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domenica 1 marzo 2015

Accumulazione in condizioni di disuguaglianza

(...metto qui perché è un esempio di cosa intendo per critica costruttiva, e perché non mi bastava lo spazio di un commento per rispondere. Comunque, sono veramente sconcertato dall'imbecillità dei commenti ai due post precedenti. L'unica sintesi è "Salvini è razzista". Nessun commento, nessuna preoccupazione per la campagna razzista del Bild (possibile che debba preoccuparsene solo il compagno Henkel?). Nessun commento sulla politica estera di Francia e Germania (i battaglioni neonazisti in Ucraina li finanzia Salvini? Li sponsorizza la Le Pen? Se vi leggete il blog di Sapir troverete una storia un po' diversa...). Il solito tifo da stadio di anime belle che veramente, comincio a credere, meriterebbero che le cose finissero come io desidero non finiscano, cioè nel sangue. Non essendoci però alcuna certezza di chi sarebbe chiamato a versarlo, motivi razionali, oltre che etici, mi spingono a continuare a lottare per una risoluzione pacifica che necessariamente prevede la fine dell'euro e che quindi necessariamente prevede apertura - con i dovuti distinguo, da me ampiamente fatti - a tutte le forze che si orientano in tal senso. Ma lasciamo perdere: oltre ai ragli calcistici, ammantati di buonismo, c'è anche chi formula critiche. Ve ne segnalo una, con la relativa risposta...)

fraspero ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "QED 42: le squadracce":

-off topic- domanda per il prof. o per chiunque sia in grado di rispondere.
Gentile professore, premetto che tutto cio che so di economia lo devo esclusivamente a questo blog e ai suoi due libri che adoro perche oltre che scritti per far capire alla gente comune qualcosa di cui non sanno nulla, sono ricchi di citazioni e bibliografati maniacalmente come si conviene per un uomo di scienza che voglia considerarsi tale. Nella lettura de l.italia puo farcela mi ė sorta una domanda alla quale non ho trovato risposta a differenza di molte altre. Lei attribuisce la crisi di domanda mondiale ad un progressivo calo dei salari e ad uno dpeculare aumenti degli utili dei capitalisti. La mia domanda ė: la ricchezza sottratta ai salariati e trattenuta dai "padroni" per quale motivo non genera anch.essa domanda? Cioe questi soldi nn verranno spesi come li spenderebbe una persona comune ma in ogni caso dovrebbero essere spesi: investimenti, case, yatch di lusso o aragoste non fa differenza. Oppure vengono spesi in qualche altro mercato che di fatto non genera alcuna domanda di beni o servizi?
La ringrazio molto e spero che nn abbia gia dato la risposta in qualche altro post oppure nel libro e che mi sono perso.
Saluti
Francesco





(Francesco, fammi il cazzo di favore però di non postare tre volte la stessa domanda, vuoi? Diventa tutto molto più difficile se fate così. Fai clic, poi passi ad altro, e io se ho tempo rispondo, ok?)


Allora, mettiamola così: nel capitalismo "finanziario" descritto in IPF (ma da tanti altri prima di me, come adesso vedrete) succede essenzialmente che una quota sempre minore di reddito prodotto viene distribuita al lavoro, e una quota sempre maggiore di reddito viene distribuita al capitale.

Ora, tu dici, anche i redditi del "ricco" si traducono in domanda, cioè in acquisto di beni, quindi perché c'è bisogno di sostenere la domanda dei "poveri" col debito, cioè col credito (tendenzialmente erogato dai "ricchi")?

Ci sono alcune considerazioni da fare. La prima è che a meno che non nasca con quattro natiche, difficilmente un ricco potrà guidare contemporaneamente due Ferrari. Va bene: restiamo seri. Una Ferrari costa quanto venti Punto (a spanna), e quindi vedi da te che se il reddito si concentra nell'1% superiore, hai voglia a costruire hangar per Ferrari! In altre parole, l'economia della produzione di massa ha bisogno di un consumo di massa per tirare avanti. Questo comporta che una parte consistente dei profitti che vanno al capitale non si traducano (per impossibilità fisica) in domanda immediata di nuovi beni e servizi da parte dei "ricchi", ma vengano avviati al circuito finanziario (cioè si traducano nell'acquisto di "carta").

E fino a qui ci siamo, e in condizioni normali (cioè non di disuguaglianza crescente) alla fine andrebbe anche bene così: in teoria, considerando per il momento un'economia chiusa, l'acquisto di "carta" (un'azione, un'obbligazione) da parte del ricco corrisponde al bisogno di un'azienda di finanziare investimenti produttivi (emettendo, appunto, "carta"). Quindi la parte dei redditi dei ricchi che non va nell'acquisto immediato di aragoste e Ferrari si tradurrebbe comunque nell'acquisto di beni fisici (tangible assets), un acquisto mediato dal circuito finanziario, che raccorda famiglie (ricche e povere) e imprese, permettendo a queste ultime di finanziare i propri investimenti produttivi incrementando lo stock di capitale con l'acquisto di beni fisici (fra i quali anche il rimpiazzo dei macchinari obsolescenti, ecc.).

Questo modello corrisponde a quello che Froud et al. 2001, che ho citato in Crisi finanziaria e governo dell'economia, chiamano il capitalismo "produttivista", e del quale qui ti offro il (loro) disegnino:


Le famiglie usano i propri risparmi per acquistare nuova carta con la quale le imprese finanziano investimenti produttivi che creano valore a fronte del quale vengono distribuiti dividendi che creano un reddito che va alle famiglie e il cerchio si chiude.

Quando però la disuguaglianza aumenta, in questa bella storia nella quale i risparmi vengono comunque convogliati verso la creazione di valore (via investimenti produttivi) comincia ad incepparsi qualcosa.

Intanto, una parte dei redditi dei ricchi (mangiata l'aragosta, comprata la Ferrari California), deve necessariamente andare a finanziare i consumi dei poveri (i quali altrimenti, morendo di fame, non potrebbero pescare l'aragosta che al mercato il ricco comprò...).

Poi, l'incremento della produttività da un lato (via progresso tecnico), e dei fatturati dall'altro (via finanziamento "a credito" della spesa dei "poveri"), determina una buona redditività aziendale, la quale fa sì che in effetti il settore delle imprese sia in grado di finanziare da sé gli investimenti produttivi, cioè senza ricorrere ai risparmi dei "ricchi", ovvero, senza ricorso ai mercati.

Ma noi vediamo che i "mercati" (finanziari) acquistano sempre maggiore peso.

Perché?

La risposta è che una buona parte delle risorse finanziarie distribuite ai "ricchi" vanno ad acquistare carta che non corrisponde a domanda di beni (in particolare, domanda "mediata" di beni capitali).

E a cosa corrisponde?

Froud et al. (2001) cercano di capirlo usando la contabilità ai flussi di fondi di Stati Uniti e Inghilterra. La risposta breve è che le risorse finanziarie dei "ricchi" vanno ad alimentare una sorta di gigantesco gioco dell'aeroplano o schema Ponzi (se preferisci), dove la creazione di "valore" corrisponde sostanzialmente alle plusvalenze realizzate nelle operazioni di fusione e acquisizione di aziende, alle quali corrisponde una produzione di "carta" il cui valore è sostenuto, appunto, dal flusso di domanda di "carta", cioè dagli eccessivi introiti dei (pochi) ricchi, che un qualche impiego dovranno pur trovarlo (mangiata l'aragosta e parcheggiata la Ferrari).

Guarda questo schema:

e considera, per semplicità, gli Stati Uniti (che abbiamo visto essere archetipici di questa evoluzione del capitalismo).

