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venerdì 7 marzo 2014

Se non conosci puoi giudicare...

A.s. (ante scriptum) delle 12:27: non è un cazziatone! (per quelli che lo hanno letto così...)


(... a seguito di questo post ho avuto questa cortese richiesta:

Wendell Gee 05 marzo 2014 10:41

"Ne deduco che i post lunghi son più facili da capire di quelli corti".

Non ho capito a cosa si riferisce.

Non le chiedo di spiegarmelo brevemente

che procedo ad esaurire non brevemente, come promesso...)




Al di là della qualità dell'informazione di Voltaire (io diffido di chi si appropria dei nomi di grandi del passato: il più inconsistente fra i commentatori economici italiani ha intitolato il proprio blog a Keynes...), mi pare che ti sfugga il senso di questo post, che pure è molto semplice.

Il metodo "ascolto tutte le opinioni e poi decido con la mia testa" è il metodo ortottero di controllo del dissenso, non è il metodo cartesiano di percezione della verità.

Una verità, nella mia esperienza, si impone per la propria coerenza interna, per la propria capacità di organizzare fatti in un quadro logicamente organico.


Ora, ammetto facilmente che sulla nozione di fatto ci sarebbe da discutere a lungo (fa bene 48 a parlare di "fattoidi"), che quale debba essere la cornice del quadro rimane imprecisato, in questa mia asserzione abbastanza superficiale, ecc.

Cerco di spiegarmi. Da decenni mi prendo gioco della più pericolosa categoria di imbecilli: i presuntuosi del "se non conosci non puoi gggiudicare". Ragazzi, a cosa serve la cultura? (intesa come capacità di lettura del reale che solo l'arte vissuta e i libri senza figure letti possono attribuirti). Ma è semplice! Serve proprio a evitare dolorose esperienze, e a evitare di perdere tempo. Perdonatemi: quante esperienza fa, nell'unità di tempo, il moscone che continua a cozzare contro il vetro? Vi sembra quello il modello da seguire? (rinvio a Frisch per capire come mai l'ape non lo faccia). La cultura è quadro coerente di lettura ed economia di tempo e di pensiero, non collezione di quarte di copertina dell'ultimo libro dell'ultimo Nobel per la letteratura kazako, o dell'ultimo saggio dell'ultimo giornalista anticasta, ecc. Questa è la buona descrizione di un cassonetto per la raccolta differenziata della carta, non della testa di un uomo di cultura.

Vedere un film demmerda sapendo che è demmerda per poter poi dire che è demmerda, ascoltare un imbecille sapendo che è un imbecille per poter poi dire che è un imbecille... Ragionare così significa partire dal presupposto che ciò che legittima un giudizio critico sia il consumo (di un film, di tempo)! Significa inoltre presumere che il proprio consumo, per quanto estemporaneo e inconsapevole sia, implichi conoscenza, comprensione. Non è così. Non tutti sono abbastanza ampi da comprendere certi contenuti, non è perché paghi un biglietto che capisci quello che vedrai, e d'altra parte ciò che legittima un giudizio critico è la coerenza della critica che viene portata (che a sua volta può benissimo prescindere dalla delibazione integrale dell'oggetto della critica stessa).

Il vetro è trasparente, ma impenetrabile per un moscone (e se è blindato anche per una pallottola).

A contrario, ciò che legittima una verità in quanto tale (ho detto una, non "la") è appunto la sua coerenza interna, il fatto che unisca molto puntini. "La" verità li unirebbe tutti, ma il problema è che non sappiamo quanti siano, per definizione. "Una" verità ne unisce molti. Una cazzata non ne unisce nessuno, anzi, passa accanto a tutti.

Ma naturalmente il metodo del "se non conosci non puoi giudicare", che sfocia nel metodo dell'"ascolto tutti e poi decido con la mia testa", è l'ideale per tener sotto controllo gli imbecilli, per il semplice e ovvio motivo che ne lusinga la stolta vanità, quella che li porta a credere, appunto, di avere una testa, e di poter formulare un giudizio, e, come presupposto, a poter credere che il giudizio si formi un un'ordalia nella quale tesi contrapposte si affrontano come pupi siciliani. Sono laureato in lettere (quindi sono colto, anche se il romanzo sul quale ho fatto la tesi l'ho letto solo sul Bignami), ascolto il dibattito fra due persone che parlano di cose che non capisco, e poi decido con la mia testa. Capito perché c'è l'euro? E capito perché tanti non laureati che un libro però l'hanno letto invece si sono accorti che l'euro è una sòla? Semplice!

È delle idee come degli uomini: la lotta più dura, l'unica vera, autentica, decisiva lotta è quella con se stessi.


Ma per far lottare un'idea con se stessa, cioè par apprezzarne l'ìntima coerenza, la consonanza, bisogna avere un certo atteggiamento e una certa preparazione, che non passa per le quarte di copertina dei nobel kazaki appiccicate lì, ma magari per un paio di versi di Leopardi che porti con te dalle elementari (quando erano le elementari! E nota bene: non è necessario capire subito quello che si impara, ma è utile portarlo con sé: omnia mea mecum porto...), non passa per i festoni di integrali tripli degli ingengnieri del "l'economia non è una scienza", ma magari per il due più due fa quattro, non passa per l'idea che siccome Kant non è scritto in formule, allora tutti possano capirlo e farsene un'idea "con la propria testa", ma magari per la capacità di esprimere in diversi linguaggi, possibilmente non tecnici, quei contenuti ai quali si può accedere solo se si possiede il linguaggio tecnico, per la capacità di riconoscere un linguaggio intellettualmente onesto quando lo incontri...

Lo shock culturale che avete avuto (se lo avete avuto, altrimenti meglio) atterrando qui, dipende da quanto ti sto dicendo, e Gianluca lo ha capito benissimo. Quindi, non sentirti in colpa se dopo aver letto questo blog non ti va più di andare da donaldiani, ortotteri, auritiani, et id genus omne. Non sei obbligato a sentire tutte le campane. Sei incoraggiato a rassegnarti al fatto che ce ne sono molte di fesse. Se ne senti una squillante, rassegnati: l'acustica non è una scienza esatta (tanto per fare un esempio), ma questo non è un buon motivo per non fidarsene...

Così, nemmeno io mi sento in colpa se dopo aver letto la nota di Foa non perdo tre ore cercando voci dissonanti in blog strampalati o nell'informazione di regime.

Poi magari mi sbaglierò. Ma tanto sbaglierei comunque. E allora preferisco risparmiare tempo, pensando che tanti libri senza figure mi siano serviti a qualcosa.

Ora è più chiaro?

(... salutami Voltaire, io la penso esattamente come lui: "Posso anche pensarla esattamente come te, ma preferisco passarti sopra con uno schiacciasassi piuttosto che stare a sentire anche solo per un minuto i tuoi insulsi argomenti". Diceva così, no? No!? Ma dai... Aridatece Cartesioooooo!)




P.s. delle 12:28 (da fonte rigorosamente anonima):

E inoltre una riflessione del collega che lavora a Notre Dame (Indiana non Parigi!) uno che co' li numeri cia' 'na certa dimestichezza.

Dopo aver coperto una lavagna di simboli:

"Beh Xwikxw, quando i calcoli sono troppo complicati qualcosa non va. Le cose importanti devono assumere una veste semplice. Possibilmente geometrica."
 
