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sabato 18 ottobre 2014

La domanda

Sto tornando dal Ticino, dove a Lugano ho parlato di quello che immaginate in un dialogo con Marcello Foa, in coda all'Assemblea generale della Camera di commercio del cantone, dialogo interrotto dall'arrivo del consigliere federale Sommaruga (ubi maior). L'ultima volta in Ticino c'ero arrivato a piedi, dai Grigioni, scendendo su Blenio dopo aver scavallato da Nord il passo della Greina. Sed haec prius fuere.

La domanda è: possibile mai che io debba arrivare fino a qui per vedere un politico che, preso atto di una decisione dei suoi concittadini contraria alle sue preferenze, fa autocritica ed espone come intende gestirla, esprimendo rispetto per la volontà popolare, anziché avventurarsi in indecorose invettive o in incomprensibili supercazzole? Ed è mai possibile che io debba arrivare fino a qui per sentirmi dire che gli italiani hanno voglia di lavorare e lo fanno bene, che la loro classe imprenditoriale è di primo ordine, che la loro manodopera è estremamente qualificata?

Che dite: sono gentili gli svizzeri, o sono traditori i nostri politici e i nostri giornalisti?

La risposta soffia nel vento della SStoria.

Io comincio ad averne piene le tasche.

E voi?




(torno ad elaborare la relazione sui mio ultimo triennio di attività, che poi manderò in pdf ai pori cojoni per i quali "Bagnai non è peer reviewed". Non sono peerl reviewed, nel senso che non accetto che il primo pirla cialtrone che passa si esprima sulla qualità della mia ricerca, senza saper nemmeno distinguere un articolo su rivista da un capitolo di monografia. Anche qui, occhio, perché sto perdendo la pazienza. Quasi quasi scrivo all'avvocato. Vorreste un po' di sangue, ad esempio di sangue alamanno? Faccio decidere a voi...)

(ovviamente c'era anche un renziano. Ho rinunciato a spiegargli perché era fuori tempo massimo. E adesso aspettiamo la procedura per excessive deficit...)

50 commenti:

  1. "(ovviamente c'era anche un renziano. Ho rinunciato a spiegargli perché era fuori tempo massimo. E adesso aspettiamo la procedura per excessive deficit...) "

    Nei romanzi gialli l'assassino è sempre il maggiornomo. Quel pirla luogocomunista di un maggiordomo.
    O forse no?
    E' incredibile quali tiri possa giocare la Storia.
    DAR.

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  2. “Il peso della realtà sociale odierna sulla vita dell’uomo medio è tale che ormai predomina il tipo conformista. Dal momento in cui nasce, l’individuo si sente continuamente ripetere una lezione: c’è un solo modo di farsi strada nel mondo, e cioè rinunciare alla speranza di realizzare pienamente se stesso. Il successo si consegue solo attraverso l’imitazione….Riecheggiando, imitando, copiando coloro che lo circondano, adattandosi a tutto l’individuo riesce a sopravvivere. Deve dunque la salvezza al più antico espediente biologico di sopravvivenza, il mimetismo.” [Max Horkheimer, (1947). Eclisse della ragione.]

    Il processo di controllo sui singoli, quindi, non solo avviene con la creazione, manipolazione dei bisogni e pre-disposizione dei mezzi per soddisfarli (un surrogato di libertà), ma attraverso il mimetismo che è alla base dell’etica del conformismo, esso tende a perfezionarsi subdolamente.

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    1. Interessante ed apparentemente paradossale, che la modernita' di fatto spinga ancora la maggioranza a comportamenti necessari nelle ere piu' remote e nel mondo animale. Con le fatidiche 35 ore si stava rosicchiando un po' di tempo libero per realizzare - almeno part time - le proprie inclinazioni. Troppo bello.

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  3. Tasche pienissime.
    ....Quartier generale di Udine, sera del 24 Ottobre. “…..se le truppe mi cedono come le mura di Gerico alle trombe non so che farci. Se succede un disastro daranno la colpa a me! Io di più non potevo fare, ho fatto più del possibile: ho tratto dal nulla un esercito e ora non posso sostituirmi a due milioni di soldati dei quali la maggior parte non ha voglia di battersi”. Cadorna getta la prima pietra del suo monumento difensivo: se si perderà la colpa sarà dello sciopero dei soldati.
    Gianni Rocca, Cadorna il generalissimo di Caporetto

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  4. Io non sono italiano (no scusi, lo sono) ma D'altra parte le ricordo uno dei personaggi televisivi preferiti qui a Piddinia, Italia.
    Il buon vecchio e caro Tafazzi. Oggi va di gran moda Lampredotto... abbiamo (o meglio hanno) un gran piacere nel pensare sempre che gli altri siano meglio, o, ancora, che noi siamo peggio. E' una tendenza che non capisco nemmeno io.
    Ovviamente i nostri politici, e non solo, sono dei traditori.
    Che amarezza. Ora vado a consolarmi facendo come da tradizione due bei tortelloni. Buon sabato a tutti.

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  5. Già che siamo in Elvezia,darei pure uno sguardo alla sua Costituzione.....strano ma vero....chissà che se possa imparar quarcosa...

