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domenica 18 giugno 2017

QED 76: Euro e democrazia (Macron)

...scusate: vi ho detto che non avevo altro da aggiungere, ma non era vero. Avrei da dire una cosa che in realtà non aggiunge nulla di sostanziale alle nostre conoscenze (è l'ennesimo punto allineato lungo la solita retta, del quale potremmo fare anche a meno: a molti di voi saranno bastati i primi due!), ma ha il pregio di legare in modo elegante i due ultimi post ricordandoci che l'eurismo non è solo incoerente (cioè incompatibile con la logica): è anche incompatibile con la democrazia.

In effetti, molti di voi hanno notato la sbalorditiva sicumera con la quale il professor Guerrieri si attende una palingenesi dell'Europa (cioè, ricordiamolo ogni tanto: dell'Unione Europea) dal giovine Macron. Apro e chiudo una parentesi per esortarvi ad essere meno urticanti, ma tant'è: chi intraprende un certo percorso deve avere o farsi una scorza dura, come è dura la testa dei fatti.

Ora, i fatti che Macron deve prendere in considerazione noi li avevamo squadernati in questo post: un compitino nel quale siamo andati a verificare se Hollande avesse mantenuto le promesse che nel decimo QED avevamo detto non avrebbe mantenuto. Ovviamente Hollande ha fallito, e la logica dell'unione monetaria, come ormai nessuno, nemmeno i più farisaici fra gli euristi, rinnega, implica che il suo successore dovrà tagliare salari. Basta andare a rileggersi il principe dei nuovi farisei, De Grauwe, nel dibattito sul Sole 24 Ore. Il passo chiave è questo:


De Grauwe dice che è essenziale che in una unione monetaria un paese che perde competitività attui una svalutazione interna: Grecia, Irlanda e Spagna sono state brave e lo hanno fatto, noi no. E cosa sarebbe la svalutazione interna? "Politiche finalizzate a ridurre i salari". Perché anch'io (come Platone) non credo nella democrazia - ma non ci giro intorno col dialogo? (A beneficio delle maestrine con la penna nera, chiarisco che lui non credeva nella sua e io non credo nella mia, come dovrebbe essere sufficientemente ovvio). Ma è semplice. Perché le parole di De Grauwe a voi, che siete qui da tempo, possono sembrare banali: voi infatti sapete grazie a me che questo è materiale standard dei manuali di macro. Tuttavia, in un paese conforme al modello teorico di democrazia che ci viene raccontato, il fatto che il principale quotidiano economico nazionale pubblichi (senza renderne conto) qualcosa che suona come: "siete in un sistema nel quale per sopravvivere dovete accettare di impoverirvi, e siete peggio di greci e spagnoli che ci sono riusciti meglio di voi", dovrebbe suscitare una rivolta! Queste parole dovrebbero essere dirompenti, dopo che per anni ci è stato detto il contrario (cioè che l'euro ci avrebbe reso prosperi, e che la rigidità del cambio era una opportunità e non richiedeva sacrifici).

Invece niente.

Questo, naturalmente, può dipendere da un fatto molto più banale: la gente si rivolterebbe, se leggesse quelle parole, che però non legge perché... il quotidiano in questione ha perso lettori dicendole, come dire, un po' fuori tempo massimo! Gli auguriamo ogni bene, ma il punto resta.

Perché dico che De Grauwe è farisaico? Ma perché non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di notare che l'Italia ha rispettato scrupolosamente le regole europee ed è ora in surplus di partite correnti, mentre la Francia no. Questo significa che la svalutazione interna, cioè le "politiche finalizzate a ridurre i salari", ora toccano a lei, e le toccano sia se la sua classe dirigente è collaborazionista (Macron come Pétain), sia se è vittima della propria sicumera che già in passato le ha dato l'illusione di poter controllare il capitalismo tedesco (Macron come Mitterrand). Non importa cosa soggettivamente pensi il fantoccio che la guida: la Francia è su quel binario.

Ora, come anche sapete, la Francia è un paese lacerato da mille altre tensioni: eredita dal passato coloniale una serie di paesi satellite fornitori di materie prime, ma anche di problemi di integrazione e quindi di malcontento sociale diffuso che puntualmente saltano fuori. Fare "svalutazione interna" in Francia è come fare un barbecue in una polveriera: cosa può andare storto? Ma il professor Guerrieri ha fiducia, e lui è uomo d'onore (e noi siamo qui per seppellire Macron, non per lodarlo, e lo abbiamo già fatto...).

La bottom line (come dicono quelli fichi) resta la solita: quello che il fariseo non capisce (o finge di non capire: altrimenti, che fariseo sarebbe!?) è che purtroppissimo i salari da ridurre sono il reddito della maggioranza, che non ha alcunissima intenzione di farseli ridurre, dal che consegue che in democrazia puoi fare svalutazione interna solo sospendendo i diritti civili e a lungo andare anche quelli politici (che per lo più si autosospendono con l'astensione) dei cittadini.

