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sabato 29 marzo 2014

Milano ladrona, Berlino non perdona!

Siccome secondo me la conversione di Matteo Salvini è sincera (almeno, a quanto ne ho potuto apprendere de relato e capire parlandoci), e soprattutto siccome non me ne fotte niente della sincerità delle persone, mentre mi interessa che dicano la cosa giusta (e lui è l'unico - leggesi: unico - finora che la sta dicendo, e non sapete quanto ciò mi indisponga politicamente, anche se umanamente non ho nulla né contro di lui né contro i suoi simpatici seguaci), mi fa piacere dargli una mano. Le scadenze elettorali si avvicinano, e le forze non vanno disperse: bisogna parlare a chi ha saputo ascoltare e prendere decisioni tempestive, ricordando sempre che le europee non sono le politiche.

Per spiegare questo semplice concetto, mi limiterò a farvi un semplice esempio. Voi vorreste un Farage nel Parlamento italiano? Io no. Ma voi vorreste che Farage non fosse al Parlamento Europeo? Io no.

Capita la differenza fra europee e politiche?

Bene, andiamo avanti...

Va da sé che per un partito "autonomista", "indipendentista", intraprendere la scelta della lotta all'euro espone a una serie di critiche, fra le quali quella, abbastanza futile, della reductio ad condominium, della quale abbiamo già parlato: "E allora perché non facciamo la moneta dei Parioli? E allora perché non facciamo il ducato di Milano e il tallero di Bergamo?". Un argomento sciocco, come ho già ampiamente dimostrato in tempi non sospetti (come si suol dire), ovvero quando in Italia non c'erano due partiti (la Lega e il PUDE): c'era solo il PUDE.

All'interno del Manifesto di Solidarietà Europea condividiamo quest tipo di dibattito con Antoni Soy, economista catalano, di animo progressista, e favorevole all'indipendenza della Catalogna (lo incontrerò finalmente a Roma il 12 aprile). Le discussioni con lui sono molto interessanti, ma per ora i verbali sono secretati! Vale però la pena di ricordare che il desiderio di essere arbitri del proprio destino non è né di destra né di sinistra, soprattutto in un periodo nel quale, nell'allucinata visione di una certa intelligentsia, le istituzioni politiche nazionali devono delegare il proprio compito di organismi di risoluzione democratica dei conflitti a organismi sovranazionali opachi e, se non del tutto, almeno parzialmente remoti da un reale processo democratico.

Ma questo è un altro discorso, e lo faremo un altro giorno.

Oggi vorrei profittare di una delle tante fortune che la vita mi ha profuso plenis manibus: quella di insegnare in Normandia. Voi direte: "E che c'entra con Salvini?". E invece c'entra, per un motivo molto semplice: perché la Normandia non è, come credono i miei colleghi, nella Francia settentrionale. Lo ho capito constatando che i miei colleghi normanni arrivano perennemente in ritardo. La mia battuta standard in questi casi è: "J'avais tout de suite compris que vous étiez des Norvégiens du Sud!".

Forse ora il nesso lo capite meglio. A ognuno di noi, ma forse a Matteo più di altri, può essere utile ricordare che sul nostro geoide ogni Nord è il Sud di un altro Nord, fino a quando i vari Nord non collassano in un punto nel quale non riesce a vivere nessuno che possa vantarsi di essere il Nord di qualche Sud: il polo Nord, appunto, che è più a Nord di qualsiasi Sud, ma al quale la settentrionalità non serve a nulla se non a schiantare di freddo.

E allora, guardatevi questo bel grafichètto (pronuncia lumbard):


Sono le esportazioni nette della Lombardia in rapporto al Pil regionale (esportazioni meno importazioni: insomma, il saldo commerciale).

Devo spiegarvi quello che si vede? Be', si vede che finché all'interno dello Sme venivano consentiti riallineamenti (sei al rialzo per il marco, quattro al ribasso per la lira nei primi anni '80), l'economia lombarda ha visto crescere il proprio saldo col resto del mondo di quattro punti di Pil. Quando lo Sme è diventato "credibile", cioè quando abbiamo fatto quella "prova tecnica di euro" della quale io e Claudio vi abbiamo parlato tante volte (dal 1987 al 1992) la situazione si è stabilizzata. Quando ci siamo sganciati dallo Sme, nel 1992, le esportazioni nette sono balzate su di altri quattro punti, arrivando al 18% del Pil regionale. Poi abbiamo rivalutato drasticamente nel 1996 e inizia una prima derapata. Nel 2000 eravamo tornati al livello della fine degli anni '80. La Lombardia, però, nei primissimi anni dell'euro, sembrava in fase di recupero. Poi la Germania ha fatto le riforme Hartz, cioè una svalutazione salariale che l'ha portata a violare dal 2002 al 2004 il parametro riferito alla svalutazione competitiva nella Procedura per gli squilibri macroeconomici (dettaglio: la procedura ovviamente è stata predisposta nel 2011, cioè dopo che la Germania aveva fatto il porco comodo suo, ma sul sito trovate i dati riferiti anche al periodo precedente).

A quel punto per la Lombardia non c'è stato scampo, e le esportazioni nette sono tornate rapidamente al livello dell'inizio degli anni '80.

Qual è la morale di questa favola?

Be', intanto direi che l'idea che la Lombardia sarebbe potuta entrare nel "club dei grandi" separandosi dall'Italia mi pare lievemente smentita da questo grafico. Gli snodi di questa vicenda, i punti di svolta negativa del saldo delle esportazioni nette lombarde, mi pare siano comuni a quelli di tutta l'Italia. Difficile argomentare che nel 1997 sia aumentata la corruzione, o la burocrazia, o la spesa pubblica improduttiva, o i terroni, o gli immigrati. Che poi alcuni dei fenomeni o personaggi citati possano essere problematici in vari modi e vadano gestiti secondo scienza e coscienza e ricordandoci che un giorno saremo tutti al cospetto dell'Altissimo, questo, amici cari, io sono anche disposto ad ammetterlo. La mobilità dei fattori piace molto agli economisti teorici, a me molto di meno, soprattutto quando somiglia, come oggi, a una deportazione.

Ma il punto non è questo. Il punto è che questi dati dimostrano che la Lombardia entra nel 1996 in una crisi di competitività (come il resto dell'Italia), crisi evidentemente dovuta a una cosa che accadde nel 1996 alla Lombardia, come al resto dell'Italia: la sopravvalutazione brusca con successiva fissazione del cambio. La decisione cioè di alzare del 15% il "listino prezzi" dell'Italia (come direbbe Claudio), per dimostrare ai tedeschi che noi eravamo bravi, o forse per pagare in valuta "forte" i profitti a chi dall'estero si era comprato le nostre aziende profittando di una lira "debole", o chissà perché.

Lo Stato inefficiente non piace nemmeno a me: preferirei anch'io perdere meno tempo, e ho più cose da fare di molti di voi. Pagare le tasse non piace nemmeno a me: piacerebbe anche a me pagarne di meno, e a differenza di molti di voi non posso sfuggire. I "terroni" non piacevano nemmeno a me (sono fiorentino, quindi razzista), poi li ho conosciuti e mi son piaciuti molto: dovreste provare. Gli immigrati infastidivano anche me: poi son stato a casa loro e mi son fatto un'altra idea, quando ho visto che avendo meno di me mi accoglievano come io non li accoglievo.