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    1. AUTOLESIONISMO

      Già che siamo nel Belpaese - quello dei marmi di Carrara raccontati con l’ironia di Carlo M Cipolla - verrebbero da riproporre le riflessioni politiche, giuridiche e storiche di un altro Padre Costituente (“Il Principe senza scettro” , 1958 - L Basso) che - già solo dopo dieci anni di “attivazione” e in una fase economica diversa dall’attuale – misurava la distanza tra la “quasi” unanime proposta civile di libertà e giustizia sociale che lo “spirito della Resistenza” aveva elettto a norma giuridica scolpita nella Costituzione Italiana e le già allora disattese applicazioni.

      Verrebbero da rivedere le immagini – che “colpisce e disturba” come ebbe a scrivere Rodotà nella prefazione del ’99 - di un “uomo (popolo sovrano concreto, art. 1) protetto e circondato dalle necessarie garanzie e tutele che gli danno la certezza dei mezzi di sussistenza nelle diverse situazioni in cui si trova" (c.2 dell’art. 3), artefice di una democrazia partecipata, “governata” con gli strumenti dell’associazionismo, del partito politico e del sistema elettorale proporzionale contrapposto ai cento draghi della “democrazia” governante.

      Verrebbe da ricordare la montata (lattea) post-tangentopoli dei referendum golpisti del 1993 di Segni, Occhetto e Pannella – ammessi dalla Corte Costituzionale (CASAVOLA, BORZELLINO, GRECO, PESCATORE, SPAGNOLI, BALDASSARRE, CAIANIELLO, FERRI, MENGONI, CHELI, GRANATA, VASSALLI, GUIZZI, MIRABELLI, SANTOSUOSSO) – che ha, di fatto, avviato e concesso il disastro costituzionale di fronte al quale ci si trova.

      Verrebbero – prima di considerare altro con i toni dell'autolesione - da rileggere e considerare i Principi Fondamentali della DIGNITA’ SOCIALE di un Belpaese prima che siano ritrascritti da giullari, maggiordomi, servi e pupe della corte dei cento draghi.

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    2. In nome di Dio Onnipotente,


      Il Popolo svizzero e i Cantoni,

      Consci della loro responsabilità di fronte al creato,

      Risoluti a rinnovare l'alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l'indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura al mondo,

      Determinati a vivere la loro molteplicità nell'unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci,

      Coscienti delle acquisizioni comuni nonché delle loro responsabilità verso le generazioni future,

      Consci che libero è soltanto chi usa della sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri,
      si sono dati la presente Costituzione.

      http://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19995395/index.html

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    3. Verrebbe pure da ricordare che ogni vero potere è sottratto al così detto popolo sovrano.....che manco ha diritto ad un referendum propositivo,che manco ha il diritto di revoca del mandato,quindi in molti casi,voto nullo...verrebbe da ricordare che solo un altro referendum può invalidare il risultato di un altro,invece che una qualunque legge di un pirla parlamentare.....verrebbe da ricordare che vale quanto scritto in Kostituzione,almeno in una certa parte,prima di citare altro...varrebbe la pena ricordare che autolesionisti sono certi insospettabili della "più bella del mondo".........

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  6. Non mi reputo un violento ma un po' di sangue "Alamanno" in senso figurato non mi dispiacerebbe.... Senza cattiveria ma per togliere dalla testa di qualcuno il senso di onnipotenza

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  7. DOMANDA: è mai possibile che io debba arrivare fino a qui per sentirmi dire che gli italiani hanno voglia di lavorare e lo fanno bene, che la loro classe imprenditoriale è di primo ordine, che la loro manodopera è estremamente qualificata?
    RISPOSTA: possibilissimo. Evidentemente gli svizzeri non hanno interesse a convincere gli italiani che sono Untermenschen indegni di essere titolari di quel potere originario che si chiama sovranità.

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  8. E sono 2 volte che parli di procedura d'infrazione, prima per la Francia e adesso per l'Italia. Sarebbe questo il modo in cui gli illuminati di Bruxelles avrebbero scelto di avviare lo smantellamento dell'euro? Se si: forse il punto si poteva scegliere un punto di partenza un po' meno diffamatorio per i conti di una nazione?

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    1. Penso che la crisi ormai conclamate renderà nervosi gli ambienti tedeschi e che questo porterà a una procedura di deficit eccessivo nei riguardi della Francia. È una possibilità concreta. Non implica necessariamente che sia un percorso di smantellamento. Guarda che molti sono convinti di fare il "bene economico", come già lo furono di difendere la "purezza della razza". So' fatti così, se convincheno e tireno dritto...

