MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

martedì 14 novembre 2017

Campo Despedienti (frazione di Giovinia)

(...da un abitante di Giovinia singolarmente a suo agio con la sua lingua materna ricevo e pubblico. A proposito: non è la prima volta che ci manda sue notizie...)




Gentile Professore,


qui a Giovinia rispettiamo la sua decisione, ribadita di recente, di non accettare inviti [NdCN: sono io che ringrazio voi per averla capita, cosa non ovvia, come ricorderete; comunque, vale il principio che chi vuol Cristo se lo prega...]; un po’ però ci spiace, perché se venisse a trovarci qui a Campo Despedienti (località montana meno blasonata di Campo Imperatore ma assai più frequentata – non per vacanza – dai giovini backpackers) troverebbe molte conferme ai risultati del suo lavoro di ricerca di questi anni, per cui le siamo tutti grati (del lavoro, non delle conferme).


Purtroppo nel centenario di Caporetto ai nuovi ragazzi del ’99 le cose non vanno ancora bene; sembra infatti che il presidente dell’Istat, riferendo in audizione al Parlamento sulla manovra, sia stato costretto ad ammettere che nel nostro Paese l’occupazione giovanile non ne voglia propriosapere della ripresa.


Più correttamente il fat(t)o statistico riferito dal prof. Giorgio Alleva è questo: «a settembre il tasso di disoccupazione si è attestato all’11,1%, stabile rispetto ad agosto, con un aumento per le classi 15-24 anni (+0,6 punti percentuali) e 25-34 anni (+0,7 punti)», come riportato a p. 8 dell’Audizione resa lo scorso 6 novembre alle Commissioni congiunte di Camera e Senato; il corsivo è mio, qui la fonte dove sono disponibili i dati che non commento poiché la statistica rientra nel mestiere degli statisti(ci) e, credo, fra le ancillae di quello degli economisti; il mio lavoro talvolta i dati li usa, ma riguarda invece le opportunità per i giovini, assai rarefatte e di cui segue una breve rassegna.

Qui stiamo infatti fra colsénter che delocalizzano (immagino riceva anche Lei chiamate tipo: "buongiorno [alle 21] siniore Cognomedimiamogliesbagliato, vuoli risparmare su boleta di lucegas?") e allettanti offerte per intraprendere una luminosa carriera come dabbawala de noantri a 2,50 Euro a consegna. Capita talvolta qualche offerta per dialogatori, ossia raccogliere fondi per qualche onlus del “terzo settore, quello che “rimpiazza lo Stato” come già previsto in «Possibilità economiche per i nostri nipoti, il breve saggio di John Maynard Keynes, scritto nel 1930, mentre gli Stati Uniti attraversavano la Grande Depressione, nel quale l’economista americano [sic!] già intravvedevaquesto scenario»: un vero centone di perle, eh? tipo l’idea di rendere obbligatorio il volontariato per tutti i lavoratori e studenti! 

Fantastico!


[NdCN: caro giovine: quanti capiranno "centone"?]

Resta sempre la proposta di realizzare le proprie aspirazioni professionali facendo “il salto della quaglia” e in tal caso sono utilissimi i consigli di UngiovineChecellaffatta; oppure, essendo i képis blancs fuori moda rispetto ai romantici tempi di Beau Geste, almeno «se le sfide non ti spaventano e hai voglia di dedicarti ad aiutare gli altri», puoi entrare «subito a far parte del Corpo europeo di solidarietà».

Forse ora penserà «siamo arrivati a questo, all’arruolamento!»: per via diversa, riferendosi a un recente episodio, giunge a un’analoga conclusione Angelo d’Orsi, autorevole storico delle dottrine politiche commentando un volantino che gli proponeva di far parte di una ronda di quartiere; in un’intervista, intitolata significativamente «Abbiamo abolito i partiti e rianimato il fascismo», pubblicata su Il Fatto quotidiano di ieri 13 novembre il prof. d'Orsi sembra unire alcuni puntini.


Qui a Campo Despedienti in primavera ci saranno le elezioni amministrative: non siamo ancora alla declinazione ostiense del trick or treat (pacco viveri o testata), ma potrebbe finire come a Trenzano nel bresciano, poi qualcuno si chiederà perché.


Saluti e buon lavoro.

Anonimo Italiano



(...ve la commentate da voi, e da commentare ce n'è, perché io sono un po' di fretta...)

