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sabato 19 ottobre 2013

Pescara programma (umanamente) definitivo

L'ho messo sul sito di a/simmetrie e il link diretto è questo. Enjoy irresponsibly!

31 commenti:

  1. professore, un simbolo. E' perfetto. Dedicato a tutti quelli che avete contro. http://www.repubblica.it/esteri/2013/10/19/foto/titanic_londra_all_asta_il_violino_dell_ultimo_concerto-68920493/1/?ref=HRESS-2#1

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  2. Sono negli Stati Uniti per completare un dottorato. Mai come questa volta vorrei essere in Italia, e solo per poter partecipare a quest'evento. Ci sarò (almeno) con il cuore. Spero di poter seguire la diretta, o differita, o quello che sarà.

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  3. Madò che bello. Mi sfrego tutto, mica solo le mani.

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  4. Che poi la cosa strana è che quando invitiamo i colleghi nella nostra remota provincia, ci vengono!

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  5. Complimenti, un bel programma per un bel compleanno, che sarà una festa ma anche lavoro e conoscenza. Vorrei proporre una bella frase, letta oggi del poeta Friedrich Holderin che si abbina bene alla nostra situazione ed al nostro tempo: " Là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva".

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  6. "udite, udite, o rustici", anche il republikkino comincia ad avere qualche dubbio.
    se anche al radical chic prude dubbiosamente la testa, forse qualcosa sta davvero cambiando.
    http://www.libreidee.org/2013/10/curzio-maltese-il-nulla-al-governo-decide-tutto-draghi/

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    1. Si forse le cose stanno cambiando, anche a sinistra qualcuno sta aprendo gli occhi. Spero solo che non sia troppo tardi. Leggetevi la relazione, che in parte vi riporto, di un intervento pronunciato da Susan George, al Festival Internazionale di Ferrara, ottobre 2013.
      La George è un economista ed è considerata a livello mondiale una delle maggiori studiose della questione della fame nel Terzo mondo.

      [….] Il colossale iceberg che ci sta venendo addosso, dal luglio 2013, si chiama Ttip, cioè Transatlantic Trade and Investment Partnership. In italiano: protocollo euro-atlantico su commercio e investimenti. «Questi accordi definiranno le norme che regolamenteranno la metà del Pil mondiale – gli Stati Uniti e l’Europa». Notizia: le nuove regole di cooperazione euro-atlantica «sono in preparazione dal 1995», da quando cioè «le più grandi multinazionali da entrambi i lati dell’oceano si sono riunite nel Trans-Atlantic Business Dialogue», la maggiore lobby dell’Occidente, impegnata a «lavorare su tutti gli aspetti delle pratiche regolamentari, settore per settore». Il commercio transatlantico ammonta a circa 1.500 miliardi di dollari all’anno.

      Dov’è il trucco? In apparenza, si negozierà sulle tariffe: ma è un aspetto irrilevante, perché pesano appena il 3%. Il vero obiettivo: «Privatizzare il maggior numero possibile di servizi pubblici ed eliminare le barriere non tariffarie, come per esempio i regolamenti e ciò che le multinazionali chiamano “ostacoli commerciali”». Al centro di tutti i trattati commerciali e di investimento, c’è «la clausola che consente alle aziende di citare in giudizio i governi sovrani, se la società ritiene che un provvedimento del governo danneggi il suo presente, o anche i suoi profitti “attesi”».

      Il Trans-Atlantic Business Dialogue, la super-lobby che ha incubato il trattato euro-atlantico, ora ha cambiato nome: si chiama Consiglio Economico Transatlantico. E non si nasconde neppure più. Ammette qual è la sua missione: abbattere le regole e piegare il potere pubblico, a beneficio delle multinazionali. Si definisce apertamente «un organo politico», e il suo direttore afferma con orgoglio che è la prima volta che «il settore privato ha ottenuto un ruolo ufficiale nella determinazione della politica pubblica Ue-Usa».

      Questo trattato, se approvato secondo le intenzioni delle Tnc, includerà modifiche decisive sui regolamenti che proteggono i consumatori in ogni settore: sicurezza alimentare, prodotti farmaceutici e chimici. Altro obiettivo, la “stabilità finanziaria”. Tradotto: la libertà per gli investitori di trasferire i loro capitali senza preavviso. «I governi – aggiunge la George – non potranno più privilegiare operatori nazionali in rapporto a quelli stranieri per i contratti di appalto», e il processo negoziale «si terrà a porte chiuse, senza il controllo dei cittadini».

