MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 24 settembre 2014

Nome omen.

Piketty.

Piquette.


(nec pluribus impar)

56 commenti:

  1. :D un Tavernello ( con tutto il rispetto, s'intende ), dunque!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche meno.
      In piemontese pichéta, bevanda a tenore alcoolico molto basso, usata durante i lavori faticosi per reidratarsi e combattere la sete. E basta.

      Elimina
  2. scegliamo la 3 (come dicono nei nostri quiz televisivi, incapaci ormai di replicare anche le parole già dette e scritte)!

    RispondiElimina
  3. "Francia, Italia, Germania, Belgio, Olanda, Spagna. Serve un gruppo pilota per dimostrare che l'integrazione delle politiche di bilancio è possibile."

    Nobel? Mi ricorda le barzellette "c'e' un italiano, un francese ed un tedesco...", ma non fa ridere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A proposito della barzelletta sull'integrazione: Viktor Orban si è rifiutato di far entrare l'Ungheria nell’Eurozona. Ha ripreso il controllo della banca centrale per poter acquisire di nuovo la gestione della politica monetaria; ha ridato centralità all’intervento pubblico e nazionalizzato il sistema pensionistico; ha ripreso possesso della controllata ungherese del settore energetico posseduta dal gruppo tedesco E.ON., della società petrolifera MOL e di una società idrica che era stata acquisita dalla francese Suez. L’obiettivo è ottenere il controllo dei servizi pubblici e delle utilities e rompere il monopolio privatistico sui settori pubblici. Non ha più una politica filoatlantista e ha, invece, costruito una solida collaborazione con Mosca. Ora l'Ungheria vive un momento di grande ripresa e il suo PIL vola oltre il 7%,
      E' proprio il contrario di quello che i nostri governi hanno fatto finora per Italia.
      http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=8799

      Elimina
    2. Mi intendo un po' di enigmistica: Orban non è l'anagramma di Renzi.
      Ne sono più che sicuro.
      È un esempio pericoloso.
      Durerà?

      Elimina
  4. E s'è perso Ferrero a Omnibus.
    Spettacolo rivoltante (almeno finché ho ascolato, poi CLICK), per chi sa come sono andate le cose.
    Solo qui riesco a trovare un minimo di conforto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ferrero difende a spada l'euro-zona, che rapresenta il neoliberismo nella sua forma piu pura, cioè un NON stato senza moneta, senza banca centrale funzionale, senza costituzione. L'euro-zona è la madre di tutti i neoliberismi, credo che attualmente qualcosa di smile non esitsti al mondo.

      Nello stesso tempo Ferrero critica il neoliberismo.

      1-1 = 0, cioè Ferrero parla del nulla o non sà quel che dice.

      Ho la sensazione che i socialisti italiani siano tutti un pò confusi.

      Elimina
    2. @Paolo Corrado e tutti

      Non c'è da stupirsi più di tanto, considerato che in un altrove formalmente più "compagno", cioè Lotta Comunista, il verbo è:

      1) L' € è uno strumento del capitalismo
      2) La lotta contro l'€ è funzionale al capitalismo.

      Ah, ho capito: sarà perché la logica è un'invenzione borghese...


      Elimina
    3. Oooh, finalmente ho capito ;)
      E se abbattessimo il capitalismo e salvassimo l' €?

      Elimina
    4. ...in fondo, in quanto "relitto umano", non conterei un quantum comunque, mi fagociterebbero. Tanto vale riaffermare la mia leadership a sinistra.
      Fa' parte del mio mestiere, cosa vi meravigliate? Tutti i miei colleghi hanno morti sulla coscienza, questa è politica...lo vogliamo sconfiggere il capitalismo o intendiamo subire all' infinito i suoi ricatti?

      Elimina
    5. In fondo Velo di Maya ha ragione: non tutto il CH4 è riutilizzabile.

      Elimina
  5. E' l' ora dei giovani venditori di fumo. Evidentemente hanno soppiantato le nuove generazioni di studiosi che fanno serie e rigorose analisi in un contesto serio e rigoroso; accade macroscopicamente in politica e in economia, ancora non nel campo scientifico, o tecnologico, anche se pure lì ci sono delle crepe (fusione fredda, velocità iperluminali etc).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A proposito di venditori di fumo, avete visto l'editoriale di De Bortoli su Renzi?
      Che sta succedendo?

      "Devo essere sincero: Renzi non mi convince...sua squadra di governo è in qualche caso di una debolezza disarmante....Persino il ruolo del ministro dell’Economia, l’ottimo Padoan, è svilito dai troppi consulenti di Palazzo Chigi."

      L'ottimo Padoan, i consulenti. Parla di Tabby?

