venerdì 2 febbraio 2018

L'immigrazione è la prosecuzione della deflazione con altri mezzi?

(...informazioni di servizio: gli eventi accelerano, le cose da fare sono tante. Io voglio fare campagna elettorale, e la farò. Considerando che due settimane fa nemmeno pensavo di candidarmi, vi immaginate la mole di lavoro. In particolare, sto mettendo su un comitato elettorale - quindi altri passaggi dal notaio, altra giusta e santa burocrazia, ecc. - in modo che chi desidera sostenere la mia attività politica possa farlo, nel rispetto della normativa vigente, e ovviamente senza interferire con il sostegno che desideriate eventualmente dare - o smettere di dare! - all'attività di ricerca di a/simmetrie. Quest'ultima non è, né può essere, il mio comitato elettorale, per il semplice motivo che, per quanto siano minoritari, fra quelli che l'hanno sostenuta, permettendoci di presentare e pubblicare in sedi prestigiose ricerche su temi quali l'impatto della svalutazione sul saldo commerciale o sul prezzo della benzina, la relazione fra ingresso nell'euro e declino dell'economia italiana, le conseguenze macroeconomiche di un'uscita dall'euro, le tendenze oggettive alla disintegrazione dell'eurozona, bene: fra quelli che hanno contribuito a finanziare queste ricerche c'è certamente qualcuno che disapprova la mia scelta, con argomenti più o meno propri - molti la disapprovano con gli argomenti dei media, e in quel caso il lutto si autoelabora in un attimo! In ogni caso, io sono tenuto a rispettare la loro sensibilità, e se anche non volessi farlo, me lo imporrebbe la legge. La prossima settimana chi desidera contribuire alla mia campagna avrà istruzioni chiare su come farlo - e io avrò idee più chiare dei costi. Nel frattempo, vorrei condividere con voi una lettera che ricevo da uno dei miei collegi - non vi posso dire quale. La scrive un nemico del popolo, un imprenditore! Ovvove! Ma ormai sono nemico del popolo anch'io... Per fortuna, però, c'è chi il popolo lo difende, come apprenderete leggendo. Dagli amici mi guardi Iddio...)


Buon giorno Alberto, 

Ho aspettato un po’ a scriverti, ma non posso esimermi dal dirti che sono felicissimo della tua candidatura.  Capisco benissimo quanto possa esserti costato candidarti con una forza “di destra” che però in questo momento porta avanti istanze e proposte politiche che dovrebbero essere appannaggio della “sinistra”, il discorso è stato sviscerato mille volte sul blog e non mi sento di aggiungere nient’altro a quanto già detto.

Volevo solo farti presente che la famosa cooperativa Deflattori&Co., già oggetto di una mia mail due anni fa, si è rifatta avanti riproponendomi di accogliere in azienda stranieri extracomunitari tirocinanti con il solo obbligo per me di fornire loro il vitto.

Dopo due anni la situazione economica della mia azienda non è certo migliorata e la proposta di avere persone extracomunitarie che lavorano gratis, pagate una miseria con fondi pubblici, mi sembra ancora moralmente oscena, come due anni fa, con la differenza che il punto di non ritorno per le aziende si sta avvicinando e la necessità potrebbe in futuro, avere la meglio sulle categorie morali… si mi vergogno a scrivere queste cose, preferirei mangiare pane e acqua che cedere a questo tipo di lavoro semischiavistico, ma per quanto ancora potremo resistere?

E poi se lo stato Italiano ha queste risorse a disposizione perché non le usa per l’inserimento al lavoro dei nostri giovani?   Io ho appena effettuato dei colloqui di lavoro e prevedo di inserire due giovani in azienda per la prossima stagione a stipendio pieno ed assunzione stagionale con contratto nazionale di lavoro, però mi chiedo: se lo stato utilizzasse i fondi destinati agli extracomunitari entrati in maniera irregolare in Italia, per favorire l’inserimento dei nostri giovani, magari ne avrei potuti assumere tre invece di due.  Ed ancora se i miei concorrenti invece utilizzeranno le “risorse” extracomunitarie a costo quasi zero, non finiranno per buttare me ed i due giovani appena assunti fuori mercato? Ed allora l’uso di categorie morali nelle scelte economiche si rivelerà un lusso che non ci potremo più permettere, i nostri giovani perderanno il lavoro e saranno costretti ad emigrare per non morire di fame e saranno sostituiti da giovani extracomunitari disperati, disposti a lavorare per un tozzo di pane.  Il tutto con il plauso e l’incoraggiamento di quella che fu la sinistra e che oggi è diventata la serva del grande capitale, ai cui ricatti ed imposizioni si inchina sempre, pronta a servire e riverire in cambio del tozzo di pane dello sfruttamento del business dell’accoglienza e delle ONG.

Se perderemo queste elezioni per noi non ci sarà più speranza e la nostra amata patria, l’Italia, tornerà ad essere un’espressione geografica dando così ragione postuma a Metternich.

Milioni di morti per l’indipendenza della Patria, della nostra Italia, si rivolteranno nelle tombe, il loro sacrificio negletto ed inutile sarà la nostra eterna vergogna, lo zio di mio padre sarà morto invano, in seguito ai maltrattamenti subiti in un lager nazista, per non aver voluto cedere dopo l’8 settembre e non essersi voluto arrendere ai nemici della nostra patria. Prima della fine della guerra, stremato per le privazioni e le torture subite, riuscì comunque a fuggire ed attraversando tutta l’Europa a piedi, a tornare a casa dove è morto pochi mesi dopo, a causa di ciò che aveva dovuto patire, ma stando a ciò che mi ha raccontato mio padre, morì felice perché era tornato a casa sua, liberata dai nemici invasori, aggiungo io anche per merito suo e del non essersi voluto arrendere e sottomettere. Ha tenuto la schiena dritta ed ha pagato con la vita.

Per questo oggi ti dico grazie per esserti speso ed esposto in prima persona, per questo continuerò a sostenerti ancora più convintamente di quanto abbia fatto finora ed a tutti quelli che ancora fanno distinguo e non si sentono di votarti e votare la Lega che ti ha candidato vorrei dire che noi siamo in guerra ed in guerra bisogna decidere da che parte si sta.

Se siete ITALIANI ed avete a cuore la difesa di ciò che è la nostra PATRIA per la quale milioni di persone si sono sacrificate allora non potete, non dovete tirarvi indietro. Questa è l’ultima chiamata, l’ultima occasione, le anime belle, i sepolcri imbiancati pensino ai loro vecchi ed a ciò che hanno fatto e patito per realizzare quello che adesso viene così allegramento distrutto e svenduto dalla cosiddetta sinistra e dagli stessi cinque stelle che ormai, gettata la maschera, sono totalmente appiattiti sull’eurismo delle elite.

Non svendete il nostro paese, onorate i nostri morti e date il vostro pieno sostegno ad Alberto Bagnai ed alla Lega che lo ha voluto fra le sue file.

Forse mi sono lasciato un po’ andare, ma siamo in campagna elettorale e dopo molti anni abbiamo di nuovo la possibilità di dire la nostra con il nostro voto, non sprechiamo questa oppurtunità, perché potrebbe essere l’ultima.

Grazie Alberto

Mario Bianchi (o Paolo Rossi)



(...le considerazioni da svolgere sarebbero tantissime. Vorrei partire da quella che mi sta più a cuore. Nel mondo esistono anche i profughi e i perseguitati, cioè le persone che hanno diritto allo statuto giuridico di rifugiati secondo la Convenzione di Ginevra del 1951, che stabilisce una serie di giuste tutele, inclusa quella che in determinati casi l'entrata illegale nel territorio del paese ospitante non può essere sanzionata. L'aspetto più disumano delle politiche prima fatte, e poi rinnegate, dall'attuale establishment, è appunto quello di rendere eccessivamente oneroso discriminare fra chi ha diritto alle tutele previste dai trattati e chi non lo ha. L'ingiustizia verso i veri bisognosi di rifugio è enorme. Poi, c'è un ulteriore problema, quello dell'integrazione, parola che nel vocabolario ha un significato (assimilazione di un individuo in un ambiente sociale), e nel linguaggio dei politici spesso pare abbia il significato diametralmente opposto (portando a farseschi, ma inquietanti, casi di eccesso di zelo). Ora, capite bene che l'integrazione non si può fare coi metodi che la cooperativa Deflattori&Co. mette in pratica, per il semplice motivo che l'esito di un simile percorso non è l'integrazione, in nessuno dei sensi che questo termine assume, ma la guerra fra poveri, che è una cosa diversa, ed è in effetti il vero scopo del gioco del capitale. Il punto, molto semplice, è che se importi forza lavoro in un paese in cui la disoccupazione U6 è a livelli stellari - il che significa, per parlare spiccio, che se tecnicamente è senza lavoro circa un decimo della forza lavoro, praticamente un terzo della forza lavoro non ha un lavoro che gli consenta di campare una famiglia - poi l'integrazione la devi fare con questi metodi evidentemente malsani, che falsano la concorrenza, mettendo fuori mercato gli imprenditori con una maggiore sensibilità etica, e anche più efficienti (visto che riescono a stare a galla nonostante gli oneri che gravano sulle assunzioni regolari). Del resto, lo stesso Stiglitz, nel suo libro, ci ammonisce: dovete far diminuire la disoccupazione, altrimenti poi gli immigrati non si trovano bene - ricordate la recensione? E qui si arriva al nodo, al solito nodo: l'Europa ci impone fardelli, come quello dell'accoglienza, che poi non ci mette in condizioni oggettive di sostenere (la prima condizione sarebbe un'economia sana, libera da regole assurde e naturalmente nel pieno possesso della sovranità monetaria), fardelli che si guarda bene dal condividere, e che alleggerisce di tanto in tanto per motivi elettoralistici, quando teme che la pentola a pressione possa esplodere. Vedete ora affollarsi palinodie e notizie più o meno credibili: Themis al posto di Triton cambierà tutto... per non cambiare nulla! Ma intanto il titolo è fatto, e il popolo si placa.

Ammirate l'eterogenesi dei fini!

Questa sinistra composta da intellettuali così attenti, da giovani, a criticare il dogma liberista della perfetta mobilità dei fattori produttivi (capitale e lavoro), si è poi convertita. Le liberalizzazioni sono diventate "di sinistra" perché il mercato ha sempre ragione, anche quello degli schiavi. Io pensavo che fosse possibile far capire alle sedicenti élite progressiste come lasciare la briglia sul collo al capitale finanziario non porti né alla prosperità né alla pace sociale. Non ci sono riuscito, nonostante una crisi bancaria piuttosto evidente. Per fortuna il popolo ha capito da solo che la perfetta mobilità dell'altro fattore di produzione, il lavoro, non è sempre cosa buona e giusta, e il 4 marzo se ne ricorderà...)

