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martedì 10 novembre 2015

I cialtroni del declino

Scusate, ho un discreto numero di domande di grande qualità riferite al post precedente alle quali devo ancora dare risposta. Lo farò in coda al post, approfondendo la presentazione del modello, il cui messaggio principale, però, credo dovrebbe esservi arrivato: la legge dei rendimenti decrescenti - la prima legge dell'omodossia, secondo Bagnai (2011) - implica che paesi relativamente arretrati (in termine di capitale e quindi di reddito pro capite) crescano più in fretta di paesi relativamente più sviluppati.

Ora, vorrei che lasciassimo un momento da parte il bar sport ingengngnieristico sulla eventuale forma della funzione di produzione (ogni funzione concava darà lo stesso risultato), o quello decrescistico-luddista sulla produttività, o quello keynesian-murgiastico sul "eh, ma la domanda conta!" (e lo vieni a dire a me?). Per favore: cercate di venirmi incontro sul significato culturale dell'operazione che sto compiendo, che è un'operazione estremamente semplice, e per questo solo alla mia portata, ma anche alla vostra se smetterete di misurarvelo col righello, va bene?

Perché tanti economisti più bravi di me non sono riusciti ad attivare un dibattito, nonostante sapessero tutto meglio e prima di me? Semplice! Perché si sono rifiutati di usare il modello sbagliato, quello degli "altri". Purtroppo un dialogo fra sordi è un dialogo nato morto. Molto più divertente e distruttivo utilizzare il modello degli "altri" per mostrare agli "altri" che sono dei coglioni secondo il loro modello!

Segue esempio, che spero vi aiuti a capire cosa sto cercando di fare, e vi invogli quindi a sobbarcarvi la tediosissima algebra (che però, una volta digerita, vi apre interminati orizzonti di "daje a ride", come passo a illustrarvi).

Il problema principale degli euristi è negare che l'euro abbia inferto un colpo decisivo alla crescita economica del nostro paese. Per questo motivo l'eurista standard vi dirà: "Eh, ma non è vero che il declino in Italia comincia dal 1997 (aggancio della lira all'ECU, secondo quanto spiegato qui)! Il declino comincia dagli anni '70!" (in alternativa: dagli anni '60, dagli anni '50, dal Congresso di Vienna, dal Trattato di Westfalia, dal Würmiano, ecc.)

Ci siamo?

Avete capito chi intendo, no?

Ce n'è più d'uno. Siccome io devo dargli dei pirla, non farò il loro nome, ma il loro grafico però sì.

I pirla che vogliono dimostrare che l'euro non c'entra nulla, e che l'Italia è in declino da sempre, per una sua atavica inadeguatezza strutturale, perché è un paese cattolico (come la Baviera), o corrotto (come il Baden-Wurttemberg), o quel che l'è (una cazzata vale l'altra), normalmente usano questo grafico:


Dai, non ditemi che non avete mai visto un grafico del genere! Sono i dati AMECO del tasso di crescita, dal 1961 (primo anno disponibile, perché la serie in livelli inizia nel 1960) a oggi, interpolati con una tendenza lineare (la retta tratteggiata in rosso). Il commento in genere è una cosa del tipo:

"Ma che euro! Vedete? Il declino inizia già negli anni '60! Si vede che, al netto di qualche oscillazione ciclica, il tasso di crescita italiano è fin da allora su un sentiero decrescente. Vedete il valore dell'R2? Ben 0.47! Quasi la metà della variazione della crescita (in negativo) è spiegata semplicemente dallo scorrere del tempo. Nel campione osservato, ogni anno la crescita si è ridotta in media dello 0.08, e quindi, visto che consideriamo un cinquantennio, nel totale la riduzione è stata di 0.08x50=4 punti percentuali di crescita. E inizia da lontano, dagli anni '60. L'euro non c'entra nulla, basta con queste scuse che vengono messe avanti per impedirci di affrontare il nostro vero problema: il familismo amorale..."

Mai sentito fare questo discorso? 

Ora, cosa c'è di sbagliato in questo ragionamento?




















































Be', intanto il paese.

































































Infatti, come i più esperti di voi (cioè nessuno) avranno intuito a colpo d'occhio, i dati precedenti non si riferiscono all'Italia, ma alla Francia. Il grafico per l'Italia, se interessa, è questo, ed è, ovviamente, molto simile (altrimenti non ci sareste cascati):


L'R2, nel caso dell'Italia, è di 0.48, anziché 0.47 (chi sta sghignazzando ha evidentemente studiato statistica, gli altri possono intuire che una differenza di 0.01 non è enormissimamente determinante), il che in pratica significa che l'accostamento della retta ai dati è ugualmente buono (o cattivo) in entrambi i casi. Quindi, se vogliamo usare questo grafico per affermare che il declino italiano ha radici antiche, legate al nostro familismo amorale (o alla nostra corruzione, o al nostro stato fascioborbonico, e via vaneggiando), allora dobbiamo riconoscere che anche in Francia i problemi hanno radici ugualmente antiche (e d'altra parte i Borboni da dove vengono?). Insomma: mal comune mezzo gaudio?

