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sabato 26 ottobre 2013

Il canale streaming

Certo che siete proprio imbranati: il canale streaming è qui! Un grande ringraziamento a Simone Curini che come l'anno scorso sta curando la diretta gratis et amore.


giovedì 24 ottobre 2013

Pescara 2013: istruzioni per l'uso

(verbale della riunione con lo staff...)



Da ricordare:

1) Stampate e portatevi il biglietto rilasciato da Eventbrite: faciliterete le operazioni di registrazione.

2) L'accreditamento inizia alle 13:30. Non presentatevi tutti all'ultimo minuto, altrimenti ci fate perdere tempo o restate fuori.

3) Alla registrazione vi verrà consegnato badge nominativo (tranne per chi ha acquistato i biglietti last minute), indispensabile per accedere in sala.

4) Per ottenere il ricevitore per la traduzione simultanea dovete lasciarci in deposito un documento di identità. Regolatevi, perché avete bisogno di un documento anche per registrarvi in albergo.

5) Chi non ha optato per la pensione completa al Serena Majestic o non si è già prenotato per la cena di sabato o per il pranzo di domenica potrà farlo anche sabato pomeriggio (entro le 20).

6) Dovrete riconsegnare i ricevitori alla fine dei lavori (sabato) e riprenderli all'inizio dei lavori il giorno sucessivo (domenica). Siccome c'è il passaggio all'ora legale, auspicherei che nonostante il festino etilista del sabato sera siate puntuali la mattina.

7) Fra l'albergo (dove si svolge la conferenza quest'anno) e il PalaCongressi di fronte (dove si svolgerà la conferenza l'anno prossimo) ci sono ampi parcheggi gratuiti.

8) Chi arriva in aeroporto può prendere l'8 fino alla Stazione Centrale e da lì il 2/ fino al polo congressuale di Montesilvano.

9) Raccomandazione generale: le cose da dire sono tante, il tempo è poco. Siate disciplinati. Per conoscersi ci sarà la cena, indugiare sull'uscio della sala, ostacolare con capannelli afflussi e deflussi, e via dicendo, esporrà alla temibile ira del Cavajere Nero (e del braccio secolare Xabax, incrociato da sette generazioni coi cinghiali di Monte Cucco).



Addendum delle 19:47: ci sono ancora circa 30 posti "last minute" disponibili su a/simmetrie.


(P.s.: se qualcuno che arriva presto vuole dare una mano, ben venga. A Simone Previti segnalo che poi si mangerà le mani per non essersi offerto: lui mi capisce. Quindi offriti, che il popolo soffre.)

mercoledì 23 ottobre 2013

Per farvi un esempio...

Questa è l'ultima email che mi è arrivata:


Buon giorno,
vorrei delle info su questo fondo salva stati....ma è proprio così potente? Chi sono i membri del consiglio direttivo?
Cordialmente,
Vale


Io dico: ma un minimo di buon senso no!? Sto qui a spaccarmi in quattro per accogliervi, e c'è sempre qualcuno che mi scrive per darmi notizie che già ho, insegnarmi cose che già so, e chiedermi notizie che sono ovunque in giro...

Che anno difficile!

Comunque... ci vediamo sabato. Seguiranno informazioni pratiche (logistica, ordine dei lavori, minacce varie...).

venerdì 18 ottobre 2013

Pescara streaming

Scusate, sono impegnato con INFER 2014 e Euro, mercati, democrazia 2013, quindi non ho tempo per farvi divertire.

Viceversa, se voleste dare una mano, un modo c'è.

Qualcuno si sente in grado di assicurare lo streaming della conferenza? Lo scorso anno non lo avevo chiesto a nessuno, perché non mi interessava, ma poi qualcuno lo ha fatto (mi pare Simone). Quest'anno l'evento è più lungo, l'impegno maggiore. Non so se ve la sentite. Sarebbe bene che fosse qualcuno vicino a PE, così potremmo fare una prova tecnica giovedì o venerdì.

Fatelo sapere scrivendo a eventi@asimmetrie.org.



(vi ringraziano i tanti che non sono riusciti a partecipare...).


martedì 15 ottobre 2013

Aspettando Pescara (e la fine del Pinchbeck standard)

Rapide informazioni di servizio.

Posti alla conferenza non ce ne sono più. Se parlare dell'Europa non diventerà un reato d'opinione (vedi sotto), l'anno prossimo voi vi sbrigherete, e io prenderò una sala più grande.

Tuttavia, ci sono ancora camere in albergo e potete ancora prenotare. Ho parlato ieri con la direzione e sono disponibili ad accettare altre prenotazioni per le camere o per i pasti, come da scheda sul sito di a/simmetrie. Va da sé che intorno di alberghi ce ne sono altri ecc. quindi fate come vi pare. Occhio però che domenica mattina inizieremo presto, alle 8:30, con un intervento che non vorrete perdere.

Fra breve (oggi o domani) il programma definitivo, che vi piacerà.

Seguiranno informazioni pratiche, perché quest'anno siamo tanti, siamo lì per divertirci ma anche per lavorare, e quindi dovremo essere liberamente e creativamente disciplinati (se esiste l'abbondanza frugale, perché non potrebbe esistere la libertà disciplinata? Pensate ad esempio a questo - beati voi che ecc.).







