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sabato 8 dicembre 2012

Endogenous money for dummies, part 2

Addendum del 9/12: penso di dovervi fare un piccolo briefing prima della lettura di questo articolo, altrimenti rischiate di perdervi nelle foglie senza vedere l'albero, che è rigoglioso e elemento essenziale della nostra foresta. Dunque: come ragionano i monetaristi/liberisti/neoclassici? La Banca centrale "crea" la moneta e la moneta "causa" l'inflazione. Sono due scemenze, e istwine, in questo ciclo di articoli, si sta occupando della prima. Istwine sta cioè cercando di farvi capire (e ci riesce, oppure andate su nFA), che la Banca centrale non "crea" una beneamata fava, perché la quantità di moneta presente nel sistema è largamente al di fuori del controllo della Banca stessa.

Chiaro fin qui? Per chi ha il libro, stiamo parlando della figura 35 a p. 204, dove si vede quanto la Bce (non) abbia controllato la moneta in Europa.


Più in dettaglio: come fa la Banca centrale a "creare" moneta, secondo gli spaghetti-liberisti? La Banca centrale "stampa" base monetaria (la definizione tecnica la trovate nell'articolo, a scuola la identifichiamo coi biglietti di banca), cioè, approssimando la famosa moneta a corso forzoso, quella che deve essere accettata come strumento liberatorio delle obbligazioni. Questa base monetaria arriva al pubblico (famiglie, imprese), che la deposita in banca. La banca trattiene una parte di questi depositi mettendoli a riserva obbligatoria, e presta il resto.

Ulteriore dettaglio: la base monetaria arriva al pubblico attraverso diversi canali:

1) il canale del Tesoro (finanziamento monetario della spesa pubblica, se c'è: la Banca centrale stampa e l'odiato lavoratorepubblicoimproduttivo si trova l'euretto in tasca);
2) il canale estero (l'esportatore riceve il dollaretto, va in banca centrale e si fa dare un euretto);
3) il rifinanziamento del sistema bancario (la Banca centrale presta l'euretto direttamente alla banca commerciale, e sul perché e il per come vi informa appunto istwine).

Ci siete anche fino a qui? Allora vi faccio notare che questo meccanismo ha due caratteristiche:

1) i depositi (di base monetaria, effettuati da famiglie e imprese, presso le banche commerciali) generano i prestiti (delle banche commerciali a famiglie e imprese);

2) la moneta bancaria (prestiti) è in un rapporto fisso (moltiplicatore) con la base monetaria, rapporto determinato dal coefficiente di riserva obbligatoria, cioè dalla quantità di base monetaria che le banche devono trattenere presso di sé.

Esempio: supponiamo che il coefficiente di riserva sia 0.5 (il 50%). Seguite il ragionamento:

a) il buon padre di famiglia deposita il suo euretto;
b) la banche trattiene 50 cent e presta gli altri 50 cent a un sagace imprenditore;
c) il sagace imprenditore depositerà i 50 cent nel suo conto presso la banca;
d) la banca tratterà 25 cent e presterà gli altri 25 cent a una giovano famigliuola che intende acquistare la sua prima casetta;
e) il venditore della casetta depositerà i 25 cent;
f) la banca trattiene 12,5 cent e presterà gli altri 12,5 a...

Chiaro? Se voi foste un po' meno beati, e sapeste le tabelline, capireste subito dove va a finire questa storia, che è una progressione geometrica di ragione 0.5. La sua somma:

1 + 0.5 + 0.25 + 0.125 +....

è uguale a 2, il che significa che con un euretto iniziale di base monetaria, il sistema bancario crea due euretti di depositi, cioè di moneta bancaria. Ci siamo? In questo caso 2 è il moltiplicatore monetario. La sua formula, in questo semplice caso, è 1/r (dove r è il coefficiente di riserva). Come dire che se r=0.5, allora ogni euro crea 1/r=1/0.5=1/(1/2)=2 euro di depositi.

Chiaramente, se r fosse più piccolo, il moltiplicatore aumenterebbe, perché la banca potrebbe erogare maggior credito a fronte dello stesso euretto depositato (e così via nei cicli successivi). Ad esempio, se r=0.25 il moltiplicatore diventa 4, ecc.

Se invece r=1, come voglio gli austriacanti (riserva integrale), allora il moltiplicatore sarebbe uno, e, come dice il buon Torny, areremmo i campi col vomere di legno (il nazismo della riserva integrale si sposa quindi col nazismo della decrescita: tout se tient).

Per ulteriori dettagli sull'approccio "moltiplicatore dei depositi" c'è sempre il mio testo online (vedi la 4.2.2).


Di conseguenza, il sagace e solerte (SS) banchiere centrale, in questo mondo, controlla perfettamente la quantità di moneta (base monetaria più moneta bancaria) presente nel sistema, perché:

1) quanta base monetaria stampare lo decide lui;
2) quanta moneta bancaria verrà creata (a valle) lo decide altresì lui, fissando il valore di r, coefficiente di riserva, che determina l'ammontare dei depositi.

Bene: ci siete? Quelli che hanno studiato economia diranno: "Eh già" Proprio così! Mi ricordo...".

Istwine ci spiega come e perché le cose non stanno affatto così, per diversi motivi:

1) perché nell'accordare un prestito il funzionario di banca non controlla la quantità di riserve disponibili presso il suo istituto, esattamente come nel fissare il prezzo il bancarellaro non controlla la quantità di M3 in circolazione in quel giorno (Tramonto dell'euro, p. 199); di conseguenza sono i prestiti a creare i depositi, e non viceversa, nel senso che nella sequenza causale viene prima la decisione della banca di accordare il credito.

2) perché la Banca centrale ha l'obbligo statutario di fornire moneta di banca centrale (base monetaria) per evitare il collasso del sistema dei pagamenti, quindi l'emissione di questo strumento, in larga misura, non è decisa da lei (ma il costo al quale fornirlo sì); di conseguenza, la Banca centrale non controlla l'offerta di moneta, che deve invece adattare alle condizioni del mercato interbancario per evitare il collasso del sistema dei pagamenti;

3) perché, banalmente, ci sono anche sistemi nei quali il coefficiente di riserva obbligatoria è nullo, cioè le banche possono prestare tutto quello che viene loro depositato (e possono farlo, ovviamente, perché la Banca centrale interviene come lender of last resort in caso di problemi), e in questi sistemi la massa monetaria non è infinita, come sarebbe se valesse la regola 1/r; di conseguenza, la Banca centrale non ha alcun mezzo di controllo diretto ed efficace sulla massa monetaria in senso ampio (base monetaria e depositi), come del resto non ce l'ha sulla moneta in senso stretto (base monetaria).

Chiaro?

Capirete quindi che il discorZetto "facciamo stampare moneta alla Banca centrale, tanto poi se c'è inflazione dreniamo liquidità con le tasse" aderisce al paradigma spaghetti-liberista (totalmente insensato) ed è quindi paradossale che sia stato inculcato nelle molli menti di tante giovani "intelligenze" da uno sconclusionato e psicotico assertore (secondo lui) dei principi keynesiani. Questo non vuol dire che io o istwine o qualsiasi economista in buona fede sia contrario a politiche monetarie espansive. Ho detto questo? È esattamente il contrario. Vuol dire che un folle in Italia sta propugnando le politiche monetarie espansive inculcando al tempo stesso nei suoi sempre più sparuti seguaci l'idea che queste politiche generino meccanicamente inflazione, il che non è vero, per i motivo di cui sopra: la Banca centrale non "stampa" a suo beneplacito moneta, la moneta "stampata "(base monetaria) è in un rapporto molto labile con la moneta in circolazione, e poi (cosa della quale istwine non  si occupa qui, ma noi ci siamo occupati tante volte), le dinamiche inflattive sono molto più legate alla struttura del mercato del lavoro (la curva di Phillips esiste, cosa che mi sembra il folle neghi).

Cominciate a capire? Ci siete?

E allora godetevi istwine. Certo: non godrete, nel leggerlo, quanto ho goduto io. Però io ho anche sofferto per tanti anni...





(Paulo majora canamus. In guerra è purtroppo dato fisiologico assistere a tragedie umane. Bisogna farsene una ragione, e certo è più facile elaborare il lutto se quello che ci lascia è il colonnello della nostra armata che in un delirio di follia ha decimato le nostre fila col suo preziosissimo, ma un po’ improvvisato,  fuoco di copertura. Uno dei frutti più perversi dell’opera di divulgazione approssimativa, sconclusionata e fascista del compianto Donald – il quale ha promesso di farsi da parte, e speriamo mantenga – è stato aver diffuso in un certo tipo di pubblico, ricettivo a messaggi distorti, l’idea completamente fasulla che “la moneta crei inflazione”. Proprio così! Per chi conosce un minimo la storia del pensiero economico, è veramente paradossale che un tentativo di divulgazione che rivendica origini keynesiane giunga al risultato di inculcare nella testa del pubblico la teoria quantitativa della moneta nella sua forma più becera, in una forma che avrebbe fatto sorridere Wicksell, e alla quale oggi crede – o fa finta di credere – solo l’ “““economista””” Giannino. Il dato politicamente pericoloso è che se tu ribadisci l’idea distorta che l’inflazione sia causata da una moneta esogenamente “creata” dalla Banca centrale, di fatto accetti in toto la logica distorta di chi sostiene che dobbiamo rendere indipendente la Banca centrale, perché altrimenti saremo schiacciati dall’inflazzzzzione che danneggia la vedova, l’orfano e il proletario – e quanto li danneggi lo abbiamo visto qui! Ovviamente i “colleghi” americani sono corresponsabili di questo delitto contro la democrazia, e non preoccupatevi: il cavajere nero ha in serbo una sorpresina per loro. Nel frattempo, però, cerchiamo di ricordarci e di capire bene, perché la moneta non è esogena e perché non “crea” inflazione. Prosegue la pubblicazione del lavoro di istwine. Nel seguito, l’acronimo ndC sta per “nota der Cavajerenero”. Enjoy irresponsibly!)


Da istwine ricevo e volentieri pubblico:

I PRINCIPI DELLA MONETA ENDOGENA.

I “PRESTITI CREANO I DEPOSITI”. I sistemi di pagamento, principi e meccanismi universali. 2 PARTE. 


Una precisazione non polemica prima di iniziare.


Questo scritto ha un unico scopo: spiegare, a un livello un poco sopra la media giornalistica e dei blog divulgativi come funziona il sistema monetario e quali sono le sue principali caratteristiche. Questo scritto non ha questo scopo: fare proposte, creare nuovi paradigmi (non) alternativi, dimostrare come semplice sia l’economia, discutere dei problemi del mondo servendosi esclusivamente di una conoscenza basilare dei sistemi monetari.

Introduzione.


When students enter a post-Keynesian class in monetary economics, their minds have been so much distorted by the neoclassical fallacy of an exogenous supplied stock of money that they find difficult to understand even the simplest story about demand-led endogenous money. (Lavoie 2003, pag. 1)

(ndC for the unhappy many, anche allo scopo di evitare traduzioni dilettantesche tipo “spesa a deficit” e “bilance settoriali”: “quando gli studenti iniziano un corso di economia monetaria post-keynesiana, le loro menti sono state a tal punto distorte dal fallace argomento neoclassico secondo il quale l’offerta di moneta è esogena, che rimane loro difficile da capire anche la più semplice spiegazione di come la moneta sia endogenamente creata dalla domanda”).

(ndC: cazzo, studiatela la lingua del nemico, altrimenti l’unica rivoluzzzione che farete sarà quella intorno al vostro asse mentre dormite fra comode piume – o sotto un ponte!).

(ndC: e troncatevi nel cranio – chi ce vole prova’ – che per tradurre non bisogna pensare di sapere l’inglese: bisogna sapere molto bene l’italiano. Forse non c’entra, forse sì: sono sicuro che un 20% del facilismo/fascismo di certa divulgazione deriva direttamente da traduzioni fatte sulla base della presunzione di sapere la lingua aliena, accoppiata a una patetica incapacità di esprimersi nella lingua propria. Occhio. Bilancia in inglese è “scales”, bilancio è “budget” o “balance sheet”, e “balance” in economia è un saldo. Così, tanto per capirsi...).

Marc Lavoie inizia il suo scritto A Primer on Endogenous Credit-Money (2003) con questo incipit, e mi è sembrato perfetto per iniziare un articolo sui principi basilari della moneta endogena, in quanto, per diversi motivi (in primis l’insegnamento accademico a senso unico, più altri fattori storici che esulano dal contenuto di questo articolo), è veramente difficile far capire in cosa consiste l’endogenità della moneta a chi ha in testa il modello monetarista. Non è semplice, ma alla fine del testo, vi renderete conto (spero), che in realtà, vista la sua natura controintuitiva e illogica, la tesi monetarista è più complessa, semplicemente perché non va capita, ma va ricordata, poiché essendo una costruzione senza fondamenta logiche sin dal principio, non ci si può ragionare, e dunque la conclusione sarà per forza di cose quella di rigettarla completamente.

Nella prima parte si è visto che la natura endogena della moneta non è una teoria recente, anzi, si direbbe che gli economisti di un secolo fa fossero molto più attrezzati in termini di comprensione del funzionamento del sistema monetario di quanto non siano attualmente molti esimi studiosi. Se da un punto di vista logico la teoria regge, è necessario però anche conoscere gli strumenti, le variabili e in generale i cosiddetti tecnicismi per poter avere un quadro completo. Per prima cosa chiariamo cosa s’intende in questo testo per esogeno ed endogeno: sono variabili esogene quelle che sono sotto il controllo dell’autorità monetaria e variabili endogene quelle che l’autorità monetaria non controlla direttamente. Perciò, saranno esogeni i tassi d’interesse a breve termine e sarò endogena la quantità di riserve bancarie presenti nel sistema bancario e in generale la quantità di mezzi di pagamento in circolazione. Chiunque capisca questo è già più esperto di tutti i firmatari di liste pre-contabili.

Se c’è una cosa che non mi hanno insegnato a scuola, ma che mi hanno insegnato Wynne Godley e Marc Lavoie (assieme anche a Gennaro Zezza) è che “In a water-tight accounting framework, the transaction flows of the ultimate sector are entirely determined by the transaction flows of the other sectors. […] In the words of Godley and Cripps (1983: 18), ‘the fact that money stocks and ows must satisfy accounting identities in individual budgets and in an economy as a whole provides a fundamental law of macroeconocomics analogous to the principle of conservation of energy in physics’.” (Godley - Lavoie 2007)
(ndC: “in un sistema contabile a tenuta stagna, i flussi di transazione dell’ultimo settore sono interamente determinati da quelli dei settori precedenti [...] Con le parole di Godley e Cripps (1983: 18) ‘il fatto che gli stock e i flussi di moneta debbano soddisfare identità contabili nei bilanci individuali e nel complesso dell’economia costituisce una legge fondamentale della macroeconomia, analoga al principio di conservazione dell’energia in fisica’.”)

Cito questi, perché io ho studiato da loro, ma per chi legge il blog, Alberto c’ha fatto un articolo goliardico sul fatto che non sia nulla di nuovo (a differenza di come lo hanno presentato taluni).

I SISTEMI DI PAGAMENTO E LE RISERVE BANCARIE

Le riserve bancarie (in inglese reserve balances o settlement balances), altrimenti dette base monetaria o moneta di banca centrale (ndC: o anche moneta ad alto potenziale, high-powered money) sono quella forma di mezzo di pagamento che sta al vertice della gerarchia monetaria. Esse sono emesse esclusivamente dalle Banche Centrali e sono il principale mezzo di pagamento utilizzato dal settore bancario per finalizzare i pagamenti. La ratio di questa scelta (per certi versi obbligatoria) è una regola ben precisa dei sistemi di pagamento: nessuno può pagare un proprio debito con moneta emessa da se stesso ma è necessario utilizzare un mezzo di pagamento emesso da un agente differente. E quindi laddove il settore privato non bancario si serve della moneta emesse dalle banche commerciali, le banche commerciali si servono della moneta emessa dalle Banche Centrali. Come rileva il personale specializzato che lavora in banca e come indicano le pratiche effettive, ‘banks do not accept bank money in interbank transactions, but ultimately require their claims to be settled in central bank money’ (Deutsche Bundesbank, 1994, p. 46; ndC: “le banche non accettano moneta bancaria nelle transazioni interbancarie, ma alla fine esigono che i propri crediti siano regolati usando moneta di banca centrale”. In soldoni: Unicredit non può restituire somme a Banca Intesa staccando un assegno: je deve da da’ li sordi – base monetaria). La logica alla base è sempre la stessa, ovvero la sicurezza nei sistemi di pagamento e la gerarchia dei mezzi di pagamento.
Questo vale soprattutto in un’economia basata su moneta creditizia in cui i flussi transfrontalieri crescono annualmente a un ritmo notevole. Difatti, come rileva il Committee on Payment and Settlement Systems  della BIS (2003b, p. 4):

“While the role of the central bank as settlement institution is a long-standing one, in many cases this role only required the central bank to settle the relatively small net positions of commercial banks resulting from a netting procedure. Moreover, this occurred only once each day, at the end of the day. But with the introduction of newer, safer systems to handle the substantially increased payment system values, and in particular with the widespread adoption of real-time gross settlements (RTGS), where each payment is settled in real time throughout the day, central banks and central bank money have come to take on a much wider and more active role.”  (2003b, p. 4) 
(ndC: “le banche centrali svolgono da tempo il ruolo di camera di compensazione, ma in molti casi ciò comportava solo che esse regolassero le posizioni nette delle banche commerciali, risultanti dalla compensazione dei rispettivi saldi, che erano relativamente piccole. Inoltre, cià accadeva solo una volta al giorno, alla fine della giornata. Ma con l’introduzione di sistemi più sicuri e aggiornati per trattare gli accresciuti volumi di scambi nei sistemi di pagamento, e in particolare con la diffusione del regolamento lordo in tempo reale (RTGS), col quale ogni pagamento è regolato in tempo reale nel corso della giornata, le banche centrali e la moneta di banca centrale hanno assunto un ruolo più ampio e più attivo”).
 (ndC: il testo usa l’espressione “”settlement institution” – letteralmente: istituzione per il regolamento (delle transazioni finanziarie) – che è semanticamente più ampio di “camera di compensazione” (in inglese clearing house), ma penso che la traduzione renda meglio l’idea, e eventualmente istwine mi correggerà).

e ancora:

“On the other hand, central bank deposit money plays a crucial role as the settlement asset in payment  systems which transfer substantial values of funds each day and where there is significant potential for systemic risk. The quantity of central bank money and/or the terms on which it is available are of course pivotal aspects of central banks’ monetary policy. But, as illustrated in Figure 1, balances with the central bank also play an important role from the viewpoint of payments policy. During the day, deposits with the central bank can be used to make interbank payments, whose completion is a critical activity for the economy at large. If the intraday balance available for payments is too small relative to the value of payments to be made in a given time, it could result in gridlock, preventing payments from being executed. Thus in many cases central banks provide intraday credit to banks and other account holders. Indeed, particularly with the decline in importance of reserve requirements in many economies, balances held by banks during the day are often substantially larger than those held overnight.” (2003b, p. 8)

(ndC: “d’altra parte, i depositi di base monetaria presso la banca centrale svolgono un ruolo cruciale come strumento finanziario per il regolamento delle transazioni interbancarie, in un sistema che trasferisce fondi per importi notevoli ogni giorno e nel quale esiste un significativo potenziale di rischio sistemico. La quantità di base monetaria e/o le condizioni alle quali è disponibile sono evidentemente aspetti cruciali della politica monetaria della banca centrale. Ma i saldi delle banche commerciali presso la banca centrale giocano un ruolo essenziale anche dal punto di vista della politica dei pagamenti. Durante il giorno, i depositi presso la banca centrale possono essere utilizzati per effettuare pagamenti interbancari, il cui regolare compimento è un’attività cruciale per il funzionamento del sistema economico. Se il saldo giornaliero disponibile per i pagamenti è troppo piccolo rispetto al valore dei pagamenti da effettuare in un dati momento, potrebbe risultarne un blocco che impedirebbe la regolare esecuzione dei pagamenti. Di conseguenza, in molti casi le banche centrali accordano credito alle banche commerciali e agli altri titolari di conto. In effetti, soprattutto a causa della diminuita importanza degli obblighi di riserva in molte economie, i saldi detenuti dalle banche commerciali durante il giorno sono spesso molto più grandi di quelli detenuti nottetempo”).

I sistemi RTGS (Real-Time Gross Settlement; ndC: regolamento lordo in tempo reale) non sono altro che dei sistemi di trasferimento di fondi in tempo reale, cioè sono trasferimenti non soggetti a un tempo di attesa. Le transazioni vengono completate immediatamente. Il Gross significa che i pagamenti vengono regolati su base lorda, cioè operazione per operazione, anziché su base netta in cui debiti e crediti delle controparti si compensano e poi si regolano le posizioni rimaste. Il sistema TARGET2 ad esempio è un sistema RTGS, difatti TARGET2 significa Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System e se vi state chiedendo come abbiano riordinato le lettere, non ne ho idea, ma TARGET suona meglio di TEARGSETS2. Comunque, trovate tutto sull’efficiente sito della Banca d’Italia.

Non a caso quindi le riserve bancarie prendono il nome di settlement balances, proprio per via del loro ruolo di mezzo di pagamento definitivo nell’interbancario. Ma cosa sono concretamente? Sono dei depositi che le banche commerciali mantengono in Banca Centrale, e sono anche le banconote cartacee. Una curiosità: la Banca Centrale Europea non considera le banconote nel computo delle riserve bancarie, dunque queste sono uno strumento sostanzialmente richiesto dalla clientela ma che non ha nessun significato particolare nella politica monetaria (ma che fa tanto arrabbiare Milena Gabanelli perché, come tutti i giornalisti in prima serata, non capisce di cosa parla e non parla di ciò di cui non si può parlare).

(ndC: la pianta si riconosce dai frutti e viceversa, o anche ab uno disce omnes).

