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martedì 27 dicembre 2016

Blog sospeso per eccesso di QED



E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.



(...tutto sta andando come previsto: ci troviamo di fronte alla scelta fra "ricapitalizzare le banche in euro, sottomettendoci alla troika, o in lire, recuperando sovranità monetaria", in un contesto in cui chi dovrebbe essere nostro alleato, perché in realtà ha più da perdere di noi, di fatto sostiene il nostro nemico. Del nostro governo nemmeno parlo, perché "nostro governo" in Italia è un ossimoro almeno a far data dal divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia nel 1981 - ma forse dalla discesa di Carlo VIII, e forse anche da prima, non so... Io sto lavorando per portare il dibattito e la consapevolezza a un altro livello e in altri luoghi. Consentitemi, per motivi puramente sentimentali, il vezzo di aiutare la sinistra a diventare più di sinistra. Sappiate però che io so, come sapete voi, che questo è un vicolo cieco, per i motivi che vedevo arrivare nel 2011 e che nel frattempo si sono palesati, costringendo tutti noi a regolarci di conseguenza, come chiede Giorgio Gattei, trovandomi assolutamente d'accordo: il problema è colpire l'Unione Europea, e il fine giustifica i mezzi. Tornando alla mesta cronaca, il salvataggio non ci ha salvato, e la Bce, cioè Berlino, alza la posta, per il semplice motivo che ci vuole mandare la troika, allo scopo di spremere - via imposte patrimoniali, così deliziosamente bipartisan - le risorse con le quali pagare il costo dello smantellamento dell'euro, ormai inevitabile e da negoziare con Trump. Gli Stati Uniti ormai non nascondono il loro scontento per l'attuale stato delle cose, e in particolare per il fatto che l'euro è una manipolazione monetaria su ampia scala, principalmente indotta dalla simpatica abitudine dei nostri amici tedeschi di fare i porci comodi loro fino a quando il resto del mondo non si coalizza per rimetterli al loro fottuto posto - qui, a pagina 16 - cosa che a me personalmente dispiace perché penso sempre a Goethe e a Bach, e preferirei, a differenza delle élite e del popolo tedesco una composizione pacifica degli inevitabili conflitti - qui, ex multis, altri che li avevano visti venire. Alla guerriglia coi piddini, che noi definiamo al di là dell'appartenenza politica come quei poveri idioti che "sanno di sapere", e alla cronaca dei gazzettieri, nemici della verità e quindi della pace e della democrazia, pensateci voi. Quello che c'è da fare l'ho scritto nel Tramonto dell'euro quattro anni fa. Ora vorrei evitare che, come al solito, a livello di "letteratura scientifica" si approprino dei miei risultati quattro cialtroni opportunisti, come è già successo con la storia dell'Odessa consensus - il progetto di hall of shame è solo accantonato, non abbandonato... Quindi, perdonatemi, ma siccome non sono uno e bino, se scrivo un paper non posso tornare sul blog, dove comunque non saprei cosa fare se non dire che l'avevo detto, il che, alla lunga, diventa stucchevole anche per me...)

(...questo non è un testo: è un ipertesto. Quelle porzioncine di testo in colore diverso si chiamano link, e dovete cliccarci sopra e leggere - o rileggere - e ascoltare - o riascoltare - tutto quello che trovate, anche se credete di conoscerlo, anche se credete di averlo capito. E questo perché, cari amici, siccome vi so frustrati dall'ennesima serie di litigi coi parenti piddini cui la lieta festività del Natale vi avrà costretto, mi corre l'obbligo di farvi notare che se non riuscite a farvi capire è perché non avete capito un cazzo voi per primi - detto con affetto, s'intende -, se non avete capito è perché non avete studiato abbastanza, e la prima cosa che dovreste studiare e capire è questa. Lasciate che il lavoro sporco lo faccia la SStoria. Io torno al mio lavoro accademico...) 

