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lunedì 28 luglio 2014

Una ulteriore nota sulle microfondazioni del dibattito liberale e Rifondarolo

(faccio una premessa: voi potete parlare con Carlo Alberto perché Carlo Alberto è venuto qui a parlare. Er Nutella, er Melanzana, i marxisti dell'Illinois ci sono venuti? Questo solo per la precisione, e anche per ricordare sempre, in ogni momento e in ogni luogo che un nemico è meglio di un traditore. Nemico, sì, nemico, non avversario, nemico, perché non siamo su un campo di cricket: siamo in guerra, in una guerra di annientamento del nostro paese condotta dai Tabby, dagli Zingy, dai Soloni e dai Licurghi dei quali tante volte abbiamo denunciato la pochezza analitica. Loro odiano l'Italia, loro ci vogliono annientare. Bisogna vedere se ce la faranno. Ma di questa combriccola Carlo Alberto è stato solo occasionalmente corifeo. Quelli che la pensano come noi invece...

Aspettate: prima che andiate avanti vi racconto un aneddoto, così capite come posso sentirmi io, dopo aver cercato di avviare il dibattito a sinistra. Mi è accaduto poche ore fa di rifiutare un invito a partecipare a un dibattito in una importante città del Centro, del Nord o del Sud, organizzato da una delle tante formazioni di sinistra che cercano di rifondare un'opposizione adottando il noto modello. Provavo per l'organizzatore (o organizzatrice) una profonda syn-pathia umana, cioè una profonda compassione, perché mi era capitato di dirgli o dirle, un paio di anni fa, su questo blog, quando era perso o persa in un suo sogno non so più se donaldiano o ortottero, che il progetto sarebbe fallito e che sarebbero tornati qui a grattare alla mia porta con le unghiette, come gattini bagnati.

Cosa che si era puntualmente verificata.

Mi è quindi costato un po' rifiutare, ma ho ritenuto inevitabile farlo, e sapete perché? Perché il tizio - o la tizia - mi ha raccontato, abbastanza naivement, che si sarebbe dovuta o dovuto recare presso i gestori del locale dove l'incontro si sarebbe dovuto svolgere per discolpare niente meno che Diego Fusaro dall'accusa di essere fascista! Sì, perché pare che Diego secondo loro sia stato a Casapound, e quindi è fascista, e quindi non lo si deve invitare. Io ho sommessamente fatto notare al mio tramite che questo modus operandi lo ritenevo inaccettabile, e che lo standard europeo del dibattito a sinistra è che ci si debba liberare delle appartenenze e costruire un fronte trasversale - qualcosa di diverso dal "costruiamo una sinistra antieuro perché c'è una destra antieuro": qualcosa che somigli più a "costruiamo una resistenza partigiana antieuro perché c'è l'euro". Lei mi ha snocciolato tutta una tiritera dalla quale si capiva che lei l'inaccettabile lo accettava perché questo era funzionale al conseguimento di alcuni suoi obiettivi politici.

A questo punto, sentito che aria tirava, ho fatto osservare che nei miei obiettivi politici non era compreso incontrare persone che mi hanno calunniato. La risposta è stata che non dovevo impicciarmi di chi venisse invitato, perché gli inviti li fa la padrona di casa. La mia controrisposta è stata che siccome Giorgia Meloni, nell'invitarmi ad Atreju (dove quest'anno andrò) mi ha fatto la cortesia di spiegarmi chi c'era e di cosa si doveva parlare, e non è esattamente una che non conta un cazzo come il tramite de cujus, ma è stata nel bene o nel male ministro della Repubblica, è in Parlamento, ecc., allora forse questa cortesia avrebbero potuto farmela anche loro, visto che nel simpatico bar di Guerre Stellari l'attrazione principale sarei stato io.

Incapacità di collocarsi, impossibilità di includere nel proprio orizzonte mentale la necessità di chiedere in primo luogo scusa per il proprio tradimento, totale mancanza del senso delle proporzioni, di quel minimo di cortesia e di senso dell'opportunità che favoriscono i percorsi politici - e infatti i loro portano regolarmente a un triste e solitario capolinea: ecco: questa è la sinistra della quale ho esperienza diretta e quotidiana.