Giusto. Il valore estetico della verità è un fatto prima fisico che morale, e alla fine corrisponde sempre a una specie di principio di economia. E agli happy few lo ricorderò con le parole di una persona che ha tanto sofferto, e della quale ieri Piero Craveri, commuovendomi, ricordava lo sbigottimento nello scoprire che quelli sull'altra riva dell'Isonzo erano tedeschi (come vi ho ricordato qui):




Era caduto infatti in una specie di pantano, fra la roggia Brisighella e la roggia Scondüda, ch’era straripata, quest’ultima: in territorio di San Colombano al Lambro, in campagna, dov’erano andati “per san Péder”, a trovare certi parenti pieni di polli. Il dolce piano, quel pomeriggio, nel sole fulgidissimo, brusiva d’amori e di voli.

S’era cavata la giacca, s’era sporto avido, con il retino, per una preda di larve: e anche ditischi adulti, magari: così almeno riferirono i testimoni. Ma quei vigorosi nuotatori, subodorate le intenzioni del retino, (lo lumarono subito, dal sotto in su), via! s’erano spiccato come altrettante spole dall’erbe e dagli steli subacquei, dove pareva che invece ci dormicchiassero: e lui dietro! col suo retino, bravo! come ci fosse la probabilità di raggiungerli! In maniche di camicia com’era, teso fina all’ultimo il braccio, Dio com’era peloso!, perché aveva rimboccato la manica. Attaccandosi con la sinistra a un ramo, sì! finché il ramo si scerpò di netto: e lui parapùmfete!: dentro come un salame fino al collo.

Una nuvola di fango lo aveva subito circondato.

Quelli intanto bucarono via l’acqua come siluretti felici, scampati nei roridi e verdi regni, fra i capegli dell’erbe e dell’alghe: salvi dal loro profilo ellittico o parellittico, che offre, credo, un minimum di resistenza, che segna un optimum della forma natante. E devono aver raggiunto quest’ottimo nella pertinace evoluzione della discendenza, in un loro amore del meglio e poi del perfetto, educendo dalla grossolanità primigenia il garbo del capo, del corsaletto e dell’elitre, sforzandosi di tendere, tendendo all’ellisse, entro paludi, o gore morte nelle golene de’ fiumi: ogni acqua ferma un bacino da esperimenti, ogni specchio livido un mondo da perforare col pensiero: traverso generazioni e millenni raggiungendo il loro laborioso integrale isoperimetrico.

(da L'Adalgisa)

(la madre di tutte le prose. Avete visto la punteggiatura? Che tecnica! Perché così un po' ci si nasce, inutile negarselo, ma un po' ci si diventa. Non solo i ditischi: anche gli scrittori hanno i loro bacini da esperimenti...)

(e adesso chi può goda, e io me ne vado dall'on. Fassina...)

67 commenti:

  1. Ho capito che non le piace Voltaire, e nemmeno Meyssan.
    Ho capito che a volte scrive cose di difficile comprensione (tipo quando usa il latino o i riferimenti ad opere letterarie e musicali a me sconosciute).
    Ho capito anche che ha un carattere difficile.
    Leggo questo blog da un anno circa e (finché ho potuto) l'ho seguita anche su Twitter. Ci sono arrivato dopo una discussione su un altro blog che frequento (e che le risparmio, contento?) in cui un utente mi fece capire l'incoerenza logica delle mie idee euriste (rientro in quella categoria di ignoranti con l'aggravante di una laurea, per di più in economia). Forse sto cercando di redimermi ricominciando a studiare quello che avrei già dovuto sapere, ma non è questo il punto. Il fatto è che se non avessi ascoltato le idee di un perfetto sconosciuto, che magari è anche un cretino, per il solo fatto che mi sembravano razionali, ora starei ancora dicendo cose del tipo: "l'inflazione al 50%".
    Ascoltare e confrontarsi con tutti è la mia strategia di apprendimento. Non sarà la migliore ma è quello che mi ha reso quello che sono con i miei pregi e difetti. Non la rinnego.
    Però, una cosa del suo post credo di averla capita ora, l'estetica dell'onestà. Infatti, quando ho letto le prime righe del suo libro, o ancora prima, quando mi sono visto questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=gEhZMldT-FE
    un po' mi aveva già convinto, anche se non avevo capito fino in fondo quello che diceva.

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    1. Non te la prendere... di cazziatoni in questo posto ce li siamo presi un po' tutti... Anzi sentiti onorato ad avere un post tutto dedicato.
      Condivido qualcosa di quello che hai scritto, se ci siamo ritrovati qui però è perchè le bugie che ci propinavano (tipo: hai vissuto al di sopra delle tue possibilità... eh? sono andato a lavorare ogni santo giorno esattamente come sempre negli ultimi dieci anni, in che modo di grazia sarei "sopra" le mie possibilità?!) iniziavano a scricchiolare.
      Fruga qui e fruga lì ecco uno che diceva che la colpa non era il fatto di essere nato con il peccato originale di essere Italiano ma di altre cose... e per quanto leggessi i concetti non facevano alcun cigolio, non un cedimento.
      Tutto torna e il cerchio magicamente quadra. Ma vuoi vedere che almeno uno ha l'onestà di non prenderci per i fondelli? (questo però ha come ritorno di fiamma di dirti apertamente quando non la pensa come te, alle volte asfaltandoti, ma è come i professori di una volta: lo fa per il nostro bene) :-)

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    2. Quando ho capito che non avevo capito in mazza ( e sono anche io laureato in economia, ed all'esame presi anche un buon voto ) è stata una tramvata in piena faccia. Mi sono sentito uno stupido.....( non uso giri di parole ).
      Poi ho ricominciato piano a ristudiare quello che pensavo di aver capito,
      ed ora sono oltre 2 anni che seguo questo blog, e devo dire di aver capito
      chi dice il vero e chi dice cazzate, almeno su cose che ora capisco di più.
      Ma soprattutto è il modus pensandi ( spero di non aver sbagliato!! ) che è cambiato, rispetto a prima di capire come stavano veramente le cose.
      Per tanto non prendertela, che un'asfaltata dal prof. non può che far bene.

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    3. Ma non è mica un cazziatone: è una spiegazione. E non è che non mi piaccia Voltaire, mi piace molto, come sapete. Non mi piace la sua ostentazione, e non mi piace chi sminuisce il valore dell'intolleranza. Non sempre tollerare è un bene. Non mi piace vivere in un periodo dove le intolleranze alimentari si moltiplicano e quelle intellettuali si estinguono. Intellettuali, non politiche, razziali, religiose, sessuali. Intellettuali. Chiaro? Non si può tollerare la sciattezza di certi argomenti, semplicemente non si può e non si deve.