Le banche commerciali detengono riserve bancarie per due motivi principali:

1) Il regolamento dei pagamenti nel mercato interbancario;

2) Soddisfare la riserva obbligatoria dove richiesta (molti paesi come per esempio Canada, Regno Unito, Australia, Svezia, Norvegia hanno una riserva obbligatoria pari a 0);

1. Il regolamento dei pagamenti

Come si è detto, le riserve bancarie sono il mezzo di pagamento tramite il quale le banche commerciali finalizzano i pagamenti a favore delle controparti, sia che si tratti della stessa Banca Centrale, sia che si tratti di apparati della Pubblica Amministrazione sia che si tratti di istituti di credito.

Nel primo caso prendiamo in considerazione per esempio il rimborso da parte di una banca commerciale di un prestito ottenuto dalla Banca Centrale.


Il Bilancio della Banca Centrale vedrà due movimenti, un -100 nella parte Assets, e un -100 nella parte Liabilities. Il primo “-100” deriva dal rimborso del prestito, e quindi la Banca Centrale per forza di cose avrà un credito nei confronti del settore bancario inferiore di -100. Il secondo è derivante dalla diminuzione delle riserve bancarie nei conti delle banche commerciali. Li ho chiamati in maniera così generica perché la voce cambia da sistema a sistema, l’Eurosistema li chiama “Current Accounts”, ma ad esempio la Bundesbank li chiama semplicemente “Deposits”.

Questa semplice transazione varia l’ammontare di riserve bancarie presenti nel sistema. Niente di più semplice, anche se è importante avere chiaro in mente cosa succede a livello di bilanci, perché altrimenti non si capiscono poi determinate implicazioni che vedremo successivamente. Per capirsi, quando dico bilanci mi riferisco allo schema semplificato che qui propongo, che però è abbastanza completo. Il bilancio della Banca Centrale si muove continuamente per via delle molteplici transazioni che fanno variare di volta in volta le varie voci del bilancio, ma siccome ogni bilancio è redatto in maniera differente da paese a paese, utilizziamo questi schemi semplici per avere chiaro in mente che ogni singola azione ha delle conseguenze diverse. Ma se siete incuriositi da cosa fa variare maggiormente le voci di un bilancio di una Banca Centrale, e in particolare la quantità di riserve bancarie nel sistema, questa pagina fornita dalla FED è interessante.

Comunque ci torneremo prossimamente quando spiegherò meglio la natura difensiva delle operazioni di politica monetaria.

Tornando agli esempi: nel secondo caso invece possiamo prendere in considerazione il pagamento delle tasse da parte dei clienti della banca commerciale che in questo caso trasferisce le riserve bancarie che ha nel proprio conto, al conto del Tesoro.



Dal momento che il conto del Tesoro è nella parte Liabilities del bilancio della Banca Centrale, anche ogni transazione tra il Tesoro e le banche commerciali cambia l’ammontare di riserve bancarie presenti nel sistema bancario, non a caso ogni spostamento di fondi tra le due controparti (il Tesoro e le banche commerciali) crea un potenziale problema per la Banca Centrale. Ma anche questo lo vedremo successivamente, però tenete a mente il movimento tutto interno alla parte Liabilities del bilancio della Banca Centrale.

Il terzo caso, il più diffuso, è il caso in cui il cliente A avente il conto in una banca A emette un ordine di pagamento nei confronti del cliente B che detiene il conto nella Banca B. Mentre la transazione tra i due clienti è completata tramite accrediti e addebiti nei rispettivi conti, la transazione tra banche ha un altro passaggio. Inutile dirlo, la transazione tra clienti si completa esattamente perché il pagamento è avvenuto attraverso un mezzo di pagamento emesso da un altro agente (la banca commerciale) ed accettato dalle controparti.



In questo caso la Banca A trasferisce, via Banca Centrale, le proprie riserve bancarie in favore della Banca B. La tabella 3 implica quindi che la Banca A per finalizzare il pagamento, utilizzi un proprio asset, le riserve bancarie, secondo uno schema in cui l’agente gerarchicamente superiore è esattamente la Banca Centrale, graficamente:



Dato che questa è una transazione orizzontale, da banca a banca, l’ammontare di riserve bancarie non cambia ma viene solo trasferita la posizione (dal conto in Banca Centrale della Banca A al conto in Banca Centrale della Banca B).

In realtà vi sono molti altri aspetti su cui discutere riguardo all’ultimo caso, in quanto sono sempre più diffusi sistemi di compensazione offerti da istituti privati, in cui non vi è nessun trasferimento di fondi, ma a fine giornata debiti e crediti vengono compensati. Lo stesso vale anche per le Banche Centrali, laddove la Banca A è indebitata con la Banca B, a sua volta indebitata con la Banca A. Trattasi di semplice clearing, e non vi è nessun trasferimento, ma a fine giornata debiti e crediti bilaterali si compensano.

Non c’è dubbio quindi che il ruolo ultimo delle riserve bancarie sia quello di rendere sicuro e stabile il sistema dei pagamenti nazionale (e internazionale), evitando che i pagamenti vengano regolati tramite promesse di pagamento di agenti privati. Difatti, ogni banca commerciale emette il suo mezzo di pagamento tramite il quale gli agenti non-banca (famiglie e imprese) possono regolare le proprie relazioni di debito-credito ma ciò che non si vede in superficie è, appunto, la finalizzazione che avviene nel mercato interbancario in seguito ai molteplici e continui ordini di pagamento da parte dei clienti delle banche commerciali. Il principio che guida l’attuale sistema dei pagamenti è, in definitiva, la gerarchia monetaria che vede al vertice la moneta di Banca Centrale. E questo è poi il perché chi ragiona in termini di clic del mouse sbaglia. Ciò non significa negare che le banche commerciali emettano moneta né significa negare che abbiano un potere spropositato e che viviamo in un mondo in cui la forma più diffusa di mezzo di pagamento è la moneta creditizia emessa dalle banche commerciali secondo uno schema “i prestiti creano i depositi”. Significa, semmai, capire come tecnicamente queste transazioni avvengano e significa capire come funzionano i sistemi di pagamento. Dopo tutto se fossero come dicono i fautori del clic, non esisterebbe nessuna stretta creditizia. Comunque, successivamente vedremo che una banca commerciale crea moneta all’atto del prestito e si procura le riserve necessarie a finalizzare i pagamenti successivamente come i seguaci di Kaldor e di Moore sostengono, che è l’ennesimo modo di dire che la moneta è creata dalla domanda di credito e dunque è una variabile endogena.

2. L’obbligo di emettere moneta

È un titolo un po’ provocatorio ma questo è un punto fondamentale da comprendere. Scott Fullwiler nel suo pregevole studio Modern Central Bank Operations – The General Principles (2008) ci ricorda, come secondo principio, che la Banca Centrale, dal momento che detiene il monopolio dell’emissione di riserve bancarie (base monetaria) ha l’obbligo giuridico di promuovere e garantire il buon funzionamento dei sistemi di pagamento. Questo punto è spesso sottovalutato se non dimenticato dai cultori della materia, ma ad un’analisi attenta delle transazioni non può che essere così. Immaginate se una Banca Centrale si rifiutasse costantemente di emettere l’ammontare di riserve bancarie esattamente domandato dalle controparti: oltre che una pesante volatilità dei tassi d’interesse avremmo anche notevoli disfunzioni nei pagamenti, perché viene a mancare il mezzo di pagamento necessario da un punto di vista gerarchico. Questo lo dice, tra le righe, anche la BIS:

“Because the settlement of each payment involves a direct transfer of the settlement asset, RTGS systems require substantially more of the asset to ensure smooth payment flows. To enable this, most central banks provide intraday credit to banks participating in these systems in quantities which in some cases dwarf the banks’ overnight balances or their overnight borrowing from the central bank.” (2003b, p. 4)
(ndC: “dato che il regolamento di ogni pagamento richiede un trasferimento diretto dello strumento di regolamento, i sistemi RTGS richiedono un ammontare molto superiore di questo strumento per assicurare un flusso regolare di pagamenti. Per garantirlo, durante il giorno molte banche centrali forniscono alle banche che partecipano a questi sistemi credito in quantità tali da far sembrare esigui i saldi overnight, o i prestiti overnight da parte della banca centrale”)
(ndC: nella prima frase ci sono troppi “menti”, ma ho dormito solo cinque ore, poi vedrò di regolare la situazione).
E anche:

“During the day, deposits with the central bank can be used to make interbank payments, whose completion is a critical activity for the economy at large. If the intraday balance available for payments is too small relative to the value of payments to be made in a given time, it could result in gridlock, preventing payments from being executed. Thus in many cases central banks provide intraday credit to banks and other account holders.” (2003b, p. 8, grassetto mio)
(ndC: vedi sopra per la traduzione).

È importante notare che i sistemi di pagamento sono le fondamenta di un sistema economico efficiente, quindi il ruolo che la Banca Centrale ha in questo frangente è indispensabile ed è per questo che da secoli agiscono così. Lo riconosce anche il Board of Governors della FED nel 1990:

“[…] a reliable payments system is crucial to the economic growth and stability of the nation.  The smooth functioning of markets for virtually every good and service is dependent upon the smooth functioning of banking and financial markets, which in turn is dependent upon the integrity of the nation’s payments system” (Board of Governors 1990, 2)
(ndC: “un sistema dei pagamenti affidabile è cruciale per la crescita e la stabilità economica della nazione. Il regolare funzionamento di praticamente ogni mercato di beni e servizi dipende dal regolare funzionamento dei mercati bancario e finanziario, che a sua volta dipende dall’integrità del sistema dei pagamenti della nazione”).

Non a caso quindi ogni Banca Centrale fornisce le riserve bancarie domandate (contro garanzia), esattamente per evitare sia la volatilità dei tassi, che, soprattutto, difficoltà nei pagamenti interbancari. Anche questo principio ci conferma la natura endogena della moneta, in quanto la Banca Centrale non può sapere l’ammontare di riserve necessarie (o meglio, può prevederlo, e ci sono alcuni casi in cui lo fa abbastanza bene, come in Canada) e non può sapere gli eventuali deficit di liquidità che si vengono a creare. Per questo motivo fornisce la liquidità necessaria e fa in modo che sia sempre presente la liquidità necessaria, in quanto questo è il suo ruolo, come riconosciuto da più parti, “the primary objective of all central banks is to ensure the smooth functioning of their countries payments systems” (Government Accountability Office 2002, 2, grassetto mio; ndC: “l’obiettivo primario di ogni banca centrale è quello di assicurare il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti del proprio paese”).

3. La riserva obbligatoria

“Today, there is consensus that the main purpose of reserve requirements lies in facilitating the control of short-term interest rates. This stabilizing effect works in two ways. First, if reserve requirements are set above the demand for working balances, which fluctuate from day to day, they stabilize the demand for reserves. Second, if reserve requirements are to be held only on average over a reserve maintenance period, they provide a buffer against transitory autonomous factor shocks.” (Bindseil 2007)
(ndC: “Oggi si pensa unanimemente che lo scopo principale della riserva obbligatoria sia
quello di facilitare il controllo dei tassi di interesse a breve termine. L’effetto stabilizzante agisce in due modi. Primo, se gli obblighi di riserva sono superiori alla domanda di saldi operativi, i quali fluttuano da un giorno all’altro, essi stabilizzano la domanda di riserve. Secondo, se gli obblighi di riserva devono essere soddisfatti solo in media con riferimento a un certo periodo, essi forniscono un tampone contro shock transitori determinati da fattori autonomi”)

Così il solito Ulrich Bindseil spiega la funzione della riserva obbligatoria. Lo stesso punto è confermato dalla stessa BCE nel documento The Monetary Policy of ECB (2011, pag. 101) in cui si spiega:

“The first key function of the minimum reserve system is to stabilise money market interest rates. […] A second important function assigned to the minimum reserve system is the enlargement of the structural liquidity shortage of the banking system. The need for credit institutions to hold reserves with the NCBs contributes to increasing the demand for central bank credit which, in turn, makes it easier for the ECB to steer money market rates through regular liquidity-providing operations.” (ECB 2011)
(ndC: la prima funzione chiave della riserva obbligatoria è quella di stabilizzare il tasso di interesse del mercato monetario. [...] La seconda importante funzione assegnata alla riserva obbligatoria è l’ampliamento della strutturale carenza di liquidità del sistema bancario. Il bisogno delle istituzioni creditizie di mantenere riserve presso le banche centrali nazionali contribuisce ad accrescere la domanda di credito erogato dalla banca centrale, il che, a sua volta, consente alla Bce di pilotare più facilmente i tassi di interesse di mercato monetario attraverso operazioni regolari di provvista di liquidità”.

È chiaro, quindi, che la riserva obbligatoria ha lo scopo di facilitare il controllo del tasso d’interesse a breve termine, stabilizzare la domanda di riserve bancarie e mantenere uno stock di riserve per far fronte a fattori autonomi fuori dal controllo sia delle banche che della Banca Centrale. La riserva obbligatoria, peraltro, non è detto che sia uno strumento necessario, come confermano i vari casi di Banche Centrali che non la richiedono, ma le due più importanti Banche Centrali, ovvero la FED e la BCE richiedono il mantenimento di una riserva minima, attualmente molto bassa, con una differenza importante, la prima concede alle banche la possibilità di inserire nel computo della riserva obbligatoria anche la moneta fisica detenuta (le banconote), mentre la seconda come dicevo, non lo permette.

La riserva obbligatoria, come in genere il livello di riserve bancarie, non ha nulla a che fare con il cosiddetto moltiplicatore monetario, in quanto, quest’ultimo, è un modello che non ha nessuna attinenza con la realtà dei sistemi di pagamento e delle prassi quotidiane. Come sottolinea Bindseil:

“In addition, whoever has worked in the credit department of a commercial bank, will confirm that the decision to grant a loan is never done on the basis of the bank’s current level of excess reserves. Excess reserves can be traded in the money market, and what matters is their opportunity cost”  (Bindseil, 2004)
(ndC: “inoltre, chiunque abbia lavorato nel settore crediti di una banca commerciale, confermerà che la decisione di accordare un prestito non è mai preso sulla base del livello corrente di riserve in eccesso. Le riserve in eccesso possono essere scambiate sul mercato monetario, e quello che conta è il loro costo opportunità”

Comunque, ci torneremo nelle parti successive.

 



Bibliografia

Bindseil, U. (2004). The Operational Target of Monetary Policy and the Rise and Fall of Reserve Position Doctrine, ECB Working Paper Series N. 372
Bindseil, U. Nyborg K. (2007). Monetary policy implementation: A European Perspective, NHH
Committee on Payment and Settlement Systems (2003b), The Role of Central Bank Money in Payment Systems, Basle: Bank for International Settlements.
Godley, W. and Cripps, F. (1983). Macroeconomics, London, Fontana
Godley, W. and Lavoie, M. (2007). Monetary Economics: An Integrated Approach to Credit, Money, Income, Production, and Wealth, London, Palgrave/Macmillan

173 commenti:

  1. Il titolo originale, ovviamente, era "te lo dicette MEMMeTa". Apprezzerete lo spirito di conciliazione...

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  2. Grazie Prof. ci voleva....per la gioia dei luogocomunisti...

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  3. Io, che come è noto sono un "ingegnere", ci ho capito solo una cosa: "nessuno può pagare un proprio debito con moneta emessa da se stesso ma è necessario utilizzare un mezzo di pagamento emesso da un agente differente".

    Ciò mi ha fatto venire in mente il problema della regressione infinita in cosmologia, esemplificato da Stephen Hawking in questo aneddoto:

    « Un famoso scienziato tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia. Egli parlò di come la Terra orbiti attorno al Sole e di come il Sole, a sua volta, compia un’ampia rivoluzione attorno al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia. Al termine della conferenza, una piccola vecchia signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse: “Quel che lei ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga.” Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di rispondere: “E su cosa poggia la tartaruga?” “Lei è molto intelligente, giovanotto” disse la vecchia signora. “Ma ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga!” »

    E allora, caro Istwine, su cosa poggia una Banca Centrale?

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    1. Vedi, il problema non è che sei un ingegnere, ma che sei uno che penZa de fa' politica, e poi non ha capito che la Banca centrale poggia sullo Stato (con la S maiuscola, cazzo!), il quale dovrebbe poggiare su una fonte di sovranità (divina o popolare, a seconda dei tempi e delle preferenze).

      A parte il solito "beato te..." di prammatica, sto ovviamente scherzando e spero che la domanda sia seria e ponga un effetti in luce il problema sollevato ad esempio da Parguez, e in qualche modo sintetizzato da Ripa di Meana con la frase che vi ho citato: "Oggi si propone non che lo stato europeo conii la moneta, ma che la moneta conii lo stato europeo".

      E ricordiamoci SEMPRE che sugli assi di bronzo romani c'era la faccia dell'imperatore (e così andando indietro nel tempo, per la gioia dei numismatici)...

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    2. La domanda era seria, seppur posta in modo scherzoso, e intendeva stimolare una riflessione sul rapporto tra "potere" e controllo dell'emissione monetaria.

      Partendo dall'osservazione che signoraggisti, MMTers e complottisti monetari di vario genere condividono un assunto comune, ovvero che il "potere" discenda dall'avere il "controllo dell'emissione di moneta", volevo ribadire, o sentirmi dire da Istwine (o da lei), che è esattamente il contrario: da che mondo è mondo, il controllo dell'emissione monetaria ce l'ha chi GIA' detiene il potere!

      La ricerca di una soluzione ai problemi non può essere, dunque, solo tecnica, ma deve necessariamente svolgersi anche su un piano politico. La natura reazionaria di certe posizioni consiste dunque nel far credere alla gente che i problemi economici siano indipendenti dalla politica, e che bastino dei semplici accorgimenti (che sò, 'na stampantina laser robusta) per mettere tutto a posto.

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    3. Però le monete più belle (incomparabilmente) son quelle greche e lì non comparivano governanti (almeno fino ad Alessandro) :-)
      Un caro saluto, vi seguo attentamente.

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    4. Scusa se sono scomparso. Io vorrei venire a presentare il libro dalle tue parti. Se mai tu avessi un'idea, scrivimi in privato...

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    5. @ecodellarete

      Giusto. Vedi che anche se sei ciociaro... Quello che a me ha sempre spaventato in questa vicenda sono quelli che "la moneta si crea con un clic del mouse vs. si stampa" o minchiate simili. Il totale diniego dell'esistenza dell'economia reale e dei rapporti di classe, a vantaggio di teorio sufficientemente fumose per avere prestigio intellettuale e capacità di attrazione delle menti deboli, distogliendole dal cetriolo (che dopo un po' scompare alla vista).

      Proprio questo taglio è stato dato alla divulgazione spaghetti-MMT: la gente soffre, banche criminali, clic del mouse. E il ciclo di Frenkel? E i capitalismi del Nord e del Sud (non solo quello finanziario)? E la complessità del gioco politico interno e internazionale?

      Un clic del mouse.

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    6. Eco,

      Questione spinosa. Ti rispondo così:

      http://arxiv.org/pdf/1107.5728.pdf

      Pag.33, Table S1. Guardati chi sono le corporation che controllano il mercato (capisci perché mi fa ridere la liberalizzazione dei notai, taxi e cose simili spacciata per politica di equità?). E poi guarda quante appartengono al settore finanziario (quelle che hanno codice 65,66,67). E poi capisci a me perché col clic del mouse e l'amicizia social e l'equosolidale e la sovranità episcopale ci si puliscono il culo.

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  4. Non vorrei fare il difensore della MMT a spada tratta, cosa che mi verrebbe anche difficile, ma mi pare di aver capito che loro (cioè gli economisti E NON BARNARD) siano dello stesso parere. Non so Mosler, ma sicuramente Kelton e Co. sono dell'ipotesi che a) la moneta sia endogena e b) il moltiplicatore monetario non abbia attinenze con la realtà.

    Nei vari blog e siti di tendenza MMT sono spesso citati questi link:
    http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=1623
    http://www.federalreserve.gov/pubs/feds/2010/201041/201041pap.pdf

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    1. Bravo, Stefano: di tutti i modi che avevi per dimostrare di non aver capito un cazzo, questo è il più utile per chiarire il mio pensiero. Gli imbecilli indottrinati dallo psicopatico pongono una dicotomia che non esiste: o veneri Mosler (oggi, ieri Wray, domani chissà) oppure sei liberista. Di fatto però, siccome lo psicopatico è anche incompetente, quella che ha divulgato presso di loro non è teoria postkeynesiana: è teoria monetarista (moneta esogena, moltiplicatore monetario).

      Io, che sono keynesiano, e competente, sul mio blog divulgo teoria keynesiana. È un dato acquisito da decenni (e non dall'ultimo arrivato Mosler) dell'economa keynesiana che la quantità di moneta che circola nel sistema è endogena.

      Cominci, ora, ad percepire i contorni di quella spaventosa macchina di mistificazione e distorsione delle coscienze che è la spaghetti-MMT (o meglio, quello che ne resta dopo l'opera di verità fatta da questo blog nell'indifferenza o con l'ostilità degli altri economisti "de sinistra" - tranne uno)?

      Qui non si tratta di "difendere" la MMT. Nessuno attacca il fatto che la moneta sia endogena. Il mio è stato un discorso politico, fin dall'inizio, riferito al fatto che l'azione di divulgazione intrapresa dal noto personaggio era fuorviante e controproducente, perché paradossalmente, mentre inculcava a menti "critiche" i principi più beceri dell'economia monetarista, dall'altra esponeva i post-keynesiani alle critiche più becere da parte dei monetaristi (tu su Twitter ci stai, cazzo, lo vedi i coglioni vari tipo Pasini come mi attaccano? Lo capisce che Donald rende loro facile il compito?).

      Bene: ora te l'ho spiegato. Qui non c'è nessun antagonismo con la verità tecnica. C'è la verità tecnica, spiegata da chi sa spiegarla a chi sa capirla, da una parte, e dell'altra c'è una persona che sputa fiele in un delirio di onnimpotenza. Rifletti, figliuolo...