Parlo, ovviamente, della sinistra "de sinistra", perché quella "de destra" la vedete anche voi.

Nel giudicare, o nel non giudicare, Carlo Alberto, vi prego di tener presente questo aneddoto.

E, già che ci siete, ditemi un po' anche voi: secondo me dovevo andare da persone che nel 2014 ancora non hanno capito che l'euro è un problema, ma che in compenso volevano processare in contumacia il camerata Fusaro? Per me se ne possono andare tutti al diavolo: fra l'altro, oltre a essere scemi sono anche pochi! Capirei fossero molti! Ma sono pochi, capite, pochi! E uno dovrebbe sottostare alle forche caudine per parlare con quattro straccioni di merda che non hanno capito quello che capirebbero se solo leggessero il Manifesto del partito comunista non tenendolo a rovescio (come ho spiegato qui), a quattro rivoluzionari da operetta inebetiti da pere di appartenenza, persi nel delirio della propria purezza etnica marziana? Ma stiamo scherzando? Io me ne sto a casa mia, faccio più danno al sistema da qui che parlando a poche decine di scemi.

Ecco, tenete presente chi sono i nemici e chi sono gli alleati.

Dopo di che i nemici vi sembreranno più frequentabili, anche se, non per questo, meno nemici.

Spero di essere stato chiaro, e anche di aver lanciato un monitor (sic) in fronte a chi da sinistra volesse coinvolgermi: se le condizioni sono queste, vi faremo sapere, chiamiamo noi. Se voglio creare un partito di sinistra dello 0.5% credo di averlo già in questo blog. Ma a me non interessano le cadrèghe... Ecco: sempre lì si va a battere. Quando sento una nota dissonante, sotto c'è sempre la piccola ambizione personale, il voler realizzare un proprio obiettivo politico, inteso come obiettivo che non è il mio - liberare questo paese - o come obiettivo che deve soddisfare delle meschine ambizioni personali. La musica di Carlo Alberto non mi piace e gliel'ho detto - e qua sotto glielo ripetete voi: ma non è così stonata.

Dopo tre anni ho diritto a delle scuse. Non so voi come la vediate, ma su questo non intendo negoziare. A "sinistra" possono scegliere: o rotola qualche testa di minchia, o rotoleranno tutte. La cosa non mi e non ci interessa, ripeto, non per cattiveria: vogliamo bene a tutti. Ma se lo 0,x% è ancora nell'ottica di far processi politici, be', sapete che c'è? Not in my name. Quello che ho scritto è consegnato alle carte, e anche quello che hanno scritto gli altri.

E ora divertitevi col dibbattito...)


Da Celso ricevo e volentieri pubblico (e fin qui non ci sono problemi, perché Celso è un collega di altro SSD in pensione):