(ovviamente voi vorreste post tecnici: asfalta questo, asfalta quello, chennepenzi della manovra, ecc. Io invece sto facendo l'impresario, e non ho proprio tempo di stare appresso all'orchestrina sul ponte del Titanic. Ieri, dopo un massacrante tour de force organizzativo - dove mettiamo i desk, dove mettiamo il guardaroba, lo mettiamo o non lo mettiamo, chi ha la chiave, questa porta come si chiude, questo proiettore come proietta, la ciabatta dov'è, il cavo VGA lungo ce l'avete, ecc. - sfatto marcio di fatica e di stanchezza sono andato nella mia pizzeria preferita con un membro dello staff (ricordatevi del prof. Sassaroli). Poco più di un chiosco, verso il porto: dentro tengono sempre la TV accesa su Canale 5. Mentre io e la mia assonnata - ma pur sempre ragguardevole - commensale ci sbadigliavamo in faccia a lume di neon, trasentivo la scaletta del Tg5, molto istruttiva su quello che ci aspetta: manovra Letta, pericolo di avanzata dei movimenti populisti e xenofobi alle prossime europee, monito di Napolitano contro chi semina odio in rete. Il messaggio subliminale è chiaro, ma caso mai non lo fosse, ve lo traduco: io, voi, Krugman, Stiglitz, Kaldor, Meade, Dornbusch, Feldstein, Thirlwall - da giovane, De Grauwe - prima di essere assunto da Barroso, e tanti altri, siamo degli schifosi xenofobi razzisti fascisti, e seminiamo odio e false verità in rete. Bisogna trovare il modo di fermarci...

Saranno contenti i marxisti dell'Illinois e i loro ideologi di princisbecco, sì, loro, i convinti assertori del nostro glorioso Pinchbeck standard, l'euro, quello che protegge la vedova, l'orfano e il proletario dalla perdita di potere d'acquisto, che è quella cosa che succede quando aumentano i prezzi, ma non, a quanto pare, quando ti tagliano i salari. 

I paradossi di Brankolin, quel mostro a due teste che all'unisono ripetono: "Bagnai la fa troppo facile, sono NOI sappiamo quanto è complesso il mondo, perché NOI...". E giù cazzate. E er Nutella - o chi per lui: in effetti inutile prendersela con lui che non conta niente - er Nutella, dicevo, se le beve, diventando complice del fascismo, quello vero.

IO resta il più lurido dei pronomi, ma quando si traveste da NOI diventa veramente immondo.

Ci sarà una giustizia: c'è sempre stata, perché non dovrebbe esserci questa volta? Il problema è: la volete umana o divina? La scelta comunque non spetta a noi... ma al ver che la dispensa!)

lunedì 14 ottobre 2013

Bolkestein si unisce al Manifesto

Ai miei affezionati lettori in anteprima una notizia che i media daranno, se vorranno, stasera o domani. L'ex commissario europeo Frits Bolkestein, che più volte si era espresso in passato per una segmentazione controllata dell'Eurozona, ha deciso di firmare il Manifesto di Solidarietà Europea.



domenica 13 ottobre 2013

Euro o democrazia: esce Barra Caracciolo

Durante un'intervista a TgCom24 (non al Checkpoint, in un'altra trasmissione della mattina, non saprei dirvi se c'è un podcast), un giornalista di Panorama mi ha fatto notare che Ralf Dahrendorf ha dichiarato da qualche parte che bisognerà scegliere fra euro o democrazia (spero di non aver capito male e mi scuso di non ricordare il nome del giornalista: non potrei mai fare il politico perché ho problemi di memoria).

Diamo un cordiale benvenuto a Dahrendorf!

Il tutto a valle di una breve conversazione nella quale il giornalista faceva notare che la scelta del governo di salvare le imprese "too big to fail" o "strategiche" (tipo Alitalia) si risolve spesso in una sottrazione di risorse che potrebbero essere destinate ad altro, il che, secondo lui, poneva un problema di democrazia. Non entro in questo tema. Io mi son limitato a far osservare che secondo me il problema di democrazia è ancora più ampio, come dico da tempo, perché, come ha fatto notare Leijonhufvud in tempi e luoghi non sospetti (cioè su Voxeu.org e prima di Stiglitz), esiste un problema di democrazia più ampio, determinato dalla cosiddetta "indipendenza" delle banche centrali.

La natura del problema vi è nota, e se non lo fosse leggetevi i due link.

Luciano Barra Caracciolo ha scritto un libro che fornisce una visione ancora più ampia e organica dei problemi che l'euro pone alla sopravvivenza della democrazia in Europa:

Euro e (o?) democrazia costituzionale. La convivenza impossibile fra costituzione e trattati UE.

