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sabato 31 agosto 2013

I postulati di istwine

(ricordate il Manuale di logica eurista? Il suo complemento essenziale sono i due postulati di istwine...)



Emanuela Vera ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Una risata li ha sepolti":

Aridaje, mi manca un epiciclo: ma come facevano le (orrende) svalutazioni competitive dell'Italia ad essere competitive se ogni volta che svaluti si svaluta pure il GDP?

Introduciamo il postulato di Istwine:

Due affermazioni in contraddizione logica fra loro possono coesistere se e solo se sono entrambi coerenti con quanto viene detto di pensare.

...e il postulato di Istwine forte:

Due affermazioni in contraddizione logica fra di loro possono coesistere in una stessa frase se e solo se sono entrambi coerenti con quanto viene detto di pensare.

Postato da Emanuela Vera in Goofynomics alle 31 agosto 2013 18:34


(il che dimostra che fare l'omodosso non è poi così difficile: basta far bene attenzione a quello che ti viene detto di pensare...)

(mi scrive un collega: "potresti segnalare ai lettori del tuo blog questo mio post, anche se forse non ti piacerà?" Rispondo: "Sì, stavo proprio cercando di spiegargli perché non sono d'accordo!". Chi è? Lo scoprirete solo vivendo. Quindi mi raccomando: alimentazione equilibrata, un po' di movimento, e non ditemi mai quello che devo fare...).

Una risata li ha sepolti

(con un affettuoso pensiero al compagno Zonin, caduto sul campo di Twitter. Mancò la fortuna, non il Campari...)




Va detto che se aumenti i salari, crei disoccupazione, soprattutto perché uno dei problemi chiave è la disuguaglianza crescente con le destre al governo. Va pure detto che l'inflazione è un fenomeno monetario e il Divorzio è la principale causa della disinflazione in una situazione in cui vi era una spirale salari-prezzi insostenibile. Senza contare che i tassi d'interesse in genere crescono per i disavanzi pubblici, ma al tempo crescevano per via del Divorzio e dei disavanzi pubblici insostenibili negli anni 80, ed è grazie all'autonomia della BC che ci fu disinflazione, anche se va detto che in Italia c'è un inflazione strutturale dovuta a disfunzioni burocratiche e spesa pubblica eccessiva da sempre, l'intuizione comunque è la NKPC. Il vincolo estero funziona, costringe le imprese a ristrutturarsi ed essere più competitive, senza contare che poi le politiche degli anni 80 furono disastrose, e si andava avanti a svalutazioni competitive che grazie all'Euro non sono più possibili con buona pace di quelli che confondono tassi reali e tassi nominali. I controlli ai movimenti di capitali sono un'assurdità, e attirare capitali esteri è fondamentale per un paese come l'Italia, che ha bassi investimenti, quindi liberalizzare è d'obbligo e meno male che ci furono le menti lungimiranti degli anni 70 e 80, nonostante fossero dei cialtroni spendaccioni che hanno mandato sull'orlo del baratro il paese, considerando poi che i tassi d'interesse elevati degli anni 80 sono conseguenza dei disavanzi pubblici e dell'infima credibilità dei cialtroni spendaccioni (lungimiranti menti), tassi d'interesse che dipendono dai mercati, bravo Ciampi che li alzò, e bravi quelli che hanno comunque la capacità di attrarre capitali e anche di avere saldo merci e servizi positivo, e i capitali li attrai se fai tassi più elevati degli altri, tassi elevati che comunque furono conseguenza di bassa credibilità e disavanzi pubblici insostenibili degli anni 80. C'è una pesante correlazione tra crescita della massa monetaria e inflazione, a conferma che la monetizzazione crea inflazione [ma non lo scoperto di Tesoreria, va da sè, nota mia] ma qualcuno glielo dice ai keynesiani che correlazione tra produttività e output non significa causalità?

Questo, assieme agli altri che segnalai, è un altro pezzo del pensiero dell'economista col PhD medio, quelli seri però. Discutere con questi è anche bello, alla fine per andare d'accordo con loro devi dire quello che vogliono sentirsi dire, poi non importa se non è coerente, puoi dire anche nella stessa frase cose che si contraddicono, loro condividono comunque se sentono che la cosa è conforme a ciò che gli dicono di pensare.

Provateci pure.

