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sabato 20 luglio 2013

Monetine non ne lancio più...



(canzonetta sull'aria: "Caramelle non ne voglio più...").

(voglio bene a Celso che è un lettore attento e partecipe e mi ha anche dato una mano ad oppormi al piddino di turno in una circostanza recente. Non me ne vorrà se cito questo scambio, dove, pur apprezzando l’intento disperatamente sarcastico della sua battuta, apprezzo anche le precisazioni degli altri lettori. Lo spunto, lo capirete, è l’uscita ‘à la Juncker’ del nostro amato ministro dell’economia circa l’opportunità di svendere al capitale estero aziende pubbliche profittevoli).


Celso ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Just in case...":
Ma non possiamo almeno immaginare un lancio di monetine sul ministro? Non era una pratcia di moda, quando l'italia era un po' migliore di ora?
Postato da Celso in Goofynomics alle 19 luglio 2013 18:39


Jorg der Krampus ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Just in case...":
C'è una differenza. Ora non abbiamo più nemmeno le monetine da buttare via.
Postato da Jorg der Krampus in Goofynomics alle 19 luglio 2013 20:41


diego ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Just in case...":
@Celso
solo che "quando l'Italia era migliore" sarebbe stato più opportuno lanciare le monetine su Ciampi e Amato invece che su Craxi.
Postato da diego in Goofynomics alle 19 luglio 2013 21:49


Roberto Buffagni ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Just in case...":
Temo che lei abbia scelto un esempio sbagliato. Il lancio di monetine su Craxi davanti all'Hotel Raphael è, insieme al filo di bava che cola dall'angolo della bocca di Forlani interrogato da Di Pietro, uno dei simboli dell'operazione Mani Pulite, una delle operazioni più sporche dell'intera storia italiana (che non ne annovera poche). Con tutti i difetti e i limiti che aveva la classe dirigente della Prima Repubblica, essa era comunque una classe dirigente eletta con un sistema proporzionale, che dunque rispondeva dei suoi atti al popolo italiano; nel contesto di Yalta, cercava comunque di conservare un margine di sovranità (e infatti aveva, per esempio, una politica mediterranea rispondente agli interessi nazionali); e disponeva di strumenti di politica economica e monetaria. Poi, certo, faceva la cresta sulla spesa: però la spesa la portava a casa. Dopo il lancio delle monetine e la moralizzazione della vita politica nazionale, abbiamo un'Italia a) più debole b) più asservita a potenze straniere c) più corrotta d) più povera e) più oligarchica: e che dopo aver svenduto, nel corso di Mani Pulite, buona parte delle industrie pubbliche italiane, si prepara adesso, in questa operazione Mani Pulite 2, a svendere anche l'ENI. Ah, dimenticavo: grazie a Mani Pulite ci siamo pure sorbiti Silvio Berlusconi, il grande statista; abbiamo lanciato la carriera folgorante di Mario Draghi (all'epoca direttore generale del Ministero del Tesoro), il grande economista; e abbiamo fondato i vari avatar del PCI, dai Ds al PD all'ala sinistra del PUDE, il grande partito.
Insomma, mi permetto di consigliare a tutti di pensarci bene, prima di lanciare monetine.
Postato da Roberto Buffagni in Goofynomics alle 20 luglio 2013 09:04

(in effetti, sono d’accordo con Roberto, il quale ha anche ragione nel sottolineare, come ho fatto anch’io su Twitter, che il problema non è tanto la dichiarazione di Saccomanni, quanto la sua smentita. È quest’ultima a indicare nettamente che il nostro governo sta applicando il metodo Juncker e che quindi la svendita è già decisa . Il resto è solo strategia di comunicazione. Scommettiamo? Abbiamo un’unica possibilità: facciamo capire che abbiamo capito. Un compito che ovviamente incombe a noi, non potendo evidentemente contare per questo sui venditori di fumo delle ‘fire sales’...).

157 commenti:

  1. Sono nuovo come forumista, ma seguo il blog da diversi mesi. Dopo i doverosi complimenti alla maestosa ed eroica opera del Prof., che non perderò mai occasione di ringraziare abbastanza, consentitemi di dissentire pacatamente sull'inutilità del tristemente famoso utilizzo del lancio di monetine.
    Non dobbiamo ragionare su chi nel passato, a torto o ragione, lo abbia subito, ma agli effetti che ha prodotto sull'opinione pubblica.
    Un evento così eclatante, rivolto ad un Ministro della Repubblica, sarebbe logicamente visto dai più, non come una protesta personale nei confronti di un soggetto di cui non si conosce neanche il curricula, bensì come una manifestazione di consapevolezza nei confronti di una decisione politica, che è ovvio, non può essere ascritta al singolo personaggio, ma a tutto l'esecutivo.
    Se il nostro problema è la visibilità, ritengo che il lancio "controllato" delle monetine, possa rappresentare una modalità meno cruenta di quelle che ci potrebbe comunemente aspettare in una situazione kafkiana come quella del nostro Paese.

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    1. Mi sembra un'osservazione sensata, e in fondo questo è il messaggio che credo di dare. Anche a fronte di una decisione già presa è essenziale manifestare con forza il proprio dissenso. Mi piace anche il plurale di curriculum: queste persone ne hanno almeno due, uno dei quali non ci sarà mai perfettamente noto.

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  2. Per chi non ha la fortuna(?) di poter vedere dal vivo il Ministro dell'Economia e manifestargli tangibilmente il proprio dissenso, avevo pensato che potesse andar bene anche un mail bombing all'indirizzo e-mail del Ministero: sorpresa, il sito è chiuso, per "manutenzione programmata" fino al 21 luglio e non è contattabile in alcun modo! Non è curioso e soprattutto tempestivo?

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  3. Se vabbè, se però adesso dobbiamo rivalutare Craxi addio, c'è un limite a tutto.

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    1. Chiariamo un concetto: rivalutano Craxi quelli che mandano in giro come un santino il video dove l'amico, in sahariana, dice che l'euro sarà un inferno. Qual è il problema? Gli sfugge un dettaglio, la sahariana. Prima di esser stato cacciato ad Hammamet non mi risulta avesse fatto simili denuncie (anche se grazie agli amici storici sto notando come il Psi, più del Pci, abbia tenuto aperto il dibattito sul "divorzio" per tutti gli anni '80). Ora, il dato è che la svendita del '93-'96 non l'ha gestita lui. In questo senso il bersaglio delle monetine credo fosse sbagliato. Poi ci sarebbe da capire perché lui non abbia denunciato prima certe criticità (visto che Napolitano c'era riuscito nel 1978), come si sarebbe comportato se avesse dovuto "gestire" lui la svendita, e se sia stato rimosso anche per dissapori sul come gestirla. Tutto questo è ovviamente lavoro per gli storici, e qualcunonci sta lavorando, o forse ci ha già lavorato.

      Teniamo però presente che (in quel poco che ho visto) anche lo storico, se usa le lenti della PUDEnomics, che qualsiasi giornale gli inforca, anziché un banale manuale di macro, fatalmente tenderà a dare letture selettive. Senza pontificare, cioè creare ponti fra i saperi, non si arriverà a uno straccio di verità condivisa.

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    2. Ma era una battuta Alberto, stavo facendo il piddino, rispondono sempre sta cosa quando gli dici che Mani Pulite mica è quello che gli han spacciato. Figurati. Craxi si lamentò anche con Amato e Ciampi per la difesa strenua della Lira, c'è un articolo anche sul Corriere, se lo ritrovo, ma io ho l'impressione che come ha ricordato Castelli (ex ministro, leghista scemo quanto volete, ma ex ministro della Giustizia) in un'intervista recente, su certe cose i poteri del governo italiano siano limitati dal dopo guerra (avendo noi perso la guerra) e non è l'unico ad averlo detto. E se ci provi, scatta il meccanismo con De Benedetti a far da stampella.

      Comunque, era una battuta, questo voglio sia chiaro.

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    3. Ringrazio il Prof per la puntuale precisazione, ad una prima lettura, in effetti, mi ero un po' spaventato... Anche perché, ad esempio, Berlusconi è oggettivamente una creazione di Craxi (vado a memoria, ma mi sembra di ricordare che fu il socialista a dire: "alle televisioni ci pensa Berlusconi", o qualcosa del genere. Cercherò di trovare la fonte)

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    4. Questo è stato argomento di discussione in spiaggia a Viareggio mentre aspettavamo il terremoto!!

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    5. Fornisco la mia soluzione di compromesso alla vostra diatriba:
      1) monetine di bronzo (1,2,5 cent) x Craxi, Forlani and co
      2) monetine argentate (10,20,50) x amato, Ciampi and co
      3) monete da 1 e 2 euro (i tagli grossi) x i ladri dell'ultimo oro della patria (ENI, Enel, Finmeccanica, demanio statale, opere d'arte e quant'altro resta da saccheggiare.... Perdono! Volevo dire "valorizzare o privatizzare" scegliete voi.

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    6. La rivalutazione di Craxi può essere vista come la svalutazione di Ciampi, Amato, Letta. O no?

      Opporsi a questo processo potrebbe stare ad indicare (da parte di alcuni) una volontà di non mettere in discussione i dogmi mediatici sui Grandi Satana, Artefici di Ogni Inganno. Dogmi che vogliono appunto far passare in sordina le idiozie criminali di certi personaggi.

      Seguire i soldi: erreciessi, Espressi, Soli24/7, Stampe e Messaggeri...

      Starò dicendo l'ovvio, ma mi sembra che qualcuno si rifiuti di trarre, dall'ovvio, le più immediate e logiche conclusioni.
      Un brianzolo arricchito pare essere l'unica cosa messa ben a fuoco dai media negli ultimi vent'anni.

      E intanto... Autobuche SPA, vendite ad amici anzichè nazionalizzazione (chissiricorda la olivettE? l'alfa?), SIP allo sfascio, IRI idem con patate, deindustrializzazione, mancata politica moentaria e industriale, giovani che studiano fino a trent'anni sperando che le cose si aggiustino nel frattempo, sparizione dei risparmi delle famiglie, mancata politica estera...

      Nessun dubbio sul malcostume che portò a questo stato di cose.
      Parecchi dubbi sui santissimi padri della patria che fecero l'esatto opposto di ciò che avrebbero dovuto, passando invece per salvatori dell'economia (gente che paga gli ScaRfaLi, solerti propagandisti).
      Siamo finiti dalla padella alla brace, però con un sacco di gente che ci raccontava che era una brace salvifica che ci avrebbe purificato dai nostri peccati.

      Per un po' ci si può credere, magari, ma dopo vent'anni ci si domanda "non è che questo purgatorio di cui non si vede la fine è semplicemente un inferno?"

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    7. Ricordo a voi gentili lettori che a lanciare le monetine a Craxi fuori il Rafael, c'era anche un giovanissimo esponente dell'MSI di nome Franco Fiorito... e ho detto tutto!

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    8. Alberto Bagnai scrive: "Poi ci sarebbe da capire perché lui non abbia denunciato prima certe criticità (visto che Napolitano c'era riuscito nel 1978), come si sarebbe comportato se avesse dovuto "gestire" lui la svendita, e se sia stato rimosso anche per dissapori sul come gestirla."

      A mio avviso, la classe politica che è stata spazzata via da Mani Pulite non avrebbe proprio gestito la svendita (di gioielli industriali con la scusa del debito pubblico), proprio perché il sistema del parastato era una delle basi del proprio potere.


      In altre parole, quella classe politica non avrebbe svenduto.

      E questo è a mio avviso uno dei motivi principali per i quali è stata spazzata via.

      Fino al 1989 quella classe politica serviva contro il pericolo rosso, e si lasciava fare.

      Dopo il 1989, cose che fino a quel momento sarebbero state impossibili sono diventate magicamente possibili, naturali, possibilissime.

      La superpotenza che ha vinto la guerra fredda ha pianificato per bene l'assetto postbellico secondo i suoi interessi (che sono in buona parte sovrapponibili a quelli delle multinazionali) e non poteva certo lasciare un paese importante come il nostro in mano a partiti che pretendevano di continuare a comandare come se nulla fosse accaduto.

      Mani Pulite è stata anche una PSYOP. Chi allora viveva all'estero ha forse percepito meglio questo aspetto.

      A parte i suddetti motivi strategici, ci sono forse anche motivi personalistici o particolaristici: con Sigonella Craxi ha umiliato importanti funzionari statunitensi, che si sono poi vendicati; la Chiesa ha creduto che fosse preferibile la caduta della DC in quanto avrebbe potuto far sentire la sua influenza attraverso più partiti invece che attraverso un solo partito. Eccetera.

      Segnalo questo interessante articolo (in cui traspare tra i personaggi, pur non essendo nominato, il Cardinale Martini):

      https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:FUWgmLw7BykJ:archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t%3Debook%26file%3D/golpdf/uni_1998_11.pdf/14CUL01A.pdf%26query%3DMassimo%2520Adinolfi+&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEEShd4-DN6NuccTNm_XzYFq7KRmmKueYRWe1EoJYf8A4mLN1y3l8cZfHsKa-Orsc_1RV3s9R4hlSRgcKlR3e8zHxtmVeyrnnb5gXcVuklSpuHu2QHiPKIdEN0JS8wAk3b_d4ZXPQ4&sig=AHIEtbTsg-obmxMUtNh6s0EzZi1nF96e-w&pli=1

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    9. giusto per aggiungere qualche elemento sembrerebbe che Craxi sia stato parte della progettazione dell'ascesa del nostro amico di Arcore, che è comunque legato agli interessi €uropei, anche dall'esilio. Giusto per aggiungere qualche tassello sul fatto che comunque anche lui non fosse esattamente un che Guevara a favore del popolino.

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    10. http://www.archivionline.senato.it/scripts/GeaCGI.exe?REQSRV=REQSEQUENCE&ID=236483 luglio 1992...si vedano pp 13 e 14...forse qualcosa cominciava a capire

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    11. @Meloni

      Commento di rara inutilità per l'ovvietà del contenuto e per la lateralità rispetto al messaggio che vorrei dare, ma che viene comunque pubblicato "alla carriera".

      (commento laterale significa: farla fuori dal vaso).

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    12. @Alberto penso che conoscere il dettaglio che dall'esilio il buon Bettino consigliasse il buon Silvio possa aggiungere qualche elemento per valutare la complessità del personaggio politico e dei giochi nei quali era coinvolto. Tutto qui, ma non mi pare poco. Non era un modo per smentire l'analisi riportata qui che mi trova comunque d'accordo.

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    13. Precisazzione: il cinghialone in sahariana se fosse stato cacciato dal suo paese sarebbe stato esiliato (qualcuno userebbe la locuzione "costretto alla fuga"...), se fosse sfuggito all'arresto sarebbe stato un latitante. Propendo per la seconda. Scusate l'ovvietà. E' morto, pace all'anima sua, davvero.

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  4. ieri, al lavoro, come tutti i giorni, ho ricevuto le informazioni finanziarie da un giovane analista di una nostra banca corrispondente (un piccolo istituto centrale di BCC).

    Ho trovato questa affermazione, a proposito dei rapporti di cambio del Rand sudafricano:

    il Rand sudafricano si è
    apprezzato, come altre divise emergenti, grazie ad un positivo clima di
    propensione al rischio. Il cross EUR/ZAR è quindi sceso dal massimo di
    periodo in area 13,50 fino a negoziare ieri a 12,90 (-4,4%). Nonostante
    questo recupero, la divisa sudafricana rimane una delle peggiori in termini di
    deprezzamento contro la Moneta Unica da inizio anno. L'economia rimane
    caratterizzata da un ampio deficit di partite correnti ed alta inflazione, due
    elementi che vedono nella perdita di valore della divisa locale il principale correttivo" (leggasi svalutazione)

    Questi specialisti di finanza sono formidabili: dopo aver scritto che il principale correttivo
    per situazioni di deficit di partite correnti (ad es. verso la Germania) ed elevata inflazione
    (sempre in termini differenziali con la Germania), è la perdita di valore della divisa (leggasi svalutazione),
    neanche sotto tortura ammetterebbero che il nostro principale problema (Italia) è il cambio rigido (l'euro),
    invece di debito pubblico / casta / corruzione / bunga-bunga.

    possibile che nel mondo della finanza per bene, quella che fa ancora credito alle piccole imprese ed alle famiglie, non si diffonda un po' di consapevolezza, come mirabilmente fatto in questo e alcuni altri blog ???