Gentile Carlo Alberto,
Io non volevo rispondere ai suoi interventi per le motivazioni che ho espresso in un commento ad altro post e che immagino la indignino. Cercherò di spiegare le mie ragioni con educazione, ma fermezza, soprattutto perché vedo che Alberto la definisce "liberale". Penso di esserlo stato prima che lei nascesse (se non mi sbaglio sull'età), e comunque le assicuro che lo sono stato per tempo e quando non era molto conveniente nell'ambiente che frequentavo io. Vedo che lei si lamenta per i termini poco piacevoli che vengono usati nei suoi confronti; come la capisco: sa, sentirsi dare più o meno apertamente del fascista, quando mio padre è stato ospite dei nazisti per un paio di anni, non è piacevole; sa, passare quasi per antisemita, quando alcuni parenti acquisiti cari a mia madre sono morti ad Auschwitz, non è simpatico. In realtà lei deve capire ciò che le persone come lei non vedono: siamo in mezzo a una guerra, in cui siamo stati precipitati da classi dirigenti inqualificabili che di tutto hanno parlato meno dell'interesse "nazionale". Aggettivo qualificativo imbarazzante, lo so, ma lo uso con assoluta tranquillità, perché, dove ho studiato io, mi hanno fatto leggere qualche libro di storia, come credo sia capitato a lei. E lei converrà che l'unione monetaria, così come è fatta, può essere definita solo nei termini seguenti (lo facciamo per far contento Alberto): il manganello della ristrutturazione dei rapporti di dominio e di classe in Europa. Vede, io non le rispondo sui numeri che lei produce su Il Foglio per varie ragioni: prima di tutto perché sempre sull'ultima pagina de Il Foglio si possono leggere due interventi (Sapelli e Seminerio), che non mi sembrano andare propriamente nella sua direzione. Poi perché sulla Spagna ho letto, credo con utilità, questo intervento di Paul de Grauwe.
che fa capire bene che cosa è successo alla Spagna facendo parte dell'euro. Non dico nemmeno nulla sull'euro: sulla costruzione monetaria hanno detto quanto c'era da dire Kaldor, Dornbusch, Krugman, Friedman, Feldstein, Salvatore e Alesina (fino al 1997: ricorda l'articolo sul Corriere della Sera dal titolo "I quattro bluff della moneta unica"?). Ma ci aveva pensato anche Baffi con un articolo su La Stampa due mesi prima di morire a mettere in guardia contro la moneta unica, e poi possiamo nominare, come sempre, Savona e La Malfa, che hanno scritto libri sull'argomento, e il mai citato Carlo Pelanda, che ha il difetto, credo, di essere di destra (e a cui il democratico Gad Lerner tolse il microfono quando disse dell'euro: "così come la fanno, l'unione monetaria è un'impresa da dilettanti"). Vede, perché dovrei rispondere ai suoi numeri? La sua argomentazione sta all'interno di un meccanismo che gli economisti (tutti: falchi di destra, keynesiani democratici) considerano una trappola mortale, di cui avevano PREvisto, non POSTvisto, tutti gli effetti. E' un'argomentazione, la sua, non falsa, ma che accetta il punto di vista eurista senza discussione. Mi scusi, ma questo per me è inaccettabile: mi interessano le cause, non i sintomi. Aggiunga poi che lei, come accade in tutte le discipline, sceglie un punto di vista non falso, dal punto di vista dei numeri, ma dal punto di vista politico. Lei tende a presentare le ricette spagnole come quelle che ci possono aiutare a uscire dalla crisi, da cui non usciremo mai, perché siamo in un sistema a dominazione tedesca con regole capestro che ci portano alla sottomissione e alla colonizzazione. Ecco il punto allora: si scrive Spagna, ma si legge Italia. E per me è molto difficile uscire dalla sensazione che tutto questo accanirsi sui cadaveri (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda) sia soltanto una manovra propagandistica politica (ma non dovete affaticarvi più di tanto, Renzi in autunno vi accontenterà). Perché non dite quali sono le previsioni temporali di ripresa dell'infelice Spagna? Perché non ricordate quanto è aumentata la povertà, quante sono le famiglie su una strada, quanti appartamenti mai abitati dovranno essere abbattuti. Perché non dite che la Spagna, e gli altri infelici paesi ormai morti, non esistono più politicamente e che solo classi dirigenti frivole e presuntuose, per non dire altro, hanno giocato con il destino di decine e decine di milioni di persone? Perché un liberale dovrebbe difendere un sistema economico costruito per gli interessi di un solo paese? Perché?



(a Celso faccio notare che Carlo Alberto non è esattamente un pasdaran eurista: non è al livello di un nostro altro amico, del quale si fa qui sotto una valutazione comparativa...)