Postato da istwine in Goofynomics alle 31 agosto 2013 13:18



(come le Monacelle escon dal chiuso,
a una, a due, a tre, e l'altre stanno
timidette atterrando l'occhio e 'l muso

e ciò che fa la prima, e l'altre fanno,
addossandosi a lei, s'ella s'arresta,
semplici e quete, e lo 'mperché non sanno...

No, lo mperché invece secondo me un pochino lo sanno.

Ad esempio, il motivo per il quale stanno prendendo questo fenomenale bagno, segnalatomi da Giorgio il Precisazionista, credo lo abbiano capito. Dovrebbe risultare chiaro da quanto precede, no? E anche dalle parole di Emanuela. Diciamoci tutto. Fanno veramente sorridere, questi economisti tolemaici, così sinceramente convinti che tutto il mondo ruoti intorno a numeri cabalistici, i primi numeri interi, quelli che Dio ha creato (come ricorderete): una Banca centrale indipendente, il due per cento di inflazione, il tre per cento del rapporto deficit/Pil... How Pythagorean! Poi però, eccoli lì ad arrabattarsi, aggiungendo epicicli su epicicli, in un tripudio di cazzate incoerenti, la cui incoerenza salta all'occhio del profano, come nemmeno i poveri tolemaici, quelli veri, quando dovevano gestire il problemino della retrogradazione dell'orbita di Giove, il quale, si sa, era incastonato lì, nel sesto cielo, un po' come un governatore di Banca centrale indipendente sulla sua cadrèga... ma... ma allora... come minchia faceva a far marcia indietro ogni tanto? E questi sono uguali: l'austerità ci salverà, perché siamo brutti e cattivi e improduttivi... Poi l'austerità ci stermina, e gli epicicli degli economisti omodossi li vedete nel sincero ed oggettivo referto di istwine. Ma vedete, che questo modo di "argomentare" per epicicli male incastrati li danneggi di fronte a persone di media intelligenza (esclusi i presenti, va da sé), questo credo che lo abbiano proprio capito.

Altrimenti non avrebbero mai chiesto a Zonin di levarsi di torno. Figurati se lui, che è un guerriero, si sarebbe mai arreso! Del resto, è il motivo per il quale lo stimo (l'unico, ma uno c'è).

A questi colleghi, che tanto e tanto sinceramente fanno per il progresso della conoscenza, mi sento di poter dire una sola cosa:





























































a' ridicoliiiiiiiiiiiiiiiiii!)





(ah, mi raccomando: votate e fate votare Goofynomics ai Macchia Nera Awards. Se ci fosse la categoria "Umorismo involontario", Nfa meriterebbe di vincere. Ma siccome c'è la categoria "Economia", merita di perdere, e voi meritate di vincere. Fate sapere al mondo che esistiamo. Dipende da voi.)

Addendum delle 16:15: da Twitter il buon Alessandro Guerani ci fa sapere che... Diciamo che questo post di istwine soddisfa la sua richiesta!

giovedì 29 agosto 2013

E dieci...

(ma è sempre la mia Cosette. Vostro, Jean Valjean)...

(poi domani se famo du' risate co' Thénardier. Dice: "Ma a che servono i classici?" "Servono, servono,...").


De benza italica (anteprima non tecnica)

Guardate, non ve la faccio tanto lunga, perché non ho proprio tempo. Vi fornisco solo un grafico dal mio prossimo lavoro:




Il grafico riporta due indici con base 1994:1=100 (dati mensili). In rosso l'indice del prezzo del barile del petrolio in valuta italiana (lira quando è lira, euro quando è euro, con la conversione "irrevocabile" - daje a ride - che, lo ricordiamo per Michele Boldrin, è pari a 1936,27). In blu il prezzo alla pompa (absit iniuria verbis) della benzina. Il prezzo del barile in valuta nazionale può variare per due motivi: o perché varia il prezzo del greggio in dollari, o perché varia il prezzo del dollaro in valuta nazionale (cambio incerto per certo, questo sconosciuto). Il prodotto di queste due variabili dà il prezzo del greggio in valuta nazionale.

