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sabato 3 maggio 2014

Il teorema di Daverio-Zingales e l'effetto Eichengreen-Krugman

La teoria economica si è arricchita recentemente di un importante teorema, frutto della collaborazione interdisciplinare di un importante economista, Philippe Daverio, e di un noto storico dell'arte, Luigi Zingales. Il teorema parte da una premessa implicita, fortemente condivisa dai due intellettuali: quella che gli italiani siano Untermenschen, e afferma che sarebbe meglio per l'Italia diventare una nazione di camerieri e di bagnini, poiché ciò le consentirebbe di sfruttare i suoi evidenti vantaggi comparati nel campo dell'offerta turistica di fascia "bassa" (sole, mare) e alta (città d'arte).

Un argomento di indubbio richiamo per le menti dei telespettatori.

Non era la prima volta che lo storico dell'arte Zingales si era arrischiato in un settore disciplinare a lui evidentemente estraneo, quello dell'economia, per sostenere questa tesi. Certo, in questa occasione l'aver potuto contare sul solido supporto metodologico dell'economista Daverio ne ha corroborato le ardite argomentazioni.

Mi rivolgo quindi a Daverio, dando per scontato che Zingales, non essendo del settore, abbia poco interesse e poca capacità di seguirmi nei tecnicismi, per ricordargli un paio di cosette che nel nostro mestiere, quello di economisti, sono note a tutti (quindi non a Zingales, ma solo perché lui fa un altro mestiere). Non c'è nemmeno bisogno di citare tanta letteratura: tutta quella che serve è citata in un paper che abbiamo più volte richiamato all'attenzione dei nostri 20 (000) lettori perché il titolo è già tutto un programma: Non c'è un unico regime di cambio valido per ogni paese e in ogni tempo. Frase che, oltre ad essere puro buon senso, è anche il titolo di un working paper del prestigioso NBER (dove suppongo Daverio sia stato più volte in visiting), pubblicato da un docente della Kennedy School of Government di Harvard (un'università di provincia, mica come NYU dove lavora un nostro altro amico).

Ma noi non siamo quelli della fallacia ad auctoritatem (o meglio, potremmo esserlo se avessimo a che fare solo con l'economista Daverio, dato che la professione economica considera questa fallacia ammissibile, ma ci trattiene in questo caso la presenza di Zingales, uomo di profonda cultura classica), quindi di questo paper non ci interessa tanto l'auctoritas vera o presunta dell'autore e della istituzione cui appartiene, quanto, più banalmente, il contenuto.

Fra le varie cose, tutte interessanti, delle quali parla Frankel, ce n'è una che, ahimè, pone in dubbio la consistenza logica del teorema di Daverio-Zingales, ed è la discussione dell'effetto Eichengreen-Krugman svolta nel paragrafo 5. Vi aiuto a situare l'argomento. Siamo nel contesto del dibattito sull'endogenità o meno di un'area valutaria, dibattito antico quanto la teoria delle aree valutarie (vi ho ricordato più volte il resoconto che Mundell fornisce del dibattito fra Meade e Scitovsky). Alla fine degli anni '90, a frittata europea fatta, gli economisti come Andy "Spennachiotto" Rose si arrampicavano sugli specchi per sostenere che l'ottimalità di una data area valutaria si sarebbe potuta conseguire endogenamente. In altre parole: anche paesi molto diversi si sarebbero potuti permettere una stessa valuta, contro l'avviso degli economisti, perché l'adozione di questa valuta avrebbe fatto "'o miracolo" di sincronizzare le varie economie, in particolare attraverso l'incremento dei flussi commerciali intra-zona. Insomma: le economie "grosse" si sarebbero tirate dietro le altre, in su o in giù, e in conseguenza di questa sincronizzazione, un'unica politica monetaria, sconsigliabile prima dell'entrata nella moneta unica, sarebbe diventata ottimale dopo: la politica one-size-fits-all sarebbe diventata cosa buona e giusta perché l'integrazione avrebbe sincronizzato i cicli dei diversi sistemi economici.

Un argomento smentito dai fatti prima e dopo, come abbiamo già ricordato, ma soprattutto smentito dalla logica.


Cosa facevano notare, infatti, Eichengreen e Krugman? Una cosa molto evidente, ovvero che se da un lato la maggiore integrazione monetaria facilità il movimento delle merci (con una potenziale sincronizzazione dei cicli dovuta a spillover  di domanda da un paese all'altro), dall'altro facilita anche quello dei fattori di produzione (con un'asimmetria, in realtà, perché il capitale è comunque più mobile del lavoro). In questo modo i singoli paesi sono spinti a sfruttare in modo estremo i propri vantaggi comparati, specializzandosi in pochi settori: la Francia nel formaggio, la Germania nella birra, e l'Italia nei bagnini.

Ma se questo accade, allora le singole economie appartenenti all'area in questione diventano più vulnerabili a quelli che gli economisti amabilmente chiamano shock idiosincratici, ovvero, agli andamenti dei singoli mercati nei quali loro, e non le altre economie, si sono specializzate. Insomma: poniamo che al resto del mondo la birra non piaccia più: la Germania si trova nei guai, ma non necessariamente la Francia; poniamo che la Nuova Zelanda diventi competitiva nella produzione di formaggio (non è un esempio scelto a caso): la Francia si troverebbe nei guai, ma non necessariamente l'Italia; poniamo che nel resto del mondo i mariti decidano di assolvere con maggiore frequenza e fantasia ai propri doveri coniugali: l'Italia si troverebbe in difficoltà (ci sarebbe minor domanda di bagnini), ma certamente (di questo possiamo star sicuri) non sarebbe in difficoltà la Germania (e non per difetto di domanda).

In tutti questi casi, quindi, una politica monetaria one-size-fits-all non sarebbe appropriata. Nel primo caso, abbassando il tasso di interesse la Bce aiuterebbe la Germania, ma surriscalderebbe le altre economie. Negli altri due casi la Bce, abbassando i tassi, aiuterebbe rispettivamente Francia e Italia, ma surriscalderebbe l'economia tedesca. Inutile che vi dica come vanno le cose di solito.


Veniamo al punto.

L'effetto Eichengreen-Krugman ci dice una cosa molto semplice: che la moneta unica, amplificando la probabilità e l'incidenza di shock idiosincratici, rende insostenibile l'unione monetaria perfino fra paesi che in linea teorica prima se la sarebbero potuta permettere. Sì, avete capito: quello che Eichengreen e Krugman delineano è il panorama al quale stiamo assistendo, cioè quello di paesi che, grazie all'euro, hanno ampliato le proprie divergenze strutturali, in un modo prevedibile e previsto dalla teoria economica, cioè il panorama di una zona dove non l'ottimalità, ma la "pessimità" dell'unione monetaria è endogena.

In altri termini, questo effetto spiega quanto ho espresso in Crisi finanziaria e governo dell'economia affermando, nella mia pochezza, che "l’unificazione monetaria si rende necessaria solo laddove è dannosa, cioè solo laddove implica la rinuncia a un elemento di flessibilità (quella del cambio) utile per assorbire shock o compensare divergenze strutturali".

Ovviamente rendere l'Italia un paese di bagnini e camerieri significa, usando il linguaggio di Daveri, ma non quello di Zingales, esporla all'effetto Eichengreen-Krugman con due conseguenze: la prima, quella di mettere un paese politicamente debole alla mercè di scelte di politica monetaria guidate dagli interessi dei paesi politicamente forti; la seconda, a valle della prima, quella di rendere necessari, per rimediare ai guasti indotti da una politica one-size-fits-all, vuoi provvedimenti di austerità competitiva (ovvero: tagliare la domanda per ridurre le importazioni quando calano le esportazioni dell'unico prodotto che si esporta, nel caso in specie la ceppa), vuoi trasferimenti ancora più ingenti dal Nord al Sud.

Eh, sì!

Perché specializzarsi in quello che si sa fare meglio (ad esempio, impiegare il famoso tampone del quale parla Gadda) può essere una scelta vincente solo in un contesto politico solidale, dove se viene a mancare la domanda del prodotto che sai fare (o dare) meglio, gli altri decidono di sostenerti perché lo ritengono strategicamente giusto, politicamente ammissibile, economicamente efficiente.

Il che, evidentemente, non può accadere in un'Europa che litiga per qualche zero virgola di risorse sul bilancio comunitario, no?

Quindi, se da un lato è ammissibile che lo storico dell'arte Zingales periodicamente torni alla carica con questo argomento (anche se epistemologia e buon senso vorrebbero che ognuno parlasse solo di ciò che sa), dall'altro è totalmente inammissibile e scandaloso che l'economista Daverio formuli una tesi (quella secondo cui l'Italia dovrebbe specializzarsi nel settore nel quale ha dei supposti vantaggi comparati) che è totalmente infondata non solo nella reale struttura produttiva del nostro paese, ma anche e soprattutto nella economic policy e nella political economy delle unioni monetarie, come vi ho appena mostrato e come letteratura economica squaderna di fronte agli occhi di chi vuole vedere.

Quanto sarebbe bello il mondo se la gente si attenesse a quel sano principio della divisione del lavoro sul quale si fonda la professione del prof. Daverio... o era quella di Zingales!?






Post scriptum, del 4 maggio, ore 9:30: Siccome non mi va che la professione economica venga smerdata, perché anche se non la sento come mia è pur sempre quella che mi dà il pane, allego, per vostra opportuna conoscenza, il riquadro che riporta i settori di specializzazione di uno storico dell'arte e di un economista, onde siate in grado di capire da voi perché quando lo storico dell'arte parla delle cose nelle quali è specializzato l'economista può accadergli di dire cose lievemente imprecise. I dati sono tratti dal database EconLit che ho appena interpellato. Vedete voi quali ambiti hanno più attinenza con quanto sta succedendo, se la finanza aziendale o il ruolo delle istituzioni internazionali, se la valutazione delle imprese o gli aggiustamenti delle partite correnti, ecc. Mi sono rotto di sentire qualunquologi che dicono che "l'economia non è una scienza". Se andate da un dermatologo a farvi espiantare un rene, poi non potete piagnucolare sulla malasanità, questo dovete cacciarvelo da qualche parte, e se fossi in voi me lo caccerei in testa. De gustibus...

Dopo di che, non sto dicendo che sono più bravo io, assolutamente no. È più bravo lui, come del resto è più bravo Bisin, tanto per dire. Ma sono più bravi a fare un'altra cosa. Chiaro? Ecco, voi non siete giornalisti: sono sicuro che mi avrete capito.

