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mercoledì 28 agosto 2013

Il fascismo rosso



Dino977 ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Gli estremi si toccano":

Ad un certo punto della mia vita mi sono trovato senza punti di riferimento, ero piccolo il giorno del golpe in Unione Sovietica, tutti gli adulti che avevo come riferimento erano increduli smarriti, tutto quello in cui avevano creduto o per il quale avevano lottato era morto! Triste aver visto quello che sono diventati, in nome di un internazionalismo mai forse del tutto compreso.

Da un libro senza figure, la banda dei brocchi di JonathanCoe:

...Prendi un po' di sindacalisti, invitali al piano di sopra, mettili a sedere al tavolo della sala riunioni. Mettili a parte di qualche segreto, niente di troppo delicato, attenzione, giusto qualche bocconcino per fargli credere di essere addentro alle segrete cose. E all'improvviso cominciano a vedere le cose dal punto di vista della dirigenza...


Poi scopri che magari a capire ci vuol meno, un libro del primo anno, il tasso di cambio fisso serve per disciplinare i sindacati. Acocella. I ricordi d'infanzia mi sono serviti per capire che quello che non funziona non funziona sia esso il socialismo reale o quello dei padroni, l'euro, ho riposto con cura il mio poster di Marx, non lo ho buttato, non ho bisogno di odiarlo anche se un clavicembalista mi ha insegnato che ci voleva meno per capire, ho semplicemente capito che ci si poteva aiutare anche fra persone che avevano visto il mondo in maniera diametralmente opposta. Ho dovuto sbattere contro il muro dello smarrimento di quelli che ancora fognano la rivoluzione d'Ottobre 2.0, sono dovuto venire a patti con una realta' molto dura, quella di ricevere i peggiori insulti dalle persone alle quali volevo più bene.

In poche parole il fascismo rosso!



(ieri un collega greco, che spero di farvi conoscere, mi ha chiesto: ma perché gli economisti italiani sono così in ritardo? Questo post, nel quale le parole chiave sono "sindacato" e "fascismo", è un pezzo della spiegazione, un pezzo secondo me più importante di quanto possa sembrare a prima vista. Torneremo presto a quei contenuti che divertono tanto voi e annoiano tanto me, quelli "tecnici". Ma una riflessione in più sul problema politico non ci farà certo male, perché vedete, i problemi tecnici si risolvono da sé: se ti getti dalla finestra, fatalmente ti schianti al suolo, se tenti un'unione monetaria in modi e luoghi inappropriati, questa si sfalderà. Sono i problemi politici che necessitano di un intervento e di una riflessione. Mi sono buttato dalla finestra, o mi hanno spinto? Perché lo hanno fatto? E se salvo la pelle, cosa dovrò/vorrò/potrò fare con chi mi ha buttato di sotto? E come si evita che dieci anni dopo il gioco ricominci? Eccetera. Sono ancora soffocato dal lavoro organizzativo, poi due concerti e il tentativo di preparare la seconda edizione, poi dall'11 settembre - data simbolica - si ricomincia...).


(addendum delle 12:46: come avrete capito, più che entrare nel merito - cioè nel demerito - di certi squallidi attacchi, mi interessa mostrarvene le radici ideologiche profonde. Una volta svelate quelle, sarete in grado di capire da soli cosa c'è che non va nei marxisti dell'Illinois, li lascerete ragliare in pace, e lascerete me ad ascoltare la musica che preferisco...).

56 commenti:

  1. Pacificare l'Europa dopo l'euro non sarà molto più semplice che pacificare il Sud Africa dopo l'apartheid. E noi un Mandela non ce lo abbiamo.

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    1. Mandela non sembrava un pacificatore prima di diventarlo, era solo il leader del lato giusto. Se a euro imploso Bagnai ha meno da fare... :-)

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    2. Oltre che essere dal lato giusto il Prof. ha competenza nelle materie giuste per illuminare i veri problemi e non far finire, per restare all'esempio-Mandela, un grande progetto come quello sudafricano in una gabbia meno visibile dell'apartheid, ma più stretta che è quella della discriminazione economica. Avessero avuto Mandela & Co. materiale del livello di questo blog e voglia di leggerlo ora i neri sudafricani starebbero veramente meglio...

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  2. Spunto interessante.
    Qualcuno che si fa domande che da due anni si fanno qui.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/26/per-favore-qualcosa-di-sinistra-democrazia-e-mercato-nei-programmi-della-politica/692687/

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  3. La cosa "bella" ,dopo l'euro, sarà che mediaticamente la responsabilità dei problemi che affronteremo sarà sempre attribuita a noi che non saremo stati capaci di vivere dentro l'euro

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    1. Quant'è vero...
      Bruciate i televisori, ignorate i quotidiani. O sarà sempre colpa vostra! E un altro fogno nascerà...

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  4. Però non prendiamocela troppo con l'economista di Treviri trapiantato nel fumo di Londra. In fondo lui ha ben descritto il sistema capitalistico dei suoi tempi e, se la mia memoria non falla (lo lessi a vent'anni), diceva che il comunismo sarebbe giunto solo dopo essere passati dal capitalismo e che il paese più indicato per diventare comunista erano gli Stati Uniti. D'America, non d'Europa.
    Alla Russia sovietica è fatalmente mancato un passaggio ma ora, dopo il passaggio della shock economy da Eltsin in poi, ci potrebbero essere speranze. Vory permettendo.

    Sui fascisti rossi, che non sanno riconoscere e combattere un progetto reazionario come quello €peo, abbacinati come sono ancora dall'internazionalismo vecchia maniera, (la sora Lella direbbe che non distinguono una sorca da un par de mutande), sono assolutamente d'accordo con il post.
    Immagino la loro riluttanza a sposare la battaglia per la sovranità monetaria, dovendo per principio non poterne condividere gli scopi, visto che è ci arrivata prima e da tempo, per dire, Forza Nuova. Li guardo mentre dicono: "Ma la sinistra vera è contro l'euro!" e sogghigno.

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    1. Mi stupisce che anche tu legga come una critica a Marx la critica ai marZiani de noantri. Mi stupisce sinceramente. Il mio punto è esattamente contrario: proprio perché Marx dovrebbe aiutare a capire che c'è la lotta di classe, non capisco coma mai alcuni marZiani nei fatti (non a parole, va da sé) la neghino (negando il ruolo che l'euro in essa sta svolgendo).

