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giovedì 8 dicembre 2016

Lettera agli elettori del PD


(...da Anton Bruno Cleriti ricevo e pubblico decorsa...)


Abbiamo provato a comunicare con voi di persona, sulle vostre pagine Facebook, sui vostri siti, sui vostri mezzi d’informazione. Abbiamo tentato di farvi capire cosa era realmente la riforma criminale e devastante che vi accingevate ad approvare con irresponsabile leggerezza, dettata da JP Morgan per levarci ogni residuo di sovranità popolare. Abbiamo postato decine, centinaia di video, articoli, dati dei più importanti economisti e costituzionalisti che, articoli della rifoma alla mano, la smontavano punto per punto. Vi abbiamo chiesto di riflettere, di pensarci, di rendervi conto della deriva autoritaria e fascistoide che il vostro partito, il Partito Democratico, persegue con accanita ostinazione. Vi abbiamo mostrato, al di là di ogni possibile dubbio, i legami, ormai molto più che trentennali, che i vostri vertici intrecciavano con la finanza internazionale ultraliberista che ne dirigeva le mosse. Vi abbiamo scongiurato di opporvi alle politiche deflattive e generatrici di disoccupazione, travestite da politiche a vantaggio dei cittadini, che da lungo tempo sono il marchio del vostro partito.

Ma niente.

Da voi solo risposte sarcastiche, arroganti, a volte pesanti insulti. Tranne qualche sparuta eccezione, tutti compatti al seguito del Pifferaio Tragico. Tutti convinti di essere superiori, di sapere tutto solo perché vi informate su Repubblica, l’Unità, RAI3 o su veline di partito consimili. Che giudicate sprezzantemente quelli che non pensano come voi, che chiamate populisti. Bene. Anche noi siamo populisti. Ma solo perché stiamo con il popolo, perché SIAMO il popolo. Voi credete di essere una élite. Siete quelli che CREDONO di sapere. E non avete capito niente.
E questo ha portato il vostro partito, e tutta la sinistra, a una sconfitta epocale senza appello, pari alla sfrontatezza del vostro goffo segretario.

Ora abbiamo solo una cosa da dirvi: STUDIATE. E lasciate perdere l’idea di Europa, feticcio allo sbando che disperatamente difendete, visto che alle idee progressiste avete rinunciato da tempo. Riappropriatevi, se ci riuscite, di voi stessi. E forse ritroverete la strada perduta.

Anton Bruno Cleriti

95 commenti:

  1. E' sempre piacevole vedere che esistono persone incrollabilmente ottimiste. Forse è proprio grazie a loro che il mondo va avanti nonostante tutto.
    Io sono più del tipo "fuoco purificatore". Per questo me ne sto da parte.

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    1. Mi accodo alla sua linea , non ho la pazienza (perché sono diventato intollerante ai piddini e al sinistrume radical chic in toto) , di spiegare a dei lobotomizzati che il cielo è blu e il prato è verde !

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    2. Chi poteva capire ha capito, chi voleva cambiare è cambiato: il tempo è scaduto ogni oltre ragionevole limite. Per gli altri è un problema di natura e non possono andare contro la loro natura di manichei che si aggregano in branco. Presi uno per uno sono delle povere Magda Goebbels allo stadio finale e faranno di tutto per tirarci giù insieme a loro.
      Unica speranza di salvezza: che il loro mai sopito senso dell’opportunismo ad un certo punto gli scatti dentro come una molla, per portarli a rifare esattamente quello che stanno facendo ora sotto un’altra divisa. In fondo non hanno altro scopo che quello di ricongiungersi ciclicamente a se stessi.
      Ricordiamocene quando ce ne troveremo qualcuno al nostro fianco.

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    3. Pienamente d'accordo! Sono traditori che non si accorgeranno mai che il mondo gli sta crollando addosso. Per molti di loro chi ha votato NO era un conservatore

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  2. Non credo che vi sia nulla da aggiungere. Ma tanto non ascolteranno, non lo fanno mai, e si sfracelleranno con ancora più forza.

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    1. @ Simone Previti

      Il problema è che nel frattempo CI sfracelleranno. Non viene mica giù da sola, la baracca UE, per quante irrazionalità economiche accumuli. Il punto di frattura è politico, non economico, perchè l'economico ha grande importanza, ma il determinismo economico porta fuori strada (portò fuori strada il simpatico e intelligente Amadeo Bordiga, che in base ai calcoli economici coraggiosamente dava le previsioni del crollo terminale del capitalismo, con tanto di anno e forse, non ricordo, mese).

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    2. @Buffagni Il punto che sollevi è stato affrontato credo ( vado a memoria), anche da Heiner Flassbeck l' anno scorso al goofy4. Tu hai nutrito la riflessione con ricchissime argomentazioni sul blog di Barbara Tampieri (invito tutti a leggere il post sul Fronte Nazionale , con i commenti di Buffagni e la sua replica in un post successivo ). Questo mi impone di riflettere da giorni su alcune questioni di natura sia strategica che tattica, non tutto mi convince, infatti mi rammarico del poco tempo che ho per approfondire alcuni passaggi. Le mie prime impressioni ho potuto esprimertele di persona. Non ho ancora le idee abbastanza chiare per poterle scrivere, salvo quanto scritto qui , con la precisazione che il lavoro Politico particolare che svolge Alberto può svolgerlo solo LUI e pochi ALTRI, per ovvie ragioni. Da questo consegue che il dibattito su come concorrere a potenziare il suo lavoro, oltre a finanziare e cercare finanzianenti per Asimmetrie, è apertissimo, attuale, sentito e impellente. Credo che anche Falchieri abbia qualcosa da dirci a riguardo, visto che ne discutavamo su FB un paio di settimane fa a ridosso della vittoria di Trump e della famosa proporzione del Prof. Ritengo comunque che nel complesso ciò che hai elaborato sia valido. Continuo la riflessione, nella speranza di contribuire a fare qualche passettino avanti. Grazie del tuo prezioso contributo. Scusa Alberto se tento di riportare la questione del qualcosismo su goofynomics. Non posso eludere quello che sento e che molti altri sentono. E non posso riflettere senza farlo anche qui. Sempre Grazie.

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    3. Spero di non rompere le scatole con questo mio lungo commento che per certi versi va contro a quello che vado a scrivere.
      Ciao Erik,
      grazie per la considerazione, ma non so quanto possa essere effettivamente di aiuto.
      E’ da tanto che mi interrogo su come effettuare una comunicazione corretta, coinvolgente e meno dannosa possibile per diffondere il lavoro messo a disposizione dal prof cercando di partire dalle “regole” che ci vengono date quotidianamente sui social.
      Cercare sempre di mantenere la calma e l’educazione in ogni intervento, non dare visibilità a chi la cerca, non usare hashtag di giornali o programmi TV che guadagnano dalle risse, ecc.
      Nella mia cerchia di amici e conoscenti, la percentuale di successo è veramente minima, tra chi è piddino: non vuole capire, non gli interessa proprio ampliare il proprio punto di vista.
      L’approccio è quello del tifoso di calcio. E’ un’impresa davvero ardua.
      Personalmente cerco sempre un approccio soft sforzandomi di concedere sempre qualche punto a favore del politico per cui tifano per poi affondare il colpo.
      In quei momenti sembrano capire, non sanno più cosa controbattere, però poi col tempo ritornano alle vecchie abitudini.
      Pazzesco il caso di un amico che è pure venuto a vedere Bagnai a Bologna, ha passato alcuni mesi da feroce critico dell’euro e dell’ue e poi sul referendum se ne è uscito con: Renzi avrebbe saputo come cambiare le cose…
      Un altro ha letto tutti e due i libri di Bagnai, uno dei libri di Giacchè, legge con piacere tutti i post che gli mando, parla a segno… ma prova a chiedergli cosa voterà alle prossime politiche?
      Ho provato anche ad organizzare qualche piccolo incontro informale per discutere più dettagliatamente dei problemi che esistono, nessun risultato.
      Ormai sono arrivato quasi ad ignorarli.
      L’unico segnale incoraggiante? Alcuni si avvicinano spaventati per chiedermi cosa ne penso dell’attuale crisi di governo ed allora riesco ad ottenere maggiore attenzione, ma alla fine i risultati sono sempre i medesimi.
      Concordo con te che l’unico capace di portare avanti un determinato tipo di discorso politico siano il prof e pochissimi altri. E’ il caso di chiedere suggerimenti a loro ? NO. Mai come ora il loro tempo è prezioso, già non danneggiarli è una gran cosa per cui per ora mi tengo i miei dubbi e le mie frustrazioni e continuo a lottare come posso.