No.

Un terzo di gaudio, perché questo è il grafico relativo al virtuoso (si fa per dire) Belgio:


che, caso strano, ha esattissimamente lo stesso andamento! In questo caso l'accostamento della retta ai dati è un po' peggiore. Lo scorrere del tempo spiega solo il 35% della variazione del tasso di crescita dell'economia. Meno che in Francia e Italia, ma, lo dico per gli esperti e per gli espertoni, credo sappiate tutti che con un R2 simile il coefficiente del trend è ancora ampiamente significativo (ricavatevi la F di Fisher dall'R2, prendetene la radice quadrata e confrontatela con la distribuzione di una t di Student con 55 gradi di libertà - il valore soglia al 5% è 2, caso mai ve lo foste dimenticato... Nel caso in questione vi dovrebbe uscire una t di 5.4. Se sbaglio mi correggerete...).

Ma guarda un po'...

Tre paesi così diversi, e tutti così corrotti fin nel midollo...

Ci dev'essere qualcosa di sbagliato.

Sì, c'è, ma non è in loro, nei paesi, ma nei pirla che applicano categorie moralistiche all'economia, negli improvvisati sociologi da bar. Scusate, ma alla luce del post di ieri, c'è qualcosa di strano nel fatto che economie che nel corso di un cinquantennio hanno conosciuto un discreto sviluppo, alla fine del periodo crescano meno che all'inizio?

Direi di no, nel senso che questo è esattissimamente quello che il modello neoclassico prevede: se tornate all'ultimo grafico di ieri, vedrete che fra il tempo 0 e il tempo 1 l'economia cresce di più che fra il tempo 2 e il tempo 3. Insomma: quello che ci viene spacciato come l'"eccezione italiana" da parte di economisti acriticamente supini al pensiero economico neoclassico, altro non è che una banale e assolutamente generale implicazione del modello economico neoclassico.

Perché economisti neoclassici non riconoscono il modello neoclassico quando lo incontrano? Ma è semplice: perché sono accecati dall'odio ideologico verso il loro paese, che è anche il vostro. Per un economista neoclassico, lo ripeto, il fatto che un paese, sviluppandosi, manifesti tassi di crescita progressivamente più contenuti non dovrebbe essere causa di invettive dantesche, ma, al più, di una blanda, distratta, e lievemente annoiata soddisfazione. "Sì, vabbè, il modello funziona, dov'è la novità?"

E infatti guardate cosa succede in giro per il mondo?






Più o meno la stessa cosa: all'inizio la crescita è forte, poi si diventa più ricchi e si cresce di meno.

E guardate anche dove non succede questa cosa:




Guarda caso, in paesi come il Regno Unito, la Svezia, o la Svizzera: tutti paesi a reddito pro capite elevato e comunque, nel dopoguerra, più sviluppati (semplicemente perché relativamente meno distrutti) degli altri paesi che abbiamo visto sopra. Anche qui la retta ha una tendenza decrescente, ma statisticamente non è significativa (spiega meno dell'8% della variabilità della crescita - per gli statistici, la t del coefficiente del trend è minore di due in valore assoluto).

Questi, possiamo pensare, sono paesi che hanno già raggiunto lo stato stazionario. Quelli sopra erano paesi che dovevano ancora arrivarci, e che quindi crescevano non solo per effetto di demografia e progresso tecnico, ma anche dell'adeguamento dello stock di capitale: erano cioè paesi in fase di catch-up, lungo la dinamica di transizione verso lo steady state.

Ora, vorrei che ci capissimo: non sto dicendo, con questo, che il modello neoclassico sia quello giusto, perché il mondo sembra comportarsi come esso prevede.

Sto dicendo una cosa diversa.

Sto dicendo che chi crede nel modello neoclassico, nel momento in cui ci presenta come una anomalia dovuta alla nostra dissolutezza quella che invece è una implicazione assolutamente standard del modello nel quale lui crede, o è un dilettante, o è un disonesto.

Ci siamo?

Spero di sì.

Ma torneremo sull'argomento con maggiore profondità, perché il problema non è solo quello di distinguere le dinamiche transizionali (come quelle dei primi otto grafici) dagli steady state (come quelli degli ultimi tre). Il problema è anche capire se l'intensità delle dinamiche transizionali è compatibile con le condizioni iniziali del sistema. Chi sa (tipo il giovine Zacchia, che a differenza del giovinastro Baroni mi dà tante soddisfazioni) ha già capito che sto parlando di beta convergence.

Gli altri spero bene stiano svegli tutta la notte a pensare: "Ma cosa avrà voluto dire il nostro guru?"

Io intanto ci dormo sopra.