Di quale di questi due fattori abbia variato maggiormente e perché ne parleremo ad abundantiam (ovviamente non è mai stato il tasso di cambio). Preparatevi a un bel corZetto di econometria, perché ce ne sarà da studiare. Ma intanto vi prego di osservare una cosa. Quale che sia il motivo che fa variare il prezzo del greggio in valuta nazionale, le variazioni del prezzo della benzina sono infinitamente più contenute! Banalmente: il greggio parte a 100 e arriva a 700. La benzina, fatto 100 il 1994, arriva poco sopra 200. Chiaro, no?

Ve lo dico in un altro modo. Ricordate quello che diceva "non di solo pane vive l'uomo"? Bene: "non di sola materia prima è fatto un prezzo". Nel prezzo della benzina c'è un bel 50% di accise (a spanna), per cui la variazione del prezzo "alla pompa" di per sé è una metà (sempre a spanna) di quello industriale. E nel prezzo industriale non c'è solo la materia prima. Gli impianti non si pagano? E le persone che ci lavorano dentro? E tutti i servizi necessari a mandare avanti la baracca (da quelli informatici, di contabilità, di sicurezza, ecc.). Ragazzi, se il costo fosse fatto solo di materie prime io andrei subito a insegnare "Analisi e contabilità dei costi": sai che relax! Invece la cosa è un po' più complicata, e quindi per insegnare questa materia occorrono dei bravi specialisti. Fra i quali non possiamo annoverare quelli che ragliano che se uscissimo dall'euro la benzina costerebbe sette volte di più.

Perché vedete, molto a spanna (poi darò ai precisazionisti tutta l'econometria che vogliono), il rapporto fra variazione del prezzo alla pompa della benzina e variazione del prezzo del petrolio in valuta nazionale (cioè l'elasticità del prezzo alla pompa al prezzo in valuta nazionale della materia prima) è di circa il 30%. Il che significa che se anche uscendo svalutassimo del 30% rispetto al dollaro, l'aumento del prezzo alla pompa sarebbe del 30%x30%=9% (ceteris paribus, e distribuito nel tempo, come sarebbe distribuita nel tempo la svalutazione).

Un aumento mai visto! No, vero? Invece sì: ad esempio fra gennaio 2011 e dicembre 2012 l'aumento del prezzo alla pompa è stato del 20%. Forse qualcuno mi ha sparato mentre scendevo in garage, come diceva un fuoriclasse della disinformazione, ma vi confesso che non me ne sono accorto...

Morale della favola: fuori dall'euro succederebbe al prezzo della benzina esattamente quello che sta succedendo dentro l'euro, con però una differenza: l'economia ripartirebbe. E mentre dentro l'euro se la benzina aumenta andiamo a piedi, perché i nostri redditi sono decurtati, fuori dall'euro se la benzina aumentasse avremmo però in tasca un po' di soldini in più per fare il pieno.

Ora, come si dice, fate un po' voi...


(la prossima occasione per parlarne è il 12 settembre...)



Addendum delle 19:51: qualcuno ha chiesto le fonti dei dati. Domanda lecita, ma risposta scontata. I prezzi delle benzina me li sono inventati io. Prezzo del greggio e cambio se li è inventati il Fondo Monetario Internazionale. In realtà la benzina è aumentata di 14 volte, ma voi non ve ne siete accorti... Questo risponde anche alla domanda: perché hai iniziato nel 1994? Perché se qualcuno mi trova i dati dal 1890 inizio dal 1890, e troverò esattamentissimamente la stessa elasticità. Come dice il medico di Caro diario, due palle non me ce le gioco, ma una sì... Comunque tranquilli, quando faccio la lectio difficilior vi pubblico anche il database per le vostre elaborazioni! Stay tuned...

mercoledì 28 agosto 2013

Comunicazione di servizio

Un paio di cose al volo.

Ho tradotto di corsa, in beata solitudine (come al solito: sola beatitudo) il sito di a/simmetrie perché è necessario dargli rapidamente una dimensione internazionale, al posto della simpatica dimensione "de noantri" che spopola, appunto, qui da "noantri". Ovviamente avrò fatto un sacco di casini e siccome molti di voi sono molto più bravi di me pregherei chi ha tempo di fare un'occhiata alla English version e di segnalarmi come commenti a questo post i problemi (no email please).

Altra cosa: poi parleremo di soldi ecc. (non ho avuto modo di contarli...). Intanto vi ringrazio e posso dirvi già a occhio che il vostro prezioso supporto mi permette di arricchire il programma del convegno del 26-27 in un modo che, ne sono certo, vi renderà soddisfatti... e desiderosi di contribuire ulteriormente! Si capirà chi è che in Italia tiene vivo il dibattito: siete voi. Non se se gli altri italiani ve ne saranno tutti grati, ma per quel che vale io lo sono, e credo non pochi altri.