Lo troverete in libreria dopodomani, e auspico un rapido sold out. Se ne consiglia la lettura ai lettori di sottotitoli, come er Nutella (Ferrero) e il suo simpatico bar di Guerre stellari (Rfc), perché capiscano bene quello che non hanno capito leggendo il sottotitolo del mio libro, cioè quale responsabilità morale si assumono seguendo i cialtroni del "labour-friendly fixed exchange rate", che poi sono la versione "de sinistra" dei cialtroni della "expansionary austerity".

Partito che vai, cialtroni che trovi.

Ci salveranno i giuristi?

Buona lettura.

venerdì 11 ottobre 2013

Posso smettere quando voglio...

(andando a TgCom24...)


Mi chiama il violoncellista neoborbonico: "Senti, in Francia vogliono il programma. Ma tu il concerto di Xzweugdft (NdC: segreto industriale) l'hai guardato?".

Io: "Sì, ho dato un'occhiata al microfilm sull'iPhone, posso farlo col flauto in re, ma il problema è che se abbiamo 300 persone come quest'anno penso che acusticamente sarei svantaggiato, ci vorrebbe un flauto più acuto, altrimenti i violini mi coprono. Ma perché non ripieghiamo su un classico Scarlatti in la minore, che l'ho pure portato al diploma?"

Lui: "Ma quelli vogliono il concerto monografico, non gli posso mettere Scarlatti."

Io: "Be', allora potrei copiarmi Xzweugdft in Finale e trascriverlo una terza sopra... A me questi lavori piacciono, ma ora non ho nemmeno Finale installato, e poi il tempo dove lo trovo... È vero che c'è un anno, però... Ma tu devi rispondere subito?"

Lui: "Eh, sì, lo sai come sono fatti quelli..."

Io (colpo di genio): "Senti, ma se togliamo il concerto per flauto, tu sei in difficoltà? Perché sai, in quelle sedi il polistrumentismo non sempre è visto di buon occhio. Io vengo, bello come er sole, con le mani in tasca, vi faccio il continuista, e poi se n'annamo all'osteria..."

Lui: "Be', in effetti ho un paio di concerti per violoncello, oppure una triosonata, forse il flauto possiamo lasciarlo perdere".

Io: "Sai che non è una cattiva idea? Alla fine quest'estate ho faticato come una bestia: inutile, il tempo per studiare anche il flauto non ce l'ho più. Allora ci vediamo dopodomani per provare Wxxwwyxz (NdC: altro segreto industriale). Mesotonico?"

Lui: "Certo!"

Io: "Bene, allora ci vediamo sabato a mezzogiorno e un quarto di comma".









(l'ultima battuta è per i very happy few, se studiate i logaritmi ve la spiego...)

(Non ci posso credere! Sono riuscito a dire di no, e per di più contenendo il mio ego, cioè rinunciando a un concerto da solista! E per di più in Francia, dove quando suoni il pubblico applaude, non ha le mani di pezza come nel bel paese dove il sì suona. Non c'è che dire: l'esperienza del blog mi ha massacrato, ma mi ha anche fatto maturare... Ve ne siete accorti in tanti che non ce la facevo più, e in tanti mi avete scritto e telefonato: grazie. Ora va meglio. Il mio medico dice che ho un temperamento maniacale: non è più vero: posso smettere quando voglio...)

(O quasi: da qui al convegno mi son messo pure la registrazione di un disco! Ma il chitarrista canadese era in Italia solo a ottobre. Aiutatemiiiii......)

giovedì 10 ottobre 2013

Che tocca fare...

Tre giorni fa Maurizio Belpietro ha scritto un tweet da manuale, questo. Io, che non sono fazioso, l'ho subito ritwittato. È seguito commento sconsolato del buon Torny. Sempre sulla linea del "guarda come siamo ridotti", mi tocca oggi segnalarvi un post di Guido Crosetto.

Vorrei precisare, altrimenti Guido si offende, che il "come siamo ridotti" non è un giudizio negativo sulla sua persona o sul suo intervento. Magari su quello che scrive ci sarà da discutere e ne discuteremo qua sotto. Sicuramente qualcuno troverà un po' agiografica l'interpretazione della figura di Berlusconi (che ha sempre e comunque avallato le decisioni made in Brussels - cosa che peraltro Crosetto non ha fatto, ma chissà se qualcuno se ne ricorda...), sicuramente ci sarebbe da discutere sul cosa fare per rimettere in piedi l'Italia, e naturalmente le prospettive di un imprenditore possono, anzi, devono essere legittimamente in conflitto democratico con quelle, poniamo, di un dipendente.

Il "come siamo ridotti" è riferito alla parte del messaggio di Guido che condivido: stiamo assistendo alla riconduzione di tutta la politica italiana all'interno del perimetro tracciato da Bruxfurt (o Franxelles), le larghe intese sono semplicemente la plastica rappresentazione del PUDE, cioè la negazione della possibilità di un conflitto democratico, e l'allarme per questa situazione, secondo me, dovrebbe darlo la sinistra.

Invece no: da sinistra, da qualsiasi sinistra, arriva solo disinformazione e dileggio strumentale (sui ravvedimenti tardivi faremo un discorso a parte, perché, se proprio devo dirlo, mi fanno girare ancora di più i coglioni).