    Romano

    RispondiElimina
  5. Mi permetto di dissentire sulla rivalutazione dei personaggi della Prima Repubblica. La consapevolezza del baratro in cui stiamo sprofondando a causa delle "seconde file" succedute ai personaggi di spicco della Prima Repubblica, non deve in nessun modo portare a rivalutare personaggi che hanno consentito ed alimentato uno sfascio morale e civile direi strutturale della nostra pseudo Repubblica. Se oggi riescono ad imporci qualunque decisione con un odioso paternalismo è anche grazie ad un costume imposto proprio dai "vecchi" politici. E' vero che ora siamo più poveri e che la nostra autonomia in economia è inesistente, ma nella Prima Repubblica i soggetti politici erano altrettanto asserviti a potenze straniere (forse di più...), per non parlare della corruzione dilagante. I margini decisionali in economia erano sicuramente maggiori, ma non completi. Basti pensare a quello che è successo ad Enrico Mattei. La principale differenza degli "attori" politici è che per i "precedenti" (almeno nelle prime file) le azioni erano dettate dalla "ragion di Stato", anche le peggiori (almeno fino all'avvento del craxismo), ora si procede in nome di se stessi e di una "ragione d'Europa" che ci sta annichilendo. Inoltre l'enorme ricchezza che avevamo prodotto ed accumulato nella Prima Repubblica per quanta parte è stata indirizzata ad interventi produttivi strutturali e per quanta parte è stata irrimediabilmente sperperata? E la spaventosa differenza è che ora la corruzione sembra normativamente concessa, mentre nella Prima era accettata e da tutti conosciuta ma ipocritamente negata.
    Diverso dal discorso sui "personaggi" è il discorso sulla struttura dello Stato e la sua capacità di intervento in economia. Naturalmente è quella che differenzia notevolmente la Prima dalla Seconda Repubblica ed è a quella che bisogna guardare.
    Scusate lo sproloquio, ma credo che la rabbia e le giuste ragioni non debbano comportare il rischio di diventare "reazionari".

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    1. Prima Repubblica, seconda repubblica....l'errore, storico, che si commette è quello di lasciarsi condizionare da categorie giornalistiche che con la Storia hanno poco a che fare.
      Coinvolgere Mattei in un discorso moralistico è altrettanto riduttivo e poco cosciente. Ricordiamo tutti le grandi battaglie contro le sette sorelle e il bel patriottismo di dare energia, soldi e lavoro a classi, ceti, sociali di quella generazione che erano alla fame. Ma, deh, Mattei di mazzette a giornalisti e politici ne passava non poche per ottenere i suoi fini...
      Ricordiamo inoltre che tutte le più importanti leggi civili in Italia furono fatte dalla fine degli anni settanta a metà degli anni ottanta, quando il processo di sviluppo era "maturo".
      Dal referendum sulla scala mobile qualcosa cambiò...
      Un conto è la repubblica degli sturzo e dei togliatti, un'altro è la repubblica del caf.
      Ma, sotteso a questo filo di analisi ce ne sarebbe un altro, più macro. Caduta del muro di berlino e globalizzazione, morte del vincolo esterno rosso per i nipotino incapaci di togliatti, e figli incoscienti di berlinguer, per la nascita del vincolo esterno moderno, magnifico e progressivo, liberalista e a la page, segnato dalla morte del PCI con la nascita del PDS di Occhetto (!).
      Da allora in poi la rivoluzione degli equilibri politici in Italia si è mossa in sudditanza con una più macro rivoluzione degli equilibri mondiali. I nostri pseudo leader (o lider) hanno agito più con logica di cricca, di gruppo, spesso per fini personali, piuttosto che con vero senso dello stato, che, con pur mio sommo rammarico, devo riconoscere più in un craxi che in un (scegli a caso il nome di un politico degli ultimi venti anni).
      La storia è complicata nei suoi epifenomeni, seppur lentamente e con fatica, le linee generali si stanno dipanando.
      Ma, per cortesia, non si faccia di tutta un'erba un fascio. A ragione o a torto, è esercizio inutile.

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    2. @Nonso Setu
      Solo ora riesco a rispondere e spero di essere pubblicato e letto.
      1) La mia era una semplice risposta ad un post il cui senso sembra essere: che schifo la Seconda Repubblica quanto erano bravi i politici della Prima Repubblica. Il senso di quello che scrivo va in questo contestualizzato. I termini Prima e Seconda Repubblica possono non avere alcun senso storico, ma in questa sede vengono utilizzati per semplicità comunicativa. Altrove si può amabilmente discutere se abbiano un senso storico oppure no,o quale senso debbano avere.
      2) Dove sarebbe l'intento moralistico del richiamo a Mattei? Fermo restando che in una discussione libera si cita chi si vuole senza tabù, quello che scrivi conferma appieno il senso di quanto da me affermato. Mattei è stato l'esempio: a)della distribuzione senza ritegno (non c'è alcun sottinteso moralistico, era semplicemente così, come sostieni anche tu) di mazzette tipico della Prima Repubblica (continuo ad usare tale definizione per semplicità comunicativa...) b)del fatto che il nostro è sempre stato, anche nella Prima Repubblica, un Paese a sovranità limitata.
      3) Il resto di quanto scrivi trovo sia coerente (in parte assolutamente identico) a quanto da me sostenuto. Specifico che ovviamente il contesto macroeconomico è diverso, così come diverso è il tipo di legacci che ci bloccano. Nel periodo della guerra fredda, in un contesto di economie tendenzialmente chiuse, il ruolo dell'Italia era strategico da un punto di vista geopolitico e per questo ci era concessa una maggiore libertà di azione in campo economico, sempre all'interno di uno spazio che non intaccasse interessi internazionali. Nel periodo successivo (per farla breve) ci hanno asserviti alla logica del PUDE, rendendo normativamente sancita (addirittura nella Costituzione) la nostra sovranità limitata.
      4) Nessuno vuole fare di tutta l'erba un fascio. Qui ci si limita a rispondere ad argomentazioni specifiche.
      5)(Riferito all'orda di post craxisti che stanno riaffiorando come funghi) Basta con la storia di Sigonella: ci avete ampiamente rotto le balle. Se avete altre argomentazioni tiratele fuori. Altrimenti tacete per sempre.


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  6. potendo andrei anche più indietro. il nodo, per me, resta quel 9 maggio 1978. da lì in poi è cominciato il declino...
    non fu dicembre del '78 quando entrammo nello SME? e poi l'81, ecc. ecc. ecc.
    comunque si ringrazia Celso per la battuta. se si scuotono i commenti, vuol dire che qualcosa che sulla pelle brucia, c'è!

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  7. @Roberto Buffagni
    E’ vero che l’Italia dei primi anni 90 del secolo scorso aveva ancora un margine di sovranità, ma furono proprio i governi di allora che iniziarono a cederla, con la firma del Trattato di Maastricht (7/2/1992), elaborato nei due anni precedenti, quando il CAF di Craxi, Forlani e Andreotti decideva le sorti della politica italiana. Le monetine furono tirate a Craxi il 30 aprile 1993, a mio avviso ampiamente meritate, insieme agli altri 2 compari del CAF. Mentre Amato e Ciampi erano allora personaggi minori, anche se quest’ultimo corresponsabile con Beniamino Andreatta del divorzio tra Tesoro e BdI.
    Non voglio polemizzare, ma solo evidenziare che è proprio grazie a quella classe politica al potere negli ultimi anni della Prima Repubblica, che furono poste le basi di molti disastri successivi, certo anche accentuati dall’insipienza della classe politica della Seconda Repubblica, in buona parte composta da riciclati e personaggi di secondo piano della Prima.

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    1. Guardi, con me lei sfonda una porta aperta. La Prima Repubblica non era il Bengodi o la Città Ideale. Era però un sistema politico e sociale nel quale gli italiani, organizzandosi, avevano modo di influire almeno un poco sulle decisioni politiche di fondo che costruivano le condizioni di esistenza per tutti. E' poco? Sì, è poco, ma se lo si confronta con il niente di oggi diventa moltissimo.
      Quanto a Craxi, essendo per mia fortuna vergin di servo encomio e di codardo oltraggio, oggi posso dire senza problemi quel che ne penso. Craxi fu un uomo politico di second'ordine, che naturalmente, messo a confronto con il collaborazionisti che ci governano attualmente ci fa la figura del grande statista tipo Cavour: ma non lo fu. Quel che voleva fare e fece fu: sottrarre il PSI all'abbraccio mortale del PCI, portarlo al governo. Per riuscirci, trovò un compromesso con il centro doroteo della Democrazia Cristiana (da cui il famoso CAF). Problemino: il centro doroteo della Democrazia Cristiana aveva un obiettivo solo, sopravvivere. Sopravvivere è importante, ma non voler morire non basta a dettare una strategia. Dopo la sconfitta della sinistra sociale morotea in seguito al rapimento Moro, a prendere il timone strategico della Democrazia Cristiana fu l'altra metà della sinistra DC, quella tecnocratica di Andreatta. Craxi si alleò anche con questa corrente politica, appunto per realizzare il suo obiettivo (portare il PSI al governo). Poi, per carattere e cultura, Craxi non avrebbe digerito mai senza reagire e combattere quel che avvenne tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio del Novanta. Tentò di opporsi, fu sconfitto per via giudiziaria, e gli mancò (sua principale responsabilità, a mio avviso) lo scatto d'orgoglio del "muoia Sansone con tutti i filistei". E' probabile che sia stato minacciato e intimidito, lui e la sua famiglia: si stavano muovendo Cose Forti veramente pericolose, in quegli anni, e c'era effettivamente da rimetterci la buccia. Mi dispiace, anche per lui che è morto male, che non se la sia sentita di rischiare tutto; come sarebbe stato suo dovere, perché la politica è, al fondo, conflitto a morte.

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  8. @Bruno: "minori" un par de cojoni! Responsabilità semmai più gravi, visto che posti occupavano e che non hanno subìto diktat dai succitati, anzi! No no, nessuno sconto, prima fila ad €urimberga.

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  9. Un giorno di tanti anni fa conocqui una persona che mi parlò dei 2 personaggi del momento , CRAXI e ANDREOTTI , sapeva veramente molte cose data la sua posizione , ma la cosa che mi ricordo bene è stata la definizione umanistica : sono molto simili , la differenza è che il primo pensa come ad un dittatore del centro america che può disporre del popolo come vuole e il secondo che il popolo è pieno di peccatori e il disporre di esso è uno modo per fare espiare i loro peccati .
    A parte queste considerazioni la cosa che mi turba veramente è che morto in contumacia il primo personaggio , mi sarei aspettato almeno un minimo di vendetta, un po di sana rivalsa 'muoia Sansone e lo seguano anche i filistei' non dico una rivoluzione ma insomma almeno qualche stoccata , invece il nulla , proprio da vera associazione mafiosa , dove muore il padrino prendendosi in carico le colpe in un silenzio assordante .
    Fortuna che ci sono persone che non credono a queste cose e pensano che è sempre tutta colpa delle genti

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    Risposte
    1. Queste le parole di un' altro processo politico -Dimodoché sia voi, giudici, sia tutti quanti gli uomini dovrebbero, io penso, non temere la morte e rammentare invece una cosa: che per un uomo buono non vi è alcun male né nella vita né nella morte."E perciò, benché l'intento di coloro che mi hanno condannato sia stato di farmi del male, io non serbo rancore né per coloro che mi han condannato, né per coloro che mi hanno accusato.
      "Tuttavia il tempo va mancandoci ormai: a me, per morire, a voi per vivere. E per chi di noi sia meglio, lo sa soltanto Dio."
      Socrate

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    2. Passi tutto, ma conocqui proprio no!

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    3. Dai, ma era uno scherzo! A me piaceva (o meglio, a me piabbe) leggerlo.

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  10. Quanta confusione su mani pulite, e quanta tristezza... tangentari riabilitati, Craxi, Forlani, Andreotti e Cirini assortiti elevati a patrioti "che almeno la spesa la portavano a casa" (sì, a casa loro però). Ok, quella gentaglia era comunque un po' meno peggio del pattume che abbiamo adesso, Mani Pulite è stata "lasciata accadere" per convenienza politica (un po' di complottismo non guasta), il debito pubblico non deriva dalle ruberie, eccetera. Mi sta bene, sono d'accordo. Ma Cristo, almeno risparmiatemi che Mani Pulite in sé è stata un'operazione indecente. Indecente era chi si comprava gli appalti e i politici conniventi e chi faceva trattative con la mafia, questi erano indecenti, non chi li metteva in galera. Certe cazzate risparmiatemele, almeno oggi, a un giorno dalla ricorrenza di via d'Amelio.
    Curioso poi che si dimentichi che è stata proprio quella classe politica a gettare le basi della svendita del nostro paese (e a fare la legge Mammì, per quelli che B è colpa di mani pulite...).

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    1. Cercherò di essere breve anche se l'argomento richiederebbe molto approfondimento...mani pulite è servito in primo luogo a nascondere la prima colossale svendita dello stato, in secondo luogo a togliere di mezzo personaggi che probabilmente dissentivano (verosimilmente solo per interessi personali)...a cosa invece non è servita? ad eliminare corruzione e ruberie varie che sono purtroppo aumentate e cambiate di forma (la stessa svendita agli amici dei nostri patrimoni penso sia un furto ben più grave delle ruberie precedenti). Non è per riabilitare Craxi, ma paragonando,mi sembra che abbiano preso un ladruncolo e lasciati tranquilli e beati i narcotrafficanti e i loro traffici.

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  11. Va bene siamo tutti d'accordo: coi "se" e coi "ma" non si fa la storia.
    Eppure io mi sono chiesto: cosa avrebbe fatto Prodi a Sigonella?...E cosa avrebbero fatto i suoi colleghi Ciampi Amato D'Alema o Monti? Cosa avrebbe fatto lo scodinzolante Letta? Naturalmente è impossibile dare una risposta (si fa per dire...) e la mia domanda retorica rasenta la demagogia perché metto avanti un argomento non inerente con l'economia o con la svendita del patrimonio produttivo pubblico. Lo so.
    So anche che Craxi, da leader politico, non ha mosso un dito contro il trattato di Maastricht. Questo è un dato di fatto, del resto ha avuto modo di farlo?...La ratifica parlamentare in effetti ebbe luogo solo nell'autunno del 92 in piena tempesta giudiziaria...
    La vicenda di tangentopoli è molto più oscura di quanto sembri, di mariuoli presi con le dita nella marmellata delle tangenti ne avevamo già visti tanti in passato, non era sicuramente la prima volta ma l'idea che quell'inchiesta gigantesca e smisurata sia uscita fuori solo perchè quei magistrati di Milano erano stati più bravi dei loro colleghi non mi convince proprio.
    Il mio sospetto è che qualcuno da fuori considerasse il PSI di Craxi come un soggetto politico scomodo e che quella era una buona occasione per farlo fuori, cosi' come Via Fani fu una buona occasione per fare fuori Aldo Moro.
    A scanso di equivoci chi scrive non è mai stato socialista non ha mai votato per Craxi e anzi quando gli piovvero le monetine addosso ha gioito di gusto...ma ero un ingenuo studente di liceo, insistere da grandi è un tantino più grave.

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    1. Il mio vecchio docente di Storia economica, che ancora oggi insegna alla statale di milano, qualche anno dopo, riferendosi a quel periodo, disse che quella transizione fu appoggiata e favorita dalle lobby delle grandi multinazionali internazionali (alcune ne bazzicava).
      In linea con il mainstream di allora la causa la interpretò nella dilagante corruzione del quadro politico ed economico degli anni ottanta.
      A distanza di qualche anno, alla luce anche delle interpretazioni del professor Bagnai, le causa forse sono da ricercarsi in altri ben più incoffessabili motivi.

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    2. Noo, ma quale corruzione?
      Cazzo, ma questo è Goofynomics o il blog della fondazione Craxi?

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    3. Questo è Goofynomics, cioè un posto dove sei arrivato da poco, senza capire che prima di intervenire si deve leggere tutto, e senza capire che qui non sono amnesse rappresentazioni favolistiche della realtà, basate sulla figura di un "cattivo" e sull'illusione di poter risolvere i mali sel mondo eliminandolo. Dire che una sterminata schiera di imbecilli si sia fatta distogliere dalla realtà dei processi in atto perché maggiordomi alla Scalfari la distraevano con altre vicende non significa riabilitare Craxi. Significa screditare i coglioni, come quelli che esultavano due anni fa per l'avvento di Monti (pensando fosse di sinistra). Gli scemi fascisti del "castacriccacoruzzionebrutto", così come gli scemi scemi del "finanzaspeculativacattivabrutto", qui non hanno diritto di cittadinanza. Questo non significa che la corruzione sia buona, né che la finanza non degeneri. Ne ho parlato abbastanza. Ho anche spiegato sufficientemente a lungo perché la corruzione in questo momento è uno specchietto per le allodole più che una priorità, per cui chi non lo ha capito o è svantaggiato, o non ha studiato. In entrambi i casi viene accompagnato gentilmente alla porta. Qua dentro resta chi se lo merita, continuo a non cercare il consenso, e forse nemmeno se fossi in politica cercherei quello degli ellissoidi.