112 commenti:

  1. il problema è la produttività...tutti questi disoccupati (come me) improduttivi eh Zingales...ma vaf......!

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  2. Noi italiani siamo stati famosi anche per la capacità di costruire le strade , ora però ci siamo cimentati in un esperimento perfettamente riuscito : la costruzione di un asfalto
    composto da zucchero caramallato , grani di mandorla sbriciolata ( per il drenaggio ) e zucchero a velo . Tutto questo dotato di una solidità e consistenza unici . L ' inventore di questo stupefacente asfalto si chiama Prof . ALBERTO BAGNAI . GRAZIE

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  3. Prof. ma fanno sul serio ( soprattutto il genio di zinga ) oppure..?
    Ma si rende conto lo storico dell'arte zinga delle conseguenze delle sue stronzate ( mi passi il termine, per cortesia! ) ?
    E' molto probabile che abbia voluto celiarci con uno spettacolo in prima serata, perché siamo tristi e provati dalla "crisi economica" ( leggasi politica ), e se è così allora è diverso.
    Seriamente, cosa che gli incauti pagliacci di cui sopra ne sono sprovvisti, a volte ho la voglia di dire che molti l'euro se lo meritano.

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  4. Però professore, anche lei... troppo facile prendersela con uno storico dell'arte.
    All'economista Daverio invece vorrei ricordare che un suo noto collega economista (tale Sgarbi) ha sostenuto giorni fa una interessante ed argomentata tesi giungendo alla sorprendente conclusione che molto probabilmente l'euro è una.... tecnicamente parlando... una mmerda!

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    1. Sgarbi però è avvantaggiato: avrà notato allo specchio che lui e l'euro si rassomigliano assai.

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    2. è il momento delle facce delle voci delle boutade , la campagna elettorale comincia a scaldare e si comincia a giocare il tutto per tutto , è il momento in cui il teatro si anima e i guitti scaldano i motori , le mossette i toni le risate ha ha ha oh oh oh senti questa ma lei non sa di cosa parla guarda sinceramente io credo che non può non essere e via così e giù tutti nella mischia a menar botte accà e allà ...chi vuole un confronto onesto dove si discutano i dati i risultati e le prospettive di una scelta tra l'altro già fatta fa enorme fatica a raccapezzarsi e se non ha avuto la fortuna e la pazienza di leggere il libro di bagnai e di avere quindi le basi per orientarsi un poco sull'argomento economico resta in balia delle emozioni e farà la scelta sbagliata ossia quella emotiva

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  5. Per come la vedo io però, Lei ha trascurato un particolare molto importante. Sono convito che l'economista Daverio era lì apposta per ingigantire la figura del terzo attore della commedia: Landini.
    Quest'ultimo ha, ad un certo punto, messo in campo il suo notevole CV magnificando i suoi studi alla Beata Vergine (se non ho capito male) e la sua (vera) professione di saldatore qualificato. Forte di questo popò di titoli e attestati, ha posizionato la sapienza del popolino tre gradini sopra quella di Daverio.

    Landini è ancora un piddino, ma....il ragazzo è giovane e si farà!

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  6. Ma guarda, volendo prendere per il culo uno ne ha presi per il culo due: esternalità positiva? Economia di scala? Economia di scò(ó)po (questo per la ceppa, ehm...)?

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  7. Noto con piacere che sta diventando sempre più affilato ironicamente parlando.

    p.s. ho notato solo oggi, per caso, il valore della divisa coreana e mi è venuto in mente che quando sono andato in Marocco mi ero sorpreso notando che per comprare un Dirahm (o come diavolo si scrive) dovessi sborsare 200 lire circa.
    Poi ho visto la sua economia e anche le condizioni generali di vita e ho capito che una moneta apprezzata (nel senso di prezzo) non significa nulla.
    L'economia è davvero una disciplina difficile e complessa e sentire ragionare a spicchi (si potrebbe anche dire: "a cazzo", ma non lo dico) persone che "qualcuno" considera tra le 100 più influenti sulla terra non mi rende per niente più tranquillo.

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    1. Quest'anno il suo posto tra i top 100 è stato preso dalla Kyenge (mi sa che quella classifica è un po' come il Nobel per la pace)

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  8. Ma questo è Zinghy o il livoroso ortottero della porta accanto? (io so' pettegolo e, purtroppo, leggo molto)

    «I am an immigrant to the United States. I came here in 1988 from Italy because I was trying to escape a system that was fundamentally unfair. Italy invented the term nepotism and perfected the concept of cronyism, and it still lives by both. You are promoted based on whom you know, not what you know. Americans were recently exposed to the corruption of the Italian system by Silvio Berlusconi, the tycoon-turned-politician who ran the country for nearly two decades. While Berlusconi represented an extreme, even by Italian standards, he was not an accident but the product of a degenerate system. I emigrated to the United States because I realized that it offered me an inestimably brighter future than my native country. And when I got to America in 1988, I wasn’t disappointed; I experienced for the first time the inebriating feeling that any goal was within my reach. I had finally arrived in a country where the limits to my dreams were set only by my abilities, not by the people I knew.

    I would gently suggest that you have no idea what it’s like to live in a country where there is virtually no meritocracy and competition is considered a sin. Even emergency-room doctors in Italy are promoted on the basis of political affiliation instead of ability. Young people, rather than being told to study, are urged to “carry the bag” (fare il portaborse) for powerful people, in the hope of getting back some favors. Mothers push their daughters into the arms of the rich and powerful, seeing it as the only avenue of social promotion. The talent selection process is so broken that you easily find very smart people employed in very menial jobs and very mediocre people in powerful positions. The best way to get rich is to be politically connected and receive a government contract.

    The only protesters against this system came from the radical Left, which was less interested in changing the system than in replacing it with a socialist one. In a country full of privileges based on birth, the Left, instead of fighting for equality of starting points, fought to eliminate all selection mechanisms, viewing them as discriminatory against the have-nots. One consequence of this was that universities were not selective in admissions. Regardless of your grades, you could get into any college you wanted, forcing all colleges toward lower standards. The unintended consequence of this egalitarianism was that it produced an undifferentiated mass of mostly ignorant graduates. Companies seeking workers resorted to hiring on the basis of the only system that works in the absence of credible sorting: personal connections.

    Many people, including my father, told me that if I wanted to have a university career, I had to pay my dues to some local professor—to carry his bag—which meant essentially working for free not only on his academic projects but also on his consulting ones. But even that plan did not seem promising, because I was unable to secure a letter of recommendation from the most famous professor at my college. When I had asked him to supervise my undergraduate thesis, he had declined, saying that he lacked the time—despite my excellent grades, and despite the fact that he had found the time to supervise a classmate of mine, who had the support of an influential person.

    Fortunately, America has in its DNA the ability to reform itself. Unlike the citizens of most other countries, Americans share a strong belief in the power of competition. As I shall explain in this book, competition is an enormous source for good. To improve the economic system, we need more competition, not less. Unlike many other countries, where populism means demagogy and autocratic dictators, America has a positive populist tradition of protecting the powerless. As I shall explain, this populist vein has greatly contributed to making American capitalism better than all other forms of capitalism.»

    By Zinghy l'ortottero"Capitalism for people"

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    1. In tema di entomologia, sul blog di Messora (in cui sono ricapitato occasionalmente oggi) c'è ancora gente convinta che uscire dall'euro sarebbe un errore, così come votare Borghi un "sintomo d'immaturità" (cito testuale - domani dunque tutti in giro coi braghini della prima comunione, il cappellino con l'elica dei nipoti di Paperino e il lecca lecca a forma di lira...). Secondo codesti la soluzione sarebbe restare nell'euro "per far valere i nostri diritti e costringere gli altri europartner a compiere radicali cambiamenti sulla gestione e distribuzione della moneta". Come? Semplice, inviando "con il voto democratico il M5S a Bruxelles come una massa critica per congestionare gli apparati UE portandoli al collasso" (non cita però se l'operazione verrà appoggiata anche da Lanterna Verde, l'Uomo Ragno e Poison Ivy).

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    2. L'unica "massa critica" che potrebbe avere una certa efficacia, "se ci dicono di no", credo sia questa

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    3. Guarda, leggevo il blog che hai citato tu fino a sei mesi fa. Poi ho smesso senza accorgermi di farlo, perchè Messora invece di parlare della luna aveva iniziato a parlare spesso e volentieri del dito.
      Non so se avete notato la velocità di sparizione di questi soggetti dai temi reali, che è stata direttamente proporzionale all'avvicinarsi delle elezioni.
      Fino a sei mesi fa se scrivevi su quel blog che eri pro euro, l'insipida e inconsistente tesi del battipugnismo, venivi giustamente sommerso da commenti tecnici e non che ti spiegavano perchè e percome era giusto che questo dramma umano e sociale finisse subito, ora.
      Semplicemente, il blog di Messora di questi tempi lo leggono solo i populisti di Grillo, avendo perso una marea di lettori che si rivolgono altrove.
      Non è cambiato il vento, semmai il contrario: oggi Messora e l'altro che hanno messo nella gabbia hanno gettato la maschera e sostengono alla luce del sola la parte della costola del PUDE nota come movimento 5 stelle.
      Per cui hanno perso coloro i quali hanno un'idea diversa dopo aver gettato finalmente la maschera.

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    4. Meritocrazia, sintesi: un ceto dirigente in lotta contro altri ceti dirigenti ha bisogno di cooptare anche i ragazzi svegli che vengono dal basso, perchè vuole vincere e per vincere non si può fare squadra coi soli figli di papà.
      Un ceto dirigente che ha accettato la subordinazione definitiva rispetto ad altro ceto dirigente (protettorato, colonia) NON ha bisogno di cooptare ragazzi svegli che vengono dal popolo, perchè vuole solo continuare a spolpare il suo unico nemico, il popolo che dirige su mandato altrui: un nemico che spreme per conto proprio e conto terzi, e del quale deve garantire la mansuetudine pecoresca (in neolingua: la funzione del ceto dirigente subalterno è la mediazione del consenso). Questo ceto dirigente coloniale è disposto anche a vendere il proprio popolo sul mercato internazionale degli schiavi: si vedano i regni africani, che vendevano il surplus dei propri sudditi ai mercanti arabi, i quali poi li commerciavano in tutto il mondo (globalizzazione).
      Ecco perchè il ceto dirigente americano (nel quale funziona eccome l'old boys network e il cronysm) è più permeabile ai meritevoli rispetto al ceto dirigente italiano.