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    2. Dimostrerò anch'io che non ho capito un cazzo, ed ho solo letto la sua introduzione (prometto che leggero tutto l'articolo), e probabilmente non gliene fregherà niente, ma quello che dice lei è esattamente quello che dice Bill Mitchell (che, fra parentesi, non è americano ma australiano).

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    3. Allora te lo rispiego. Io non ho mai avuto nulla contro la MMT (quella vera). Lo hai capito? Forse no. Se tu avessi la capacità di capire una frase così semplice, potresti capire anche tutto il resto, perché non è così difficile.

      Altro punto: questo articolo non è mio ma di istwine (e anche questo potresti capirlo da solo, ma visto che non capisci un cazzo te lo dico io).

      Vado avanti, non per te, che confessi (santa sincerità) di non capire un cazzo, ma per gli altri.

      Quello che dice Mitchell non lo dice solo Mitchell, lo dicono tutti gli economisti di buon senso da due secoli a questa parte (vedi il precedente intervento di istwine). Qualche fascista (detto pacatamente) sta cercando di accreditare l'idea che io non sia keynesiano, per accreditare l'idea di esserlo lui.

      Questo doppio errore ha varie radici. Una è il tentativo di proporre l'economia in chiave di marketing, fatto da alcuni economisti americani, che hanno coniato il brand MMT per spacciare come nuove cose in gran parte vecchie (vedi istwine qua sotto, per il riconoscimento di meriti e demeriti). Un altro è il tentativo di un noto personaggio italiano di farsi un po' di pubblicità.

      Il risultato è stato che anche a sinistra si è diffusa l'idea che la moneta causi l'inflazione, cosa sulla quale un economista keynesiano di senno normalmente NON è d'accordo. Il fatto che magari TU capisca che non è così non cambia il fatto che il 90% degli anatroccoli ragiona così (ne vedo molti e mi scrivono in moltissimi, fidati).

      Questa colossale catastrofe divulgative è funzionale a chi vuole l'involuzione fascista della nostra costituzione, a botte di banca centrale indipendente, e di aggiustamenti dei salari per rispettare il vincolo esterno. Capisci?

      Rispetto a questo che tu (tu?) mi venga a fare la lezzioncina su Mitchell è abbastanza patetico, te ne rendi conto? IO (mo ce vo) sono keynesiano, quindi IO (e non lo psicopatico o i simpatici brand manager statunitensi) so cosa dicono gli economisti keynesiani, ma il punto non è questo. Il punto è politico e l'ho spiegato qui (se vuoi leggerlo, stampalo e mettiti comodo, perché chi voleva capirlo lo ha capito, ed è esattamente questo che ha fatto sclerare il papero).

      E ora, se non hai capito, vuol dire proprio che hai ragione tu: non capisci un cazzo.

      Bene: ora ti ho dedicato abbastanza tempo. Sarai soddisfatto, e mi ringrazierai lasciandomi in pace. L'economia keynesiana è qui, non sui siti della maldicenza e mediocriatà molto tenace.

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    4. Professore non si arrabbi, almeno con me, che sono un animo sensibile. ;-) Gliel'ho già detto quello che penso, come SO BENE cos'ha combinato Barnard. Il mio commento era solo voluto per dare modo ad alcuni lettori, che magari poi si sarebbero messi ad urlare "Gli economisti MMT non capiscono un cazzo QUINDI non ascoltate Barnard", di capire questo: gli economisti MMT dicevano già questa cosa o, più corretto, ne erano a conoscenza perché era cosa già risaputa QUINDI non ascoltate Barnard, ma perché è lui a non averla capita, e non l'accademia in generale.

      La mia non era una difesa della MMT sulla convinzione che lei o istwine la voleste attaccare.
      Penso di essermi spiegato...

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    5. Sì, scusami tu, mi sono già scusato su Twitter, però mi pare che stiamo perdendo di vista il problema, che poi è semplice. Siccome la mia attività di divulgazione ha sottratto a Donald le molte teste pensanti, sono rimaste poche teste vuote. Quindi, mentre qui è difficile che tu trovi qualcuno che dica che gli economisti MMT non capiscono nulla (quindi ecc.), dall'altra parte è tutto un florilegio di "Barnard (o Mosler) hanno capito tutto, quindi non ascoltate gli altri". Non so se il fenomeno ti è evidente nella sua sproporzione. Gli economisti cos'è l'economia mediamente lo sanno. I giornalisti mediamente sono disinformatori di professione. Peraltro, se uno mi informa così sull'economia, sono anche piuttosto scettico sulle sue precedenti benemerenze, che riguardano temi dei quali non so nulla (come tutti noi) e sui quali quindi non ho idea di come verificare che non mi stiamo imbottendo di fandonie. Ci siamo capiti?

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    6. Scuse accettate. Io però non ipotizzavo che le teste non pensanti venissero qui, ma che blaterassero in giro per il globo terracqueo, che forse è peggio.

      Comunque ce semo capiti, ce semo capiti...

      Se non altro, la comprensione è sicuramente una variabile endogena. ;-)

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    7. Professore, la lascerò in pace, ma c'è un dettaglio che vorrei chiarire: io il papero non sapevo neanche chi fosse prima di leggere questo blog.

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    8. Scusa, allora perché intervieni in un dibattito che per te non ha senso? Se la storia l'hai seguita fin dall'inizio, potrai avere una tua opinione, ma se intervieni cominciando dall'ultimo rigo dell'ultima pagina, mi costringi a sprecare un vaffa che in fondo ti meriti, ma non per il motivo che io credevo! Sei intervenuto molto a sproposito, ma sembri un ottimo ragazzo, studioso e serio. Resta con noi, anche se diciamo quello che dice Mitchell...

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    9. Per cominciare, rompo la mia promessa di lasciarla in pace (ci proverò).
      Se intervengo nel dibattito è perché quando si parla di MMT io penso a Mitchell e non al papero. Per punizione scriverò 100 volte sul notepad quando Bagnai parla male della MMT si riferisce a Donald, non alla MMT.
      Un vaffa da lei l'accetto perché probabilmente me lo sono meritato, e con voi ci resto da quando vi ho trovato (non le dico come senno mi piove un altro vaffa): anche se in fondo dite le stesse cose e anche se Mitchell parla spesso dell'Europa, mi interessa vedere le cose dal punto di vista dell'Italia (che è comunque più vicina alla Spagna, dove risiedo, che l'Australia).
      Non uso il bottone "unisciti a questo sito" (cos'è sta roba) perché uso il feed rss.
      A forza di leggere sia lei che Mitchell spero proprio di ovviare, almeno un po', a quell'ignoranza che a suo tempo mi aveva fatto credere al progetto Euro.
      Certo che da quando leggo le vostre cose, invece di farmi delle risate quando sento le notizie (come dice lei nel video del post precedente), mi incazzo come una bestia, soprattutto quando parlano della Germania come motore (termine che usano da queste parti invece di locomotiva) dell'Europa.

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  5. Complimenti ad istwine per il post molto bello e chiaro, anche se alcuni passaggi (per miei limiti) li ho riletti piu volte.
    Volevo fare tre domande se posso :
    1 - visto che la moneta è creata dalla domanda di credito, il primo esempio fatto, cioe il rimborso del debito della banca commerciale, comporta una eliminazione di moneta dal sistema?
    2 - se la risposta alla prima domanda è SI, questa può essere considerata una controprova che la moneta è endogena?
    3 - una diminuzione dei tassi di interesse da parte dell'autorità monetaria per stimolare indirettamente la richiesta di credito, può. rappresentare un metodo/spiegazione per far credere che la moneta sia esogena?
    Spero di non aver detto minchiate.

    P. S. Professore grazie per le traduzioni.

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    1. 1 - sì, ti consiglio quello scritto di Lavoie che cito all'inizio, anche se è in inglese, col traduttore di Google ti aiuta, perché parte dall'inizio, con esempi semplici e col T-account (le immagini che ho messo anche io).

      2 - assolutamente, nel continuo di questo scritto lo dimostro ampiamente, questa è solo la prima parte di una seconda parte.

      3 - no, in definitiva no. E non te lo dico io perché è una mia idea, è un po' l'idea alla base del modello utilizzato dalla BC attualmente, per quanto poi facciano un po' di confusione questi New Keynesians alla Krugman, Blinder* I tassi d'interesse bassi potrebbero stimolare, ma la domanda dipende da tanti altri fattori più importanti, primo fra tutti le condizioni economiche del paese. Sì, insomma, che investi a fare se non hai prospettive?

      * infatti se ricordi, nella prima parte citavo Blinder per dire che lui si accorse nel 2011 che forse qualcosa che loro non capivano c'era. Cose che Kaldor capiva negli anni 30, per intenderci.

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    2. D’altronde già Keynes, nella Teoria generale, criticava l’ortodossia di quei tempi e affermava che gli investimenti non erano determinati dal tasso d’interesse (influenzati si), ma dall’efficienza marginale del capitale e dalle aspettative degli investitori. Lo stesso fa Kalecki parlando di “principio del rischio crescente”. In pratica se gli investitori nelle fasi recessive e depressive del ciclo non hanno aspettative di vendita e quindi di profitti, puoi anche offrirgli soldi a tasso zero, ma nessuna banca presta e nessuno s’indebita.
      Complimenti a Istwine per l’articolo molto istruttivo, soprattutto per quelli come me che non conoscono l’economia monetaria. Suggerisco la lettura di questo paper: http://www.mps.it/NR/rdonlyres/D8CCBDC1-E33C-47A0-B97E-260F7DB8CECA/34411/e6_corbisiero.pdf
      sull’offerta di moneta nel pensiero di Kaldor e Minsky (è in italiano).

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    3. Ti ringrazio Marco e confermo tutto!

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    4. 1. SI, ma il credito in aggregato non viene mai ripagato, ma rinnovato con incremento, tranne in periodo di credit crunch.

      2. secondo quale ragionamento?

      3. le autorità centrali sperano di riuscire a determinare in quel modo la quantità di moneta in circolazione, ma è evidentemente un'illusione: i tassi di BCE non sono quelli a cui noi prendiamo a prestito il denaro; se non abbiamo opportunità di sviluppo o c'è troppo rischio nessuno di noi due si avventura in investimenti anche se ci fanno costare un pò meno il denaro.

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    1. La qualità di un uomo è anche quella della sua ortografia. Anche se sei bandito, non potevo togliermi il piacere di postare questa tua chicca di disinformazione ed eterografia. Sei proprio un poveraccio. Ma perché stai qui? Scegli: puoi essere mosca o farfalla. Se sei mosca, sei attirato da una certa cosa, e allora vattene alla ricerca di quel che ne resta (al Roncati). Se sei farfalla, sei attirato dalla luce, e allora stai qui con atteggiamento consono. Perché se poi alla fine state tutti qui, un motivo c'è...

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    2. (piccola nota per gli storici del pensiero: l'idea che la moneta sia endogena può essere fatta risalire almeno a Wicksell. Da qui le mie ripetute allusioni al fatto che la divulgazione facilista/fascista ha affermato presso un volgo di stolti, i nipoti di quelli che portavano convinti la camicia nera, tesi che avrebbero fatto sorridere un economista serio alla fine del XIX secolo, come istwine ci ha ricordato nel suo primo intervento).

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    3. (tradotto: il simpatico avvinazzato non c'entra una beneamata fava: è solo uno dei tanti che hanno ripetuto una cosa la cui ovvietà tecnica dovrebbe risaltare da questo post e dal successivo, e che solo l'ottuso delirio ideologico dei liberisti alla Giannino piò negare).

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  7. Una nota per tutti su sta infinita diatriba MMT/altro: i compari MMT sulla moneta scrivono bene, scrivono male i loro seguaci. Scott Fullwiler che io cito è MMT e ha scritto cose superbe, a mio avviso. Ma anche Randall Wray a suo tempo, idem Warren Mosler ha portato alcune intuizioni sul sistema di pagamenti. Ma prima di loro ci sono stati Tooke, Del Mar, Soddy, Gesell, Wicksell, Keynes, Hayek, Schumpeter, Kaldor, Kalecki, Robinson, Godley, Lavoie, Moore, Le Bourva, Graziani, Antonio de Viti de Marco ecc ecc.

    Quando finisce questa farsa? Sinceramente, io non ho più voglia.

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    1. Ti sono molto grato di questa precisazione, che segue o precede la mia qua sopra. Ti prego di tenere botta ancora per un po', perché in questo momento è essenziale diffondere una corretta informazione. Capisci bene che il folle sta trasformando una serie di persone potenzialmente critiche verso il sistema in amenti (alfa privativo) che "ragionano" sulla moneta esattamente come Oscar Giannino. Ma se insistiamo, possiamo convincerne qualcuno. Controlli se va bene il "briefing" che ho aggiunto all'inizio del post? Io vado a correre. Ce ne vuole di fiato per dire sempre le stesse cose. Grazie ancora per l'articolo, veramente illuminante anche per me.

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    2. Altra precisazione: il problema è creato, e questo purtroppo va detto, dall'atteggiamento dei colleghi americani, soprattutto Wray, che (come ho stigmatizzato fin dall'inizio) continuano ad attribuire al loro "brand", per motivi bassamente promozionali, cose che in letteratura esistono da tempo. Se poi glielo fai notare, la risposta è "anche Wicksell era MMT". Che a me, sinceramente, fa cadere le braccia. Li scuso perché sono americani: tutti marketing e testate (nucleari). Però un po' di decenza aiuterebbe, anche perché gli sprovveduti a valle, bisognosi del guru, ci imboccano con risultati devastanti, e appena tenti di dare un quadro più articolato dei meccanismi, e soprattutto di rimuovere la distorsione "liberista" indotta dalla divulgazione psicotica, ti accusano di essere un neoclassico.

      Il punto è che non mi fanno pena, perché qui non stiamo parlando di capacità intellettuali. Stiamo parlando di quel minimo di sensibilità umana che dovrebbe farti immediatamente intuire (come quasi tutti hanno intuito) che quello che hai di fronte è un ciarlatano malato. Se non capisci, ti può essere spiegato, ma se non vedi questo, è colpa tua.

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    3. Sì va bene va, ammetto che dopo anni mi lascia sempre perplesso quel meccanismo lì, infatti è una minchiata. Se fosse così dopo tutto qualcuno non potrebbe fare bonifici perché "la banca ha prestato". Ma di che.

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    4. La storia della MMT in breve è questa: è un insieme di teorie che si rifanno a Minsky, Lerner, Godley, Keynes, Knapp, Moore, ecc.

      Warren Mosler scrisse un documento, Soft Currency Economics, mi pare, dove descriveva il sistema monetario secondo lui. Marc Lavoie racconta che quando lo ebbe in mano lo ritenne un po' forzato, poi si accorse che c'era una intuizione, ovvero che i deficit pubblici, per definizione, abbassano i tassi d'interesse a breve termine. Ineccepibile, ve lo posso dimostrare facilmente. Questa era l'intuizione, cioè, la Mosler Economics (poi MMT) semplicemente inseriva il settore governativo all'interno del circuito, laddove i post-keynesiani e i circuitisti si erano spesi maggiormente a studiare il circuito banche-imprese. Per inciso, una cosa del genere la dicevano anche Godley e Cripps nel loro libro Macroeconomics, e Lavoie ricorda che un concetto simile appare anche in un paper di Joan Robinson di settant'anni fa mi pare. Al che anche Lavoie ironicamente sottolinea che la Robinson è un antenato MMT.

      Una cosa da dire: nella realtà poi l'intuizione di Mosler aveva diverse specificazioni da fare, un po' complesse, non sto qui ad elencarle. Ma quello che ne è uscito, ovvero:

      1) Consolidamento BC-Tesoro
      2) Hai tassi flessibili e quindi il vincolo estero è goldstandard
      3) Sono auspicabili tassi d'interesse pari a 0 da parte della BC. In culo ai paesi emergenti peraltro*

      Il punto è che i saldi settoriali, o quella che poi sono le identità contabili, non è roba loro, e loro neanche la utilizzano in maniera intelligente (come Zezza, sottovoce, ha fatto intuire). L'identità contabile famosa, quella che loro chiamo bilanci settoriali, risale minimo a Kaldor, come Ramanan ci ricorda:

      http://www.concertedaction.com/2012/11/29/origins-of-the-sectoral-balances-identity/

      Il resto è mera teoria post-keynesiana/circuitista. Fine. Ma come ho già scritto, ve ne tiro fuori diversi di paper critici, anche del lato monetario. Febrero, Fiebiger, Lavoie, Gnos e Vernengo, Rochon. Piccolezze, ok. A me non interessa, infatti mica sto lì a discutere, è roba accademica, anche noiosa.

      Solo che quando si inizia a discutere di vincolo estero che è gold standard ecc, allora la cosa diventa pericolosa. E siccome noi viviamo in un paese che ha qualche base americana, una storia di personaggi prontamente fatti fuori (Mattei, Olivetti ecc), io di farmi dire che noi abbiamo la stessa flessibilità degli USA, non ho interesse. Poi ognuno può credere a quel che vuole, non sta a me, ma sinceramente io non ho nulla da imparare da loro, mentre ho molto da imparare da altri che questi problemi li contemplano e li vivono quotidianamente. Alla faccia dei trader che non sanno che un afflusso di capitali significa apprezzamento della valuta, però fanno consulenti di imprese da 340 anni e straparlano.

      Ad ogni modo, la questione che con le tasse risolvi l'inflazione è un'altra cosa insensata che nel resto del testo si capirà, in quando la moneta è endogena, continuo a dire.

      *Martin Rapetti ci ricordava un paio di mesi fa che i tassi bassi dei paesi occidentali stanno creando disfunzioni ai paesi emergenti, in quando afflussi di capitali stanno portando a pericolosi (per loro) apprezzamenti del cambio. Ma sinché sei dollaro, te ne freghi, mi sembra di capire.

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    5. Grazie istwine. Grazie di esistere. L'uso dei saldi contabili (che peraltro esistono da quando esiste la contabilità nazionale, ovviamente, e forse anche nel Tableau économique di Quesnay) fatto dai simpatici brand manager è assolutamente delirante.

      Sarebbe bello se tutti dicessere in pubblico quello che dicono in privato. Molti problemi su "chi ha salvato l'Argentina", ecc. si sarebbero risolti subito. Finora ho trovato solo un economista di destra che lo fa ed è Claudio Borghi. Non è abbastanza per farmi diventare di "destra", ma è abbastanza per farmi andare avanti da solo, o per farmi scegliere le compagnie non in base alle appartenenze.

      A parte questa notazione metodologica, sono molto utili i richiami alle due conseguenze deliranti (demenzialmente tratte da principi sani):

      1) proporre il tasso di interesse zero al centro significa attivare il ciclo di Frenkel - come noti - il che è ovviamente coerente con la demenzialità di non riconoscere l'esistenza del vincolo esterno;

      2) il discorso sulle tasse è penoso, ma ha come suo presupposto, appunto, quello che tu scardini in questo articolo, cioè che la moneta crei l'inflazione perché è "creata" dalla Banca centrale e quindi basta "distruggerne" un po' perché le cose tornino a posto.

      Da esponenti di una potenza imperialistica mondiale non possiamo attenderci che discutano in modo serio di vincolo esterno di di mercato del lavoro (curva di Phillips). Però non dovrebbe essere difficile avere un minimo di diffidenza e di spirito critico...

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    6. Aggiungo: questo è il lato amichevole della cosa. Poi c'è il lato poco amichevole o un pochetto controverso legato al consolidamento, al dire che la FED è pubblica, al dire che la moneta è sempre stata creazione dello Stato (che ha senso logico, ma zero riscontro empirico in precisi periodi storici).

      Una lettura interessante per tutti:

      Qui Alexander Del Mar, che per inciso non era il primo arrivato, bensì "the first director of the Bureau of Statistics at the U.S. Treasury Department from 1866–69", nonché uno dei maggiori storici della moneta. Ci ricorda che le cose non son così semplici o trasparenti come la teoria cartalista può far credere dicendo semplicemente che la moneta è creazione dello Stato. Logico, incontrovertibile per secoli, ma poi qualcosa cambia, e mica è tutto lineare. Certi oligopoli e monopoli non si creano dall'oggi al domani.

      Poi ne hai altri di autori dimenticati o derisi, ma tutti ebbero intuizioni portentose per l'epoca. C'è Gesell, Douglas, Pound a suo modo, List (grazie a chi me l'ha fatto conoscere), Soddy e altri. Tutti ebbero intuizioni e tutti si accorsero che qualcosa di poco trasparente c'era.

      Sì insomma: quale Mosler? Suvvia, diamogli il giusto peso, ma poi diciamogli anche che il mondo che vede lui non è il mondo che esiste in realtà, e possibilmente andiamo avanti perché c'è altro da fare ora come ora.

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    7. Direi di sì, considerando che intorno al noto anatide ormai sono coagulati pochi anatroccoli spiumati, il che rende ancora più penose le captationes benevolentiae dei noti albatros...

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  8. Il processo endogeno di creazione di moneta, svincolato dai depositi, è solo in parte legato alle richieste di credito del sistema.
    Oggi in piena crisi, famiglie e aziende non si vedono rinnovata alcuna fiducia, la domanda di credito è alta ma l'offerta è molto scarsa (credit crunch).
    Nessun ettoLTRO dell'oste centrale ha cambiato questo dato.
    Le banche preferiscono la liquidità.
    Cambiamenti di questa prefernza provocano variazioni nell'offerta di credito al sistema con mutamenti reali nell'occupazione e nella produzione.
    Con buona pace dei liberomercatisti...

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    1. Assolutamente. Infatti 1) il clic del mouse lascia il tempo che trova; 2) quando dico la domanda di credito, è scontato che intenda anche la disponibilità a prestare; 3) la disponibilità a prestare non è mai quantitativamente limitata, cioè, le banche volendo potrebbero prestare, ma a chi prestano in un contesto economico del genere? Una follia, senza contare che qualche problemino ce l'hanno pur loro; 4) non è vero il contrario, ovvero l'offerta non può mai determinare la domanda, quindi anche in un contesto del genere, i pochi fortunati che ricevono il credito, sono comunque agenti attivi del meccanismo, non viceversa.