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    4. Questo è Goofynomics, un posto in cui bazzico quasi dall'inizio, apprezzando e leggendo quasi tutto e condividendo quasi tutto, comprese le tue considerazioni sulla corruzione, su Scalfari, sulla casta eccetera . Non sono io che distorco il messaggio. Altri commentatori lo fanno, ed è *loro* (non te) che io rispettosamente contesto. Dire che Craxi non c'entra con la crisi è giusto (e capirai, neanche Nerone c'entra, se è per questo). Anche se insomma... potremmo discutere su certe sue decisioni o acquiescenze riguardo temi che un po' c'entrano, come divorzio e scala mobile. Ma vabbe', diciamo che non c'entra la sua passione per le mazzette, ecco. Dire che mani pulite è stata un'operazione funzionale a certi interessi lo posso capire, non so se sia vero ma è plausibile. Ma attaccare col piagnisteo che Craxi è stato un grande statista vittima di un colpo di mano giudiziario mi sembra veramente eccessivo, e un pelo fastidioso. Manca solo che dicano che l'hanno fatto perché erano invidiosi, e ci iscriviamo tutti a Forza Italia :D
      Detto questo, per quanto mi riguarda possiamo lasciare Craxi al sue eterno riposo. Tanto ci siamo capiti.

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    5. Beh, io non sono qui da pochissimo, e devo dire che sono sconcertato pure io. L'euro ha fatto danni, è indubbio ed è soprattutto grazie al suo lavoro, prof. Bagnai, che è emersa una analisi differente dei problemi che viviamo. Ma appena è possibile scaricare la colpa su altri (per inciso, i trattati europei li abbiamo firmati noi) ecco che escono dalle tane come topi quelli che provano a riabilitare figure indegne- e devastanti come modelli per i ragazzi- tipo Craxi, Andreotti etc. Questi personaggi usano le discussioni sull'euro per dire "vedete, mica è tutta colpa loro, negli anni '80 stavamo bene ma rubavano a non finire", che sono degne di un talk-show televisivo di quart'ordine. Questo modo di ragionare è di bassa lega, transnazionale, ma in un aspetto è italianissimo: confondere le acque per dire che anche chi era più marcio degli altri tutto sommato cose buone le ha fatte. Per come la vedo io, Craxi meritava l'ergastolo a lavori forzati per i danni che ha fatto al Paese. Diamolo pure a Prodi per l'ingresso nell'EURO, a Ciampi, ad Amato, a chi vuole svendere il made in Italy. Ma colpevolizzare alcuni non significa riabilitare gli altri. E le analisi storiche in questo frangente sono buone per i salotti o per carta igienica. Con la scusa dell'emergenza ci smontano i diritti civili. Ora cosa facciamo? con la scusa dell'economia che deve ripartire facciamo l'amnistia a tutti quei politici e imprenditori che sanno solo campare a mazzette, "perchè fanno girare i soldi e creano posti di lavoro nell'immediato"? e riabilitiamo il CAF? è evidente che in Italia non si possa ripartire se anche persone istruite che scrivono i commenti sparano certe bestialità.

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    6. Gent.mo Prof. Bagnai, Le risparmio una lunga serie di sviolinate per il lavoro che sta facendo, dato che lei preferisce il clavicembalo, da quel che ho capito.

      Detto questo: non mi scambi per un "castacriccacorruzionefuciliamolitutti", è solo che vorrei umilmente farle notare due cose.

      a) lei spesso e volentieri (e giustamente) fa notare come esista un profondo legame tra la situazione economica italiana e la "malainformazione". Anzi, mi permetto di aggiungere che questo stesso blog forse non esisterebbe se i media ci informassero in maniera adeguata. Se io oggi so certe cose, lo devo a quelli come Lei e non certo ai media tradizionali.
      Personalmente ritengo esista un solido nesso tra "economia" e "corruzione politica" ma se anche così non fosse ne esiste uno tra INFORMAZIONE e "corruzione politica". E' molto difficile avere una buona informazione all'interno di una nazione dove la corruzione politica è endemica.
      Cosa che tutti gli abitanti dell'America Latina sanno molto bene.

      b)Quando di discute di corruzione di pensa subito a Craxi o Pomicino e ci si ferma lì. Ed è un grosso sbaglio.
      Da metà anni '80 iniziai a lavorare a stretto contatto con Alitalia e al cui interno ho visto assoluti incapaci raggiungere i vertici semplicemente perchè avevano la tessera giusta e nessuna morale. Anzi, venivo scelti proprio in virtù di questa seconda qualità; quelli onesti e competenti venivano scartati a priori.
      Il risultato è stato che Alitalia accumulava debiti su debiti e i migliori elementi finivano nelle altre compagnie aeree.
      Quando penso alla corruzione non penso subito a Craxi ma al tizio che ho visto passare dall'incarico di fattorino a quello di dirigente di scalo (!) semplicemente perchè aveva la coscienza di uno squalo.
      Se questo modus operandi diventa la regola e non l'eccezione, prima o poi il sistema collassa.

      Vede, Prof. Bagnai, Lei svolge un lavoro splendido ma quel che non vedo io in circolazione è una classe politica che possa tener conto dei suoi insegnamenti. Attraverso la sua opera di divulgazione ho imparato nel mio piccolo a capire che ci sono dei problemi macroeconomici e che questi problemi sono anche risolvibili. Ma da chi?
      Purtroppo credo che abbiamo anche dei seri problemi "macropolitici".
      Quale dei due dobbiamo o possiamo risolvere prima, non lo so. Se sono qui è anche per cercare di capirlo.

      Grazie e buon lavoro.

      Ivan

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    7. Chapeau! (ancora una volta...)

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    8. @Marchetti

      Siete talmente condizionati de decenni di informazione a senso unico che proprio non riuscite, con tutta la vostra intelligenza, a capire un discorso che sia un minimo equilibrato. Qui non si sta rivalutando nessuno. Si sta solo cercando (inutilmente) di mettervi in guardia contro dei banali meccanismi che il potere usa per controllarvi. Ma voi, da bravi tori (o buoi), continuate ad andare contro il drappo rosso...

      Bene, bravi, bis!

      Qui almeno i problemi si sarebbero risolti con l'ergastolo a Craxi. Sempre meglio di altri blog dove i problemi si risolvono ammazzando i padroni. Il meccanismo mentale è quello, ma almeno noi restiamo nei limiti della decenza.

      Lo volete capire, per Dio, che per far dispetto a Craxi avete votato il maggioritario che ci costringe a votare PUDE? Vi dice niente questo? Certo che Craxi andava messo in galera, ma se VOI non foste dei tifosi del cazzo, se leggeste ogni tanto un libro senza figure, forse (dico forse) non avreste avallato per spirito di tifoseria e appartenenza "al partito dei buoni" delle decisioni che ci hanno messo in una strada senza uscita, per far dispetto al nemico di turno.

      Sì, forse più buoi che tori, perché per far dispetto al nemico vi siete (ci avete) tagliati i coglioni. E con B. è successa la stessa cosa. Sto dicendo che è giusto e decoroso scoparsi minorenni? No. Sto dicendo che è da coglioni (scusate, non mi viene un'altra parola) gioire per l'avvento di Monti. Lo dicevo anche prima che il -2.5% del Pil desse plastica evidenza alle mie perplessità.

      Ma qui si continua a ragionare in termini di curva: "devi morire...".

      Sinceramente, il discorso che la provocazione di Celso ha attivato ci sta facendo capire molte cose, e fra queste anche quella che Alessandro Guerani spesso autorevolmente sostiene: in effetti certi italiani l'euro se lo meritano. Faremo una "bad Italy" dove possano goderselo in pace.

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    9. Mi permetta Prof. di fare una precisazione (dato che ho partecipato alla campagna referendaria e raccolto le firme per il referendum sulla legge elettorale di cui parla): il quesito referendario per il senato era un maggioritario secco.Chiaro e limpido.Poi ne uscì il Mattarellum che fu un'altra cosa.Non mi sembra che gli inglesi,anche loro con un maggioritario,siano pro PUDE! Quindi il problema era e rimane nella classe politica e non nello strumento elettorale il quale voleva essere un maggioritario di collegio sullo stile anglosassone.
      Rispetto al resto sono daccordo con la sua analisi e certamente la classe politica di allora,seppur corrotta,era molto meno peggio di questa.
      Ma questo non mi solleva il morale.Quello a cui stiamo assistendo è lo smembramento degli Stati tutto a scapito di noi cittadini.Una "Shoah" di aziende,diritti faticosamente acquisiti,riduzione in semi schiavitù e schiavitù vera e propia dei lavoratori di ogni ordine.Insomma,quì lo si sa bene cosa succede.
      Come ne usciamo se la gran parte degli italiani è completamente ignara?Questo è quel che mi rimane dopo essermi informato in ognì dove della rete.
      Come ne usciamo? Mi sento un po' come gli ebrei nel ghetto di Varsavia nel 1941.Poi è arrivato il 1942...poi tutti a Treblinka.

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    10. Tutti a Treblinka.....non senza combattere. La Rivolta del Ghetto di Varsavia dal 19 Aprile al 16 Maggio del '43 fu la sola insurrezione ebraica della II Guerra Mondiale. E l'unica opportunita' che quei coraggiosi scelsero, fu quella di morire combattendo, con le armi in pugno, invece di farsi avviare a Treblinka come pecore.
      Solo per precisazione storica...

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    11. Scusa Angelo sterminatore, ma la precisazione la meriti tu; dal referendum del 1993 non poteva uscire esattamente il sistema inglese.
      Il referendum giocava sul fatto che anche la vecchia legge elettorale per il Senato era basata su collegi uninominali, ma il candidato per essere eletto doveva superare il 65%, cosa che riusciva soltanto alla SVP nei collegi più germanofoni dell'Alto Adige. Tutti gli altri senatori venivano eletti in maniera proporzionale. Il referendum aveva lo scopo di eliminare la soglia del 65% e far scattare l'elezione con la maggioranza semplice. Tuttavia poiché i collegi uninominali erano 238 mentre i senatori da eleggere 315, il referendum ha prodotto un sistema in cui un quarto dei senatori veniva comunque eletto con il proporzionale, principio che è stato appunto recepito dal Mattarellum anche per la Camera.
      Va detto comunque che non è stato necessario un maggioritario perfetto, il Mattarellum ha comunque raggiunto lo scopo di introdurre un bipolarismo che non poteva avere altro esito che l'attuale Partito Unico.


      C'è una storia però che merita di essere conosciuta, visto che come al solito il gioco è stato sporco.
      Il referendum elettorale fu infatti bocciato una prima volta dalla Corte Costituzionale nel 1991, e a detta degli stessi promotori non avrebbe mai avuto speranza di essere accolto perché dall'operazione di abrogazione della soglia risultava una frase che non aveva senso compiuto: "proclama eletto il candidato che ha ottenuto un numero di voti validi non inferiore [[al 65 per cento del totale dei voti validi espressi nel collegio]]."
      I promotori però approfittarono della discussione in Parlamento della Legge Mancino, una modifica marginale alla legge elettorale, per introdurre un emendamento che riformulava la definizione della soglia in maniera tale da essere più facilmente tagliabile via referendum: "proclama eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi espressi nel collegio[[, comunque non inferiore al 65 per cento del loro totale]]."
      L'emendamento fu presentato come "meramente tecnico", con tutta la cura del caso di non rendere pubblica quale fosse la sua vera finalità.
      La richiesta di referendum fu quindi ripresentata e dichiarata ammissibile dalla Corte Costituzionale a gennaio 1993. Poi vi ricordate quel 18 aprile...
      Il tono del racconto di Calderisi è il solito che ormai conosciamo di chi sa qual è la cosa giusta da fare senza la fastidiosa necessità di rivelare chiaramente le proprie intenzioni, ma anche i nomi degli altri artefici di questa bella operazione non stupiranno i lettori di Goofynomics: il sodale di Andreatta Barbera, e l'immancabile Amato.

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  12. In pratica ho la netta sensazione che sta meglio l" ignaro che quello informato.
    Primo non mi incazzo con tutti quelli che oramai gli si fregano la moglie e dicono che è una fatalità e che se lo meritano perche sono inferiori e sua moglie era al di sopra delle sue possibilità.
    Secondo perche magari qualcuno lanciasse le monetine al ministro dell" economia e magari li contestassero anzi li contestassimo ogni qual volta mettono il muso fuori dall" uscio invece nulla.....se hanno già deciso tutto e la unica protesta possibile è quella della rete cioè inoffensiva e controlabile è forse meglio non sapere nulla e vivere da fessacchiotti la vita o è meglio conoscere il proprio futuro oramai deciso a tavolino da altri senza poter battere ciglio???
    La mia è una forzatura della situazione attuale ma è che parlando con amici e conoscenti del problema euro, quando faccio breccia nel senso che comprendono che quello che dico non è cosi strampalato e che una certa logica ce l" ha poi mi guardano con occhi smarriti e mi chiedono : e ora che si fà???? Io da dirgli che ce la prendiamo in culo non me la sento e sto zitto

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  13. Per profonda convinzione personale, ritengo che le basi per la svendita del nostro Paese siano avvenute nel momento in cui noi ci trovammo, negli anni 80, ad essere la sesta potenza industrializzata nel mondo, con uno dei massimi risparmi privati individuale ed un benessere generale in costante crescita.
    La sfortuna volle che questa situazione, creatasi grazie ad una serie di circostanze virtuose che hanno potuto svilupparsi grazie all'apporto delle politiche keynesiane, coincise proprio con il periodo storico in cui fu lanciato l'attacco neo-liberista.
    L'esigenza morale di frenare il potere della politica, buttando in pasto ai privati la gestione della moneta ed il conseguente debito che da allora fu generato, non può essere una giustificazione minimamente sufficente, alla luce dello sfacelo monetario attuale, ma anche perchè i grassi privilegi ai servitori dello Stato, se possibile, sono continuati ad affluire in maniera ancora maggiore, coinvolgendo (questa è la novità) nel banchetto anche la finanza speculativa a scapito del popolino.
    Questo per dire che se a Craxi abbiamo tirato le monetine, a questi attuali seguaci di Andreatta dovremmo tirare quantomeno gli "scogli".

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  14. mani pulite è stata fumo negli occhi per coprire la svendita del paese.punto.poi che c'era corruzione lo sappiamo tutti.prima ce n'era di meno?adesso non c'è ne piu?io sono cresciuto in quell'epoca storica e sono stato fregato da quella 'rivoluzione apparente'.craxi et company non so che avrebbero fatto ma nella loro storia hanno dimostrato di avere preso decisioni degne di stato sovrano..questi di ora si mettono a 90 gradi davanti a qualsiasi interesse strategico straniero.ma di che parliamo?la corruzione è diventata peggiore e maggiore grazie alle follie delle regole europee,ma lo leggete questo blog e quello di 48 o scriviamo ancora per appartenenza?

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  15. La prossima volta chi ha intenzione di riabilitare, sig Buffagni? Magari Hitler che ha fatto le autostrade e che mandava in ferie gratis gli operai?
    Lei mi ricorda quegli italiani che rimpiangevano Mussolini mentre l'Italia veniva arata dai bombardieri alleati: ah, se ci fosse ancora lui!
    Peccato che ci arassero PROPRIO perchè c'era LUI.
    PS
    Mani Pulite è il nome di una operazione di polizia e la polizia non fa opere di moralizzazione (grazie a Dio). A meno che Lei non pensi che in fondo tra un poliziotto e Batman non ci sia molta differenza.
    La memoria è coscienza, Sig. Buffagni.

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    1. Signora, io ho cinquantasette anni. Nei decenni precedenti Mani Pulite, tutti gli italiani sopra i sei anni sapevano che i politici si prendevano le tangenti su tutto, era un fatto patente e consolidato come il ciclo lunare. La magistratura non interveniva quasi mai. Le rare volte che interveniva, l'inchiesta veniva avocata e lasciata morire in qualche porto delle nebbie, e il magistrato incauto spedito a occuparsi gli abigeati in Sardegna. Quanto alla polizia, le racconto questa: il senatore democristiano Emilio Colombo, più volte ministro, un bel giorno spedì uno dei finanzieri della sua scorta a comprargli la cocaina (era un noto cocainomane). Il finanziere fu beccato sul fatto da una ignara pattuglia di carabinieri, e per non rimetterci tutto fece il nome di Colombo, che dovette essere deferito al magistrato. Il magistrato accettò di buon grado la giustificazione addotta dal sen. Colombo: che la cocaina aveva funzione medicinale, e lo prosciolse con formula piena.
      Bene: con questi presupposti, sì è mai chiesta come mai da un momento x in poi, di botto, le inchieste della magistratura italiana sono arrivate fino a decapitare un'intera classe politica? Conversione di massa? Pentecoste politica? Mah.
      Lo chiesi in un dibattito a Gherardo Colombo, e non mi seppe rispondere. Con ciò, la informo che a) non ho mai votato per Craxi b) non ho mai votato per la DC c) non ho mai votato per il PCI d) a Craxi, alla DC, al PCI non devo assolutamente nulla, né gratitudine né simpatia. Non c'è bisogno di amare Craxi e Forlani per dire che mani Pulite fu una operazione sporca e dannosa per l'Italia.