Lo schema ti dice che fra 1980 e 1998 nelle imprese statunitensi sono entrati 19326 miliardi, dei quali circa 10000 distribuiti in dividendi (su azioni), interessi (su obbligazioni), imposte (su profitti), e 8119 non distribuiti, di cui 7786 miliardi corrispondono all'acquisto di beni capitali e 334 a utile di gestione. A fronte di questa situazione, il settore ha chiesto ai mercati, vendendo "nuova carta", 5168 miliardi (dei quali "in teoria" non aveva bisogno, visto che si era autofinanziato i propri investimenti produttivi), per un totale di 5502 miliardi di fondi totali (5168+334), destinati all'acquisto di 4494 miliardi di attività finanziarie. Queste attività corrispondono di fatto a plusvalenze derivanti da operazioni di fusione e acquisizione di aziende, che se dal lato reale traggono il loro fondamento nella (pretesa) esigenza di "razionalizzare ed efficientare" ("grande è bello, facciamo economie di scala...", ecc.), dal lato finanziario sono sostanzialmente un modo per vendere a 125 due aziende che valgono 50. Come dicono Froud et al., dato che la Tabella 7 consolida i bilanci delle imprese private, se una azienda A comprasse un'azienda B ai valori di libro queste due operazioni di compenserebbero, dando come risultato zero. Ma se l'azienda A compra per 125 una azienda B che vale 100 (o due aziende C e D che valgono 50 l'una), ecco che sorgono 25 (che confluiscono nei famosi 4494 in fondo alla tabella), corrispondenti a "creazione" di valore puramente speculativa, determinata dall'operazione di acquisizione, e non a un incremento del 25% dei macchinari, capannoni e attrezzature dell'azienda B (che fisicamente quella è e quella rimane).

Questo è come lo dicono loro, per tua erudizione:


Ora, il punto è: cosa permette di vendere al 25% in più (nell'esempio: ovviamente sono cifre indicative) una cosa che vale 100? Semplice: il fatto che qualcuno abbia i soldi per comprarla! Come in ogni schema Ponzi, sono i nuovi entranti che garantiscono la prosecuzione del gioco. Il capitalismo finanziario comprime lo Stato come intermediario del risparmio (riducendo, ad esempio, le pensioni), e così i redditi dei ricchi (che sono sempre più ricchi) e anche quelli dei meno ricchi si orientano sempre più a comprare carta privata, alimentandone (artificialmente) il valore. Guarda che alla fine la lotta ideologica ai sistemi pensionistici a ripartizione, per dirne una, ha il suo fondamento non tanto nell'invecchiamento della popolazione e via dicendo, quanto nell'evoluzione verso questo tipo di capitalismo.

Il disegnino diventa questo qui:


Non è più un circuito, dove la famiglie comprano la carta delle imprese: è uno schema che ha al centro il mercato secondario dei titoli (cioè il mercato della carta già esistente), che diventa il motore e l'arbitro del sistema. Questo è quello che Froud et al. chiamano il coupon pool capitalism, e che altri chiamano il capitalismo finanziario. Le imprese ora non rispondono alle famiglie ma ai "mercati" (il mercato secondario, il blocco centrale dello schema), e quindi la loro logica diventa una logica di breve periodo. Prezzo e quantità dei titoli presenti nel pool non dipendono più solo dalle necessità delle imprese "produttive" di finanziare investimenti in capitale fisico, ma da tante altre cosette che poco hanno a che vedere con la pruduzione e con l'acquisto di quei beni per acquistare i quali nel frattempo il "povero" si sta indebitando. Loro la mettono così:


Una buona descrizione italiana di queste dinamiche la fornisce Bellofiore, che mi sta sui coglioni perché ha banalizzato il mio lavoro, ma questo, per me, non è motivo sufficiente per banalizzare il suo! La sua lettura ha una venatura marxista che Froud et al non hanno (ponendosi in un'ottica keynesiana), ma alla fine i numeri sono quelli (della Tabella 7) e la storia che raccontano è la stessa (dell'ultima citazione): quella di un capitalismo che produce carta a mezzo di carta, e che quindi, ovviamente, avvantaggia chi ha gli strumenti culturali e tecnici per trarre profitto da questo gioco (ovviamente i più ricchi), lasciando, come in ogni Ponzi game, il cerino acceso in mano a una sterminata platea di fessi (i contribuenti, che quando il sistema salta sono costretti a tappare i buchi, cioè a mettere di tasca loro quel famoso 25 che non c'era, e che quando nessuno vuole comprarlo più - per qualsiasi motivo - diventa il granello di sabbia che inceppa l'ingranaggio).

Per inciso: va da sé che quando l'ingranaggio si inceppa, chi ci ha messo i soldi pensando di avere una vecchiaia agiata si ritrova sotto i ponti. La lettura della stampa anglosassone ti riserverà lolte soddisfazioni!

Spero di averti fornito una spiegazione accettabile del perché in un capitalismo che distribuisce troppo ai pochi e poco ai molti i soldi che vanno ai pochi non sono destinati ad acquistare i beni che i molti non si possono permettere (e nemmeno il loro controvalore in beni fisici "da ricchi").

Ti ringrazio, e concludo con una breve allocuzione ai simpatici commentatori dei post precedenti: carissimi, se magari volessimo parlare di questo, sarebbe più interessante che parlare del coglione che ieri a piazza del Popolo portava in giro un cartellone con la faccia del Duce. A me dispiace più che a voi che dei problemi veri si siano finora (cioè fino a Fassina) rifiutate di parlare tutte le forze politiche tranne quelle contigue a fessi simili, ma questo non è un problema mio, né delle forze che hanno deciso di parlare. Se non vi è chiaro, amici miei, allora tenetevi l'euro e la vostra purezza etnica marziana.

Perché alla fine i razzisti siete voi, e io l'ho sperimentato sulla mia pelle in quattro lunghi anni di #bagnailafafacile e #bagnaiesceadestra. Ora, invece che a dove esco, vi toccherà stare attenti a dove entro. Così si osserva in voi lo contrappasso.

68 commenti:

  1. Lasciamo da parte ogni polemica ideologica che non mi interessa minimamente e andiamo al sodo.

    Cito: <>

    Bene allora siamo d'accordo che la scienza macro-economica deve avere come scopo di riequilibrare la disparità ricchi-poveri (ad esempio in Italia lo 0,1% popolazione detiene 2,6% del PIL)?

    Se siamo d'accordo su questo, le istituzioni democratiche devono porre rimedio alla situazione che si crea nell'economia capitalistica lasciata a se stessa in cui chi ce la fa sta a galla e chi non ce la fa può anche crepare. Le istituzioni democratiche servono appunto a tutelare coloro che il sistema di mercato non garantisce. O no?

    Allora perché il criterio di progressività della tassazione previsto all'art. 53 della costituzione è totalmente disatteso?

    Io propongo una soluzione che taglia la testa al toro. Lo stato si impegna a garantire una vita dignitosa in termini di vitto e alloggio per tutti i cittadini e poi che se la vedano gli scienziati dell'economia.

    Se non esiste rimedio alla situazione di disparità ricchi-poveri, che lo si dica apertamente. Allora però mi si dovrebbe spiegare le istituzioni democratiche chi tutelano?

    Perché se le istituzioni tutelano quelli che guadagnano 2000 euro al mese e chi ha già la casa e i ricchi, allora non siamo più in democrazia.

    Grazie
    Ermanno Vergani

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    1. Carissimo, il Pil è un reddito, quindi non si detiene ma si percepisce, e le parentesi angolari non vanno bene, come potrai constatare nel risultato. Se citavi la costituzione, tranquillo, la conosciamo. Sul fatto che il criterio di progressività sia disatteso ci sono voci discordanti. La questione è molto complessa, perché imposte regressive come l'IVA convivono con imposte ingiustamente progressive come l'IRPEF. Sinceramente, questo non è il mio ambito di specializzazione. Sarà per questo che la tua soluzione non la capisco?

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  2. Semplificando al massimo, giusto per verificare se ho capito il concetto, si potrebbe dire che la maggior ricchezza di una fetta molto esigua va a gonfiare bolle?
    Poi i danni, quando le bolle esplodono, vengono divisi tra tutti i cittadini (così il "riccone" non perde nulla o quasi e tutti gli altri diventano ancora più poveri).

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    1. Si potrebbe dire così, in effetti.