60 commenti:

  1. E' quel che dico ai miei colleghi. Quel che dovevo segnalarvi l'ho segnalato, i testi, i blog, gli articoli ve li ho inviati; avete fatto spallucce e sorriso ironicamente - peggio per voi. Quando sarete nella merda fino al collo sono certo che non verrete neppure a dirmi "avevi ragione" perché le cassandre stanno sul culo a tutti ma non importa, io avrò almeno avuto il piacere di sorbirmi i pop corn seduto su una sdraio sulla riva del fiume osservandovi affogare. Poi forse il fiume travolgerà anche me lo so, ma almeno avrò la coscienza a posto.

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    1. È l'atteggiamemto giusto. E sì, nemmeno la soddisfazione di un "avevi ragione". Sono destinati a marcire nel loro livore, e non c'è niente da fare. Credo sia roba per antropologi, psichiatri, o psicologi.
      Ora, io un testo di antropologia posso pure leggerlo, tra l'altro il primo libro sulla deriva autoritaria della UE che ho letto è di Ida Magli (un segno?), ma la psicanalisi, no. Nun la reggo. :-)

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    2. Sarei quasi del tutto d'accordo con te Walter, se non fosse per un piccolo particolare: io li vedrò affogare, sì, ma dal fiume dove sarò travolto per primo. La mia consolazione sarà mista a rabbia perché a causa della loro ottusità avrò danno maggiore. Così è la vita. Non avrò forse neanche la soddisfazione di coronare il sogno giovanile di vivere da barbone perché in quel momento non ci sarà nessuno disposto a donare qualcosa ed essere clochard avrà cambiato significato.

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    3. Qualcuno ha pronunciato il nome mio.
      Nonostante le disavventure (anche l'influenza per Natale) e il disappunto in tempi passati, da poco ho visto accendersi barlumi di luce in alcuni tra i miei conoscenti.
      Desistere ha dato qualche frutto. Picciol cosa, ma è qualcosa.
      Per questo, contrariamente a quel che imporrebbe il nome mio e, in maggior parte, il mio umore vi lascio un canto.

      Per voi, tutti. Per il Prof. Alberto.
      I miei Auguri.

      (Alessandra/Cassandra da Firenze. Cantare quel coro mi ha sempre messo l'argento vivo in corpo. Che ritmo!)

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    4. @Marco Felicetti: infatti e questo segna un solco profondo tra chi sta abbastanza in alto e chi invece, in una flessibile capanna sulla riva, non ha mai fatto EUsogni.

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    5. Se il prof permettte una replica, faccio notare che
      al termine del mio post riporto testualente: "... il fiume travolgerà anche me lo so..." sono quindi perfettamente conscio che non ce n'é per nessuno, anzi. Tuttavia é ovvio che anche di fronte alla peggiore sciagura ci si augura di sopravivere in qualche modo se non altro perché più informati di altri. A questo proposito illuminante quanto scritto da Levi: " I polacchi sono i primi a sapere le notizie, e cercano in genere di non lasciarle diffondere, perché sapere qualcosa mentre gli altri non la sanno ancora può sempre essere vantaggioso. Quando tutti sapranno che la selezione è imminente, il pochissimo che qualcuno potrebbe tentare per defilarsi (corrompere con pane o con tabacco qualche
      medico o qualche prominente; passare dalla baracca in Ka-Be o viceversa, al momento esatto, in modo da incrociare la commissione) sarà già monopolio loro."

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  2. Prof., si sta sbilanciando e afferma che l'euro sarà smantellato durante l'era Trump?

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  3. Leggo la lettera di La Malfa e mi chiedo se con il pentapartito saremmo arrivati a questo punto.

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    1. Il divorzio è avvenuto allora.

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    2. Non senza spaccature, però. In questi venti anni, invece, si è assistito alla dittatura del pensiero unico. E se non fosse stato per il controcanto intonato dal creatore di questo blog, dai suoi collaboratori e da altri che a poco a poco vi si sono coagulati lo spartito sarebbe stato sempre lo stesso. È vero il divorzio fu voluto da Andreatta, ma fu avversato da Formica. Sarà stata pure una polemica delle comari, ma almeno fu un dibattito.