Addendum: avete chiesto di vedere altri paesi. Io intanto per fare questo post ho dormito solo cinque ore e mi aspettano quattro ore di lezione. Non so se vi rendete conto. Comunque, i grafici sono questi:






 (...e il risultato - scontato - è che nella metrica cialtrona la virtuosa Germagna declina anche lei! Ma guarda un po'. Ripeto però a beneficio dei righellisti:

1) il mio scopo non è ragionare sulla validità del modello neoclassico, ma sulla validità dei ragionamenti di chi lo usa;

2) grafici come questi non sono - appunto - necessariamente indicativi di un fenomeno patologico, e in particolare di una patologia italiana che data dal Medioevo o dalla fine dell'Impero romano. In linea di principio, possono essere anche espressione di dinamiche fisiologiche, e in ogni caso andamenti simili a quelli italiani si presentano quasi ovunque, con l'eccezione di alcuni paesi dove, in fondo, non ci aspetteremmo di trovarli...

Spero che sia chiaro, e comunque lo diventerà un po' di più quando, dopo che qui vi ho dimostrato perché sono insensati certi grafici - più esattamente: è insensato utilizzarli per veicolare il concetto di "declino" - vi mostrerò grafici meno insensati, nel senso che aiutano effettivamente a capire se un paese sta "catching up" o sta "falling behind".

D'altra parte, l'economia piace a voi, mica a me...)

 

89 commenti:

  1. Prof, sono entusiasta di aver incrociato il suo blog. Finalmente inizio a capire i principi chiave. Se me l'avessero detto subito che la crescita era una derivata ci sarei andato cauto e senza paraocchi, invece la superficialità della maggior parte dell'informazione usa grafici e termini per vendere un messaggio anziché per spiegare il fenomeno.... Tra l'altro se dicevano subito che è una derivata era automaticamente chiara, naturale, fisicamente ineccepibile, la presenza di rumore sulla curva senza star troppo lì a speculare sull'origine.

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    1. Derivata di cosa rispetto a cosa?

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    2. stai parlando del grafico della funzione di produzione del post precedente?

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    3. Non essere timido : la variazione di una grandezza c'entra con la derivata.

      ps ma dove sta scritto che la crescita è una derivata?

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    4. Mi sembrava di aver capito che la crescita viene misurata dalla derivata del prodotto procapite nel tempo. O mi sbaglio?

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  2. Tutto chiarissimo...
    Dopo letto un post come questo mi viene da pensare: ma come fa il prof (che sà quel che lui sà è anche quel che l'altro dice di sapere...)
    a non saltarli addosso a tutti sti cialtroni ogni volta che aprono bocca in un dibattito...
    Yoga barocco?
    Almeno ogni giorno che passa e condivide il suo sapere sa di essere meno solo di quanto lo era il giorno prima!!

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    1. Bene. Qualcuno si è finalmente accorto del fatto che in realtà ho un ottimo carattere.

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    2. Prof credo che sia la maggioranza che crede che lei non è cattivo. Alcuni confondono la sua "non ipocrisia" nei confronti del dibattito, dei suoi interlocutori e di tutti noi con cattivo carattere, ma infine sono gli stessi che si sono sentiti parlare da "il chiunque " dicendo "la qualunque", gli stessi che si sentivano protetti quando gli dicevano che l'euro li avrebbe fatti lavorare un giorno in meno(pure due) guadagnando di più (pure meno).
      Quindi come già credo lei faccia...
      Se ne batta i c....oni e vada avanti con la sua rivoluzione intellettuale and don't mind these pussys losers

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    3. Il Prof è come disse Jessica Rabbit: "Io non sono cattiva, è che mi disegnano così".

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  3. I dati corroborano il modello, nel senso che non ne falsificano una specifica previsione. Questo non implica che il modello sia giusto. Tuttavia mostrano come, volendo ragionare coerentemente all'interno della cornice posta dal modello, si debbano interpretare i fatti in modo diverso da come ha fatto chi pure dovrebbe accettare questo modello. Quindi o il discorso si sposta a un livello ulteriore (imprecisioni del modello che ne inficiano la validità per questa inferenza particolare ma non in generale... di fatto ipotesi ad hoc) o si deve ammettere la contraddizione. Dico bene?

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    1. Comunque:
      - dal 61 a oggi certamente la tecnologia è cambiata
      - i paesi per cui il trend non è significativo, che quindi avrebbero raggiunto lo stato stazionario, sembrano (a occhio) assestarsi su crescite dell'1-2%. Invece i paesi ancora non stazionari (ma il Giappone non è ancora stazionario?) hanno trend, che, estrapolati linearmente, li porterebbero a crescita zero. Quindi la regressione lineare non è una buona scelta?

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  4. Mi piace molto l'approccio neoclassico per economisti neoclassici "distratti".
    Prof., non c'e' la Germania in questa serie di dati?
    Il fatto che i tre paesi che fanno eccezione non hanno l'euro, e' puramente casuale?

