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mercoledì 29 gennaio 2014

I piddini nel bosco di faggi

I commenti di molti piddini alla decisione della Electrolux di tagliare i salari dei propri operai hanno richiamato irresistibilmente alla mia memoria questo filmato:


Poveri cocchi, tutti in fila attraverso Buchenwald... Non lo sapevate? Eppure è scritto così chiaro! Leggete:



Sì, lo so, Mundell non era "de sinistra". Però non era nemmeno un imbecille (comincio a pensare che ci sia un nesso). Quindi capiva che in una unione monetaria fra paesi diversi il recupero di competitività nel breve periodo passa per il taglio dei salari, e questo taglio non è possibile senza un drastico aumento della disoccupazione. La disoccupazione è già aumentata, però. Ora resta il taglio dei salari, per chi ci sta. Chi non ci sta va ad aumentare ulteriormente la disoccupazione, e l'azienda se ne va in Polonia, grazie alla simpatica mobilità dei capitali, che l'integrazione finanziaria europea favorisce.

Questo è il sistema che avete voluto voi, il sistema che affratella i popoli europei (come ancora qualcuno raglia durante le mie conferenze).


Non lo sapevate? Be', eravate molto distratti. C'è qualcuno che non ama passare inosservato (e non potrebbe farlo nemmeno se lo volesse) che ve lo urla nelle vostre orecchie d'asino da circa quattro anni.

Certo, sì, lo so, nemmeno Keynes era "de sinistra", ma nemmeno lui era un imbecille. Guardate cosa dice di Winston Churchill:



"Chi vuole un fine vuole anche i mezzi per raggiungerlo". Volevate il fine superiore dell'unificazione monetaria europea? Bene: allora dovete volere anche i mezzi per raggiungerlo: disoccupazione, tagli dei salari, deportazioni... pardon: emigrazione. Strano, eh? Appena qualcuno si mette in testa un fine superiore, qualcun altro deve fare le valigie (se gli danno il tempo di farle).

Cari utili idioti, ricordatevi: gli utili idioti di qualsiasi regime sono utili finché dura il regime. Quanto potrà mai durare questa storia?

E tanto per farvi capire come va a finire quando uno nasconde la testa nella sabbia, come lo struzzo, vi dico che ieri, girando per il web a seguito delle tristi riflessioni che questa vicenda paradigmatica evocava, ho scoperto la parola "bandierista". Quello che poi gli è successo non se lo meritavano nemmeno loro, nessuno può meritare un orrore simile, un orrore che qualcuno ricorda 365 giorni l'anno. L'Europa che state ricostruendo è l'Europa della deflazione e della disoccupazione di massa, è l'Europa che ha reso possibili questi orrori. In nome di un qualunque Dio, vi prego, aprite gli occhi...

115 commenti:

  1. OT - Articolo odierno di Claudio Borghi Aquilini
    http://www.ilgiornale.it/news/interni/leuropa-che-vola-quella-senza-euro-986881.html

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    1. Quello che mi stupisce, non da oggi, non è l'analisi di Borghi, sempre puntuale e argomentata, ma certi commenti dei lettori del suddetto giornale, che sono anche elettori di un certo partito.
      Questi continuano a proporre le loro opinioni del tipo "Si, ma l'euro non è bruttocattivo, invece... (doxa da bar a scelta).
      E lo fanno con una leggerezza disarmante, non rendendosi conto che i destinatari dell'effetto di tali convinzioni sono i loro deretani (e quelli dei loro concittadini).
      E' come un paziente che, una volta ricevuta la diagnosi dal medico curante, si alzino in piedi e dica: "Ma no dottore! non è rotto l'arto, non vede? il fatto che sia gonfio e dolorante è dovuto forse a qualche insetto che mi ha punto e il fatto che non riesco a poggiarlo a terra è colpa della mia volontà! non VUOLE funzionare".
      Tutti economisti, mi raccomando.
      Ecco perchè il padrone di dudu vuole il bipartitismo: ci sono eurolesi di sinistra ed eurolesi di destra.
      L'eurolesione cerebrale è una patologia bipartisan.
      Niente, non vogliono capire: uno argomenta che l'Inghilterra con la crisi finanziaria era come il macellaio con la mucca pazza eppure GRAZIE ALLA LEVA DEL CAMBIO hanno potuto evitare di evirarsi e i lettori via giù a dire ma no, non si dia la colpa tutta al povero euro, sono i politicicattivicastabrutta, è la spesa dello stato, etc.
      E intanto mentre i piccoli giannini difendono l'euro Obama vuole il salario minimo e la scala mobile.
      Poveri luogocomunisti, sorpassati a sinistra da cani e porci.

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  2. Visto che siamo in tema, cito da "La banalità del male" (dedicato ai piddini d'ogni forma e d'ogni età):

    "Il trucco usato da Himmler (che a quanto pare era lui stesso vittima di queste reazioni istintive) era molto semplice, e, come si vide, molto efficace: consisteva nel deviare questi istinti, per così dire, verso l'io. E così, invece di pensare: che cose orribili faccio al mio prossimo!, gli assassini pensavano: che orribili cose devo vedere nell'adempimento dei miei doveri, che compito terribile grava sulle mie spalle!"

    "Quanto più lo si ascoltava, tanto più era evidente che la sua incapacità di esprimersi era strettamente legata a un'incapacità di "pensare", cioè di pensare dal punto di vista di qualcun altro. Comunicare con lui era impossibile, non perché mentiva, ma perché le parole e la presenza degli altri, e quindi la realtà in quanto tale, non lo toccavano"

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    1. Io vorrei citare “La artificiosità del male”, scritto da nessuno.
      La volontà di fare del male o anche semplicemente accettare che esista è un qualcosa che possediamo alla nascita o qualcuno ce lo insegna ?

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    2. Diffida comunque degli psicologi infantili, ti parleranno di Jeremy Bentham, dell'Homo Oeconomicus e di Hobbes (a loro insaputa, naturalmente)

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  3. Salve professore, fin quando ci saranno ancora ottusi e filopadoaschioppiani convinti sarà difficile fargli cambiare idea..per fortuna l altra sera questi rappresentavano solo il 2% della gente in sala.. ed è un dato antropologicamente molto confortante.
    Ho iniziato a leggere in suo libro.. o meglio, sto per finirlo. Le faccio i complimenti per la chiarezza e la facilità con quale spiega tutti gli argomenti. Il pezzo sul "mercato del pesce" è fantastico.
    Saluti

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    1. Beh, insomma, se si fa conto intero allora erano anche meno del 2%, ma non erano tutti “filopadoaschioppiani”, la gamma era più vasta, malgrado fossero in tutto al più l'1,5 %.
      C'era il veteromarxista perplesso, ridocumentato e parzialmente riaggiornato, critica da sinistra, c'era quello che direi filoprodiano, o filopadoaschioppiano che dir si voglia, e tradizionalista, critica di centro, e c'era il rappresentante industriale preoccupato dei mutui stipulati in euro, critica da destra. E dati i toni, a volte particolarmente accesi e corrosivi, direi che in fondo qualche cosa avviene anche nella derisa, piccola Pescara. E forse, chissà se nel resto della più grande e blasonata prateria si riesce a riassumere questa stessa variegata vitalità mentale in una sola sala.
      Tutto sommato, senza un poco di pepe, ogni incontro sarebbe solo una replica scontata.

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  4. Appena diffusa la notizia che Electrolux avrebbe proposto il taglio del 40% dei salari e appena arrivata alle orecchie dei miei dipendenti, (commercio) sono cominciati i primi commenti e le prime reazioni stupefatte. Quello che a me invece, come titolare, è saltato immediatamente in mente è stato lo stesso filmato che tu Alberto hai pubblicato qui oggi sulla visita a Buchenwald durante la liberazione nei campi di sterminio.
    Del resto quella testimonianza mi è spesso tornata alla mente in questi ultimi periodi, ogni volta che sento parlare di salari, di competitività, di "privatizzazioni", di "riforme strutturali", di "Ce lo chiede l'Europa".......
    Quel che non mi è ancora chiaro è quando finirà quest' incubo, perché all' orizzonte non vedo ancora nessuno, di nessuna parte politica che "abbia la volontà di portare gli inconsapevoli a visitare Buchenwald".

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  5. Appena diffusa la notizia che Electrolux avrebbe proposto il taglio del 40% dei salari e appena arrivata alle orecchie dei miei dipendenti, (commercio) sono cominciati i primi commenti e le prime reazioni stupefatte. Quello che a me invece, come titolare, è saltato immediatamente in mente è stato lo stesso filmato che tu Alberto hai pubblicato qui oggi sulla visita a Buchenwald durante la liberazione nei campi di sterminio.
    Del resto quella testimonianza mi è spesso tornata alla mente in questi ultimi periodi, ogni volta che sento parlare di salari, di competitività, di "privatizzazioni", di "riforme strutturali", di "Ce lo chiede l'Europa".......
    Quel che non mi è ancora chiaro è quando finirà quest' incubo, perché all' orizzonte non vedo ancora nessuno, di nessuna parte politica che "abbia la volontà di portare gli inconsapevoli a visitare Buchenwald".

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  6. esatto prof!
    riusciranno i nostri eroi ad aprire gli occhi...
    anche se la storia "Stato sprecone e vorace", data la tassazione immonda sul costo del lavoro, fa ancora molta presa sulle persone e la vera causa non e' ancora lampante.
    ps essendo del Nord-Est e' un argomento di strettissima attualita' e parlando con tante persone che danno la solita colpa al solito stato, vedo che rimangono senza parole quando chiedo loro come mai in Polonia non c'e' l'euro.
    allora comincio a farli ragionare...

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  7. Goofynomics:

    Se "il lavoro rende liberi", allora "la disoccupazione rende schiavi".

    As simple as that.....

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  8. Stamattina il "prof" Giannino insisteva con il solito sermone: noi non produttivi, lo Stato brutto e cattivo, povera Electrolux che deve fare in Italia..e l'altro giorno, sempre alla nota radio di economisti titolati, riportavano una frase della presidente del FMI sul rischio deflazione: "il rischio c'è perché i prezzi che continuano a scendere inducono le persone a rimandare gli acquisti quando i prezzi saranno scesi ulteriormente"???????? Io non ho parole.

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    1. Ah, il caro economista laureaemasterdotato... dopo il crollo dell'euro lo vedo bene con Crozza, ha un futuro.

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    2. Loro vivono di aspettative..

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Questa notizia dovrebbe "unire" la sinistra, no?
    Da una parte i nuovi con Renzi: voci allegre e squillanti, finalmente il progresso!
    Dall'altra i vecchi e il sindacato: voci profonde e meste, ahimè, ahimè.
    Tutti insieme, in coro: NON CI SONO ALTERNATIVE.

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    1. Ovviamente litigano come i topi nella gabbia in cui si sono messi da soli.

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  11. Chissà perché mi venivano in mente cose simili,l'opportunità delle note dichiarazioni di Weidmann,nel giorno della memoria...