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    2. Appunto quindi lo stato deve intervenire con una redistribuzione della ricchezza e un massiccio riequilibrio con tassazione progressiva che travasa dai pochissimi ricchi ai moltissimi poveri. Si tratta di un concetto ovvio. Oppure no?

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    3. Quindi si potrebbe dire che tassare di più i ricchi diminuerebbe il rischio di bolle?
      Badi che non penso affatto come a er Nutella che una patrimoniale risolverebbe i problemi dell'Italia, ma in questo caso specifico credo avrebbe un senso, no?
      E con il ricavato forse detassare gli investimenti che creano lavoro e prodotti, visto che il problema principale è stato il fatto che i capitalisti hanno preferito investire nella finanza a scapito dell'economia reale, in Italia specialmente dopo il divorzio tra tesoro e Banca Centrale, dove abbiamo dovuto alzare i tassi per rendere i nostri titoli più appetibili permettendo grandi guadagni, ma a scapito del debitopubbblicoimproduttivobrutto, che finché la Banca Centrale era nostra non era un gran problema...

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    4. Profe.
      Si potrebbe anche dire che l' "inflazione monetaria" e' stata trasferita in questi ultimi 30 anni, dal lavoro ai cespiti (o "assets" come si dice oggi)?

      Mi perdoni se ho usato espressioni "austricanti". Ma era per far capire il concetto.
      Ovviamente. A consuntivo oggi, possiamo dire che "l' inflazione monetariaa da salari" e' risultata molto piu' efficiente della "inflazione da cespiti".

      Almeno, per il famoso 99% , Ma a breve per il 100%, direi.
      A meno che:
      A meno che "disciplina nelle fabbriche e stabilita' politica, nell' ottica capitalistica sono preferibili ad un aumento dei profitti", come disse un famoso economista.
      Aveva ragione lui, o forse ha ragione lei a dire che questa non e' una "ottica capitalista" ma l' ottica di un certo capitalismo?

      Io personalmente credo abbia ragione lei, nonostante quel signore la sapesse veramente lunga.

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    5. Non mi fate come Piketty...
      La questione non è redistribuire la ricchezza quale che sia (a valle, a babbo morto, in capo a chi se ne è appropriato), ma distribuire adeguatamente la ricchezza (quantomeno, in linea con la produttività dei fattori di produzione) quando viene prodotta (a monte, da capitale e lavoro).
      Ora, se questo non avviene in modo equilibrato, l'eccedenza di retribuzione del capitale va ad accumularsi in "bolle" che alla fine scoppiano.
      La soluzione, quindi, va posta "a monte", non "a valle". Perchè redistribuire (dopo), non impedisce che parte della ricchezza accumulata generi bolle; senza contare che una volta consentito alla ricchezza di accumularsi in modo così asimmetrico, dopo, politicamente, è complicato "redistribuire", perchè chi ce l'ha il coltello...?).
      Now, il capitale ha questa capacità di muoversi più agevolmente rispetto al lavoro (cioè, alle persone); inoltre, come Alberto ci ha spiegato (sulla scia di Keynes), il capitale tende anche a monetizzare a breve.
      Quindi, si tratta di tornare ad "imbrigliare" il capitale, cioè:
      a) restituire allo Stato il suo ruolo di mediatore di una fetta consistente del risparmio, e
      b) limitare e regolamentare (non eliminare) i movimenti di capitale (soprattutto quelli TRA Stati).

      POI c'è la questione della redistribuzione della ricchezza, che è un'altra questione, rispetto a questa, perchè riguarda quella quota di ricchezza che fisiologicamente (cioè, nella fisiologica distribuzione della ricchezza prodotta, tra capitale e lavoro) spetta al capitale. Qui non si tratta più di assicurare la sopravvivenza di un sistema economico (preservandolo da crisi cicliche e distruttive), ma di stabilire quali servizi lo Stato (il potere pubblico, va') deve assicurare ai cittadini (il welfare state), usando quali risorse.

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  3. Mettiamo che sia corretta empiricamente la presenza dei due attrattori corrispondenti agli schemi da lei sopra riportati, da quali variabili dipenderebbe la biforcazione? Esistono eventi catastrofici (perestroike nel linguaggio del grande Vladimir Arnold) che possono portare il sistema da un'attrattore all'altro? Su quali variabili la politica può agire? Solo sulla distribuzione del reddito?

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    1. Scusa, caro, ma se hai letto la copertina del mio secondo libro sai bene cosa determina la biforcazione: ein ganz besonderer Saft.

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  4. Scusi professore comunque la si vuole mettere se questi hanno deciso che è meglio continuare a comprare carta magari perchè la popolazione mondiale è cresciuta troppo, noi come facciamo a difenderci? I nostri governanti non vogliono che sto meccanismo si arresti ma sanno anche che non posso troppo tirare la corda altrimenti il paziente soffocato crepa..semplicemente ogni tanto allentano il cordone per farlo respirare ma poi appena possono stringono di nuovo. La cortina di disinformazione fa il resto.

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  5. Grazie della spiegazione prof, mi sembra chiaro.
    Ieri non ho voluto commentare poiché mi sembrava evidente che la vita, ed anche la libertà, sia necessariamente subordinata a priorità.
    Se abbiamo imparato qualcosa da questo blog è che l'euro ed il sistema economico politico che si porta dietro è che sia antidemocratico fino al midollo.
    Qualsiasi esse siano le forze politiche atte a rompere il giochino ci devono andare bene.
    Una volta usciti: ciao ciao Salvini.
    È ovvio (almeno per me) che speriamo nel suo lavoro di riconversione di una buona parte del PD.

    Salvini è razzista? Può darsi, ma lo sono anche i sostenitori dell'euro e secondo me lo sono in maniera peggiore poiché la razza è diventata la classe.

    Salvini è razzista? Può darsi. Ma almeno non è ipocrita.
    Ho saputo ieri che un'amica si è fidanzata con un ragazzo albanese.
    I genitori PIDDINI sono preoccupatissimi ed hanno addirittura fatto indagini sul suo conto scoprendo che ha degli affitti non pagati... Lo avrebbero fatto se non fosse stato italiano? Questo non è razzismo? I razzisti peggiori sono proprio loro, quelli che per qualche strana ragione si credono superiori.
    Quelli che, crescendovi in mezzo, mi hanno schifato fin da cinno.
    Ed è verissimo ciò che lei scrive: spesso l'atteggiamento è quello da tifosi di calcio e non da persone razionali.
    Per quanto mi riguarda: Salvini e gli sfigati nostalgici con i poster del duce sono molto molto meno pericolosi delle classi dirigenti UE e degli spietati giornali tedeschi. Questo mi fa realmente paura. Se verrà disinnescato questo, automaticamente si disinnescheranno anche i Casa Pound, altrimenti saranno esaltati dalla disperazione della gente e saranno cazzi.

    Riguardo al post: si può dire che questo sistema sia in maniera complessa una mega bolla finanziaria?
    Spero di non averla infastidita ulteriormente.
    Grazie ancora per il post illuminante.

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  6. - OT - A proposito di apertura - con i dovuti distinguo - a tutte le forze che si orientano in tal senso, volevo segnalare in che modo il M5S crea consapevolezza (questa volta attraverso la testata giornalistica di riferimento "tzetze"): facendosi raccontare da un giornale tedesco cosa succederebbe se l'Italia uscisse dall'euro. Insomma, il M5S continua ad ignorare il lavoro scientifico portato avanti dal prof. attraverso il blog goofynomics e a/simmetrie, senza dimenticare i 2 manuali pubblicati. Con questo atteggiamento Grillo & co. banalizzano il dibattito e screditano la scienza economica, in quanto danno l'idea che tutti possono discettare di temi economici e proporre le loro ricette (vedi, ad esempio, la divulgazione da parte di attivisti impreparati e disinformati in occasione dei cd banchetti allestiti per il referendum)

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    1. Grillo&C stanno perdendo consensi alla velocità della luce... (me compreso).
      Peccato perché come dice il prof non basta essere onesti.