Da C. ricevo e volentieri pubblico (e qui cominciano però i problemi, perché C. è un imprenditore, sostenitore di a/simmetrie, iscritto ancora per poco a Confindustria, e quindi... voi m'intendete: sono sempre di più: fra un po' in Italia ci saranno più imprenditori che marxisti avvelenati con l'euro - non un enorme risultato, in termini quantitativi, ma qualitativi sì, perché se devo continuare a far danno a questo sistema, preferisco chi mi sostiene con dei soldi che chi mi fa perder tempo con dei processi da operetta):


Caro Alberto,
quando dici “torno a far notare che non stiamo conducendo un dibattito meramente accademico, e ne siamo consapevoli, giusto?” centri proprio uno dei nodi pulsanti  del dibattito che vediamo svolgersi intorno alla questione.
La tua affermazione, per come ti conosco, è retoricamente ironica. Perché la risposta, fuor di retorica, è: SBAGLIATO (e tu lo sai benissimo).
Io sto in trincea, come spesso dici. Da qui li guardo, da qui li giudico.
A volte dubito che un Carlo Alberto Carnevale Maffè (di cui apprezzo su twitter l’equilibrio e che non conosco di persona o d’accademia) capisca fino in fondo quanta carne e sangue sia coinvolta in questo dibattito.
I Riccardo Puglisi, invece, mi paiono mancare totalmente il punto.
Niente di personale, lo “uso” per antonomasia, l’ho ascoltato a Roma apprezzandone il fluente inglese (si può essere fuori fuoco anche con un accento apprezzabile…).
Il giochino dei “Puglisi test” su twitter, di fronte a questioni immense e vitali per la vita di questo paese, appare stucchevole e puerile.
L’odore di altero cazzeggio da corridoi d’università suona stonato in questo contesto, come risate a un capezzale. Peccato non se ne rendano conto.
Peccato per loro, ancora di più per noi. Però sappiano che suonano come intelligenze sprecate.
E, se è vero che ridere ( ancor di più ridacchiare o ghignare…) presuppone sempre “un’anestesia momentanea del cuore”, allora si chiedano quando arriverà il momento di essere autenticamente seri e partecipi, in questo mare di macerie.
I Puglisi paiono non capire che, dell’acqua in cui nuotiamo, potranno anche conoscere meglio di quasi tutti la composizione e le leggi che ne governano il moto.
Ma discettarne con leggera e sprezzante ironia, mentre tutti insieme nuotiamo in quest’acqua che tutti ci avvelena, non è segnale di grandezza d’animo.
Perché pare solo riprodurre e perpetuare il contesto ecologico in cui possono nascere affermazioni alla “il più grande successo dell’euro è la Grecia”.
Inizio a sospettare che si possa nascere anche con l’anima irrimediabilmente microfondata… 


Questo, sia ben chiaro, per Riccardo è un complimento: avere un'anima ricavata un modo assiomatico-deduttivo da alcuni parametri profondi: il sogno di un liberale. Vivere in un mondo fatto di omini tutti uguali e che vogliono tutti la stessa cosa nello stesso momento... e non è la topa!

Vabbe', scusate il sessismo (del resto, si parla di un agente rappresentativo, non di un'agenta - direbbe così la Boldini?). La situazione è grave, ma non è seria, perché chi dovrebbe essere serio non ha capito bene quanto la situazione sia grave.

Rira bien qui rira le dernier...

16 commenti:

  1. dall' "altero cazzeggio da corridoi d’università" mi sento chiamato in causa.
    E' un richiamo alla responsabilità, cui ho sempre cercato di rispondere (per quanto ho potuto e saputo fare, fin qui)
    ma che sentire ripetere, da un imprenditore, in questa temperie,
    è giusto, ed è bene.

    Grazie a C. per averlo detto.

    Benedetto

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  2. Cioè, mi vuoi dire che, dopo mezzo secolo, vengo a scoprire che la scelta razionale non è la topa?
    Dopo una vita Beckerianamente spesa per accumulare un capitale topesco, ora mi dici che era solo un' (extremely) bounded rationality?
    Poveri noi....