      Le opere musicali e letterarie a te sconosciute sono lì che ti aspettano, augurandoti di avere il tempo. Magari qualcuna ti respingerà (a me piacciono quelli che un mio amico chiama il libri "con la risacca"), ma magari no. Non le cito per ostentarle, perché chi le ha lette le riconosce senza che io le nomini. Le cito per incuriosirvi, e qualcuno l'ho incuriosito. Guarda che affermare il valore dell'intolleranza non significa negare il valore del confronto. Ad esempio, se non volessi confrontarmi non avrei aperto un blog, o non avrei risposto ai lettori. D'altra parte, se non avessi aperto il blog, continuerebbe a non interessarmi quello che non mi interessa, cioè l'economia. La curiosità me l'avete messa voi. Il confronto che stimola una (intollerante) curiosità interessa molto anche me. Rendiamoci anche conto che prima o poi si muore e che sarebbe inutile investire troppo tempo per arrivare a LA verità. Arriverà lei da noi, poi, secondo Epicuro, non potremo farcene nulla, e secondo S. Agostino invece sì... Potremmo organizzare un dibattito...

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    4. E' che le sue verità mi arrivano molto più lentamente di come lei le scrive.
      A volte dimentico di non prendermi troppo sul serio ma basta ricordarmi che oltre a studiare economia ho anche studiato pianoforte, per molti anni, da bambino per ricordarmi che non tutto il tempo passato a studiare da i suoi frutti.
      Alla fine, il piacere è più sicuro della verità. Quando lo provi non ti fai molte domande. Io provo piacere ad interessarmi di tante cose, forse troppe, invece che concentrarmi su una sola cosa (che naturalmente non dovrebbe essere ne l'economia ne la politica).

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    5. Bè, ai tempi lessi il libro di Meyssan sull'11 settembre. Anche a un'occhiata veloce certe affermazioni non stavano in piedi. Quando arrivai al capitolo in cui sosteneva che il Pentagono fosse stato colpito da un Cruise che i testimoni avevano in buona fede scambiato per un aereo di linea decisi che la tesi non mi convinceva neanche un po'.
      Con questo non voglio dire che l'attentato non sia stato usato per coprire una crisi economica cominciata mesi prima (mi pare e mi scuso se mi sbaglio ma non ho il libro sottomano, ne parli anche Giacché in Titanic Europa), né che la reazione dell'Amministrazione Bush non sia stata strumentale a piani preesistenti.
      Forse alcune affermazioni del libro sollevavano anche domande lecite, ma l'ansia di affermare un'ipotesi aggrappandosi a qualunque incongruenza dà l'idea di cercare domande per una risposta invece del metodo contrario, a mio avviso più corretto.

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    6. ...non dimenticarti l'Amuchina...

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  2. Questo post è molto interessante e va al proprio cuore di quello che è il (mo) problema.
    Infatti se Lei si pone nell'ottica di un nobile romano che non vuole sostanzialmente fare un nonnulla (sta per cazzo) nella vita ma vuole avere un tenore di spesa "all'altezza dei suoi illustrri antenati", tutto funziona benissimo, il sistema è coerente, e ad ingannare ripetutamente gli imbecilli non si fa peccato, perchè è come vendere droga a un drogato. E' lui che vuole comprarla. O no?

    Per cui, la coerenza logica va bene e funziona sì, ma solo se partiamo dagli stessi Assiomi, e gli Assiomi di uno possono anche essere apertamente in contrasto con quelli di un altro, ad esempio per qualcuno potrebbe esserci quello rinomatissimo di Sordi Marchese del Grillo.

    Quindi quindi, anche prendendosi un certo tempo perchè la questione è complessa, illustre professore (e illustre se lo merita, almeno in rapporto ai colleghi...) mi piacerebbe capire quali sono i suoi Assiomi, che evidentemente non possono essere meramente circoscritti al campo dell'economia....

    Molte grazie se si proverà di disvelarmi l'arcano, pazienza se non troverà tempo o modo... (capisco che non sia cosa da 1 minuto....)

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    1. 1 minuto? ma ci vuole anche meno.
      Bagnai pensa col corpo.

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    2. Mi perdoni, ma temo manchi un Antani alla fine del testo...

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    3. mi intrometto per far notare che gli assiomi sono scritti grandi e grossi sotto il nome del blog, ovvero

      "L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più."

      e

      "è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita", ovvero il credito di uno è il debito dell'altro, il surplus di uno è il deficit di un'alro, e così via.

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    4. Mi pare pertinente, un Antani ci starebbe senz'altro molto bene. Ma direi, in fondo, più che altro per una questione di stile...

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    5. Se facessimo una "visura catastale" di Stefano probabilmente troveremmo un bell'antani per due la supercazzola come fosse democrazia liquida ortotterata a destra o a sinistra, o forse no, chissà...

      Ma a parte che le mie premesse di valore sono sufficientemente chiare ed esplicite, il problema è proprio un altro. I piddini sono illogici. Da qualsiasi assioma tu parta, nella tua frase non puoi mettere tutto e il suo contrario, perché l'interlocutore, se non è un cretino, se ne accorge. Mi rendo conto che è un enorme SE, ma se (piccolo se) vuoi degli esempi di ciò che intendo basta che ti accomodi qui, qui, qui, qui, ecc.

      Il piddino si contraddistingue per due intime convinzioni: pensa che la cultura sia leggere TUTTO, anche quello che non si può capire, e pensa che quelli "de destra" siano sempre scemi. In realtà, il modus piddinus della logica è trasversale agli schieramenti politici. Ne consegue che gli "assiomi", come tu li chiami, sono abbastanza irrilevanti per valutare la coerenza logica di un discorso.

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    6. :D fantastica, la "ma anche" culture del bonelliano africanensis di Manhattan!
      Azz.. se ne ho frequentati parecchi...
      E' la stessa nemesi che li condannava a sorbirsi il trattato di economia marxista di Mandel mentre avrebbero voluto solo mordere le chiappe alla compagna di genere illuminata o alle spudorate donne-oggetto del Drive-in XD

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    7. Stefano, mi ricordi una sventurata fanciulla che alla fine di una presentazione del "Tramonto", durata quasi due ore, domandò: Professore, quel'è la sua visione del mondo?
      Al momento la risposta fu minimalista, ma, come si scoprì poi, avrebbe meritato l'asfaltatura.

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  3. Il crotalo si incazza ci divertiremo

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    1. Ma mica sono incazzato! Oggi, poi, dopo l'asfaltata a Saccomanni su TgCom24... Mi hanno chiesto una spiegazione e l'ho data.

