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venerdì 20 settembre 2013

La nuit dernière...



Odysseos ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "I greci ora stanno meglio?":
La nuit dernière dans la banlieue de Keratsini près du Pirée, Pavlos Fyssas a été grièvement blessé par un individu se réclamant de l’Aube dorée, selon les reportages du jour, et d’après sa première déposition suivant son arrestation. C’est tard dans la nuit à l’hôpital où il a été transféré, que Pavlos est mort. L’Aube dorée, côté officiel nie toute implication, pourtant tous les témoignages prouvent le contraire, Panagiotis Fyssas, le père de Pavlos évoque même “un coup de poignard d' un assassin professionnel et qui a directement atteint le cœur de Pavlos”. Son fils, artiste de hip-hop proche de l’extrême gauche dont le nom d’artiste était “Killah P”, avait alors 34 ans. Certains policiers alors aussitôt alertés et qui se trouvaient à proximité “n'ont pas pu agir car ils attendaient des renforts” précise un communiqué de la police. La Grèce corps et âme, ses enfants du Pirée et le crépuscule. Pays dans un temps mort... au beau milieu d’une semaine de presque mobilisation syndicale.


Buona vita


Grazie.

E allora con l'occasione vi annuncio che Grigoriou Panagiotis, l'autore di Greek Crisis, sarà con noi al nostro compleanno. Come poi vedrete a consuntivo, la quota di partecipazione (35 euro) non sarebbe bastata a sostenere le spese del convegno, e tanto meno quindi a permetterci di invitare qualcuno che ci dica cosa sta realmente succedendo in Grecia, senza i filtri del'informazione di regime. È stata la vostra generosità, e il contributo delle istituzioni locali, a permetterci di realizzare l'evento e quindi anche di invitare Grigoriou.

Vi ricordo di prenotarvi, perché se lo fate all'ultimo momento rischiate di restar fuori (ormai non abbiamo più i tempi tecnici per scegliere una sala più grande), e vi invito sempre, se potete, a contribuire sostenendo a/simmetrie. Basta poco, ma per noi è molto. Come vedete, stiamo facendo uno sforzo concreto di proposta e di testimonianza. La fiducia che ci date non sarà tradita. Dopo l'evento del 23 settembre vi dirò quali sono le cose più urgenti che conto di fare col vostro contributo. Sono cose che, per lo più, mi avete chiesto di fare voi...



44 commenti:

  1. Mi permetto di segnalare alcuni fatti che evidenziano l'inizio di una palese dittatura :

    Fine del Welfare State in Olanda

    Sospensione voto paesi non virtuosi

    Viva l'Europa quindi.
    Speriamo di svegliarci in molti e nel più breve tempo possibile.

    Grazie Prof

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  2. visto il tg ora alle 14 : hanno vinto loro , con l'ultimo piano governativo 'finalmente hanno messo le norme per vendere ENI' infatti subito hanno intervistato uno dell'ENI quando avranno finito la svendita poi potremo usare qualunque tipo di moneta , ma a quel punto non ci sarà piu nulla . il piano ormai palese è questo e propinato tranquillamente da tv e giornali come cosa buona e giusta .

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    1. Caro prof. a questo punto secondo me, sia da parte Sua che dei suoi colleghi, sarebbe meglio cambiare strategia preparandoci al "peggior scenario possibile" dando per scontato insomma che svenderanno tutto prima di farci uscire, altrimenti la crisi travolgerà anche Lei e Borghi. Saluti

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    2. Si tratta dell'arrivo definitivo dei coloni che atterrerano con il volo 'Destinazione Italia' e noi dovremmo dare il benvenuto, tant'è che mr. Letta rincara la dose: "Il nostro Paese non ha paura della globalizzazione, anzi vogliamo stare in questo sistema, con un modello che non è nè l'outlet, in cui si svende tutto a poco prezzo, nè forte Apache, in cui si difende con le unghie e coi denti tutto ciò che è italiano".

      E per render fede a queste parole ci tiene a farci sapere che ha previsto norme per ATTRARRE INVESTIMENTI ESTERI...
      Il piano include 50 misure, ma probabilmente con la dieta che ci prospettano a fine processo indosseremo la 40...



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    3. Concordo pienamente. Inoltre, visto che il professore si è da tempo messo a dieta, ho anche una proposta per la nuova strategia. Borghi ovviamente sarebbe quello del libro.

      Distinti saluti.

      Herr Lampe

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    4. Credo che il prof dia già per scontato che si fregheranno tutto, hai visto come è messo il portogallo?Tutto è passato in mano straniera e a loro non è rimasta che la disoccupazione.
      Il punto è che tutta la classe politica è d" accordo perche oramai governata da comunità esterne al paese anche se alcuni pezzi ne fanno parte.
      Dire la verità che poi oramai è palese non servirà, anche quando i cittadini inizieranno a capire non potranno che prenderne atto.
      Dire quello che diceva il prof nel 2007 o nel 2011 era profetico ma oggi tutti capiscono che si arrampicano sugli specchi solo che quando vengono intervistati nessuno osa puntualizzare le scemenze che dicono e far notare loro che sono la classe dirigente del popolo italiano e questo include che debbano fare i nostri interessi sempre cosa che oramai non fanno da decenni.
      Dicono che se non aumentano iva i comuni non possono pagare gli stipendi, vorrei vedere come pensano di abbattere il debito di 50 mil di euro a anno come firmato nel fiscal compat se già sono in affanno per qualche miliardo.
      Di luci nei prossimi anni se ne vedranno molte ma tutte fioche e alla fine arriverà quello che tutti ci aspettiamo: il treno.