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  9. Io mi sento sempre più solo.
    Credo che tutti voi siate le uniche persone che riconosco affini.

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    1. Ah come ti capisco. La scorsa settimana sono andato a Providence, RI (Rhode Island) per lavoro e in un momento libero vado nella little Italy a fare un po' di shopping. Entro in un negozietto a caso e comincio a comprare i prodotti di cui sento la mancanza, tra gli altri un po' di formaggi italiani. Dall'accento intuisco che il tipo che mi serve é italiano (ciao Nino! O Nico!? Acc. Io sono una frana coi nomi!), insomma tra un formaggio e l'altro ci mettiamo a parlare, in italiano, di euro; lui conosceva bene Borghi. Insomma probabilmente mezz'ora di discussione da una parte all'altra del bancone. Mia moglie dopo un po' mi lancia strani sguardi. Ci salutiamo... i nostri occhi un po' lucidi....

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  10. Zingales mi sta dando l'idea di sapere perfettamente come stanno le cose, ma di non sapere da che parte iniziare a dire la verità. Ogni tanto butta lá una mezza frase, apre leggermente la porta e poi la richiude immediatamente per paura che il vento ( della nuda verità ) la spalanchi di colpo e investa la platea del pubblico. Lui vorrebbe confessare, ma non ne ha il coraggio. Il buon Daverio - indiscusso maestro nel suo campo - farebbe bene a parlare solo di quello di cui è esperto ( che è molto ) e soprattutto frequentare sartorie i cui titolari non si facciano quotidianamente di dietilammide dell'acido lisergico.

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    1. Ma non ti viene l'idea che uno che si affida al sarto per bucare lo schermo stia all'arte come Giannino sta all'economia? Sai, io quello che scuso di meno dei due è proprio quello più colorito, perché lui di arte ne chiacchiera, io la faccio, e se volessimo parlare di giacimenti culturali forse qualcosa da insegnargli ce l'avrei.

      Fra il dire e il fare c'è di mezzo il sarto. È proprio un bel sarto, come direbbero a Roma.

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    2. Bernard Berenson era un indiscusso maestro in quel campo, o Jonhn Ruskin (o Ananda Coomaraswamy, ma lo conoscono in pochi), lui è una guida Michelin

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    3. In effetti...mi è difficile non darle ragione.
      E poi guardi, quando una persona ricchissima come Daverio si permette di pontificare su come gli Untermensch dovrebbero comportarsi...porto la mano automaticamente...al telecomando !

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    4. che daverio sia un pagliaccio lo dice non solo il suo vestito ma anche il suo interloquire fovmidaaaabile, ma vai a inscatolare la merda va te e sgarbi

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  11. Vedendo il siparietto descritto la mia prima reazione è stata questa.

    Non li reggo più!

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  12. "A ME MI SA" che ci siano troppi format sulla cucina, i ristoranti e il cibo. a forza di timballi, quiches e trionfi di frutta qualcuno comicia a pensare che basti fare della pastasciutta.
    e invece io lo capetti, ma anche voi.

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  13. "sarebbe meglio per l'Italia diventare una nazione di camerieri e di bagnini"

    Dato che io vivo in Romagna, dove bagnini e camerieri hanno una lunga tradizione, ho cercato di spegare questa singolare teoria economica ad un anziano romagnolo il quale, oltre a farmi notare che bagnini e camerieri romagnoli sono i principali responsabili del boom demografico tedesco degli anni '60-'70 (forse il primo esempio di globalizzazione sessuale al mondo) mi ha poi domandato chi fosse l'autore di questa brillante pensata.
    A quel punto ho fatto presente che si tratta di un economista di "chiara fama" (Sassaroli docet) con tanto di laurea in economia summa cum laude e che è così bravo ed intelligente che insegna negl Stati Uniti.
    Dopo averci rflettuto su, il buon anziano mi ha regalato un antico proverbio di saggezza popolare, che da quel momento è diventato parte integrante del mo patrimonio linguistico:

    "us ved un palaz nun sved un test ad caz?"

    Traduzione: si vede un palazzo non si vede una testa di cazzo?

    Mi scusi ma l'idea di trasformare l'talia in una SuperRiccione è qualcosa di troppo divertente.
    Pensi quando le costruiscono una mega-discoteca sotto casa: Lei cerca di suonare il clavicembalo e l'unica cosa che sente è Waka Waka di Shakira. Credo che potrei morir dal ridere :)

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    1. SuperRiccione dici? Basta andare in Colombia!

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  14. " poniamo che nel resto del mondo i mariti decidano di assolvere con maggiore frequenza e fantasia ai propri doveri coniugali: l'Italia si troverebbe in difficoltà (ci sarebbe minor domanda di bagnini), ma certamente (di questo possiamo star sicuri) non sarebbe in difficoltà la Germania (e non per difetto di domanda)"

    GENIO ASSOLUTO. Mi sto ancora rotolando dalle risate.

    A parte questo e parte che vedere che un "insignificante" profe della provincia dell' impero mette in braghe di tela un "prestigioso" professorone del centro dell' impero (uno dei 100 uomini piu' influenti del mondo secondo altrettanto prestigiosa testata di caratura internazionale) non ha prezzo, parafrasando nota pubblicità.



    Pensare che un paese di 60 milioni di persone, la undicesima economia del globo (con la storia industriale che ha, ignota all' illustrissimo professorone, evidentemente) possa prendere a modello l' economia di Malta o di Santo Domingo , per il suo sviluppo, E' DA DEMENTI. E' da dementi anche agli occhi di chi professore (anche di provincia) non è.

    Zingales è un pallone gonfiato e sono lieto che abbia deciso di prendere di petto anche questi FALLITI, falliti che saranno catalogati come tali dalla Storia (senza doppia s).

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    1. Mi associo anch'io al tuo pensiero su quelli come il z/les. Sono dei falliti, prima umanamente. L'economia deve essere al servizio degli uomini, e non viceversa. Che cazzo hanno in testa?

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    2. Io, al di là dei toni, la vedo in un modo un po' diverso. Ravviso una certa incoerenza fra il tessere le lodi di un sistema meritocratico (come fa Zingales nel suo libro) e poi l'esprimersi ex cathedra in un campo in base ai meriti acquisiti in un altro campo. Nel mio linguaggio questo si chiama vivere di rendita.

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    3. No, ma infatti sono assolutissimamente d' accordo con lei anche su questo punto.
      Anzi, mi permetto di aggiungere che se anche avesse acquisito i meriti nel campo giusto, questo non è che gli deve consentire di dire la qualunque cazzata in base alla sua "rendita" scambiata per meritocrazia.

      Per far capire di cosa parlo, io umilissimo metalmeccanico di provincia, rivendico il mio sacrosanto diritto di dire che Alesina spara delle cazzate mostruose quando sostiene che tagliare la pensione permetterà di migliorare le aspettative del pensionato. Questo dice in pratica il genio, e lo dice dal suo ambito di studio, con i suoi teoremi sugli "agenti razionali" (il pensionato che si mette a spendere di più dopo che gli tagliano la pensione sarebbe un "agente razionale" per il super-espertissimo Alesina)

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    4. Vi è, a me pare, una leggera contraddizione nel ragionamento di chi, per fuggire all'abominevole nepotismo (posizione di rendita), va nei paesi del miglior libero mercato per acquisire una visibilità (posizione) impossibile nel proprio paese, per poi tornarvi e vivere appunto di rendita.
      Ma in questa contraddizione cadono in molti, mi risulta, e in generale tutti quelli che lottando "per il popolo" salgono sul carro del vincitore (che in effetti difficilmente è "il popolo").
      Un'ultima annotazione, ho il dubbio che quando, in un campo di ricerca, si hanno molte più pubblicazioni rispetto ad un altro campo di ricerca, ciò sia dovuto al fatto che questo sia maggiormente "esportabile/vendibile". Ma forse mi sbaglio.

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  15. ma povero Zingales, adesso non si può neanche più pubblicizzare un libro con simpatiche interviste condite da quattro minchiate sparate qua e la? D' altronde dove poteva pubblicizzare il suo libro con siffatte argomentazioni se non in Italia?Paese dove un docente di scienze cognitive si mette a fare "ricerche" sulle cellule staminali, o un' altro che propagandava fino a poco tempo fa il veleno di scorpione per la cura del cancro entra a far parte del comitato scientifico del movimento 5stelle che dovrebbe predisporre il piano nazionale amianto.
    Vi ricordo che all' inizio del secolo scorso l' egemonia culturale di Benedetto Croce ebbe il sopravvento sul povero Federigo Enriques con tutte le conseguenze che conoscete sulla strutturazione della educazione scolastica e sulla cultura in genere in Italia .
    E' mai possibile che conosciamo tutti benissimo Sgarbi e nessuno di noi sappia chi è Gabriele Veneziano? Secondo voi chi è il più colto tra i due?
    Quindi per favore... che poi in tempo di disoccupazione può tornare anche utile a tutti: domani anche io potrei aver bisogno di poter fare l'economista o lo storico dell' arte piuttosto che il "ricercatore", inventandomi così un posto di lavoro a tempo indeterminabile.

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  16. 'Sta faccenda della specializzazione d'un paese in un unico settore (im)produttivo, mi ricorda tanto quella dei paesi agricoli post-coloniali che si sono specializzati in una monocultura e, al primo shock idiosincratico (o più banalmente alla prima speculazione), la loro economia agricola è andata a ramengo. Direi, in linea di massima, che il mono (settore o coltura) non è mai buono.
    (Ps: Diverso sarebbe stato il caso se i suddetti illustri personaggi avessero parlato, anziché di mono, di mona).

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  17. se zinga ci vuole camerieri e bagnini, lui fara' il pulitore di bagni pubblici...

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  18. Disoccupazione dichiarata al 12% e praticamente nessuno in piazza.
    Un'altra riformina x aumentare la precarietà del lavoro e nessuno in piazza.
    Redditi reali di operai e impiegati che in 10 anni hanno perso circa il 10% del potete d'acquisto e nessuno in piazza.
    Distribuzione della ricchezza ancora più polarizzata di prima e tutto va bene.
    25 aprile e il 1 maggio ridotti quando va bene a festa di paese
    Concertone del primo maggio da tutto esaurito.
    Gente che si ammazza x una partita di calcio fuori dallo stadio.