Ma quello che penso io non conta nulla, e soprattutto non ha nulla a che vedere col fenomeno che il grafico illustra. Che il dualismo economico dell'Italia sia un problema da gestire è un dato di fatto: inutile dirlo. Ma che l'andamento delle esportazioni nette della Lombardia sia stato decrescente per colpa di Roma ladrona, sarebbe meglio evitare di dirlo: semplicemente non è così.

Cari lumbard, a me stavate sui coglioni anche voi, ve lo dico sinceramente! Da buon fiorentino, mi stanno sui coglioni tutti, me compreso. Poi vi ho conosciuto, e ho capito che anche voi siete creaturine di Dio. E allora, per esservi utile, mi sento di dirvi questa limpida verità: con voi Berlino è stata molto più ladrona di Roma.

E se lo capireste staressimo meglio tutti...

75 commenti:

  1. Da polentone 100% ( o terrone piemontese visto che sono a sud del po'... tutto è relativo..) ma non legista, grazie.

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    1. Po con l'apostrofo l'ha deciso il maledetto smartphone naturalmente... :-(

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  2. Salve prof, ho letto di una possibile instaurazione di un asse energetico tra Cina e Russia per evitare di usare il dollaro come valuta di riserva negli scambi internazionali. Le posso chiedere, nella mia ignoranza, quale sia il vantaggio di avere la propria moneta come valuta di riserva? Grazie

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    1. Provo io (segatemi pure le gambe)...piu' che il vantaggio di avere riserve di valuta propria, per la Cina, in base ai calcoli che si sara' fatta lei per il futuro, probabilmente non conviene imbottorsi troppo di dollari (visto che ne ha gia' miliardi e miliardi) per mettersi al riparo da svalutazioni del dollaro e/o quindi non essere ostaggio delle politiche americane. Come si diceva qui nel blog tempo fa, se sei un piccolo debitore so ca$$i tua, ma se sei un grande debitore (USA) so ca$$i del creditore (Cina).

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    2. Se la vuoi, devi fare come voglio io.

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    3. E comunque missili e bombe li hanno gli USA. Il resto è un simpatico dibattito

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    4. Infatti i cinesi non producono missili. Né giammai li produssero.
      Anche se, alla fine, contano soprattutto le truppe a terra.
      Darwin sucks, Lanchester rules.

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  3. Visto che da puro lupo lombardo il lavoro va che è una meraviglia, mi incammino verso Linate

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  4. L'esempio di Farage calza a pennello, infatti i sondaggi britannici danno l'UkIP al 25% per le europee ma solo al 15% per le elezioni nazionali.
    Insomma, gli inglesi, notoriamente abelinati, sanno fare il loro interesse. Quindi sarebbe anche un po' ora di imparare a votare.
    E non è un caso che inglesi e svizzeri, storicamente molto competenti in materia di finanza, siano rimasti fuori da questa folle unione monetaria. Anche noi genovesi (e pure i fiorentini, a dire il vero) storicamente siamo sempre stati in gamba e abbiamo inventato tante cose in materia di palanche... ma purtroppo ora non ci resta che mugugnare per essere finiti nella rumenta!

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    1. Comunque per me Farage andrebbe bene al parlamento europeo, a quello nazionale, in consiglio comunale o anche in salotto.

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    2. Grillo è come le macchie di Rorschach: ci vedi quello che ci vuoi vedere...

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    3. Bah, gli inglesi hanno sempre eletto perlopiù dei criminali impresentabili... Se escludiamo proprio Farage, la loro politica perde del tutto di interesse (ai miei occhi).

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  5. "mentre mi interessa che dicano la cosa giusta"
    Sono 20 anni che dicono la cosa giusta. Non capisco perchè poi facciano sempre la cosa sbagliata.

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    1. Ogni giorno di più capisco perché c'è l'euro. Ho scritto un post per certificare che da 20 anni la Lega sta dicendo una stronzata, ed ecco l'intervento dell'appartenente, ma tanto varrebbe dire del piddino (perché l'etica politica del piddino è l'appartenenza) il quale, per sminuire il fatto (politicamente pericoloso per il piddinismo peurope) che in questo momento ci sia un solo partito che dice la cosa giusta, sottolinea che questo partito ha sempre fatto la cosa sbagliata.

      Gli argomenti dei piddini sono tutti uguali: si basano sul principio di massima entropia, ti danno zero informazione, e distorcono quello che hai detto.

      IO HO SCRITTO CHE PER VENT'ANNI LA LEGA HA DETTO UNA SCEMENZA E CHE PER QUESTO MI STAVA ANCHE UN PO' SUI COGLIONI. Se stampi e rileggi ad alta voce, amico, vedrai che c'è scritto-

      IO HO SCRITTO CHE LA LEGA ADESSO È L'UNICO PARTITO CHE DICE LA COSA GIUSTA E CHE PER QUESTO MI SEMBRA GIUSTO DARLE UN CONSIGLIO ANCHE SE LO FACCIO OBTORTO COLLO (non è colpa mia se i gerarchi piddini mi invitano ai loro seminari del cazzo ma poi fanno macchina avanti tutta contro il Titanic).

      TU INVECE HAI DETTO CHE DA VENT'ANNI FANNO LA COSA SBAGLIATA, MA LA COSA SBAGLIATA L'HANNO FATTA TUTTI, SIA QUELLI CHE ORA DICONO LA COSA GIUSTA, CHE QUELLI CHE CONTINUANO A DIRE QUELLA SBAGLIATA. Quindi chi dobbiamo scegliere?

      Fate come cavolo vi pare: votate PPE, votate PSE, votate ALDE, andate dove vi porta il cuore o il culo. Ma non venite a fare dichiarazioni di voto qui, perché io non ne ho fatte (ho riportato un dato e ho spiegato come inserirlo nel dibattito politico) e anche perché, ve lo dico francamente, il fatto che il voto sia segreto è un'opportunità della quale mai come nel momento storico attuale è saggio approfittare. Troppa è l'ingiustizia che i farisei alla Prodi e alla Zucconi hanno provocato, troppe sono le vittime collaterali che i benpensanti alla Cuperlo e alle Rossanda hanno tollerato.

      Ribadisco comunque il mio desiderio di non occuparmi personalmente di loro. Il mio obiettivo è l'aurea mediocritas. Di persone così infime un mediocre sdegna di occuparsi: questo è, decisamente, un compito per l'Altissimo. Quando loro batteranno i denti, noi canteremo con Matelda "Beati quorum tecta sunt peccata".

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    2. ti sei inalberato? ;D

      hai fatto bene comunque

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  6. E' talmente vero che per 20 anni la lega ha detto le cose sbagliate che io ricordo bene la propaganda leghista degli anni 90, quando il carroccio era tutt'altro che un partito anti euro... ricordo benissimo i sermoni dei vari Pagliarini i quali sostenevano che il nord ( la Padania) aveva le carte in regola per essere la prima della classe (ovvero beccarsi l'euro-marco) e che per ottenere questo traguardo occorreva fare la secessione per consentire alla Padania di aderire alla moneta unica, dato che la sporca corrotta mafiosa e indolente Italia avrebbe impedito al nord di raggiungere questo paradiso mitteleuropeo.
    Altro che lega anti euro! La lega degli anni 90 è stata tra i principali artefici dell'enorme distrazione di massa filo europeista con i suoi sermoni anti nazionali e anti spesa pubblica (quando eravamo già in surplus primario...) che inculcavano a tutta l'opinione pubblica, anche in quella che alla fine non li votava, il fuorviante messaggio che gli italiani sono incapaci di governarsi da sé mentre "l'Europa" è l'unico traguardo, l'unica salvezza. Del resto nei loro discorsi l'Europa faceva tanto "nord", dato che l'Italia è un paese del sud", dunque l'Europa era il "nord"...dunque una cosa bella...il livello era più o meno quello.