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    4. Grazie mille, Erik, e arrivederci.

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    5. Grazie Davide. Auspico che la discussione proceda anche sabato 17 dicembre a Bologna

      https://m.facebook.com/pierpaolo.dalmonte

      ringraziando nuovamente Alberto dello spazio e il tempo che ha concesso.

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  3. Non so se um gruppo.dirigente, un intero partito e centinaia di intellettuali possono riconvertirsi e capire.stanno coltivando la distruzione da troppo tempo.

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    1. @Vishnu frequentando il blog credo sia evidente da che parte stiano gli intellettuali e di che caratura siano quelli che pensano di esserlo solo perché appartengono al PD...

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  4. “Il vino era vino rosso, e aveva macchiato il suolo dell'angusta stradicciola del sobborgo Sant'Antonio in Parigi, dove s'era riversato. Aveva macchiato anche molte mani, molti visi, molti piedi nudi, e molti zoccoli. Le mani di colui che segava le legna lasciarono molte macchie rosse sui vari pezzi segati; e la fronte della donna che allattava il bambino, si tinse delle macchie del vecchio cencio ch'ella si era legato di nuovo intorno al capo. Quelli che si erano avidamente lanciati sui pezzi delle doghe portavano intorno alle labbra una traccia da tigri, e certo spilungone burlone, con la testa più fuori che dentro un rozzo sacco che gli serviva da berretto, scarabocchiò sui muro, col dito intinto nella feccia del vino: «Sangue».
    Sarebbe venuto il tempo in cui anche questo vino si sarebbe versato su quei ciottoli, e molti ne sarebbero rimasti arrossati.”

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  5. Subiranno tutto senza capire e, visto che è riaffiorato, daranno la colpa a B o ai soliti luoghi comuni.
    Ho finito la fase "tento di spiegare" sono approdato al sorriso di circostanza sottotitolato "cazzi vostri".

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  6. Tentativo apprezzabile nel suo ecumenismo, ma purtroppo fiato sprecato.

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  7. Sperare che un piddino possa ammettere pubblicamente di essersi sbagliato a fidarsi ciecamente del suo partito e della sua cultura progressista ma profondamente ipocrita di base, è come cercare di fermare il vento con le mani.
    Fra i politici abbiamo solo pochissimi esempi di pubblica conversione, che ancora scontano il retaggio ideologico di non riuscire a riconoscere nella destra di Salvini e della Meloni, tanto per fare un esempio, più vicinanza politica che non rispetto all'attuale PD. Questo forte retaggio gli impedisce chiaramente di professarsi anti-europeisti tout-court per evitare di venire gettati direttamente nel calderone dei cosiddetti populisti.
    Infatti per questo motivo il loro percorso politico sta effettuando una deviazione sbagliata verso trippas.
    Ma il tempo è galantuomo ed al segreto delle urne la verità viene sempre a galla.

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  8. È' proprio così, si sfracelleranno e se lo meritano. Guarda adesso dopo la batosta epocale che hanno preso: non un mea culpa, un esame di coscienza.
    Secondo me non hanno proprio capito un cazzo, sono in malafede ma anche stupidi.
    Possibile che non si rendano conto che la maggior parte della gente, soprattutto giovane e povera,ha votato contro il governo?
    Questa sinistra al caviale consegnerà il paese alle destre e non è escluso che prima o poi ci siano manifestazioni violente di piazza, visto i problemi di emergenza abitativa che hanno sempre più famiglie.
    Adesso la protesta è stata democratica, non è detto che continui così.

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  9. Cari tutti,
    ho condotto una pesante campagna a favore del no, nel merito della schifezza e contro le politiche inutili e dannose dell' ultimo esecutore dei temi dettati nella famosa lettera di agosto 2011.
    Nel merito della riforma e nel merito delle politiche, i sostenitori del SI mai hanno potuto e saputo controbattere per dimostrare la giustezza e l'efficacia dei risultati raggiunti e previsti futuri; i pasticci ed i rischi certi di ulteriori peggioramenti nel funzionamento delle istituzioni contestuali al peggioramento della rappresentanza e delle possibilità dell'esercizio democratico, non hanno mai modificato il loro atteggiamento stupidamente acritico, sempre giustificato dal solito simulacro del cambiamento autosostenentesi.
    Oggi, dopo il voto, la loro reazione è quella che osservammo da loro, dopo la brexit, esattamente senza capire ne' le motivazioni economiche ne' tantomeno quelle sociali.
    Di Cosa vogliamo fare appello ancora, cati amici? Qui si tratta di qualcosa di profondo che riesco solo ad intuire, un complesso di cause che includono anche una patologia di tipo caratteriale, forse studiata nei '60 in USA, in famosi esperimenti di assuefazione al potere costituito; ora sono fuori casa e non ricordo il nome del ricercatore, perdonatemi!

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    1. Si, suo è pure l'Heroic Imagination Project.

      L'osservazione di base era che per uscire dal conformismo serve un atto comunque eroico. E l'eroismo, per definizione, non si può pretendere che sia di tutti. Tuttavia, lui afferma che ad essere di volta in volta un po' eroi si può imparare, e si può insegnare.

      Una bella idea - il cui realismo non giudicherei non essendo un esperto in materia. (e sempre, come tutte le idee, a rischio di non essere supportata dalla competenza - per es non leggete il suo discorso su Trump).

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    2. Forse ti riferisci a uno (o a tutti) i seguenti interessanti esperimenti:
      1) esperimento Milgram
      2) esperimento Asch
      3) esperimento di Robber Cave

      P.s. la versione su Wikipedia inglese è migliore.

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    3. Credo si riferisca agli esperimenti di Stanley Milgram sul ruolo dell'autorità.

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    4. Grazie a tutti. L' esperimento cui mi riferivo era quello era quello di Milgram.

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  10. Caro Anton Bruno, temo che il tuo appello, per quanto accorato e condivisibile, sia destinato a cadere nel vuoto. Il giudizio che Ciriaco De Mita ha rivolto all'indirizzo di Renzie, nel faccia a faccia mediato da Mentana in vista del referendum ("Matteo, provo solo pena per te; sei irrecuperabile"), può essere ben esteso alla gran parte della dirigenza di quel partito, che non ha mai voluto fare i conti con la propria storia. Renzie non è il cavolo a merenda. Renzie e i suoi ronzini sono l'evoluzione storica delle scelte della dirigenza succedutasi in poco più di 30 anni: la fusione del cattolicesimo sociale incarnato dalla sinistra democristiana e del pragmatismo proprio dell'esperienza comunista italiana ha finito non per coronare il sogno di Moro, ma per seppellire entrambe le anime, che, simulacri, ancora corrono dietro al vessillo sempre più sfuggente dell'Europa mentre subiscono gli effetti emorragizzanti delle scelte politiche contrarie agli interessi dei propri bacini elettorali tradizionali compiute nell'ultimo trentennio.
    Senza l'Andreatta delle comari non ci sarebbero stati né Ciampi né Prodi né Letta, senza l'Occhetto della Cosa non ci sarebbero stati né D'Alema né Veltroni né Bersani. Senza gli uni e gli altri, uno come Renzie avrebbe continuato a provare a vendere Duna color verde fava spacciandole per Ferrari, per parafrasare il più recente Scanzi. Se si è arrivati a pensare che Renzie potesse essere l'erede della sinistra democristiana è perché si è smarrito persino il ricordo di quello che è stato il pensiero di quella forma particolare di sinistra. Un pensiero che, guardando all'esempio di Dossetti e La Pira (ecco, quello è stato un grandissimo sindaco di Firenze, un uomo dotato di visioni straordinarie e animato da una vocazione sì sovranazionale, ma patriottica), così echeggiava Federico Caffè in un articolo dedicato a Cronache Sociali, la rivista fondata dalla 'comunità del porcellino' (Dossetti, La Pira, Fanfani e Lazzati): "Il sentimento profondo di socialità (tanto frequentemente schernito per populismo); l'ansia per le attese della povera gente; il rigore di una missione che preferisce la rinuncia alle compromissioni; non sono cose il cui significato ideale possa agevolmente essere fatto comprendere agli odierni tecnocrati, così convinti che i destini del Paese dipendano dalla regolamentazione delle anzianità di quiescenza o dal fornimento furbesco delle esportazioni (i problemi interni della povera gente possono ancora attendere), o dal ripristino delle operazioni speculative a termine in Borsa" (Caffè F. Quel gesto di rottura. Il Messaggero 16 settembre 1976, ripreso da Caffè F. La dignità del lavoro. Castelvecchio, 2014; 232). Ecco che cosa è stata la sinistra democristiana, Renzie è solo un irrecuperabile.