    Ps Comunque, l'anima è quella fuori dalla caverna, e i P.test valgono solo dentro la caverna: bounded reality.
    ..e, coloro che sapevano un po' di cose sull'anima, dicevano: “”L’anima apprende la bellezza e, riconosciutala, l’accoglie e in certo modo le si accorda. Ma quando è impressionata da qualche cosa brutta, la rifugge e la respinge da sé come cosa discordante ed estranea” (Plotino, Enneade I,6,2).
    Ma sarebbe cattivo dire che, in certi casi l'anima se la darebbe a gambe (epperò, visto che abbiamo smesso di fumare da 5 giorni, un po' cattivi lo siamo)

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  3. Finalmente ho trovato un suo errore dopo 2 anni che la seguo :-) si è dimenticato la "r" in boldrini!:-)

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    1. Se è per questo ha scritto "un'anima ricavata un modo assiomatico-deduttivo". Sospetto che intendesse un'anima ricavata in modo assiomatico-deduttivo, alcuni posizionamenti delle lettere sulla tastiera sono davvero infelici

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  4. A proposito di Boldrini: se non fosse già nota la sua sparata sui migranti, ecco l'indirizzo a cui ascoltarla (http://www.youtube.com/watch?v=JY1Pb4iyfos). Perla riassuntiva del Boldrini-pensiero: siccome nella globalizzazione tutto si muove - eppur si muove! - e dunque si muovono capitali, merci, beni e servizi (le gonadi più che muoversi per linea retta lo fanno in maniera circolare), si muoveranno di più anche i cittadini, non solo per turismo (finora stavano chiusi in casa tutto il tempo), perciò i migranti "...ci offrono uno stile di vita che sarà uno stile di vita molto diffuso per tutti noi; loro sono l’avanguardia di quello.. dello stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi.” Certamente: pure i combattimenti sulla Somme erano uno stile di vita (ah, che noia il solito lavoro, vuoi mettere un bell'assalto nel fango e un corpo a corpo impugnando la vanghetta da trincea?) e anche le deportazioni di cui la storia conserva testimonianza in varie epoche non erano di gente che andava propriamente in ferie...

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    1. Non puo' aver detto una cosa del genere. Se lo ha fatto, significa che e' estremamente frivola e/o certa di non suscitare alcuno scandalo. Siamo al livello delle famose brioches, frase poi mai pronunciata dalla nota sovrana. La sconsolata ma ovvia conclusione e' che a certi livelli riescano a nuotare solo squali - che se gettati nella vasca, farebbero scappare gli squali veri.

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    2. Se è per quello, rimane pure il dubbio che l'allora abate di Citeaux abbia mai pronunciato la sciagurata frase "Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi", per propugnare il massacro di Beziers. Resta il fatto che Beziers fu veramente rasa al suolo e ai cittadini non fu dato un semplice buffetto sul coppino, così come delle parole della Boldrini v'è la registrazione. O ci è, o ci fa: in ambo i casi il fatto resta inquietante.

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  5. Ho come l'impressione che molte delle persone incapaci di vedere l'Italia fuori dall'euro, siano altrettanto incapaci di vedere, sentire e capire l'attuale sofferenza di tanti italiani. Sono privi di empatia.

    Ed ho la convinzione che ciò dipenda dalle proprie frequentazioni e dal proprio stile di vita. Sono distanti, in tutti i sensi, da una brutta realtà sempre più diffusa. Non tutti conoscono persone che hanno perso il posto di lavoro, sono in cassa integrazione da qualche anno e fra un pò non avranno nemmeno più quella.

    Ciò mi appare in maniera brutale ascoltando i talkshow politici. Dove opinionisti, poltici, giornalisti, che parlano della situazione sociale, lo fanno spesso in modo strumentale e si percepisce che danno allo strumento, nel nostro caso la povertà, il disagio sociale, la disperazione, un valore pratico, quello che si da ad una autobus, ad un taxi ad risciò. Un mezzo che usi, dopodichè ti lamenti un pò per le condizioni in cui versa, ma quando sei a casa smetti di pensarci o inizi a dare tutta la colpa a chi non paga il biglietto, a chi sporca, all'autista che ti ha imbrogliato o al cinese attaccato avanti, che non tirava abbastanza.