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  19. Mah...
    Non sono un economista, mi limito a vedere che i fatti le danno ragione (stiamo allo sfascio).
    Ma più che ragionare sulle sparate televisive, ma con un tasso di disoccuoazione così, con gente sotto ammortizzatori sociali, con stipendiati precari, con stipendiati da fame; ma che aspettiamo per fare casino?
    Va bene, la fananza fa i suoi interessi, i maggiordomi televisivi criticano gli antieuro, molti non hanno capito i problemi di una comunità monetaria come quella europea ecc...
    Ma che non si arriva a fine mese se ne saranno accorti?
    Questo meriterebbe un post: perché siamo alla fame e non facciamo niente?

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    1. Me lo chiedo spesso anch'io. E cercando di darmi delle risposte, in modo molto empirico, basandomi cioè su quello che vedo (vivo nel capoluogo emiliano), noto alcuni fattori che mi sembrano determinanti.
      Innanzitutto il bombardamento mediatico/culturale ha avuto effetti devastanti: anche senza un euro in tasca, molti credono che sia colpa loro/nostra, e questo inibisce sul nascere l'azione, portandola sul piano messianico della speranza (sperando nel "più Europa", nel mov5, ecc.).
      Agiscono inoltre e sempre più meccanismi economici potentemente ricattatori. Il settore dei "servizi" è giunto ormai a livelli di precariato totale, laddove questo settore è sempre più pervasivo, grazie al continuo diffondersi della terziarizzazione, a cominciare appunto dal mondo dei "sevizi" (chi ti recapita la posta? TNT), a finire a quello della produzione industriale (dalla logistica, a funzioni vieppiù "interne"). In questo variegato arcipelago di società di servizi, nel quale le coop (non a caso) fanno la parte del leone, l'esercito industriale di riserva degli immigrati è di gran lunga la forza lavoro prevalente, senza il quale ho qualche dubbio che tutto il castello costruito sull'esternalizzazione e il precariato potesse reggersi, e qualche dubbio mi viene pure sulla scarsa propensione di questo modello produttivo/sociale alla rivendicazione "sindacale" (dove tra "diversità" culturali stridenti e facilità di sostituzione, spesso si spera solo di non dover pagare troppo al "caporale" che ti ha trovato il lavoro). E qui, per capire quanto questa realtà più o meno sommersa possa influenzare i settori dei servizi e della produzione industriale (e agricola), sarebbe interessante avere numeri (che tuttavia credo di difficilissima rilevazione, visto appunto il livello al limite del legale/contabile di moltissime di queste imprese di "servizi").
      Infine, mi pare che la realtà demografica di un paese sempre più vecchio, nel quale la popolazione sotto i 25 anni (quella che una volta "bruciava le piazze") è scesa da tempo sotto il livello di sostituzione naturale, e all'interno della quale nuovamente immigrati e figli di immigrati costituiscono dalle mie parti almeno il 30-40% del totale (e negli ultimi 5 anni hanno superato il 50%), parli da sola. Non a caso in queste giovani generazioni, nuovamente come mi pare si verifichi nell'appena descritto settore dei "servizi", il rumore di fondo culturale che ascolto è quello riassumibile nella famosa frase "speriamo che me la cavo". E non sono leghista (anche se alle europee voterò la Donato).

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    2. Da quel poco che leggo sull'argomento (che di certo non sfonda sui media) pare che gli immigrati terziarizzati siano abbastanza attivi alla voce "lotte di rivendicazione"; forse l'Emilia è all'avanguardia di questa mutazione

      http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=15852
      http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=15955#more-15955

      Sul discorso demografico, invece, totalmente d'accordo. non è che ci stanno deindustrializzando, ci stanno proprio estinguendo.

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    3. @Saint Simon

      Tutto bello, tutto vero: padrone=cattivo, operaio=buono, ma poi euro=bello, e l'euro quindi aiuta l'operaio, o no? A me sembrava che aiutasse le banche. Mi sono perso, e loro peggio di me. Per questo grillo prima e la Lega dopo (una volta vidimato il tradimento di Grillo) faranno passi da gigante. Ma ormai mi son stancato di ripeterlo. Tanto loro non ascoltano chi non recita le loro fottute litanie. Mai visto un prete bigotto quanto un comunista.

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    4. @Prof

      guardi, ho linkato i wumingfoundation solo perchè mi ricordavo che avevano scritto ampiamente sulla notizia e non avevo voglia di cercare altre fonti. In questo caso, re-link is not endorsement.
      Si sono persi. Sono totalmente d'accordo con lei sulle vestali comuniste - in cui catalogo anche i wuming che pure un tempo stimavo molto come "analisti", ma avessero mai detto una specifica parola sull'euro mentre salmodiavano contro il capitalismo e snocciolavano lunghe, infinite analisi (diversamente) intelligentissime. Purtroppo i cari senzanome proprio non ci arrivano, anche perchè si sono proprio chiusi in una gabbia di liturgie identitarie . come buona parte dei miei amici anti-ttip, son sempre quello lì. Altri invece sono molto più probabilmente in malafede, si faccia un giro - se ha altri anti emetici da buttare - sui blog del sinistrume "veri" vario, tra giannulli, tringali, badiali, martini e chi più ne ha più ne metta. E' un po' come la storia dei poteri forti e degli ego deboli: in questo caso, è un po' difficile stabilire quanto la ricetta sia composta da identità plastificata (forse non è plastica, è più quel materiale con cui fanno i body bag) o fuuuurbizia tattica-strategica degna di Gaio Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo.

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    5. @Saint Simon
      le coop emiliane, vedi il caso Granarolo ma anche e sempre più Coop, hanno esternalizzato da tempo le funzioni "magazzino e logistica" e stanno da meno tempo usando lo stesso metodo oltre che per le pulizie (nei supermercati) anche per lo svuotamento/riempimento della gondole (le mensole dove stanno in bella mostra i prodotti nei supermercati). Questi servizi "esterni" sono forniti da altre coop (di servizio appunto) formate quasi al 100% da immigrati (non amo il termine "migranti", mi pare un tentativo di rendere naturale -le specie migratorie/migranti- un fenomeno che naturale non è, al contrario -se andiamo a vedere l'organizzazione che lo sostiene). La scintilla che fece scoppiare uno sciopero e un paio di manifestazioni, organizzate dai comitati di base (che fanno più o meno riferimento a un centro sociale cittadino), fu il prelievo dalle buste paga dei "terziarizzati" di un paio di cento euro, su un salario che a malapena arriva a 600(!), con motivazione "contributo per stato di crisi" della coop datrice di lavoro.
      Bon, le cose andarono pressapoco così: i pochi manifestanti immigrati (non credo arrivassero a 200, ma su you-tube si dovrebbero ancora trovare i filmati delle varie fasi della "lotta") furono sostituiti mentre ancora "picchettavano" fuori dal cancello, da altrettanti immigrati che entrarono chiusi dentro un pulman, e di loro se ne sono perdute le tracce (la gente del mio quartiere spera solo di non doverli incontrare ubriachi e disperati dopo cena rientrando a casa), i comitati di base si occupano ancora di migranti, insieme alla Spinelli (perché, la Boldrini, no?), e voteranno Tsipras, la Granarolo, la Coop e le altre coop voteranno PD, il tutto mentre l'Unipol stipula polizze per tutti e propone ottime soluzioni di previdenza integrativa ...
      Tutto si tiene.

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  20. diciamo che sono tre anni che in questo forum in cui parliamo di filosofia materiale e non morale ovvero che regole differenti muovono differentemente i sistemi perché guidano in una certa maniera piuttosto che altre le persone (consumatori, imprese, Stati)..
    e che con la morale (del tipo "dovresti fare così") non ce se ne fa nulla perché non ha mai funzionato e non funzionerà mai!

    il ricordo suo di quando ammoniva la ragazzina del tea party al meeting con la Lega è esemplare di questa teoria e questa degli AVO non è che un corollario.

    D'altro canto.. se gli INDUSTRIALI sanno che le dinamiche inflazionistiche saranno maggiori nel proprio paese, si blocca il cambio, ci sarà un afflusso di credito che abbasserà notevolmente i tassi di interesse quale saranno le loro politiche di investimento?
    La delocalizzazione! si prende poco a prestito, si spende di meno di investimenti (via rivalutazione fittizia) e via dicendo.

    le belle "teorie" che non hanno un fondamento sulle vere dinamiche sociali (come si ragiona) non servono ad una mazza.
    ma sono affascinanti perché ho osservato che i sinistri di sinistra se non ondeggiano le mani in aria mentre emettono aria fritta non godono.
    Ecco, la "morale" è fica per questi che se ne impippano se le loro idee sono sempre fallaci

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  21. Avevo contezza che Zingy fosse più un collega di Claudio Borghi che tuo. Epperò, anche lì vi è una certa differenza. Al primo affidavano delle belle sommette da amministrare, il secondo vi pontificava sopra e basta.
    Non credo che abbia mai amministrato ammnistrato nemmanco i porcellini dei risparmi dei pargoli.
    Ah no...che fesso che sono, mi dimenticavo di quella success story di Telecom. E ora amministrerà la svendita dell'azienda per la quale Ugo Mattei morì (ricordiamo che per dare una pensione alla vedova dovettero fare una delibera speciale in CdA, perche il nostro non ne avrebbe avuto diritto).

    Ma, in Italia, siamo diventati meritocratici all'improvviso, negli ultimi anni? Non c'entra nulla il crony capitalism in siffatte nomine? Ah, in Ammerica sì che vi sono equal opportunities, mentre qui da nnoi...

    No, perchè col moralismo poi la gente se sta a 'ncazzà (ricordiamo il savonarola Marrazzo che, pur pontificando e stigmatizzando in trasmissimoe, non trovava di meglio che riporre la propria appendice anteriore tra le terga di qualche ibrido? O viceversa)

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  22. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=7698

    Ma siamo sicuri di essere noi a dover fare i "compiti a casa" ?

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    1. Sì, è da circa 2 anni che è divulgato questo simpatico esempio di gestione da "buon padre di famiglia"
      Ma, come si vede anche dall'argomento di questo post, i moralisti sono sempre quelli che fanno la morale col culo degli altri
      Ma l'Ammerica sì che è virtuosa ed esporta la democrazia
      Ma la Germania sì che è virtuosa : hanno sempre eseguito gli ordini

      Dio ci guardi dalla morale dell'autosufficienza delle cause efficienti: ci sono ancora dei Franz Stangl tra noi

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    2. @Simone Re
      Già, gli è che avevo appena letto un articolo di Ugo Mattei...

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  23. Grazie Alberto, per questo (front)stop al frame di ultima istanza che il PUDE ha profuso a piene mani nella campagna mediatica elettorale a reti unificate (sul bench mark di La7, peraltro).