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  9. Come credi mi senta, prof., dopo che da un anno abito in terra gallica per riuscire a vivere?
    I mio CV lo trovi su LinkedIn (e sono certo che tu e gli altri lettori lo troverete, a differenza degli imprenditori italiani).
    Come credi si senta un perito chimico, con trent'anni di esperienza nella caratterizzazione microstrutturale dei materiali, quando scopre che - dopo due anni e più di 5000 CV inviati nel suo Paese - bastano due mesi e 15 CV inviati per ricominciare da un'altra parte?
    Io sono felice di non essere in Italia, ora. Veramente.
    Perché una delle prime cose che un ragazzino di 15 anni gettato in un laboratorio con tutti i reattivi a disposizione impara a fare, è come costruire esplosivi ad alto potenziale con ingredienti reperibili in qualunque supermercato. E io so, per come sono fatto, che non resisterei alla tentazione di utilizzare le mie conoscenze, competenze e capacità, se vivessi in Italia.
    Come credi che mi senta quando, colloquiando con Skype con amici rimasti in Italia, mi sento dire che "in fondo, eliminare l'art. 18 potrebbe essere utile per creare nuova occupazione"?
    Come credi mi senta quando ricordo di aver risposto a un annuncio di lavoro che recitava: "Cercasi perito chimico con buon inglese" inviando il mio CV in inglese, e sentirmi richiamare dalla stessa azienda che mi dice: "Potrebbe rimandarcelo in italiano, ché qui nessuno di noi conosce l'inglese."?
    Come credi mi senta quando faccio colloqui per ditte francesi in un campo che conosco poco e mi sento dire: "Mais ça n'est pas un problème... Vous avez assez d’expérience pour bien réussir dans cet domaine"?
    Voglio sangue? Sì. Te lo confesso tranquillamente. Ma non sangue alamanno.
    Voglio il sangue dei traditori. Voglio che a scorrere sia il sangue di coloro che hanno accettato di regalare la terza economia d'Europa, le intelligenze e le vite del mio Paese ad altri. Voglio il sangue di quelli che hanno costretto me e tanti altri a parlare coi loro figli attraverso un computer, a sentirsi trattati da mafiosi da alcuni colleghi di lavoro, a vedere la mia terra affondare ogni giorno che passa.
    Nel film "Micheal Collins" il protagonista dice una cosa che - ora - direi anch'io (e non avrei mai pensato andasse così): "Li odio perché hanno reso la violenza necessaria".
    E, nonostante queste cose, nonostante questa rabbia, preferirei che il peccatore si converta e viva - e poco importa che lo faccia per convinzione o per convenienza; in fondo, un Paradiso non si nega a nessuno.
    Vedi, so che non ritornerò a casa mia, se non - forse - quando sarò in pensione. So che, a chi mi chiede: "Ma quando torni?", rispondo ogni volta: "Quando vedrò le ghigliottine sulle piazze, e le ceste riempite delle teste di coloro che ci hanno portati fin qui". So anche che quando tre persone si riuniscono per cospirare, due sono spie della polizia, e il terzo è un pollo.
    Quindi leggo, cerco di imparare (e la lettura - se non la comprensione - di quanto scrivi mi ha salvato la vita, perché ho deciso di emigrare in conseguenza di ciò che leggevo qui), ti ringrazio per il tuo lavoro. E abbraccio tutti.

    Un saluto
    e buona vita

    Guglielmo

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    1. Vedi, proprio perché condivido totalmente il tuo sentimento, sono contento di averti aiutato a sfuggire non tanto da questo paese, quanto dalla tentazione della violenza. Si, è vero: austeriani e appellisti (nella mia professione) stanno lavorando alacremente, giorno dopo giorno, per rendere la violenza inevitabile. Peggio ancora: stanno lavorando perché noi si arrivi a considerarla come necessaria e quindi come naturale. Stanno facendo questo a noi perché non hanno il coraggio di fare quello che abbiamo fatto noi: dire la verità, offrendo ai politici una sponda alla quale approdare. Il risultato è che da una parte abbiamo il ribellismo dei simpatici cialtroni del "fuciliamoli tutti" (con ampi dibattiti sulla eventuale buona fede dei fucilandi), e dall'altro abbiamo la totale impossibilità, per chi lavora in politica e nelle istituzioni, di smarcarsi in modo credibile dal monopensiero, perché questo blog, anche se grazia anche al vostro aiuto sta diventando un riferimento credibile, non può bastare ad avviare una riflessione a livello nazionale. Siamo pochi, siamo in una nicchia.

      Basterebbe che quattro colleghi si rifiutassero di prestare giuramento all'eurismo. Non ce ne vorrebbero di più. E c'è gente che non è ricattabile e che sa benissimo come stanno le cose. Ma non lo fanno. Non so perché.

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    2. "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (Isaac Asimov, Fondazione).
      Non sono un nonviolento. Ma non riesco a vedere la violenza come "naturale". La violenza è sempre una scelta, perché scegliere di assassinare un altro essere umano non viene spontaneo a nessuno.
      Ai fucilatori applicherei serenamente il comandamento di R. Heinlein ("La Luna è una severa maestra", 1966) "Sono d'accordo con la pena di morte, ad una condizione: chi la decreta la esegua, con le sue mani, senza altri strumenti, senza fucili, plotoni di esecuzione, sedie elettriche". Credo che diminuirebbe rapidamente il numero dei fucilatori.
      Io la guerra l'ho vista. Quella vera, fatta di eserciti contrapposti, di civili presi in mezzo, di case sradicate dalle fondamenta, di amiche e compagne violentate nel corpo e nell'anima. E non voglio rivederla. Non voglio essere costretto, come diceva Hannah Arendt, a "convivere con un assassino: me stesso".
      Sulla tua domanda finale, che ti posso dire? Se non lo riesci a capire tu, che sei lì, è la tua professione, e conosci quel mondo (che io ignoro, completamente) non attenderti una risposta su questo da me.
      E, in fondo, che importa il "perché"? Basta il "come", bastano i fatti.
      Essere parte di pochi non mi preoccupa. Il mio lavoro, in tutta iltalia, lo facevamo - forse - in una ventina di persone; non ho mai cercato né la massa né la folla. Se hai ragione, prima o poi, le cose andranno come dici tu, perché la scienza funziona così (alla legge di gravità puoi anche non credere, ma non ti consiglio di gettarti dal quarto piano per verificare la sua infondatezza...). Il problema è che non risponderà nessuno per i morti e i feriti lasciati sul campo nel frattempo, ma questa è una storia già vista.