      L'endogeneità è esattamente questo: NON esiste nessun rapporto di causa effetto che va da Banca Centrale a banche commerciali, ma è sempre viceversa. Ricordo che l'LTRO è un'asta, e alle aste ci va chi vuol partecipare e la BC (come Bindseil, che ha lavorato per anni nel settore Operazioni di Mercato Aperto alla BCE, ma anche Sandra Krieger alla FED ci ricorda) questo lo valuta in funzione della domanda e delle esigenze, non in funzione di quanta ne vuole emettere. Questa è la grande differenza che è difficile da far capire ai monetaristi (non solo questo eh).

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    2. Ottimo il libercolo sui crimini monetari di Del Mar, tra il bianco e il nero ci sono diverse gradazioni di grigio e un'analisi coretta ne deve tenere conto.
      C'è un po' di tutto: dalle pressioni delle oligarchie sulle istituzioni monetarie, fatte coi metodi più disparati, alla competizione internazionale scaricata sul mercato del lavoro (Hartz ante-litteram), ai vari artifici truffaldini per deflazionare la remissione debitoria, il tutto condito con una buone dose di vulgata giornalistica di regime ad uso e consumo delle plebi, sacerrimo matrimonio tra quarto e quinto (sic!) potere.

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    3. Per precisare: non è che l'aggiustamento deflazionistico sia un Hartz "ante litteram". Il problema è che l'euro è un gold standard "post litteram", come ricordato più volte, e argomentato in modo convincente ad esempio da Tepper. In altre parole, chi vuole l'euro vuole una società ottocentesca: I Miserabili.

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  9. Con un tasso di cambio flessibile c'é un "bilanciamento continuo". Questo é il principale pensiero discordante tra l'MMT e i post-keynesian. Giusto prof? Perché invece di insultare persone autorevoli come W.Mosler o Alain Parguez, non si confronta come ha fatto il suo collega Brancaccio? Te caghi'adoss?
    Ripeto, Io sono ben consapevole di essere un poveraccio e di essere stato un pessimo studente in gioventù, ma a differenza di altri poveracci credo di aver acquisito le basi della macroeconomia post-keynesian-MMT.
    Queste conoscenze cerco di portarle in piazza e piÙ volte ho rischiato di prender botte da piddini , travaglini,e studentelli dallo slogan facile(noilacrisinonlapaghiamo).

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    1. Sei penoso e fai un po' pena anche perché ti trovi a combattere la battaglia giusta con le armi sbagliate. Dunque, ricapitoliamo. Da quando ti sei messo a trollare queso blog mi hai accusato:

      1) di non essere un teorico mentre Mosler lo era (e ti ho dimostrato che Mosler non sta nemmeno nelle mediane di un concorso italiano, al che hai replicato che non era un teorico ma un pratico, cioè uno a zero per me);

      2) di non andare dal popolo (decine di filmati su Youtube dimostrano il contrario, due a zero per me);

      3) di non essere televisivamente efficace, sulla base del fatto che l'efficacia in televisione consiste nello starnazzare "Monti criminale" (continuando a fare disinformazione fascista e criminale a casa propria): poi sono usciti vari video, e anche questo argomento si è sgretolato: tre a zero per me;

      4) adesso mi scassi il cazzo con questa storia che non voglio perder tempo con Mosler. Io non ho alcuna intenzione di spacciare l'immagine dell'economista che pontifica, accomodante e garbato, come il buon Emiliano, sempre pronto a costruire un podio sul quale ergersi ad arbitro del pensiero altrui. Lui lo fa, e lui se ne assume le responsabilità. Ma a parte questo, se lo desideri, ti soddisferò. E quando sarà finita quattro a zero, cosa altro ti inventerai?

      Perché invece non ti arrendi, vieni fuori con le mani in altro, cerchi di capire cosa sto dicendo, e te la pianti di fare il faziosetto? Nessuno si farebbe del male, nemmeno Mosler, al quale ho delle domande da fare, e non gliele farò in italiano, come l'amico che vuole cosrtuirsi un consenso politico in Italia, ma in inglese. Quindi abbi pazienza. Non mi fa certo paura il simpatico "nut case"...

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  10. Scusi professore, non voglio fare l'avvocato di nessuno ma, come ingegnere, mi interessa:
    1) capire i principi di funzionamento (per non comprare la macchina del moto perpetuo).
    2) la parte prescrittiva della teoria per sapere come utilizzarla per raggiungere il fine che, siamo tutti d'accordo, immagino, è più benessere per tutti.

    L'articolo di Istwine è molto bello ed interessante ma, non mi sembra che dica nulla di diverso, nella sostanza e nella prescrizione, da quello che dicono in MMT.
    Sul ruolo dello stato, della banca centrale e sulla monetarizzazione del debito mi pare che rimaniamo tuti d'accordo.

    Poi, le due descrizioni sul funzionamento dei meccanismi della moneta hanno delle differenze, ma mi sembrano non inficiare la prescrizione di fondo.
    Mi interessa anche molto poco scoprire che gli MMT si attribuiscono meriti non propri e che i "divulgatori" hanno scritto delle imprecisioni nei loro testi.

    Con immutato affetto e stima.

    Roberto Seven



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    1. Anche tu non capisci. Allora ripeto.

      L'attività di divulgazione corretta di questo blog è stata oggettivamente intralciata dalla sconclusionata e fascista attività di Donald, in due modi.

      Modo numero uno: accreditando presso i seguaci fanatici, dei quali tu non fai parte, l'idea che chi non è MMT è neoliberistacomplottobanchecattive, per cui io sarei uno: che non vuole la piena occupazione, che non vuole la sovranità monetaria ecc. solo perché vorrei un po' di onestà intellettuale.

      Modo numero due: accreditando al contempo l'idea, che tu non hai, che la moneta crei l'inflazione (anche se poi con le tasse si rimedia, quindi si può "stampare" a volontà). In questo non c'è nulla di esatto, tant'è vero che è lo stesso modello che hanno in testa i neoliberisti.

      Cerca di capire: MMT non ragiona in termini di "stampanti", lo so benissimo, meglio di te. Donald non ha solo scritto delle imprecisioni. Ha proprio falsato i termini del dibattito economico e politico con il suo dilettantismo, portando una serie di persone critiche verso il sistema a ragionare in termini di "stampanti" (che poi è quello che istwine da tempo gli rimprovera, insieme alle menzogne sull'Argentina, che pure dovrebbero far riflettere sulla qualità umana della persona).

      Insomma: il dibattito è diventato stampanti sì (Donald) stampanti no (austriaci), un dibattito fra due categorie di dementi che assorda chi invece potrebbe ascoltare una voce seria e professionale come quella che parla in questo articolo.

      Facendo così, Donald mi ha intralciato, mi ha danneggiato, e non chiedetemi di piangere se si ritirerà. Gli atteggiamenti "spettacolaristici" dei colleghi americani, molto poco professionali e secondo me eticamente riprovevoli, hanno aggravato le cose.

      Il tuo ragionamento, caro Roberto, non vale molto: tu stai dicendo "io sono un tecnico, mi interessa la parte tecnica". Stai cioè completamente astraendo dalla dimensione e dagli evidenti danni politici fatti da Donald, da me anticipati qui. Il tuo rifugiarti nella dimensione "tecnica" per non ammettere questi danni equivale all'illusione piddina che i governi "tecnici" possano salvarci, perché si fonda sulla stessa negligenza del lato politico del problema, che invece esiste. Un errore di prospettiva analogo a quello di chi da sinistra, dopo una passata di MMT, crede che la moneta causi l'inflazione.

      Capisci? Ma forse è un ragionamento troppo complesso per un ingegnere... Se il problema è che sei stato donaldiano e te ne vergogni, non preoccuparti: basta che non ce lo dici, e nessuno te lo rimprovererà. Qui è pieno di ex: ex piddini, ex sellini, ex donaldiani. Ed è giusto che sia così.

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    2. La parte successiva darà modo di capire alcune implicazioni grossolane, tranquillo. La questione dell'emissione di moneta o le tasse che misurano l'inflazione, insomma cose così, si scontrano con alcuni meccanismi che spiego meglio nella seconda parte.

      Da tenere a mente una cosa quando scrivo: io, io istwine (no non mi chiamo così all'anagrafe), non credo che semplici prescrizioni possano portare a qualcosa di diverso, sì, certo, meglio di adesso sicuro, ma poi ti scontri con una realtà che è del tutto diversa, ma di queste cose mica se ne può parlare facilmente, è più complesso, molto di più. Questo è solo un modo per capire che quello che i monetaristi dicono è falso, ma tenete sempre a mente la precisazione non polemica dell'inizio: con queste prescrizioni o conoscenze non cambi il mondo.

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    3. Caro professore e caro Istwine,

      grazie per le cortesi risposte.

      Sono un ex aviere, ex rugbysta, un ex imprenditore, ma non sono un ex donaldiano. In generale tendo a non avere fiducia nelle persone, e quindi sono scettico di fronte ad ogni tipo di proposta personalistica.

      Io sono ben coscente del danno politico che il metodo e la prospettiva di Donald stanno provocando.
      Penso, anzi, che stia causando uno spreco di preziose energie.

      Il senso della mia domanda, però, è diverso.
      In una Italia post euro un ipotetico ministro dell'economia eletto nelle liste Goofynomics ed un sottosegretario eletto nelle liste MMT (Dedonaldizzate),
      su cosa litigherebbero?



      Sarebbero i punti di disaccordo tali da portare ad una rottura di un governo per incompatibilità programmatica?


      La mia risposta alla domanda seria è "no, non lo sarebbero", e non mi dilungo nella argomentazione; però ritengo interessante capire quale sarebbe la vostra opinione.

      In fondo, non posso fare la stessa domanda dall'altra parte perché purtroppo temo di sapere già la risposta.

      Permane immutato l'affetto e la stima.

      Roberto Seven

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    4. Ma mio caro, vedi, intanto fai un grossolano errore. Non esiste, ovviamente, la Goofynomics. Io non sono certo Mosler. Te lo vedi tu Keynes che si presenta ai suoi colleghi dicendo: "ciao, sono John Maynard, sono un genio e ho inventato questa cosa che si chiama moltiplicatore keynesiano"? Ovviamente no. Il titolo che ho dato a questo blog allude solo al mio principale intento didattico, che è quello di combattere la visione distorta e asimmetrica del funzionamento del sistema economico trasmessa dall'omodossia liberista in versione becera. Ma NON individua né un pensiero originale (sono molto attento a citare le fonti), né un pensiero "altro" (sono molto attento a chiarire che le fonti sono per lo più libri di testo assolutamente standard), né un pensiero "mio" o del quale io rivendichi costantemente e pateticamente le royalties.

      Credo tu questo lo percepisca e che sia questo cui alludi quando parli di "proposta personalistica", quindi ti chiederei, come chiedo a tutti, un po' di cautela.

      Detto questo, evidentemente con persone che:

      1) non riconoscono l'importanza del vincolo esterno;
      2) non riconoscono il ruolo del debito pubblico come asset risk free in un moderno sistema finanziario;
      3) non riconoscono il ruolo redistributivo della tassazione e la vedono solo come strumento di una inflazione "provocata dalla moneta"

      mi sembra ovvio che ci sarebbero cause di attrito. Attenzione: qui il punto non è nemmeno se Mosler la pensa così, o come la pensava prima, ecc. Il punto è che la MEMMT ha creato persone che in Italia la pensano così, e queste si candiderebbero.

      È più chiaro? Insomma, stai facendo il casting per l'Amleto, e ti chiedi se Laurence Olivier avrebbe attriti con Bombolo... Suvvia, apri gli occhiucci: il "copione" l'ha scritto Shakespeare, siamo d'accordo, ma certi personaggi saranno perennemente in cerca d'autore.

      Mi capisci meglio? Fammi sapere, ci tengo.

      Del resto, dall'altra parte non puoi fare la domanda anche perché nel blog del guru psicotico non c'è possibilità di interlocuzione... Ti dice nulla?

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    5. Grazie professore, molto chiaro.

      Io spero comunque che ci sia modo di ricondurre il dibattito ad una base condivisa, perché ho la sensazione che le distanze siano inferiori a quanto lei creda.
      Lo credo perché non tutti i gruppi MMT-Italia sono composti da "estremisti" (non trovo un vocabolo migliore) come Donald.
      Lo spero perché il contributo militante della base che Donald ha coagulato sarebbe importante per la diffusione di una informazione più corretta. E' a questo che alludo quando parlo di spreco di energie.

      Con viva cordialità.

      Roberto Seven

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  11. Mi perdonerete se apro una parentesi giuridica, ma la ritengo assai rilevante: poiché l’Art. 126 del Trattato di Lisbona stabilisce la legittimità del deficit al 3%, la regola del Fiscal Compact non è applicabile e quindi andrebbe denunciata come illegale.
    Qualcuno l'ha gia' fatto.

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    1. Ci sono anche altri elementi per giudicare illegittimo il Fiscal compact, come ad esempio il fatto che la Commissione ha agito ultra vires nel proporlo, come nota Barra Caracciolo in "Area euro, mercantilismo e violazione dei trattati. Ne parlo a p. 287 del libro. In realtà il punto che sollevi è controverso, perché già la revisione del Patto di stabilità prevedeva che il deficit fosse "close to balance or in surplus", inoltre il fiscal compact si riferisce al deficit strutturale, e il parametro di Maastricht invece era riferito al deficit tout court.

      Se hai un riferimento a questi procedimenti in atto ci sarebbe utile per capire da che punto attaccano la questione.

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    2. I riferimenti che ho ricavato derivano dalle indagini promosse dall'esperto in diritto internazionale Karl Albert Schachtschneider in Germania, e dal giurista Giuseppe Guarino in Italia, in occasione della conferenza internazionale dello Schiller Institute.

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    3. Scusi professore se mi permetto di intervenire.

      Sparviero, stiamo approfondendo le tematiche giuridiche sul blog di Quarantotto (Orizzonte48). Se ti va di scrivere un contributo sintetizzando la tua osservazione, e magari linkando i riferimenti da te citati, sei più che benvenuto.

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    4. Concordo e incoraggio. Il blog è qui e affronta sotto il profilo giuridico molti temi che tocco nel mio lavoro. Lettura consigliatissima! Torno a dire però che il discorso 3% vs 0% non penso sia il più cogente sul piano tecnico. Se si volesse intervenire, ci sarebberp ben altri motivi (ampiamente ricordati qui, nel libro e nei lavori di Barra Caracciolo). Però tutto è utile!

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  12. Esiste la parte di 1 del lavoro di Istwine, se si' dove? (premesso che per motivi musico/universitari non ho avuto modo di leggere il post ne la prefazione del Prof.)
    Grazie!

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    1. Ecco, bravo. Allora io per gli stessi motivi non ti linko la parte uno, visto che è linkata all'interno della due.

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    2. Il link alla prima parte è sbagliato, rimanda a scala mobile - lavoro mobile...

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  13. Se è quella di "Giampiero Friedman" l'ho pure stampata e rilegata. :D

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  14. Avrei una domanda sul paragrafo del libro che tratta di questo argomento (pp.201-206): perché si considera l'M3 e non l'M1?

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    1. Io considero M3 perché la Bce considera M3 (nel senso che definisce la crescita monetaria in termini di quell'aggregato). A sua volta la Bce lo fa perché credo lo facesse la Bundesbank. Perché la Bundesbank considerasse M3 anziché M2 come in Italia sinceramente non te lo so dire. Sono sicuro che qualcuno dei lettori lo sa.

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  15. Prof. che dire della sua profezia sul fallimento dell'Euro? La mettiamo nel cassetto delle cagate pazzesche? :-) Non esisterà nessun fallimento dell'euro senza volontà politica e popolare.Basta guardare la Grecia, nonostante le atroci sofferenze imposte dai figli di Troika, la maggioranza del popolo preferisce restare nell'euro.

    Bravo, ben vengano le domande a Warren Mosler.
    PS.Non esultare prima del fischio finale! La partita finirà come quella di Milan-Liverpool del 2005. 3-0 al primo tempo, 3-3 nel secondo e perderai ai rigori.

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    1. Mi sorprende il tuo coraggio. Ora però ci devi anche mettere la faccia, perché quando l'euro crollerà dobbiamo venire a prenderti per bere un bicchiere insieme.

      Circa il resto, sono stupefatto dalla correttezza con la quale ti arrendi all'evidenza: ammetti il tre a zero. Il fischio sta per arrivare, fidati.

      Credo tu capisca che in fondo ci sei simpatico. Hai (palesemente) ancora tanto tempo per cambiare idea...

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    2. Ahi-ahi-ahi-ahi, siora Longari, lei mi cade sull'uccello (papero)!
      Per quelli che pensano che la volontà popolare cada dal "pero" perchè ci "alitano" miracolosamente sopra, spargendo a piene mani "nozioni" (?) che alla fine rafforzano la...volontà "impopolare" delle elites (ma moneta crea inflazione e l'import netto è un bene della nazione):
      http://orizzonte48.blogspot.it/2012/12/per-chinon-guardasse-solo-google-e.html
      VEDERE, NEI COMMENTI, CHE PROPOSTA DI "ACTIVE ACTION" MOOOLTO CONCRETA E' USCITA DAI LETTORI (gente meravigliosa che si è essenzialmente formata qui e...infatti è capace di agire).
      Nei commenti la cosa è pure riassunta (da 48 e da S.Moro) nella sua formula essenziale :-)

      Alberto forgive me for the link: se ritenessi che sono un colonnello che fa fuoco "amico" improvvido e in preda alla follia, non mi pubblicare. Se invece questa iniziativa emersa dalla base e veramente interessante e "pratica" ti piacesse, diffondi l'appello di "sustained action"

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    3. Scusi professore, ma non si potrebbero mettere gli andrea in una sezione a parte intitolata, che so,
      Non avevo niente da fare e allora ho pensato di venire qui a rompere i...?
      Così non possono lamentare censure, e possono rimbambirsi allegramente tra di loro, anziché sgretolare i neuroni a tutti gli altri?

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    4. Sì, infatti ve l'ho ammannito solo per farvi vedere che gente è. Andate invece a vedere lo spin-off Quarantotto come sta andando forte! Io l'ho sempre detto che il problema non è economico, ma giuridico. Fra un po' posso chiudere... per fortuna!

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    5. Ti ho anche lanciato su Twitter, 48! Preparati a un certo afflusso, i retweet fioccano. Aiutate 48 ad affermarsi, ragazzi. Ce n'è bisogno!

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    6. No, non chiuda, che 48 non mi fa cazzeggiare sul blog moolto istituzionale, devo pesare le parole, ci da pure i compiti da fare a casa, come la ccermania, 'na faticaaa...(scherzo:)...

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    7. Andrea, scusami, per un po' sei fuori. Non hai rotto il cazzo a me (personalmente m'arimbarzi) ma stai infastidendo gli altri, e questo non è un movimento gurucentrico, la trasmissione la fanno gli altri. Vai a far compagnia per un po' a Grignani, che si starà lamentando di censura da qualche altra parte (non volete proprio capire cos'è un blog...).

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    8. “ ve l'ho ammannito solo per farvi vedere che gente è”

      Sì, questo è uno degli aspetti che rende piacevole il suo blog: mostrare il babbeo in pubblico, dargli il fatto suo e dimenticarlo.
      Quarantotto lo sto seguendo. Solo che io ho un cervello solo, e per di più ordinario. Sicché mi occorre un po' di tempo per allinearmi.
      Infine, perché chiudere? Lei è un valido compagno di viaggio in questo periodo di disonestà intellettuale esibita con arrogante nonchalance. Che fa? Concede spazio agli innumerevoli peracottari spacciati per esperti che infestano i media, web compreso?
      Ma lo sa che ieri sera a In Onda (La7) si parlava del futuro politico dell'Italia e dei destini dell'euro con Santanché, Crosetto, Mieli, Gentiloni e... Gianni Boncompagni? Con Porro e Telese che sembravano Laurel & Hardy nei loro periodi di stanca? Si rende conto? (Sì, lo so che se ne rende conto).

      P.S. Per la rubrica Grazie per avercelo detto, stavamo in pensiero: io twitter e facebook non li reggo. Tra pochi giorni compio 58 anni. Ormai sono diventato un conservatore: sono rimasto ai Rolling Stones – se capita a N.Y. in dicembre li trova il 9 a Brooklin, il 12 al Madison Square Garden, il 15 a Newark -, e non sono pronto per cimentarmi con twitter. Quando ha un momento libero ;-) faccia un sunto di tanto in tanto di ciò che accade in quei territori alieni.

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    9. Sì, Keith, ma Alberto diceva così per dare efficacia al lancio. Era un modo per enfatizzare e focalizzare, una tecnica di marketing e lo ringrazio tantissimo...
      Tanto più che la cosa che stava lanciando si regge su due gambe: la sua opera indispensabile di spiegazione della corretta analisi economica e l'individuazione di un percorso coerente con essa che si presenti in termini giuridici efficaci fino alle Corti delle leggi.
      Lancio che poi non riferisce "twitter" a quelli come te che appunto stanno qui a commentare.

      Però speravo che (a parte i tecnicismi dei commenti dei giuristi, con cui me la vedo io), fosse chiara la complementarità di "orizzonte48" con questo blog, di cui il mio costituisce uno "spin off" dichiarato.
      Cioè na vorta che sei in grado di capire la sòla dell'euro, poi, che fai?
      Ecco, su "orizzonte48" la gente (voi) sta facendo nascere un sistema (impervio ma praticabile) per non stare ad attendere che la "politica" del partito unico (dell'euro), ci venga a salvare ravveduta (seeee...).
      Presto arriveranno indicazioni più operative...ma la palla passa comunque a chi, tra di voi, è concretamente interessato alla "sustained action"

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  16. nessuno che alzi i calici per brindare al prossimo probabile abbandono del Cadorna/Monti ? E' troppo presto ?ci aspetterà del peggio ? Dopo aver fatto una strage di redditi e di persone con la sua ottusa e ben pagata inettitudine,l'Hidalgo prepara la ritirata.Lo sguardo attonito,presuntuoso ed un po' rinco,tradisce l' incapacità a capire l'inefficacia e controproducente dottrina economica da lui propugnata.
    Sperem che dopo la Caporetto/Monti ci sia ora un Diaz con relativa controoffensiva del Piave...

