha detto (mostrando una certa soddisfazione) che il prossimo presidente sara' eurista come e piu' di napolitano.

    E poi basta con sta cosa che i vincoli li rispettiamo solo noi perche' non siamo credibili. Votero' salvini ancora piu' convintamente anche se continuo a non essere leghista. Ma ora ci serve un traghettatore fuori dalla follia eurista in attesa che fassina trovi un briciolo di coraggio.

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    1. Non è Fassina che deve avere coraggio. È la Bonafè che deve avere paura, e se non è stupida presto l'avrà. Intanto, mi ha molto carinamente chiesto il libro, che le ho dato con sincero piacere. La sua aria imbronciata mi piace molto. La Storia farà Ctrl+Alt+Canc, e poi, come le ho detto, lei dirà quello che diciamo noi. Il mercato è il mio pastore, non manco di nulla...

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    2. Per me e' stata irritante come tutte le bisbetiche del pd adesso e del pdl prima le avrei detto si legga,si studi un po' di economia.....questa gente qui ci condurra' al massacro perche' già ora anche qui in Italia siamo già come in Grecia, non c'e' piu' spazio per le maniere dolciastre e morbide quelli che ancora non l'hanno fatto ma che hanno la corda pronta nei loro capannoni ce lo stanno gridando, mi dispiace, ma sono colpevoli
      grazie per la sintesi
      un saluto

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    3. Notizia molto positiva che le abbia chiesto il libro, vuol dire molto secondo me.
      E poi la Bonafè è tanto tanto carina... e quindi l'apprezzo anche quando dice delle sciocchezze come ieri sera.
      Posso sbagliarmi ma l'impressione è di una in buona fede che non ha capito ancora nulla, a differenza di un Passera e di un Mieli che invece sono, sempre secondo me, in cattiva fede.

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    4. Aaah beh.... allora se la Bonafè è in buona fede la candidiamo come presidente.
      È brava, carina e in buona fede. È perfetta.
      Così siamo a posto.

      Tira più un pelo della Bonafè che un carro di buoi.

      Marilena ;-)

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    5. @ Marilena, Davide, Ale

      Il pH troppo basso le causa gravi deficit cognitivi. Nell'attività politica è, alla lunga, un disturbo serio se non curato efficacemente.
      In genere ha effetti anche più gravi nella sfera affettiva e prognosi sfavorevole nella gran parte dei casi. Da scusare e scansare. Se possibile.

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    6. @AB

      Questo è vero. Nel mio caso, da quando la conosco rosico molto, molto più che in precedenza almeno, ma non per le possibilità di incontro, bensì per le doti intellettuali che le generano. Le prime potrei sempre sperare di ottenerle come frutto del caso, le seconde mi sono irrimediabilmente (e sì che mi applico!) precluse.
      Sul punto in questione, invece: ho la pelle molto sensibile e sopporto solo le donne basiche. Non riesco proprio a indossarne di altre.
      Dicono però che la frequentazione assidua di qualche esponente dell'altro sesso che non manifesti allergia spesso riduca sensibilmente nelle donne affette i sintomi da caduta del pH. Confidiamo.

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    7. Che siamo dei rosiconi è evidente.
      E siamo pure dei pettegoli.... perché lei è più carina di noi e questo decisamente ci spiazza.
      Però nel complesso noi siamo meglio, perché non riusciamo in nessun modo ad essere in "buona fede" come lei....
      Anche in questo la Bonafè ci supera.

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    8. A me la Bonafè piace e quindi le perdono tutto... Che ci posso fare?
      Posso solo sperare che il prof la lasci a noi dopo essersi accaparrato Moretti e Meloni 😊

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  20. Io invece sono rimasta agghiacciata da cosa è successo dopo il tutto sommato pregevole servizio sulla Grecia che, per chi ha ancora un po' di umanità, non poteva che rappresentare un pugno nello stomaco. Non è successo assolutamente nulla. Nessun commento, nessun moto di repulsione o empatia. Nulla. Se fossero stati attaccati al poligrafo sarebbe uscito il tracciato tipico dei serial killer: sociopatia, assoluto distacco ed assenza di rimorso. Infatti sono subito ritornati alla logica da dibbattito da Festa dell'Unità, a parlare delle beghe interne del PD, tra i guardiiopenzo della Bonafé e i tassi che schizzavano di Passera. Metamessaggio della serata: vi facciamo vedere la Grecia ma poi facciamo come ci pare, perché di voi e dei greci non ce ne frega un...

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    1. ...cazzo.

      (scusa, completo io, perché tu sei una signora, e oggettivamente sarebbe stato disdicevole...).

      Sì, sono dei pericolosi pazzi criminali, assediati dalla realtà nel bunker di Berlino. E nota però che Paolo "Es dur" Mieli non ha avuto il coraggio di parlare di opportunità europea. Ha solo ripetuto, da buon imam europeista, il dogma del vincolo. Cioè ha detto agli italiani: "Siete delle merde incapaci di governarsi". Basta saperlo...

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    2. Qualcosa è successo: si sono affrettati a chiarire che noi non siamo come loro.

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    3. Ma lui, da buon (ex)comunista ed imam atlantista è già nel New American Century. Mica come gli altri che sono rimasti alla paneuropa.

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    4. Mieli: a cosa serve essere - o pretendere di essere - un raffinato intellettuale, uno storico, se poi accetti nonche' giustifichi la brutale legge del piu' forte? E' rassegnazione e/o saggezza, comprensione delle insanabili imperfezioni umane? Oppure, plain vanilla carrierismo e/o classismo? Una distorta percezione della meritocrazia? Lo ascolto sempre, perche' il suo linguaggio e' impeccabile, ed i suoi programmi sembrano confezionati con cura, ma...

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    5. Vi ricordo che passera è quello che è andato dagli operai in via "di dismissione" in sardegna a raccontare la sua storiella, per poi scappare dal retro e via in elicottero. Come se non sapessa che non avevano possibilità di salvare l'azienda. E parliamo di empatia?

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    6. Ho conosciuto personalmente Mieli, è stato il direttore del Corsera nell' epoca in cui lì avevo un importante incarico tecnico; mi dite se conoscete qualcuno del circuito Fiat che conta che sia contro l' euro? Uno dei più assatanati stoltoeuristi è Massimo Franco un regolarmente invitato di Gruber, qualche giorno fa ha fatto uno show con Salvini che è stato uno spasso, voleva fulminarlo quando ha detto che l' euro è la causa di tutto, gli usciva il fumo dalle narici e dalle orecchie e lo stesso Antonio Padellaro, fu all' epoca capo della sezione romana del politico, parlo dell' inizio degli anni '90 e non arrivò lì per puro caso; non mi meraviglio assolutamente del suo atteggiamento a me ben noto, distaccato, molto politico, mai esposto quando c' è davvero da esporsi!

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    7. Non è successo nulla perchè nulla sarebbe potuto succedere.
      Ma avete fatto caso ai volti delle persone dietro il prof Bagnai dopo la messa in onda del servizio? Io sono rimasto impressionato da quegli sguardi

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    8. Alberto49: ne ricordo uno, Cesare Romiti, che era contrario all'euro tanto da meritarsi una pubblica reprimenda su Il Repubblichino da parte di quel fanatico integralista dell'euroculto che è Giuseppe Turani. Leggete cosa scriveva, il 26 Marzo 2000, in La guerra solitaria di Romiti con l'Euro:

      «MA, allora, si capiva che cosa aveva in testa Cesare Romiti: stare fuori dall'Euro, significava salvare l'indipendenza della lira, e quindi la possibilità di svalutarla periodicamente. Cosa che in Italia si è fatta regolarmente, al fine di recuperare quella competitività che gli industriali non sapevano ottenere in fabbrica. Insomma, quando i nostri prodotti non erano più competitivi, ogni quattro-cinque anni, si svalutava la moneta. E così si poteva tornare a esportare. In questo modo si importava inflazione e si cresceva un'industria "malata", abituata a prendere regolarmente la sua dose di droga chiamata "svalutazione della lira". Il Romiti che protestava contro l'ingresso dell'Italia nell'Euro era un Romiti che non voleva rinunciare a tutto questo, che non voleva rinunciare a un sistema economico che della droga aveva fatto un'abitudine.»

      E ancora:

      «L'Italia perde competitività, e questo è un problema grave, perché ha un'inflazione "italiana" che è circa doppia rispetto a quella dei suoi più agguerriti concorrenti. Ma l'Euro c'entra poco con il fatto che l'Italia ha troppa inflazione. Qui c'entriamo proprio noi. Colpevoli di non riuscire a ammodernare questo sistema, di avere ancora troppo poco mercato, troppi residui di socialismo reale, una pressione fiscale molto alta (dovuta al grosso debito pubblico che ci trasciniamo dietro, e che pesa un po' meno solo grazie proprio all'Euro) e dei sindacati con la testa più dura di un paracarro, ma così forti da costringere persino il presidente del Consiglio attuale (fortemente voluto, a suo tempo, dagli industriali) a fare clamorosamente retromarcia in tema di flessibilità e mobilità del lavoro. Cioè in tema di competitività. Ma tutte queste sono questioni nostre. Proviamo a risolverle, e Romiti vedrà che, nonostante l'Euro, la competitività italiana farà un tale balzo in avanti che persino a lui sembrerà di vivere in un altro paese. QUANTO alla qualità della vita che sarebbe diminuita, questo è dovuto al fatto che abbiamo dovuto pagare (tutti quanti) alcune maxi-finanziarie per evitare la bancarotta (il disavanzo pubblico annuale correva sopra il 10 per cento), riducendo quindi il nostro reddito disponibile o all'esistenza dell'Euro?»

      Ci sono tutte le solite mistificazioni e palesi cazzate che sono state smascherate dal lavoro indefesso del nostro ospite. Ulteriore prova, se ce ne fosse ancora bisogno, che in certi ambienti si sapeva benissimo dove ci stavano portando.

      Naturalmente Romiti aggiusterà il tiro in un'intervista del 28 Novembre 2011 sul Corriere della Serva:

      Romiti: era un' illusione poetica

      «Non può esistere una moneta unica senza uno Stato forte che la protegga» Londra ha conservato la sua moneta, noi ci siamo infilati in una gabbia dalla quale non è più possibile uscire Occorreva avviare un meccanismo diametralmente opposto. Prima consolidare l'Europa.

      E come te poi sbajà: più Europa per tutti!

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    9. @CorrettoreDiBozzi
      E come te poi sbajà: più Europa per tutti!
      Ciao,
      non ho ben capito, io sarei per quanto sopra? Stai scherzando vero?
      P.S. Se potessi chiedere al genio della lampada di far fuori qualcuno, lo farei per Cesarone, che tra il 1998 e il 2000 mi ha rovinato la vita.

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    10. Alberto49: no, rileggi meglio, è riferito alla citata intervista del Corriere della Serva a Romiti. Non c'è bisogno neanche di leggerla, ho riportato il sommario in cui si legge: «Prima consolidare l'Europa.»

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    11. @CorrettoreDiBozzi

      Giuseppe Turani, Giuseppe Turani, eppure mi dice qualcosa questo nome. Non è che per caso questo campione di moralità industriale pubblica avesse qualche debolezza privata, per cui fu noto alle cronache giudiziarie? Forse lui,noersonalmente, aveva troppo mercato.

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    12. Pensa te, 'na sola virgola che ho ignorato, come cambia il senso di una frase in romanesco; un autentico gioco di parole.

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    13. Celso ti riferisci a penne pulite? Stando a quanto riportano le cronache sono stati tutti prosciolti.

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    14. Comunque è assurdo che il grande pubblico (?) possa intravedere macchie di Grecia solo grazie a un reportage di Piazza Pulita quando esiste (?) "Il più grande successo dell'euro". D'accordo, personalmente non ho finanziato la realizzazione e quindi non avrei il "diritto" di vedere nulla. Posso farne a meno. Però mi risulta che nemmeno i finanziatori abbiano potuto vederlo liberamente (a meno che per "liberamente" non si intenda dover presenziare negli angoli di mondo in cui è stato proiettato).

      Se non viene diffuso adesso che siamo a pochi giorni dalle elezioni, quando pensano sia l'ora? Roba da matti. Ma qualche "dissidente" che voglia almeno metterlo in p2p non si trova?

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    15. @CorrettorediBozzi
      Non sempre la verità giudiziaria corrisponde alla verità fattuale.................................................................................
      ............................................................................................
      ............................................................................................
      .ma noi da bravi cittadini garantisti rispettiamo sempre le sentenze della magistratura sopratutto quando assolvono.