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    5. Le partecipazioni statali in grandi gruppi internazionali come Eni, Enel e Finmeccanica (30% del capitale azionario) verranno cedute, entro fine anno avremo nuovi dettagli, ma per quanto strategiche quelle sono residuali rispetto al valore complessivo dei beni immobili e delle partecipazioni nelle società multiservizio (gli enti locali soffocati dal patto di stabilità e dai risicati trasferimenti dallo Stato centrale riceveranno "offerte che non si possono rifiutare"). L'antipasto potrebbe essere più sostanzioso del piatto forte!

      - Prima il fu Berlusconi promette dismissioni per 5 mld all'anno, allora l'amico Olli chiede conto dei dettagli. Poi arrivano i salvatori della patria Monti-Grilli e promettono dismissioni per un punto di Pil ogni anno. Infine il governo Letta prosegue sulla stessa strada adottando il Def ereditato dai suddetti M-G e, spronato da Commissione e Consiglio Europeo, si è arrivati oggi a mezzo punto di Pil ogni anno (pag.10). Nei fatti cambia poco: addavenì la svendita.

      - Cosa comporta il "più Europa": l'annessione ma senza trasferimenti fiscali. Che affarone.

      - Pareggio di bilancio come Fiscal compact comanda è il grimaldello: mentre vantava inesistenti "successi in Europa" ecco per quale Europa ha lavorato il nostro economic hitman... (occhio alla data). Quella dei creditori, come sempre.

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    6. La UE: se la conosci, la eviti.

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    7. Spero che ci sia una videoregistrazione dell'evento... chissà...

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  3. ALberto, posso chiederti un favore? Ho letto un articolo di Bisin su Repubblica, in cui loda le riforme della Svezia. Onestamente non le conosco e non potrei esprimermi (inoltre non sono un economista e, quando i segnavo, ero associato, quindi...... Però gli puoi dire per favore, con forme accademiche appropriate, che la Svezia è fuori dall'euro. Così solo per la precisione

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  4. Il Foglio ha già recensito il pamphlet di Dimitri Deliolanes su “Albadorata” (Fandango). Torno a raccomandarlo. Credevo di saperne abbastanza, ma ho letto con particolare frutto e raccapriccio la ricostruzione delle trascorse collaborazioni fra forze di polizia e militari e farabutti nazisti, e delle delazioni reciproche di questi ultimi. Gli europei probabilmente credono anche loro di saperne abbastanza. La cosa che soprattutto dovremmo sapere e ricordare è il punto di partenza del libro: che la grande maggioranza degli immigrati e rifugiati non europei entrano in Europa dai confini della Grecia – molto più che dall’Italia – e, grazie agli accordi europei che la Grecia ha sottoscritto, ci restano, per lo più, senza poter tornare indietro né andare avanti. Questa trappola per immigrati è all’origine delle fortune criminali di Alba dorata: una faccenda squisitamente greca, ma almeno altrettanto squisitamente europea.

    © - FOGLIO QUOTIDIANO
    di Adriano Sofri

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  5. Sto organizzando un torneo di bocce tra i presunti migliori del proprio paese. Per essere migliore basta dire "il problema sono gli italiani" o in alternativa quello più ammiccante "il problema siamo noi". Per ora ho trovato un italiano, un austriaco che si lamenta degli austriaci, un ugandese che si lamenta degli ugandesi e un peruviano che proprio non ne può più dei peruviani.

    Per tutti e quattro si è presentato Alberto Bisin. Cosa devo fare?

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  6. Debito, nuovo colonialismo: ma oggi le colonie siamo noi


    Dimentichiamo l’“austerità” e tutto il teatrino politico; per riuscire a capire veramente la zona euro, l’unico modo è cercare di comprendere come funziona il modello neocoloniale della finanziarizzazione, perché questo è il motore della zona euro.

    Nel vecchio modello del colonialismo, la potenza colonizzatrice conquistava o cooptava le élite di potere della regione conquistata e cominciava a sfruttare le risorse e la manodopera della nuova colonia, per arricchire il “centro” dell’impero.

    Nel neocolonialismo, le forze della finanziarizzazione (debito e leva finanziaria controllati dai cartelli bancari che appoggiano lo Stato) sono utilizzati per obbligare le élite locali e il popolo a stipulare contratti con le banche: le “colonie periferiche” prendono in prestito soldi per comprare i prodotti finiti, venduti dal “core/centro dell’impero”, arricchendo così il centro in due modi: guadagnado con gli interessi che maturano sul debito e facendo una “scrematura” dei beni patrimoniali di maggior valore finanziario, ad esempio quello immobiliare; guadagnando con la vendita dei beni comprati dai debitori. …

    Inteso in questo modo, è chiaro che non c’è nessuna reale differenza tra le politiche monetarie della Banca Centrale Europea e la Federal Reserve: ognuna cerca di mantenere e proteggere le banche “troppo grandi per fallire”, che sono parte integrante per l’equilibrio del Cartello-degli-Stati-Neoliberisti.

