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mercoledì 24 maggio 2017

Professorechennepenza?

Ci sono due modi di rispettarmi: rispettarmi, e non rispettarmi. Come ogni persona (con la probabile eccezione di NSGC e Gandhi), applico reciprocità.

C'è un unico modo di non rispettarmi: non rispettare il mio tempo.

In compenso, ci sono molti modi di non rispettare il mio tempo, e il più odioso di tutti è chiedere la mia opinione sugli sproloqui del primo dilettante che passa per strada.

Segue esempio (anonimizzato):

Buona sera Prof,


la seguo moltissimo su goofynomics [Ndc: non si direbbe!] e le chiederei se volesse spendere 10 minuti del suo tempo per leggere il link di [sito dilettantesco infarcito di banner pubblicitari], e precisamente l’intervista a [quidam de populo non repertoriato né in Scholar né in IDEAS] che neanche tanto velatamente mette in discussione dei punti [parole random] da lei affrontati in maniera molto analitica.

Che ne pensa? Cos’è che non funziona nell’articolato dell’intervista?

Cordialmente
Un Kamikaze

Torno a chiarire un punto: la mia opinione su una banalità (dal punto di vista teorico) come la crisi dell'Eurozona non interessa nemmeno a me e non deve interessare a voi, per il semplice motivo che questo blog è nato per presentare fatti, non opinioni, e per insegnarvi a valutarli autonomamente. Tanto meno deve interessare la mia opinione su opinioni sconclusionate. Se non ce la fate a capirlo, vuol dire che non sono riuscito a spiegarlo: ne prendo atto, ma non posso farci niente: più di quello che ho fatto, dopo sei anni passati come un sol di violino accordato sul mi, non potevo fare, e difficilmente resisto alla umana tentazione di irritarmi nel constatare questo mio evidente fallimento. Quello che sta succedendo non è materia di "opinioni" o di "chennepenZa": sono processi oggettivi descritti in modo assolutamente rigoroso e inequivocabile dalla letteratura scientifica (chi non ne fosse convinto, può ripassare dal via). Anche solo evocare la doxa, anche solo immaginare di sollecitare un "chennepenZa" della doxa di chi, non avendo documentata esperienza di ricerca nel campo, non ha alcun titolo per esprimerla (pur avendone, evidentemente, tutto il diritto - ma diritto e titolo sono due parole diverse), significa non aver capito lo spirito di questo blog, che è aiutarvi a pensare, non a scassarmi i cabbasisi.


Tra l'altro, per una inesorabile regolarità empirica, chi si arroga in questo modo insulso il ruolo di padrone del mio tempo, in ogni singolo cazzo di caso risulta non aver contribuito ad a/simmetrie, che è la struttura che (fra l'altro) mi permette di risparmiare tempo, e di rendere più efficace e penetrante la diffusione del mio messaggio (che non sono le "mie" teorie, o, come dicono i cialtronissimi, "tesi", ma le teorie altrui, quelle del vero mainstream economico - non dei gentili colleghi che hanno deciso di rinnegarlo). Non dico che contribuire ad a/simmetrie implichi "comprare" il mio tempo (nel caso, vi faccio sapere quanto venivo pagato quando invece di salvare il mondo facevo consulenza... e vedrete che rinuncerete a farmi domande!). Significa però regalarmi tempo, cioè dare un'adesione concreta e rispettosa al progetto che qui a chiacchiere tutti dite di voler sostenere, mentre nei fatti, in molti casi, l'unica cosa che vi interessa è la mia riverita attenzione, l'attenzione di uno che vorrebbe solo essere dimenticato e appartarsi a commentare il Timeo per lo stipendio di nessuno. Non è quindi strano che chi distrugge il mio tempo con email inutili e irritanti (per i motivi appena esposti) si rifiuti, di converso, di dare un cenno concreto di sostegno al progetto.

Chi mi scippa tempo non lo fa per regalarmi tempo!

Il modo migliore di dimostrarmi il vostro affetto è offrirmi un caffè: in questo modo mi darete prova di due fatti essenziali:

1) che voi non avete più bisogno di me, cioè che sono riuscito a rendervi autonomi nel giudizio;

2) che voi credete nella mia capacità di riuscire a orientare progressivamente l'opinione pubblica portando nel dibattito contenuti scientificamente autorevoli e divulgandoli con efficacia comunicativa.

Credo di aver dato prova di queste abilità (se sono arrivato sul Sole 24 Ore, e prima sul Financial Times, e sulla CNN...), e credo che sostenermi per molti di voi non sarebbe un enorme sacrificio.