85 commenti:

  1. Grazie a Mario Bianchi (o Paolo Rossi o Fabrizio Verdi) per il coraggio di resistere... mi verrebbe da dire 'come lo zio'. E già che ci siamo, a proposito del bracciale elettronico per i dipendenti Amazon di cui si parla questi giorni, non vi sembra che, grazie al progresso tecnologico, si sia riusciti a superare l'antiestetico numero tatuato sull'avambraccio?
    Grazie Prof per la sua candidatura!

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    1. A me invece questo braccialetto elettronico sembra tanto un tentativo di assist per il pd, cosí hanno una piccola "battaglietta" nuova da fare sotto elezioni.

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    2. Concordo pienamente con te, Cristina. Ho pensato la stessa cosa dal primo momento in cui ho sentito parlare della questione.

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  2. Grazie!!! La sua candidatura mi da qualche speranza e voterò Lega convinto. Tuttavia penso che se siamo arrivati a questo punto è perché i nostri avversari proprio stupidi non sono. Chi vuole sottomettere l Italia ha grandi risorse e intelligenza a disposizione. Possiamo solo sperare nella aiuto degli USA qualora abbiano qualche convenienza ad aiutarci. In questo caso dovremmo essere pronti a cogliere l occasione. Le speranze non sono molte di uscire bene da questo pantano. Grazie professore per provarci
    Franco

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  3. Grazie anche da parte mia, che tuttavia avrei votato comunque per la Lega in macanza di alternative praticabili.
    E' gia' stato detto qui, ma mi piace ripeterlo e ribadirlo: ci hanno portato a una situazione in cui il voto "per" non e' piu' possibile e non ci resta altro che votare "contro": Bagnai e la Lega, anche disgiuntamente, servono egregiamente all'uopo.

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    1. Secondo me questa volta è diverso. Io personalmente non lo vivo come un voto "contro" ma come un voto "per": se la Lega ha scelto Bagnai come uomo di punta non è perché Bagnai si è spostato a destra ma perché la Lega si sta spostando a sinistra, colmando uno spazio lasciato quasi vuoto.
      In quanto elettore di sinistra, mi ritengo più soddisfatto di quanto non lo sia mai stato nelle ultime votazioni!

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  4. Ah... Fermi tutti... Qui c'è un cortocircuito morale grosso come una casa: l'imprenditore patriottico dà per scontato che i tirocinanti propostigli dalla coop "Deflattori & Co." sarebbero utilizzati in mansioni di vero e proprio lavoro subordinato. Non prende neanche in considerazione che possano frequentare l'azienda per un tirocinio formativo ed è certo che chi acconsentisse ad accoglierli, foss’anche egli stesso, li impiegherebbe per ottenere un vantaggio competitivo dovuto al basso salario e non investirebbe risorse proprie per formarli e integrarli.
    Non sembra accorgersi, il nostro imprenditore, che lo scopo del tirocinio finanziato dalla Regione in cui vive non è quello di fornire un “lavoro semischiavistico” ma di formare ed educare persone che risiedono – temporaneamente o meno – legalmente - fino a prova contraria – nel nostro Paese.
    A questo proposito lo Stato concede a queste persone la possibilità di un periodo formativo della durata da 3 a 6 mesi erogando a chi li “ospita” fino a 6000 Euro che dovrebbero servire “a rimborso di un'indennità corrisposta al tirocinante e per la effettiva realizzazione di servizi aggiuntivi di supporto al percorso formativo”, cito da pagina del Ministero del Lavoro.
    L’mprenditore, quindi, sarebbe rimborsato del tempo e del lavoro dedicato alla formazione di queste persone. La formazione per l'integrazione, non la semi-schiavitù, per cui si cerca la collaborazione – retribuita - della cosiddetta "società civile".
    Ma l’imprenditore nostro pensa sia meglio che si impieghino quei soldi per fargli assumere uno stagionale in più. Uno stagionale. Che poi sarebbe esattamente la logica del JOBS ACT. E la presunta "moralità" consisterebbe nell'assumere un italiano anziché uno straniero.

    Ma ci rendiamo conto dove ci porta la propaganda?

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    1. Ma piantala, così, almeno, mi togli lo scrupolo se mandarti in modo garbato o come "naturalmente" meriteresti.

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    2. La logica del jobs act è quella di gestire una disoccupazione a due cifre, perseguita ad hoc rendendo più stringente il vincolo esterno della bilancia dei pagamenti mediante un cambio rigido,l' euro, cioè demolire potere contrattuale e diritti del lavoro, peraltro costituzionalmente garantiti. L' aumento di offerta di forza lavoro immigrata è funzionale allo scopo, per la semplice legge della domanda e dell' offerta, per questo altamente destabilizzante. Non è certo distruggendo il reddito degli italiani che possiamo pensare di contribuire alla emancipazione e al pieno sviluppo della persona in Italia e altrove.

      Tornando a noi...
      il liberalismo, inteso sommariamente come la filosofia politica che intende riconoscere diritti inviolabili all' individuo, non prevaricabili da nessun sovrano (sia esso il monarca o il popolo), è necessario che non si ponga nella condizione di essere demonizzato dal popolo. J.M. Keynes ci ha efficaciemente spiegato 80 anni fa il "che fare"!
      Che il circuito mediatico-accademico sia da quasi un secolo impegnato a neutralizzarne il pensiero ci fornisce forse l' intimo significato della candidatura del prof. Alberto Bagnai in Lega.

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    3. Tirocini formativi come questi!

      Serendippo tu sei un infame, perchè parli di cose che non conosci sicuramente protetto dal guscio di una pensione sicura o altra prebenda che ti procuri col tuo sporco lavoro di servo.
      Ammesso che un imprenditore sia in grado di fornire tirocinio ad un italiano a 400 euro al mese e sia onesto, ciò sarebbe anche possibile date le condizioni di conoscenza della lingua, condizione di scolarità e di altre caratteristiche logistiche, alloggio, pulizia personale ed altro.
      Per formare un cittadino italiano, per i motivi esposti, forse sarebbe possibile farlo a patto che l' integrazione monetaria fosse tale da consentire di porre una persona a disposizione di massimo due/tre allievi a testa, certamente un imprenditore che ha già abbondanti impegni e non solo di produzione ma anche di tipo amministrativo e fiscale e non può dedicarsi personalmente al compito e di questi tempi è già difficile far rendere l' azienda che deve fornire di che vivere all' imprenditore, ai dipendenti ed alle loro famiglie.
      Per inciso nell' ambito delle attività di ogni tipo, sia destinate al mercato interno sia all' esportazione, qui se ne parla da anni, la competitività viene realizzata attraverso la compressione dei salari e delle garanzie occupazionali.
      La realtà è che poi gli imprenditori onesti come il nostro, si rifiutano di accettare anche questa vergognosa ed immorale pratica. Altri, invece lo fanno spesso spinti da condizioni estreme di sussistenza in un percorso terminale di pre fallimento.
      Passando al tema che sollevava il nostro imprenditore, oh infame e ignobile serendippo, dovresti capire che ciò che ho sopra esposto per un connazionale giovane e dotato di superiori possibilità, diventa inpraticabile per un immigrato.

      Vergognati perDio!

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    4. Ma lei come lo immagina il tirocinio? Sette ore seduti sui banchi come fossero a scuola? E quanto costerebbe? Ma quando mai un imprenditore fa "corsi" di formazione? L'imprenditore fa apprendistato, che è lavoro guidato e supervisionato. Se costa nulla solo per certa parte dei "presenti" sul territorio, questa è una forma di esclusione sociale, tra l'altro su basi etniche e razziali. Unisca i puntini e se ne faccia una ragione.

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    5. La teoria é bella, la realtà temo sia quella indicata dall'imprenditore patriota. Per quanto riguarda la moralità mi piacerebbe vivere in un posto dove essere cittadini conti qualcosa, magari si stimolerebbe ad assumare usi, costumi e lingua italiche a chi, non integrato, risulta non interessato e non motivato

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    6. Ma..ma...Il solito Troll scusa la domanda impertinente ma ti pagano??
      Sai ho amici che hanno bisogno di lavoro e....
      Sarebbero disposti anch'essi a trollare... che non si fa per vivere!! Se servono rinforzi avvisami #seiunpippo....

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    7. Caro,....secondo te, passati i mesi di formazione, cosa farà l'azienda: assumerà questi sfortunati giovani con regolare contratto di lavoro o si farà carico, ancora con soldi non suoi,di formare altri sfortunatissimi tirocinanti ? Ma l'ipotesi che, mentre un'azienda forma un tirocinante su una piegalamiere gli faccia produrre, con quella stessa macchina, secchiate di cardini e bandelle col fine moralmente elevato di insegnargli a usare la macchina con destrezza, non la prendi in considerazione ? Secondo te questi cardini a quanto te li venderà: a prezzo pieno o al 50% in meno perché prodotti da una forza lavoro non retribuita?.
      ....L'immagine di secchi pieni di cardini e bandelle non è casuale.. Ti ricorda qualcosa ?

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    8. Mi verrebbe da dire "ci fai o ci sei"? Hai mai sentito parlare della formazione permanente? Io sì, e vent'anni fa sembrava una cosa molto progressista e piena di promesse, ho capito dopo che significa che tu un lavoro a tempo indeterminato te lo scordi. Questo tipo di contratti serve a chi dà lavoro per non pagare i contributi di un'assunzione vera, e a chi lavora a pensare che prima o poi un lavoro fisso lo avrà... se ci arriva vivo. È questo anche lo scopo del servirsi di lavoratori interinali. Ovviamente ti devi sobbarcare i costi (e la perdita di tempo) di istruire una persona nuova ogni tre/sei mesi, con evidenti svantaggi in termini di efficienza e produttività, ma il risparmio rende miopi molte persone. Mario Bianchi (o Paolo Rossi) è una persona che pur in difficoltà decide di non accettare di sfruttare delle "risorse" che dopo sei mesi manderebbe a casa e assume con contratto regolare uno stagionale. Hai presente che ci sono molte attività che hanno necessità di più lavoratori in determinati periodi? Pensi che nelle località di mare o di montagna ci siano gli stessi lavoratori in estate e in inverno? O dove si vive di agricoltura? Chiunque venga assunto per fare un determinato lavoro fa un periodo di prova e di tirocinio, in cui impara a svolgere le mansioni per cui è stato assunto. Solo che poi continua e per quel periodo riceve comunque una retribuzione, non il vitto.
      Sei un esempio abbastanza lampante di dove porta la propaganda, questo bisogna riconoscertelo.

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    9. Propaganda di che?