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  7. Buongiorno Prof., ma un bel master su questi temi no?
    Con Salvini e la sua Lega sono distante anni luce, ma se condividiamo le sue (di lei, prof) analisi sull'euro, e io le condivido, allora non si ha altra scelta che fare almeno un pezzo di strada con Salvini (ma non solo, perchè mi pare che la compagnia vada allargandosi).
    L'euro (e tutto quel che c'è davanti e dietro) incarna la violenza di un sistema che sta portando alla rovina il nostro Paese (e non solo) e con esso intere generazioni di giovani e meno giovani, e, onestamente, di fronte alla fine dei nostri sogni, delle nostre conquiste e delle nostre certezze (figlie di lavoro, sacrifici e capacità, non come vogliono farci credere, di uno stato assistenzialista), non si può sempre "spaccare il capello" e cercare ossessivamente la "purezza", perchè in tal modo ci rendiamo complici del sistema. Specie chi ha capito!

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  8. Chiedo scusa per il problema tecnico con il telefono tendo a litigarci. La ringrazio per l.esauriente risposta! Me la leggero un altro paio di volte per capirlo nel dettaglio. Ma il punto chiave credo di averlo capito. Il reddito dei super ricchi non aumenta la domanda di beni e servizi, bensi la domanda di "carta" che produce bolle finanziarie che prima o poi scoppiano e, come tutti noi purtroppo abbiamo capito, non saranno/sono loro a colmare le perdite dopo lo scoppio ma noi!

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  9. Post da incorniciare (come al solito). Mentre leggevo un altro velo cadeva dai miei occhi - e a malincuore prendo per l'ennesima volta atto che parecchie cose che mi sono state insegnate sono false - specialmente ove si afferma che “Il capitalismo finanziario comprime lo Stato come intermediario del risparmio (riducendo le pensioni), e così i redditi dei ricchi e anche quelli dei meno ricchi si orientano sempre più a comprare carta privata, alimentandone (artificialmente) il valore. La lotta ideologica ai sistemi pensionistici a ripartizione, ha il suo fondamento non tanto nell'invecchiamento della popolazione quanto nell'evoluzione verso questo tipo di capitalismo”.
    Per anni mi hanno ripetuto che il passaggio dal sistema pensionistico retributivo al contributivo era stato motivato da:
    1) invecchiamento della popolazione;
    2) impoverimento degli enti previdenziali, causato dal fatto che nel passato, lavoratori “cicale” erano andati in pensione durante la loro “giovinezza” lavorativa, versando pochi contributi e beneficiando di una pensione direttamente proporzionale all'ultimo reddito lavorativo percepito.

    Tralasciando la favoletta morale dei lavoratori cicale (la quale ha come effetto collaterale, o forse voluto, di alimentare l'autorazzismo fra italiani, l'odio dei figli verso la generazione dei padri), più volte sono stato avvicinato da loschi figuri (stile gatto e volpe della fiaba Pinocchio) i quali, agitando lo spauracchio della vecchiaia da passare in povertà, nonché le difficoltà economiche degli enti previdenziali, mi esortavano a sottoscrivere una pensione integrativa la quale sola sarebbe in grado di garantirmi una vecchiaia dignitosa.
    Ma le pensioni integrative private, tanto reclamizzate come ultima spiaggia per la mia generazione per avere una vecchiaia dignitosa, contribuiscono ad alimentare lo schema Ponzi di cui sopra?

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    1. Be', diciamo che se poi i soldi te li danno, non sono una cattiva idea. Il fatto è che quando arriva il botto, te o qualcun altro rischiate di restituirne un bel po' in tasse, magari per salvare la pensione di un altro. Ma dalla vita non si può avere tutto, e poi lo Stato è ladro. O no?

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    2. Le pensioni integrative sono soldi che anziché allo stato finiscono in fondi comuni di investimento.se il mercato sale rendono qualcosa.se il mercato collassa, perdi tutto. Tanto vale studiare e investirsi da soli quei soldi. In Italia è vietato gestirsi quei soldi in autonomia.per cui lo stato ha fatto un regalo enorme ai fondi comuni che anche se male amministrati chiedono esose commissioni al contribuente.

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    3. E madonnina bella, però non esagerate! E che volete che la gente muoia di paura e si perda il 'sangue e dolore' finale? La pensione integrativa è, in questa fase di pensioni retributive, semplicemente fondamentale.
      Io, sempre controcorrente, da iscritto di vecchia occupazione già me la sono spesa. Per non sbagliare anche il TFR. E ora facessero quello che gli pare. Li ho fottuti!

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    4. c'è molta ignoranza (ignorare) in quello che ho letto.
      Primo che il funzionamento finanziario dei fondi pensione funzionano come i fondi comuni di diritto italiano o Sicav (OCSE), che lo stesso Prof. ha investito, e che vi trovate nell'aliquota medio alta come quella del Prof, risparmiate la differenza tra l'aliquota Irpef del 38% e quella che alla fine dovreste pagare con un minimo del 15% (fino al max del 9% a seconda della permanenza nel fondo pensione), fermo restando che il Capital Gain è sempre più basso rispetto ad altri investimenti finanziari, e se ti scegli il miglior gestore hai anche un vantaggio in termini finanziari rispetto al rendimento del TFR (incremento inflazionistico annuo+ 1,75%).
      Alla fine nessuno ruba niente a nessuno anzi, è solo un modo diverso per impiegare le tue risorse lavorative.

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  10. "It is utterly impossible, as this country (USA) has demonstrated again and again, for the rich to save as much as they have been trying to save, and save anything that is worth saving. They can save idle factories and useless railroad coaches; they can save empty office buildings and closed banks; they can save paper evidences of foreign loans; but as a class they can not save anything that is worth saving, above and beyond the amount that is made profitable by the increase of consumer buying. It is for the interests of the well to do – to protect them from the results of their own folly – that we should take from them a sufficient amount of their surplus to enable consumers to consume and business to operate at a profit. This is not “soaking the rich”; it is saving the rich. Incidentally, it is the only way to assure them the serenity and security which they do not have at the present moment."

    http://londonbanker.blogspot.it/2011/09/testimony-of-marriner-eccles-to.html

    L'autore di questa mirabile sintesi (http://en.wikipedia.org/wiki/Marriner_Stoddard_Eccles) fu grandissimo capitalista, presidente della FED e acceso sostenitore della teoria Keynesiana (e della necessita' dell'intervento attivo dello stato in economia).

    "As mass production has to be accompanied by mass consumption, mass consumption, in turn, implies a distribution of wealth ... to provide men with buying power. ... Instead of achieving that kind of distribution, a giant suction pump had by 1929-30 drawn into a few hands an increasing portion of currently produced wealth. ... The other fellows could stay in the game only by borrowing. When their credit ran out, the game stopped."

    "The problem of production has been solved, and we need no further capital accumulation for the present, which could only be utilised in further increasing our productive facilities or extending further foreign credits. We have a complete economic plant able to supply a superabundance of not only all the necessities of our people, but the comforts and luxuries as well. Our problem, then, becomes one purely of distribution. This can only be brought about by providing purchasing power sufficiently adequate to enable the people to obtain the consumption goods which we, as a nation, are able to produce. The economic system can serve no other purpose and expect to survive."

    Oggi sarebbe anche considerato un pericoloso sovversivo, perche' riteneva la pure la cancellazione del debito come il mezzo piu' efficace per stabilizzare il cambio dei Paesi caduti nella trappola del debito estero.

    "It is elementary that debts between nations can ultimately be paid only in goods, gold, or services, or a combination of the three. We already have over 40 per cent of the gold supply of the world – that is not true; it is between 35 and 40 per cent – and as a result most of the former gold standard countries have been forced to leave that standard and currency inflation has been the result. This has greatly reduced the cost of producing foreign goods in terms of our dollar and has made it almost impossible for foreign countries to buy American goods because of the high price of our dollar measured in the depreciated value of their money. This naturally has resulted in debtors trying to meet their obligations by producing and selling more than they buy, thus enabling them to have a favourable balance of trade necessary to meet their obligations to us. If this country is to receive payment of foreign debts, it must buy and consume more than it produces, thus creating a trade balance favourable to our debtors."