      E come se non bastasse l’infiltrazione nel potere esecutivo, in quello legislativo e persino nel potere giudiziario, le multinazionali ora puntano direttamente anche alle Nazioni Unite. Già nel 2012, alla conferenza Rio + 20 sull’ambiente, i super-padroni formavano la più grande delegazione, capace di allestire un evento spettacolare come il “Business Day”. «Siamo la più grande delegazione d’affari che mai abbia partecipato a una conferenza delle Nazioni Unite», disse il rappresentante permanente della Camera di Commercio Internazionale presso l’Onu. Parole chiarissime: «Le imprese hanno bisogno di prendere la guida e noi lo stiamo facendo».

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    2. Già! Mentre fin'ora ... è stato tutto diverso.

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    3. I Fogni svaniscono all'Alba (Dorata?).

      Già, il Fogno della solidarietà internazionale tra Samoiedi ed Algonchini, metalmeccanici tedeschi e cassaintegrati italiani è svampato nelle brughiere del Meclemburgo: la merce di scambio un lauto piatto di lenticchie contro la possibilità di continuare ad usare il manganello.

      Il nuovo governo di "larghe intese" tedesco, che doveva risultare "più a sinistra" rispetto al precedente (secondo gli acuti osservatori nostrani) per questioni di politica interna (che sorpresa!) diventerà ancora più inflessibile sulle poilitiche di austerità:

      "Secondo anticipazioni di Der Spiegel, Angela Merkel è intenzionata a chiedere una modifica del Trattati dell’unione europea per mettere in riga con sanzioni veloci gli Stati poco virtuosi in tema di politica di rigore.

      ... la cancelliera ha già informato il presidente dell’esecutivo europeo, Hermann van Rompuy, del suo piano giovedì scorso. Dunque ben prima di aver formato un nuovo governo e una nuova maggioranza, Merkel iscrive il rigore come priorità del futuro programma dell’esecutivo tra centrodestra e Spd a Berlino.

      nel clima teso di inizio imminente del negoziato tra CduCsu e Spd, è in atto uno scambio di concessioni. Secondo alcuni osservatori qui la socialdemocrazia concederebbe a Merkel la rinuncia da parte della sinistra stessa all’introduzione degli eurobonds, o ad altre concessioni ai paesi dell’eurozona in crisi (Europa meridionale e Francia) in cambio di più impegno per crescita occupazione e potenziamento del welfare state a casa [CHE POI SAREBBE L'INTRODUZIONE DELLA PAGA ORARIA MINIMA].

      Al ministero delle Finanze tedesco .. si sta già lavorando .. per studiare come inserire nel Protocollo 14 dei Trattati europei le modifiche richieste, che riguarderebbero nuove regole comuni per il controllo dei bilanci degli Stati nazionali membri dell’eurozona e della loro politica economica. In altre parole: in cambio del sempre più oneroso sostegno finanziario della Repubblica federale al salvataggio dell’euro [!!!!!!!!!!!], Berlino chiede a tutti (anche alla Germania stessa) [Ah AH AH!] una decisiva rinuncia di sovranità e devolution di sovranità alle autorità della Ue politica. Un’Europa politica unita e forte nel mondo, pensano evidentemente alla cancelleria, si fa anche così. Pazienza se il costo sociale può essere pesantissimo nell’Europa mediterranea.
      ..
      Evidentemente la Cancelliera dà la priorità alla scelta di blindare davanti agli elettori la futura grosse Koalition con la Spd preannunciandola come un governo che sarà duro e inflessibile non meno di prima con gli Stati cosiddetti ‘spendaccioni’ del Sud Europa in crisi."

      Bene, siamo al dunque, questa non è annessione, è COLONIZZAZIONE. Non servono i soldati, sono sufficienti gli ascari indigeni, il Gauleiter è già in carica e l'Organizzazione Tod's pronta a mettersi agli ordini.

      Dopo iniziali mugugni e concentramento di divisioni al Brennero (spending review permettendo), il fieren alleaten Galeazzo MusoLetta tornerà buono buono a cuccia, guaendo "più Europa".