    Entrambe le banche centrali stanno tentando di correggere un accordo tra capitale privato e capitale statale intrinsecamente instabile – per cui i profitti sono privati, ma le perdite sono pubbliche – addebitando tutti i costi del debito e degli interessi inesigibili sulle spalle dei contribuenti dei paesi più ricchi della Ue (quelli che adesso ci guadagnano).

    Tutti i proventi dalla speculazione sull’euro e tutto lo sfruttamento neocoloniale sono stati dei privati, ma i costi saranno a carico dei cittadini-contribuenti, sia dei paesi più ricchi che dei paesi più poveri della periferia.

    Le élite del potere stanno cercando di mettere i servi della periferia più povera contro i servi del centro più ricco, e questo è necessario per fare in modo che tutti e due i gruppi di servi si rendano conto che tutti hanno firmato il loro patto con il diavolo: un contratto patologico di collaborazione finanziaria che lega le élite (il potere di sempre) con lo Stato.

    (Charles Hugh Smith, “Il neo-feudalesimo, ovvero il modello neo-coloniale europeo”, dal blog “Oftwominds”, ripreso da “Come Don Chisciotte” il 30 agosto 2013).

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  7. Sto approfondendo proprio in questi giorni il ruolo di Mattei nell'affrancamento energetico del nostro Paese: in chiave di politica industriale ma soprattutto in chiave anticolonialista.

    Se quel ferro vecchio postbellico dell'Agip l'avesse preso in mano Saccomanni, saremmo rimasti alla gloriosa era contadina. Per la gioia dei decrescisti.

    Sono incazZzato come una bestia.

    A farmi andare già di traverso la colazione mi ha aiutato NoiseFromBòldrin che ha avuto lo stomaco, con il suo solito tono da pedofiloAdescAdolescenti, di suggerire a quell'impiastro umano di ForzaMilan24 il trasferimento delle sedi delle amministrazioni locali in casermoni di periferia. Per liberare i nostri meravigliosi immobili dei centri cittadini.

    Perché?

    Per VENDERLI a privati che possano trasformarli in Hotel.

    Chiaramente senza commento alcuno dell'imbelle giornalista la cui opera sarà conservata come monumento all'inanità.

    La cosa che mi incupisce e mi duole dover ammettere, è che prima di comprarsi l'Italia, i nostri oppressori si son comprati gli italiani. E questo mi fa maledettamente male. Il tradimento.

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  8. di certo ci proveranno a scaricare colpe a caso ...

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  9. E noi abbiamo Papademos !!!!!!!!
    «Quanto vale la Banca d’Italia?
    Team di tecnici fa i conti a Palazzo Koch
    Gallo, Sironi e Papademos nel comitato che dovrà dare una risposta al governo e alle banche socie
    Tre super- esperti hanno iniziato ad esaminare la delicata e complessa questione del valore della Banca d’Italia. Si tratta dell’ex presidente della Corte Costituzionale, Franco Gallo che contribuirà alla soluzione del quesito dal punto di vista giuridico, del rettore della Bocconi, Andrea Sironi che assicurerà l’approfondimento dei profili economici e dell’ex vicepresidente della Bce, Lucas Papademos che darà il suo contributo nel disegnare la soluzione del problema all’interno delle regole di indipendenza del sistema europeo delle banche centrali.

    Fonte: http://www.corriere.it/economia/13_settembre_20/Bankitalia-valore-quote_edbca456-220d-11e3-ab6f-bfdc65ad0b93.shtml »

    Letta si vuol vendere anche la Banca d’Italia?

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  10. Capisco lo sconforto, ma ragazzi.....non scherziamo !!!
    L'Italia non è solo l'ENI !
    Se anche la vendessero, potremmo sempre ricomprarla fra 10 anni se riacquistiamo la ns. Sovranità.
    È una corsa contro il tempo, ma la vittoria finale è certa.
    Probabilmente saremo quasi tutti alla fame, e allora?
    Nel dopoguerra i ns. Padri hanno ricostruito il Paese in 20 anni !!

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  11. Mi permetto di segnalare questo articolo che sicuramente molti altri avranno gia' letto.
    Facendo un collegamento con quanto espresso da Schaeuble con le interviste a Monti e anche Prodi, purtroppo quello che emerge e' che sapevano gia' tutto, e avevano deciso di guidare l'Europa in una serie di crisi, che avrebbero forzato i popoli ad adottare le misure che si volevano.
    Ora tutto questo come notato da molti e' estremamente antidemocratico: chi ha deciso che l'integrazione europea dovesse avvenire a colpi di disoccupazione (specialmente quella giovanile), aumento dei suicidi, disperazione, svendita di beni nazionali, mancanza di autorita' nelle politiche economiche nazionali?
    Quale popolo avrebbe accettato una cosa del genere se adeguatamente informato? Chi ha detto che l'integrazione europea dovesse avvenire in quel modo? Vale la pena avere un'Europa del genere?
    Dentro di me, da quando leggo queste e altre notizie specialmente provenienti dalla Grecia, (la chiusura dell'orchestra sinfonica nazionale, la chiusura della tv di stato, i prodotti scaduti, Alba Dorata, ecc.) so che Unione Europea e' morta. Con l'idea che avevo io di Unione Europea certe cose sarebbero state inammissibili.
    Dopo la tristezza arriva l'ammissione: prendiamo atto che e' cosi'.

