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domenica 17 agosto 2014

Produttività e export

Vi ricorderete che abbiamo parlato più volte della relazione fra produttività e esportazioni, a cominciare da qui, per poi approfondire qui. Il dato folcloristico è che una quantità di economisti libbberisti si sono affannati a dimostrare che questa relazione non c'era, semplicemente perché l'avevo presentata come conseguenza del modello keynesiano di Dixon-Thirlwall (un esempio di questi sconclusionati ragionamenti qui). Fa veramente sorridere quanto le persone che in Italia parlano di economia internazionale ignorino la letteratura rilevante. Che una relazione fra produttività e esportazioni esista è una cosa che fa parte del patrimonio culturale liberista (non libbberista) almeno da Adam Smith, e le affermazioni più recenti di un simile nesso si trovano non solo nella letteratura di derivazione post-keynesiana (quella che citavo io), ma anche nella teoria più ortodossa del commercio internazionale (come Edwards, 1997), o nei lavori in qualche modo legati al filone della crescita endogena, dove si va alla ricerca delle determinanti del progresso tecnico (che nei modelli neoclassici à la Solow è esogeno; un esempio potrebbe essere Grossman e Helpman, 1994). Una succinta rassegna del dibattito la trovate ad esempio qui.

Non capisco cosa ci sia di strano nel pensare che una crescita delle esportazioni consenta alle imprese di raggiungere più rapidamente una scala di produzione efficiente, oppure che l'esposizione ai mercati internazionali stimoli la ricerca di efficienza e di innovazione. Però, va bene, capisco, l'aveva detto Bagnai, bisognava dire il contrario, anche a costo di camminare sopra una carrettata di NBER Working Papers. A me viene da ridere, perché sono del mestiere, a voi probabilmente no, perché legittimamente non ci avrete capito una sega, ma va bene così. Un giorno capirete...

In ogni caso va detto che questa relazione, che i dati affermano con forza e che molti modelli teorici, di qualsiasi orientamento ideologico, prevedono, in teoria è ambigua: in certi modelli sono le esportazioni a essere causate da aumenti di produttività (progressi tecnologici che rendono i beni nazionali più convenienti o più attraenti), in altri casi sono gli aumenti di produttività a essere causati dalle esportazioni (per i motivi che vi ho detto sopra: fondamentalmente, i benefici dell'apertura di nuovi mercati e della diffusione di conoscenze). I due effetti potrebbero benissimo coesistere, fra l'altro, e gli studi realizzati a livello microeconomico, cioè studiando il comportamento di un gran numero di piccole imprese, non sono ancora riusciti a individuare in modo concludente la direzione del nesso causale, che spesso risulta bidirezionale. Esportano le imprese produttive, o diventano produttive le imprese che vogliono esportare? La self-selection delle imprese che esportano è causa o effetto? Oppure il nesso è bidirezionale come nel modello di causazione circolare e cumulativa di Dixon e Thirlwall?

Deciderlo non è semplice, in termini metodologici, ma un conto è dire che la relazione ha una direzione causale ambigua (questo è essere onesti), un conto è dire che non esiste (questo è essere un pochino ignoranti).

Comunque, visto che ora si parla di miracoli legati alla crescita della produttività, in particolare di quella del lavoro, vi faccio vedere la relazione fra l'incremento di esportazioni e quello di produttività del lavoro in 31 paesi OCSE dal 2007 (anno prima della crisi) a oggi:


La relazione c'è, esiste, ed è statisticamente robusta. Un aumento delle esportazioni del 10% determina in media un aumento del 3.4% della produttività del lavoro. Alcuni paesi fanno peggio, come il Lussemburgo, che ha avuto un crollo della produttività del lavoro molto superiore a quanto ci si aspetterebbe. Altri fanno meglio, come Polonia o Spagna (anche se dobbiamo ricordarci le cautele circa la misurazione della produttività del lavoro in periodi di forte crisi).

Bene. Ciò posto, non è che sulla direzione di causalità non si sappia proprio nulla, eh! Quello che emerge dagli studi è che per un paese come l'Italia adottare un regime di cambio che comprime le esportazioni non è esattamente un viatico per incrementi di produttività (lo avevamo visto anche noi nel primo post che vi ho citato). Va anche detto che se domani scoprissimo la pietra filosofale diventeremmo esportatori netti di oro, molto probabilmente: tipico esempio di causalità dall'innovazione tecnologica all'export.

Nel frattempo, forse sarebbe meglio evitare di azzopparci da soli con un cambio sopravvalutato.

Ma questo lo sapevate.