Eppure, il semplice fatto che con migliaia di lettori e follower (molti sono troll) il 5x1000 sia venuto solo da circa 1400 persone è abbastanza eloquente. A differenza di altre benemerite istituzioni, quella che sostiene la mia attività di ricerca e divulgazione non riceve (chissà perché!) un pozzo di milioni dalle istituzioni europee. Informatevi, fate due conti, e vedete un po' voi come metterla. Da chi ritiene che tutto gli sia dovuto, incluso il lavoro mio e di a/simmetrie, e sia gratis, mi aspetto creda anche che noi possiamo risolvere i problemi del mondo (i problemi dell'infanzia, dei rifugiati, dei poveri) senza prima aver risolto i nostri, come se diventare poveri ci consentisse di aiutare meglio chi povero lo è già: e invece, semplicemente, diventare poveri, distruggere il nostro benessere applicando regole irrazionali dettate dagli interessi miopi ed autodistruttivi di una minoranza, ha come unico risultato quello di impedirci di solidarizzare con chi ha bisogno del nostro aiuto, e di privarci dei mezzi per darglielo. Mi sembra quindi evidente quale sia la priorità, nel momento in cui si voglia tentare di rendere il mondo un posto migliore. Ma indipendentemente da queste valutazioni, non chiedetemi di rispondere a una oggettiva mancanza di rispetto con manifestazioni di commosso e riconoscente entusiasmo: sarei ipocrita.

La pubblicazione del lavoro sull'uscita dell'Italia dall'Eurozona chiude un primo ciclo dell'attività di a/simmetrie, portando in Classe A dell'ANVUR (non chiedetemi che ne penso) il tema dei costi macroeconomici di una dissoluzione dell'euro, che abbiamo visto finora affrontare per lo più in modo indegnamente cialtronesco, a un punto tale da rendere inevitabile la reazione della parte sana del mainstream economico (purtroppo ancora minoritaria: il che rende tanto più meritorie le voci isolate che si stanno levando).

Ora inizia un secondo ciclo: quello in cui questi contenuti devono essere diffusi. Se già la ricerca costa (i ricercatori mangiano, quindi hanno bisogno di uno stipendio; i dati e i software costano; inviare un articolo a una rivista scientifica costa; i PC costano; rendere open access un paper costa; presentare un lavoro a una conferenza costa; e così via...), la diffusione dei suoi risultati costa ancora di più, perché richiede staff per gestire contatti, inviare newsletter e comunicati stampa, analizzare il traffico social, organizzare seminari, ecc.

Queste risorse devo cercarle io, e non è un'attività semplice. Quindi, quand'anche non fosse (come è) una cosa estremamente inopportuna, piantatela coi "chennepenZa": purtroppo ho cose più urgenti da fare che rispondere a domande sciape e irrilevanti. Devo ancora rispondere a Cochrane, per dire: non posso occuparmi di Pinco Pallino (che rispetto come persona, ma che non esiste come economista). Viceversa, se non avete migliori opportunità, considerate di devolvere il 5x1000 ad a/simmetrie (qui è spiegato come fare). E se ne avete la possibilità ricordatevi di offrirmi un caffè: non lo berrò, lo dedicherò alle attività che vi ho appena descritto, e che descriverò in un post più analitico.

Ma chennepenZa no, mai più!

Grazie.

75 commenti:

  1. "Adesso che sei maggiorenne è ora che tu sappia di chi sei figlio"

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  2. 1400 donatori del 5x1000 per una associazione giovane, che si occupa di temi economici e politici e che, suppongo, non ha collegamenti diretti con strutture sindacali o centri assistenza fiscale sono però un risultato straordinario.
    Il 5x1000 quasi sempre è fonte di profonda delusione per i dirigenti del no profit, sopratutto quelli impegnati in attività di carattere più politico culturale che di servizio.
    Non si scoraggi per quello, è proprio lo strumento che ha limiti.

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    1. Ovviamente non ho collegamenti con sindacati (sono un pezzo del problema che dovremo risolvere) né con CAF. La situazione è questa: 1400 preferenze espresse sono più di quelle che si aspettavano i miei collaboratori ma meno di quelle che ci servirebbero per essere "in sicurezza". Non mi scoraggio. Se potete date una mano, altrimenti mi aiuterò da me.

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    2. Non avevo dubbi,il mio "suppongo" era solo formale.
      5x1000 è completamente drogato da commistioni coi CAF.

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  3. A me è bastati il "Battistaaaa"in twitter...forse e spero forse mi azzarderei a chiedere (mo me banna a vita) la differenza tra rinascimento e barocco. Non per piaggeria, ma io penso che ella e Alessandro Manzoni, siete sul l'identico piano. E chi ha letto Sandro mi capisce.

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  4. chi ha contribuito all'otto per mille non è detto che sia tra i suoi follower (oltre al mio c'è anche quello di chi ha chiesto il mio modesto aiuto per fare il 730)
    Comunque in tutto lo sterminato blog ci saranno già le risposte a tutti i "chenepenza" di questo mondo

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  5. ....(molti sono troll).....

    Il seguace-troll mostra comunque di possedere il bene dell'intelletto, perche' si sente irresistibilmente attratto dalla potenza del pensiero critico, ma non ha ancora compreso che, come diceva Madame De Stael,

    “L'intelletto non arriva mai alla sua piena potenza fino a quando non attacca il potere”.