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    1. Una cosa vera “IL COMPAGNO SCHAEUBLE” l’ha detta, ha rivendicato con orgoglio di avere quasi fatto passare indenne, per ora, la Germania da questa crisi economica catastrofica (Domenica si vota in Germania, chiamala se vuoi propaganda).

      Mentre “I PUDDISTI NOSTRANI” non sanno più dove andare a sbattere la testa con quel 3% di rapporto Deficit-Pil, non ostante abbiano applicato alla lettera le ricette economiche del austerità espansiva, predicata dal “COMPAGNO SCHAEUBLE” e compagnia bella.

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  12. Quantificare le disgrazie e quello che verrà non servirà a niente.

    I giusti, quelli che vengono ingoiati tranquillamente dalla storia e passati dalla parte dei buoni, magari pitturando le facce dei bambini coi colori dell'arcobaleno o girare in piazza cantando o bella ciao e panini e salame per tutti...a che servono?



    Come è possibile, che politici cosi diversi per cultura, lingua ed esperienze, si siano trovati d'accordo su questo scempio?

    La cosa importante, ti dicono, è che si deve imparare dagli errori e ricordare la storia affinché mai più nulla si ripeti, eppure trovano modi per diversificare quello che ostinatamente non deve ripetersi.


    Quanto cocente, quanto deve essere forte questo dramma, questo dolore per lasciare perdere questo infame progetto?


    Su una cosa son certo, che la democrazia del XII secolo verrà ricordata come la forma più infima di tradimento dove si sono nascosti i traditori delle nazioni che hanno ripetutamente pugnalato l'anima del suo stupendo corpo.

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  13. Riporto un commento molto interessante che ho trovato sul Telegraph, presumo da parte di un tedesco, che descrive una situazione tutt'altro che perfetta:

    I was discussing with my wife and recently graduated daughter on her prospects
    her friend with a 1 ( my daughter has a 2 grade ) finally was accepted for a praktikum position in Hamburg. salary of € 750 and rent of € 500 - minimum
    who gets the rent? some holding company/Bank/big property owner with Rechtsitz in Lichtenstein/Luxembourg probably.
    one hour later, a hard hitting TV documentary showing how Hospitals/care Homes/and Charity organisations are carrying on Germanys relentless wage dumping at 40 % in one swoop.
    you don´t like it ?
    theres a Romanian or desperate Spaniard who will do it for less.
    one fifth of jobs here in Germany are so called Mini Jobs - € 450
    more than anywhere else

    Whilst the politicos exhort us to plan much much more for our retirement, we are expected now to look after our children for the rest of their lives also ?
    the prospects in Germany are not so much better than in Spain.
    why ?

    the sprouts in Brussels scream at us all the time - less so recently however, that Europe ( don´t they mean the EU ? ) must be more competitive.
    as they are eurocrats and have no inkling of, nor interest in the real world, mean only one thing: dump the wages further as the energy and raw material costs are only going up due to the infatuation with the climate change fraud, and saving the banks with Cypriots savings which seeks a home for profit - oil futures and agrar futures and property for example.

    what pray tell me, is the point of this wage dumping to such a level that we cannot afford to import from the Indians, Chinese Indonesians et al ?
    or the Spanish, Brits and Greeks ?
    trade
    trade
    trade ensures peace and prosperity. But trade only evolves if there is a price difference and these include wages.
    we need our Mark back, to raise our spending power, because Merkel/Schäuble & co. are not going to risk inflating the German economy to lift the south out of its misery.
    QE, Zirp, Tarp to save the banks
    the climate change fraud
    the euro and of course the illegitimate EU which assists and even drives much of the above, and deprives us ever more of our democratic rights

    Future historians will review this era with bafflement, as to how, after over 1.000 years of slow and often painful re-distribution of power and wealth from the top to the bottom, could be reversed within less than 3 generations.

    that the money creating class should be corrupt is well known since pre BC
    but our political class are, in spite of their self righteousness and oxbridge degrees, self serving, subservient intellectual pygmies, whose own claim to property and wealth shall remain untouched by the legalised - by them - plundering of the masses going on in Europes name

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  14. Ehi ragazzi, niente pessimismi autunnali. Ricordiamoci, come si diceva tempo fa, che noi abbiamo già vinto! Dostoevskij diceva"la bellezza salverà il mondo", noi salveremo l'europa con la verità e l'informazione. Altrimenti ci resta la lotta corpo a corpo, ma chi si prende Adinolfi?

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    1. Io, sono abbastanza grosso. E incazzato. :-)

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    2. meglio Adinolfi che Gozi.
      Perche' dopo bisognerebbe lavare la maglietta 10 volte con l'acquaragia, visto che la impregnerebbe di fondotinta.