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    1. E io ho sentito lo stesso Salvini, da Gad Lerner, poco prima dell'arrivo del "salvatore" Monti dire "noi, la padania, non vogliamo/dobbiamo uscire dall'euro, e' il sud Italia che deve uscire perche' non se lo puo' permettere". Questo e' quel che passa il convento. Non a caso.

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    2. leggi risposta sopra:

      Alberto Bagnai - 30 marzo 2014 10:52

      basterebbe il terzo capoverso in maiuscolo.

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    3. Caro Stefano,

      ma se la gente non ragionasse per appartenenza e non facesse un gran minestrone fra i vari livelli di governo (dal condominio al Parlamento Europe), noi saremmo in questo gran casino? Non credo. E allora mandali compatti a votare PPE. Io, ripeto, me ne strabatto il belino. Se il gioco mi interessasse, mi candiderei. Non mi interessa anche perché so come andrà a finire (male) e l'ho scritto tre anni fa, con zero illusioni di poter influire sulla dinamica degli eventi. Se permettete, torno a studiare.

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  7. Sarebbe bello affiancare i dati in questa discussione con quelli esposti in questo studio di Paolo Savona in cui si evidenzia quanto l'economia lombarda dipenda dal quella del sud, visto che -il 23,1% del PIL Lombardia dipende dalle esportazioni nel Mezzogiorno. Se, oltre alla verità sull'euro, si iniziasse anche a dirla sulla questione meridionale, partendo dal chiedere scusa per le menzogne dette in questi anni, si riuscirebbe a delineare il contorno dei ladroni e sarebbe più facile per me convincere i cittadini sotto il 42° parallelo a votare per "l'unico partito che sta dicendo la cosa giusta".
    Saluti dalla Grecìa.

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  8. @Diego
    sbagliare è umano, perserverare è diabolico! e cmq, il problema di fondo è comprendere sempre il linguaggio di fondo.
    Sino a quando si pensa in maniera monodirezionale allora tutte le possibilità sono fattibili.
    Faccio un esempio.
    quelli del Nord pensano che se smettessero di trasferire 40 mld all'anno al Sud (quaranta ma poco importa che gliene tornano 75..) potrebbero avere una riduzione delle tasse di un importo equivalente.
    Riducendo quindi i costi (le tasse sono uscite per le aziende) allora avrebbero potuto avere una dinamica inflazionistica inferiore e quindi competere contro gli allemanni..

    Sia chiaro, sono il primo a riconoscere la beffa del discorso dei leghisti ma cosa facciamo?
    purtroppo (e per fortuna) sono gli unici che STANNO dicendo la verità!

    Ma è il solito discorso degli stronzi che rompono le balle al prof. Borghi.. invece di blaterare che siano propositivi!
    il punto non è che la lega abbia detto qualcosa di diverso negli ultimi 20 anni ma il fatto che non lo dicono gli altri!

    e visto che i meriti vanno conquistati sul campo questi sono meriti.
    che poi ad un leghista va spigato il genocidio (siamo a limite.. quando si priva della dignità una popolazione di milioni di individui, si ammazzano decine di migliaia di persone e altre sono deportate di cosa stiamo parlando? di coriandoli?) dei Savoia (quindi del Nord) contro il Sud in occasione dell'Unità d'Italia è un altro paio di maniche.

    ma la storia ha un senso ironico e la ruota gira.. per questo informare fa bene.
    Forse deprime all'inizio ma dà la giusta prospettiva alle cose.
    e infine la serenità della propria esistenza

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    1. Da "Come uscire dall'incubo" di Claudio Borghi.
      "Per questo motivo, una volta riconquistata la nostra sovranità monetaria, se si volesse affrontare davvero il problema delle differenze tra Nord e Sud bisognerebbe magari pensare a due monete diverse. Il Sud diventerebbe competitivo e potrebbe creare lavoro vero, non falsi lavori pubblici. Il Nord avrebbe più difficoltà ad esportare rispetto a quando c’era la Lira ma non ci sarebbe più bisogno di trasferimenti e le tasse potrebbero calare fortemente."

      Dopo 150 anni in cui si è visto aumentare il gap fra le macroaree italiane, nonostante si sia provato di tutto, a mio modesto avviso, questa è una proposta da prendere seriamente in considerazione.
      La prova che la Lega, sotto la guida di un "professionista", ha a cuore, in questa fase, l'Italia tutta.
      Non è ancora stata portata in "piazza" da Salvini e Borghi, suppongo che verrà fatto negli incontri programmati nel Mezzogiorno. Mi auguro che la gente recepisca il messaggio.

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  9. In parziale OT mi permetto di segnalare
    questo articolo di Giorgio Gattei, professore associato di storia del pensiero economico all'Universita' di Bologna (non lo avevo mai sentito prima). Niente che chi legge questo blog non sappia gia', eccetto per i riferimenti storici, agghiaccianti, sul parallelismo incredibile fra i progetti nazisti e quelli dell'attuale fogno europeo "...Nasceva in questo modo l’idea di costituire un Grande Spazio di scambi commerciali europei di cui la Germania sarebbe stata il centro, come nel 1940 spiegava una nota della Cancelleria del Reich: «i grandi successi della Wehrmacht tedesca hanno creato i fondamenti per il Nuovo Ordine Economico Europeo sotto il dominio tedesco. La Germania, dopo aver concentrato negli ultimi anni le proprie forze principalmente sul riarmo militare, potrà seguire in futuro anche la strada della crescita economica e dello sviluppo delle proprie forze produttive su ampia base e una grossa crescita del tenore di vita ne sarà la conseguenza» " e ancora "... "...Svezia, Svizzera e poi Portogallo, Italia, Grecia e Spagna (i PIGS, i paesi “maiali” già previsti!) con estensione all’Unione Sovietica (quando sconfitta), alla Turchia e all’Iran per proiettare il Grande Spazio fino al Pacifico e al Golfo Persico. Qui però prezzi e salari sarebbero stati mantenuti più bassi per favorire le esportazioni verso il cerchio interno. Il marco avrebbe dovuto diventare la moneta comune (in mancanza, «la fissazione di tassi di cambio stabili sarebbe assolutamente necessaria»), mentre sarebbe stata istituita una Banca Centrale Europea con sede a Vienna, che allora era tedesca, per il conteggio incrociato dei saldi tra i paesi associati «in cui, naturalmente, la Germania deve essere predominante».

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    1. Non ho capito però come avrebbe fatto la Germania a diventare esportatrice netta di merci se i salari e i prezzi del secondo cerchio sarebbero stati calibrati ad un livello più basso rispetto al cerchio interno. Forse molto probabilmente se la Germania avesse vinto la guerra e con l'Europa "pacificata", sarebbero state istituite delle "zone speciali" nei paesi occupati, magari gestite dalle SS, in cui si sarebbero riversati i capitali del centro. D'altronde la Germania ha sempre cercato di recuperare il terreno perduto nei confronti dell'imperialismo anglosassone, ma, non avendo possedimenti coloniali, ha dovuto fare un passaggio in più con il mercantilismo, e quando quest'ultimo non è bastato ci ha provato con la forza militare e le guerre mondiali. Il buon Lenin a tal proposito è sempre attuale. http://www.marxists.org/italiano/lenin/1916/imperialismo/capitolo8.htm

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  10. l'altissimo...ah ah bella questa...sempre più in alto...me la ricordo...
    gianni z.