    Che liberoscambismo+valuta unica, - rammento così immaginata fin dal rapporto Werner del 1971 (e quindi l'unificazione tedesca non c'entra una fava)-, portasse a questa accelerazione di divergenze disfunzionali, è cosa quasi ovvia.
    Peraltro, ti dò atto che sei partito "piano" con lo storico dell'arte, mostrando una paziente disponibilità a ragionare: ma, niente, il PUDE ordoliberista lancia i suoi kamikaze proprio per la loro capacità distruttiva "finale", mica per risolvere la crisi di consenso in termini reali.

    Se se ne fregano altamente di mentire, risolvere, e dello stesso consenso (vedremo dopo la prossima legge di stabilità di Padoan-Schioppan), abbiamo un leggero problemino di democrazia, direttamente proporzionale al peso della "storia dell'arte" nella costruzione del frame.
    Ma dietro, ghignante, c'è sempre il principio hayekiano:
    “È evidente che le dittature pongono gravi pericoli. Ma una dittatura può limitare se stessa (se puede autolimitar), e se autolimitata può essere più liberale nelle sue politiche di un'assemblea democratica che non conosce limiti. Devo ammettere che non è molto probabile che questo avvenga, ma anche così, in un dato momento, potrebbe essere l'unica speranza. Non una speranza sicura perché dipenderà sempre dalla buona volontà di una persona e ci si può fidare di ben poche persone. Ma se è l'unica possibilità in un dato momento, può essere la migliore soluzione nonostante tutto. Ma solo se il governo dittatoriale conduce chiaramente ad una democrazia limitata.”

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  24. A quanto pare anche Rasputin parlava di euro e di svendite, ma del resto se lo dice la Storia.

    Dalle "profezie di Rasputin":
    "...Sono vestite di seta le quattro sorelle, ma quando saranno passate tre generazioni saranno vestite di stracci. Alla figlia di Pietro saranno strappati i gioielli; e sui gioielli pascoleranno le pecore e ogni pietra verrà sgretolata, incenerita e dispersa, e dalla gloria non rimarrà che la cenere; alla figlia di Luigi (a Marine me dispiace) verranno tolti gli occhi e strappate le unghie e questa percorrerà la stessa strada della figlia di Pietro; alla figlia di Enrico (povero Nigel) verrà tolto il sangue dalle vene e tutta la sua bellezza verrà trasformata in una palla di fuoco. Altre saranno le radici e sulle radici vedrete ricomparire le corone (aho, 'ndo sta a fija de Carlo?)."

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  25. La trasmissione è incommentabile (e conferma la mia scelta di non guardare mai la televisione), ma tutto il libro di Zingales è (come sempre) da bruciare nel caminetto per la rabbia. Non ho caminetti e mai brucerei libri, ma la rappresentazione della società, senza differenze di classe e potere, la sua descrizione dello applicata ad un disegno tecnicamente di classe, l'utilizzo conseguente del temine senza alcuna reale percezione di lega , le ricostruzioni storiche e le citazioni furbette, l'astuzia di parlare a pag.44 del "divorzio" (con citazione utile e decontestualizzata, senza indicazione della fonte, hai hai professore! di Keynes) e a pag 64 del debito pubblico.
    Nel cruciale esempio australiano (shock esterno riassorbito tramite il cambio e non la deflazione salariale), nell'immaginario mondo "piatto" dei modelli che hanno livellato il cervello del nostro, è la stessa cosa se riduco i salari ai lavoratori dipendenti o se riduco il cambio con il quale acquisto e vendo merci e prodotti finanziari (quindi anche assett) con l'estero. Nel mondo reale, con montagne e valli, una cosa fa bene ai montanari l'altra ai valligiani. E' dunque un conflitto politico e distributivo.
    Come l'inflazione (l'altro snodo) nella quale -per inciso- mai viene fatto un numero, inflazione al 3% ed al 300% è la stessa cosa. Quando sono fenomeni completamente diversi con la stessa comoda etichetta, un esempio di fallacia da nominalismo. E via dicendo. Un perfetto esempio di propaganda.

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    1. Ti sono vicino, e peraltro libri di questa gente non li leggo. Sono loro che hanno deciso, nei criteri di avanzamento, che i libri non valgono niente, e sanno bene perché: i loro in effetti non valgono niente. Tuttavia di devo dire che non so e non sapremo mai se questa sia propaganda o un complesso intrico di conformismo e ricerca di prestigio intellettuale. Insomma: non sapremo mai se dietro ci siano i poteri forti o un ego debole (e balbuziente). Più precisamente: non sapremo mai in quale percentuale questi due elementi, entrambi presenti, entrano nella ricetta.

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    2. I poteri forti scelgono gli ego deboli per alcune "prestigiose" carriere. Questi ultimi, a loro volta devono esprimere, in qualche modo, la propria gratitudine.

      Poi, accade spesso che, visto che alcune cose sono andate loro per il verso giusto, capita anch che si credano intelligenti e profondi: "Capitalism for people" è un miscuglio di luoghi comuni, di sogno americano, di "sono fuurbo e ho capito che cambiando il posto di alcuni rivetti , l'aereoplano continuerà a volare", intriso della gratitudine di colui che, forse, in qualche arcano recesso dell'inconscio, prova l'oscura sensazione che la ruota del destino, gli abbia riservato qualcosa che non aveva mai immaginato possibile.
      Evitando di entrare nel merito delle tesi e delle conclusioni, il livello analitico è infimo, anche per un libro divulgativo, degno di una mente che non ha mai neppure provato a scalfire la vernice di quel baule delle meraviglie chiamato "episteme"

      Ma, dal punto di vista della signora episteme, non è più neanche questione di criticare il neoliberalismo o l'ordoliberismo, comunque lo si voglia chiamare; ma bisogna ormai chiedersi: è il capitalismo emendabile? La sua reale essenza è diversa da quella che criticava Marx, o Polanyi (essenza e non forma fattuale)? I trente glorieuses sono davvero stato altro che un'eccezione della storia (considerando anche che ci voleva parecchio panem et circenses per contrastare ideologicamente l'Orso alle porte)? Il Keynesismo era davvero il "volto buono" del capitalismo, o era piuttosto un'altra cosa rispetto ad esso?

      E, domanda delle domande (riferendomi al post di Buffagni), quale sarà l'evoluzione del "kicking away the ladder" in un epoca malthusiana come quella attuale?

      Ps.Tornando all'antropologia zinghesca, riporterò un aneddoto personale: in un periodo particolarmente brillante della mia vita, mia moglie mi rimproverò di essere troppo modesto. le risposi: "Vedi, cara, esiste il famoso paradosso del pavone, che potrebbe costituire un problema. Ovvero, quando il pavone rizza le penne per fare la ruota, scopre le terga".
      E, purtroppo, come la Natura, anche l'uccello padulo è affetto da horror vacui

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    3. Ti butto lì la mia ipotesi in merito al calcio alla scala versione odierna: degradare sul serio il popolino. Ma sul serio, eh? A forza di precarietà lavorativa ed esistenziale, di malnutrizione, di cure mediche insufficienti, di disordine morale, di andia e di vergogna (manco una famiglia ti potrai fare, schiavo! trombare tromba pure, ma una casa, una moglie, dei figli, un cognome sul campanello e sulla lapide no, e chi ti credi di essere, un uomo?) le merde globali hanno la precisa e meditata intenzione di giustificare nei fatti il loro infinito disprezzo per tutti gli altri, riducendoli a subumani effettivamente spregevoli. Sai, tanto per evitare la dissonanza cognitiva.

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    4. Uno dei personaggi di romanzi che preferisco brucia i libri nel caminetto, che malinconia mi hai fatto venire!

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    5. @Roberto Buffagni
      E' (ahimè) la stessa risposta che avrei dato io

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    6. @l velo di Maya

      Ahimè, che brutto doversi trovare d'accordo su cose del genere...

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  26. Quando l'Impero Britannico propagandava il free trade (= globalizzazione) e David Ricardo lo sosteneva con la teoria dei vantaggi comparati (meglio se il Portogallo si limita a fare il porto, e il Regno unito continua a fare l'acciaio e le fregate) lo storico dell'arte tedesco Friedrich List riassumeva così la raccomandazione imperiale britannica: "Quando sei arrivato in cima, togli la scala così non sale più nessun altro".

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    1. Ottima riflessione, più attuale di quanto si creda... http://www.movisol.org/MappaImperoBritannico.htm

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  27. Prof. maaacccheeeeddiceeee! Cultura e turismo sono stati il nostro passato e saranno in nostro futuro. Da tempo i nostri casolari rustici sono oggetto di acquisto da parte di tedeschi ed inglesi acciocché i nostri giovani forgiati e nerborùti grazie al lavoro dei campi (la loro formazione inizierà a breve quando dovranno coltivare l'orto per campare) possano deliziarli con le buone e sane cibarie frutto del lavoro dei campi. Per quanto riguarda la deindustrializzazione questa è necessaria proprio allo scopo di fermare l'inquinamento di fiumi e mari, rendendo le nostre coste finalmente bagnate da mari cristallini e quindi oggetto di desiderio per frotte di turisti stranieri attratti anche dall'euro (Europa) forte come magistralmente spiegato dall'attuale vicesindaco e futuro sindaco di Firenze, tale Dario Nardella in questo video.

    PS: L'onorevole vicesindaco e futuro (?) sindaco Nardella non si capacita della discesa dell'Italia dai primi all'attuale 6° posto nella classifica dei paesi a vocazione turistica. Come rimedio per attrarre turisti americani ed asiatici propone come ho detto sopra un euro ed un' Europa più forti (come sanno tutti i politici piddini si tratta in realtà di sinonimi). Io vorrei aiutarlo a trovare il modo per risalire questa classifica perché Firenze mi "garba molto" a parte le zanzare d'estate ma non essendo competente chiedo aiuto a voi, che dite l'economista Daverio e lo storico d'arte Zingales potranno aiutarlo? Avete altri nomi eccellenti da proporre? Resto in trepida attesa, grazie.

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  28. Guardi prof, la storia della meritocrazia ha stufato!
    la meritocrazia esiste quando esistono opportunità e uno può liberamente cercarsi il posto migliore dove può esplorare al meglio la propria indole.
    Il fatto che si vanti di non aver mai portato borse e poi scrive quell'articolo rattoppato sull'AVO (mi sapeva di copiato..) o quell'altro sul Giappone come la Grecia io la interpreto che i meriti sono sempre relativi.

