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domenica 16 aprile 2017

Le balle del Sole sulla Finlandia (e tutto il resto)




(...nel giorno in cui un prestigioso quotidiano economico prende la coraggiosa e tempestiva decisione di aprire un dibattito sull'euro con studiosi di grande spessore, ancorché lievemente a disagio con la storia economica del nostro paese, io riordino le mie caselle di posta elettronica, che stanno subendo una riorganizzazione radicale nel quadro del mio piano quinquennale di riduzione dello stress. In sintesi, una la tengo per lavoro, una è privata, e l'altra è per i rompicoglioni. Ora... c'è un problema, gentile lettore: se mi hai scritto, e non ti ho risposto, è probabile che tu abbia scelto, o inconsapevolmente, o perché te l'ho dato maliziosamente io, l'indirizzo per i rompicoglioni. Solo che... il problema è insolubile, perché se invece ne hai scelto un altro, ma io non ti ho risposto perché non ti ho potuto rispondere, ma tu mi solleciti, diventi automaticamente un rompicoglioni! Insomma: se mi scrivi due volte all'indirizzo giusto, è come se mi scrivessi un volta all'indirizzo sbagliato. E allora, che fare? Ma... nel dubbio, astieniti! Sì, capisco, è bello, è liberatorio, e fa tanto piacere anche a me, ricevere le testimonianze del vostro ammmmmmmmmmoooooooooooreeeeeeee - fa un po' meno piacere alle vostre compagne, ma questo è un problema loro, di loro che vi hanno scelto! - però l'ammmmmmmmmoooooooooreeeee per essere tale deve essere disinteressato. Il vostro, naturalmente. Il mio no. Io, per tirare avanti, ho certo bisogno di ammmmmmmmmmmmmmmmmoooooooooooooooooooreeeeeeeeeeeeeee, ma anche, più prosaicamente, di euro, che servono per pagare l'affitto della sede, gli stipendi dell'assistente e del personale, i software dei quali abbiamo bisogno, i canoni degli abbonamenti a Internet, ecc. ecc. Insomma, ve l'immaginate. Siamo in tempi di dichiarazioni dei redditi - almeno per quelli che integrano la condizione necessaria per dichiararne: averne uno - e di 5x1000. Se proprio non sapete cosa farci, e se non pensate che il lavoro fatto qui valga una donazione, oltre a una sempre gradita lettera di ammmmmmmmmmmmmmmmooooooorrreeeeee - che poi mi costringe a scrostare lo schermo col muriatico, tanto colloso è il vostro alato sentimento - non disdegnerei un vostra firmetta sull'apposito riquadro del 5x1000. Le istruzioni sul da farsi sono qui. Fatto presente questo punto non banale, mi pregio di sottoporre alla vostra riverita attenzione una lettera che non ci dice nulla di nuovo sul tema di cui si occupa - di Finlandia che ne ha parlato Heikki Patomaki al #goofy5, e presto vi renderò disponibili i video - mi scuso per il ritardo - ma ci ricorda chi sono quelli che oggi, 16 aprile 2017, vogliono aprire in Italia il dibattito sull'euro, invece di chiudere il loro giornale, cosa che, oltre a essere un atto di igiene del dibattito, sarebbe anche un atto di giustizia. Divertitevi con questa lettera: il lettore è come il maiale, non si butta niente, e aggiungo che spesso, stagionandolo un po', diventa ancora più gustoso. Questa lettera la ricevetti il due dicembre del 2015... ma è sempre attuale, anzi, oggi ancora di più!...)




Caro Prof. Bagnai,


mi chiamo Giorgio Tricarico, sono un analista junghiano e seguo il Suo blog da circa un anno, grazie a un mio carissimo amico, nonché collega, che nel Suo blog si firma come Skanda. Convinti entrambi che occuparsi della psyché, l'anima, in greco antico, significhi anche occuparsi dei luoghi in cui essa si manifesta, l'Economia e la Tecnica sono due degli ambiti sui quali ci confrontiamo spesso. Skanda ha il grande merito di aver sconfitto il mio scetticismo aprioristico per blog, forum e quant'altro, e gli sono grato per avermi fatto conoscere Goofynomics, uno dei rarissimi luoghi in cui i commenti sono spesso interessanti tanto quanto i post.



Nel mio campo, la psicologia analitica, mi occupo di tematiche stranamente non molto frequentate dai miei colleghi, quali l'analisi radicale della società della Tecnica e delle sue conseguenze sulla psiche (nel solco del filosofo tedesco Gunther Anders), e soprattutto il tema della ricerca di senso nell'epoca del tramonto delle precedenti cornici di senso. A questo riguardo ho scritto e pubblicato in Italia un racconto (Oltre l'Uomo) che si candida senza dubbio al premio "Worst Seller" del 2015. Mi sono presentato, in onore delle Sue richieste di farsi identificare, prima di stringerLe la mano. Credo sia giusto farlo anche via mail.



Le scrivo per condividere alcune riflessioni. Da poco più di sei anni, vivo e lavoro a Helsinki.  Sono, ad oggi, l'unico psicologo, psicoterapeuta e analista junghiano italiano in Finlandia. Il 29 novembre è apparso sul Sole 24 Ore questo articolo. Il titolo dice già tutto: vi si afferma che la Finlandia é in crisi ma che l'euro non c'entra. [NdC: questi sono quelli che vogliono aprire il dibattito...]