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  11. @Zanzi Barra
    ma il problema è che Salvini non era informato!
    il libro (o meglio le spiegazioni tecniche del prof) sulla dinamica della crisi sono facili ma controintuitive!
    tutti abbiamo studiato il moltiplicatore keynesiano ma vaglielo a spiegare veramente!
    il prof parlava su Rai2 sulla differenza tra cultura letta e vissuta.. ecco, noi la economia la stiamo vivendo e quindi la capiamo alla grandissima.
    E visto che siamo i primi ad aver gridato a Roma ladrona (dal sud nel mio caso) è ovvio che siamo stati indulgenti con noi stessi.
    non comprendo il perché non bisogna esserlo con gli altri.
    e ci sarà tempo (se dovessimo uscire ma ne dubito.. è l'unica cosa che penso mi divida dal prof sin dall'inizio del nostro viaggio) per ridiscutere il patto Nord-Sud anche perché c'è poco da discutere di situazione al sud (dove c'è lo zero virgola zero)

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  12. @Pipulu
    bravo, anch'io faccio riferimento ai dati di Savona (in cui parlò pure del cambio ai tempi dell'unità).

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  13. Per noi uomini de curtura e profonda alterigia, si considera razzolare nel letame anche la frequentazione di umane fatuità come Umberto Eco o Massimo Cacciari, pertanto possimo permetterci di valutare il mondo della "gente grossa" con una certa visione prospettica e usare, quando occorre il famoso rasoio ockamiano. Per questo a me sono state sufficienti due frasi dell'ottimo Claudio Borghi:
    1) Se brucia la casa, chiedete forse ai pompieri la carta d'identità, prima di farli entrare? (Goofy2013, Pescara)
    2) Per la buona fede di Salvini garantisco io, vi basta? (twitter un paio di giorni fa)

    Orbene, a me basta (non ho bisogno di apparire come uno de curtura e di correttezza politica che deve prendere le distanze dai vichinghi o dai norreni, le rune mi ricordano solo il loro simbolismo zodiacale e non Reihard Heidrich, e il Kalevala non mi fa venire in mente Olli Rehn)

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    1. Di altiero non c'è solo Spinelli, buonanima. Anche noi siamo altieri: lo nacquimo, e ne avettimo ben donde:

      Marphisa alzando con un viso altiero
      la faccia (disse) "il tuo parer molto erra"...

      (ecc.)

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    2. MATTO PER SCELTA vs GRULLO PER FEDE
      Quando nell'Aula Magna si declamava la di lui laurea ebbe il sussulto di sentir in pubblico pronunciato il nome anagrafico: CILINDRO che una genia dadaista gli aveva affibbiato, ad altri Elicottero o Pistone.
      Mi turo una narice sola come l'Indro M, l'altra aperta con fatica per gli olezzi fetidi nell'aria, e dichiaro segretamente il mio VOTO EUROPEISTA ad una qualsiasi che si dichiari CONTRO L'EURO.
      Conosco le geometrie sferiche, le mie e il lubrificante vaselinico usato da altri.

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    3. @ilvelodimaya

      La frase sulla casa che brucia è di Diego Fusaro, non Claudio Borghi.
      Solo per dare a Cesare eh...

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    4. @Carlo Poltronieri
      Io l'ho sentita pronunciare da CB a Pescara, ma non so di chi sia lo jus primae noctis

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    5. A Pescara c'ero pure io e c'era pure Diego Fusaro, gliel'ho sentito dire in diretta:

      https://www.youtube.com/watch?v=lT-4mYagVn4

      al minuto 52:10

      E CB, perlomeno a Pescara, non ha usato quella metafora.
      Forse molti la attribuiscono a lui perchè è il re delle metafore, ma questa è proprio di Fusaro.

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    6. L'avrò sentita in qualche filmato, allora, perchè quando parlava Fusaro ero fuori a fumare con Crosetto (accomunati dal vizio)

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  14. A me Salvini piace.Ha iniziato una grande e nobile battaglia per l'Italia e gli italiani (tutti).Mi appare molto motivato. E' un peccato che sia partito un pò tardi per avere grandi risultati già dalle prossime elezioni ,ma devo dire, che da quando esiste bastaeuro.org e Salvini partecipa alle più svariate trasmissioni televisive ,l'ignoranza verso i problemi dell'economia e dell'euro diminuisce giorno dopo giorno.I risultati di trenta anni di disinformazione e di bombardamento mediatico ,comunque,non si cancellano da un giorno all'altro.La percentuale degli italiani che vogliono uscire dall'euro "senza se e senza ma" ,che sono quelli che contano veramente, sta aumentando esponenzialmente con il tempo.Bisogna convincere gli italiani che è molto meglio andare a votare Lega come protesta piuttosto che ,per lo stesso motivo,disertare le urne e fare il gioco della Anghelina... .

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    1. Voglio solo farti osservare che Salvini ha scelto di farsi consigliare dalle persone giuste, e che né io né Claudio avremmo mai pensato né voluto cominciare da lui. Da dove ho cominciato io, a cercare ascolto, è fin troppo noto, e da dove ha cominciato Claudio anche, lo ha detto tante volte: da Lui. Se deve essere così, così sia. Punto.

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  15. Vorrei soltanto segnalare che, secondo il Fatto Quotidiano, il tour di Grillo che debutta a Catania martedì prossimo, sarà incentrato (cito) “sull’incubo finanziario chiamato euro”
    Speriamo che prenda finalmente una posizione netta!!

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    1. Questo sì che è un pericoloso voltagabbana. Discorso chiuso.

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    2. Dal vangelo secondo Giovanni 9,1-41. Personaggi: Gesu di Nazareth ( Alberto Bagnai). Il cieco nato (Matteo Salvini). Farisei (il mondo PUDE). I genitori del cieco nato ( Grillo e Casaleggio). Leggete e meditate...

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  16. Rowenta annuncia, dopo il Clone-Groucho di Bagnai (sì, quello che fonda un partito), il Salvini Custom. Del tutto uguale a quello vero, ma con una presa USB per la chiavetta. Puoi fargli ripetere i discorsi di Berlinguer (o Pertini, o D'Alema, o Calimero...), puoi andare a nanna abbracciandolo, dopo che l'hai vestito con la t-shirt del Che. Lui non si scompone.

    È il leader antieuro che hai sempre desiderato, e lo sai. Finalmente c'è. Basta difetti, coscienza pulita. Salvini Custom, per il goofynomista della domenica. Accattatevill'...