Against this backdrop (come dicono quelli fichi) qualche giorno fa mi sono imbattuto su Twitter in un tweet veramente efficace, questo:


Non ho idea di chi sia questo signore né se i numeri che dava fossero esattissimi, ma le cose stavano (e stanno, perché oggi c'è il secondo turno) andando più o meno così. Tuttavia, anche se magari il suo autore è un piddino che non capirà mai cosa c'entrino certe dinamiche politiche da lui tanto icasticamente stigmatizzate con certe dinamiche economiche (la necessità di evitare che i poveri difendano i propri interessi), il tweet mi era piaciuto così tanto che lo avevo rilanciato così il giorno dopo:


riprendendo un concetto espresso in tante tristi circostanze. Ora, non sapevo che Macron aveva già pensato a quello cui non si poteva non pensare. Le Monde del giorno successivo infatti ci spiegava che "la futura legge antiterrorismo rispetterà lo stato di diritto". Eh già! Perché il 7 giugno il governo aveva presentato un disegno di legge che de facto isttuzionalizza lo stato di emergenza.

Il QED era già arrivato (a mia insaputa)! 

A cosa serva lo stato di emergenza lo si era visto lo scorso anno (magari voi no, ma io con la Francia ho una certa consuetudine per lavoro): a impedire di manifestare contro la riforma del mercato del lavoro. Certo, anche in Francia (come in Italia) c'è una Corte Costituzionale che, un anno dopo (perché la Corte Costituzionale, un po' ovunque, tranne che in Germania, arriva dopo) fa sapere che in effetti non è proprio correttissimo l'uso dello stato di emergenza contro i diritti dei lavoratori.

Ma le Corti Costituzionali, a buon bisogno, si possono anche imbavagliare. E questo il professor Guerrieri lo sa bene, visto che lui è il secondo firmatario del Ddl S 1952 "Modifiche alla legge 11 marzo 1953, n. 87, e alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, in materia di istruttoria e trasparenza dei giudizi di legittimità costituzionale" (il fascicolo è qui), il cui scopo, come illustra Vladimiro Giacché alle pagine 72 e seguenti del suo testo Costituzione italiana contro trattati europei, è sostanzialmente quello di permettere al governo di applicare à sa façon (cioè di non applicare) sentenze della corte costituzionale, laddove l'Ufficio Parlamentare di Bilancio (che è un posto in cui lavorano economisti convinti che il moltiplicatore sia 0.4!) faccia una sua relazione, beninteso tecnica e indipendente (ma senza peer review perché nessuna rivista pubblica più roba simile!) affermando che la sentenza della suprema Corte viola l'art. 81!

Non ci credete? Ma io vi ho dato il fascicolo: leggete Giacché, o leggete il fascicolo, dove troverete che:


Come dite? Il disegno è abortito? Meno male. Resta il fatto, rilevato da Giacché, che la Corte Costituzionale, intimorita da questo tentativo di imbavagliarla, se con la sentenza 70/2015 di aprile aveva smantellato retroattivamente alcuni pezzi della riforma Fornero, quando poi si è trattato di pronunciarsi sulla legittimità del blocco dei contratti del pubblico impiego, a pochi giorni dalla presentazione del disegno di legge (avvenuta il 9 giugno 2015) ha preferito, chissà perché (certo non perché era il 24 giugno 2015!) non parlare di retroattività.

Ora, io su questa storia sono in conflitto di interessi (e anche il professor Guerrieri, ma solo in quanto docente universitario: solo che ora è senatore...), quindi può essere che abbia preso un po' d'aceto. Luciano Barra Caracciolo ha dedicato al tema ampie riflessioni, chiarendoci che sentenze simili o sono retroattive, o non sono, perché se chi governa sa di poterti danneggiare economicamente... pardon: di poter rispettare il sacro principio (dis)economico del pareggio di bilancio, e poi tanto alla fine "abbiamo scherzato" e lui i tuoi soldi se li tiene invece di ridarteli, è chiaro che farà sempre così, e che noi passeremo una vita a invocare sentenze perennemente tardive, vedendo le nostre vite slittare verso l'indigenza.

Quindi, ricapitolando: alle Corti Costituzionali si arriva a un'età in cui abbonda la saggezza, ma difetta il coraggio. In Francia la Corte costituzionale ha manifestato opposizione all'uso fatto dello stato di emergenza (determinato dai noti fatti terroristici) per reprimere il dissenso dei lavoratori (determinato dai noti fatti economici). Ora starà a Macron minacciarla, e vedremo come reagirà. Chissà: forse la fiducia del professor Guerrieri nel fatto che Macron riuscirà a abbassare i salari in casa propria (perché questo è quello che deve fare: per favore, non prendiamoci in giro con la fanfaluca secondo cui lui sarebbe tanto smanioso di incrementare gli investimenti a casa altrui!), forse questa fiducia deriva dal fatto che quando lui è corso in sostegno del suo governo, la Corte Costituzionale ha fatto un passo indietro, e i cittadini sono stati buoni, perché abbindolati da sindacati collaborativi, e perché non leggono la migliore stampa economica.

Forse lui sa qualcosa che noi non sappiamo: e in effetti mi ha detto che sarò stupito, e che si vedrà entro febbraio se l'Europa dirà di no a Macron. Il termine lo ha posto lui: sono solo pochi mesi.

Ora vi lascio, che questa sera devo fare un barbecue: non in una polveriera, come Macron, ma in terrazzo. In ogni caso, serve combustibile (e quello, come avrete capito, in Francia non manca)...


42 commenti:

  1. Mi sorge spontanea una domanda che spero non risulti troppo ingenua.

    È possibile potersi auspicare quindi tempestivamente un' esplosione della polveriera francese vista l'amobilità politica italiana nella speranza che da noi venga fatto nel frattempo il minor danno possibile? E che sia la Francia il paese a far saltare definitivamente il banco?

    La aveva dipinta anche lei come unica possibilità per chiudere la partita, se non sbaglio.