E quindi il "come siamo ridotti" significa: come è ridotta una sinistra che invece di preoccuparsi di questa normalizzazione, di questa sottrazione di democrazia, continua, per bocca dei suoi intellettuali dilettanti, ad equiparare a nazionalisti xenofobi gli economisti che ammettono questo semplice dato di fatto? Quanta tronfia e veramente fascista prosopopea ci può essere negli ingenui difensori del cambio fisso "de sinistra"? State annotando i nomi, vero?

Bene: ora, se volete, ragionate su quello che dice Crosetto, ma anche no: fate voi. Anche se quello che pensate mi interessa sempre molto (ho aperto il blog per questo) io non potrò animare troppo la discussione perché sono oberato dal lavoro organizzativo, didattico, e anche, nel mio piccolo, scientifico. Io mi occupo di economia internazionale, sapete, e posso provarlo. I cv non sono poi così inutili...

martedì 8 ottobre 2013

Pescara: prenotazioni, cena di sabato e baby-sitter

Per una volta freghiamocene dell'ambiente: stampate questo post e leggetelo ad alta voce, e magari fatevelo anche leggere ad alta voce da una persona della quale vi fidate. Sono pochi punti, ma essenziali per semplificare il mio lavoro, che è già abbastanza complicato, e per non scontentare nessuno.

La premessa è che dovete scusarmi se vi metto fretta, ma siamo partiti tardi, per colpa mia, e con grande (mia) fatica. Ora però dobbiamo chiudere.

Primo punto

Fra due giorni chiudiamo le prenotazioni al compleanno. Chi c'è c'è, chi non c'è viene l'anno prossimo. Questa scelta è determinata dal fatto che il centro congressi ha richiesto il saldo anticipato delle spese per la parte congressuale, e quindi non è negoziabile.

Secondo punto

La quota di partecipazione (35 euro) copre solo in parte le spese riferite alla parte congressuale (trasporto e alloggio dei relatori, affitto sala, pause caffè, ecc.). Il pranzo e la cena sono esclusi. 

Chi ha optato per la pensione completa (o per la mezza pensione) presso il centro congressi riceverà alla reception un ticket per accedere al ristorante.

Chi non ha optato per la pensione completa o la mezza pensione presso il centro congressi, se desidera comunque cenare (o anche pranzare) con noi deve segnalarlo attraverso la scheda di prenotazione (in modo da ricevere anche lui il ticket). La scheda di prenotazione può essere usata anche per prenotare solo i pasti (pranzo e/o cena). Anche questa cosa va fatta ora, perché il centro congressi ha necessità di organizzarsi e io ho necessità di pensare a cosa più serie. Ovviamente a me non me ne viene nulla, se non il grande sollievo di considerare chiusa una pratica.

Babysitter

Ricordo alle famiglie che possiamo anche organizzare un servizio di babysitting con insegnanti di scuola primaria qualificate ecc. ecc. Bisogna però che ce lo diciate, e se possibile presto, visto che dobbiamo prenotarle e pagarle. Certo: i lavori del convegno durano molto, e quindi, come dire, dovreste "parcheggiare" i bambini a lungo. Vedete voi cosa è meglio, a seconda di come siete abituati (voi e i vostri figli), ma vedetelo rapidi perché anche qui purtroppo devo chiudere.

Grundnormen

Vorrei ricordarvi due Grundnorm che guidano la mia inutilmente travagliata esistenza:

1) chi viene mi fa un piacere, e chi non viene me ne fa due;
2) a tavola bisogna essere più delle Grazie ma meno delle Muse.

Ergo, a me basta che a cena ci sia la mia Uga (che vale per tre) e sono contento. Siccome però poi lo so che voi volete anche vedere il guru che non è un guru, e siccome dopo la cena del sabato molto verosimilmente dovremo collocare qualche evento (perché si stanno aggiungendo relatori), poi non venite a dirmi che non ve l'avevo detto. Va da sé che potete cenare dove vi pare e poi tornare, ma in questo caso tenete comunque presente nei vostri spostamenti e nella vostra logistica questa evenienza.

Ripeto: avete 48 ore per decidere. Sarebbero due volte 24 ore (questo a Uga dovrei spiegarlo e credo che ci riuscirei), o magari quattro volte 12 ore. Dopo di che io pago il centro congressi e penso ad altro.

Siamo il doppio dell'anno scorso e la metà dell'anno prossimo, il che, considerando che non abbiamo nemmeno avuto il tempo di pubblicizzare l'evento, mi sembra già un buon risultato. Io sono uno che si accontenta...

domenica 6 ottobre 2013

Un'altra risposta

(l'altra risposta, per chi non se la ricordasse, era qui)



Caro X,

ti ringrazio della cortese offerta, che mi onora e alla quale vorrei in tutti i modi venire incontro. Voglio ricambiare questo onore con la massima franchezza. Al di là dei limiti oggettivi di tempo (in questo semestre tengo due corsi e sto organizzando due conferenze internazionali, una piccola a ottobre e una grande a maggio prossimo), devo dirti che le mie esperienze di dibattiti in ambito universitario sono state per lo più deludenti. Questo ovviamente non implica che anche la prossima lo sarebbe, ma vorrei chiarire il mio punto di vista.