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    1. La difficoltà nel festeggiare deriva dal pensiero che dopo un piddino "imposto" potrebbe esserci un piddino democraticamente eletto, e continuerebbe comunque lo smantellamento dello stato.

      Anche se va notato che mentre su IDV e Lega si fece un gran baccano per sottolinearne la caduta, ora che quel famoso terzo polo (gli integralisti montiano/europei) stà palesemente morendo per aver ossessivamente ripetuto gli odiosi mantra per decerebrati importati dal governo tecnico.

      E' strano come sia passato l'Udc dal 10% al 4%, ed abbia più risalto lo speciale di superquark su come uscire dalla crisi con l'austerità.

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    2. Ritirata? Aspetta e vedrai. l'Hidalgo ora e' inviperito con chi ha osato mettergli i bastoni tra le ruote, e non perdera' occasione per vomitare fuoco contro il PdL e conquistare i cuori a centro e a sinistra. Il Monti II sta arrivando di gran carriera, anche perche' dopo il maquillage delle primarie i piddini sono ritornati a contare come il due di bastoni con briscola denari. Il truce destino della truppa sacrificabile.

      A febbraio gia' prevedo un ghostbusteriano "Scegliete e Perite" all'urna, con un enorme omino della pubblicita' dei marshmellow coi capelli bianchi pronto a riuscire dalla Bocconi per distruggere tutto. Ma sto giro non ci salvera' incrociare i flussi con gli anatroccoli e gli ortotteri, come gia' detto e stradetto.

      P.S. Sono uno dei migliaia di contatti che legge sin dall'inizio via rss e non commenta. Su quel numeretto accanto a Lettori fissi andrebbe usato un moltiplicatore Keynesiano piuttosto alto, fidatevi.

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  17. A History of Monetary Crimes c'è anche in italiano (Excelsior 1881 edizioni) e l'ho comprato subito (con l'inglese me la cavo, ma potendo scegliere per argomenti del genere mi trovo più a mio agio con la lingua madre)

    Grazie a Istwine per la dritta e - soprattutto - per il meraviglioso contributo

    E complimenti al professore per l'addendum ex post che credo aiuterà molti a inquadrare il lavoro di Istwine nell'ottica migliore

    Non vedo l'ora di potermi godere le parti successive

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  18. Ma se è una cagata pazzesca... perché citarla nei corsi universitari?

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    1. Posso ricordarti che nel più bel madrigale di Josquin (Mille regretz) ci sono delle quinte parallele in fase, vietatissime dal contrappunto osservato? A scuola spesso si insegnano cose che non servono, il che non significa che la scuola non serva. Serve, fra l'altro, a vedere chi ha (come istwine) il coraggio di andare oltre...

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    2. Quando farò economia monetaria me ne ricorderò... Intanto aspetto il secondo semestre per lo studio sul bellissimo Blanchard-Giavazzi che nella parte settima infila "Patologie. La crisi del 2007-2010. Elevato debito pubblico. Iperinflazione." Sono troppo ggiovane pe' sta tristezza

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    3. Tristezza è la parola giusta. Invece scrivere un madrigale senza quinte è divertente (anche se magari non viene bello come quando le regole sono violentate...).

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  19. Scusami se faccio le domande a rate (spero senza interessi), volevo chiederti altre due cose :
    1 - ma in caso di richiesta di credito da parte del ministero del tesoro tramite emissioni di titoli di stato, la quantità di moneta emessa, almeno a livello contabile lordo, risulta doppia? es: +100 A. della BC e +100 L. del ministero.
    2 - dopo il divorzio fra banca d'Italia e tesoro, i tassi di interesse sui titoli di stato, sono diventati endogeni per il ministero che è "vittima" del mercato?

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    1. Leo,

      1 - Se ho capito bene la domanda, no. Il movimento è tutto interno alla parte Liabilitie, cioè hai -100 di depositi delle banche (a prescindere da chi acquista titolo, banca o cliente) e +100 del Conto di Tesoreria.

      2 - Dunque, è una bella domanda. Io su questa cosa del Divorzio la vedo in maniera meno netta, e alcune cose andrebbero approfondite. Però io non credo che i tassi a breve termine siano endogeni, ma siano sempre decisi dalla Banca Centrale, a prescindere da Divorzio o meno.

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  20. La logica di questi tuoi ragionamenti parte da una completa fiducia in un sistema con una banca centrale. (che serve appunto secondo te a mantenere vivo e vivace il sistema economico)
    Attualmente punti però a slegarsi dalla banca centrale europea perchè non credi che faccia gli interessi del paese Italia, e certo può essere benissimo vero.
    Quindi sempre basandosi su questo punto irremovibile (il bisogno di una banca centrale che controlli la moneta), saresti quindi anche d'accordo se un giorno ci fosse la "banca centrale del mezzogiorno" e che stampasse/distribuisse un'altra moneta ancora per il sud-italia?

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    1. Non saprei, non credo, nel caso dovresti avere una secessione del sud, altrimenti non è più una Banca Centrale, no?

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    2. Non sarebbe di certo del tutto un male, anzi. Il perchè è spiegato in qualche punto qua e la tra i vari post... Poi va beh, io sono lombardo e non è che mi schifi poi così tanto se ipoteticamente dovessi avere una lira sola per tutto il paese, così continuo a fare il tedesco :D

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    3. Beh quindi cosa vieterebbe l'apparizione di qualche "economista del sud" che salterebbe su e dicesse:

      "La banca centrale italiana non fa gli interessi del sud, e quindi dobbiamo slegarci e creare la nostra moneta. Cosi da tornare ad avere la sovranità-monetaria-del-sud!"

      Ma ancora, questo stesso problema credo che potrebbe andare ad assottigliarsi ancora di più, e ogni "economista-di-regione" potrebbe dire la stessa cosa...

      Sareste quindi contrari ad una competizione regionale delle monete?

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  21. Pressò,io come lei non trovo interessante l'economia.Ma qui penso di aver capito quattro cose fondamentali:
    1)La crisi è figlia del debito estero(sopratutto privato)
    2)La moneta non crea l'inflazione
    3)L'offerta non crea la domanda e in sostanza "produce scorte per il magazzino"
    4)Sapere cosa sia giusto non fare(non agganciare il cambio alla moneta di chi è più forte) è a volte molto più importante che sapere cosa fare domani.Non mettere la mano sul fuoco che ti bruci,diceva mio nonno.

    Interessantissimo è stato capire che essere in surplus non è virtuoso,che chi è in surplus è una zavorra più che una locomotiva.Sapere che i maestri sono quelli che tutto hanno violato e che sono forti coi deboli(Grecia) e deboli coi forti(USA),provoca tanta amarezza però.

    Adesso se permette devo dedicare un po' di tempo a 48,devo farmi un'infarinatura giuridica.Comunque se chiude do fuoco all'intera università di Pescara al grido di monetasovrana castacoruzzzzzzionedebitopubblicobrutto.

    PS secondo me Andrea potrebbe essere Donald

    PPS Il 12 a Bologna il pranzo col provocatore è una cosa privata o qualcos'altro?Cercherò di essere a Parma l'11 ma devo prima finire di imbiancare casa a mio fratello..........

    Albertobagnaigurudellalirettaiperinflazionewiemar :)

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  22. Scusa istwine ho sbagliato a formulare questa domanda :
    1 - ma in caso di richiesta di credito da parte del ministero del tesoro tramite emissioni di titoli di stato, la quantità di moneta emessa, almeno a livello contabile lordo, risulta doppia? es: +100 A. della BC e +100 L. del ministero. 
    Intendevo dire se i titoli di stato sono acquistati direttamente dalla BC, si verifica +100 A. e +100 L.?
    Una precisazione anche sulla seconda domanda.
    Nel caso di sistema europeo dove le BC e la BCE, almeno sulla carta non possono acqistare direttamente titoli di stato, i tassi sono di fatto diventati endogeni per il tesoro, pur rimanendo esogeni per la BC o BCE, che possono controllarli se decidono di intervenire con acquisti diretti di titoli?

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    1. Leo,

      1 - Dunque, nel bilancio BC hai +100 A (il titolo) e - 100 L (il conto del Tesoro, accreditato dei soldi all'acquisto del titolo). Il conto del Tesoro sarà viceversa. Fai bene a chiederti queste cose perché è la base per capire quanto semplicistica sia la vulgata dominante, o meglio, quanto non attinente alla realtà sia.

      2- I tassi a breve termine son sempre esogeni, nel senso che il ruolo della BC è sempre quello di mantenere, quotidianamente, il tasso d'interesse a breve termine, in genere il tasso overnight interbancario che qui in Europa si chiama EONIA. Difatti tra le prime cose che scrissi in questo blog c'era proprio che se la gente sapesse cosa fa quotidianamente un banchiere centrale, non gli darebbe tutto sto peso. Nel caso BCE i tassi sì, sono diventati endogeni, nel senso che tu hai una BC che non lavora per un solo Stato, ma per tutti quelli dell'Eurosistema, e se in più ci aggiungi la crisi, le disfunzioni nell'interbancario, il rifiuto della BCE di intervenire (prima, ora un po' meno, ma uguale rimane), a quel punto, come faceva notare il governatore della Banque de France (se ricordo bene), ormai il cosiddetto meccanismo di trasmissione non funziona più, che significa che un po' si sta facendo il cazzo che si vuole, per dirla velocemente.

      Però se ti cerchi un grafico dell'EONIA, quello segue sempre le direttive BCE ed è evidentemente sotto il loro controllo. Poi a quello si riferiscono gli altri tassi a breve termine in genere, ma non è che sia materia così semplice, se devo essere sincero.

      Ma i tassi dei titoli a breve ad esempio nei paesi normali, seguono il tasso a breve termine deciso dalla BC, quasi sempre.

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  23. se posso permettermi, vorrei suggerire questo articolo di Steve Keen a proposito di Euro (con altre due citazioni di Godley e di Friedman che si aggiungono a "quelli che ce l'avevano detto") e di moneta endogena http://www.debtdeflation.com/blogs/2012/07/03/european-disunion-and-endogenous-money/

    complimenti al professore e a Istwine per l'illuminante articolo che insieme alla prima parte e ai due "Premiata armeria Hellas" ritengo imprescindibili a livello teorico.

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  24. Quando si dice l'inflazione e' causata dalla dinamica del costo del lavoro e non dalla quantita' della moneta che cosa significa? Che non e' possibile una equita' sociale e una giusta protezione del lavoro e che per tenere sotto controllo l'inflazione bisogna tenere sotto controllo gli stipendi? Qual e' il limite? Tenere i salari al livello della produttivita'? Se sotto deflazione, se sopra inflazione? E poi, la disponibilita' di spesa che crea domanda e fa crescere i prezzi? Ma allora tutto il sistema post gold standard e' una fregatura per i salariati. Perche' in Italia, e credo in tutto il mondo occidentale, la maggior 'emancipazione' dei salariati si e' avuta nel dopoguerra senza inflazione? Ma allora se il cambio fisso del gold standard ha permesso tale emancipazione che cosa c'era che non andava? (apparte l'alibi tecnico della disponibilita' del minerale?) Forse allora l'aumento dei prezzi non e' il paramentro che dobbiamo inseguire per per valutare un sistema? Aumentano i prezzi, aumentano i salari e chi se ne frega? E i risparmi? Quindi risparmiare, o accumulare capitali, in un sistema ideale sarebbe fortemente scoraggiato se non immediatamente investito in attivita' che crea lavoro? Scusate sono confuso...

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    1. Caro Andrew, tu ci segui da poco, e facendo sempre la stessa domanda, domanda che credo non faresti se avessi letto con attenzione il blog o il libro (che dici esserti piaciuto).

      La capisci la parola "lotta di classe" (qui la chiamiamo Ugo)? Lo capisci, ad esempio, che nella MEMMT non viene mai pronunciata? E chi te lo ha detto che nel dopoguerra non c'era inflazione? Lo capisci che l'inflazione è una variabile politica, che ha effetti distributivi, e che la disinflazione si associa a una caduta della quota dei salari per motivi più volte esposti nel blog (qui, qui, e qui?

      Lo capisci che due movimenti hanno preso le mosse dalla negazione della curva di Phillips: il monetarismo di Milton Friedman, e la MEMMT (se pure in modo coperto)? Non ti dice nulla?

      Il gold standard non c'entra nulla. Tu dici di aver letto il libro: hai visto qual è il meccanismo di aggiustamento dei salari sotto il gold standard? L'euro è una fregatura, proprio perché lo replica.

      Senti: ti vedo confuso. O il mio libro è poco chiaro, o forse è troppo chiaro, e quindi, come spesso accade, hai pensato di aver capito tutto. Ti posso chiedere una riflessione ulteriore sui post che ti ho indicato, o una rilettura più attenta? Il percorso che ritengo opportuno per raggiungere uno sviluppo più equo è chiaramente indicato.

      La tua allusione al gold standard come discrimine fa chiaramente di te un anatroccolo. Se sei confuso ti capisco, ma gli strumenti li hai. Puoi farcela.

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    2. Mi viene il dubbio che Andrew, quando parla di Gold Standard, si riferisca più a Bretton Woods. che al GS in senso stretto...Certo, il sistema post Nixon-shock è una fregatura per i salariati, se non altro perché è un NON-sistema nel quale prendono piede accordi bilaterali di parità col Dollaro qua e là in America latina e Asia, così come esperimenti da scienziati pazzi tipo Eurozona. Insomma, tutto un fiorire di cicli Frenkeliani.
      Andrew, sono sicuro che la lettura di questo blog ti aiuterà a dipanare la confusione. Un po' di pazienza e di impegno, ne vale la pena.

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  25. Il nazista ha pronti 2 mesi di fuoco e di propaganda alla goebbels, con la finalità di lobotomizzare ancora i già tonti itaGliani rimpiendoli di "spread" e di "debito pubblico", quello che con lui è salito come mai prima... Da par mio sto cercando di smuovere un po' di coscienze, ma appena sentono "Berlusconi" ogni tentativo è inutile. O tempora, o mores.

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    1. Il nazista deve anche stare molto attento.
      In questi pochi giorni trascorsi dall'evento QED:la battaglia giusta combattuta dall'uomo sbagliato, ho potuto "notare" un certo parossismo nelle rappresaglie terroristiche dei Monti&Co.
      Questo, su un opinione pubblica addormentata sì, ma anche e in molti casi allo stremo, potrebbe avere lo stesso effetto di una camionetta che si ferma nel centro del paese e dalla quale scendono uomini in divisa (di tonalità molto scura).

      In altre parole, se il re era già nudo, ora gli stanno puntando contro i riflettori.
      Il continuare a dover ripetere come in un disco rotto:" i mercati non saranno contenti e ora ci puniranno" ad un cassintegrato, non so quanti voti porti al PD.

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    2. Hai ragione, ti passo un tipico dialogo tra tedesco (sono alto, bello, biondo e produttivo) e un italiano che rispecchia l'italiano medio:
      TEDESCO 1:
      Allora, cari italiani, com'è? Un'altra volta Berlusconi? Magari questa volta sarà meglio che le altre quattro volte? Non vi è bastato quello che ha fatto in questi ultimi 17 anni?


      ITALIANO: io devo ancora riprendermi dallo shock!quando l'ho scoperto ero indignato

      TEDESCA 1:la cosa frustrante è scoprire che ci sono un sacco di italiani che lo votano di nuovo...perche in fondo è così:quando governa tutti dicono che è il diavolo, ma poi dopo lo votano di nuovo. Poi sicuramente continua di nuovo a dire che la copla non è sua, ma degli rom, extracommunitari o tedeschi e ci sarà abbastanza gente che gli vota. Se fossi in lui proverei a dare lo colpa ai tedeschi, visto che in rete tutti danno la colpa a noi .sicuramente ci saranno abbastanza persone da andargli dietro e votarlo, così non devono amettere la responsabilita delle proprie azioni. è troppo facile dare la colpa a Merkel.

      ITALIANO: hai ragione,la penso proprio come te ma .ormai ho capito che è tipico dell'italiano medio dare la colpa agli altri!evidentemente è troppo complicato farsi esami di coscienza e prendersi le proprie responsabilità...LOL!la loro è solo invidia!se non ci fosse la Germania,bisognerebbe inventarla:ich liebe Deutschland!

      TEDESCA 1: per fortuna che non tutti sono così..speriamo che questa volta siano in pochi a votarlo! P.S.: Anch'io amo l'Italia

      TEDESCO 2: conoscendo gli italiani nn escludo che vinca di nuovo!! provo tristezza

      Ormai non dovrei più indignarmi sapendo com'è l'italiano medio, eppure continuo a farlo.

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  26. L'obbligo di riserva è anche una forma indiretta di tassazione delle banche, dato che la BC non riconosce interessi sulle riserve, giusto Istwine? Ergo una volta liberalizzati i mercati tutti i paesi saranno costretti a fissare un obbligo nullo o comunque molto basso, altrimenti le banche nazionali non sarebbero competitive. Fila?

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  27. Mannaggia l' ho letto tutto ma non sò se ho ben capito.
    In definitiva la banca centrale emette questa base monetaria in base all' esigenza di garantire il credito e le transazioni quotidiane.
    Ma cosa succede se viene emessa più base monetaria di quella necessaria?
    Cioè, quando la banca centrale compra questi benedetti titoli di stato, in realtà cosa fà, aumenta questa base monetaria?

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    1. Ma la vera domanda è: è in buona fede? Quali sono le sue intenzioni?

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  28. @Dino977
    una provocazione su un suo punto: l'offerta nn crea domanda ma secondo me, per come vedo io le cose, la droga.
    drogare significa che utilizzando le differenze finanziarie tra i paesi, con afflussi massicci di capitali (ovvero MONETA! vedi impennata nel 2002.. ops) che portano i tassi di interesse ad abbassarsi, si induce la gente a comprare (indebitarsi).
    i debiti di per sé non fanno male ma quando sono oltre il fisiologico (come nel caso del ciclo di Frenkel) sono un reale problema.
    ma veramente!

    il discorso è comprendere proprio questo aspetto.. il MASCHIO del centro, con l'afflusso massiccio di CREDITI a buon mercato illude LA FEMMINA della periferia.
    in questo caso le colpe sono fifty-fifty (nel senso che se il centro ha creditori che conoscono la solfa, la periferia ha politici che lo hanno acconsentito).

    è questo il passaggio fondamentale! altrimenti non si spiegherebbero certi comportamenti al limite dell'olocausto sociale prodotto da questi governi (che con tagli e tassazione cercano di ripagare questi creditori approfittatori).

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  29. @Andrew
    il problema è che nel dopoguerra eravamo tabula rasa.. oggi non più (per certi versi per fortuna ma direi relativamente parlando).
    il punto è che forse la moneta può drogare i prezzi come PENSO (mi gioco una rasatura! ahahah) sia successo nel 2002.
    ma allora la situazione italiana (del mercato del lavoro) non era così male come oggi.. o meglio, i livelli dei prezzi erano in una situazione di relativo alto impiego.
    oggi non è così!

    cmq sia, sì, per controllare l'inflazione si devono controllare gli stipendi.
    E per controllare gli stipendi devi creare disopccupazione

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  30. "Non è semplice, ma alla fine del testo, vi renderete conto (spero), che in realtà, vista la sua natura controintuitiva e illogica, la tesi monetarista è più complessa, semplicemente perché non va capita, ma va ricordata, poiché essendo una costruzione senza fondamenta logiche sin dal principio, non ci si può ragionare, e dunque la conclusione sarà per forza di cose quella di rigettarla completamente". Credo che questa frase riassuma alla perfezione quello che ogni insegnante, fin dalle elementari, cerca di spiegare ai suoi alunni. Le cose vanno capite, non imparate a pappagallo (o anatra), e per capirle bisogna che abbiano un fondamento logico. E se le capisco io che nella vita faccio tutt'altro che il banchiere...
    Che dire... Bravi agli insegnanti?

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  31. Commento pedante: la progressione geometrica in oggetto è una successione numerica la cui serie converge a due.... ad analisi I mi avrebbero crocifisso, se avessi detto che detta serie era *uguale* a due....

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    1. Dunque io Analisi I non l'ho mai sostenuto, però nel mio programma di studi di perito per aria (Alonso Gilberto Himenez Perito Peraria) un po' di questa robetta c'era.

      Qui non si tratta forse di una serie geometrica, cioè della somma degli infiniti termini della progressione geometrica?

      Se la serie è convertente la somma esiste e c'è una formula a cui si arriva tramite un limite (vedere la voce menzionata). In questo caso è convergente perché r è minore di 1 in valore assoluto.

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    2. Buon per te se non ti è mai toccata... si campa benissimo anche ignorando la teoria degli spazi hilbertiani, specie se il tuo corso di laurea è chimica industriale.
      Comunque il diavolo e' nei dettagli... il fatto che converga non vuol dire che è uguale a due, poi per quel che riguarda l'utilizzo nel mondo reale, ok, fa due... del resto per pigreco si usa 3.14 anche se non è vero che pigreco=3.14 , no?

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    3. Abbi molta pazienza: che c'azzecca pi greco, che è un numero trascendente e non si può scrivere con un numero finito di cifre, neanche con artifici tipo quelli usati per i numeri periodici?

      Ribadisco un punto che forse ti è sfuggito: è il limite della serie o somma dei termini della successione ad essere uguale a 2. Non avrebbe alcun senso in effetti scrivere la serie è uguale a 2. Ma nessuno qui l'ha scritto!