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    3. Ci fu più dibattito rispetto a quanto ce ne sia stato ora e, come riportato da questo articolo tratto dall'archivio di Unità (quando era ancora un giornale), ci si è accorti subito delle conseguenze e dei maggiori beneficiari del divorzio.
      Menzionato anche l'allora ministro del bilancio Giorgio La Malfa che dichiarò il divorzio "coerente con il quadro di riferimento del piano triennale".
      Altri tempi, altri ruoli.

      Anche qui una dimostrazione del fatto che le domande qualcuno le poneva: "In che senso la Banca d'Italia è oggi la «moglie» del Tesoro che, divorziando, si proclama legittimamente li­bera di passare ad altri connubi?"
      Come il matrimonio esiste anche il divorzio per interessi.

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  4. Ricevuto .
    Riparto dai fondamentali .
    Piu' leggero , apparentemente piu' solo , ma con piu' tempo ed energia per nuovi incontri e nuovi stimoli .
    Grazie .

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  5. Non fa una piega ! Ognuno di noi porterà dentro di sé la sua tragedia.

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  6. Sto leggendo il suo libro ora......stimolante....peccato che lei abbia ragione e nessuno di quelli che contano la pensino come lei...(ma contano???) ....e peccato che ormai sia irreversibile il tracollo del ns.benessere.

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  7. Una sintesi davvero efficace.
    Riletto i post per ripasso.
    Ovviamente anche a me è capitato l'agguato di Natale, come l'anno scorso ho semplicemente glissato spiegando che il tempo per capire, informarsi e discutere è scaduto.
    Ci sono rimasti malissimo. Io invece me ne sono fregato, e sono stato meglio.

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  8. Forse sospeso per quest'anno? Non direbbe proprio il noto blogger del primo secolo che i QED non sono mai abbastanza, che se ne dovrebbero fare fino a settanta volte sette?

    Sempre GRAZIE e buone feste a tutti! :)

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  9. Come di Einstain se capisci a fondo un problema lo puoi spiegare anche a tua nonna.

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  10. Non pretendo di aver capito tutto in quanto l'economia è una scienza e quindi per capirla a fondo occorre capirne la matematica e questo richiederebbe esserne portati e studio approfondito. Detto questo qualcuno sono riuscito a fargli capire la situazione ma a quelli che prendono per oro colato quello che leggono su "Repubblica" è più facile metterglielo nel... (ci siamo capiti) che in testa

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  11. Per la serie 'piccole soddisfazioni'. Mi scrive un amico su whatsapp dopo una cena: "Sono andato via esausto, spossato. Mi sono addormentato in macchina mentre xxx mi diceva che il discorso sull'euro era interessante, da approfondire". I due amici erano dei PUDEini inscalfibili. Ma il più sorprendente è stato mio nonno a Natale : "In effetti prima dell'Euro non si stava tanto male". Studiare, ripetere, rileggere. Spero di non stancarmi presto.

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  12. Mia zia fisica mi ha incastrato in una conversazione con zio economista in cui io avevo desistito prima di entrare...invece poichè sono ggiovane hanno tentato di "salvarmi dall'indottrinamento" -.-" grazie Prof. Bagnai, soprattutto per avermi insegnato che combattere con le armi del metodo scientifico è più utile che limitarsi a sperare!

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    1. Solo per capire e senza dirmi chi è e dove opera: il cialtrone di turno insegna in qualche istituzione del ciclo terziario? Tanto per chiarirsi sul significato di "economista".

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  13. durante il mio pranzo natalizio con tutti i parenti riuniti mi è ovviamente capitato, come negli anni passati, e mio malgrado essendo oramai più forte di me, di affrontare l'argomento euro preparandomi, come tentativo di difesa alla mia incapacità di desistere, a ricevere obiezioni piddine e conseguenti cortocircuiti logici; con mio grande stupore ho invece ricevuto consenso e commenti positivi. A questo punto mi è sorto il dubbio: ho veramente capito, oppure sono loro che hanno capito che era meglio desistere?

    Auguri di Buon Anno Nuovo

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    1. Hai capito o hanno capito loro ?
      Date le circostanze direi: ambo.
      Ormai il silenzio su questi temi non è più indice di stupidità, ma di semplice gravissimo imbarazzo.
      Il cadavere è in casa, e la puzza non celabile.