Qualche esempio: Michele Salvati che a Radio Radicale non sa nemmeno quale fosse la parità di entrata nell'euro e poi fa l'elogio della produttività polacca dimenticando un piccolo dettaglio (svalutazione del 20% in seguito a shock Lehmann), o trovare come alla Sapienza quelli che "io il libro non l'ho letto ma", o ancora trovare come alla Politecnica delle Marche quelli che "l'euro ha abbassato i tassi" (dimenticando che Alesina, e per altri versi Marzano, e Greenspan, nel 1997 avevano chiarito che col calo dei tassi l'integrazione monetaria europea non c'entrava molto, e dimenticando anche il dettaglio del passaggio da due milioni a duemila euro al metro quadro), ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.

Non so come dirlo: io non vado più nemmeno in televisione per non avere a che fare con argomenti simili! Ma lì almeno posso giustificarli. In un contesto accademico, sono a disagio se si prescinde dai dati e dalla letteratura. I dibattiti però spesso hanno tempi che, pur nella qualità e nella buona volontà di partecipanti e organizzatori, non consentono di andare oltre la facile battuta (potrei caderci anch'io, non lo metto in dubbio).

Quindi, prima di darti una risposta, vorrei capire esattamente quali sono i termini del dibattito, chi parteciperebbe, con quali tempi a disposizione e con quali mezzi per argomentare.

Non prendere questa risposta per quello che non è, cioè come segno di sfiducia: non mi permetterei mai. Prendila per quello che è: come segno di fiducia nei tuoi riguardi, che mi permette di essere franco, e di grande stanchezza e disperazione, autentica, profonda disperazione per il futuro del nostro paese, nel quale recitare le pagine di un testo di macro del primo anno presto sarà, temo, reato d'opinione.

A fronte di questo epilogo sempre meno improbabile, perdonami se tendo a risparmiare le forze.

Ti ringrazio e rimango in attesa di ulteriori dettagli.

Cordialmente.

Alberto

sabato 5 ottobre 2013

Ultime da Zombia



(Zombia è una città immaginaria, o forse no, visto che Henry Beyle ci si annoiava sul serio, 182 anni or sono, per un motivo che potrete facilmente immaginare leggendo questo carteggio e soprattutto il suo triste epilogo, ovvero perché i suoi abitanti sono, appunto, degli zombie...)


Salve professore.
Mi chiamo Ingenuo de Ingenuis e le scrivo per sapere se c'è la possibilità di ospitarla dalla metà di ottobre in poi (quando vuole lei insomma) nella mia città di Zombia, per una serie di incontri (che prendono spunto da sue affermazioni) chiamati "luogocomunismi&sloganismi", il gioco di parole è anche doppio visto che appartengo al partito della nocchia (pieno di luoghicomunisti..purtroppo) e le sezioni di tutti i comuni vicini sono interessati su questa iniziativa, che a noi piace incentrare sul fatto che sulla crisi girano vere e proprie leggende (corruzzzzzione, evassssssione, aaaCinaaa..ecc)
Se lei avesse la disponibilità poi ci metteremo a discutere sugli aspetti tecnico-organizzativi per realizzare la giornata.
Grazie mille.


Carissimo,
come da me previsto in questo articolo a te certamente noto, ovviamente la destra è arrivata prima di voi. Mentre il vostro segretario, continua a ragliare in giro per il mondo che io sono un liberista e che l'euro protegge i lavoratori (vediti il mio intervento sul Fatto Quotidiano di oggi), importanti leader della destra, da quella presentabile a quella veramente zozza e fascista, cercano me, l'unico economista che abbia parlato di lotta di classe sul Manifesto negli ultimi tre anni (!), mi ascoltano con attenzione, e si preparano a farvi il culo.
Insomma, siete, o meglio siamo, nella Nutella (o forse è un'altra cosa), esattamente come previsto. Io però ve lo avevo detto due anni fa, quindi sono a posto con la mia coscienza, e non mi pongo più grandi problemi su chi possa aiutarmi a compiere l'unica cosa realmente utile per la vita democratica di questo paese: lo sbriciolamento del PD. Non sono del tutto sicuro che ce la possiate fare voi, il cui ruolo mi sembra piuttosto simile a quello di Melenchon in Francia: tirare la volata al macellaio col grembiule rosa "catturando" un po' di consenso "de sinistra".
Detto questo, con grandissimo dolore, diventa ovviamente urgente per me accettare qualsiasi interlocuzione a sinistra, anche se arriva con due anni di ritardo (a cosa cazzo avete pensato in questi due anni? A Berlusconi?). Non servirà a molto, ma mi è tuttavia utile per evitare di essere strumentalizzato dai piddini come fascista.
Quindi la risposta è sì, e dal mio punto di vista prima si fa e meglio è per entrambi, ma soprattutto per voi. Io non ho particolari problemi: da due anni sto dicendo alcune semplici verità tecniche. I vostri leader non sono nella stessa posizione e voi rischiate di andarci di mezzo (bravo tu che hai l'intelligenza di porti il problema).
Nel mese di ottobre io insegno a Pescara dal martedì al giovedì. I giorni liberi sono gli altri, escludendo l'11, il 14, e tutti i giorni dal 19 al 28. Proporrei di sbrigarsi e di fare qualcosa il 7 o il 12 o al più tardi il 18. Occhio che la mia agenda è molto instabile. Prima decidi e meglio è. Da voi ovviamente verrei gratis.
Fammi sapere e ben alzato: dopo due anni di sonno sarai riposato bene! Meglio di me che da due anni mi faccio il culo con l'unica soddisfazione di sentirmi denigrato dal vostro caro leader...
Un abbraccio, scusa la franchezza, e a presto.
Alberto