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    16. @CorrettoreDiBozzi
      Romiti anti-euro, ma ai tempi accusato di aver affossato la Fiat dopo l'uscita di Ghidella, almeno secondo la vulgata finanziere vs. ingegnere. Come esperto di economia poteva appunto capire il danno che la moneta unica avrebbe provocato. Fino agli anni '80 la nostra principale realta' industriale e' stata capace di innovazione assoluta, a livello mondiale, portandola ad essere il primo costruttore europeo. Poi il declino, con l'euro a giocare un ruolo sicuramente importante, se fatichi a vendere non puoi neppure investire in R&D.

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  21. grazie prof. per questo bel post. sei uno dei pochi che ci dice la verità.

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  22. mi chiedo nella mia ingenuità: se i fatti sono così chiari ed evidenti per me, perchè non lo sono per gli altri, in particolare per i giornalisti? (non mi riferisco a Formigli, quanto ai vari giornalisti e conduttori della domenica che tanta responsabilità hanno avuto per diffondere nell'opinione pubblica messaggi distorti e fuorvianti).

    Ma i conduttori non hanno il dovere di informarsi corettamente sul problema da trattare prima di aprire dibattiti televisivi?
    Non sono pagati per questo?
    Per esempio ho letto il discorso di Victor Constancio, chiarissimo e illuminante nel descrivere le cause della crisi, e i rimedi che non hanno funzionato.
    Per noi, che abbiamo letto il blog, niente di nuovo, e allora? perchè parlare ancora del debito pubblico come all'origine di tutti i mali?
    Comunque, per combattere la frustrazione con l'ironia, faccio notare che alle carriole, alle cavallette, ai mutui e alla benzina, si è aggiunta una new entry:
    la corsa agli sportelli,
    immagine terrificante, che evoca scenari apocalittici, non c'è niente di peggio nell'immaginario collettivo del pensiero che potrebbe arrivare un giorno in cui non potrai comprarti le sigarette

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  25. Prof Bagnai , I had a bad dream. La Grecia potrebbe essere ‘invitata’ ad uscire dall’euro, per poi essere soggetta ad re-azioni sanzionatorie che ne soffocherebbero la indebolita economia. Il risultato finale sarebbe un monito estremamente minaccioso molto più incisivo di 1000 discorsi. In questo quadro i popoli europei , a testa china, andrebbero al macello con più serenità. Ma forse è stato solo un brutto sogno .

    HIC (in Goofynomics) MANEBIMUS OPTIME

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    1. È il mio sogno. A quel punto i cinesi farebbero ai greci un'offerta che questi non potrebbero rifiutare (si sono già accattati il Pireo), e gli idioti di Washington capirebbero che dall'euro hanno più da perderci che da guadagnarci. Il giorno dopo sarei a reti unificate, e due giorni dopo saremmo fuori. E i piddini verrebbero a dirci che ce l'avevano sempre detto. Questo stampatelo.

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    2. A quel punto si muoverebbero anche i russi, sanzionato io, sanzionato tu... e allora daje a ride...

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    3. No, non esce nessuno, sono appunto gabbie NATO, al max si inventano l'eurosud.

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    4. La Russia non sembra avere alcun interesse in una dissoluzione dell'UE: La "sorprendente" proposta della Russia all'Ue: stracciate il TTIP e unitevi all'Unione Eurasiatica. Probabilmente non hanno interesse neanche nella dissoluzione dell'eurozona (EZ), ma si potrebbe indagare se per loro siano peggio le sanzioni per la crisi ucraina o la crisi nell'EZ.

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    5. ma l'Unione Eurasiatica e' un'area di libero scambio ma non un serpente monetario, giusto?

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    6. Peccato che l'UE, braccio politico della NATO, non ricambi.

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    7. @AB
      Non è uno scenario improbabile. Se vedessi la guerra che c'è tra i due in East Africa. I cinesi costruiscono tutte le infrastrutture a credito, con manodopera loro (tra cui molti detenuti che, si sa, hanno un costo del lavoro assai competitivo), gli americani si inventano al Shebab, e quindi la necessità della loro presenza massiccia per motivi di sicurezza. I vari presidenti locali paraculeggiano un po' di qua e un po' di là.

      Gli idioti di cui sopra, un minimo sentore ce l'hanno, infatti qualcuno mi dice che non sia loro gradito il nostro campione locale, alla presidenza della repubblica (troppo vicino ai leader della Shanghai cooperation organization). Peccato, perché trovo che sarebbe l'opzione migliore per il colle (anche se mi costa dirlo)

      E, alla fine, credo che anche stavolta i crucchi rimarranno col cerino in mano, e quello che sentiranno dentro di loro non sarà la legge morale, anche se il cielo stellato lo potranno vedere comunque, basta che si poggino coi gomiti sul balcone.
      Ahimè, son gli effetti collaterali del non fare più le cose SDG, ma per l'esclusiva gloria del portafoglio

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  26. Le dico solo che la deputata del PD Anna ascani non sapeva nulla dei problemi derivanti dal surplus tedesco e dal riequilibrio asimmetrico dei paesi del sud Europa. Ha ritwittato un articolo dell'ottimo Vito lops dopo che gli era stato mandato dal sottoscritto mentre fino a 5 min prima aveva sostenuto fino alla nausea il peana dell'euro sigillo dei popoli fratelli. Con questi non c'è speranza. Tanto ci pensa Galli a rimetterle/i in riga.

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  27. Perfino gli islandesi hanno capito!!!!

    http://vocidallestero.it/2015/01/19/islanda-prima-rifiuta-di-salvare-le-sue-banche-insolventi-ora-ritira-la-domanda-di-adesione-allunione-europea/

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  28. Post Magistrale…
    Non credo, comunque, sia un caso che l'attuale cancelliere tedesco venga da un'esperienza "ambigua" come quella vissuta in gioventù…
    Apprendista Stregone il gran cancelliere baffuto della grande Prussia, Apprendista Stregone diaboloco l'ex caporale austriaco, Apprendista Stregonessa ( così la Boldrinova è felice :D ) la ex capo-manipolo DDR. la Germania è sopratutto Bach, cultura millenaria, filosofia e scienza… sacrosanto. Ma il problema di un popolo che si fa affascinare (e soggiogare) dall'inevitabile pifferaio di turno, solo in quanto "dux", deve essere pure presente… sindrome da Sacro Romano Impero o del Martin pescatore (di anime)?

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  29. Sentendo Passera ieri sera ho compreso perchè il governo Monti sarà ricordato come il peggiore della storia repubblicana,
    Sentendo Mieli ho avuto la percezione diretta dei danni che i media collaborazionisti possono arrecare ad una opinione pubblica preda del più forte.
    Sentendo Padellaro ho capito che certa sinistra ( in cui io personalmente credevo ) non andrà mai da nessuna parte perchè il frame in cui ragiona la blocca nella coazione a ripetere del circolo ermeneutico di casta/cricca/corruzione
    Sentendo la Bonafè mi sono reso conto...mi sono reso conto....di nulla, ecco.
    Sentendo Formigli per un attimo ho visto nei suoi occhi una luce, che si è subito spenta.
    Sentendo Bagnai ho capito che l'Italia può farcela, ma sarà durissima.

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    1. Sottoscrivo tutto.
      Però la Bonafè è carina, vero Prof. ?

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    2. What? Dù faig is megl che uann!

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  30. ieri a radio 24 giannino giustificava il giornalista Tedesco che spiegava come lo sforamento del sixpack da parte dei tedesci fosse dovuta a una giusta sfiducia da parte loro nel progetto europeo...no comment

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  31. "Asma asmaton", Iakovos Kambanellis (parole), Mikis Theodorakis (musica), Maria Farantouri (voce cantata).


    Jerry Silverman, "The Undying Flame: Ballads and Songs of the Holocaust : 110 Songs in 16 Languages with Extensive Historical Notes, Illustrations, Piano Arrangements, Guitar Chords, and Singable English Translations", Syracuse University Press: "Asma asmaton".

    (Alessandra da Firenze)

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  32. Man kann einen Teil des Volkes die ganze Zeit täuschen und das ganze Volk einen Teil der Zeit. Aber man kann nicht das gesamte Volk die ganze Zeit täuschen.
    (Abrahm Lincoln, Milwaukee Daily Journal, 29. Oktober 1886)

    In italiano in due parole: La verità viene sempra a galla.

    Luttwak in una trasmissione RAI due anni fà disse: "Ogni 70 anni l'europa impazzisce". Anche se non condivido tutto quello che dice Luttwak, questa frase la condivido al 100%.

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  33. Scusi tantissimo professore se mi prermetto, ma ieri sera l'avrei voluta vedere più combattivo. Mi riscuso e mi metto con la testa sotto i suoi piedi, ma Passera e Mieli si meritavano un ENORME CAZZIATONE ! LA PROSSIMA VOLTA VOGLIAMO VEDERE LE FIAMME, Mi scusi tanto e sempre umilmente con la faccia sotto i suoi piedi, prima di altri inteventi in tv mi permetto di suggerire un training autogeno con visualizzazione per incrementare il CARISMA COMUNICATIVO, bucare lo schermo al momento opportuno e scatenare con disinvoltura tanta potenza di fuoco, chiunque sia l'interlocutore deve SOCCOMBERE e perire con poca spesa e molta resa. Purtroppo i telespettatori non hanno gli strumenti scientifici per capire chi ha ragione, ma hanno tutti gli strumenti per capire chi APPARE più carismatico e convincente. Chiedo scusa umilmente con la faccia dove sappiamo.

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    1. Sottoscrivo in toto. Anche io la penso allo stesso modo. Lei ha bisogno di più tempo per fare un discorso organico e più chiaro di quello che poi approfondisce in maniera estremamente puntuale qui sul blog. Queste trasmissioni, a mio parere, di fronte al grande pubblico Le fanno fare la figura del guru strampalato che va contro corrente (leggi contro Euro) per mera visibilità mediatica. Ci vorrebbe più spazio, tipo una trasmissione dedicata dove possa far valere le sue doti di comunicatore. Tipo Report, insomma.

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    2. Accipicchia! Non ci avevo pensato. Mi chiedo come ho fatto ad arrivare dove sono arrivato senza i vostri consigli.

      Oppure, se preferite, ve lo dico come vorreste voi:

      "A RINCOJONITI, MA NUN VEDETE CHE SSETE!? LI CONSIJI DATELI ALLE VOSTRE SORELLE".

      Ecco, spero che nell'uno o nell'altro modo lo capiate, e riprendiate contatto con la fragilità della (vostra) condizione umana (che alla mia ci penso io).

      Pax et bonum!

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    3. Scimmie urlatrici si nasce. La ragione ha i suoi tempi. Poi non stiamo parlando di nullita' qualunque, Passera e Mieli qualche cosuccia la sanno, sono sicuramente massimi esperti nel gestire le proprie posizioni, soprattutto quando traballanti.

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    4. @Stefano Vitiello stima infinita per le citazioni! Di che trasmissione di parla che me la guardo! Grazie!

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    5. Dopo tutti questi anni ancora non vi fidate del prof.
      Ma secondo voi avrebbe dovuto sguainare la spada?
      Buttarla in caciara?
      In caciara l'hanno messa gli altri ospiti con la differenza che ora sempre più persone (grazie ancora al prof. e a tanti altri) sanno che mentono (in toto o in parte).
      È stato perfetto con quello che gli hanno concesso e lasciando lavorare gli eventi lo richiameranno (succede sempre più spesso) dandogli più spazio, ne sono convinto.










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    6. @Near si parla di PiazzaPulita di ieri 19/1.
      Si la citazione è proprio la lettera al Savonarola in Non ci resta che piangere, Benigni-Troisi :)

      @Alberto Bagnai. Però poche volte si arriva dove si arriva solo per merito, altrimenti non si spiegherebbe perché i nostri governanti sono lì. E quindi anche chi non è arrivato molto spesso non è per demerito ma per effettive gravi difficoltà.

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    7. Vista! Si il Prof non era in formissima (stile vs Boccia per intenderci), dobbiamo creare una cordata di persone e farci invitare alle trasmissioni :-)

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    8. Il Prof. è come una Lamborghini che sgomma: fa le buche in terra yuhuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

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    9. Caro Stefano c' è della verità in ciò che dici, ma ti sfuggono due punti fondamentali.
      1- Procedere nella carriera verso il governo di un sistema politico nell' ambito del quale le forze che si contendono il potere condividono un' identica ideologia (fatta salva qualche variante cosmetica o retorica) non è paragonabile alla progressiva influenza di un perfetto sconosciuto che mette a nudo (solo o quasi, contro tutti) quella ideologia (vincolo esterno, il mercato non può fallire, se sò magnati tutto, banche centrali indipendenti, il capitalismo funziona come un clavicembalo, ma lo devi suonare come se fosse un flauto cioè soffiandoci dentro, ecc. in sintesi).
      2-Nel primo caso, hai ragione (anche se non lo hai pensato mi piace immaginare che potresti farlo), la carriera non dipende dal coraggio e dall' abilità con la quale si cerca di affermare i propri valori, bensì dal merito di possedere quelle straordinarie qualità interiori condensate nell' idealtipo di Simona Bonafé ieri sera. Il secondo caso, quello di un certo professore di provincia, credo che esemplifichi il concetto che tu hai espresso di "gravi difficoltà".