      L'imprenditore dice molto chiaramente nella lettera di aver ricevuto una offerta per "accogliere in azienda stranieri extracomunitari tirocinanti con il solo obbligo ... di fornire loro il vitto".

      Da wiki:
      "Il termine tirocinio (dal latino tirònes o dal greco tèrèo), anche stage (pronunciato /'staʒ/ in francese), indica un'esperienza presso un ente, pubblico o privato, di durata molto variabile, allo scopo principale di apprendimento e formazione, generalmente finalizzata all'ingresso del mercato del lavoro."

      Ora per poter accedere ad un tirocinio (internship) occorre che sia preliminarmente stabilita l'idoneità del tirocinante da chi li deve ricevere nella propria organizzazione.

      Ma anche supponendo come finalità minima del tirocinio il solo apprendimento [di cosa non è dato sapere, probabilmente anche il lenocinio potrebbe andare bene], quale è la probabilità di un immigrato NON RICHIESTO di possedere il requisito minimo per apprendere in Italia, cioè di parlare, scrivere e di comprendere l'italiano (senza aver frequentato i cicli scolastici obbligatori della scuola pubblica)?

      Sono forse previsti test sulla conoscenza dell'italiano da parte delle "cooperative Deflattori & Co." per gli immigrati non richiesti che avviano al tirocinio?

      A me (sessantenne disoccupato, curriculum 10/10, ottimo, 60/60, 110/110 e 30 anni di esperienza internazionale) per fare domanda presso un ente pubblico in cui era richiesta la conoscenza dell'inglese è stato richiesta la certificazione MIUR (costo di circa 200 Euro) e l'ente certificatore doveva essere scelto obbligatoriamente tra quelli previsti per legge, che sono tutti esteri!

      Per quello che riguarda la formazione poi, se non ci sono le condizioni di mercato (i.e. aspettativa di guadagno degli imprenditori) per offrire tirocini agli italiani scolarizzati stessi, perchè mai ci dovrebbe essere un percorso preferenziale FINANZIATO CON FONDI PUBBLICI per gli immigrati non richiesti?

      Il Governo come lei, caro Serendippo, gioca con le parole (così come nel caso della ridicola alternanza "scuola-lavoro"), ma la vera propaganda, quella di Governo e dei gazzettieri non fa più presa su nessuno sano di mente.

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    10. Quindi: l'n-esima riforma (tirocinanti che non parlano nemmeno la lingua pagati dallo stato, mi dica Lei in quale altro paese al mondo succede ciò) per contestare la riforma n-1 (jobs act)...
      ma questo è un caso per Super Pedante!

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    11. Qualche anno fa avevo proposto un servizio ad alcune Camere di Commercio della Lombardia.
      Una di queste mi aveva ricontattato. Ecco come.

      - Buongiorno, non la chiamo riguardo al servizio che ci ha proposto. Volevo informarla che stiamo dando la possibilita' di assumere stagisti.
      - Ah, no grazie, non mi interessa.
      - Ma guardi che costano poco.
      - Si', ma non mi interessa, perche' non ho lavoro da fargli fare.

      Nessun cenno e' stato fatto alla necessita' di formare lo stagista. L'accento e' stato posto esclusivamente sull'aspetto del basso costo.
      Consideriamo anche un altro aspetto, la serialita': gli stagisti e i datori di lavoro non sono poche unita', sono migliaia, i primi, e centinaia, i secondi. E gli stagisti vengono proposti continuativamente nel tempo, tutti i mesi dell'anno da diversi anni.

      In quanto ancora basito dalla figura moderna dello stagista, non sono riuscito a riflettere sull'aspetto della cittadinanza dello stesso.

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    12. A parte il fatto che le leggi, se possono esere abusate, lo sono; il problema risiede nel fatto che si facilita l'inserimento nel mercato del lavoro di stranieri quando, cito "tecnicamente è senza lavoro circa un decimo della forza lavoro".
      Fossimo alla piena occupazione e le aziende cercassero disperatamene personale, sarebbe comprensibile.

      Roberto Seven

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    13. Se non ti sono chiari i fini e non hai i mezzi intellettuali per decifrarli, attieniti ai risultati, che sei costretto a constatare: lavoro gratuito soppianta lavoro retribuito. Tanto basta per dare un giudizio su questo genere di iniziative. La morale è roba per gente con la pancia piena.

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    14. Che tu non veda moralita' o differenza tra l'assumere un Italiano e uno straniero, a me, emigrato dall'altra parte del pianeta, la dice lunga...ma, sic transit gloria mundi, nel caso specifico. Nello stesso caso specifico, mi pare tu non abbia letto quelli che, fino a prova contraria , sono i fatti. La "Deflattori & Co" ha fatto chiaro, nella proposta, che l'imprenditore non sarebbe rimborsato di niente, al contrario di quello che tu vai asserendo, ma, lascia chiaramente intendere, nell'innuendo, che il "vantaggio" dell'imprenditore e' quello di far lavorare in cambio di un pasto i soggetti proposti. Devo dedurne che il rimborso fino a 6000 euro venga incassato dalla "Deflattori e Co" che ovviamente , li girera' in maniera trasparente corrispondendoli al tirocinante, cosa di cui siamo certi tu abbia verificato di persona. E comunque, nell'afflato umanitario che ti contraddistingue, continui ad evitare il nocciolo della questione. In un Paese dove apparentemente un decimo della forza lavoro e' senza lavoro, ma oltre un terzo non riesce a far campare la famiglia, il titolo di legalita' della persona accolta temporaneamente o meno – nel nostro Paese, lo voglio scrutinare molto, ma molto da vicino. Queel che non hai capito e non capirai e' che pressoche' tutti quelli che seguono Alberto ( e che lo voteranno..) sanno che e' la "moralità" nell'assumere un italiano anziché uno straniero non e' presunta, e' certa. Ci rendiamo conto dove ci porta la propaganda? Perfettamente ! La tua ci porta dove siamo arrivati oggi e non vogliamo piu' essere. Sparisci, miserabile !

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    15. Stop the bullshit. Il lavoro stagionale è lavoro degnissimo, che richiede ovviamente una particolare protezione e cura (di cui il governo si è disinteressato).
      Invece i nostri amici negrieri - a loro volta incatenati - vanno a proporre questo tipo di schiavitù perché sanno che quello serve, e devono chiudere un tot di contratti al mese. Chiamala pure formazione, ma a parte pochissimi casi ci stai prendendo in giro.

      Il nostro imprenditore non accetta questa logica: a lui servono stagionali, e prende stagionali pagandogli un salario. Per me, fa una scelta moralmente giusta che gli costa quattrini, visto che il sistema gli permetterebbe ben altre scappatoie, e chiudendo tutti e due gli occhi.

      Peraltro attenzione: quello dei contratti con contributo pubblico diretto è un caso particolare. Il resto è sostegno INDIRETTO. I nostri fratelli immigrati inseriti nell'accoglienza diffusa ricevono alloggio ammobiliato, vitto, vestiario e oggetti di prima necessità, abbonamenti gratuiti per i mezzi pubblici.
      A quel punto possono facilmente permettersi di lavorare a meno di noi, facendoci, mi spiace dirlo, concorrenza sleale; poi tutto quello che gli avanza - in moneta forte - lo inviano tramite rimesse, senza sostenere l'economia locale. Questo sistema ha senso SOLO se si tratta di proteggere dei profughi. E NON sono profughi, per la stragrande maggioranza.

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    16. Che considerazioni ridicole!
      Chiunque abbia mai lavorato in un'azienda sa che ciò che dice il sig. Mario Bianchi (o Paolo Rossi) corrisponde alla realtà: i "tirocinanti" sono lavoratori senza stipendio.
      Del resto non si può pretendere che tu parli di cose di cui capisci qualcosa.
      Per questo fai propaganda, e insinui che altri siano disonesti pur di non ammettere che il sistema su cui si fonda la finta solidarietà sia marcio.

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    17. Lo psicologo Paul Watzlawick, studiando le patologie mentali, ci ha detto che la comunicazione umana è sempre costituita da due parti. L'informazione in sé – ad esempio "oggi piove" – oltre che comunicare qualcosa di oggettivo, trasmette anche un’influenza sul comportamento di chi riceve l'informazione.

      Nelle relazioni "normali" la componente "numerica" (cioè l'informazione in se) è preponderante mentre, quella "analogica" (ovvero il tentativo di influenzare il comportamento degli altri), è minoritaria.

      Nelle relazioni patologiche, come ad esempio quella che lei ha verso i lettori di questo blog, la parte "numerica" si affievolisce fino a scomparire, subordinando la comunicazione al mero tentativo di influenzare il comportamento degli altri.

      Nelle patologie mentali i "matti" come lei raccontano cose senza significato "numerico". Comunicano soltanto la parte “analogica”. Lei sta solo cercando di occupare la mente dei lettori di questo blog con le sue mattane. Vuole solo essere al centro dell’amorevole attenzione del Professor Bagnai. Un comportamento che alla lunga è autolesionista (peggiora il suo status), ma che nel breve le regala un’inebriante potere verso i suoi "servitori-salvatori", che saremmo noi lettori.

      Lei è più che altro viziato dall'autocommiserazione. Lo stato di benessere in cui vive, conferitole dalla sua malattia, va rimosso per il suo stesso bene, togliendole la droga dell'autocompatimento. Ritengo, quindi, che i lettori di questo blog debbano prenderla metaforicamente a calci in culo e riempirla del loro disprezzo per essersi arreso a questo gioco infantile, e smetterla di compatirla. Vada pure aff ... Se poi ha bisogno di uno psicologo, fra i lettori del blog ce ne sarà senz’altro qualcuno.

      Toussaint

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    18. Serendippo, ci sei o ci fai? Evidentemente la cosa dal punto di vista lavorativio non ti tange, altrimenti faresti ben altri discorsi (a proposito perché non fai outing? Che lavoro fai? Se facessimo un sondaggio scommetto che ne scopriremmo delle belle). Torniamo proprio al cuore del problema: "Non sembra accorgersi, il nostro imprenditore, che lo scopo del tirocinio finanziato dalla Regione in cui vive non è quello di fornire un “lavoro semischiavistico” ma di formare ed educare persone che risiedono – temporaneamente o meno – legalmente - fino a prova contraria – nel nostro Paese". Ora il problema se non l'hai capito è proprio quel "temporaneamente o meno" che per i lavoratori (VERI) farà la differenza. Se ci arrivi non ti devo nemmeno spiegare il motivo, altrimenti lascia perdere, tempo sprecato. Anche sul "legalmente" avrei da ridire: quanti rifugiati (VERI) abbiamo tra le persone che giornalmente arrivano sulle nostre coste? Una volta verificato che NON HANNO I REQUISITI PER RESTARE QUI perché non vengono rimandati indietro? Come ho detto in altro post, sei inutle: non vedi la guerra tra poveri che queste dinamiche innescano, e noi certi "buonismi" semplicemente non ce li possiamo permettere. Vorrei vivere in Norvegia.