      Elimina
    2. @Alberto49
      Distinguerei "lo studio" dalle cronache che ne fa l'informazione mainstream. L'economia poi è un caso a parte di ricerca fortemente influenzata da pressioni economiche, che ci sono in tutti i settori ma con un criterio diverso. Infatti anche nei casi "devianti" che hai citato l'aspirazione era quella di fare il colpo grosso DEMOLENDO il paradigma esistente; casomai è mancata la cautela, però non sono mancate le verifiche e il sistema ha funzionato.
      Invece, parlando d'informazione, quella "tecnica" mi pare segua un modello assai diverso da quella mainstream.
      Faccio un esempio. C'è appena stata Photokina e i siti specializzati presentavano quotidianamente nuove notizie, che cercavano di comporre in un disegno organizzato e chiaro, legato con frasi del tipo "come vi avevamo anticipato", "precisiamo che", "diversamente da quanto sembrava", ecc.
      Al contrario nell'informazione mainstream sembra prevalere il principio dell'infotainement, della "informazione sexy" degli spin doctors che deve sempre offrire qualcosa d'inatteso e sorprendente. Questo meccanismo accattivante offre anche il pregio di un "effetto mosso" che non permette mai di mettere bene a fuoco i fatti, lasciando questo compito agli articoli di fondo (come i "domenicali" di Scalfari) che frullano e manipolano sfacciatamente i fatti per confezionare ai lettori la verità della settimana, semplicissima e confezionata con gli artifici retorici più vergognosi.

      Elimina
    3. Qua l'analisi di possibili "retroscena": http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/quando-dall-altra-parte-dell-oceano-pittibimbo-si-sveglier-85111.htm

      Elimina
    4. @Frank
      certamente il sistema di verifiche funziona e c' è la riproducibilità dell' esperimento, anche se ormai misure e teorie sono molto meno deterministiche; quindi credo che ci sia una intrinseca difficoltà a gestire i fenomeni, anche per una questione di costi proibitivi che non tutti possono permettersi.
      In economia sembra che il Nobel sia ormai un fatto privato USA, ma non riesco a definirne né la matrice dei fattori causali né tantomeno se ci siano ragioni legate a fattori legati al collegamento con le oligarche finanziarie del paese d' origine.
      Sono d' accordo sulla sfacciataggine mediatica in voga qui nel nostro Paese, dove anche chi dovrebbe essere, per età e per autorevolezza un riferimento sicuro per le nuove generazioni, invece trucca se stesso e ciò che dice; una vera vergogna! I buoni maestri non ci sono quasi più, uno dei pochissimi per fortuna è qui e ci guida.

      Elimina
    5. @ALBERTO49
      Sul campo specifico della scienza economica lascio ovviamente la parola a chi ci lavora.
      Dall'esterno noto con (o senza) una certa sorpresa che in altre scienze che ho seguito meglio l'obiettivo massimo è sempre scardinare il paradigma vigente, mentre in economia si direbbe che le cose stiano diversamente.

      Elimina
  6. Repubblica gli ha già dato il Nobel? Che strano. :D

    RispondiElimina
  7. caro , io devo essere proprio un coglione , che a volte ho il dubbio che anche nel campo scientifico ci siano delle strane asimmetrie delle strane preferenze (al chè penserei che si seguano certi interessi meno scientifici ) ...manno eziandio, non può essere : lì siamo al sicuro perchè tutti seguono il metodo ; ecchè piero angela ha fatto quark per caso ? e io che avevo abboccato e avevo coprato e financo letto il segreto delle tre pallottole

    RispondiElimina
  8. Ricordate Roger Bootle ? Nel 2012 si aggiudicò le 250000 sterline del Wolfson Prize per il miglior piano di uscita di un Paese (che chiamò Greece per comodità) dall'euro.
    Ebbene, ecco la sua più recente esternazione : "The solution to Italy’s woes is quite simple – leave the euro. Unless something big starts to change soon, Italy is on course for the mother and father of a sovereign default"
    Articolo disponibile sul Telegraph (ma è conservatore!!!!!!!) al link seguente :
    http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/11112293/The-solution-to-Italys-woes-is-quite-simple-leave-the-euro.html

    RispondiElimina
  9. vi aiuto nella traduzione: mediocre...

    RispondiElimina
  10. "Ritornare alla moneta nazionale sarebbe catastrofe". Non potevano farglielo dire all'inizio dell'articolo, così mi risparmiavo la lettura dell'ennesimo cinepanettone mainstream in salsa economista dissidente?
    Davvero disarmante come si cerchi di spacciare un articolo a bassissimo e a tratti nullo valore scientifico per le dichiarazioni di un futuribile premio nobel.
    Per di più assegnato da Repubblica, il che è molto ilare.