      A presto, spero, se ripassi da Rouen.

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    3. Quest'anno a maggio. Grazie a Dio il lavoro coi colleghi francesi sta dando frutti.

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    4. Forse perché per molte persone il servilismo non è una necessità ma una vocazione.

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    5. Sono più giovane ma ti capisco, sono scappato in volo prima di impazzire. Mi sono sentito a trent'anni come pronto ad esplodere ma tenuto col freno tirato da una situazione assurda. Ed ora vorrei tornare, ma il mio capo martedì mi parla di visto e temo starò via minimo altri due anni chiamando su Skype i miei. La tua situazione capovolta in pratica.

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    6. Siamo gli unici predatori che uccidono senza apparente motivo.L'aggressività e la violenza ne sono dirette conseguenze.La prima è essenziale per una crescita normale dell'individuo.
      Permeare tutto con la razionalità non è facile e non è da tutti.
      Noi viviamo in un mondo violento che uccide per interesse.Che sia l'IO al potere,che siano i droni a uccidere innocenti,che siano ideologie,che sia quello che volete questa è la realtà umana.Nazisti o comunisti o quello che volete che siano.
      I conflitti sono spesso irrisolvibili se non tramite la violenza perchè a un certo punto prevale l'istinto,la scimmia antropologica che vive stabilmente dentro di noi.
      Se sostituissimo Alex con Renzi,terapia Ludovico,il contado si lamenterebbe delle scene e non dell'Inno alla gioia (€) di Beethoven.Perchè ama se stesso fino al punto di negare la realtà.
      Io mi sento un tantino così.
      Non siamo diventati conterranei solo per questioni di vita o di morte ma ti assicuro che,con la possibilità che abbiamo tutt'ora,la tentazione rimane forte.
      C'è una certa empatia che ci accomuna tutti quanti,quì.
      Sono reduce da 150 pagine di DEF e dal blog di orizzonte48 e il quadro è ben delineato.
      Vedremo fino a quando l'Italia sarà succube della follia.

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    7. Questi non puntano affatto alla violenza(se non come extrema ratio e in casi isolati),semplicemente vogliono abituare pian piano il popolo,soprattutto i più giovani,a lavorare 12 ore al giorno per uno stipendio misero.Il metodo utilizzato e' "o ti adegui o muori di fame,tanto fuori ci sono un sacco di disoccupati che chiedono lavoro".Funziona benissimo,Grecia docet.

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    8. "Basterebbe che quattro colleghi si rifiutassero di prestare giuramento all'eurismo. Non ce ne vorrebbero di più. E c'è gente che non è ricattabile e che sa benissimo come stanno le cose. Ma non lo fanno. Non so perché."

      Secondo me non è come dice Massimo Zito, una questione di servilismo, piuttosto potrebbe essere l'odio.

      Chi non riesce ad accettare i tanti difetti del nostro paese, potrebbe nutrire il desiderio di punire gli italiani, magari credendo che questo possa servire da lezione e renderli migliori.

      I media hanno attizzato il fuoco per anni, prosperando con le inchieste che hanno messo in evidenza il peggio del paese.
      Non mi meraviglierei che anche fra economisti di un certo livello vi possa essere chi spera che il paese subisca la pressione esterna fino ad essere costretto a risolvere i suoi problemi, per quanto secondari rispetto alla moneta.

      Insomma, un desiderio cosi forte di moralizzazione, tale da rendere la questione macroeconomica l'arma punitrice che potrebbe cambiare il paese in meglio. Cioè un bagno di sangue per purificarci.

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    9. Druck erzeugt Gegendruck. In italiano, Pressione crea contropressione.
      (Proverbio tedesco)

      Quando la Wehrmacht avanzò rapidamente verso Stalingrado, lasciò dietro di sè terra bruciata.

      Quando i soldati del armata rossa nel 43 incominciarono la loro marcia per Berlino videro i loro campi bruciati, le loro città rase al suolo, le loro donne violentate è poi freddate, i loro bambini è i loro vecchi trucidati. Quando entratono nel Generalgouvernement tedesco incontrarono le fabbriche della morte tedesce. Poi i soldati russi entrarono in terra tedesca è sui tedesci si scaricò un enorme energia negativa.

      Druck erzeugt Gegendruck.

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  10. Qualche volta la violenza e' pedagogica. Sono i tedeschi che ci hanno fatto passare dalla repubblica di Weimar a quella di Weidmann, e questo non glielo perdonero' mai.

    Ho visto le proiezioni (per quello che valgono) del PIl pro capite fino al .....2050 (peggio delle previsioni meteorologiche); in pratica non c'e' nessun paese dell'eurozona che crescera' sensibilmente. Gli USA in confronto voleranno. Ovviamente prendo tali dati con i guanti ma....penso proprio che crepero' prima di vedere la mitica crescita.