    Stiamo rivivendo gli anni '30 del novecento, con la sola variante del cambio piu' fisso che nel gold standard.

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    1. Concordo. Bei riferimenti.

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    2. carissimo Professore, la ammiro per tantissime cose; fra queste per la sua capacità di comprendere e perdonare gli errori dei compagni di viaggio della prima ora.

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    3. nel link di Luca c'è anche questo bell'estratto:

      "I repeat there is plenty of money today to bring about a restoration of prices, but the chief trouble is that it is in the wrong place; it is concentrated in the larger financial centers of the country, the creditor sections, leaving a great portion of the back country, or the debtor sections, drained dry and making it appear that there is a great shortage of money and that it is, therefore, necessary for the Government to print more. This maldistribution of our money supply is the result of the relationship between debtor and creditor sections – just the same as the realtion between this as a creditor nation and another nation as a debtor nation – and the development of our industries into vast systems concentrated in the larger centers. During the period of the depression the creditor sections have acted on our system like a great suction pump, drawing a large portion of the available income and deposits in payment of interest, debts, insurance and dividends as well as in the transfer of balances by the larger corporations normally carried throughout the country. "

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  11. Premessa: discendo da un martire del Risorgimento: non mi va bene chi voglia rompere l'unità nazionale. Sono cattolico: non mi vanno bene i razzisti. Ho votato Lega alle europee. Il problema di Salvini non è il suo eventuale razzismo (che non mi pare ci sia, se non come espressione della reazione popolare contro l'immigrazione che deprime i salari, affatica il welfare già sotto attacco e peggiora la vita quotidiana sul territorio).
    Il problema di Salvini è a) non pare che sia, purtroppo, un grande leade, mentre ce ne sarebbe tanto bisogno b) il suo partito non ha la cultura politica e il radicamento necessari per trasformarlo un un partito nazionale, e quindi gli tocca di metamorfosarlo in corsa.
    Il pregio di Salvini, invece, è questo: che c'è solo lui (con la Meloni, ancor più azzoppata di lui dalle forze che comanda e dalla tradizione politica da cui viene) a battersi contro Ue ed euro. Non è poco. Chi non lo gradisce, può farsi avanti e fornire qualcosa di meglio. I miei auguri.

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    1. La Lega non aveva scelta se voleva "vivere" politicamente doveva trovare nuovi mercati. Uno di questi era la "nostra" guerra contro le disparità prodotte da un sistema monetario delinquenziale.

      Il consenso alla Lega (mi piace il prodotto lo provo) si sta trasformando in adesione (ok lo compro). Poi quando si riesce a fidelizzare un acquirente, farlo diventare un "habitué" (mi trovo bene lo compro ancora) è difficile che cambi negozio. S'è avveduto pure Berlusconi!

      Credo che la Lega abbia imparato molto dalle scoppole acchiappate; pensavano di essere "arrivati". Si vede la mano di un bravo spin doctor; tattica e strategia sono ben dosate. Salvini da buon alunno ha imparato in fretta.

      Andare al sud per Salvini non era e non è facile. Lo sapeva e lo sa ma li c'è un +/- 2% (che non è poco). Volendo fare un paragone bellico, militare, lui funge da artiglieria, il suo compito è chiaro; poi arriverà la fanteria.

      Poi arriverà nuovo segretario.

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    2. Non credo che la scelta della Lega di cavalcare questi temi sia stata motivata dalla necessità di trovare nuovi "mercati del voto", bensì dal voler difendere IL PROPRIO bacino di elettori, che sono piccoli imprenditori manifatturieri e agricoli, artigiani, partite IVA, commercianti.
      Non credo quindi che sia opportunismo, ma la consapevolezza di aver trovato la fonte del declino del economico del proprio elettorato e il coraggio di affrontarlo, nonostante questo tema sia portato avanti dal 99% dell'informazione. Proprio, tuttavia, in quest'ottica, non capisco cosa c'entri Casa Pound: non mi intendo di politica ma... :-)

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    3. Remo, se io fossi Salvini e ambissi a diventare il capo protempore del terzo partito agirei esattamente nello stesso modo; andrei prima da quella parte (Casa Pound), nel frattempo cercherei di succhiare voti al Berlu come un ghiacciolo, e punterei nell'astensionismo (vedi flussi elettorali) .

      Presumo che sia li, maggiormente nell'astensione, il "partito bastaeuro".

      Non ho dubbi che le categorie menzionate, sopratutto agricoltori e aggiungo pescatori, siano lo zoccolo duro ma la battaglia contro la legge Fornero indica qualcos'altro.

      Ripeto, vedo una pianificazione strategica molto accurata e questo mette al riparo dall'estemporaneità.

      Vedremo sono molto curioso...

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  12. la domanda di fraspero me l'ero sempre posta anch'io, ma avevo paura che fosse troppo stupida e disvelasse la mia desipienza, soprattutto nel saltare a volte alcuni post troppo impegnativi. Grande risposta (nel senso di chiara ed esauriente). A' la Bagnai.

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  13. una nuova bolla si sta già creando, dove credete siano andati i soldi del QE Usa, nelle tasche dei lavoratori o in quelle degli speculatori finanziari?
    In questo campo l'eurozona è un semplice sottoinsieme.
    Per quanto riguarda cosa succede allo scoppio della bolla ne soffrono di più i poveracci che non perdono capitale ma avranno meno assistenza mentre chi ci rimette i soldi è il ceto medio che è anche quello che rimane col cerino acceso in mano mentre gli squali finanziari scappano via prima col malloppo.

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  14. "Gli Stati Uniti sono archetipici di questa evoluzione del capitalismo". Ma qualcuno, ad un certo livello, comincia a preoccuparsi : I forconi stanno arrivando

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  15. Siamo di fronte ad un sistema finanziario che incentiva i comportamenti ludopatici.

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  16. Ieri ho provato molta pena per quella gente che dietro ar Nutella, invece di portare i propri figli a fare una bella scampagnata, sono andati a contestare il "fascista" Salvini, sventolando quei drappi rossi dimenticati dal tempo.
    Non hanno ancora capito che comunismo e fascismo non esistono più se non nella propaganda di chi ha interesse a mantenere vivo questo scontro sociale.
    Ormai nessun partito politico , a parte i quattro gatti nostalgici che vengono tenuti in vita per gli scopi appena accennati, può richiamarsi a queste ideologie ormai abusate e sorpassate.
    Oggi il vero scontro politico è fra coloro che ritengono di voler difendere al meglio gli interessi della massa grazie all'intervento dello Stato sovrano in virtù del mandato di rappresentanza offerto dal voto democratico opposti a coloro che per opportunismo personale o per convinzione ideologica ritengono di dover affidare le sorti della gente al volere supremo del cosiddetto mercato, con tutti le perverse modalità vincoliste che abbiamo imparato a conoscere anche grazie a questo blog. Per quest'ultima categoria di personaggi politici (molto più nutrita ed attrezzata dell'altra), provo lo stesso compatimento riservato ai colleghi der Nutella, qualora la loro scelta sia motivata da convinzione ideologica, frutto di un profondo lavoro effettuato con i vari think-thank finanziati profumatamente per obnubilare le coscienze. Ma se la loro scelta e quindi le conseguenti azioni sono mosse esclusivamente da interesse criminale e (questo si) fascista, perchè dall'alto del proprio snobismo culturale (come ha ricordato lo stesso Fassina) considera i propri elettori veri e propri idioti, cioè solo un banale mezzo per ottenere il potere e quindi la possibilità di vendersi profumatamente al ricco burattinaio (senza nome e cognome come recita Salvini) che regge i fili di questo sistema consegnatosi mani e piedi alla finanza, allora appare chiaro come essi possono considerarsi a tutti gli effetti i veri collaborazionisti del disastro economico e sociale a cui stiamo assistendo e pagando le conseguenze.
    Salvini a differenza di Tsipras non bara, cerca il potere necessario per poter impostare l'unica vera politica "buona". cioè quella che mette al centro, come prioritaria, la situazione economica e quindi sociale, non cercando compromessi politici, ma affermando l''unica necessaria ricetta, quella che lo metterà sicuramente contro potentissimi personaggi.
    A me questo coraggio piace ed avrà sicuramente il mio umilissimo sostegno perchè questa volta, a differenza di una mia precedente (e perdente, dati alla mano) scelta politica, ritengo che Salvini non avrà scheletri negli armadi che potranno essere usati contro di lui (Giamaica?) e la sua determinazione lo condurrà ad ottenere sempre maggiori consensi, aiutato dal tempo che, alla fine è galantuomo e rende sempre evidenti le verità.