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  15. Buongiorno,
    scusandomi per l'argomento non strettamente legato al tema chiedo un commento sulla notizia relativa alla stima delle quoite azionarie di banca d' italia "Via Nazionale - si legge in una nota - ha dato incarico a Franco Gallo, giurista ed ex presidente della Corte costituzionale, Lucas Papademos, ex vicepresidente della Bce ed ex premier greco, e Andrea Sironi, rettore dell'Università Bocconi, di effettuare «una valutazione delle quote di partecipazione al proprio capitale" e soprattutto mi ha preoccupato questa " Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, lo scorso luglio aveva chiesto il superamento della «inammissibile» legge del governo Berlusconi del 2005, «che puntava a nazionalizzare l'azionariato della Banca d'Italia». e per chiudere questo riguardante le mitiche riserve d'oro italiane : L'oro - è il ragionamento - è il presidio ultimo di fiducia verso l'Italia e verso l'Europa, che non può essere nella disponibilità di altri che l'Eurosistema.
    grazie

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  16. Ho appena appreso da un mio collega (ingegnere anche lui, con circa 5 anni di esperienza lavorativa) che ha firmato il contratto di assunzione con una azienda tedesca e che si trasferisce in Germania. Gli pagano pure il corso di tedesco....
    E' il terzo in cinque anni di cui ho notizia diretta.
    Non appena un giovane ingegnere (o in generale un laureato Italiano) matura quel minimo di esperienza lavorativa che lo rende effettivamente produttivo (di solito bastano un paio di anni di servizio presso una delle poche aziende rimaste di livello internazionale) ed ecco che arrivano le 'sirene tedesche' e se lo portano via, con una offerta di quelle che nessuno sano di mente potrebbe rifiutare.
    Siamo arrivati ormai alla svendita di tutti i 'fattori di produzione'.
    Di capitale finanziario (intendo quello privato) ne abbiamo sempre avuto poco, ma come Paese siamo riusciti, con la spesa pubblica (rigorosamente in deficit, pagando interessi reali sui titoli di stato decennali NEGATIVI, grazie all'inflazione) e la qualita' del capitale umano, a realizzare un quarantennio ininterrotto di sviluppo (1947-1987).
    Quando Mussolini intorno al 1924 chiese al Senatore Agnelli (il capostipite) di costruire una rete telefonica nazionale ricevette un garbato rifiuto (secondo lui un telefono per ogni municipio sarebbe stato piu' che sufficiente in quanto un telefono in ogni casa sarebbe stata pura utopia).
    Fu allora che, dalla Societa' Idroelettrica Piemontese (si, proprio questo e' l'acronimo originale di SIP), con i capitali della neo-costituita IRI (visto che i privati non ne volevano proprio sentire parlare), si realizzo' l'infrastruttura telefonica nazionale, che passo' infine a Telecom e fu venduta 'a debito' due volte dai famosi 'capitani coraggiosi' di D'Alema e dalla cordata Colannino.
    Ma io voglio ancora sperare, e per rincuorarmi ripenso alla nascita dell'Italcable, la societa' Italiana per i collegamenti intercontinentali via cavo sottomarino.
    Si era all'epilogo della grande guerra ed accadde che l'Austria capitolo' sul fronte Italiano (firmando l'armistizio) alcuni giorni prima della capitolazione degli Imperi Centrali sul fronte Francese.
    Bene, quando gli emigrati Italiani in Argentina seppero che la notizia della capitolazione sul fronte Italiano era stata 'trattenuta' dalle societa' cablografiche Inglesi per aspettare di divulgare anche la capitolazione sul fronte Francese, si indignarono a tal punto che avviarono una sottoscrizione popolare e crearono il capitale di rischio iniziale dell'Italcable.
    E' di questo spirito che abbiamo bisogno per liberarci dei traditori e dei collaborazionisti del PUDE.

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  17. Ho appena donato. L'avrei fatto comunque, ma le prime iniziative dell'associazione mi hanno convinto definitivamente. E poi mi avanzavano un po' di euri dal canone rai e ho deciso di investirli in un vero servizio pubblico...
    Credo che uno degli interrogativi che molti si pongono sia: "Ma come abbiamo fatto a cascarci con tutte le scarpe? Perché proprio noi, che un tempo vendevamo la Fontana di Trevi ai turisti, ci siamo fatti fregare come polli? Eppure era così facile capire che non ci saremmo riempiti le tasche di monetine con quest'affare dell'euro... (o forse solo in senso letterale)".
    Per questo penso che sarebbe bello riuscire a portare il dibattito nelle scuole. La storia l'abbiamo studiata anche per non cadere nuovamente vittime di un regime fascista. Forse, se avessimo studiato l'economia (bastavano le basi, come ho scoperto grazie a questo blog), ci saremmo risparmiati anche questa sòla delle banche centrali indipendenti e dei cambi fissi...

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  18. Poi magari succederà che il loro giochino finirà per scoppiare loro fra le mani. Una grande crisi la fine dell' euro lì costringerà a mettere mano, per fare tutto il contrario di quello che avrebbero voluto fare, appena prima di essere spazzati via dalla SStoria.