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    19. Mi perdoni, ma lei non trova un po' strano che le autorità che si occupano di questi tirocini formativi propongano i "tirocinanti" ad un'azienda come quella del Sig. Bianchi, che non mi pare assolutamente nelle condizioni di ospitarli? Non trova che dovrebbero essere aziende sane, in una condizione strutturata e di mercato favorevole a dover ospitare progetti del genere? Non pensa che proporre percorsi simili ad aziende in difficoltà conduca direttamente allo sfruttamento del lavoro? Sa com'è non tutti gli imprenditori sono dei benemeriti e molti arrancano semplicemente per sopravvivere.
      E poi lei ha mai conosciuto alcuni degli stranieri che arrivano avventurosamente in Italia? Beh io sì, e le posso garantire che ci vorrebbe altro che un "tirocinio formativo". Le condizioni di padronanza della lingua, dei metodi di lavoro, delle relazioni sociali e umane in Italia, li rende lontanissimi dalla possibilità di acquisire competenze strutturate in un simile "tirocinio". Ragion per cui si finisce quasi inevitabilmente a impiegarli in mansioni manuali di basso profilo per le quali la "formazione" non è grandemente necessaria... Tra l'altro, non per fare le pulci all'attività del Sig. Bianchi, ma per come la descrive la sua attività e la zona in cui presumo si trovi, credo si tratti di un'azienda agricola o simile. Lei è convinto che il "tirocinio formativo" sia la soluzione appropriata per degli stranieri in quell'azienda? E per l'azienda stessa? O forse in realtà non sarebbe più sensata quella del lavoro a tempo determinato, o dell'apprendistato? Quale "formazione" dovranno mai accumulare queste persone, se il lavoro fondamentale che si svolge nell'azienda è raccogliere ortaggi? Cosa diventeranno se non manodopera a costo zero? Pensa veramente che li si possa formare ad esempio nel ramo amministrativo, gestionale o più tecnico dell'azienda?
      Vede, purtroppo dietro alla bella facciata della "formazione" si nasconde in effetti la bieca fornitura di materiale umano, pur di smistarlo in qualche modo, che è l'esatta sensazione che ho avuto io quando ci ho lavorato e mi sono stati "scaricati" senza troppi complimenti gli immigrati per formarli, con prospettive reali di formazione e inserimento praticamente pari a zero.
      E' il solito problema: un paese in situazione di piena occupazione e con un'economia sana può permettersi di accogliere immigrati e di formarli, un paese come l'Italia attuale NO, o comunque in misura limitata e in condizioni adeguate, non quelle del Sig. Bianchi. E' un paese in cui un'operazione del genere si tramuta direttamente nello sfruttamento della manodopera per deflazionare il mercato.

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    20. L'imprenditore patriottico dà per scontato che i tirocinanti propostigli dalla coop "Deflattori & Co." sarebbero utilizzati in mansioni di vero e proprio lavoro subordinato?

      Vediamo un po' se ha torto o ragione:


      Episodio 1) Medio supermercato della città di Arezzo, blocco delle assunzioni stagionali. Ma chi terrà in ordine, ad esempio, il reparto ortofrutta? Naturalmente la ragazza camerunense (è presente in turno da sola, mentre il caporeparto è nel magazzino intento a scaricare un camion) inserita dalla cooperativa di servizi nella cooperativa di consumo...ovvio. Ho pure la fortuna di assistere all'incontro tra il tutor e la tirocinante.
      Lui: no, no, continua pure il tuo lavoro...volevo solo chiederti come sta andando l'inserimento
      Lei: bene, non c'è male (mentre pesa e blistera un po' di cavolfiore per gli acquisti del tardo pomeriggio)
      Nel frattempo, come contorno, un somalo ospite della vicina cooperativa dell'accoglienza, agita un blocchetto di buoni pasto sbraitando...mi è stato detto (dal tutor dell'associazione di promozione sociale italiana fondata a Firenze) che con questi posso acquistare tutto! Tutto certo (le risponde l'operatrice del punto informazione) addirittura scatolame ed altri prodotti il cui acquisto non consentiamo alla nostra normale clientela...ma i superalcolici proprio no! Lui insiste, l'operatrice non molla la presa, interviene la sorveglianza privata.

      Episodio 2) Ipermercato della periferia fiorentina, blocco delle assunzioni stagionali (quelle a tempo determinato/indeterminato nemmeno a parlarne), chi terrà mai in ordine gli scaffali, ad esempio del reparto bevande? Naturalmente il ragazzo togolese inserito dalla cooperativa di servizi eccetera eccetera...

      Episodio 3) Ore 7 della mattina nella campagna della provincia fiorentina all'interno del territorio di un importante consorzio del Chianti. Un furgone con scritta 'Cooperativa servizi agricoli' si ferma in una piazzola a bordo strada e scarica 5 ragazzi con la faccia di chi è appena sbarcato al porto di Catania. Veloci, velocissimi si infilano tra le vigne: è novembre, tempo di potatura invernale. Arrivo al bar del capoluogo e incontro un vecchio amico.
      Io: Ciao! Come va?
      Amico: Mmmh, insomma...
      Io: La tua attività di ristorazione con la pizzeria?
      Amico: Lo sai, per me era una attività messa in piedi con il coraggio della disperazione, è andata male. Poi ho lavorato un anno nelle vigne qua intorno, raccolta uva e potatura, quest'anno nemmeno quello, l'ufficio di collocamento non ha ricevuto richieste...chissà perché?
      Io: Vieni, facciamo colazione insieme, poi ti porto ad un paio di chilometri da qui...

      Qualcuno, come al solito, si è fatto prendere la mano ed ha inserito, addirittura nelle vigne di Sting, un po' troppi profughi senza nemmeno il contratto da tirocinante. Il cantante vignaiolo si è dovuto recare in tutta fretta alla procura di Prato per spiegare la sua estraneità ai fatti " Non sono responsabile del caporalato nelle mie vigne" e successivamente strimpellare una canzoncina riparatrice e strappalacrime a favore dell'attività delle ONG in uno spettacolo televisivo serale di Roberto Bolle.

      Episodio 4) Ipermercato della città di Genova, rilevamento prezzi per società privata (no Istat) condotta da due ragazzi pakistani...chissà chi li avrà mai inseriti?

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    21. Esatto. Con quei quattrini li accompagnavi gentilmente alla porta. Non attacca, gli immigrati in Italia sono sempre arrivati, e nessuno lo ha mai considerato un problema, visto che i numeri erano bassi, il lavoro c'era, e noi siamo civili. Il troppo stroppia sempre, saranno - anzi sono - guai.

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    22. E perché mai lo Stato dovrebbe investire 6.000 euro per un individuo che ha scelto di venire, forse illegalmente,in Italia ? Ci sono milioni di cittadini italiani, già tax payer, figli di tax payer e nipoti di italiani morti sul Carso, che sopravvivono in condizioni di indigenza e che hanno estremo bisogno di uno Stato che investa su di loro per quale logica perversa lo Stato dovrebbe rompere il patto sociale con i tax payer ed investire sugli immigrati ?

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    23. Quindi lo stato da pure fino 6000 euri all' imprenditore che "forma" queste persone. Sai quanti ne conosco che non hanno bisogno di personale (vedi alla voce "la situazione della mia azienda non è cambiata") ma non farebbero a meno dei 6000?
      Tra l'altro la dizione "fino a 6000" mi fa capire come stiamo messi così male che pur volendo non possiamo aiutare nessuno. Per concludere nel mondo normale è l imprenditore che fa le sue valutazioni su chi deve assumere e si assume il rischio di chi si ficca dentro casa e non mi pare tanto carino che gli vada a bussare lo Stato per chiedergli di assumere qualcuno offrendogli 2 spicci (che poi sono i soldi pubblici con i quali si potrebbero fare cose pubbliche).
      Tornando quindi alla domanda del post : sì... L immigrazione è la prosecuzione della deflazione salariale e qui ne vediamo le mosse da manuale.

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    24. serendippo capisco da come scrivi che sei leggermente distante dalla realtà del mondo attuale , ti potrei invitare qui da me a vedere gli italiani a che punto sono arrivati a forza di seguire le 'politiche strutturali' di personaggi a cui l'ignoranza non è più una vergogna ma un vanto !

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    25. Davvero, ci rendiamo conto di dove porta la propaganda? Io sto vedendo immigrati prelevati dai centri e portati la mattina a "rendersi utili", ovvero a svolgere lavori di manutenzione che un tempo erano svolti da personale comunale, o provinciale, o da quanti inseriti nei "lavori socialmente utili"... qualificazione e formazione: etichette politicamente corrette attaccate sul nulla assoluto strategico e piegate a giustificare nuove forme di lavoro servile.

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    26. Scusa Serendippo ma, in sostanza, il fatto (ed è un fatto) che le cose funzionino come dice Paolo Rossi (o Mario Bianchi) e non come dovrebbero programmaticamente andare me lo chiami propaganda.
      Orwell te spiccia casa.

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    27. ora capisco che il tirocinio in una fabbrica per insegnare ad usare il tornio computerizzato comporta una attività e costo per l'imprenditore che quindi giustamente dovrebbe essere "rimborsato del tempo e del lavoro dedicato alla formazione" ma...
      ... nel campo dei servizi alberghieri, dicansi dei servizi alberghieri, il tirocinio storicamente come è stato usato?
      Per insegnare a rifare i letti, a pulire i servizi igienici, a portare le valigie, a tagliare l'erba, ad innaffiare le piante, a rispondere al telefono e prendere nota, a prendere ordinazioni su uno smartphone, a togliere i piatti, a mettere i piatti nella lavastoviglie, a riempire bicchieri, a svuotare bicchieri, a lanciare sacchi della spazzatura nei cassonetti, ad intrattenere le ospiti nordiche (che così potranno evitare di andare in vacanza in kenya), a fare cosa?
      Oppure nel settore dei servizi il tirocinio è solo un tipo di contratto che permette all'impresa di ridurre il costo del lavoro? Di quale formazione, educazione, integrazione va cincischiando?
      PS immettere improvvisamente queste persone (incapaci di vivere seguendo i nostri standard di convivenza civile) in aziende a contatto con il pubblico creerà dei casini, ovvero delle brutte notizie di cronaca

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    28. 24 risposte al mio piccolo post, credo sia un record: alcune sono di poveretti da aiutare, la maggior parte sono di persone che – legittimamente – riflettono sul proprio ombelico, alcune riprendono slogan e luoghi comuni della destra xenofoba. Quella che mi è piaciuta porta la firma del signor Guido Piccinini che ben rappresenta la complessità del problema. Complessità creata dagli stranieri o dall’andazzo italico? Le opinioni sono varie. Mi pare che in ogni caso la ragazza del Camerun e il giovane del Togo comprendessero e parlassero l’italiano e si sentissero in qualche modo inseriti in un consesso umano. Se invece si pensa che sia meglio lasciarli vagare senza scopo e senza mezzi di sussistenza si può anche fare. Forse si deve capire che quando gli immigrati sono qui, che sia giusto o sbagliato, che dipenda dalla nostra inerzia o meno, che ci fioriscano sopra traffici opachi o francamente illegali, si devono in qualche modo gestire.
      Naturalmente per certe orecchie è meglio sentire che gli immigrati non dovrebbero esserci e se ci sono andrebbero cacciati seduta stante; non a caso le soluzioni semplici dei problemi complessi sono alla base del populismo.
      Non siate autorazzisti però, così come riusciremo a imbroccare le giuste politiche per la crescita quando riavremo la sovranità monetaria, possiamo riuscire – noi italiani - a non sfruttare i tirocinanti a non impiegarli come forza lavoro tout court e a non fare la cresta sui rimborsi regionali.