Okkai - ho le lacrime agli occhi per le risate – il leader non è cattivo - è che le cose proprio non le sa assolutamente - soffre di analfabetismo di ritorno.
Domani mattina ti dico bene la data - se vuoi la cosa la impostiamo prima sui luoghi comuni (specie i nostri "de sinistra") poi sull'imbalsamazione che soffre "la sinistra" e sull'ottusità della scelte politiche.
Per quanto riguarda la questione euro - sinceramente credevo che fossimo talmente idioti di lasciare il fianco alla nascita di "alba d'orata" italia - a conferma che i fascisti italiani ad oggi sono più scemi di noi.
Grazie sei davvero lucido e amabile (a livello di vino..)
Per il momento ti saluto.

(risparmio alcune lettere su dettagli organizzativi, e salto all’ultima, inviata non a me ma alla mia agente, perché alla fine mi son rotto i coglioni di far tutto da solo...)


Buongiorno a te.
Guarda ti comunico con sgomento e con delusione che comporterà la mia uscita dal partito che il direttivo federale, dopo aver approvato l'iniziativa, dopo aver prenotato la sala del consiglio comunale, averla pagata, aver ingaggiato  il videoreporter e affittato video proiettore e mandato i manifesti in stampa, mi ha chiesto di spostare la data "perchè c'è la manifestazione per la difesa della costituzione".
Alla mia risposta di non poter spostare un bel nulla a causa degli impegni di Bagnai (che loro sapevano benissimo), hanno comunque risposto negativamente dicendo che "la manifestazione è importante" e che "bisogna andarci per forza".
Rimango di pietra di fronte a tanta ottusità e leggerezza e mi scuso 1.000 volte con voi che siete stati tanto disponibili, ma purtroppo questo partito merita la fine che sta facendo e che a questo punto spero sia terribile.
Mi dispiace e questa notte non ci ho nemmeno dormito tanta la delusione, ma mi trovo nella condizione che l'evento sarebbe venuto indecente visto che l'organizzazione partita con il supporto di tutti ora sarebbe in secondo piano rispetto a quell'inutile corteo.
Rinnovo le miei scuse per il disturbo che vi ho recato, ma giuro in buona fede.
Ingenuo de Ingenuis



(Bene. Fa piacere sapere che con una inutile tessera verranno fatti tanti coriandoli. Va anche detto che questa frase l’ho sentita dire tante volte, ma di coriandoli ne ho visti pochi: alla fine siete ancora tutti là dentro, perché siete morti. Ecco: andate a difendere la costituzione, mentre in Grecia, e forse presto anche da noi, criticare il sistema che ci opprime sta per diventare un reato d’opinione. Andate a difendere la costituzione, dimenticandovi che è la costituzione dello stato nazionale italiano, dimenticando che proprio lo stato nazionale che volete abolire, perché è stato – secondo voi – la causa degli orrendi genocidi del XX secolo, in realtà è, con la sua costituzione, l’unico presidio, ormai diroccato, di democrazia e sovranità popolare. Andate a difendere la costituzione, ragliando che chi vuole ridare sovranità monetaria, quindi fiscale, quindi politica, a questo paese è un liberista, o addirittura un nazionalista, o addirittura un fascista.
Andate, andate... Poi du’ sarcicce, ‘na bottijata, e se ne tornamo tutti a casa contenti.
Non riuscite nemmeno a farmi schifo, mentre io resisto a fatica alla tentazione di farmi pena, perché sono qui a farmi un culo come un secchio per difendere anche voi da voi stessi, poveri imbecilli, sempre meno convinto che ne valga la pena, e sempre meno convinto della favoletta che ho imparato a bambino, quella dove i compagni erano sempre i buoni, e i fasci sempre i cattivi... Del resto, la mamma, che me la raccontava, ora mi dice anche che Napolitano è tanto una brava persona. Tout se tient).

(P.s.: io la data l’avrei anche spostata, va detto. Ma il problema è un altro, e lo capite bene. Quando succederà quello che deve succedere, ricordatevi che tanti politici sono venuti a bussare a questa porta, e sono stati accolti ed ascoltati. Ma quando io sono andato a parlare con quella che speravo potesse essere una sinistra “critica” – perché come dice giustamente Alessandro Guerani sono un coglione – mi è stata sbattuta la porta in faccia – e vi risparmio il resto. Ben mi sta. Con un piccolo dettaglio – che so farà storcere il naso a molti. C’era una volta un guru che diceva Quamdiu fecistis uni de his fratribus meis minimis, mihi fecistis. E io, proprio perché non sono un guru, ma il suo esatto contrario, vi dico appunto l’esatto contrario: quando sbattete la porta in faccia a me, la sbattete in faccia fratribus meis minimis. Poi non vi lamentate se alle elezioni loro non vi votano e voi prendete lo zero virgola, poveri pirla!)

