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domenica 5 luglio 2015

A futura memoria


59 commenti:

  1. Sbaglio o avevi previsto anche il 60/40?

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  2. Vorrei entrare nella testa di Tsipras.
    Col paracadute, non si sa mai.

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    1. Visto che è un politico, non necessariamente pensa quello che dice.

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    2. Ci sono tre parole superflue nella tua frase.

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    3. Gli parole intruse sono: visto, pensa e dice :-)

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    4. Le parole superflue sono "quello che dice" perchè in effetti la frase corretta sarebbe "Visto che è un politico non necessariamente pensa!"

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    5. Avrei scommesso 10 centesimi su "politico" e "necessariamente pensa".

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    6. Io propendo per "Visto", "che" e "necessariamente". La frase così avrebbe senso compiuto: "è un politico, non pensa quello che dice"

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    7. Anche "Visto che è un politico, non necessariamente pensa" è di senso compiuto :)

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    8. And the winner is porter (è un ingengngniere, ma a differenza di voi fascioleghisti viene ai concerti del guru, e questo eleva il suo livello culturale...).

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  3. Fassina probabilmente soffre di bipolarismo.. Nell intervista al fatto quotidiano di questa sera ha chiaramente fatto intendere che la Grecia stava già male prima di entrare nell euro, che l'euro non ha colpe ma l'austerita ha portato la Grecia allo stato attuale... Non ci siamo proprio.. Anche nei talk show stanno uscendo castronerie assurde da far rabbrividire.. Il povero Borghi appena ha detto euro cattivo, è stato sbranato vivo da tutti..

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    1. Oggi da Mentana c'era un florilegio di assicurazioni e conforti (esponente di Sel in Grecia e giornalista italiana vicina a Syriza in collegamento) sul fatto che questo referendum non poneva minimamente sul piatto l'uscita dell'euro; e io pensavo: stanno a riflettere sullo sgabello sotto ai piedi, col cappio sempre stretto attorno al collo (sicut Albertus dixit...). Fassina poi, in altra occasione, mi ha creato un principio di labirintite quando ha tirato fuori il solito specchietto dell' "isola che non c'è". E... ma... l'elettorato vuole sentirsi dire certe cose... e pure un malato di leucemia vorrebbe sentirsi dire che sta bene, ma tanto bene non sta, sicché. Dire all'elettorato: "Usciamo dalla merda", dopodiché vediamo di pensare anche allo zucchero a velo, non sarebbe più schietto, veritiero e sufficiente?

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    2. Vale quanto ho scritto per Tsipras: non è detto che un politico dica quello che realmente pensa. Magari sa che il pubblico a cui parla non accetterebbe certi argomenti e quindi deve usarne altri.

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    3. Ok non lo nego Siculo, ma credo siamo giunti in un tempo storico che merita hn po' di sincerità altrimenti a pagare saremmo tutti.. Inoltre sarebbe bello che qualcuno mi spiegasse le dimissioni di varufakis.. Perché mi dimetto per favorire le negoziazioni è come dire tradisco mia moglie per favorire il nostro rapporto..

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    4. Scusa Siculo ma secondo la tua analisi questo fantomatico signor Pubblico è così idiota da non capire l'incontrovertibile verità dei fatti qualora gli venisse spiegata? perchè sai, ti trovi nella casa di colui che col suo impagabile lavoro ha fatto in modo di aprire parecchie menti dicendo appunto la verità. Se è vero come è vero che ancora la fuori c'è tanta gente "beata", la colpa è proprio dei politici che per anni hanno mentito e se continuano a farlo, sapendo di aggravare la situazione, non ritengo sia per loro un'attenuante ma anzi un aggravio di colpa! Il lavoro del prof sarebbe sicuramente meno pesante se trovasse sponda e collaborazione in chi anzichè aiutarlo continua a screditarlo!