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  19. De te fabula narratur...

    "in Italia rischiamo di passare dalla illusione del vincolo esterno a una illusione esattamente speculare: quella secondo cui il ritorno ai cambi flessibili costituirà la panacea di tutti i nostri mali. [...] si tratta di un liberismo speculare, che alla ideologia del vincolo esterno potrebbe sostituire l’ideologia del cambio flessibile." [...]

    "credo sia bene tenere a mente che, in caso di deflagrazione dell’Unione, esistono modalità alternative di affrontarla. Adoperando espressioni che ultimamente sembrano infastidire alcuni apologeti di un ingenuo interclassismo ma che restano oggettivamente valide ed efficacemente sintetiche, potremmo dire che esistono modi “di destra” e modi “di sinistra” di gestire una uscita dall’euro."

    Non ricordo se per Brancaccio era stato espresso un parce sepultis...

    A me pare incredibile l'incapacità di distinguere tra condizioni necessarie e condizioni sufficienti.

    Il ritorno ai cambi flessibili non è "la panacea di tutti i nostri mali" perchè è una condizione necessaria, ad esempio per proteggersi dalla deflazione tedesca ("il diritto di proteggersi con misure di discriminazione commerciale e con provvedimenti di altro genere, contro il contagio della depressione" come scriveva Beveridge), ma non una sufficiente per avviare un percorso di sviluppo.

    Comunque, se qualcuno nella CGIL è convinto di poter convincere i tedeschi a rinunciare alla politica economica che perseguono dalla fine della guerra... auguri!

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    1. A Napoli ho sperato che Brancaccio fosse in buona fede. È ormai evidente che non lo è. È un Brancaccin preoccupato che qualcuno gli eroda la quota di mercato. Allora meglio Bastasin, meglio Bisin! Questi almeno esprimono posizioni diverse. Lo sforzo di Brancaccin è quello di dire ora quello che noi abbiamo detto prima, cercando di far capire ai suoi decotti referenti politici (da Camusso a Ferrero a Grillo - perché ci ha provato pure con lui, come ricorderete, senza capire che era mirti!) che lui è l'unico che ha capito. Condendo il tutto con argomenti come quello dei fire sales!

      Quando sarà successo andremo all'osteria con Bisin. Con i nemici si può far pace. Parce sepultis.

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    2. Propongo allora, anche ricordando le sue parole a Napoli, di dedicargli questo canone di Mozart.

      :)

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    3. "mirti" stava per "morto", ero con l'iPhone. Ma so che avete capito. La puzza di cadavere ci ammorba da mesi, e l'ultima esternazione ha potuto sorprendere solo commentatori particolarmente ingenui.

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    4. Il problema di Brancaccio è che dice delle ovvietà ma le presenta come se stesse dicendo qualcosa di diverso o di meno ingenuo. No no, sta dicendo delle ovvietà di una banalità sconfortante. Quello che a me lascia sempre perplesso semmai è l'idea di fondo, non esplicita, ma sempre presente, che esista una relazione tra precariato e PMI, come se il primo fosse un fenomeno proprio del sistema di PMI. Questo sarebbe interessante capire.

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  20. Diceva Lenin che non esiste il sincerometro. Sono d'accordo con lui, e dunque non mi esprimo sulla buonafede di Brancaccio o di altri.
    Esiste però la scienza politica, la quale dice che si può scegliere il nemico, ma non gli alleati (perché gli alleati ti vengono imposti dal nemico che hai scelto).
    Se invece di scegliere anzitutto il nemico tu scegli anzitutto con chi NON vuoi allearti, volens nolens il nemico che sceglierai non potrà MAI essere quello della forza che hai escluso dal novero delle alleanze politiche possibili.
    Brancaccio e i molti che ragionano come lui anzitutto escludono di allearsi, in qualsivoglia modo e forma, con "la destra" (denominazione che in Francia vuol dire il FN, in Italia tutte le forze che non si dichiarano antiberlusconiane e "de sinistra", da Storace e Roberto Fiore a Vincenzo Scotti e Giorgio La Malfa). Dunque, se una forza da essi denominata "di destra" sceglie come nemico principale l'euro, Brancaccio & C. NON POSSONO scegliere l'euro come nemico principale.
    E qui sorge il loro problema: siccome sanno, e hanno anche pubblicamente detto in più occasioni, che l'uscita dall'euro è la condizione necessaria, anche se non sufficiente, per fare le battaglie politiche "de sinistra" che stanno loro a cuore, non possono esplicitamente dire "l'euro va bene". E allora che fanno? Dicono che c'è "l'uscita da destra e da sinistra", che esiste "il liberismo speculare" degli antieuro interclassisti, e via con il piede in due staffe, i né aderire né sabotare, insomma i fumogeni e il confusionismo.
    In buona sostanza, e sempre facendo salva buonafede e sincerità, questi lavorano CONTRO l'uscita dall'euro, perché come nemico politico principale non scelgono l'euro: scelgono "la destra". E dato che "la destra" è il nemico principale della "sinistra", la quale ormai da trent'anni è la massima sostenitrice dell'euro, provate un po' a immaginare con chi si alleerebbero, al momento buono?
    Qui si può leggere un dibattito su un Brancaccio francese, Serge Halimi: http://main-stream.it/

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    1. Ho chiarito più volte anch'io, umilmente ma indipendentemente da Lenin, l'ovvio, ovvero che la categoria di buona fede non ha particolare rilevanza nelle scienze economiche e politiche. Per il resto, quello che più trovo stucchevole in questa sterile polemica è, oltre alle evidenti motivazioni, lo stantio sapore di déjà vu che non può non colpire chi abbia seguito, come io ho dovuto fare, il dibattito francese. Lo ho già detto.