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  4. Vronskij guardò anche lui dalla finestra e guardò Anna ne-
    gli occhi, ma poi, voltosi subito a Golenišcev, disse:
    — E tu, lo conosci questo Michajlov?
    — L’ho incontrato. Ma è un originale e non ha nessuna
    cultura. Sapete, uno di quegli uomini nuovi selvaggi che adesso
    s’incontrano di frequente; sapete, uno di quei liberi pensatori che
    sono educati d’embléè nelle idee del materialismo, della negazio-
    ne, dell’ateismo. Prima succedeva — diceva Golenišcev senza notare o senza voler notare che sia Anna che Vronskij desideravano interloquire —
    prima succedeva che il libero pensatore fosse un uomo educato nelle idee della religione, della legge, della morale, e che da solo fosse giunto con lotte e stenti al libero pensiero;
    ma adesso è comparso un nuovo tipo di libero pensatore istintivo, il quale cresce senza neppure sentir dire che ci sono leggi morali, religiose, che ci sono delle autorità; cresce, senz’altro, nell’idea di negar tutto, cioè come un selvaggio. Ecco, lui è così. È figlio, mi pare, di un capocameriere moscovita e non ha ricevuto alcuna istruzione. Quando entrò in accademia e acquistò fama, da un uomo non sciocco qual’era, desiderò di istruirsi. E si rivolse a quella che gli sembrava la fonte della cultura: alle riviste. E voi capite, nei
    tempi passati, un uomo che avesse voluto istruirsi,
    mettiamo un francese, avrebbe cominciato con lo studiare tutti i classici, i tragici, gli storici, i filosofi; e voi intendete tutto il lavoro intellettuale che avrebbe avuto dinanzi a sé. Ma da noi, adesso, egli si è imbattuto proprio nella letteratura nichilista: ha fatto sua, molto presto, tutta
    l’essenza della scienza che nega, ed è bell’e pronto. E ancora
    questo sarebbe poco: venti anni fa, avrebbe trovato in questa letteratura i segni della lotta con le autorità, con le opinioni secolari, e da questa lotta avrebbe capito che c’era stato qualcosa di diverso;
    ma adesso si imbatte in una letteratura tale, che, in essa, non vengono degnate neppure di una discussione le opinioni di un tempo, ma si dice francamente: non c’è nulla, évolution, selezione,
    lotta per l’esistenza, ed è tutto.

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    1. "Moneta comune, auriiiiiiiiiiiiti, senza l'euro c'è la guerra, la Ciiiiiiiiiiiiina", ed è tutto. Le nostre biblioteche sono sovrapposte e particolarmente efficienti.

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  5. Se poi se ne accorge er cavajere nero ....

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  6. Prof il fatto di farsi una propria idea può applicarsi a un ragionamento fatto da terzi, spiegato, argomentato e possibilmente supportato da dati e fonti certe. Poi li sta all'intelligenza di ognuno capire chi dice cose sensate e chi no! In pratica il lavoro che da sempre lei fa qui per noi, creando un nuovo modo di ragionare, un nuovo terreno su cui svolgere la battaglia contro il PUD€ e sul quale questi stessi sostenitori dell'€ a ogni costo sono destinati a lasciarci le penne. Io che di libri senza figure non ne ho mai letti (il più complesso è stato un certo "Il tramonto dell'€" e qualche grafico al suo interno lo aveva) mi sono fidato a primo impatto di lei, non tanto per la sua simpatia (de gustibus) quanto per il fatto che non ho mai avuto il "dispiacere" di veder smentita qualche sua affermazione.
    Qualche ingenuo dilettante allo sbaraglio ha tentato con qualche goffo tentativo di "aggirarla" ma occhio a pestar la coda al crotalo

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  7. Se non ci fosse bisogno di questo post, non ci sarebbe stato bisogno di questo blog.

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  8. Chi non ha letto molti libri senza figure ha una grande speranza e una grande possibilità: leggerli.
    Chi, come il professore, ne ha letti molti e ha costruito il proprio crivello per le verità riesce a darsi una interpretazione convincente del mondo e se ne appaga.
    Chi, come me, ne ha letti molti ma non ne ha saputo trarre adeguato profitto e è spesso disorientato, ha ancora speranza?
    Queste pagine testimoniano che la via è quella, almeno, per raggiungere la fiducia nei propri giudizi. Non è insegnamento da poco, basterebbe solo questo per seguirle con affetto particolare.

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  9. Omnia mea mecum porto me lo farò scrivere sulla tomba, anche perchè spero di non lasciare niente in eredità a nessuno.

    (In realtà, non voglio lasciare nemmeno una tomba: non ho certo le qualità da urna foscoliana)

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  10. Ha proprio ragione, quando "suona" bene si rimane incantati e l'orecchio sa che quanto si ascolta è degno d'essere ascoltato ... oppure viene voglia di abbreviare le sofferenze al moscone che sbatte insistentemente, o quanto meno lo si aiuta di andare a sbattere ai vetri di qualcun altro, mentre si resta affascinati dalla danza dell'ape

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  11. Una domanda: in una nazione in cui l'aspetto economico è totalmente dominante come avrei mai potuto contrastare efficacemente le "balle di regime" senza il grande lavoro di unione dei puntini di Claudio, Alberto, Luciano e Antonio? Per quanto mi riguarda non sarei riuscito. Avrei solo pensato che stavamo sotto un regime ma non avrei avuto la lucidità logica per sostenerlo apertamente.
    Quindi va bene la cultura che serve da innesco e da terreno, ma senza il lavoro tecnico non sarei andato lontanissimo.

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  12. Probabilmente uno dei momenti critici della lotta con sè stessi è proprio quello
    in cui ci sta rendendo conto che il proprio "quadro logicamente organico" è a tutti gli effetti una chiavica, e andrebbe ribaltato e ricostruito.

    Ed è lì che si sceglie chi si è davvero.

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  13. La saggezza. Quella qualità di cui si sono perse le tracce.... Bellissimo questo post, almeno per me. Mi ha riportato indietro in un tempo in cui la saggezza ancora esisteva e il post me l'ha richiamata alla mente nelle sue parole :"non è necessario capire subito quello che si impara, ma è utile portarlo con sé: omnia mea mecum porto..."
    A scuola quando si arriva alla pagina del sussidiario dove c'era una poesia, cominciavano i sudori freddi. Era chiaro, era ovvio, era fisiologico che andasse imparata a memoria. non c'era scampo. A volte non ci si capiva un tubo ma a memoria doveva andare ugualmente. Fino alle superiori, dove a memoria sono finiti addirittura interi passi de "I promessi sposi".
    Ma il primo ricordo che ha risvegliato la sua frase nel post è stata la risposta che in maniera molto spiccia, così come era solito nei suoi modi, l'allora parroco del mio paese diede ad una catechista che, in nostra presenza (bambini dai 6 agli 8 anni) tentò di affermare che il catechismo, imparato a memoria e senza che se ne capisse il senso non serviva a nulla. "Non fa niente, è normale, perchè poi a quaranta anni lo capiranno". E' stato vero, io l'ho verificato quando i miei figli hanno fatto la prima comunione, ma intanto quelle definizioni a distanza di tanti anni c'era ancora tutte.
    E' così, si apprende per costruirsi il bagaglio che ci porteremo nella vita e che ci aiuterà anche nelle fasi più intricate e "mascherate" che vivremo. Ma basterà frugarci dentro per trovare le giuste chiavi di lettura e riuscire a scegliere per il meglio.
    Amara considerazione per i nostri tempi: a scuola le poesie non le danno più da studiare a memoria. In cosa "frugheranno" in futuro?

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    1. Nelle tasche. Perché glielo chiederà l'Europa. O no? Siamo ancora in tempo.

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    2. Nelle scuole primarie le poesie da imparare a memoria le danno, eccome se le danno. Ne ho l'esempio diretto con mio figlio e con mia moglie (maestra).
      Chiaramente vale per la scuola locale, per le altre non so.
      Basta con questa tiritera che non ci sono più i valori di una volta, sa di vecchio. E' vero invece che c'è molto meno rispetto per la figura della maestra, non tanto da parte dei bambini quanto piuttosto dei genitori.
      In ultimo posso dire sempre per esperienza diretta che le maestre ed i maestri "si fanno un mazzo tanto" per rimediare alle carenze della organizzazione scolastica, grazie Gelmini.
      Qui sfondo una porta aperta vero prof?