(Alessandro, non ridere troppo. Ricorda che un annetto fa eri ancora quello del tornese.)

O fortunatos nimium...

Squilla il telefono, numero sconosciuto. Vabbe', ormai è la regola, il mio numero ce l'ha il mondo. Voi no? Scusate, ho dimenticato di darvelo, rimedio dopo.

È un uomo politico. Una voce pulita, diretta, senza accento.

"Professore, ho grande simpatia per quello che lei scrive, mi piacerebbe incontrarla".

"Grazie, io sono sempre disponibile, lo sa".

"Purtroppo però ho una settimana sequestrata dai miei avversari politici, che mi stanno mettendo i bastoni fra le ruote".

Scoppio a ridere: "Beato lei! La invidio! A me i bastoni fra le ruote li stanno mettendo gli alleati...".

Ride pure lui.

Credo abbia capito.

A voi, poi, non c'è bisogno di spiegare nulla.


(vale sempre il solito discorso che "la vendetta ecc.")

(e ora, col vostro riverito permesso, uno spritz e due ciacole con Antonio penso di essermele meritate...)

(l'ipocrisia: non sopporto l'ìpocrisia, perché mi mette di fronte a una mia inadeguatezza: io vorrei tanto essere ipocrita, ma non ci riesco, e se potessi essere invidioso, oh, come invidierei quei colleghi ai quali l'ipocrisia viene così naturale! Ma non sopporto nemmeno l'invidia: perché mi mette di fronte a una mia inadeguatezza. Lo so che il mio ingombrante io è fastidioso, ma vedete il lato positivo: mi rende veramente impossibile invidiare chicchessia. Tanto meno poi quelli che non hanno letto il Gandolfo o non l'hanno capito. Stasera asfalto).

Houston, abbiamo un problema...

Carissimi, con grande dispiacere (doppio: come amico e come organizzatore) devo segnalarvi che purtroppo Roberto Frenkel non potrà partecipare al convegno di Pescara.

Penso di potervi citare la lettera che mi ha inviato:

The political situation in my country has substantially changed in recent times. In the recent primary elections the government has lost half of the votes Cristina got in the October 2011 presidential elections. The parliamentary elections will take place on October 27. The polls are showing that the opposition parties are going to defeat the government candidates by an important difference. I am working with the opposition and it would be very inconvenient for me to be abroad on the date of the election and the following days.

Della situazione che lui descrive ve ne avevo parlato qui (suscitando gli squallidi attacchi di alcuni collaborazionisti nostrani, sed de hoc satis). Non immaginavo che il suo coinvolgimento gli avrebbe impedito di partecipare, è una grande delusione ma credo che al suo posto farei la stessa cosa e non posso fare altro che rispettare la sua decisione e augurarmi che l'Argentina ritrovi, in un modo o nell'altro, quella stabilità che, come ci ricordava l'altro giorno Phastidio, sta visibilmente perdendo. Quando le riserve ufficiali scendono, non ci son santi, è segno che il cambio reale è sopravvalutato, e quindi l'evidenza di Phastidio conferma gli argomenti di Martin e Roberto.

Vi fornisco questa notizia perché possiate prendere rapidamente le vostre decisioni, visto che fra cinque giorni vorremmo tirare le fila, chiudere le iscrizioni, pagare il centro congressi, ecc.

Ma ci sono anche buone notizie.

Avremo a Pescara, oltre a Grigoriou Panagiotis (col quale ieri ho avuto una lunga conversazione che ha finito di deprimermi: quello che ci stiamo dicendo qui potremo dircelo ancora per poco, la critica alla troika sta diventando reato di opinione in Grecia, e presto lo sarà in tutta l'Eurozona), anche Alberto Montero Soler,  dell'Università di Malaga. Me ne aveva parlato Gorka Larrabeiti, il traduttore del Romanzo di centro e periferia, dicendomi che anche in Spagna c'era uno che da tanto tempo metteva in guardia contro l'apparente opulenza arrecata dal governo Zapatero, contro i pericoli del debito estero, ecc. Le stesse cose che in quegli anni (2006, 2007) dicevo ai miei studenti Erasmus spagnoli, e alle quali loro rispondevano con una sprezzante scrollata di spalle, un sorriso di hidalghesca sufficienza, e uno sdegnoso lampo dei loro scurissimi occhi castigliani. Suppongo che Alberto avrà avuto a casa sua reazioni simili.

Rira bien qui rira le dernier, pensavo io, che poi vuol dire anche pleurera bien qui pleurera le premier (Goofyproverbio). Ora purtroppo la logica della contabilità ha agito, inesorabile, e non c'è di che rallegrarsene.