    RispondiElimina
  11. "Ritornare alla moneta nazionale sarebbe catastrofe. Ma l'unione monetaria senza unione fiscale e politica è la situazione peggiore."

    A parte che tra due mali è meglio quello minore.., ma che c'è peggio della catastrofe? La scala INES arriva solo fino a 7 (incidente catastrofico).
    Si potrebbe proporre il livello 8 (incidente UE)!

    RispondiElimina
  12. Mi scuso, ma vorrei informare la popolazione goofista degli sviluppi di una vicenda locale (fiorentina) ricca d'insegnamenti (passati, presenti e futuri). L'Ataf, azienda di trasporto pubblico cittadino, venduta da Renzi a Busitalia, ha comprato oltre 100 autobus nuovi Mercedes (i governi locali sono comitati d'affari delle industrie del nord. Si sente un vago sentore alla Carlo Marx?). Di questo avevo già scritto su questo nobile blog (soprattutto per sfogare la legittima rabbia di chi sa che la Menarini è messa male). Naturalmente avevo comunicato anche la reazione dei piddini acculturati: ah, prodotti di qualità, altro che quelle vecchie carrette! Nel pacchetto acquisto autobus è incluso anche il servizio assistenza Mercedes, dal lunedì al venerdì in orario di ufficio. Già, ma gli autobus circolano anche DOPO la chiusura degli uffici e anche di sabato, di domenica, e perfino di notte. E che problema c'è? Queste sono vetture TEDESCHE, capito? E un si rompano (sic, questo lo capisce solo l'indigeno Alberto). Tanto che la nuova dirigenza aveva inziato con lo smantellare il reparto officina: non ve ne dovete proprio occupare di queste macchine. Un mondo perfetto e ideale. Ma, mi dicono fonti interne, queste prestigiose vetture si rompOno a guardarle (per es. si staccano maniglie e seggiolini, ma che cosa mi dice, signora, sta scherzando? La carrozzeria lascia a desiderare, ma stai parlando della prestigiosa Mercedes. Ma chi sa magari saranno costruite da quella parte di manodopera sottopagata alla Mercedes). Bene, siccome qui siamo in Italia, paese cialtrone, ma realista e pragmatico, hanno deciso di far fare un corso di aggiornamento sulle nuove vetture ai vecchi meccanici. I quali stanno già aggiustando queste prestigiose vetture da mesi. Naturalmente il reparto officina non è stato chiuso. Chiuderà sicuramente chi un tempo costruiva gli autobus italiani. Relata refero, come suol dirsi, può darsi che la mia fonte esageri, non bisogna mai credere ciecamente a nessuno. Potrebbe essere un "nazionalista fascista". Come potrebbe esserlo l'estensore di queste righe.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che poi, anche se questi autobus mercedes fossero affidabili, rimane il punto del perché (orsù) bisogna sempre spendere i nostri soldi per comprare un qualcosa dall'estero, quando potremmo tranquillamente produrcelo in casa.
      Le competenze le abbiamo, le tecnologie pure e l'ingegno anche.
      In fin dei conti stiamo parlando di fabbricare degli orsù di autobus, mica delle navicelle spaziali!
      Su questo argomento sono "fascista" anche io. Anche da me stanno girando solo autobus mercedes; e più ne girano, più me le fanno girare, anche perché i soldi che spendono dono pure i miei.

      Ps. Parliamo di affidabilità? Ogni tanto vedo ancora girare dei vecchi Menarini di 30-40 anni fa; sicuramente ci avranno fatto centinaia di manutenzioni, ma orsù, sono ancora li che circolano, pur tra mille evidenti acciacchi, come niente fosse!
      In montagna sul Cimone (con salite tremende, ghiaccio e temperature rigide, mica pianura..), per portare le persone fino agli impianti sciistici di passo del lupo e ritorno, usano ancora dei vecchi (avranno almeno 35 anni), ma affidabilissimi, autobus Iveco progettati anche per queste particolari condizioni. Prendiamo uno di quei cosi mercedes e facciamogli fare su e giù per i tornanti decine di volte al giorno per 300 giorni all'anno e poi vediamo quanto durano.....