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    1. Prof: grazie per i grafici aggiuntivi. Aver messo la germania serve a evitare dietrologie piddinesche.

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  5. crescere del 3% quando non vali nulla è più semplice di crescere dello zero virgola quando vali tanto.
    crescere del 3% quando sei minuscolo è più semplice di crescere dello zero virgola quando hai tanti abitanti e regioni depresse.
    crescere del 3% quando hai poche regole di tutela della tua gente è immensamente più semplice di crescere dello zero virgola quando tuteli di più la tua gente.

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    1. Sicuro? Allora con Renzi abbiamo svoltato

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  6. Bellissimo. Di quei post che avevi quella domandina lì che ti rodeva, sapevi che non era vero ma non riuscivi a spiegarti fino in fondo perché, e poi finalmente capisci, e con sollievo dici "Ah, ecco, mi sembravano cazzate e ora so perché".

    Grazie prof. Il vantaggio di capire poco è che quel poco che capisci ti rallegra molto (un corollario del modello neoclassico, in fondo ;-))

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  7. Quello che ho capito io da questo post e da quello precedente è che i primi otto paesi, secondo la teoria,arriveranno al livello dei rimanenti tre: E se ho ben compreso il primo post per dummies, a lungo andare questi 11 paesi, non cresceranno più e forse iniziaranno a decrescere?

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    1. Arriverebbero al livello degli altri tre a parità di tecnologia.

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  8. Intanto figata il trucco del grafico francese...
    Domanda.
    Mi pare di aver capito che secondo questo modello:
    1. ogni paese tende a crescere;
    2. il tasso di crescita tende a stabilizzarsi.

    Se questo fosse vero per ogni nazione, vorrebbe dire che la ricchezza mondiale sarebbe destinata a crescere stabilmente all'infinito, ma questo è impossibile. Da questo si deduce che:
    - invece è possibile (figata, tanta preoccupazione per nulla);
    - non vale per ogni nazione (quindi il modello se non sbagliato è incorretto o incompleto);
    - l'ip 2 non è vera, cioè lo steady state non è un asintoto ma un punto di massimo;
    - l'ip 1 non è vera, cioè ci si potrebbe stabilizzare a crescita zero;
    - non ho capito niente;
    - una combinazione delle precedenti.

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    1. Mmmh, invece è possibile, anche se sempre più lentamente, a meno che non si cambi tecnologia? Sarebbe bello vedere il tasso di crescita di un paese la cui ricchezza dipende solo dall'estrazione di una risorsa non rinnovabile. Ma c'è? Anche i paesi opec hanno certamente un settore manufatturiero e dei servizi, sia pure minimo...

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    2. Per come l'ho capita, devi considerare anche che si è nel frattempo più o meno stabilizzato il numero di abitanti.
      Quanto alla crescita infinita, se ci pensi in un mondo ideale non è un'idea poi così balzana: pensa all'agricoltura. Qual'è il limite? Non si possono forse coltivare piante sempre più nutienti e produttive, coltivare anche gli oceani (alghe, se ne parla adesso...), poi magari fare coltivazioni verticali, poi orbitanti, e poi chissà che altro? Ogni generazione deve risolvere i propri problemi, e mettere le successive in condizione di risolvere i propri. Nessuno arriva mai a fare qualcosa così perfettamente che non sia migliorabile....

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  9. Tutta la notte sveglio...però ho capito! Più o meno...

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    1. Il prossimo passo sarà scuotere le tue recenti certezze...

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    2. Non chiedo di meglio: sono capitato nel blog proprio perchè avevo molti dubbi (sapevo di non sapere). Forse ora, con fatica e un po' di insonnia, so qualcosa in più...

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  10. Che ce voi fa', so' 'ndisciplinato... comunque preferivo Azincourt...

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  11. http://host.uniroma3.it/facolta/economia/db/materiali/insegnamenti/346_1369.pdf Ne deve convergere di roba!

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    1. Se sei in grado di leggerle, buon lavoro. Qui faccio un passo alla volta.

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    2. Non tutti i bambini crescono più velocemente degli adolescenti ed in ogni caso non tutti arrivano al medesimo stato stazionario.Quello che non capisco è il motivo per cui parametri inseriti come variabili vengono poi nei fatti trattati come costanti.

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    3. Gnente. Nemmeno persone usualmente brillanti sfuggono alla tentazione di misurarselo col righello, e quindi prorompono in una serie di graziarcazzesche esternazioni che offuscano il senso dell'operazione culturale che stiamo facendo...

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    4. Ciascuno è artefice del proprio righello...

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    5. Ciascun dal suo righel l'altrui misura!

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    6. Quando sento parlare di cultura metto mano al righello.

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    7. Libro e righello seguace modello.

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    8. Alle seguacie non far sapere quanto è buono il righello con le pere

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    9. Di a da in con su per tra fra. Ricordo bene?