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    1. Solo gli idioti non cambiano mai idea. E questo, per quanto mi costi ammetterlo, pone Salvini due spanne sopra qualunque altro politico attuale in questo Paese. Non siederà alla destra di De Gasperi, ma certamente merita di non essere bruciato con il loglio

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  17. Faccio outing, anni fa ho votato Lega. Apparentemente per un motivo sciocco: avevano fatto uno spot veramente stomachevole dove si declamava: "vogliono dividere l'Italia!", interprete una famiglia che si riuniva straziata al gate di un aeroporto. Ho retto tanto in questi anni, ma certe cretinate... Che fanciulla sciocca e superficiale, si dirà però, ridurre l'esercizio democratico del voto alla reazione per uno spot... non grave rispondo io, visto che a costoro non importa nulla che noi si voti, chi si voti o che non si voti affatto, se gliene importasse qualcosa avrebbero strutturato l'unione europea diversamente da come hanno fatto; importava ai padri della Costituzione democratica... ops, scavalcata di fatto dalle norme europee, stuprata in tutte le guise. In realtà avendo capito benissimo dove si stava andando a parare (pur non avendo capito tante cose che ho capito qui eh), ma dove si stava andando a parare a parare si vedeva benissimo: ultraliberismo, perdita di diritti e welfare, lavoro precarizzato con precario a 90°, cercavo almeno di rallentare il processo votando quelli che al momento mi sembrava stessero più sui maroni all' establishment (anche se Maroni non è mai stato sui maroni all' establishment come avrebbe dovuto, ma questa è un'altra storia...)
    Comunque in tanti devono averla pensata come me perché è l'anno in cui la Lega fece il botto. Be', tante soddisfazioni politiche all'epoca non le ricavai (le ho ricavate mai?), ma tenersi vicino un piddino al momento in cui danno i risultati, quello è senza prezzo: gli occhi strabuzzati e acquosi, le mani nei capelli, l'agitarsi senza costrutto mormorando: "ma come è possibile?"; "ma come fanno gli italiani?"; "ma ti rendi conto?" mentre tu te la stai ridendo sotto i baffi (sapendo poi oggi che bei padri della patria hanno votato loro e tutto il dolore che ci hanno inflitto col loro politicamente corretto...)
    La vita è grama e bisogna cogliere le rare occasioni dove si presentano.
    Così la vedo io.

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    1. Ok, outing per outing, mi ci metto anch'io. Alle ultime politiche me ne stavo in Francia, sereno e tranquillo, disposto a strabattermene il belino delle elezioni italiane. Poi Scalfari pubblico uno dei suoi editoriali immondi nel quale manifestava (senza rendersene conto) il terrore che Grillo vincesse. Ora, io sapevo benissimo che Grillo è una sòla (sapete quante volte l'ho scritto, e soprattutto sapete che i miei argomenti sono logici e inoppugnabili - e confermati dai fatti), ma alle politiche il mio problema non era combattere l'euro: era dare un calcio sui maroni a Bersani, a quello che il novembre prima aveva detto "noi siamo quelli dell'euro". Scalfari, oltre a manifestare il solito ributtante disprezzo per la democrazia, in quell'articolo mi indicava la strada.

      Prendere un treno e un aereo a Orly e portare la famiglia a votare ortottero fu un tutt'uno. Bersani ebbe il suo calcio sui maroni (poi stette anche male e mi dispiace), Fassina fece questo discorso, e si avviò quel processo che portò a iniziative come questa, impensabili semplicemente tre mesi prima delle ultime politiche.

      Mi aspettavo qualcosa di risolutivo?

      No, certo, lo sapete che non era così.

      Pensavo che gli ortotteri fossero la soluzione?

      No, certo, lo sapete che non era così, sono stato il primo a capirlo e l'unico a dirlo per molto tempo, che loro NON sono la soluzione.

      Ma occorreva far paura al PUDE, anche a costo di votare per un pezzo di PUDE.

      Capito il problema? Non ho votato Grillo perché pensavo che ci avrebbe tirato fuori. Ho votato Grillo perché faceva paura a uno che aveva detto che ci avrebbe tenuto dentro.

      E tanto è bastato per far evolvere la situazione. Quindi: non scusatevi più, come talore fate, per averlo votato. Secondo me avete fatto bene, soprattutto se ci credevate. L'ho fatto anch'io che non ci credevo!

      Ora le cose sono un pochino cambiate. La riflessione da fare per me resta: a chi voglio far paura? E la risposta che mi do è: a chi ha fatto finta di combattere la mia battaglia. Torno a dire che non vorrei un Farage in salotto (anche se credo si lavi), ma non vorrei che mancasse dal Parlamento europeo. Di questo hanno paura: di voci critiche (più o meno consapevoli, critiche, autorevoli, ecc.: ma dall'altra parte c'è Pittella, ragazzi!).

      È bastato che la Le Pen vincesse in qualche municipio scamuffo perché Weidmann scoprisse il QE. Questo vuol dire che con la Le Pen salviamo l'Europa dell'euro perché la riformiamo come vorrebbe Tsipras? No, questo vuol dire quello che ho detto a Europarl: finché non gli facciamo paura, questi (come i piddini) la musica non la cambiano.

      Sono terrorizzati. Siamo misericordiosi: finiamoli.

      Grazie per la sincerità: non può mai far male. Come vedi, nel metodo siamo abbastanza vicini (e anche in tante altre cose). Ma a 'sto giro gli ortotteri si attaccano al tram: i pentaballisti anonimi ormai non fan più paura, ci vuole altro...

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    2. Sono rimasto turbato dal suo outing.Non per chi ha votato beninteso,ma perchè pensavo:a quest'uomo devo tanto per quello che mi ha insegnato in un anno e passa di lettura quotidiana del suo blog.Sia per i suoi post tecnici che più di una volta ho maledetto,sia per le tante "googleate" che mi ha costretto a fare per comprendere di cosa stava parlando.Ma alla fine,dentro la cabina elettorale ha dovuto prendere la mia stessa decisione,La democrazia è bella,ma non riesce a cogliere le sfumature, il voto rimane,ma il perchè si è votato rimane dentro di noi

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    3. Ma amico mio, perché devi turbarti? Io ho sempre detto che finché ho potuto ho votato comunista. Retrospettivamente, credo che di quella scelta dovrei pentirmi. Non era consapevole, era affettiva, e ora so che chi ho votato ha collaborato al progetto che ci opprime. Poi ho lasciato per lo più perdere. Il mio voto alle politiche non era certo strategico: era tattico. Ma, esattamente come il tuo, ha portato a qualcosa: ha messo in stallo il PD, e, attenzione, anche gli ortotteri, perché ormai si è capito (1) che sono PUDE (altrimenti avrebbero preso un atteggiamento diverso, anche sullo scacchiere internazionale); (2) che non hanno nemmeno tentato la strada del governo perché la loro ragion d'essere è quella di stare all'opposizione, di far finta di essere contro.

      Far finta, appunto.

      Quindi una volta va bene, due no.

      Se tu non hai seguito tutto il percorso di questo blog, magari qualcosa ti è sfuggito, magari hai fatto una scelta convinta, e io la tua scelta la rispetto. Solo che le scelte convinte, come la mia di votare PC quando il PC era già Napolitano, poi magari le rimpiangi, anche perché, magari, ti dimentichi di quali fossero le alternative.

      Viceversa, quando voti "contro" ti ricordi sia chi hai votato, sia chi era l'alternativa. Il che, alla fine, un vantaggio te lo dà.

      Tranquillo, per chi voto questa volta non te lo dirò. E ancora una volta sono sicuro che faremo la stessa scelta. Io so perché, tu ancora no, ma vedrai che finirà così.

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    4. Il metodo è proprio quello, ed è quello giusto secondo me, perché di fronte abbiamo persone che giocano sporco. Gli orlotteri per massimizzare il consenso hanno giocato poco e male, ora si meritano la legnata; più difficile legnare il Pd, primo perché a perdere ci sono abituati, anzi si potrebbe sospettare che abbiano fatto della sconfitta la struttura fondante del loro partito, secondo perché l'unico altro elemento che li accomuna(va) era il parlar male del Berluscone fuori dell'uscio, il che mi ha sempre ricordato certi uffici dove ci si riduce a sparlare dell'assente perché costretti a convivere con persone con cui non si ha niente in comune.