16 commenti:

  1. “il salto della quaglia”

    Come quaglia con un po' d'impegno e d'ingegno potrei farcela...ma da semiglotta a poliglotta il sentiero è arduo e periglioso e comunque verso quella terra e lingua ostica continuo a nutrire questo pregiudizio:

    «Das tiefe, eisige Misstrauen, das der Deutsche erregt, sobald er zur Macht kommt, auch jetzt wieder...»

    che ovviamente ricordo solo tradotta in italiano.

    RispondiElimina
  2. Tra disoccupazione cronica,smantellamento dei partiti(e dei sistemi democratici),sostituzione dello stato da parte delle ong,con annessa propaganda Orwelliana in favore de leuropa,a sinistra non resterà che votare la Lega.Per quelli di destra,invece,ci sarà l'imbarazzo della scelta.

    RispondiElimina
  3. “Caro abitante di Giovinia”, che hai da lamentarti, non vedi che meraviglioso mondo senza “Debito Pubblico Cattivo” stiamo realizzando, “AI GIOVANI GARANTIAMO TANTO TEMPO LIBERO” (Disoccupazione, Jobs Act, lavoricchi precari, ecc…) nel momento che sono nel pieno delle loro forze e mandiamo sui ponteggi a schiantarsi quei vecchi rottami dei nostri padri, che aspirerebbero a vivere come nel passato di “Debito Pubblico Cattivo”.
    Vuoi mettere che fantastiche esperienze si possono fare da giovani avendo così tanto “tempo libero” a diposizione, si può girare l’ Europa ed il mondo intero nel pieno delle forze ad elemosinare un tozzo di pane, (Conoscendo già le lingue imparate con Erasmus e con i soldi di quello che a 67 anni va a schiantarsi sui ponteggi) lingue che possono tornare utili anche per dare sfogo alla grande generosità dei nostri giovani che vanno volontariamente (O anche a pagamento per due Eretti) ad assistere gli immigrati extra-comunitari che un giorno gli pagheranno le loro pensioni.
    Contro la noia di un lavoro unico garantito per tutta la vita, con cui costruirsi una famiglia, una casa ed un assistenza sanitaria pubblica, (Tutta roba vecchia da rottamare)
    Insomma non vedi che fantastico mondo stiamo costruendo per il futuro dei nostri giovani, senza il “Debito Pubblico Cattivo”, un giorno per tutto questo ci ringrazieranno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un meraviglioso mondo dove la sera sei sano e la mattina ti scopri malato e bisognoso di assumere farmaci per il resto della tua vita....

      http://www.zerohedge.com/news/2017-11-14/30-million-americans-were-just-diagnosed-high-blood-pressure-heres-why

      Elimina
    2. Hai reso perfettamente l'idea di come l'euro, leuropa e il pd ci vuole.

      Elimina
  4. A proposito di volontariato obbligatorio ... ricordo a me stesso ed a voi i racconti di mio nonno: combattente di due guerre mondiali. I volontari son tutti morti in guerra!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché volevano combatterla. Cosa che qui, ad esempio, non è molto di moda. "Fare il partito" significa, andando a stringere, assicurarsi di trovare sulla scheda elettorale un simboletto scegliendo il quale ti metti in pace con la coscienza e deleghi ad altri il compito di farsi il mazzo.

      Elimina
    2. La mancanza di volontà nel combattere la guerra tra i giovani (di cui mi sento parte, forse non avendone più l'età) di oggi risiede, forse, in vari elementi:
      1) non (conosco) conoscono la durezza del vivere: genitori e nonni hanno provveduto e ancora sono in grado di provvedere
      2) (ho) hanno molto da perdere;
      3) (ho) hanno alternative: possono emigrare in sicurezza (da sud a nord, da nord a più nord) o trovare fonti di reddito alternative anche se non legali, avviare la startappe di successo, e comunque vale la 1;
      4) (ho) hanno speranza: la crisi è solo temporanea non può andare sempre male, le condizioni di vita sono sempre migliorate;
      5) sono rassegnati (rassegnato): il nemico è troppo forte;
      6) non conoscono il nemico: il nemico è diventato elusivo non si mostra in modo palese, così se le prime condizioni non vengono verificate e la voglia di combattere cresce, le forze vengono disperse verso un numero crescente di nemici-fantocci: immigrati, fascisti, comunisti, grillini, europeisti, pensionati, juventini (o altri tifosi a piacere), politici, sindacati, ricchi, poveri, corrotti, onesti, uomini, donne, omossessuali, eterosessuali, vegani, onnivori, ambientalisti, inquinatori, complottisti ecc;
      7) non sanno per chi combattere: figli non ne hanno, i genitori ancora non sono allo spizio, lo stato non esiste più, la nazione è superata e antica, i compagni di scuola sono concorrenti, la religione è una superstizione, la fedeltà è da ingenui;
      8) non (so) sanno come combattere: non puoi usare la violenza perchè altrimenti sei un violento, non puoi usare la cultura perchè non ne hai, ogni leader è un truffatore di cui non ti puoi fidare;