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  11. Per studiare ci vuole volontà e cervello: due cose di cui i piddini mancano in massimo grado.
    È del tutto inutile questo appello.

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    1. Ma non sembra un appello. Sembra più un 2 sul registro

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    2. Stasera ascoltavo S(IMONE)-MAG(HI)O, che si spaccia per un economista autorevole e glielo fanno anche credere; lui rappresenta esattamente ciò che forma l' opinione PDEURINA. Le solite cazzate, spesa che non viene tagliata, debito che aumenta di conseguenza, crescita che manca da 15 anni (bontà sua), Spagna che cresce a causa di vere riforme, Draghi che ha fatto risparmiare miliardi, riforme non sufficientemente incisive, investimenti mancanti etc. etc. le solite balle.
      Ora io capisco gente come Scalfari, De Bortoli, Mieli o Polito, che economisti non sono ma fanno parte di coloro che si abbeverarono bovinamente alle fonti di gente come Giavazzi (che oggi si è in parte riposizionato), ma lui è uno che dovrebbe un po' vergognarsi di sostenere posizioni del genere, che ormai vengono da tempo bocciate dal mainstream degli scienziati dell' economia. Basterebbe un po' di pudore scientifico, cosa che gli manca in modo sostanziale.
      Ma se in trasmissioni seguite, come quella di Formigli, tu fai parlare senza contraddittorio adeguato uno così, poi non dobbiamo meravigliarci che gente come i PDEURINI, mantengano le loro errate certezze, che poi posti dinanzi ad obiezioni semplici ma documentate e sostanziate, spinte all' estremo, qui apprese, non sanno come controbattere, ripetendo pappagallescamnete ed a loop quelle stupidaggini che hanno bovinamente fatte proprie.

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    3. L'appello è inutile,caro Martinet,perchè le loro strutture psichiche sono sclerotizzate.(Ci vorrebbe la Tampieri che di psicologia ne sa di più).
      Mi permetto un esempio che non toglie nulla alle conclusioni:un'esplosione devasta un edificio ma l'intelaiatura in acciaio resiste.Con una demolizione controllata rimangono solo macerie.
      Ecco perchè non cambieranno mai.Chi cambierà ora è solo per puro calcolo in quanto mentiva scientemente (ma saranno pochi e anche troppi).Quindi attenzione anche ai ravvedimenti tardivi.

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  12. Faccio sommessamente notare come, quattro giorni fa, sia spuntata su Wikipedia la voce “Italexit”.
    Come, non la trovate? Forse perché non state cercando nel posto giusto.
    Lascio eventuali considerazioni a persone più competenti di me, limitandomi a due brevi note:
    - scrivono che «di un'uscita dell'Italia dall'Euro si è iniziato a discutere pubblicamente per la prima volta dopo i risultati del referendum costituzionale». Es ist niemals zu spät, ehrlich zu sein;
    - hanno scelto il pedissequo e cacofonico “Italexit”, invece del più elastico ed elegante “Exitaly”, apparso (non a caso?) oggi sul Fatto. Ma si sa, la flessibilità non è mai stata il loro forte.

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    1. Opterei per un più sintetico "exIT": sarebbe quello vero, inimitabile, definitivo! Lasciatemi sognare ad occhi aperti....

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    2. Se posso aggiungere la mia personale preferenza, "Ex-It" o "ExIt" secondo me suona bene.

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    3. UscIta.Qui,dal bar del paese,segnalo anche Ita via,particolarmente gradevole perché rende un senso di fatto compiuto.

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    4. interessante. Se lo traduco in italiano poi dici che wikipedia accetta la pagina?

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  13. Ottimo, ci ritrovo, oltre le accuse che condivido tutte, la necessaria offerta di riscatto del piddino tipo.

    Così come si ricostruì l'Italia post bellica così, se riuscissimo a ripartire, avremo bisogno anche di loro.

    Quello che va fatto è seppellire il partito e i simboli di questa sinistra, il nome stesso di sinistra andrebbe cambiato, evoluto, deve essere un'altra cosa, totalmente.

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  14. Anton Bruno, dì la verità, l'hai scritta solo perché un giorno potrai sbattergliela in faccia, giusto?
    Ti capisco.

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  15. Il suprematismo culturale (e quindi razziale) di cui è infarcita la sinistra progressista italiana è difficilmente curabile (da emiliano conosco bene le dinamiche interne perchè dalle mie parti, si sà, si nasce comunisti, come diceva Gaber).
    In superfice sembra semplice conformismo al partito o all'opinione dei "colti" esponenti progressisti che ci fanno dono tutti i giorni dai media delle loro secrezioni neuronali.
    In profondità però c'è qualcosa di più torbido (di lynchiano direi), un automatismo pavloviano che ricorda i dormienti di certi film fantapolitici, dove persone comuni alla parola chiave tipo Sovranità, Immigrazione, Europa, Euro e così via, attivano un programma già scritto di cui non sono consapevoli.
    Ad averci tempo si potrebbe andare ancora più sotto... un'altra volta forse!

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    1. Bellissimo commento. Mi è piaciuta molto "secrezioni neuronali" lol. Senti ma secondo te puo avere un risvolto direttamente pratico addentrarsi ancora di piú in profondità nella comprensione di un certo tipo visione del mondo? La situazione è la seguente: piazza di una grande città, pieno giorno, un gruppo di persone ha piazzato una bomba e chiuso tutte le vie di fuga. Proviamo a capire per quale motivo si siano convinti a farlo, cerchiamo di convincerli a desistere dal loro folle piano o cerchiamo con tutte le risorse a nostra disposizione di disinnescare la bomba? Traslando: proviamo a comprendere i meccanismi psichici (perche di questo in fondo si tratta, e seguendo la tua analisi a livelli successivi, se si va "ancora piú sotto" si finisce proprio nella psiche) che spingono la sinistra ad abbracciare turpi visioni, ci imbarchiamo nell impresa titanica di indurre un cambiamento culturale, oppure impieghiamo le nostre forze migliori (gli intellettuali come il professore e i rari politici illuminati) per provare a uscire dall'Unione Europea domani mattina? A mio avviso il fatto è che la realta umana é un sistema gia abbastanza complesso se si prendono in esame le variabili oggettive e materiali, le quali per altro si sono dimostrate capaci di impartire potenti scosse alla linea della storia, e non è fruttuoso sperare di affidarci a criteri, sicuramente essenziali e fondanti, ma sfuggenti ed inafferrabili, per lo meno ai più, per lo meno su scala vasta quanto quella di intere società o epoche storiche. Lo psichiatra puó salvare l'uomo, puó conoscere il senso dell'umanità, e puó perfino cercare di predicarlo, ma non può salvare la società.

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    2. Giusto per continuare a fare un ragionamento che implica massicce dosi di violenza e paternalismo, se affidassimo per ipotesi tutti i piddini alle cure psichiatriche, nel peggiore dei casi il sogno del taxista dell' IPF si realizzerebbe (lì sterminerebbero) ma appunto non risolverebbe il problema dei piddini che hanno chiamato 118. Per approfondimenti suggerisco per cominciare questo e e questo . Bibliografie ricchissime. E anche questo con i relativi commenti , per introdurre l' argomento. Ovviamente il fondatore della cricetologia Il Pedante ha fornito un poderoso contributo umano e intellettuale all' argomento.