      Ah, non avete per caso notato in questi giorni gli effetti di certa propaganda?

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    29. Sereno hai ragione, e inoltre sono davvero razzisti quelli che pensano che i privilegi del tirocinio siano riservati ai soli immigrati. Certamente anche tu come me, e non come i retrogradi di questo blog che stanno sempre in casa seduti come Budda a ripetere il mantra "no euro, no euro", anche tu metterai ogni tanto piede fuori di casa, e su qualche negozio vedrai un cartello "cercasi apprendista". So per certo che ci sono padroni così generosi che quando un apprendista ha appreso, ne prendono subito un altro, e non è per il minor costo (che maligni a pensarlo!) ma per offrire l'opportunità di apprendere a più persone.
      Ci sono poi è vero negozi che si scambiano gli apprendisti ma è solo perché han la testa così dura che evidentemente non imparano.
      Alcuni poi nella stagione estiva non accolgono con gioia l'opportunità di apprendere per 12 ore di seguito e si licenziano per tornare da mammà, ma sono sicuro che le new entry saranno migliori, anche perché mammà è in Africa - un po' scomoda, e sapranno apprezzare meglio il periodo di schiav... volevo dire tirocinio...

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    30. Fa male leggere i post di Serendippo. Fa male vedere una tale mancanza di empatia di fronte alle ingiustizie, vedere ostentata e ammantata di ipocrisia la sordità di una élite internazionale che PRIMA bombarda, POI usa i profughi come scusa per alimentare il suo traffico di schiavi, DOPO affetta impotenza "eh, ormai son qui..." E INFINE ha l'ARROGANZA di voler ZITTIRE le civili lamentazioni di un popolo sofferente, casomai qualche pazzo armato dovesse fare quel che spesso i pazzi armati fanno.
      Fa male, e fa rabbia. Ma esorto tutti a esprimere il proprio dolore e la propria vulnerabilità con coraggio, e trasformare la rabbia in ferrea decisione.
      Perché la rabbia è la reazione che cercano i serendippi che incontreremo ogni giorno, mentre il dolore parla chiaro ed è capito da tutti quelli che soffrono come noi.

      No, caro Serendippo, non possiamo stare zitti perché così piace ai suoi datori di lavoro, e se Lei non è in grado di dare soluzioni, non può accusarci di non capire la complessità. La complessità è molto semplice: siamo una comunità nazionale che ha diritto di esigere che i problemi vengano non "gestiti": risolti. Non "tollerati": corretti.
      Ebbene noi ci riprenderemo il potere dello Stato che da noi emana, dal nostro lavoro collettivo e dal nostro patto sociale. E insieme risolveremo, in modo umano ma deciso, i problemi troppo complessi per voi.

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  5. Vedi Alberto, anche Gailbraith nella sua opera "Il capitalismo americano" spiega esattamente il punto su quella che noi chiamiamo come la sinistra convertita al mercato: la sinistra liberal americana, modello di riferimento per la trasformazione della sinistra nostrana a inizi degli anni '90, riteneva che "grazie alla concorrenza, minimizzando l'esercizio del potere economico privato, e specialmente le possibilità di un suo abuso, si eliminava gran parte delle giustificazioni dell'esercizio dell'autorità governativa nel mondo dell'economia. Non è necessario che il governo controlli l'esercizio del potere privato, se questi non assume alcuna forma nociva".
    Morale della favola: la concorrenza come sostituto dell'intervento dello Stato sia per moderare lo strapotere delle imprese private o di quelle che miravano a posizioni monopolistiche, sia per dimostrare allo stesso mondo delle imprese che lo Stato non è necessario per regolare il conflitto distributivo, una vera e propria forza regolatrice autogenerantesi.

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  6. Premesso che da uomo di sinistra avrei già votato Lega sulla base dei ragionamenti già fatti da Salvini perché in essi già riconoscevo quanto compresi dalla lettura di Gramsci, adesso che il prof. Bagnai (tanto basta il solo cognome ormai ad identificarlo inequivocabilmente) ha sciolto le riserve e a decido di candidarsi, voterò Lega ancora più convintamente, e lo ringrazio soprattutto perché, grazie a questa sua decisione, per la prima volta posso votare respirando a pieni polmoni.

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  7. Mettiamola così: Anche un orologio rotto una volta ogni rivoluzione fa l'ora giusta.
    L'orologio della storia sta facendo l'ora della destra.

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  8. Io cerco di diffondere articoli e video il più possibile cercando di evitare il dibattito: spesso non riesco nell' intento perché i miei interlocutori non sono disponibili a fare uno sforzo.

    È drammatico constatare come la capacità degli individui di elaborare un pensiero critico sia stata disintegrata in questi anni di immersione nella propaganda.

    Voglio vedere cambiare e fiorire questo paese come non ho mai visto, professore siamo con voi.

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  9. Sarebbe interessante anche il post di qualche insegnante contro la buona scuola. Un punto da toccare in campagna elettorale: la sua abolizione.

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    1. Lasciamo stare. Ho in famiglia insegnanti che non riescono ad uscire dal paradigma "io lavoro mentre i miei colleghi meridionali sono tutti imboscati". Il Prof lo dice, che l'euro ce lo meritiamo.

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    2. Proprio no. Ho in famiglia insegnanti che non riescono a insegnare perche' gli studenti sono a fare pulizie al Festival della Comunicazione. E questo gli vale come 'materia'!

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  10. Vorrei obiettare due cose:
    -non sappiamo di che tipo d'impresa si tratta, ce ne sono molte che hanno una tipologia che necessita l'assunzione di stagionali. Questo tipo di contratto é previsto dalla legge per questo motivo ma forse lei ha informazioni sul signor Bianchi/Rossi/Verdi che a noi mancano.
    -l'imprenditore sostiene che sarebbe più saggio utilizzare le risorse economiche ( quelle che lei dice essere stanziate per un percorso formativo) per combattere la disoccupazione degli italiani e io questo lo trovo di buonsenso.
    Se abbiamo la possibilità di spendere 6000 euro di formazione, più vitto e alloggio per collocarli, forse li possiamo utilizzare per pagare un volo aereo di ritorno e per un bonus economico per ricominciare nella loro terra.
    Profughi sempre esclusi.
    Infine sulla propaganda, mi scusi ma pensavo che almeno qui autorazzismo fosse bandito.

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  11. In risposta a Serendipippo : premesso che contratti precari e lavoro stagionale sono comunque, nella misura in cui sono oggi implementati (ovvero se ne abusa), un male per i nostri giovani ; ebbene premesso questo reputo meglio l'assunzione di un italiano (anche con i contratti assai poco tutelati in voga oggi) rispetto ad uno straniero a costo zero o lì vicino. Per riassumere :
    Assunzione con contratto a tempo indeterminato > Assunzione stagionale, a termine ecc. > Assunzione di un cittadino extracomunitario a costo zero.

    Almeno personalmente la vedo così.

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  12. Il non discriminare fra clandestini e rifugiati (strategia utilizzata anche a livello mediatico) si basa sul "diritto alla truffa" ovvero a potersi dichiarare -falsamente- perseguitati con tanto di storie strappalacrime al fine di ottenere vantaggi a cui non si avrebbe diritto (si dice truffa almeno tentata ma nessuno pare notarlo): come al solito per sostenere una politica economica sbagliata le leggi sono create o interpretate ad arte per ammetter come lecito un comportamento che normalmente è illecito (oltretutto se uno sa che andando in Italia a raccontare frottole lo ingabbiano probabilmente cambia destinazione).

    Chi esprime opinioni moderate sul tema (cioè non favorevoli alla svalutazione salariale tramite importazione di manodopera) è sempre "razzista" (o amico/alleato dei razzisti quindi razzista per proprietà transitiva) e se da offeso denuncia gli insultatori essi vengono puntualmente assolti (e di nuovo appare assai malata la giustizia visto che dare del razzista persino a un razzista sarebbe lesivo dell'onore).

    Come far capire agli italiani dopo anni di propaganda che gli hanno sempre raccontato un sacco di balle sull'immigrazione?
    Ci sono ancora milioni di persone che credono davvero che i barconi siano pieni di rifugiati che se non sbarcano in Italia muoiono di fame (in paesi perfettamente autosufficienti) o di guerra (in paesi in pace)... cioè secondo molti italiani tutta l'Africa è una massa indistinta di popoli perennemente guerrafondai che pur avendo autosufficienza alimentare si divertono a gozzovigliare senza mai preoccuparsi di dar da mangiare ai propri figli (una visione che dipinge gli africani come esseri totalmente privi di compassione e di morale).

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  13. Da leggere tutto d'un fiato. Grazie Mario Rossi o Paolo Bianchi e grazie a ...(nome a scelta) Bagnai.
    Dobbiamo riuscire a #conservare quello che ancora non sono riusciti a distruggere o a scipparci per poi riuscire a riprenderci tutto e ricostruire il paese dalle macerie che l'unione europea per mezzo anche dell'euro ha prodotto... ma alla morte non c'è rimedio e il mio pensiero va a tutte quelle vittime che questa guerra silenziosa ha fatto senza sparare un solo colpo... Andate, andiamo a votare! io il #4marzovotolega

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  14. Caro Professore,
    Come i tantissimi altri, ho accolto con soddisfazione e grande speranza la sua candidatura,... complimenti ed un forte in bocca al lupo !!!