    Il punto 2) "orientare progressivamente l'opinione pubblica portando nel dibattito contenuti scientificamente autorevoli e divulgandoli con efficacia comunicativa" mi sembra molto piu' che ben avviato, e' solo che ci vuole piu' tempo di quello inizialmente stimato.

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  6. Visto il richiamo all'Iliade contenuto nel post precedente mi piace fare un paragone, sempre omerico, tra il Prof. e Odisseo.

    In effetti il buon vecchio Ulisse un po' crotalo lo era anche lui: il cavallo, lo scherzetto di Nessuno, ma anche la capacità di difendersi dalle Sirene e da Circe.

    Certo, ogni tanto qualche fesso che gli apre l'otre con i venti che dovevano starsene bene al chiuso se lo becca anche lui.

    Circondato da troll Lestrigoni e Lotofagi (siamo sicuri che sia proprio loto???), tutti noi proviamo moti di gioia quando lo vediamo partecipare serafico a salotti dove pianta paletti in occhi tanto ciclopici quanto accecati dalla boria e dall'ignoranza.

    Non sappiamo cosa abbia fatto con Calipso e Nausicaa, ma sappiamo che contribuendo ad a/simmetrie avremo magari la possibilità di un posto per assistere alla fine dei Proci.

    Lascio alla fantasia di ciascuno di sostituire personaggi e luoghi mitologici con i tristi figuri che affliggono le nostre vite odierne

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  7. Professore, mi scusi, prima e ultima domanda della mia vita: ma di quanti caffè avrebbe bisogno Asimmetrie per poter svolgere senza troppe preoccupazioni il suo lavoro? Almeno laggente se ne fa un'idea di quanto sia oneroso; credo che questo punto non sia abbastanza percepito.

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    1. Ci stiamo lavorando, nel senso che sto cercando di far predisporre un "piano industriale" che quantifichi il nostro fabbisogno "a regime". Siccome io non credo nel "volontariato" ma nelle competenze, che costano, la mia sensazione è che per avere un assistente personale (essenziale per gestire i contatti), un ricercatore senior (per i progetti più complessi), uno junior (per le analisi più elementari), un coordinatore editoriale (per la gestione dei contenuti del sito, della newsletter, delle collane dí working papers e policy briefs), un social media manager (attualmente a/simmetrie non è attiva sui social media), e una figura di supporto (più un direttore che li coordini) facilmente si superano i 350000 euro di budget. Ovviamente lo scopo è di attirare più attenzione sul tema, quindi il progetto dovrebbe essere sostenibile. Nota anche che non bastano le persone: ci vogliono anche le strutture. Ad esempio, oggi, se fate una donazione, non vi viene rilasciata automaticamente ricevuta, e non vi viene nemmeno detto "ciao!". Trovare un software che lo faccia è una delle tante cose in cui sono impegnato. Poi va anche detto che alle persone devi dare gli strumenti (un tavolo, un PC, il software...), e via dicendo... La tua è un'ottima domanda e ci stiamo lavorando: non può continuare a essere uno one-man show perché non ce la faccio più. O si fa un salto di qualità, o tanto vale lasciar perdere. Sintesi: se 4000 persone offrissero un caffè ogni quattro giorni, potrei occuparmi di produrre contenuti anziché di cose che altri possono fare meglio di me.

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    2. Beh...Signori...forza...chi ce la fa lasci un "sospeso". Se non sapete cos'è: citofonare Napoli.


      PS: non vorrei che: passata la festa gabbato lo santo. Potrebbe farci la gentilezza di pubblicare per almeno un mese questa risposta, che gentilmente mi ha dato, in cima a tutti i suoi post? Magari al posto di quella scritta rossa alla quale siamo ormai assuefatti. Ovviamente senza citarmi.

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    3. Cambiamo unità di misura del contributo, se beve tutti questi caffè poi rischia di diventare come il piccolo Marat...

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    4. Caro Nicola, io vorrei fare di meglio, cioè condividere con voi il progetto. Ma anche solo predisporlo, mentre sto: valutando ricercatori, gestendo una submission e due revise&resubmit, valutando redattori, valutando software, assistendo studenti, rilasciando interviste, ecc. non è immediato. Per me è essenziale che voi sappiate COSA state pagando: ma anche semplicemente gestire questa DOVEROSA comunicazione in questo momento eccede le mie forze. Nota comunque che questo riguarda il progetto, il piano. Il consuntivo (cioè cosa è entrato e come è uscito) lo trovate come sempre sul sito dell'associazione. Ma oltre a questa trasparenza (che è il minimo sindacale) vorrei aver più tempo per condividere con voi le linee strategiche. Quello che mi irrita nei "professorechennepenZa" è anche che sottraggono il mio tempo a questi compiti secondo me più importanti.

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    5. @Porter ...o anche un piccolo Balzac! Questo blog è una commedia umana. Però se fossi Balzac sarei già morto. La notte è fatta per dormire...

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    6. Be', un caffè ogni quattro giorni sono una novantina di euro: diciamo 100 per far cifra tonda. Ce la si può fare. Io ci sto!