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  7. Tiè, beccatevi questa l'intervista a Yanis Varoufakis, professore di Teoria economica, all'Università di Atene di Alessandro Bianchi:

    http://www.beppegrillo.it/2013/10/la_troika_e_i_nuovi_fascismi.html

    Commentate!

    A me non è chiaro questo punto:

    "a differenza dell’Argentina nel 2002 e della Gran Bretagna nel 1931, uscire dalla zona euro non è solo una questione di disancoraggio tra la nostra moneta ed una straniera, perché non esiste una moneta da disancorare. In altre parole, dovremmo creare una moneta - un compito che richiede almeno 8-10 mesi - per poi disancorare o svalutare. 8/10 mesi di ritardo tra l’annuncio di una svalutazione ed il suo effettivo compimento sono sufficienti per far tornare le nostre economie all'età della pietra."

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    1. Capisco solo che Varoufakis, il cui vero nome è Brankagoulis, da autentico piddino non sa nulla delle technicalities relative all'uscita da una moneta unica (qui ampiamente trattate) e sta giocando il solito giocherello di terrorizzare il pubblico per convincere gli elettori "de sinistra" che i loro politici hanno fatto la cosa giusta. Non se ne può più.

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  8. Peccato non poter partecipare, ma oggi ho partecipato al pranzo biennale della fidas (donatori di sangue, me ne intendo di salassi :) e a fianco avevo il titolare di una tipografia; sessant'anni, media borghesia, di quelli che si svegliano di notte co l mutuo in testa.
    Inevitabilmente il discorso è finito sulle politiche comunitarie; dopo aver io biasimato il rigore da lui esposto con palese approvazione, mi chiede allora cosa si sarebbe dovuto fare visti i tempi.
    Appena pavento un'uscita dall'euro mi tira in ballo grillo, gli dico che sta solo cercando possibili consensi pur senza aver mai prospettato per davvero l'ipotesi di farlo, aveva ipotizzato, grillo, un referendum, lui, il tipografo, fa questa metafora: "E' come chiedere a uno se vuole vivere o spararsi un colpo in testa", l'ho ringraziato per l'osservazione e gli ho chiesto quanto svaluteremmo se uscissimo, lui lo ha chiesto a me, io a lui, lui a me...capendo dove andava a parare gli ho prospettato un ragionamento semplice semplice proprio in base a ciò che avrebbe detto, poi ho buttato lì un 40% per vedere la reazione; mi ha guardato di brutto poi ha detto indignato "Quaranta???...400% vorresti dire!!!" (altroché plateroti).
    "Ammesso e non concesso -ho detto- significherebbe che abbiamo una moneta completamente scollata dall'economia reale, poi gli ho spiegato due cosette sull'ipotetica svalutazione e sulle possibilità che ancora rimangono al nostro sistema industriale. Poi altre cosette sulla banca centrale, il debito pubblico, i capitali esteri, l'evasione fiscale e il mes di cui, naturalmente, non era a conoscenza. A quel punto, inevitabilmente il suo ragionamento non ha potuto far altro che indirizzarsi sull'esigenza di politiche comunitarie che facciano da "Maestro virtuoso" per questa scombinata nazione (sul fatto che sia scombinata non ho potuto dargli torto) , il cosiddetto vincolo esterno. Oramai lo sento da troppi.

    Però una cosa l'ho capita; l'importante per costoro è salvaguardare il patrimonio, il valore delle cose, combattere costi quel che costi il mostro della svalutazione (mi ha anche tirato fuori l'argentina, giusto per non farmi mancare nulla cosicché ho dovuto spiegargli l'aggancio al dollaro...sic).

    Il che vuol dire che fino a quando la gente non capirà che la ricchezza non è il denaro o le cose, ma un sistema equilibrato e pluralistico che continua incessantemente a rigenerarla (la ricchezza), non se ne esce.
    Ma il concetto di svalutazione come va affrontato?

    La moglie mi ha comunque ringraziato perché non aveva mai considerato la questione da quel punto di vista, lui credo non si sia discostato molto dalla propria posizione pur dandomi ragione sui concetti generali (ma quanta fatica).

    Grazie di tutto prof.