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    1. Amico mio, "la massa" è sempre antifascista in assenza di fascismo - quello delle croci, per intenderci -, e se provi a dimostrar loro il contrario ti appendono a testa in giù (o ti radiano dal corpo sociale, a seconda del tuo status precedente).

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  17. Caro prof, forse devo scusarmi se ho ragliato disturbando questo blog soltanto in occasione della sua "prima discesa in piazza". Io in piazza forse ci sono sceso troppe volte e probabilmente, nel mio piccolo, sono stato più volte strumentalizzato. D' altronde, essendo immigrato al nord da due decenni, il mio giudizio sulla Lega non può che essere viziato da pregiudizi. Infine devo dire che mi ha mosso un dubbio, e i dubbi in guerra sono peggio del nemico. Apprezzo il suo lavoro. Sull'euro siamo d'accordo, per il resto vedremo.

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    1. Bagnai dixit: "sono andato in piazza perché Scalfari non voleva che lo facessi". In guerra puoi diffidare degli amici, ma dei nemici ti puoi fidare abbastanza, quelli sono e quelli restano e se qualcosa non piace a loro...:-)

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  18. Già, perché Bild se ne esce con una campagna intollerante?

    È difficile per la Grecia (ma non solo) rimanere nel "lebbrosario dell'euro" e sperare di uscirne vivi.

    Qualcuno a Berlino avrà pensato, presumo, che è meglio cominciare ad agire per tempo. La frase usata, perentoria, "Diciamo NO!" ha del propedeutico; preparare il Volk...

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  19. Francamente il discorso per me è molto semplice e non è limitato all'euro.
    1. in periodo di fiducia le banche commerciali creano moneta (mutui, prestiti) confidando che, complice la buona salute dell'economia del paese, i debitori pagheranno il debito e gli interessi.
    2. I soldi girano, si fanno debiti a buon prezzo, fino a quando -schema Ponzi- i primi che non riescono a pagare teoricamente fanno saltare il meccanismo dell'erogazione facile di credito.
    3. Per mezzo della riserva frazionaria, e dell'uso dei derivati, banche e fondi di investimento moltiplicano a leva questi crediti, generando bolle spaventose. Per cui è sufficiente che una piccola parte dei debitori non paghi (vedi Grecia) che il sistema bancario rischia di collassare.
    4. Le banche non prestano, ma i debiti privati pregressi vengono comq pagati e ritornano alle banche, quindi sparisce la moneta circolante e c'è crisi di liquidità. Si sviluppa la deflazione.
    5. Le banche centrali, spaventatissime dalla deflazione che fa esplodere gli interessi sul debito pubblico, iniettano liquidità, cioè danno la possibilità di indebitarsi a bassissimo costo. Ma chi può accedere al denaro a così a basso costo? i comuni mortali? no, le banche commerciali. Ancora loro! Che però non erogano più credito perchè non si fidano di essere ripagate. E quindi lo dirottano verso speculazioni"di carta"e non finanziano attività reali (banda larga, dighe, nanotecnologie, energie alternative...) che invece avrebbero ricadute positive nei decenni successivi (niente New Deal alla Roosevelt per intenderci).
    5. E nei casi in cui ci sono banche insolventi? nessun problema, le nazionalizzi e il debito privato diventa debito pubblico. Debito spostato alle future generazioni.
    Ecco che i "soldi di carta" sono passati a pochi (durante la fase di boom e in prossimità del cannone monetario anti-deflazione) e i debiti a tutti (famiglie) in forma di debito pubblico.

    Io aspetto il prossimo botto. Quello del 2009 sarà una scorreggina al confronto.



    Solo i disinformati credono ancora che i risparmi delle famiglie vengano convogliati dalle banche per finanziare le imprese. Sono le banche stesse che creano moneta. I quantitave easing servono solo a spostare in avanti lo scoppio di queste bolle.

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  20. Quello che trovo veramente incredibile del l'analisi politica di personcine come Yanez e sarfierre è la confusione tra la causa della malattia e il suo sintomo. Salvini in Italia, Le Pen in Francia sono il sintomo di qualcosa che non va, la causa é il vuoto politico lasciato dai partiti di sinistra che sono al potere in questo momento e che stanno facendo politiche di destra. Ora la natura ci insegna che i vuoti vengono sempre riempiti. Non ci sarebbe spazio politico per certi movimenti se le cose andassero bene, se non ci fosse costante menzogna sull'andamento dell'economia, se la soluzione propugnata dai partiti di sinistra (più Europa) non sia così palesemente: 1) impossibile da realizzare, 2) percepita (e giustamente) come perdita di democrazia, 3) sbagliata.
    Questi movimenti sono la conseguenza delle menzogne dei partiti di sinistra in Europa, sono la reazione al macellaio in grembiule rosa.
    Finché diranno che la soluzione é più Europa, il mostro sono loro, non Salvini, non la Le Pen.

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  21. Al riguardo, ecco l'istantanea del mio settore (pharma), massacrato da 15 anni di fusioni e acquisizioni intensive. L'ultimo trend e' la chiusura dei centri di ricerca per finanziare riacquisti di azioni. Se sperate in grandi sviluppi per quello che riguarda gli "unmet medical needs", continuate pure a sperare. Specialmente nel campo della ricerca sugli antiinfettivi i disinvestimenti sono stati massici. Tant'è che per avere un nuovo antinfluenzale ritenuto strategico (contro svariati ceppi di H1N1) il governo federale USA ha finanziato direttamente una biotech perché lo tirasse fuori.(http://en.wikipedia.org/wiki/Peramivir)

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  22. Mia mamma (rip) prendeva circa seicento euro di pensione e li utilizzava per pagare le bollette innanzitutto (enel, gas, telefono, condominio, controllo della caldaia, e qualcosa mi sfugge), poi si nutriva e ogni tanto una mutanda. Se qualcosa avanzava li conservava per figli e nipoti (grazie mamma). Spendeva tutto il suo misero reddito.
    Se invece di seicento euro ne avesse avuti seimila ne avrebbe spesi sempre gli stessi e l'avanzo l'avrebbe conservato o distribuito a noi figli e nipoti che l'avremmo speso ugualmente per i nostri bisogni (consumi, mutuo, ...).
    Il ricco che di soldi ne ha tanti ha solo una bocca per mangiare, e se anche mangia aragoste e compera i fagiolini a cento euro al kilo sempre una bocca ha. (E se è ricco un motivo ci sarà). I restanti soldi li investirà dove meglio gli rendono (a lui che cià chi lo consiglia bene al riguardo), mica li rimette in circolo o no?
    Per quanto riguarda Salvini penso che potremmo fare un po' di strada insieme per perseguire i nostri obbiettivi, poi se riusciremo nel nostro intento, successivamente parleremo del resto che non ci piace in lui e nel suo partito. Credo che le priorità siano altre per l'Italia che discutere di razzismo, ecc. ecc.
    Innanzitutto usciamo da questa situazione di merda, poi penseremo al resto.
    Mio fratello accetterebbe di lavorare per 20-20-20-neuro (si neuro) al giorno. venti euro. venti euro... E gli altri parlano, parlano e parlano. beati loro che possono farlo.
    Tutte medicine si devono comperare.
    Chiedo scusa per lo sfogo ma il mio mal di pancia stà diventando cronico.