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  12. Cospargendomi preventivamente il capo di cenere per la mia ignoranza, chiedo umilmente qual'è il nesso con il bosco di faggi. Chi mi spiega ? Grazie

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    1. Caro diversamente europeo, "Buche" vuol dire faggio, auf Deutsch, e "Wald" è il bosco. Oh, come son poetici i nomi dei Lager. Vedi? Io sono pronto ANCHE per questa Europa. Und ihr? Seid ihr bereit?

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    2. In tedesco: faggio = buchen
      in tedesco: bosco = wald
      Ma potrebbe anche valere come metafora del bosco di alberi ad alto fusto nel quale vagano gli euristi, incapaci di orientarsi al punto che predicano la necessità della moneta unica e si indignano per i tagli salariali.
      Ma se vuoi diventare più competitivo e non puoi svalutare la moneta (tenendo conto che la tecnologia non varia da oggi a domani) .................
      ( segue ovvia conclusione - non occorre supercazzolare )

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    3. Es tut mir leid Meister, lo sapevo che ce l'avevo sotto gli occhi, ma d'altronde è da un po' che avevo anche gli €uro sotto gli occhi ... e non mi ero accorto di come stavano le cose.
      Danke sehr

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    4. confermo Rick, metafora: in psicologia il bosco è simbolo del tuo inconscio. se ci vaghi dentro al buio... beh, so' ca...!

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  13. Ieri ho guardato un pezzetto di Ballarò (si lo so......non dovevo)

    Mi chiedevo come faranno mano a mano che si avvicinano le europee a non parlare di Euro...

    Ma quanto è bella la sanità in Polonia???

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  14. Icipit - Electrolux produce in Italia negli impianti di Solaro, Pordenone, Porcia, Forlì e Susegana per un totale di 5.715 dipendenti circa. Nel 2014 si prospettano riduzioni di personale e tagli degli stipendi, nonostante l'aumento di fatturato dal 2001 al 2012 sia stato di 2 miliardi di euro e le assunzioni nel mondo incrementate di 6.000 unità.

    Non ho contato i numerosi marchi industriali appartenenti al gruppo ma sono molti.

    Quel che dice è vero e pesa come un macigno e per me è un vero pugno nello stomaco.Eppure non sono fra quelli che "stanno ricostruendo".
    Ed è esattamente lì che stiamo andando,e anche di fretta e furia,come presi da una psicosi di massa,in/consapevoli come chi ai tempi non vedeva e chi faceva finta di non vedere.
    A Buchenwald c'erano i cosiddetti "musulmani",coloro che persa ogni speranza si rinchiudevano in se stessi e passavano le giornate come nella tipica posizione di ṣalāt
    Ieri leggevo dei dati sulla disoccupazione reale in Italia la quale sarebbe il doppio di quella stimata se venissero conteggiate tutte quelle categorie,tra cui quelli che hanno perso ogni speranza (appunto) di trovare lavoro.
    La domanda che Lei pone (quanto potrà durare questa storia?) è,per ora,senza risposta.
    Il meno possibile,per quel che si cerca di fare con Lei e con altri.
    E' in atto un vero furto della vita,non solo dei diritti e della dignità di un lavoro e delle persone.
    Siamo con Lei per evitare che questo stillicidio prosegua e non si finisca a ṣalāt.

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  15. La Storia si ripete perché la maggioranza delle persone non è in grado di riconoscere i segnali storici negativi del proprio tempo. Solo dopo, a disastro avvenuto, i soliti soloni pontificano sul male che fu senza accorgersi dello stesso male presente nel proprio tempo. Purtroppo è così e spero che non lo sia per sempre.

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  16. Che Dio ti benedica Bagnai .

    http://vocidallestero.blogspot.it/2014/01/la-commissione-europea-scopre-che-leuro.html#more

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    1. Nella descrizione del documento della Commissione UE mi pare che la disoccupazione sia presentata come una conseguenza della svalutazione interna.
      Il prof. ci spiega che invece la disoccupazione è funzionale alla svalutazione interna (creo disoccupazione, quindi induco ad accettare una riduzione dei salari).
      La prospettiva non mi pare essere proprio la stessa in termini di rapporto causa/effetto.
      O son beato?

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    2. Esattamente come viene lasciato intendere (subdolamente, credo io, dalla riga 21) in questo articolo http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/1/23/SPY-FINANZA-I-paesi-insospettabili-pronti-a-scatenare-una-crisi/461206/ ...o sono io ad essere "diversamente intelligente"?

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  17. fosse la prima azienda a ritrovarsi in tali condizioni potremmo anche rimanere stupefatti, ma la pletora di imbecilli che inonda la tv in queste ore dimentica tutti i precedenti, da Omsa a Alcatel, fino a Alcoa e sopra tutto lo sterminato numero di piccole e medie imprese che già hanno chiuso i battenti.
    il "ve lo avevamo detto" sorge spontaneo, con due risvolti: triste e per nulla confortante se guardi le facce di quegli operai, gustoso se guardi le facce dei radical chic che "ci vuole più europa". ma è magra consolazione.
    oggi in tv un "miracolo da 50 punti": Miguel Gotor che non può esimersi (è sempre uno Storico!) dallo zittire un interlocutore blaterante sugli endemici mali italiani e sulla perfida Prima Repubblica, ricordandogli che quella classe politica prese un Paese uscito dalla guerra e lo portò ai risultati che sappiamo.
    ma ho un sospetto (ché ormai solo di quelli viviamo): l'immenso vociare su elettrolux è dovuto forse anche al fatto che una serracchiani potrebbe farci una pessima figura? beh... e non possiamo consentire che una pdina ci faccia una pessima figura. Zaia, ad esempio, è tenuto sempre un po' in secondo piano nella discussione. ma la ribellione della presidente del FVG viene continuamente messa in evidenza. Altrimenti, questa vicenda sarebbe passata come ne sono passate altre: in sordina.
    Il tutto, ovviamente, dimenticando scientemente, che la Elettrolux prima di essere tale, era Zanussi...
    chi si meraviglia è perduto!

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    1. Il mio sospetto è questo:
      tutto questo vociare è una cortina fumogena che serve a preparare il terreno a quando gli accordi si concluderanno con l'accettazione di un contratto con lo sconto del 20% degli stipendi, magari controbilanciato da una sala giochi in fabbrica o un bicchiere di birra a pasto, e sarà fatto passare come una grande vittoria del sindacato sui padroni cattivi. La Serracchiani sarà o “l’eroina” per i dipendenti o la vittima sacrificabile qualora fallisse il gioco sporco, evitando di coinvolgere direttamente il PD. Zaia credo abbia capito che è meglio stare defilato, uscirà al momento degli onori.

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  18. Professore, il nesso c'è, c'è! L'imbecille è tale proprio perché si sente "da una parte" invece di pretendersi individuo pensante. La parte pensa per lui, lui può anche vedere, ma non capisce. Ieri ho assistito a una riunione sindacale nella quale è ovviamente venuta fuori la faccenda dell'Electrolux... tra l'altro cliente storico dell'azienda i cui lavoratori stavano discutendo. Beh, non posso descrivere l'imbecillità dei piddini di turno, l'arroganza con cui sbraitavano contro la corruzione, lo stato, gli evasori. La stupidità con la quale inneggiavano alla novità di Renzi. Lo spettacolo triste di buoi condotti al macello, mugghianti senza capire da che parte arriverà la morte, reso però immondo e insopportabile dal fatto che a quei buoi si attribuisce un cervello in grado di esprimere un voto.
    La differenza con la destra è che quella è la parte dell'individuo, egoista, ma individuo. La fedeltà alla parte termina, o almeno vacilla, dove termina l'interesse. La sinistra è il luogo ideale di chi alberga sentimenti di comunità e ha la sensazione che il pensiero individuale sia devianza. Per questo il cretino "de sinistra" è forse più pericoloso, perché è meno sensibile a quella idiota furbizia dell'interesse personale che talvolta è utile a evitare catastrofi.
    Stare dalla parte dei deboli, non è "de sinistra" come credono i piddini... è semplicemente giusto. E richiede raziocinio non delegabile al partito.

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    1. L'ottimo locale e' piu' semplice da perseguire, ma puo' causare un disastro globale. Perseguire l'ottimo globale e' molto piu' complesso, ergo servono uomini di alto profilo, appunto...

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  19. DEL TUTTO ON TOPIC!

    Mi dispiace Prof., facebook l'ha inserita nella lista nera!

    Siccome pubblico di tanto su FB i suoi post, ecco cosa vedono i miei amici quando vengono re-indirizzati qui:

    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    Please be careful
    This link might be malicious. Please follow it with care. Learn more about keeping your account secure.

    The link you are visiting: http://www.goofynomics.blogspot.it/2014/01/i-piddini-nel-bosco-di-faggi.html

    Return to Facebook Ignore Warning
    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

    Fino a qualche giorno fa non era cosi'!

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    1. A me funziona, ho appena condiviso questo sul gruppo Eurexit

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  20. Ieri sul blog di Grillo il post che riguarda l'Electrolux afferma che in Italia il costo del lavoro è il più alto d'Europa. A testimonianza di ciò linka un grafico:

    http://scenarieconomici.it/leuropa-disunita-la-divergenza-del-costo-del-lavoro-per-unita-di-prodotto/

    "Costo del lavoro per unità di prodotto".
    La cosa mi ha reso perplesso perché i dati che conoscevo io erano i seguenti:

    http://www.linkiesta.it/costo-lavoro-italia-europa

    Che misurano il costo del lavoro orario che, tra l'altro, è perfettamente in media UE.
    Secondo me, prendere a misura il costo del lavoro per unità di prodotto può essere fuorviante perché in Italia la produzione industriale è diminuita parecchio negli ultimi anni. Dico bene?
    L'ho scritto anche sul blog.

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    1. Quel link del blog di Grillo sul costo del lavoro è la dimostrazione che non usare il finanziamento pubblico dei partiti è un errore: con una struttura minima (qualche stagista laureato in economia a rileggere, se non come ghostwriter) si eviterebbero queste magre. Ovviamente escludo la malafede. Parlare di costo del lavoro e linkare il costo del lavoro per unità di prodotto sarebbe come parlare del prezzo delle pere e poi mostrare l'andamento del prezzo della macedonia in scatola.
      Se gli imprenditori italiani usano la manodopera per lavorazioni a minor intensità di investimento rispetto a quelle in cui operano i francesi o i tedeschi, questo si riflette sul CLUP. 10 anni fa quando si trattava di investire si baloccavano con la bolla immobiliare o con le varie Tremonti per cambiare la BMW (dalla Baviera arrivavano sia il ferro che i soldi per comprarlo).
      Se poi ci aggiungi la poetica del ‘piccolo è bello’ e la conseguente (o contestuale) sparizione della grande industria...

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  21. Se interessa una versione iberica.....