      Voglio anche precisare che qui nessuno pensa che siccome c'è stato Stalin allora Marx ecc. Il ragionamento non è questo, ovviamente, perché siccome c'è stato Alessandro VI allora Gesù Cristo ecc., no? Qui cerchiamo di essere su un altro livello, e se non ci riusciamo gradiremmo avere indicazioni precise del perché e del percome non ci siamo riusciti.

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    2. Non mi sono spiegata bene, chiedo scusa. Mi riferivo a Dino977 ed alla citazione del "poster non riposto di Marx" ed al suo non sentire bisogno di odiarlo, ecc. Leggendo ho pensato: anche Dino977 dà la colpa a Marx, poraccio, di quello che è successo dopo di lui, questo è stato il mio ragionamento.
      Ecco, i marZiani pensano che la lotta di classe sia quella dell'operaio contro il padrone e la sfilata delle bandiere rosse come nei film di Bertolucci mentre, è vero, Marx aiuta a capire che accade esattamente il contrario. E' il padrone (attualizzando il termine chiamiamole élite) che sta facendo la guerra a tutti gli altri, ovverosia al 99%. Come dici tu, che i fascisti rossi non lo capiscano è grave e mi fa venire il dubbio che Marx lo abbiano letto veramente o se lo siano piuttosto fatto raccontare.

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  5. Al sindacato si riservano posti alla "grande tavola" (debitamente apparecchiata ad "usum piddini"), da quando esiste la "costruzione europea", ma proprio quella degli anni '50: e da allora...chi l'ha visto?. Notare la teoria di Joan Robinson "Free trade doctrine, in practice, is a more subtle form of Mercantilism" e il sindacato l'ha denominata internazionalismo...dei lavoratori.
    Questa sistematica contraffazione è il segno distintivo della "sinistra" €uropea, italiana soprattutto. E senza molti dubbi, passa per la predicazione di "Repubblica", dato che il corrierone, al tempo, pareva troppo "borghesotto". Ma ora neanche più; l'alibi del "banana" ha riabbbilitato tutto il cucuzzaro della finanza in termini di "€uro-progressismo".
    Il suicidio "militante" però viene eseguito al rallentatore: cosicchè da 30 anni assistiamo sempre alla stessa moviola dell'autogol delle classi lavoratrici. Qualcuno nell'azione guarda dall'altra parte (striscioni internazionalisti sugli spalti); quelli che guardano la porta se so' venduti la partita...

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  6. Il fascismo rosso, già!
    peggio di quello nero:loro almeno te lo dicevano in faccia e te lo ricordavano col teschio sul fez e una divisa bruna.
    questi, invece, hanno accarezzato le loro vittime, raccontato delle favole, coccolate, sorriso loro e scherzato con loro per guadagnarsi la loro fiducia per poi abusarne nell'intimo della persona, esattamente come fa un pedofilo, la peggior razza di criminale psicopatico esistente.

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    1. E allora le mille volte che vorresti strozzare un piddino ripeti: "questo è un bambino abusato, questo è un bambino abusato..."
      Perchè credo che i piddini con i quali ciascuno di noi può discutere faccia a faccia siano vittime. Anche se poi le vittime che collaborano possono essere estremamente nocive, e anche questo va considerato.

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    2. ecco perchè se dice che i comunisti se magnano i regazzini...

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  7. Carino il riferimento ai sindacalisti.. forse sarebbe il caso di avere presente che ci sono sindacalisti che si fanno il mazzo, che magari non riescono a cambiare tanto ma qualche miglioramento per i colleghi in azienda riescono a portarlo a casa..dimenticavo qui si parla di massimi sistemi..invece un po' più terra terra spesso il mio problema è quello di continuare a garantire la minestra a colleghi ed amici..insomma non sparare ad alzo zero come riesce così bene ai pentastellati non sarebbe male..sarebbe come considerare economisti solo quelli iscritti al PUDE. Ho letto il libro seguo il blog ed evidentemente è indispensabile esprimersi in un certo modo..unitamente a una certa dose di spocchia e, da parte di troppi commentatori, assumere atteggiamenti semplicistici dall'alto della verità posseduta. Il problema è che effettivamente Bagnai ha ragione. Non ha ragione, però, quando afferma che non cerca consenso..mi spiace il consenso va cercato..sarà che l'euro è destinato ad implodere ma nel frattempo troppi lavoratori ci rimettono lavoro, casa, affetti..mi spiace ma il consenso va cercato. Troppo spesso l'attività sindacale che svolgo è rivolta ad evitare danni da parte di altre sigle o da parte della mia..che ci sarebbe tantissimo da cambiare ne sono consapevole..il continuo attacco ai "sindacalisti, al sindacato.." però non migliora nulla.
    Dal Prof. Bagnai gradirei la disponibilità a confrontarsi con i sindacati (nel senso costruttivo, lo so che non deve dimostrare nulla e che è occupatissimo etc. etc.). Non si creda che sarebbe facile anche convincere questi ultimi..ma credo sia necessario.

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    1. Caro, che purtroppo il modello "tedesco" (ma anche inglese, a quanto capisco dal riferimento a Coe) funzioni in un certo modo è un dato di fatto (qui uno dei tanti esempi, per il resto c'è Google). Giusto come sempre invocare equilibrio (ma un po' pleonastico, perché qui c'è un pubblico di un certo tipo), d'accordo sul fatto che la base sia spesso migliore dei vertici, ma la domanda è: chi parla di sindacato europeo ha in mente un bel sistema dove i vertici dell'una e dell'altra controparte vanno a mignotte insieme, come nella virtuosa Tedeschia? Perché l'impressione spesso è quella.

      L'attacco "indiscriminato" al sindacato viene dai pentastellati, per quanto ne so. Qui attacchiamo il sindacato che difende se stesso (come ogni organizzazione burocratica fa, ed è anche lecito), ma poi assiste inerte (nei suoi vertici) al crollo pluridecennale della quota salari, salvo poi preoccuparsi che l'uscita dall'euro potrebbe intaccarla ancora un po'. Questo tipo di "sindacato" secondo me deve essere oggetto di una compiuta indagine storica (come del resto il PD), e sono certo che molto sia già stato fatto da tanti studiosi (perché il problema è macroscopico e non l'ho certo visto solo io).