(per chi fosse interessato: ovviamente un coefficiente di determinazione di 0.4588 implica un t di Student del coefficiente delle esportazioni pari a 4.95. La nulla di non significatività è ampiamente rifiutata. Non ci sono evidenze di autocorrelazione spaziale (e comunque con una t di questo tipo ci potremmo anche permettere un po' di inefficienza). Non ci sono evidenze di non linearità o di omitted variable bias (il test RESET non respinge la nulla), non ci sono evidenze di non normalità. Si potrebbe ragionare sull'endogenità, usando variabili strumentali. Ma soprattutto bisogna ragionare sulla causalità. Questo però riguarda me, voi godetevi le vacanze...).

24 commenti:

  1. vabbé, prima import/reddito poi produttività/export, così rischiamo di accumulare troppi debiti formativi (o etici).
    Grazie, io APPENA POSSO saldo i miei debiti con Assimetrie

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    1. Se posso permettermi, qui Tabellini fa dei fantasiosi ragionamenti secondo i quali il problema vero e' che non possiamo svalutare (per guadagnare competitivita') perche' c'e' l'euro, e allora la soluzione non e' uscire dall'euro (troppo semplice!), ma fare una serie di manovre volte a massacrare i salari e a tagliare la spesa pubblica e a alzare le tasse in modo da avere effetti sulla competitivita' simili a quelli che si avrebbero con una svalutazione. Anche se in realta' gli effetti sarebbero molto piu' devastanti di una semplice svalutazione che, ahinoi, al momento non possiamo fare.

      E poi ci spacciano come mito da seguire la Spagna senza evidentemente sapere niente della Spagna. Io ci vivo e vi assicuro che non c'e' assolutamente nessun miracolo di crescita in corso. Tutt'altro!

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    2. significa che ci stanno provando...Cosa ti aspetti? La Bocconi e' un'universita' privata. Chi e' che ha il tempo per capire da dove vengono i fondi per mantenere l'universita'? Non mi sorprenderebbe se UE o BCE la finanziassero...

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  2. Tra un Cabernet e un altro, attenzione a Daniza ... !

    https://www.facebook.com/lazampa.it/photos/a.169266269804708.43975.163837613680907/745597845504878/?type=1&theater

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  3. Beh, il fatto che i liberisti di Noise fron Amerika, bocconiani incalliti o quasi, vogliano contraddire a tutti i costi Bagnai, lo considererei un fatto piacevole, dal punto di vista keynesiano. Ma lo considererei anche un piccolo onore: significa che tengono in qualche modo in considerazione le tesi di Bagnai.
    Sulla domanda relativa alla produttività connessa alle esportazioni, con il buon senso che credo debba essere usato anche in macroeconomia, direi che mi pare logico che un'azienda che migliora la propria produttività possa poi aumentare anche il volume delle esportazioni.
    Infine, del gruppo dei liberisti di cui sopra, per quanto non capisco una sega come Lei dice, Professore, amerei conoscere giorgio topa, slurp slurp :-)

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    1. Dopo aver letto il post di noiseofamerika sono rimasto come Giovannone; e mi è riaffiorato alla memoria il ricordo che il termine "equilibrista" lo usavamo all'università per indicare un nostro compagno che "stava sulle balle a tutti ma non cadeva mai"....

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    2. Io non ce l'ho proprio fatta a leggere tutto l'articolo.
      Mi basta e mi avanza la sintesi che ne ha fatto il Professore.

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  4. significa che chi ci ha infilato nella trappola dell'euro ha fretta di passare all'incasso

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  5. scordando banche e mercati dei capitali?
    È vera idiozia o è uno schermo? O è il solito discorso del liberismo: è chiaro che non funziona ma fino a quando mi fa guadagnare avanti tutta.

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    1. Credo che una formulazione più corretta sia: "mi fa guadagnare, quindi è chiaro che funziona bene, e allora avanti tutta".

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    2. Scusate, il testo completo era:

      Vitor Constancio dice:
      "Le banche e i mercati dei capitali non sono state considerate fonti endogene di instabilità che possano avere effetti sull’economia reale. Erano assenti dai modelli macroeconomici."

      Ed io mi domando: ma è possibile che usassero questi modelli senza sospetti, scordandosi banche e mercati dei capitali?

      È vera idiozia o è uno schermo? O è il solito discorso del liberismo: è chiaro che non funziona ma fino a quando mi fa guadagnare avanti tutta.

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  6. Quindi, di consequenza, la Germania ha avuto un incremento significativo di produttivita' anche grazie ad un cambio vantaggioso che le ha permesso di esportare molto?