      Io comunque sto a fianco a lei con una picca in mano, me lo dicono tutti che sono misericordiosissima, e con tanti anni di sopportazione alle spalle, e se devo dirla tutta ho pure una buona mira, fosse mai che tale qualità mi fosse stata attribuita per un motivo...
      non poniamo vincoli ecc ecc...

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    5. Non mi sono spiegato bene: io ho votato la prima volta per le sue stesse ragioni e voterò la seconda volta(diverso),per le stesse ragioni.Mi disturba il fatto che mentre le sue letture riescono a illuminarmi e rafforzarmi nelle mie convinzioni,per quanto riguarda il voto anche lei nulla può.Il piatto è quello è li dobbiamo magnà....

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    6. Scusa, avevo capito male. Posso anche essere d'accordo, ma l'alternativa qual è? Fare il partito antieuro? E sai quante ne ho viste in due anni? Il problema è che l'Italia avrebbe bisogno di un partito, il PIL: Partito Italiano del Lavoro. Lo fondiamo io e te? E come la pensiamo sul ruolo degli imprenditori? E come la pensiamo in politica internazionale?...

      No... Troppo casino!

      Ci vorrebbe il proporzionale, e i partiti della prima repubblica, magari. Ma nella situazione attuale, credo che sia io che te abbiamo fatto esattamente quello che potevamo e dovevamo fare. Per il resto, quando la situazione cambierà, cambieranno le nostre scelte, suppongo.

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    7. Io ho votato tutto quel che potevo votare, e cercato con ogni mia capacità di difendere con il mio voto i valori democratici che per me erano tutto. Non c'è stato niente da fare.
      Qui non è un telefilm americano, non ci sono sceneggiature e Show runners, e non finisce bene se non deve finire bene, ma soprattutto se non ci sono alternative non c'è uno scrittore che te ne inserisce una. Se non ce ne sono non ce ne sono. Per anni non ce ne sono state, lo posso testimoniare, ma ora le cose stanno cambiando, anche se l'attesa è durissima. E la cosa più dura è stata la solitudine, che forse un po' ricorda la solitudine dell'antifascista durante il ventennio, ma già ora non siamo più soli, che sollievo....
      A proposito, bellissima la sua intervista a Mizar.

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    8. uno dei passaggi del Tramonto che mi ha fatto più sorridere, è quando scrive che siccome siamo in deficit di partite correnti (sto a cità a memoria, se sbaglio sia misericordioso) evitiamo di importate, a cominciare dalla lingua.
      e allora io, confesso: per tre elezioni non ero andato a votare. non volevo perché mi avevano tolto la preferenza.
      poi, per una serie di motivi tra cui una amica di fb, piddina attivamente organica al sistema che scriveva nei suoi post "banna un grillino al giorno e la vita ti sorriderà" (perché loro sono democratici, e anche io che infatti l'ho bannata subito) ho pensato: "questi devono avere una mazzata tra capo e collo".
      Palermo, domenica sera, finito spettacolo, prendo un treno, di notte, ruvida cuccetta, sbarco a salerno, dove voto, la mattina alle 8, passo per casa, prendo tessera elettorale e vado a mettere la croce sugli ortotteri.
      Sì, ma poi baaaaasta... baaaasta.
      se non capite che la sovranità monetaria è una cosa e il conto della serva un'altra... baaaaasta.
      cosa ci serve, oggi?
      e quella è la priorità. e basta!
      il terrone che è in me se la fa senza problemi con Salvini (buon terrone austro ungarico)

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    9. Aggiungo la mia esperienza all'outing degli altri. Anche perchè il mio punto di vista è stato un po' diverso, credo. Ho votato 5stelle anch'io all ultime elezioni perchè era la cosa che si avvicinava di più al "sorteggio" dei parlamentari perchè ritenevo (e ancora adesso forse la penso in parte così) che a sorteggiare deputati e senatori tra tutti gli italiani verrebbe fuori un parlamento di gran lunga migliore di quelli che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni. Uno dei motivi per cui non volevo votare 5 stelle era la posizione anti euro di Grillo. Si avete capito bene, perchè io ero PUDE e questo fino a marzo 2013, su per giù. Grillo però era per il referendum e quindi non era proprio no€ per cui alla fine ho votato per i 5 stelle. Poi, forse sul sito di Grillo o quello di Messora, non ricordo, ho visto il primo video del Prof. e poi ne ho cercati altri e poi ho preso il Tramonto ed ho capito che ero PUDE solo per consuetudine, per abitudine, perchè l'euro l'avevo metabilizzato come una specie di "mistero della fede" di fronte al quale tutte le contraddizioni devono arretrare perchè un totem non si può discutere, il "fatto" che una moneta più forte ci servisse a far concorrenza alla Cina era una aporia ma ci credevo, come il cristiano crede alla transustanziazione, il "fatto" che dovessimo fare le riforme, i compiti a casa era un altro articolo di fede, che la Germania ci avesse fatto un favore a farci entrare anche se non eravamo in regola coi "sacri parametri" era un altro dogma ecc. ecc. Leggere il Tramonto è stato quindi una cura di "laicità", un bagno nell'onestà intellettuale ed al contempo la dimostrazione (per me) di una mia vecchia teoria per cui "se una cosa non la capisci è perchè chi te la spiega non è capace a spiegartela oppure perchè è in cattiva fede". Ora non so cosa voterò alle europee, credo che deciderò all'ultimo, non so se una lega al 6 o 7% (se ci arriva) metterà veramente paura ai signori del PUDE. Soprattutto... non credo che l'uscita dall'euro (che ho capito essere inevitabile) la vorrei far gestire effettivamente ai signori del PUDE. Perchè mettere paura al PUDE significa che lor signori pur di mantenersi la cadrega si trasformeranno in no€.
      Lei Prof. la Norimberga dell'euro non la vuole. Io credo di si, ma non per vendetta, per non dimenticare.

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  18. Dipende dall'alternativa: a Renzi (o Letta o Monti o Prodi o Berlusconi, ecc) preferirei Farage.
    Per dirla tutta, trovo che Farage e la Le Pen abbiano più verve di Salvini e una maggiore preparazione economica. Preferirei anche lo stile oratorio e il background culturale di Sgarbi, ma non è candidato.
    Sembra che Salvini ripeta la lezioncina ma debba ancora interiorizzarla... comunque lo voterò nella speranza che sappia far buon uso di questo post, del supporto di Borghi e dei nostri voti.
    A sgomentarmi non poco è la "base" leghista, specie in Veneto.

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    1. E lo dici a me? Allora: Farage è un oratore spettacolare; la Le Pen l'ho vista crescere da quattro anni a questa parte, studia da quattro anni. Certo che sono avanti, tatticamente. Ma io ho un altro problema da risolvere, quello di poter tornare a votare per qualcosa in cui possa anche credere (e non mi riferisco alle europee, perché tanto alla fine lì la battaglia credo sia già vinta con quello che succederà in Francia, ma alle politiche). Questo problema non so come risolverlo, e credo, come vi ho detto più volte, che PRIMA del ripristino della democrazia (uscita dall'euro) risolverlo sia molto difficile.

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    2. eh eh resta sempre il metodo di Tremendino Tremonti... più Europa = culturintegratia&eurodisney... et voilà, la "bastarda" può restare. :D

      Nomen omen per il Corsera...