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    10. É il righello che traccia il solco o é quell'altro?
      O forse il righello misura il solco per vedere se quell'altro lo può tracciare?

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    11. Il lo la, i gli le... Vedi Alberto, deve esserci un punto di contatto tra il fatto che la ex maestra di mio figlio alla lavagna dimentica (?) di scrivere l'articolo "i" (mettendo le freccine a indicare probabilmente che "il" e "lo" sono i singolari di "gli") e il fatto che siamo nell'Euro... Queste due -bip- devono avere antiche radici in comune... O no? (E Primo Levi aveva ragione: "...vi si sfaccia la casa...")
      P.s. "ex" perché gli abbiamo cambiato scuola.

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    12. Rigus abundat in ore stultorum

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  12. vediamo quanto mi cazziano
    la crescita non potendo essere infinita ha un limite che è un punto di discontinuità , raggiunto il quale diventa instabile ,allora le condizioni diventano critiche e possono succedere cose molto spiacevoli , anche asintotiche , poi distruzione e ripartenza ciclica . ora metto il cuscino dietro e aspetto i calci ....

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    1. Un modello non è un bar. Non mettiamoci al livello dei neoclassici.

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  13. cenere sul capo... però la risolveranno così mi pare e il costringere all'angolo VW e CCCP parrebbe proprio che in qualche modo vogliano arrivare in breve ad una discontinuità, anche solo per provare di aver ragione e torniamo al post di qualche giorno addietro ed alla psicopatologia della vita quotidiana .

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  14. Anche i "neoclassici" hanno da scontrarsi con la "durezza del vivere".

    Tipo questo qui.

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  15. Una domanda - sto cercando di ottenere gli stessi grafici (o almeno i dati) da altra fonte (Wolfram Data).

    Ho provato con questa query che mi pare abbastanza congruente a livello di grafico, e secondo cui il tasso di crescita reale Italiano sarebbe -.4261%/anno.

    Posso considerare questa fonte attendibile? (Cioe' posso usare questa query per confrontare i valori anche di Germania, Uruguay e qualsiasi altro paese mi venga in mente)?

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    1. Scusa:
      1) non vedo la query;
      2) non capisco cosa significa "tasso di crescita reale" secondo te, ma tremo al pensiero che possa essere la pendenza del trend interpolato;
      3) dati per tutto il mondo, dal 1980, li trovi sul solito WEO database.

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    2. 1) avrebbe dovuto essere un link connesso alla parola query - di fatto devo aver commesso una leggera imprecisione con l'html, per cui non si vede - era questa: http://www.wolframalpha.com/input/?i=Italy+GDP+real+growth&lk=1
      2) Wolfram Data fornisce una legenda per ognuno dei termini che impiega nelle sue elaborazioni. Nello specifico recita:

      "GDP real growth:
      The sum of gross value added by all resident producers in the economy plus any product taxes and minus any subsidies not included in the value of he products.
      It is calculated without making deductions for depreciation of fabricated assets or for depeltion and degradation of natural resources.
      Aggregates are based on constant 2000 US dollars."
      3) forse e' meglio se provo da li', grazie.

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  16. se non ho capito male (oltre al fatto che i neoclassici non usino il loro modello in sede "dibattimentale" altrimenti entrerebbero in cortocircuito) al capitalista l'euro serve come il pane. essendo un accumulatore seriale di denaro, gli serve uno strumento che lo faccia muovere con facilità (per il venuto meno pericolo del tasso di cambio) verso quelle nazioni "arretrate" ma con un'alta prospettiva di crescita, visto che quelle del suo paese originario sono ormai in fase calante o stazionaria.

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  17. Questo post mi ha ispirato un haiku alla Rokko Smitherson:

    "Non è colpa nostra"

    Non è colpa nostra se non cresciamo più.

    Ci avete detto che solo noi siamo corrotti,
    che solo da noi c'è il nepotismo,
    il familismo amorale,
    e le piccole e medie imprese
    cancro dell'economia.

    Ma anche in Francia e in Belgio, come da noi, la crescita declina.

    Non è colpa nostra se non cresciamo più.

    Ci avete detto che abbiamo sprecato il dividendo dell'euro
    mentre voi massacravate il divisore(*)
    e i paesi virtuosi invece ne approfittavano.

    Ma anche in Francia e in Belgio, come da noi, la crescita declina.

    Ci avete detto che non è colpa dell'euro
    perché il declino inizia da lontano,
    dalle riforme che solo noi non abbiamo mai fatto.

    Ma anche in Francia e in Belgio, come da noi, la crescita declina.

    Non è colpa nostra se non cresciamo più.

    Chiediamoci invece cosa ci lega a loro.

    Non è colpa nostra se non cresciamo più:

    la colpa è di Giulio Cesare!