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  21. "E allora con l'occasione vi annuncio che Grigoriou Panagiotis, l'autore di Greek Crisis, sarà con noi al nostro compleanno."

    E per me questo è un bel regalo, ho da tempo desiderio di toccare con mano il dolore di un paese a cui sono stato e sono fortemente legato e sfortunatamente, il mio lavoro non mi porta a viaggiare qua e là per l'Europa...

    Sul vincolo esterno, con la divina narrazione del califfo, la vera storia del divorzio tra Italo Tesoro e Italia Banca, una quotidiana tragedia familiare...

    "Dire che fino all'81 eravamo sempre così vicini, pronti a chiudere un'occhio, una mano che lava l'altra e tutt'e due che lavano il viso... E poi... e poi t'è salito er marchese e me dici "Voglio la mia indipendenza! Basta, divorziamo!".

    Giù coll'avvocati m'hai mannato pe' stracci, tra buffi e sto regime de "privatizzazione" patrimoniale dei beni che m'hai fatto firmà... Ma che robba è?

    Io però so come i cornuti: sulle cose ce rifletto dopo. E me domando: ma indipendenza de che? Che litigavamo solo per la spesa? Vabbè, magari qualche mese pure che pijavo de meno me tojevo comunque qualche sfizio, ma lo sai che in fondo me piace viziarmi ogni tanto... E ogni vorta un cazziatone: "Solo io posso garantire la stabilità! Sono io che devo gestire i soldi, tu hai le tasche bucate, disgraziato, ladro!". E m'hai tirato 'na cento lire in fronte perchè avevi sgamato che ogni tanto facevo la cresta sur latte p'anna' a gioca' a tressette giù ar bar con l'amici... Però quando t'ho preso er visone come t'è stato bene eh? Ma n'è ch'era tutto 'n pretesto e co' qualcuno m'hai fatto fesso?

    Ad ogni modo la vita va avanti e dopo qualche anno finalmente 'na nuova fiamma: stavolta me la so presa straniera! E chi m'ammazza! Questa già solo quanno che se presenta te fa capì che è n'artro livello! Come te chiami? E.C.B., Evelyn Carla Bruni, come la cantante! Capito si che classe? Questa te se presenta coll'acronimi, è moderna, artro che Italia, Italia Banca... Te credo ch'eri attaccata a li sordi, in nomen omen, come direbbe mio nonno...

    Ma stavorta è diverso, con questa è vero amore e non me la voglio fa scappà. Stavorta me so fatto furbo, ho impararto dall'errori: io lavoro e porto li sordi a casa e a spenneli ce pensa lei.

    E alla fine tra il SUV per la famiglia, l'attico a Ponte de Nona e la Smart per mandarti a fare la spesa, m'hai talmente euforizzato che manco 'n coso tira n'artro e me ritrovo coi buffi peggio de prima. E pure co'la rata sparmabile: "Prego lor signori, 30 anni di mutuo a capitalizzazione quindicinale: per 120 mesi ci ripaga solo gli interesse, a 240 tutta quota capitale e se a 360 non ha ancora finito perché ha ci ha chiesto di ridurre la rata, per silenzio assenzo finiranno di pagare i suoi figli. E i figli dei suoi figli. E i nipoti dei suoi figli, in secula seculorum".

    Ecco de tutto er discorso è proprio questo "in secula seculorum" che me suona male. Quanno se dice "so ito pe' sta mejo e me la so'..."

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  22. Oggi su radio Rai 3- Prima pagina - hanno parlato di euro, del professor Bagnai e del suo libro IL TRAMONTO DELL'EURO.
    Ottimo il conduttore, ma che interventi sconfortanti.I luogocomunisti, coltivano con impegno la loro ignoranza su questi temi . Paola

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    1. Credo fosse ancora Giorgio Dell'Arti, per il quale molti di voi hanno espresso apprezzamento (è utile enfatizzarlo per evitare che si scada nelle affermazioni razzistiche del tipo "i giornalisti..."), e che, come ricorderete, ha propugnato la pubblicazione a puntate di un capitolo de "Il tramonto dell'euro" sul Foglio.

      Ieri sera interessante conversazione con Nordvig che ci ha un po' parlato del suo "The fall of the euro". Ne porterà qualche copia domani all'UniLink.

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  23. Oggi AFD dovrebbe entrare al parlamento tedesco (al 99% confidence level ^_^) facendo un risultato ben oltre le attese:

    http://gigibigti.wix.com/googleforpolitics#!clients/c7ms

    In ogni caso, come si dice spesso fra colleghi "beware of the tail of the distribution"!