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    7. Stimatissimo Professore, poche semplici considerazioni evidenziate in alcuni punti.

      Il progetto lo sta già condividendo con noi e chi la segue lo conosce (o perlomeno lo intuisce).

      Cosa stiamo pagando lo sappiamo benissimo: una speranza per i nostri figli.

      Per il rendiconto: nun ce ne pò fregà dde meno, ci troviamo tra persone rispettabili.

      Le linee strategiche preferiamo conoscerle "a consuntivo" altrimenti ce le dovrebbe comunicare con "Enigma" o davanti ad una bottiglia di vino, se mai ce ne sarà occasione. Perché quelli "sono subdoli...SEMBRANO paralitici" (Cit.).

      Insomma Professore non si crucci troppo per ciò che vorrebbe ma non riesce ancora a fare, il tempo è poco e gli impegni sono troppi. Spiace davvero molto sentirla in affanno ma, visti gli ultimi sviluppi, le soddisfazioni iniziano ad arrivare e questo dovrebbe esserle di stimolo e conforto.
      Tanto meno si dia pensiero per spiegazioni che non le chiediamo. Il tempo e l'energia che dedica a questa causa, che tutti noi le riconosciamo, ripagano ampiamente quei piccoli sforzi che di tanto in tanto ci onoriamo di compiere.
      Sappiamo benissimo che noi, in confronto a lei, ce la caviamo con poco.

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    8. Non è così facile. Quando ero in modalità "titanica", solo contro il mondo, senza sapere se avrei avuto un'eco, tutto era più semplice. Ora mi sento responsabile verso di voi per le prospettive che vi ho aperto, e che ci impongono di muovere verso una soluzione, e responsabile verso le persone che ho direttamente coinvolto nel progetto, ad esempio assumendole nell'associazione.

      Sono d'accordo, tuttavia, che in tutti i dettagli non potrò mai entrare: quelli li affidiamo alla mia autobiografia, se non morirò prima di scriverla, o biografia (se qualcuno avrà voglia di scriverla: bisognerà poi vedere chi avrà voglia di leggerla...).

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    9. Ammetto le mie colpe, sono 3 anni che attingo alle sue conoscenze a scrocco (5x1000 a parte che e' pochissima cosa); ho deciso di rimediare oggi impostando una donazione mensile. Spero nel mio piccolo di poter contribuire a risparmiarle tempo e salute.

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  8. Pagai a mie spese un "chennepenZa" (o, come si dice dalle parti di Bergamo Alta, "'sa nna pénsèt? - cosa ne pensi?") frettoloso. Ahimè, errore di gioventù. Si sa, è ancora d'uso dire che per noi giovani il tempo è abbondante (forse anche troppo, considerato come stiamo messi col lavoro).

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    1. Con l'aggravante di Bellofiore! Che delusione vederlo schierato coi "Bagnai la fa facile"... Come sta?

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    2. Rispetto alle tematiche "attuali" (se davvero lo sono ancora, nel 2017) non si è espresso (ho modo di seguirlo solo nel corso di Storia Economica, rimando la questione agli anni successivi). Mi ritengo abbastanza soddisfatto della "forgiatura" culturale sua e di Roncaglia, forse ingenuamente? (a tal proposito, eviterei volentieri un altro "chennepenZa", per i motivi sopracitati). Dopodiché, cerchi di comprendermi: la vita non mi ha ancora sbattuto in faccia la dura realtà del dibattito "democratico" (per quanto sia dell'idea che, ad esempio, i Talk show siano un gioco a chi parla per ultimo, e Borghi ne sa qualcosa), per cui sarei incuriosito da un clamoroso ritorno al confronto fra voi. Il tempo mi risponderà.

      P.S. Per essere in salute credo non ci siano dubbi, forse un po' troppo sudaticcio.

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    3. Carissimo, hai fatto un'osservazione molto pregnante a tua insaputa...

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    4. Credo (mi corregga, se sbaglio) si riferisca alla questione del dialogo "democratico". Sa, per chiunque è difficile sopportare chi non capisce (o non vuol capire, ahinoi), ma è altrettanto vero che, ad esempio, la maggior parte degli italiani accede al dibattito principalmente dalla TV, ed il futuro si decide, ancora, attraverso il voto: non sarebbe affatto controproducente una decisa "lavata di capo", ogni tanto, ai soliti noti del "il peggio è passato, ora si cambia davvero".
      Un po' come Pasolini, l'intellettuale corsaro che combatte dall'interno ciò che è oggetto della sua critica.

      In ogni caso, lei è padrone del suo tempo. Da studente non posso che augurarle un buon proseguimento nella sua attività divulgativa, invitandola ad insistere sempre su ciò che più conta: la capacità di instillare in ognuno di noi la necessaria capacità critica - e autocritica - fondamentale per renderci, finalmente, consapevoli.

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  9. Speravo di leggere altro in Goofynomics.

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    1. Perché? E cosa? Si esprima, caro amico: siamo qui per questo, noi.

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    2. Purtroppo la Divina Provvidenza non sempre interviene con il criterio della umana giustizia.