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    11. Ma soprattutto: https://www.youtube.com/watch?v=S0C2X1lkQ30

      ... eppure i riferimenti erano in bella vista.

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  34. Ieri sera, a Piazza Pulita (La7) ho appreso che Corrado Passera ha fondato Italia unica, che suona molto come "taglia unica" e già qui parte male perché una taglia unica misurata su Passera è destinata ad un inevitabile flop elettorale.
    Dopodiché notiamo che sui 79 minuti della seconda parte del programma, peraltro noiosissimo, a Bagnai sono stati concessi pochi minuti, del tutto insufficienti ad illustrare il suo punto di vista, tanto più all'interno di un chiacchierificio in cui Bonafè, Mieli e Padellaro sprigionavano frasi fatte a raffica senza collegamento alcuno le une con le altre e rigorosamente fuori tema.
    Notevole lo sguardo del professore a fine trasmissione, del genere: “ah, e mi avete fatto venire fin qua solo per partecipare a questo circo Barnum?”
    Su tutto il resto è meglio stendere un velo.

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    1. Ma figurati: per me è stato un piacere...

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    2. Alla fine, era quello che intendevo con il mio commento precedente.

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  35. Non crediate che la Grecia possa uscire impunemente dall'Euro anzi ho la netta convinzione che la Troika massacrera' ancor di più la loro economia e userà l'uscita della Grecia per fare ulteriore propaganda in modo da poter dire agli altri Stati: "Ecco cisa succede se uscite dall'Euro".

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    1. Mi sembra un approccio un po' favolistico, considerando che al mondo non c'è solo il Fmi. C'è anche la PBOC.

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    2. @ ATTILIO (20 gennaio 2015 12:30)

      "Ecco cisa succede se uscite dall'Euro".

      Ma anche no. Da alcuni anni la multinazionale cinese Cosco si è insediata nel porto greco del Pireo ampliandone sensibilmente il volume dei traffici: «nel 2008 i container in transito dal Pireo erano 433.582 l’anno, nel 2013 sono arrivati a 3,16 milioni, l’80 per cento grazie a Cosco». Il che significa che, qualora la Grecia potesse decidere autonomamente il suo futuro, il Pireo potrebbe ben presto divenire più grande porto del Mediterraneo per traffico merci dall'Asia.
      Dopodiché li voglio vedere quelli che “uscire dall'€ porterà alla catastrofe”.

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    3. @ATTILIO
      Scusa mi dici perchè oggi la Grecia dovrebbe uscire e se può farlo in base ai regolamenti (ricordiamoci cosa disse Attali) e soprattutto Houston, c'è un problema, nessuno li può espellere; hanno fatto i loro compiti a casa, meglio di tutti e si vede e credo peggio di così non potrebbe andare, e poi prendono il 2,6% del loro PIL in aiuti netti dal bilancio UE (per noi sarebbero 40 MLD annui se avessimo lo stesso vantaggioso trattamento).
      Per cui stiamo tranquilli e attendiamo che il problema greco si gonfi al punto giusto per esplodere alla massima potenza.

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    4. I "salvatori" cinesi di Cosco piacerebbero davvero tanto a Tommaso "durezza del vivere" Padoa Schioppa e anche a molti nostri politici, per non parlare dei nostri cari #giornalisten, pardon, operatori dell'informazione.

      Uno stralcio da Grecia Cura cinese per il Pireo:

      «“Da noi tutti sanno che bisogna lavorare duro”, spiega Fu. Sotto la sua attenta supervisione la parte cinese del porto ha conquistato nuovi clienti, aumentato il traffico di container e accolto navi più grandi.
      Fu è convinto che la Grecia possa imparare molto da compagnie come la sua. “I cinesi vogliono fare soldi lavorando”, spiega. Secondo il capitano il problema è che dopo la fine della Seconda guerra mondiale troppi europei hanno cullato l’idea di un’esistenza comoda e protetta. “Volevano una vita piacevole, più vacanze e meno lavoro. Spendevano i soldi prima di averli guadagnati. Ora si ritrovano con i debiti”.



      Dall’altro lato della rete metallica che separa l’attività greca da quella cinese, il capitano Fu spera che un giorno Cosco possa amminstrare tutto il Pireo (nel caso il governo greco si decidesse a venderlo). Una simile espansione, spiega, cementerebbe il dominio cinese in uno dei punti d’accesso all’Europa del sud e ai Balcani. Ma i sindacati greci e i funzionari dell’Autorità portuale del Pireo, fortemente critici nei confronti della gestione di Cosco, farebbero di tutto per scongiurare un simile scenario. “Laggiù è come essere in un altro paese”, spiega Thanassis Koinis (uno dei vice direttori dell’Autorità portuale del Pireo) mentre di primo mattino osserva dalla finestra del suo ufficio cadente le gru che sovrastano i moli Cosco.

      Konis, insieme a molti altri greci, accusa la compagnia cinese di usare prestatori d’opera per ingaggiare lavoratori a tempo determinato, poco qualificati e disposti ad accettare un salario più basso. Babis Giakoymelos, membro del consiglio del sindacato dei lavoratori portuali, è convinto che Cosco risparmi anche sulla sicurezza dei lavoratori. “Stanno introducendo in Europa standard da terzo mondo”.

      Al contrario di quello di Konis, l’ufficio di Fu è lussuosissimo, e il recente rinnovamento da 1,29 milioni di dollari nelle sedi dell’amministrazione testimonia gli sforzi della diplomazia aziendale greco-cinese. … “All’inizio i greci temevano che i cinesi arrivassero e si prendessero tutto”, spiega Fu. “Invece abbiamo dimostrato che vogliamo aiutarli a progredire. Non vogliamo affatto togliere loro il lavoro e darlo ai cinesi”.
      »

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    5. @ CorrettoreDiBozzi (20 gennaio 2015 18:54)

      I greci non vedono i cinesi come “salvatori”, ma se la Grecia si trova in questa situazione è principalmente a causa dell'ottusità dell'Ue e la Cina ovviamente ne approfitta. Il che conferma ancora una volta che i cosiddetti leader europei, quelli a cui alcuni sconsiderati euro-entusiasti vorrebbero cedere sovranità, non hanno la più pallida idea delle conseguenze disastrose che le loro deliranti politiche potrebbero avere per l'Europa nel suo complesso.
      Sul fatto che lavorare con i cinesi non costituisca di per sé un progresso per i lavoratori non ci piove, però almeno per il momento è sempre meglio che morire di fame a suon di riforme imposte da Angie che, diciamolo, non è un'aquila. E poi i cinesi non ti bombardano per convincerti della bontà dei loro progetti e nemmeno ti chiedono il Partenone in garanzia, come invece era venuto in mente agli stolidi finlandesi. Inoltre lo sviluppo del porto avrà ripercussioni positive per tutta la Grecia già nel breve termine, mentre con l'Ue nel breve, medio e lungo periodo ci sono solo le chiacchiere di Juncker e degli amici suoi.
      Inoltre, va considerato che «la Cina investirà 2,9 miliardi di dollari per ammodernare la linea ferroviaria che connette il Pireo con Budapest e Belgrado. Dalle due capitali, i container possono proseguire verso l'intera Europa».
      Infine va notato che una consultazione online promossa dalla CE sul Ttip ha evidenziato che, «su circa 150 mila risposte di cui quasi 700 da parte di organizzazioni e associazioni, il 97% si è rivelato contrario al Trattato
      […]
      contro il trattato si erano anche levate due petizioni che hanno raccolto 2 milioni e mezzo di firme, anche se i media di regime non ne hanno mai dato notizia».
      Il che ci dice che continuare ad assecondare ciecamente Washington non è precisamente in cima alle aspettative degli europei, cosa, questa, evidenziata anche da un sondaggio dell'istituto ICM Research condotto in Francia, Gran Bretagna e Germania dal 5 al 17 dicembre del 2014, che ha interessato oltre 3mila persone e ha rilevato che “quasi la metà della popolazione della Gran Bretagna, Francia e Germania (46%) ritiene che la UE debba perseguire una politica più indipendente dagli Stati Uniti. Solo il 15% degli intervistati è a favore di un maggiore allineamento con le posizioni di Washington”.
      Ancora una volta, non è la Cina il problema per l'Europa, ma l'Ue. Semmai la Cina rappresenta un problema per gli Usa, sia per la crescente de-dollarizzazione dei propri scambi commerciali, sia perché «secondo gli esperti, entro il 2020 la flotta dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) potrebbe diventare la prima superpotenza navale del Pacifico, superando per numero quella della US Navy».

      P.S:
      Noto che negli ultimi mesi D'Attorre è sempre più allineato alle tesi del professor Bagnai.

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    6. kthrcds: ti faccio notare che la cinesizzazione (o meridionalizzazione) dell'Europa non è un esito accidentale (mi pareva che, grazie alle evidenze qui emerse, su questo punto fossimo tutti ormai d'accordo).

      Comunque capisco: dato che fino ad ora abbiamo dato tante belle fettine di culo a Washington, Londra (contro cui, è bene ricordarlo, abbiamo perso una guerra — e a Londra gli affettati li mandiamo almeno dall'Unità d'Italia) e ultimamente Berlino e Parigi, è arrivato il momento di essere più equi & solidali, fare un ulteriore sforzo e sacrificarci per il bene di Pechino, Mosca, Nuova Delhi (ovviamente non dei poveracci che abitano quelle lande)… avanti, c'è posto!

      Devo aver inteso male, pensavo che uno dei problemi fondamentali di questo Paese fosse una classe dirigente catturata da interessi esterni e deresponsabilizzata, che si è fatta scudo del vincolo esterno, del ce lo chiede l'Europa.

      L'Italia può farcela se gli italiani sono convinti di non potersi governare (o non ne hanno voglia)?

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    7. Scusate, non capisco l'oggetto del contendere. Prima di proseguire questo discorso, caro Correttore, mi dici cortesemente quante divisioni hai?

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    8. @ CorrettoreDiBozzi (21 gennaio 2015 20:39)

      “... è arrivato il momento di essere più equi & solidali, fare un ulteriore sforzo e sacrificarci per il bene di Pechino, Mosca, Nuova Delhi ...”

      Scusi, che c'entra con quello che ho detto io?
      Qui non si tratta di scegliere di dare “tante belle fettine di culo”, come dice lei, a chicchessia. Si tratta molto più semplicemente di rendersi conto dei rapporti di forza presenti sul terreno e che se noi ci ostiniamo a seguire lo zio Sam nelle sue avventure qua e là per il pianeta il risultato non può che essere quello cui stiamo assistendo, ossia che il resto del mondo prende contromisure che possono rivelarsi dannose per la nostra economia. Anzi, si rivelano proprio deleterie.
      L'Eurasia potrebbe essere un enorme mercato di sbocco per l'Europa, ma l'Ue, anziché adottare un atteggiamento collaborativo in cui avremmo solo da guadagnare, ha scelto di entrare in conflitto adottando politiche suicide, come le sanzioni alla Russia, il sostegno al regime ucraino, l'appoggio alla Francia in Mali, il blocco del South Stream, ecc. e per di più dotandosi di una moneta unica che ne ingessa l'economia. La mia impressione è che se l'Italia vuole darsi un governo che faccia i suoi interessi debba prima cambiare direzione, perché quella intrapresa sinora è fallimentare.

      Quanto alla classe dirigente di questo paese, non so che dirle. Si candidi e provi a migliorala lei.

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    9. Grazie @CorrettoreDiBozzi
      "Secondo il capitano il problema è che dopo la fine della Seconda guerra mondiale troppi europei hanno cullato l’idea di un’esistenza comoda e protetta. “Volevano una vita piacevole, più vacanze e meno lavoro. Spendevano i soldi prima di averli guadagnati. Ora si ritrovano con i debiti”."
      Ma sono sempre cosi' originali gli sfruttatori di tutti i tempi?
      Questa frenesia del profitto fara' crollare la Cina su se' stessa. Non appena la crescita rallentera', qualcuno si accorgera' che vivere per lavorare e' zero senza speranza di un futuro migliore, che sia il modello piccolo-borghese o le magnifiche sorti e progressive...

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    10. Le divisioni non servono a combattere quelli che ci stanno facendo guerra; forse vi ha tratto in inganno il fatto che ho citato delle capitali: pensavo di poterlo fare qui senza essere frainteso (la Gemania non è una signora alta, bionda, ecc...).