    La sicura soddisfazione sarà nell'apprezzare l'inevitabile confronto con la realtà cui Lei (e la squadra che si è scelto) costringerà i vari interlocutori che incontrerà nel dibattito politico, il ritorno improvviso alla realtà dei dati ed al buon senso che, prima o poi, distruggerá definitivamente quello che ancora resta della finta ed ormai folkloristica dialettica tra il "mai con le destre" ed il "mai con le sinistre" portando presto (e questa è la mia speranza piú grande), ad una netta e franca distinzione tra chi sta con il nostro Paese e chi sta contro.

    Con la scelta di candidarsi da "indipendente", provenendo "da sinistra", tra le fila dei "conservatori", Lei ha posto la prima pietra di questa trasformazione e ne rappresenta l'avanguardia.

    Essendo questa trasformazione prima di tutto un processo di consapevolezza, vorrei dire tre cose a quelli che si troverebbero nell'imbarazzo di votarLa perché questo sancirebbe la loro sconfitta culturale:
    1) che questa sconfitta l'hanno già subita se, e quando, si sono resi conto di avere inconsapevolmente sostenuto decenni di politiche contrarie agli interessi del nostro Paese;
    2) che per accogliere gli "imbarazzati", ai classici contenitori della scheda bianca, dell'astensionismo, e dei patetici "piú a destra", "più a sinistra", "più al centro",... di recente si é aggiunto un nuovo contenitore pensato appositamente per gli "imbarazzati": un non luogo culturale in cui si possa comodamente, senza traumi, superare i propri "imbarazzi" e chiudersi nel confort fatato del "mai con nessuno, duri e puri, purché duri"
    3) che chi vuole garantire la continuità delle politiche adottate negli ultimi anni non si preoccupa tanto e solo di chi vincerà alle prossime elezioni, ma anche e sopratutto di chi stará all'opposizione, perché un'opposizione che sia tale, alzerebbe oltre modo il grado di consapevolezza dei cittadini potendo dare origine alla trasformazione sovra auspicata. É per scongiurare questo rischio che il nuovo contenitore tornerebbe tanto utile ai sostenitori del "pilota automatico", agendo verso il basso per sedare gli "imbarazzati" con il tepore del "mai con nessuno, duri e puri", e verso l'alto per dare la garanzia del "purché duri" !!!

    In conclusione cari amici, assumiamoci la responsabilità di votare con consapevolezza :)

    (... detto da uno che ha superato il suo "imbarazzo" riflettendo sul precedente punto 1)

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  15. Se si sceglie la via morale, a meno di essere monopolio, si è già fuori mercato, ma infine, in effetti, ci si può accorgere che la strada della deflazione salariale è comunque senza sbocco. Per molti questo è doloroso da ammettere, per quasi tutti è una riflessione impossibile. Finire fuori mercato significa sparire, chiudere case e paesi, e questo è stato il destino già sperimentato al sud.

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  16. Se una persona si abbandona il paese natio in cerca di migliori condizioni di vita, a causa di un impoverimento della sua terra espropriata e sfruttata da qualche multinazionale occidentale, non è giusto accoglierla? Quale sarebbe l'alternativa? Respingerli alla frontiera? E chi li controlla i chilometri di confine delle nostre spiagge? Autorizziamo a sparare? Fare leggi sull'immigrazione più stringenti? Chi non ha lavoro a casa? Chi paga i costi del rimpatrio? Aiutiamoli a casa loro? Con quali soldi?

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    1. Mi spieghi perché l'aspirazione al benessere dell'amico nigeriano è più importante della nostra aspirazione al benessere e, soprattutto, al mantenimento della nostra identità?

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    2. Cioè fammi capire, curiamo l'effetto e non la causa? Delle multinazionali ce ne freghiamo e ce ne laviamo le mani e non facciamo pagare loro nulla. Dell'accoglienza invece visto che a pagare è tutto lo Stato (quindi anche poveracci a cui i neoaccolti ruberanno il lavoro) invece non ce ne possiamo lavare le mani?
      I profitti al privato e le perdite al pubblico?

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    3. E quanti ne arrivano che hanno diritto? Solo I nigeriani sono 180 milioni. Cosa resta di noi, dopo?

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    4. Ho posto delle questioni reali, pratiche. D'accordo, l'importazione della forza lavoro. Ma avete idea di quanto costa rimpatriare un immigrato? Senza contare che molti arrivano senza documenti, e non è facile nemmeno individuarne la nazionalità. Gheddafi faceva da filtro? Ok, ma adesso la Libia in quanto tale non esiste più. Quindi? Aiutarli a casa loro è un famoso slogan leghista, ipocrita e inutile. Pensare di fermare i flussi migratori è come pensare di fermare un fiume con la mano. E sono d'accordo che il problema andrebbe risolto a monte, ma è una questione di globalizzazione,
      ossia di strategia americana (leggiti qualcosa di Dario Fabbri). Cosa vuoi che possiamo fare noi poveri stronzi?

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  17. Mi sono molto commossa , non avrei mai creduto che ciò che raccontava mio padre , l'avrei rivisto con i miei occhi . Grazie prof per quest'occasione , assolutamente da non sprecare . Concordo con il suo amico , non ce ne sarà un'altra!

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  18. Felicissimo della candidatura del nostro Prof.Entusiasta di poter andare a votare con piena convinzione e a testa alta! Dai che il 4 marzo si avvicina!

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  19. Ne avevo parlato nel mio vecchio articolo su GNOSIS intitolato "l'immigrazione come strategia indiretta" e lo trovate al link http://gnosis.aisi.gov.it/gnosis/Rivista19.nsf/ServNavig/19

    saluti Marco Giaconi

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  20. Mi sono perso il commento, provo a riscriverlo. Chiedo scusa al professore a tutti se venisse pubblicato incompleto.

    Faccio parte del popolo delle piccole partite IVA, anni di studio e aggiornamento professionale continuo come necessario nel campo delle tecnologie aka ICT. Lavoro per un'unica società i cui clienti (banche, assicurazioni, telco, ecc) hanno delocalizzato, sono stati acquisiti, hanno chiuso. Morale: deflazione salariale per tutti; di mio vedo ridotto il mio fatturato (in costante calo negli ultimi 10 anni) del 40%, dalla sera alla mattina. Vuoi continuare a lavorare nell'era dell'€? Questa è la ricetta, altrimenti quella è la porta.

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  21. Professor Bagnai,
    come lei ci ha più volte detto, siamo in guerra. Non mi importa di quale che sia il partito che la ospita. Oggi è più importante avere alleati per una battaglia comune. A guerra finita e vinta ci si pensa.
    Ha tutto il mio appoggio.
    Lei è l'unica persona che avrebbe potuto riportarmi a votare dopo 20anni e il 4 marzo ci sarò e ci saranno quelli ai quali la sto facendo conoscere.

    Si mantenga in buona salute, abbiamo bisogno di lei.

    Raffaele Poppa

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  22. Che poi quelli che "il mercato ha sempre ragione" sono gli stessi che "i lavori che i nostri giovani non vogliono più fare" senza specificare a fronte di quale compenso: insomma, un mercato senza prezzi :\

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  23. http://www.ilsussidiario.net/mobile/Economia-e-Finanza/2018/2/3/FINANZA-e-MERCATI-Che-cosa-c-e-dietro-la-scommessa-sicura-di-Bridgewater-contro-l-Italia/805002/

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  24. "Interpretata erroneamente come un tipico problema di bilancia dei pagamenti, la crisi dell’EZ è in realtà l’esito finale dell’inadeguatezza delle istituzioni europee di fronte ad un break strutturale simile a quello avvenuto negli anni settanta"

    Fonte:
    https://www.eticaeconomia.it/la-crisi-dellunione-monetaria-e-le-relazioni-centro-periferia-in-europa/

    "La crisi strutturale degli anni settanta ha rappresentato uno snodo cruciale nelle modalità della competizione internazionale, innalzando gli standard richiesti per competere sui mercati globali: la differenziazione dei prodotti basata su qualità e innovazione si afferma progressivamente come risposta alla saturazione della domanda per i beni di consumo di massa durevoli. In questa transizione da un regime di concorrenza basato principalmente sui prezzi (price-led competition) ad uno basato sulla differenziazione dei prodotti (product-led competition), alcuni paesi non hanno retto il passo, interrompendo o rallentando il processo di industrializzazione, mentre altri hanno gestito il cambiamento innovando la struttura industriale. Paesi come l’Italia, la Grecia, il Portogallo e la Spagna hanno arrestato prematuramente il processo di rafforzamento della struttura industriale intrapreso (in modo eterogeneo) sino a quel momento. Al contrario, paesi core, come la Germania, con il supporto delle politiche industriali, hanno intrapreso un percorso di riqualificazione e riorganizzazione della struttura produttiva adeguandosi con successo al mutato regime concorrenziale internazionale. In presenza di una simile eterogeneità di strutture e traiettorie di sviluppo, l’abbattimento delle barriere volte alla limitazione dei flussi di merci e capitali tra i paesi che si accingevano ad aderire al Mercato Unico (e poi all’EZ) ha coinciso con l’imposizione di regole eguali tra entità significativamente diseguali. In altri termini, l’EZ viene a configurarsi fin dall’inizio come una costruzione istituzionale con problemi di embeddedness, sradicata, cioè, dagli specifici contesti socio-economici e istituzionali dei paesi membri e indifferente alle divaricazioni nei loro livelli di sviluppo."

    Quindi, non saremmo mai dovuti entrare, ma ora che ci siamo come se ne esce?

    "In questo percorso di upgrading produttivo, lo stato dovrebbe avere un ruolo attivo nel promuovere politiche macroeconomiche e industriali funzionali ad una strategia di sviluppo e innovazione legata ad obiettivi precisi e selettivi: non uno stato “regolatore”, quindi, ma uno stato “imprenditore” e innovatore"

    Si tratta dell'ennesimo lavoro "altreuropeista" ?

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  25. [comunicazione di servizio] so che non è la sede più opportuna, ma se non ha completato il comitato, sarei onorato di parteciparvi. C'è della modulistica da riempire o basta un rito iniziatico?
    In ogni caso, cordiali saluti e in bocca al lupo per le elezioni. Immagino debba essere stato difficile, ma penso che sarebbe stato ancora peggio continuare a ricevere lettere e assistere alla prosecuzione dello sfascio (certo, da qui molte coscienze sono uscite risvegliate, ma in Parlamento sicuramente si può fare anche qualcosa in più per problematiche che non possono più essere rimosse dal dibattito).
    Mi lasci esprimere tutta la mia solidarietà, la mia stima e il mio ringraziamento.