Ora, il Sole 24 Ore tempo fa l'ho ribattezzato La Sola 24 Ore, dall'uscita di un articolo raccapricciante proprio sulla Finlandia, pubblicato il 25.08.2011. In questo delirante articolo, che in teoria si sarebbe dovuto occupare di Grecia e Finlandia da un punto di vista economico, si inanellava una serie di puttanate, permetta il francesismo, inenarrabili, a partire da quella secondo cui a Helsinki non circolano i SUV (se si mettessero i SUV presenti in città in fila indiana, essa arriverebbe da Helsinki a Pescara).



La serie di notizie infondate, false, inventate era tale, che si stenta a credere si trattasse di un articolo del Sole 24 Ore.



O forse no.



Scorrendo l'articolo del 29 novembre, ho scoperto gli effetti della lettura di Goofynomics.



Riga dopo riga, durante la lettura, l'articolo rivelava immediatamente la sua natura menzognera e manipolatoria, a suon di affermazioni apodittiche e mai supportate da dati.



"La Finlandia", si afferma, "rischia di diventare il nuovo grande malato della zona euro"



- Bene. Perché?



"Sotto il peso della crisi economica".



- Ah, cioè, la Finlandia è in crisi economica a causa della crisi economica. E poi?



"E sotto il peso della guerra in Ucraina".



- Ah sì?



Certo: "Dal 2008 Helsinki ha bruciato il 6% di PIL e, pensa che strano!, il debito pubblico è stato ed è relativamente modesto.



- Ma le proteste in piazza Maidan, a Kiev, sono iniziate a fine novembre del 2013, e il conflitto ad aprile del 2014, ovvero da solo un anno e mezzo.



Come é possibile che la crisi ucraina e le sanzioni alla Russia giustifichino il fatto che Helsinki abbia bruciato il 6% del PIL a partire da SEI ANNI PRIMA?



Ma suvvia, sarà forse il caso di soffermarci su dei dettagli temporali? Il tempo, si sa, è relativo.



Il Sola continua: "La via più facile sarebbe dare la colpa all'Euro, invece le responsabilità vanno cercate nella struttura economica del Paese"



- É strutturata male, la Finlandia.



"Sì. I detrattori della moneta unica invece affermano che sarebbe l'Euro la causa a monte dell'implosione della Nokia e del settore carta, tra le altre cose.



Ma no! Sono le sanzioni alla Russia che hanno messo in ginocchio l'esportazione, verso Mosca"



Pensare che sia stato l'Euro e la catena di eventi collegata alla sua introduzione ("impossibilità di svalutare la moneta - svalutazione del lavoro e dei salari - aumento dell'indebitamento privato - insolvibilità - licenziamenti, riduzione dei diritti dei lavoratori - tagli al welfare e annientamento dell'economica interna") è semplicistico, sentenzia il Sola 24 Ore.



Si palesa lo scopo dell'articolo: tirando in ballo la situazione della Gran Bretagna e soprattutto della vicinissima Svezia, e articolando una supercazzola degna di nota, esso giunge a dimostrare che la Finlandia è in crisi PERCHÉ non ha ancora smantellato il modello sociale scandinavo e i benefici del welfare.



In sostanza, la gente che ha visto Nokia (e tante altre realtà finniche) chiudere i battenti, che ha perso in questi ultimi anni il proprio lavoro o che, se fortunata, si è vista comunque ridurre sia gli introiti sia i risparmi, certamente ne beneficerà se verranno tolti loro gli aiuti e i sussidi destinati a situazioni di emergenza, se la sanità aumenterà il prezzo del ticket, se i servizi verranno privatizzati e costeranno di più e via riformando...



Uno scempio logico.



Anche senza essere esperto di economia, sono riuscito a comprendere che chi ha scritto questo articolo é volutamente in malafede, e ha lo scopo di mandare un messaggio preciso al lettore ITALIANO.



La Finlandia è malata, come la Grecia, ma la colpa non è dell'euro.



Sarebbe malata anche se tornasse alla propria divisa.



Prove di questa affermazione? Nessuna.



Ma è la conclusione dell'autorevole articolo.



Se non ho vomitato è stato solo grazie a due "antiemetici".



Il primo è questo articolo di Evans-Pritchard, pubblicato dal Telegraph pochi giorni prima di quello del Sola.



L'articolo di Evans-Pritchard riporta un dato di fatto in primo piano: la Finlandia è in crisi esattamente come la Grecia ma le balle dette in tutti questi anni sulla Grecia corrotta e sprecona non ai possono applicare alla Finlandia diligente che "ha sempre fatto i compiti". La situazione finlandese è essenzialmente la prova che la moneta unica sia un progetto fallimentare dal punto di vista degli abitanti delle varie nazioni che l'hanno adottata. É altresì un progetto (criminale, diceva qualcuno) ben riuscito e voluto, dal punto di vista di altre forze in campo, un progetto mirato al depauperamento di vasti strati della popolazione, allo smantellamento e alla svendita del tessuto economico-produttivo, alla distruzione sistematica dello stato sociale, e alla progressiva abolizione (giustificata dall'emergenza e dalla crisi, si capisce) dei diritti e delle regole democratiche di intere nazioni.



Il secondo antiemetico, l'ho scoperto solo quest'anno, risale al 2012, quando un certo Alberto Bagnai diceva essenzialmente le stesse cose di Evans-Pritchard e azzardava previsioni riguardo al paese in cui vivo che si sono dimostrate purtroppo vere.



E in Finlandia cosa si dice a riguardo? Sarebbe interessante condurre delle ricerche serie. Io posso limitarmi alla constatazione assai amara che NESSUN finlandese che io conosca era a conoscenza dell'articolo di Evans-Pritchard sul Telegraph, né tanto meno dell'iniziativa ivi menzionata di un tal Väyrynen che avrebbe raccolto 50.000 firme per far discutere in Parlamento l'ipotesi di un’uscita dall'Euro.