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  14. “Una verità, nella mia esperienza, si impone per la propria coerenza interna, per la propria capacità di organizzare fatti in un quadro logicamente organico.”

    Da ignorante, penso che quanto sopra sia il succo del discorso.

    Mi pare che, per rilevare la coerenza interna, sia perlomeno necessario informarsi – oltre a saper fare 2 più 2.
    Ma spesso, se non è curioso, chi si informa lo fa solo quando si rende conto di non conoscere l’argomento in questione.
    E se qualcuno non si rende conto di non conoscere, di essere ignorante, non s’informa.
    E quindi parla e giudica inconsapevole della propria ignoranza.
    Da qui le discussioni interminabili, in cui l’inconsapevole ignorante parla di cose che non conosce convinto di dibattere la questione, mentre dall’altra parte si cerca semplicemente fargli capire che “è ignorante in materia”, che non conosce l’argomento, neanche a grandi linee.

    Sarà perché sono ignorante, ma raramente ho a che fare con persone che “ascolto tutti e poi decido con la mia testa”, la norma è “guardo la tele e ripeto”.
    Dal mio ignorante punto di vista chi non conosce non solo non dovrebbe giudicare, ma non dovrebbe neanche parlare..

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  15. «Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem» Almeno credo di aver capito questo.
    Ma Bagnai di solito è più tagliente del rasoio di Occam, e potrei aver perso il filo...

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  16. Io studiavo scienze politiche, quindici anni fa. Ebbi poi la malaugurata idea di andarmene in vacanza nella galeotta Kerkyra, dove trovammo quello che resta sempre dentro, come pienezza o vacuità.

    Essendomi rimasta la cavità, circa 3 anni fa iniziai il mio percorso da donaldiano, probabilmente per difendere almeno il ricordo di qualcosa a me ancora caro. Le pozioni miracolose cozzano però con il mio neurone antitetico e decisi così di rifarmi una bella infarinatura per seguire meglioi il discorso: storia della macroeconomia, macro, micro, internazionale, scienza delle finanze, dove mi sono arenato, dato che nel frattempo devo pure lavorare e sono sotto concorso.

    Ora, formatomi una mia verità e potendo capire cosa dicesse chi, ho sempre il piacere di ascoltare le altre interessanti rappresentazioni, in scena ormai sempre più a prezzo ridotto:
    - Vento gastrico
    - Adeste pecuniae
    - Il tordopardo
    - Il principe Myskin
    - I pajaccetti.

    Tutti questi personaggi sarebbero estremamente simpatici, se non fosse che mi creano grosse difficoltà quando si cerca poi di discutere con colleghi e amici anche ormai solo del palese: se parlo alle loro teste, finiscono per rispondermi con il loro cuore, cioé con il loro attaccamento a questa o quell'altra tifoseria.

    Almeno per me, tutto questo sforzo rimane lettera morta, come un messaggio in una bottiglia. Ma...

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    1. Ti saluto il tordopardo! Mi hai fatto schiantare dalle risate in taxi, il tassista era perplesso...

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    2. "Negli auspici dei padri fondatori, l’Unione monetaria europea avrebbe dovuto creare più collegialità nelle decisioni di politica economica, in modo da arginare il potere soverchiante della Germania unificata"

      O padri fondenti che errore faceste! :D

      ma anche:

      "Prima il carro, se poi vorranno farlo muovere ci vorrà un bel giogo di buoi (più Europa, perdincibacco!)"
      Ma gli alemanni, com'era logico ( bastava studiarsi la storia "imperiale" dell'ultimo Stauffer ), vogliono solo Bui cient% dei paesi Sui, cioè Frisoni di pura razza ariana... e qui casca l'asino (di Buridano), con tanti saluti ai liberisti-dxstri d'ogni ordine e grado.

      Purtroppo, noi (io, ehm :D) non ci possiamo Attac o' tramme de "L'austerità è di destra. E sta distruggendo l'Europa"

      "le DDDestre! le DDDestre!" (Deutscheland cubed)
      [ e ora aggiungiamo, in coro:
      "i gattopardi liberisti!" "i gattopardi liberisti!"... salvaci tu o divin Tsi-para- Scuhltz! ]

      e quindi siamo destinati a soccombere. XD

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    3. Prof, di fronte a quello che sta diventando sempre più un braccio di ferro teso ad estromettere ogni ragionamento logico, l'unica arma rimane la satira. No?

      @hcl: Ricordo Claudio Capone (la storica voce) de "Il mondo di Quark" descrivercelo più o meno così, mentre fa una comparsata nella puntata dedicata al fratello più sveglio:
      "Esiste poi una varietà di gattopardo, del tutto simile nell'apparenza, che gli studiosi chiamano tordopardo. Il felino era già noto nell'antichità ad egizi e cartaginesi, che gli attribuirono il nome di tardopardo o tontopardo, ma probabilmente per un errore di traduzione è oggi a noi noto come tordopardo.
      La peculiarità che lo contraddistingue rispetto al ben più rozzo gattopardo, è la lunga pianificazione strategica per procurarsi il cibo e che non gli fa mai trascurar alcun dettaglio: sarà meglio cacciare da sinistra sopravento o da destra sottovento, dove si potrebbe però magari forse nascondere un gattopardo? Giornate intere a ragionarci su, finché le prede, spesso in sottovento rispetto al tardopardo, si avvedono della sua presenza e si allontanano indisturbate.
      Un animale affascinante, soprattutto per la sfida che impone ai darwiniani convinti: come abbia fatto a sopravvivere fino ad oggi rimane infatti un mistero."

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  17. Era una massima sacrale dei samurai (ma non di quelli odierni di cartone, che ammiccano a pose anacronistiche o solite ideologie politicizzate, e contro cui ebbe da ridire il "reazionario" Mishima) l'affermazione: Chi ha sconfitto se stesso non ha più alcun nemico contro cui combattere.
    "Il vetro è trasparente, ma impenetrabile per un moscone" (cito): la verità dunque richiede la stessa trasparenza per trasparenza intendere, ed il portarsi appresso amenicoli, borse e borsone a mo' di pregiudizi riduce ad essere mosconi che sbattono la faccia (osservo tuttavia che i mosconi riescono a godere del non penetrare il vetro perché rimangono impressi i loro lineamenti su quella superficie, ed i moschini li guardano estasiati...).

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  18. « Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea »
    Giovanni di Salisbury (a proposito di Bernardo di Chartres)

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  19. il mezzo (euro) diventato “fine” sta distruggendo tutto quello che i nostri padri avevano faticosamente costruito dopo la WWII: questo, da uomo comune e analfabeta economico, in rozza ed estrema sintesi ho capito (il mio ASSIOMA) grazie al Prof. e al suo blog e tanto mi basta … ma c’è di più ovviamente

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  20. Prof,
    è incredibile, un altro che la pensa come me su Voltaire, pensavo di essere l'unico a ritenerlo sopravvalutato (voglio essere educato).

    Oltretutto anni fa mi capitò di leggere di alcune vicissitudini e frasi di Voltaire non molto coerenti con le sue prediche.