    P.S Complimenti per il 2o posto ieri sera (se avessero usato solo quelli interessati in economia, avrebbe di gran lunga vinto la competizione. IL sole ha vinto solo grazie ai voti indiretti di persone che per forza dovevano selezionare 10 categorie).

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  24. “Pochi punti percentuali possono cambiare l'Europa”, dice Rainews24, in riferimento all'eventualità che Alternative für Deutschland superi il 5% nelle elezioni in tedeschia.

    Lo scorso 22 agosto, sul Sole24Ore, un allarmato Carlo Bastasin descriveva Alternative für Deutschland come “una minaccia che grava sulla più grande democrazia europea e sull'intera Unione europea”.
    Secondo l'originale interpretazione di Bastasin, l'eventualità che AfD abbia il «potere di opporre obiezione di incostituzionalità alle leggi federali e alle iniziative del governo che hanno conseguenze su di esse, avendo diritto di ottenere dalla Corte di Karlsruhe un giudizio di merito [...] Sarebbe la fine dell'Europa per mano delle istituzioni che reggono una democrazia nazionale: partiti, Parlamento e Corte costituzionale».

    Insomma, la democrazia va bene, ma solo se viaggia su binari già tracciati. Dove andremmo a finire, sembra chiedersi Bastanin, se ognuno facesse valere i suoi diritti costituzionali?

    Più informato di Bastasin, e quindi meno incline all'allarmismo fine a sé stesso, Wolfgang Münchau, economista e fondatore del quotidiano Financial Times Deutchland, «in un articolo scritto per Der Spiegel una decina di giorni fa, ha elogiato le tesi dell'AfD, pur non condividendo le conseguenze alquanto drastiche a cui giunge. [Scrive Münchau che] gli euroscettici tedeschi […] sono convinti che all'origine di tutti i mali presenti vi sia l'architettura dell'Unione economica e monetaria così come è stata realizzata negli anni Novanta. Una moneta unica e diciassette economie diverse senza sufficiente coordinamento rischiano di causare squilibri commerciali quali quelli verificatisi negli ultimi dieci anni. Dal momento che oggi la correzione è costosissima per i contribuenti tedeschi ma anche per i paesi mediterranei, [...] meglio tornare alle valute nazionali o eventualmente spaccare in due l'Eurozona».

    Dobbiamo qui notare che, mentre in Italia le considerazioni sin qui svolte dal professor Bagnai sono etichettate come inaffidabili e improbabili da una congerie di commentatori interessati, in Germania fanno invece parte del dibattito politico ed economico. E se AfD, entrando al Bundestag, manterrà fede al suo programma, probabilmente anche in Italia molte belle addormentate nell'euro-bosco saranno costrette a svegliarsi, perché da quel momento in poi non basterà più dire “lo chiede l'Europa” per mettere a tacere ogni voce critica.
    Se, viceversa, AfD rimanesse fuori, e gli euro-entusiasti avessero campo libero, l'eventualità di una deriva greca diventerebbe pressoché inevitabile. E non è una prospettiva gradevole, dal momento che una ricerca condotta in Grecia «rileva che dal 2009, i dipendenti hanno perso circa un quarto del loro potere d'acquisto, aggiungendo che se l'alto tasso di disoccupazione continua a mettere sotto pressione i salari, potrebbero perdere la metà del loro potere d'acquisto dal 2014. Lo studio sembra inoltre indicare che ci vorranno 20 anni per ricreare i milioni di posti di lavoro persi durante la crisi e portare il tasso di disoccupazione al 10%».
    http://www.okeanews.fr/20130902-grece-il-faudra-20-ans-recreer-million-demplois-perdus-crise

    Nel frattempo un rapporto dell'IKA (Ente di previdenza sociale) rileva che «La crisi economica greca, che ha creato una disoccupazione record del 27,6%, avrebbe generato un gran numero di lavoratori che, terrorizzati di perdere il lavoro, lavorano da mesi senza essere pagati. Sono ormai più di un milione».
    http://www.okeanews.fr/20130903-1-1-millions-grecs-travailleraient-salaire

    Che siano proprio i tedeschi di AfD a mettere fine all'incubo?

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    1. Non lo so. Quello che so è che stasera mi guarderò gli exit poll in diretta insieme a Henkel, a Rinaldi, e a una cassetta di Ferrari (non le automobili, lo spumante). Se sei a Roma batti un colpo, così vieni pure tu.

      E poi, che il mondo cada o meno, ce ne andremo all'osteria...

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    2. Caspita prof., PRIMA una cassetta di Ferrari e POI un salto in osteria ? Insomma dall'ELITISMO eurista all'ETILISMO anti eurista ...
      È proprio vero: in vino veritas !
      Cin cin

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  25. Complimenti a tutti per il risultato! Lenta ma inesorabile l'informazione la spunterà.

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  26. Intanto Saccomanni ci dice che occorre fare il discorsetto agli italiani. Immagino che il termine "dibattito" sia espressione di una figura retorica (a scelta tra ironia e sarcasmo).
    Attendiamo quindi con fiducia il dibattito "unipersonale" a reti unificate.

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