      Elimina
    2. Anch io vecchio comunista, dal 2010 sono diventato "utarchico"

      Elimina
    3. @alessandro ale

      Naturalmente hai ragione, Alessandro. Il punto è proprio la distruzione di capacità produttiva italiana. Lo dicemmo all'inizio di questa vicenda, quando immancabilmente si parlava di qualità. Spesso il discorso sulla qualità assolve la stessa funzione del discorso sulla moralità

      Elimina
    4. @ Celso

      Non credo che chiuda la ditta che costruisce autobus italiani.
      Ma 100 autobus avrebbe dato lavoro in italia.

      http://it.wikipedia.org/wiki/Iveco_Bus#Altri_progetti

      Comunque è incredibile che un paese che ha un industria di autobus, vada ad confiare i bilanci di una ditta estera. Iveco appartiene a FCA è FCA ha progetti di investimento riguardevoli in italia, investimenti che creano lavoro a migliaia di persone in italia, questi dipendono però dal andamento del mercato europeo, italia in primis.

      Anche le Auto blu in italia, i prodotti FCA qui hanno una quota soltanto del 70% il rimanente 30% viene dal estero, naturalmente germania. In ogni altro paese con un industria automobilistica le auto blu vengono prodotte al 100% delle proprie Industrie automoblistice. Siccuramente Lancia sarebbe in grado di costruire una carrozza di stato decente o Chrysler adesso che appartiene a FCA, Chrysler tra l'altro è specializata nelle macchine di stato, a costruito già parecchie macchine presidenziali USA che assomigliano a dei panzer. :-)

      Ma si sà, dopo Berlusconi, Marchionne è il nemico più grande della sinistra italiana, piuttosto di andare dal puzzono Marchionne si vâ dal bel biondo Zetsche che sè la ride.

      Adesso aspettiamo i numeri di settembre di FCA, qui mi aspetto un altro record di vendite negli USA. A fine mese viene lanciata la Renegade, prodotto molto importante per lo stabilimento di melfi, tra l'altro uno dei più INNOVATIVI è moderni d'europa.

      Elimina
    5. Paolo, se non mi sbaglio a Parma comprano i bus Van Hool. A Firenze credo siano 130 le nuove vetture alla fine del rinnovamento del parco vetture (ma è bene controllare i numeri, non vorrei dire fesserie)

      Elimina
    6. L'altra sera ho rivisto in tv il film "El Alamein - La linea del fuoco". In una delle sequenze un impettito colonnello così risponde, con indispettito distacco, a un tenente che gli chiede di mandare mezzi meccanici di cui erano sprovvisti nel ripiegamento: "E comunque il soldato italiano non si perde mai d'animo. Una soluzione, volendo, la trova sempre!". Come a dire: quando agl'italiani non siano dati mezzi efficienti, chi li comanda li sprona a far miracoli; quando invece i mezzi li posseggono, perché sanno come produrli e farli funzionare, vengono deprezzati per piaggeria nei confronti d’altri (vale, per ambo i casi, il ben noto e triste rispondere del ferroviere alle proteste dei reduci Alpini rinchiusi nei vagoni e nascosti alla vista comune, che Bedeschi riporta in “Centomila gavette di ghiaccio”: “Vi accorgete o no che fate schifo?”). Gran brutto vizio d’un certo modo d’esercitar potere, o assecondarlo.
      Mi pare interessante anche il riportare per esteso una articolata illustrazione del termine “piaggeria”, reperita in rete:
      «“derivato di piaggiare - lusingare, adulare, derivato da un significato figurato di piaggiare, cioè navigare vicino alla spiaggia, ma anche destreggiarsi, assecondare”. La piaggeria non è una semplice lusinga: essa connota un comportamento o un atteggiamento con sfumature lievemente più complesse. La piaggeria è una lusinga portata avanti in maniera esperta, calcolata - anche se non per questo meno viscida. Si barcamena assecondando la conformazione dell'ego, al modo di un piccolo cabotaggio; non si sbilancia mai, non tocca terra né affronta l'alto mare. Notiamo che è una parola raffinata, che si sente di rado, e non solo perché di rado l'adulazione è accorta, ma perché spesso è semplicemente sconosciuta. Si potrà evidenziare la piaggeria di una tesi che punta a compiacere, muovendosi su lidi pacifici; potrà essere palese la piaggeria di una posizione politica che vuole lusingare sapientemente certi interessi; e si potrà bollare di piaggeria chi ha compiuto un'ascesa professionale coltivando agganci più che meriti.»
      A queste note aggiungerei pure l'esistenza d’una piaggeria come compiacimento onirico (il "fogno") rivolto nei confronti di se stessi e delle proprie mere opinioni, fisse e pregiudizi.

      Elimina
    7. @ Celso

      Secondo mè è semplicemente irresponsabile che in piena depressione economica si vada a comprare prodotti stranieri avendo un costruttore in casa.

      Van Hool a imparato a costruire Autobus dalla Fiat, prima era un semplice carrozziere.