    Mi torna in mente la copertina del libro di Macron "rivoluzione" in cui lui è raffigurato con le mani al collo (o meglio, alla cravatta)

    A me questo quadro nel complesso ha richiamato subito alla mente la ghigliottina...

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    1. Se ho imparato qualcosa in questi anni è che non dobbiamo far conto sulle "esplosioni" altrui. Quello che vogliamo dobbiamo prendercelo, qui e ora. Anche perché quando il banco salterà, ci saranno già pronti altri banchi con relativi banchieri; e chi starà riposando, contando sull'onda d'urto innescata altrove, nemmeno si accorgerà della sostituzione.
      Come dire: chi dorme non piglia pesci. Anche se ti saltano dentro la barca.

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    2. non credo che un'esplosione della santa barbara francese possa porre un freno al declino che abbiamo intrapreso, quello che è successo in questi anni, in altri tempi avrebbe fatto scoppiare decine di rivoluzioni, quello in cui possiamo sperare se mai ci fosse una deflagrazione in francia sarebbe una pausa, che non farebbe altro che risaldare le posizioni che hanno ottenuto.
      il problema è l'ideologia liberista che hanno diffuso come un morbo attraverso media e istruzione, far disimparare al servo la retorica del padrone sarà un arduo compito .

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    3. Gentile Paolo,
      mi pare che lei dica in sostanza "armiamoci e partite". Sono parecchi anni che seguo questo blog, e una delle poche cose che so di aver capito è che (i) non sarà una guerra breve, e (ii) non ci salverà qualcun altro. Poi, faccio notare che quando le polveriere esplodono la gente si fa male, e la gente sono persone come me e lei. Inevitabile e (a mio avviso) giusto, a volte, ma mi fermerei un attimo a riflettere se la violenza sia uno strumento politico efficace (ovviamente, per una certa parte politica lo è, ma per la sua?).

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  2. Sembra che il tempo abbia fatto un giro e sia tornato indietro di cinque anni giusti, all'estate del 2012.
    Tutto è a posto, tutto va bene e continuerà meglio, siamo tranquilli. Ieri era l'arrivo risolutore di Monti che aveva rasserenato i mercati e risolta l'emergenza. In realtà era stato il discorso di Draghi a fare il miracolo, ma questo lo sapevano solo i lettori di questo blog. I media, i politici e gli "opinionisti autorevoli" erano fiduciosi e sereni.
    In un certo senso avevano ragione: le cose sono andate avanti senza esplosioni, le "riforme" sono proseguite, Leuropa di oggi è più liberista di quella di ieri, le tensioni sono cresciute ma la struttura leuropea ha tenuto e ora Macron la renderà fortissima, granitica, incrollabile.
    Definitiva.
    Almeno fino alla prossima trimestrale.

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  3. Sarà, intanto i francesi ci hanno orribilmente deluso con le ultime elezioni presidenziali. Abbiamo già commesso l'errore di sperare nel salvataggio da parte del cavaliere bianco. Qui ci vuole il cavaliere nero!

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  4. Rammento un aspetto particolarmente attuale della questione relativa ai limiti di costituzionalità nell'applicazione dei trattati:
    "Alla luce di quanto abbiamo cercato di illustrare finora, la vanificazione delle sentenze della Corte in nome del primato della politica è in realtà una fenomenologia che non è riconoscibile nel caso concreto.
    La realtà è che si vuol negare il primato della Costituzione e denominare "primato della politica" l'applicazione del pilota automatico dell'euro, senza voler dire che esso determina l'applicazione di un modello socio-economico diverso da quello costituzionale.

    In tal modo, se si affermasse la prevalenza del pareggio di bilancio nei termini incondizionati sopradetti, e persino se solo la Corte si vedesse costretta a esercitare quella imprevedibile discrezionalità relativa alla fase delle restituzioni, si sarebbe al fine modificato l'art.139 Cost., ("La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale"): ma si sarebbe, per ciò solo, aperta la via alla abrogazione per incompatibilità di tutte le possibili previsioni costituzionali in nome del vincolo esterno.

    Insomma, le norme che affrontano il problema del possibile rispetto degli "accordi nella Comunità" esistono già e sono necessariamente quelle della Costituzione: gli artt. 11 e 139 Cost.

    Se non altro perchè la stessa adesione alla Comunità o Unione europea su di essi si fonda e sul loro rispetto va commisurata, arrivandosi altrimenti al dissolvimento, dichiarato, della stessa originaria legittimità costituzionale della scelta negoziale compiuta aderendo al trattato, che presuppone necessariamente un aderente che sia uno Stato "sovrano": e rinunciare ad esserlo, gli sottrae la stessa qualità di parte del trattato, facendo venire meno, unilateralmente, quella legittimazione indefettibile che le altre parti contraenti, invece, mantengono e fanno valere; come dimostrano le prese di posizione che paesi come la Germania, o la Francia, o il Regno Unito, costantemente assumono sull'applicazione delle norme dei trattati."
    http://orizzonte48.blogspot.it/2015/05/resa-totaleo-la-finzione-non-puo-piu.html

    Allo stato, però, dobbiamo prendere atto che le Corti costituzionali sono divenute una garanzia insufficiente. E questo è un problema sistemico che non si poneva in Europa dai tempi del gold standard (e infatti, né Hitler né Mussolini lo rinnegarono...)