      Elimina
  5. Il rovescio della medaglia ... Le tre persone più ricche degli Stati Uniti - Bill Gates, Jeff Bezos e Warren Buffett - possiedono una ricchezza pari a quella della metà della popolazione americana, cioè di almeno 160 milioni di persone (da Institute for Policy Studies di Washington).

    RispondiElimina
  6. D'Orsi ha sicuramente unito diversi puntini. Quanti non so, ma avevo scambiato due parole con lui in occasione del referendum costituzionale.

    RispondiElimina
  7. Io capisco Elisa Serafini che si definisce una liberale invano e che ammira Fernando Encinar, giovane manager spagnolo come lei giovane, ma italiana. Fernando dice infatti:

    Ho sempre pensato che fosse una follia per un giovane di 25, 26 anni, comprare una casa. La casa ti lega alla città, ti vincola. A quell’età bisogna essere liberi di poter decidere quale sarà il proprio futuro. E probabilmente non sarà nella città in cui sei nato. L’acquisto di una casa per me rappresenta una fase da vivere intorno ai 35-38 anni. Quando la tua vita è più stabile, con partner, lavoro, con la tua mentalità.

    Mi viene da ridere amaramente davanti all' ultimo capoverso, ma andiamo avanti!

    Ovviamente, avendo più o meno letto alcune sue cose, Elisa Serafini riporta con ammirazione questo pensiero, che è il paradigma del pensiero giovanile e neoliberista che prescinde, anzi chi lo fa proprio è costretto a prescindere da due fondamentali valori che erano i riferimenti della mia generazione, ovvero la casa intesa come centro fisico della propria stabilità psicofisica ed economica e il disinteresse per le reali possibilità di permettere anche a chi è meno fortunato di stabilire le stesse certezze.
    A parte le considerazioni legate ai fortissimi tassi di disoccupazione soprattutto giovanile nei 2 Paesi di provenienza dei due ragazzi citati, che difficilmente daranno la possibilità a molti di loro di farsi una casa a 35/38 anni, in quel pensiero sono contenuti due corollari fondamentali, uno è quello della diaspora forzosa dal proprio Paese e l' altro inscindibile da questo, che è quello di prescindere dalle proprie radici nazionali che diventano pertanto inutili, o meglio dannose. Tutto ciò porta necessariamente a dare per scontato che le proprie città, i propri paesi le proprie nazioni possano svuotarsi dei propri cittadini, forse i migliori e quindi a lasciare libero il campo a chi voglia immigrare.
    E' in realtà ciò che sta accadendo!!!.
    Ma per chiudere, vorrei chiedere loro solo come riflessione (ma rabbiosamente la domanda è rivolta a chi nei loro/nostri paesi sta portando avanti il processo di distruzione programmata), siete proprio sicuri che sia l' unica scelta possibile, questa scelta dettata da questo vincolo esterno che sia Italia che Spagna hanno voluto introdurre e soprattutto siete sicuri che in futuro non dobbiate pentirvene dato che fuori dall' Italia sarete comunque in pochi ad essere ben inseriti e stabilmente e comunque quando dovesse accadere di tornare siete sicuri di non trovare un paese in macerie.

    RispondiElimina
  8. questi sempliciotti, mentre pensano a casapound (brutti e cattivi), votano la sinistra che ci ha venduto alla Germania e ha ammazzato il mondo del lavoro.... bravi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentile utente, il problema è che alla fine sappiamo che Casa Pound tornerà al suo ovile e farà quello per cui esistono i fascisti: randellare i lavoratori.

      Distribuiscono vettovaglie, e lo fanno con successo, perché "la sinistra" non lo fa...che ragione c'è di farlo quando Vattuttobene?

      Ma io, personalmente, mi aspetto un bel pivot prima o poi, quando la gente sarà abbastanza incattivita, abbastanza razzista. Si faranno votare e gli andranno benissimo tutte le leggi già preparate dal PUDE.