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  9. Un piccolo assaggio di ciò che potete leggere per esteso in Voci dalla Germania a proposito delle emissioni nocive auto (ricordate i 690.000€ dati alla CDU dalla BMW anzi dalla famiglia Quandt?):


    Oltre a barattare con gli inglesi, Merkel orchestra una pressione soft sui portoghesi e i paesi dell'est. Nelle conversazioni personali con i colleghi esteri i rappresentanti del governo ricordano che gli stabilimenti tedeschi sono situati nei loro paesi. Cosi' riportano diverse fonti. "Il Portogallo nel pieno di una profonda recessione è stato messo sotto ricatto dal governo federale. VW produce le proprie auto anche in quel paese", dice l'eurodeputato dei Verdi Rebecca Harms. Anche l'Olanda, da sempre pioniere nella difesa ambientale, si deve piegare. BMW ha recentemente acquistato uno stabilimento nel paese. I rappresentanti del governo tedesco si sono soffermati anche su questo punto. E ora tutti sembrano appoggiare la richiesta di rinvio tedesca...(CONTINUA)

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  10. Segnalo questo ridicolo video di propaganda del parlamento EU
    https://www.youtube.com/watch?v=a3LkiYTGJLg&feature=player_embedded
    ACT, REACT and IMPACT.

    Manca solo il "daje a ride" !

    Ps. ovviamente su you tube i commenti sono disabilitati.

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  11. estratto di un'untervista fatta a Guillaume Duval (la trovate sempre su Voci dalla Germania). Per i troppi filotedeschi inconsapevoli, ignoranti e arroganti.


    Nel suo libro dedicato al modello tedesco lei è stato molto critico nei confronti delle riforme realizzate dal predecessore di Angela Merkel, il socialdemocratico Schröder, perché?

    Duval: Se oggi la Germania si trova in una buona situazione economica, dovremmo dire malgrado Schröder e non grazie a Schröder. Bisogna capire bene che cosa è stato Schröder. Noi francesi abbiamo la tendenza a considerare la Germania come un grande paese social-democratico sul modello scandinavo. Questa visione è totalmente falsa. La Germania è un paese conservatore, che è stato governato quasi ininterrottamente dalla destra. La SPD è un partito forte, ma che ha esercitato il suo potere per un breve periodo. Dopo la seconda guerra mondiale ad esempio ha governato con Helmut Schmidt e Willy Brandt, ma sempre in coalizione con altri partiti di destra, CDU e FDP.

    Quando Schröder arriva al potere, è la prima volta che la sinistra - SPD e Verdi - ha una vera maggioranza. Paradossalmente questa situazione è stata l'occasione per realizzare una politica anti-sociale, come la Germania non aveva mai visto prima. In 7 anni di governo Schröder è riuscito a fare della Germania un paese piu' ineguale della Francia; la situazione di partenza era l'opposto.

    Per questa ragione la destra in Europa lo considera un riferimento. Ma non credo che Schröder abbia fatto gli interessi di lungo periodo della Germania. Al contrario, ha indebolito uno dei punti di forza del modello tedesco: il suo livello di coesione sociale.

    Inoltre, se è riuscito a fare questa politica, l'ha fatta esercitando una forte pressione sulla spesa pubblica. Sotto la sua guida, la SPD ha rinunciato a realizzare una parte del suo programma, vale a dire trovare un rimedio all'assenza di strutture per accogliere i bambini. In Germania, a causa della mancanza di queste strutture, molte donne sono costrette a scegliere fra lavorare o avere dei figli. Fatto che contribuisce al pesante problema demografico che il paese sta vivendo.

    Un'altra conseguenza di questa pressione al ribasso sulla spesa pubblica: la Germania è il solo paese OCSE a trovarsi in una situazione di disinvestimento pubblico. Detto altrimenti, le spese per la manutenzione delle strade e degli edifici pubblici sono insufficienti per compensare l'usura delle attrezzature. Dall'inizio degli anni 2000, il livello degli investimenti pubblici tedeschi è meno della metà di quello francese. E' lecito avere qualche dubbio sul fatto che questo sia un buon modo per pensare al futuro di un paese...