    In questo post ha semplicemente demolito tutti i capisaldi della sinistra italiana. Si potrebbe solo aggiungere che per la sinistra la Cultura (con la C) non viene dai libri ma dal cinema. (Veltroni docet)

    Se uno sa tutto di Polanski e roba del genere (rigorosamente soporifera) allora è un vero uomo di cultura, cultura con la C.
    In una parola è un "intelletuale" (di sinistra, va da sè).

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  21. Almeno il tordopardo alcune cosette interessanti le dice è già un buon inizio...Ho fatto presente ad un attivista Sel che chiamarlo non è stata una gran bella pensata.Non ha nemmeno capito la domanda...

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  22. Hai scopiazzato Ratzinger, ma se lo sapesse ne sarebbe contento.

    ag

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  23. mi accorgo di esser stato ( e spesso ci ricasco) moscone nel guardare millemila talk show sulla crisi... a quanti libri , musica , birre o baci ho rinunciato inutilmente?

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  24. Come non essere d'accordo... che poi è il motivo per il quale stanno scassando il sistema scolastico riforma dopo riforma... eliminando o marginalizzando tutti quegli insegnamenti per permettono di crearsi quegli strumenti utili al pensiero critico.
    Del resto siamo arrivati al punto che la "storia" viene riscritta con le fiction tv.

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  25. Il corrierone, Organo di Disinformazione PUd€ ci regala questa chicca di SaccoDanni.
    Mente sapendo di mentire incolpando la "crisi", confessa il suo ruolo di garzone di bottega della premiata forneria Rehn Barroso & Co mandato a riscuotere gli arretrati e intona il requiem per i riformatori dell'Europa e gli sbattitori di pugni su altolocati tavoli in una botta sola.
    Cosa chiedergli di piu'?
    Ah gia', si lamenta che i nuovi crumiri gli hanno fatto le scarpe ... quasi quasi mi commuovo

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  26. Questa discussione mi ha fatto venire alla mente questa scena del film Agorà:
    http://www.youtube.com/watch?v=6tvIjZXGo7s
    Ipazia non conosceva il moto della Terra intorno al Sole, ma l'ipotesi dell'ellisse era talmente semplice ed elegante che convinse pure il suo schiavo che poteva essere così.

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  27. Sono rimasto indietro con gli aforismi per la raccolta. Aggiungerei:
    "la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo, ma l’agente razionale ci vede anche meglio" e ""ciò che legittima una verità in quanto tale (...) è (...) la sua coerenza interna, il fatto che unisca molt[i] puntini. "La" verità li unirebbe tutti, ma il problema è che non sappiamo quanti siano, per definizione. "Una" verità ne unisce molti. Una cazzata non ne unisce nessuno, anzi, passa accanto a tutti"".

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  28. stupito è dire poco , Un ill. prof. esimio ex presidente del consiglio dott. Monti che dice che la crisi europea è colpa della Germania e della France con la collaborazione dell' Italia , manca solo che dicesse che è perchè hanno adottato l' €uro e la diceva tutta

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    1. @tino
      Metti il link, per favore? Così lo presento al gruppo Fbook piddino-pidino-pudino, a meno che non sia quello del 2013.

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  29. "Una verità, nella mia esperienza, si impone per la propria coerenza interna, per la propria capacità di organizzare fatti in un quadro logicamente organico."

    A rinforzo dell'organizzazione dei fatti, abbiamo qui appreso, con decine e decine di esempi, nel LIBRO e nel blog, l'importanza del metodo di interpretazione dei dati, sia con i grafici che con un po' di Matematica.
    Orbene, esiste un luogo o un qualcuno che abbia provato, con successo, a fare altrettanto, con pari massa di dati e con una spiegazione unificata?
    Dov'è ?
    Bisognerebbe cominciare a dare un "rating", una caratterizzazione di verosimiglianza, per qualunque saggio di macroeconomia che si ponga come spiegazione totale degli ultimi trent'anni di storia italiana ed europea, misurando quale mole di dati (certificati) "accomoda coerentemente".
    Molti impugnano il rasoio di Occam per fare la barba alle caprette e non a Mosè.

    L'estetica della coerenza interna qui si coniuga con la ricerca efficace delle cause e degli effetti, che dà ordine ai dati e intelligibilità agli eventi. E questa cosa è resa un valore accessibile a tutti, con il risultato che si raggiungono e si accumulano piacevolemente punti di "non ritorno" nel dibattito culturale, e lo "spazio dei concetti difficili" non è più solo riservato agli specialisti (quelli che ce l'hanno lungo, er civvù...).
    Questo è il punto di frattura che ha spiazzato il mainstream, e che il mainstream, comprensibilmente (ma fino a un certo punto), odia: la pozione magica (il fogno) non fa più effetto, e la gente non la beve più...
    Da cui i contorsionismi degli ultimi tempi.

    In sintesi, dunque, il "metodo Bagnai" è il metodo del progresso a piccoli passi, ma continuo e aperto agli uomini di buon senso e dotati di raziocinio logico.
    E' evidente che qualunque intellighenzia dogmatica (piddina, eurista, o di qualunque altra natura), non potendo esibire un uguale processo condiviso e scientifico di accumulazione di conoscenza su tematiche originariamente ritenute di sua esclusiva proprietà, ha grosse difficoltà a rendere credibile il suo spirito "democratico" e si rifugia nella letteratura "fiction", dove la bellezza è la celebrazione del proprio fallimento, e l'io si afferma con la nota formula del Marchese del Grillo.
    Cade a fagiolo la citazione di Cartesio, che era anche lui bravo a unire i puntini:

    "... E avendo deciso di non cercare altra scienza se non quella che potevo trovare in me stesso oppure nel gran libro del mondo, impiegai il resto della giovinezza a viaggiare, a visitare corti ed eserciti, a frequentare uomini di indole e condizioni diverse, a raccogliere varie esperienze, a mettere alla prova me stesso nei casi che il destino mi offriva, e a riflettere dappertutto sulle cose che mi si presentavano, in modo da trarne qualche profitto.
    Perché mi sembrava che avrei scoperto molta più verità nei ragionamenti che uno fa sugli affari che lo interessano, e il cui esito punisce ben presto chi ha mal giudicato, che in quelli dell'uomo di lettere, chiuso nel suo studio, immerso in speculazioni senza effetto, e che non hanno per lui altra conseguenza se non che ne trarrà forse una vanità tanto maggiore quanto più saranno distanti dal senso comune, perché in questo caso avrà dovuto impiegare più ingegno e più artifici per renderle verosimili.
    E avevo sempre un desiderio estremo di imparare a distinguere il vero dal falso, per veder chiaro nelle mie azioni e procedere con sicurezza in questa vita." (dal "Discorso sul metodo").

    Ancora un grazie a chi ha dato nuova vita a tutto questo, e all'esempio che ci dà ogni giorno, qui.