      Ahò, ma quanto danno continuano a fare 'sti social-reviglioboys alla-conquista-del-mondo? XD

      Se non bastassero i danni "collaterali" causati ( suicidi, silenzi e omissioni eccellenti ) , per il sol fatto di aver demolito la caverna di Alibabà promuovendo la diaspora dei discotecari garofanati in ogni dove, da PD a Forse Italia, i gestori di mani pulite dovrebbero pagare un mega rimborso di trilioni e fantastiliardi agli italiani tutti... a rimborso del danno commesso... Era meglio averli concentrati tra Jackie O' e la Piramide pansica piuttosto che disseminati tra governi, sottogoverni e banche... sicuro :D

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    3. @silvia
      A suo tempo quando Grillo veniva additato come comico (cosa peraltro giusta) e si diceva che questo doveva fare e non poteva governare perchè non aveva le competenze c'era la corrente del "voto di protesta" e quella del "si ma se si circonda delle persone giuste...se si fa consigliare da professionisti....eeeh ma la base....."
      Ora si parla di Salvini quasi sminuendo il lavoro che fa, come uno studentello che si applica, ci prova, ma oltre questo non può fare, tralasciando che ALTERNATIVA NON C'E' ma soprattutto, lui le "persone giuste" le ha già accanto e non ha lasciato nulla al caso o all'imaginazione. Garantiscono gli altri per lui e ma me tanto basta!

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    4. @hcl : dall'Italia alla Francia, da mani pulite alle comunali di ieri, almeno un titolo di "Cuore" lo possiamo riciclare: "Scatta l'ora legale - Panico tra i Socialisti", anche se nel caso francese il titolo si riferisce a due eventi non correlati, o no?

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    5. Vincenzo non voglio sminuire Salvini, so che sta dicendo la cosa giusta, ma al momento la ripete proprio come uno studentello. Tanto mi basta per mettere la mia crocetta a maggio.

      So anche che ha i migliori mentori, magari tra 1 anno o 5 o 10 si farà e magari continuerà a dire la verità e conserverà la sua buona fede, nel qual caso potrei anche continuare a votarlo in presenza di alternative (se mi ricordi che ora "alternativa non c'è" mi pare che neanche a te ti ha folgorato...).

      Non sono tra quelli che hanno detto "la base M5S però..."
      Ma della base sella lega lo dico: mi sgomenta.
      E lo ripeto: mi sgomenta.
      Credo che il primo banco di prova del valore di Salvini come politico sia proprio questo: saper rinunciare ai voti di quelli che ce l'hanno duro (il comprendonio).

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    6. Pienamente d'accordo con Silvia. Va anche detto che la durezza di comprendonio della base è il motivo che mi sta impedendo da anni di votare PD. Ma forse la differenza fra chi era egoista finché aveva la fabrichètta, e ora che l'economia bussa alla sua porta deve porsi delle domande, e chi invece era egoista perché viveva nella bambagia, fuori dalla portata di qualsiasi crisi che non sia l'andropausa, be', forse questo qualche differenza potrebbe farla. Minima, son d'accordo.

      Il mio vero problema sai qual è? Che quando tutti i piddini di merda saranno contro l'euro perché i loro capetti gli avranno dato il contrordine, io dovrò pormi il problema se votare o meno allo stesso modo di fantocci che la "pensano" come me.

      Quello, per me, sarà il vero problema. Non dirgli in faccia "brutte merde, con la vostra tessera elettorale bisognerebbe farci coriandoli, sul vostro capo ricade il sangue di centinaia di morti". Ecco.

      Quello, per me, sarà il vero problema.

      E dovrò affrontarlo prima di quanto pensiate.

      Che poi la base della lega possa sgomentare, sono d'accordo. Una cosa però posso dirtela: l'elmo vichingo lo lasciano in guardaroba.

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    7. ma in quel momento, le "brutte merde" avranno bisogno: ci volgliono chirurghi plastici per ricostruire l'imene...io lo dico sempre alle "brutte merdine" locali: "state attenti, voi la scorta non l'avete, e prima o poi la gente si incazza"

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    8. Non posso più essere contento

      Non posso più essere contento,
      per tutti i miei giorni devo portare
      nella mia nostalgia la tua immagine.
      Son proprio tuo.

      (Federico Garcia Lorca)

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    9. Così immagino il suo stato d'animo: l'inesorabilità del destino di amante abbandonato (dall'amata Sinistra, forse mai davvero esistita) e la sofferenza di doversi accompagnare alla sua squallida (e molto zoccola) succedanea.
      L'importante è sostenere chi dice (e si spera faccia) la cosa giusta; se la cosa giusta la dice Berlusconi, Salvini o Fassina, cosa importa? Diventa giusta o sbagliata in funzione di chi la sostiene?
      Non si crucci troppo... meglio sostenere un'idea giusta insieme a delle merde che sostenere un'idea di merda tout court.

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  19. Bah, pensateci bene.
    Indipendenza della Catalogna, indipendenza della Scozia, indipendenza del Veneto...

    questa roba mi sa tanto di Stati Uniti d'Europa, con un forte potere centrale e centinaia di microregioni che operano con un'autonomia da vassallaggio.

    Fate attenzione, va bene fare passi avanti, ma cerchiamo di andare nella direzione giusta!

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  20. Grazie Prof. anche per questo! Con il suo outing mi ha tolto un enorme macigno dal cuore. Votai Grillo per andare contro il sistema senza capire ,allora, che dietro al m5s si nascondeva l'ennesima sola. Ma quando lei ha disvelato, come sempre, la verità mi sono sentita tremendamente sciocca ad esserci cascata. Ora capisco che tutto sommato non fu del tutto un errore....ma una volta va bene, due no! E allora ben venga Salvini alle europee che ,se non sbaglio, non sono le politiche! :))

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    1. Dai, macigno! Non esageriamo! Il vero macigno è che ci governa la Bce, e il problema è capire come usare pezzi di potere per sgretolare il potere. Se tu avessi letto i miei post prima delle politiche, avresti votato lo stesso partito che votai io avendoli scritti? Questo è il punto.

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    2. Sicuramente daro' la risposta sbagliata...
      Ma se avessi saputo che lei votava il m5s, si l' avrei seguita, per la totale fiducia che ho nei suoi confronti! Tanto da votare oggi la lega....proprio io che sono di Roma ladrona!

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  21. C'è chi si spaventa all'idea che la Lega possa ottenere un buon risultato alle europee. C'è anche chi si scandalizza, ma tutto sommato sono timori infondati perché difficilmente la Lega andrà oltre ai suoi massimi storici – che non sono mai stati poi così determinanti come generalmente si vuol far credere. O meglio, lo sono stati ma solo in conseguenza del fatto che Berlusconi raccoglieva attorno a sé chiunque pur di far prevalere una coalizione che si opponesse ai “comunisti”, apparentemente immemore del fatto che il Pci si è dissolto nel 1989. La Lega, impossibilitata a superare l'impostazione localistica (il famoso “radicati sul territorio”), ha sempre fatto la scelta sbagliata di sostenere Berlusconi per il semplice motivo che da sola non avrebbe mai avuto il peso che ha avuto entrando nella coalizione del cavaliere. Salvo il fatto che poi era il Silvio nazionale a dettare l'agenda, il che ha determinato il progressivo declino della Lega medesima via via che il suo elettorato si rendeva conto di essere un semplice portatore d'acqua.