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    1. Grazie per la chiarezza che è necessaria affinchè chi legge,pur non essendo un esperto,possa capire l'essenza dei fatti descritti.
      Inutile ringraziare Bagnai,quanto Lei,Borghi,Rinaldi,Giacchè fate per farci "vedere" cosa ci sta accadendo e cosa ci accdrà domani.

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    2. Mi accodo ai grazie. Ricordo ancora nel lontano 2012 come sul FQ un colpo di fortuna mi permise di conoscere Quarantotto ed il prof. Bagnai. Da allora niente è stato più come prima!

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  5. Il sistema elettorale francese fa paura.

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    1. Concordo, in Francia si e' appena realizzato il sogno degli oligarchi transnazionali, il governo del partito unico monoclasse (con qualche residua traccia di opposizione).

      La prossima tappa rischia di essere il tentativo di accentuazione dei gia' forti tratti 'castali' della societa' francese (mobilita' sociale inesistente) ed una conseguente riforma elettorale di tipo plebiscitario (per espellere del tutto le opposizioni e reprimere ogni resistenza interna alle 'riforme').

      Chissa' chi saranno i nuovi giacobini ed il nuovo Robespierre......

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  6. Il prof scrive tre enciclopedici post nel tempo che occorre a me per raggranellare i pensieri per commentarne uno, vabbe'.
    Macron non potrà che fallire perché l'operazione di maquillage del governo Hollande di presentare l'uomo nuovo per non cambiare nulla non potrà che avere vita breve; sono anzi meravigliato che l'operazione abbia avuto successo e Macron sia stato eletto; comunque da un certo punto di vista meglio cosi' (rispetto ad una vittoria di Fillon per esempio), perché il fallimento non avrà scusanti.

    Rispetto all'incontro di Pordenone, sono stato confortato che non sono l'unico a notare le stonature che da almeno un anno a questa parte rilevo negli articoli del blog di Krugman.
    Tutto inizio' con Brexit, quando Krugman scrisse letteralmente "Yes, Brexit will make Britain poorer. It’s hard to put a number on the trade effects of leaving the EU, but it will be substantial.".
    Qui.
    La cosa e' continuata con l'euro qui
    qui dove afferma che per la Francia sarebbe troppo costoso a questo punto uscire dall'euro, dal momento che ci e' già dentro. Tutto questo senza fornire non solo un modello (cosa fatta dal prof.), ma per stessa ammissione di Krugman neanche un numero. Di che cosa stiamo parlando? Nessun accenno ai costi del rimanere dentro: costi economici ma anche sociali, di vite umane. In Svizzera stanno male? Io ci ho vissuto per un anno e direi di no. Manca inoltre del tutto l'analisi del fatto che l'austerità in Europa e' una diretta conseguenza dell'euro, se lo capisco io, come può sfuggire a Krugman?
    Perché Krugman fa queste considerazioni da politico e non da economista? Se dovessi pensar male (cosa che qualcuno considerava peccaminosa ma profetica) penserei che Krugman stia ancora scontando il favore a qualcuno che lo ha suggerito come candidato per il Nobel; sinceramente non riesco a pensare ad altro.

    Ed ecco un altro motivo per cui odio l'euro, tra i tanti: mi ha costretto a studiare l'economia, cosa di cui sinceramente avrei fatto a meno, anche se non mi pento di essermene interessato; almeno adesso so riconoscere i traditori e gli utili idioti. Chi sa se oltre a Krugman il prof stava pensando a questo durante il dibattito di Pordenone (magari no...).

    Quanto agli attacchi terroristici in Europa, ci sono varie cose che per me stonano:
    1) la loi travail e' stata approvata il 21 luglio 2016, esattamente una settimana dopo la strage di Nizza (la guardia si era abbassata a causa dello shock?)
    2) Dopo l'attacco terroristico di Londra, la May vuole adottare delle regole restrittive per internet
    3) in tutti i casi i terroristi erano noti ai servizi segreti o alle polizie dei rispettivi paesi, ma non e' stato fatto nulla per fermarli, o non abbastanza.

    Se dovessi applicare Machiavelli penserei che.... gli attacchi terroristici fanno comodo a qualcuno, ma magari sono complottista.







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    1. Anche in Norvegia non ce la passiamo male.
      Siamo dentro Schengen, EEA, ma fuori da UE e, ca va sans dir, euro.

      Citando per estrema sintesi Wikipedia (mi scusi prof, solo per brevita' e tutte le affermazioni riportate sono solide e controllate):

      The country has the fourth-highest per capita income in the world on the World Bank and IMF lists. On the CIA's GDP (PPP) per capita list (2015 estimate) which includes territories and some regions, Norway ranks as number eleven. Since 2009, Norway has the highest Human Development Index ranking in the world, a position also held previously between 2001 and 2006. It also has the highest inequality-adjusted ranking. Norway ranks first on the World Happiness Report, the OECD Better Life Index, the Index of Public Integrity, and the Democracy Index.[23]

      https://en.m.wikipedia.org/wiki/Norway

      Riporto la pagina inglese perche' in quella italiana, a parte un breve inciso sull HDI (Indice di Sviluppo Umano), del resto non c'e' traccia. Come non c'e' traccia della tabella in fondo pagina del wiki en, dalla quale la Norvegia risulta in testa ad altri indici come Liberta' di Stampa, Save the Children State of the World's Mothers report, eccetera.

      Pero', che stupido, mi dimenticavo che in realta' ha ragione 'mmi cuggino: e' perche' c'abbiamo er petrolio e semo solo cinque milioni e spiccioli.