Grazie per tutto e a dopo. Ora provo a mangiare un boccone, se ho tempo...


Addendum delle 14:15: prima che me ne dimentichi, stasera alle 19:00 sono a TgCom24.

Poi: non ho tradotto il post introduttivo, quindi se cliccate sulla bandierina in home non succede niente. Se poi però navigate, accedete alle pagine inglesi. Questo è un limite della piattaforma, perché cliccando sulla bandierina inglese dovrebbe quanto meno apparire il menù in inglese (magari con qualche contenuto in italiano). Non so se è chiaro, ne parlo col nostro solerte tecnico (capito a cosa servono li sòòòòòrdi?).

Addendum delle 15:45: sistemato il problema del menù: ora se siete nella versione inglese lo vedete in inglese. Il menù, però, perché i contenuti potrebbero essere in italiano. Ora sto traducendo il mio editoriale (du' palle) e poi andiamo avanti.  

Addendum delle 23:47: ringrazio tutti per i tanti ottimi suggerimenti, ma per il momento me li stoppo (espressione romana da completare come alcuni sapranno) per il semplice motivo che la piattaforma tanto affidabbbbile (Wordpress) così fica, così versatile, così ecc. si è completamente impallata e non posso agire sulle english versions delle pagine. Sto consultando su Internet i calendari di tutte le religioni per fini che potete facilmente intuire (il mio pluralismo è noto). Cazzo: uno si sveglia alle 6 e dice oggi riesco a fare questo, poi c'è la lavatrice che si rompe, poi c'è l'intervista con Letta che parla 20 minuti facendoti addormentare in poltrona, poi torni a casa e vuoi solo finire questo cazzo di lavoro di merda, e cosa succede? La piattaforma affidabbbbile...

Ma vaffanculo...

Io provo a dormirci sopra. Dopo Letta speravo di non aver bisogno dell'EN, ma dopo questa incazzatura vado a cercare in garage una tanica di Lexotan.

Beati voi...

(ah, naturalmente se avete altri suggerimenti mandateli. Magari li incido con un chiodo sullo schermo del mio PC, ma in qualche modo ne tengo sicuramente conto. Dice: "ce sta er ueb due punto zero". Ma rivaffanculo...).

Il fascismo rosso



Dino977 ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Gli estremi si toccano":

Ad un certo punto della mia vita mi sono trovato senza punti di riferimento, ero piccolo il giorno del golpe in Unione Sovietica, tutti gli adulti che avevo come riferimento erano increduli smarriti, tutto quello in cui avevano creduto o per il quale avevano lottato era morto! Triste aver visto quello che sono diventati, in nome di un internazionalismo mai forse del tutto compreso.

Da un libro senza figure, la banda dei brocchi di JonathanCoe:

...Prendi un po' di sindacalisti, invitali al piano di sopra, mettili a sedere al tavolo della sala riunioni. Mettili a parte di qualche segreto, niente di troppo delicato, attenzione, giusto qualche bocconcino per fargli credere di essere addentro alle segrete cose. E all'improvviso cominciano a vedere le cose dal punto di vista della dirigenza...


Poi scopri che magari a capire ci vuol meno, un libro del primo anno, il tasso di cambio fisso serve per disciplinare i sindacati. Acocella. I ricordi d'infanzia mi sono serviti per capire che quello che non funziona non funziona sia esso il socialismo reale o quello dei padroni, l'euro, ho riposto con cura il mio poster di Marx, non lo ho buttato, non ho bisogno di odiarlo anche se un clavicembalista mi ha insegnato che ci voleva meno per capire, ho semplicemente capito che ci si poteva aiutare anche fra persone che avevano visto il mondo in maniera diametralmente opposta. Ho dovuto sbattere contro il muro dello smarrimento di quelli che ancora fognano la rivoluzione d'Ottobre 2.0, sono dovuto venire a patti con una realta' molto dura, quella di ricevere i peggiori insulti dalle persone alle quali volevo più bene.

In poche parole il fascismo rosso!