      Questa è una battaglia in cui bisogna tenere d'occhio il tuo compagno di trincea, perché potrebbe spararti.

      Elimina
  9. Mah, c'è poco da commentare. Se la ricchezza (stock) è nelle mani della generazione più longeva (che mai si sia vista sulla faccia della terra - n.d.mio), pur essendo la dinamica tra giovane e anziano secondaria rispetto a quella di classe sociale, ne risulta che ; dato che all'interno della classe sociale elevata la ricchezza sta nelle mani dei più anziani, le scelte relative ricadranno a cascata su tutto il sistema sociale , e su tutte le sottodinamiche esattamente con quell'orientamento generale.

    Smontate pure la costruzione come più vi aggrada.

    RispondiElimina
  10. "Se la ricchezza (stock) è nelle mani della generazione più longeva (che mai si sia vista sulla faccia della terra)."

    Immagino che il riferimento negativo implicito riguardi sia la numerosità relativa che la durata della vita 'in buona salute' dei nati in Italia tra il 1945 ed il 1965 circa.

    La ricchezza individuale di questa fascia di popolazione (in termini sia di stock di RISPARMIO DA LAVORO - perchè l'Italia del 1945 era TOTALMENTE distrutta - che di flusso di reddito) è la causa prima della loro longevita' (in senso statistico).

    Sono longevi anche perchè l'Italia della 'liretta' ha realizzato uno dei più avanzati stati sociali del pianeta in una sola generazione (grazie a cambio flessibile, partecipazioni statali, banca centrale dipendente, banche pubbliche, scala mobile e politiche keynesiane, finchè ci sono stati).

    Sono anche molto numerosi perchè negli anni del miracolo economico nascevano circa 750.00 nuovi Italiani l'anno (picco nel 1964 con 1.200.00 nati, contro gli attuali 450.000 circa) ed il PIL cresceva in maniera significativamente superiore all'aumento di popolazione.

    Obbedienti al precetto biblico gli Italiani crescevano, risparmiavano e si moltiplicavano....

    Poi sono arrivati il 1968 (inizio del calo verticale della natalità con l'avvento - si suppone - del lavoro femminile), il 1981 (divorzio BdI-tesoro) e tutti gli altri punti di svolta analizzati nel dettaglio in alcune centinaia di pagine di IpF.

    E' quindi naturale che chi come me negli anni ha avuto modo di guadagnare con più regolarità, con migliori contratti di lavoro e con maggiore facilità abbia potuto accumulare più risparmio ed abbia pure di fronte (forse) una durata di vita in buona salute maggiore.

    La tragedia della deflazione salariale perenne è però che per colpire questi 'fortunati' (patrimoniale prossima probabile ed innalzamento senza fine dell'età pensionabile per sussidiare i giovani disoccupati e gli immigrati - i.e. perpetuare l'euro) si spacci pure l'aumento dell'età più probabile di morte (dovuta praticamente alla caduta verticale della natalità, cioè all'invecchiamento progressivo della popolazione) come un aumento dell'aspettativa di vita per precari, esodati, licenziati e disoccupati over-50!

    Comunque per misurare la distribuzione della ricchezza (disuguaglianza) all'interno della popolazione si usa l'indice di Gini.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_Gini

    Se il reddito pro-capite dei residenti aumenta (PIL / residenti) la disuguaglianza diminuisce, se (come sta accadendo in Italia) il reddito pro-capite scende la disuguaglianza aumenta (la ricchezza si concentra in sempre meno mani).

    Per rassicurare quanti temono la longevità dei soggetti citati sopra segnalo comunque che in soli cinque giorni sono stato al funerale di tre persone, di 52, 78 e 63 anni rispettivamente (incidente d'auto, edema polmonare acuto, cancro al fegato).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sono accorto solo ora che il commento era rivolto a me (avrebbe dovuto essere postato come risposta).

      Non discuto a proposito del modo in cui è stata ottenuta questa ricchezza, so esattamente come è stato possibile farlo.
      Discuto sul fatto, oramai innegabile, che gli stessi che hanno approfittato di cotanta fortuna agiscano esattamente in opposizione al buon senso che, vorrebbe che un fortunato dia la possibilità al nuovo venuto, di intraprendere anch'esso la medesima strada.

      E facendo un salto concettuale aggiungo che, sempre fu che la nuova generazione scalzi la precedente, volente o nolente (per la vecchia).
      Questo non sta accadendo.
      Nei confronti della storia umana a me pare un unicum (ma magari sbaglio).

      Elimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.