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  7. O.T. ma parecchio grosso.
    Chissà, magari qualcuno di quelli che ancora credono che la mannaia non si abbatta su di loro, stavolta si darà una svegliata e credo sarà una svegliata salutare!
    Ora dato che il gruppo dello staff è abbastanza in sintona con questi qui della Voce.info che hanno già impostato i calcoli, vediamo di fare due conti basati su una simulazione di calcolo abbastanza verosimile.
    Come leggerete, il contributo va prelevato dai 2000 euro con 5% fino a 3000 euro; con il 6% dai 3000 euro fino a 5000 etc.
    Ipotizzando 1 figlio ed 1 coniuge a carico con 2000 euro di spese detraibili (parametri fissi), abbiamo che:
    - con 2000 euro (cont. 5%) si passerebbe dai 1653 euro per 13 mesi ai 1588 pari a - 65 euro/mese;
    - con 3000 euro (cont. 6%) si passerebbe dai 2340 euro ai 2238 per 13 mesi pari a - 102 euro/mese;
    - con 5000 euro (cont.8%) si passerebbe dai 3277 euro ai 3065 per 13 mesi pari a - 212.
    Calcolando gli stessi valori per single senza coniuge e figli, passeremmo negli stessi casi ai seguenti valori:
    - 2000 euro si passa dai 1547 ai 1481 pari a - 66 euro;
    - 3000 euro si passa dai 2120 ai 2020 pari a - 100 euro;
    - 5000 euro si passa dai 3235 ai 3012 pari a - 223 euro;
    I valori di rif sono lordi, mentre il calcolato è il netto.
    La platea colpita sarebbe di circa 1.600.000 pensionati, a spanne con coniugi e figli siamo oltre i 3 milioni di persone, un numero abbastanza rilevante, che può spostare abbastanza il consenso elettorale. E' una questione di equità? Ma cosa c' è di equo in una misura che mette contro persone relativamente non benestanti e che già hanno subito tagli sostanziosi di reddito, attraverso misure di vara natura, come aum. tassazione locale, taglio adeguamento al costo della vita etc.?
    Comunque vedo il fatto positivo che appunto costoro (e ci sono anch' io che già attendevo questa misura sulla mia pensione) inizieranno a fare i conti nelle loro saccocce e cominceranno a porsi qualche domanda scomoda e molti di costor sono di quella specie privilegiata che chiamasi PDina.

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  8. La cosa mi sembra abbastanza ovvia pur non essendo un economista di professione, invece sospetto che ci sia una relazione lineare tra reddito ed export.

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  9. Ah. Forse intercettando il pensiero neo liberista, si potrebbe dire: un'economia che non esporta e che quindi neanche importa, diventa isolata, vedi il caso dell'unione sovietica, non ha stimoli a far meglio perche' non e' in competizione con quello che viene prodotto negli altri paesi. Per esempio, durante il blocco sovietico vedevi i russi con certe macchine fotografiche piu' grandi dei televisori o auto del medioevo e si rendevano conto che erano un po' datati. Poi hanno aperto le frontiere e ora sono tutti con iphone e ipad...

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  10. A mio parere se non parti un minimo competitivo i prodotti non li vendi. Ovviamente l'aumento dei volumi (se c'è) ti porta a migliorare ulterirmente. Eccheccevo'?

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  11. So che non sarà utile ma vorrei ricordare che .......siamo ad un passo da 10M

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  12. Intanto i giornaloni di regime ci fanno sapere che nel calcolo del PIL del mese di giugno gli efficienti alamanni hanno già ottemperato alla direttiva europea che richiede siano inclusi anche i proventi delle attività illegali quali prostituzione, droga e lavoro nero. Quindi, a meno che oltre che alti e biondi i tedeschi siano anche degli stinchi di santo e visto le storie di curruzione che coinvolgono aziende tedesche non si direbbe proprio, calcolando il PIL con il metodo del mese precedente, il QED 37 sarebbe stato sarebbe stato sicuramente uno STRAQED. #DAR

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  13. Esiste o no un'ambigua relazione tra l'incremento nella sua produzioni di post "tecnici" e le decisioni e scelte fondamentali a livello politico-econimico-giuridico che di solito il governo adotta proprio nel mese di Agosto?

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    1. Be', alla digos uno che sa fare correlazioni ce l'avrete, no? Solo intercettazioni!? Ti consiglio di inserire la variabile "precipitazioni giornaliere" fra i regressori del tuo modello. Vedrai che funziona.

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  14. Sempre in merito ai rapporti di causalità, ci sarebbe da chiedersi se la riduzione delle quote di mercato spinga le imprese ad essere più produttive (come crede Prodi) o se le spinga a cercare di abbassare il costo del lavoro (come mi sembra emerga dai dati).

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  15. Prof ma scusi mal 'export dopo l'entrata dell'euro è aumentato. Cioè in teoria questo avrebbe dovuto stimolare la produttività dei settori tradeble. Mi dica se sbaglio...

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