      Mi riferivo a quelle élite apolidi che ci considerano bestiame o carne da cannone, a seconda delle circostanze e delle convenienze (e non sto qui sostenendo che siano l'unico tipo di élite — altrimenti non saremmo neanche qui a parlarne). Quello che mi preoccupa è un certo entusiasmo acritico per certe sfere d'influenza alternative a quelle a cui abbiamo gravitato attorno finora. Non mi sembra che, di per se stesse, possano promettere dinamiche molto diverse da quelle che ci hanno precipitato in questo disastro.

      Questo non significa che dobbiamo metterci a fare la guerra contro tutti, esattamente il contrario: è proprio seguire come pecorelle smarrite questo o quel polo d'influenza, quando il tipo di élite di cui sopra prevale alla regia di questi poli, che ci ha trascinati in guerre che per la nostra Costituzione (oltre che per la nostra coscienza) non avremmo dovuto combattere.

      I rapporti di forza, se ci riusciamo (e per riuscirci bisogna almeno provarci), vanno riequilibrati innanzitutto all'interno di questo Paese, altrimenti passeremo da una classe dirigente che ci ha svenduto per un piatto di lenticchie ad una che ci svenderà per una ciotola di riso.

      Qui arriviamo alla domanda di kthrcds, che rivela un grosso fraintendimento: sul breve periodo, ce lo siamo detti spesso qui, la transizione non potrà essere "democratica" (nel senso che una parte della popolazione non capirà e non approverà, ma probabilmente si adeguerà per spirito di appartenenza).

      Sul lungo e medio periodo invece, per costruire le condizioni per cui non si ripeta tutto quello che abbiamo visto succedere con la vicenda esemplare dell'euro, non si può credere che una migliore classe dirigente si selezioni da sola. La deve selezionare un migliore elettorato, cioè dobbiamo essere migliori tutti noi.

      Sarebbe bello se il mondo fosse "normale", ovvero citando da La svalutazione deprime la quota salari (leggende metropolitane "monopartisan"):

      «Il problema è tutto lì: in un mondo normale si dovrebbe poter fare una vita normale, e non studiare fisica nucleare per sapere se le centrali di terza generazione sono sicure, o leggere l'American Economic Review per capire se unire Finlandia e Cipro sotto la stessa moneta è una cosa intelligente…»

      Il problema è che questo mondo "normale" non esiste e non credo esisterà mai: la conoscenza è potere e i sociopatici di cui sopra si riealizzano nell'esercitare il potere senza alcun freno (per definizione).

      È vero che un singolo non può conoscere tutto lo scibile umano, ma ce ne passa fra l'essere un Pico della Mirandola e l'essere l'ignaro che accetta qualsiasi cosa proponga la sua parte politica.

      Non possiamo aspettarci che ci vada sempre bene, che ci sia sempre un uomo della provvidenza (o una élite "buona") che venga a spiegare in modo accessibile, a chi è disposto ad ascoltare e a fare uno sforzo, come ci hanno fregati e come provare a reagire in modo efficace.

      Serve, se vogliamo una democrazia degna di questo nome, un'ampia base di cittadini che partecipano al processo democratico e non sia facile da infinocchiare. Dobbiamo cioè arrestare e invertire quel processo di infantilizzazione che dura almeno da 40 anni e che a sua volta aveva arrestato l'onda lunga di un processo, lento ma costante, di emancipazione.

      Le condizioni necessarie perché ciò accada sono:
      * nel medio periodo almeno due: non essere pressati dalla necessità (anche di sicurezza e quindi dalla paura) e avere più tempo a disposizione;
      * nel lungo periodo l'accesso per tutti a istruzione di qualità elevata.

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    11. a perfect world: è successo anche da noi: dal piccolo imprenditore del Nord Est al sindacalista impegnato a giustificare il ruolo proprio e dell'organizzazione sindacale, tutti hanno scambiato un mezzo, il lavoro, per un fine ultimo e sacro.

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    12. Caro Correttore, ora ho capito quello che vuoi dire. È molto bello.

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    13. @ CorrettoreDiBozzi (22 gennaio 2015 17:24)

      “Quello che mi preoccupa è un certo entusiasmo acritico per certe sfere d'influenza alternative a quelle a cui abbiamo gravitato attorno finora”.

      Guardi che io mi sono limitato a registrare ciò che sta accadendo, senza alcun “entusiasmo acritico”. Gliel'ho forse mandata io la Cina nel Pireo? Ho forse ipotizzato che la Cina ci promette “dinamiche molto diverse”?
      Io ho semplicemente sottolineato che l'ottusità dei leader dell'Ue sta creando sempre maggiori difficoltà all'Europa e che se l'occidente continua ad andare a rimorchio dei dementi neo-con americani - qui sì con “entusiasmo acritico” -, pensando che qualsiasi sconquasso combinino, qualsiasi massacro compiano in nome della Guerra al Terrore (che, tra l'altro, come forse avrà notato, sta per avere una riedizione), poi alla fine “arrivano i nostri” a sistemare tutto, il resto del mondo ci fa a strisce.

      Quanto al “migliore elettorato” che seleziona una “migliore classe dirigente”, lei ha notizie recenti del M5s? Quelli che dovevano “cambiare l'Italia e il mondo”? Quelli il cui leader sembra babbo natale dopo una tranvata? E sì che raccolsero 9 milioni di voti, mica bruscolini.

      P.S:
      e comunque non è necessario “leggere l'American Economic Review” per capire che unire sotto la stessa moneta la Finlandia attraversata dal Circolo Polare Artico e Cipro immerso nel Mediterraneo è un'idiozia. Di questo ero fermamente convinto già un quarto di secolo fa senza aver letto Bagnai.

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    14. kthrcds: bravo! A noi sub-umani invece Bagnai è stato molto utile: ha portato alla nostra attenzione queste ovvietà.

      Riguardo i poli d'influenza (la Cina è solo uno di questi): registro il fatto che era sbagliata la mia impressione che si volesse andare a rimorchio di questi, giusto per andare in culo agli amerregani.

      Riguardo gli errori UE: il fatto che si stiano creando proprio le condizioni auspicate da Paolo "durezza del vivere" Padoa Schioppa, che vengono sfruttate anche da aziende cinesi che a quelle condizioni ci sono abituate, è in effetti una pura coincidenza.

      Riguardo il M5S: non vedo come citare un movimento il cui leader auspica una casalinga a capo della gestione economica del Paese o una più stretta integrazione fra mondo produttivo e università sia pertinente col mio discorso.

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    15. Intervento molto a margine, in quanto autonominata appartenente al KPO.

      Nella "gestione economica del Paese" i non-casalinghi non hanno fatto e non stanno facendo meglio di un'ipotetica casalinga.

      E se mai un paio di crostate ben fatte li renderebbero più dolci.

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    16. Adriana: sostituisci quel casalinga, che tanto ti crea turbamento, con un Correttore diBozzi qualsiasi e la questione non muta di una virgola: il punto è che la competenza specifica è fondamentale.

      Di seguito, per illustrare il punto, vi riporto le parole di un Presidente della Commissione Bilancio della Camera tra il 1983 e il 1987, nonché Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica fra il 1989 e il 1992, Paolo Cirino Pomicino.

      Sono tratte dal libro Strettamente riservato. Le memorie di un superministro della Prima Repubblica, firmato con lo pseudonimo di Geronimo. A pagina 81 vi si può leggere il seguente passaggio:

      Nel 1980 il governo decise il «divorzio» tra Tesoro e Banca d'Italia: quest'ultima non avrebbe più finanziato il deficit dello Stato stampando banconote. La misura era volta a combattere l'inflazione: aumentando la quantità di moneta in circolazione si provocava infatti un aumento generalizzato del costo della vita, come tutti i libri di economia riportano e come gli anni Settanta avevano drammaticamente dimostrato.

      Pomicino sposa qui, più o meno consapevolmente, la teoria quantitativa della moneta e la relazione causa-effetto che postula fra quantità di moneta e inflazione. Ma contrariamente a ciò che sostiene, tale teoria non è affatto universalmente accettata né verificata dalla realtà storica (si leggano i due articoli di Istwine pubblicati su questo blog a proposito della teoria della moneta endogena: Le ricette veloci di Giampiero Friedman e Endogenous money for dummies, part 2).

      Se un laureato in medicina e chirurgia, che è stato assistente neurochirurgo e aiuto neurologo (quindi non un sempliciotto), è stato vittima dell'egemonia culturale di scuole economiche piuttosto distanti dal suo indirizzo politico (almeno questa è l'impressione che ho ricavato leggendo il suo libro) non possiamo pensare che si possa fare a meno della competenza in materia economica, nello specifico di macroeconomia.

      Per impedire che questo succeda ancora, mi ripeto, abbiamo bisogno di un'ampia base di cittadini partecipe al processo democratico e impermeabile ai propalatori di teorie che nascondo risvolti politici dietro una presunta verità tecnica. Questo non significa far diventare ogni cittadino così competente da potergli far fare il ministro, ma abbastanza competente da poter selezionare una classe politica con un programma che difenda i suoi interessi e capace di metterlo in pratica.

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  36. Ho inviato il link a questo post ad un mio amico greco e ne e` nato un dialogo (ho tagliato qualcosa) in questi termini (tra italiano e inglese) - e` molto dura...


    GR
    Carissimo Samuele,
    Come va? Beh, non molto bene La gente e abbastanza preoccupata, c'e gia' un tipo di "controlled bank run", e aspettiamo a vedere cosa succedera'...
    Ti ringrazie per il tuo interesse, e l'articolo che mi hai mandato. Lo ho letto. Devo ammettere che non sono molto d'accordo con quello che dice. (...)

    Samuele
    Molte cose di questo articolo sono semplici dati, diversi da quello che spesso ci raccontano... non e` giusto pensare che la Grecia si merita questo trattamento!

    GR
    Ah, be si, sono d' accordo fino a un punto. Pero' molte cose sono state sbagliate per molti decenni, e non credo che sia anche giusto dire che per tutto sono colpevoli i cattivi europei, o la Merkel. E anche alcuni dei dati non so se sono "giusti", nel senso che "you can use statistics to make almost any point you want". Per esempio, secondo me, uno dei problemi piu' grandi della Grecia e che ha un settore publico non solo enorme, ma pieno di gente che non serve perche lo ha usato per comprare voti. Cosi' per esempio la televisione statale ha un edificio con 100 metri quadrati di giardino, ma con 48 giardinieri! E molte altre cose cosi'. In ogni caso, come ho detto e difficile discutere dal facebook per queste cose.

    GR
    (...) ma era solo un piccolo esempio, te ne posso dare 30 come quello
    E non solo per il fatto dei impiegati statali, anche per molte altre cose.
    Per esempio per anni tutti i agricoltori prendevano (e ancora prendono credo) grandi somme dal europa per avanzare le loro coltivazioni. Non solo non hanno avanzato niente e se li sono messi in tasca, ma adesso che ci sono meno subsidies, sai cosa fanno?!
    Comprano terreni in altri stati che sono appena entrati nella EU, per prendere le subsidies anche da li!!!
    Naturalmente non per coltivarli, neanche li vedono mai i terreni...
    Capisci piu' o meno, e?
    E ora che i soldi non vengono cosi' facilmente, o senza controllo, urlano "merkel puttana!"
    O un altro esempio: Giustizia. Fino a recentemente, if you took my land and built a house and I took you to court, on average I would have to wait 7-10 years for the trial! So basically I had no recourse to the justice system. Same for companies. How can a country work like that?...
    (switched to english, sorry )

    GR
    So if you go and cut down a part of the forest and build a house on land that is protected, nothing happens for years. In the meantime, you get elections, and the current government promises to change the status of the land to make you legal, in exchange for more votes. So you are now legally living in a villa in a forest that you cut down illegally.
    Etc etc...

    Samuele
    (...) non e` la radice del problema.I problemi dell'amministrazione pubblica sono gravi sicuramente! Ma l'euro li ha solo aggravati...

    GR
    Si giusto, pero' io voto per il mio governo, non per il CEO della Siemens. I expect my own government to take care of me, no the Siemens CEO.
    Anyway, it's a big big discussion, and it's too hard to do it online, sorry

    Samuele
    (debito privato vs debito pubblico)

    GR
    I understand. You may be right. I am really not an economist (far from it ) so my understanding is minimal. I mostly see things from an everyday life perspective, and I think that our main problems here are not related to the Euro. Also, I think of the EU as not just money, but also a larger framework. E.g. Greece has been forced to adopt EU legislation about nature, human rights, waste management, pollution, fishing, etc, that has been incredibly beneficial.