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  11. Concederai loro l'onore della polvere ? Tuttavia io aspetterei ancora, sarai forse più contento di vedere i loro cadaveri trascinati dal fiume della storia.

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  12. Stasera ho accompagnato mia moglie a messa, come faccio di solito, anche se sono agnostico; la Parabola evangelica era quella del tributo e della moneta appartenete a Cesare e con l' immagine di Cesare. Mi ha colpito profondamente, stasera, ed ho ingenuamente pensato che probabilmente Gesù davanti ad una moneta di un euro, sarebbe stato in difficoltà a rispondere a quella domanda dei Farisei, a chi appartiene l' euro, a quale Potere-Cesare appartiene e d' altronde non ci sono forse molte analogie con quella situazione a ben pensarci? Chi gestisce realmenteil potere, la politica e l' economia in UEM, sono forse gli Stati o essi sono realmente (tranne forse uno) terra di conquista?
    Ricordo la parte fondamentale della Parabola:
    Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
    Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

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    1. Caro Alberto 49 , non ci sarebbe stata nessuna differenza se l’episodio fosse avvenuto attualmente con la moneta euro .
      IL senso della parabola è lo scontro fra un onest’uomo intelligente e una massa di ipocriti .
      La domanda dei farisei era a trabocchetto : BISOGNA PAGARE I TRIBUTI A CESARE ?
      Se Gesù rispondeva di si si sputtanava con il popolo che già era gravato di tasse da pagare a RENZI opsss….a ROMA
      Se Gesù rispondeva di no veniva denunciato alle autorità romane come un ribelle che incitava alla rivolta e all’evasione fiscale .
      Gesù da uomo intelligente ( o da DIO , per chi è credente ) ha fregato gli ipocriti con una risposta dalla logica impeccabile .
      Oggi sarebbe avvenuto così : E’ LECITO PAGARE I TRIBUTI ALLA UE CON IL FISCAL COMPACT ?
      RISPOSTA : DATE ALLA BCE QUELLO CHE E’ DELLA BCE !
      CIAO

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    2. Caro Gianni,
      grazie della rivisitazione in senso UEM, su cui però dissento, non porrei la questione sul F.C. ma su qualcosa che è a monte; ma attendevo proprio un commento per integrare la mia provocazione.
      l' ipocrisia che oggi a mio avviso è dei nuovi Farisei (qui si chiamano PDini) è quella di tacere ai cittadini, il fatto che al posto dell' effigie cesariana, sul denario, che oggi potrebbe avere lo stesso valore di circa 20/25 euro, ci dovrebbe essere sulla relativa banconota, quella del cancelliere tedesco di turno, sul lato A con l' iscrizione Deutsch Bundeskanzlerin e sul lato B va benissimo l' aquila nera su fondo giallo che rende bene l' idea dell' idea di annessione imperialistica in atto.
      Per il resto non vedo grandi differenze, nella dinamica dell' evento iniziale, una volta che si sia stabilità la verità dei fatti.
      I nuovi Farisei, e ce ne sono una quantità industriale nei vari Paesi UEM, non avrebbero alcun imbarazzo a ripetere il quesito, anzi lo farebbero con il sadismo che conosciamo! Il senso della domanda, sarebbe lo stesso, improntata alla stessa spregevole doppiezza, quella di chi finge ma non prende posizione o è connivente, ma non saprei dire cosa sia peggio. Le conseguenze però sarebbero a mio avviso diverse, perchè oggi quei Farisei sono molto più perversi e crudeli di allora.

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  13. Contiamo le nostre forze.
    Ci sono i goofys col Prof in testa che ha tracciato la strada e l'ha riempita di contenuti fattuali e scientifici, poi ci sono altre belle teste, c'è poi la Lega e i Fratelli d'Italia che hanno raccolto il messaggio e lo stanno interpretando mi sembra correttamente.
    Si tratta ora di far montare l onda: dall alto (ai 4 colleghi del prof se ne aggiungeranno anche altri perchè la verità sta venendo a galla e qui il compito è di quelli tra voi esperti della materia primo tra tutti il prof), ma anche dal basso affinchè la consapevolezza di un numero sempre crescente di persone rappresenti fiato sul collo della politica perchè non dimentichiamo che per l'€xit occorre una maggioranza parlamentare.
    Allo scopo credo sarebbero utili anche approcci complementari e meno ortodossi della politica economica che è si il cardine del messaggio ma in molti casi risulta ostica ai tanti che vorrebbero sapere e capire ma non hanno l'attrezzatura adeguata e alla fine restano avviluppati nella disinformazia. Non mi sto riferendo a quelli da convincere che al prof giustamente, non facendo politica, non interessano. Affari loro.
    Per fare qualche esempio di approccio non convenzionale intendo la satira o l'ironia di un Crozza che è molto più efficace dei sermoni di noti editorialisti. Oppure il ricorso al marketing. Ma ognuno di noi può fornire un contributo originale e funzionale allo scopo in base alle proprie competenze, esperienze e possibilità.
    In altre parole non sarà il caso di cominciare anche noi goofys a sporcarci un pò le mani? Come ha fatto il prof mettendoci la faccia.
    Magari si sentirà meno solo e se i 4 colleghi arrivano meglio se no chissenefrega, starà in buona e chiassosa compagnia.