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/i-nuovi-cinesi-siamo-noi-guadagnare-meno-pur-di-lavorare-in-spagna-la-nissan-70886.htm

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  22. Penso che, oltre alla curva di Phillips, la stessa legge della domanda e dell'offerta possa spiegare che la marcia verso Buchenwald si sta ingrossando. Se il sistema produttivo chiede più lavoratori, ossia aumenta la domanda, anche il prezzo (costo del lavoro) aumenta e la disoccupazione diminuisce.
    (O è meglio che non pensi?)

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  23. ommioddio, ho letto questo e mi son tirato un pizzico, sostengono che il crollo dei consumi energetici in italia è imputabile all'aumento dei prezzi del barile di petrolio.. OMG

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  24. Parole SANTE. Il modello è questo...

    Fra l'altro, il paradosso della vicenda è che ci vengono a prendere per il culo da paesi che stan ben attenti alle proprie "palanche"... in questo caso corone.

    Andrea Nicastro per ‘Il Corriere della Sera':
    L'alternativa che l'anno scorso la Nissan ha dato ai sindacati spagnoli era in stile Electrolux: mille nuove assunzioni con il 40% di stipendio in meno oppure mille licenziamenti. Per l'azienda si trattava di decidere dove costruire un nuovo modello d'auto a prezzi competitivi.
    Aveva l'intera Europa low cost in cui scegliere: dalla Polonia all'Ungheria, dalla Serbia alla Lituania. I sindacati avevano meno opzioni. Non solo per la Grande Crisi che in Spagna significa il 26% di disoccupazione, ma soprattutto per la riforma del lavoro approvata il 10 febbraio 2012 dal governo del conservatore Mariano Rajoy. Legge alla mano la Nissan non avrebbe avuto ostacoli ai licenziamenti. Altro che articolo 18. Nel regno iberico basta prevedere un calo di fatturato per inviare le lettere. Così le principali sigle sindacali, Comisiones obreras e la Union general de trabajadores, hanno combattuto, scioperato, limato le perdite per i nuovi assunti, ma alla fine hanno firmato. I vecchi operai sono restati a patto che i mille nuovi arrivino all'80% dello stipendio medio fra 7 anni. Nell'accordo anche maggiore flessibilità interna in termini di orari e weekend. Un'ulteriore sforbiciata al costo del lavoro.
    Il caso ha fatto scuola. È stato evocato nei felpati saloni del vertice di Davos. Piace al premier inglese David Cameron e all'ad Fiat-Chrysler Sergio Marchionne. In Spagna ha avuto un'enormità di imitatori. Al momento di scegliere tra disoccupazione e un salario, per quanto basso, la legge della sopravvivenza si impone. Meno stipendio in cambio di 300 posti di lavoro e più flessibilità negli stabilimenti spagnoli Michelin. Niente straordinari e più flessibilità alla Opel. Più ore in cambio di nuovi modelli anche per Ford, Volkswagen, Citroën. Più flessibilità e addirittura più soldi all'Iveco. Il risultato di tanti accordi a senso unico è una crescita spettacolare del settore automobilistico: da 2,2 milioni di veicoli prodotti nel 2013 a 3 milioni previsti nel 2015. Senza neppure un brand nazionale, la Spagna è la seconda fabbrica d'auto europea dopo la Germania. Per Madrid significa il 10% del Pil e il 9% dell'occupazione. Gli strumenti messi in campo dalla riforma del lavoro sono stati però utilizzati in tutti i settori. Permettono di derogare dal contratto nazionale sia a livello regionale sia aziendale. Così sono scesi i salari nel turismo, nel commercio, nell'informazione, nel pubblico impiego (con stipendi congelati da anni) e nei servizi (famoso lo sciopero ad oltranza degli spazzini di Madrid che si è chiuso con il no ai licenziamenti, ma il blocco quadriennale dei salari). Il risultato è una caduta del costo del lavoro generalizzata, attorno all'8 per cento dal 2010. Nello stesso periodo in Italia è aumentato.

    Il governo Rajoy si appunta la medaglia al petto. Se è tornata una timida crescita è merito della riforma. Se stanno tornando i capitali stranieri è perché gli investitori vedono un ambiente adatto al business. L'opposizione fa notare che la disoccupazione non è affatto scesa in termini reali, ma solo grazie all'esodo degli immigrati. E ricorda che non basta combattere la delocalizzazione con il «reshoring», l'Europa non dovrebbe fare concorrenza alla Cina, serve qualità di prodotti e di lavoro. Vero. Però in attesa di nanotecnologie e bio farmaci, si continuano a firmare contratti al ribasso.


    ... ecco il vero "modello spagnolo" che pensano d'importare :D

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    Risposte
    1. In fondo la schiavitù è un ambiente molto adatto al business...

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  25. Caro professore, credo che questa sia una bella vittoria.

    http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-43_it.htm

    Non ho parole, hanno confessato!! Ora cosa dirà il piddino?

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  26. «... molti ebrei erano fascisti sinceri fin dall'inizio. C'erano almeno cinque ebrei fra i 119 italiani che si riunirono in una piccola sala in piazza San Sepolcro a Milano il 23 marzo 1919 per fondare i Fasci Italiani di Combattimento, la prima organizzazione nazionale di Mussolini, antesignana del partito fascista.
    […]
    Quando vi fu la marcia su Roma nell'ottobre del 1922 e Mussolini divenne primo ministro, 746 ebrei erano iscritti al partito fascista o a quello nazionalista (che si fusero nel marzo 1923). Più di duecento ebrei dichiararono di aver partecipato alla marcia e ricevettero il relativo riconoscimento. [De Felice, Storia degli ebrei italiani, cit., pp. 73-75] A parte gli attivisti, molti uomini d'affari ebrei, come i loro colleghi non ebrei, contribuirono a finanziare il nascente movimento fascista.
    I legami tra gli ebrei e il fascismo italiano non sono sorprendenti. Se si escludono numerose eccezioni a Roma, in maggioranza gli ebrei italiani appartenevano al ceto medio; e verso la fine del 1921 il fascismo era diventato un movimento sostanzialmente antisovversivo del ceto medio. Gli aspetti rivoluzionari iniziali erano tramontati, ed erano rimasti come scopi primari l'antisocialismo, la sconfitta dei sindacati e il ritorno alla legge e all'ordine a spese dei movimenti operai.
    [Poi la situazione mutò e] Nel 1936, il clima politico e intellettuale sempre più razzista contribuì alla formazione della politica fascista nei confronti degli ebrei. In una certa misura, Mussolini controllava tale clima scatenando nei momenti appropriati i suoi amici antisemiti. Ma altri fattori sfuggivano al suo controllo; e qui si nota di nuovo l'influenza tedesca. Gli agenti nazisti che operavano in Italia all'inizio degli anni trenta aizzavano gli elementi antisemiti locali e incoraggiavano i giovani funzionari governativi filonazisti. I burocrati che speravano di far carriera grazie all'alleanza con la Germania non tardarono a capire l'importanza di una politica antisemita, e cercarono di spingere in quella direzione il capo del governo».
    Tra virgolette:
    Susan Zuccotti, L'Olocausto in Italia, Mondadori, 1988.

    Oggi abbiamo di nuovo a che fare con “burocrati che speravano di far carriera grazie all'alleanza con la Germania”, mentre cresce il numero di italiani costretti a cercare lavoro all'estero. «Il numero di emigrati italiani è pari a 68 mila unità, il più alto degli ultimi dieci anni, ed è cresciuto del 35,8% rispetto al 2011. Tale incremento, insieme alla contrazione degli ingressi (pari a 2 mila unità, 6,4% in meno del 2011) ha prodotto nel 2012 un saldo migratorio negativo per gli italiani pari a -39 mila, più che raddoppiato se confrontato con quello del 2011, anno nel quale il saldo risultò pari a -19 mila.
    [...]
    Per gli italiani, i principali Paesi di destinazione sono quelli dell’Europa occidentale: Germania (oltre 10 mila emigrati), Svizzera (8 mila), Regno Unito (7 mila) e Francia (7 mila) ne accolgono, nel loro insieme, quasi la metà».

    Ma nel “nuovo” Pd di Renzi non se ne preoccupano perché, secondo il renziano Nardella, "questa idea di vecchia sinistra per cui i lavoratori vanno sempre bene e difesi anche quando sono assenteisti, anche quando sono inefficienti. Combattere tutto questo non è di destra, volere la riforma della pubblica amministrazione è un tema di una sinistra moderna".

    E siccome della sorte dei lavoratori anche agli altri partiti non gliene può importare di meno, ora i dipendenti Electrolux sanno cosa li aspetta.

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    1. Io sono una di quelle 68 mila unità e da diversi mesi mi addormento con questo pensiero: il giorno in cui scoppierà la guerra e il paese in cui lavoro inizierà a produrre le armi che uccideranno i miei fratelli, io cosa farò? Li guarderò morire o decederò di farmi ammazzare insieme a loro?
      Sono un vigliacco che è scappato o uno stupido che non ha cercato di salvarsi?


      Allora decido di dare tutto quello che non mi serve per vivere ad a/simmetrie... sperando che quel giorno non arrivi mai.

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  27. Una breve domanda sulla svalutazione salariale.
    C'è gente disposta, a vendere la propria giornata per 600/800 euro mensili, ossia per 20/27 euro al giorno?
    25 euro sono 1,5 kg di carne di vitello, o 800 gr di spigola pescata o 12 kg di frutta fresca. In sostanza non dovrebbe essere molto difficile guadagnarsi gli stessi beni senza vendere la propria giornata.
    Non è possibile che a breve, visto l' andazzo, il problema non sia più euro o non euro, ma bensì la proprietà della terra?

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    1. Rispondo: io si. Quello che scrive il prof non lo leggo. Lo vivo. Se l'alternativa a 800 euro mensili e' rimanere disoccupato, non era un'alternativa.

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    2. @ALESSANDRO13
      Quella che prospetti può certamente essere una soluzione personale per il problema di procurarsi il sostentamento, si può pure dimostrare al mondo di poter vivere soli nei bosco come fece Thoreau, prima di morire giovani. Non sei certo l'unico che fantastica di comprare qualche ettaro di terra e un mulo e mandare tutti a cagare... Ma può essere questa la prospettiva di un'intera società?

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    3. pure io. gennaio per noi camerieri è un mese orrendo. 5 anni fa contratto tempo indeterminato, ora a chiamata pagato 7.5 euro l'ora. totale ore lavorate a gennaio: 4.

      piangono i sindacati (beati gli operai) per un 40% in meno di stipendio?

      ottocento euro me li sogno

      alessandro, non so te, ma non tutti viviamo sul mare, non tutti abbiamo l'orticello (anche se ci si organizza in città come si può), e soprattutto a gennaio fa freddo. le scarpe si consumano a cercar lavori. la macchina non si usa più. si stanno riallocando molte aspettative. e soprattutto, ogni mese che passa e si invecchia, diventa più difficile sorridere ai colloqui. persino emigrare ha dei costi che quando sei a terra non puoi permetterti.

      grazie prof.