    GR
    Anyway Samuele, one way or another we're all citizens of this planet... It's a pleasure to be discussing these things with you. After all I'm 1/2-Italian too

    Samuele
    (ho consigliato vivamente il blog)

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    1. Idem i colleghi greci della mia ragazza, sono i primi ad essere autorazzisti, mi ricordano gli italiani che sono andati all'estero e dicono la stessa cosa di noi

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  37. due considerazioni:

    1 ) i tedeschi non sono più pazzi o più criminali del bottegaio di corso xxx, 3, che, risparmiando sul personale ( un dipendente con contratto di formazione ) sogna ( come il 100% degli imprenditori mondiali ) di togliere clienti e di far fallire il concorrente di corso xxx, 4. E' il capitalismo, bellezza...Che
    2 ) Cmq, al di là di questo...,il post si occupa della parte "facile" , a quando la parte difficile e cioè: perchè i greci non escono dall' euro ?

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    1. Punto 1) - Nei trattati c'è scritto altro, per quanto riguarda i rapporti tra le Nazioni che li hanno sottoscritti. Se sono carta straccia perché tanto "è il capitalismo, bellezza", abbiamo brillantemente risolto il problema dell'uscita dai vincoli europei, strano che nessuno ci abbia pensato prima.

      TRATTATO SULL'UNIONE EUROPEA

      [ESTRATTO]

      Articolo 3
      1. L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.

      3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.

      L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore.

      Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri.

      TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL'UNIONE EUROPEA
      come modificato dall’articolo 2 del Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 ratificato dalla legge 2 agosto 2008, n. 130, su G.U. n. 185 del 8-8-2008 - Suppl. Ordinario n. 188)

      [ESTRATTO]

      Articolo 1
      2. Il presente trattato e il trattato sull'Unione europea costituiscono i trattati su cui è fondata l'Unione. I due trattati, che hanno lo stesso valore giuridico, sono denominati "i trattati".

      Articolo 8
      Nelle sue azioni l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne.

      Articolo 9
      Nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale, la lotta contro l'esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana.

      Articolo 18
      Nel campo di applicazione dei trattati, e senza pregiudizio delle disposizioni particolari dagli stessi previste, è vietata ogni discriminazione effettuata in base alla nazionalità.

      Punto 2) - Il post tratta proprio di questo, ma se non l'hai capito ciò potrebbe essere una spiegazione altrettanto valida.

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    2. 1) gli articoli che hai citato disciplinano il comportamento dell' Unione non dei singoli stati. In quale articolo c'è scritto che un membro dell' unione deve preoccuparsi del benessere economico di un altro membro ?
      2 ) non capisco cosa vuoi dire.

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    3. Bravo, Gaspare: da bravo troll hai colto esattamente il punto. Dove sta scritto, nei Trattati, che sia la Merkel a dire agli altri come gestire le proprie economie? Eppure lo fa ogni giorno. Se continua, o te, o chi ti sta intorno, rischiate di essere vittime della violenza, come già fu nel 1939, quando tanti ebrei benestanti, e per questo scusabilmente egoisti, pensavano che a loro non sarebbe mai toccato. E invece, purtroppo, toccò anche a loro. Vogliamo evitare una tragedia di questo tipo, oppure il giorno della memoria per te è come la festa della mamma? Le dinamiche in atto oggi sono esattamente quelle post-1929. Buon divertimento. Modigliani (Franco) fuggì in tempo. Capire cose "inutili" qualche volta può salvarti la pelle. Stai bene!

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    4. Mah, fra tante belle affermazioni assolutamente non quantificabili, come "elevato livello di occupazione",che curiosamente contraddice la "piena occupazione" di altro articolo, si legge anche "un'economia sociale di mercato fortemente competitiva". Sara' cinismo, ma anche la nostra bellissima Costituzione, senza forze politiche e sindacali a presidiarla, vale poco o niente.

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    5. @Gaspare: ma hai riflettuto su quello che hai scritto?

      "1) gli articoli che hai citato disciplinano il comportamento dell' Unione non dei singoli stati."

      Quindi secondo te i singoli stati che hanno sottoscritto i trattati non ne sono soggetti? E chi ne sarebbe soggetto?
      L' "Unione"? E che cosa sarebbe quindi questa entità terza, se non l'insieme degli stati che hanno sottoscritto i trattati?

      Da ciò conseguirebbe, secondo il tuo ragionamento, che l'Italia non ha alcun vincolo, così come non lo hanno gli altri paesi aderenti, questi valgono per l' "Unione" (qualunque cosa sia) visto che anche i vincoli del vari "pack" vengono fatti discendere (erroneamente) dall'adesione ai trattati...

      Per quanto riguarda il punto 2), mi riferivo alla prima legge della termodidattica: ci son cose che se potessero essere capite non andrebbero spiegate.

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    6. mah..., io francamente l' ho sempre letta in quel modo. I singoli stati sono ovviamente soggetti ai vincoli giuridici formali che ne derivano ma il compito di promuovere la coesione, la solidarietà tra i paesi membri spetta agli organi dell' UE, commissione, consiglio, parlamento. Sul sito stesso dell' UE c'è scritto :
      "i governi difendono i rispettivi interessi nazionali in seno al Consiglio dell'Unione europea."

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  38. Questi post di ripasso sono davvero utili. Ne faccio tesoro. Grazie

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  39. Intanto, grazie per avermi fatto capire perché la scuola dei miei figli non è più riscaldata, perché il pronto soccorso è ingombro e l'attesa per le analisi dura sempre più, perché mi hanno tagliato lo stipendio, perché gli amici han dovuto emigrare, perché ci ripetono che non c'è alternativa... grazie per avercela data. Parlerò di Bagnai e asimmetrie.org ovunque.



    p.s. le piace "sequestro transmediale di telespettatori" come definizione? ;)

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  40. Ciao Alberto.
    Secondo me il link attivo sulle parole "perfino il premier Renzi ha espresso insofferenza" è sbagliato in quanto punta al rapporto di sostenibilità fiscale.
    Ciao,
    Mauro

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  41. Ciao amici, sono un marxista. Volete due biscotti? Sono buoni, come me d'altronde...!

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  42. professore che mi combini...Hai fatto arrabbiare la passera!

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    1. Come, su Micromega c'è già una replica della Nappi a questo post?

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    2. Come no! Ormai e' piu' influente der padellaro!

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  43. Un post scritto con un gran cuore che arriva al cuore del problema.

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  44. Alberto,
    ieri sera, seguendo #piazzapulita, sentendo i discorsi della Sig.ra Bonafé (sorvolo di proposito su Passera) mi sono ritrovata a domandarmi cosa risponderebbero (quelli del PD) se gli chiedessimo se davvero pensano ("sanno") di saperne di più del FMI e della BCE. Perché l'impressione che danno è proprio quella: non conta che anche Confindustria e il Sole 24 Ore ormai parlino (più o meno) apertamente del problema.
    D'altra parte mi sono ricordata della storia del Fogno: la menzogna troppo grande per poter fare marcia indietro. Ma dove ci porterà tutto questo? Non mi piace la risposta.
    Sono invece profondamente dispiaciuta per i Greci.
    Ne ho molti di amici Greci, abitano tutti a Kos, quindi un'isola relativamente felice.
    Relativamente perché, in questi ultimi sei anni, ho visto chiudere negozi, attività, bar, ristoranti. Una desertificazione progressiva e inesorabile. Ormai ci trovi solo gli adolescenti inglesi e tedeschi che vanno lì ad ubriacarsi e disturbare. Ma si sa: portano soldi, quei pochi che girano ancora, quindi va bene così.
    Quello che più mi fa specie è sentirli (i greci) sostenere le tesi autorazziste che propongono anche a noi. Il problema sono loro, lo hanno causato loro, mangiando, corrompendo,evadendo... ricorda nulla?
    Ne sono convinti, sa? Proprio come il "suo" tassista romano.
    Poi però se li porti a riflettere, ti raccontano che i tedeschi si sono "comperati l'aeroporto". Immagino ne gestiscano i servizi, non ho mai approfondito, però fa impressione. Fa impressione toccare con mano l'influenza della propaganda.
    Quanto profondamente abbia messo radici quell'idea che ci vuole tutti inadeguati, incapaci e bisognosi del vincolo esterno. Qualche volta mi sento come Neo, in Matrix, e mi chiedo perché ho assunto la pillola rossa.
    Altre mi sento come in Inception: non capisco più dove finisca il sogno e dove inizi la realtà.Mi perdoni la digressione cinematografica: è un esercizio per scaricare il senso di impotenza e la frustrazione di dover subire tutto questo e attendere che la Storia faccia il suo corso.
    Un abbraccio.
    Laura

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  45. Mi sono ritagliato il tempo per guardare via streaming il talk di La7 solo stamane, e l'ho fatto solo perché sapevo che era presente il Prof. Bagnai.
    Mi permetto, da semplice spettatore, alcune prime riflessioni e/o sensazioni:
    Bonafè- Ignora perché sta comoda nella sua caverna (in questo caso il suo partito) ed il suo compito, a cui è stata delegata, è quello di presenziare ai più svariati talk per difendere, dagli attacchi degli altri ospiti, l'operato del suo governo. Questa è la sua missione e la segue diligentemente come un mantra, non si pone né si potrebbe porre altre domande, essendo totalmente presa dal suo incarico. Probabilmente è in buona fede, chissà se un giorno avrà l'umiltà ed il tempo di studiare un po' l'economia, sopratutto ora che ha acquisito alla sua biblioteca personale un libro in più. E qualora lo facesse le servirebbe per ampliare le proprie vedute? Boh... chissà ? D'altronde saranno anche affari suoi!
    Padellaro- Mi ha sempre dato, e tutt'ora mi da, la sensazione di una persona che quando si siede al ristorante, invece di prendere il menù per scegliere cosa ordinare, prende il pacchetto dei grissini e li lascia cadere, a mo di shanghai, per valutare quanti ne cadono a destra e quanti a sinistra e a quale distanza si dispongono tra di loro: è un fine cultore della movimentazione politica e da buon politologo, quasi monomaniaco, misura gli accadimenti socio-economici esclusivamente sulla base dell'asse destra-sinistra. Non posso dire se sia in buona o cattiva fede, in quanto la sua monomania non mi fornisce elementi per valutare.
    Mieli- Ecco qui siamo ad un altro livello. Tutti sanno che non è solo un influente giornalista (o storico, come dicono...) ma anche un rappresentante di alto livello dell'editoria che conta, quella che condiziona l'opinione pubblica. Ed infatti ogni suo intervento nei media è per lui sempre un ottima occasione per portare avanti il progetto eurista delle elite che rappresenta. Non è uno stupido, conosce le cose ma è nettamente in malafede.
    Passera- Beh qui siamo all'evidenza! Ho letto sul blog che sarebbe un manager-banchiere quasi come tanti altri... No lui è molto di più: oltre ad essere stato nominato Ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti (già questo è sufficiente) è stato amministratore delegato del primo gruppo bancario italiano (almeno come raccolta fondi). Quindi scusate, più elite eurista di questo cosa c'è? Ovviamente nettamente in malafede. Inoltre penso che lo scopo vero della costituzione dell'ennesimo partitino sia solo un mezzo per poter essere maggiormente presente nei media ed attuare ancora più efficacemente la sua propaganda eurista: egli sa bene che anche qualora si presentasse alle elezioni non solo non arriverebbe a un 4% ma neanche ad uno 0,4%, ma a lui che gliene frega, mica ha bisogno dello stipendio o della poltrona. Ha solo bisogno di massimizzare la sua azione di propaganda.
    Per quanto riguarda Il conduttore, come tutti i conduttori "bravi" ed "esperti" sa interrompere quando è il caso, sa dare la parola a chi deve in quel preciso momento, lascia che altri interrompano sovrapponendosi ... nella giusta misura. D'altronde i tempi del palinsesto sono un po' tiranni ! O no?

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  46. Trovo che questo post sia in assoluto uno dei più belli, chiari e completi che abbia fatto.
    La parte finale strappa tanta emozione.
    Tra Bach e la Merkel rimarrà Bach, ma anche tra Passera e Bagnai rimarrà solo Bagnai, e non come musicista (o magari ci sorprenderà anche lì).

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  47. Sera prof, mi sembra che sia da invertire la frase "Ma forse dovreste sapere che la diagnosi era sbagliata (per ammissione del Fmi), perché la terapia era sbagliata (per ammissione della Bce)..." e che manchi un "NON" in "[...] che vi permettono di accettare questa semplice verità [...]" (anche se ultimamente sto cominciando a dubitare delle mie capacità di comprensione).
    Saluti e grazie sempre,
    Daniele

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  48. per il capitano Fu
    che i cinesi possano avere una riduzione abnorme dei tassi di interesse e i soldi battuti in faccia..
    per un popolo che viene da una guerra persa (per l'oppio) mi aspetterei deduzioni più profonde..
    Eppure non sono i popoli che vanno avanti ma persone (gruppi di potere) che instillano di volta in volta idee sbagliate del mondo...
    e va be'

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    1. È tragico (e sarebbe anche comico, se non ci fosse sofferenza) che un cinese schiavo e felice di essere schiavo (perché privilegiato) vada in Grecia a dare lezioncine di quel tenore ai greci, che si sono inventati la democrazia (con tutti i limiti noti).