      Capisco la reazione da "nervo scoperto". Contributi analitici sul tema sarebbero più utili e apprezzati, ma per una volta che uno non è d'accordo, sono lietissimo di registrarlo.

      Ultima notazione.

      "Garantire la minestra" a chi già ce l'ha è sacrosanto e doveroso, e non mi aspetto che chi opera a livello tattico sul terreno si ponga obiettivi diversi. Siamo tutti con te. A livello strategico, nelle alte sfere, questa giusta linea si è tradotta nell'assurda ed esplicitamente rivendicata linea camussiana del "ben vengano i capitali esteri purché chi ha lavoro lo mantenga", che, come dire, lascia un po' perplessi per tanti motivi che chi ha letto il libro (o anche un qualsiasi giornale) credo afferri. Ci leggo molto anche l'idea che siccome il capitalista è un nemico, se il capitalista italiano corrotto, inefficiente e nemico del popolo fallisce, in fondo siamo tutti contenti, purché il capitalista alamanno ci salvi la pagnotta, vero? Non so tu (credo di no), ma in filigrana di molti interventi dei vostri "top manager" questo, secondo me, si legge. Ed è sbagliato.

      Insomma: avete un problema e alcuni di voi lo sanno. Tu sei fra quelli e per questo ci sei particolarmente vicino.

      Un pezzo del problema è che io sono disposto a confrontarmi con tutti. Com'è, allora, che nessuno dal sindacato mi ha mai chiamato? Non si sono accorti che esistiamo? Sai com'è: siccome il problema lo avete voi (o meglio: lo hanno loro) e non io, forse sarebbero loro a dover chiamare. Fra un bordello e l'altro...

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    2. ..evidentemente ho un problema..sono un sindacalista e sono d'accordo con quanto scrive Bagnai. Non solo in tema di euro, di repressione finanziaria (la guerra si vince prima con le parole..) etc. etc. ma anche in gran parte sulla critica al sindacato e alla condotta da troppo tempo tenuta dalle principali sigle (io faccio parte di una di queste).Alla necessità di una profonda autocritica e riforma (è possibile però standoci dentro secondo me).Riflettendoci bene, penso, però, che sono d'accordo non "nonostante sia un sindacalista" ma proprio perché sono un sindacalista. A mia aggravante, tra l'altro, del comparto bancario-assicurativo..dovremmo avere almeno l'onestà intellettuale di porci determinate domande dinanzi a certe evidenze e invece..invece, non credere, ho già provato a far conoscere e, vogliamo dire, diffondere, le tesi da te esposte e continuerò..non è facile (tralascio le risposte, ma la curiosità in molti c'è). La pigrizia mentale è terribile..oppure sono io che non sono ancora riuscito a toccare le corde giuste..ma non mollo.
      Per il resto è evidente che spetta a noi chiamare e ringraziare se riterrai possibile rispondere. Grazie.
      P.s. Ho usato il tu non per una mancanza di rispetto, ci mancherebbe, ma anche con amministratori delegati di assicurazioni (grosse) quando mi davano del tu io rispondevo con la stessa forma in quanto rappresentante dei lavoratori. Spero non SI SIA offeso.

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    3. Secondo me non è socialismo dei padroni e nemmeno capitalismo. E' molto peggio. Troppo poco dire fascismo e poche le assonanze -se non usando il termine come disprezzativo generico. Solo in quel caso, allora, si può dire fascismo moderno mondiale, sempre affamato e terribilmente spietato. Cazzo.

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    4. @Provinciale

      Qui ci diamo tutti del tu. A me non piace quando il cassiere del bar dà del lei a me e del tu al cliente "abbronzato". Lì mi verrebbe da sbattergli la cassa in testa. Non sono una persona formale. Ho dato del tu perché ho intuito di poterlo fare, ma anche non lo avessi intuito, lo avrei fatto ugualmente. L'importante è capire che, fuori dalle polemiche, i vostri problemi sono in effetti anche i nostri. Vedrai che fra tre mesi troverai più ascolto, e la valanga comincerà a muoversi.

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    5. Professore, qui alzo la mano dalla penultima fila di banchi e osservo: il differente trattamento tra individui non e' MAI per razza.

      Questo e' un pericolosissimo "frame" che ha il medesimo fine di quegli altri sempre utilizzati da certi spin doctor della "stampa de izquierda" nel contesto Euro/Europa.

      L'unico intellettuale che denuncio' pubblicamente questo abominio mediatico fu, a mia conoscenza, solo Indro Montanelli.

      Come qualunque antropologo puo' confermare, non e' nella natura umana discriminare per "razza", tant'e' che alcune popolazioni indigene dell'estremo nord "donano" la propria moglie ai forestieri per poter contare, data la rarita' dell'evento, su "sangue diverso" per la salute e la forza della propria progenie e della propria stirpe.

      L'eterogeneita' contribuisce alla lotta darwiniana per la vita. Del successo "genetico" di certi matrimoni misti sono ben consapevoli gli operatori del settore della moda e del cinema!
      Il motivo della disparita' di trattamento non e' causato dall'abbronzatura ma sempre e SOLO per motivi di classe.

      E' infatti solo l'altissima borghesia che e' arrivata a formare matrimoni al limite dell'incesto, con tutto cio' che comporta a livello di intrinseca sociopatologia.

      Se "l'abbronzato" fosse stato Obama o uno sceicco, il barista si sarebbe rivolto con un inchino.

      Non dimentichiamolo mai: il "razzismo" non ha mai senso in "psicologia" ma sempre e solo in politica come strumento colonialista e, soprattutto, come aberrante strumento di lotta di classe.

      I "tag emozionali" "razzismo" e "xenofobia" sono stati manipolati nel significato per perpetrare contestualmente al progetto europeista uno dei piu' indicibili crimini contro l'umanita' dai tempi della "soluzione finale".

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    6. Ok, amico, hai fatto il tuo compitino e ce l'hai letto. Veramente non era l'ora di "Show and tell", ma va bene così. Ora mi dici dove ho parlato di razza? E sai dirmi qual è la probabilità (da te soggettivamente stimata) che Obama frequenti i bar che frequento io? Dai, su, se hai scritto una cartella per dirci delle cose inutili, due righe per dire una cosa utile la puoi scrivere!