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    5. Ipotesi fatta altrove, ma che mi sembra abbia una coerenza, è che tolto Varoufakis, attaccato oramai sul piano personale per il suo modo di fare, non rimarrebbero altri ostacoli se non l'oggettiva volontà di non venire ad un accordo. Tsakalotos? A questo punto è interessante capire di chi stiamo parlando. Per il momento ho trovato solo questo:

      http://www.nextquotidiano.it/euclid-tsakalotos-chi-e-e-cosa-pensa-il-successore-di-varoufakis/

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  4. Prof ma non aveva regalato il tramonto alla bonafè. Se l ha letto non ha capito un cazzo. Ma è probabile che, come al solito per quelli di sinistra, ormai diventati una melassa ripugnante e vomitevole, è meglio evitare di fare luce su argomenti che potrebbero minare le proprie basi FATUE. MERDA DI UNA SINISTRA DI MERDAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

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    1. Più o meno la Bonafè stasera ha detto che dobbiamo rinunciare alla sovranità, e quindi alla democrazia, dato che gli organi di controllo e decisione non sono eletti democraticamente... non era questa la sinistra che sognavo

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    2. je balllava er tavolino all'ingresso :-D

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    3. Io ci sto! Eliminiamo il parlamento e mandiamo la bonafé (che diventerebbe inutile) a lavorare in fonderia, che a luglio è anche il periodo giusto.

      ps. Questi incoscienti e ipocriti tutta "sinistra" e distintivo adesso stanno veramente raggiungendo l'apice del menefreghismo.
      (mi sono tenuto basso per rispetto del Prof., ma altre parolacce ci stavano decisamente meglio).

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    4. Qualcuno è mai andato a cercare l'ingranaggio che Bonafé e De Micheli hanno sulla schiena, ove introdurre la chiavetta e girare per dare la carica alla molla interna? Dopodiché, potrebbero leggere tutti i libri che vogliono...

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    5. Ma forse la Bonafè ha parlato con Jovanotti, il quale le ha spiegato che i politici non servono, cosa che ha appreso ad una di quelle simpatiche riunioni della Bilderberg.

      Com riferisce Jova i politici lì non servono, aggiungo io: "perchè è qui che fanno danni."

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    6. Io spero che sto blog non diventi come quello di Grillo quando, purtroppo, ero ancora nelle nebbie della val padana.

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  5. Non so che piani abbia Tsipras ma ha senz'altro fatto una mossa politica epocale per poter sperare di "allargare" una breccia nel muro della miope tecnocrazia europea. Il vero gioco comincia adesso però e incomincerà ancora più durò quando si ricomincerà a metter giù la testa per far ripartire una economia nazionale degna di questo nome.Perché è questa fase che a me preoccupa.Liberarsi dai debiti o allentare la presa è sacrosanto ma poi devi saper campare ugualmente e la Grecia è piccola e ferita e deve stare sui mercati globali.Vivo in Slovacchia e vedo che non è scontato trovare la propria strada.

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  6. Se verrà cacciato sarà da interpretare. Ma non credo. Altrimenti varrà da sberleffo.

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  7. effettivamente c'è questa inquietante capacità di tutti gli "osservatori" di concludere con "l'euro vince comunque sull'invidia e sull'odio della germania"...ammetto che mi lascia un filino disarmato....

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  8. Mi sembra chiaro che queste dichiarazioni di Tsipras sono a beneficio dei suoi elettori, non penso che ci creda veramente.
    Per quanto riguarda cosa deciderà la troika... be, mi permetto una citazione:
    "Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente nè pietá, nè rimorso, nè paura."

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  9. Ho espresso le mie remore sul binomio Tsipras Varoufakis appena si sono insediati ed hanno cominciato la trattativa con La Trina (visto che non vogliono essere più appellati come la troika). Spero che sia giusta l'ipotesi fatta da Borghi, alla kermesse di Mentana, "Cacciatemi voi dall'€ così non mi sento obbligato a onorare il debito"

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    1. "LaTrina" è fantastico...svicolo che Tsipras è incommentabile...vuole il taglio del debito per ricominciare ad accumularne...boh?

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  10. Oggi da povero "ionico" qual che io sono, non posso non gioire del ritrovato temperamento greco che sembrava perso per sempre. Dopo anni di quasi silenzioso accostamento a goofy, oggi, timidamente mi affaccio e ringrazio tutti quelli che ci hanno aiutato a capire con molto anticipo un finale per noi già scritto. Oggi comincia il vero lavoro di propaganda; uscire dall'euro si può. Basta dire NO.

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    1. Forse non hai capito che Tsipras non vuole uscire dall'euro.

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    2. Ripeti la parola "jonico" più volte e consecutivamente e poi senti cosa salta fuori.... :-D jonicojonicojonicojonico ecc..

      ps. Sono ionico pure io

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  11. Io ho trovato davvero deliranti le parole di Schulz. Con quale ipocrisia parla di aiuti umanitari alle Grecia dopo che da una settimana, proprio l'Europa ha chiuso i rubinetti alle banche greche, che peraltro si sono indebitate in modo insostenibile solo a causa dell'euro!?


    https://www.youtube.com/watch?v=ijLTooK_y78

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    1. forse non capisci la differenza tra aiuti umanitari e aiuti in denaro.

      ha detto aiuti umanitari per garantire il sostentamento alimentare dato che i soldi per acquistare beni di prima necessita' la BCE non te li da.
      piu' chiaro ora?