    E poi, cosa significa merito?
    che se uno scopre che c'è qualcuno più bravo (ammesso esista un giudizio assoluto) si debba cacciare via?
    per me questi vogliono solo il far west mentre loro fanno politica per avere i privilegi.

    PS: 1 annetto fa Internazionale in un suo articolo (uno dei pochi validi) parlava di come avviene la selezione a livello di borse di studio.. basta spiegare "liberismo è buono" e gliela danno!

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    1. Oh, finalmente qualcuno che dice ste cose.

      "Meritocrazia" , le origini del termine; "Uichipedia":
      http://it.wikipedia.org/wiki/Meritocrazia

      Illuminante, non trovi, Valsandra?

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    2. Anche la mafia è meritocratica. Se vai a estorcere il pizzo ai negozianti e bruci loro il negozio qualora si oppongano, vieni premiato dal boss. Idem se elimini personaggi e testimoni scomodi (giudici, giornalisti seri, sindacalisti, semplici passanti sfortunati...). Se il merito dipendesse soltanto dal concetto che si ha di utilitarismo ed efficienza, chi più meritevole delle SS Panzerdivision Totenkopf, Hitlerjugend, Das Reich o Wiking?

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  29. Ma Zingales la conosce bene questa logica! Sicuramente la ricorda meglio se la chiamano diversificazione e al posto di Paese si parli di portafoglio: diversificare un portafoglio. Chissà quante volte l'ha spiegato!

    Perché si insegna? Guarda caso per avere meno rischio no? Se compri tutte azioni Fiat e per caso Marchionne si ammala…

    Come ho imparato qui: tutto si tiene.

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  30. Prof. ce l'ha mezz'ora di vita per vedere questo?
    Al minuto 5 diventa abbastanza chiaro lo scenario italiano "dell'intorno del 2014" dumila anni dopo Augusto.

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ae32052b-be5b-4baf-8628-35a5e62a8e2b.html
    Se il video ha problemi, qui c'è la copia.
    http://www.youtube.com/watch?v=HuYli-FymeY

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  31. A proposito della diatriba fra la nostra vocazione artistico-culturale e quella tecnologico-industriale, vi ricordate chi avevamo messo come "testimonial" a simboleggiare il valore della nostra moneta e della nostra civiltà ?

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  32. Se non sbaglio c'è anche un articolo di Krugman, tradotto per il ilsole24ore, che parla degli shock idiosincratici e dell'impossibilità di attuare una politica monetaria efficace nell'eurozona.

    "[...] Spesso le discussioni sull'Europa risentono di una tendenza a mescolare due questioni diverse. Una riguarda l'entità del rigore imposto ai Paesi debitori. Le nazioni debitrici non hanno quasi altra scelta che accogliere le richieste della Troika, a meno di non essere disposte ad abbandonare l'euro, passo che nessuno è pronto a compiere.
    Sarebbe nell'interesse della Troika stemperare le richieste di austerity. Ma anche gli antirigoristi sarebbero d'accordo sul fatto che una dose di rigore in questi Paesi è inevitabile: è il prezzo da pagare per una politica monetaria "taglia unica".
    C'è un'altra questione: la situazione generale dell'Europa. I Paesi della periferia sono stati costretti ad adottare misure di austerity, non compensate da misure di segno opposto nei Paesi del nocciolo duro. Il risultato è una drastica contrazione della spesa pubblica nel Vecchio continente.
    L'euro è un costrutto ancora più imperfetto di quello che si sarebbe potuto prevedere basandosi sulla teoria dell'area valutaria ottimale. Questa teoria mette l'accento sul problema di un sistema uguale per tutti di fronte a shock asimmetrici: i Paesi devono cavarsela da soli se entrano in recessione quando nel resto dell'area valutaria l'economia va a gonfie vele."

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-04-06/polonia-fronte-azzardo-euro-081535.shtml?uuid=Abzl0lkH

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  33. Invocando pazienza e pieta' per il lettore meno dotato, chiedo aiuto per dipanare un dubbio. Il post di oggi lascia infatti costernati. La ridicola polemica aperta dal Manasse, nella quale davvero non si poteva non essere d' accordo con il Prof. Bagnai, avrebbe infatti dovuto convincere tutti fosse tempo di discutere sulle idee, e non sui CV. Chesso', ricordarsi di quando uno sconosciuto matematico autodidatta bengalese mando' una sfilza di Teoremi allora insospettabili ad un Dipartimento di Matematica inglese e nessuno chiese chi fosse, e si cerco' invece solo di capirne il lavoro. Di quando uno sconosciuto scacchista indiano, estraneo ai circoli della Vecchia Europa, venne in visita e nessuno chiese punto dei suoi titoli, e ci si sedette ad un tavolo da gioco.
    Oggi invece si scopre che:
    1) il CV non conta, per quanto riguarda le pubblicazioni ed I successsi accademici: e si sapeva. Ed e' ovvio e sacrosanto.
    2) Ma il CV conta per quanto riguarda gli argomenti trattati e le specialita': in questo caso si' che le idee espresse hanno un peso ed un' autorevolezza diverse.
    Io non ci arrivo. Perche' non limitarsi a confutare le idee? Una solida obiezione vale piu' di ogni metrica, o sbaglio? Cosa potra' mai aggiungere il CV, ad una controprova scientifica?

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    1. Sì, non ci arrivi, ma non è un problema, io l'ho spiegato in tanti modi e ho la coscienza a posto. A me del cv non interessa quanto è lungo, ma cosa c'è scritto. Uno può anche aver preso il Nobel per la medicina per i suoi studi sul cuore, ma se io faccio il dentista, tutti vanno da lui, lui rovina la bocca ai suoi pazienti, e poi i pazienti vanno in giro a dire che l'odontoiatria non è una scienza, io mi permetterei di chiedere loro: "Avete guardato cosa c'era scritto sulla porta del collega? Dentista? No, cardiologo! E allora il problema non è l'odontoiatria. È l'usurpazione di titolo."

      Ma in effetti se devo rispiegare questa cosa per la millantesima volta temo tu non abbia bisogno né di un dentista, né di un cardiologo, né di me. O se semo capiti?

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    2. A molti sfugge l'immensa complessita' di ogni disciplina, assieme all'immenso e secolare lavoro che ha prodotto la societa' moderna - che oggi addirittura permette alla maggioranza di ignorarne la complessita'.
      Vien da pensare che molti "ecologisti" siano banalizzatori professionali (cioe' prezzolati).

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  34. ... la " piece " e' perfetta, l'inversione delle competenze e' il giudizio sarcastico piu' rasoiato che si potesse inventare ... come sottofondo ... accompagnamento ( ... non meritano di piu' ! ) .. alla lezione ( ripasso ! ) sempre essenziale e chiara pure per i testoni come me ... il tutto da " crotalo " vero.
    D'altra parte un clavicembalista .... e' un artista no ?

    Bellissimo ... e divertentissimo,
    sempre grazie prof.

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  35. Siamo in guerra...io ormai rispondo a tutti, dai politici che mi chiedono il voto per posta elettronica su gmail (!!), ai forum, a Youtube.
    Ora mi sto divertendo con Michele Terzi, che è onnipresente anche su Youtube per smontare il prof...è sicuramente un assiduo lettore del blog, visto che ne estrae interi paragrafi e grafici per commentarli -a modo suo, si intende.
    Tutta pubblicità.

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  36. Prof., scusami per l'improvvisa brutalità di questa mia domanda, che mi è sorta durante questo triste e solitario pranzo domenicale (finchè le domeniche esisteranno ancora): se abbiamo perso, che ca**o ci facciamo ancora qui? A rendere più amara e cocente la sconfitta? Non sarebbe meglio un bel "liberi tutti, questo è il tempo del Lupo per cui ognuno segua il proprio istinto - di sopravvivenza". In questo senso i grillini (più che non Grillo e Casaleggio) rappresentano al meglio lo Zeitgeist. In fin dei conti, rotto per rotto, non è meglio morire da grillini che non da piddini-sellini? Non è meglio morire da "ingiusto e spietato Leonida" che non da "venduto Efialte"? Non è meglio morire da "populisti pseudonazicomunisti" che non da "romeni anni 30 svenduti dal capitale atlantico prima al nazista e poi allo stalinista di turno"? Scusami per lo sfogo (che sfogo non sarà per molto)! Se dobbiamo morire tutti allora "viva la muerte". O no?

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    1. Senti, amico caro, io ho detto cosa voterò io e poi ho detto che non ne avrei voluto parlare più. Se la sindrome di Stoccolma ti spinge a votare due persone che da due anni ti prendono in giro, accomodati. Vota Merkel. Fai come vuoi. Il tuo discorso però è veramente delirante, avresti fatto meglio a tenerlo per te.

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    2. Pensa a me... Con il mio tipo di visto in Australia non so se posso votare da qui (non posso iscrivermi all'aire) e mi gira tantissimo l'attrezzo da bagnino. Possono aver vinto quel che vogliono ma io intanto finché campo non perderò mai occasione per urlargli "merde", specie se farlo significa dare una possibilità all' ottimissimo Borghi di rappresentarmi.

      E pensare che un tempo mi era così facile contenermi!

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    3. A me prudono le mani a votare m5s quando vedo in tv la picierno o la moretti attaccare il movimento populista...in quel momento penso: ora li voto e spero superi il pd, giusto per vederli sorpassati. Tanto per l'uscita dall'euro ancora qualche annetto ci vorrà... poi seguo il prof o borghi in internet e torno sui miei passi!

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    4. @Alex
      Io ho il tuo stesso prurito (sarà un'epidemia di dermatosi pruriginosa?) ma me lo faccio passare con le giuste creme.
      E tieni conto che al prurito si aggiunge un bel mal di stomaco a sentire certe uscite di Salvini o i suoi comizi che appassionano quanto un porno con Eli Wallach 90enne...
      Detto questo però, ritengo che non sostenere l'unico partito dichiaratamente per l'uscita dall'euro sarebbe un clamoroso errore strategico.
      E poi a che serve avere adesso il M5S sopra al PD? tanto il PD si schianta da solo, figurati, con queste teste pensanti (Renzi, Moretti, Picierno, la rediviva De Micheli..)

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  37. A volte non so, se un po' di scoramento sia necessario per allentare la tensione, o per ricaricare le batterie. Ciò che non dimentico mai, è che: la storia sta dalla nostra parte, ma esiste sempre possibilità di perdere, soprattutto nel breve. La stessa URSS, pareva morta nel 21, 28, 31 e 36. Poi durò parecchio. Abbiamo almeno il dovere di lasciare di noi un certo tipo di ricordo. Un po' come Vitellozzo in, non ci resta che piangere. Se morirò, sarà cime babbo. In questo caso, dovranno ricordarci come il Generale Lee, e non come il Generale Lanzi.