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  14. Una piacevolissima e simpatica scoperta la lezione del prof.Gattei.
    Riuscire a far sorridere in una situazione drammatica come questa, senza buttarla a tarallucci e vino,è da encomio.

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  15. La fa facile Prof! Ma le assicuro che è pieno di parenti (destra sinistra centro su giù, è uguale) che non ascolterebbero neanche Keynes se se lo trovassero davanti. Loro "sanno" e anche messi alle strette con grafici tabelle libri prove empiriche e QED non solo non cambieranno idea, ma neanche faranno lo sforzo di provarci. E allora daje ad inflazioni del 30%, perdita del potere d'acquisto, miseria fame carestie e per finire le cavallette. A nulla valgono neanche i recenti episodi sul BREXIT o sul referendum (in cui incredibilmente non si sono viste neanche le cavallette, ma forse non era stagione....)

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  16. Io per fortuna non ho avuto da lottare: i parenti che per me contano li ho convinti già da 2-3 anni. Tutto il resto intorno è del PD ma non me ne importa. Sono irrecuperabili. Spiace vederli travolgere dal mare di melma in arrivo dal mio caldo comfort (vivo all'estero da anni), ma che fare... se la sono voluta loro.

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  17. Questi 5 anni sono stati sprecati da molte persone. Io sono riuscito a far comprare il tramonto solo ad un piddino. Questo mi ripaga di tanti sfotto' e di tanti commenti presupponenti. Putroppo siamo fuori tempo massimo e la lezione sara' dura. Io ho preso le misure che ritenevo necessarie per me ed al massimo per i miei piu' stretti parenti. Tra un po' sara' il "si salvi chi puo'". Mi chiedo spesso come si possa essere arrivati a tutto questo; sappiamo le risposte: i politici e i giornalisti ci hanno tradito, e la politica dell'appartenza mista ad ignoranza, testardaggine ed invidia sociale del popolino hanno fatto il resto.
    E' con grande tristezza che devo constatare che la societa' italiana non era pronta ad affrontare le problematiche dell'euro, l'unica consolazione e' che neanche la societa' francese lo era.

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  18. Ho passato il giorno di Natale da solo. Un Paradiso.

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  19. Sto leggendo un libro interessante, "per mettermi avanti" come dico mestamente in giro.

    Ne ho estratto il seguente brano, modificando di pochissimo il testo originale, sostituendo solo i nomi propri e una parola comune solamente:

    «Ma se si esaminano i documenti e i proclami preparati dalla cosiddetta "altra Europa," quella Europa che avrebbe dovuto succedere alla UE qualora il colpo del 20 luglio fosse riuscito, non si può non restare stupiti al vedere quale abisso profondo separasse anche questi uomini dal resto del mondo. Come spiegare altrimenti le illusioni di Vendola o il fatto che negli ultimi mesi di trattativa Tsipras, proprio lui, ma anche Varoufakis, sognassero di svolgere un ruolo nuovo e magnifico, di negoziare con gli USA in nome di una UE sconfitta? Se Varoufakis era certamente un idiota, Tsipras, qualunque cosa fosse, non lo era.»

    Una cosa imparata su questo blog è che stavolta NON è diverso.

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  20. La verità per un piddino è solo una bugia ripetuta tutti i giorni per anni. A cosa serve raccontargli qualcosa di diverso tra la lettura del giornale la mattina e il tiggí della sera?

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  21. SCHIAVI E TIRANNI

    Urli di tiranni
    che arrochiscono
    ovunque suonano
    Evviva di schiavi
    pei tiranni
    che risuonano

    Vita che se ne va
    sangue che scorre
    dolore che rimane
    nei cuori di coloro
    che ancora vivono

    Dentro questi cuori
    nascono
    le Erinni
    Dentro questi cuori
    ingigantiscono
    e aspettano

    Schiavi e tiranni
    le Erinni
    il sangue che scorre
    non lo dimenticano

    Schiavi e tiranni
    avete la stessa colpa
    che ritarda la rinascita
    della libertà

    Schiavi e tiranni
    piangerete insieme
    quando verrà l'ora
    della libertà

    A. Panagulis

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    1. Mi pare che sia in tema ...
      "Il discorso tipico dello schiavo" di Silvano Agosti.
      https://www.youtube.com/watch?v=981APFzsbu8

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  22. Io le festività le passo con gente che ha capito così se mi parte il fegato è solo per le sobrie portate che rendono famosi noi meridionali.