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    1. Banalmente, credo che qui ci può soccorrere anche la logica (e il prof...).
      Dunque: i ricchi si arricchiscono... e perché si arricchiscono? Se ricchezza viene prodotta, questa non può venire che dal mondo reale. E se (nonostante) l'aumento di produttività, i lavoratori (i veri produttori di ricchezza) rimangono poveri, vuol dire che c'è qualcun altro che ingrassa... a spese (indovinate un po') di chi questa ricchezza la produce, ma non la riceve. Ingiustizia su ingiustizia!!!!!

      Presa Diretta non l'ho vista di proposito; ero sicuro che mi sarebbero girate le palle.

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  23. Prof,
    per quel che vale, sempre saldamente dalla tua parte.
    Meglio 1 Borghi che 1 milione di Bersani (o Renzi, o Prodi, o....).
    Chi oggi identifica i nostri problemi con Salvini è un coglione.

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  24. Stavolta me lo concedo anche io un OT (sempre se vuolsi così colà...): me girano le palle e me rode er culo!
    Presa Diretta su Rai 3 fa una puntata (inutile) in cui critica l'austerità e approfondisce varie tematiche della crisi economica. Praticamente mancano in pieno il bersaglio. What a failure. Figurati se c'avessero preso mai quelli di Rai 3..... Eppoi mi girano le palle a 300 all'ora se intervistano Piga, Pikkkettti, parlano di AlesinaGiavazzi come del più grande critico della finanziaria. E Bagnai?!?!?!
    E Bagnai?!?!?!
    E Bagnai?!?!?!
    Iacona = polvere agli occhi.
    Sostanza: l'appellismo fatto trasmissione.
    E nessuno ha intervistato il numero 1. Sappiamo Prof perchè, ma il fatto di saperlo, non attenua la rabbia e la frustrazione.
    Buona Notte Prof

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  25. Iacona scopre l'acqua calda. Tutte cose dette e ridette da almeno 5 anni qui. Che schifo. Ma meglio tardi che mai?

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    1. Dette e ridette qui e in pochi altri posti. Per il telespettatore piddino medio ieri e' stato di sicuro una novita' scoprire che la germania non e' un paradiso dei lavoratori. Avete presente la fregnacce mostrate per anni a ballaro' sull'operaio tedesco della vw?
      Ovviamente non si' e' intenzionalmente menzionato l'euro. La trasmissione pero' e' servita a creare il retroterra culturale per poter dire fra qualche tempo che e' colpa della germania. Si cerca di preparare il piddino medio a venire a patti con la realta'.

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  26. Dal 1994 al 1996 vennero create le premesse per il fascismo di oggi. Gustavo Piga dice che oggi il rischio è quello di dover pagare 30 miliardi, per quella scelta scellerata del dream team di allora.

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  27. Considero Salvini come un avversario politico, con cui stabilire una momentanea tregua in nome del recupero della democrazia e della sovranità, che permetterà a me ed a lui, in futuro, di poter pensare e agire in maniera differente.
    Ma essendo lui oggi quello che si espone politicamente, questa tregua può essere concretizzata dandogli il voto. Il denaro è meglio darlo ad a/simmetrie, che costituisce l'asse ideologico di questo conflitto.
    Tuttavia Salvini non è un alleato "facile" avendo anche lui un pesante macigno da trascinarsi costituito dal passato della Lega, con tutto il corollario di federalismo (finto), secessioni (finte pure quelle), i Borghezio, i Maroni e tutto il bestiario al seguito.
    Per me adesso tutto questo non è importante, in virtù del bene comune, tuttavia temo che costituisca comunque un ostacolo affinchè il percorso verso l'inevitabile rottura dell'unione monetaria avvenga in maniera ordinata invece che in maniera traumatica e/o violenta.
    Come dire: spero in bene ma mi preparo al peggio.

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  28. “Nessun commento sulla politica estera di Francia e Germania (i battaglioni neonazisti in Ucraina li finanzia Salvini? Li sponsorizza la Le Pen? Se vi leggete il blog di Sapir troverete una storia un po' diversa...).”

    Le riflessioni di Sapir sul conflitto in Ucraina a molti possono sembrare di parte. Ma siccome anche da parte yankee (Veterans Today) le analisi coincidono con quelle di Sapir, mi sembra utile fornire qualche elemento di valutazione in piu’ sul ruolo cruciale della NATO nello sviluppo degli avvenimenti e sul cambio di rotta a 180 gradi della Merkel e di Hollande (http://www.veteranstoday.com/2015/02/28/will-minsk-2-checkmate-the-warmongers/).

    Disse von Moltke (http://it.wikipedia.org/wiki/Helmuth_Karl_Bernhard_von_Moltke) “Nessun piano sopravvive al contatto con il nemico” ed il comandante NATO di oggi (http://en.wikipedia.org/wiki/Philip_M._Breedlove) si e’ dimostrato ampiamente al di sotto del livello eccelso di un von Moltke! La NATO di oggi e’ talmente impegnata a fronteggiare i rischi creati dalla sua stessa esistenza che ha perso ogni capacita’ di analisi razionale e di pianificazione strategica.

    Nessun media occidentale mi pare abbia provato a spiegare compiutamente come mai il grosso delle forze Ucraine si sia ritrovato intrappolato nella sacca di Debaltsevo. In sintesi (cerco di riassumere tutto quello che ho letto sui blog internazionali), l’occupazione di quella parte di territorio Ucraino pare che servisse nei piani NATO ad assicurare il controllo sulle risorse idriche (che alimentano le repubbliche ribelli), a controllare le vie di comunicazione est-ovest tra Donetsk e Luhansk ed a controllare la ferrovia per l’esportazione del carbone dal Donbass.
    Il controllo di quel territorio era quindi necessario per poter strangolare l’economia delle repubbliche ribelli e mettere Kiev in una posizione negoziale piu’ forte.

    L’altra parte del piano, controllare l’aeroporto di Donetsk (per poter battere a piacimento i territori ribelli con l’artiglieria ed i razzi), era nel frattempo fallita, con la contestuale annichilazione delle migliori brigate di fanteria corazzata Ucraine.

    Alla vigilia di Minsk-2 tutto sembrava ancora andare secondo i piani di Kiev/NATO (da qui l’arroganza verbale di Hollande).
    Solo che nel frattempo la situazione sul campo era mutata (“nessun piano sopravvive al contatto con il nemico”) e le truppe Ucraine di coscritti demotivati (si parla anche di oltre un milione di uomini fuggiti all’estero per sfuggire alla leva), attestatesi a ‘caposaldo’, hanno cominciato ad essere battute dalle unita’ di artiglieria mobile dei ribelli (mobile per potersi spostare tra un passaggio dei satelliti RECON USA/NATO e l’altro), che potevano contare su una rete di osservatori ‘vicini’ per poter effettuare gli aggiustamenti di tiro tra uno spostamento e l’altro.

    Alla vigilia di Minsk-2 accade quindi l’irreparabile imprevisto: la fanteria ribelle conquista il caposaldo che chiude la sacca con un attacco notturno (condotto con sole armi leggere) e le truppe Ucraine non riescono a lanciare nessun allarme.

    Il comandante delle truppe intrappolate pare che una volta compresa la situazione abbia negoziato il ritiro con le sole armi leggere al seguito, ma siccome questo avrebbe indebolito la posizione negoziale per Minsk-2 ecco che riceve il divieto di procedere oltre (come von Paulus…).

    Il risultato e’ stato che nel tentativo di ritirarsi con le armi pesanti le povere truppe di coscritti Ucraini sono state massacrate.

    Peggio ancora (per Kiev) la Merkel, ricevute le notizie dell’evoluzione nefasta sul campo dai suoi servizi di intelligence, sconfessa il piano NATO e decide invece di firmare gli accordi Minsk-2 contro il volere USA.

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  29. Non ho capito perchè dovrei comprare a 125 una cosa che ne vale 100. Anche se ho i soldi per pagarla 125, se la ritengo valida solo 100, non la pago oltre questa soglia, no?

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    1. Ti è mai capitato di pagare 7-8 € un panettone prima di Natale, ben sapendo che a gennaio lo pagheresti 2?