      L'ho riportato a beneficio di quelli che «adesso arriviamo noi e globalizziamo i diritti», mentre qui in pochi anni stanno, con successo, «introducendo in Europa standard da terzo mondo», come giustamente osserva il sindacalista greco.

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  49. SemiOT:
    A "di martedì" sembra più un agguato a D'Alema. Incredibile per un Floris.
    Forse è una mia impressione perché mi è sempre sembrato un inutile (per il popolo) arrogante e raccomandato. Fin da quando arringava gli studenti a Pisa con il piede sul bizoccolo e la solita sicumera.

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  50. Carissimo Professore, divido per necessità il mio commento
    Parte Prima
    dopo aver letto il suo libro e dopo aver rivisitato giorni e giorni i suoi interventi così precisi e direi arditi quanto decisi nell'autorevolezza con cui gli espone, ho ancora qualche dubbio circa la dinamica in cui l'Euro è caduto e circa le soluzioni auspicabili e disarmanti, scusi schioccanti rispetto ai tanti emeriti e insigni colleghi che leggo e che vedo in televisione annunciare la buona novella al contrario della sua disarmante verità.
    La teoria della valvola di sfogo del cambio in una economia di mercato retta dalla domanda e dall'offerta è plausibile e non può certo essere confutata, ma l'Italia ha avuto un immenso vantaggio finanziario ed economico rispetto ad altri paesi europei nel 2000, visto che la politica di austerity di Prodi e l'enorme risparmio di interessi in debito pubblico, hanno creato le condizioni per una significata ripresa dell'economia allorquando la spesa pubblica è stata indirizzata verso gli investimenti e comunque, spesa sostenibile sempre da un Pil non certo esaltante ma rinfrancante. La nostra produttività del lavoro non era ancora del tutto compromessa dagli squilibri delle partite correnti e i conti erano ancora sostenibili. Ma allorquando la spesa è stata orientata da motivi di spreco pubblico per accaparrarsi quote di potere ai fini legislativi e allorquando la spesa inizia ad essere non più sostenibile da un PIL in diminuzione, l'azione dello stato per riequilibrare la nostra esposizione debitoria verso l'estero era ormai esigua e alquanto impraticabile tanto che rimaneva ridurre il reddito interno per cercare di riequilibrare il tutto.
    Quindi le domando: lo shock finanziario seguito al fallimento della Lehman ha amplificato questa ormai irreversibile impossibilità del governo ad usare la leva della spesa per riequilibrare il nostro disavanzo e la caduta della domanda interna al fine di incentivare politiche economiche votate alla crescita oltretutto quando la spesa è ormai del tutto infruttifera genera un arricchimento improprio. Posso dire quindi che se noi avessimo avuto un debito pubblico al di sotto del 100% del Pil, ora sicuramente non staremo a leccarci le ferite imposte da chi indica giustamente o ingiustamente un rigore nel controllo della spesa e degli investimenti e che quindi indica una strada sicura per evitare che qualsiasi shock finanziario possa incidere sul futuro dei ns figli, è proprio sicuro che questa austerity sia il male peggiore e non il migliore, in quanto ci ha aperto gli occhi, sull'incompetenza e sulla immorale gestione del denaro pubblico, sul fatto che abbiamo sbagliato sulle scelte di politica economica e fiscale, sulla mancanza di scelte di politica industriale (un disavanzo estero poteva essere ben finanziato dall'estero, ma nessun ha avuto fiducia ad investire e non per l'art.18), sull'eccessiva spesa improduttiva, su ricerca industriale e competitiva quasi inesistente, insomma oggi penso e le domando, non paghiamo per errori nostri e non degli altri (la Germania ha fatto riforme fiscali, reddituali e del lavoro importanti dal 2001 al 2004,) non paghiamo la totale incapacità dei vari governi a leggere l'economia o meglio la macroeconomia oltre ai dettami e agli interessi elettorali di potere ???

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    1. Se il prof non la asfalta mi offendo con lui.. noi assidui siamo stati dialetticamente frustati per molto (ma molto) meno.

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    2. Ma caro: era per formarvi il csrattere. Ora potete colpire voi. Hai visto Ufficiale e gentiluomo, Maionese? Io sono quello diversamente caucasico. Ora decolla e spiega con delicatezza al nostro nuovo amico le sue leggere imprecisioni!

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    3. Sono parecchio in difficoltà perché i punti stridenti sono troppi... mi viene in mente la pubblicità di quel tizio che cercava di tappare centinaia di falle con soli due indici. O un palazzo tutto storto con il tetto di sotto..

      Ma cercherò di essere inclusivo e non esclusivo: il percorso che porta a mettere nella sequenza giusta le cause con gli effetti (e i relativi fattori di peso dei fenomeni economici che tocchi) è ben più lungo della semplice lettura dei libri del prof. Io (che sono un po "timido") ho impiegato almeno un anno. E alla prima lettura ho gettato la spugna prima di pagina 109 per poi riprovarci dopo qualche mese e qualche altra lettura di base sui concetti macroeconomici.

      Ma provo. L'errore più rilevante è quello di mettere il debito pubblico al centro del discorso. Viene ben dopo di altri meccanismi nella sequenza causale:
      - I paesi centrali operano politiche (un poco sleali..) per mantenere l'inflazione più bassa dei paesi periferici. Principalmente una compressione dei salari e quindi una depressione della domanda interna
      - questo si traduce in tassi di interesse più bassi e flusso di capitali verso i paesi periferici (che si indebitato grazie al facile accesso ai capitali esteri.)
      - l'assenza di cambio flessibile annulla il rischio di cambio e spinge gli istituti di credito a prestare incautamente
      - capitali e merci vanno nella stessa direzione: esplode l'esportazione dei paesi centrali perché i loro prodotti sono diventati più convenienti. Tutti a far la spesa al LIDL e ad accendere mutui con istituti tedeschi
      - il tessuto industriale domestico dei paesi periferici va in sofferenza perché perde quote di mercato.
      - il debito PRIVATO impenna
      - solo ora lo stato dei paesi periferici interviene per sostenere l'industria domestica e i conti pubblici vanno in sofferenza (il debito pubblico sale dopo quello privato e quindi non può essere la causa radice ma uno degli effetti del l'indebitamento privato)
      - le aziende chiudono e mettono per strada i lavoratori o spingono per ottenere salari più bassi (la chiamano "flessibilità" o più generalmente "riforma del mercato del lavoro". In realtà è un metadone della svalutazione monetaria.. si svalutano I salari per prolungare l'agonia delle aziende, il cosiddetto recupero di competitività)
      - diminuisce la domanda interna dei paesi periferici per effetto dell'aumento del tasso di disoccupazione e per i salari bassi
      - bassa domanda=prezzi in discesa
      -deflazione nelle periferie ma anche rallentamento del centro dato che l'intero sistema economico si ferma. Il centro ha impoverito i propri clienti e non vende più..

      Ed eccoci qui. Nel pieno della sesta fase del ciclo di Frankel.

      Credo di aver scritto qualche puttanata qua e là. Il mio edificio sicuramente non ha tutti i muri "a piombo" ma spero almeno che abbia le fondamenta in basso, i piani nel mezzo e il soffitto in cima..

      Buona strada. Anzi: buona salita..

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    4. Vabbè Prof.... mi rincresce molto deluderla, ma a uno che parte così non saprei proprio cosa dirgli:
      "....allora dico che anche questo enorme disagio che i Greci stanno sopportando è il male minore....".
      Sarebbe come spiegare la compassione ad un ufficiale delle SS!
      Spero per lui che sia molto giovane (e ricco) e cotanta incoscienza sia solo dovuta a questo.

      Involontariamente ha scritto solo una cosa giusta:
      "....non paghiamo la totale incapacità dei vari governi a leggere l'economia o meglio la macroeconomia oltre ai dettami e agli interessi elettorali di potere ???"
      Infatti siamo entrati nell'euro proprio per questa totale incapacità!

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    5. In punta di piedi rispondo al discepolo Alessandro Giusto.
      - I paesi centrali operano politiche (un poco sleali..) per mantenere l'inflazione più bassa dei paesi periferici. Principalmente una compressione dei salari e quindi una depressione della domanda interna
      - questo si traduce in tassi di interesse più bassi e flusso di capitali verso i paesi periferici (che si indebitato grazie al facile accesso ai capitali esteri.)
      R: I tassi di interesse in Italia come in Grecia erano decisamente più alti di quelli praticati nei paesi core e il flusso dei capitali non è stato orientato verso i paesi PIGS (ma manteniamoci all’Italia) e contrariamente a quanto voi crediate, le importazioni dell’Italia non sono aumentate al cospetto delle esportazioni, anzi i tassi reali (o meglio i tassi di cambio effettivi reali che rappresentano la competitività delle nostre merci ) sono stati decisamente costanti come potete verificare a pag. 80 dell’allegato (http://www.istat.it/it/files/2014/07/Istat-Ice-2014.pdf) , anzi la Germania ha avuto una decisa contrazione dei suoi tassi reali (allora non è più un forte creditore ?? aiutatemi a leggere le tabelle grazie) e questo non collima con quanto affermato sopra sulla compressione dei salari e il flusso dei capitali verso i paesi più indebitati a livello privato.

      - l'assenza di cambio flessibile annulla il rischio di cambio e spinge gli istituti di credito a prestare incautamente
      R: Vorrei ricordare che la percentuale di importazioni da paesi europei non è cambiata negli ultimi 7 anni ed essendo noi un paese manifatturiero per lo più importiamo in dollari e anzi con il dollaro a 1,40 per molto tempo ne abbiamo solo avuto un beneficio valutario. E’ vero che la moneta unica annulla il rischio di cambio ma le banche prestano soldi solo e non esclusivamente sulla capacità del debitore a restituire il capitale prestato, quindi sulla capacità creditizia del debitore. Ora vi siete mai chiesti come mai la Spagna ha subito una crisi ancora più cocente della nostra ma nessuno ne parla mai. Le banche spagnole hanno prestato e pompato per anni nel sistema produttivo spagnolo che dal 2003 al 2008 è stato alimentato in modo predominante dall’industria Edile che è letteralmente crollata con la crisi mondiale finanziaria ed ha costretto molte banche spagnole a rivedere in fretta il loro parametri patrimoniali per non correre il rischio di default e rompere la sottile linea di fiducia dei mercati finanziari già percorsi da una crisi senza precedenti. Ecco il mondo bancario spagnolo ha commesso il solo errore di concentrare il credito su di un settore merceologico che ha subito un violento shock costringendo a forti svalutazioni le banche spagnole ormai prive di risorse e di liquidità per garantire il funzionamento del sistema finanziario e non perché il il debito pubblico spagnolo era eccessivo (60% del Pil ante crisi) o perché il sistema privato era fortemente esposto con l’estero (non vero) e quindi con i paesi core ma solo per aver commesso un errore imprenditoriale che alla fine hanno pagato caramente i correntisti spagnoli che si son visti aumentare i loro costi di gestione del conto in modo esponenziale e la BCE ad intervenire in salvataggio delle banche spagnole.

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    6. Questo è chiaramente un troll: non è umanamente possibile essere beati a questi livelli.

      Non ho voglia di perdere troppo tempo con la densa massa di lievi imprecisioni con cui farcisce i suoi commenti (il rapporto fra cazzate e sforzo necessario per smontarle è almeno 1:10 e questo è il vantaggio su cui fa leva troll).

      Ne seleziono quindi solo una (di lieve imprecisione): aprite il documento che ha sottoposto alla nostra attenzione, l'Annuario 2014 - COMMERCIO ESTERO E ATTIVITÀ INTERNAZIONALI DELLE IMPRESE, a pagina 34. Spiega chiaramente cos'è un tasso di cambio effettivo reale: «Misura la competitività di prezzo delle esportazioni di un paese rispetto all’insieme dei principali concorrenti. Nel confronto temporale, un aumento segnala un apprezzamento e quindi una perdita di competitività» (argomento trattato, anche recentemente, su questo blog)

      Già da questa descrizione si comprende che quando il beneamato Benenati scrive «… contrariamente a quanto voi crediate, le importazioni dell’Italia non sono aumentate al cospetto delle esportazioni…» sta usando impropriamente un indicatore il cui scopo non è misurare la differenza fra esportazioni ed importazioni. Per questo bisogna rivolgersi alla bilancia dei pagamenti e nello specifico alle partire correnti (nel post sono analizzate le partire correnti di Italia e Germania, fra le altre).

      Scovare le altre lo lascio come esercizio da svolgersi a casa.