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    2. Premesso che mi chiamo Ivan e premesso che non faccio parte della categora "castacriccacorruzionebrutta", credo che Lei non abbia ben chiaro cosa sigifichi la parola "corruzione" nell'Italia degli '70 / '80.
      O meglio: o non lo sa oppure fa finta di non saperlo.
      Io sono stato fortunato e l'ho capito ma non certo per merito mio; semplicemente ho vissuto in una nazione con un livello "fisiologico" di corruzione, gli USA, e ho anche vissuto in Messico, dove il livello di corruzione supera di gran lunga quel che lei può immaginare.

      Se io e Lei oggi viviamo in una nazione con l'anomalia "Berlusconi" e relativo monopolio dell'informazione, lo dobbiamo alle tangenti pagate da Craxi a Berlusconi per avere quel monopolio.
      Se io e Lei oggi viviamo in una nazione con l'anomalia di una inesistente opposizione, lo dobbiamo anche al fatto che ad un certo punto il PCI si è messo a sedere al tavolo delle spartizioni delle tangenti.

      La memoria è coscienza, sig. Buffagni.
      Mi permetta di rinfrescarLe la sua.

      Il PCI incassava tangenti a Milano e i soldi di quelle tangenti ovviamente finivano a Roma.
      Sa a chi faceva capo il tizio che incassava e poi depositava a Botteghe Oscure?

      Lo stesso tizio che oggi è vietato nominare in parlamento. Oh yes, proprio lui.

      Quanto al "si è mai chiesto come mai da un momento all'altro..." Le rispondo che si, me lo sono chiesto e si, ho anche trovato una risposta logica e razionale.

      Comunque dubito seriamente che Le interessi sapere qualcosa sulla corruzione; se per lei far rispettare la legge, anche solo per un anno, è "sporco e dannoso", vuol dire che non abbiamo nulla da dirci.

      Ich nicht, sig. Buffagni. ICH NICHT.

      Ivan

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    3. Caro Ivan, credo che tu abbia capito poco del senso di questa discussione. Intanto, se viviamo in un'anomalia, lo dobbiamo anche, molto evidentemente, a Mani Pulite, che, stranamente e purtroppissimo, ha avuto effetti "controintuitivi", a detta dei suoi stessi simpatici animatori, come vedrai se ti degnerai di leggere tutti i contributi al dibattito. Poi, oggi è sospetto chiunque articoli un discorso macroeconomico sul concetto di corruzione, per motivi che ai lettori di questo blog sono chiari (spero) e che non starò a ripetere (vedi alflig, ad esempio). Da tre secoli il sacrosanto argomento della lotta alla corruzione viene usato per fare il lavoro politico sporco. I moralizzatori vogliono solo sostituirsi ai moralizzati. Non si vedono sostanziali progressi né nel tempo né nello spazio (in ambito europeo). Tu stesso ricordi che quelli che ora tuonano contro la corruzione erano collettori di tangenti, cioè tu stesso certifichi l'ipocrisia e la strumentalità (e quindi, in definitiva, l'irrilevanza macroeconomica) di certi discorsi, ma poi ti indigni se qualcuno ne trae conseguenze...

      Non so, a etica sei forse messo meglio di me, ma a logica peggio di molti. Facci un pensierino.

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    4. Mi pare chiaro che il prof Bagnai consideri favorevolmente il precetto costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale e l'indipendenza dell'azione inquirente, questo dovrebbe tagliare la testa al toro. E' che frequenta cattive compagnie come il prof Borghi che crede indefessamente ai giornalisti del giornale con cui collabora... Prof, lei collabora con Il Fatto, si dissoci cristo! ;)

      Il resto è capire la strumentalità indotta di certe "rivelazioni" e la loro tempistica, ma questo è altro alla magistratura (il più delle volte, almeno), vuoi ridotta al ruolo di utile idiota da parte di gruppi organizzati e interessati, vuoi innalzata a instrumentum regni da parte di fanatici che non vogliono considerare i risvolti politici insiti nelle suddette "rivelazioni". Avrei una mole di fonti notevole in questo senso, ma siccome non è il blog di Travaglio rimando qui e qui.

      Sull'azione giudiziaria chiamata "Mani Pulite".

      Piercamillo Davigo: "Il sistema corruttivo ha iniziato a degenerare quando i corrotti e i corruttori hanno superato il 50% della classe politica e imprenditoriale italiana: questo significa che avevano iniziato a derubarsi a vicenda". Falso, ad uso e consumo del fanatismo a senso unico.

      Piercamillo Davigo: "Sono arrivato alla conclusione che il sistema corruttivo è stato rivelato dagli imprenditori nel momento in cui la spesa pubblica per investimenti si è arrestata". Vero (1992, e chi segue questo blog dovrebbe saperlo bene).

      PS_Lei è un ottimista prof: i figliastri del PCI non tuonano contro la corruzione, perché sanno di non avere i titoli per farlo. Ormai anche loro giocano a carte scoperte e al netto dei piddini è un bene.

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    5. Scusi, Ivan, se dal suo poetico nickname ho desunto che lei fosse una signora. Francamente non capisco perché secondo lei mi dovrebbero piacere le tangenti. Evidentemente non ci siamo intesi. Ci intenderemo in un'altra occasione. Cordiali saluti.

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    6. Gent.mo Prof. Bagnai,

      grazie per la risposta però ci terrei a fare un paio di precisazioni. Sulla questione "moralità" o "etica" ognuno è libero di pensarla come vuole. Non ci tengo né a fare il moralizzatore e men che meno prendere il posto dei moralizzatori.

      Quel che mi preme portarLe a conoscenza deriva dalla presunta "irrilevanza macroeconomica" della corruzione, cosa sulla quale ho dei fondati dubbi per esperienza personale, se avrà la pazienza di leggere.
      Lei è molto pratico di Europa ma penso non sia mai stato in Sud America. Io ho vissuto in Messico ed è proprio di questo che vorrei metterla a conoscenza.

      In Messico, come nel resto del Sud America, la "mordida", la mazzetta, è una prassi e vale per il poliziotto che ti ferma per strada come per l'impiegato comunale, vale per il ministro come vale per il capo della polizia.
      Non esiste settore della vita sociale ed economica che non preveda una "mordida". La prima volta che vi arrivai, era il 1993, rimasi letteralmente basito, nonostante uscissi da quasi 2 anni di Tangentopoli.
      Mi accorsi della differenza un pò alla volta: in Italia la corruzione riguardò principalmente i pezzi grossi dei partiti ed i loro cassieri. Riguardava i piani alti, quelli più in basso erano decisamente più sani.
      In Messico la corruzione era (ed è) letteralmente dovunque. Questo fenomeno, descritto a mio parere in maniera superba da Hernando de Soto, mina alla base qualsiasi attività economica, quale che sia la teoria macroeconomica applicata.

      Lei scrive "l’economia esiste perché esiste lo scambio" ma un livello di corruzione come quello che ho visto io è la tomba di qualsiasi scambio.
      Quello scambio tra due parti si basa sull'utilizzo di documenti: quando compera l'automobile oppure una casa oppure iscrive sua figlia ad un corso di danza.
      Servono dei documenti; ma nel sistema "messicano" tutto questo non esiste perchè è tutto sfasato dalla "mordida". E' possibile concepire un sistema economico dove tutti i documenti, dal calzolaio alla centrale elettrica alla fabbrica di scarpe, sono "random"? Questa è la mia domanda.

      Nella sua vita quotidiana la "corruzione" non esiste; dubito seriamente che si sia mai sentito chiedere una "mordida". Per Lei, e per molti altri, la corruzione riguarda i piani alti. Ma Le assicuro che quando scende verso il basso, diventa qualcosa di orribilmente concreto.
      Se domani un tizio Le chiede una "mordida", Lei va dai Carabinieri. In Messico andare dalla polizia è come passare dalla padella nella brace: probabilmente il tizio che l'ha chiesta a Lei, è lo stesso che le paga alla polizia.
      Ma può un'economia svilupparsi in questo ecosistema?
      Perchè quello a cui stiamo assistendo da 20 anni a questa parte è proprio questo. Il passaggio della corruzione dai piani alti ai piani bassi e onestamente, avendone visto gli effetti, mi fa abbastanza paura.

      Le assicuro, non è una questione di "moralismo" ma di interesse sociologico ed economico. Quelle famose due parti che effettuano uno scambio vivono in un sistema dove entrambi vengono tutelati ed è anche questa tutela che permette lo scambio.
      Se viene a mancare, che succede?

      Sono perfettamente consapevole che la macroeconomia, le sue teorie, il suo funzionamento, le sue "leggi", non hanno nulla a che vedere con la corruzione.
      Ma serve comunque una società con delle regole per attuare una qualsiasi forma di pure e semplice economia.
      Non mi interessa tirare monetine: l'unica cosa che vorrei umilmente far notare è che passato un certo livello, e noi ci siamo vicini, l'intero tessuto sociale ed economico si sgretola.

      Se i problemi esogeni (cioè quelli di cui si occupa Lei) si sommano ai problemi endogeni (la corruzione è uno di quelli ma non è l'unico), il mio timore è che ne venga fuori una tempesta perfetta. Tutto qua.

      Buon lavoro e grazie :)

      Ivan

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  16. purtroppo, le informazioni che ci sono arrivate sono state veicolate da quegli stessi media che oggi vediamo benissimo quanto sono attivi e determinati nel disinformare.

    Nel tempo, dopo aver anch'io applaudito alle monetine, mi sono fatto questa idea:

    si possono dividere gli uomini politici in due macro categorie:

    Craxi aveva ideali e si è battuto per la democrazia in Cecoslovacchia, Polonia; ha difeso gli interessi italiani contro la prepotenza americana, ecc. Poi, umanamente si è lasciato travolgere dal potere e dai privilegi che ne derivano.

    Politici come Casini o Fini non avevano alcun ideale e facevano politica solo per ricerca di potere e privilegi

    Se credete che questa pur rozza distinzione abbia un senso, provate a catalogare Napolitano, Bersani, Bertinotti, Vendola e i tanti altri sinistri che hanno svenduto le classi sociali per cui dicevano di battersi

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  17. Non mi piace la teoria secondo la quale uno che ruba ma fa gli interessi del paese è giusto che non paghi. Mi suona tanto come una giustizia che non deve badare al reato ma a chi l'ha compiuto.

    E se a questa mia premessa ci sarà chi obietterà che tanti altri l'hanno fatta franca pur essendo colpevoli (Il sistema tangentista della prima repubblica coinvolgeva tutti i partiti, se non erro con l'unica eccezione del PCI), mi troverà daccordo solo sull'ingiustizia di chi l'ha fatta franca non di chi è stato punito. Con questa dichiarazione già sento chi è pronto a chiamarmi giustizialista.

    Lo so, chiedo troppo, qualcosa che forse è più unico che raro, un politico onesto, competente e patriottico.

    Sebbene in questo momento mi accontenterei senza dubbio di uno che faccia contemporaneamente il suo interesse e quello dell'Italia.

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  18. premesso che classificare questi politici dal sapore squallido è dura.. dare a uno -100 piuttosto che -110 è un'opera meramente arbitraria.
    Ma rimangono alcuni fatti: a) ci sono politici (quelli dalla colpa madre) che non hanno pudore e considerano questo paese come m. con i propri cittadini meritevoli della fame;
    b) a questo punto rimangono gli altri.

    Ma sapete chi rivaluta Craxi o Pomicino?
    NON NOI ma lo stesso Andreatta quando dice nella sua famosa lettera del decennale del divorzio che questi avevano la fissa della piena occupazione.
    ora, mi pare che questa affermazione renda la prospettiva dello schifo.. sì, c'è chi fa più schifo degli altri!


    PS: considerate che chi ha votato Craxi o Berlusconi è stato spesso deriso o insultato.
    piccola "rivincita" in questo mondo ormai tetro

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    1. Nell'articolo di Andreatta in occasione del decennale del divorzio tra Banca d'Italia e Tesoro, Andreatta parla di "una compagine ministeriale in cui non avevo alleati, ma colleghi ossessionati dall' ideologia della crescita a ogni costo, sostenuta da bassi tassi di interesse reali e da un cambio debole." Quindi non ossessionati dalla piena occupazione, ma dalla crescita economica. Io sono ignorante quindi non sono certo che le due cose siano poi così intercambiabili nel discorso generale.

      Sull'articolo di Andreatta mi servirebbe in generale una parafrasi curata da qualcuno che ne sa più di me.

      Cordialmente

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  19. Il "Giornale" di oggi......
    Ecco come la Germania si sta comprando la Grecia a firma di Francesco De Palo....E' illuminante....
    ODDIO PROF; riusciremo a uscirne prima che anche da noi la situazione diventi IRREVERSIBILE!!!!
    Bastera' la nostra buona volonta' e il suo straordinaria impegno di divulgazione??

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  20. Leggo il commento di diego in ritardo: volevo dire esattamente quello che dice lui e che io ho espresso in maniera sintetica e ambigua, volevo dire esattamente che era migliore l'italia dei puzzoni tagliaborse. Potrei citare la settima epistola di platone al riguardo, ma lasciamo perdere, basta vedere che cosa hanno fatto in questi venti anni, usando uomini come di pietro.condivido tutto ciò che dice roberto e naturalmente ciò che dice alberto. Sono stato cacciato da varii salottini all'epoca, perché sostenevo che mani pulite era la quinta scenica adeguata per liquidare il paese. È stato solo un caso di cattiva comunicazione da parte mia

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  21. 20 luglio 2013 a Goofynomics : giorno di fustigazione (e di putiferio)

    Ignoranza non è vergogna (citando il padrone di casa)
    Anche al tempo di mani pulite l'informazione disponibile era parzialissima (e non c'era Goofynomics).
    L'unica guida sicura di tutti noi sembrava difficile da maneggiare con disinvoltura (eppoi non dimenticare cosa toccò a Cassandra)
    Quanto alla corruzione c'è poco da fare.
    Qualche decennio addietro furono divulgati certi dati secretati della CIA relativi ad una nota dell'agenzia rivolta al presidente USA, in cui si faceva presente che alla metà degli anni '50 del secolo scorso, potevano essere considerati come "personalmente corrotti" la maggioranza degli uomini politici italiani di governo.

    Cerchiamo, tutti insieme, di fare meglio questa volta (che ne vale veramente la pena ...)

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  22. Leggo il commento di diego in ritardo: volevo dire esattamente quello che dice lui e che io ho espresso in maniera sintetica e ambigua, volevo dire esattamente che era migliore l'italia dei puzzoni tagliaborse. Potrei citare la settima epistola di platone al riguardo, ma lasciamo perdere, basta vedere che cosa hanno fatto in questi venti anni, usando uomini come di pietro.

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  23. D'accordo con istwine, c'è un limite a tutto: la nausea per le mezzetacche e i traditori di oggi non deve trasformarci in nostalgici. L'aspetto che invece mi piacerebbe venisse indagato dagli storici è il passaggio decisivo della fine degli anni '80 che ci porterà ad aderire entusiasti ai trattati di Maastricht, pietra miliare nefanda della storia continentale. Il massimo esponente del partito tedesco all'interno della DC, Andreatta, prende la barra della politica economica dal trauma post-Moro all'alba del potere craxiano. Quattro anni decisivi, il prof. Bagnai ce lo ha spiegato bene. I kraut-DC si eclissano per tutta la stagione dei socialisti (vedi Formica) e degli andreottiani (vedi Pomicino e Galloni) al governo. Torneranno a spron battuto quando Mani Pulite avrà arato a fondo la democrazia italiana. La questione è: perché nonostante fossero assenti dai palazzi del potere, l'Italia di Craxi e Andreotti decise comunque di assecondare il disegno egemonico di Kohl?

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    1. Daniele chiede: "La questione è: perché nonostante fossero assenti dai palazzi del potere, l'Italia di Craxi e Andreotti decise comunque di assecondare il disegno egemonico di Kohl?"

      Andreotti è stato messo in un angolo attraverso il processo di Palermo, Craxi in altro modo. Gli italiani lontani dal Palazzo o ci hanno capito poco o non potevano far molto proprio perché lontani dal Palazzo.

      Osservo che una lucida, straordinaria, precisa prefigurazione di quello che è successo con Mani Pulite si trova in "Scritti corsari" e "Lettere luterane", in particolare nel dibattito tra l'autore e Andreotti, che si svolse per mezzo di articoli pubblicati su quotidiani.