    (*) in riferimento al rapporto deficit/PIL

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    Risposte
    1. Carino, ma non e' un Haiku (Wikipedia: Lo haiku è caratterizzato dalla peculiare struttura in 3 versi, rispettivamente di 5, 7 e 5 more.)

      Oltre a cio' manca qualsiasi traccia di Kigo.

      Elimina
    2. Eccomi mancavo io, sono Dino il Piddino.

      Avete scoperto l'acqua calda qui, cioè che c'è un po' di corruzione dappertutto. che affossa la crescita. Infatti, anche nel modello neoclassico, se non ci fosse il malcostume, la funzione di produzione potrebbe crescere.

      E avete visto che noi siamo i peggiori, siamo insieme a grecia e spagna quelli per cui la decrescita della crescita è più veloce. (insieme al giappone che è lontano). Per es la Francia è scesa più lentamente.

      Invece da noi il malcostume è ormai atavico, e impedisce la corretta allocazione dei fondi pubblici destinati allo sviluppo Per es per colpa dei baroni nepotisti che ingessano l'università, per colpa degli indusriali familisti etc. Ok lo sapete.

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    3. Sei passato all'autoironia, caro Dino il Piddino?

      (Persistono in me residui di fiducia nell'umanità.)

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    4. esci da darket esci da darket o l'esorcismo ti sconfiggerà

      Elimina
    5. In attesa di una pubblicazione che dimostri ciò.... http://vocidallestero.it/2015/11/04/la-germania-e-seconda-solo-al-lussemburgo-in-quanto-a-riciclaggio-di-denaro-sporco/. In ogni caso proprio una genialata aggiungere un altro apparato burocratico ancora più corrotto e inefficiente (UE).

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    6. #DAR - daje ar righello (a proposito di metrica)

      Trattasi di "haiku alla Rokko Smitherson"

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    7. Ecco un altro cavaliere nero, ma esorcista... (perle livornesi).

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    8. Ecco l'haiku:

      Come luna l’Italia
      Declina
      Non più latino: l’euro.

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  18. Corollario del rendimento decrescente é la necessaria libertà dei flussi finanziari a muoversi dove essi non lo sono ancora o lo sono meno, fra un po' dovranno andare su Marte.

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  19. In riferimento all'addendum: a me, detto tra noi, l'economia fa un po' cagare. Un po'. In dinamica di transizione verso lo steady state, dopo il post precedente, ci stava andando il mio cervello ( ho sempre avuto qualche problemino con una certa parte del Quadrivium ). E' perché sono un'economia poco matura. Comunque attendo con ansia le prossime puntate per capire se sto "catching up" o "falling behind".

    PS
    Sempre in tema di righellismo: quindi per un neoclassico disonesto e/o beato la Nuova Zelanda rappresenta una faro nella coltre. In effetti prova te a corrompere uno sciamano maori. Mica semplice.

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    1. @nicola

      "Cacare", Nicola, per favore, non "cagare".

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    2. Per diana Celso, hai ragione. Mi sono fatto trascinare da un eccessivo regionalismo...

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    3. No: è giusto. "Cacca" vs "cagare": Legge di Verner in Italiano: me la enunciò il prof. Prosdocimi a Padova di fronte a on goto de vìn.

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    4. Be', ora devo proprio chiedere se è più corretto "dica" o "diga".
      (Mai dimenticherò quando nel chiostro della Statale di Milano, al passar d'una meritevole donzella, mi fuggì dal seno la sorda e meridionale sineddoche, ed ebbi per meritata risposta un altero "Che formaggiaro!" - una delle più importanti lezioni che lì appresi...)

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    5. Per noi è questione identitaria. Quando Manzoni venne in Lungarno Corsini, per sciacquare i proprii cenci in Arno, diceva "ora vado a cagare"; alla fine del soggiorno fiorentino diceva "ora vado a cacare".

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    6. A Modena si va a cagare... Del resto gli operai autoctoni con i quali lavoravo anni fa mi han spiegato, in dialetto stretto (chiedendomi ogni tanto se capivo, io ingegnere autoctono, ma solo per il fatto di essere ingegnere, alieno) che loro facevano manutenzione alle "Gabine" del Gas... Io rispondevo che a mio parere, visto l'enorme bisogno di manutenzione, erano "Cabine" del Cas... :-)

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  20. Guardare cosa ho trovato direttamente dal segretario delle relazioni internazionali di podemos: Io non credo che quella di Tsipras sia stata una figuraccia, ogni battaglia politica va contestualizzata. Se ti va leggiti questo approfondimento di Sinistra in Europa che ha tradotto un'analisi sulla Grecia del segretario delle relazioni internazionali di Podemos http://www.sinistraineuropa.it/europa/grecia-riflessioni-dopo-la-battaglia/
    Mi é venuto da piangere....

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  21. Ahahahah ma questa é l'asfaltata per antonomasia(con tanto di burla), prof lei é un artista. E pensare che c'é gente che se la mena con questo grafico un giorno si e l'altro pure. Questa é una vittoria per KO tecnico.