      Ti invito a rileggere sopra quello che ha scritto Alberto, anzi te lo cito di seguito per nostra comodità:

      «... è una progressione geometrica di ragione 0.5. La sua somma:

      1 + 0.5 + 0.25 + 0.125 +....

      è uguale a 2 ...
      »

      Perché continui ad ignorare che ha scritto somma? Non capisco.

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    4. Forse ho capito dove sta l'inghippo. Secondo me tu ricordi l'osservazione che ti riporto di seguito, ma fai un po' di confusione sulla questione.

      Da Analisi matematica e numerica, nuova edizione (1988), di Paola Foresti e Pietro Pepe, nel capitolo 4. Successioni e serie numeriche, al paragrafo 4.17 SERIE NUMERICHE, si può leggere a pag. 212:

      «Osservazione. È bene avvertire il lettore che nella terminologia corrente è consuetudine chiamare serie il simbolo:

      [sommatoria di infiniti termini, che qui sarebbe difficile rendere coi caratteri a disposizione.

      A proposito Alberto: se ti interessa c'è un modo per aggiungere la visualizzazione dei simboli matematici negli articoli del blog, senza dover ricorrere a delle immagini. Scrivimi se ti interessa.]

      anziché alla successione (3), lo stesso viene usato impropriamente per denotare il limite finito (4), che viene detto
      somma della serie, anziché limite della serie, il termine generale an della successione (1) viene detto impropriamente termine generale della serie, che invece è sn.
      Detto ciò avvertiamo lo studente che anche noi useremo la terminologia corrente anche perché l'uso di essa non provoca inconvenienti nei successivi sviluppi teorici.
      »

      In sostanza si è usato il più convenzionale somma della serie, anziché il corretto limite della serie, ma da nessuna parte si è scritto ... detta serie era *uguale* a due....

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  32. economista "fai da te" vorrei solo fare alcune osservazioni.
    Non ho letto tutti i commenti quindi magari è già stato detto.
    Il discorso della moneta che si crea con un click,
    come viene detto le banche commerciali creano massa monetaria attraverso il credito, e questo lo fanno nel rispetto di riserve e capitale. quindi "oserei" dire che il creare moneta con un click è parzialmente vero quando le cose vanno bene (per la banca); è falso ovverosia non lo possono fare quando le cose vanno male (la cosiddetta trappola della liquidità) . I vincoli in questione per questa espansione con un CLICK della massa monetaria sono appunto la riserva obbligatoria / quella necessario per le operazioni interbancarie e i requisiti di capitale che se non erro devono essere circa 8% degli attivi ponderati al rischio come da accordi di BASILEA.
    Altra cosa che mi "perplime" è la questione che è la domanda di credito che crea la massa monetaria. non me ne vogliate MALE ma io sarei propenso a pensare in contrario ovverosia che sia l'offerta del credito che crea massa monetaria, secondo appunto i requisiti di riserva e capitale obbligatori. Le banche concedono il credito in maniera discrezionale (si veda la bolla immobiliare) quando possono farlo, mentre in un contesto come quello attuale di trappola della liquidità nonostante la domanda di credito presumo ci sia e sia elevata le banche non possono soddisfare tale domanda stanti i limiti di capitale imposti dagli accordi di BASILEA.
    Nella mia ricerca della verità io le cose le vedo in questo modo, direi che comunque sono allineato con quanto scritto dal buon istwine al 95%. :)

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    1. furio,

      non è erronea la tua idea, a parte che le riserve obbligatorie non c'entrano nulla con il credito, come ho scritto anche nel testo. Il capitale sì, come da Basilea III.

      Il problema dell'offerta/domanda riguarda la teoria monetarista secondo la quale la Banca Centrale può controllare l'offerta di moneta. Questo non è vero, semplicemente non è vero. Si dice che il credito sia determinato dalla domanda, nel senso che le banche non son limitate da un punto di vista quantitativo dalla moneta emessa dalla Banca Centrale. Questo è il fatto, quindi è una variabile endogena, che dipende appunto dalle condizioni economiche, dalle garanzie del cliente ecc. Questo s'intende per determinata dalla domanda. Cioè, per essere chiari, che la Banca Centrale immetta 6 trilioni di riserve e che non le emetta, le banche non hanno più o meno possibilità di prestare, ce l'hanno identica a prima, perché il quantitativo di riserve di cui dispongono non limita quantitativamente la loro possibilità di prestare.

      Che poi le banche agiscano comunque all'interno del sistema economico e quindi da essere siano influenzate e viceversa è chiaro. Non a caso la discrezionalità era ed è vista come un potere enorme da economisti come Augusto Graziani, che però sostengono molto chiaramente che la moneta sia una variabile endogena e che la banca non sia costretta quantitativamente dalla BC nei suoi prestiti.

      Il discorso è tutto lì.

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  33. Mamma mia quanta fatica ad assimilare tutti questi concetti per chi come me e' ignorante in materia

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  34. Istwine, grazie mille per l'interessantissimo post.

    Per te e per il prof. Bagnai ho una domanda: come si lega tutto questo alla proposta di introdurre la riserva integrale (Chigago Plan) recentemente ripresa in un paper edito dal FMI e rilanciata da un noto blog?

    In particolare: perchè la riserva integrale è "nazismo" - come scrive il prof. nella sua prefazione -, se il meccanismo della riserva è in ultima analisis irrilevante per la politica monetaria?

    Grazie mille

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    1. Perchè, secondo me, con riserva al 100% le banche devono prestare solo quanto hanno in deposito...cioè, interpreto e spero di non dire cacchiate, ma è come se, parafrasando Keynes, obbligassimo tutti gli investitori ad "investire" a lungo...ci ritroveremmo con una penuria di fondi, di mezzi di pagamento...poi il professore mi correggerà se sbaglio, ma il senso che io interpreto è quello...se si depositano due euro presso una banca, con coefficiente di riserva pari a 0,5, la banca può prestare quattro euro (2/0,5) ai due imprenditori che le hanno richiesto un mutuo per aprire l'attività, ad esempio...se invece avesse coefficiente di riverva 1, cioè 100%, potrebbe soddisfare solamente le richieste di uno solo dei due...ed aprire due imprese invece che una, o una qualsiasi altra attività, crea le basi per lo sviluppo "economico" del paese...altrimenti, come diceva giustamente Guerani, saremmo ancora ad arare la terra col vomere...

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    2. Naturalmente se ho sbagliato, sia Istwine che il prof. che chiunque ne sappia più di me, è autorizzato a correggermi! Grazie.

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    3. Michele,

      La mia idea è che prima di tutto la parola "nazismo" sia un po' abusata di questi tempi. Per quello che conosco io, Schacht fu una persona non poco intelligente e anzi, gli attuali studiosi considerati di livello alto non valgono un'unghia (vedi il coscienzioso liberal). Ma è un altro discorso questo che non c'entra troppo.

      Sul Chicago Plan io ho dei dubbi sia metodologici che "politici". Non vorrei fare il Brancaccio di turno che pone dubbi su cose che gli autori hanno spiegato da altre parti ma te li elenco lo stesso. Partendo dal fatto che il paragrafo riguardante la storia della moneta è condivisibile del tutto, infatti cita Del Mar, Graeber (che conosco un po' meno) e altri autori come Soddy, Knapp ecc.

      I dubbi:

      1) Non ho capito da un punto di vista contabile cosa dovrebbe variare. Gli autori parlano di prestiti del tutto garantiti da riserve emesse dal Tesoro. Ora, se consideriamo l'attuale sistema, questo non cambierebbe di una virgola la possibilità di prestare da parte delle banche. Quindi non ho capito bene sinceramente. In più dal mio punto di vista l'idea di endogeneità della moneta non è tanto legata alla possibilità (assodata) di emettere moneta da parte delle banche (il credito, secondo schema loans create deposits), ma è legata a quello che in letteratura si chiama "reflux mechanism". Nella parte successiva dello scritto ne parlo, quindi per ora lascio in sospeso questo aspetto e ne riparliamo dopo la pubblicazione. Però arrivo al secondo dubbio:

      2) La money growth rule di cui parlano, cioè il Tesoro che decide annualmente (o mensilmente, non so) quanta moneta emettere non mi convince, non tanto perché non la reputo fattibile, volendo lo è, ma perché non la reputo efficace come si pretende. Sia per la velocità di circolazione che per il reflux mechanism.

      3) Non credo che l'inflazione sia solo ed esclusivamente un fenomeno monetario e mi sembra che gli autori sottintendano questo quando discutono del Chicago Plan. Quindi non vedo come una regola di crescita annuale della moneta in circolazione possa essere l'unica via per una stabilità dei prezzi.

      4) Mi ricorda molto il monetarismo di per sé. E quindi molti discorsi sulla moneta e pochi discorsi sugli oligopoli che da questa si son formati.

      Più altre cose, adesso magari approfondendo scopro che già ne han parlato, però in generale non mi convincono molti aspetti. Quello che meno mi convince comunque sono i seguaci, cioè persone che nella maggior parte dei casi ritengono di poter porre fine alle ineguaglianze o alle distorsioni con una semplice riforma monetaria (che però aiuterebbe molto, senza dubbio!).

      Insomma, alcune cose sono buone, altre un po' confuse forse.



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  35. Prof buon sera,
    il diritto pubblico ci insegna che lo STATO siamo NOI la moneta è un mezzo per rendere la vita all'interno dello stato più semplice e democratica...la spersonalizzazione del mezzo e l'esasperazione del suo utilizzo, in modo cinico, non fa altro che ridurre il nostro spazio democratico...

    Articolo 1
    L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

    Noi stiamo perdendo questa benedetta sovranità come disserta Orizzonte 48, solo la cultura ci potrà aiutare a comprendere il valore che portiamo con noi...ciascuno di noi è la tessera di questo STATO prima ce ne rendiamo conto e prima potremo affrontare i cinici dell'europa fatta di denaro e senza identità.
    grazie per la cultura che ci offre!

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  36. daje Albè!
    spacchiamogli le stampanti!
    (ovviamente istwine spacca!)

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  37. Vi è una preoccupazione giustificata con le importazioni, con un tasso di cambio fisso o come membro di un'unione monetaria quando non si è l'emittente della moneta e l'emittente della moneta non permette un deficit sufficiente e non ci sono trasferimenti fiscali per sostenere la piena occupazione. Questa è l'Italia di oggi.
    Ma con le importazioni in euro si riduce la domanda interna e non c'è modo di sostenerla.
    P.S. La spesa a deficit e' la ricchezza dei cittadini, non il debito.

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  38. Per Istwin:
    quella che chiamano "moneta endogena" è il CREDITO! cioè il debito...

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    1. Lascia perdere Zibordi, non sa di che parla, ma parla e anche troppo.

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  39. Una domanda per riuscire a districarsi nel fantabosco dell'informazione italiana, perchè lei e Boldrin scrivete articoli per lo stesso giornale, Il Fatto Quotidiano ?, schizofrenia editoriale?

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  40. Si parva licet componere magnis - Premesso che non sono un'economista, provo a rispondere alla sua critica " politiche monetarie espansive inculcando al tempo stesso nei suoi sempre più sparuti seguaci l'idea che queste politiche generino meccanicamente inflazione, il che non è vero, per i motivo di cui sopra: la Banca centrale non "stampa" a suo beneplacito moneta, la moneta "stampata "(base monetaria) è in un rapporto molto labile con la moneta in circolazione, e poi (cosa della quale istwine non si occupa qui, ma noi ci siamo occupati tante volte), le dinamiche inflattive sono molto più legate alla struttura del mercato del lavoro (la curva di Phillips esiste, cosa che mi sembra il folle neghi)." - in altri termini la critica si riassume in questi due punti :
    1) gli mmters credono che le politiche espansive producono meccanicamente dinamiche inflattive
    2) gli MMTers o Mamettari non tengono in considerazione la struttura del mercato del lavoro nella formazione di dinamiche inflattive.
    Per quanto riguarda il primo punto non sono d'accordo in quanto a)per gli economisti della MMT è importante capire come la massa monetaria viene utilizzata (infatti Kregel in paper sul Tarp evidenzia i limiti dello stimolo che ha riequlibrato più il lato del creditore e per niente quello del debitore, nel senso ha risolto il problema delle banche ma non quello delle famiglie e imprese). Le politiche espansive, quindi, per essere efficaci devono prevedere piani di Full employment. In uno scenario di scarsa occupazione è evidente che l'emissione monetaria non influisce sulle dinamiche inflattive ( vedi Q.L. in USA, Giappone e U.K. non ha provocato nessun innalzamento dell' inflazione).Fenomeni inflattivi potranno verificarsi(scenario molto remoto) solo in nel raggiungimento della piena occupazione. Le tasse sono così intese come "regolatore di temperatura"; ci conferma tutto R.Wray"Concentrandoci sullo stato dell'economia, eccetto che per i passi finali della bolla speculativa nelle commodiites (che finirà presto, sicuramente) non ci sono significative pressioni inflattive. 14 milioni di persone stanno cercando lavoro. Anche le più rosee previsioni vedono alto tasso di disoccupazione per anni. Come Eric Tymoigne ha dimostrato, al tasso corrente di “ripresa” economica non ritorneremo ai livelli occupazionali del Gennaio 2008 prima del 2017 – e nel frattempo la forza lavoro potenziale sarà incrementata da milioni di diplomati e laureati e immigranti. (http://neweconomicperspectives.blogspot.com/2011/09/after-great-recession-bleaker.html)". insomma non esiste, allo stato attuale una economia nel mondo che riesca a raggiungere la piena occupazione e a mantenerla. ; B) dire che gli mmters sostengono che la base monetaria provoca meccanimente inflazione non è esatta, anzi è propria la critica opposta che viene imputata alla MMT ( la classica critica degli austriaci " voi volete stampare denaro e ci porterete all'iperinflazione"). si veda http://nonpiuchicchidimais.wordpress.com/2012/06/30/mmt-risponde-alliperinflazione-1-2-3-parte/ e Kelton http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it/article-summit-mmt---stephanie-kelton-finanza-funzionale-moneta-sovrana-e-piena-occupazione-8-18-ita-109656354.html - sono solo un'ape vicino al ciclope- Enzo Garofalo

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  41. Gentile Prof Bagnai,innanzitutto la volevo ringraziare per la sua opera divulgativa. Ero uno dei tanti che era convinto che lo scoppio della crisi dell'Euro, fosse dovuto al fatto che l'Euro non è una moneta sovrana. Grazie a lei ho scoperto che il detonatore è invece il debito privato. Prima di scoprire questo blog, leggevo molto il compianto Prof Auriti, per quanto concerne il signoraggio bancario, e successivamente Barnard e la MMT. Ero convinto la banca centrale controllasse direttamente l'inflazione tramite emissione monetaria, che in uno stato a moneta sovrana le tasse servissero solo a controllare l'inflazione. Insomma che l'inflazione stessa fosse dovuta alla quantità di moneta creata dalla banca centrale. Però ammetto di non aver capito molte altre cose (o magari un fico secco)(spero di no): quando lei in questo post dice "nessuno può pagare un proprio debito con moneta emessa da se stesso ma è necessario utilizzare un mezzo di pagamento emesso da un agente differente." Si riferisce pure allo Stato? Quando la banca centrale unita al Tesoro è acquirente residuale di titoli di stato, si crea un debito? Se la risposta è si, quindi lo Stato deve utilizzare un mezzo di pagamento emesso da un agente differente? Poi mi sono sempre chiesto: mettiamo caso che uno Stato ha dei fondamentali economici buoni, basso debito estero, basso debito privato ecc può andare in crisi di debito pubblico? Come fa? Ci tengo a precisare che questa serie di questioni sono poco inerenti al post in questione ( e me ne scuso) e sono insomma soltanto miei quesiti personali, che non c'entrano assolutamente con la spiegazione di questa crisi. Se ho scritto una marea di cazzate, può cestinare il tutto, non mi offendo :)

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  42. anche se infiniti termini sono impossibili da avere, gia' solo con una sommatoria di 5 elementi la sottostima e' di circa il 3%. Quindi a che pro questo commento? Cosa aggiunge alla discussione?

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    1. Non aggiunge niente, è un semplice riferimento culturale, visto che si tratta della nota soluzione al paradosso di Achille e la Tartaruga...

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    2. Se ti occorre un riferimento culturale, guarda quello che dice correttore di bozzi qua sopra. Poveri matematici. Se vi si mettesse tutti dentro un vagone piombato, ci sarebbe forse anche modo di far capir qualcosa ai vostri allievi! Ma a noi piace ricordarvi così...

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  43. Ciao istwine, devo dire che questo tuo post è caduto proprio a fagiolo.
    Pensa che mi sono imbattuto in un articolo, che poi ho scoperto essere stato proposto da "CI CAGO BLOG" quello di fermare il cretino insomma, dove addirittura la moneta è considerata come gli angeli, cioè asessuata, sia esogena che endogena.
    Infatti a mia precisa domanda : la moneta è esogena o endogena?", tale Gerardo Coco mi risponde così : " Tutte e due. Le banche creano liberamente prestiti sulla base delle loro riserve a meno che non intervengano fattori esogeni determinati dalla banca centrale che espande la base monetaria e manovra i tassi."
    Sarà che essendo una sorta di austriaco o comunque un fan del gold standard, abbia una visione un po distorta della realtà?
    Per chi volesse farsi un'idea della "qualità" dell'articolo, su CI CAGO lo trovate con il titolo "2013 e oltre - di Gerardo Coco.

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    1. Guarda, basta leggere un documento di politica monetaria pubblicato dalla BCE annualmente. Se trovi quello che dice questo signore, fammi un fischio (non ti sentirò comunque, perché comunque al computer non si sente).

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  44. A proposito di diffondere informazioni corrette al pubblico: chi ha tempo e ha studiato bene la teoria (io manco di entrambi), perchè non integra la voce di Wikipedia "endogeneità della moneta", spiegando bene i concetti ? Io ho tentato di integrare la voce "inflazione" di Wikipedia, ma è una battaglia persa, visto che un'ampia parte è stata scritta da un "austriaco"!

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    1. Abbiamo già notato e deprecato il fatto che Wikipedia italia, oltre a consentire il plagio, fa parte della compagnia di giro dei disinformatori di regime in ambito economico. Non credo ci sia nulla da fare se non ignorarla.

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  45. @Nicola
    semplicemente pare che in 800 anni nessun Stato che presentasse una situazione creditizia netta con l'estero è fallito o sia andato in crisi.
    ogni riferimento al Giappone in questo caso è doveroso.

    per le altre domande penso risponderà Istwine.
    oh, ovvio che si emette debito e la BdI lo acquistava in misura residenziale

    PS: io penso che la fissa dell'inflazione tramite quantità di moneta dipenda dal fatto che nei casi di piena occupazione possa succedere ed evidentemente succede!
    oppure nel caso in cui si fallisca e quindi si pagano i debitori esteri emettendo moneta che si svaluta (immagino) di parecchio e via con il circolo vizioso.
    e penso sia questo il caso della Germania di Weimer e dell'Argentina degli anni 80

    Vorrei però ringraziare in questo caso il prof che grazie alla sua opera divulgativa ci ha spiegato che se blocchi qualcosa, si deve muovere qualcos'altro!
    così, ai tempi del 1992, bloccando il cambio (e per certi versi l'inflazione) erano i tassi ad impennarsi.
    adesso bloccando cambi e tassi devono essere i salari ad adeguarsi.
    fantastico.. ihihiihi

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  46. @istwine ho trovato questo strumento che spiega (e fa interagire) perchè la banca centrale non può controllare la base monetaria. Che ne pensi?

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  47. Scusa istwine in un precedente commento ho sbagliato a formulare questa domanda :
    ( SBAGLIATA) ma in caso di richiesta di credito da parte del ministero del tesoro tramite emissioni di titoli di stato, la quantità di moneta emessa, almeno a livello contabile lordo, risulta doppia? es: +100 A. della BC e +100 L. del ministero. 
    ( CORRETTA) Intendevo dire se i titoli di stato sono acquistati direttamente dalla BC, si verifica +100 A. e +100 L.? 

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  48. @Leo
    si ragiona per passi ed esclusioni.
    1. è esogena?
    no
    2. è endogena? ammettendo questa ipotesi, la BC fa parte dell'endogeno..

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  49. @furio
    io la vedo bilaterale.. nel senso che l'offerta chiama la domanda quando si incazza se paghi in contanti e la domanda crea l'offerta quando le banche "sforano".
    il problema riguarda i criteri di "esclusione".. se uno dichiara una cosa non deve valere il contrario

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  50. Ciao istwine, questa mattina mi è capitato di leggere sul blog tempesta perfetta, un post sul PIANO CHICAGO, però mi sembra che ci sia qualcosa che non va, come ad esempio la riserva bancaria al 100% a copertura dei depositi, e l'apparente semplicità con cui si possono cancellare debiti pubblici e privati. Sbaglio o ci sono analogie con la MMT?

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    1. Ma a mio avviso c'è più di qualcosa che non va, sopra ho scritto qualche appunto, ma si dovrebbe approfondire molto in effetti. Sopra ancora ti ho risposto sulla domanda degli acquisti BC/Tesoro.