    Buone feste!

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    1. Beato te! l'anno prossimo mi inviti ;-)? Lato marito della mia mamma sono tutti piddini eurofili: chi dirigente IT, chi piccolo imprenditore di attrezzature sportive fighette, chi nei servizi, chi nell'università, veramente quest'ultimo è il più sensato di tutti, ma (o quindi?) parla il meno possibile. Non è che non ci credano: non ascoltano proprio! Sono fuori dal loro mondo, è evidente.
      Le sobrie portate sono sicuramente molto, ma molto più eloquenti - ho un debole per la vostra cucina. Buone feste anche a te.

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  23. Bagnai chi?

    C'è già la tv che mi spiega tutto. Che bisogno ho di leggere, e peggio ancora di credere a chi "predica il disastro" mentre il governicchio di turno dice che va tutto bene?

    Non vedremo i cadaveri dei nemici dalla riva del fiume.

    Vedremo i nostri passare in tv. Se non la espugniamo prima.

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  24. Mi spiace molto vedere che l'€,l'austerity e tutte le politiche volte al massimo danno economico siano viste come errori di dementi o atti di prepotenza,purtroppo tra chi si ritiene intelligente e anche tra chi lo e' vi e' la stupida convinzione che cio' che accade sia frutto di un deficit cognittivo. Ebbene il vostro stare nel mondo concettuale vi ha reso molto stupidi sulla natura umana e della storia. Molto semplicemente sanno meglio di voi quello che fanno perche' sono loro a provocarlo, e come minimo siete indietro di qualche hanno sul vedere all'orizzonte quale sia ora il loro obbiettivo. La conclusione pero' permene la stessa, vogliono la Terza Guerra Mondiale. Cominciate a chiedervi chi e perche'?

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    1. Oh, che bello! È arrivato l'arrotino! Senti, caro: torni da dove vieni da solo, o preferisci che ti faccia capire dove hai sbagliato?

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    2. Boh, forse l'hanno prossimo almeno con la grammatica risolviamo. Stando in tema io fortunatamente lavoro: la mia attività non pagando l'affitto si permette di fare dumping natalizio. Quando il lavoro salva dai parenti.

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    3. Fantastico! Un tocco di folklore nel blog. Se c'è una cosa che ho imparato qui nel blog è che concettualizzare è creare schemi interpretativi, sistematizzare, unire i puntini...Comunque grazie per l'allerta

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    4. Come disse Troisi, "si, mo' me lo segno"!

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    5. Non per agiere da bastian contrario, con tutti i difetti e togliendo tutte le parti offensive scritte dal sig. Mauro, che si arrivi alla guerra secondo me è certo. E che sia voluta da qualcuno e' altrettanto certo. E così e' stato nelle precedenti due volte, ed in più senza alcun motivo apparente, solamente tutto provocato ad arte. Noi intanto continuiamo ad affinarci intellettualmente grazie al Prof. che in ogni caso ci fa bene, sapremo di che cosa moriremo.

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    6. L'inspiegabile correlazione fra ortografia e ragionamenti da bar.

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    7. Non dimentichiamoci che l'arrotino ripara anche gli ombrelli...

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  25. Comunque Prof, con questo blog lei ha già fatto un lavoro immenso,grazie. A me sembra invece che la percezione che la moneta unica sia una trappola sia un dato accettato ormai dalla maggioranza,perlomeno nei luoghi dove io faccio propaganda anti-euro, cioè i bar. Anche se questa consapevolezza mi sembra causata più dal peggioramento delle condizioni economiche che da una reale comprensione dei meccanismi che hanno portato lo stato a perdere il controllo sull'economia.