      Comunque l'italia mi sembra ben rapresentata alla fiera di tecniche medicali a modena, hmmm. Per quelli che dicono che l'italia produce solo prodotti di bassa/media tecnologia, Le tecniche medicali si collocano nel settore altamente tecnologico.

      http://directory.medtec-italy.com/medtecit/2014

      Elimina
    8. Ricordiamoci di quello che fanno i nostri amici Alemanni. Non mi stupirei se possono pagare di più; di questi tempi sul dare, per chi può, e sull' avere per chi deve campare una certa differenza ci potrebbe essere, sono tempi duri.

      Elimina
    9. @ Celso

      Dal altra parte Iveco ha ricevuto una commessa da DB (Ferrovie tedesce) di 400 Autobus Iveco Crossway + un optione di ulteriori 310 esemplari per l'anno 2017. Hmmmmhh.

      http://motor-exclusive.de/news.php?newsid=244371

      Interessante anche questo progetto futuristico di Iveco.

      http://www.autobild.de/artikel/iveco-vision-concept-iaa-nutzfahrzeuge-2014-5344487.html

      Elimina
    10. Iveco vince il titolo „International Van of the Year".
      Chiaramente davanti a Mercedes Benz è Ford Transit.

      http://www.verkehrsrundschau.de/iveco-daily-gewinnt-titel-international-van-of-the-year-1550157.html

      Elimina
  13. Peggio di Piquette c'e' Padoanette:

    http://phastidio.net/2014/09/24/padoan-e-la-transizione-da-favola/

    Da notare le perle di questo fognatore; appendetele sul como' della vostra camera da letto; ma questi, da quale torre d'avorio scendono?

    RispondiElimina
  14. Prof. dal basso della mia umile incultura ( o incoltura? boh!) iscrivo il sedicente economista de quo, tal Piketty, tra i monatti al servizio del tribunale della sanità.
    Lui, il Piketty, sa come uscire da questa crisi, sure.
    Ovvero con il più euro(pa)! Non sia mai che smettiamo di prendere l'amara medicina proprio quando stiamo guarendo. Siamo proprio irrecuperabili noi piigs.

    Si scherza, prof.

    RispondiElimina
  15. Adesso quasi quasi vedo se candidano anche me al nobel..... mi pare che stiano candidando cani e porci.

    Fammi capire un po', caro il mio Piketty.... il problema secondo te è la scarsa fiducia nella democrazia per cui la soluzione è buttare nel cesso i parlamenti nazionali a favore del parlamento di Bruxelles nel quale non deve più vigere la regola dell'unanimità.

    A pposctt.....

    RispondiElimina
  16. Quello che sorprende è l'attenzione degli economisti americani in particolare Krugman verso Piketty. La mia impressione è che vogliano usare lui per questioni interne americane, mi spiego: in USA avrebbero bisogno di maggiore spesa pubblica, ma hanno l'opposizione dei repubblicani. Se fanno vincere un Nobel a un francese contrario al l'austerità otterranno il risultato mediatico che vogliono senza metterci la faccia. Poi che l'austerità sia conseguenza dell'euro che importa?

    RispondiElimina
  17. Nel mentre è in atto una martellante campagna del PUDE contro l'articolo 18, arrivando persino ad evocare un Complotto per far cadere Renzi - Pezzi di sinistra si alleano alla CGIL per impedire la riforma del lavoro e aprire la crisi. Ma magari fosse!

    Questo dopo che proprio ieri Stiglitz ed altri hanno ricordato che una ulteriore flessibilizzazione del mercato del lavoro non solo è inutile per combattere la disoccupazione (ma sappiamo benissimo che è per il motivo contrario che la vogliono fare: ingrossare le fila dei disoccupati per tagliare ulteriormente i salari) ma avrebbe un riflesso negativo sull'economia nel complesso.

    Riassumiamo alcuni passaggi cruciali, a beneficio dei piddini de destra e de sinistra (ricordo ai distratti che con piddino qui si è sempre inteso indicare chi sragiona per appartenenza, indipendentemente dalle sue preferenze di voto) che in questo frangente devono essere piuttosto confusi nel vedere i loro amati leader andare così d'amore e d'accordo.