Non solo.



Ho sentito affermare da varie persone, di differenti appartenenze sociali e culturali, tutta la serie di balle sulla Grecia che "se l'è meritato di fallire" e sui Greci corrotti, pigri, inefficienti, faciloni, loschi e inaffidabili.



Continuo a sentire ripetere come un mantra tibetano che la soluzione sono i tagli al welfare, alla spesa pubblica, la flessibilità e le riforme, dai politici di ogni schieramento e in particolare dall'attuale primo ministro Sipilä (partito di Centro-Destra) e dal Ministro dell'Economia Alexander Stubb (Destra), quest'ultimo, un quarantenne smart, alacremente impegnato ad esprimere il proprio nulla interiore via Twitter, come accade anche altrove, mi pare.



La gente mi appare essenzialmente anestetizzata, preoccupata per il proprio quotidiano, senza alcuna visione critica, aiutata in questo da giornali conformisti e attentissimi a non disturbare il manovratore.



Insomma, il vero nemico della vita, del benessere, del lavoro, dei diritti di questa nazione non sembrerebbero gli immigrati o il gigante russo con cui la Finlandia confina, ma siedono quotidianamente in Parlamento, rappresentanti non degli interessi delle persone che gli hanno eletti, ma di un progetto criminale che sta uccidendo una delle poche social-democrazie europee.



Mi sembra che si debba dare la massima visibilità a quello che sta accadendo qui, in Finlandia, proprio perché non ci sono i facili alibi della corruzione, dell'inefficienza, dell'inerzia per giustificare la crisi.



Io, coi mezzi di cui dispongo, lo farò.



La prego, Professore, di continuare a farlo anche Lei, nel Suo blog e nei convegni ai quali parteciperà.



Parli della Finlandia, grazie.



Con stima.



Giorgio Tricarico


Allora...

Caro Giorgio, io il mio l'ho fatto: della Finlandia abbiamo parlato, e come!, al nostro convegno annuale dell'anno scorso. Dopo una attenta analisi, su suggerimento di un amico che lavora in Commissione ci è sembrato che Heikki fosse la scelta giusta, e non ce ne siamo pentiti (consiglio: non chiedetemi quando escono gli altri video...). Ora, a quanto mi risulta, rimane solo da sistemare la parte "io, coi mezzi di cui dispongo, lo farò". Qui c'è un aiutino che spiega come fare, caro Giorgio. Anche questa terapia, come la tua, si paga...

E ora veniamo al punto.

Un giornale che, più o meno quando io, nel Tramonto dell'euro, vi spiegavo funditus come e perché la Finlandia fosse tutt'altro che un paese esemplare e vincente (per chi se ne fosse dimenticato, qui un breve resoconto della spiegazione), un giornale che a quel tempo si produceva in stucchevoli note di colore sul paese virtuoso perché a Helsinki "mancano le insegne del lusso e della globalizzazione" e c'è un "welfare avvolgente" basato su un "solidissimo patto sociale" sottoscritto "con grande convinzione" (eh, si sa, son seri al Nord...), ecco, un giornale che si rivolgeva e si rivolge alla comunità economica e finanziaria dimostrando una simile capacità di analisi, lo stesso giornale che 696 giorni dopo il QED (non dopo la spiegazione, che era venuta altri 423 giorni prima, portando a 1119 giorni il ritardo sulla storia di questi simpatici artigiani della cronaca rosa...), 696 giorni dopo il QED, dicevo, interveniva sulla Finlandia titolando a caratteri cubitali che il problema non è l'euro, senza fornire alcun argomento che non fosse il fatto di scimmiottare un titolo del WSJ di quattro giorni prima, con il che dimostrava la propria patetica subalternità culturale e la propria partigianeria, incompatibile con un atteggiamento deontologicamente corretto, con il "presentare i fatti separati dalle opinioni", quel giornale, un giornale che nessuno legge, perché è l'organo di un'associazione di categoria alla quale ormai nessuno vuole più appartenere, e che per questo motivo si sta spegnendo, oggi cosa fa?


Un dibattito equilibrato chi?

Un dibattito equilibrato loro!?

Quelli che hanno negato ferocemente ogni evidenza, che hanno mandato i loro giornalisti a profferire indecenti bestialità per le quali qualsiasi studente sarebbe bocciato  un esame di economia internazionale, come l'ormai epico aumento del prezzo della benzina di sette volte, che qui abbiamo voluto smentire pubblicando un articolo in classe A, per dimostrare scientificamente quanto scorretto fosse diffondere simili fake news, nel momento stesso in cui l'euro, svalutandosi del 30%, lo dimostrava fattualmente (se vedete Plateroti, chiedetegli come mai la benzina non è aumentata nel 2015...)...

Ecco: questa accolita appassionati di economia (perché tali si sono dimostrati, né credo che fra di loro ve ne sia alcuno che possa vantare esperienza di ricerca specifica nei temi dei quali si occupa), questi qui, dopo essere intervenuti come hooligan a inquinare con le loro fantasiose congetture e il loro teppismo verbale ogni e qualsiasi studio televisivo, oggi (16 aprile 2017) aprono il dibattito.

Siamo a posto.

Anzi, no! C'è di meglio. Perché per aprire un dibattito serio ed equilibrato, a chi ne affidano la gestione?