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    7. @Antonio

      Mi scusi però, lei scrive che non ammette etichette e poi la prima cosa che fa è dipingere Alessandro come discepolo ?
      In questo modo sposta i contenuti delle sue risposte su un piano totalmente dogmatico sminuendo l'intervento.
      Francamente mi cascano le braccia.

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    8. Evidentemente non ammette le etichette a sé rivolte ma van bene le altre, un altro cultore dell'asimmetria insomma.

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  51. Mi rivolgo a Lei anche per la Grecia e le chiedo, anche la piccola Grecia paga fortemente gli errori dei vari governi, della corruzione e dell'alto tenore di vita e soprattutto di un falso in bilancio che in qualsiasi società privata avrebbe comportato il fallimento della stessa e l'azzeramento del valore dei suoi azionisti.
    Oggi i greci pagano questo, e mi dica Lei chi deve pagare tutto questo se non i cittadini che hanno votato quei politici corrotti e truffaldini che hanno derubato gli stessi cittadini greci, del loro futuro pur di mantenere e conservare uno status impossibile da sostenere per un debito pubblico e privato ormai fuori controllo e senza via d'uscita. Certo le banche francesi e tedesche l'hanno fatta franca per aver rivenduto, senza perdere assai, debito pubblico greco alla BCE cioè hanno socializzato un debito ormai divenuto carta straccia, ma lei pensi al danno finanziario ed economico che un default greco avrebbe comportato per le tre banche tedesche più importanti e per le due banche più importanti francesi, certamente un secondo caso Lehman di portata assai più corposa che avrebbe risucchiato l'intero mondo finanziario e la fiducia verso le banche già compromessa dal caso Lehman.
    Se questa ipotesi fosse vera, allora dico che anche questo enorme disagio che i Greci stanno sopportando è il male minore rispetto a quello che avremmo affrontato dal default greco, ed è bene che i greci abbiamo aperto gli occhi sulla loro classe politica e sulla facilità che la incapacità del politico ricade sempre sui loro cittadini.
    Ora non abbiamo esperienza con un cambio fisso di gestione di una crisi così profonda e così diversa ma credo che le alternative siano poche se non, gestendo le riforme sul lavoro estendendolo alla pubblica amministrazione, riformando il fisco con un cuneo fiscale più incisivo e determinante e ridistribuzione del reddito (quel che rimane) verso il basso favorendo la crescita di domanda interna, riformando la burocrazia, attuando una politica industriale a favore della ricerca e dell'innovazione e gestendo le risorse regionali, investendo sull'istruzione e soprattutto, intervenendo in modo organico e deciso sulla giustizia civile e penale, per un diritto celere e unico, ma questa è solo utopia ma forse avendo toccato il fondo oggi si è più coscienti che qualcosa di nuovo e diverso in senso civico deve farsi per recuperare il tempo perso e lo svantaggio competitivo (iniziano dati camera di commercio a rientrare aziende italiane dall'estero soprattutto quelle manufatturiere)
    Ho letto una sua affermazione che il cambio fisso non agevola le riforme mentre al contrario si sensibilizza una politica riformista, ma abbiamo esperienza di crisi così profonde con un cambio fisso e con enormi differenze strutturali tra i diversi paesi ???
    Ricordo che la ricchezza delle famiglie italiane e pari a più di 8400 mila miliardi di euro quindi certamente un debito pubblico sostenibile e il nostro risparmio negli ultimi anni è in continuo aumento, quello che diminuisce è la domanda interna privata (consumi) che viene controbilanciata da domanda interna pubblica, ma l'aggettivo che certamente può unirci è la mancanza di fiducia degli investitori esteri ,oggi unica valvola di sfogo di un sistema che cerca di uscire da un empasse ormai non più sostenibile

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    1. Ma Lei ci fa o ci è???
      E scusi la vena polemica eh......

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    2. @antonio benenati
      Scusi caro Benenati qui siamo proprio all' antipasto di qualche anno fa, a novembre 2011, sul 2° post di Bagnai, ponevo e mi ponevo le stesse domande, ma la vita va avanti è andata molto avanti e credo che Bagnai non le risponda perchè la sua risposta potrebbe essere malissimo recepita da lei; ha letto "Per cominciare"?
      Dovrebbe bastarle anche questo ultimo articolo di Bagnai, ed in particolere il video di asimmetrie dal tempo 12' : 15" che evidentemente ha ignorato di vedere, perchè altrimenti non avrebbe fatto certe domande a Bagnai che lì ha gia risposto circa le questioni che lei si pone in generale, ed in particolare sulla Grecia e le cause dei suoi problemi, che nascono proprio per il particolare meccanismo di moneta unica per economie di diversa forza e possibilità economiche produttive e di servizi, ed io aggiungo senza meccanismi generali di recupero di competitività verso i paesi periferici.
      P.S.
      Consiglio: legga in ordine "Titanic Europa" di Gacchè, "Il Tramonto dell' Euro" di Bagnai "ANSCHLUSS" di Giacchè e "L'Italia può farcela" di Bagnai, poi ritorni qui, se le necessita, ma non a porre domande le cui risposte ampie e documentate sono su quei testi.

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    3. Pazzesco, ancora col dividendo dell'euro, la colpa e' dei politici greci corrotti, il debito pubblico ecc. ecc.
      La perla e' che cio' che sta soffrendo il popolo greco e' il male minore. Di sicuro lo e' per i banchieri tedeschi. Cio' che accade in grecia e' una mostruosita'.
      Ovviamente la soluzione e' scaricare tutto l'aggiustamento sui salari, sia pubblici che privati, e contestualmente rilanciare la domanda interna con investimenti che non possiamo fare per via dei limiti al deficit. A parte che se rilanciassimo la domanda cio' creerebbe di nuovo un buco nella bilancia commerciale in favore della germania.
      Ma capisce che cio' che dice e', nei casi piu' favorevoli, autocontraddittorio?

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    4. Ecco, questo è populismo, inteso nel senso di dire al popolo quello che il popolo vuole sentirsi dire da parte dei politici.
      Ed escono fuori argomenti di pancia, prescientifici e non motivati o motivabili come la corruzione, la razza, la nazione che non c'è più e le differenze viste come motivo di sospetto e reazione, quali ad esempio quelle relative al tenore di vita.
      Tra l'altro l'argomentazione del falso in bilancio è troppo ridicola per commentarla, dato che Monti stesso aveva lavorato per Goldman nel periodo in cui i conti greci venivano asseverati come regolari e atti a far entrare il paese nell'unione monetaria.
      Quindi secondo il suo ragionamento populista del taglione, a pagare avrebbe dovuto essere Monti, il quale aveva compiuto un singolo atto di corruzione facendo passare per regolari i conti pubblici greci che non lo erano?

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    5. Preferisco Peter Yanez.
      Almeno è meno logorroico e scrive post più corti.

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    6. Egregio Beneamati, ha dimenticato di citare la Grande Moria delle Vacche...

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    7. Dalla fortuna di esser bene-nati, alla rovina di esser mal-viventi

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    8. Scusate ma solo ora posso rispondere ad ognuno di voi, facendo una premessa breve: non ammetto etichette né per me né per altri, odio colui che etichetta il pensiero altrui per il sol motivo di scardinare e denigrare concetti non condivisi. la dialettica è libera e costruttiva allorquando il confronto è scevro da personalismi eccentrici, attacchi gratuiti e insulti mirati al sol fine di sopraffare l’uno all’altro, quindi non rispondo a talune provocazioni spesso strumentali ma mi limito a confutare con coraggio in questa arena, le mie convinzioni sperando che qualcuno possa farmi cambiare idea con dati di fatto e non con altro.

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    9. Mi perdoni, tutto questo mieloso discorso sul metodo non riesce a nascondere il fatto che lei è assolutamente, graniticamente saldo nelle sue erronee convinzioni. Oggi è facile documentarsi: non c'è bisogno di venire qui a violare la netiquette per farlo. Ora, siccome (con rispetto) lei non è che influisca molto sugli equilibri politici di questo paese, ci scuserà se la lasciamo alle sue convinzioni. Lei non vuole cambiare e noi non vogliamo cambiarla: perché turbare questo meraviglioso equilibrio?

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    10. Alberto49 ha scritto:
      circa le questioni che lei si pone in generale, ed in particolare sulla Grecia e le cause dei suoi problemi, che nascono proprio per il particolare meccanismo di moneta unica per economie di diversa forza e possibilità economiche produttive e di servizi, ed io aggiungo senza meccanismi generali di recupero di competitività verso i paesi periferici.
      R: La Grecia ha fatto bancarotta non per le sue incapacità economiche (esportazioni crollate solo dopo il default ma prima la Grecia aveva mantenuto le sue quote di mercato in Europa e nel mondo) o per il fatto che era un paese eccessivamente indebitato verso l’estero, il mercato del lavoro non fosse competitivo o altre delle cause che ho sentito, ma solo per il fatto che avendo dichiarato il falso nei bilanci degli anni precedenti aveva acceso debiti pubblici superiori alle sue entrate e quindi non sostenibili alla lunga se il PIL non si contrae e quando il nuovo governo si è insediato ha potuto verificare che non avevano i soldi per pagare neanche gli stipendi ai dipendenti pubblici, ma non perché il suo sistema economico sia stato in rovina. Vi ricordate del caso Parmalat la Parmalat è fallita finanziariamente ma non industrialmente, mai nessuno si è chiesto come mai una azienda sana con ottime capacità produttive ottimo prodotto e ottima competitività di merci e di prezzo possa andare in default, semplice chi l’ha diretta è stato un consiglio truffaldino (con la complicità delle banche) e sapendo che la stessa era ormai divenuta assai grossa per non compromettere il sistema Italia hanno pensato bene di socializzare i debiti finanziari e di continuare a produrre latte e derivati esportandoli in tutto il mondo, oggi la Parmalat è una azienda risanata.
      Fate attenzione tra gestione delle risorse finanziarie e gestione del ciclo produttivo economico e industriale assai diverso e molto più complicato

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    11. Complimenti lei è uno tosto! Mi piacerebbe, se mai avesse un poco di tempo, dialogare con Lei di fisica quantistica.
      Cordialità.

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    12. @antonio benenati
      Benenati se lei non legge le cose che le ho detto è difficile se non inutile risponderle perchè si tratta di un dialogo, come le dice sopra Carlo Guadagni, sulla elettrodinamica quantistica o sulla RelativitàGenerale, aggiungo io; solo una cosa, uno stato sovrano non è una azienda, probabilmente uno stato nella UEM è più vicino ad una azienda e gli strumenti monetari e di politica economica che possiede in quest' ultimo caso sono abbastanza simili, ma sempre un po' maggiori e questa è una delle cose fondamentali e degli errori che lei fa e che sui libri che le ho proposto è ben spiegata. Si ricordi solo una cosa e cioè che la Germania è fallita 3 volte nel secolo scorso e noi mai ed ancora, e ancora che la Germania ricevette un regalone nel 1953 altrimenti falliva ancora; i metodi ordoliberistici che lei apprezza, sono appunto quelli che hanno sempre condotto ai fallimenti di uno stato. La situazione dell' economia reale non solo in Grecia, ma in tutta la UEM, con maggore o minore gravità, eccetto la Germania, come anche la situazione della disoccupazione che è collaterale a quella, sono degenerate in maniera asimmetrica, sa perchè, anche per Paesi che avevano i fondamentali a posto?
      Il parallelo tra caso Parmalat e la Grecia è pertanto davvero improponibile e a mio avviso denota scarsa preparazione nella materia macroeconomica.

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    13. Ma secondo lei, sarà mai possibile che nessuno nell'UE, e ripeto NESSUNO, abbia capito il semplicissimo trucchetto della Grecia ?
      Non crede che l'indebitamento servisse a vendere i prodotti e ad incassare interessi sui prestiti di chi prestava in maniera scriteriata ?
      La Grecia è entrata in difficoltà a causa del debito privato ed in perfetta linea con i principi del ciclo di Frenkel.

      Le opinioni possono anche essere diverse, ma non sulle scienze e la macroeconomia lo è.
      Se il Professor Bagnai scrive da 4 anni di questi argomenti, andando contro tutto il sistema, e quindi gli avranno spulciato qualsiasi cosa abbia scritto o detto ma non sono riusciti ad attaccarlo su nulla, ci sarà un motivo ?
      Se i suoi paper cominciano ad essere pubblicati ed avanza costantemente di posizione a livello accademico, FORSE ma dico forse, qualcosa di corretto lo avrà scritto.
      Per questo le consiglio di leggere meglio il blog ed il tramonto dell'euro... probabilmente troverà tutte le risposte che abbiamo trovato noi quando ci siamo chiesti cosa non andava.
      Buonaserata

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    14. Carissimi, Lameduck ha coniato l'espressione "poveraccesimo". La trovo pertinente. Non possiamo ogni volta riavvolgere il nastro di tre anni di divulgazione per star dietro all'ultimo sprovveduto indottrinato che viene a propinarci le sue verità. Ha scritto sette cartelle di roba (violando ogni e qualsiasi netiquette). Mobbasta: le risposte alle sue domande ritardate sono nelle letture consigliate del blog e nei due libri. Non possiamo perdere tempo con chi non ha capito perché (gratis o a pagamento) non vuole capire.