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    4. e ma la terra va coltivata...., sappiamo farlo?, mio nonno bene o male col pezzetto di terra (che ora non vale niente) c'ha mantenuto dignitosamente la famiglia
      forse mio nonno era tutto sommato + libero di me che dipendo da una multinazionale americana, forse sarà meglio cominciare a seguire anche un serio blog di agricoltura!

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    5. @fred, così cominci male, la terra da da mangiare se usi tutta la mano, non solo un paio di dita come col blog...

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  28. Su segnalazione di P.M. (29 gennaio 2014 12:58) ho letto queste inusitate parole:

    «Venuta meno la possibilità di svalutare la moneta, i paesi della zona euro che tentano di recuperare competitività sul versante dei costi devono ricorrere alla "svalutazione interna" (contenimento di prezzi e salari). Questa politica presenta però limiti e risvolti negativi, non da ultimo in termini di un aumento della disoccupazione e del disagio sociale e la sua efficacia dipende da molti fattori come il grado di apertura dell'economia, la vivacità della domanda esterna e l'esistenza di politiche e di investimenti che promuovano la competitività non di prezzo».

    Diciamolo, per i lettori che seguono il blog sin dall'inizio è l'ennesima conferma di aver puntato sul cavallo vincente. E siccome per una curiosa concomitanza di circostanze tra un paio di mesi dovrei essere incluso in una nuova iniziativa imprenditoriale di alcuni amici fidati – questo, per la serie “ e chi se ne frega” -, che tra l'altro garantiscono livelli retributivi assai più cospicui di quelli della Electrolux, se le cose andranno come dovrebbero la prima cosa che farò sarà effettuare una nuova e più cospicua donazione all'associazione rispetto a quella di gennaio (Ricevuta n.: 5031-4987-3849-9993) - che poi erano soldi di Cleopà.

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    1. Se non sbaglio si sono affrettati a far sparire il comunicato. Poveracci, non sanno che sul web tutto resta?

      * qui una copia sulla Wayback Machine dell'Internet Archive:
      Al centro del rapporto annuale su occupazione e sviluppi sociali la necessità di affrontare i rischi della povertà lavorativa;

      * altra copia sul sito della rappresentanza italiana della commissione europea:
      Occupazione e sviluppi sociali: il rapporto annuale evidenzia le minacce della povertà lavorativa in Europa;

      * siccome non c'è il due senza il tre, a questo link trovate una copia che ho fatto tramite il servizio Citebite, dove ho evidenziato il periodo saliente: «Venuta meno la possibilità di svalutare la moneta, i paesi della zona euro che tentano di recuperare competitività sul versante dei costi devono ricorrere alla "svalutazione interna" (contenimento di prezzi e salari).»

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    2. Ci hanno ripensato? Il comunicato risulta nuovamente disponibile al link indicato da kthrcds: Al centro del rapporto annuale su occupazione e sviluppi sociali la necessità di affrontare i rischi della povertà lavorativa.

      Deve essersi trattato di disguido, non capirei altrimenti l'urgenza di farlo sparire: chi ha redatto il comunicato stampa non ha aggiunto niente di suo. Ha riportato, quasi alla lettera, quanto scritto (in inglese) sulla pubblicazione annunciata dallo stesso comunicato, ovvero il rapporto Employment and Social Developments in Europe 2013 (sotto la scritta Scarica il PDF c'è un quadratino con scritto EN: un click su quello per scaricare la pubblicazione in formato PDF).

      A pagina 14 (numerazione della pubblicazione, 16a pagina del PDF), secondo paragrafo, si legge testualmente:

      «In the absence of the currency devaluation option, euro area countries attempting to regain cost competitiveness have to rely on internal devaluation. This policy, however, has some limitations. It comes with a timing issue, as the negative demand effects of wage containment precede the positive effects of improved export performance. The effectiveness of wage containment policies depends on a series of factors including the openness of the economy, the strength of external demand, and the presence of flanking policies and investments enhancing non-cost competitiveness factors and facilitating the labour reallocation process. The longer-term human capital damage resulting from increased unemployment and social hardship also need to be taken into account (hysteresis effects).»

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  29. Forte: gli interessi dei poteri forti su Renzi e l'Italia

    «Dietro l’arroganza con cui Renzi si sta muovendo nella politica italiana e la nonchalance rispetto ai rischi di un campo minato come il Pd c’è la certezza di essere sostenuto dalla finanza internazionale». Lo sottolinea il professor Francesco Forte, dopo che il Financial Times ha dedicato al segretario Pd un articolo a firma di Wolfgang Munchau dal titolo “Il leader del Partito democratico ha davanti a sé una strada difficile ma è la migliore speranza dell’Italia”.

    Munchau rivela di aspettarsi che Renzi “affronti le riforme economiche con lo stesso spirito forte e pragmatico dimostrato nello stringere l’accordo elettorale con Berlusconi”. Alcuni giorni fa Renzi aveva ricevuto elogi anche dal Wall Street Journal in un articolo totalmente sbilanciato a suo favore.

    Professor Forte, qual è il senso di tutti questi elogi? Il sindaco di Firenze è chiaramente collegato alla finanza internazionale tramite il fondo Algebris di Davide Serra che lo sostiene economicamente. L’imprenditore lavora soprattutto con organismi come le Assicurazioni Generali e può essere un veicolo di rapporti finanziari internazionali.

    Qual è il vero progetto di Renzi? Renzi sta rendendo possibile una nuova alleanza della sinistra innovatrice con la finanza bancaria che era già stata teorizzata da Pareto e che in passato si è realizzata in Italia all’epoca della sinistra storica. Proprio a Firenze un gruppo di intellettuali sostenne la necessità della privatizzazione delle ferrovie per darle in gestione alle banche d’affari.

    Questo endorsement della finanza internazionale a Renzi è un fatto positivo o negativo? Non è detto che la “sinistra bancaria” sia necessariamente un fatto negativo. Dal momento che l’Italia è molto indebitata, le banche internazionali hanno interesse a un miglioramento delle nostre condizioni economiche. Per Renzi però ciò rappresenta un limite, in quanto l’alleanza tra sinistra e banche in passato ha avuto numerose difficoltà per un contrasto di interessi che oggi è ancora più forte. Renzi dietro di sé ha un partito composto da enti municipali, cooperative, organismi consociativi della sinistra sia cattolica che comunista. Senza l’appoggio di questi organismi paralleli e del sindacato, la sinistra in Italia risulterà sempre sconfitta. Quella di Renzi non è cioè una sinistra liberal-socialista, ma è ancora quella di Susanna Camusso e Maurizio Landini. Vedo quindi numerose contraddizioni nel suo tentativo di andare d’accordo con le banche. …

    (bentornato prof, dov'è stato?)

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  30. S&P's e il disegno dei mercati sull'Italia

    … Non la pensa così, invece, Standard & Poor’s che sempre ieri è tornata a minacciare l’Italia. L’agenzia potrebbe infatti abbassare il rating del Bel Paese, attualmente a BBB, se concluderà che il governo Letta non è in grado di attuare politiche che aiutino a ripristinare la crescita e a evitare che gli indicatori del debito pubblico si deteriorino oltre le aspettative attuali. Un declassamento, ha spiegato l’agenzia di rating, potrebbe anche dipendere da ritardi nell’affrontare alcune delle rigidità nei mercati del lavoro, dei servizi e dei prodotti, che stanno frenando la crescita. Se, invece, l’esecutivo riuscirà ad applicare le riforme strutturali, l’outlook dell’Italia potrebbe passare da negativo a stabile.

    Per l’agenzia di rating, il Pil dell’Italia crescerà solo dello 0,5% tra il 2014 e il 2016 e a limitare la crescita sono la debole domanda di lavoro, le strette condizioni del credito e la situazione deflazionistica. Anche nel 2016, il prodotto dell’economia italiana resterà quasi del 7% al di sotto dei livelli del 2007. In compenso, alla fine di quest’anno, stima ancora S&P’s, il debito pubblico italiano salirà al 134% del Pil ed è quindi essenziale che il governo attui riforme strutturali che stimolino la crescita: «Dal nostro punto di vista, quest’anno decisioni politiche chiave potrebbero avere un rilevante impatto sulla performance economica e quindi sulle finanze pubbliche». E ancora: «Se l’attuale coalizione di governo dovesse attuare riforme strutturali a favore della crescita, soprattutto nel mercato del lavoro, il potenziale di crescita dell’Italia potrebbe migliorare».

    Insomma, ci dettano l’agenda, ma di fatto stanno seguendo le indicazioni dei mercati: serve Renzi a Palazzo Chigi e serve subito, come d’altronde ha chiaramente fatto intendere ieri il nuovo consigliere politico di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti, parlando di un possibile “governo di scopo” guidato dal sindaco di Firenze. È tutto già scritto, il buon Enrico Letta si metta l’animo in pace: se non ci fosse un piano, una regia, con i dati macro enumerati chirurgicamente da Standard&Poor’s col piffero che si piazzano i titoli di Stato ai valori di ieri mattina e lo spread resta a quota 220!

    Il perché è noto, ormai penso abbiate la nausea per quante volte l’ho ripetuto: l’incesto tra titoli di Stato e sistema bancario, lo stigma delle aste Ltro della Bce. E non pensiate che, stante i differenziali che si sono stabilizzati e le aste che vanno bene, il trend di acquisti delle banche si sia fermato. Anzi, la quota di bond sovrani detenuti dalle banche dei paesi acquirenti è aumentata e molto negli ultimi mesi, tanto che pesa per più della metà dell’aumento netto di emissioni di debito in alcuni paesi. Quali? I campioni delle aste, ovvero noi e la Spagna, dove i bond sovrani ormai sono quasi al 10% degli assets totali delle banche. …

    (ma perché noi dobbiamo obbedire ad un’agenzia di rating
    STANDARD & POOR’S, che è governata da estesissimi conflitti d’interesse?)

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  31. “Non volevo fare considerazioni tristi: semplicemente dirvi che abbiamo tutto il diritto di chiedere a noi stessi e alla nostra politica di guardare un po’ oltre il campo visivo della dimensione istituzionale, di saper vedere ciò che sta sotto e ciò che sta sopra il Palazzo, le vite vive che urtano al muro delle compatibilità, che desiderano spazi e tempi da riprogettare, che ambiscono alla bellezza, che nello sguardo e nell’abbraccio ritrovano se stessi e il senso della loro, della nostra comune avventura umana”

    Forse Nichi ha guardato nel frattempo un po' troppo "sopra" e qualcosa gli è sfuggito

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    1. Nichi chi? Quello dell'ILVA? Ah, ho capito, il segretario di SInistra Oncologia e Libertà....