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    2. Andreotti non era favorevole all'unificazione della Germania, ma si allineò con le decisioni di François Mitterrand e Margaret Thatcher, che terrorizzati dal risorgere della potenza tedesca, acconsentirono all'unificazione solo in cambio dell'adesione di questa alla UE e alla moneta comune. Kohl accettò a patto che la moneta comune assomigliasse il più possibile al marco. All'epoca il cancelliere tedesco non perseguiva alcun disegno egemonico, era invece alle prese con i gravi problemi economici derivati dall'unificazione e del cambio alla pari dei 2 marchi. Il resto (la riforma Hartz del lavoro in Germania e la conseguente politica mercantilista perseguita) è storia recente.

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    3. In estrema sintesi, perché i referenti americani di Andreatta avevano vinto.
      La deriva dei continenti che sposta gli equilibri di Yalta comincia, all'incirca, nei primi anni Settanta. Raccontandola dal pdv italiano, succede più o meno questo. All'interno del PCI, probabilmente anche perché si avevano informazioni più attendibili sullo stato deliquescente dell'URSS, si comincia a formare un gruppo dirigente che intende spostarsi sotto l'ombrello NATO. Il compromesso fra questo gruppo e altri, più o meno vivacemente contrari, risulta nella segreteria Berlinguer e nel progetto di "compromesso storico".
      I primi contatti tra PCI e settori dell'amministrazione USA iniziano durante la dittatura dei colonnelli greci: un settore USA vuole preparare il dopo dittatura democratico, e sonda il PCI per valutare la sua disponibilità.
      In USA ci sono, da sempre, due linee strategiche in rapporto di collaborazione conflittuale: una che intende l'impero in termini tradizionali, e quindi su base anzitutto nazionale, e preferisce che i rapporti con gli alleati/subordinati avvengano fra Stati (possiamo grossolanamente dirla "repubblicana", ma è molto impreciso). L'altra intende l'impero in forma di "anglosfera", che agisce soprattutto attraverso organismi di tipo mondialista, dall'ONU alla attuale UE, ed è quindi disposta a indebolire la sovranità nazionale USA, oltre che, naturalmente, a disgregare le sovranità altrui. Potremmo chiamarla "democratica", ma saremmo altrettanto imprecisi: in realtà, questa linea risale fino al progetto di "traslatio imperii" dalla Gran Bretagna agli USA, come promosso da Cecil Rhodes e Alfred Milner, i fondatori della "Round Table" (non è fantascienza: si vedano le opere di Carroll Quigley, accademico di Yale).
      All'interno della DC, la corrente tradizionalmente propositiva in termini strategici, la più vivace intellettualmente anche se non la più forte per numero di tessere, è la sinistra. Sino ai primi anni Settanta, tra varie traversie, l'egemonia sulla sinistra DC è della corrente "sociale", che fa capo prima a Fanfani e poi a Moro. Gli obiettivi principali di questa corrente sono: all'interno, operazione giolittiana nei confronti della sinistra (battere i massimalismi di PSI e PCI, porre termine alla loro natura almeno apparentemente antisistemica, integrarli gradualmente nell'IRI ma non nei "ministeri della forza"); all'esterno, fare una politica mediterranea e filoaraba, e di buon vicinato economico con il Patto di Varsavia: massima realizzazione di questa linea è l'opera di Enrico Mattei). S'intenda bene che nessuno, all'interno della DC, mette in questione Yalta, né vuole suicidarsi facendo accedere il PCI ai segreti NATO.
      [segue, mi scuso per la lunghezza]

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    4. Dopo la sconfitta della linea Mattei (che probabilmente non è una sconfitta americana, almeno non del tutto americana: prima dell'attentato, Mattei pareva aver trovato un compromesso accettabile con gli USA) si comincia a formare, nella sinistra DC, il gruppo politico e academico che fa capo ad Andreatta.
      La linea strategica di questo gruppo è diametralmente opposta a quella suaccennata: adeguamento dell'Italia ai "paesi più avanzati" del Nord, politica mediterranea filoisraeliana e di progressivo disimpegno dal Levante, e all'interno, secondo le tesi modernamente sociologiche pubblicate da "Il Mulino" in quegli anni, premere per trasformare il PCI in un "partito radicale di massa" (A. del Noce).
      Ciascuno di questi due gruppi della sinistra DC ha i suoi referenti americani. Probabilmente (questa è solo una mia ipotesi, che non sono in grado di sostanziare con prove documentarie) sia in Italia, sia negli USA, lo scontro tra queste due linee si cristallizza e si chiarisce proprio nel corso del rapimento Moro.
      Parentesi: io credo che il rapimento Moro sia stata un'iniziativa autonoma delle BR. Che ci siano state, fin da subito, delle collaborazioni e delle infiltrazioni di servizi segreti, non c'è dubbio (se non altro perché, è questo lo posso garantire per mia sufficiente competenza, a personale male addestrato come i brigatisti sarebbe stato impossibile eseguire un'operazione di alta qualità militare come sterminare la scorta di Moro con armi automatiche lasciandolo affatto illeso). Chi ci fosse in via Fani non lo so: vista l'importanza di Moro nello scacchiere mediterraneo, poteva esserci personale inviato da qualsiasi paese con diretti interessi nella zona, da Israele alla Francia.
      Ma il punto è - credo - che proprio nel corso del rapimento Moro le due strategie della sinistra DC e dei loro rispettivi referenti USA per così dire "si accorgono di esistere": la circostanza impreveduta esige che si scelga urgentemente una opzione strategica, e si ricusi definitivamente l'altra.
      Se la mia ipotesi risponde almeno parzialmente al vero, si spiega meglio anche la funzione e il senso della enigmatica seduta spiritica di Prodi e amici (tutti creature di Andreatta). La rivelazione del nome "Gradoli" non è un tentativo di salvare Moro facendo circolare una notizia passata ai medium da ambienti universitari prossimi alle BR; è un segnale simmetrico al comunicato falso del Lago della Duchessa: si comunica alla fazione avversa e agli apparati dello Stato che si sa dove si trova o si è trovato Moro, mettendo però in chiaro che Moro parla ormai dall'oltretomba (chi comunica con i medium se non gli spiriti dei trapassati?).
      E infatti, subito la polizia perquisirà, senza esito alcuno, il paesino laziale di Gradoli, come aveva scandagliato senza esito il Lago della Duchessa. Si stenta a credere che le forze dell'ordine ignorassero l'esistenza di via Gradoli in Roma, visto che nella medesima via (e nello stesso palazzo) i servizi segreti possedevano e possiedono alcuni appartamenti che usano come case sicure.
      Quale delle due linee strategiche transatlantiche abbia vinto, la storia di oggi ce lo dice molto chiaro.
      Se la mia ipotesi è almeno parzialmente fondata, la natura e l'asprezza dello scontro politico, giunto all'apice e alla sua soluzione con la morte di Moro, spiega anche come mai Andreotti, Pomicino, etc. hanno fatto solo una resistenza di facciata, trascinando i piedi ma lasciandosi, alla fine, condurre nella direzione voluta dai loro avversari: questi ultimi avevano già definitivamente vinto, perché aveva vinto, in seno all'amministrazione USA, il loro principale referente politico.

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    5. Buffagni ha scritto: "Dopo la sconfitta della linea Mattei (che probabilmente non è una sconfitta americana, almeno non del tutto americana: prima dell'attentato, Mattei pareva aver trovato un compromesso accettabile con gli USA) […]" Osservo che gli studi di N. Perrone (in particolare il suo libro "Obiettivo Mattei. Petrolio, Stati Uniti e politica dell'ENI.", Gamberetti 1995) smentisce questa tesi, anche sulla base di documenti ottenuti attraverso il Freedom of Information Act. Osservo anche che, anche alla luce degli studi di Perrone, appare assai discutibile la visione proposta da Buffagni, secondo cui "l'opera di Mattei [sarebbe] massima realizzazione di [una predeterminata] linea". A mio avviso è vero il contrario: è stato Mattei in persona a determinare una certa linea, una certa visione, una certa opera: lui come uomo in carne e ossa viene prima di linee, correnti e idee precostituite: è stato lui a imporle, fin che ha potuto. Osservo infine che le considerazioni di Buffagni sul rapimento Moro appaiono poco plausibili, se non contraddittorie. La sua affermazione iniziale "io credo che il rapimento Moro sia stata un'iniziativa autonoma delle BR" è discutibile, in quanto le BR non formano un blocco monolitico: un conto sono le BR di Curcio e Franceschini, un conto le BR di Moretti. Dico "poco plausibili" perché se si ammette, come ammette Buffagni, che "[ci sono state] fin da subito collaborazioni e infiltrazioni di servizi segreti" allora la sua stessa affermazione iniziale appare poco significativa: se i servizi hanno "collaborato" e "infiltrato" allora tutta l'operazione assume altro significato. Ancora oggi vogliono farci credere che Moro sia stato prigioniero in un angusto stanzino, ma A.C. Moro (magistrato e presidente del tribunale dei minori, e fratello di Aldo Moro), nel suo libro "Storia di un delitto annunciato. Le ombre del caso Moro", rivela che l'autopsia ha stabilito che la muscolatura di Moro era in uno stato di "perfetta tonicità", uno stato quindi incompatibile con la versione ufficiale secondo cui Moro sarebbe stato tenuto prigioniero in pochi metri quadrati per decine di giorni in Via Montalcini. Uno stato di perfetta tonicità significa che Moro aveva la possibilità di passeggiare ogni giorno. Sarebbe sufficiente questo elemento, per dubitare della versione che ancora oggi ci viene servita ogni anno in occasione della triste ricorrenza. Ma non è l'unico elemento. Ad esempio, l'autopsia ha anche stabilito che le sue condizioni igieniche erano quelle di chi ha l'opportunità di farsi la doccia ogni giorno, e anche questo risultato è incompatibile con la versione dei brigatisti, secondo la quale Moro si sarebbe lavato usando un catino, compiendo manovre quasi acrobatiche nell'angusto spazio in cui sarebbe stato costretto in Via Montalcini. Altro esempio: non è credibile che i brigatisti abbiano potuto guidare l'automobile con il corpo senza vita di Moro attraversando tutta la città fino a Via Caetani. Come osserva tra le righe G. de Lutiis nel suo ultimo libro dedicato al caso, sembra invece ragionevole supporre che l'automobile sia stata fatta uscire proprio da una autorimessa in Via Caetani, visto che parte di quel palazzo era una "casa sicura" della CIA (sic!). Perché dunque ogni anno ci ripresentano la solita inattendibile screditata minestra riscaldata? Evidentemente, perché la verità non può essere rivelata alle masse. I servizi segreti agiscono in parte secondo la logica delle arti marziali: usano la forza dell'avversario. I servizi non hanno "inventato" le BR, ma hanno isolato Curcio e Franceschini (facendoli arrestare) sostituendo il vertice delle BR con altri personaggi (sfuggiti miracolosamente all'arresto). Eccetera. L'operazione Moro è stata in parte una "false flag". Infine, a me sembra che a quel tempo Kissinger avesse una posizione egemonica, e molto chiara, in seno alla dirigenza USA.

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    6. a F. de Biase.
      La ringrazio per le sue puntuali osservazioni, e le replico.

      1) Assassinio di Mattei. Non so a chi vada imputata la responsabilità diretta dell'attentato. Come lei sa, ci sono tesi diverse. Possibilissimo che la responsabilità faccia direttamente capo a settori dell'amministrazione USA, o anche all'amministrazione USA nel suo complesso. Possibile anche che a) Mattei fosse persuaso di aver trovato un compromesso con l'amministrazione USA, ma fosse stato scientemente ingannato b) Mattei avesse trovato un compromesso con *un settore* dell'amministrazione USA, poi scavalcato da un altro.

      2) Mattei e la linea politica della corrente sociale della sinistra DC. La mia ammirazione per l'opera di Mattei è grande. Concordo con lei che Mattei fu il principale interprete di quella strategia, che certamente contribuì a ideare. Ricordo soltanto due cose: che nessuno fa politica estera da solo, neanche dirigendo l'ENI; e che la direttrice principale della linea politica mediterranea di Mattei è dettata all'Italia dalla geopolitica: la si può declinare in mille modi diversi, dalle guerre coloniali alla collaborazione pacifica fra nazioni, ma per ignorarla e andare nella direzione opposta, come oggi avviene, bisogna che al governo dell'Italia ci siano dei ciechi totali o dei traditori. Quanto precede non diminuisce il valore dell'opera di Mattei, anzi! Stringe davvero il cuore pensare che oggi celebriamo la memoria di questo grande italiano finendo di distruggere quel che lui ha costruito.
      [segue, mi scuso per la lunghezza]

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    7. [segue dal commento precedente]

      3) BR autonome o eterodirette. Anche in questo caso, io non so in che misura, grado, modo le BR siano state eterodirette. Posso soltanto ricordare alcuni elementi abbastanza certi, richiamando il modo di procedere consolidato di ogni "Stato profondo". Appena un movimento politico passa alla clandestinità, cioè entra in un campo nel quale non sono in vigore le leggi, entra automaticamente in contatto, volens nolens, con i due mondi che rispondono alla stessa legge dell'assenza di legge: la malavita organizzata e i servizi segreti. Questo fu vero per la "Giovane Italia" di Mazzini come per le BR. Ne consegue che malgré lui, tenta di usarli a proprio vantaggio, come simmetricamente fanno con esso malavitosi e spie. In che misura riesca a strumentalizzare più di essere strumentalizzato dipende anche dai mezzi a disposizione, ma a mio avviso, dipende soprattutto dalla perspicuità della sua visione politica della situazione, e dalla praticabilità della sua strategia. Per dirla terra terra: le BR, a prescindere da ogni altro giudizio sul loro operato, prendevano troppi fischi per fiaschi, e si aprivano così alla manipolazione altrui. Quando dico che il rapimento Moro fu iniziativa autonoma delle BR intendo solo che a mio avviso (e posso sbagliarmi) nessuno ha incaricato le BR di rapire Moro. Lo dico per un solo motivo: perché nel corso del rapimento si sono manifestati, al massimo livello, in Italia e negli USA, i sintomi di una divisione politica e di una frenesia d'incertezza che lasciano supporre che il rapimento di Moro non facesse parte di un piano organicamente concepito in anticipo.
      Credo insomma - ma ripeto, è solo una ipotesi - che il rapimento di Moro abbia fatto precipitare, in Italia e negli USA, una contrapposizione politica e culturale che già esisteva ed era organizzata intorno a gruppi di potere, ma che non era giunta alla fase dello schieramento sul campo e dello scontro decisivo. Credo insomma che l'evento parzialmente casuale e imprevisto del rapimento Moro abbia costretto le due forze aversarie a mobilitarsi e darsi battaglia campale decisiva; e che abbia vinto, purtroppo, la causa peggiore. Poi, e qui sono più che d'accordo con lei, nel corso del rapimento le BR hanno perduto l'iniziativa politica, perché sono entrati in campo attori infinitamente più forti, preparati, lungimiranti di loro, che hanno poi guidato gli eventi successivi, fino alla morte di Moro. Possibile anche, addirittura probabile stando al modus operandi dei servizi segreti di tutto ilmondo, che all'interno del gruppo dirigente BR qualcuno agisse da vero e proprio infiltrato di forze estranee.
      Quando oggi, con il senno del poi, riandiamo a quei terribili eventi, e ne vediamo il tragico concatenarsi e le devastanti conseguenze, ci riesce molto difficile non leggervi il risultato d'un piano accuratamente congegnato. Può darsi che ci fosse. Io, francamente, non credo. L'azione politica, anche ai massimi livelli, è sempre immersa nella "nebbia della guerra", nell'incertezza causata dall'inondazione delle informazioni contraddittorie e dal travolgente incalzare delle contingenze e degli imprevisti. Credo che anche in questo caso le cose siano andate così, e cioè che solo la pressione degli eventi abbia condotto a un chiarimento e a uno scontro decisivo tra i due campi, che in quell'occasione si sono pienamente rivelati a se stessi. Ripeto: posso sbagliarmi, e comunque, questa lettura non altera responsabilità, meriti e colpe degli attori politici.

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    8. Ringrazio Buffagni per i suoi stimolanti interventi, ma devo ribadire che le tre tesi seguenti:

      (1) "prima dell'attentato, Mattei pareva aver trovato un compromesso accettabile con gli USA"

      (2) "Possibile anche che a) Mattei fosse persuaso di aver trovato un compromesso con l'amministrazione USA, ma fosse stato scientemente ingannato"

      (3) "b) Mattei avesse trovato un compromesso con *un settore* dell'amministrazione USA, poi scavalcato da un altro."

      sono smentite dagli studi di Nico Perrone, in particolare dal suo citato "Obiettivo Mattei. Petrolio, Stati Uniti e politica dell'Eni".