A una persona tanto serena da definire criminali i fondatori dell'euro (!) e tanto competente da scambiare una rivalutazione del marco per una svalutazione della lira, all'evidente scopo di alimentare, conformemente a quanto gli organi di stampa italiani tutti fanno (non è chiaro su mandato di chi: non credo dei loro lettori, anche quando ne hanno), il mito negativo di un'Italia "svalutazionista", per usare i termini di una persona che non voglio nemmeno nominare.

Ora provo a spiegarlo a qualche collega estero: riuscirci sarà difficile, ma se dovessi farcela, sai le risate?

D'altra parte, per tutto il 2015 le presentazioni dei miei paper sulla benzina si sono aperte con questa slide evangelica:



ed era molto difficile convincere i colleghi esteri, dopo le inevitabili risate, di quale ruolo effettivamente ricoprisse e di quale rilevanza avesse (e abusasse) nel dibattito chi si era lasciato andare a un'affermazione tanto inverosimile da non poter nemmeno essere considerata una fake news, ma una semplice gag da avanspettacolo - che, devo dirlo, onestamente, in quanto gag funzionava benissimo, predisponendo sempre favorevolmente la platea dei miei seminari all'estero.

Ora, non vorrei che qualcuno, preso da autorazzismo, concluda sconsolato che questo è il dibattito che ci meritiamo, nel giornale che ci meritiamo. No. Le cose non stanno così. Noi non ci meritiamo né quel giornale, che purtroppo verrà salvato coi soldi delle nostre tasse, e continuerà, nell'esatto momento in cui ciò avverrà, a delirare sui danni della spesapubblicaimproduttiva, né, soprattutto, ci meritiamo questo dibattito. Chi ha sostenuto a/simmetrie si merita questo, di dibattito, il nostro, che abbiamo condotto coinvolgendo i massimi esperti mondiali del tema, o riportandone qui, su questo blog, gli argomenti esposti nelle sedi scientifiche.

Chi invece vorrà prendere parte all'altro dibattito, prestando la propria credibilità a un'operazione così insulsa, temo che soggiacerà alla terza legge di Bagnai:

Legge della conservazione della credibilità: chi presta credibilità a un organo di stampa che non ne possiede perde la propria

Per carità, io voglio anche essere indulgente coi colleghi per i quali essere sul Sole 24 Ore è motivo di vanto. Certo, considerando che sono stato intervistato dal Financial Times (e un motivo ci sarà), rifiutare la preziosa opportunità di esprimermi in cotanta sede potrebbe essere inteso come atto di snobismo da parte mia (qui l'intervista per i diversamente europei).

Ma il problema è un altro.


Il problema è che il dibattito che si meritano gli italiani ce l'hanno già. Chi sceglie di non parteciparvi (perché "parli con Borghi" o perché "sei divisivo") per partecipare invece a un dibattito che nasce sulle premesse che abbiamo visto sopra, se ne assume le responsabilità e l'inevitabile ridicolo, e soprattutto porta con sé la colpa, assolutamente grave, di far apparire come seria e fondata l'ennesima operazione propagandistica tendenziosa e distorsiva. È opportuno che il dibattito appaia per quello che è: una operazione pilotata da quelli che "quello lì insegna in provincia". Chi sono loro per decidere che il dibattito si apre oggi? Quale collega sarà così subalterno da voler, per vanagloria, ratificare con la propria presenza un'operazione che si svolge in una sede tanto compromessa dalle vicende recenti, e dagli atteggiamenti passati? Lasciamoli pure dibattere fra loro, i sedicenti ortodossi, mentre masticano il boccone amaro che sapete. Sarà curioso osservare gli sviluppi del loro stantio rituale, ma senza perderci troppo tempo, che noi abbiamo ben altro da fare.

Mentre, nel vano tentativo di attirare qualche lettore, i naufraghi della menzogna si avventurano sulla loro zattera a discutere il "se", un attimo prima di darsi al cannibalismo, noi siamo già oltre: abbiamo imparato ad addentrarci nelle autentiche articolazioni del dibattito, a misurare l'incompatibilità radicale della costruzione europea con la Costituzione repubblicana, e abbiamo già studiato come porvi rimedio.

Cari operatori della propaganda, ci mancherete. Mi accomiato da voi con un po' di nostalgia, senza rancore per come avete costantemente, dalle frequenze del vostro gruppo editoriale, cercato di ridicolizzare il lavoro serio che qui veniva svolto, senza biasimo per la pervicacia con la quale avete impedito a chi poteva farlo di portare una parola equilibrata nel dibattito, quando sarebbe ancora stato possibile salvare tante aziende, quelle aziende che vi danno il pane e che avete condannato al fallimento appoggiando senza se e senza ma l'austerità di Monti e il delirio europeista. E per dimostrarvi che non ritengo valga la pena di mostrarvi acredine, vi saluto con una battuta di un film leggero, come leggeri sono i vostri articoli, quando vi avventurate nella macroeconomia internazionale: "That's not a debate! That's a debate!"



(...ah, a differenza di Crocodile Dundee, noi non solo non vi diamo il wallet, ma neanche la monetina: ripeto: ce le farete sfilare dal conto in banca da quello che voi chiamate Stato ladro - tranne quando vi fa comodo - ma not in our name!...)

44 commenti:

  1. Esatto, settanta volte sette NON IN NOSTRO NOME!

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  2. Quando barisoni (la minuscola l' ho messa apposta)parlerà ,scandalizzato,dell' aiuto di stato rappresentato dal regime fiscale agevolato del 4 per cento sul 20 per cento delle copie stampate all' editoria .Sono liberali ,ma con i soldi degli altri

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    1. Purtroppo non si contentano di essere intelligenti con l'intelligenza degli altri...

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    2. Fortunatamente, però, "il culo degli altri" sta diventando il loro...