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  32. Sapelli: l'Argentina svela la "trappola" in cui può cadere l'Italia


    È l’ora della verità, cari economisti sostenitori del modello “Solo le esportazioni possono salvarci e non ce ne importa nulla se la disoccupazione aumenta!”. Invece, le grandi entità finanziarie mondiali si sono via via ritratte dai paesi in via di sviluppo, ora chiamati paesi emergenti, e si sono nuovamente diretti decisamente verso gli Usa e in parte (e il che pare incredibile!) verso la deflazionaria Europa. Ma le eccedenze di debito estero che dovrebbero finanziarie in forma indefinita le importazioni di paesi distrutti da politiche regressive sui mercati interni e distrutte sul piano della domanda interne, sono esplose. È ora saltato l’anello più debole: l’Argentina.

    Le cause? Il peso argentino (valuta non convertibile e che era l’unica ad aver circolazione legale nella nazione) nell’ultimo mese ha perso il 17% rispetto al dollaro, toccando quota 8,24. Per il peso si tratta del crollo più pesante degli ultimi 12 anni, cioè dai tempi del cosiddetto “corralito” (quando non si poteva, nel 2001, ritirare denaro locale dalle banche se non in una quantità irrisoria e i militari proteggevano queste ultime dagli assalti della folla). Del corallito ora riemerge lo spettro.

    Per la Kirchner è giunta l’ora della vergogna: nel 2002 l’Argentina si era faticosamente rimessa in carreggiata grazie al boom del prezzo delle commodities, ma la sua politica dissennata ha rovinato tutto. Una politica troppo redistributiva e “parassitaria”. La direzione peronista ha fatto una serie di errori uno dopo l’altro: innanzitutto troppo peronismo nello sfruttare il boom con il rent seeking, ossia con il monopolismo statale, in contrapposizione alla libera concorrenza necessaria.

    L’Argentina ha sussidiato dalla benzina ai generi alimentari. E quel poco che ha fatto di liberista, ossia le privatizzazioni, le ha fatte in maniera sciagurata, alla Prodi: non per creare grandi gruppi ma per vendere gli assets agli amici, come nel caso dell’Ilva e della Sme. Per non parlare poi della limitazione della circolazione del denaro e della vendita delle riserve della banca centrale in dollari. Con questi ingredienti è inevitabile il crollo della moneta.
    La Kirchner, insomma, ha paralizzato il sistema economico, non creando domanda effettiva secondo il principio keynesiano e allontanando gli investimenti stranieri, come nel caso del mercato della carne. L’Argentina ha avuto storicamente da sempre la migliore qualità, ma a causa dei dazi sulle esportazioni è stata superata non solo dal Brasile ma anche da Uruguay e Paraguay, paesi di grande tradizione ma molto più piccoli. Per non parlare poi della gestione di alcuni affari internazionali, come quello legato a Repsol, e del progressivo allontanamento anche dal Fmi a causa dei famosi bond, “questione ancora irrisolta”.

    Tutti elementi che hanno spaventato non poco gli investitori.
    Adesso il risultato è un’inflazione effettiva tra il 26% e il 30%, nonostante il governo parli del 10% (hanno licenziato molti tecnici dell’Istat argentino per mettere le stime in mano a dei funzionari, ma non possono più mentire), e degli indici di povertà e di disoccupazione doppi rispetto a quelli italiani. Come se ne esce? Innanzitutto mandando via la Kirchner: il peronismo ha fallito e ci vuole ora un’alleanza tra liberali e socialisti per rilanciare il Paese.

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  33. Professore lei sa bene che le vittime nel filmato sono i lavoratori del settore privato; le FIAT scappano, sede fiscale in Inghilterra (fuori dalle grinfie dei nostri comuni "amici"!), altri hanno delocalizzato da un pezzo; le multinazionali lasciano l'Italia. La fiscalita', la burocrazia, l'assenza di politiche innovative in ogni settore, stanno desertificando questa penisola senza una classe politica degna di questo nome, intenta solo a discutere di Porcellum o Italicum e altre amenita'.

    Le vittime sono i lavoratori del settore privato; la crescita produttiva non verra' dai lavoratori dello Stato ovviamente, avendo questi altre funzioni.

    Le Troike varie vogliono la ricchezza privata; sotto forma di risparmi delle famiglie e di imprese, skills/know-how; lo statale se la cavera' per ora, con il suo stipendio basso di sempre, e il suo lavoretto "di straforo" in nero di sempre.

    Il privato, la partita IVA, moriranno. Le Electrolux lo dicono chiaramente: o accetti un lavoro da 800 Euro al mese o vai a cogliere altre opportunita' all'estero.

    Le Telecom Italia le hanno vendute agli Spagnoli; risultato? Siamo piu' competitivi? Abbiamo conquistato nuovi mercati? Abbiamo creato posti di lavoro?

    Sono i lavoratori del privato i nuovi deportati. E lo Stato colpisce quelli che perdono il lavoro nel privato, tassando le partite IVA a piu' del 70% (ferie e malattie non pagate), uccidendo i piu' deboli nel momento in cui si industriano a fare qualcosa per le loro famiglie.

    Siamo tornati ai tempi di Cronin e dei landowners, nell'indifferenza generale.

    Conosco la situazione personalmente; vogliono la nostra morte o l'emigrazione, che non per tutti e' possibile.

    I traditori ce l'abbiamo ai posti di comando.

    E i Mostro-Pasqua e consorte prosperano e proliferano come i Gremlins. Per loro 25 incarichi a coniuge, per noi............A proposito, c'e' ancora chi ha voglia di distinguere destra e sinistra o Grillo? Ci sono tanti Mostro Pasqua, e sono pagati da tutti NOI, non dagli azionisti di qualche azienda.

    Ha fatto molto di piu' Mussolini che questi parassiti da milioni di euro/anno per i lavoratori; l'INPS, l'INAIL e i quartieri popolari non nascono dalle politiche del PD.
    Triste dirlo, ma e' cosi', pare che i fascisti (su Marte o sulla Terra) non avessero 25 incarichi a familiare, solo 1 o 2 o 3, e solo i gerarconi. Tutti gli altri facevano una vita miserabile, ma era 80 anni fa!

    Non aggiungo altro, ho il magone.

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    1. @ Persil (29 gennaio 2014 15:01)

      “Tutti gli altri facevano una vita miserabile”

      Mica tanto. Che «il Fascismo con tutte le sue storture e nefandezze, tuttavia poteva vantare una classe dirigente di prim’ordine che non era affatto incline alle ruberie ed alla corruzione, piegando lo Stato ai propri loschi interessi», è un luogo comune che non rispecchia la realtà.
      «Il fascismo ebbe un cavallo di battaglia della sua propaganda antiparlamentare nella denuncia dell’arricchimento malversativo dei politici, ma, una volta giunto al potere, non dimostrò un maggior rigore morale, tranne che nella repressione della corruzione amministrativa e nei ranghi inferiori. Al contrario, non mancarono affatto gli arricchimenti dei gerarchi (ricordiamo a questo proposito una celebre lettera di Mussolini a Farinacci nella quale il Duce rimproverava al riottoso ras di Cremona la sua rapida fortuna economica, anche se non si faceva cenno a pratiche malversative) ed, a Palermo, il prefetto Cesare Mori venne rapidamente promosso e trasferito non appena azzardò a toccare la mafia dei colletti bianchi».

      Né si può affermare che Mussolini fosse all'oscuro delle «truffe e speculazioni, arricchimenti improvvisi e profitti illeciti, malversazioni, scandali, carriere strepitose e inspiegabili [...] Un continuo malaffare sotto gli occhi di Mussolini che copre e tollera, da un lato per compensare chi ha creduto in lui e lo ha aiutato nel momento dell’ascesa, dall’altro per tenerlo in pugno con l’arma del ricatto».

      Ma anche laddove il regime fascista si fosse votato ad un'onesta e rigorosa gestione della cosa pubblica, e pur riconoscendo che qualcosa di positivo fu fatto, bisogna ammettere che non fu una grande idea invadere l'Etiopia, accoppando abissini a casaccio, per “conquistare un posto al sole” - anche se bisogna riconoscere che gli italiani che tornarono dall'Amba Alagi prigionieri degli inglesi di sole ne presero parecchio -, e successivamente allearsi con la Germania per seguire il delirio di Hitler di assoggettare il mondo al “Reich millenario”, fino a lasciarsi trascinare nell'invasione della Russia, quando sarebbe bastato dare un'occhiata ad un cartina geografica per rendersi conto che il progetto era irrealizzabile. Tanto più se si considera che le dotazioni militari erano nella generalità dei casi inadeguate e insufficienti.

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  34. Forse OT, ma segnalo questa lucidissima intervista a A. Evans Pritchard

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  35. Ovviamente, mentre lo scrivevo, non sapevo che sarebbe stato quasi sullo stesso argomento di questo: ma non deve sorprendere.
    La questione Electrolux pare sottoposta da arte alla sovraesposizione mediatica, rigorosamente "pop" (a proposito di strumenti e fini).

    In essa, come evidenzia più sopra il commento di Alflig, convergono una serie di ragioni che sono di convenienza e gestione "politica" del momento, ma anche di strategia più generale, coordinata in una serie di "mosse" che portano a un risultato che sottointende l'accettazione incontestabile di un modello socio-economico: una strategia in cui il job act è il punto finale di un percorso iniziato con Treu e che a Treu ritorna per...gestire, probabilmente, l'INPS (e l'erogazione degli ammortizzatori sociali della apparentemente graduale deflazione salariale liquidatoria).

    E ancora una volta, i risultati di qualsiasi tipo di approccio consapevole, dipendono dai fatti rilevanti che si vogliono prendere in esame. Che si applichino leggi economiche delle AVO o che si sappia - o si voglia- riconoscere, in via interpretativa, la reale finalità delle decisioni politiche che si vogliono tradurre in leggi.

    Ovviamente, questo è possibile soltanto se si prendono in esame nel loro effettivo significato macroeconomico e senza ipocrisie, certi istituti giuridici, disegnati in nome della pax europea: ne risultano, su un piano sia economico che giuridico (a questo punto inscindibili) gli irreversibili "vulnera" costituzionali. Relativi allo stesso ruolo del sindacato delineato in Costituzione nonchè all'idea di mercato del lavoro come "merce", ormai imposta dall'€uropa; la quale realizza implacabile (dato che "può", o meglio si è scelto di consentirglielo e tanto basta a legittimarla) gli effetti inevitabili "dell'economia sociale di mercato fortemente competitiva".

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  36. PATRIMONIALE?/ L'attacco della Germania all'Italia

    La Bundesbank prova a blindare il fondo salva-stati dell’Europa. D’ora in avanti, nelle intenzioni di Francoforte, prima di chiedere un contributo agli altri Stati, i paesi europei a rischio di default dovranno imporre delle patrimoniali sulle ricchezze dei propri cittadini.

    Chiaro che a Francoforte stanno pensando all’Italia, l’ultimo dei paesi in difficoltà a non aver ancora chiesto aiuti all’Europa. Qual è il disegno? Dopo che l’Italia ha partecipato, finora, con più di 50 miliardi di impegni ai fondi salva-stati, che sono serviti solo ed esclusivamente a ripianare i crediti - o quantomeno parte dei crediti - che NOI NON AVEVAMO, la Bundesbank ci dice che adesso le cose cambieranno.