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  12. E sopratutto, con quale diritto continua ad entrare nelle scelte democratiche di un paese sovrano? Con quali mezzi porta i suoi famosi aiuti umanitari, sui Leopard 2 della Bundesheer?
    Attenzione: come "scherzosamente" preconizzato su questo blog la risposta isterica di questi geni della lampada potrebbe essere proprio questa: la definitiva ingerenza a scopo "umanitario" sulle ali di una riformata Eurogendfor... oggi cioccolato e sigarette al povero popolo greco, domani un controllo diretto degli stati derubricati a lander di stampo federale tedesco... questa gente è sempre più pericolosa.

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  13. Leggo su Twitter questi due tweet e mi inquieto sempre più:

    * Juncker a euroscettici e M5S: non credo in Stati Uniti d'Europa;
    * UE, il presidente del Consiglio Van Rompuy: mai Stati Uniti d'Europa.

    Nel Luglio 2012 scrivevo questo:

    «...

    Temo che oltre al danno ci sarà la beffa: dopo aver sperimentato l'
    UE cattiva, la completa spoliazione e l'asservimento "allo straniero", magari anche un periodo con un regime "forte", ci verrà data facoltà apparente di rivoltarci contro le ingiustizie. A quel punto comparirà sulla scena qualche provvidenziale salvatore che ci porterà verso l'UE buona, quella dei mitologici Stati Uniti d'Europa.

    Vogliono portarci lì, a qualsiasi costo. La tecnica a me sembra quella del poliziotto buono/poliziotto cattivo. Quindi la domanda che mi e vi pongo è: perché vogliono farlo contro ogni considerazione razionale? Davvero credete a 'sta balla dello scongiurare così le guerre in Europa?
    »

    La creazione di un mito fondativo, detta in altri termini. Qui manca lo scenario peggiore, che include una guerra.

    Rassicuratemi, mostratemi come sia un timore del tutto infondato, da complottista: voglio avere torto marcio (fidatevi: non è un espediente retorico per farmi dare ragione).

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    1. Mah. A leggere "Massoni" di Gioele Magaldi (io leggo tutto, ma nello specifico non prendo posizioni) Orwell aveva letto i piani sinarchici della Massoneria Internazionale quando scrisse 1984.
      E "Gli Stati Uniti d'Europa" sono uno dei punti maggiormente approfonditi in "massoneria e sette segrete" di Epiphanius.
      Le fonti sono originarie dovrebbero essere, apartire da De Maistre e gli altri pensatori di scuola cattolica reazionaria e antimassonica. Fonti molto datate, ma non per questo necessariamente false...

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    2. Daje Ste', leggi tutto! Quando hai finito fai uno squillo...

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    3. Un manipolo di reazionari cattolici su cui scaricare tutta la colpa fa sempre comodo (non sono credente, né reazionario, ma sono stanco di farmi prendere per il culo). Magaldi non voleva anche lui la BCEcomelaFED, gli eurobond, gli USE e tutta la paccottiglia annessa? Ha cambiato idea? Nel caso registro l'approdo ad una posizione più ragionevole.

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    4. E non dimenticare di leggere Giacobbo, mi raccomando. Quella sì che è roba seria.

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  14. Insomma, sono l'unico a non aver capito perché si sia dimesso Varoufakis. Ha detto che si sarebbe dimesso in caso di vittoria del Nai, ha registrato di nascosto gli incontri... E poi se ne va lo stesso.
    E' un sacrificio umano di Tsipras per dimostrare buona (?) fede sulla volontà di non uscir€?

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  15. Anch'io penso sia l'ora del poliziotto buono. Non possono far uscire la Grecia dall'euro, perche' se va male si palesera' l'europa dei parenti serpenti, se invece va bene si palesera' l'europa dell'abbraccio mortale. Scuciranno i quattrini, piu' o meno di nascosto dall'opinione pubblica, oppure un bel piano-marshall-arrivano-i-nostri (e ci rimangono).