    Tornando al ben vestito, trovo sarebbe interessante guardare i flussi turistici verso l' Italia, la dinamica, e poi cconfrontarla con le dinamiche salariali dei paesi fornitori di turisti. Al netto di ciò che dice il vice sindaco di Firenze. Ovvero: 1,4$=1€ aiuta il turismo.

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  38. Veramente io pensavo che Zingales fosse un entomologo.

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    1. Io, prima che venisse prescelto dai politici per rappresentare "l'autorevole libberista" nei talk show, non sapevo chi fosse, perché nei campi che mi interessano non ha scritto nulla di rilevante (come da visura EconLit in allegato). Peccato che siano i campi dai quali dipende oggi la nostra esistenza. Diciamocelo pure: è un bell'uomo, ma un po' inutile.

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  39. Come quando il parente ti chiede di bonificare dai virus il suo (czz di) PC. Quel guardarti strano quando cerchi di spiegargli che si', lavoro tutto il giorno sul computer, si' sono pure laureato in informatica, ma da 30 anni lavoro nelle telecom... Ergo non fatevi prestare l'auto di un giornalista, visto che il cambio d'olio lo fa fare all'elettrauto, se va bene.

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  40. Che peccato, non avete colto l'aspetto interdisciplinare dell'approccio dei due e la loro capacità di sintesi..... altro che effetto Eichengreen-Krugman, loro sono già oltre, all'effetto Eichman(n): non c'è shock idiosincratico che non si possa risolvere con un numero sufficiente di treni per la Germania....

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  41. Sto fatto del turismo e cultura è un vecchio stereotipo, largamente inflazionato da politici neoborbonici. Da anni la indicano come ricetta miracolosa per lo sviluppo del sud, insieme a "ricerca e innovazione",l’altro mantra dello sviluppo del meridione.Siamo troppi belli per avere un futuro industriale. All'epoca della lira, il modello assunto a mito era il lumbard-veneto, simbolo di efficienza e virtuosismo .Oggi questi concetti li stanno traslando all'Italia intera,in fin dei conti basta avere 12 mesi di primavera-estate e il problema è risolto, tanto turismo e cultura

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    1. Il banalizzatore professionale: quello che il cibo industriale no... e non coglie il dettaglio che senza sofisticate industrie alimentari 10 milioni di lombardi si mangerebbero a vicenda!

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  42. vorrei sapere il suo parere circa il concreto effetto di esa 2010 ai fini del fiscal compact nonché un suo parere sull'erf, sulla sua potenza espropriativa e della sua mancata pubblicizzazione in tempi di campagna elettorale europea da parte di coloro che come Borghi si oppongono alla deriva del "luogocomunismo" del "PUDE"
    grazie

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    1. interessa anche a me, specialmente un suo commento sull' ERF

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  43. Uno dei passaggi più impagabili del libro è quando Zing ipotizza (p.94) di consolidare il debito greco affidando le relative banche al FMI, Così che la nazionalizzazione sarebbe stata "non operata dal governo greco, con i rischi di corruzione e influenza politica che avrebbe comportato, bensì da parte del FMI. Il quale a sua volta si sarebbe impegnato a riprivatizzarle..."
    Quando leggo queste cose, per un attimo ho una paresi neuronale, poi inizia a tremarmi la mano, quindi se ci fosse qualcuno urlerei. Ma CHE CAZZO! Naziona-lizzo ad opera di una Amministrazione sovranazionale pubblica nella quale il capitale è tutto in mano ad altri, e la governance è la meno trasparente del mondo? In modo da annullare l'influenza politica greca?
    Ma non sono banche greche? Ed il popolo greco non è quello che vota, si suppone liberamente, il governo?
    Ed il FMI è libero di influenze? Come no. Non politiche da parte dei greci, in efffetti.
    Questa gente deve tornare alle elementari alle lezioni di Educazione Civica.

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  44. Ne aggiungo un'altra (p. 114) "bloccati i movimenti di capitali, persa la speranza di investimenti esteri, si perde QUALSIASI freno rispetto all'ARBITRARIETA' e ai soprusi: nazionalizzazioni, espropriazioni, falsificazioni dei dati, ecc."
    MA a questo signore, il dubbio che esistano procedure di decisione approvate dagli elettori, governi legittimi, Parlamenti, Corti, e dir si voglia, non lo sfiora? COME "qualsiasi" freno? E la legge?
    COME "arbitrarietà"? E la legge? E le procedure democratiche? E la volontà dei cittadini?

    Siamo oltre qualsiasi livello possibile. Ma non si studia diritto nelle facoltà di economia?

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    1. @Alessandro Visali
      Forse non si studia diritto nemmeno nelle facoltà di Giurisprudenza.
      In una discussione su Fbook nella quale chiedevo come mai i rivoltosi ucraini venissero considerati buoni e invece i GRECI, come da tempo scrivo, se protestano sono considerati cattivi, un laureato in Giurisprudenza, di quelli sensibili pro-diritti civili, pro-perseguitati and so on, rispose che in Ucraina c'era una dittatura e in Grecia invece c'è la democrazia. Ovviamente nulla rispose alla mia obiezione che la democrazia non è limitata ad eleggere e venire eletti ma che, almeno secondo la nostra Costituzione, diventa piena e in atto se lo stato e il governo democratici garantiscono l'esistenza dignitosa delle persone almeno circa lavoro, sanità e istruzione e che la povertà imposta non è democratica.
      Zero reazione all'invito a leggere il saggio del Presidente di sezione del Consiglio di stato Luciano Barra Caracciolo sul confronto Costituzione-Trattati europei.
      Devo desumerne non tanto che non si studi che cosa dove, quanto che chiunque studi qualcosa dovunque proprio non recepisce né sul momento né dopo (né mai, temo) se non ci mette né cervello né cuore, senza paraocchi ideologici. Se, poi, il mainstream si rovescia e il tema perdente diventa vincente o anche solo alla moda, prevedo un allineamento - ma tutto ciò perché ogni giorno che passa divento sempre più disillusa su tutto.
      Diciamo, nella fattispecie, che un laureato in Giurisprudenza imbevuto di pensiero "democratico" alla moda non ha nemmno assorbita la differenza tra democrazia formale e democrazia sostanziale e piena.
      Certo avrà studiati i libri per superare gli esami.

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    2. Chiedo scusa, ho scritto "Visali" anziché "Visalli".

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    3. Se non è cambiato il piano di studi (io vengo dalle lauree anni '80) Diritto Costituzionale si fa al primo anno, un esame solo, e poi via con il Privato, Commerciale, Penale, ecc.
      La Costituzione, salvo gli articoli più utilizzati per le eccezioni di incostituzionalità, peraltro rare nella pratica, non viene più toccata dal laureato o dal professionista: il risultato è una conoscenza sommaria e superficiale da Educazione Civica delle elementari.
      Il ragionamento: democrazia, perché si vota e dittatura, perché non si vota (che poi Yanucovich non era forse stato legittimamente votato? Mah...) è il massimo dell'analisi di un laureato medio.
      La riflessione ad esempio sulla profondità dell'art. 3 comma II Cost., il quale fornisce il contenuto dell'obbligatorio impegno statale per ottenere quanto disposto dai successivi artt. 4, 31, 34, 35, 36, 47, 53, solo per citare i più rilevanti e che porta automaticamente al contrasto insanabile fra quello che deve fare il nostro Stato e quello che "ci chiede l'Europa", fa parte di un percorso di approfondimento lasciato alla buona volontà dei singoli.
      Altrimenti come farebbero a smantellare i nostri diritti impunemente?

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    4. @Luigi Pecchioli
      Grazie, Luigi, dei chiarimenti, che in effetti chiariscono.

      Ma...uno di intelligenza almeno media, che per dritto e per traverso ciancia di diritti, civili e non, (quelli che per me sono diritti e basta), ma non si interroga al di qua e al di là dei libri?
      A prescindere dal caso e dal percorso individuale: dove sono, che cosa pensano - se pensano - quelli che trasudano Umanesimo? Mai hanno fatta una riflessione sulla storia presente nei libri di storia, quelli della scuola superiore frequentatata dagli attuali trentenni quando ancora era mezzo buona?
      Mai si sono chiesti da dove derivino, di fatto, i nostri diritti sociali, civili e politici o come si chiamano? Mai hanno fatto il confronto con le "democrazie" nelle quali una banale influenza o una carie dal dentista fa saltare il bilancio - e la vita salta se non si ha un'assicurazione che copra cure e interventi ospedalieri?
      Mai, quelli di bassi natali arrivati alla laurea, si sono detti che, se possono stare in relazione, in una discussione come in uno svago, con quelli di alti natali, è grazie all'istruzione che del tutto gratuita non è stata, ma che non ha falcidiato i redditi delle loro modeste famiglie, quelle stesse che in certe "democrazie" potrebbero mandare i figli solo a una scalcinata scuola superiore e ancor grazie.
      Insomma, sono tanti i fin(t)i analisti, acculturati e non, ma in nessuno finora ho sentito chiarezza e determinazione come in una lapidaria frase di noto intellettuale vero di cui non faccio il nome solo perché non so indicare la fonte, il quale, già anni e anni fa scrisse:
      "Vogliono smantellare le istituzioni nate dalla Resistenza", lo stesso che per anni continuò a dire che "la lotta di classe non è finita, infatti la fa la borghesia tutti i giorni".
      Mai lo sentii parlare finemente di Costituzione e non aveva studi giuridici, ma mi pare avesse colto il nocciolo.
      Certo che se si pretende di ragionare, parola grossa, con un neo-dem liberal ecc ecc come ho fatto io, ci si vota facilmente a sconfitta.

      Quanto a considerare eletto non democraticamente l'ucraino democraticamente eletto, altra obiezione a cui non era arrivata risposta, quella è propaganda Ue, cioè Pude - e dà le coordinate del quadretto nonché le dimensioni.

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  45. Fantastico!

    Sò che ne oscurerà molti di questi messaggi ma io glieli invio uguale!

    Guarda un pò!

    Grazie e vedrà che se non tutti abbiamo raccolto la sua chiamata alle armi, presto lo faremo.

    Ancora grazie.