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  26. Gentile prof. Bagani, vorrei porle una domanda/curiosità: è uno scenario ipotizzabile quello secondo cui la Germania miri (o addirittura abbia premeditato) ad avere una zona euro ristretta ad alcuni paesi del nord e dell' est Europa su cui in questi anni ha saputo esercitare un predominio ideologico e su cui ha allungato la sua influenza commerciale? Potrebbe cioè esserci, anche per affinità culturale, una volontà di questo tipo che giustificherebbe oltretutto (dal loro punto di vista) la sistematica idiosincrasia verso i paesi del sud? La ringrazio anticipatamente. Grazie.

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    1. Se permetti Giorgio ti rispondo io. No, no è uno scenario ipotizzabile. Il solo fatto che tu abbia posto la domanda, significa che non hai ben capito cosa sia l'Euro. Tu vedi l'Euro come una moneta unica, ecco perché poni quella domanda: loro si tengono la moneta unica, che è bella, invece a noi che ci odiano ci lasciano la monetea non unica, che è brutta.
      L'Euro non ha nulla a che vedere con il concetto di unione monetaria. La nostra vecchia Lira, quella sì era una moneta unica!
      L'Euro è soltanto un banale accordo di cambio fisso (leggermente più raffinato dei soliti, poiché c'è il circolante a confondere un po' le acque), che conviene ai paesi del Nord soltanto se a farne parte ci sono i paesi del Sud. La presenza dei paesi del Sud è indispensabile per continuare il gioco. Se i paesi del Sud si defilano, l'accordo di cambio fisso cessa di essere utile ai paesi del Nord e l'Euro salta immediatamente.
      All'istante. Salta sicuramente. Salta inesorabilmente.
      Che salti è sicuro al 101%.
      Lontanissimi dall'odiarci, i paesi del Nord, Germania in testa, ci vogliono un mondo di bene: altro che idiosincrasia! Fingono malevolenza in maniera spudorata, simulano ostilità da teatranti consumati. In realtà quando ci criticano lo fanno al solo scopo di suscitare in noi il senso di colpa, necessario al mantenimento della condizione attuale, che ha recato loro così tanti vantaggi in questi anni.

      Alberto.

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    2. Bravissimo Alberto O. Sarà questione di nome.

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    3. Mille grazie per la spiegazione.

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  27. https://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2016/12/28/neue-us-wirtschaftspolitik-wird-zur-grossen-gefahr-fuer-deutschland/?ls=ap

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  28. Grazie Prof. Un augurio per il nuovo anno e un abbraccio.. Resti almeno su twitter ;)

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  29. Il cognato, dirigente GiGroup: "gli svizzeri sono troppo meglio di noi". Ho, nell'ordine:
    - citato il Franco
    - salutato
    - sceso a bere un rum dai cinesi
    - tornato.

    (Perdonate gli ausiliarî)

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  30. Grazie infinite. Buon lavoro e buone feste.

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  31. https://youtu.be/qp9WzFfmAiI

    Non è che per caso sta lavorando a questo livello?
    Mi riferisco all'intervento di Fassina

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  32. Quindi, se ho capito correttamente, dopo la legnata del referendum gli splendidi sostenitori della moneta unica vogliono mandarci la trojka ed attivare il MES usando MPS come cavallo di troia? Ovvero si prenderanno la loro vendetta per la sconfitta elettorale di dicembre togliendoci anche quel poco di sovranità che ci è rimasta.