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    1. Carissimo, sì, il principio è condivisibile, ed è anche stato espresso qui tempo addietro, ma personalmente vedo due problemi che non dovremmo mai perdere di vista.

      Il primo è che siamo una nicchia di una nicchia. La nostra relativa visibilità in rete e (grazie a me e ad alcuni di voi) sui media non ci deve trarre in inganno. Siamo sempre uno zero virgola. Credete che se fossimo una percentuale a due cifre non si potrebbe fare "er partito"? Si potrebbe (ma rimarrebbe l'enorme problema del decidere cosa fare dopo). Ma siamo uno zero virgola.

      L'altro problema è che per convincere i politici a parlare è molto più rilevante che intervengano degli opinion leader piuttosto che dei "movimenti dal basso". Dei "movimenti dal basso" se ne sbattono, i media li presentano in modo spesso distorto (esempio: i "forconi"), rappresentano comunque minoranze di minoranze.

      A me dicono: sappiamo che hai ragione e che andiamo incontro a una catastrofe, ma se lo dici solo tu non possiamo nemmeno parlarne. E vengono loro a dirmelo, pregandomi di essere "gentile" coi porci che distorcono per motivi tattici il mio messaggio. La risposta è, ovviamente, che non sono io a dover essere gentile coi suini (che peraltro sono animali intelligenti): sono loro a doverli prendere a calci nel sedere, assicurandogli protezione politica qualora essi decidano di esporsi. Ce ne son tanti che sono al top della carriera: ma di cosa mai avranno paura?

      Io continuo a non capire, e comunque coi bagnailafafacile applico la zero trollerance policy.

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    2. A me pare davvero assurdo. Non capisco perchè un politico che dica: "mi sono sbagliato" dovrebbe avere problemi per la propria carriera se lo fa per tempo, non è molto peggio un politico che invece continua a difendere l'indifendibile ?
      E poi, dove sta scritto che debbano essere alcune brillanti menti a dover cambiare rotta per far diventare il tutto "credibile" ?
      Evidentemente se non lo fai o se per lungo tempo hai sposato una causa persa con ottusità o per tattica, tanto brillante non lo sei.
      Mi sembra proprio che in Italia i bravi economisti che si sono esposti, come lei, Rinaldi, Borghi, ecc. ci siano, perchè non dargli peso ?
      La consapevolezza che le proprie tattiche portino alla catastrofe secondo me è una delle cose peggiori in assoluto.

      OT avendo letto che sta pensando di muoversi per vie legali, almeno mi sembra, interessano eventuali segnalazioni, anche di gente comune che su FB diffondono bugie sul suo lavoro ?
      E' decisamente ed oltremodo scocciante continuare a leggere falsità

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    3. SVIZZERA: "possibile mai che io debba arrivare fino a qui per vedere un politico che, preso atto di una decisione dei suoi concittadini contraria alle sue preferenze, fa autocritica ed espone come intende gestirla, esprimendo rispetto per la volontà popolare, anziché avventurarsi in indecorose invettive o in incomprensibili supercazzole?"

      ITALIA:"L'altro problema è che per convincere i politici a parlare è molto più rilevante che intervengano degli opinion leader piuttosto che dei "movimenti dal basso".

      Vogliamo interrogarci sul perché in Svizzera un politico si interessa dei problemi della sua base votante mentre in Italia se ne strafreghi?

      Sarà la costituzione? La legge elettorale? La dimensione dei collegi e dello stato? La SStoria diversa? Saranno gli elettori?

      Che ca*** dobbiamo fare per avere politici alla svizzera?

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  14. Non ho capito: il politico ticinese ha espresso quei giudizi sugli italiani in una omelia ai presenti o in conversazione con lei?

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    1. Non mi son spiegato. Il politico federale ha parlato di problemi loro (il referendum sull'immigrazione). Nel consesso erano presenti numerosi imprenditori e politici locali che deploravano lo stato delle cose del nostro paese del quale unanimemente riconoscevano gli elementi di eccellenza (e naturalmente le criticità). Due momenti diversi della stessa serata.

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  15. Dunque sotto il cielo d''Elvezia le cose sono mooolto cambiate rispetto a prima:
    https://www.youtube.com/watch?v=S4ou1pNZPMs
    E altro è il governo che "schiavo d'altrui si rende / e d'un popolo gagliardo le tradizioni offende"