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  51. saluete omnes amici amicaeque

    innanzitutto mi presento: sono un libberista bruto e cativo (come mi chiamerebbe bagnai)

    non so se questo post sarà pubblicato, ma nel caso vorrei fare una breve precisazione su quella che è la posizione di noi libberisti bruti e cativi. eventualmente mi leggerà solo bagnai stesso che schifato deciderà (come è suo sacrosanto diritto) di non pubblicarmi:

    noi non è che non conosciamo come funziona la banca centrale e come funzionana il sistema dei pagamenti, conosciamo tutto ciò fin troppo bene ed è proprio per questo che non ci piace.

    noi non vogliamo un sistema finanziario STABILE, noi vogliamo un sistema finanziario LIBERO in cui chi fa bene guadagna e chi fa male fallisce. comprese le banche.

    noi non vogliamo uno stato che salva le banche zombie,
    ma profitti privati e perdite private.

    noi non vogliamo una banca centrale che non stampi moneta o che ne stampi poca o che non la consideri endogena; NOI NON VOGLIAMO LA BANCA CENTRALE.

    noi non vogliamo restare nell'euro o uscire dall'euro, NOI VOGLIAMO IL LIBERO MERCATO NEL SETTORE DELLE VALUTE, vogliamo che ogni individuo scelga liberamenrte la moneta che preferisce usare e che siano i privati ad emetterla.

    il motivo per cui i socialisti come bagnai non capiscono e non capiranno mai la posizione liberista è perche cercano di ridurla e schematizzarla in ciò che gli è familiare.

    il problema però è che la posizione liberista non si può comprendere con un paradigma socialista perchè noi non vogliamo un diverso tipo di socialismo, noi vogliamo tornare al capitalismo ed il capitalismo non ha nulla a che vedere col sistema attuale.

    proxumam usque ad occasionem ualete

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    1. Sai, tu non sei un liberista, in realtà sei un liberiano, cioè l'incrocio fra un liberista e un "austrian", scuola classificata come eterodossa dal JEL. Liberista è Milton Friedman, che convive benissimo con la Banca centrale, e sono io, che non capisco perché in un mondo nel quale tutti i prezzi variano solo quello della valuta nazionale non debba variare. Il rigurgito della storia ha fatto uscire dal Washington Consensus due razze di sconclusionati dilettanti dell'economia: i liberiani e i figli di Memmeta, entrambi molto focussed sulla moneta, molto poco propensi a intuire le dinamiche reali della crisi, e molto poco preparati in economia.

      Tu però, a differenza dei figli di Memmeta, sei simpaticissimo, e ti terremo volentieri con noi. Parlaci, parlaci delle monete private in concorrenza, e scusaci se porteremo avanti il nostro progetto di divulgazione rigorosa e professionale. È uno sporco e noioso lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.

      Socialista... deine Schwester (come dicono a Wien)!

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    2. Caro Prof,
      stamattina portando il pargolo all'asilo ho trovato questo volantino appeso affianco all'entrata.
      VIvo a Roma nel VI municipio vicino ad un centro sociale che ogni anno organizza, in occasione dell'epifania, un giro del quartiere in bicicletta per depositare sacchi di carbone in tutti i luoghi simbolo di malagestione pubblica. Un sacco vicino al consultorio che vogliono chiudere, un sacco nei giardinetti abbandonati al degrado e così via...
      Insomma ragazzi di sinistra-sinistra politicamente attivi sul territorio che cercano di sensibilizzare i cittadini a passeggio.
      Quest'anno insieme al solito sacrosanto sacco vicino al consultorio adiacente all'asilo trovo questo volantino. Questi a forza de anna' a sinistra hanno fatto er giro e so' diventati liberiani?
      Professo' so' bravi ragazzi, come je la damo 'na mano?

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  52. @Gianni espera
    Benvenuto sul blog, però stai attento che qui con la forza dei dati e quindi dei fatti che il professore diffonde, rischi di convertirti !

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  53. @Gianni Espera
    fantastico.. ma dove l'ho vista? qualche telefilm di fantascienza?
    sicuro che non sia altrove?
    circo?

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  54. @Leo

    grazie.
    temo che le tue speranze resteranno disattese. ho dato una rapida scorsa al blog ed i dati in cui mi sono imbattuto sono sostanzialmente corretti e precisi.
    il problema del blog però non sono i dati, ma l'analisi che ne viene fatta che partendo da presupposti sbagliati arriva a conclusioni erronee

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  55. @Alberto

    confermo sono un "liberiano" e sono profondamente lusingato dell'accoglienza e dell'essere ritenuto simpatico :)

    passando a cose più serie:
    condivido in pieno il tuo pensiero sull'opportunità di fluttuazione del prezzo di una valuta

    quello che voglio è poter utilizzare la valuta che preferisco e non essere obbligato ad usare gli euro.

    tu giustamente fai notare che il prezzo di tutti i beni varia e quindi non c'è motivo per non far si che anche il prezzo della valuta vari. per la stessa logica possiamo inferire che siccome gli altri beni possono essere prodotti dai privati non c'è nessun motivo per cui i privati non dovrebbero poter produrre anche valuta.

    riguardo al come fare è semplicissimo: basta fare esattamente come si faceva prima che gli stati si arrogassero il monopolio dell'emissione di valuta, magari implementanto qualche avanzamento tecnico dovuto alla rivoluzione informatica :P

    un affettuoso saluto a tutti da parte di uno sconclusionato dilettante dell'economia

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  56. Come puo emettere moneta e relativa fiducia in essa un privato?forse ponendo a garanzia i beni personali?Io ci sto,quindi mi aspetto una partenza da zero,da parte di tutti...quindi ad armi pari...e no,che garanzia mettere se partiamo da zero?A forse organizzandoci distribuendo moneta non garantita provvisoriamente in ugual misura,a ma quel tipo di organizzazione assomiglia troppo al concetto di Stato,gestione collettiva,e poi non sarebbe moneta con beni a garanzia...mmm,dilemma.Non vorrai mica spero presumere che si emetta moneta da ora a seconda dei patrimoni esistenti,spero,a meno che tu non riesca a convincere le masse con adegueti"audit"dei patrimoni e ralativa storia empirica risalente anche a secoli addietro,e anche se esistesse quel genio storiografico con prove alla mano,che ne direbbe la gente a maggioranza?Mica presupponi che una minoranza decida per tutti spero,o forse si?

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  57. Buongiorno,

    se la natura della moneta è endogena (come sembra essere), stiamo parlando di una variabile che è fuori dal controllo diretto dello stato, che può "solo" agire sui tassi di interesse (settati questi si, in maniera esogena) per cercare di "perturbarla", perché potrebbe essere necessario assecondare più o meno la richiesta di credito a seconda del periodo economico.

    Corretto?

    Supponiamo ora che per assurdo, lo stato decida di "asfaltare la pianura padana" e per fare questa più o meno "meritoria opera", decida di pagare le aziende appaltatrici, non finanziandosi attraverso il meccanismo del debito pubblico, ma accreditandone direttamente i conti (potremmo dire stampando?).

    Questa azione si può considerare "esogena"?

    Supponiamo ora che questo meccanismo di finanziamento diventi sistematico e che questo, a lungo andare, faccia aumentare la disponibilità economica di molte persone, che cominciano a consumare ad un ritmo molto più elevato rispetto al passato... provocando un aumento generalizzato dei prezzi in maniera consistente e durevole nel tempo...

    Questo fenomeno lo possiamo chiamare inflazione?

    Ora, lo stato decide "di smettere", almeno per un po'... si accorge che ha esagerato, quindi decide di "metterci una pezza" e tenta di diminuire il potere di acquisto delle persone (nel breve periodo) che opzioni ha per togliere i soldi alle persone? Le tasse.

    Se le persone hanno meno soldi a causa delle tasse (e la richiesta di credito non è assecondata...) verosimilmente spenderanno meno... e questo potrebbe fare calare i prezzi
    e quindi indirettamente l'inflazione?

    Certo che se i prezzi sono aumentati per altri fattori (tipo, per esempio a causa dei costi di approvvigionamento materie prime)
    la faccenda è completamente diversa.

    Grazie per una eventuale pubblicazione e risposte.

    Graziano



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  58. Seguendo il ragionamento sopra (che non so se ancora se sarà smentito o meno, quindi me le suono e me le canto per ora... :))
    uno stato sovrano non avrebbe nessuna necessità pratica di finanziarsi con il meccanismo del debito pubblico (perché i presupposti monetaristi di "tot moneta fuori - tot moneta dentro" per cui questo servirebbe per mantenere il valore della moneta e scongiurare l'inflazione, sembrano non essere così fondati... giusto?), ma potrebbe semplicemente "stampare moneta" con una capacità di spesa teoricamente illimitata.

    Questo ragionamento porterebbe in teoria a mettere in discussione anche i presupposti delle crisi di debito... ma non vorrei spararle troppo grosse (ma forse già l'ho fatto :))

    Questo per dire che l'ipotesi di una forte componente esogena della moneta, non mi sembra essere da escludere a priori.

    Saluti,
    Graziano

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    1. Scusa, ho visto solo ora. Dunque, l'esogeneità della moneta non è una questione solo ed esclusivamente di parte attiva e parte passiva, ma dipende dalla fitta rete di debiti/crediti propria di un'economia capitalista. Debiti interni (quindi tra Mario e Sandro che abitano in Italia) o debiti esteri (tra Mario e Paul). Ti faccio un esempio, basandomi sull'idea di asfaltare la pianura padana:

      Il Tesoro accredita i conti delle imprese che hanno l'appalto dell'opera. Questi fanno il loro lavoro, pagano gli operai, pagano i fornitori, pagano il trasporto di betoniere e materiali ecc. A questo punto coloro che ricevono questa forma di entrata molto probabilmente utilizzeranno parte di quest'entrata per ripagare precedenti debiti che hanno col sistema bancario. Quindi poniamo che l'impresa riceva 1000 dallo Stato per l'opera. A quel punto l'impresa paga l'operaio, gli paga 100. L'operaio ha un debito di 75 con la banca. Automaticamente quei 75 (73 capitale e 2 interessi) che tornano alla banca "escono" dal circuito.

      Lo stesso esempio lo puoi fare con l'azienda di trasporti, il betonieraro ecc ecc.

      A questo punto quindi da un'azione iniziale del Tesoro, hai comunque alcuni flussi di moneta che tornano indietro, che rimborsano debiti precedenti o che acquistano asset finanziari, che non controlli. Questo significa endogeneità, nel senso che non hai il controllo della quantità di moneta emessa, perché successivamente la rete di debiti/crediti fa sì che quella moneta sfugga al controllo.

      Su inflazione: io credo che l'inflazione sia determinata dai costi e raramente sia un fattore monetario, se non nei casi di iperinflazione (anche lì però scatenata da altri fattori). Non credo neanche che esista grande evidenza di un'inflazione da domanda, a dire il vero, cioè, non è che se domando più beni di un determinato tipo questi aumentano di prezzo automaticamente (questo lo pensano i libri di testo). Non credo che le tasse siano uno strumento per controllare l'offerta di moneta a dire il vero. I teorici della MMT di solito ad esempio parlano di "asset finanziari" più che moneta (quello solo Barnard lo dice). Ma a mio avviso è molto povera come idea, oltre che incomprensibile per certi aspetti e per dei teorici della moneta endogena.

      La questione del debito pubblico. Penso che sia semplicemente un asset risk free, come si dice, privo di rischio (a determinate condizioni). Uno può anche stampare direttamente, ma il vero problema (il debito estero e il privilegio del dollaro) non lo risolvi stampando direttamente. Che lo Stato abbia "capacità di spesa teoricamente illimitata" è vero, ma questo non significa che non abbia conseguenze. Le crisi di debito pubblico son veramente poche storicamente, son per la maggiore di debito estero (debito con l'estero, talvolta denominato in valuta estera, talvolta no e quasi mai del settore pubblico).

      Spero di aver risposto a tutto, nel caso dimmi pure.

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    2. Sto ultimando la lettura dell'ultimo libro del prof.Wray (secondo me molto bello) ed alla luce di quello che sto imparando, colgo, comprendo ed apprezzo molto di più le informazioni contenute
      nel tuo post istwine. Mi spiace di essere sembrato saccente.
      E' evidente che nella diffusione italiana della MMT ci sono molte semplificazioni e talvolta si perde in accuratezza.
      Ad esempio le tasse non controllano affatto la quantità di moneta circolante secondo la loro visione e parlano più che altro di
      "net financial assets". Sono abbastanza concordi coi monetaristi che tassare potrebbe in qualche modo contrastare l'inflazione da domanda aggregata (anche se molto rara), ma non direttamente via massa monetaria (che essendo endogena... sfugge dal controllo)...il discorso è po' più complesso insomma... e questo non è il posto dove mettersi a discutere :)

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  59. Grazie mille per la risposta, ma permettimi di creare un piccolo contraddittorio...
    perdonami se non sono troppo tecnico, ma non ho fatto studi di economia.

    Se butto un bicchiere nel mare, la mia acqua diventa indistinguibile
    da quella presente, ma io continuo a sapere esattamente quanta ne ho buttata.
    Chi stampa moneta sa esattamente quanta moneta immette in maniera "esogena"
    nel circuito, indipendentemente da che fine fa... Fra i privati ogni debito è un
    credito, quindi al netto non c'è creazione di moneta. Solo uno stato lo può fare
    al netto. Quindi io credo che un aumento generalizzato della ricchezza, a livello macro,
    si possa solo ottenere con una azione esogena = + moneta + prodotti/servizi (oppure "aumentando efficienza": = moneta + prodotti/serviz, ma questa è un'altra storia)

    Dire che si tassa per controllare l'inflazione penso che non sia altro che un
    modo per rassicurare proprio il pensiero monetarista (dominante) che vuole
    che ogni immissione sia "sterilizzata" proprio per questi motivi (loro pensano).
    Infatti, approfondento tematiche MMT mi pare che si parli di tasso d'interesse (fissato nel breve periodo via titoli di stato) per controllare moneta endogena e tasse (o costi sui servizi erogati dallo stato) nel caso della componente esogena.

    Controllare l'emissione di moneta penso sia una componente importante della politica economica di uno stato, o almento lo era...

    Indipendentemente da ciò, anche io mi sono fatto l'idea che l'inflazione non
    sia direttamente riconducibile ad un fattore monetario (anni fa per esempio
    i problemi erano per lo più legati ad un aumento del prezzo del petrolio e per un economia
    che si basa su quello, se non correttamente controllato può creare un aumento generalizzato
    e costante dei prezzi), ma questo non fa altro che rinforzare l'idea MMT che spendere a debito (o meglio stampare) per creare occupazione non abbia questo effetto negativo, anzi. Inoltre, supponiamo che lo stato sia proprio il datore di lavoro di ultima istanza, questo contribuirebbe a fissare il costo del lavoro.

    Mi perdo qualcosa?

    Sul debito io mi sono fatto l'idea che i Titoli di stato servano principalmente come
    meccanismo di creazione delle riserve delle banche, che la loro emissione serva
    cioè per definire il cosidetto "overnight" e quindi il costo del denaro.
    Perché mai uno stato sovrano dovrebbe indebitarsi con l'estero invece? Non lo so,
    per avere valute "pregiate"? Come trattativa commerciale con partner strategici?
    Per attirare compratori esteri nella propria economia? Se la moneta è a tasso variabile il suo valore penso sia direttamente collegato alla bontà della sua economia, quindi se per esempio USA comperano 1 BTP italiano, che lo comperino versando 1 USD oppure che cambino lo USD in 1,X Lire, poco cambia... ma se io ho lo USD questo sarà legato all'economia Americana, se ho la lira no... tutto li. (oltre al fatto che USD è moneta di riserva)

    Mi sbaglio?


    Grazie,
    Graziano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capivo per quale perverso motivo ti interessa la MMT ma non condividi una cosa giusta che sostiene, cioè che la moneta è endogena. Adesso credo di aver capito.

      Spero di non scrivere cazzate, ma credo di aver individuato dove sta l'ostacolo per la comprensione, un concetto donaldiano che non c'è nella MMT accademica.

      Quello che ti sfugge è il senso di "è l'attività economica a creare i mezzi di pagamento", concetto che ti ho ripetuto più volte su Twitter.

      Prendiamo, per esempio, i tuoi neo-assunti con programma di piena occupazione statale, come da MMT: mi spieghi come fai a vietare a queste persone, che finalmente hanno un lavoro e per di più stabile, di chiedere un prestito ad una banca?

      Li ammazzi di tasse? Che senso ha dargli uno stipendio per poi levarglielo? Soprattutto quando sai che non è, in genere, la moneta a creare inflazione.

      Capisci che con un prestito si "crea" del denaro? Lo sostiene anche la MMT, per esempio in quel lavoro che ti ho più volte citato, "The Endogenous Money Approach", di L. Randall Wray:

      «This also turns the textbook deposit multiplier on its head as causation must run from loans to deposits and then to reserves.»

      Questo inverte anche il moltiplicatore dei depositi di cui si legge nei libri di testo perché il nesso di causalità va dai prestiti ai depositi e infine alle riserve.»]

      Cioè, la concessione di un prestito "crea" il mezzo di pagamento: quel denaro che prima non esisteva viene creato per far fronte ai prestiti richiesti (da quello che capisco, con a volte dei limiti su questo "moltiplicatore", altre volte no - dipende dal paese in questione).

      Se quello che ti ha schiaffato in testa Donald fosse letteralmente vero, cioè che «Fra i privati ogni debito è un credito, quindi al netto non c'è creazione di moneta», la frase di Wray non avrebbe senso. Il fatto è che non è vero.

      Le banche non sono attività private qualunque e istwine ci ha parlato, nella serie di articoli che sta tenendo qui, di una gerarchia di mezzi di pagamento, dove la garanzia finale è data dalle Banche Centrali di ogni paese.

      Ben vengano correzioni e precisazioni. Se il mio commento non è emendabile, come al solito: cassare.

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    2. Graziano ha detto:

      "Fra i privati ogni debito è un
      credito, quindi al netto non c'è creazione di moneta."

      ma se il credito delle banche commerciali,nell'aggregato,non venisse mai ripagato,ma rinnovato con incremento?(a parte in periodi di credit crunch dopo lo scoppio delle bolle)

      Magari prima o poi rientra,ma intanto possono passare 10 anni di"espansione"ad alimentare l'economia(dopo che sia espansione di beni di consumo usa e getta/bolle immobiliari...oppure opere/investimenti infrastrutturali intelligenti e' un altro discorso)

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    3. Ciao,

      l'articolo che tu indichi di Wray spiega il concetto post Keynesiano di moneta endogena, spiega come la creazione di moneta "orizzontale" è la causa del riallineamento delle riserve fra le banche e non viceversa. La Banca presta senza preoccuparsi delle riserve che poi riallineerà (fa overselling dirremmo noi :-)). Visto che le riserve sono basse (2% ?) è evidente che la moneta si moltiplichi.

      Non qui, ma nel suo libro di recente pubblicazione, argomenta poi come lo stato possa (attarverso differenti modalità) inserire asset finanziari (tra cui moneta) in maniera esogena e quindi al netto, nel settore privato (di cui abbiamo parlato prima). Il che mi sembra anche abbia un senso, dal suo punto di vista (e anche dal mio) visto che è un autorevole rappresentate MMT.

      La MMT infatti, a quanto ho capito deriva dal "Cartalismo", che, se non sbaglio nasce proprio per spiegare le "transazioni verticali", fra pubblico e privato quindi. Che secondo loro non sono spiegate dal "Circuito Orizzontale".

      E' evidente che quello che intendo io, qui o non è capito o non condiviso (magari tu sei "circuitista"...? :-)).


      Solo per dire che la MMT è allineata e non è che Wray dice cose diverse... poi si può anche non essere d'accordo e allora si che sarei curioso di capire perché?

      PS: gli ho anche chiesto conferma, prima di rispondere qui. Giusto per sicurezza.

      Ciao,
      G-


      Elimina
    4. A supporto tecnico delle mie osservazioni. Per chi volesse approfondire.

      http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=1623

      Grazie,
      G-

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    5. L'articolo di Mitchell vuole confutare innanzitutto l'idea che i concetti di moltiplicatore monetario e riserva frazionaria possano essere usati a sostegno dell'idea che la moneta sia esogena, cioè che sia sotto il completo controllo della Banca Centrale.

      Come puoi sostenere che quell'articolo confuta l'idea di moneta endogena mi riesce incomprensibile.

      Dopodiché, come scrivo a istwine, il mio uso del termine "moltiplicatore monetario" è sbagliato, pensavo significasse "creazione di credito".

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  60. Le banche moltiplicano la moneta, senza preoccuparsi delle loro riserve. Ma il denaro non lo inventano: tutte le sere, tramite operazioni "overnight" devono sistemare le loro riserve.
    Per ogni prestito che fanno ad un privato è registrato un debito, quindi al netto non creano nulla. L'unica moneta che può essere inserita al netto nel circuito monetario è quella governativa.

    RispondiElimina
  61. "Quindi io credo che un aumento generalizzato della ricchezza, a livello macro,si possa solo ottenere con una azione esogena = + moneta + prodotti/servizi (oppure "aumentando efficienza": = moneta + prodotti/serviz, ma questa è un'altra storia)"

    Io penso che questa cosa sia apparentemente intuitiva, ma non lo è. Quando io scrivo che è importante conoscere gli strumenti o le prassi dei pagamenti, lo dico non tanto per essere tecnico, lo dico perché è più utile per capirsi. Il concetto di "ricchezza al netto" proviene da un uso un po' grossolano dei saldi settoriali. Un'identità contabile è una fotografia di un dato momento, ma non ci dice nulla più. Per capirci, se tu guardi i saldi settoriali dei paesi periferici nel periodo poco successivo alla crisi, quindi 2009, 2010, vedrai che la maggior parte dei paesi hanno un settore privato in surplus, cioè S-I è positivo (o come lo scrivono altri, I - S, quindi è negativo). Questo secondo te significa che il settore privato è più ricco degli anni precedenti? No, è semplicemente la conseguenza del deficit di bilancio pubblico e della contrazione delle importazioni e quindi della diminuzione del deficit con l'estero. Tu te la sentiresti di dire che il settore privato è più ricco di due anni prima? Io personalmente no.

    E questo è un aspetto. L'altro aspetto è legato alla composizione di quel surplus del settore privato. All'interno puoi avere ad esempio famiglie in surplus e imprese in deficit, o viceversa, insomma, la composizione può essere diversa a seconda della congiuntura economica. Il saldo settoriale in sé non ci dice granché, conta come sempre la dinamica, non il livello.