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    3. @Moretti: il nuovo governo conservatore come si comporta?

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  7. La Rivoluzione francese si originò da 7 cause principali, molte delle quali si ritrovano oggi in Italia:

    1. Crisi finanziaria (allora dovuta a spese militari fuori controllo): oggi c’è.
    2. Politica di austerità legata a un aumento delle tasse per rifinanziare tale crisi: c’è.
    3. Deflazione (in quel caso concentrata nella caduta dei prezzi agricoli): c’è.
    4. Riduzione della produzione industriale: c’è.
    5. Percezione dell’ingerenza straniera, con Maria Antonietta l’Austriaca moglie di Luigi XVI: c’è.

    Però:

    6. Razionamento del pane dovuto a siccità e a cattivi raccolti, con conseguente iperinflazione dei generi alimentari: non c’è.
    7. Diffusione dell’Illuminismo, movimento la cui base filosofica si concentrava sul concetto di nazione: non c’è, in quanto la razionalità del popolo non viene alimentata più da nessuno, fatta eccezione per pochi intellettuali indipendenti come il Professor Bagnai.

    Conclusione: la Storia insegna che finché non si tocca lo stomaco (strada violenta) o la cultura (strada costruttiva) di un popolo, non si arriva mai a un definitivo punto di rottura con l’establishment. Affinché ciò possa avvenire in maniera democratica, l'unico modo è credere nel nostro dibattito socioculturale e diffonderlo.

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    1. Per la 6), non ne sarei così sicuro. Leggi questo paper: https://www.researchgate.net/profile/Valentina_Zharkova/publication/316921302_Reinforcing_the_double_dynamo_model_with_solar-terrestrial_activity_in_the_past_three_millennia/links/593ae57fa6fdcc17a99d3317/Reinforcing-the-double-dynamo-model-with-solar-terrestrial-activity-in-the-past-three-millennia.pdf?origin=publication_detail

      Guarda bene il grafico dell'attività solare ricostruita da Zarkhova a pagina 26, in che periodo è avvenuta la rivoluzione francese? Guarda dove siamo adesso e cosa ci aspetta: "We predict the upcoming Modern grand minimum in 2020-2055".
      Questo uno dei pochi articoli che ne parla, ovviamente contraddicendo la teoria del riscaldamento globale dovuto alla CO2, non ha avuto molta copertura mediatica.
      http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3156594/Is-mini-ICE-AGE-way-Scientists-warn-sun-sleep-2020-cause-temperatures-plummet.html

      Ora, non siamo neanche vicini all'epicentro di quel periodo e cosa succede?
      http://agfax.com/2017/05/15/wheat-outlook-u-s-winter-wheat-production-down-25-from-2016/
      Motivo? "Late April snowstorm".

      Vigneti in Francia e nord Italia: http://www.ilpost.it/2017/04/28/vigneti-francia-freddo/

      Potrei continuare ma mi fermo qui.

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    2. Al razionamento del pane difficilmente ci si arriverà date le capacità produttive attuali, ma non ci scommetterei li faccio capaci anche di peggio.
      Per la diffusione di un pensiero illuminato, stiamo commentando sul blog di uno che ce ne ha dato un esempio preclaro, il problema risiede nella capacità di diffusione di tale messaggio, vista anche la differenza di mezzi in campo.
      Riassumendo l'analisi del problema c'è le soluzioni, le sappiamo, come lo risolviamo?

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    3. Forse dobbiamo lavorare sul punto 7 mentre aspettiamo che arrivi il 6...
      Armati di tanta pazienza.

      Saluti cordiali

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    4. A questo servono il reddito di sudditanza (pane), il controllo dei media (circensi).
      E se questo non bastasse l'esercito unico europeo.

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    5. Riguardo il clima, effettivamente avevo sentito qualcosa a riguardo, collegato al fatto che in francia la patata (il tubero), che ben si adattava ai climi rigidi, era considerato cibo del diavolo e quindi non si poteva coltivare e quindi non poteva sostituire il pane come fonte primaria di cibo.

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    6. Tiziano Diamanti, il clima può dare il colpo di grazia. E’ trattato in maniera superficiale da tutti, anche dai famosi “ambientalisti” che in realtà – perlomeno oggi – non sanno che pesci pigliare e sono divisi. Parlano, si accordano, si indignano: e intanto la temperatura del pianeta, con i relativi danni già visibili nelle zone che hai citato, continua a mutare.

      Vasarite Dazsz, non credo che il (lieve) aumento di produttività agricola che l’umanità sta realizzando sia anche solo sufficiente per compensare la lievitazione demografica del nostro pianeta. Se poi all’aumento delle nascite si sommasse anche una carestia (o, in scala minore, un rallentamento produttivo dei generi di prima necessità) dovuta a motivi climatici, basterebbe poco per mandare in crisi tutte le catene produttive, anche quelle dei Paesi avanzati.

      Mauro Santoro, aspettare che il punto 6 si manifesti è da evitare drasticamente. L’Illuminismo fu la benzina che accese la miccia della rivoluzione francese. E lo fece in tempo, prima cioè che potesse scoppiare una guerra fratricida interna al Terzo Stato (tralasciando le lotte intestine tra Montagnardi e Girondini… Visto che dappertutto c’è sempre qualcuno che fa casino). Informiamo il prossimo, ma facciamolo in fretta.