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    7. Professore, se il contributo lo riteneva "inutile" (quantomeno è obiettivamente fuori tema e non a tono) poteva (e magari avrebbe dovuto) non pubblicarlo.

      E'un tema a me caro.

      La consideri come quell'espressione di incontenibile bisogno di certi fulmini che si scaricano su certe villule della Brianza.

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  8. Grande post Prof, a conferma del fatto che piddini si nasce.

    Tutta la loro (autoproclamata) cultura, passione per il popolo, impegno sociale per i piú deboli (sic!), integritá morale, altezza di ideali e di valori e via dicendo non é altro che un modo per coprire il loro arrivismo, livore, invidia sociale e disprezzo per le masse.
    Sono loro quelli che in fondo in fondo cullano piú di tutti il fogno borghese (o amerikano) di una bella villa, una bella macchina, vacanze di lusso e via col consumismo e vippismo piú sfrenato.

    Magari mi sbaglio, ma personalmente é questo quello che ho visto, le persone che in un momento del genere continuano (anzi lo fanno sempre piú frequentemente) a postare foto delle loro vacanze, foto di bottiglie di champagne con serate VIP con gli amici, foto di BMW e via scemenzando sono per lo piú piddini (e talvolta che sindacalisti, o ex sindacalisti). Sbaglio?

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    1. Non c'è più una sinistra italiana (e forse anche in Europa vale lo stesso discorso) da quando ha abbracciato il liberismo e la conseguente globalizzazione. Dalla svolta della Bolognina tutti i dirigenti per diventare segretari del partito si sono dovuti accreditare presso la city di londra. Da allora hanno contribuito a far diventare l'Italia lo zerbino dell'Europa, mascherando, ai propri stessi occhi, l'operazione come rivolta ad una strategia di pace nata dallo spirito internazionalista che li aveva caratterizzati in passato. Da allora sono diventati i portavoce delle varie guerre "umanitarie" e della esportazione della "democrazia" nel mondo che celano, per così dire,(perchè ormai è tutto sotto la luce del sole) gli interessi del governo americano e della finanza internazionale. Il nostro presidente "comunista" è stato il promotore del tradimento del popolo libico e del disastro che è stato portato in quel paese. A questo proposito vorrei fare un appello a tutti voi del blog e al Prof per far sentire anche la nostra voce per una ferma opposizione all'assalto che l' occidente sta preparando alla Siria.

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  9. Non sono in grado di fare una statistica. Rimanendo sull'aneddotico, una volta che avevo bisogno di emozioni forti sono andato sul sito dei marxisti dell'Illinois per seguire una delle loro discussioni vagamente dadaiste, e sono rimasti piuttosto sorpreso nel constatare che per uno di loro uno stipendio "decente" era pari a 5000 euro. Io non arrivo a 3000 (e peraltro sto benissimo così). Questo la dice lunga... sul mio conflitto di interessi! (ma anche sul tipo di aspirazioni che certi rivoluzzzzionari legittimamente nutrono).

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    1. (Goglando…) la Cisl dell'abruzzese Bonanni dispone di uno sconto sui trasporti pubblici. Secondo fonti non certe, Guglielmo Epifani, già segretario della Cgil avrebbe percepito 3500 euro mensili, un po' meno i suoi omologhi di Cisl e Uil; Landini, segretario generale della Fiom, 2.300. I 12 segretari confederali circa 2.400 euro. La Cisl e la Uil pagano poco di meno i loro numeri uno - 3.430 euro Bonanni e 3.300 Angeletti - masono più generose con i dieci segretari confederali - 2.850 quelli di via Po, 2.900 quelli di via Lucullo. In tutto i sindacati contano in Italia circa 20.000 impiegati.

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    2. Però non capisco bene: Epifani ecc., insomma, la dirigenza, lavora, magari male ma lavora. Sbattersi per l'Italia non è una cosa per niente piacevole: l'ho fatto tre mesi e mi è bastato. Quindi non capisco se pensi che siano pagati troppo, o addirittura che non andrebbero pagati. Personalmente non la penso così. Il mio riferimento sopra era a uno dei tanti rivoluzionari che vorrebbero uccidere il proprio datore di lavoro (testuale, screenshot ecc.), per poi accontentarsi di campare con 5000 euro. Mi sembra un po' facile così (anche non considerando quanto sia inopportuno appellarsi alla violenza in un periodo nel quale ce n'è già tanta in giro).

      I "costi del sindacato", come quelli della politica, non sono gli stipendi e le prebende: sono soprattutto, e direi, in termini di ordini di grandezza, esclusivamente, le decisioni sbagliate (che siano o meno prese in connivenza con poteri "esterni" agli interessi della collettività). Io continuo a vederla così.

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    3. A volte, quelli che vorrebbero uccidere, sono incredibilmente divertenti. A volte chi fa sorridere di meno è lo sterile sottobosco aggregato alla nobile foresta che si sbatte per l’Italia. Per quanto riguarda le congrue e i gravami assortiti non vedo soluzioni: neanche traendo spunto dal tassametro o dalla tessera a scalare… Ma, come dice Lei Professore, magari il problema fosse soltanto quello dei costi diretti…

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  10. Ha ragione Tarizzo: il pd sarà trascinato nel fango della storia. Le sue scelte dal '92 in poi sono state assassine per i suoi militanti e suicide per il partito (è ciò che è successo alla spd dopo le riforme di schroeder, non si è più ripresa, perché il partito è spaccato e senza bussola). una cortina fumogena è stata creata, per confondere le idee al proprio elettorato, per non farlo riflettere su parlamento europeo, commissione europea, banca centrale europea, euro, fondo salvastati. Abbiamo cominciato a parlare dei "diritti". Come dice Alberto: ti diamo libertà sessuale totale, però, scusaci, ti paghiamo 4 euro l'ora. Altro che la "religione è l'oppio dei popoli", il colpo di genio è stata la sessualizzazione della società e la discussione sui "diritti" (che, ribadiamolo, sono sacrosanti per tutti noi); hanno gettato in pasto alle folle "il fantasma della libertà", tanto per evocare un film un tempo a noi caro. sarebbe bastato che la gente avesse risposto assennatamente: no grazie, lasciate perdere la discussione sui diritti, io ho diritto di fare quello che mi pare, finché non violo le leggi, e alla mia posizione nella vita quotidiana ci penso da solo, perché, se voglio, ho in mano gli strumenti giuridici, già ora, per tutelarmi; parliamo piuttosto di quanto mi vuoi pagare l'ora, perché appunto "nemmeno le nozze gay si fanno coi fichi secchi". ma anche su questo le menti sono intossicate da una propaganda e un'ideologia dominante straordinaria. altra cosa incredibile: nessuno a sinistra si accorge che da anni i diritti civili sono usati come copertura; zapatero, quando ebbe chiaro che la spagna sarebbe "saltata", spinse sui diritti civili: sai che gioia potersi accoppiare in tutte le configurazioni possibili, mentre vivo per la strada, perché non so più come pagare il mutuo!E tralascio di parlare del "diritto al figlio", su cui molto avrei da dire, ma non voglio aggravare ulteriormente la mia già grave posizione con questo intervento. naturalmente c'è poi la cortina fumogena più importante e redditizia: SILVIO. bastava fare la legge sul conflitto di interessi no? invece nulla. già perché? io un'idea me la sono fatta.