    Infine, questa politica ha generato dei grandi deficit pubblici. Durante i primi 12 anni della zona Euro, la Germania non è stata capace di raggiungere il criterio del 3% almeno per 7 anni, e quello del debito pubblico per 11 anni. Un cattivo scolaro per il patto di stabilità. Ed è un peccato che Schröder, che ha aggiunto 390 miliardi di Euro al debito tedesco, oggi sia considerato un modello per la gestione delle finanze pubbliche.

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  12. Questo è un omaggio ad Alberto Bagnai che ha sempre ironizzato sull'asse franco-tedesco. Quando lo lessi la prima volta, rimasi sorpreso, poi credo di aver capito....

    Cosa potrebbe fare la Francia per rilanciare l'asse franco-tedesco?

    Duval: Si tratta di una coppia che per la Germania è molto meno importante che per la Francia, soprattutto da quando ha ritrovato la sua unità e la sua centralità in Europa...

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  13. Premesso che sono un neofita e solo da poco ho avuto l'onore di leggerLa (mi ha
    aperto gli occhi, ora ci vedo di piu', prima davo la colpa della crisi solo ai
    nostri politici incompetenti) avrei due domande da farle, prof. Bagnai (se dico
    delle castronerie mi corregga, il prof. è Lei, io un semplice autodidatta):
    Se ho ben capito,
    a) per rimettere in moto il settore privato, poichè è stato annullato
    l'intervento dello Stato (col pareggio di bilancio), siccome il privato non può
    autofinanziarsi - non può emettere moneta - deve necessariamente aumentare le
    esportazioni verso il mercato estero e, contemporaneamente, ridurre al minimo
    le importazioni allo stretto necessario (Ho capito bene? Ripeto, non sono un
    economista, il mio lavoro è ben altro, il mio è solo desiderio di conoscenza)
    b) il solo punto a) da solo non basta, è necessario ridurre le tasse per non
    togliere denaro al settore privato e pertanto un'altra manovra da attuare è
    ridurre la spesa pubblica (per colpa/merito del pareggio di bilancio) (esatto?)
    Sembra una mission impossible...
    Se sono esatti i punti a) e b) poichè inoltre, chi sta andando a gonfie vele con
    questo euro è la sola Germania che si autofinanzia a un tasso di interesse
    bassissimo (a nostre spese/a spese della Francia/della Spagna/della Grecia,ecc)
    e continuerà a farlo anche dopo le recenti elezioni dove la Merkel è uscita
    nuovamente vincitrice, le domande che mi faccio sono le seguenti:
    1) perchè in Italia le imprese (che da sole non hanno la forza e lo Stato non
    può aiutarle) non si uniscono in associazioni d'impresa per invadere il mercato
    estero (Germania in primis, a seguire il mercato cinese) a prezzi concorrenziali,
    portando moneta qui in Italia? Se è una soluzione aumentare le esportazioni,
    perchè gli imprenditori non vengono formati in merito? La nostra economia è
    formata da piccole e medie imprese che finora hanno guardato al mercato locale,
    hanno bisogno di consulenze in materia;
    2) perchè la stessa cosa non viene fatta anche in Francia, Spagna, ecc...;
    (il nemico del mio nemico è mio amico, alla faccia dell'unione europea, il solo
    pensarlo mi fa sorridere...)
    3) perchè non usare le stesse armi coercitive nei confronti della Germania (tu
    non ci aiuti? e noi non aiutiamo le tue aziende) proponendo un boicottaggio dei
    prodotti tedeschi? O quantomeno, perchè non minacciare di farlo sbattendo i
    pugni sul tavolo a Strasburgo? Il boicottaggio dei prodotti tedeschi
    danneggerebbe anche le imprese italiane presenti in Germania?
    4) Una volta ridotto/ridimensionato il potere economico della Germania, quali
    potrebbero essere i rischi per l'Europa? Chi ci garantisce che non ci sarà
    un'altra nazione che prenderà il posto della Germania (ragionando per assurdo,
    il ritorno del made in Italy) che minerà nuovamente la stabilità dell'Europa?
    Possibile che alternative all'uscita dall'euro non ce ne siano?
    La ringrazio per l'ottimo lavoro che sta facendo. E' un muro, ma non di gomma,
    si sta rompendo... un poco alla volta.

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  14. arriverò sicuramente ultimo... in questi ultimi giorni non ho avuto praticamente il tempo di respirare, altro che leggere i giornali.