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    3. Più che altro, quando uno vuole leggere altro, può fare come me: scriverlo. Il blog è nato così.

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    4. Il mio riferimento è al "chennepenZa" per quanto il commentatore possa essere stato inopportuno, ho trovato spropositata la sua risposta, chi viene qui è anche gente comune e si avvicina per cercare risposte che non ha, se fossimo tutti economisti non ci sarebbe bisogno di questo blog.

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    5. Caro Mandozzi: ogni community si dà delle regole. Netiquette è rispettarle, e intervenire quando le si è comprese. Desumo dal suo intervento che il mio tempo per lei non vale nulla, e ne prendo atto.

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    6. @mandozzi
      Pagina del blog, in alto a destra, sotto la voce "Archivio".
      La "gente comune" ha che di leggere per i prossimi decenni.

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  10. 1400 persone sono poche se si considera chi come me ha suggerito ed ottenuto il 5x1000 anche dal papà, purtroppo non dai colleghi.
    Suppongo di non essere stato il solo ad aver coinvolto un secondo o perfino terzo contributore e quindi degli attuali 4088 followers la media è davvero scarsa, l'unica spiegazione è che vi siano tanti disoccupati, casalinghe, minorenni e qualche pigrone...

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    1. Il problema è che molti sono sinceramente convinti che la libertà sia gratis. Ovviamente a far cambiare loro idea ci penserà la SStoria. A me spiace, ma che devo farci? Quando te ne accorgi, è già tardi, e l'antiveder ce l'hanno in pochi.

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  11. Voglio dire una banalità: è gratificante sapere che un'azione può essere utile per uscire dalla follia. Siamo fortunati.

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  12. Oggi ho cliccato invio, 1401, anche se ci vorrà del tempo.
    Resistere, resistere, resistere.
    Avanzare, senza esitare. Giammai indietreggiare.
    Null'altro.
    In fondo se hai dato tutto poco importa il risultato. A meno che non ti chiami Mourinho. O Juventus.
    E il resto, come chiosava D'Angelo al Drive-in, è mancia.
    Un giorno, forse, mi prenderò 10 minuti per stringerti la mano, col tuo permesso. Non faccio collezioni di foto con personaggi famosi, o di autografi dei medesimi. E le mani le lavo più volte al giorno. Però forse un giorno per te farò una eccezione.
    Buona serata.

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    1. Ci vogliono due anni. I 1400 (circa) sono quelli che hanno compilato la dichiarazione nel 2015. L'anno prossimo arriveranno quelli del 2016. Quelli di quest'anno nel 2019.

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    2. Le offro un caffè ogni 2 giorni da un po' di anni Le confesso che, osservando come stanno andando le cose, lo sconforto ogni tanto mi assale e penso che non si possa fare nulla e che tutto debba avere un decorso naturale. Poi mi ricredo e dico che è la comunità delle persone (sia quelle povere che quelle ricche e potenti) che determina la durata di tale decorso. Ma quanto è lungo il "miglio verde" dell'euro, della UE e del liberismo!

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    3. Grazie Alberto. La fine dell'euro non sarà la fine delle asimmetrie economiche. Anzi! Il gesuitismo degli "uscisti da sinistra", non fosse che per il fatto di aver comprato tempo a vantaggio del capitale più predatorio, ha determinato una situazione in cui il vero lavoro comincerà allora...

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  13. Alcuni dei follower ( per esempio il signor me stesso ), non so in che misura rilevanti statisticamente poi non possono dare il 5x1000 per il semplice fatto di essere contribuenti di paese straniero. Sicché ci si arrangia coll'IBAN e donativi.
    Ho rimediato a una certa negligenza adesso stesso.
    prometto di non fare mai nessun "chennepenza".
    Magari pubblichi piú robe cosí.

    https://www.youtube.com/watch?v=p6DGAaMBMKw&list=LLOz0qMgNpUnqXiM2UVE73qw&index=3

    JS Bach in se mi commuove: bella interpretazione "di cuore"
    sentita ieri sul yutubb. ci ho fatto na lacrimetta.


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    1. Bè, ora che sto più in tiro causa dischi e concerti forse potrei metter qualcos'altro su, in effetti...

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  14. Mio figlio Valerio ha appena fatto la sua prima dichiarazione dei redditi, ovviamente il 5X1000 lo ha "spontaneamente" devoluto ad a/simmetrie. Il mio seguirà ai primi di giugno.

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    1. Digli che apprezzo la spontaneità del gesto. Va ricordato che le preferenze espresse contribuiscono al riparto dell'inoptato, per cui ci aiutate anche se avete un basso imponibile (purché dobbiate fate la dichiarazione).

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  15. prof, il suo mistero è affascinante. Se è questione di tempo non sarebbe più semplice limitarsi a non leggere le e-mail ? Per non parlare del tempo che guadagnerebbe non leggendo i commenti in questo blog.

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    1. Mi sembra che tu abbia detto una sciocchezza. Non tutti i commenti sono come il tuo!