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    3. Corollario all'equazione di Scanavacca: «Con una probabilità p tendente a 1, per t che tende a "medio periodo", il secondo termine dell'equazione (Tutti) = (Tutti - io) tende al valore del primo membro.»

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  3. Ho conosciuto Guido Gentili che è stato redattore economico al Corsera quando io ero responsabile tecnico dell' area di Roma della RCS ed ovviamente, a lungo ho avuto contatti con lui. Si trasferì al Sole mi pare intorno al 2001. Nel 2011, lo incontrai casualmente a via Tomacelli e mi feci una chiacchierata con lui proprio sull' euro e concordò con me sul fatto che fosse una moneta che aveva creato non pochi problemi al nostro paese ed era molto preoccupato.
    Credo che queste persone, sappiano benissimo che l' euro è la causa dei problemi per i paesi dell' area ed in particolare del nostro Paese e della gente che ivi vive, ma interpreta una parte, quella della falsificazione della realtà, parte loro richiesta a fronte di un ruolo e di una prestazione.
    Mi prendo tutta la responsabilità di ciò che dico e se incontrerò ancora Gentili, glielo dirò senza peli sulla lingua; d' altronde la lunga esperienza al Corsera, con lui e con tanti altri giornalisti, mi consente di essere franco con loro.

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  4. Ma come? Uno si appassiona del blog perché si vedono dei bei piatti e bottiglie di vino che non mi potrò mai permettere, e poi tu mò ci fai una parte così? Di quello che deve stare a dieta e fa pure il superiore?
    Comunque perdi ‘sti dieci chili, recupera la salute e smaltisci la frustrazione e la delusione che provi e che è umana: uno dà tanto e i tempi si allungano e non succede niente. Però vedi di non crepare perché ci servi vivo.
    Io se riesco vi do qualcosa, se no andate a chiederli a quelli che ci hanno il grano ma non cacciano una lira.
    Salutami il Borghi e ringrazialo, anche se noi morti di fame non vi conosciamo personalmente: ci siete cari per quello che fate, ma non fateci diventare sentimentali. Tu, almeno, non te lo meriti.
    Un saluto sincero,
    Renato Pagnoncelli.

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    1. "Architetto" e "morto di fame"? Curioso ossimoro.

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    2. "Architetto" e "morto di fame" di questi tempi non sono un ossimoro, il settore dell'edilizia è uno di quelli che più ha sofferto la crisi.

      Per quello che riguarda il mio .5%, quest'anno (ma anche quello precedente), ammonterà a du' spicci in croce, purtroppo (soprattutto per me).

      Se posso dare un cosiglio, valutate se offrire assistenza ai vostri genitori/nonni durante la dichiarazione, magari anche solo accompagnandoli al CAF se non hanno troppe carte da gestire.

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    3. Ma lei che ne sa? ;)
      In realtà sono architetto di formazione culturale, ma non esercito da molti anni. Comunque sopravvaluti le potenzialità della professione.
      Un saluto

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    4. @Tiny Pup beata ignoranza... non pensavo ci fosse ancora chi crede che i professionisti siano ricchi per definizione.

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  5. Sara' il clima pasquale, ma sentendo la parola dibattito mi torna in mente la magnifica sequenza del film "Il Maestro e Margherita" (in russo ma coi sottotitoli in italiano), tratto dal capolavoro letterario di Bulgakov, in cui il 'moderatore' e' Pilato....

    https://www.youtube.com/watch?v=9uuwbplvtoc

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  6. Buon giorno.

    "Dibattito" fa cagare, più di "narrazione".

    Io il reddito non ho. Però ho il giardino.

    Si ripigli presto Prof.

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    1. Ma, scusa, se non hai reddito come fai pagarti la connessione dati? E lo smartphone? No perché se non hai uno pc, un tablet, almeno smartphone (che consuma e si deve ricaricare) ti permette di rispondere. No non dirmi che "esistono gli internet cafe" perché devi consumare un qualcosa per avere accesso al servizio ed quel servizio non è gratuito, insomma in un modo o nell'altro un reddito tu ce l'hai e possiedi pure un giardino: sei più ricco di me e probabilmente anche di molti altri.

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    2. Si chiama Hilda. Casomai è più "ricca" di te. Una connessione dati di 5 GB la prendi con 5 euro/mese, ma si sa, di questi tempi anche 5 euro spendibili per navigare possono essere un lusso!

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  7. Ma quale sarebbe la credibilita' di un giornale che trucca I bilanci?

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    1. La stessa di chi controlla la testata, il cui anagramma è curiosamente "nascondi furti".

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  8. Ecco, il quadro è completo.
    Il bar è chiuso: il dibattito può cominciare.

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  9. Un dibattersi per non affondare nella loro monnezza.

    ps
    L'unica fortuna di essere nessuno è quella di non avere alcuna possibilità di incontrare Plateroti (e molti altri sgradevoli personaggi del Sole e non).

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  10. "La gente mi appare essenzialmente anestetizzata, preoccupata per il proprio quotidiano, senza alcuna visione critica, aiutata in questo da giornali conformisti e attentissimi a non disturbare il manovratore. Insomma, il vero nemico della vita, del benessere, del lavoro, dei diritti di questa nazione [...] siedono quotidianamente in Parlamento, rappresentanti non degli interessi delle persone che gli hanno eletti, ma di un progetto criminale che sta uccidendo una delle poche social-democrazie europee." ... basta aggiungere a giornali "e televisione" ed ecco l'Italia.