    Il caro Silvio, trovandosi con le spalle al muro, ha deciso di rinnegare se stesso, arrivando ad affermare, in un'intervista concessa a Friedman, che lui è il più €Uropeista di tutti, che non ha mai avuto intenzione di portare l'Italia fuori dell'eurozona e che la notizia è una falsità dei giornali (39:49). Compresi i suoi evidentemente:

    * Berlusconi vuole uscire dall'euro - "Stampiamo noi la moneta"
    * Berlusconi "cacciato" perchè voleva uscire dall'euro
    * Berlusconi: "Uscire dall'euro non è una bestemmia"
    * "Il Cav aveva avviato le trattative a Bruxelles per uscire dall'euro"
    * "Silvio Berlusconi voleva uscire dall'euro". Parola di Hans -Werner Sinn, presidente di Ifo-Institut
    * Bini Smaghi: "Berlusconi fatto dimettere perché voleva uscire dall'euro" (riprende la notizia del Telegraph)

    Ancora nel Maggio del 2014 ribadisce: «“L’idea di uscire dall’euro mi pare avventurosa ma se non dovessimo riuscire a cambiare la politica della Bce e dell’Ue sarà la realtà ad imporre a noi, alla Francia, all’Irlanda e al Portogallo, l’ uscita dall’euro per ritornare alla nostra moneta” ha sottolineato Berlusconi.»

    Queste dichiarazioni minacciose gli devono essere servite come merce di scambio per poter attenuare i suoi guai giudiziari e come salvacondotto per rientrare nell'arena politica.

    Ma un altro protagonista rimescola le carte, questa volta si spera non cambi idea come suo solito: Articolo 18, Grillo fa un appello a Bersani: "Mandiamo a casa Renzi". Mandiamolo a casa... ma se non si esce dalla gabbia dell'euro cosa pensate di fare di preciso?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Renzi non capisce, Berlusconi non può, Grillo non deve.
      E noi che famo? Ci attacchiamo a Fassina?
      Aspettiamo la fine di 'sto thriller per scoprire l'assassino dell' €.

      Elimina
  18. Avviso ai Naviganti “UN FASCISTA DI SUCCESSO” ????

    Da l’Antidiplomatico
    Articolo di Cesare Sacchetti

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=8799

    “L’ECONOMIA UNGHERESE, STA CONOSCENDO UN VERO E PROPRIO BOOM CON IL PIL CHE DALL’INIZIO DEL 2014 È VOLATO BEN OLTRE IL 7% E L’ANNO ANCORA NON SI È CONCLUSO”.

    Commento:

    Ed i “Taleban dell'Euro” chiamano Viktor Orban, Fascista ??? Ma’

    Non sarà uno stinco di santo, ma chi lò è, ma se i dati economici sono veri, “SIAMO DI FRONTE AD UN FASCISTA DI SUCCESSO”, il 7% non è mica confrontabile con i successi economici dello 0,0……… di Spagna ed affini.

    RispondiElimina
  19. Toh, oggi De Bortoli dice che Renzi è arrogante, che deve stare attento al patto del Nazareno e che si sente l'odore stantio di massoneria. Un confronto franco sui fatti

    RispondiElimina
  20. Ecco un altro nomen omen! Comincia con F e finisce con ini, come quello che è appunto a lui collegato di fatto.
    Mi piacerebbe sapere se i vostri pensieri sono quelli che ho avuto io; E se le conclusioni sono le mie, le stesse.

    RispondiElimina
  21. Non capisco questo livore contro Piketty e la voglia di metterlo alla berlina a tutti i costi. Ha dichiarato delle cose con le quali non siamo d'accordo, ok, ma l'avete letto il libro o il giudizio su un economista lo date leggendo Repubblica?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro, io Repubblica non la leggo. Leggo Piketty sulle riviste scientifiche e sono molto, molto perplesso. Per il resto, chi appoggia l'euro è un fascista. Ai miei tempi si vociferavano bestialità del tipo "uccidere un fascista non è un reato". Chi urlava quella roba adesso per lo più appoggia (nei casi più fortunati dal Cda di qualche multinazionale) il disegno criminale (così lo chiama Zingales) che ci sta opprimendo. Io penso che uccidere sia un reato, ma che i libri di un fascista posso fare a meno di leggerli, se ne conosco il background scientifico (al quale non ti chiedo di accedere: pagare 50 euro per un articolo che poi magari risulta incomprensibile non è un buon investimento). Se sei qui e non hai capito che l'euro non è una moneta ma un metodo di governo, perché esattamente sei qui?

      Elimina
    2. Non serve pagare 50 euro, basta leggere Dagospia, che è gratis: Piketty: «non basta chiedere meno austerithy, ci vuole l’unione politica»

      Ricordiamo che l'unione politica è l'obbiettivo che vogliono costringerci ad accettare, proponendola come soluzione a periodi di crisi assolutamente preventivati (periodi aggravati e protratti da politiche economiche criminali, ma necessarie a riequilibrare la bilancia dei pagamenti se si rimane nell'euro). A questo proposito si leggano:

      * le parole dell'economista Aristide nel paragrafo Il teorema della piscina: «“caro Alberto, i costi dell’euro, come dici, sono noti, tutti i manuali li illustrano. Li vedevano anche i nostri politici, ma non potevano spiegarli ai loro elettori: se questi avessero potuto confrontare costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro. Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa.”»;