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  16. Siamo sempre uno zero virgola
    Appunto, o ci si rende conto che i partiti non nascono dalla rete o siamo finiti.
    L'incazzatura non serve a nulla, i partiti avevano radici profonde nella società, analizzavano i problemi, forse non vi ricordate i centri studi dei partiti. Non erano merda come si dice da 20 e più anni; questo paese ha conosciuto il benessere anche grazie ai partiti.
    Il loro trasformarsi in comitati elettorali ha definitivamente scollegato e sconnesso dalla realtà quotidiana la politica.
    Il movimento 5 stelle, lodevole ora dimostra tutta la sua inconsistenza e incapacità di affrontare i problemi che sono gli stessi del 1945; un paese distrutto da ricostruire. Lo ricostruirono i partiti non il movimento dell'uomo qualunque di Giannini, peraltro gigante del pensiero rispetto ai leader attuali.
    Vorrei poi che ci levassimo dalla testa tutte queste ubriacature su corruzione, trasparenza, classifiche mondiali sulla legalità che vedono l'Italia agli ultimi posti.
    Di queste cose e dei moralisti da strapazzo che continuano a fustigare l'Italia ne ho le palle piene come dei luoghi comuni sulla burocrazia.
    Paragonate un normale dipendente pubblico italiano con uno crucco: se deve pagare una fattura quanti adempimenti e controlli ha? ve ne cito alcuni: flussi avcp, cig, cup, controllo equitalia, trasparenza, rischio indagini corte dei conti, magistratura penale, gdf, nas, collegio sindacale, sistemi ispettivi interni di controllo ex legge 662/96, organismo indipendente di valutazione della perfomance se succede un casino e collegio disciplinare, responsabile della prevenzione della corruzione, comunicazione GAP(ANTIMAFIA) per pagamenti superiori ai 150 mln delle vecchie lire) e sicuramente ne dimentico altri.
    Abbiamo una produzione legislativa continua, contraddittoria e determinata su molte cose dall'europa.
    Con tutti sti cazzi che volano, bassi, ma volano all'altezza dello sfintere, cosa devi fare.
    Per lasciar perdere tutto il codice degli appalti quando devi acquistare qualcosa o la medicina difensiva per i medici che rischiano incriminazione per ogni cosa.
    Basta, cosa volete che faccia una persona dotata di buon senso? si difende, cerca di non sbagliare, tanto nella migliore delle ipotesi è un fannullone, nella peggiore un delinquente matricolato.
    Sulla manovra di quel ridicolo presidente del consiglio, circondato da donne e uomini giovani che dovrebbero salvarci dal disastro della 1 repubblica, cosa dobbiamo dire?
    Il cammello non beve e quindi non devi fare manovre che aggiungano acqua, devi far bere l'esistente, quindi devi stimolare la domanda interna, non secondo quello che dicono i soloni ex pci di sel e pd, cioè con aumento di spesa pubblica, ma riqualificandola poichè bagnai ci ha insegnato che un aumento di spesa pubblica fa contenta la germania perchè le importazione sono in funzione del reddito disponibile.
    Per cui fuori dall'euro ci porterà Marine Le Pen per un semplice motivo: la force du frappe della Francia.( forza di dissuasione nucleare francese- vi evito di raccontarvi la teoria militare in base alla quale chi ha meno potenziale nucleare attacca per primo non avendo nulla da perdere)
    Dopo il 1870, dopo il 1914 e dopo il 10 maggio 1940 i francesi ne hanno le scatole piene di una quarta invasione tedesca.
    In Italia non c'è all'orizzonte uno statista in grado di assumersi questa responsabilità; quello attuale a parte il gusto della battuta non possiede altro.
    Non vedo alcun Benito Mussolini, Alcide De Gaspari o Bettino Craxi all'orizzonte; so che con questa affermazione mi attirerò gli strali di tutti i cinquestellisti ( si die così) e i piddini pentiti che leggono questo blog, ma è la democrazia
    saluti

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    1. Ma la netiquette? Perché noi queste cosine un po' le sapevamo, o almeno pensavamo. Però magari un ripasso è utile.

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    2. se ho offeso chiedo scusa, non credo comunque rispetto quello che dice il padrone del blog che stimo per le sue capacità e per il coraggio di essere fuori dal coro
      ps: avevo dimenticato il D.U.R.C.!!!! Documento di regolarità contributiva che mi impedisce di pagare aziende che mi hanno fornito beni/servizi se non sono a posto con i versamenti contributivi.Magari aziende che vantano crediti nei confronti della PA, hanno già anticipato l'IVA e non ricevono credito dalle banche. A proposito tasso annuale di una banca di credito cooperativo di durata di 5 anni per un importo di 17000 euri a un .dirigente pubblico con busta paga da 2100 netti e oltre: 7,70% tur BCE attuale 0,05% come la mettiamo?
      altro che netiquette

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    3. Diceva un avvocato con 20 anni di galera e venti di marciapiede (così si autodefiniva); oggi chiunque debba avere a che fare con lo Stato italiano, imprenditore, professionista, dirigente pubblico etc, deve andare in giro con le mutande di latta e avvocato a sinistra e commercialista a destra (ma oggi anche loro debbono farlo e sono sull' orlo di una crisi di nervi). Ma voi non potete permettervelo, capisco chi è dotato di professionalità nel pubblico (ne ho incontrati tanti) ed animato da voglia di fare bene! Purtroppo anche la Marine, sarà segata dalla cupola!

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  17. Circa la vicenda dell'aereo malese abbattuto MH-17 (sulla quale avevo espresso delle opinioni in http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/uga-la-serpe-e-laquila.html?showComment=1409313909764#c4950313460906937077) mi preme solo far sapere che non faccio parte dei servizi segreti tedeschi . ( http://www.repubblica.it/esteri/2014/10/19/news/aereo_malese_abbattuto_filorussi_ucraina-98483460/?ref=HREC1-5 )

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  18. https://m.youtube.com/watch?v=r4Zg9-X6UDk
    Prof,uno dei tanti "miracoli" dell'euro...