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    2. chissacosera non lo so; so bene, però cos'è costui! E non è un mistero e nemmeno affascinante, anzi!

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  16. Alcune considerazioni che probabilmente cestinerà, avendo io già largamente abusato del suo tempo, e con sadica soddisfazione:

    1. Ho acquistato i sui due libri in ebook dalla piattaforma kobo. Probabilmente ne comprerò altre copie cartacee da prestare. Non so quanto ad a/s arrivi in tasca. Avrei preferito acquistarli direttamente da a/simmetrie.

    2. Nella pagina donazioni, la prego di sottolineare che la donazione tramite paypal è un furto, perché (non so per lei) costa 35cent + 1.8% dell'importo. Significa che per 10€, 53c vanno a peggiorare la nostra bilancia dei pagamenti. Per importi superiori, il furto si aggrava proporzionalmente. Difficile oggi trovare bonifici online a costi superiori, e spesso sono gratis. Spinga per il bonifico (anche quello si può fare periodico).

    3. Ottimo piano di assunzioni. Ma se davvero conta sulle donazioni, la sua prima assunzione è qualcuno che moderi le risposte che da ai suoi lettori. Loro, e soprattutto chi si prende la briga di scriverLe, diventa suo cliente. Ha sempre ragione, e se proprio ha torto, piuttosto non risponda. Post come questo possono attirare la simpatia di qualcuno affetto da complesso di superiorità o da sindrome del giustiziere. Ma per ciascuno di questi, perde altri N comuni mortali infastiditi dal trattamento che riserva a chi fa la domanda sbagliata al momento/nel modo sbagliato.

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    1. Parto dalla fine: a me piacciono le persone affette da complesso di superiorità. Pensa che facendo esattamente il contrario di tutto quello che gli espertoni mi consigliavano sono diventato primo blog di economia in Italia (ai Macchia Nera, su Alexa)... e sinceramente siccome io invece sono umile, mi accontento così. I "moderati", per mia esperienza, lo sono anche col portafoglio, sono esattamente i free riders dei quali faremmo a meno (ma non si può salvare il proprio paese senza salvarne anche la parte peggiore)! Ti faccio anche presente che certo, se chi mi segue riterrà di fornirmi risorse, io potrò fare di più, ma ciò su cui conto non è esattamente "le loro donazioni", ma la loro voglia di capire. Questa, se c'è, basta a rispondere a molte domande fatte da chi invece la voglia non ce l'ha, ed è mio dovere educativo attirare sempre l'attenzione sul fatto che questo non è un blog per turisti.

      Sul punto (2) hai ragione e non è un segreto, ma ci sono considerazioni di altro genere: la donazione PayPal costa ma è preferita da alcuni che la trovano più pratica e/o più sicura (!). Credo che loro valutino questo trade off, però lo si può anche evidenziare. Peraltro, le tue considerazioni patriottiche sono sì giuste, ma rischiano purtroppo di diventare un po' anacronistiche in questo caso, dato che fra un po' di banche italiane ce ne saranno ben poche.

      Sul punto 1: a/simmetrie può, per statuto, fare l'editore, ma non può svolgere se non in misura estremamente limitata attività commerciale (cessione di qualcosa contro corrispettivo). Di fatto, la nostra unica attività commerciale consiste nell'esazione di un contributo (iscrizione) da chi partecipa ai nostri convegni, a parziale copertura delle spese organizzative, e anche questa cosa non possiamo farla per più di due volte all'anno (ed è anche giusto che sia così, altrimenti molte società di servizi farebbero finta di essere no profit). Quindi tecnicamente riscuotere fondi vendendo qualcosa non possiamo farlo se non in misura molto limitata (e i miei libri hanno mercato). Il motivo principale per il quale mi sono rivolto a editori esterni però è di carattere reputazionale: un testo "autoprodotto" sarebbe facilmente stato liquidato come "bufala" dal cretino di turno.

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    2. Beh, io credo che la parte migliore dell' intervento del ragazzo, che ha buona indole, credo, sia quella che riguarda la diffusione del Verbo attraverso la lettura e la distribuzione del Messaggio; ovviamente traspare dai suoi interventi, un non comune complesso di superiorità, che però, se non supportato da un saldo ed attento studio di ciò che mi sembra voglia approfondire, non basta per essere davvero in grado di porlo nella condizione da lui agognata.
      Attendiamo sviluppi positivi, io sono fiducioso.

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  17. Mi sento in colpa. Leggo e bevo a piene mani e contribuisco zero. Ma non potrà continuare a piovere per sempre. Non appena si affaccerà il primo raggio di sole i caffè saranno assicurati, magari anche quelli pregressi. In fin dei conti se ho ancora speranza (e voglia) di sole lo devo solo a te. Ci tenevo a dirtelo.