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  11. @IL PROVINCIALE, il problema è capire perchè da trent'anni se il sindacato ha ottenuto qualcosa è stato solo in senso difensivo cercando di applicare il più possibile gli ammortizzatori sociali, spacciando il tutto come una grande vittoria. Fino alla successiva battaglia al ribasso generalmente 6/12 mesi dopo la grande vittoria precedente. Qui ho capito perchè.
    A me non farebbe schifo tornare ad un sistema dove il sindacato può vincere battaglie propositive e non perdere solo quelle difensive.

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    1. Sono d'accordo. Con Bagnai si riesce a inquadrare in modo nitido la macro causa; si ha chiaro lo scenario. Senza una simile visuale si resta nella strategia puramente difensiva (nel migliore dei casi) di cui giustamente parlavi. La crisi di risultati è legata anche ad altri fattori. Uno di questi è il martellamento massmediatico che dipinge il sindacato come inutilevecchioistitutonovecentesco; l'affermarsi di un clima culturale destinato al disimpegno. Tralascio le considerazioni circa la proprietà dei diversi mezzi d'informazione (non parlo solo del berlusca ma proprio del capitalismo italiano) ed ecco che quella che è una legittima critica a determinate scelte, a determinati uomini, ad una classe dirigente (onestamente molto spesso impreparata) diventa il rifiuto ed il disprezzo dell'istituto sindacale.
      Appare chiaro che le risposte di Bagnai sul tema mi hanno confortato. In conclusione non solo non mi farebbe schifo un fronte sindacale per così dire all'offensiva ma il mio invito è che si cerchi tutti di partecipare ad un simile cambiamento (senza gesti eclatanti ..ma pietra su pietra)

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  12. Professore, i danni collaterali dell'euro in Grecia sono sempre più gravi: "Grecia, la crisi arriva nei supermercati: cibo a metà prezzo ma già scaduto" (da il Fatto Quotidiano di oggi). Ma stiamo scherzando? Si vende cibo scaduto? E negli ospedali cosa faremo? Serviremo medicinali scaduti? Questo euro sta diventando un mostro sempre più pericoloso.

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  13. Truffaldino il servitore di due padroni.
    Il nostro è uno strano Paese ricco di cultura e di storia, come terra di conquista ha sviluppato l'istinto alla sopravvivenza, l'essere stati contesi fra potenze ostili ci ha fatti scettici ed opportunisti, per necessità più che per progetto.
    Dopo la guerra ci siamo ritrovati ad essere il marciapiede fra due botteghe contrapposte che sostenevano i rispettivi commessi affinché convincessero i passanti a servirsi di una delle due.
    La concorrenza ci ha favorito portandoci, in tre decenni, ad un grado di benessere mai raggiunto, ovviamente nulla era regalato: ogni conquista era per la bottega di fronte una perdita, preferibile però al fallimento dell'esercizio.
    Nel frattempo l'Europa cambiava: dal confino di Ventotene Rossi e Spinelli (1941-1944) scrissero Il Manifesto per un'Europa libera e unita, poi arrivarono: CECA (1951), EURATOM e CEE (1957), MEC (1968), il serpentone (1972), SME e prime elezione europee (1979), caduta del muro di Berlino (1989), Maastricht (1992), l'euro (1999-2002), Lisbona (2009), MES (2012).
    E le acque si intorbidivano. Piazza Fontana (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), questura di Milano (1973), Piazza della Loggia e Italicus (1974), Bologna (1980). Nel mezzo ci si misero anche fascisti e brigatisti a mantenere il pentolone in ebollizione.
    A mano a mano che aumentava l'integrazione, e scoppiavano i botti, i proclami roboanti si stemperavano in politiche "responsabili", i principi morali irrinunciabili cedevano al realismo. I segnali esplosivi ricordavano perentoriamente che eravamo pur sempre un marciapiede, non una bottega.
    Una vetrina s'è infranta al cadere del muro ma la commedia è proseguita.
    Da qui in poi una sola bottega: i commessi disoccupati han cercato un nuovo impiego, senza ripudiare il primo: formalmente l'obbiettivo era ancora convincere i passanti promettendo benessere e lavoro, ma dovevano dimostrare ai nuovi padroni di essere affidabili... gli esami non finiscono mai... da qui in poi i transfughi diventano figure patetiche.
    Sarà stata la lunga stagione della pacata responsabilità, gli agi ottenuti lontano dalle rigidità ideali, la scarsa propensione a mettere alla prova il proprio coraggio fisico, insomma l'istinto di sopravvivenza, ma mentre i neofiti blateravano di pace e progresso dissimulando la silenziosa ferocia dell'omologazione, altrove si lavorava lucidamente per azzerare i risultati di lotte che erano il riflesso di ben altri scontri.
    Oggi l'Europa è ancora li come continente; l'Unione europea è diventata la matrigna integralista che conosciamo; l'euro la frusta che ci sferza.
    Oggi i servitori della nostra storia, quelli che hanno servito due padroni, infiacchiti dai loro privilegi non sanno come dirci che sono stati usati. Spaventati dai botti, comprati dalle briciole.
    Dobbiamo esprimere una nuova classe dirigente libera da servitù pregresse, che riparta dalla contraddizione fra lavoro e capitale; che risponda a chi la elegge; che non abbia da perdere vantaggi e che ci consenta di riconquistare i nostri diritti; abbiamo ancora una Costituzione; una memoria, alcuni; qualche strumento statale formalmente democratico, sempre meno; abbiamo la possibilità di capire cosa ci hanno fatto; abbiamo sempre più fame.
    E' stato possibile una volta, si può rifare, non per ammansirci ma perché è l'unico modo per non finire massacrati.
    Il giochino si è rotto.
    Capirlo dovrebbe essere dovere e piacere di ogni cittadino.