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    3. Ah ricordo quel post! Interessante certo, peró va anche riconosciuto come tre concetti elaborati in seno al comportamentismo americano degli anni 50' e 60'risultino un po' stantii al palato del 2000, e si rivelino sostanzialmente fiacchi, incompleti, perfino ingenui per certi versi. Potremo equiparare la portata di considerazioni psicologiche sul tema in questione con quella di analisi economiche, giuridiche, storiche, politiche...soltanto se un giorno (e dovremmo sperare molto presto) gli psichiatri decidessero di aprire blog di divulgazione, fondassero associazioni di ricerca, si impegnassero in una fitta produzione scientifica, per il solo preciso scopo di indurre un cambiamento politico e culturale in tempi brevi e fare fronte alle stringenti, impellenti condizioni di crisi. Ecco, penso che dovremmo capire tutti che non sarebbe precisamente il loro campo e che si potrebbero profondere nel piu eroico degli sforzi intellettuali, ma otterrebbero risultati con tutta probabilitá trascurabili se paragonati alla capacitá effettive di altre scienze; pertanto non si avvistano psicologi o psichiatri in prima linea sul fronte, ma invece abbiamo intellettuali come il professore che incedono coraggiosamente verso i nemici trascinandosi dietro l'esercito.
      A mio avviso la diretta conseguenza di un ragionamento simile é una ricalibrazione della nostra attitudine verso il dibattito pubblico. Quando io, individuo, mi affaccio pubblicamente sulla scena (che sia il professore in un articolo scientifico su una rivista internazionele o in tutta la sua attivitá divulgativa, oppure l'utente volenteroso di questo blog in un commento ad un post), devo ricordarmi che sono uscito dal mio privato giardino della soggettivitá e sono entrato nel grande parco pubblico della realtá oggettiva: posso mai violentare questo, che é lo spazio della scientificitá e della storicitá, sguinzagliando comprensioni e visioni che gli sono qualitativamente estranee in quanto attinenti alla sfera, abbiamo visto, psichica e quindi per eccellenza soggettiva? No, non posso, e soprattuto non devo. Un individuo ha i suoi affetti, le sue conoscenze, le sue relazioni per esercitare la sua propensione alla soggettivitá, o forse per cercare, se ne é in grado, di comunicarla in un privato codice, celato ai piú, a coloro che intendono ricambiare. La dimensione pubblica peró ha la sua propria forma che impone i propri vincoli e le proprie regole a quanti di essa vogliono rendersi partecipi.

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    4. E quindi? Quindi, ad esempio, nell'immediato, salviamo l'ormai mitologico "piddino" ideato dal professore, in quanto figura fumettistica, tratteggiata caricaturialmente per alleviare le pene di noi lettori del blog, per ridere amaramente di dove siamo, tutti, finiti, ma saggiamente imbrigliata in una dimensione appunto fumettistica, macchiettistica, mai spinta alla pretesa dell'estremo realismo; quando la volontá é stata quella dell'analisi oggettiva si é fatto appello di volta in volti a mutamenti sociali, alle radici storiche della sinistra, al suo percorso nelle istituzioni, all'influenza mass mediatica...Al contrario respingiamo fermamente, in quanto dannoso, deleterio, pernicioso, l'"archetipo" dell'utente che in fondo al post riprende la figura del "piddino" e si spinge in funamboliche riflessioni introspettivo-filosofiche, cosí come la sua versione imbruttita (ma della stessa natura) dell'utente che si sbizzarrisce nel dileggio.
      Gli intellettuali come il professore hanno impiegato anni della loro vita per costruirsi una credibile ed influente posizione nella dimensione pubblica e, ancora piú importante, per provare ad innalzare a questa dimensione anche una schiera di persone che oggi, a mio avviso, posso chiamarsi a tutti gli effetti un movimento culturale. Noi non vogliamo screditare, destabilizzare, insudiciare quest'opera grandiosa che é stata compiuta, giusto? E non vogliamo macchiarci del peccato di aver "preteso", "presunto", "supposto", "ideologicamente sostenuto" e, quanto di più grave, esserci ritenuti i "buoni" contro i "cattivi". Noi abbiamo la responsabilitá di agire nella dimensione pubblica: la dimensione della storia, la dimensioné dell'oggettivitá.

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    5. Vilfredo Pareto ci ricorda che il successo politico di una religione si misura in base al numero di coloro che la professano SENZA crederci. Quando invece gli unici che la professano ci credono sul serio, essa è sul punto di sparire.

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    6. @Anton Bruno Clerici In riferimento alla tua apprezzabile iniziativa antropologica, avrei bisogno di alcuni chiarimenti (in altra sede per non appesantire il blog). #sescherza

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  16. Faccio un paio di considerazioni personali.

    Sono ristoratore e so fare qualsiasi cosa serva in un ristorante, conosco bene l'inglese ( almeno quello da working class) ed ho potuto fare due begli annetti in Australia a fare pizze, ben pagato.
    Mi ha confermato l'idea che se i clienti hanno soldi perchè tutto sommato la legge garantisce un salario minimo come si deve i soldini si fanno. Insomma, che invocare una bella sforbiciata del salario altrui per pagare meno tasse é, in un certo senso, invocare il proprio "taglio di salario".

    Sono tornato di recente, molti dei miei concorrenti sono falliti, molti parenti a cui ho cercato di far capire che l'Euro non é solo un sistema pure. Eppure, parlandoci, ancora non capiscono, e non l'hanno cqpito mentre affondavano. Ce l'avevano con lo stato, coi dipendenti. Ce l'avevano a morte con la loro stessa fonte di reddito.

    Parlo di amici e parenti a cui ora come ora non riesco nemmeno a porgere una spalla, perché pur capendo il dramma umano, non riesco a togliermi di testa la sicumera che avevano mentre in quella situazione c'ero io, ne l'aria di compatimento con cui mentre partivo mi guardavano perché non andavo in Belgio o Germania bollandole come opzioni del cavolo confronto ad un paese di cui sapevo la lingua e in cui sapevo i margini di manovra (ed il rischio di nuove compressioni salariali) erano decisamente migliori.

    Fortunatamente ora la mia situazione é decisamente migliorata, pochissimi debiti e non pago affitti, posso permettermi di lavorare "sotto la media" ed ho fagocitato clienti da chi nei dintorni non ce l'ha fatta.

    Onestamente non ce l'avrei mai fatta senza un minimo di cultura e questo blog, che non mi avrà insegnato a fare grana dal nulla come nelle millemila pubblicità sul Forex, ma almeno uno strumento per capire quanto valga e come far fruttare il mio lavoro me lo ha dato.

    Purtroppo mi ha fatto anche capire che la maggior parte delle persone sono troppo distratte dall' odiare il prossimo per giustificare il proprio fallimento personale, approvando ogni uscita di questi governi eteroguidati atta a fare terra bruciata di quel che é attorno loro.

    Il classico "io tiro la cinghia, quindi anche gli altri maledetti che mi stanno attorno devono farlo!".

    Capisco di più coloro che sono in una condizione privilegiata e non si rendono conto, ma che chi é già in miseria stia ancora li a venerare saggi e santini non lo comprendo.

    E me ne spiaccio molto, perché purtroppo mi é venuta meno la stessa fiducia nei miei simili, ed il mio cruccio é che oltre che economico e politico il problema sia pure sociale. L'euro cadrà a breve, come pure questi governi europei succubi o cialtroni che siano, ma il modo di pensare di questi ce lo terremo per decenni. Potrebbe essere che questa nel lungo periodo ( in cui a questo punto preferisco essere morto) sia una calamità pure peggiore dell'Euro.

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    1. Io stesso sono giunto alle tue stesse considerazioni partendo da un'esperienza di vita diversa.

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  17. Altra questione molto evidente, ma non sorprendente, è il riposizionamento repentino di tutti o quasi tutti i maggiori opinionisti mainstream; ciò da esattamente l'idea di come le precedenti posizioni a favore della riforma, fossero ben radicate e motivate.
    Quando saremo fuori dall'euro, e le certezze si stanno incrinando, mi pare, in alcuni, vedremo tali repentini ripensamenti da parte di questi figli di buona donna!

