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martedì 14 novembre 2017

Il badge

Scegliere di dire semplici e limpide verità scientifiche in un paese culturalmente subalterno per una somma infinita di motivi che qui tante volte abbiamo sviscerato non poteva che sortire un ovvio effetto di selezione avversa, attirando su di me l'attenzione di persone in qualche modo anomale, devianti rispetto alla logica del sistema, nel bene, certo, ma anche (e quantitativamente soprattutto) nel male.

Non si contano più le email o le richieste di contatto di persone che hanno scoperto la moneta al mango, o magari quella al pistacchio, che, badate bene, è tutt'altra cosa rispetto alla moneta al lampone!, con la quale tutti i nostri problemi sarebbero risolti come d'incanto (ovviamente, tenendoci l'euro), di innamorati (rigorosamente maschi) che mi intrattengono per pagine e pagine, magari segnalandomi con enfasi video a loro parere rivelatori e importantissimi, dove, se va bene, troviamo dette peggio, con minor rigore e minore senso dell'opportunità, cose che qui abbiamo discusso, con voi e grazie a voi, anni addietro. E così via...

Veramente, dovremmo dircelo: dopo sette anni di lavoro quotidiano con questa community anomala nel male, ma anche nel bene, è molto difficile che ci sia qualcosa da dire sulla crisi che qui non sia già stato detto, spesso da voi. Dovremmo anche interrogarci sul fallimento di certe esperienze di critica sciamanica al sistema, a partire dal quelle dei simpatici anatroccoli (ve li ricordate?).

Ora, vorrei spezzare una lancia a favore della normalità: un concetto elusivo, difficile da maneggiare, ma proprio per questo potentissimo, per chi riesca a servirsene. Il mio staff mi sente spesso ripetere una frase: "Avremo vinto quando saremo seguiti da persone normali". Ecco, allora, già che ci siamo, e visto che, normali o no, tutti mi volete bene (in fondo anche Serendippo e Yanez, che, poverini, proprio non riescono a toglier dal loro cuore il dardo che involontariamente vi ho confitto), vi suggerisco una piccola cosa che potete fare per darmi l'illusione della vostra normalità, cioè la confortante e corroborante illusione di essere vicino alla vittoria.

Normalità vuole che a un convegno, dove si va per imparare e per coltivare relazioni, non entri chiunque, ma solo chi si registra, e che chi partecipa sia identificabile tramite un badge. Se non puoi sapere chi sia quello che incontri, o se non vuoi farti riconoscere dagli altri partecipanti, uno scopo, forse il principale, del convegno è frustrato, e questo tanto più se il convegno è anche e soprattutto la festa di una comunità, anzi, di una community, una delle più numerose e attive sul panorama del web italiano.

Volete essere community, o no? Se lo volete, mettetevi il badge che riceverete alla registrazione. Se non lo farete, andrete incontro ad alcune ovvie conseguenze, la prima delle quali sarà il non poter accedere alla sala, e la seconda quella di essere blastati senza remissione laddove, balbi e tentennanti, in aperta violazione non solo delle regole della disciplina, ma anche di quelle meno formali (ma non meno cogenti) dell'educazione, al solito vostro vi avviciniate tremebondi a me, che sono la mitezza in persona, belando il rituale "professoreeee... io non sono nessunoooooo...".

Benissimo.

E io non sono Polifemo, infatti di occhi ne ho due.

Però me li tengo cari, e, quindi, fatevi riconoscere.

Bene intendenti pauca.

Buon convegno.



(...dipende solo da voi...)

(...unica eccezione ammessa S.E. Il Pedante...)

(...se avete paura dell'Eurogendfor, posso rassicurarvi: sanno già tutto di voi...)

21 commenti:

  1. prima volta che partecipo fisicamente...le regole mi sono abbastanza chiare, la mia unica preoccupazione sono le saponette da raccogliere nelle docce del majestic

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  2. Dedicata al badge di Goofy, peccato non poter esserci! Ma tenetelo caro anche dopo, come si fa con i biglietti dei mitici concerti rock!