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  15. mi scusi, professore, c'entra nulla con il post, o forse molto marginalmente, ma mi piace regalare questo sorriso e lei e tutti i frequentatori della sua casa. è una perla dell'altro giorno giratami dall'amico protagonista dell'episodio:

    Scambio di e-mail tra un mio amico, italiano, traduttore dallo spagnolo e un suo vecchio amico tedesco.

    Il traduttore: "Ciao Richard, come si dice in tedesco, in maniera molto perentoria "Io non ho nessuno", nel senso di una persona che non ha parenti né amici... sto facendo una traduzione e c'è un personaggio, un orfano, che è stato adottato ed educato da una signora tedesca, e ho pensato di fargli dire questa sola frase in tedesco. Ciao e grazie, spero di vederti presto."

    Amico tedesco: "Non esiste, che qualcuno non abbia nessuno: o abbiamo a che fare con una forma di autismo (sociale), quindi una irriconoscibiltà, della quale genesi ci dovremmo accertare o di una sorta di incomunicando, che palesemente in contrasto con la moda dei social-network dimostrerebbe un ulteriore ritiro dal publico verso il privato - l'isolamento è di conseguenza, se non di origine patogenica, comunque anche una scelta. Ti ricordo Ovidio, che nella sua ars amandi a prescindere dal soggetto ci consiglia di ritrovarci nei luoghi d'incontro, anche se sono comuni."

    Il traduttore: " Anche io sono dalla parte di Ovidio, ma l'autore così scrive: "Io non ho nessuno" che equivale a "Io non ho amici", "Io non ho parenti", "...non persone a cui appoggiarmi" e il personaggio che dice questa battuta ha avuto un'educazione tedesca... devo solo tradurre la frase, le motivazioni che hanno determinato questa solitudine fortunatamente non fanno parte del testo. Se puoi... se no, non ti preoccupare. Grazie"

    commento finale dell'amico traduttore (con spiccato accento partenopeo):
    "Poi dice che l'Unione Europea non funziona..."

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    1. Alle lezzzioncine a alla programmatica profondità che tanto faceva girare i coglioni al greco Savinio questi comunque non ci rinunciano...

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    2. Diciamo che la risposta dell'amico tedesco è una bella pompa, ovvero "un'articolata e profonda disamina di implicazioni psicosociali complesse e certo degne di nota" (contributo-pompa al goofydizionario), che sfugge, però, al richiamo grezzo della realtà: tali situazioni di solitudine esistono e, temo, sempre più diffuse e profonde.
      Diciamo: una paranoide negazione della realtà?

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    3. macché!
      comunque, sempre per conforto-godimento artistico, facevamo "La nostra anima" tratto da Savinio, appunto, rivisitazione del mito eros e psiche come saprà perfettamente. sappiamo che a un certo punto lei lo vede... e la descrizione di questo enorme fallo era esilarante, ovviamente la testa del membro non era altro che un elmetto tedesco da II guerra mondiale. il messaggio era chiaro.
      PS - la sora Psiche la faceva quel genio di donna che era Valeria Moriconi, ero in scena e tutte le sere ti quando arrivava alla descrizione ti veniva un brivido. non sapevi se di divertimento o terrore... cavolo, bei tempi :-)
      PPS per altro post: niente paura, le lavatrici si aggiustano. o si cambiano. come le monete :-) Notte.
      PPPPPPSSSSS - non so se è al corrente che pure il Cecov non li sopportava, i doichland!

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  16. per sindacati non vanno intesi i sindacalisti, molti dei quali sono brave persone.
    Così come quando si parla del M5S va distinto il movimento (che è fatto di brave persone) che lavora su questioni locali in maniera ambiziosa (no tav, no muos e così via) dal partito (che ha una visione fascista dell'economia e prende chissà perché voti da sx.. ahahaha scherzo, qualcuno di dx lo vota).
    e così per i sindacati.
    alla fine della fiera quando il n. 1 della FIOM è per l'euro e la bassa (oso dire: bassissima) inflazione di cosa parliamo?

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    1. Parliamo di dogmatismo ignorante, che da secoli fa danni ovunque venga praticato....
      (perche' gli ignoranti non dogmatici lo hanno capito da un pezzo che l'euro è stata una colossale fregatura)

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  17. Da Il Fatto Quotidiano di oggi:

    Ancor più pessimista l’agenzia Moody’s, che per l’Eurozona non si aspetta un ritorno a una crescita sui livelli pre-crisi prima del 2016-2017 e, nel suo ultimo report, avverte che ciò avverrà “solo in alcuni casi”. In particolare Moody’s punta il dito sui Paesi della sponda Sud dell’euro che, così come l’Irlanda, soffrono di un insieme di squilibri fiscali da risanare a costo della crescita e di una cronica mancanza di competitività. Mancando la leva della svalutazione (visto che l’euro è in comune con la Germania), la ripresa richiederà molto di più rispetto a economie come quella statunitense o inglese.