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  30. AAAAAHHHH, prof. Gadda!
    e che ne parliamo a ffà?!
    ma non è punteggiatura, sono segni di espressione, è agogica, e se ci guardi bene dentro anche dinamica.
    ti tiene nel SUO ritmo, ti consegna "l'intonazione", ti dice come lo devi dire, senza sforzo, devi solo leggerlo e abbandonarti a esso.
    ... il che non significa, però, come qualcuno crede, che apri la pagina e lo leggi (dico ad alta voce). ha sempre prima bisogno di una destrutturazione e poi ricomposizione.
    insomma di analisi, di studio.
    un raccontino che la potrà divertire: una sera ero a tavola con Vittorio Caprioli, faceva il capocomico nei Sei personaggi (il migliore che sia mai apparso sulle scene), e parlando di Pirandello (altro esempio di punteggiatura meticolosa e raffinata, sia pure con altra connotazioni) mi disse: "E che ce vo', è tutto scritto, basta che lo leggi, basta che guardi bene la punteggiatura".
    Venni poi a sapere anni dopo dalla moglie, mia psicologa, che in tutti i due mesi delle prove Vittorio l'aveva chiamata si e no 4 volte. Se non lo chiamava lei... Stava con la capoccia nel copione! E meno male che era facile, che era tutto scritto. :-)

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  31. Esattamente! Sia nel post Ucraina che in questo, ha descritto in pieno il motivo per cui, nonostante sia per me estremamente difficile, a volte, comprendere in pieno quello che scrive, sono mesi che questo blog è diventato un appuntamento quotidiano, da leggere con avidità.

    Anche se non riesco a seguirla su tutto, soprattutto quando è in modalità "espertone", riesco però ad afferrare la logica di fondo che è chiara, lineare e semplice. Scoprire questo blog e leggerlo è stato come dare da bere ad un assetato nel deserto.

    Perciò rinnovo ancora la mia stima e il mio ringraziamento per il lavoro che fa! Grazie!

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  32. C'è chi scalpita per salire sul "Titanic Europa" (dal Salmonato di oggi):

    Gli scenari di crisi aperti in Ucraina spingono Varsavia un po' più verso l'euro. Dopo aver ribadito non più di un mese fa che la Polonia avrebbe adottato la moneta unica solo «alle proprie condizioni», il governatore della Banca centrale Marek Belka ci ripensa. Con lo sguardo fisso agli scenari da Guerra Fredda che si ridestano sul confine orientale, Belka ora afferma che sarebbe il caso di riconsiderare questa riluttanza.
    Ufficialmente, il Governo guidato dal liberale Donald Tusk si è affrettato a rintuzzare le speculazioni nascenti su un'accelerazione del processo di adesione, ma la questione è sul tappeto. «Le argomentazioni usate da Belka - spiega il capo economista della filiale polacca di Nordea Bank, Piotr Bujak - guadagneranno sempre più peso». E magari potranno incidere sull'orientamento dell'opinione pubblica, resa diffidente verso la moneta unica dalla crisi di Eurolandia, che nel 2012 ha spinto Varsavia a congelare l'ingresso nel club. Da allora, il Governo non ha fatto che rimandare la fatidica data, affermando che solo quando l'Unione monetaria avrà risolto i suoi problemi la Polonia abbandonerà quello zloty che nel 2008 la schermò dalla crisi globale e salvò l'economia polacca, unica nell'area Ocse, dalla recessione.
    Tusk, che è un convinto filo-europeista, non ha fatto che adeguarsi al mutato orientamento dell'opinione pubblica: nel 2009, i polacchi favorevoli all'euro erano più della metà, nel 2013 solo un terzo.
    La crisi in Ucraina non ha finora penalizzato troppo la moneta polacca, che negli ultimi sei mesi è stata la migliore tra quelle delle economie emergenti nel confronto con l'euro. Nemmeno il ridimensionamento degli interventi della Federal Reserve e il rallentamento dell'economia cinese hanno scosso lo zloty, che ha attraversato tranquillo la recente crisi valutaria dell'Argentina e della Turchia innescata dalla "fuga verso la qualità" dei capitali finanziari.
    Se tuttavia nella genesi dello stesso euro molto hanno pesato le ragioni della geopolitica, accanto a quelle dell'economia, ecco che in Polonia, il risveglio della geopolitica alle frontiere potrebbe cambiare di nuovo le carte in tavola. Belka è stato esplicito, affermando a chiare lettere che i rischi posti dalla crisi ucraina stanno facendo lievitare i vantaggi dell'appartenenza all'area dell'euro e alla sua economia. «Anche se oggi i vantaggi economici sembrano modesti - ha detto Belka – dobbiamo tenere conto anche dei risvolti politici». «La crisi ucraina - ha concluso il governatore - dimostra che val la pena investire di più nella Ue»....(segue...).

    Ora, la constatazione è sempre quella: come dare alla domanda giusta (c'è un problema politico in Ucraina) la risposta sbagliata (entriamo nell'euro). Che ca...ppero c'entra l'Ucraina con l'euro????
    E' per me triste constatare che la Polonia fuori dall'Euro è passato indenne dalle varie crisi che si sono susseguite, e che l'opinione pubblica ha cambiato idea riguardo l'ingresso nell'euro (congelandone l'adesione all'euro)... tutto il contrario che da noi...... :(
    La Polonia è cresciuta del 3-4% ALL'ANNO anche nel 2008-2009, solo di recente HA RALLENTATO LA CRESCITA MA CONTINUA A CRESCERE, al contrario che da noi.....

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-03-07/la-crisi-ucraina-spinge-varsavia-la-moneta-unica-114329.shtml

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  33. Tutti i jamaicani dell’altra bufala …

    (c’è anche una mia collega, marxista dell’Illinois, quella che diceva che il debito non bisogna pagarlo, perché non è giusto pagare un debito iniquo, e poi bisogna accogliere tutti gli stranieri che arrivano sul suolo italiano, perché lei è cattocomunista, coniuga nel profondo l’amore per Dio con l’amore per Marx, che bisogna andare dalla Merkel a sbattere i pugni sul tavolo, e che quando staremo peggio, in realtà staremo meglio, perché come disse Mao Tse-Tung: Il mondo progredisce, l'avvenire è radioso, nessuno può cambiare questo orientamento generale della storia)

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  34. Qui siamo presenti a qualcosa di irrazionale e c"è ben poco da fare.
    Continuo a pensare che ragionare con la propria testa serve, è sempre servito e sempre servirà e è giusto anche sbagliare opinione come è giusto cambiare opinione quando si è consci di aver cannato magari anche in maniera palese.
    Io son qui non perche leggo citazioni o grafici e formule ma perche con la mia testa e il mio cuore ho compreso che bagnai è più vicino alla verità di molti altri e fino a oggi ha avuto quasi sempre ragione al contrario di molti altri .
    Il quasi sempre è d" obbligo visto che nessuno è perfetto e visto che una previsione fino a oggi l" ha cannata, quella del mercato che "chiamerà".
    Magari alla fine chiamerà ma allora servirà a poco visto che avremo finito i soldi e saremo in brache di tela.Non finirò mai di ringraziarlo abbastanza per i cazzi che si è preso nell" affrontare questa gentaglia e i rischi che sicuramente correrà in questa opera di divulgazione ma sarà solo a posteriori il riconoscimento.
    Non mi faccio illusioni e è meglio non farsele, il problema centrale è sicuramente l" euro ma sappiamo che non è il solo, troppo deve cambiare e il tempo è tiranno e loro hanno mezzi e un piano che sembra sempre sul punto di fallire ma che invece si rafforza ogni giorno che passa, sotto traccia e con mille artifizi degni di un prestigiatore e che ci fanno passare sotto gli occhi senza che si possa fare un beneamato cazzo.
    Oggi è giorno di amarezza come molti ne verranno, chiudono ospedali chiudono fabbriche chiudono negozi e non possiamo far altro che prenderne nota tra una cazzata di draghi e una ammissione di prodi o saccomanni.
    Il problema è il vuoto, quel vuoto che sentiamo dentro e quella sensazione di essere inadeguati per questo tempo, di essere inadeguati per affrontare quello che ci aspetta.Cosa serve aver capito se non possiamo intervenire??
    Magari se la gente ragionasse con la propria testa e la propria inteligenza, magari......invece ci hanno indottrinato a non reagire , a non pensare a non agire.
    Bello parlare e apprendere le nefandezze che il sistema propina per raggiungere lo scopo, bello isolarsi per qualche momento mentre si scrive sulla tastiera di quello che sarebbe meglio fare o non fare per il paese ma, poi, si torna alla realtà e alle proprie mogli è dura parlare di euro quando i problemi crescono e l" ansia ci sommerge.Quanto ti devi fare il mazzo tanto per andare pari a fine mese e sentirti felice di non aver fatto debiti.
    Iniziai il mio percorso perche volevo che un giorno mio figlio sapesse il perche, ad oggi non sono convinto che sia la cosa giusta ma, fortunatamente, ho ancora tempo prima che mi ponga la domanda.