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  18. Appello condivisibile ma credo che non sortisca effetto come non lo hanno sortito il verificarsi di tutte le previsioni del prof, i dati, mostrati, l'evidenza dei fatti e via discorrendo.
    La pubblicherò e la condividerò perché è doveroso provarci fino alla fine.

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  19. Io ormai non ci prvo più a spiegare, mi sono cadute le braccia quando ho cercato di convincere un mio amico architetto del sud perchè non aveva senso per lui stare nell'euro ma niente, super piddino. Un altro mio amico disoccupato mi ha detto che se si fa il referendum vota pro euro. E' la cosa buffa è che io sono commerciante, vendo roba importata e faccio il 20% di fatturato all'estero in area euro, quindi sarei uno dei pochi che forse ci perde. Ora mi metto sulla riva del fiume e aspetto i cadaveri. vogliono gli Stati Uniti D'europa, faranno la fine degli indiani anzi se vi ricordate quel film con Tognazzi, dei froceyenne, visto che se lo prendono in culo e gli piace pure, scusate il francesismo.

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  20. Come il prof ha ampiamente spiegato 4 anni fa, difenderanno il barile dell'euro anche a guerra finita, quando voltandosi non ci sarà più neanche il barile.

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  21. Basta aprire un articolo dove si parla di euro sul Fatto, scorrere in basso ai commenti per vedere con i propri occhi l'ignoranza generale, la malafede degli spammer seriali un tanto al post, il terrorismo che ha ormai attecchito tra i commentatori abituali e occasionali.

    Io non riesco più ad argomentare facilmente, anche perché serve tempo da dedicare ad una spiegazione che per quanto semplice, deve essere necessariamente articolata quanto basta. Il tempo è poco e non va sprecato e con certa gente è sprecato, inoltre, pardon my french, mi fa incazzare di brutto e non ne ho più voglia.

    Il PD (e tutte le sue precedenti incarnazioni) per me è sempre stato in enorme difetto di credibilità, a parte il classico "Berlu cattivo", non ho mai sentito argomenti validi neanche in epoca pre-euro.

    Mi dispiace per chi ancora crede di poter far cambiare idea a qualcuno che crede di sapere.

    "It ain't what you don't know that gets you into trouble. It's what you know for sure that just ain't so." Mark Twain.

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  22. La questione che piu' indigna e' la manipolazione delle coscienze effettuata, negli ultimi 30 anni, da chi sapeva, ha taciuto, ed ha raccontato bugie. E la cosa incredibile e' che questa manipolazione o ormai tentativo di manipolazione aumenta man mano che la gente comincia a capire. Lo abbiamo visto in questa campagna elettorale e come hanno occupato lìinformazione. Ma hanno bisogno di questo e dello storytelling del renzismo, che e' stato scelto proprio per questa sua abilità. Quanto ai piddini ed il loro europeismo doc credo che la questione sia duplice, i vecchi sanno ed hanno capito che l'europa e' un "fogno" ma non hanno il coraggio e la voglia di ammetterlo. dovrebbero ammettere di aver portato questo paese nel "fogno" ed averlo massacrato economicamente per decenni. E questo non lo faranno mai, la loro "superiorità morale" non gli consente di farlo. Allora devono continuare a mantire ma, pian piano, mandano avanti le nuove leve, le eurine figlie del renzismo. Se facessero mea culpa sparirebbero dalla politica italiana per i prossimi 50 anni. Non lo faranno mai. Mentiranno sempre e continueranno a farlo, e la loro unica speranza di sopravvivere e troveranno sempre gli utili idioti da mandare al macello.

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  23. "Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»

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  24. Caro Prof. Alberto e cari voi altri,
    oggi a Firenze era una bellissima giornata. Come al solito mi sono occupata dei gatti liberi oltre a quelli che abitano con noi. Insomma, il bel tempo, giocare con le gatte. Che vuoi di più? Lavorare. Di più di quanto non lavori già cioè, pochino e per motivi, di questi tempi, comuni a molti.
    Oggi, in questa bella giornata avevo la possibilità che questo desiderio si realizzasse (la zucca e la carrozza).
    A metà novembre mi era stato chiesto di presentare un progetto per la formazione e direzione di un coro (arie antiche). Il committente, un'associazione per tramite della presidente che avevo incontrato ad una cena tra altri conoscenti. Il progetto che scrivo le piace e fissiamo un incontro per l'8 dicembre così da definire alcuni dettagli e il mio compenso per poi sottoporre tutto quanto agli altri soci.
    Arriviamo ad oggi, bellissima giornata a Firenze nonostante in tutti e cinque i suoi quartieri abbia prevalso il si (ndr).
    Ore 16.00, ci incontriamo. Neanche il tempo di salutarci, che lei parte in tromba contro quelli che hanno votato con Berlusconi e Salvini a favore del no (che c'entra, penso io).
    Lei: Voglio vedere come faranno. Te hai votato si, vero?
    Io: Veramente no. Io ho votato no.
    Davanti a me si materializza una Erinni. Inizia una filippica sulle ragioni del si ed io mi permetto di farle notare che il popolo si è espresso rigettando quelle ragioni, democraticamente.
    La democrazia.
    Dallo scherzo alla tragedia (per me).
    Quella signora, con freddezza, mi dice che il problema è proprio la democrazia. Prosegue con: "La democrazia è un buon campo di studio per la filosofia".
    Ecco, ho sentito male e mi veniva da vomitare o tirarle una testata.
    Io cerco di parlare con lei ma quella è già lontana da me e prosegue con la Brexit, con Trump. Insomma con tutti i guasti. Che dire della Grecia: "Troppi dipendenti pubblici". La chiosa è ancora che la democrazia è un problema. Il problema. Così il popolo.
    Qui l'ho messa un poco in burletta perchè cerco di darmi un tono mentre sono ancora tutta un monte.
    Mai, nella mia vita (58 anni) mi ero ritrovata in una situazione siffata. Una persona che ti sputa sul muso il disprezzo per la democrazia e per gli altri che non la pensano come lei. Non lo nascondo: ho avuto paura. La guardavo e sentivo il gelo della morte ma vi assicuro che ho lottato come una leonessa.
    Non riuscirò a rendervi quello che ho provato e neanche lo schifo, quello fisico.
    Morale della favola: la zucca.
    Siamo andate avanti 1 ora. Poi, le ho detto che non c'erano le condizioni perchè potessi collaborare con lei, per il rispetto che dovevo a me stessa e alla mia nonna morta centenaria. Lei tirò uno schiaffo ad un tedesco mentre questo le puntava il fucile sul pancione (era incinta del mio zio).
    Con chi mi dice che la democrazia è un problema, non ci lavoro.
    Questo è il clima che ho respirato in questa bella giornata fiorentina. Sono rimasta con una zucca in mano invece di un lavoro.
    E' un brutto clima, è molto grave, ma anche in questo caso ho detto:
    NO.

    (Alessandra da Firenze. Grazie!)

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    1. Vorrei suggerirti un film di Salce e dirti la mia, col distacco del senno di poi: l'avrei assecondata ed avrei, anzi, cercato di farle credere di aver trovato in me qualcuno sulle sue stesse posizioni. Certo, il conto, sarebbe stato salato: io sono una che ti capisce, mica sono uno di quei poveri fessi che han votato NO! Poi, mi sarei fatto una grandiosa mangiata alla faccia de 'sta str...
      Ripeto, ovviamente il mio è il distacco di chi ragiona a mente fredda, dato che per carattere, le avrei tirato un calcio in culo al primo SI e sapessi quante volte mi sono mangiato le mani per non aver consumato la vendetta a mente fredda, anzichè come sfogo a caldo del momento.
      Un saluto!

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    2. Da una parte ti invidio, dall'altra tuttavia credo non valga la pena di rimetterci soldi per imbecillità altrui.

      Per forza di cose ammetto la mia professione e collocazione geografica particolarmente leghista aiuta a pensarla così.

      Non posso alienarmi come clientela il 30% di espertoni che bazzica da queste parti, e la mia posizione é spalleggiata a destra qui dove la destra é storicamente forte, il che mi rende facile ridurre tutto ad una battuta "salata" buttata li sulle loro ferite.