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  19. Purtroppo,la violenza é nella Storia e nell'idiozia umana...qualche volta è servita,altre no...
    Quanto allo zero virgola,si comincia sempre così....un rigagnolo che può diventare fiume...l'unica obiezione è che il tempo è poco

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  20. A proposito di gente che tradisce la propria gente; ho appena letto il vivace "scambio" tra Seminerio e Roberto Basso (ionosonouneconom.org), portavoce di Padoan (e come fa ad essere il suo portavoce se ......; sono naive non capisco):

    http://phastidio.net/2014/10/19/il-corralito-del-governo-renzi/

    Ma non c'e' da mettersi le mani nei capelli? E' un incubo o e' la realta'?

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  21. Cito Bagnai: la Confindustria non ha un modello economico che analizzi le conseguenze di varie ipotesi di disgregazione dell' UE, la Banca d' Italia non è pervenuta.
    Mi chiedo il motivo per cui negli ultimi 3 o 4 decenni i partiti italiani abbiano perso capacità di analisi. Questo è causa o conseguenza della cattura delle relative élite da parte delle anonime invisibili cerchie nemiche dei diritti democratici e sociali (parafrasando Savona dal minuto 45)? La variabile temporale ora è politicamente ed economicamente decisiva. Se questo Spettro reazionario ci ha convinto che l' auctoritas (dei mercati) non veritas facit legem di Hobbesiana memoria, le istituzioni partitiche, pena l' infausta disgregazione dell' entità politica nella quale operano, quindi della legittimità delle sue leggi, hanno la necessità di rivendicare il principio classico del liberalismo no taxation without representation (poi dopo facciamo a pugni, ma su un ring, non sul marciapiede).
    Per fare questo, in questo momento, hanno bisogno di una fonte di legittimazione "esterna", quali potrebbero diventare i modelli posti in essere da A/simmetrie. La legalità della produzione legislativa verrebbe ripristinata plasmando la cultura delle forze politiche intorno ad una informazione corretta sulle conseguenze economiche delle misure ora necessarie. Ampliare il quadro politico, anche se i numeri e il tempo lo permettessero, forse, non sarebbe risolutivo, perchè verrebbe a mancare quella legittimità esterna ai partiti e ai mercati.
    Il timore che i movimenti dal basso vengano sistematicamente distorti dall' informazione ed il ruolo degli opinion makers nell' influenzare i politici sono considerazioni che denotano la precisione con la quale Alberto analizza le dinamiche politiche in corso.
    Ripeto quanto detto in altra occasione: solo se qualcosa andasse storto, in presenza di un vuoto politico come quello verificatosi dopo tangentopoli, allora occorrerebbe avere la forza necessaria per influire sul modo nel quale il vuoto di potere venga colmato.
    In penultima analisi: se l' anima della Costituzione del 1948 sopravviverà, sarà necessario che quella cultura che nella fase di Liberazione ha plasmato le forze politiche, diventi patrimonio comune di tutti i cittadini, agendo incisivamente sul sistema pubblico di istruzione. Questo può bastare? Oppure Piketty ha ragione: il benessere sperimentato dal secondo dopoguerra agli anni '80 circa si configura come un eccezione, giustificata in primo luogo dall' URSS? (Sugli altri fattori che cita, come l' esigenza di ricostruzione, l' edilizia ecc., credo siano fattori secondari o comunque sostituibili, ma è necessario il ruolo economico e finanziario dello Stato, come lo esercitò allora). E' possibile sostituire la minaccia immanente dell' URSS con un rinato pluralismo di weltanschauung? Ma in cosa consisterà un potere di enforcing sufficiente? Il sistema formativo può essere sufficiente o è un' illusione?



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    1. Mi pare che il quadro politico e formativo offra attualmente poche chances....una sagra dei sordi,tolte poche eccezioni,a fonti di legittimazione esterna che non sia quella dei vari Junkers o Barroso.E' sempre così alla vigilia del crollo,l'enforcing definitivo.

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    2. Non amo particolarmente la confusione concettuale, anche se, in questo caso, ne comprendo la consapevolezza e l' ironia.

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    3. Ma in fondo hai ragione. E mi vengono in mente Leopardi e il nostro fattore B.
      La questione è PENSARE rimedi ed istituzionalizzarli. In assenza di ciò, temo che un ipocrita bonapartismo interclassista mascheri le disfunzionalità del sistema produttivo e redistributivo, come in Francia nel 1850, in Italia nel ventennio fino ad arrrivare ai nostri anni '90 con la retorica della globalizzazione e del welfare delle opportunità. Negli anni '30, i più sensibili auspicavano che tenere vivo il ricordo della catastrofe potesse rappresentare un antidoto. Abbiamo visto come è andata. In questo quadro colloco il secondo volume di Bagnai che, non a caso, pare ponga l' accento sulla staffetta dei debiti. Aumentare la consapevolezza di come funziona il capitalismo e la democrazia rappresentativa è condizione necessaria. E rappresenterebbe un miracolo.

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  22. Ancora con la domanda? Ma non l'ha ancora capito che conta solo l'offerta?

    DAR!

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