(ieri un collega greco, che spero di farvi conoscere, mi ha chiesto: ma perché gli economisti italiani sono così in ritardo? Questo post, nel quale le parole chiave sono "sindacato" e "fascismo", è un pezzo della spiegazione, un pezzo secondo me più importante di quanto possa sembrare a prima vista. Torneremo presto a quei contenuti che divertono tanto voi e annoiano tanto me, quelli "tecnici". Ma una riflessione in più sul problema politico non ci farà certo male, perché vedete, i problemi tecnici si risolvono da sé: se ti getti dalla finestra, fatalmente ti schianti al suolo, se tenti un'unione monetaria in modi e luoghi inappropriati, questa si sfalderà. Sono i problemi politici che necessitano di un intervento e di una riflessione. Mi sono buttato dalla finestra, o mi hanno spinto? Perché lo hanno fatto? E se salvo la pelle, cosa dovrò/vorrò/potrò fare con chi mi ha buttato di sotto? E come si evita che dieci anni dopo il gioco ricominci? Eccetera. Sono ancora soffocato dal lavoro organizzativo, poi due concerti e il tentativo di preparare la seconda edizione, poi dall'11 settembre - data simbolica - si ricomincia...).


(addendum delle 12:46: come avrete capito, più che entrare nel merito - cioè nel demerito - di certi squallidi attacchi, mi interessa mostrarvene le radici ideologiche profonde. Una volta svelate quelle, sarete in grado di capire da soli cosa c'è che non va nei marxisti dell'Illinois, li lascerete ragliare in pace, e lascerete me ad ascoltare la musica che preferisco...).

domenica 25 agosto 2013

Gli estremi si toccano

Un breve addendum al post precedente, fra una valigia e l'altra.

La logica dell'opaco Eichmann di Bruxelles, nel referto del nostro amico greco, secondo cui il genocidio del popolo greco è un danno collaterale previsto e sopportabile a fronte del supremo scopo di difenderci dalla Ciiiiiina, a mio modo di vedere è del tutto isomorfa alla logica di certi "marxisti" de noantri. Questi ancora oggi difendono l'euro (o fanno riferimento agli "economisti" di "sinistra" che lo difendono), un po' per perseguire un malsano, distorto e strategicamente vacuo internazionalismo, ma un po', se ci fate caso, anche con la segreta, malcelata e malriposta speranza che l'euro faccia "esplodere 'e contraddizzzzzioni der capitalismo" e si riveli così lo strumento della tanto attesa ma mai pervenuta palingenesi.

Sembrano due sentimenti contraddittori, ma la forza degli stupidi, di qualsiasi schieramento, è proprio quella di riconciliare "sentimentalmente" qualsiasi contraddizione, convivendo con essa in perfetta serenità e letizia.

Il corollario è che per questi cialtroni (quelli "de sinistra") aggiustare il sistema monetario europeo, rimuovendo l'euro, significa aggiustare il capitalismo, allontanando la palingenesi, aka "sol dell'avvenire". Quindi ben venga e ben rimanga l'euro coi suoi morti (morti fuori, morti dentro), nel fine superiore della lotta contro la Ciiiina... Oooops, no, scusate: contro il capitalismo.

Avrete perdonato il lapsus perché avrete visto che il ragionamento è lo stesso: c'è sempre un grande nemico da combattere, e ci sono sempre dei grigi, banali strateghi che decidono di sacrificare qualcuno.

Quindi, caro amico che leggi, se sei un agricoltore, un operaio, un dipendente pubblico (come me), un piccolo commerciante, un piccolo imprenditore, ecc., bene: sappi e tieni a mente che per i tecnocrati di Bruxelles, come per alcuni "marxiani" de noantri, sei solo una pedina sacrificabile. Sarà per nascondere questo trascurabile dettaglio del loro ragionamento "politico" che alcuni di questi ultimi sono così solerti nell'evidenziare le proprie umili origini. Ed è certamente per questo che fin dall'inizio della mia divulgazione gli attacchi più subdoli e sleali sono arrivati da questa pseudosinistra.

Ma non servirà. La vendetta fia testimonio al ver che la dispensa. Non è scritto nel Capitale, ma del resto non ci sono scritte nemmeno le cazzate che ripetete voi. Chi semina odio raccoglie sconfitta: il vostro destino è già segnato.