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  52. La solita testata in un afflato d'informazione un tantino più equilibrata ci riporta da un paio di giorni commenti tipo questo:
    «I paesi di Eurolandia - spiega - sono obbligati a mantenere la libertà di movimento dei capitali e un tasso di cambio fisso (tra un paese e l’altro, attraverso la moneta comune, ndr), ma hanno perso il controllo sull’obiettivo di inflazione». Un problema che si manifesta con una dinamica dei prezzi diversa da paese a paese e che si sta trasformando in un incubo per i banchieri centrali di Francoforte"
    Senti senti cosa sono costretti a "cagare fuori" per colpa di una svalutazione dell'euro in corso e di un ipotetico QE !

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  53. "Europa ti odio" sarebbe un titolo più adatto a una trasmissione pro-euro.

    Come fa Passera a dire pubblicamente che il problema è la mancanza di crescita dopo che Monti ha esplicitamente dichiarato di avere, con il suo governo, distrutto l'economia italiana?

    Il libro regalato alla Bonafè è sprecato come quello che ha regalato alla Moretti (mi auguro che non l'abbia sentita dalla Gruber, tutta Renzi e Europa).
    Secondo me, con le donne piddine sbaglia approccio... dovrebbe essere più Cavajere Nero

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  54. Che dire? Inattaccabile per la mole di dati, quindi troncheranno&sopiranno (ma soprattutto continueranno a mentire...)

    Sulle elezioni.

    Sarà dietrologia, ma ritengo che un secondo default della Grecia, in forme da concordare, negli ambienti che contano lo si dia per altamente probabile. Penso che l'entità del taglio sul rimborso dei prestiti (quantomeno una sua dilazione legata a privatizzazioni e qualche sofismo tecnocratico) sia ancora oggetto di trattativa e conflitto tra gli stessi creditori, nonché a cascata tra questi e le classi dirigenti greche; una trattativa interna al grande capitale e ai suoi piazzisti del Pse e del Ppe, di cui anche Tsipras è stato messo a conoscenza e in cui forse è già coinvolto.

    Alla fine rimarrebbe solo un nodo da sciogliere, a fronte delle condizioni in cui versa la democrazia in Grecia (e in Europa), il meno rilevante: quale formazione politica potrà godere del consenso di breve respiro che un popolo stremato tributerebbe davanti a una riduzione del debito greco? Syriza o Nea Demokratia?

    La danza sui cadaveri.

    - "IMF Searches Soul, Blames Europe"

    - "Grecia, Ue: può colmare deficit bailout con fondi per banche"

    - "IMF Document Excerpts: Disagreements Revealed"

    - "Atene lancia un piano per ricomprare 10 miliardi di debito. Merkel apre al condono (ma poi frena)"

    - "La troika sconfessa il bilancio per il 2014"

    - "Grecia, Consiglio Stato boccia alcuni tagli salariali imposti da Troika"

    - "Greece and creditors guilty of 'denialism' over public health crisis"

    - "It’s time for European investment in Greece, says German industry"

    - "Grecia chiude 2013 con avanzo primario, verso nuovo sconto su debito"

    - Grecia, Pechino mette le mani su Atene: “Investimenti in cambio di privatizzazioni”

    - "Draghi's ECB management: the leaked Geithner files"

    - "Grecia, governo e Troika in disaccordo su target deficit 2015"

    - «La Grèce peut forcer l’Europe à changer»

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  55. Vorrei commentare l'affermazione di Antonio Benenati "pensi al danno finanziario ed economico che un default greco avrebbe comportato per le tre banche tedesche più importanti e per le due banche più importanti francesi" che mi sembra un pochino fuori logica. Chi si assume dei rischi (tipo chi presta capitali) lo fa per ottenere un giusto guadagno (interessi) e lo fa a suo giudizio di rischio insindacabile se poi ne sopporta le perdite in caso di errata valutazione. Invece Lei sta dicendo che chi ha avuto ha avuto avuto (il guadagno), però poi se le cose vanno male deve essere salvato, lasciandogli la proprietà e facendo pagare il prezzo di scelte errate (o meglio più rischiose perchè più lucrose) ad altri. Un po' troppo semplice come capitalismo, non Le sembra? Per me è un caso tipico di moral hazard.

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    1. @Lelik

      Non ti sorprendere, Lelik, sono proprio così: il libero mercato è sempre per gli altri, mai per loro stessi. È un'arma brandita, per rendere i paesi altri delle colonie con mano d'opera a basso prezzo e un sistema industriale dipendente. Se fossero per il mercato, come dice sempre Alberto, non sarebbero per una moneta unica fissa (anzi, crocefissa). Dal punto di vista politico siamo messi male come dal punto di vista economico: i commenti dei goofisti al programma di Formigli rendono ragione del clima imperante. Personalmente ho scoperto una volta di più di essere un giovanotto ingenuo attempato: pensavo che prima o poi, attraverso un percorso tortuoso e accidentato, il governo Renzi sarebbe caduto, perché paralizzato dalla rivolta di una parte del partito. A quel punto, attraverso il solito colpo di mano extraitalico, sarebbe arrivata la troika. Che ingenuo frescaccione stupidamente complottista che sono! Ma la troika c'è già: è guidata da un boyscout, che dice ogni sera le preghierine prima di andare a letto. Non capisco molto di finanze e di banche, ma, vedendo ciò che stanno facendo con le Popolari, mi sembra di capire che stanno regalando qualcosa di sostanzioso ad altri. Domani arriva nella città di Machiavelli e Guicciardini la figlia del pastore protestante migrato nella Germania orientale. Viene a dare le ultime indicazioni e le ultime direttive. Naturalmente noi la vedremo solo mentre visita quella meravigliosa reliquia storica che è Palazzo Vecchio o Palazzo Pitti u.s.w. Dimenticavo: della troika nostrana fanno parte fu dc fu psi fu pci....mai che ci sia una sana iena liberista originaria. Non sarebbe carino.

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    2. Caro Celso,
      vedrai che Angela troverà forse il tempo di dare indicazioni alla "Magica Viola": peekaboo e poi, tutti a cena con Matteo e Dario (sindaco violinista). Prosit!

      (Alessandra da Firenze. Si dai, evviva la bellezza di Firenze! Ma per chi ha occhi per vedere...desolata, percorro il tratto da P.zza San Marco a P.zza Duomo. Oggi scappo sui monti. Anche domani)

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  56. Risposte
    1. Proverbi 22:7 - Il ricco signoreggia sui poveri, e chi prende in prestito è schiavo di chi presta.

      Proverbi 22:27 - Se non hai di che pagare, perché esporti a farti portar via il letto?

      Proverbi 20:30 - Le battiture che piagano guariscono il male; e così le percosse che vanno al fondo delle viscere.

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  57. Genealogia di Paolo Mieli.

    Renato Mieli, padre di Paolo, emigrato dall'Italia iin seguito alle leggi razziali, vi è rientrato al seguito dell'esercito inglese e vi ha assunto funzioni di altissimo livello nell'Ufficio Psyops (guerra psicologica). Togliatti lo mette alla direzione dell'Unità. Nel 1956 esce dal partito comunista in seguito alla repressione della rivolta ungherese, diventa una delle principali casse di risonanza delle idee di von Hayek, e assume la direzione del Ceses (Cetro ricerche sociologiche ed economiche paesi dell'Est, finanziato da Confindustria, filiale italiana di Interdoc, organismo di intelligence NATO). (Questa è, a grandi linee, la biografia ufficiale. La ufficiosa è più interessante ma a rischio querela, e dunque la ometto).

    Sintesi: buon sangue non mente.

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  58. Le Pen e D'Alema da Floris. Quello che m'ha fatto impressione è l'enfasi della traduttrice... Lepenista pure lei!

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  59. A Fischia il Vento stasera, dopo molte buone domande standard di Gad Lerner e altrettante risposte standard, che possono ben essere ascritte alla generalizzata colpevole disinformazione, Vinicio Capossela ha detto che in Grecia si vive questa drammatica situazione: “con senso di colpa.”
    Anche la più spregiudicata campagna mediatica non si regge da se sola dunque, ha bisogno di appoggiarsi a qualche debolezza oggettiva. E questo senso di colpa, non esclusivo della Grecia, ma condiviso con gli altri paesi mediterranei, viene da molto lontano, e nasce e cresce simmetricamente a un altro sentimento dei paesi del nord da quando essi iniziarono a rivendicare una loro superiorità morale.
    È chiaro che questo rilievo può risultare, per molti derivati e insospettabili aspetti, particolarmente doloroso, doloroso per tutti, ma spesso non si è cattivi per scelta, soprattutto quando si riflette in modo radicale.

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  60. mi scuso (sara' colpa mia, non sono economista) ma non capisco il grafico "L'evoluzione del rapporto bilancio pubblico/PIL nelle previsioni Fmi" dove il tempo e' sia variabile ind. che parametro (?). Grazie per l'ottimo post. C.

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    1. Sì, può essere poco chiaro. Il grafico riporta previsioni/consuntivi di una stessa variabile (il rapporto deficit/Pil) fatte a tempi diversi. I dati di ottobre 2009 (linea azzurra) ancora non tenevano conto del buco nei conti greci, che diventa visibile solo a partire dall'edizione di ottobre 2010 (linea verde). Quindi il tempo come "parametro" parametrizza le edizioni successive dei conti pubblicati dall'IMF.

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  61. Con la Grecia debole nell'export, la ripresa da un'eventuale uscita dall'euro è prevista in un periodo più lungo. È immaginabile (ma io non sono un economista) pensare ad un primo anno di sofferenze e drammi per il popolo greco.

    Secondo lei, che reazione avrà tutto questo nella politica italiana? Potrebbe ciò portare gli italiani ad allontanarsi dall'idea di un'uscita dall'euro? Perchè ho il timore che l'uscita della Grecia possa portare gli altri paesi a tenersi stretto l'euro.

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  62. Salve Professore
    stamattina ho sentito in radio che in merito alle trattative sul debito greco, tra le varie richieste dell'europa c'era la diminuzione delle spese militari.
    Premetto che non si riesce più a capire se credere in quello che ci propinano, soprattutto sui canali gestiti da grossi gruppi editoriali (era radio capital). Se questo è vero, come si concilia ciò con la sua tesi che gli investimenti militari fossero uno dei motivi per cui faceva comodo che la grecia fosse nell'eurozona?
    come mai ora per far rimanere la grecia nell'eurozona le si chiede, tra l'altro di diminuire gli stessi investimenti che erano proprio uno dei motivi per tenerla dentro?
    Spero di essermi espresso correttamente
    Grazie

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  63. Ragazzi, quante boiate in questo post: si vede che l'ha scritto uno che non sa un'acca di macroeconomia...

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    1. ...è arrivato l'arrotino! Dai, coglionazzo, visto che non hai il coraggio di dire come ti chiami (non lo sai il cognome di papà?), almeno dì come la pensi. Non mi sembra che tu abbia argomentato molto. Dai, facci ridere, entra nel merito...

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  64. Grazie, grazie, grazie. Ho scoperto il suo articolo solo ora ma meglio tardi che mai. Apprezzo molto la sua analisi piena di riferimenti, citazioni e rimandi per permettere a chi vuole di approfondire. Altrove ho letto solo articoli pieni di luoghi comuni, il solito dualismo greci tartassati-Germania cattiva/greci lazzaroni-Germania faro di civilta'. Tanta superficialita' ovunque purtroppo. Lei ha un nuovo ammiratore e sostenitore

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  65. Complimenti professore, aveva già previsto tutto, con grandissima precisione, peccato che nessuno (sappiamo chi) ascolta.

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  66. Bell'articolo, letto qualche tempo fa, ma ci torno sempre per darmi una rinfrescata. Mi permetto di segnalare al Professore e ai Lettori un interessante studio, commissionato dal parlamento greco in aprile, fatto da un ente di audit sul debito brasiliano (e sappiamo bene quanto in sudamerica conoscano la maniera d'agire del FMI):
    http://www.auditoriacidada.org.br/wp-content/uploads/2014/06/Report-Greek-Truth-Committee.pdf

    (il sito dell'ente stesso e' interessante, ma solo in portoghese purtroppo).
    Saluti!

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  67. Credo che il prof apprezzerà lo humor allemano: https://www.youtube.com/watch?v=SfzkMmIHAG8&sns=fb

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  68. Giusto per chiudere il cerchio:
    http://icebergfinanza.finanza.com/2015/06/29/grecia-un-mondo-di-balle-fact-checking/

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