    Ecco qua, il fondo "salva Germania" , finalmente, svelato... e noi ( tv, giornalini, servi sciocchi e utili piddini ) ancora a sindacare sul sesso dei Dudù e degli Empy...

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    1. Sono cose talmente assurde (parlo del fatto che i nostri "rappresentanti" accettino in silenzio la dittatura UE/DEU) che ribadirle, anche arrivando per ultimo, è utile ad aumentare la consapevolezza e la rabbia.
      Nessuna pietà per le collaborazioni allo scempio.

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    2. ma la vera notizia e' che l'interrogazione parlamentare al ministro l'ha fatta un renziano e non un grillino...nonostante Messora, il piu' esperto di MES del mondo.

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  15. Krugman riprende un articolo secondo cui Fox News sarebbe dietro ai troll che si infilano in molti blog, compreso il suo; e ammette di aver già bannato diversi utenti. Poi conclude significativamente:

    «In general, if your reaction to some comments is that nobody could really be that stupid, it may be that you are just underestimating the power of stupidity — but it may also be that nobody is, in fact, that stupid, but that someone has been employed to play stupid for fun and profit».

    Dejà vu...

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  16. sull'ipotesi prelievo forzoso del 10% prevista dal documento FMI chi può fare un pò di chiarezza?

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    1. Lui. Per essere liberista è liberista, ma riporta la fonte e non mi pare dica scemenze.

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  17. http://www.wallstreetitalia.com/article/1635579/eurozona/il-paradosso-con-l-esm-l-italia-finanzia-la-germania.aspx

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  18. http://www.wallstreetitalia.com/article/1635878/mercati/francia-euro-troppo-forte-e-troppo-tedesco.aspx

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  19. Il debito conta solo se stai nell'Euro....
    http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/10/19/do-currency-regimes-matter/

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  20. Un ringraziamento particolare a lor signori Prodi, Napolitano, Bersani, Fassina, Berlusconi, D'alema, Monti, Letta.
    E visto che qui dentro abbiamo a che fare con persone poco serie, diffidenti e professori di periferia http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/10/23/Eurostat-debito-Italia-record-133-3-_9504765.html

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  21. Riesco a venire prof.!!! Purtroppo solo domenica, ma ho visto che il programma è molto interessante anche di domenica.......spero di avere l' opportunita' di conoscerla, anche se mi rendo conto sara' molto impegnato!!!
    Scusi l'uso personale di un mezzo non personale!!
    A domenica.........

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  22. Se l'euro è una "scelta irrevocabile", perchè emettere Titoli di Stato in altre valute?

    Quale sarebbe il vantaggio per l'Italia, che deve comunque cautelarsi sul rischio di cambio? Ridurre gli interessi pagati, anche considerando le coperture dal rischio di cambio?
    E quale allora il vantaggio per l'investitore estero, che ad esempio compra nella propria valuta (ad esempio in dollari)? Garantirsi dalla ridenominazione della valuta nazionale?

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  23. LA TROIKA VUOLE LE AZIENDE DI STATO DELLA GRECIA, EAS E ELVO

    While the world awaits with bated breath until the moment that Greece can no longer afford to pretend it is solvent and has to apply for its third bailout from Europe, or else threaten to take down Deutsche Bank and its tens of trillions in gross derivatives, the world has to listen to the constant jawboning from the Troika which for the past nearly 4 years continues to express its displeasure with Greece, and yet still provides every Euro of funding the imploding country requests.

    In the latest iteration of this charade, the Troika has apparently flexed its muscles and made it clear that if Greece wants to receive the next round of cash, it will have to shutter the state-owned Hellenic Defense Systems (EAS) and the Hellenic Vehicle Industry (ELVO). In short: shut down the domestic defense and auto industries, and we'll talk. Oh, and if as a result you have to import your guns and cars from Germany (whose generous funding has kept you afloat so far), and have to take out Deutsche Bank loans to pay for them, so be it…


    Per quanto riguarda le EAS e ELVO, i creditori della Grecia non credono sia possibile salvare le due aziende statali in quanto sono un salasso per le finanze pubbliche, a differenza di altri paesi europei, dove le aziende del settore della difesa sono redditizie…


    E COSI’ SIA …

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