    Arnaldo Manfredi

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  26. Un attacco da parte di LIBRE un sito gestito dalla cosiddetta "massoneria democratica" che fa della disinformazione un arte, con un taglio sofisticato e altamente manipolatorio. Vhttp://www.libreidee.org/2018/02/cera-una-volta-bagnai-fara-lacchiappa-dissenso-pro-silvio/

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    1. Già pensavo che proprio il discorso sull'immigrazione sarebbe stato tra le altre cose il principale mezzo per cercare di fermare Salvini.
      Questo post è importante perché cerca di fermare il giochetto "parli dell'immigrazione" = sei razzista (che sembra essere la nuova versione di "dici qualcosa contro Israele" = sei antisemita)

      Ma non avevo ancora finito di leggere che mi è arrivata in email la nuova campagna di Avaaz (che quando non fa campagne per le balene si conferma ahimé la costola virale dell'intelligence americana).
      La campagna, che proseguirà sui giornali, casualmente (del tutto casualmente) in periodo elettorale, vuole chiedere conto a Salvini per un matto che ha sparato a degli immigrati.
      Mi sono pregiato,di rispondere loro, e grazie al copia e incolla mi permetto di ripetere la mia risposta qui.
      <>
      È stato di sicuro Salvini a bombardare la Libia e depredare l'Africa, così che l'immigrazione ha raggiunto livelli di guardia (complice un malcelato interesse nell'importare lavoratori a basso costo e disperati), ed è colpa sua se ci sono dei pazzi.
      Con campagne come queste guardate allo starnuto senza curare l'influenza, puntate il dito sui bubboni ma non denunciate la malattia delle grandi potenze, dei grandi banchieri, dei grandi petrolieri, dei grandi sfruttatori di materie prime che hanno costretto questa povera gente ad emigrare dalla propria terra. E fate questo in periodo elettorale.
      Dovreste vergognarvi più del povero malato che ha sparato, perché voi un cervello l'avete, e, se non lo fate apposta, dovreste capirlo che vi stanno usando.

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  27. Oggetto: richiesta delucidazione voto utile listino proporzionale.

    Caro Prof, lasciando da parte la sua candidatura nel collegio uninominale di Firenze, dove verrà eletto direttamente se prenderà un voto in più degli altri candidati (Renzi ecc...), volevo chiederLe gentilmente di spiegarci come funziona l'elezione per quanto riguarda il listino proporzionale. Lei dovrebbe essere candidato nel Lazio e Abruzzo. QUi sulla scheda comparirà il suo nome. Nelle altre regioni (io Puglia) per la sua coalizione vedo candidati (a dir poco discutibili) provenienti dall'ex UDC e Forza Italia. I listini bloccati proporzionali sono regionali o nazionali? Come funziona ? Come farebbe il voto dalla Puglia ad influire, sia pur indirettamente, per la sua elezione? Complimenti ai partiti che hanno partorito questa schifezza di legge elettorale. Sto man mano eliminando le iniziali resistenze, dopo le strumentalizzazioni degli ultimi avvenimenti di Cronaca di Macerata (vedi Saviano http://www.huffingtonpost.it/2018/02/03/roberto-saviano-il-mandante-morale-dei-fatti-di-macerata-e-salvini_a_23351937/).

    Ma lo farò solo se il mio voto potrà essere utile, anche se indirettamente, alla SUA elezione.

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    1. Aldilà di qualsiasi dettaglio tecnico della legge elettorale mi pare preponderante un'altra considerazione. Salvini ha più volte espresso con parole e fatti di ritenere ora Borghi e Bagnai come i suoi esperti di riferimento in politica economica. Ad oggi dunque qualsiasi voto che porti forza alla Lega e alla posizione di Salvini come segretario aumenta la possibilità che il Prof. e Claudio Borghi possano incidere nelle scelte di un eventuale governo di centrodestra.
      Io sono in un collegio con candidati della Lega che non mi piacciono (come del resto quelli di tutti gli altri partiti). Ma voterò convintamente per dare forza (ossia aumentare il più possibile il numero di parlamentari leghisti) al lavoro del Prof. nel futuro parlamento.
      Aggiungo che, dato che anche nella Lega le idee di Salvini non sono appoggiate da tutti, garantire un buon successo elettorale alle prime elezioni politiche da quando lui è segretario ne rafforzerebbe il ruolo. Non sono un fan di Salvini, ma non dimentico che fu lui a mettere Borghi (di fatto un esterno al partito) come responsabile economico, fu lui a mostrare in prima serata sulla rai la copertina del libro del Prof.; è Salvini che ha candidato Bagnai (uomo di sinistra, non iscritto alla Lega e difficilmente "manovrabile") come capolista; è stato Salvini a spendersi nel meridione e a togliere il "Nord" dal simbolo. Immagino queste scelte siano costate a Salvini diversi malumori nel partito e ritengo abbiano acuito gli scontri interni in Lega.
      Ripeto non amo Salvini, ma razionalmente non posso che rendergli merito per queste scelte e pensare a quanto sarebbe diversa la situazione con una Lega (Nord) con a capo Maroni.

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    2. Buongiorno Tyler Durden,

      Di solito non commento ma questa volta redo di poter essere utile alla comunità.

      L'attuale legge elettorale distribuisce i seggi (che non riguarda il voto degli italiani all'estero) sia con il sistema maggioritario che con quello proporzionale. Semplice.

      Per l'assegnazione dei seggi con il sistema maggioritario chi prende un voto in più degli altri prende il seggio e "in questa gara non c'è una medaglia d'argento per chi arriva secondo" (cit.).

      Per la parte parte dei seggi assegnata con il s.proporzionale i seggi sono ripartiti proporzionalmente ai voti presi dalle singole coalizioni e le singole liste. La ripartizione dei seggi è effettuata su base regionale per il Senato e su base Nazionale per la camera.

      Fatte queste premesse, come saprai, Bagnai è candidato al Senato con la Lega nei listini plurinominali (e sul collegio uninominale Firenze. Ovviamente il prof. avrà relazioni migliori con i deputati e senatori della Lega e, visto che la Lega sostiene le istanze di Bagnai, per dare forza alle idee del Prof. sarebbe bene che si mettesse la croce sul simbolo della Lega così il voto va interamente alla Lega. Va da se che se la Lega dovesse avere 120 senatori, incluso il prof., certe idee sarebbero "elettoralmente pesanti".

      Al prof. non occorre solo di essere eletto ma anche di essere "politicamente pesante" quindi il tuo voto è utile a qualsiasi latitudine.

      Spero di essere stato chiaro, utile ed esaustivo.

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    3. In rete ho trovato questo (dire complicato è un eufemismo):

      "E per quanto concerne il Senato? Qui il processo di attribuzione dei seggi è leggermente più semplice. Il criterio seguito è sempre quello top-down, in cui dapprima l’Ufficio elettorale nazionale individua le liste che abbiano raggiunto la soglia minima richiesta loro per ottenere almeno uno scranno (3% nazionale, con deroga per le liste che ottengano il 20% in una regione e ad eccezione delle liste espressioni di minoranze linguistiche); in seguito, gli Uffici regionali assegnano i seggi spettanti a quelle liste.

      Al Senato, è bene ricordarlo, ogni circoscrizione corrisponde all’intera regione. Vi sono, da una parte, circoscrizioni con un unico collegio plurinominale. In questi casi il meccanismo è semplice: l’Ufficio regionale attribuisce i seggi in base alla regola dei quozienti e dei più alti resti. Dall’altra, però, vi sono circoscrizioni con più collegi plurinominali (la Lombardia ne ha addirittura cinque!) in cui, ancora una volta, può scattare l’effetto flipper. Infatti, se i seggi dapprima assegnati alle liste non corrispondono al numero di seggi spettanti al collegio/circoscrizione, l’Ufficio determina la lista che ha il maggior numero di seggi eccedentari e, a parità di questi, la lista che tra queste ha ottenuto il seggio eccedentario con la minore parte decimale del quoziente; sottrae quindi il seggio a tale lista nel collegio in cui è stato ottenuto con la minore parte decimale dei quozienti di attribuzione e lo assegna alla lista deficitaria che ha il maggior numero di seggi deficitari e, a parità di questi, alla lista che tra queste ha la maggiore parte decimale del quoziente che non ha dato luogo alla assegnazione di seggio.

      Cosa si evince? Sicuramente la difficoltà del conoscere al cento per cento chi può essere eletto in base semplicemente al risultato della lista in un collegio. Serve infatti un calcolo più complesso, che consegna agli elettori (e agli stessi candidati) un grado di incertezza che rende opaco l’intero meccanismo. Non resta allora che attendere poco più di un mese per capire quanto inciderà l’effetto flipper, potenzialmente più ostico alla Camera rispetto al Senato."

      http://www.youtrend.it/2018/01/27/rosatellum-effetto-flipper-come-funziona-assegnazione-seggi-proporzionale-camera-senato/

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  28. Provo a dire la mia, sperando di aggiungere qualcosa di utile al dibattito. La mia risposta al quesito posto nel titolo è si. Parlo della mia esperienza personale, ovvero del luogo in cui presto la mia manodopera da 24 anni. Eravamo in 64 dipendenti ( tutto incluso, impiegati compresi e tutti italiani), ora gli operai italiani ( tra cui io medesimo), sono 4 (quattro). Solo negli uffici l'italianità regna sovrana. C'è altro da aggiungere? Non direi, se non che le condizioni di lavoro degli stranieri sono regolate dal caporalato tanto combattuto da Di Vittorio ed ora ritornato per la gioia di Confindeflazionindustria ed affini tanto cara ai capoeconomisti del PD e dintorni.
    Auguri Prof. per la sua scelta.
    Avrà il mio voto.

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  29. Profe, oltre alla condivisione di questo suo post (l'ennesima), vorrei anche dire, con il ritardo dovuto al mio neurone che ha l'abitudine d'attivarsi tardivamente e forse banalmente, che lei ha fatto una precisa scelta di campo politica necessitata dalle circostanze (scelta necessaria ma non sufficiente?), le cui ragioni di fondo - vale a dire non solamente quelle dettate da particolari frangenti politici -, hanno costituito una delle ossature portanti di questo blog fin dai suoi inizi, dinanzi alla quale io ("il più lurido dei pronomi") sento il dovere di rapportarmi oggettivamente. al di là d'attestazioni di plauso, che soggettivamente fanno piacere, o critiche, che, quando fondate (e non ispirate dai merdia), possono, altrettanto soggettivamente, stimolare al dibattito. Per cui credo che per me sia più opportuno, anziché una dichiarazione che di qui a due o tre settimane potrei - almeno in linea teorica -, rimangiarmi oppure confermare e rafforzare, posizionarmi di fronte al nodo politico oggettivo che lei (ci) ha posto, e dirimerlo o tranciarlo (Gordio docet) con la consapevolezza di cui (grazie a lei) dispongo. Però, mi consenta una chiosa, capisco che strategicamente in queste elezioni è importante dare il voto alla Lega a prescindere dai vari capolista nei vari collegi elettorali, ma per quel grumo d'appartenenza che, malgrado le quotidiane flagellazioni, ancora mi abita, questo richiederà per me un piccolo sforzo supplementare.