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  22. Questo post chiarisce (per me) definitivamente la differenza tra un professionista (più in generale un intellettuale) ed un semplice tecnico: la capacità di mettere le cose in prospettiva, di unire i pezzi del puzzle. Cosa che non ha nulla a che vedere, ovviamente, col numero di equazioni differenziali ordinarie che si è capaci di risolvere. Ho visto il modello di Solow più volte nel corso degli anni, la prima versione e la seconda, con progresso tecnologico non costante, che immagino (?) farà parte delle prossime puntate visto che per i neoclassici tutto si riduce ad una rivoluzione tecnologica che noi italiani (e gli altri?) abbiamo mancato. Siccome, dicevo, io sono uno smanettone e non un economista, quel primo grafico, mi ha dato noia, prima che l'economista mi spiegasse che quel grafico non aggiunge nulla di nuovo a quello che già sappiamo..
    Concludo, gioendo, assieme ai lettori del blog perché il prof. ci ha insegnato che "la crescita è una derivata" :-) (blague)

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  23. Beh, credo che a questo punto, per tornare a crescite di tipo sostanzioso, non vedo alternative ad una crisi rapida e profonda cui seguità, naturalmente una guerra mondiale. Forse la strategia inconfessata dei NEO è questa.

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    1. forse lei potrebbe mi potrebbe chiarire dei dubbi: nel post of dummies il professore spiega che l'economia arrivando a certi livelli (parte destra del disegnino) la crescita stagna. Non aumenta o quanto meno aumenta di% da prefisso telefonico milanese e torinese. Nel secondo post, in tutto il discorso arriva ad una crescita limite tendente a 0. Ora noi siamo in quella zona destra. Gli altri ci raggiungeranno! la domanda è: se non nasce il genio che resetta a zero tutto. In quanto tempo spariremo da questo mondo?

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  24. Non faccio nomi... Però uno me lo ricordo che ha usato sto grafico...era quello dei modelloni matematici anni 80 che non si usano più , tipo come i capelli cotonati...

    Io so beato (ingegnere e neppure tanto sveglio) ma questa cosa dei rendimenti decrescenti mi sembra talmente intuitiva che non avrei nemmeno immaginato che sotto potesse esserci della matematica.

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  25. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Professore la cosa che mi sorprende di più è che anche da parte di alcuni economisti eterodossi c'è una chiave di lettura paradossale perché la stessa può essere collocata dal lato dell'offerta,anziché dal lato della domanda,quando si sostiene che l'euro,le regole europee non contano perché non si è puntato sugli alti salari,innovazione di processo e di prodotto ecc...dimenticandosi che se si dovesse seguire questa strada ci sarebbe comunque un'inflazione più alta e una maggiore spesa aggregata che porterebbe,verso la Germania, un accumulazione di debito estero perché mancherebbe la domanda tedesca a causa della stagnazione salariale,insomma un sentiero simile,a grandi linee,a quello francese.Meno male che loro guardano la domanda.....Lei,Professore, si è messo in una posizione diversa dalla classica dialettica politica ed è per questo che il Blog ha avuto successo.

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  26. Post davvero illuminante: utilizzare le stesse armi del "nemico" per dimostrare con grande semplicità almeno il oro odio verso il nostro paese.
    Poi un giorno mi piacerebbe anche capirne il perché...

    Io commenti tecnici non ne faccio, non ne sono in grado, nonostante una notte quasi insonne.
    Come sempre in questo periodo sono molto carico per Pescara, stanotte per dormire conterò direttamente gli arrosticini...
    Buona serata Prof e mille grazie: SEMPRE.

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    1. Non odiano il loro paese. Penso che neppure si siano mai posti il problema. Penso sia solo miopia, o più probabilmente un sottoprodotto culturale del "mi faccio gli affari miei", nelle due declinazioni del "gli altri chissene" e "a me non può capitare".

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    2. Ci sono sicuramente diverse categorie di autorazzisti: quelli che davvero odiano l'Italia e vorrebbero con tutto il cuore essere tedeschi; quelli che credono di contribuire ad innalzare il livello etico altrui denunciando magagne comuni alla "bar sport"; quelli che non hanno mai messo il naso fuori dal paese ma sanno per certo che all'estero queste cose non le fanno (sindrome "mi cuggino). Solo questi ultimi sono vittime, non sanno di sapere ma credono di sapere e sono ben contenti di leggere dello scandalo VW così da poter liberare il 4-3!!! che cova loro dentro. Gli altri due sono tanto dannosi quanto poco recuperabili: pure la verità dei fatti invece di spalmarsi loro addosso finisce per scivolare via, dalla serie "che vuoi che sia la Siemens, da noi rubano tutti" oppure il sempreverde "vuoi vedere che il capo VW c'ha il nonno italiano?".