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  11. Comincio a capire Fassina. Poveretto, aveva fatto la sua bella carrierina, stava diventando qualcuno e zac, arriva Renzi e dice: Fassina chi?
    Per ricuperare qualche spazio si deve ben fare qualunque cosa, uno su mille ce la fa, si può anche mettere in dubbio l'euro.
    Naturalmente per negare il dubbio alla fine, altrimenti si perdono i contatti (contratti?) con quelli che contano. E se il Sola/24 si decide a seguire la stessa tattica, ma ben venga! finalmente! Un altoparlante più grande con cui parlare (forse, speriamo).

    Ringraziare il nemico che si manifesta come tale, e andare avanti.

    (Al primo maggio, se mme regge 'a gamba, mi regalo un corteo con Rizzo, almeno vedrò qualche bandiera rossa senza desiderare di darla in testa a chi la porta).

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  12. Alla faccia del riposo...
    Buona Pasquetta.

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  13. Il problema è l'euro, ma a monte il problema centrale è la dominazione USA, in Europa ed in Italia, ormai da 70 anni; quindi o si trova una classe politica di calibro elevato in grado di trattare con gli USA o non si farà alcun passo in avanti; noi siamo una colonia USA e senza il loro consenso non andremo da nessuna parte; con la Potenza industrial militare comunque si può trattare, ma oggi non c'è una classe politica in grado di farlo, siamo circondati da bamboccioni senza cultura che al massimo hanno partecipato alla Ruota della fortuna od a Ok il prezzo e giusto , oppure comici di scena; senza una strategia e una classe politica con le palle , non necessariamente onesta, verremo fagocitati dalla politica statunitense, come la Germania, l'utile idiota degli USA, nel contesto europeo contro la Russia.

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  14. Per confondere le idee il Sole24Ore decide di aprire ADESSO un dibattito sul tema € ma a che scopo? Per far dimenticare anni di censura e di disinformazione oppure per trovare un avvallo popolare alla decisione TINA di rimanere nell'euro. La figura di Zingales come moderatore mi puzza perchè modera ADESSO la discussione sul tema € già discusso da anni con sentenze definitive anche da parte sua? Quella di Zingales embra una abile mossa NECESSARIA per cambiare posizione su €, divenire favorevole al suo mantenimento - perchè così la discussione dimostrerà - e NON PAGARE PEGNO per l'abiura anzi iniziare una brillante carriera governativa!

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  15. Per favore aiutatemi a capire... è uno scherzo, vero?

    https://pbs.twimg.com/media/C9N33BBWsAArjP3.jpg

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    1. Come diceva nn ricordo chi: "La madre degli imbecilli è sempre incinta".
      Aggiungo due corollari:
      A)Si possono sempre fare affari sulla loro pelle;
      B)Non c'è limite al ridicolo.

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  16. Il dibattito organizzato dal sóla è una polpetta avvelenata. Credo che su questo non ci possano essere dubbi.
    Il mio dubbio è sul tipo di reazione da assumere.
    Evidenziarne pubblicamente e reiteratamente la strumentalità finisce, infatti, inevitabilmente per dare visibilità ad una testata che, a causa dei ben noti problemini, ne è disperatamente alla ricerca. Sono stati furbi due volte. Hanno scelto un tema sensibile, il tema sensibile, e intendono trattarlo a modo loro, anestetizzando il nervo scoperto. Forse sarebbe il caso di abbandonare il dibattito del sóla al suo destino, evitando di commentare, sia pur per stigmatizzarle, le peerle che via via prevedibilmente dispenserà. Non meriterebbero neanche questo tipo di indiretta pubblicità.
    Uso il condizionale non a caso.
    Perché, lasciargli campo libero significherebbe pur sempre consentirgli di proseguire indisturbati nella narrazione.
    Di qui il mio dubbio cui accennavo sopra.

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    1. Dubbio fugato. La risposta al dilemma su cnn.money.com

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  17. Per quanto mi riguarda il sole ha espresso chiaramente la sua posizione riguardo l'euro. Ricordo chiaramente la sceneggiata fatta dal direttore Roberto Napoletano a porta a porta. Sceneggiatache ha segnato uno dei punti più bassi per il giornalismo italiano edei non solo dei tempj recenti. Chissà se Bruno Vespa se ne è accorto.
    Per il sole è troppo tardi, semplicemente troppo troppo tardi.

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    1. L' esperienza fallimentare del professor Roberto Napoletano, Durante la sua attività professionale ha collaborato con varie testate, tra le quali Il Corriere della Sera, Il Mondo e Mondo Economico, è stato autore di diversi programmi televisivi e radiofonici della Rai, e ha tenuto interventi e lectio su temi economici, meridionalistici e sociali in diversi seminari, corsi accademici di economia e Business School., seguita alla precedente fallimentare esperienza del professor Gianni Riotta (2009), ovvero circa 8 anni di cecità, hanno ridotto un quotidiano, che era abbastanza autorevole, ad una mappina, come si dice dalle parti del Mattino di Napoli.
      Ricorderei anche le varie e note perle di Squinzi, cui fu dato ampio risalto sul quotidiano confindustriale e da Barisoni, sulla radio del Gruppo.

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  18. "a partire da quella secondo cui a Helsinki non circolano i SUV (se si mettessero i SUV presenti in città in fila indiana, essa arriverebbe da Helsinki a Pescara)."

    Evidentemente ho ancora tanto da imparare: non pensavo fossero così "grottescamente" truffaldini, ed i commentatori lettori del Sole, almeno quelli che restano, non sono da meno

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  19. Anche nel mio lavoro funziona cosi'. Sotto l'egida dell'analisi "puramente tecnica" si trascina l'avversario in un dibattito biased/unfair fin dalle premesse. Useranno tutti i mezzi, con scaltrezza ed immoralita' senza fondo. O li sopprimi, o li eviti.