Noi passiamo oltre, perseguendo il nostro progetto di una società più equilibrata e simmetrica, che non abbia bisogno di crisi e palingenesi per progredire. È un'utopia? Senz'altro! Ma migliore della vostra.

sabato 24 agosto 2013

Dall'Italia alla Grecia

(perché devo star male solo io? In fondo non è colpa mia, no? Non è nemmeno colpa vostra, mi direte. Be', peggio per noi...)




Marc Tuein ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Una domanda lecita (?)":

Ieri sera ho conosciuto Luca, 37 anni di Torino. Era seduto in un angolo del carruggio della mia cittadina. "Sono italiano, ho perso il lavoro e la casa, aiutatemi" recitava il cartoncino ai suoi piedi. "Questa cosa è peggio della guerra", mi ha detto mentre posavo gli spiccioli "almeno in guerra sai chi è il nemico, ma qui?". "Sono dei bastardi", è l'unica cosa che mi è uscita dalla bocca. Poi gli ho chiesto come è andata, e ci siamo messi a parlare. Senza genitori, impiegato in un'azienda, ha perso il lavoro, e dopo 10 mesi di disoccupazione -Torino è una città morta, mi ha detto- ha finito i risparmi e si è ritrovato in stazione non sapendo che fare. Adesso vagabonda di città in città, spostandosi continuamente per evitare di essere avvicinato da altri vagabondi poco di buono, per lo stesso motivo evitando le Caritas e posti simili, preferendo dormire all'aperto. "In quei posti non ci puoi andare, pieno di ubriachi che si vomitano addosso mentre sono in coda per il pasto, che fa a botte e si accoltella per uno sguardo. Io non sono così." Di notte ha gli incubi, si sveglia di soprassalto. Teme continuamente di essere aggredito nel sonno, massacrato di botte da qualche balordo. "Una notte mi hanno rubato le scarpe, ho camminato scalzo nella pioggia per giorni, con i piedi infilati in due sacchetti di plastica." Mi racconta tutto questo con uno stupore calmo, come se le ripetesse a se stesso le cose che dice. E' arrabbiato con il suo Paese, e spera di fare una vendemmia in Toscana, o la raccolta delle mele in Trentino, per raccogliere i soldi necessari per il viaggio in Germania, dove spera di trovare un lavoro. "Il biglietto dell'aereo, un posto dove dormire e riposare due giorni, per riprendermi con la testa, e poi cercare un lavoro. Là sono più onesti, là le persone sono aiutate. Qui siamo abbandonati a noi stessi." Non ribatto, sento di non averne il diritto. Quando gli porgo la mano e mi presento chiedendogli il nome è quasi sorpreso, un lampo gli illumina gli occhi e mi sorride quasi ringraziandomi di averlo fatto. Non se l'aspettava, non dev'esserci più abituato. Nonostante tutto quello che gli sta capitando mantiene una dignità e un'igiene personale che certamente sono segno di una grande forza interiore. Mentre mi allontano chiedendomi cosa posso fare per lui, un piccolo gesto di solidarietà umana che lo aiuti a mantenere intatta la sua forza d'animo, mi viene in mente che una cosa posso farla: regalargli Il Tramonto dell'euro. A volte capire può fare la differenza tra la vita e la morte. Io posso ricomprarlo, uno stipendio lo ho ancora. Spero di incontrarlo di nuovo. Ha uno sguardo buono e pulito Luca, e coricandomi mi chiedo per quanto ancora riuscirà a conservarlo. Non è stato facile prendere sonno, ieri sera. Li convincerà la violenza dei fatti. Grazie Professore (ma si potrà mai ringraziarla abbastanza?), da parte mia, e di tutti i Luca di questo Paese da cui sono stati traditi.

Postato da Marc Tuein in Goofynomics alle 23 agosto 2013 18:29


(è successa la stessa cosa a me alla stazione di Genova. Non ho avuto la forza di raccontarvela, ma tanto ero sicuro che lo avrebbe fatto un altro. Io però avevo una copia in valigia e l'ho data subito. Era un collega musicista. E guardate un po' cosa scrive dalla Grecia un nostro amico, che magari un giorno vi presenterò...)



Un ami qui vit à Bruxelles, vient de me rapporter les propos tenus lors d'un dîner informel, propos tenus par un agent de la Commission et mêlé à la Troïka : "L'essentiel c'est que l'Europe puisse devenir compétitive face à la Chine, la Grèce ce n'est plus un problème, les Grecs peuvent subir davantage, et même si une partie de la population finira par disparaitre.... c'est ainsi" ! Sans commentaire....