    "Mama take this badge off of me, I can't use it anymore, It's gettin' dark, too dark for me to see, I feel like I'm knockin' on heaven's door."

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  3. Entrerò nella hall con, in bella evidenza, il badge dello scorso anno.

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  4. Gombloddo!

    Il badge contiene un chip in tecnologia rettiliana che installerà un virus sui vostri smarfoni in grado di alterare le funzioni cerebrali per farvi diventare ... oppure no?

    Con questa mossa non dovrebbero esserci sciikimikisti in sala, ma per eliminarli del tutto deve vietare anche i cappelli di carta stagnola!

    "Grillino, Bagnai ti uccide con l'onda!"

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  5. Eh no, protesto, il Pedante deve essere riconoscibile, anzi per lui badge luminoso con nome e nick lampeggiante.
    Non si può sfuggire ad una meritata fama...

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  6. :-) questi post mi fanno sentire giovane perché ad ogni goofy tocca leggere le stesse raccomandazioni.

    Ed io come lo scorso anno non potrò essere presente, ma visto che poi le giornate degli incontri sono rese pubbliche su webbe allora - come lo scorso anno - devolverò ad a/simmetrie l'equivalente della spesa che avrei sostenuto per essere fisicamente presente.

    Walter

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  7. Risposte
    1. Sempre dolce e amaro Dragan.

      Ogni epoca, a spanne, immagino abbia avuto i suoi prati dipinti di blu.

      #auguru Prof.

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  8. La semplice esistenza di questo post mi fa immaginare che, in pregresse edizioni, si devono essere verificati incresciosi incidenti con torme di fans (senza badge) accatastati all'entrata, con le lacrime agli occhi e strepitanti all'apprendere del vincolo esterno della sala ricolma da rispettare.
    Auguri per l'evento.

    Si aspetti pero' il logoro refrain de "gli adepti che sciamano a farsi indottrinare dai santoni-guru" sempre dai soliti...

    (Ci ho addosso un'ansia...la gggente nun capiscie...e intanto ci stritolano... e ho questa ansia grazie alla consapevolezza che Voi avete diffuso in me. A volte voglio tornare piddino in un mondo perfetto pieno di pillole blu...)

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  9. intanto io offro un passaggio da Firenze a qualcuno...

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    1. Bernardo, il passaggio da Firenze lo cerco io. Come ci troviamo? Intanto ti lascio alcuni recapiti 3347054989 e bacciale@tin.it

      (Alessandra/Cassandra da Firenze)

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    2. Ciao Bernardo,
      anch'io vengo da Firenze, ma ho già acquistato i biglietti del treno A/R.
      Ci Troviamo a Pescara. Sarà un vero piacere conoscerti.

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  10. Mi ricordo quando ci siamo visti a Gavirate che non volevo "disturbarla".. ahahahhaha
    Ma alla fine le donne (la donna) ci pensa per tutti.

    Oh, anch'io non capisco questo bisogno spesso "morboso" di attaccarsi ma poi immagino me che ogni sera va a letto con gli incubi e.. Che dire?

    PS: ancora un'altra volta e non verrò

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  11. Gia' la seguivo e la stimavo tantissimo...ma dopo aver usato il termine "blastati" la stima che ho per lei ha raggiunto livelli di epicita' mai visti.

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  12. il ticket l'ho preso, hope di esserci, la data è damned sono in pieno work, ma la voglia del badge è forte assai perché second me sarà un successo

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  13. Partenza Venerdì 1 Dicembre da Massa, Toscana - Italia, in orario utile per cena a Pescara con amici goofysti. Auto comoda e 2 posti liberi, per ora!

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  14. Alberto, quando hai capito che il tuo "Scope of Support" (il cui acronimo è S.O.S., non a caso) era l'umanità nel suo complesso, e non l'individuo ("'a vita dii cristiani", pe' capisse), individuo, di cui però, sei, in fondo, l'ultimo difensore?