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  20. "È vero (come scrivono sulle pagine del «Corriere» Alesina e Giavazzi) che questo dibattito può essere controproducente, perché crea incertezza e distrae l’attenzione da altri problemi (come la nostra incapacità di crescere)."

    Pole la donna permettessi di pensa' d'esse uguale all'omo? No. S'apra i' dibattito (cit. Berlinguer ti voglio bene).

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  21. «Ma tu, Gandalf! Mi addolora vedere la tua vergogna.
    Com'è possibile che tu tolleri gente simile, tu che sei orgoglioso, e non senza motivo, perché hai uno spirito nobile, e occhi che guardano profondo e lontano.
    Anche ora non vuoi sentire i miei consigli?».

    Gandalf si mosse e levò lo sguardo.
    «Che cos'hai da dire che non dicesti durante il nostro ultimo colloquio?», domandò. «O forse hai qualcosa da disdire?». Saruman s'interruppe. «Disdire?», mormorò come perplesso. «Disdire? Tentai di consigliarti per il tuo bene, ma tu mi ascoltasti appena.
    Sei orgoglioso e non ami gli altrui pareri, avendo tu stesso una grande provvista di sapienza. Ma in quell'occasione sbagliasti, credo, interpretando male, a bella posta, le mie intenzioni.
    [...]
    Potremmo portare a buon termine molte cose unendo i nostri sforzi per sanare i disordini del mondo. Comprendiamoci a vicenda e dimentichiamo questa gente inferiore! Siano essi ad ubbidire alle nostre decisioni!
    Per il bene comune sono disposto a dimenticare il passato e a riceverti.
    Non vuoi consultarti con me? Non vuoi salire?».

    Così grande fu il potere esercitato da Saruman nel suo ultimo sforzo, che nessuno dei presenti rimase impassibile. Ma ora l'incantesimo era di tutt'altro genere. Udivano le dolci rimostranze di un re benevolo a un ministro ch'egli, malgrado i suoi errori, amava tanto.
    Ma gli altri erano esclusi, ascoltavano dietro la porta parole che non erano dirette a loro, come bambini maleducati o stupidi servitori intenti ad origliare gli elusivi discorsi dei superiori, e preoccupati di ciò che avrebbe potuto toccarli da vicino. I due interlocutori erano
    plasmati in una materia più nobile; erano venerabili e saggi. Un'alleanza fra loro era inevitabile. Gandalf sarebbe salito nella torre nelle alte stanze di Orthanc, a discutere profondi problemi per loro del tutto incomprensibili. La porta sarebbe stata chiusa ed essi avrebbero atteso fuori che venissero distribuiti compiti o castighi.
    [...]

    All'improvviso Gandalf rise. Le fantasie svanirono come una nube di fumo.

    «Saruman, Saruman!», disse Gandalf continuando a ridere.
    «Saruman, hai sbagliato mestiere durante la tua vita!
    Avresti dovuto essere il giullare di un re, e guadagnarti il pane ed anche i galloni scimmiottando i suoi consiglieri.
    Ahimè!», s'interruppe, frenando la propria allegria.

    «Comprenderci a vicenda? Temo che mai potresti aspirare a comprendermi.
    Ma te, Saruman, ormai comprendo sin troppo bene.
    Ho un ricordo più preciso di quanto tu non creda dei tuoi atti e dei tuoi argomenti.

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  22. Prof! Ma la repubblica ceca ha abbandonato il cambio fisso con l'euro?!?!? Sa cosa vuol dire? Che ora in repubblica ceca arriveranno distruzione, cavallette, corsa agli sportelli bancari.... O forse no? 😂

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    1. Pare che anche la Danimarca si appresti a fare lo stesso...

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  23. IMHO, per poter decidere con reale cognizione di causa se la permanenza nell’euro è preferibile al ritorno a una moneta nazionale bisogna considerare tre aspetti:

    primo, se nel lungo periodo è preferibile per un Paese come l’Italia avere una moneta comune con il resto del (Nord) Europa o no
    -> il quesito è decidibile nella misura in cui: a) la risposta sia in linea di principio sufficientemente sfumabile; b) il periodo sia abbastanza lungo da rendere nella memoria collettiva l’eventuale risposta di Zingales abbastanza evanescente da risultare trascurabile agli effetti pratici;

    secondo, quanto elevati (e duraturi) possano essere i vantaggi e gli svantaggi della svalutazione della nostra moneta nazionale che seguirebbe naturalmente dopo un’uscita dell’Italia dall’euro
    -> il quesito è decidibile nella misura in cui l’episodio svalutativo, come ogni pratica autoerotica estrema che si rispetti: a) sia strettamente irripetibile (il che è dubbio); b) si verifichi in un contesto ambientale non scientificamente controllato (il che è garantito);

    terzo, quanto elevati sarebbero i costi (economici e politici) di una nostra uscita unilaterale dall’euro
    -> il quesito è decidibile nella misura in cui ci sia accordo preventivo sul fatto che tra i costi economici e politici non debba essere computata l’eventuale discesa in campo di Zingales.

    Le evidenti connessioni di questi tre quesiti con le ardue problematiche di decidibilità affrontate da Gödel nei suoi celebri teoremi di incompletezza rende evidentemente il compito della loro soluzione del tutto superiore alle mie umili forze, già paghe di averne enucleato i termini fondamentali.

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    1. quarto, che il tuo partito voglia l'euro o no, candida Gigi.

      quinto, VOTA GIGI VOTA GIGI VOTA GIGI, il ministro double face per tutte le occasioni.