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  35. Bellissimo post, ho ancora il sorriso stampato in faccio quando leggo: "credere che il giudizio si formi un un'ordalia nella quale tesi contrapposte si affrontano come pupi siciliani". Passo ormai saltuariamente sul blog ma è sempre molto interessante.

    Riguardo alla formazione dei giudizi, e al cambiare idea, ci penso spesso e mi sembra che ci siano spesso 2 grossi impedimenti quando si discute in maniera disillusa di argomenti di politica/economia:

    - la paura di non avere un appiglio. Non si può ammettere che anche il "nuovo che avanza" (vedi ora tsipras, per dirne una) sia l'ennesima fregatura perchè si ha una fottutissima paura che davvero "siamo soli", che davvero non ci sono strumenti per cambiare le cose. Non dico che non sia necessario sperare, ma ormai pare che la speranza abbia perso qualunque legame con la fondatezza, insomma uno per avere speranza in qualcosa deve pure FONDARE la speranza in qualcosa, altrimenti è la storia del moscone.

    Questa paura mi ha commosso vederla qualche tempo fa nello sguardo di una persona cara, che in quel momento (suppongo) si stava rendendo conto che quello che stavo dicendo aveva molta più logica di ciò che aveva sentito e letto sui giornali, e però al contempo quello significava che non c'era "una alternativa", e mi chiese "e allora a che dobbiamo arrivare, ad una guerra civile?". Forse alla fine è rimasto più o meno dell'idea che aveva prima, ma quello sguardo impaurito io non l'ho dimenticato.

    - l'area politica della famiglia, o del gruppo di appartenenza, quella che abbiamo respirato da piccoli, è come la squadra del cuore, come il sapore del sugo della mamma. Così chi ha il cuore a sinistra si lascia attirare dal languido canto dei nuovi profeti di rinnovamento (renzi, civati, ingroia, tsipras, ecc) e chi ha il cuore invertito come Sauzer è sensibile ai salvini & co. E' anche per questo che apprezzo in Bagnai la solitudine del crotalo, come dice lui, che lo rende un po' più impermeabile a certi sapori della tradizione.

    Un'ultima cosa: sono d'accordo sull'idea della cultura espressa nel post, però sottolineerei che quello a cui serve lo spirito critico non è rifiutare un contenuto che non si conosce, ma rifiutare un linguaggio: non ho bisogno di leggere un libro demmerda perchè è il linguaggio e lo stile comunicativo di quel libro che mi fa subdorare che sia demmerda. Ci si dà un'occhiata, e si passa avanti. Poi magari uno si sbaglia, ma la cultura dovrebbe forse aiutare a sbagliarsi un po' meno su queste cose.

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    1. Barvissimo, passa più spesso! Sì, sono d'accordo su tutto cominciando dalla precisazione finale. Il problema è ESATTAMENTE il linguaggio, il logos (e quindi poi, a valle, la logica). Quanto mi fanno ridere quelli che a ogni hoax scrivono un articoletto dettagliatissimo per spiegarti il perché e il per come, quando una persona di minima alfabetizzazione dovrebbe capire immediatamente che c'è qualcosa che non va semplicemente dall'ortografia!

      Come si fa a non capire che questo:

      "Gentile Cliente Finco The New Bank,
      Si prega di confermare i Suoi dati personali..
      Come parte delle nostre misure di sicurezza : ogni 12 mesi"

      l'ha scritto Thénardier? Questi cacciatori di hoax mi fanno la stessa tenerezza di quelli che con ossessione compulsiva si accaniscono a spiegarci la rava e la fava della crisi austriaca, o belga, o danese, o ecc.

      Per carità: anche gli erbari sono interessanti.

      Dubito però della loro utilità durante gli incendi.

      Capire dov'è l'uscita di sicurezza mi sembra una occupazione meno appassionante ma più necessaria, e per quello il logos serve. Da qui il mio richiamo ai principi metodologici che mi ispirano.

      L'analisi antropologica è perfetta: oltre a quelli che non vogliono ammettere i non aver capito, ci sono anche quelli che hanno paura di aver capito. Bisogna rispettare tutti.

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    2. Credo di aver presente a chi fa riferimento (http://www.laprimaveradellascienza.it/teorie-del-complotto/). Ci siamo incrociati sul blog anche mesi fa, e su twitter, ma ho vari account e non compaio sempre allo stesso modo.

      A proposito di linguaggio, le segnalo questo articolo in cui mi sono imbattuto oggi, il metodo mi piace: http://www.termometropolitico.it/97633_santoro-e-il-grillo-unanalisi-linguistica-di-di-battista-servizio-pubblico.html , ho visto che usa questo strumento: http://www.ilc.cnr.it/dylanlab/apps/texttools/?tt_user=guest

      Buona domenica, prof
      Claudio

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    3. D'altronde, è proprio necessario assaggiare la merda per poter dire che fa schifo? Comunque, se i piddini (o gli amanti der cinema o der gezz o dele istallazioni o de gramellini) vogliono proprio farlo, potrò astenermi dal tirare lo sciacquone dopo l'uso. L'importante che abbiano l'accortezza di tirarlo loro dopo il fiero pasto

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  36. Il mio prof. delle superiori (non dell'univerisità) diceva che per sapere se una torta è buona non è necessario mangiarla tutta, basta una piccola fetta...

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  37. @Marcus
    Significa che se nn ti adegui ti fanno saltare in aria

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  38. Un altro triste micro-qed è la candidatura di Gesualdi nella lista Tsipras. Per chi non lo conoscesse, è l'autore di una serie di guide al consumo critico e un forte fautore della decrescita. Triste vederlo scendere in campo in questo modo, dopo tante iniziative anche valide che organizzò in passato. Triste, ma dimostra ancora una volta che il Professore sapeva di cosa parlava quando invitava a diffidare del discorso decrescista.

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    1. Ma perché scusa? Con l'euro non stiamo decrescendo?.
      Mi pare coerente.

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  39. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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