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    2. Sulla base di cosa "conosci" il Vero Valore di un'azienda e "ritieni valido" un determinato prezzo?
      Tarocchi, fondi del caffè o agenzie di rating? Almeno su queste ultime esiste un'ampia documentazione che dimostra la loro attendibilità.
      Se invece sei un giocatore, l'unico motivo per cui acquisti a 110 è che conti di vendere domani a 115. Ci riuscirai, oppure no, a seconda di quanto sei bravo e/o fortunato.
      Una fiche al casinò non ha un Vero Valore, serve per giocare.

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    3. Ovviamente il panettone costa di piu prima di natale, questo riflette il fatto che c' è molta piu domanda, non la chiamerei speculazione.
      E' altrettanto vero che non è facile stabilire il vero valore del panettone, è chiaramente frutto di una stima, però un' idea ce la possiamo fare: il panettone bauli a 100€ non lo comprerei neanche sotto natale. E' anche vero che questa valutazione è soggettiva: magari è un' anno di carestia e circolano pochi panettoni a caro prezzo. In tal caso, solo chi è molto goloso di panettoni sarà disposto a pagare 100€, ma questo significa che per chi è goloso, un panettone in tempo di carestia vale quel prezzo.
      Qundi, dov' è l' inghippo?

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    4. così funziona la bolla, compri a 125 una cosa che vale 100 perchè sai che la rivenderai a 130. Basta che uno perda questa sicurezza vendendo a 125 quello che ha pagato 130 per paura che torni al suo valore reali di 100, e la bolla esplode tornado indietro.

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    5. Il prezzo dei titoli lo fa la domanda,se io volessi far aumentare il prezzo di mercato dei titoli in mio possesso e avessi ingenti capitali da impiegare in attività speculative, inizierei ad acquistare, io per primo grandi stock di titoli, creando così un condizionamento degli altri investitori che aumentando la domanda farebbero aumentare il prezzo sul mercato. A questo punto si tratta di essere abili a capire quando è il momento giusto per rivendere tutto, cioè appena prima che il mercato si accorga che la bolla sta per esplodere.

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    6. La valutazione di un bene è dato dalla convenienza per chi vende che quello è il miglior prezzo oggi rispetto a domani, al contrario per chi acquista è dato dalla convenienza a tranne miglior prezzo domani, in sintesi dalla percezione che il suo prezzo possa scendere domani (per chi vende), mentre al contrario che possa salire per chi compra (legge della domanda e dell'offerta).
      In genere i prezzi sopra il loro valore di bilancio scontano gli utili futuri o meglio, capitalizzano gli utili futuri e pertanto in una economia di mercato quando questo tende a salire è facile trovare prezzi sopravalutati che tendenzialmente aumentano senza una produzione reale di ricchezza ma per effetto di aspettative, ma il problema come bene spiegato dal Prof. è quando il trend si inverte e cioè quando siamo in presenza di schoc finanziari e/o economici che fanno bruciare (chi rimane con il cerino in mano) ricchezza indiscriminatamente senza distinguo tra economia reale e virtuale creata dal capitalismo finanziario.

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  30. "Ma, come l’uguaglianza è incompatibile con uno stato il cui principio è l’unità, dal quale vengono necessariamente le gerarchie, cosí la disuguaglianza è incompatibile con quello stato il cui principio è l’opposto dell’unità, cioè il potere diviso fra ciascheduno, ossia la libertà e democrazia. La perfetta uguaglianza è la base necessaria della libertà. Vale a dire, è necessario che fra quelli fra’ quali il potere è diviso non vi sia squilibrio di potere; e nessuno ne abbia piú né meno di un altro. Perché in questo e non in altro è riposta l’idea, l’essenza e il fondamento della libertà.... Colle ricchezze, il lusso, le aderenze, la coltura degl’ingegni, la troppa disuguaglianza delle dignità ed onori esteriori, del potere ec., ed anche la sola eccessiva sproporzione del merito e della pura gloria, perirono e sempre periranno tutte le democrazie."

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  31. «"Sviluppi straordinari" in Austria: scoperto un buco da 7,6 miliardi di euro per la bad bank della Hypo Alpe Adria [...] Non la Grecia, ma Vienna inaugurerà la stagione dei salvataggi bancari a carico dei risparmiatori».

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  32. @Dao Foa
    perché i private ragionano in questa maniera!
    cercano di prendere aziende, prosciugarle liquidità, ristrutturarle in modo violento, farle aumentare fittiziamente la redditività e quindi poi venderle a prezzo maggiore.

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  33. Prof grazie per il post e per aver accennato alla "lotta ideologica ai sistemi pensionistici a ripartizione" alla base del disastro pensionistico che colpirà le nuove generazioni. A ciò si aggiunga un gravissimo problema connesso a quello previdenziale, cioè il drammatico calo della natalità, in atto da molto tempo ma che l'anno scorso ha raggiunto un nuovo record, come ricordava ieri Salvini (il solo politico che lo ritenga un problema, a quanto pare). Senza ricambio generazionale l'Italia è spacciata e non mi consola sapere che la Germania in questo campo sta messa forse peggio.

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    1. Il fatto di non avere boom delle nascite e riuscire a mantenere il livello attuale di popolazione mi sembra un'ottiam conquista; è forse l'unico auspicio di Keynes che si sia concretizzato in toto.

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  34. Ho un dubbio. E' possibile che una misura come la flat tax, che secondo questo articolo svolge lo stesso ruolo di un aumento delle imposte indirette, penalizzando quindi i redditi medio-bassi, possa essere funzionale al meccanismo che lei ha descritto?

    http://www.forbes.com/sites/leonardburman/2011/10/24/what-is-a-flat-tax-surprise-it-is-a-vat/

    http://www.forbes.com/sites/leonardburman/2011/10/24/what-is-a-flat-tax-surprise-it-is-a-vat/

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  35. Ma questo post e relativa osservazione non è stata già formulata in modo maccheronico da un troll, da uno già bannato ??

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  36. E' bello essere diversi, la diversità ci pone in concorrenza e crea una concorrenza tra gli individui quasi perfetta, alimentando ogni principio di diseguaglianza non solo in riferimento al livello sociale ma anche e soprattutto in riferimento a quello finanziario economico (ad ogni regola vale sempre l'art. 5)
    Mi sa che sto sbagliando!!!!

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  37. Oggi ho fatto un esame in quella che a Roma viene chiamata "l'Università del PD". Dopo aver scritto cinque facciate di foglio protocollo nella sesta ho descritto il modello di Froud qui riportato (per rileggermelo cercavo nel motore di ricerca del blog la parola "aragoste"). Attendo i risultati per vedere se il voto conterrà lodi o insulti.
    (Purtroppo non mi è capitata la domanda sul modello di Thirlwall sennò sai le risate!)

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  38. Nel ciclo evidenziato pare che il ricco abbia, per ora e nonostante tutto, ancora bisogno del povero o comunque di chi allo scoppio della bolla, alla fine si accolli le nefaste conseguenze della crisi (dando per scontato che non sia lo stesso ricco a pagarla). Perché se è vero che queste crisi influiscono negativamente sui salari e quant'altro è anche vero che qualcuno, che ancora gli tocca lavorare, dovrà esistere se non altro per poter produrre quei beni che tocca al ricco di usufruire, benché sottopagato e/o schiavizzato. Pensando al crescente utilizzo dell'automazione nell'industria (ma anche nell'agricoltura e in molti atri campi) mi è venuto un brivido alla schiena all'idea di come la sua crescente evoluzione potrebbe portare alla quasi totale esclusione del povero dal ciclo produttivo. Insomma si realizzerebbero quegli incubi presenti in molti libri e film di fantascienza dove una casta di poche persone governerebbero su un mondo popolato quasi interamente da ultra poveri. Mi viene però ancora un dubbio, a questo punto, il ciclo sopra descritto potrebbe ancora avere senso (continuare ad esistere) ? Un mondo di poveri governato produttivamente dalle macchine, a lungo andare, non potrebbe portare al collasso anche la casta dei ricchi?

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