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  18. Ogni tanto mi chiedo perché negli ultimi secoli il capitalismo (nelle sue varie forme e fasi) ha sempre vinto su ogni altra opzione, possibilità o prefigurazione di società umana, come per esempio quella socialista? La risposta che mi do, un po' grezza (cioè non elaborata), è che il capitalismo non possiede un pensiero o una forma mentis precisi, da seguire e rispettare, non è sostenuto da un dover-essere vincolato a parametri ben definiti (come può essere quello socialista, in cui in nome dell'avvento della "verità" sono state e sono all'ordine del giorno lotte fratricide tra fazioni); il capitalismo ha solo un "essere" empirico, un "così-è" sostenuto dai suoi due "valori" fondamentali: il binomio profitto/sfruttamento, tant'è che nel mondo e nella storia si sono date e possono benissimo coesistere forme di società capitalistica religiose o laiche, a economia protezionista o liberista, democratiche o dittatoriali, parlamentari o presidenziali, ecc., a seconda della convenienza e della contingenza del momento.
    Ps.: riguardo al brano del post: "ho riposto con cura il mio poster di Marx, non lo ho buttato, non ho bisogno di odiarlo", direi che altri l'hanno buttato via troppo in fretta, con una foga sospetta. "Perché lo hanno gettato via? (il riferimento è al "foglio di carta vecchio e sgualcito che si chiamava 'La scienza della storia'"). Per la cruda morale dopo il crollo del campo socialista? Un ripiegamento 'tattico' dinanzi all'impeto dominatore dei marine boys e del neoliberismo? La "fine della storia"? E'passato di moda assieme alla voglia di lottare? Perché oggi una rivoluzione viene subito accantonata come utopia? Che cosa gli è successo, Gilly? Si sono stancati? Si sono annoiati? Si sono venduti? Si sono arresi? Non ne è valsa la pena? Non ne vale la pena?" (Sub Marcos, "Lettera ad Adolfo Gilly", 22 ottobre 1994).

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  19. Perché gli economisti italiani sono così in ritardo? Provo a dare una risposta. Perché l' Italia è la perla del quarto Reich, un po' l'equivalente di quella che era l' India per l'Impero britannico, e a venderla al peggior offerente c' è tanto da guadagnare, perché è evidente che i ritardatari sono in malafede.

    Forse avrei dovuto aggiungere che la citazione viene dalla bocca di Billy Anderton sindacalista mentre discute con un suo collega che sarà poi scoperto essere un militante del National Front, che non ci vedeva nulla di male nell'andarsi a sedere ai tavoli di sopra.

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  20. Riguardo al capitalismo, mi chiedo spesso quale sarebbe il valore sul mercato di una vita umana se essa si potesse scambiare per denaro.

    Oramai siamo 7 miliardi di persone che vivono a questo mondo, cosa impedisce veramente un'individuo di sfruttare un suo simile? Perche` individui superiori non possono usare la vita di altre persone come fossero pedine di un gioco, schiacciarle se necessario come zanzare e di trasformarle in strumenti, asini da lavoro in altre situazioni. Quale rispetto reciproco ci si attende tra individui differenti che vivono in un mondo nel quale non ci si sta` piu`?

    Il capo indiano Toro Seduto era nato in una terra dove i buoi scorrazzavano per le praterie, ed c'era un'equlibrio di Lotka-Volterra tra il cacciatore e la preda, quando era morto, non c'erano piu` animali liberi ma erano tutti in gabbia, come la sua nazione era stata espropriata chiusa nelle riserve.

    Il partigiano Lupo era figlio di un soldato che combatte` la battaglia del Vittorio Veneto, era nato in una terra dove gli uomini venivano usati al fine della nazione e suo padre che gli diceva quando era piccolo "Meglio vivere un giono da leoni che cento anni da pecora" era sopravissuto alla carneficina ed aveva avuto una prole numerosa. Il partigiano Lupo e` morto in una terra dove il verbo tace, la mente e` affuscata, la nazione invasa muore demograficamente.

    Roma, che ora ha paura di una guerra, che ha paura di morire, che non crede che l'anima sia immortale, e` stata la nazione che ha vinto la guerra piu` grande di tutti i tempi.

    Chiedetevi quanto valete come persone prima di disprezzare chi vuole usarvi come pedine. Chiedetevi se forse non e` il caso di far da pedina ad un progetto piu` grande, oppure se voi siete i prescielti di stirpe reale che useranno il prossimo invece che essere usati.

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    1. Il costo di una vita umana fabbricata nei paesi occidentali è di circa 45.000 euro. Molto più a buon mercato una vita fabbricata, per esempio, in India: sui 15.000. Sono i prezzi correnti per la maternità surrogata, un settore in grande espansione. Molto interessante la lettura del rapporto "Surrogate Motherhood- Ethical or Commercial" (spoiler: la risposta esatta è "commercial") del Center for Social Research di New Dehli (reperibile in rete, basta usare Google). In Italia la fabbricazione non è (ancora) legale, e dunque bisogna rivolgersi a imprese straniere. Una volta usciti dall'euro, i costi effettivamente lieviteranno. Chi è interessato si affretti.

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  21. Il fascismo storico ha fatto disastri ben più grossi dell'euro; però, per amor di verità va anche detto che sul piano della politica sociale era infinitamente meglio di tutte le sinistre europee di oggi.
    Introduzione dei contratti collettivi, riduzione dell'orario di lavoro a 40 ore, misure a protezione della famiglia e dell'infanzia, disciplina degli istituti di diritto del lavoro quali maternità, malattia, infortuni; abbassamento dell'età pensionabile a 55 anni per le donne e 60 per gli uomini, e introduzione della reversibilità della pensione.
    Se uno si presenta oggi con un programmino così gli danno del terrorista.

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  22. Mi trovo pienamente in sintonia con quanto scrive @Provinciale e sulle giuste osservazioni fatte da Bagnai. Anche io porto avanti, da diversi anni, con fatica e pochissime gratificazioni l'esperienza sindacale a livello lavorativo, nel mio caso comparto Enti Locali (fatica doppia, perché, oltre alla difesa dei livelli contrattuali, senti anche il dovere di cercare di costruire un'immagine positiva del dipendente pubblico nei confronti del cittadino/utente con cui interagisci ogni giorno).
    Certo, @Capitan Farlok coglie nel segno quando dice che il sindacato ha giocato solo “in difesa” per trent'anni, e anche io ho capito solo ora il perché, e solo ora ho capito perché ho assistito ad un lento ma inesorabile stillicidio di perdita di interesse e motivazioni politiche da parte dei colleghi, con conseguente calo di tesserati e proporzionale aumento di improperi da parte di chi dovresti difendere. Ed ha ragione Bagnai quando dice che il vero costo è quello delle “decisioni sbagliate” che la dirigenza si ostina a perseguire, perché loro, perdio, gli strumenti per capire dovevano e devono per forza averli.
    Infatti, mi arriva a casa l'ultimo bollettino di categoria dove, a p. 10, leggo un corposo articolo di Riccardo Sanna intitolato “La ripresa dell'anno dopo” (con tanto di grafico à la Goofy) in cui si afferma, giustamente, che le previsioni per la ripresa che il “libero mercato” offre sono quanto mai incerte e comunque lontanissime nel tempo. Occorre quindi, prosegue l'articolo, un “cambio di paradigma” (bene, dico io) che punti sulla “centralità del lavoro” (ottimo), e conclude: “Il Piano del lavoro proposto dalla CGIL si fonda sull'idea di rispondere alla crisi globale e al declino dell'economia italiana attraverso un forte sostegno alla domanda e alla riqualificazione dell'offerta, che avvenga proprio con un piano straordinario di creazione diretta di nuova occupazione, nuovi investimenti pubblici e privati, verso l'innovazione e i beni comuni”. Come sia possibile fare tutto questo, però, non si dice. La parola EURO, ovviamente, non compare assolutamente (anzi, sì, una volta, in forma indiretta, quando si parla “dell'eccesso di zelo nell'attuazione delle politiche di euro-austerità da parte del governo Monti”). Questo è lo stato dell'arte, a quanto ne so. La domanda che mi (vi) pongo è: a che gioco stanno giocando? Qual'è la linea che il mio sindacato sta portando avanti e che io dovrò sostenere alla prossima assemblea? Possibile che proprio loro non si rendano conto del vero scenario macroeconomico nel quale si gioca la partita? Ovviamente le mie sono domande retoriche (ma anche no) che andrebbero poste a loro. Chissà, forse avranno un piano B da tirare fuori al momento opportuno?