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  46. Mica lo sapevo che Daverio ha studiato alla Bocconi, senza laurearsi, nel lontano 1968-69!
    Immagino quali competenze possa aver avuto e soprattutto possa ricordare a distanza di 45 anni.
    Come storico dell'arte poi fa ride ogni funzionario del Mibac con cui ho parlato. A voler essere buoni non è tenuto in grande considerazione, mettiamola così.
    I suoi programmi tv sono noiosissimi.
    Di politica industriale non capisce una sega.
    Cosa resta a questo punto? Un simpatico pacioccone col farfallino e la R un po' moscia.
    Un po' pochino per pontificare da un IMPORTANTE salotto tv sui destini del Bel Paese (l'Italia, non il formaggio).

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    1. Ma no, figurati! L'Italia è piena di esponenti di paesi meritocratici che nel nostro paese hanno trovato l'America. Evidentemente ce li meritiamo...

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  47. Guardi, colgo l'occasione, perché già in onore di un amico mi sono "scoglionato" a legger ben 140 pagine del libro che fa riferimento ad un momento della giornata... poi altro amico mi segnala questo link.
    Ora... lei, a parte tentar di prendere per il culo gente mooolto più in gamba di lei, ha l'abitudine di missing the point: si legge, si legge e a parte la scuola di sarcasmo (ecco l'altro mestiere!) non si capisce che cosa lei sostenga; si comprende che cosa lei deride, denigra, ma non si capisce che cosa lei sostenga e come.

    Seconda parte: per le puttanate circa il batter moneta e tutto quanto, e che con l'export salviamo la patria italica, è sufficiente pensare a che cosa han fatto i politici della cosiddetta prima repubblica, i quali avevano il poter di batter moneta, e a dove siamo arrivati. Inoltre una moneta (una valuta) deve esser rappresentativa di una qualche economia, altrimenti nessuno la vuole: prima (tanto tempo fa) i soldini avevano dell'oro (o metalli preziosi) all'interno, poi con la moneta cartacea se ne dichiarò la convertibilità in oro (fino agli anni '30 in Gran Bretagna e nel '71 in U.S.A.); oggi la moneta "rappresenta" l'economia (euro per area europea; dollaro per U.S.A... e così via...)... questa "rappresentazione", questa "fenomenologia", è accettata, tanto che sia lei che io vogliamo nel nostro portafoglio il biglietto blu da 20 euro e quelli arancione da 50 e invece NON vogliamo i soldi del monopoli, tranne ovviamente quando ci giochiamo. Quindi Voi che ce l'avete con l'euro, dovete da' spiega' come fate a far sì che altra moneta (tipo i soldini del monopoli) sia voluta, ricercata.. altrimenti del vs. bel nuovo conio non se ne fa nulla nessuno.
    Quando quindi troverete il modo di presentare, offrire una nuova economia solida, essa già di fatto sarà, esisterà!
    Non c'è bisogno di teorizzarla. L'economia, la struttura economica ha quel gran vantaggio lì: quando c'è, comanda lei; quando non c'è, sono tutte fole.
    Provare per credere: andare in cantina (o laboratorio domestico), stampare su carta qualsiasi una nuova valuta, uscire con la medesima e andare dal panettiere a comprare il pane.
    Auguri!

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    1. Ma non l'hai letto il fottuto manuale?
      Cioè, dici che non capisci quello che dice Bagnai poi te la canti e te la suoni -partendo da delle premesse che sono delle puttanate (tutte tue) - e alla fine fai pure lo spiegone ?
      Vabbè..
      Ma se ti sei "scoglionato" a leggere 140 pagine non sarà che sei te un po' "scoglione"?
      Altrimenti sei un troll.

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    2. Aridatece Peter Yanez!

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    3. A me non lascia affatto tranquillo l'espressione "quando c'è, comanda lei". E' così anche per l'Alzheimer o il Parkinson, ergo... (mi rendo conto di soffrire perennemente d'una brutta malattia: quella di ricercare il senso delle cose, senza accontentarmi della loro diretta applicazione).

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    4. non maltrattelo!!! è una specie in via di estinzione!!!

      vedremo cosa dirà quando tutti cambieranno idea...

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    5. Con calma, cominciamo con ordine. Leggere e imparare a memoria:

      1x1 = 1
      1x2 = 2
      1x3 = 3
      1x4 = 4
      1x5 = 5
      1x6 = 6
      1x7 = 7
      1x8 = 8
      1x9 =9
      1x10=10

      Appena imparata la tabellina dell'1 passiamo a quella del 2 e lì ci fermiamo.

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    6. Cos'è uno scherzo?
      Il coso qui sopra fa la sparata e se ne va. Beato lui che ha gli euri in tasca e vuole l'euro forte. Mi sa che piuttosto la moneta forte, questi qui hanno bisogno di qualcos'altro di forte.
      L'euro, è una religione, la nuova religione. E già, la gente vuole le carte forti, e non i servizi e le merci.
      Beh, tu hai capito tutto, che altro dire?

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    7. Ci è stato imposto, con paternalismo fascista l’euro che è una moneta straniera, senza Stato, distruggendo quell’economia sulla quale si basava l’Italia, quella piccola e media impresa guardata con invidia dal mondo intero. Paragonare una moneta sovrana, dracma, lira, peseta, escudo, franco francese, marco ecc… ecc… come moneta del gioco del Monopoli equivale a sostenere quella posizione prona a cui lei non rinuncerebbe mai e lo si intuisce dal suo commento così… così… isteeeeericoooo. La capisco… Che bello il vincolo esterno, come siamo sporchi brutti e cattivi mentre i master sono così biondi, così belli coi loro occhioni azzurri e dotati di enormi schwantzstuck…

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    8. Ma sei sicuro che quelle che fumi siano Marlboro ?

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    9. Caro Eros, approfitto del tuo uitle post per dire che mi sono rotto il cazzo di sentire usare "batter moneta" come espressione denigratoria buttata in faccia a chi sostiene posizione Keynesiane.
      ( A proposito di Keynes faccio notare incidentalmente che egli stesso si definisse "conservatore", per cui tutta questa acrimonia da parte di certa parte politica non me la spiego, secondariamente rilevo che sia stato suo il pensiero economico che ha permesso agli Stati Uniti di uscire dalla crisi del '29 e quindi è l'unica letteratura sulla crisi che ha dimostrato di poter essere applicata).
      Veniamo al punto: " Il processo mediante il quale le banche creano denaro è talmente semplice che si fatica a crederlo", ti risparmio di leggerti tutti il libro "Soldi" di John Kenneth Galbraith e ti svelo che questo processo avviene tramite la concessione del credito. Rivelazione: le banche "battono moneta", per usare la tua espressione che ci vuol far sembrare dei grulli nostalgici che lavorano in stamperia con i manicotti neri, quando oramai lo sappiamo tutti ( almeno io lo so) che le banconote stampate sono una parte minima della massa monetaria, per cui quell'espressione è un artificio retorico molto fastidioso.
      Secondo punto: quando negli anni scorsi le banche americane, italiane, spagnole, tedesche etc.etc.. CREAVANO denaro concedendo prestiti anche ai morti, probabilmente non ti sei preoccupato della ripercussione sui prezzi del mercato immobiliare, perchè intanto il mercato si autoregola. Però adesso puntare ad un livello di inflazione intorno al 4%, farebbe schizzare il costo del debito e fallire miseramente l'Italia.
      Rispetto al rapporto crescita della moneta/inflazione, mi aiuto citando Paul Krugman: "Ma come si traduce tutto questo in inflazione? Non c'è un rapporto diretto......Se non c'è boom, non c'è inflazione; se l'economia rimane depressa, non ha senso preoccuparsi per le conseguenze inflazionistiche della creazione di moneta" ( da "Fuori da questa crisi, adesso" pag. 175).
      Spero di esserti stato utile.

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    10. Nel mio mondo, in genere, no accade che il cane cerchi di insegnare a leggere al padrone.
      Poi, si sa, nella vita c'è anche il suicidio

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  48. Egregio Prof Bagnai,
    Grazie per la spiegazione che ha una logica sicuramente piu' valida rispetto a cio' che raccontava lo storico dell'arte di Chicago.
    Detto questo pero', la domanda sorge spontanea: fino a che punto un paese deve mantenere in vita un settore in cui e' negato con la scusa (magari valida) di avere un'economia sufficientemente diversificata e resiliente a shock idiosincratici?
    Per esempio, oggi sentivo sulla CNN che le compagnie aeree stanno registrando qui negli USA dei profitti record .... mentre la nostra Alitalia fa pena. Secondo lei, bisognerebbe continuare a foraggiare questa compagnia di bandiera gestita da incompetenti andando dietro a Paul Krugman, oppure, visto che sta distruggendo ricchezza di tutti, sarebbe il caso di farla fallire, vendere gli slot (aime' alla Lufthansa), e fare gestire i voli a chi li sa gestire?
    Cordiali saluti.

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  49. Non ho letto il libro di Zingales, ma questa cosa la si diceva ancora alla fine degli anni '90 quando grazie all'euro e' iniziato il declino industriale e cioe' che ogni stato si sarebbe specializzato in qualcosa. Per l'Italia il turismo. Ma non avevano capito che se i prezzi di un albergo sono alti per via dell'euro si va in vacanza in un altro paese. Non c'e' solo l'Italia..

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  50. Ummm... analisi economica a parte, il politico che mette fine all'agonia di Alitalia, rinuncia anche a decine di migliaia di voti... e visto che qui si governa anche con 50.000 voti di scarto, nessun politico può permetterselo.

    Tuttavia, ricordo... tanti anni fa... i voli per Berlino Alitalia 600.000 lire e gli omologhi Lufthansa a 900.000, chissà cosa sarà cambiato XD

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  51. Science Fiction, anyone ?

    Graaande bellezza per tutti...

    Nel 1963 (a otto anni), vinsi il vincolo esterno di Carosello, vidi per la prima volta le gemelle Kessler in tivvù, ma anche alcuni di questi racconti sceneggiati, che mi hanno lasciato qualche graffio nel cervello...

    Da "Ai confini della realtà": Il numero 12 ti assomiglia.

    All'avveduto spettatore del Terzo Millennio capire quale personaggio porta la coroncina turrita, e notare che il primario si chiama "Sigmund"...

    L'unica cosa che ci separa dalla fantascienza è il lavaggio (e candeggio) del cervello. E ogni volta che torno qui, leggo, capisco, i miei graffi mi fanno male, ma (forse) mi salvo...
    ******
    ... la mia cartolina datata 9 maggio (festa dell'Europa)...

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