      * le dichiarazioni di Prodi al Financial Times nel 2001: «Comunque, Prodi prevede che l’euro costringerà i paesi a intensificare la cooperazione. “Sono sicuro che l’euro ci obbligherà a introdurre un nuovo insieme di strumenti di politica economica”, ha detto Prodi. “È politicamente impossibile proporlo oggi. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti saranno creati»;

      * Mario Monti parla di necessità di crisi per fare passi avanti e ovviamente i passi avanti sono, secondo lui, cessioni di sovranità nazionale: Mario Monti intervista shock;

      * Intervista a Luigi Zingales: la crisi dell'Ue era premeditata: «L'aspetto criminale dei fondatori dell'Euro è che tutto questo lo sapevano, e non solo non han fatto nulla, ma anzi l'hanno fatto apposta: la crisi dell'Euro di oggi era inevitabile.»

      Inoltre tale unione richiederebbe inevitabilmente dei trasferimenti fiscali, da aree economicamente più forti a quelli più deboli (come accade in qualsiasi area valutaria non ottimale).

      Sapir ha fornito una stima dell'entità di questi trasferimenti: «Possiamo dunque pensare che la Germania si accollerebbe il 90% del finanziamento della somma di tali trasferimenti netti, ossia tra i 220 e i 232 miliardi di Euro all’anno [equivalenti a un totale di 2200 - 2320 miliardi su dieci anni], cioè tra l’ 8% e il 9% del suo PIL. Altre stime danno cifre ancora più elevate, che sfiorerebbero il 12% del PIL [9]. Consideriamo tuttavia che la nostra stima sia la più realista. Rimane comunque ad un livello impossibile da finanziare per la Germania, che essa abbia o meno la volontà di farlo.»

      Considerato che nella stessa Germania esistono tensioni riguardo trasferimenti fsicali interni, imporre ai tedeschi di pagare un costo così alto per far sopravvivere l'euro sarebbe pericolosissimo, significherebbe ignorare colpevolmente un precedente storico: «Furono imposte durissime sanzioni alla Germania sconfitta, senza comprendere che l’impoverimento del cuore dell’Europa avrebbe condotto, come in un galileiano piano inclinato, all’accelerazione della vendetta: le disastrose conseguenze economiche della pace avrebbero contribuito al successivo trionfo del nazismo.»

      Elimina
  22. Credo che Piddiní troverebbe terreno fertile in Italia nelle fila del PD e nei cuori de sinistra dei suoi elettori. Già mi immagino PHiga e Er Melanzana con il suo libro sotto il braccio a predicare contro l'austerità BruttaCattivaSporca!

    RispondiElimina
  23. Allora problema numero:

    a) basta con le paronomasie, che la gazza (PICA) è un animale di indubbia dignità, semplicemente è stata così intelligente da evitare la concorrenza; quando gli altri uccelli hanno preso a pescare, lei ha detto "o sai che c'è? differente dall'antri, io ce vedo". Ma er brilluccico resta accattivante, a quanto pare.
    A biutiful bird ;

    Bbeta, non utensili) chi non ha messo le mani su un componente qualsiasi della Marellli si astenga dal parlare di qualità. Primum smontare, deinde chiacchierare;

    cembalo, Migliore uso del,) vai alla voce Bagnai, A.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A beneficio degli ultimi arrivati, colgo l'occasione per chiarire che il referente del termine Phiga (da PhD, cioè dottorato, no come stavate pensando voi che siete maliziosi) è l'illustrissimo prof. Gustavo Piga.

      Avrete intuito una certa irritazione nei suoi confronti; essa deriva dalle forti perplessità suscitate non solo dalla sua adesione all'ideologia anti-austerità/pro-euro&USE (USE: United States of €urope) potenzialmente foriera di sciagure per i motivi riassunti sopra nel mio commento, ma anche per le grosse contraddizioni implicite nella sua candidatura alle elezioni europee del 2014 con Sciolta Europea (il ramo internazionalista di Sciolta Cinica, partito fondato da Mario "distruttore della domanda interna" Monti — si veda il video nel mio commento appena citato).

      Ad esempio, ricordiamo un suo post dove evidenzia il fatto che la spesa pubblica è molto più efficace del taglio delle tasse in fase recessiva. Da Arriverà il giorno del moltiplicatore:

      «I tre ricercatori mostrano non solo che nell’area dell’euro in recessione i moltiplicatori esistono e sono positivi (meno tasse e più spesa pubblica fanno salire il PIL) ma anche che il componente della politica fiscale che funziona meglio sono, medaglia d’argento, gli investimenti pubblici e, medaglia d’oro, la spesa pubblica per consumi di beni e servizi (ecotomografi, ambulanze, gazzelle della polizia, ecc.), ambedue in verde.