      Naturalmente tutto (o quasi tutto) è discutibile, ma bisogna in ogni caso discuterne sulla base di una documentazione solida. Perrone usa documenti ottenuti attraverso il Freedom of Information Act. Mi sembra lecito domandare da dove venga la convinzione, espressa da Buffagni, che "Mattei pareva aver trovato un compromesso accettabile con gli USA". La seconda e la terza tesi sono enunciati di possibilità: molte cose sono possibili, ma, di nuovo, alla luce degli studi di Perrone, queste possibilità sono poco plausibili.

      Purtroppo non posso, per ragioni di spazio, dare citazioni precise dal libro di Perrone, che è un libro molto bello, tristemente bello, direi. Mi limito però a citare un brano che risponde a un'altra affermazione di Buffagni, dal sapore apodittico, vaga ma perentoria:

      "nessuno fa politica estera da solo, neanche dirigendo l'ENI".

      Ecco cosa scrive Perrone a pagina 177 del suo succitato libro:

      "Il governo italiano, anche se questa volta verrà informato [a proposito di contatti tra Mattei e funzionari del governo USA], resterà tagliato fuori: gli Stati Uniti, a uno dei massimi livelli dell'amministrazione, trattano con Mattei come se egli stesso, e non il Ministero degli Esteri, avesse una sorta di rappresentanza ufficiale del paese, riconoscendo in tal modo una situazione di fatto."

      Per quanto riguarda l'intervento di Buffagni sulle BR, osservo numerosi punti discutibili. Ad esempio, io francamente non seguo Buffagni quando scrive che "nel corso del rapimento si sono manifestati, al massimo livello, in Italia e negli USA, i sintomi di una divisione politica e di una frenesia d'incertezza che lasciano supporre che il rapimento di Moro non facesse parte di un piano organicamente concepito in anticipo." Infatti è chiaro che una covert action che si rispetti non viene illustrata a tutti in anticipo in modo da creare consenso, anzi: una covert action che si rispetti deve creare confusione. Quello che conta è che il vero obiettivo venga realizzato. Poi, di fatto, ai massimi livelli, in non vedo tutta questa divisione politica. Ad esempio, sono stati tutti unanimi nel dire che Moro scriveva sotto dettatura delle BR. Solo molto tempo dopo ci è stato detto che in effetti Moro scriveva liberamente, a parte la censura esercitata dalle BR sui suoi scritti. Infatti, se non mi sbaglio, ad esempio, il suo memoriale non ci è ancora pervenuto nella sua interezza.


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  24. Non sono nostalgico di nulla. E non applico categorie morali alla politica. Senza le sterline inglesi, Garibaldi non sarebbe andato da nessuna parte. Senza i marchi tedeschi, Lenin sarebbe morto tentando di raggiungere la Russia.
    Non mi scandalizza la corruzione (forse, perché, come ebbe a dire Freud a Oskar Pfister: "L'etica mi è estranea e Lei è pastore d'anime...Senza un po' di criminalità non si riesce a combinare niente di buono."
    Ma il tradimento della nazione è cosa differente, e merita trattamenti differenti.

    Penso non si tratti di "rivalutare" né Craxi, né altri. Solo di prendere le misure come si deve.
    « Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo… »
    (don Mariano Arena al capitano Bellodi)

    Buona vita

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  25. La cito lo stesso la settima epistola di Platone (324c sgg.):

    "Dato che il regime politico di allora era oggetto di forti critiche da parte di molti, vi fu un rivolgimento, e a capo del rivolgimento si misero 51 uomini, 11 nella città, 10 al Pireo - incaricati di sovraintendere rispettivamente sia il mercato sia tutto quanto nei centri urbani richiedeva un compito amministrativo -, ma a capo di tutto erano 30 dotati di pieni poteri. Capitava che alcuni di costoro fossero miei parenti e conoscenti, e perciò si davano subito a invitarmi come a faccende che mi si confacevano. E non c'è nulla di cui stupirsi della mia reazione di allora, motivata dalla mia giovane età: ero in effetti convinto che avrebbero governato la città trasferendola da un sistema di vita ingiusto a un indirizzo di giustizia, e così rivolsi loro la più grande attenzione, per vedere che cosa avrebbero fatto. E per la verità constatai che quegli uomini nel volgere di poco tempo fecero apparire oro, in confronto, il regime precedente - tra l'altro un mio amico più anziano, Socrate, che non avrei quasi il minimo ritegno a dichiarare l'uomo più giusto di allora, cercavano di mandarlo con altri da uno dei cittadini a trascinarlo via di f orza per metterlo a morte, certo per farlo compartecipe delle loro iniziative, lo volesse o no; ma egli non obbedì, pronto a rischiare qualsiasi cosa piuttosto che diventare complice in azioni nefande - e osservando dunque questi fatti e altri analoghi di non scarsa gravità, provai disgusto e mi ritrassi dai mali di quel momento"

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  26. Neanche una citazione del mitico panfilo Britannia?

    " LA SCOMMESSA DEL BRITANNIA "Eppure gli spazi per privatizzare ci sono. Le perizie per portare Agip e Snam in Borsa sono quasi pronte: se tutto andra' bene, potremmo incassare anche 2.000 miliardi". 2 giugno 1992. A bordo del Britannia, il panfilo della Corona d'Inghilterra, un gruppo di manager ed economisti italiani discute con i banchieri britannici della prospettiva delle privatizzazioni nel nostro Paese. Una minicrociera di mezza giornata al largo di Civitavecchia attorno alla quale si sviluppera' la leggenda di un complotto per svendere l'industria pubblica italiana alla finanza anglosassone. In realta' il presunto regista del "complotto", il giovane direttore generale del Tesoro Mario Draghi, sul Britannia fa un breve discorsetto di circostanza e torna a terra prima ancora che lo yacht esca dal porto. Poi, tra una mousse di scampi e una esibizione della fregata Battleaxe in assetto di guerra, economisti come Mario Baldassarri e manager come il presidente dell'Ina Lorenzo Pallesi spiegano ai finanzieri inglesi che non c'e' da farsi illusioni: in Ita - lia non ci sono le condizioni politiche, economiche e giuridiche per avviare un consistente processo di privatizzazioni. L'unico fiducioso e' il presidente dell'Eni Gabriele Cagliari, che fissa il suo traguardo ambizioso a 2.000 miliardi. 25 ottobre 1997. Con la conclusione della vendita Telecom (ventiseimila miliardi incassati dal Tesoro, l'operazione piu' grossa mai conclusa in Europa), l'Italia conquista il record mondiale delle privatizzazioni: sui 460 miliardi di dollari del giro d'affari planetario di questo business negli anni '90, gli incassi complessivi realizzati da imprese italiane e dal Tesoro ammontano a circa 100 miliardi di dollari. Nel solo 1997 al Tesoro sono arrivati 32 miliardi di dollari, mentre nello stesso periodo le privatizzazioni spagnole hanno raggiunto i 10 miliardi e quelle francesi i 7,5. La Germania si e' fermata a due e mezzo. Nulla di miracoloso, visto che l'Italia partiva da una presenza dello Stato in economia di un'estensione che non ha pari in Occidente. "

    http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/26/SCOMMESSA_DEL_BRITANNIA_co_0_9710261233.shtml

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  27. Dietro Mani Pulite ci sono anche le morti strane di Gabriele Cagliari, Sergio Castellari e Raul Gardini, personaggi inseriti in settori chiave dell'industria italiana (ENI, ENIMONT). Consiglio a proposito il libro di Mario Almerighi "Tre suicidi eccellenti".

    Ho l'impressione che, ogni vent'anni circa, in Italia si decida di cambiare classe dirigente e ogni volta il passaggio è drammatico. Nel '78 l'assassinio di Moro, nel '92 Mani Pulite (mentre iniziava il saccheggio con le privatizzazioni) nell'11 il golpe con il silenziatore di GRNP e del mostro della Bocconi che ha esodato Berlusconi.
    Ogni volta chi decide il cambio non sembra preoccuparsi se coloro che verranno saranno peggiori dei precedenti. L'importante è che siano sempre meno patrioti.
    Oggi abbiamo gente che si fa muovere con il joystick dai kazaki. A Sigonella Craxi mandò in culo l'impero. Non so se mi spiego.

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  28. @Pomodoro difettoso
    non è questione di Craxi! ma di chi ti è stato insultato per delle scelte (giuste o sbagliate che siano) alle elezioni.
    Gli stessi tromboni che hanno votato Prodi ed hanno elogiato il lavoro di Ciampi e Napolitano

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  29. Cartoline dal Grande Balzo in Avanti:

    "Mao considerava il grano e l’acciaio come i pilastri portanti dell’economia e dichiarò che la Cina avrebbe raggiunto l’Inghilterra in 15 anni, nella produzione di acciaio. Il Politburo stabilì che la produzione di acciaio sarebbe dovuta raddoppiare in un anno, soprattutto grazie all’introduzione di piccole fornaci "da cortile".
    Enormi sforzi furono richiesti a contadini, operai e singoli cittadini, al fine di produrre acciaio a partire da rifiuti e scarti di metallo. L’energia necessaria per alimentare le fornaci fu ricavata tagliando gli alberi. Decine di milioni di contadini (60 milioni secondo alcune fonti) furono allontanati dai lavori agricoli per produrre acciaio, così come gli operai, gli insegnanti e addirittura il personale degli ospedali.
    Come avrebbe potuto prevedere un qualunque tecnico con minime nozioni di metallurgia, l’acciaio prodotto nelle fornaci “da cortile” si rivelò inutilizzabile. Secondo il suo medico privato, Li Zhisui, Mao visitò una tradizionale acciaieria in Manciuria nel gennaio del 1959 e constatò che solo una grande fabbrica alimentata a carbone è in grado di produrre acciaio di qualità.
    EGLI DECISE COMUNQUE DI NON BLOCCARE IL PROGETTO DELLE PICCOLE FORNACI PER NON SOFFOCARE L'ENTUSIASMO RIVOLUZIONARIO DELLE MASSE. Solamente dopo alcuni mesi, le direttive furono rettificate."

    Questo folle progetto imposto dall'alto mi ricorda qualcosa..
    Ah ecco cosa: molti esponenti dell' intellighenzia eurista che affolla repubblica, micromega, sbilifesto e compagnia, nei primi anni 70 sono stati dei fanatici maoisti. Qualcuno andava pure in giro con la tipica uniforme e tanto di libretto rosso.
    Tout se tient..

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  30. Professore, qualcosa che non va continua ad esserci... la notizia appare comunque come palesemente falsa, Repubblica ammette che sia stato un giornalista americano a fare i nomi delle controllate di Stato, non Saccomanni...

    http://www.repubblica.it/economia/2013/07/20/news/g20_i_grandi_contro_la_volatilit_economia_fragile_priorit_alla_ripresa-63353437/

    "Fabrizio Saccomanni, in un'intervista alla televisione di Bloomberg che ha scatenato l'attenzione internazionale perché sul tavolo ci sono nomi (non fatti direttamente dal ministro, ma dal giornalista americano) quali Finmeccanica, Eni ed Enel."


    mettendo insieme vari articoli che stanno girando in queste ore, si trova anche che Saccomanni avrebbe parlato al limite di ' collateralizzare gli utili' ( quindi NON le quote azionarie detenute dallo Stato, ma solo i ricavati delle controllate di Stato ) delle società per emettere obbligazioni tramite CDP. Questo piano lo stanno già facendo con gli immobili che passeranno sotto CDP e verranno poi emesse obbligazioni di Stato da CDP stessa rivolte anche ai piccoli risparmiatori ( quindi obbligazioni garantite dai beni statali comegià adesso i BFP ). Queste obbligazioni andrebbero a sostituire i TDS attuali.

    C' é una voluta confusione delle notizie.

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    1. nel notiziario la7 del 19/07 delle 13.30 la giornalista citava:" sotto pressioni di banche estere ed istituti finanziari internazionali sul primo ministro E.L. durante i submit internazionali, il governo ha deciso che non è esclusa la possibilita di usare le quote di partecipazioni delle aziende di stato come collaterale a garanzia del debito rpesente e future dell'Italia".
      fate voi.

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    2. Rettifico l' intervento Prof: in realtà a quanto pare Saccomanni al G20 si riferiva solo al Piano presentato da CDP per utilizzare i beni demaniali( caserme dismesse, infrastrutture pubbliche, terreni etc. ) come collaterale per future emissioni di obbligazioni. Le aziende di Stato per ora parrebbero essere escluse. Parlano di privatizzazioni perché CDP da statuto è ritenuta soggetto privato pur essendo controllata all' 80% dal Ministero dell' Economia e dallo Stato ( una forma ibrida che oltre all' ABI fondazioni bancarie al 20%, prende dentro anche Confindustria, Bei, fondi di private equity italiani e stranieri, il Fondo Strategico Italiano del Tesoro, il Fondo di Investimento Italiano per le PMI, la Banca d' Italia, alcuni fondi dormienti come il fondo sovrano del Qatar, etc. )

      Sembrerebbe una 'privatizzazione fittizia'... considerato chi è il Controllante ultimo... e con esclusione di 'oligarchi stranieri'...

      http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=35&id_blog_post=66390

      questo il Piano presentato ieri da CDP per gli immobili

      http://www.cassaddpp.it/territorio/valorizzazione-patrimonio-immobiliare.html



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    3. Se il giornalista è stato così gentile e premuroso da fare i lui i nomi, tanto più facile per Saccomanni smentire quello "non" ha detto. Il messaggio è arrivato, forte e chiaro.

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    4. Cara Giulietta, la precisione è un bene e io cerco sempre di perseguirla in quello che faccio, ma in questo caso però la precisazione è irrilevante. Che la strategia Juncker sia stata messa in opera da un ministro del PUDE o da un organo del PUDE a noi, utenti finali, cosa cambia?

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    5. Se proprio non riuscite a dormire per questa storia siete malati :) ma curate la vostra morbosa curiosità andando alle fonti originali: qui l'intervista originale su BloombergTv, qui i riferimenti del giornalista Ryan Chilcote che ha intervistato Saccomanni nel caso voleste chiedere lumi direttamente all'ispiratore. Non conoscete l'inglese? Colpa vostra.

      Sono d'accordo col prof, il messaggio è stato chiaro, mandato a chi di dovere (le banche e i creditori esteri) e tangenzialmente anche agli italiani. Reazioni dall'arco parlamentare a parte il M5S? Ecco appunto... Ci stanno provando da tempo, non è escluso che stavolta ci riescano.

      La storia delle azioni (fossero anche gli immobili) come collaterale puzza e da profano non mi spiego come un manovra contabile come quella di spostarle in un fondo creato ad hoc nella solita CDP (che emetterebbe obbligazioni garantite dal collaterale) possa ridurre il debito pubblico. A parte il fatto che la semplice contribuzione ai fondi salva-banche (altrui) annulla il "beneficio" contabile di una svendita o "valorizzazione" (sic), ma se oggi gli asset pubblici costituiscono una garanzia del merito di credito dello stato italiano, destinarli altrove renderebbe non meno ma più costoso per l'Italia finanziarsi sui mercati. A meno di non emettere più titoli di stato, possibile solo pareggiando il bilancio come Fiscal compact comanda. Forse è questo che si vuole ottenere: eliminare l'Italia dal mercato dei bond pubblici, favorendo nelle scelte di risparmio l'investimento in obbligazioni e azioni emesse da privati.

      D'altra parte dove potranno trovare i soldi necessari a conseguire un avanzo primario del 5% del Pil dal 2014 in avanti? La stessa svendita prima o poi sarebbe comunque obbligata seguendo il ritmo della riduzione del debito eccedente il 60% del Pil. Governo e PdR, zitti zitti, hanno già garantito che obbediremo e quindi si farà.

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  31. A chi parla tanto di Caf, ricordo che negli anni '80 l'uomo di partito più potente in Italia fu il nemico del Caf De Mita, segretario DC dal 1982 al 1989, padrino dell'ascesa di Prodi e discepolo di Scalfari quando indicava la "laicizzazione delle due chiese Dc e Pci" come priorità nazionale. Arma di distrazione di massa del suo tempo. Tale laicizzazione è connessa sì alla battaglia per il divorzio, ma quello tra Banca d'Italia e Tesoro, alla separazione tra stato e impresa più che tra stato e chiesa. Laicità come adesione al pensiero unico (liberale). C'è coerenza tra quella visione della sfera pubblica e di quella privata. In fondo l'individuo libero dallo stato e dalla fede è molto meno fastidioso.
    Sui socialisti(e sui democristiani non demitiani) e su quanto avrebbero potuto fare e non fecero: il potere è sempre troppo grande soggettivamente e troppo limitato oggettivamente. Per i potenti che ne hanno coscienza è sempre una tragedia, più personale che pubblica.
    Spunti, difficilmente condivisibili da chi è ancora esacerbato dal clima à la mani pulite e difficilmente comprensibile da chi è cresciuto nella cultura laica di sinistra postsessantottina, questi ultimi in fondo sono stati i più beffati di tutti, sono i piddini ante-litteram anche se oggi ne sono, qui, rigorosamente distanti.