    Cosa succede? Dopo che abbiamo salvato i crediti degli altri, adesso la Bundesbank ci dice una cosa molto chiara. In pratica dice che per i prossimi salvataggi prima di chiedere un contributo agli altri Stati si dovranno imporre delle patrimoniali. Leggi: chi manca della lista? Intanto per gli altri Stati in difficoltà i soldi sono già stati dati e sono riusciti a metterli nel conto del condominio. È semplice.

    La Germania contribuisce al fondo salva-stati con la quota maggiore. Ma è evidente che se io sono creditore per il 40% verso questi paesi e pago una quota del fondo salva-stati del 23%, in realtà ci sto guadagnando, non ci sto perdendo. Mentre invece se io ho il 3% dei crediti e pago per il 20%, come nel caso dell’Italia, è altrettanto ovvio che ci sto perdendo. Quindi, finora c’è stato qualcuno che ha pagato pur non avendo crediti. Mettiamo che tocchi a chi ha pagato fino-ora avere bisogno di aiuti, la Bundesbank a questo punto dice: per i prossimi pagamenti, prima di chiedere aiuti internazionali, occorrerà imporre delle patrimoniali, in modo che i privati paghino per gli errori dei loro governanti. Siamo a posto.

    Una doppia “fregatura”. Ci hanno dato la prima passata fiscale facendoci pagare cose cui eravamo estranei. È evidente che se invece di impegnarci per 50 miliardi li avessimo utilizzati in casa nostra oggi avremmo le strade d’oro! Prima abbiamo pagato per gli altri - altro che crisi! -, adesso ci stanno simpaticamente dicendo di non sognarci di venire aiutati con quei soldi che noi stessi abbiamo messo in cassa, prima di tirare a zero la popolazione. Specificando che l’italiano, essendo proprietario di casa, risulta più ricco del tedesco che invece normalmente sta in affitto. Non è finita.

    Cos’altro? Nello stesso statement la Bundesbank precisa che è contraria all’applicazione di qualsiasi tipo di tassa patrimoniale in Germania perché danneggerebbe la crescita! Perbacco, è perfetto!

    Anche la beffa… A questo punto se continuiamo a stare dentro questa gabbia di matti, ce la stiamo andando a cercare, più chiari di così non si può essere. Il fatto è che i politici di casa nostra sono una serie di esecutori degli interessi della Germania. Dall’ultimo Berlusconi a Monti, a Letta passando per Renzi. L’unica cosa che si è capita finora del suo programma economico è che Renzi intende alzare le tasse sui risparmi, seguendo le istruzioni date a quanto pare da Davide Serra che tanto non stando qua cosa gliene importa? Il disegno è sempre più chiaro e i risultati si vedono.

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  37. certo, arriverà il momento in cui ogni bandierista di sinistra avrà la sua bella crisi di identità (senza però potersi permettere di risolvere il problema con l'aiuto di un bravo terapeuta della mente)

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  38. Non sono un economista ma credo che la disoccupazione non dipende solo dalla valuta. In Cina dal 1995 al 2002 quando la valuta si teneva bassa e con l'esportanzioni e pil che crescevano a ritmi vertiginosi il settore manifatturiero perdeva 15 milioni di posti di lavoro. Non e' stato un male in assoluto quei posti di lavoro sono stati parti riassorbiti da altri settori il punto e' che non so se gli economisti stanno valutando fino in fondo gli effetti che la tecnologia ed in particolare l'automazione stanno creando nel mondo. Gli stessi beni e servizio prodotti con meno mano d'opera indipendentemente dalle dinamiche deflazionistiche.

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  39. Potremmo proporla come nuova poesia accanto a quelle del Pascoli e del Carducci: "In una unione monetaria fra paesi diversi il recupero di competitività nel breve periodo passa per il taglio dei salari". Oppure farlo scrivere 100 volte ai piddini in erba. Magari, chissa', imparando da piccoli...

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  40. Segnalo, se ce ne fosse bisogno, che la Electrolux si vede perché è grossa, svedese, etc. Ma nel backstage del PIL, specialmente al Sud ma non solo al Sud, di gente che si prende 3-400 euro al mese per 40 ore e più la settimana è piena l'Italia.
    A Napoli, la camorra paga i suoi apprendisti 1000 (mille) euro al mese. Nel mansionario, ci sono gli omicidi, e il rischio della vita. C'è la fila, fuori dai suoi uffici di collocamento. Secondo voi, quanto prendono i giovani che lavorano per altri datori di lavoro?

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  41. Oggi su radio1 in diretta ho dovuto ascoltare il direttore generale della CISL del Friuli che invocava il modello tedesco.......sic, giuro, ha detto una cosa del tipo; "Dobbiamo indirizzarci verso il modello tedesco, che a fronte di un taglio modesto dei salari ha mantenuto un alto livello nelle retribuzioni perché investimentinnovazionequalitàpianoindustrialebellohanmantenutoexport !"......

    Ma a cosa servono tutti sti giorni della memoria se non si danno spiegazioni al riguardo delle cause?

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  42. Per tutti i miei Compatrioti che godono con l'autorazzismo, il gruppo Zanussi
    era secondo solo a FIAT prima che Electrolux se lo comprasse, portandosi a casa praticamente tutta la tecnologia e i marchi che hanno fatto crescere l'ITALIA nel settore degli elettrodomestici. La linea professionale
    di Zanussi ha accompagnato e ancora accompagna generazioni di cuochi, prodotti ottimi e robusti, e negli ultimi anni è stato il seme per far nascere la linea professionale
    marcata Electrolux, prodotti validi a prezzi contenuti contro i quali i prodotti italiani faticano a competere, almeno coi prezzi. Io personalmente, ho visto tutte le competenze chiave di Irinox
    passare a Electrolux, dalla progettazione al marketing, e nel giro di pochissimo tempo hanno sviluppato una linea molto dinamica e aggressiva. Insomma, siamo delle merde ma son tutti qui a fare spesa di marchi, tecnologia, e competenze, inutile ora sorprendersi che vogliano fare i loro interressi. Come al solito il problema è che viene loro permesso, quello degli svedesi non è sicuramente il primo caso, ma il gruppo è sufficientemente grande per tracciare il solco.
    Non è possibile lasciarsi calpestare in questo modo, non dopo tutta la fatica fatta per costruire un paese moderno come l'Italia, partendo dalle macerie fumanti.

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  43. Bellissimo articolo purtroppo, e dico purtroppo perchè spesso la verità è triste.

    Traggo uno spunto dall'articolo, in particolare dalla frase: "Chi non ci sta va ad aumentare ulteriormente la disoccupazione, e l'azienda se ne va in Polonia, grazie alla simpatica mobilità dei capitali, che l'integrazione finanziaria europea favorisce."

    Oggi abbiamo anche altri esempi dove l'azienda se ne va con la sede in Olanda, paga le tasse in Gran Bretagna ( e questa me la dovete spiegare) e chessò, magari scaricherà i rifiuti in India e vai così.

    Che bello il liberoscambismo.

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    1. A una nota simile commentata da me in negativo, la risposta di un amico di vecchia data è stata che oggi non esiste più lo stato-nazione ecc. ecc. e che pertanto sul trasferimento di sede lui non piange.
      Ma proprio non capiscono che la maggiore lontananza dei vertici contribuisce a indebolire sempre più la forza contrattuale (?) dei lavoratori, oltre a tutto il resto.

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  44. Ragazzi e Prof. sono devastato dopo una giornata di combattimento con un piddino che per di più lavora anche in banca ed ha studiato economia.

    Professore, ma come fa a resistere?

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    1. Insisti!!!
      A leggerti sembra che parli di me fino a due anni fa!
      Insisti!
      Devi vincere una resistenza iniziale enorme, fatta a strati di banalità, luoghi comuni e sovente presunzione.

      Adesso faccio come te, tutti i giorni ne parlo e insinuo il dubbio in colleghi e amici, pensando ogni giorno a due anni prima e a come e quanto gli ho permesso di prendermi x il culo (xke alla fine non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire).

      Ps se lavorano in banca, e magari seguono i crediti, parti dall'evidenza... Ma 2 o 3 bilanci in fila di qualche impresa li leggono?

      Le seguono il risparmio e' persino un po' + facile.. Le l'economia e' x loro anche una passione, basta fargli vedere una volta questo blog!

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    2. No, ho mollato, certe persone è meglio lasciarle immerse nella loro presunzione!

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    3. Purtroppo non mi trovo molto d'accordo sul fatto di insistere all'infinito ma seguo piuttosto la linea del prof, dopo un pò "desisto". Come ho detto in privato all'amico Gesino, i mezzi per informarsi sulla situazione come realmente è, ci sono. Come noi ci siamo imbattuti, quasi per caso, su questo blog passando da quello di Grillo, da byoblu, quindi Messora -> Borghi -> Bagnai, chiunque avesse un minimo di interesse nel voler approfondire, non avrebbe difficoltà a farlo. Il che porta naturalmente a fare una considerazione: chi non vuole farlo, nella migliore delle ipotesi è pigro o limitato! ma siccome a pensar male quasi sempre ci si indovina, io non escludo la malafede!

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    4. Aspetta che deflazionino pure lui (se non lo hanno già fatto) e tutto diventerà più semplice.
      Se, però, è il tipo a cui piace sentirsi cornuto e mazziato...lascia perdere, mica si può parlare a tutti.

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  45. In Turchia la Banca Centrale ha alzato i tassi dal 7,75 al 12, qualcosa di mostruoso. Nonostante questo maxi rialzo la lira turca è sempre in grande sofferenza, il rapporto try/eur e try/usd è ai massimi di sempre. Stessa analoga sorte per tutte le altre valute degli emergenti. Io comincio ad avere le idee confuse. Si dice sempre che è una gara a chi svaluta di più e noi europei siamo i fessi col cambio forte, poi però le banche centrali degli emergenti fanno di tutto per sostenere le quotazioni delle loro valute, invano. Perché non stanno fermi anziché bruciare riserve e pagare maggiori interessi?

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    1. Non è che i capitali sono belli solo quando fanno fare alla borsa turca il 100%, se poi in un battito di ali se la svignano cosa pensi posa accadere al cambio?
      Tutti i paesi che hanno deficit esteri dovranno svalutare, e lo faranno.
      Quella in atto è una repressione finanziaria , del resto se non se ne esce con la crescita, che non c" è, e non se ne esce con l" inflazione che non c" è come pensi che se ne possa uscire??
      Sarà soft? No no no no e poi no.....questo è solo l" inizio.
      Non tragga in inganno i deficit degli anglosassoni, che sono quelli che servono le carte del mazzo.
      Un saluto

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    2. E mica c'e' solo la Turchia col problema del 'current account deficit' (debito estero)!
      http://www.businessinsider.com.au/heres-how-the-fragile-five-are-doing-2014-1

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    3. Una cosa devi sempre ricordarti
      Noi, non siamo la Turchia.