    L'altro aspetto ancora è legato al fatto che non è "al netto non c'è creazione di moneta" ma è "al netto non c'è creazione di asset finanziari". Il che significa che all'interno c'è di tutto, da base monetaria a titoli del debito a lungo a breve ecc. Ma di nuovo, non è una questione di "solo lo Stato può creare al netto". Macché, anche il settore estero volendo, ragionando in termini di saldi settoriali. Il problema non è "sapere quanta ne emetto", ma sapere quanta ne rimane. Anche le BC teoricamente saprebbero quanta ne emettono, basta contare i prestiti concessi quotidianamente, è che non sanno quanta gliene torna indietro. In più ripeto, senza capire gli strumenti, il termine moneta è molto generico. Quella dei Titoli che servono a mantenere il tasso overnight è un po' una faciloneria, come ogni cosa detta da sti MMTers a dire il vero.

    Però prendiamo quello che propose Zibordi tempo fa: il Tesoro emette un tot per far ripagare i debiti alle imprese. Non sarebbe inflattivo senza dubbio, valuti quanti prestiti in essere esistono, e costringi per legge gli imprenditori a utilizzare quei fondi per ripagare i debiti col settore bancario. Ha senso teoricamente, non è molto diverso volendo da un giubileo del debito che è sempre esistito in passato e alcuni istituti finanziari ritengono sia arrivato nuovamente il momento. E io, nonostante tutto, condivido.

    Su inflazione io ripeto, ho dubbi anche sulla curva di Phillips, figurati, ma è un mio limite evidentemente, semplicemente non la capisco.

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    1. Ciao,

      grazie per il tempo che mi stai dedicando.

      Hai perfettamente ragione, io non ho gli strumenti e ne sono conscio (ne ho altri... :))
      ma ho raziocinio e intuito e sto studiando (lavoro permettendo... :)).

      Condivido che le spiegazioni MMT tendando a semplificare molto le cose e
      questo è un bene per certi aspetti ma un male per altri (sono molto critico anche
      verso di "loro"). Più si semplifica più si allarga la platea d'ascolto ma si è
      soggetti ad approssimazioni con errori sempre più grossolani. La "versione italiana"
      tende a semplificare molto, ma scavando ed informandosi si può approfondire.
      (vedi link di Mitchell su moltiplicatore che ho postato a Correttore).
      La semplificazione principale è sicuramente l'interscambio lessicale fra Moneta
      ed Asset finanziario.

      "Macché, anche il settore estero volendo, ragionando in termini di saldi settoriali."
      Si. E' evidente però che (per rimanere nel campo delle semplificazioni) è più facile
      pilotare la spesa di uno stato sovrano che non quello di N acquirenti esteri...

      "Però prendiamo quello che propose Zibordi..."
      Nessuno obbliggherebbe uno stato sovrano a vendere i sui titoli del tesoro per finanziarsi, no?
      Molto spesso la critica ad MMT del tipo "stampa che ti passa" mi sembra molto simile a quella
      che fanno a Bagnai "svaluta che ti passa": entrambe stumentali.

      Su inflazione: penso che chi porta a suffragio delle sue tesi la curva di Phillips alla fine
      un po' semplifichi, quindi nella mia ignoranza (e su questa affermazione avrò endorsment da Bagnai)
      sono d'accordo con te, anche se i miei limiti (in questo contesto) sono di molti ordini di
      grandezza superiori.

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  62. "Perché mai uno stato sovrano dovrebbe indebitarsi con l'estero invece?"

    Bella domanda, chiedilo agli statunitensi. Il fatto è che alcune valuta a livello internazionale non sono accettate facilmente, e quindi sei costretto dal sistema ad indebitarti e l'unico modo che hai di avere un'entrata sicura di quella valuta è tramite le esportazioni. L'Argentina di questi mesi (quindi sovrana, moneta fiat e cambio flessibile) sta sperimentando esattamente lo stesso problema, ha necessità di dollari, e il cambio ufficiale peso-dollaro non rispecchia quello che realmente pagano al mercato nero, e in Argentina stanno cercando in ogni modo di evitare fuoriuscita di dollari. Secondo te perché? Sono scemi oppure qualche problema nel sistema monetario internazionale esiste?

    Il Job Guarantee, o come si chiama, lo condivido poco sinceramente, ma è un discorso un po' complesso.

    Mi scuso per la risposta a puntate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. " chiedilo agli statunitensi. Il fatto è che alcune valuta a livello internazionale non sono accettate
      facilmente, e quindi sei costretto dal sistema ad indebitarti e l'unico modo che hai di avere un'entrata
      sicura di quella valuta è tramite le esportazioni."

      Qui non mi ci trovo: USD non è accettato? lo capirei per la "Liretta" motivo per cui (sempre nel mio disegno
      mentale di semplificazione) mi suona bene la tesi che le "esportazioni servono per pagarmi le importazioni"
      (http://vocidallestero.blogspot.it/2012/09/cesaratto-replica-wray-parte-2.html#comment-form), ma non per lo USD
      .
      Qui secondo me non ce n'è di necessità pratica (USA davvero non devono chiedere soldi a nessuno
      per finanziarsi, se lo possono permettere, anche il tetto del debito è solo una auto imposizione). Se provo
      a pensare ad una necessità teorico/economica mi viene solo in mente che vendendo debito acquistano da quelle
      economie per cui voglioni si apprezzi il cambio... quindi nel caso della Cina, per sempio, per rallentare le
      loro esportazioni... cazzata? forse si. Io non penso, comunque, che come dicono molti MMT "non si capisce la
      moneta moderna", ma penso che si sappia benissimo che ci sono degli equilibri da mantenere, sia politici che
      commerciali e che spesso la soluzione più semplice ed ovvia è meglio non percorrerla.

      Su "L'Argentina" invece, devo documentarmi ma si fa fatica... io penso che qui la situazione
      sia molto complessa, ma che ci sia anche la volontà a far si che "l'esperimento" fallisca miseramente.
      Argentina è portata spessissimo come esempio o positivo o negativo (secondo me sempre comunque in maniera strumentale).
      Quello che capisco io è che se ti indebiti i moneta estera (USD per loro con peso a cambio fisso) avrai problemi...
      (noi oggi con euro), che passando a cambio fluttuante se ne sono usciti (pericolo!!!) e che ora o loro sbagliano
      oppure c'è chi gli sta facendo terra bruciata intorno... Non sono un complottista, ma potrebbe creare un precedente
      pericolosissimo per il "sistema". Quindi penso anche io che qualche problema nel sistema monetario internazionale ci sia.

      Job guarantee... io penso invece sia proprio la chiave di volta della MMT (ma per ora è quasi solo una sensazione)

      Elimina
  63. Correttore,

    magari ho capito male io e nel caso mi scuso. Il moltiplicatore monetario non esiste, è una stronzata, una cazzata millenaria incomprensibile (mi scuso se ho esagerato). La banca non "moltiplica" niente, la banca crea il credito e dopo si va a cercare le riserve, ma per una questione di sistemi di pagamento. Se ad esempio la banca ti presta 100 e tu versi 100 a un tale che ha il conto nella stessa tua banca, la banca non muove niente, non ha bisogno di riserve bancarie, addebita 100 a te e accredita 100 all'altro e la la moneta di banca centrale non la tocca neanche.

    Gli MMTers incasinano il discorso dicendo che: siccome ogni debito è un credito, "al netto" (sempre a comprar salame questi sono) è 0. Ma questo è solo confondere il discorso, a mio avviso.

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    Risposte
    1. No no, hai ragione, ho usato il termine "moltiplicatore" in modo errato, pensavo significasse "creare il credito", ero ignaro delle implicazioni del suo uso.

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    2. Ulteriore precisazione per istwine: Graziano X mi ha sollecitato (eufemismo) a più riprese su Twitter, volendo sostenere che la moneta è esogena (non so perché, visto che si sta leggendo lavori sulla MMT e questa sostiene che la moneta è endogena).

      La conversazione è rapidamente deragliata, è stato tirato in mezzo 'sto mondo e quell'altro, arrivando a toccare temi che qui non sono ancora stati approfonditi.

      A quel punto ho sbagliato a basarmi sulla memoria di qualche schifezzuola letta in giro molto tempo addietro (forse qualcosa che pretendeva di confutare il signoraggismo) da cui avevo tratto la convinzione che la creazione del credito si chiamasse in quel modo.

      Una curiosità: è assurdo usare l'articolo di Bill Mitchell per voler sostenere che la moneta è esogena o in qualche modo quell'incasinare il discorso può far rientrare il concetto di moneta esogena dalla finestra - in contraddizione con l'affermazione, ripetuta più volte anche nell'articolo, che la moneta è endogena?

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    3. Il concetto di "endogeno esogeno" lo sto approfondendo perché me lo hai segnalato tu con questo interessante post di istwine, dicendo che la MMT sbaglia , fra le altre cose anche percé sostiene che la moneta è esogena. La MMT non sostiene questo, quindi non capisco perché tu lo dica. Non c'è scritto nei libri e se tu lo chiedi direttamente ai principali esponenti ti dicono che è non è così. La moneta è endogena MA lo stato può immettere grosse quantità di moneta nel circuito in maniera esogena, per dare impulsi all'economia. Twitter è un mezzo libero, se non vuoi discutere con me non scrivi (penso di essere stato sempre educato comunque)

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    4. Graziano, io invece non sono educato. Hai rotto i coglioni. Cerca di leggere quello che scriviamo qui o verrai bandito da questo blog esattamente come sei stato bloccato su Twitter. Qui distinguiamo fra la speghetti-MMT, l'opera di divulgazione dilettantesca condotta da quel fascista di Donald, che evidentemente ti ha affascinato, e la MMT.

      Tu, che per tua ammissione sai poco e per evidenza non capisci niente, NON TI DEVI PERMETTERE di venire qui a farci la lezioncina su cosa sia la MMT, perché lo sappiamo meglio di te. Sappiamo benissimo che per QUALSIASI autore keynesiano la moneta è endogena, e quindi, nonostante i Re Magi abbiano dimostrato di non aver paura del ridicolo, è assolutamente EVIDENTE che sevogliono credibilmente dichiararsi keynesiani DEVONO ammettere la natura endogena della moneta, che NON hanno scoperto loro.

      Punto.

      Quello che qui abbiamo fatto notare è che l'opera facilista/fascista di divulgazione di Donald si apppoggia più o meno esplicitamente sulla nozione di "monetaesogenachecreainflazione", e quindi di fatto è, dal punto di vista teorico, perfettamente allineata alle posizioni di Giannino o Boldrin.

      Lo abbiamo rilevato logicamente migliaia di volte.

      Del resto, se non avesse parlato un linguaggio facilista/fascista, come avrebbe fatto ad attirare l'attenzione e il consenso di persone come te, che visibilmente NON sono all'altezza di un discorso tecnicamente serio, ma NON hanno l'umiltà di studiare, e vogliono solo farci perdere tempo?

      Sai che c'è? Io ti bandisco, mi hai rotto. Le risposte alle tue NON domande sono nei due successivi post di istwine. Leggile. Non le capirai. Forse non è nemmeno colpa tua. Il facilismo/fascismo ti ha traviato. Ma il problema non è mio.

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    5. "Una curiosità: è assurdo usare l'articolo di Bill Mitchell per voler sostenere che la moneta è esogena o in qualche modo quell'incasinare il discorso può far rientrare il concetto di moneta esogena dalla finestra - in contraddizione con l'affermazione, ripetuta più volte anche nell'articolo, che la moneta è endogena?"

      Ovvio che è assurdo. Ma questo dell'esogeno-endogeno secondo me non è che si capisce bene se non si capisce cosa significa endogeno o esogeno. Cioè, è ovvio che se il Tesoro decide di immettere 100 milioni, è il Tesoro che decide di immettere 100 milioni. Quello che voglio dire è che non puoi controllare quel che succede dopo. Di questi 100 milioni una parte andranno a ripagare debiti precedenti, una parte andranno in asset finanziari (titoli obbligazionari, azioni ecc), una parte andranno all'estero (tramite importazioni o deflussi di capitali). Puoi dire che lo Stato controlla la quantità di moneta? Puoi dire che la moneta è inflattiva solo dicendo che ne hai emesso 100 milioni? No, io credo di no, non ha senso a mio avviso. Ma che il Tesoro possa emettere direttamente, cosa ha a che fare con l'idea di esogeneità o quant'altro? Io non capisco sinceramente, è per questo che premo sulla questione del linguaggio, della coerenza stock-flussi ecc, non per altro, perché io non capisco altrimenti, ho difficoltà.

      Il punto quindi è che se Wray e compari continuano a dire che ogni spesa pubblica è emissione di moneta, non ci capiamo. Che moneta? di che? Sono confusionari e basta a mio avviso, e la spaghetti-MMT come la chiama Alberto, mi ha rotto i coglioni. Peggio dei signoraggisti, almeno loro denunciano lo strapotere del sistema bancario (seppur molto molto grossolanamente), questi della spaghetti-MMT ti dicono anche che lo Stato emette moneta, confondendo un tecnicismo dovuto al conto di Tesoreria, con un consolidamento Tesoro-BC che è falso e politicamente demoralizzante.

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    6. Bene ha sbroccato pure lui, peccato perché le sue risposte erano molto interessanti. Non ho mai citato una volta Barnard nei miei discorsi (anche se non ci avrei visto niente di male comunque) ma è evidente che ci sono attriti irrisolti e che non dipendono da me, ma che precludono qualsiasi altro ragionamento.

      La sua reazione invece professore un po' la capisco: uno che ha studiato una vita una cosa mica si può far incalzare dall'ultimo arrivato...ne va della sua autorevolezza. L'economia è una cosa complessa, per pochi eletti, mica come la fisica che capiscono tutti... :-) Ma mi è comunque simpatico anche se concordo con lei sul discorso dell'educazione. Io da lei voglio prendere il buono, cioè l'analisi perfetta secondo me sulla crisi dell'eurozona... mi perdonerà se nelle mie chiachiere da BAR invece sponsorizzerò qualcun altro per le soluzioni.

      Grazie dell'ospitalità e buon lavoro, vi saluto e vado avanti con la mia vita (che per fortuna non ha nulla a che fare con l'economia... e mi riesce anche molto bene). I migliori auguri, G-

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    7. Amico, non so se l'hai capito: qui tu non incalzi proprio nessuno. La tua patetica convinzione di essere quello che "mette in difficoltà con domande scomode il barone massone" dipinge la tua personalità un po' ingenua e un po' disturbata. Stai facendo da mesi domande delle quali non capisci la risposta. Permettici di dedicarci a chi la risposta può capirla, e anzi l'ha già capita.

      Ecco, bravo, per le soluzioni rivolgiti a quelle merde da 5000 a botta. Complimenti: tu sì che sei un fuuuurbo, e un patriota. Ce ne fossero, di coraggiosi come te, caro signor X!

      Vedi, il tuo problema, e rimane tuo, e nessuno ci può far niente, è che tu "non vedi niente di male" nel dar credito a un ciarlatano, a un fascista, a una persona che ha inquinato il dibattito, e soprattutto a una persona la cui pochezza umana salta agli occhi ed è stata con tanta incisività descritta qui da istwine.

      Ecco: tu rivolgiti a un buffone simile.

      Similia similibus.

      Qui stiamo lavorando.

      Tu torna al bar a convincerti che ha ragione, e che le tue domande sono scomode, o quanto scomode!

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    8. (sì, amico, ti ho detto che hai il cancro. Come dici? Vuoi curarlo con la tisana di rosa canina? Ottima idea, è un ritrovato molto moderno. E poi siamo in democrazia...)

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    9. Comunque mi sono rotto i coglioni: alla fine questi quattro porci opportunisti americani mi dovranno pagare cara la perversione delle vostre ingenue e impreparate e deboli intelligenze e il sostegno prima prestato, poi sottratto in modo vile, a un personaggio equivoco, intervenendo a sostegno di un movimento politico in una campagna elettorale di un paese che non conoscono, solo per farsi il viaggetto pagato. Non mi sembra un atteggiamento eticamente accettabile, ma chiederò in giro, e vi farò sapere la risposta.

      Expedit eis, ut suspendantur mola asinaria in collo eorum et demergantur in profundum maris.

      Con tanti saluti ai pesci.

      Elimina
    10. Graziano X ma tu ci fai o ci sei? Come puoi scrivere che io ho detto che la MMT sostiene che la moneta è esogena quando ti ho ripetuto innumerevoli volte che so che la MMT sostiene che la moneta è endogena? Non solo, ma te ne sei venuto fuori anche con "la moneta è esogena in parte". Ti ho citato più volte, anche nel messaggio qui sopra, quel lavoro di Wray: The Endogenous Money Approach.

      Chiarimento che credo sia utile per chi non segue Twitter: la vicenda nasce quando ho fatto notare al commendator Negligenza che a pagina 34 del suo saggio Il più grande crimine si sostiene che «La tassazione distrugge il denaro» e che gli Stati a moneta sovrana tassano per «2) limitare l’inflazione».

      Ma "si può controllare la massa monetaria con le tasse (cioè la moneta è esogena)" e "la moneta crea inflazione" che io sappia sono tesi del monetarismo. Vi prego di confermare se questa mia affermazione è corretta: dalla lettura di questo blog avevo inteso questo, ma per essere sicuro ho anche letto qualcosa sul monetarismo dove mi sembra di aver trovato conferma (ma magari... beato me che nun capisco un cazzo!).

      Ho fatto loro notare questa incongruenza, che non è banale, perché chi sostiene quelle tesi finisce poi con l'accettare l'indipendenza della Banca Centrale dal ministero del Tesoro (o, più in generale, dalla politica), col mandato di tenere sotto controllo la massa monetaria e quindi l'inflazione. Oltretutto è in contraddizione con quanto sostiene la MMT vera, cioè che la moneta è endogena.

      Risposta del negligente: mai assecondato le tesi dei monetaristi; di gruppuscolo di attivisti MeMMT: ma non è vero quello che dici, la MMT sostiene che la moneta è endogena! Ho mostrato anche a loro, senza nessun risultato, che sapevo benissimo che la MMT sostiene che la moneta è endogena, dato che mesi prima in un commento qui sul blog avevo portato alla vostra attenzione proprio quel lavoro di Wray citato sopra.

      Questo per chiarire con chi abbiamo a che fare, soprattutto a chi ha intrapreso uno studio serio della MMT e cerchi un dialogo: questi sono i precedenti, questo è il livello del "dialogo" che c'è stato finora, non meravigliatevi se qui trovate un certo pregiudizio.

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    11. Scusate: le parole definitive sulla spaghetti-MMT le ha dette il buon Torny: non bisogna rimestare la merda, perché fatalmente si viene offesi dal suo pessimo odore. Se permettete, noi andiamo avanti col nostro discorso serio, e i tifosi da stadio e i disturbati con la personalità "in formazione" che hanno visto la luce grazie al pietoso dilettante li abbandoniamo alla pattumiera della SStoria, va bene?

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    12. Mi limito a un appunto: non ho "sbroccato", ho solo esplicitato la mia stanchezza. Io non ho nessun problema a discutere con le persone che la pensano in maniera differente e non ho neanche problemi a cambiare idea su qualunque argomento (qualunque, mica solo economia) se l'interlocutore propone una tesi convincente. Ma non è il caso della MMT.

      Ora una postilla (l'ennesima) sul metodo: la MMT è una teoria economica che ha una sua storia ecc ecc. Chiunque si interessi di qualunque cosa, solitamente (normalità vorrebbe che) dovrebbe sentire più versioni dello stesso oggetto. Se si tratta di teoria monetaria, uno prende la teoria postkeynesiana, poi quell'austriaca, poi il monetarista, poi il circuitista ecc, non per forza approfonditamente, ma almeno i concetti principali. E poi ragiona su, valuta se ha senso una cosa. Chi invece ha un approccio religioso, solitamente sente solo una versione e non ha nessun interesse a ragionare sulle altre.

      Quello che io noto in molti seguaci di Barnard, della spaghetti-MMT e della MMT stessa è l'approccio da setta. Una setta anche low budget, come l'ho definita tempo fa, visto che altre sette ti promettono la vita eterna, questi ti promettono nel migliore dei casi un lavoro in pubblica amministrazione e la monetizzazione del deficit. Il problema di fondo quindi è questo. Se poi mi dici anche che tu "incalzi" ecc, allora mi viene pure da ridere, perché non me n'ero accorto.

      Allora facciamo così, se torni a leggere, tu parti da questo presupposto: per ogni teoria, disciplina, modello ecc, c'è sempre qualcuno che scrive una confutazione o di un aspetto o complessivamente. In genere sarebbe bene leggere ambedue, che si tratti di economia (più teorie), che si tratti di storia (storia ufficiale e storia revisionista), che si tratti di tutto.

      Della MMT hanno scritto questi:

      http://www.boeckler.de/pdf/v_2011_10_27_lavoie.pdf

      http://www.peri.umass.edu/fileadmin/pdf/working_papers/working_papers_251-300/WP279.pdf

      http://www.thomaspalley.com/docs/articles/macro_theory/mmt.pdf

      http://www.ucm.es/info/ec/ecocri/cas/Febrero.pdf

      http://www.emilianobrancaccio.it/2012/11/30/dalla-crisi-della-moneta-unica-alla-critica-del-liberoscambismo-europeo-brevi-note-sulla-mmt/

      http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2012/07/una-nuova-critica-wray-e-allmmt.html

      Letti questi, poi eventualmente leggi le risposte e ragioni su. Non che "incalzi" o cose di questo tipo, qui non c'è niente da incalzare, soprattutto tramite la MMT.

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  64. premesso che la discussione mi appassiona relativamente... però spiego la mia.
    per me la questione è semplice..
    ovvero, la tesi è: "la moneta è esogena".
    basta confutarla e buonanotte!
    ovviamente non lo è, punto e basta.
    il contrario di "esogeno" non è altrettanto vero? pazienza!

    la cosa che interessa è comprendere come migliorare le cose (ops!).
    Come?
    per me sarebbe uscire dall'euro, riseparare le banche (che i risparmi andassero per gli investimenti reali e non per quelli finanziari ovvero la speculazione)..

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