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    3. Sono "cosmopoliti".... il loro "paese" è il mondo.... anzi peggio, sono "cittadini europei" (qualunque cosa voglia dire)

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    4. Talmente "cosmopoliti" e "cittadini europei" che tra poco la statua equestre di Marco Aurelio a piazza del Campidoglio si darà alla macchia.

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    5. Gli intellettualoidi da cortile, quelli che fanno i superiori, quelli che pontificano da TV, radio e giornali... odiano il loro paese, Ci "schifano" proprio.
      E se non fosse così, sono molto bravi a fingere...

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  27. Dunque, prof. Se son riuscito a capire qualcosa, mi pare che:
    1) Mai rifiutarsi di utilizzare un metodo perché l'ha inventato un avversario. Il fatto che chi lo usa stia su un altro carro non significa che il metodo non funzioni, o che sia completamente errato.
    2) La beta convergence, e i primi grafici, mi paiono una cosa simile allla "regressione verso la media" e, in effetti, se qualcuno usa un concetto simile per parlare di "declino", andrebbe spellato e cosparso di sale per dar gioia al Signore (anche se verso la media ci si può sempre andare in due modi diversi, e se si scende non è piacevole).
    3) Ho finalmente capito perché dal paesino da cui provengo ci sono così tante "opere pubbliche" abbandonate. Ogni sindaco voleva lasciare un segno della sua esistenza (che vuoi, i gesti eclatanti nella mia terra non andavano di moda); quindi ognuno ha fatto costruire qualcosa: una fontana, un monumento, un'aiuola... Ma si sono dimenticati che gli oggetti necessitano di manutenzione -che costa, e che si avvicina a quella retta della sostituzione dei macchinari. Ora, se hai pochi oggetti da manutenere, tutto va abbastanza bene (ma nessuno si ricorda della tua esistenza e, per un sindaco, è un problema). Ma, quando le opere cui fare manutenzione diventano tante, occorre spenderci n sacco di soldi (e, siccome la manutenzione ordinaria è invisibile, nessuno si ricorda della tua esistenza - un problema ancora peggiore perché devi pure spendere un sacco di soldi). Quindi le si lascia andare in malora e, verso la fine della legislatura, si farà una nuova fontana (te ridi, ma io ne ho viste costruire 5 in 25 anni! Nessuna di loro funziona, per quel che ne so...).

    Le mani sono già sul tavolo, ma io non sono un economista. Quindi avrò detto un sacco di idiozie. Però, da qualche parte devo pur cominciare, per capire.

    Buona vita
    Guglielmo

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    1. Ma poi paga? Perché se uno il sindaco se lo ricorda come: "ma che quello che ha fatto questa fontana rotta?" non so se gli convenga.
      Cioè, lo so nel senso che se non conveniva faceva altro, però i posteri lo ricorderanno in altro modo.

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  28. Molto, molto carino (mi scuso per l'apparente frivolezza dell'aggettivazione impregnata, per contro, di ammirazione. Ma, avendo visto poco fa la giornalista di Ballarò intervistare dei pensionati, che giocavano a golf, sulla proposta di riforma Boeri, sono rimasto contaminato dalla frivolezza del green)

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  29. Ma per farci lavorar di piu', non bastava pagarci di piu', incentivare gli straordinari con aumenti, carriera, benefit? Formazione per incrementare produttivita' e professionalita'? Pensione a 60 anni per rinfrescare le forze e dare nuovi impulsi? Compravamo piu' carabattole, cambiavamo auto ogni quattro anni, casa ogni dieci assieme a tutti i mobili e via cosi'. I padroni del vapore non si sarebbero arricchiti anche loro, di piu' e piu' a lungo? Se la risposta macroeconomica e' si', allora sono solo dei bastardi ben nati (BBN). Scusate le semplificazioni da bar, ma buttar via intere generazioni per stupidita' e' insopportabile.

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    1. Ma mica solo i padroni del vapore però: oggi all'annuncio che Unicredit taglia 18.000 posti di lavoro il titolo è schizzato verso l'alto. Vuoi che tra i piccoli risparmiatori in sollucchero non ci siano anche persone alle prese collo stipendio che non basta? È il sistema ad essere fradicio (anche io gli do di semplificazione): meno occupati, meno costi, più dividendi e sticazzi della domanda interna (che poi nel caso specifico sono posti di lavoro all'estero, per cui aristicazzi).

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  30. Di fatto questa è una dimostrazione per assurdo: si considera vera una ipotesi dimostrando che ciò porta ad una contraddizione. Pertanto l'ipotesi non può essere vera.

    La debolezza di questa pratica è che in genere chi sostiene, ideologicamente, che tale ipotesi sia vera usa il fatto che venga utilizzata come prova della sua veridicità, indipendentemte dal fatto che il suo uso sia funzionale a dimostrarne l'inconsistenza. In pratica rispondono: visto lo dici anche tu!!!

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