      Inoltre, non basta avere una moneta fluttuante, devi anche controllare i movimenti di capitali internazionali, tra le altre cose.

      Chiaro?

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  46. A proposito di "sinistri"; quel tale del convegno c/o i Gesuiti che si scalmanava in difesa dell'allievo di Andreatta, cioé Prodi, apparteneva al gruppo estinto "Sinistri(a) in(e) Libertà". Pur di non ammettere a se stesso di aver speso invano anni della sua vita politica, ed aver favorito la causa avversaria, se l'è presa con Lei.
    Hanno anche il rimorso di coscienza fuori direzione.

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    1. Duole dirlo, ma i peggiori porci son proprio loro, perché in più devono far finta di esser critici, cosa alla quale i piddini hanno avuto il pudore di rinunciare.

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    2. In un precedente mio commento sopra, a Davide Valente che per primo aveva citato l'incontro di Pescara, non pubblicato, e già non farebbe assolutamente nulla, ma adesso ringrazio pure che non sia stato inserito, mi rallegravo della serata pescarese colorata dalle animate idee a confronto. Ebbene, leggendo questo commento, ritiro tutto, anche se non apparso.
      Se ognun che parla, difende un suo personale pollaio, le sue non sono vere opinioni, sono solo opinioni apparenti. A questo punto anche gli altri “dissidenti” sono sospetti. Non ci si può fidare di nessuno.
      Sono sconvolto.

      Chi sarebbero, poi, e cosa sarebbe questo gruppo estinto di “Sinistra in Libertà”?
      I millantatori bisogna conoscerli in dettaglio, se no si rischia di fare la figura dei polli, come me.

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  47. Mi ricordo un post di post di pochi mesi fa in cui il Prof. invitava ad abbassare i toni, a cercare una collaborazione con il politici ravveduti, senza minacciare gli altri, cercando una mediazione che secondo me non avverrà mai seguendo i tradizionali canoni politici.
    Oggi sembra passato un anno, la situazione sta dannatamente precipitando e gran parte dei politici (forse a parte Fassina, ma non ne sono sicuro) si stanno addirittura organizzando per intortare ancora di più il problema (vero Renzi?).
    Comincio a temere che quell'aplomb così agognato dal Prof. sarà duro mantenerlo.
    Non mi aspetto purtroppo (e spero di sbagliarmi) una prospettiva pacifica.
    Sessant'anni sono una goccia nel mare se inquadrati nell'arco temporale complessivo del nostro mondo.

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  48. Al TG2 del 28 gennaio il Prof. Giuseppe Di Taranto, della LUISS, sulla vicenda Eletrolux: "..ormai con la moneta unica non si puo' piu' ricorrere alle svalutazioni competitive per aumentare la produttività e le strade da percorrere sono poche: o l' innovazione, oppure necessariamente la riduzione dei salari.."
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f0d0fd69-20dd-47d6-9a3e-a3205b872a92-tg2.html

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    1. "...l'innovazione, oppure necessariamente la riduzione dei salari..."
      E cos'è l'innovazione? Una delle tante parole prive di significato. Sarebbe bello che ce la definissero. Come si innova senza investimenti, qualcuno me lo spiega? L'innovazione (qualsiasi cosa mi spiegheranno che sia, in pratica), prima di rendere costa! In queste condizioni, è come chiedere a chi non ha di che mangiare di rendersi muscolarmente competitivo per una prestazione sportiva vincendo la quale potrebbe aggiudicarsi un prosciutto. Oppure, il genio della LUISS si aspetta che una imprenditoria e una forza lavoro affamate tirino fuori idee luminose per far soldi per un'intera nazione, e riescano a attuarle, solo spremendosi le meningi? Mi sa che ci tocca la riduzione dei salari. D'altra parte ci fanno un favore, l'euro non ci piace e ce ne danno meno.

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    2. Reinterpreto: innovazione è libero licenziamento in libero Stato (o mercato?)

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    3. A regola, se si parla di industria, l'innovazione è di processo o di prodotto.
      Che l'innovazione di processo (che riguarda essenzialmente la riduzione dei costi produzione grazie alla tecnologia) possa mantenere o creare posti lavoro mi pare demenziale, semmai è il contrario.
      L'innovazione di prodotto è altro e negli ultimi 20 anni è stata fondamentamentalmente incrementale (aggiungiamo qualcosa a prodotti preesistenti). Di solito su questo i decisori hanno una gran confusione in testa, e classicamente citano I-phone e I-pad che tutto sono tranne che prodotti tecnologicamente innovativi (la tecnologia touch è roba di metà anni novanta). In realtà la loro confusione deriva da uno scollamento tra il loro concetto di innovazione e il senso stretto del termine. Nella testa di un MBA (o di un ingegnere gestionale, o del guru tecnologo di turno arruolato da McKinsey o dal pubblico) innovazione è una black box che riveste la funzione di moltiplicatore di profitto, con un grado di rischio intrinseco, in quanto la black box ha un costo e il moltiplicatore associato può rivelarsi basso. Per cui è prassi comune andare sul sicuro, privilegiando tecnologie non troppo nuove e di facile sviluppo commerciale (le più recenti rivoluzioni scientifico-tecnologiche guarda caso sono arrivate dall'ultima fase storica di repressione finanziaria).
      Quindi quando certuni parlano di innovazione di solito è bene tradurre: più profitto tramite bassi investimenti. Forse qualcuno coltiva la pia illusione che detto profitto verrà poi redistribuito ad altri che non siano gli azionisti....

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    4. Vogliamo parlare anche del ministro Zanonato che si è detto contrario alla riduzione salariale ma possibilista sulla salvaguardia dei posti di lavoro in quanto, pare, che i vertici di Elettrolux siano aperti alle trattative. Trattative di che genere, però, a noi non è dato saperlo. E poi ha detto che il problema non è il costo del lavoro, ma "la mancanza di un reale piano industriale a lungo termine". E cioè? cos'è, se questi per decenni hanno prodotto elettrodomestici da vendere alle famiglie, le quali oggi non hanno soldi e non ne comprano più, il piano industriale cosa dovrebbe prevedere? che da oggi si produce, che so, zappe per coltivar la terra? BOH!

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    5. Io non capisco perchè quando si tratta di svalutazione monetaria, che andrebbe correttamente indicata come riallineamento nominale sul mercato delle valute ed è un fatto fisiologico, si parla di svalutazionecompetitiva, mentre quando l'oggetto della diminutio è il salario si omette "competitivo".
      La svalutazione salariale non è forse svalutazionecompetitiva? cos'è, anticompetitiva?

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  49. Per chi segue questo blog, questa della Electrolux non può essere una novità. Quando Marchionne, nell'estate del 2011, iniziò a ricattare gli operai, iniziai a capire che "qualcosa non andava" e che la causa poteva essere la moneta unica, perciò mi misi sul web e trovai questo blog, che da allora non ho più abbandonato. A tutti i morti di sonno con cui solitamente "discuto" avevo da tempo anticipato i fare sales, l'aumento della disoccupazione e i tanti episodi di svalutazione interna come questo che stiamo commentando: ebbene, anche se i fatti mi (ci) stanno dando da tempo ragione, non riesco a trovare alcun motivo di soddisfazione perché la situazione è davvero drammatica.

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  50. E così, passo dopo passo, l'OCA zoppa dell'eurozona a trazione tedesca ha dematerializzato il concetto di lager, li ha esportati in periferia in versioni nazionali dedicate, li ha affidati in gestione ai kapò locali col grembiulino (rosso o meno), e ha obbligato tutti gli euro-fedeli alla liturgia penitenziale luterana, per cui solo se hai successo (e vinci la competizione della competitività) sei sicuro di appartenere al novero dei predestinati alla salvezza.
    Salvezza che non ebbero i 40.000 nostri connazionali, da tutta Italia, sepolti a schiera a Redipuglia (bisogna andarci almeno una volta, nella vita!), ognuno con nome, cognome e la scritta "Presente!" sulla lapide, che, muti e accarezzati da una pioggia leggera, ci guardano e ci chiedono se li stiano uccidendo una seconda volta...
    Ecco, loro non si possono più "dematerializzare", perché il tempo della memoria è galantuomo, e le pietre funebri urlano in silenzio.

    Nello stesso giorno, la Fabbrica Italiana Automobili Torino cambia nome, e siamo tutti un po' più poveri.

    P.S.

    Di queste case
    non è rimasto
    che qualche
    brandello di muro.
    Di tanti
    che mi corrispondevano
    non è rimasto
    neppure tanto.
    Ma nel cuore
    nessuna croce manca.
    E' il mio cuore
    il paese più straziato.
    (Giuseppe Ungaretti - "San Martino del Carso")

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    1. Ti sei chiesto, Carlo, come faremo a celebrare i 100 anni della prima guerra mondiale? Chiederemo Lumi ad Angela?

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  51. Nel 1977 i Pink Floyd pubblicavano l'album Animals, le cui principali canzoni sono Dogs (cani), Pigs (porci) e Sheep (pecore).
    L'album é una feroce critica alla societá occidentale e alle sue classi, infatti nei cani i Pink Floyd identificano i businessman piú spregiudicati, quelli che passano sopra a tutto e non hanno remore rispetto a niente e nessuno. "You gotta strike when the moment is right without thinking."
    Nei maiali i Pink Floyd identificano la classe alta della societá; infine il proletariato é paragonato alle pecore, le quali non fanno una bella fine nella canzone.
    C'é peró una nota di speranza anche per loro:
    "Wave upon wave of demented avengers
    March cheerfully out of obscurity into the dream."

    Sperando che il dream non sia un'illusione, spero anche io che si sveglino.

    Trovo l'album geniale e nonostante i 37 anni, attualissimo.

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    1. "What do you get for pretending the danger's not real?
      Meek and obedient you follow the leader
      Down well trodden corridors into the valley of steel
      What a surprise!
      A look of terminal shock in your eyes
      Now things are really what they seem
      No, this is not a bad dream"

      Il migliore dei Pink Floyd, IMHO. A volte internet ha questa magia (soprattutto quando non è un tracker...): tu pensi una cosa, e subito la trovi scritta da qualcun altro. Grazie.

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    2. Sig. Alberto la ringrazio tantissimo per il lavoro che fa e soprattutto perché apre gli occhi a chi ha la fortuna di imbattersi nel suo blog.Circa due anni fa io ho avuto questa fortuna ma da allora nonostante qualche timido accenno dei media e di qualche "convertito", nell'opinione pubblica con mio malgrado è cambiato poco.Io faccio il parrucchiere e con la gente parlo tutti i giorni ma i luoghi comuni sono sempre molto presenti (la benzina costerebbe 20000 lire,diventeremmo come l'Africa e senza l'euro lo saremmo già diventati,ecc...).Se poi provo a cercare di spiegare qualcuno
      che non è proprio così, quasi sempre cerco di cambiare rapidamente argomento perché trovo davanti una vera trincea di gomma do ve si può rimbalzare all'infinito. Solo a quei pochi incuriositi suggerisco di dare un occhiata a questo blog.
      P.S. lunedì ho comprato il suo libro era il minimo che potessi fare per ringraziarla di avermi fatto capire quanta "fuffa" c'è in giro

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    3. Grazie Tiziano !
      non so mai se seguo questo blog per la musica o per l'economia..