Alberto ha accettato con grande disponibilità ed entusiasmo il nostro invito, e quindi a Pescara avremo un relatore per ogni "porcellino" (Pigs) mediterraneo: Alberto dalla Spagna, Ferreira do Amaral dal Portogallo, Grigoriou dalla Grecia, e Gennaro da Napoli (daje, Genna', se scherza...), oltre agli altri che conoscete.

Avevo invitato anche Costas Lapavitsas, del quale conoscerete gli interventi sul Guardian, che però non è potuto venire (ha anche lui due corsi nel primo semestre come me), ma ha espresso molto apprezzamento per il lavoro che stiamo facendo qui, e ha deciso di aderire al Manifesto di Solidarietà Europea. Dell'economia greca però ci parlerà Gennaro, e quindi, come dire, l'argomento è coperto.

Tutti (Alberto, Grigoriou, Costas) mi hanno raccontato la stessa storia: i loro tentativi di aprire nei loro rispettivi paesi un dibattito sui temi che ci interessano, e che dovrebbero interessare tutti, sono ostacolati più dalla sinistra, per un ventaglio di motivi che vanno da un malinteso internazionalismo a delle più umane gelosie professionali, che dalla destra. Mal comune mezzo gaudio.

La "sinistra" (dove le virgolette indicano la sinistra partitica, quella che si è autoetichettata come tale) non vorrà mai ammettere di non aver capito, e ancor meno (ovviamente) di aver tradito, e quindi non vorrà mai riconoscere che il vero nazionalismo è quello del progetto eurista. Non chiediamole un simile sforzo: in fin dei conti, i maoisti non siamo noi! Lasciamo che si spenga in pace, continuando a cercare una nostra strada per dare voce e rappresentanza democratica alle classi subalterne che, con buona pace degli ingenui difensori del cambio fisso, oggi non si identificano più solo con gli operai metalmeccanici. È veramente sconcertante come gli ingenui difensori del cambio fisso, nel loro astio di classe verso partite IVA, piccoli commercianti, piccoli imprenditori, si facciano difensori degli interessi della grande finanza internazionale e del suo desiderio di agire senza regole e senza freni. Se fossimo complottisti, potremmo almeno vedere in questa contraddizione una razionalità. Non essendolo, non ci rimane che stornare lo sguardo da uno spettacolo tanto ributtante. Come dice giustamente Alessandro Guerani, il cambio fisso è incompatibile con una democrazia a suffragio universale.

Basta saperlo.

Di questo e di altro parleremo con gli amici che ci raggiungeranno a Pescara.

(vi ricordo che alle 15:30 di oggi, sabato 5 ottobre, sono su Radio Radicale in una trasmissione con Brancaccio, Salvati, Borghi e Rinaldi. Io però starò guardando i Puffi con Uga: una cosa più seria che dimostrare che il cambio fisso difende la vedova e l'orfano... Have fun e fatemi sapere le vostre impressione e le vostre decisioni).

mercoledì 2 ottobre 2013

Comunicazione di servizio: Pescara

Con grande fatica ci avviciniamo al nostro compleanno. Questo sarà stato per me un anno vissuto faticosamente. Stiamo segnando i nomi di chi aggiunge fatica inutile, e vorrei ricordare a tutti la regola numero uno: non avvicinate escrementi alle mie narici. Ci cascate tutti, anche i migliori: Massimo, Mario... Perché regalare clic, cioè visibilità, a chi non se li merita? Salvo poi venire da me a piagnucolare: "Ma hai visto che dice quello?". No, non l'ho visto, appunto, e il semplice fatto che voi l'abbiate visto depone, ahimè, a vostro sfavore. La vostra ingenuità mi atterrisce: con un'armata simile non si può vincere nemmeno un torneo di boccette. Ma del resto siete pure quelli che si son fatti rifilare l'euro...

Per sapere come uscirne, c'è l'appuntamento di Pescara.

Intanto, lo staff mi  invita a ricordarvi che:


1) La cena servita del 26/10 ed il pranzo a buffet del 27/10 non sono compresi nel prezzo del biglietto. Chi volesse partecipare dovrà acquistare un ticket con le modalità indicate nella scheda di prenotazione predisposta per l'occasione dal Serena Majestic, al costo di 25 euro per pasto.
 
2) È possibile attivare un servizio di nursery / baby sitting, ma abbiamo bisogno di conoscere anticipatamente numero ed età dei bambini, infatti il numero (e quindi il costo) delle babysitter dipendono da questi fattori. Le babysitter saranno scelte tra insegnanti di asilo della zona con cui l'hotel ha una convenzione, pertanto si tratta di personale qualificato. Segnalate queste informazioni all'indirizzo eventi@asimmetrie.org.
 

Vi segnalo che dopo la cena del 26, che sarà il nostro "gala dinner", ci sarà un evento del quale non vi parlo. Il programma è in continua ebollizione. Quello definitivo lo sapremo il 28 ottobre. Ma di delusi ce ne saranno veramente pochi, ve lo garantisco.


Queste informazioni ci occorrono entro una settimana (abbondante), precisamente entro il 10 ottobre.

Dopo non so quanto potremo venirvi incontro, ma ci proveremo comunque.

Tutto chiaro?