      The max, sono con te su tutta la linea. In realtà però la patata venne “esorcizzata” proprio durante la rivoluzione, grazie all’agronomo Parmentier che la propose, coraggiosamente e con successo, a Luigi XVI, che l’apprezzò (anche perché nemmeno a lui, in quel periodo, andava tanto bene in quanto a varietà di alimenti di cui disporre). In seguito divenne presto il cibo del popolo, a cui tuttavia non bastò per digerire le offese subite dalla classe dirigente. D’altronde quando si arriva alle patate non è mai buon segno (si veda la Grande carestia irlandese del 1845, altra delicatissima parentesi storica scatenata – tanto per cambiare – da errori di politica economica, un aumento demografico incontrollato e conseguenti flussi migratori…).

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    7. Temo che la reazione violenta, l'insurrezione non sia più fattibile. Quelli che comandano davvero la ristudiano la storia, e non commetteranno più errori. Hanno praticamente smantellato i presupposti per la creazione di una coscienza di classe, creando un conflitto orizzontale, mentre avremmo bisogno di un conflitto verticale. Ma è tangibile, vai al bar e vedi il figlio dell'operaio che beve Spritz e compra l'Audi a rate, e va a Formentera perché vuole fare la foto con Briatore, mentre dovrebbe dargli fuoco (allegoricamente). E l'ordine delle cose che è irrazionale. La gente ama Macron, giovane bello pulito, e odia il vicino bisognoso, perché ci hanno imposto lui come nemico. Credo siamo l'unica specie capace di questo. A non distinguere ciò che ci fa bene da ciò che ci fa del male. E quando non hai coscienza di te, sei finito.
      Troppo disfattista? Ma realista.

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  8. Tanto lì dobbiamo andare a parare, non si può dire subito ma si devono smantellare le costituzioni antifasciste, vecchio sogno di JP Morgan. Mi sono ricordato per es di questo documento mostruoso:

    Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labor rights; consensus building systems which foster political clientalism; and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo.

    ...

    The constitutions and political settlements in the southern periphery, put in place in the aftermath of the fall of fascism, have a number of features which appear to be unsuited to further integration in the region. When German politicians and policymakers talk of a decade-long process of adjustment, they likely have in mind the need for both economic and political reform.

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  9. Rispndendo al 'Premio Nobel Paul Krugman', Wolfgang Schaeuble ha detto:
    "Krugman ist ein bedeutender Oekonom, der fuer seine Handelstheorie den Nobelpreis bekommen hat. Aber er hat keine Ahnung von Aufbau und Grundlagen der europaeische Waehrungsunion."
    Guerrieri e i suoi 25 Nobel sono serviti.

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    1. Anche Guerrieri pare abbia keine Ahnung.

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  10. Mha, sarò complottista...mi vien da pensare, questa serie di attentati drammatici che compiscono proprio la Francia?

    Grazie Prof.

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  11. Dopo gli ultimi tre monumentali post, diventa sempre più impervia la scelta per la candidatura al #MIA2017

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  12. Due osservazioni: essendo la Francia l'unico possibile ostacolo alla Germania, ricevera' sempre qualche carezza in piu', leggi compromessi su riduzioni salariali. Macron potrebbe campare a lungo con poca spesa. Seconda nota, nel mio piccolo mondo sento e vedo molte persone profondamente convinte di aver vissuto al di sopra delle proprie possibilita'. Operai ed artigiani che considerano la propria casa (ancora sotto mutuo) come frutto di una formidabile nonche' irripetibile epoca storica. Da quando un operaio puo' permettersi la casa? Il lavoro della propaganda e' stato profondo e penso facilitato da quello strano senso di colpa che affligge molti di noi italiani - quella codadipaglite che prospera negli ambienti contaminati da piccola e grande illegalita'.

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  13. "in democrazia puoi fare svalutazione interna solo sospendendo i diritti civili"
    Profe, forse un refuso per "i diritti sociali" (perché su quelli civili, a costo zero: cittadinanza, nozze gay, privacy, i piddini ci marciano alla grande)?

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  14. Guerrieri è uomo d'onore e se dice che se non usciamo dall'eurozona non dovremo ridare 300 miliardi di € alla BCE per via del target2 dobbiamo credergli: lo ha detto pure Draghi! Per quel poco che ho capito del target 2, mi sono reso conto che il debito che ho con la mia banca, legato anche al fatto che ho roba importata dalla germagna e che mangio carne importata dalla francia (la coop ero io e mi sono fidato..ma adesso avevo dato ordine alle figlie di comperare solo carne, birra e frutta italiane) è passato per il target 2. A questo punto scrivo alla mia banca, che questa mattina ha voluto il mio CUD aggiornato( è una di quelle del nord-est) forse perchè stanno cominciando a fare i conti su quanti dei crediti concessi possono contare di rientrare, una nota con cui li informo che:
    1) Guerrieri ha detto, e Guerrieri è uomo d'onore, che se non si esce dall'euro non dobbiamo ridare niente a nessuno;
    2) qualunque sia le decisione dell'Italia in futuro, io non uscirò dall'euro (mi perdonerete se abbandono la battaglia, ma primum vivere);
    3) ergo, il debito che la mia banca tramite banca d'Italia ha contratto con la BCE via target 2 per prestare i soldi a me non dovrà essere pagato;
    4) ergo bis, tolgo l'accredito del mio stipendio dalla banca e chiudo il conto corrente, restando inteso che il debito che ho con essa non lo pago;
    5) ad ogni buon conto, la mia banca dia per il tramite di Bd'I le mie credenziali alla BCE per avere conferma della mia decisione di restare nell'UEM.
    6) della mia decisione è mallevadore il prof. Guerrieri, anche in termini economici (tanto che problema c'è?)
    7) Se poi non gli sta bene, che facciano tutti i "bail in" che vogliono con i soldi che ho nel conto corrente; in questo caso mi dicano dove debbo andare a ritirare il contante.
    p.s.: resta inteso che il mio 0,5% per il 2017 sarà destinato ad a/simmetrie, così rinnoverò la tessera socio per il 2017. Anche se per motivi di mero interesse personale di sopravvivenza non uscirò dall'euro, appoggerò sempre la vostra battaglia.