    Andrea Guglieri

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    1. La questione politica secondo me era molto piu' semplice: Craxi, con la sua svolta moderata riformista impressa al partito, cercava semplicemente di diventare prima forza di potere di sinistra socialdemocratica europea in italia scalzando i comunisti del PCI dal monopolio dell'opposizione, candidando cosi' la sinistra al governo (c'era ancora l'unione sovietica in quel periodo, che per il PCI, nonostante le giravolte terziste, era il riferimento politico, o comunque cosi' si temeva).
      De Mita, e la sinistra DC che era maggioritaria da almeno 30 anni nel partito, inseguiva invece la perpetuazione del modello bipolare DC-PCI, con la DC al governo e il PCI filosovietico necessariamente all'eterna opposizione. Alla DC ha fatto comodo per 50 anni avere come unico vero avversario un partito impresentabile al governo non fosse altro che per gli accordi di Yalta come era il PCI, un partito relativamente antisistema. Il PCI era l'assicurazione sulla vita della DC. E infatti come e' crollato assieme all'unione sovietica, ed e' stata presa sottogamba dagli altri partiti la forza della burocrazia partitica che continuava ad esprimere nonostante il cambio di nome... il resto della storia e' cronaca, e i cambi di nome non si contano piu' (cio' mi ricorda il modo che hanno le societa' commerciali per eludere la legge: cambiare continuamente ragione sociale, chiudere una ditta per riaprirla sotto altro nome).

      Per il resto, a mia memoria e col senno di poi, cio' che ha massacrato i rapporti fra stato e cittadinanza con il corollario di ipertassazione e iperburocratizzazione, e' stato il fatto che allo Stato, dal 1981, abbiamo "tagliato i viveri", ingenuamente credendo che in tal modo si riformasse in senso mitteleuropeo, nel mentre la "rivoluzione proletaria imminente" gambizzava un dirigente politico o industriale o un giornalista al giorno, cosa che costringeva la politica, per sopravvivere un altro giorno, a soccombere a tutte le minime clientele. L'unico risultato complessivo che abbiamo tristemente ottenuto e' stato alla fine, col "vincolo esterno", la riduzione del cittadino a schiavo (dell'usura transnazionale, oltre che della normativa "det norske veritas", aggiungo).

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  32. Il Corriere Mercantile 20-04-2013

    L`ex presidente dell`Iri ricordato da Alberto Gagliardi: «Svendette Ilva e Italimpianti, grave errore per il nostro sistema economico e produttivo»

    L'"ATTILA DI GENOVA" CHE FAVORI' SOLO I PRIVATI

    Qualcuno l`ha definito l`Attila di Genova: fate voi...». Non è propriamente positivo il ritratto che Alberto Gagliardi, ex parlamentare genovese, fa di Romano Prodi. «L`ho conosciuto bene quando fu presidente dell`Iri. Io ero un dirigente dell`Italimpianii, azienda che Prodi privatizzò. Il mio giudizio su di lui, condiviso da molli, non è positivo perché la sua politica di privatizzare le aziende del gruppo Iri si rivelò nefasta per Genova».
    Gagliardi parte da lontano. «Prodi comincia la sua attività con uno dei tanti governi Andreotti, verso la fine degli armi Settanta, come ministro dell`industria. Dopo questa effimera esperienza governativa, scrive articoli di economia. A dire il vero, le sue "ricette" economiche non si rivelano mai azzeccate. Ricordo un suo celebre articolo, dal titolo "Piccolo è bello", in cui teorizzava l`importanza delle piccole aziende a discapito della grande industria...». Gagliardi prosegue: «Prodi, comunque, diventa realmente importante quando De Mita lo nomina presidente dell`Iri. Siamo nell`82 (Prodi rimarrà presidente dell`Iri sino all`89 e poi riassumerà l`incarico dal `93 al `94, nominato dall`allora presidente del Consiglio Ciampi). A Genova questa nomina viene accolta con soddisfazione, perché pare una scelta all`insegna dell`innovazione. Io lavoravo all`Italimpianti, un`azienda che andava benissimo e che, come ho detto, proprio sotto la seconda presidenza Prodi dell`Iri, dal `93 al `94, verrà privatizzata. Prodi inizia una politica che persegue lo smantellamento dell`Iri. Infatti il cardinale Siri, che aveva a cuore le sorti della città e capiva quanto fosse importante per Genova l`Iri, osteggiò questa politica. Ricordo anche che si creò un gioco di parole, Siri pro Iri. Il cardinale scrisse una dura lettera, e se oggi a Genova ci sono ancora i cantieri lo si deve proprio a quell`iniziativa di Siri. Per dire: all`epoca a Genova vi erano 60.000 dipendenti nel solo settore delle partecipazioni statali, più tutti quelli nell`indotto e nelle aziende private. C`erano Italsider, Italmpianti, Elsag, Ansaldo, tutte aziende che nei rispettivi settori erano leader. Una prima botta per Genova arriva con il referendum che boccia il nucleare, e appunto Prodi è presidente dell`Iri. Da lì inizia il ridimensionamento dell`industria genovese». «L`Iri, durante il primo mandato di Prodi, prova a vendere Sme ai privati, ma il tentativo fallisce. Dopo aver ottenuto per l`intero assetto della società solo l`offerta d`acquisto della Buitoni di Carlo De Benedetti, con essa sigla un`intesa preliminare, da far approvare dal proprio Cda e dal governo. L`accordo prevedeva la vendita dell`intera partecipazione dell`Iri, pari al 64% del capitale, della Sme. Nonostante l`approvazione all`unanimità del consiglio dell`Iri, fermamente intenzionata a uscire dal settore alimentare, l`accordo salta Ma la vendita della Sme è solo rimandata, a partire dal `93, quando Prodi è ancora presidente dell`Iri. Non viene venduta per intero, ma suddivisa in varie parti».
    «È proprio nel suo secondo mandato come presidente dell`Iri, nominato dal governo Ciampi, che Prodi fa i maggiori danni - ricorda Gagliardi - Diventa l`Attila di Genova quando privatizza Ilva, per quello che si rivela un regalo a imprenditori privati. E, come ho detto, di un altro gioiello: Italimpianti.
    Tutte scelte che ebbero l`approvazione di Mario Draghi, di Ciampi, di Bersani, con l`alibi di permettere all`Italia l`entrata nell`euro.
    Insomma, Prodi ha portato avanti una politica di smantellamento delle partecipazioni statali, delle grandi aziende, di svendita ai concorrenti, scelte che hanno fatto darmi anche all`indotto genovese. Ecco perchè a Genova non viene ricordato con affetto».
    [m.m.]

    (Andrea Guglieri)

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    1. Grazie, Andrea, per quanto riporti. Ciò si concorda perfettamente con quanto mi ha sempre detto un amico economista, di sinistra, di prodi: è molto peggiore di berlusconi. Me lo ha ripetuto venerdì sera e parla, anche lui, per esperienza diretta. Ciò che alberto sostiene nel suo libro è sacrosanto: lo smantellamento dell'italia è un progetto di una parte della classe dirigente italiana. Ora, grazie ad antonio rinaldi, sappiamo anche che paolo savona non è riuscito a convincere guido carli a far mettere una clausola di uscita dell'italia nei trattati di maastricht, come hanno fatto inglesi e danesi. Siamo stati letteralmente svenduti, con coscienza direi.

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  33. craxi è morto da tempo e ancora qualcuno lo vede come il male assoluto ..(ha rovinato l'italia!ha fatto il debito pubblico!rubava!)
    cz questi no invece!i nipotini del pci (e anche i nonni secondo me ma le prove in tal caso se fanno spari..) invece no eh?
    non ci hanno messo in una situazione nera no eh?non hanno aumentato il debito pubblico tentando stupidamente di abbassarlo?no eh?
    questi non rubano?no eh?io parlo da uno principati piddini e qui il sindaco è stato costretto alle dimissioni dalla magistratura x peculato,magari è innocente ma x caso avete visto la notizia da qualche parte?se era nel periodo manipulite i giornali ci facevano 10 pagine!

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  34. scusate, leggo tanti commenti, interessanti, meno interessanti...
    ma io ho l'animo inguaribilmente da portinaia e negli ultimi tempi ho cominciato a fare questo semplice, probabilmente facile ragionamento.
    prendiamo un periodo qualsiasi della storia repubblicana, per esempio i convulsi anni '70, quello del terrorismo, delle rivendicazioni sindacali, dei governi balneari, della crisi petrolifera, ma anche quello, secondo uno studio del CNEL in cui l'Italia aveva la più alta produttività rispetto a tutti i paesi occidentali.
    domanda/e: c'era la corruzione? - sì
    c'erano gli sprechi? - sì
    c'erano le raccomandazioni? - sì
    c'erano i privilegi dei politici? - sì
    c'erano i disoccupati? - sì
    c'era i super stipendi dei manager? - sì
    c'era l'evasione fiscale? - sì
    c'erano le banche? - sì
    c'era il mutuo da pagare? - sì
    c'era... - sì
    Ma allora, se non ostante tutto questo, all'epoca la gente "campava" e ora no, non vi viene il dubbio che non sia proprio questione di stabilire il periodo migliore, ma che tra il prima e il dopo ci sia stato qualcosa che ha sconquassato tutto?
    ovviamente per il lettori di Goofy, la domanda è retorica...

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    1. @afflig. Non ti sovviene il remoto dubbio che proprio perché abbiamo messo le persone incompetenti e ignoranti nei posti chiave -decisionali e operativi - per anni e anni nel nostro sistema oggi siamo al punto in cui siamo? che forse dopo la Guerra i migliori erano riusciti ad emergere perché stavamo con le pezze al culo e appena siamo riusciti a risollevarci abbiamo ripreso a vivere secondo l'atavico adagio "basta che se magna", ovvero pensiamo all'oggi e domani si vedrà? non tutti, è chiaro, ma la maggior parte degli Italiani per cultura e tradizione è fatta così. Mi ci scontro tutti i giorni con questa mentalità, pure fra laureati del cazzo che hanno investito 5 anni di sforzi per essere la colonna portante tecnica e umana del futuro del Paese.
      Credo che buona parte sia dovuta alla tradizione cattolica, al concetto di Provvidenza, come a dire che non siamo così padroni del nostro destino. Il boom economico l'abbiamo ribattezzato Miracolo, non a caso [ma sono idee mie]. Nel Nord Europa è diverso, esiste il principio che per emergere te la devi sudare, e se ce la fai, allora è perché lassù qualcuno ti vuole bene. E' uno degli assi del calvinismo, per inciso.
      E' banalizzare lo so, ma questa crisi che ci investe dal 2007 è solo uno sputo nel tempo della nostra Storia, doloroso perché ci viviamo dentro, ma sono decine di anni che facciamo scelte sbagliate, perché non ci decidiamo a prenderci DA SOLI le nostre responsabilità: siamo entrati in Guerra per avere la spilletta dei vincitori a ricasco dei Tedeschi, per poi dire che siamo stati le vittime del Fascismo, poi siamo diventati vassalli americani, ora colonia tedesca per avere la spilletta del club dell'Euro. Abbiamo i complessi di inferiorità nel DNA. E certo che se continuiamo a occuparci di riesami storici invece di dire "bello, hai danneggiato il Paese con le tangenti Enimont, vi siete venduti pure i brevetti del poliprolpilene maledetti figli di puttana: le royalties che erano derivate alla Montecatini hanno mantenuto in attivo per molti anni la bilancia nazionale dei pagamenti tecnologici!", e di andarci giù pesante con chi danneggia la collettività, ce li terremo questi complessi, perché avremo sempre incompetenti alla guida del paese e delle aziende. E dovremo sempre farci belli solo con le eccellenze del made in Italy, alla stregua del singolo genio rinascimentale.
      Prof. Bagnai, lei giudica da bovino abbeverato alla fonte del PUDE parte dei miei ragionamenti. Sono d'accordo con lei, perché solo studiando economia di recente, soprattutto grazie al suo lavoro, sto rovesciando molte convinzioni. Ma qua non è questione di revisionismo: possiamo dire che sono i salotti dei Rothschild o dei Krupp ad avere appoggiato Mani Pulite per nascondere il progetto Euro? Forse è vero. Ma il discorso di fondo, ovvero incapaci messi al comando anche al servizio dei Krupp/Agnelli/DeBenedetti rimane pervasivo e devastante a tutti i livelli.

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  35. ok ragazzi, ci siamo capiti: trascuriamo chi persevera nell'avere delle ambiguità e concentriamoci sul problema.
    il punto ora è cosa facciamo!?!?!?
    qui bisogna fare qualcosa! se gli schettino sono al timone non possiamo stare a guardare come andiamo a sbattere e morire annegati come stronzi. siamo in "pochi" ma qui bisogna sfondare la porta della sala comandi oppure trovare qualcuno che è gia li vicino e che faccia prima di noi!
    se aspettiamo che la gente si svegli avremo già impattato l'iceberg!
    nel mio piccolo sono due anni che cerco di spiegare alle masse come stanno realmente le cose ma qui ti guardano tutti come un pazzo!
    io a vedere il mio Paese svenduto da 4 dilettanti allo sbaraglio o, peggio, da dei lucidi calcolatori mossi da follia e/o corruzione e/op chissà quale altro motivo, non ci sto!
    o dobbiamo martellare con volantini per le nostre città o con "convegni", sia pur imprecisi gorssolani e di lega piu bassa del professore, organizzati da ciascuno di noi...qualcosa credo che bisogna fare!
    scusate l'impeto e la sintassi ma a sapere che davvero vogliono dare il culo dell'italia (che significa molto meno possibilità di rialzarsi un domani quando st'aria monetaria farà crack) a me mi sale il sangue agli occhi!

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    1. Carissimo, cosa non fare è evidente, e mi pare sia proprio quello che vuoi fare tu. Si tratta di quella reazione piuttosto naturale, che ho battezzato "fraiolismo". La gatta frettolosa che partosice i gattini ciechi, cosa di più naturale?

      A me sembra che voi dimentichiate qual era la situazione due anni or sono, prima che questo blog partisse, e che al tempo stesso sopravvalutiate e sottovalutiate l'importanza del lavoro che abbiamo fatto qui.

      Se vuoi fare un partito accomodati. Perdonami se non ti voterò. Se vuoi aiutarmi a portare la vostra voce dove la gente sarà costretta ad ascoltare, ti spiegherò come puoi farlo. Ti perdono, a mia volta, se deciderai di regolarti altrimenti.

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    2. non dimentico mai da dove siamo partiti e dove siamo arrivati e stiamo arrivando e certamente è una grandissima vittoria; poi un partito...non ha senso se non gestito da chi sa davvero cosa fare, come farla e i tempi per farla, prerogative che solo lei e chi come lei ha.
      è solo che le notizie escono di giorno in giorno è ho paura che questo Paese, una volta in ginocchio, non abbia più buone gambe per rialzarsi.io come molti, credo, ho semplicemente paura.

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  36. COMMENTO DI UN ANNO FA TROVATO SUL WEB

    Nel 1992 si attuo la distruzione del Sistema Paese Italia fatto a suon di svendite
    chiamate "privatizzazioni e liberalizzazioni" che non hanno liberalizzato un bel niente ma hanno invece distrutto settori strategici e portanti privatizzandoli (regalandoli) ad amici e parenti e mettendoli inoltre sotto un ombrello di capitali e obiettivi diversi dall'INTERESSE NAZIONALE e perciò distruggendone anche tutte le sinergie.
    Con questo sistema si distrusse chimica, farmaceutica, cantieristica, nucleare, ricerca, parte di meccanica, telecomunicazioni ecc...e questo pure alla vigilia della corsa mondiale agli investimenti in Cina. In Cina non si poteva andare con imprese sparse ma solo con un Sistema Paese. In Cina si prendeva una Regione intera alla volta, grande anche come l'Italia, e gli si doveva dare tutto, dalle auto, alle lavatrici alle strade ecc...in genere formando joint-venture.
    Noi eravamo perfettamente in grado con il sistema strategico nostro, in sintesi ENI IRI e FIAT, di fare questo, cioè di offrire un pacchetto completo.
    Eravamo anzi, come prezzi, come aggressività e come capacità, i concorrenti più temibili. Smantellato il Sistema Paese noi siamo poi andati in Cina ma solo con qualche azienda singola a prenderci le briciole.
    Successivamente, seconda mossa, siamo entrati (ci hanno costretto) nell'EUR che ci ha ammazzato la competitività sull'export (data dalla Lira), facendoci perdere quote di mercato progressivamente e procurandoci un deficit della bilancia commerciale di 6 o 700 miliardi, dove prima avevamo invece surplus che era una della nostre forze e inoltre minando anche le imprese locali non più difese da una valuta debole nei confronti dell'ingresso di concorrenti stranieri anche a valuta forte, come invece eravamo difesi prima dalla moneta debole. Infine come ciliegina sulla torta procurando un danno rilevante a un'altra fonte Italiana importante e cioè il turismo, sempre a causa di una valuta troppo forte, l'EUR, che ha reso meno conveniente venire in Italia a uno straniero, e inoltre ha pure reso conveniente agli Italiani andare all'estero invece che spendere qui, cosa che prima non gli conveniva con la Lira debole.