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    4. OT (ma con qualche connessione al 'bosco di faggi').
      La produzione dell'epoca dei Pink Floyd fu molto influenzata dalla figura di Roger Waters e dal suo trauma personale (mai completamente superato) legato alla perdita del padre quando era bambino ed alla infanzia vissuta in poverta'.
      Le circostanze che portarono alla scomparsa del papa' di Roger Waters sono state recentemente ricostruite con ragionevole sicurezza ed il 18 febbraio prossimo ci sara' una cerimonia rievocativa nella campagna tra Anzio/Nettuno ed Aprilia.
      http://www.ilmessaggero.it/cultura/eventi/rogers_waters_pap_eroe_guerra_sbarco_anzio/notizie/464939.shtml
      Sono trascorsi 70 anni dallo sbarco alleato di Nettunia (come si chiamava all'epoca il comune creato dal fascismo dall'unione di Anzio e Nettuno) e mia madre ancora mi racconta come fosse oggi (a gennaio 1944 viveva a Latina con fratelli, sorelle e genitori) del gigantesco cannoneggiamento navale che precedette lo sbarco alleato, delle settimane passate nelle cantine per sfuggire alle schegge delle granate che piovevano da tutte le parti, dei rastrellamenti Tedeschi (mio nonno fu catturato di notte mentre dormiva in un rifugio anti-aereo e riusci' a farsi liberare dalla guardia Tedesca corrompendolo con dei Buoni Postali nascosti nella maglia e da allora dormi' nelle case crollate per sfuggire ai rastrellamenti), dello sfollamento ad Aprile 1944 nel campo di Cesano (gestito dal Vaticano).
      Mi atterrisce l'idea che il Fogno possa riportarci a vivere quelle esperienze.

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  52. Resistere, resistere, resistere (all'evidenza), come su una irrinunciabile linea del Piave. (cit.)

    Ma prima o poi tutti dovranno raggiungere la metaforica linea del Piave: auguriamoci che per allora i piddini avranno già le idee chiare su quale sia la linea giusta, considerato che difficilmente rimarrebbe dopo qualcosa o qualcuno da difendere in Italia.

    PS_Agenda Renzi e il compagno Hollande : INCONTRO MERKEL, HOLLANDE, BARROSO, EUROPEAN ROUNDTABLE OF INDUSTRIALISTS (ERT) - MEETING SULLA COMPETITIVITA' - 18 MARZO 2013

    COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE UE AL PARLAMENTO UE, AL CONSIGLIO UE, ALLA COMMISSIONE AFFARI ECONOMICI E SOCIALI E ALLA COMMISSIONE AFFARI REGIONALI - "(DE)PORTARE I GIOVANI A LAVORARE"

    In trepidante attesa, dopo vent'anni, di "potenziare la dimensione sociale dell'Europa": il velo piddino e "di sinistra" alle riforme strutturali...

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    1. E non si dica che la ministra Fornero non si sia data da fare per aumentare l'occupazione. Tedesca.

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  53. Quali saranno per l'italia gli effetti dello spostamento del domicilio fiscale in inghilterra deciso da fiat?
    chi sa farmi luce sul decreto bankitalia? è solo un modo per rivalutare i bilanci impoveriti dai crediti inesigibili oa altro?

    grazie in anticipio a chi saprà chiarirmi questi punti

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  54. Una domanda che farei al prof. e': dove converrebbe emigrare?

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  55. A leggere i commenti dei piddini stamattina pare che sia arrivato un carico di pillole rosse. E il piddino risvegliato non è bello da incontrare.

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    1. "L'Europa che state ricostruendo è l'Europa della deflazione e della disoccupazione di massa, è l'Europa che ha reso possibili questi orrori. In nome di un qualunque Dio, vi prego, aprite gli occhi......"
      Invece di cantare "Bella ciao".
      http://www.youtube.com/watch?v=RVOkHMPP0wA&
      desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DRVOkHMPP0wA&app=desktop
      "In nome di un qualunque Dio, vi prego, aprite gli occhi......"
      Prima che li aprano tutti i vostri elettori.

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  56. questa brutta oca fara' altre vittime, come sappiamo....la Francia...

    http://www.investireoggi.it/economia/investitori-in-fuga-dalla-francia-di-hollande-disoccupazione-al-109/

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    1. "Nous sommes dans un pot de chambre, et nous y serons emmerdés"

      Generale Ducrot, prima della battaglia di Sedan, 1/9/1870

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  57. Riporto da un interessante articolo di Stefano Fassina il seguente passo:

    "i tempi per una radicale correzione di rotta del “Titanic Europa” (titolo di un interessante libro di Vladimiro Giacché) sono strettissimi. L’ultima occasione utile è la presidenza italiana dell’Unione europea, nel secondo semestre del 2014, dopo l’ondata populista che travolgerà il Parlamento di Strasburgo eletto nella prossima primavera. La presidenza italiana deve provare a mettere ciascun governo e classe dirigente nazionale di fronte alla realtà e prospettare l’alternativa, non come patetico ricatto, ma come inevitabile conseguenza della deprimente continuità politica dei vertici di Bruxelles, coperta da scelte positive ma marginali (come la Youth Guarantee o il potenziamento del programma Erasmus). L’alternativa alla svolta nella rotta di politica economica è, per noi, la rinegoziazione, fino ad arrivare alla revisione unilaterale, degli impegni sottoscritti."

    Avete letto bene, fino ad arrivare alla REVISIONE UNILATERALE DEGLI IMPEGNI SOTTOSCRITTI.
    Il che, ovviamente, giusta la teoria del belino, è l'unica alternativa.
    Fassina usa un giro di parole per non pronunciare apertamente i lemmi vietati "uscita dall'euro" in modo chiaro.
    Altrettanto chiaro che, minoritaria o maggioritaria che sia, questa è una posizione non isolata perfino in un partito come il PD.
    Resta da vedere ora quando il partito si spaccherà, come ha fatto il pdl, mettendo finalmente in risalto chi è contrario a fare ulteriore carne di porco dei cittadini italiani e chi è favorevole, come Renzi e Letta.

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  58. OT - ma a me il fantascenariato me gusta mucho...
    Superbonus per Dagospia
    La banca centrale Americana e' nel panico ma dissimula sicurezza. A Washington si sono accorti di aver esagerato con la stampa di denaro e che hanno artificialmente gonfiato il prezzo degli assets di mezzo mondo. Prima che l'inflazione esploda negli USA la Fed sta cercando di ridurre gradualmente la quantita' di moneta in circolazione.
    Chiaramente questo era il segnale che il mercato aspettava per riportare le valute dei paesi emergenti a prezzi piu' ragionevoli sgonfiando di colpo la bolla che si era creata sui titoli di stato, immobili e borse di Indonesia, India, Turchia, Russia e Brasile. La banca Centrale Turca e' stata costretta ad elevare il tasso d'interesse dal 7,75% al 12% per difendere la propria valuta, una mossa che era stata anticipata nei mesi scorsi dal Brasile e che sara' seguita da numerosi altri paese emergenti.
    La Federal Reserve era consapevole che una riduzione della stampa di denaro avrebbe provocato un mezzo terremoto, ma non poteva fare altrimenti. La scellerata politica di Bernanke che ha garantito la rielezione di Obama sta iniziando ora a produrre i suoi frutti avvelenati.
    La crisi dei paesi emergenti contrasta con i dati che arrivano dal mercato dei titoli di Stato Italiani dove l'eccesso di liquidita' prodotto dalla BCE continua a rendere conveniente per le Banche comprare Bot e Btp e non prestare denaro a famiglie ed imprese. Il problema apparira' in tutta la sua drammaticita' con la prima trimestrale di cassa del 2014 quando ci si rendera' conto che la crisi degli Emergenti avra' colpito duramente le nostre esportazioni, la nostra possibilita' di ripresa e di conseguenza i conti dello Stato.
    Tireremo a campare fino alla fine del 2014 truccando un poco i conti, facendo qualche manovrina ed incolpando la speculazione internazionale, ma con la Fed decisa a non far partire l'inflazione USA e' dura continuare a bluffare. A fine 2014 e sicuramente nel 2015 i mercati tireranno una riga e inizieranno a vendere i BTP per comprare massicciamente titoli a tasso variabile del Tesoro e delle imprese americane.
    A quel punto le nostre banche stracolme di BTP si troveranno ad avere delle perdite potenziali stellari e non potranno piu' sostenere le aste dei nostri titoli di Stato. Cosa succedera'? Che l'establishment italiano incoronera' il killer dell'Italia come salvatore e ce lo servira' come presidente della Repubblica.
    Chi? Ma naturalmente Lui, il Mario (Draghi) nazionale, che ha sta uccidendo il suo paese con la lentezza necessaria per non essere riconosciuto come colpevole e presentarsi al capezzale del malato come medico curante e non come avvelenatore silenzioso.
    Esageriamo? Allora presentatevi in banca e chiedete un prestito, vedrete che nessun istituto di credito rinuncera' ai Btp per finanziare un'impresa. Grazie a Super Mario la droga monetaria inserita senza regole crea un falso stato di benessere che si trasformera' in collasso. L'importante e' capirlo e non dimenticare...

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  59. Per i piddini: "CREDERE ALLE IDIOZIE (DEI VOSTRI POLITICANTI) RENDE SCHIAVI"

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  60. Porto a conoscenza una storia raccontata da cronachemaceratesi.it
    "Se questo fosse un paese normale Ingrid investirebbe ancora da noi". Una manager svedese della electrolux compra un terreno in provincia di macerata, poi il fisco e la burocrazia la fanno scappare.
    Leggendo recentemente "il tramonto dell'euro" mi sono sorpreso e gasato, molte mie convinzioni si sono frantumate, e mi sono detto: ma allora non e' colpa degli itagliani!
    Sembrava troppo bello per essere vero.
    Poi uno clicca cosi' per noia su un link legge ed arriva la doccia scozzese (anzi svedese in questo caso) che ti riporta alla realta'.
    € || !€, l'Itaglia e' sempre l'Itaglia.

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  61. Seguo il blog da un po' e ho finito di leggere il libro da poco, e ho iniziato a cercare di convertire LuogoComunisti da qualche tempo, e io rilevo che il problema di fondo sia la loro visione manicheista della vita...mi spiego meglio, vedo che alle prime ti ascoltano, poi man mano che iniziano a capire il loro cervelletto si attiva e pensano"ma allora non è tutta colpa di Berlusconi, non era vero che lo Spred si alzava per colpa sua e mi hanno sempre preso per il culo(https://www.youtube.com/watch?v=cHKH-GNJ1S4#t=2m10s), a quel punto il cervello va in corto circuito, inizia a delirare random (complottista, berlusconiano, leghista, grillino, fascista...)

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