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    1. Mmm, se prevarrà una logica bancaria è sicuro che la Grecia sarà sganciata e abbandonata come un peso morto e un cattivo esempio. Questo è certo. Se prevarranno logiche integrate, occorrerà capire le conseguenze di delle concedere deroghe alle regole. E anche qui potremo aspettarci delle logiche simili alle prime. Quel che è chiaro è che la logica politica è la grande assente di questa crisi e sarà la prima volta che capiremo i limiti dei sistemi tecnocratici e delle loro promesse di equità.

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    2. Forse Tsip e Varou confermano ad oltranza la volontà di non uscire: la buona volontà di Tsip era già confermata dal fatto di NON aver chiamato a collaboratore Kostas Lapavitsas, deputato di Syriza, economista no - euro (e forse ce n'è anche un altro).

      Qualcuno mi dica "complottista", così sono contenta.

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    3. qualunque logica prevalga (bancaria o integrate) a me pare chiaro che il futuro dell'area euro è irrimediabilmente compromesso. forse potrebbero sopravvivere aree più piccole

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    4. Potrebbe arrivare il poliziotto buono, ma anche no: non credo ci siano più le condizioni per farlo accettare nei paesi del nord Europa, Germania in primis.
      Anni di propaganda hanno incistato, in quei paesi, il luogo comune delle cicale del sud Europa che vivono alle spalle dei seri e onesti lavoratori del nord Europa, propaganda sulla quale hanno costruito il proprio consenso i relativi governi, predicando il rigore come l’unica disciplina possibile: la disinformazione dei media non è certo un fenomeno solo nostrano, e attecchisce tanto sulla casalinga di Voghera quanto su quella di Gottinga.
      Ora, è vero che nelle vicende umane di irreversibile c’è solo la morte (checché ne dica Mario D.), ma data l’inerzia di un’opinione pubblica lanciata a tutta velocità contro i paesi del sud Europa (ed i loro cittadini), l’attuale classe dirigente della Germania non può fare, nel medio periodo, alcun atto che possa essere in qualche modo interpretato come una concessione senza decretare la propria fine politica, come Schultz e Gabriel hanno provveduto prontamente a ricordare alla Merkel (nel caso ce ne fosse bisogno).
      Benché gli USA abbiano fatto capire, attraverso il FMI, che preferirebbero una soluzione diversa (anche per gestire un taglio del debito a seguito del prossimo default dell’Ucraina), forse hanno lasciato correre la situazione nella UE per troppo tempo per riuscire adesso a recuperare: troppi i fronti aperti in giro per il mondo, uniti all’incapacità di coglierne le differenze (è così che finiscono gli imperi).
      Con l’impero indebolito, il regno cliente può barattare la posizione intransigente sulla Grecia con la chiusura del TTIP entro l’anno e la prosecuzione delle sanzioni alla Russia: del resto stiamo parlando di sacrificare eventualmente la UEM, non certo la NATO, e le politiche di austerità incidono sulle spese militari, con ripetuti richiami USA a mantenere almeno una percentuale di spesa del 2% del PIL.
      Forse siamo arrivati veramente al dunque, e forse non potranno fare altro che costringere la Grecia ad uscire dall’euro, nonostante le conseguenze.
      In tutto quello che succederà il comportamento di Tsipras, a meno della supina accettazione di quanto inizialmente proposto dalla Troika senza alcun taglio del debito, ovvero un dietrofront totale che l’esito del referendum dovrebbe precludergli, è assolutamente irrilevante (come del resto quello di Hollande): come al solito prevarranno le logiche politiche interne del paese più forte (supportato dei suoi satelliti), impero permettendo.

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    5. A scanso di equivoci: in quanto ho scritto sopra ho dimenticato di specificare l'orizzonte temporale, non mi riferivo alla situazione greca in particolare.

      Quello che è temo è questo: hanno parlato di una crisi che avrebbe convinto i cittadini europei a procedere verso una maggiore integrazione. È arrivata una crisi economica ed ha avuto un effetto in parte contrario (non su tutti: ne ho sentiti di BCEsimileallaFED e Stati Uniti d'Europa fra le persone comuni). Può darsi che abbiano sottovalutato alcuni aspetti oppure può essere che non si riferissero ad una "semplice" crisi economica, ma alla catena di effetti che una tale crisi ha innescato.