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  18. Gentile Professore, Lettori e "Contribuenti" Tutti, c'è anche chi, come me, cerca di assimilare sempre di più, con molta difficoltà per i temi non propriamente accessibili personalmente, cerca di diffondere la stessa conoscenza acquisita, e contribuisce (e fa contribuire) quel poco che può... nell'ombra ed in silenzio... sono solo un ingegn(I)ere. Grazie a Tutti. Salute

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    1. Egregio Dark Brown, ognuno combatte con le armi che ha. Ti faccio un esempio personale che se vorrai potrai seguire.
      Io non sono un economista QUINDI non mi addentro in complesse disquisizioni di questa materia, ma sono un giurista e, come tale, abituato a valutare la coerenza interna delle legislazioni e per esteso dei vari sistemi.
      Quando incontro qualche euroinomane che magnifica la lotta ad ogni costo al debito pubblico, sostenendo che è preferibile far morire anche il 50% dei bambini di età inferiore ai 10 anni pur di abbassarlo, mi limito ad affermare che posso anche concordare con lui e che questa politica può anche essere giusta, ma chiedo come sia coerente tale rigore con la regalia di 63 miliardi alle banche tedesche e francesi e pare anche irlandesi (fonte BORGHI) graziosamente elargita da rigor montis nel 2012 e analogamente come sia coerente tale rigore con il mantenimento nell’ozio di decine di migliaia di migranti con contestuale donazioni in telefonini ed in pasti con scelta del menu, precisando che non mi pare che tali emorragie di denaro statale possano contribuire ad abbassare il debito statale.
      Generalmente, a questo punto, l’euroinomane o fa finta di non sentire o si incazza come una jena.
      Questa è la mia tattica fondata sulla mia cultura da giurista.
      A te ora trovare un’analoga tattica basata sulla tua cultura ingegneristica.

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  19. Franceschini, Ministro della Cultura: "chiamare stranieri i cittadini di uno stato europeo è sbagliato".
    (TgLa7)

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    1. Bisogna vedere come loro chiamano noi.

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    2. Potevi assumere giovani italiani. Ti sta bene.

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    3. In base alle scarse informazioni in mio possesso parrrrrrebbbe che in altri stati a noi italiani ci chiamino con l’affettuoso appellativo di “PIIGS” cioè maaaaiali.
      Ammetterete che questo fatto, anche se non giustifica, pur rende comprensibile che noi li si chiami stranieri e forsanche li si tratti con una certa freddezza.

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    4. Come dice il bravo Dario Fabbri, le nostre élite sono vittime di una narrazione europeistica antistorica, e scambiano la retorica (e l'ideologia) per realtà dei fatti; discorsi come quelli di Franceschini sono puro Made in Italy, nessun altro politico in Europa le ha mai proferite, o quanto meno dette credendoci realmente (cosa che Franceschini fa). La sveglia arriverà anche per loro.

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  20. Ieri, per la prima volta ho potuto devolvere il mio 5 per mille ad Asimmetrie (causa altra associazione di promozione sociale di cui ero anche socio, che ha dovuto chiudere i battenti). Insieme a qualche caffè che ogni tanto riesco a "donare" è l'unico modo concreto con cui riesco ad aderire alla causa. Ho infatti ormai smesso di cercare un dialogo con i discepoli di Etarcos, ci rimedio solo grandi incazzature. Finchè uno non comincia a porsi delle domande da solo è inutile provare a suggerire delle risposte.
    Grazie ancora di tutto

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  21. Il 5xmille non posso (sono ormai Norvegese a quasi tutti gli effetti), ma i miei 50 euri di sottoscrizione, ogni tre/sei mesi li mollo.
    Dico una bestialità: qua finanziano ricerca sulla diffrazione luminosa dell'aurora boreale filtrata attraverso le scorregge dei bisonti bianchi. Possibile non ci sia modo di trovare una sponda nel paese che assegna i Nobel in Economia?
    Guardi che sia Oslo che Trondheim sono piuttosto belle. E un escursionista come lei troverebbe un paradiso qui. Per non parlare della musica.

    PS: siccome siamo ricchi-inquantochè-c'abbiamo-il-petrolio, la qualità del "leisure time" è di fondamentale importanza, per dire: ho imparato a cavalcare e a giocare a golf passati i cinquanta, qui, perchè chiunque se lo può largamente permettere.

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  22. Personalmente, più di effettuare qualche donazione estemporanea, mi è estremamente difficile, da bamboccione choosy (secondo i canoni dei nostri governanti) privo di reddito, contribuire in modo diverso, e la cosa mi fa un po' sentire in colpa, visto che comunque seguo da anni questo blog e mi piacerebbe contribuire più incisivamente. Fare piccole donazioni mi è sempre sembrata un po' una presa in giro (tipo goccia nell'oceano), ma se l'alternativa è non fare nulla, mi sa che comincerò a mandare i miei euri più regolarmente.

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  23. Incredibile.
    Applico la stessa regola nella mia impesta.
    "Chi fa perdere tempo ha tempo da perdere" ed il più delle volte è pigrizia nel cercar le risposte.
    Buonasera.

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  24. OT - Papademos come Herrhausen?