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  23. Avete ragione su tutto , il PD è il peggio del peggio, però l'espressione "fascismo rosso" andrebbe evitata , è una cosa che starebbe bene in bocca più ad un Giuliano Ferrara che a noi.
    SIA CHIARO : io non sono indignato perché dite che la politica abbracciata dal PD è una politica fascista, sono d'accordo anch'io, io sono indignato che affianchiate il PD al colore rosso !
    Il PD in quanto partito liberista è a tutti gli effetti un partito di destra.
    E come ha ricordato il Prof. qualche giorno fa , su certe montagne ci sono molti cadaveri malamente sotterrati di persone, la maggior parte che si consideravano "rosse", che hanno combattuto per la nostra libertà .

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  24. penso che il "fascimo rosso" sia molto elegante come forma di espressione di partiti come PD e SEL (oh, dimentichiamo i Vendola's).
    diciamo che spiega benissimo il fatto che con modi soft, con una visione "sognante" di un eldorado internazionalista sono riusciti a far ingoiare una delle butade più grosse della storia.
    ma alla fine della fiera hanno avuto (i loro capi, non loro che sono marionette qualsiasi) ragione perché lo zoccolo duro lo avranno sempre.
    cambieranno nome, un po' di cosmesi.. oh, su facebook per loro i tormentoni sono sempre gli stessi: a) è colpa di quello di Arcore; b) usciamo e chi ha redditi fissi pagherà un conto salato; c) chi vuole uscire dall'euro sono quelli di estrema destra quindi avendo torto per definizione bisogna rimanerci.

    detto questo.. tre fasi della crisi sono passate, ora arriverà quella definitiva.
    ma loro rimarranno sempre nello loro trincee.
    perché so' fichi rossi di sinistra..

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    1. Loro sono i primi a dichiararsi non di sinistra e certamente non comunisti quindi non vedo perché attribuirgli il titolo onorifico di "rossi".
      Ma se proprio insisti...
      ...almeno chiamali "fascisti rosa".

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  25. @Massimo Gabrielli
    ora, bisogna distinguere tra poveri sindacalisti che fanno il loro dovere in fabbrica e sindacalisti che dirigono.
    i primi non possono avere colpe ma sono teleguidati sulle linee generali!
    se ti insegnano per 30 anni che l'inflazione è nemico del proletariato e che l'euro ci ha difesi (come no) hai voglia di dannarti.. non serve a nulla!

    la difesa per 30 anni non è esistita perché non si sono difesi i lavoratori ovvero la lira in primis e il resto (BdI, politiche di precarizzazione e via dicendo)

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    1. I popoli non brilleranno per prontezza di riflessi, ma sono assai più intelligenti di quel che pensano (e sperano) le sinistre europee, che infatti cominciano a sentire un certo freddo nelle ossa e li bollano come "populisti" (i popoli sono populisti: e che dovrebbero essere, elitisti?)
      Analizzando il voto di operai, impiegati, tecnici e funzionari in Italia si vede che nelle elezioni 2008 e 2013 hanno votato più per il centrodestra che per il centrosinistra. Nelle elezioni 2013, la maggioranza degli appartenenti a queste categorie ha votato per il M5S. Si veda qui: http://www.demos.it/a00831.php

      La tendenza è ancora più netta in Francia, dove esiste un partito popolare, antieuro e antiUE come il FN. Nelle elezioni presidenziali del 2012, "Tous les instituts de sondages ont cette année placé en tête au premier tour chez les ouvriers Marine Le Pen (28 à 35 %), devant successivement François Hollande (21 à 27 %) et Nicolas Sarkozy (15 à 22%). Le candidat du Front de Gauche ne réalise pas la percée escomptée dans le segment particulièrement symbolique pour lui du vote ouvrier." Molto significativo il fatto che "Le premier parti du vote ouvrier reste l’abstentionnisme." http://www.jean-jaures.org/Publications/Les-notes/Ou-en-est-le-vote-ouvrier

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  26. Ottimo prof. l'intervento a tgcom24 anche se ci e' toccato sorbirci per mezz'ora letta con la sua favoletta.

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  27. Da wikipedia

    Nella seconda metà del Novecento il consequenzialismo è stato rivisto e ha subito, soprattutto ad opera del Premio Nobel per l'economia John Charles Harsanyi e del filosofo statunitense Richard B. Brandt, le seguenti critiche ispirate alla morale deontologica:
    ritenere che l'agire umano non possa valere di per sé ma desumi il valore morale dalle conseguenze estrinseche;
    il mancato rispetto per la propria persona, il cosiddetto "principio di Caifa" secondo il quale si possono sacrificare valori, sentimenti persino la vita di un singolo innocente se questo permette di conseguire il benessere sociale;
    il carattere estremistico e massimalista del consequenzialismo che impone comportamenti estremi per la massimizzazione delle conseguenze rendendo così evanescenti azioni altrettanto doverose anche se non portatrici di grandi conseguenze

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