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  30. Buongiorno Prof.!
    Oggi ho finito la mia campagna elettorale convincendo i miei genitori (meridionali emigrati al nord e da sempre elettori di sinistra) a votare Lega, nonostante l'assenza Sua e di Borghi sulla nostra scheda.
    Devo dire che le ultime esternazioni della autoproclamatasi intellighenzia di sinistra mi hanno aiutato non poco.
    Giusto poco fa abbiamo letto, sul blog di Marcello Foa, che
    questo distinto signore ha affermato che l'80% degli Italiani son fascisti. Il sig.Abbate era coadiuvato in studio da una candidata nelle liste di +Europa con Emma Bonino. Ebbene, nel caso non aveste riconosciuto la signora che nella foto linkata sopra si intrattiene ilare con Abbate, vi aiuto io: si chiama Francesca Mambro. La stessa Mambro che con il suo ex sodale Giusva Fioravanti collabora attivamente (secondo diverse fonti di stampa) con l'associazione Nessuno Tocchi Caino, costola del Partito Radicale.
    Queste persone, persone con questa sensibilità ora sventolano lo spauracchio del fascismo e dipingono Salvini come un pericolo per la tenuta democratica del paese.
    Come sempre aveva ragione il Prof.: questo centrosinistra (il ceto politico e intellettuale) deve scomparire, me ne sto convincendo ogni giorno di più. Mi auguro con tutto il cuore che ciò avvenga con un processo gentile e democratico, ma spero accada il prima possibile.

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  31. Qualche arido dato:

    https://it.sputniknews.com/infografica/201801305592476-immigrazione-Italia/

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  32. Stasera ho avuto un'illuminazione, ma non ne sono così sicuro, forse è solo una stronzata, magari una banalità, oppure semplicemente la conseguenza di un pasto pesante. Per dirimere la questione chiedo l'aiuto alla Comunità di Goofynomics, astenersi quindi troll e perditempo. Veniamo al punto: non potremmo forse dire che il rifiuto dell'immigrazione incontrollata è, a livello statale, un po' come riconoscere a livello soggettivo il diritto della donna ad abortire? Credo siamo tutti d'accordo, a parte Josef Mengele e pochi altri, che l'aborto è un male: i suoi oppositori più scalmanati lo equiparano a un omicidio, io non se sono tanto convinto e credo piuttosto sia una scelta difficile e dolorosa tra due mali, dove a volte può sembrare più opportuno sacrificare un possibile futuro essere umano in divenire rispetto a una gravidanza indesiderata. Ecco, similmente, penso - sempre con le note citate eccezioni di Mengele & C. - che tutti gli esseri umani, indipendentemente dal certificato di nascita, meritino una vita libera e dignitosa e quindi ciò potrebbe configurare una sorta di diritto soggettivo ad emigrare. Tale diritto soggettivo, però, come quello del nascituro può andare a confliggere con un altro diritto, nel caso specifico quello di uno Stato - Madre, magari non in grado di garantire un tenore di vita adeguato ai suoi figli attuali, figuriamoci agli aspiranti tali. Se quindi siamo favorevoli all'attuale normativa sull'aborto penso che, ceteris paribus, nel caso dell'emigrazione il diritto di scelta spetti alla madre, quindi allo Stato. Se così è, rimane da spiegare perché la Sinistra Ufficiale, dalla Boldrini in giù, si stracci giustamente le vesti per garantire alla donna il doloroso diritto di abortire e, invece, equipari lo Stato (Madre) che sceglie di regolamentare l'immigrazione anche chiudendo le porte alle aspirazioni di tanti esseri meno fortunati a una vita migliore, a una sorta di leviatano nazista. Ma, ripeto, forse stasera ho solo mangiato pesante, per cui mi scuso anticipatamente per questo mio delirio. E, se fosse proprio una stronzata galattica, autorizzo (anzi, prego) il Professore a non pubblicare questo mio pensiero notturno... se non lo vedrò apparire nel post capirò e mi ritirerò a meditare.

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    1. "Ecco, similmente, penso - sempre con le note citate eccezioni di Mengele & C. - che tutti gli esseri umani, indipendentemente dal certificato di nascita, meritino una vita libera e dignitosa e quindi ciò potrebbe configurare una sorta di diritto soggettivo ad emigrare."

      Il diritto degli individui ad emigrare non esiste e non è mai esistito (vedi anche le dotte considerazioni giuridiche di Orizzonte 48).

      Semmai esiste il dovere degli uomini di concorrere col lavoro allo sviluppo della comunità di nascita.

      Certamente esiste invece il diritto/dovere degli stati di accordarsi per governare i flussi migratori di lavoratori (necessariamente contingenti), qualora ritenuto necessario, in una ottica di mutuo beneficio/sviluppo (cioè di regolare l'immigrazione richiesta, così come fu per tutti gli emigranti italiani fino dal 1860, che MAI partirono come clandestini).

      Il risultato delle politiche di immigrazione di massa NON RICHIESTA (che è un'arma, vedi libro indicato dal Prof.) è ben descritto anche nella Genesi.

      "...perché l'uno non capisca la lingua dell'altro!
      Così il SIGNORE li disperse di là su tutta la faccia della terra ed essi cessarono di costruire la città."

      http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Gen%2011,1-9

      La dispersione geografica e la perdita dell'identità linguistica (dissoluzione dello stato-nazione) corrisponde alla fine della civiltà umana.

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    2. Caro Piero,
      Escludendo dall'analisi che fai i mostri come l'antropologo tedesco ed i suoi emuli attuali, che ancora sono affezionati agli esperimenti con le camere a gas, ad esempio, personaggi che meriterebbero una trattazione complessa e forse ancora da scrivere, credo che la cosa che fa più arrabbiare me e tutte le persone che hanno a cuore la democrazia, sia la beffarda ipocrisia di chi fa finta di ignorare il problema, le cause e le conseguenze del fenomeno.
      Sono i più pericolosi!

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  33. Consiglio la lettura di questo bel rapporto ISTAT, in particolare a coloro che sonnecchiano sui fasti del Jobs Act e sulle mirabilie dell' intervento di Mario Monti.

    (pag 15):
    La caduta prima, e la persistente debolezza poi, del mercato
    interno – frutto anche della politica di bilancio più restrittiva –, congiuntamente al peggioramento
    delle condizioni di finanziamento e all’elevata incertezza, hanno tolto alimento alla
    capacità di investire ed espandersi sui mercati esteri.
    All’opposto, il ritorno alla crescita nell’ultimo biennio ha beneficiato sia degli effetti
    sui consumi derivati dall’allentamento della politica di bilancio, sia del miglioramento della
    capacità delle imprese di collocare i propri prodotti all’estero; questa seconda spinta è stata
    favorita da un recupero di competitività di prezzo che, in Spagna come in Italia, è derivato
    da una onerosa svalutazione interna e da interventi specifici sul costo del lavoro.



    (pag 22)
    Infine, a partire dal 2014 si segnala un sostanziale recupero della competitività di prezzo
    attraverso il costo del lavoro, favorito anche dai provvedimenti di decontribuzione attuati
    in Italia e in Spagna. Ciò ha portato a una parziale riduzione del cospicuo differenziale con
    la Germania accumulato negli anni precedenti, che aveva continuato ad ampliarsi anche
    nei primi anni della crisi. Al terzo trimestre del 2016, rispetto allo stesso periodo del 2014,
    il costo del lavoro per l’insieme delle attività economiche è diminuito dell’1,3 per cento in
    Italia e dello 0,2 per cento in Spagna, mentre in Francia e in Germania è aumentato rispettivamente
    del 2,6 e del 5,2 per cento. Nella manifattura, in particolare, in Italia si è avuta una
    riduzione pari al 2,4 per cento, a fronte di aumenti dello 0,7 per cento in Spagna e Francia
    e del 3,1 in Germania.

    Faccio notare che l' entità della decontribuzione netta nel triennio 2015 - 2018 è di soli 5,7 miliardi di euro)

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  34. te lo dicono in tutte le maniere ...
    https://www.youtube.com/watch?v=PUdyuKaGQd4

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  35. Ci sarebbero moltissime cose da dire, in particolare sul passaggio della lettera in cui si passa al concetto di "PATRIA" in tutte maiuscole. Uno slittamento che non convince per nulla.

    Nulla se non da approvare invece nel commento che segue la lettera: "Il punto, molto semplice, è che se importi forza lavoro in un paese in cui la disoccupazione U6 è a livelli stellari - il che significa, per parlare spiccio, che se tecnicamente è senza lavoro circa un decimo della forza lavoro, praticamente un terzo della forza lavoro non ha un lavoro che gli consenta di campare una famiglia - poi l'integrazione la devi fare con questi metodi evidentemente malsani, che falsano la concorrenza, mettendo fuori mercato gli imprenditori con una maggiore sensibilità etica, e anche più efficienti, ecc.".

    Domanda: ma la recensione per intero a Stiglitz dove è stata pubblicata? Il libro non l'ho letto, ammetto, dissuasa anche dai post del blog, ma la recensione la vedrei volentieri. Grazie.

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  36. Per guardare il problema da ogni punto di vista occorre innanzi tutto osservare il rovescio della medaglia.
    C'è troppa gente che si oppone all'immigrazione con egoismo e chiusura. Se però provate ad essere aperti e accoglienti vi accorgerete di una cosa: che il ragazzino nero diciassettenne che sta tutto il giorno con un cappello in mano davanti al supermercato (UNO QUALSIASI IN ITALIA, perchè questi mendicanti ORGANIZZATI sono decine di migliaia) a chiedere l'elemosina, non è poi troppo diverso dai nostri ragazzi e non è contento della sua vita, nè si sente realizzato, nè è messo in grado di costruirsi un futuro, nè è accolto.
    Se siete piddini potrete sempre dire "oh, ma sta molto meglio che a casa sua, dove moriva di fame".
    Beh, questo è razzismo. Considerare l'uomo meno di una bestia, contento e felice purchè abbia la pancia piena. Se non è razzismo questo...

    RispondiElimina
  37. Scusate: blocco i commenti per evitare che il sistema vada in overflow e soprattutto perché desidero rispondere a tutti, e per rendere questo obiettivo minimamente realistico occorre che il flusso di richieste per un momento si fermi. Riaprirò dopo aver risposto e pubblicato altro. Grazie!

    RispondiElimina
  38. Voterei sicuramente per lei se in questo paese nel 2018 non dovessi farmi 15 ore di treno in due giorni per esercitare il diritto di voto, e purtroppo il lavoro non me lo consente.

    Non mi resta che un ringraziamento e il sostegno economico.

    Un saluto
    Simone

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