    Ragionare con te (non riesco, dopo cinque anni in cui
    ho letto tutto quello che hai scritto e sentito tutto quello che hai detto, ed essere stato al Goofy3 con 40 di febbre, a non darti del tu - cerca de' capimme, mi sono avvicinato a Vladimiro per un'autografo, temo di averlo appestato con un batterio brutto) è stato dirimente per farmi recuperare la fiducia in me stesso, che mi ha permesso:

    di capire che quello che, in fondo, avvertivo e soffrivo sotto forma di vibrazione, aveva una struttura logica.

    Inutile dirti che mi sono letto (quasi) tutto, anche degli "heavy partner" di cui consapevolmente ti circondi, o che semplicemente citi.

    Sono passato da disoccupato, attraverso varie fasi, ad avere un lavoro da paura, dove mi trovo benissimo, per una ditta che ha il fatturato di tre paesi africani messi insieme, e per la quale ho firmato un accordo di riservatezza.

    Qui, però, mi sento in causa, avendo alla faccenda portato l'acqua, anche, colle orecchie, nel modo orrendo e raffazzonato che è mio proprio, ma proprio perché tale, ha portato a leggere questo, gente che mai sarebbe capitata.
    La goccia scava la roccia, per questo domani scarico il mio stipendio super-da-paura-ma-manco-troppo e ti arriva una donazione.

    [Nei mesi in cui non pago il condominio piccolo, mi sento di contribuire al condominio grande.]

    Perché.
    A volte la gente non si presenta anche perché SA BENE di non essere all'altezza, o si sente, semplicemente, decisamente inadeguata, o di troppo. Legge, anche tanto, e si sta zitta.

    La tua geniale/condizionata mancanza di tatto (che, immagino, non sia figlia della tua estrazione, ma può renderti vittima della tua condizione. Quella di intellettuale, intendo) è forse uno dei lati più sinceri che manifesti, e ti rende umano.
    Uno di noi, che tu lo s(u)opporti o no (dice che i giochi di parole con le parentesi, fanno figo).

    Sei un gigante, ma ce devi volè bene.
    Come tutte le groopie, ogni tanto due colpi ce li devi dare.

    PS
    Leggere anche solo i commenti di questo Blog, mi rimette al mondo, dopo 13 ore al giorno che passo fuori casa. Però un colpo a Mons Colombo, quello, me lo devi permettere:

    Quel gran genio del mio amico...invece di buttare, riparare

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  15. Trovo interessante l'affermazione «Avremo vinto quando saremo seguiti da persone normali» soprattutto per la domanda che solleva, ovvero: «Perché le persone normali non seguono Goofynomics?»

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    1. La domanda è affascinante. Credo che questo dipenda dal fatto che la normalità è medietas, e questa, a sua volta, spesso è cugina delle mediocrità. Per deviare dalla favola dei media bisogna essere, appunto, devianti, e nulla obbliga a deviare verso l'eccellenza: può anche capitare di deviare in direzione opposta.

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    2. Non credo che questa domanda abbia un'unica risposta.
      Penso però che l'aspetto psicologico sia centrale: l'uomo preferisce delle illusioni, purché piacevoli e rassicuranti, a una verità sgradevole.
      Per questo la persona comune crede più volentieri alla voce sobria e suadente del telegiornale, che si limita a ripetere “tutto va/andrà bene (perché ci pensa Gentiloni/Renzi/Monti/etc)”, piuttosto che alle complesse argomentazioni, sebbene basate su cifre e dati reali, che propone lei sul suo blog.

      Leggendo i commenti di altri lettori ho la forte sensazione che molti di questi si fossero già resi conto, passando attraverso un percorso personale talvolta anche doloroso, che qualcosa non tornava fra la loro realtà, quella che conoscevano perché vissuta in prima persona, e quella descritta dai media: solo che non comprendevano la natura della discrepanza e, soprattutto, il suo perché.
      In altre parole mi pare che molti dei suoi lettori fossero già alla ricerca di una risposta e, per questo, con una mente più disposta ad accettare spiegazioni alternative. Io pure faccio parte di questa categoria di lettori...

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