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  15. OT - Guerra sempre piu' vicina?

    http://tass.com/defense/952119

    Da oggi ogni aereo USA in volo all'interno dello spazio aereo siriano sara' un 'legitimate target'.

    Il probabile abbattimento di un jet USA potrebbe quindi innescare una catena di eventi analoga a quella di Giugno 1914 con l'attentato di Sarajevo.

    Oggi come allora potrebbe sciaguratamente prevalere l'elite "dell'ora o mai piu'".

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  16. Mah al complesso militare industriale americano interessa comunque vivere anche eventualmente a spese del Top Gun Ammmeregano che si trovasse abbattuto da una supposta ricettata dal dottor Putin,a me fa più paura questo compatto collaborazionismo da repubblica di Salo'che stiamo sperimentando qui in Italia,ormai dall'euro alla immigrazione gli italiani si esprimono nel solo registro che gli e' stato subdolamente impartito:quello dell'autodenigrazione

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  17. Sarà una goduria vedere i piddini macronisti della prima ora schiantarsi cantando l'Inno alla gioia dopo essersi arrampicati sugli specchi inventando le scuse più improbabili per il fallimento annunciato (#hastatoX, con X a piacere). I primi si potranno raccattare col cucchiaino già al Goofycompleanno.

    Io continuo a preferire la Marsigliese:

    Aux armes, citoyens
    Formez vos bataillons,
    Marchons, marchons!
    Qu'un sang impur
    Abreuve nos sillons!
    Que veut cette horde d'esclaves,
    De traîtres, de rois conjurés?
    Pour qui ces ignobles entraves,
    Ces fers dès longtemps préparés?
    Français, pour nous, ah!
    Quels transports il doit exciter!
    C'est nous qu'on ose méditer
    De rendre à l'antique esclavage!

    E adesso, Pietrino Micca Yanez, fuoco alle polveri!

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  18. Amichevolmente:
    - lei ci offre milioni di motivi per incazzarci
    - se ci scappano toni un po' aggressivi sul blog ci censura
    - se a Pordenone qualcuno poco a modo contesta il piddino lo censura
    - Però lo sa anche lei che prima o poi la rabbia non sarà più gestibile

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  19. Gentile prof., questo commento è uno sfogo: quanto sto per scrivere è una sorta di testimonianza e perciò uno sfogo, comprenderò se verrà reputato inopportuno. Ne scrivo qui trovando questo articolo attinente alle circostanze (una discussione "di politica") e perchè Quarantotto alias Orizzonte48 vi è richiamato.
    Breve contestualizzazione: sono un impiegato tecnico, avente studi in giurisprudenza, presso l'università della città di Fannullonia nella Regione Pigrizia, meridione di LitaGlia in Leuropa, e ciò, insieme a cordialità con persone delle più varie estrazioni, mi pone in condizione di interagire con docenti universitari di scienze giuridiche, economiche, etc, nonchè magistrati e varie altre figure professionali. Insomma sono buon amico di operai e contadini ma beneficio anche del confronto con persone non propriamente sprovvedute. Tale loro levatura però non comporta sempre pari nobiltà intellettuale...
    Il caso si sostanzia or ora sulla bacheca FB d'un amico, docente universitario in Diritto Transetnico e Diritto della Comunione per Prosopopea, e si compie con gli strali d'un suo collega, delle stesse discipline, pure mio conoscente.
    Da una mia critica alle facilonerie ideali sullo ius soli ero giunto ad obiettare contro autorazzismo, "sovrastrutture dell'UE" e "potentati dell'UE" (mie espressioni), ma (si scopre) non potevo ricorrere a tali concetti o mie definizioni (che, evidenzio, si pongono piuttosto sul piano del presupposto politico rispetto alla dimensione giuridica), non potevo permettermelo, perchè ho dinanzi Law Professionals, un po' come non posso permettermi di dire che esteticamente un'Alfa Romeo mi piace ed una Mercedes mi fa schifo se ho davanti un meccanico.
    Dovevo spiegare e giustificare cosa intenda per autorazzismo, sovrastrutture dell'UE, potentati dell'UE.
    Non detenendo la "patente di onniscente che crede di avere la verità in tasca" (sic), come m'era stato rimproverato, ricorro a fonti esterne che costituiscono l'origine delle mie nozioni: cito per l'autorazzismo un articolo de Il Pedante e specialmente due articoli di Orizzonte48 per gli altri 2 argomenti.
    "citi blog farneticanti come quello qui sopra [O48, n.d.r.]" (sic), mi redarguisce il cattedratico (che già generosamente mi tacciò "Quello che scrivi non ha né capo né coda").
    "Dietro lo pseudonimo di Orizzonte48 si cela Luciano Barra Caracciolo" informo, collegando il relativo lemma di Wikipedia, seguitando con una mia più dettagliata distinzione fra tecnica giuridica e relativi presupposti "ontologici" di politica ed economia, e richiamando altri contributi dell'autore presso Formiche.
    "ora mi hai scocciato, luciano barra caracciolo è evidentemente un amministrativista che non capisce un ca**o di diritto internazionale e di diritto dell'Unione europea, va bene?" (sic, asterischi miei) tuona il dottrinario.
    Seguono mie grasse risate su tali preconcetti e presunzioni, e l'eccelso mi blocca su FB.
    Caro prof., esimio dott. Barra Caracciolo, con questo mio racconto non voglio avvertirvi di un bestiario del quale siete certamente già avvertiti, nè voglio aggiungere ulteriori crucci a condotte dissennate di certuni che già vi angustiano, bensì desidero solo riportarvi la plastica manifestazione di come un qualsiasi comune cittadino possa ritrovarsi ad esser colpito dalla furia dogmatica e mistica di gente che, parandosi dietro una teNnica e brandendo oggetti teNnici come fossero clave, arriva con dolo ad emarginare, disconoscere, rigettare le scienze che di quelle teNniche sarebbero il fondamento, al fine di propagandare la "loro scienza" falsa.
    Essi mentono negando la realtà, frodano dissimulando le cose, distruggono mistificando la natura.
    LitaGlia in Leuropa bisogna meritarsela: se la meritano quelli come LORO.
    Siamo in guerra e la battaglia è di tutti, il combattimento non è solo vostro, è già di tutti noi, dall'ultimo dei lavoratori al più elevato dei dirigenti.
    Un caro saluto.