      Nemmeno io riesco a fingermi eurista ed inconsapevole, anche se mi converrebbe per rifilare un dolce o un amaro in più, ma é dar loro un valore, seppur meramente economico, arrivare ad un livello di scontro tale su argomenti che non possono comprendere ne a livello culturale ne umano.

      In questi casi una delle mie risposte preferite é questa: se abbiamo un problema di troppa democrazia ci vuole un duce decente che ci protegga, secondo te chi é il più adatto?

      In genere i miei interlocutori capiscono, a questo punto. di star pisciando un pelo fuori dal vaso. Ovviamente una battuta, poi sempre meglio piantarla li ed andare oltre, magari offrendo un bel limoncello artigianale omaggio.

      (Ivan da Bergamo)

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    3. Cari GoofyFrancesco e GoofyAdriana e GoofyIvan, grazie per quello che vi siete sentiti di scrivermi.

      Questa esperienza è piccola (per me, grande) e circoscritta ma avviene in un luogo preciso: Firenze. Qui il si, ha vinto e la boria, la presunzione, l'arroganza, l'idea che "noi siamo noi e voi non siete un cazzo" (anche se siamo la maggioranza nel paese) si sente, eccome. Piccole e grandi vendette si consumano all'ombra di Santa Maria del Fiore.

      In quel posto, in quella ora, quel giorno, guardando il disprezzo negli occhi di quella signora (non a caso l'ho chiamata Erinni), quel corpo che sembrava stesse per esplodermi addosso, mi sono passate tante cose per la testa: "Potrei fare così, potrei fare cosà".
      Ho cercato di stare ben piantata per terra ma flessibile.

      Quello è stato il tempo in cui, più forte che in altre occasioni, ho sentito che mi si imponeva non la battuta, non altro che non fosse la difesa dei valori in cui credo (io, vecchia donna di sinistra) e per i quali mi sono espressa in occasione del voto e non solo.

      L'ho sentita come un'ora grave. La mia. Tante volte mi ero chiesta che cosa avrei fatto, se...E' stata la messa alla prova.

      Datemi di grulla: è stato il giorno di San Crispino e Crispiano.

      State accorti.

      Sono ancora convinta che ci sarà bisogno di tutti.
      Questa signora però non era - e non è ancora - pronta, tantevvero che una delle sue ultime perle è stato l'invito a farmi curare (ndr si occupa anche degli affetti dell'anima).


      "Sto per salir lassù, nella luna opalina, le anime che amo, simili agli estri miei, ritroverò in esilio, tra Socrate e Galilei. Filosofo, naturalista, maestro d'arme e rime, musicista, viaggiatore ascensionista, istrione, ma non ebbe claque, amante anche, senza conquiste. Qui giace, Ercole Savignano, Cirano De Bergerac, che fu tutto e lo fu invano. Ah, io vado, pardon, non posso fare attendere. Visto, il raggio di luna che mi è venuto a prendere? Non voglio il vostro appoggio, null'altro che le piante. Lei viene, già mi sento di marmo raggelante, inguantato di piombo, oh, poiché lei in cammino, andrò ad incontrare la sua falce col mio destino. Voi che dite, non serve? Lo so, bella scoperta, perché battersi solo se la vittoria è certa? Più bello quando inutile, tra scocchi di scintille. Chi sono tutti quelli? Ma siete mille e mille! Ah, sì, vi riconosco, nemici miei in consessi, menzogna, codardia, doppiezza, compromesso, lo so che alla fin fine voi mi darete il matto, che importa, io mi batto, io mi batto, io mi batto! Voi mi strappate tutto, l'alloro e la rosa. Servitevi. Malgrado voi, mi resta un'altra cosa che è mia. E quando a sera entrerò in quel di Dio, spazzerà il mio saluto l'azzurro sfavillio e offrirò con l'orgoglio che mai macchiai né macchio, l'indomita purezza del... mio pennacchio." (dal film "Cyrano de Bergerac")

      (Alessandra/Cassandra da Firenze. Auguri, Prof. Alberto)

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    4. E te pareva


      "Questa signora però non era - e non è ancora - pronta, tantevvero che una delle sue ultime perle è stato l'invito a farmi curare (ndr si occupa anche degli affetti dell'anima)."

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  25. Bell'appello, ma non funzionerà.
    Tuttavia, come dal 9 settembre 1943 fu impossibile trovare in giro uno solo che fosse mai stato fascista, così a breve (dopo un qualche evento di rottura che prima o poi arriverà), nessuno sarà mai stato piddino. Basta aspettare.

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    1. Il 28 dicembre 1943 l'ex ministro filosofo Giovanni Gentile pubblicò sul "Corriere della Sera" un articolo dal titolo "Ricostruire". Voleva, per quanto possibile, sventare l'orrore della guerra civile. Sapeva benissimo che pubblicando quel pezzo, rischiava la vita. Ecco uno stralcio: "« ....Quindi la funzione essenziale della cultura che è arte, scienza e genio, ma è tradizione; e come coscienza profonda di questa, unità fondamentale comune, bisogno di concordia degli animi, rinvio di tutto quello che può divenire, cessazione delle lotte, tranne quella vitale contro i sobillatori, i traditori, venduti o in buona fede, ma sadicamente ebbri di sterminio. I fascisti hanno preso, come ne avevano il dovere, l'iniziativa della riscossa, e perciò essi per primi devono dare l'esempio di saper gettare nel fuoco ogni spirito di vendetta e di fazione, e mettere al di sopra dello stesso Partito costantemente la Patria. E se il Partito, nella sua organizzazione nazionale, alla dipendenza dei Capi nelle provincie, ha in mano, come organo dello Stato, la responsabilità del potere, egli deve ricordarsi che la sua funzione delicatissima va esercitata più che mai con largo spirito pacificatore e costruttivo. Perché questo è tempo di costruire. Tanto si è distrutto, che, se qualche scoria del vecchio costume deve tuttavia cadere, se uomini di un tempo nefasto devono scomparire, se istituti devono radicalmente trasformarsi, tutto può farsi in modo che chi ne abbia a soffrire possa riconoscere l'obiettiva necessità dei provvedimenti che derivano da un principio altamente proclamato che li giustifica. Non arbitrio né violenze; ma impero d'una legge imposta dalle necessità di una Patria da ricostruire. Colpire ovunque il meno possibile; andare incontro alle masse per conquistarne la fiducia e richiamarle alla coscienza del comune dovere. »
      Il 15 aprile 1944 due gappisti lo aspettano davanti a casa. Gentile rientra all'ora di pranzo, come sempre senza scorta. Bruno Fanciullacci e Antonio Ignesti lo uccidono a revolverate.

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    2. Grande Gentile, lo rivaluto ogni giorno di più.

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    3. Con tutto il rispetto per un filosofo quale Giovanni Gentile
      la cui statura intellettuale non posso e non voglio obbiettare
      mi permetto atltresí di obbiettare che in questi ultimi frangenti piddin-fascista fu: tempo di concordia, pacificazione e ricostruzione son belle parole
      ma lui li vedeva sotto la guida ( usiamo sto eufemismo ) dei Nazisti,
      tutti assieme appassionatamente, ma sotto la Troika....no grazie.

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  26. Islanda e Svizzera hanno ritirato la domanda di adesione, i paesi dell' UE senza l' infame conio hanno rinviato a data da destinarsi l' eventuale ingresso nella UEM, un paese va avviando le pratiche per l' uscita e la domanda della Turchia è stata per il momento, congelata dagli stessi europoidi (ellissoidi europeisti). Eppur si muove, politicamente parlando, mi verrebbe da dire. Sul fronte economico siamo alle solite: gli interventi sono riusciti secondo i fenomeni di Bruxelles/Strasburgo/Francoforte/Berlino ma il paziente non da segnali di ripresa.
    Sull' eventuale ravvedimento dei piddini invito ognuno a riflettere sul proprio passato...
    ma sono consapevole che la maggior parte dei piddini rimarrà piddina.
    Il 2017 sarà un anno nel quale voleranno parecchi stracci, elettorali e non. Il surplus tedesco comincia ad avere conseguenze DB VW ecc. ma non sarà Trump a salvare l' Europa né Marine a Salvare l' Italia.
    Probabilmente ha ragione Roberto Buffagni: se non saremo almeno in parte artefici del cambiamento, ci toccherà un altro Badoglio. Però Roberto ha ragione anche su altro!
    Gli idioti non fomentino guerre civili, gli arsenali non li abbiamo noi, e cominciamo a seppellire i fratelli insepolti che abbiamo lasciato lungo la storia della nazione.
    L' autore della lettera ha tutta la mia stima. Di più non può fare.