      Come è noto in realtà da tempo (un eccellente economista di fama internazionale come Riccardo Fiorito si sgola invano da anni nel dirlo).

      E le minori tasse (in rosso)? Sì fanno bene, ma molto meno della spesa pubblica. Ovvio assai: in una recessione come questa, quando tagli le tasse, la gente e le imprese non domandano di più, risparmiano, cautelandosi di fronte ad un futuro che appare grigio sul nero andante. Solo lo Stato, supplendo all’assenza momentanea del settore privato facendo appalti, può evitare quella recessione che uccide per sempre piccole imprese e deprime per sempre tanti giovani, tanto più a lungo essa si protrae. Solo lo Stato può evitare che le piazze di Lisbona si riempiano di protestanti che soffrono, facendo tornare l’escudo portoghese e crollare il sogno europeo.
      »

      Confrontiamo questa interessante disamina con il programma di Sciolta Europea:

      «5. Programma europee Scelta Europea/Giù le tasse con la spending review

      Si punta alla diminuzione della pressione fiscale mediante il taglio degli sprechi nella spesa pubblica, con una "riduzione tendenziale del perimetro di intervento della mano pubblica nella produzione di beni e servizi e nella vita dei cittadini"
      » (non fatevi ingannare dalla formulazione: lo Stato consuma beni e servizi per offrire a sua volta beni e servizi ai cittadini; un taglio dei secondi implica un taglio dei primi —tagliare i servizi offerti a parità di spesa sarebbe una cazzata troppo grossa anche per Sciolta— e a quel punto ciao ciao moltiplicatore).

      La notate anche voi la lieve contraddizione? Quando appresi la notizia della sua candidatura in Sciolta non vi nascondo che rimasi un poco sconcertato... ma poco, eh?!

      Elimina
    2. Ma sei un mito....ti sei premurato di rispondermi ma io scherzavo.
      Ma è talmente buffo quanto la PI + gutturale(velare) dolce (dura)
      sia foriera de sventura!
      Piga Piketty Piquette Pica(gazza ladra)....capisci bene che ce n'è a terapia....intensiva tra un po'....ma al #goofy3 c'è l'unità coronarica?

      Elimina
  24. Caro Prof. Bagnai, tutto quello che so sull'euro l'ho appreso leggendo "Il Tramonto" e questo blog. Se non crede che sia degno di stare qui, levo il disturbo. Leggo Krugman ( per cui l'euro è un errore, così come cercare di smontarlo adesso) e imparo qualcosa sugli errori della politica economica affrontata dalla parte dell'offerta soltanto. Leggo Piketty ( che dichiara e sostiene stronzate sull'euro) e imparo qualcosa sulle dinamiche storiche delle grandezze macroeconomiche. Nel lavoro quotidiano ho imparato che la cosa più importante è rispettare i concorrenti, ma conoscere i loro cataloghi meglio del mio. E poi, suvvia, storpiare il cognome era una cosa antipatica che si faceva all'asilo. È tutto. Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro, grazie di aver condiviso con noi le tue interessanti esperienze e la tua scala di valori. Ora spiegaci quale parola non capisci nella frase seguente: "Chi difende l'euro è un (porco) fascista". Fai l'analisi grammaticale, procurati un dizionario, poi se ci arrivi domanda, altrimenti non seccarmi. Piketty (del quale TU non conosci la ricerca) sta dalla parte di chi ci ha dichiarato una guerra di annientamento, di quelli che ci davano dei "bamboccioni" essendo figli del presidente delle Generali. Se stai anche tu da quella parte, sei un mio nemico ma ti rispetto. Se pensi di non esserci, forse ti sopravvaluti. Pensaci.

      Elimina
    2. Quella frase la capisco ( d'altronde quest'anno sono all'analisi del periodo ). In realtà non capisco la penultima frase della sua risposta.
      Tornando a bomba: ha ragione, IO non conosco la ricerca di Piketty così come molti ( penso) lettori di questo blog.
      La mia domanda è: quando non ci sarà più l'euro, tutto Piketty continuerà a essere merda o avrà detto anche delle cose da tenere in considerazione? Lei lo sa già, io cerco di capirlo leggendolo.
      È il sistema della derisione che mi sa di fascista e che in alcuni casi rischia di far buttare il bambino insieme all'acqua sporca.
      Continuerò a seguirla e acquisterò il suo prossimo libro anche se non siamo d'accordo su questo punto, però ai suoi concerti non mi vedrà mai
      :-)

      Elimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.