(glielo dite voi questo, ai sordidi imbecilli fascisti per i quali "fuori dell'euro c'è il nazionalismo?" Certo, questa non è una fonte verificabile, ma io so, noi sappiamo, che l'euro è vissuto a Bruxelles come diplomazia delle cannoniere 2.0, dove al posto del grande bastone c'è il grande pennello dell'euro. Vi ricordate lo spot che qualcuno (chi?) segnalò qui più di un anno fa? Fate vedere questo ai fessi per i quali l'euro affratella l'algonchino e il samoiedo. Ora, uno potrebbe anche dire: be', d'accordo, ma la Ciiiiiiiiiiiina è veramente brutta e cattiva, ci sta mangiando, che male c'è a cercare di difendersi? Se ci sono danni collaterali in Grecia, pazienza! Ma il punto è che le cose non stanno così. I numeri ci dicono che la Cina, finora, in termini di squilibri commerciali, ci ha sottratto meno reddito dei nostri fratelli nell'euro. La cumulata del saldo commerciale verso i paesi del core dell'Eurozona dal 1980 al 2010 è di circa 415 miliardi di dollari, quella verso i Brics della metà, e il saldo verso i Brics è diventato più grande (in valore assoluto) di quello verso il "core Eurozone" solo nel 2010. Strano? No. Si chiama gravity model of trade, che poi significa semplicemente che commerci di più con chi ti è più vicino. Infatti, anche nel 2010, a quasi parità di saldi commerciali (intorno ai -35 miliardi di dollari), le importazioni dalla "core Europe" - essenzialmente da Germania e Francia - ammontavano a 180 miliardi di dollari, quelle dai Bric a circa un terzo - 67 miliardi. Siamo sicuri che la nostra deindustrializzazione dipenda proprio dalla Ciiiiiiiiiiiina? Siamo sicuri che la Ciiiiiina per noi sia solo un problema e non anche un'opportunità, un mercato di sbocco? Certo, non lo sarà più quando Germania e Francia si saranno acquisite tutti i marchi del made in Italy che in Cina, come negli altri Brics, hanno mercato... Attenzione: non nego che il problema "Cina" (per così dire) esista, che l'affermazione delle economie emergenti sia suscettibile di creare tensioni economiche a livello globale: è ovvio che questo sta accadendo. Affermo che nulla è intrinsecamente buono o cattivo, come nelle favolette morali dei colleghi superficiali e incolti, e che, a dirla tutta, di problemi ce ne sono almeno due, con due ordini di grandezza ben diversi (statistiche OCSE): il "core Eurozone" decisamente è più preoccupante per noi! E allora diciamocela tutta: la storiella dell'essere forti per combattere contro gli emergenti cattivi - espressione di un nazionalismo razzista e ottusamente miope - è evidentemente uno specchietto per le allodole, o, più esattamente, per i polli. È solo un modo per giustificare - con un pretesto di tipo nazionalistico a livello paneuropeo - l'adozione di un regime monetario che ha ben precise implicazioni di classe, come qualcuno cerca di far capire da più di tre anni. Perché il popolo, anche quello piddino, soprattutto quello piddino, che inorridisce a sentir parlare di nazionalismo, in realtà, anche quando pensa di essere "vaccinato" contro queste orrende pulsioni, è sensibile praticamente solo ad argomenti di tipo nazionalistico. Il piddino che si preoccupa della Ciiiiiiiiiiiina è più nazionalista di un ardito della Prima guerra mondiale, ma non lo sa. Il potere però lo sa, e usa la Ciiiiiiiiiiiiiiina per far ingoiare al piddino il rospo di un regime economico che alla fine ci stritolerà tutti, preservando nel piddino l'illusione della sua superiorità culturale e morale. Povero cretino, non riesco nemmeno a disprezzarlo: mi fa solo pena. Perché, altro dettaglio, i danni collaterali non si limiteranno solo alla Grecia, e presto toccherà anche a lui, anzi, gli sta già toccando. Ma la colpa, si sa, è della coruzzzione, della Ciiiina, di Berlusconi, e del consumismo - in no particular order. E naturalmente l'economia non è una scienza, te lo dice uno che si è laureato in lettere...)