      Vi invito nuovamente a leggere la conclusione di Grexit: quelli che ‘la democrazia trionfa (ma anche no)’:

      «Su questo quadro desolante si innesta il fatto che, quando il gioco finirà, il necessario riallineamento del cambio avrà, come i precedenti storici dimostrano, effetti espansivi al Sud e recessivi al Nord. I mentitori meridionali (quelli del “lavorerete un giorno in meno…”, per capirci), potranno quindi tirare un sospiro di sollievo, perché i loro ceti subalterni verosimilmente recupereranno una relativa prosperità. Ma questa finestra di relativa pace durerà fino a quando, al Nord, un proletariato ulteriormente impoverito non troverà l’uomo forte che ne sfrutti il malcontento. Un film già visto, e quindi rinuncio a ricordarvene il finale.»

      E se fosse questo l'evento traumatico che vogliono sfruttare per convincere finalmente gli europei a convergere in un super-Stato? Che l'abbiano previsto o che si presenti come "opportunità" è ugualemente disgustoso e sono sicuro che alcuni (molti?) di voi rifiuteranno anche solo di ipotizzare che esistano individui così mostruosi fra le élite.

      Sta di fatto che siamo sempre stati carne da cannone; che siano disposti a passare su cumuli di cadaveri per realizzare un progetto di unione (per ritornare al nostro caso specifico) lo dimostrano almeno la stessa unità d'Italia e gli Stati Uniti d'America.

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  16. Io credo, onestamente, che questi tipi di interventi siano quelli che più subdolamente fanno danno al suo imponente lavoro di introdurre la gente nel merito e con gli strumenti necessari, a comprendere quello che veramente gli è proprio e gli riguarda. Bisogna rendersi conto che evocare possibili epiche battaglie tra la grande finanza e il popolo brandendo colpi di Marx e Spinoza (grandi filosofo, per carità) sia un pensiero isterico (nel senso freudiano) almeno quanto la stridulazione grillina di chi le enuncia.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/06/referendum-anti-austerita-la-grecia-lo-spettro-che-si-aggira-per-leuropa/1847388/

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  17. Dimissioni del ministro dell'economia in un momento in cui è importante tenere le mani ben salde sul volante. Apertura della squadra negoziale all'opposizione. Smentite del governo sull'apertura ad altre possibilità che non siano l'accordo con i creditori. Ogni ora che passa questo referendum getta la maschera e si dimostra una brillante (lo dico senza ironia) mossa di cosmesi politica per il Premier. Insomma, non resta che sperare nell'ingordigia dei lupi.

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  18. Al di là di tutto, mi ha fatto una certa impressione vedere la reazione isterica di alcuni fanatici pro-euro. Ieri sera su quella zozzeria di Rainews24 la corrispondente da Bruxelles, che di solito spande la solita malainformazione in lungo e in largo con aria serafica, era alquanto agitata; ancora più fuori di sé era il signor Giacomo Vaciago (https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Vaciago), docente di economia all'Università Cattolica del Sacro Cuore, che in un intervento telefonico in diretta sproloquiava con la schiuma in bocca (diceva tra l'altro che "i Greci non devono insultare i creditori" e roba del tipo "vediamo come se la cavano senza di noi, voglio proprio vedere"). In un altro intervento delirante (qui: http://gds.it/2015/07/05/vaciago-se-la-grecia-esce-dalleuro-fa-un-favore-al-nostro-paese_378865/) dice cose allucinanti cercando, tra le altre cose, di istigare all'odio contro i Greci. Di questo pazzo bisogna prendere nota e ricordarsene al momento opportuno.

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    1. Se vogliamo esprimere giudizi morali, io dico una cosa: le cosa allucinante e` confondere i Greci con il governo Greco; dire che i Greci non devono insultare i creditori e si dovrebbero rimboccare le maniche. Confondere un problema economico col popolo impoverito: un po' come arrabbiarsi con gli straccioni per strada.

      Il governo Greco, invece, ha accettato di entrare nell'Euro? Credo Vaciago chiami "amici Greci" loro, son loro che dovrebbero rispettare i creditori (che sarebbero i nostri governo).

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  19. Spiacente ma io temevo che il referendum fosse una presa per il c..lo dei greci, beh si è dimostrato ciò...l.faranno un accordo e trippas farà la figura dell' eroe...la Grecia la fine del topo...Gianni z.

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  20. Tutto sommato, viste le condizioni da cui partiva questo governo Tsipras, e fino a questo punto, ripeto; fino ad ora, penso non avessero altre strade praticabili.
    Se è vero, e non dubito di Borghi, che buona parte del debito greco contratto post crisi sia stato stipulato con legislazione internazionale (penso si dica così) e quindi con l'obbligo di rimborsarlo in euro, allora la cosa migliore è farsi buttare fuori.