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    1. @Dino977

      Grazie. Secondo il mio modesto avviso, se qualcuno non la sconfigge sul serio (per esempio facendo uscire dalla UE uno dei paesi fondatori) la UE resta in piedi per altri 50 anni e chissà. Disfunzionale è disfunzionale, ma se per questo era disfunzionale anche l'URSS,e senza la stupidità di Gorbaciov era ancora qua (v. Repubblica Popolare Cinese). Basta e avanza la forza statica per tenerla in piedi. Forze istituzionali potenti si abbattono, non ti fanno la cortesia di autodemolirsi. Se poi ci si attende che ad autodemolirla siano gli attuali dirigenti, che così verrebbero incolpati di tutti i disastri del mondo dal diluvio universale compreso in poi, aspettiamo un bel pezzo, se Gorbaciov non ha figli segreti europei.
      Grazie d'aver ricordato la mia raccomandazione di NON pensare mai, neanche per sbaglio, a misurarsi con la UE altrimenti che nel quadro legale delle competizioni elettorali. La ribadisco con tutto me stesso. Oltre che eticamente sbagliato, è politicamente idiota (la forza militare ce l'hanno tutta loro, noi ne abbiamo zero, per cercare il conflitto armato ci vuole un deficiente o un provocatore).

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    2. Roberto penso che abbiamo un vantaggio rispetto all' URSS: il Soviet supremo non esiste in Europa, e un colpo di maglio può venire da un singolo paese. In quel caso ognuno dovrà fare la sua parte. Io preferisco dirlo così: chi non è badogliano non deve badogliare; anche perché è meglio non aspettarsi nulla dalla Francia. Siamo come il biondo con Tuco.

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  27. Ha detto bene un mio collega, il nostro problema è quel 40% di piddini, non ci fossero a trovare un accordo fra di noi ci vorrebbe poco.

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  28. LA CHIUSURA DEL CERCHIO
    Gruppo di colleghi, ex amici, piddini discute sui social onde decidere in quale paese fuggire data la detestabile vittoria del NO con annesse imprecazioni verso il popolo italiano perché il partito si chiama Democratico. Alla fine si convincono tutti: "Sì, giusto, Grecia!"

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  29. Giusto per farci due risate. Questa sicuro che la capiscono anche i piddini:

    La tusa da vint'ann la ven fora dal bagn tuta biota.
    Sua mam la ga dumanda: "Sa ta se drè a fa inscì biota?"
    La tusa la respund: "a l'è il pigiama dell'amur".
    La mama ga pensa sura un pò e va in dala camera da lett.
    La sa sbiota tuta.
    El marì l'è in camera e la ga dumanda "Ste fee??"
    La mam la respund "a l'è il pigiama dell'amur".
    El marì scrola la testa e la ga dis "Te pudevet dac una stirada prima..."

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  30. A capo del (ex?) Governo, Fonzie; a capo dell'opposizione un nano e un comico.
    Come diceva Flaiano, la situazione è grave ma non seria.

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  31. "I'm sixty-four", come cantavano i Beatles. Un po' tardi per riprendere a studiare. E tuttavia, se negli ultimi 5 anni non avessi studiato sui libri del Prof., non avessi seguito sul web le sue conferenze e quelle di Luciano Barra Caracciolo, Federico Giacché, e tutti gli altri che conoscete tutti voi, per ore e ore, probabilmente oggi sarei un piddino qualsiasi. Con queste "armi", ho aiutato qualche decina di persone, o forse più, a capire, invogliandole a studiare e approfondire certi argomenti. E la comunicazione personale è quella che funziona più di tutte, se ci si pone davanti all'interlocutore con pazienza e conoscenza degli argomenti. E la conoscenza, quando attechisce, è un virus che si diffonde rapidamente. Tutti possono capire se lo vogliono. Hanno solo bisogno che la crisi morda le chiappe anche a loro e questo certamente succederà, se non a loro direttamente, ai loro figli e nipoti. E comunque, ci sarà bisogno di tutti per uscirne. Anche dei piddini che si sveglieranno dal letargo.
    Propongo un'iniziativa: "Adotta un (antropologicamente) piddino". È un piccolo sacrificio, lo so, ma sarà molto utile.

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    1. Le dispiace se prendo a prestito l'ultima frase?
      Troppo divertente!

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  32. Questo referendum è stato una truffa da parte del promotori del si,senza entrare nel merito degli 47 articoli costuzionali modificati la risposta da parte degli italiani non può essere una!

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  33. Il referendum è stata per le elitè politiche un mezzo di regolazione dei rapporti di forza. Per gli italiani invece ha rappresentato la scelta se essere sottomessi all'Unione Europa. Il NO è contro una gestione monopolista dell'economia dove grandi multinazionali e politici compromessi decidono chi deve vivere e chi morire. Ora si vedranno chi sono i traditori e chi i partigiani.

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  34. vorrei fare solo una piccola considerazione ipotetica
    la perdita di democrazia in Italia poniamo che sia iniziata dal divorzio della banca d'italia dal tesoro e che piano , piano sia arrivata in modo piu o meno costante fino ai nostri giorni , diciamo che sia una funzione lineare rettilinea , ora per riprendere la democrazia ci vorrebbe o la stessa funzione ma negativa e questo vorrebbe dire altri 40 anni sull'asse delle x o un punto di discontinuità , ecco il punto di discontinuità come si provoca ?

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  35. Un bellissimo appello, che ho già condiviso. È tempo di essere ancora più seri, ancora più impegnati, ancora più incisivi. Il vento sta cambiando, insistiamo, non molliamo ora.
    Non importa se qualcuno ci arriva tardi, ora importa che ci arrivi. Ieri sera ho rispiegato per la ennesima volta a due teste di cemento la questione del tasso di cambio fisso. Bè, non ci crederete: ora sembrano avere capito. Vogliono i libri di Bagnai. Me li hanno chiesti, sul serio. Settimana prossima glieli regalo.
    "Dic ad eos: Vivo ego, dicit Dominus Deus; nolo mortem impii, sed ut revertatur impius a via sua et vivat. Convertimini, convertimini a viis vestris pessimis".

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  36. Renzi è stato designato a capro espiatorio, quindi si è in poche ore messo sotto il tappeto tutto ciò che ha determinato questo voto, facendo credere che l'unica responsabilità sia sua, per la scelta di "personalizzare" il voto. Immagino che ora non gli permetteranno di farsi da parte facilmente, ma che gli toccherà trascinare la sua agonia politica per permettere di preparare il dopo Renzi. Non credo che vogliano bruciare un nuovo "Monti" ora, anche se alternative già "bruciate" le hanno, tipo Padoan o Gentiloni o altri ancora più insignificanti, politicamente.
    Del resto non credo che abbiano le persone idonee ad un rinnovamento... già solo l'idea che questa gente oggi creda ancora che Prodi sia "amato" dagli italiani, tanto da esporlo qualche giorno prima del voto (se si fosse esposta anche la Merkel credo che il no sarebbe arrivano al 65-70% tranquillamente), ci fa capire quanto ZERO capiscano di questo paese.
    O imbasticono (non la parte renziana, che è estranea e a perdere) un mea culpa mai visto nella storia politica di questo paese, dopodiché prendono l'impegno per il dopo a dimettersi in massa, oppure il partito è finito.
    Ieri sentivo dei colloqui (credo) tra Pisapia e Vendola per un nuovo partito, se non ho capito male... beh... siamo a questo punto, quindi non c'è futuro.