    Herrhausen non condivideva le modalita' (ottimamente descritte nel libro di Vladimiro Giacche' "Anschluss"), allora ancora solo pianificate (siamo nel 1989) per la riunificazione tedesca, specialmente pare fosse in disaccordo con la prevista 'macelleria sociale' nell'Est.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Herrhausen

    Magari Papademos avra' tentato qualche manovra dietro le quinte per tentare di salvare il salvabile, cercando di forzare una qualche cancellazione del debito.

    Anche tra i banchieri ci possono essere delle crisi di coscienza.....

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  25. Fatto, come l'anno scorso, anche se non sono registrato tra i follower; nel mio piccolo cerco anche di dare un contributo nei vari commenti a blog e giornali: qualcuno legge, medita e magari capisce. Forse sono troppo fiducioso ma per qualsiasi progetto sono necessari piccoli passi, e alla fine si fa.

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  26. Dice che Cochrane Economic Modelling lo usa pe incarta' le cime de rapa quando il sabato fa a spesa al mercato

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  27. Seguo il prof da tempo.
    Una brava persona, un ottimo insegnante, un pelo rompicoglioni.
    Uno sveglio, che se non fosse un musicista sarebbe già in BCE a magna a sbaffo de tutti e raccontare filastrocche e baggianate.
    Io invece sono meno sveglio visto che sono stato asfaltato dal jobs act, pur sapendo anni prima tutto quello che vi era da sapere.
    Sono diventato antisviluppista pur sapendo che il mio guru è contro.
    Ho fatto 2+2 e mi portava 4.

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  28. la pressione mediatica è micidiale e cerchiamo nel blog una rassicurazione sul fatto che non siamo noi "disturbati"nel interpretare al realtà.Mi rendo conto che il prof.non può farci da psicoterapeuta ,ma siamo assai smarriti ( io poi come ortottero mi sento perso due volte)

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  29. non potete usarli meglio i vostri soldi?

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  30. Non lasciarci col fiato sospeso: dicci come.

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  31. Siccome non so cosa fare dei pochi soldi che ho sto per fare un bonifico, che se aspettiamo il mio 5*1000 nel 2019...

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  32. Professore, vi ho appena fatto un bonifico una tantum con Paypal; niente di eccezionale per carità, però una quantità tale da risultare un piccolo "sacrificio" nei miei conti e da non essere considerata "simbolica".
    Lo so che le donazioni periodiche sono più efficaci, ma essendo in Cile non posso darvi il mio 5x1000 e poi sto dando il mio sostegno a battaglie qui dove vivo che reputo più prioritarie. Inoltre è più arduo sostenere (per alcune delusioni del passato) una comunità con cui non hai un contatto diretto ma solo virtuale. Infine, come molti, ho mutuo, bollette, svaghi, vizi, sarebbe ipocrita non menzionarlo.
    Il mio gesto (goccia nel mare) vuole essere un ringraziamento per il suo lavoro insistente e costante di divulgazione contro tutto e tutti, personalmente mi ha dato molti strumenti culturali di lotta non solo contro l'euro ma anche qui (dati, fatti, idee, senza scopiazzarla ma a volte citando le sue citazioni) dove il capitale si è espresso con particolare brutalità e il grosso del lavoro sporco l'ha già fatto. E poi fate un lavoro molto importante (ho famiglia in Italia e un fratello in Grecia). Abbiamo idee o ideologie diverse, ma trovo molte somiglianze (a quanto mi sembra di capire leggendola) nel modo di pensare e di affrontare la realtà e le nostre lotte, inoltre condividiamo una battaglia.
    Non so se la renderà particolarmente orgoglioso, ma mi ha indirettamente (dopo una serie di "passaggi" che non sto lì a spiegarle ed essendo comunista da quando avevo 12 anni) convinto a militare nel PC. Criticabile forse dal suo punto di vista ma almeno faccio qualcosa, molto poco, nel mondo reale. Insomma mi ha reso un soggetto attivo oltre che critico. E non posso non ammirare la vostra "militanza" (scusi il linguaggio antiquato) testarda, efficace, contro tutti e tutti.
    Un gigantesco BRAVI e GRAZIE.

    PS: Se vuole non pubblichi questo commento, a meno che lei non creda che possa essere utile in qualche modo; penso di no perché é molto autobiografico e non ho affatto il dono della sintesi, anche per quello non sono tra i suoi seguaci su twitter :) L'ho scritto conoscendo la sua attenta e personale moderazione (altro applauso), e sperando che possa darle un piccolo sostegno morale, attraverso la mia storia ed il mio piccolo gesto, soprattutto considerando le evidenti differenze nelle nostre "alleanze strategiche".

    Saluti cordiali

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    1. Non ho capito in cosa le nostre idee sarebbero diverse, ma il fatto che lo pensi rende tanto più apprezzabile il tuo gesto. E, sì, hai ragione: oggi ci sono ancora battaglie più importanti. Ma se aspettiamo che il lavoro sporco venga fatto, non solo anche la nostra battaglia diventerà più importante, ma, soprattutto, non ci sarà dato combatterla nel perimetro della democrazia.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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