    Quale altra possibilità potevano mettere in pratica, senza perdere credibilità, per farsi buttare fuori?
    Rimettere il mandato al popolo pare la scelta più comprensibile al resto del sistema occidentale (quello che sta sotto la scarpa del dominante).

    Ora, io lavoro quotidianamente con una persona e quotidianamente si commenta gli eventi in genere.
    Quando si parla di Europa e di politica economica riesco quasi sempre a cogliere le contraddizioni di fondo dei messaggi mainstream e a fargliele notare.
    Da un paio di anni in qua, grazie al prof, (sempre sia lodato), azzecco il corso degli eventi e pare se ne sia accorto dato che chiede curiosamente lumi su tutto ciò che è politica/economica.
    A volte, per esigenze lavorative, viaggiamo delle mezzore e riesco a sviluppare un minimo di disegno organico dimostrando le conseguenze scientifiche legate a questa cosa "banale" che pare essere la moneta.
    Eppure ad ogni occasione mi dimostra come tutti questi ragionamenti siano scivolati via senza quasi aver lasciato traccia.
    Vale pur sempre la prima legge della termodidattica, soprattutto per un popolo nella complessità della propria grandezza.

    Allo stato attuale è difficile pensare che si possano salvare barca, capra e cavoli.
    O gli oligarchi cedono e tutti i porci potranno chiedere di grufolare a piacere (con la Germania in fibrillazione... poveri noi) o Tsippy cede e nel giro di poco il disastro eurista prenderà la forma della schiavitù ma senza possibilità di nascondere tutto sotto il tappeto, oppure si faranno buttare fuori e lì dipenderà dal percorso che vorranno/potranno fare, ma si sarà creato un precedente.
    Certo è che io non sono in contatto con nessuno di quelli che hanno un potere decisionale significativo e quindi verrò smentito dai fatti, ma nulla sarà come prima.

    A un certo punto bisognerà pure accettare che parlare di moneta sbagliata non ci sono orecchie (per tutto il resto c'è amplifon).

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  21. Alla luce degli ultimi avvenimenti potrebbe accadere che Atene accolga l'invito ad entrare nella banca di investimento dei BRICS, ponendo con ciò le basi per una rapida ed inattesa ripresa dell'economia, i cui segnali potrebbero essere visibili già nel breve termine, se si considera che «la Grecia [...] potrebbe diventare paradossalmente l'hub mediterraneo per l'energia, grazie al gas russo e per le merci, grazie alla Cosco Cina che, anziché a Rotterdam, scaricherà presto nel mare nostrum centinaia di migliaia di containers a settimana».
    In tale ambito si inserisce il colloquio telefonico che Tsipras ha avuto ieri con Putin, in cui si è discusso dell'«esito del referendum in Grecia sulle condizioni dei creditori internazionali per gli aiuti finanziari ad Atene, ma anche alcune questioni riguardanti l’ulteriore sviluppo della cooperazione russo-greca». Successivamente il portavoce di Putin, Peskov, dopo aver ricordato la “lunga storia e il rapporto molto stretto tra i due paesi” , ha sottolineato che, “in caso di bisogno finanziario, la Grecia potrà rivolgersi alla Russia”.
    In altri termini, la Grecia potrebbe uscire dallo stallo in cui si trova, dimostrare che l'€ è reversibile e provocare lo smottamento dell'EZ.
    A quel punto potrebbe delinearsi uno scenario stile Maidan, ma ciò non significa che l'esito sarà lo stesso, dal momento che ormai noto ai più che cosa si nasconde realmente dietro le “rivoluzioni colorate”, e che l'attuale disastrosa situazione in cui versa l'Ucraina non è propriamente un esempio allettante. E nel caso facesse la sua comparsa l'ennesimo movimento pro-Ue, ansioso di condividere con il resto d'Europa i “valori euro-atlantici”, ciò che è accaduto con la “rivoluzione degli ombrelli” ad Hong Kong potrebbe suggerire la via da intraprendere per fronteggiarlo e renderlo inoffensivo.
    Certo è che si aprirà una fase politica molto complicata la cui gestione ricadrà inizialmente sulle sole spalle del governo greco.
    È difficile capire cosa succederà visto che sinora Tsipras si è mosso in maniera non proprio lineare, e a volte ambigua, ma è anche vero che se si ha in mente di fare una scelta di campo così impegnativa non lo si racconta prima, ma lo si annuncia dopo.

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