    Ma non esiste nemmeno una realtà credibile che lo possa riformare ora. Il dramma è questo, del resto non avrebbe alcun appoggio da parte dei media... appoggio che invece andrebbe al M5Stelle in caso di elezioni anticipate e dovute garanzie a chi di dovere sul dopo elezioni (e ahimè con il rischio concreto di ripetere l'esperienza Syriza).

    PS.
    Se Alberto lo consente, volevo invitarvi a valutare anche la possibilità di agire per sollecitare una presa di posizione contraria al CETA presso il Parlamento Europeo. Sì è vero si è parlato molto di TTIP, poco di CETA, ma a livello di media, non di chi si impegna, da tempo non sospetto, contro questi trattati.
    Purtroppo l'iniziativa non ha visibilità su siti importanti, magari se anziché arrivare 800 "inviti" a votare no, ne arrivassero in pochi giorni 8000, forse qualcuno anche a Bruxelles comincerebbe a preoccuparsi... perché una poltrona a Bruxelles non è per sempre...
    Preciso che sono in linea di principio contrario a petizioni o siti che raccolgono petizioni (anche perché molti di questi sono riconducibili a soggetti che operano in un contesto politico del tutto strumentale a determinati fini), ma se non arrivano segnali, questi (parlamentari) si possono ritenere "autorizzati" a votare in modo favorevole al CETA, pensando che il tutto passi poi sotto silenzio.
    Il sito stop-ttip.org
    Il registrant del dominio vedo che è il Grüne Jugend, parte integrante dei Verdi tedeschi (sic)... comunque mi sembra un'iniziativa valida, pur se non determinante.

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  37. Secondo me la strategia più efficace è il perculo.
    Il piddino è conformista: tutto può sopportare trenne l'essere ridotto a macchietta.

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  38. Vladimiro, non Federico Giacché… devo studiare di più!
    Ho bisogno di un Caffè…

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  39. Per esperienza personale ho capito che sono sempre i più umili a capire meglio degli altri; è una cosa banale che è stata già affrontata in passato, ma è la pura verità. Le difficoltà maggiori, praticamente insormontabili, le riscontro sempre con le persone "colte" e "impegnate", o per meglio dire quelle che si autodefiniscono tali (richiamate ampiamente nel post). Per esempio, la prima persona che sono riuscito a convincere in famiglia è stata mia madre; diplomata in ragioneria, non una gran lettrice, ma una gran lavoratrice, con quel sano intuito "popolare" che non ho mai ritrovato in nessun piddino (dove prevale invece la tendenza alle seghe mentali). Sull'euro, la risposta che ho ricevuto è stata emblematica: "Lo sapevo che era una fregatura!". In pratica ho solo portato argomenti ad una sensazione che già aveva, ma che non era riuscita a spiegarsi in termini corretti. Per dire, il giorno del referendum mi ha domandato, così, dal nulla: "Ma non è che nella riforma hanno infilato ancora una volta l'Europa da qualche parte?" (e lì, gongolando, parto con la filippica su Ue, BCE ecc). Magari non è sempre così, per carità, ma un simile atteggiamento critico non lo trovo mai nel piddino, che invece, pur professandosi sempre incline al dubbio e all'incertezza, è in realtà pieno di certezze indissolubili, senza peraltro rendersene conto.

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  40. Buongiorno a tutti,
    una battaglia è stata vinta ma molte altre verrano e saranno impegnative da affrontare...
    Il NO al referendum sta già da ora suscitando reazioni immediate, si parla di governo tecnico e temo si continuerà sulla via della distruzione della sovranità nazionale, della Costituzione e dei diritti sociali.
    Il tutto imposto con la solita modalità antidemocratica e senza alcun rispetto della volontà popolare.
    Spero di sbagliarmi ma non vorrei trovarmi la troika in casa...

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  41. "Riappropriatevi, se ci riuscite, di voi stessi. E forse ritroverete la strada perduta"...Mah, una conversione a livello di partito la vedo dura, impossibile direi, mentre a livello individuale essa ha maggiore possibilità di avvenire (conosco personalmente molti comunisti che si sono ravveduti in merito ad euro ed Europa). Tuttavia il mio è un giudizio inevitabilmente partigiano perché la mia parte politica è un altra (ovvero la Destra sociale), e anch'essa, come la Sinistra, da tempo non esiste più, almeno in Italia; per cui spero di sbagliarmi e che il PD si ravveda, non foss'altro per la sola ragione di rimanere al potere: farebbe il suo ed il nostro bene.

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  42. Credo che sia opportuno.

    De profùndis clamàvi ad te, Dòmine;
    Dòmine, exàudi vocem meam.
    Fiant àures tuae intendèntes
    in vocem deprecatiònis meae.

    Si iniquitàtes observàveris, Dòmine,
    Dòmine, quis sustinèbit?
    Quia apud te propitiàtio est
    et propter legem tuam sustìnui te, Dòmine.

    Sustìnuit ànima mea in verbo ejus,
    speràvit ànima mea in Dòmino.

    A custòdia matutìna usque ad noctem,
    speret Ìsraël in Dòmino,
    quia apud Dòminum misericòrdia,
    et copiòsa apud eum redèmptio.
    Et ipse rèdimet Ìsraël
    ex òmnibus iniquitàtibus ejus.

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  43. "un'altra"... questi errori non li dovrei fare accidenti! Così rafforzo il pregiudizio che quelli di destra son tutti degli zoticoni ignoranti. Il tono è scherzoso ovviamente, non penso che qualcuno qui pensi necessariamente questo; comunque scusate la svista.

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  44. Siamo in guerra, e non solo contro lo straniero oltre la frontiera, ma con quello dentro il confine: nostri nemici sono quei cattivi italiani che si atteggiano ad anime belle e sprezzanti, perniciose vette d'alterigia che ci portano nell'abisso convinti di essere nel giusto e di fare il nostro bene, mortiferi sacerdoti della loro Etica. Nessuna pietà con costoro. Nessuna.

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    1. Lo straniero oltre la frontiera arriva da lontano e abbiamo il tempo per guardarlo prima negli occhi, il nemico dentro il confine è quello che ci pugnala alle spalle. Sono d’accordo: nessuna pietà.

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  45. Tutto vero ma ... Non c'è nessun ex piddino tra di voi? Io si.

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  46. De piddinitude. Mi dispiace, non avremo neanche la soddisfazione di vedere la loro faccia quando "li verranno a prendere". Ho affrontato recentemente alcune amabili discussioni post referendum e ho maturato la convinzione che sarà inutile comprare i popcorn e mettersi seduti per cercare di godersi in prima fila lo spettacolo. Il senso di superiorità, il ridurre tutto a sciichimichismo, complottismo e dibattistismo, il sistematico accusarti di essere presuntuoso quando li inviti a non fermarsi alle apparenze (cencio dice male di straccio) li rende ciechi e sordi. Delle vere cause dei nostri problemi non se ne accorgeranno nemmeno quando saranno loro sotto il compressore, quando il disastro li travolgerà e perderanno la casa, il lavoro, i risparmi: non se ne accorgeranno. Questo è quanto.

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  47. A rischio di essere di nuovo frainteso provo a dirlo lo stesso. Fino a quando il personale pubblicp non sarà significativamente toccato nel portafogli, non succederà nessun cambiamento significativo in politica e nella società civile. Dico questo, non perché sia auspicabile quindi non rompete le palle con questa obiezione...tutt'altro ! Però la riflessione da farsi è che:il fatto che gli 80 euro, poi gli 85 non solo facciano bene ai consumi ma addirittura non compensi la loro perdita di salario etc..., non impedisce che abbiano un effetto di ottundimento su buona parte dell'elettorato nel vedere le reali ferite dell'economia causate dal vero contendere della guerra in corso: aziende, competitività e fette di mercato. Le discussioni piddine, sono le classiche discussioni da farsi dopo aver ben pranzato. Sento spesso dire qui che queste argomentazioni sono dettate dalla viltà' e dal basso rancore: no, io dico di no. Io dico che che una alleanza società e imprese, è sempre mancato e questo è il frutto del peccato rancoroso alle radici della sx italiana...e non viceversa. Combattendole ideologicamente ha rinunciato a darsi gli strumenti per capire la guerra in corso, mancando ovviamente la Storia che non è + mercato, ma capirlo per andare oltre il mercato.

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