    Curiosamente, gli stessi che si allarmano di fronte ad un eventuale successo elettorale della Lega, non sembrano preoccuparsi della circostanza che il progetto Ue non solo ha deviato da tempo dal suo percorso originario (tutto nobili ideali, ma poca sostanza), ma si sta proditoriamente dirigendo verso approdi instabili e forieri di sciagure. In parole povere, sta ricreando le precondizioni che generalmente conducono ad un conflitto armato di ampie proporzioni.

    L'ultimo colpo di genio degli euro-burocrati è stato sostenere i “rivoluzionari” di Kiev nel tentativo di inglobare l'Ucraina nell'Ue per scopi assai diversi da quelli proclamati ufficialmente. La situazione in Ucraina, però, è franata sin dal momento della cacciata di Yanukovic, e ora si sta pericolosamente avvitando su sé stessa.
    Nei giorni scorsi, nelle città di Dnepropetrovsk e Zaporozhye, picchiatori appartenenti ai gruppi golpisti ucraini in più di un'occasione hanno aggredito la popolazione russofona con mazze, bastoni e coltelli senza che la polizia sia intervenuta. Anzi, i picchiatori agiscono con tanto di troupe tv al seguito e la polizia collabora attivamente con loro.
    Refat Chubarov, il presidente del mejlis (l’organo esecutivo del parlamento tataro) dei tatari di Crimea, ha dichiarato che non riconosce l'adesione della Crimea alla Russia, ed è orientato ad indire un referendum nazionale per chiedere l'autonomia.
    L'eventualità che nel centro dell'Europa ci si possa trovare di fronte ad un'enclave musulmana pronta ad attivarsi a comando, sulla falsariga di quanto è accaduto in Libia e in Siria, è remota, ma non impossibile.
    A quel punto, però, i russi non staranno a guardare.

    L'Ue, che doveva garantire “la pace tra i popoli”, sta sprofondando in una tragedia dai foschi contorni. Tutti coloro che fingono di non rendersene conto, a partire dai leader Ue, sono da considerarsi complici di quanto sta accadendo in Ucraina, e di quanto potrebbe ancora accadere con inevitabili riflessi negativi sul resto d'Europa.
    In questo particolare momento storico le disquisizioni di principio su chi votare alle europee non hanno molto senso. Se dalle europee non esce un forte ed inequivocabile segnale di rifiuto delle politiche Ue, quest'ultima ci farà subire un'accelerazione in termini di politiche di austerità che molto probabilmente causeranno fortissime tensioni sociali su scala continentale. Se non vogliamo garantirci un futuro stile Egitto occorre per forza votare chi a questa Europa si oppone - quindi non M5s il cui ruolo consiste nel “rappresentare” l'opposizione, non farla.
    Ogni altra scelta è completamente inutile e gravida di pericolose conseguenze.
    Votare chi rifiuta nettamente l'€ equivale anche ad ammutolire Renzi. Per sempre.
    Sono soddisfazioni che non capitano tutti i giorni.

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    1. Credo di averla già citata, comunque ricordare una volta di più la saggezza dello zio Winston non fa male:

      "Se Hitler invadesse l'inferno io farei quanto meno un rapporto favorevole al diavolo alla Camera dei Comuni."

      Winston Churchill

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  22. Sono contento del suo outing, prof, perché, pur senza la sua lucidità di analisi, ma per le stesse ragioni da lei illustrate, ho votato nella stessa maniera, da guastatore, e non lo rimpiango.
    Per le stesse ragioni e con la stessa logica, compreso l'aver ben capito la differenza fra elezioni europee ed italiane, voterò altrimenti...
    Il suo blog ha aumentato la mia consapevolezza e nutrito la mia sete di spiegazioni: ero fra quelli che mi ritenevo un incapace ed un fallito per non riuscire a fare ciò che mio padre aveva fatto per la sua famiglia, ma non mi capacitavo perché fino al 2002 le cose sembravano tutto sommato andare, anche se, rispetto al 1996, stavano peggiorando (guarda il caso...).
    Sono più sereno, più incazzato e più determinato.

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    1. Ma, sai, ormai sono trent'anni che voto (votiamo) turandoci il naso, e quando pensavamo di respirare a pieni polmoni poi abbiamo scoperto che era "diessina" (una molecola affina alla diossina). Loro pensano di essere furbi, ma à malin, malin et demi. Alla fine ne resterà uno solo.

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  23. Sarà che sono particolarmente giù (e lievemente autolesionista...) ma oggi mi avvicino al ciglio del BAN, per confessare che il discorso dell'elettore raggirato lo condivido maggiormente quando é fatto da Canfora. A me questa storia degli ingenui italiani imbrogliati continua a non tornare...
    Ero l'unico genio che vedeva (a 20 e qualcosa anni) la prospettiva di un'Europa dominata dalla Germania? Nessuno capiva che i parametri di Maastricht non erano comandamenti sacri, disdegnati solo da quegli eretici (che Travaglio condannava) dei COBAS del latte? Ma davvero davvero? Non ci stiamo prendendo per il culo allo specchio? O - forse - in gran parte sognavamo un progetto di pax romana col quale continuare a vendere i migliori brevetti del mondo anziché sfruttarli (una cosa tanto per dire) per intascare il malloppo, mentre una potente amministrazione ci avrebbe costruito terme e teatro sotto casa? "Tanto il mondo va così" non é forse una delle frasi più ricorrenti?
    E metà dei grandi affaristi che oggi piangono saranno mica quelli che hanno raddoppiato i prezzi (perché il latte a 4000 lire non si era mai visto) in qualche anno, mentre licenziavano, levavano gli straordinari e, in sintesi, si trasformavano da imprenditori in finanzieri, schiavisti, paperoni? Anche i negozianti sotto casa hanno aumentato a dismisura i prezzi senza motivo, col coraggio di guardare negli occhi persone che conoscevano da anni, e spingendole verso gli ipermercati francesi. Poi, hanno chiuso (che pena!).
    Chè se l'euro é una guerra, mi pare chiaro che l'uscita dall'euro stia diventando una guerra civile innanzitutto. Tralasciando i discorsi su corruzione etc. (anche perché spesso la sanzione é il modo di riparare alla disorganizzazione burocratica; quindi mi dolgo ma so che la visione manichea della politica é ingenua come parlare de "la Germania", "il mercato"), non mi sembra pleonastico chiedersi se davvero i milioni di voti che arrivano a PD e PDL siano dati da poveracci, ignoranti, così ingenui e manipolabili dai geni della politica italiana.
    Non siamo mai stati da meno rispetto a nessuno (domani, senza una scuola decente, vedremo) e neanche rispetto ai nostri rappresentanti, ma... e se fossimo una manica di stronzi?

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  24. https://www.dropbox.com/s/cwap9p1heleu262/grillo%20no%20euro.jpg

    Grillo finalmente inizia a prendere una posizione sull'euro?

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    1. Certo che Grillo prende posizione sull'euro; anzi, ne prende due, forse anche tre. Meglio abbondare.

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  25. Come dicono a Caronno Pertusella: Tedescùn tira föra el panetùn!

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  26. Sapete, ho amici (giovani 25/35 anni), che quando gli dici "contratto 8 ore a 700€", ti rispondo.."vabbè buono".

    Il più grande investimento è stato "suggerire" che lo schiavo è tale solo se ha la palla al piede o chiama il suo padrone con la dicitura "mio padrone"

    Tutto il resto quindi, per esclusione, è mercato del lavoro.

    Il pane costa poco e l'acqua non manca. Elogio della produttivitá. Guerra fraticida.

    La proprietá privata.
    Notte

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