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  20. Lo scudo di Macron, svolta protezionistica?
    E per la leadership Europea, Toy Boy di Angela, o uomo solo al comando?
    Si prevedono grosse nuvole di fumo, e forti boati sulle capitali europee a breve.
    http://www.lastampa.it/2017/06/21/economia/lo-scudo-di-macron-per-frenare-le-aziende-cinesi-in-europa-WIVASlWSX2UyIQVWVxh84M/pagina.html

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  21. bisognerebbe analizzare di piu' il fenomeno dell'astensionismo.
    ormai e' e sara' sempre di piu' il primo vero partito, in qualsiasi elezione.
    il bello e' che gli astenuti credono di fare una sgarro ai partiti di potere: mi sono schifato di tutti indi per cui mi astengo e non voto per nessuno: tie'( con conseguente segno dell'ombrello invece che della matita copiativa).
    con il risultato di vedere il "nuovo" Macron stravincere e sentirsi invincibile.
    bravi.
    il risultato e' esattamente l'opposto

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    1. Gli astensionisti sono peggio dei piddini: da li' non si scollano. Con il risultato opposto come analizza anche 48 in uno degli ultimi post.

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  22. Dal Telegraph via VdE, intervista postuma a Kohl:

    Se un cancelliere cerca di far passare qualcosa, deve essere un uomo di potere, e se è intelligente, sa quando il momento è maturo. In un caso – l’euro – ho agito come un dittatore …

    e fin qui si sapeva... Ma questo:

    Nell’intervista, Kohl ha affermato che gran parte della resistenza alla moneta unica in Germania riguardava l’idea di unione monetaria senza un’unione economica e fiscale.

    ...cioè se no sarebbero stati favorevoli? Con i vincoli costituzionali che hanno e con la loro propensione commerciale? Mah?

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  23. Non so se sono solo un po’ OT o se sto dicendo una cazzata ma, in tema di Francia e sua moneta satellite delle ex-colonie africane, guardando la fonte dei dati sui tassi di cambio già proposta altre volte (http://fx.sauder.ubc.ca/data.html) vedo qualche indizio di cambiamento rispetto a quanto compare nel grafico del post del 4/4/2012, quello sull’allineamento fra Euro e Franco CFA.
    Dalla fine di aprile 2017, il “French-African Franc XAF” sembra aver iniziato una leggera svalutazione rispetto all’Euro, pochino, diciamo uno 0,5% ora in giugno, ma salta all’occhio nel confronto con l’assoluta stabilità degli anni ed anni precedenti, quando in concomitanza con le cadute dei Gheddafi, le Primavere, Al-Quaeda a Timbuctù e via dicendo, la moneta se ne restava imperturbabilmente inchiodata.
    Anche altre monete dell’Africa francese (Algeria, Marocco,Tunisia) hanno presentato una simile tendenza al ribasso nell’ultimo bimestre, ma qui il movimento è al contempo più ampio e meno appariscente, poiché anche in precedenza avevano presentato oscillazioni rispetto ad EUR, che XAF non mostrava.
    Per l’Africa “meno francese”, il Rand sudafricano mi pare essersi mosso quasi in controfase, non ho guardato altri.
    Visto il legame istituzionale, suppongo che la decisione sia in buona parte francese, e pare riguardare la politica monetaria specificamente rivolta all’Africa, visto che in contemporanea l’atra moneta-satellite franco coloniale (French-Pacifica Francs, XPF) così ad occhio mi pare oscillare “a media zero”, senza precise tendenze almeno nell’arco dell’ultimo semestre
    Così di primo acchito non riesco ad immaginare altro che un tentativo francese di facilitare un po’ la vita nelle colonie, forse per allentare la pressione migratoria, forse per comprare un po' di consenso macronista pre-elettorale, ma in realtà non ho idea delle origini e possibili evoluzioni della faccenda

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