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  33. Regalo di Natale. Introduzione:

    "Oggi che i popoli del nostro continente, usciti dal vicolo cieco in cui li avevano sospinti le ideologie nazionaliste, sembrano avviati all'integrazione in un'Europa sovranazionale, l'immagine escogitata dal poeta di Paderborn suona sorprendentemente attuale. Giacché è con Carlo Magno che per la prima volta si costituisce in Europa uno spazio politico unitario, che va da Amburgo a Benevento, da Vienna a Barcellona, il cui asse commerciale sono il Reno e i porti del mare del Nord; uno spazio, cioè, profondamente diverso da quello dell'impero romano, che aveva al centro il Mediterraneo, e contava fra le sue regioni più ricche e civilizzate il Nordafrica e l'Asia Minore. Per citare quelli che restano forse i più grandi storici del nostro secolo, se "l'Europa è sorta quando l'impero romano è crollato" (Marc Bloch), essa acquista solo più tardi il suo volto compiuto: è "l'impero di Carlo Magno che ha dato forma per la prima volta a ciò che noi chiamiamo Europa" (Lucien Febvre).
    Sia chiaro: ogni generazione di storici si costruisce la propria immagine del passato, e l'equazione tra l'impero di Carlo Magno e la nascita d'uno spazio europeo non ha sempre suscitato lo stesso consenso. Vent'anni fa un importante convegno, radunando a Spoleto i maggiori specialisti del periodo altomedievale, pose la questione proprio in questi termini, dandosi come titolo "Nascita dell'Europa ed Europa carolingia: un'equazione da verificare". I pareri risultarono diversissimi, anzi in qualche caso diametralmente contrastanti, ma nell'insieme l'importanza di Carlo Magno come padre dell'Europa ne uscì piuttosto malconcia [e avevano ragione].
    (...)Oggi la lancetta ha compiuto un altro giro e il consenso si è rifatto ampio, grazie [alla propaganda piddina] anche alla vera e propria rivoluzione che ha investito interi ambiti della ricerca, come quello economico. (...) oggi, una molteplicità di segnali ci induce a pensare che proprio nell' età carolingia si siano poste le basi della rinascita demografica ed economica divenuta poi manifesta intorno al Mille, e da cui nacque con tutta la sua prorompente vitalità l'Europa moderna (...)". A. Barbero; Carlo Magno, un padre dell'Europa; pagg. 5-6

    Che faccio, continuo a leggerlo o divento futurista?

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  34. "Questo post chiarisce una cosa: che è stata dichiarata una guerra civile, che è stato detto che chi oserà criticare la verità del Ministero sarà eliminato."

    Le guerre vengono sempre iniziate da chi pensa di vincerle facilmente e sottovaluta sia l'avversario che i suoi mezzi.

    Tra le armi non convenzionali oggi a disposizione del 'guerrigliero dell'informazione' c'e' per esempio la recensione google.

    Mi sono recentemente convinto che tale strumento abbia contribuito non poco affinche' il pagamento della indennita' di licenziamento, che mi fu negata ad ottobre 2015, fosse invece fatto a dicembre 2016.

    In pratica qualunque entita' giuridica che e' presente in google e nelle pagine gialle puo' essere recensita da un iscritto google.

    Se per ipotesi si volesse colpire chi diffonde 'lievi imprecisioni' e' sufficiente scrivere una breve recensione (ovviamente con una sola stella) in cui si dice per esempio:

    "L'articolo 'xxx', pubblicato in data yy, a firma nn riporta le seguenti inesattezze ..........
    Il dato zz risulta palesemente falso/inesatto (come verificabile al sito FMI/ISTAT/etc. etc.) e come puntualmente spiegato al sito (mettere il link QED del caso).
    Tale sine cura da parte di un organo nazionale di informazione non e' accettabile e pertanto il giudizio, in assenza di doverosa rettifica 'urbi et orbi', non puo' che essere negativo."

    La recensione google puo' essere modificata (ma non rimossa!) solo dall'utente recensore e google e' pure fuori giurisdizione di USA ed EU, per cui sarei proprio curioso di vedere un grande gruppo editoriale esporsi pubblicamente per richiedere la cancellazione di tali recensioni...

    Peraltro sono convinto che google e gli altri giganti del settore non possano facilmente fare a meno delle recensioni senza minare lo scopo finale, che e' quello di schedare gli utenti e le loro preferenze ed abitudini.

    In conclusione, all'idea che ad ogni ricerca google del nome del propalatore di inesattezze compaia una finestrella con le recensioni di cui sopra, sono sicuro che il fenomeno della disinformazione ritornera' nella normalita' ante-Maastricht.

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