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  24. Bisogna solo aspettare. Si sbraneranno da soli. Ora più che mai deve trovare applicazione la Terza legge di Bagnai. Il dibattito non esiste. Non esiste da nessuna parte dei cosiddetti media. Al di fuori di alcune incursioni dei soliti temerari e di qualche oasi come questa, c'è solo uno sconfinato deserto di falsità, connivenze, menzogne. Esiste solo un canile di cani-servi che si ammazzeranno tra di loro per salvare un pezzetto di pelle. Sono patetici, e se non fosse per la tragedia a cui ci stanno portando, sarebbero anche ridicoli. Purtoppo pagheremo, pagheremo caro tutto questo. La prego, Professore, non demorda.

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    1. Per partecipare al lauto banchetto, oltre la cerchia dei cani-servi, (tra i quali c' è il grande cane più servo di tutti che farà il botto più fragoroso) che si uccideranno l' un l' altro, qualche metro più in là, c' è un branco di jene in attesa delle carcasse, delle parti morbide e delle ossa, che spaccheranno con le loro terribili mascelle, e avvoltoi che volteggiano attenti e bramosi sulla scena, pronti a scendere anche loro, sui resti delle prede, per pulire ciò che resta delle frantumate ossa, dagli ultimi brandelli di ciccia.

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  25. gentaglia, null'altro da aggiungere se non che il keynesismo a colpi di soldi pubblici va bene solo quando lo Stato deve salvare le loro schifosissime terga. per tutti gli altri: libero mercato, competitività e "fate presto"

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  26. Mi permetto se non altro perché materia mia (sono un informatico e tra le altre cose mi occupo anche di telefonia) di fare alcune correzioni sulle dichiarazioni del post, ovvero quelle riguardanti il fallimento di Nokia.
    In questo fallimento l'euro non centra nulla (ps non sto difendendo l'euro, anzi sono completamente in linea con le dichiarazioni presenti nel post, tranne, appunto ciò che riguarda Nokia). Per farla molto breve tale fallimento fu causato da erratissime politiche commerciali e strategiche dell'allora amministratore delegato di Nokia che, conscio della rottura della leadership del gigante finlandese (all'apice poteva contare su 1 miliardo di clienti worldwide) causata da Apple (che con i suoi smartphone touchscreen aveva introdotto una grande novità) e sopratutto della grande scalata del mercato dei sistemi operativi Android (sempre più impiegati dai costruttori di smartphone come il colosso Samsung)vedeva i suoi smartphone con sistema operativo proprietario Simbian sempre più in difficoltà. Pensarono così di sviluppare un nuovo sistema operativo adeguato ai tempi e adatto ai nuovi touchscreen ma lo sviluppo non solo venne ritardato ma non fu mai completamente rilasciato. Avvenne così che la Nokia nei primi anni del decennio 2010 cominciò a perdere clienti in maniera esponenziale(che migrarono in massa chi verso Apple chi verso smarphone con Android, sopratuto Samsung). Quale fu la strategia dell' amministratore delegato (talmente sbagliata tanto che viene studiata in alcune università come "cosa non fare in caso di...") Invece di portare i clienti rimasti (comunque qualche centinaia di milioni) verso nuovi prodotti con nuove tecnologie, decise, come già scritto, di interrompere qualsiasi sviluppo del nouvo sistema che avrebbe sostituito Simbian per creare qualcosa di completamente nuovo accordandosi con la Microsoft e sviluppando insieme Windows per smartphone. Mai il detto, chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova, fu profeticamente esatto. Infatti la clientela non gradì e continuò a spostarsi verso i competitor. Il colpo di grazia lo diede alla fine la cessione del marchio e delle divisioni di sviluppo a Microsoft che più tardi dovette arrendersi e oltre che impiegare il proprio sistema operativo cominciò a produrre smartphone Nokia anche con Android. Peccato che fu troppo tardi. I competitor avevano ormai conquistato il mercato e conquistato la vecchia clientela Nokia.
    Questo in breve (tutte le info del caso le potete tranquillamente trovare in rete, per esempio qui: http://www.saggiamente.com/2012/06/nokia-lascesa-e-il-declino-di-un-impero-della-telefonia-mobile/). In pratica un perfetto manuale su come distruggere in meno di 5 anni un colosso con un miliardo di clienti che avrebbe avuto successo anche se non ci fosse stato l'euro!

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  27. Sono ormai tre anni che seguo quasi quotidianamente questo blog,ho letto i suoi libri Prof,da più di un anno leggo il blog ORIZZONTE 48 del presidente Luciano Barra Caracciolo,non sono laureato,ma ho avuto la curiosità e l'esigenza di approfondire temi di così grande attualità come la crisi economica e la sua genesi;come la moneta unica e l'indipendenza della banca centrale influisca nel mondo del lavoro diluendo il conflitto sociale. Ma mi domando,se una persona come me che non scrive su nessuna testata giornalistica,vuole approfondire,STUDIARE,preche lo ammetto ho studiato LE BBBASI dell'economia,come è ammissibile che giornalisti che dovrebbero informare scrivano o parlino in prima serata di economia senza conoscere la materia,DISINFORMANDO.Ora il sole apre il dibattito,ORA,senza vergogna.

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  28. Caro Prof. , Sparala grossa è il titolo della puntata di Report 14/10/2013 dove si parla, anche, di uscita da(lla) (n)euro. C'è pure la sbobinatura.

    (Alessandra/Cassandra da Firenze. Anche se cinguetto non sono su Twitter quindi...)

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