    Capisci che è cosi quando la soluzione proposta è vincolata ad un altro paese che ti dice cosa devi fare, se sei stato bravo, se hai fatto i compiti a casa. Non è più disagio sociale, non è più disperazione, non è più crisi o dramma, è la .SOTTOMISSIONE A REGOLE COSI FERREE CHE PER ESSERE RISPETTATE BISOGNA ESSERE COSI SPIETATI DA PASSARE SOPRA LA VITA DI TANTI DISPERATI. Ma la cosa peggiore è che sottostare a quelle regole non potrà mai portare un miglioramento sociale tale da rendere l'Europa solidale, unita e pacifica.

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  6. Avevo letto con sgomento un articolo su contropiano (giornale comunista on-line n.d.r.)
    qualche tempo fa, in cui si "criticava" Fusaro di partecipare a un dibattito su "ciò che è vivo e ciò che è morto in Marx" organizzato da CasaPound.
    Già il titolo (un bluff come filosofo,una realtà come rossobruno) mi aveva "incuriosito", ma leggere "a questo punto tracciamo un fossato invalicabile, a futura memoria e per tutti gli anni che ci capiterà di vivere: chi d'ora in poi accetta di parlare con Diego Fusaro non parlerà mai più con noi, nè col movimento di classe, nè col sindacalismo" mi fece inorridire!
    Una frase di una grettezza, di una meschinità e di una "violenza" da lasciare senza parole....e anzi che gli strali di questo appestamento non li ha rivolti anche agli eventuali eredi del buon Diego ( e di chiunque accetti di parlare con lui ovviamente...)
    Francamente pensavo alla follia di un isolato giornalista dde sinistra, ma evidentemente hanno dato seguito alla "minaccia"!
    "Poi dice che uno se bbutta a ddestra!!"
    Che amarezza...

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    1. Posso capire la dichiarazione di non essere interessati a dialogare con qualcuno, ma la cesura da capo della tifoseria è veramente grottesca. Siamo a livello del "ridammi le mie matite colorate" oppure "noi con le femmine non ci giochiamo" (non ancora...), senza nemmeno accorgersene. Poi si ripete, con la stessa lungimiranza e cognizione di causa, che il Medioevo fosse un'epoca buia (alla vostra sinistra potete osservare le splendide vetrate policrome, la fuga d'archi rampanti, le ardite crociere, nonché la raffinata espressività delle figure in pietra che ornano l'uscita dei transetti, frutto dell'assai noto gotico anni 2000...).

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    2. @sbordinese
      Grazie, due risate fanno sempre bene. "L'invalicabile fossato" richiama in modo irresistibile il castello di Canossa. Il Papa ha lanciato la scomunica!
      A nome di "noi" (e questo può starci, basta essere in due), del "movimento di classe" (chi l'ha visto per ultimo?) e addirittura del "sindacalismo". Irresistibile.
      E sia chiaro, lo dico per una volta, che parlo da sinistra: ho dato i miei esami, mi sono promosso, non ho bisogno di attestati dal tromboncino di turno.

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  7. Ieri, subito dopo il terremoto de L'Aquila, furono intercettati due imprenditori edili che sghignazzavano felici al pensiero della opime commesse. Furono sepolti dal pubblico ludibrio.
    Oggi...

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  8. Mutatis mutandi .... https://www.youtube.com/watch?v=FndzsvQzhn8

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  9. Adesso se la prendono con Dreyfusaro?

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  10. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/29/lituania-la-terra-agli-stranieri-dora-in-poi-si/1075228/
    Piu' europa per tutti!

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  11. Buongiorno.

    Si sigillino quattro uomini dentro una cripta. Tanto per vedere l'effetto che fa.

    Si riapra dopo un mese.

    Ne è rimasto uno. Gli altri tre carne e sangue di quell'uno.

    Bestiale? No, naturale, naturalissimo e, se si vuol, logico e razionale. Che altro fare? Persino magistrale.

    Merita un'onorificenza.

    Magari al Quirinale.

    Saluti.

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