    I due registi principali del 1992, il primo nell'ideare e provvedere la necessaria cornice giuridica (insieme a Guido Rossi) e cioè la creazione delle Fondazioni bancarie, la trasformazione in SPA di aziende pubbliche ecc..(anche sotto minaccia di arresto ai manager se non firmavano con la scusa, o lo scopo vero? della concomitante Tangentopoli, tra gli applausi da stadio del volgo estasiato per la "lotta" alla "cooorrrruzzzione") e il secondo in qualità di liquidatore al Tesoro e cioè per tutti gli aspetti finanziari e i rapporti con gli advisors (JPM, Goldman Sachs, Morgan Stanley, UBS ecc...) furono rispettivamente Giuliano Amato (lobby) e Mario Draghi (cripto-lobby) con l'aiuto di Carlo Azeglio Ciampi (lobby) Governatore della Banca d'Italia fino al 1993 (svalutazione e cioè ulteriore sconto per gli acquirenti esteri)poi Presidente del Consiglio per il 1993 - 94 e poi Ministro del Tesoro dal 1996 al 1999.

    Padri della Patria.

    Amato e Draghi sono casualmente anche i registi odierni dello schema Cassa Depositi e Prestiti e dell'European Redemption Fund.
    Amato poi oggi, per sicurezza, è anche incaricato della cosiddetta "spending review"

    Quindi le conclusioni o meglio le speranze del Manifesto per le quali la CdP potrebbe essere la capofila di un rilancio pubblico, io spero di tutto cuore che si avverino, ma dato quanto esposto e considerati i protagonisti, non ci scommetterei l'argenteria di casa.

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  37. Il punto cruciale credo sia sempre lo stesso, il PUDE in maniera subdola, vigliacca e infame, è riuscito a demonizzare a tal punto il Debito Pubblico, tanto che ormai tanti (troppi) italiani lo considerano la causa di tutti i nostri mali, ovviamente insieme alla casta e alla nostra "leggendaria" pigrizia e disonestà, vertice di questa triade del male assoluto.
    Se poi consideriamo il braccio armato "economico" che difende questa menzogna (in perfetta armonia con il PUDE), con luogotenenti come Grillo, Giannino, Boldrini, Plateroti ecc, che puntualmente sono in televisione, sui giornali e sulla rete, a gridare idiozie senza senso sul Debito Pubblico, l'imminente default italiano e il "salvifico" €uro, ecco che il metodo Juncker si può considerare il metodo di (DIS)informazione Nazional€uroPudista.
    Basti pensare che in molti casi ci si riferisca al Debito Pubblico in valore assoluto, in modo che la cifra faccia più paura, e si dia risalto a notizie che coinvolgano quanto più possibile la brutta politica, tutelando allo stesso tempo l'immagine dell'euro e dell'Europa quali ancore di salvezza assolute per l'Italia.
    Una volta ottenuto un tale risultato, avendo "creato" degli Automi dal pensiero filo €uro e anti Stato/Debito, qualsiasi "soluzione" viene propinata come necessaria ed "efficace" per abbattere il Debito Pubblico, combattere lo Stato Falso e Corrotto e salvare il Dio €uro, viene accettata, se pur come medicina amara, come l'unica via possibile per la redenzione economica e morale dell'Italia.
    Pertanto le svendite, chiamate privatizzazioni (che fa tanto anti Stato inefficiente) che magari arrivano dall'estero e con la benedizione €uropea, vengono invocate a gran voce, esaltandone la presunta efficacia e i presunti benefici che la ggggente riceverà.
    Ovviamente con una classe politica e un sistema di informazione totalmente €euroPudista e anti Stato/Debito, le persone vengono bombardate con massicce dosi di disinformazione, facendogli sentire colpevoli di colpe che non hanno e allo stesso tempo fornendogli acerrimi nemici immaginari con cui prendersela, sviando così lo sguardo e il pensiero dalla verità.
    A questo punto la SStoria farà il suo corso, e deciderà se il dolore farà nascere la consapevolezza della verità o la rabbia della vendetta, a noi ( grazie a persone come il Prof) il compito di diffondere quanto appreso nel viaggio con Goofy.

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    1. Questo è un pezzo del mio ragionamento, che fai bene a ricordare. Fra l'altro, posso dimostrare che da 250 anni il discorso del liberismo è lo stesso: il potere è corrotto, abbattiamo lo Stato, ecc.

      Solo che una volta lo Stato era il feudalesimo, oggi il feudalesimo è la grande impresa oligopolistica (non solo e non necessariamente finanziaria). Quindi un messaggio "rivoluzionario" è diventato ahimè intrinsecamente "reazionario". Chi insiste su castacriccacoruzzionebrutto, senza saperlo, senza volerlo, insiste sulla rimozione dell'unico presidio democratico contro lo strapotere delle imprese che manipolano i destini umani ed ecologici del pianeta. Questo è un fatto, non un'opinione. Quindi le altre sono opinioni, che purtroppo valgono meno di un fatto.

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    2. Credo che oggi sia molto più difficile giustificare le privatizzazioni usando l'argomento della maggiore efficienza che una gestione non influenzata dalla politica comporterebbe. Sono passati vent'anni e l'italiano i conti li sa fare, quantomeno per quel che riguarda la gestione familiare, e anche se non legge le relazioni della Corte dei Conti ha già provato sulla sua pelle la famosa "efficienza" e "concorrenza" del privato, a partire dalle banche per arrivare alle telecomunicazioni. Inoltre da privatizzare c'è rimasto francamente poco.

      Difatti oggi il messaggio, benché altrettanto falso, è a suo modo meno "modernista" di quello anni '90: "ci servono soldi, sporchi, maledetti e subito perché il nostro mostruoso debito pubblico ci impedisce di crescere". Certo, qualcuno tra i nostri liberisti alle vongole ci prova ancora con la storia dello statoladroprivatoefficiente, ma sinceramente ormai tutta la comunicazione istituzionale e para(cula)-istituzionale (leggi media mainstream) è incentrata su quel numeretto seguito da €. L'italiano medio impoverito (IMI) ha la pancia vuota, e alla pancia si vuol parlare.

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    3. "da privatizzare c'è rimasto francamente poco" ??? Non sono d'accordo! A parte le grandi aziende come ENI ed ENEL, c'è la scuola, dai nidi all'università da privatizzare, poi c'è la sanità, dal medico di base ai grandi ospedali, poi c'è l'esercito (già pronto per essere privatizzato con l'abolizione della leva obbligatoria, e lo dico io che ho fatto il Servizio Civile!), poi c'è la polizia e le carceri da privatizzare, poi c'è la protezione civile da privatizzare (l'assicurazione sulla casa però l'ha già messa obbligatoria Monti), poi la manutenzione delle strade statali provinciali comunali, poi.... continuate voi, ve ne prego!

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    4. Sì d'accordo, in linea di principio e allargando il ragionamento alla totalità delle funzioni pubbliche assolte dallo Stato (per quello che sono ora non oso chiamarle servizi, a parte eccellenze isolate, forse perché non se ne sono ancora accorti...) non c'è dubbio che ci sia ancora molto da privatizzare. Va bene che se dovessimo seguire il ritmo di riduzione del debito pubblico imposto dal Fiscal compact dovremmo vendere anche i tombini, ma non conosco un solo Stato dove quello che lei paventa è realtà (forse stati falliti come la Somalia, ma perché lì non è mai esistito niente da privatizzare...).

      Io mi riferivo ai grandi gruppi controllati dallo Stato prima delle privatizzazioni selvagge degli anni '90, quelle compiute dalla "sinistra" tecnocratica e non da Berlusconi, che fu solidamente al governo per una mazza tanta, visto che durò neanche un anno dopo la fine della prima repubblica per poi ricomparire nel 2001 sulle torri €uriste edificate dai precedenti governi.

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  38. A me, l'unica cosa che davvero fa paura, sono gli italiani. La strategia di dire una cosa e poi ritrattare se ci sono proteste, oggi fra noi conosciuto come "Approccio Juncker", è in uso da innumerevoli anni. Eppure funziona ancora.

    Il mio povero fegato...

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  39. Buona Domenica Professore,

    spero che, nonostante le energie spese in questa opera di divulgazione che ha svegliato da un sonno profondo me e tanti altri, lei riesca a trovare tempo sufficiente per godersi l'estate assieme alla sua famiglia e ai suoi cari. Se lo merita. Volevo segnalare questo intervento del leghista Matteo Salvini:

    http://www.youtube.com/watch?v=JnBLdeA--sY

    E' chiaro che il tentativo della Lega ora sia quello di salvarsi dall'irrilevanza politica: pertanto queste parole vanno valutate nel contesto. Tuttavia, anche se potrei sbagliarmi, mi sembra di percepire che Salvini sia fra i lettori di questo blog...

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    1. No, non credo. Claudio Borghi mi ha raccontato una sua conversazione con Salvini. Mi ha detto che dopo dieci minuti che lo ascoltava Salvini si è infuriato (contro se stesso e la classe politica italiana). Pare che la pillola azzurra faccia questo effetto collaterale. Quindi il merito è di Claudio. Ho chiesto l'indirizzo di Salvini per spedirgli una copia del libro ma non l'ho ancora avuto e comunque, quando uno ha capito ha capito. Se si incazza ascoltando il pacato Borghi, pensa quanto si incazzerebbe leggendo l'acceso Bagnai. Forse è meglio risparmiare alle coronarie di Salvini questa esperienza.

      Siamo un bel team. Se volete contribuire, presto saprete come.

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    2. Sì, prof. Vogliamo contribuire. Direi che qui abbiamo BISOGNO di contribuire. E ha ragione dicendo che non è creando il solito partitucolo irrilevante che si può fare davvero qualcosa di efficace nella situazione odierna.

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    3. Nooo! Ancora permettono a quel giornalista (?) crucco (di cui non conosco il nome) di pontificare!?

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  40. Fuori tema, ma anche no, come posso fare a non essere fortemente turbato dal fallimento di Detroit ?
    Un fulmine a ciel sereno ? No. La città era da tempo sull'orlo del baratro.
    Ma la FED ? Il fatto che la sovranità monetaria permette di non fallire svalutando ?
    Mi mancano i puntini, non riesco ancora a comporre la figura che inizia in Europa e si estende agli USA, più probabilmente il contrario.
    Che gli USA stiano imparando da noi il metodo di governo a botte di crisi ?
    Ma al mondo più nessuno governa nell'interesse dei cittadini ?
    Scusate delle tante domande senza risposte.
    Se il dibattito andrà avanti proverò qualcuna a ipotizzarne.
    Saluti.

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  41. Devo purtroppo constatare il fatto, di cui solo io posso testimoniare vabbè, di come io sia spesso avanti nella lettura dei proponimenti che la classe decisionale propone a livello mondiale (ebbene si, a certi livelli la lettura non può che essere intuitiva e se l'intuito ce l'hai bene, sennò....hai perso il treno).
    Rivalutando i fatti, grazie anche e soprattutto al "nostro" prof, si capisce bene come il cambio di marcia fu fatto all'inizio degli anni 80, gli accadimenti odierni sono il risultato, la conseguenza, di quelle scelte.
    In quel periodo combattei una lotta senza speranza contro quel tipo di sviluppo a cui invece "voi tutti" partecipaste con la convinzione che la direzione scelta fosse quella che avrebbe portato la società ad un netto miglioramento (io vi vidi, inconsapevole, il sacrificio di una generazione).
    Ora, tirando tutti i fili del "tessuto sociale" state scoprendo che l'orditura e il disegno provocano povertà, incertezza e aumento di disuguaglianza.
    Ma io vi chiedo: " Che valutazioni avete fatto in quegli anni? Come mai, a parte quelli che; POTERE AL PROLETARIATO e fanatismi relativi (di cui non vorrei esprimermi), io mi sia trovato nella quasi totale solitudine, costretto dalla mia totale repulsione all'ipocrisia in una non invidiabile condizione? (che persiste e ricadrà inevitabilmente sulla mia progenie)
    E come mai ancora oggi debba purtroppo dover notare come la atavica tendenza sinistroide di frammentarsi in una serie di sterili rivoli inconcludenti la debba far da padrone nel nostro panorama "nazionale?

    Prof, questo è un'appello che le rivolgo direttamente; ironizzare continuamente sulle presupposte lacune intellettuali e concettuali dei più e non, non risolve i problemi, anzi (questa è una rivelazione che le faccio), li acuisce contribuendo alla continua frammentazione delle uniche forze che , in questo momento, possano svolgere un'azione di contrasto efficace nei confronti dell'onda devastante che sta uniformando il pensiero.

    Faccia uno sforzo di umiltà e coaguli questo spreco di umanità, grazie. (se invece il suo insuperabile io la dovesse fare da padrone sorvoli pure dall'alto).

    Grazie comunque.

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    1. Mio caro, il tuo appello contiene in sé la dimostrazione della propria inanità. Su cosa si debba fare adesso ho una mia idea molto semplice, che traspare in modo chiaro da come la sto mettendo in atto, e che renderò presto esplicita per quelli che hanno bisogno di un aiuto a unire i puntini.

      Le lacune concettuali, ma soprattutto, direi, morali, dei più non sono né presupposte né presunte: sono patenti, sono manifestazioni di ambizione morbosa, di slealtà patologica, di miopia politica che è doveroso combattere perché sono il problema.

      Accanto a questo, oggi, bisogna fare in modo che il discorso critico sull'assetto europeo esca dal mondo della rete e entri in quello dell'informazione mainstream. I presupposti politici (non partitici, politici, cazzo: la capite questa differenza o no?) per farlo oggi esistono, e si tratta quindi di capire chi è in migliori condizioni per sfruttarli e infrangere il muro del PUDE, e poi, semplicemente, aiutarlo.

      Non avete altra speranza.

      Il resto, l'unità della sinistra, il mettersi con le persone giuste per fare la cosa sbagliata, ecc., sono cazzate che lascio volentieri a te e alla tua lucida visione.

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    2. Aspetto il disegnino... non ho capito proprio qual è l'unica speranza. :)

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  42. L'incontro sul Britannia sembra altamente plausibile, visti gli eventi degli anni successivi, pero' rimane da chiedersi: che vantaggio ne hanno tratto gli italiani che ventualmente fossero stati presenti sul Britannia? Cioe' perche' avrebbero dovuto acconsentire a fare tutto cio'? Io posso pensare a conti correnti alle Kayman; oppure nel caso di D'Alema una rivincita ideologica, essendo lui stato un rivoluzionario da giovane e per sua stessa ammissione tiratore di bombe Molotov, della serie "addesso ve lo facciamo vedere noi il vero capitalismo, cosi' finalmente capite che il comunismo era meglio"; oppure ancora non hanno capito quello che stavano facendo (non so perche' mi viene in mente Prodi). Insomma il delitto c'e', gli indizi ci sono tutti, ma mancherebbe il movente. No perche' io lo considererei alto tradimento.

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    1. L'obiettivo del Pci, nella sua versione berlingueriana quanto nella sua recente metamorfosi "democratica", era quello di accreditarsi come forza di governo responsabile ed europea, atlantista, una valida alternativa alle forze socialdemocratiche che avevano già vissuto esperienze di governo in Europa. Questo accreditamento doveva passare attraverso un'abiura definitiva del Pcus e il crollo del muro ha rappresentato lo spartiacque atteso (dalle parti di Botteghe Oscure non si è certo arrivati impreparati all'avvenimento, date le fonti e i contatti diretti con "l'amico" sovietico).

      Va inoltre ricordato come l'avvicinamento all'€uropa venne ostracizzato sia da parte socialista (la Francia di Mitterand ospitò i più strenui oppositori del "compromesso" comunista, probabilmente supportati dalla DDR nelle loro azioni terroristiche in terra italiana), sia da parte sovietica, la quale teneva all'equilbrio dei blocchi e vedeva con timore l'autonomia del Pci (Berlinguer scappò ad un incidente automobilistico nella Bulgaria del 1973, e non fu un incidente).

      Penso che vada letta in questa chiave l'intransigenza degli ex-Pci nei confronti dell'€uropa, inglobando elementi che nulla hanno a che vedere con la loro storia (sia a livello di amministrazione che di elaborazione culturale - anche economica): ne hanno fatto la loro ragion d'essere, lontana da un passato che evidentemente rinnegano, difesa dei diritti dei lavoratori compresa a tutta evidenza...

      Da un lato utilitaristico si può dire che quella svolta ha garantito la sopravvivenza politica di un ceto dirigente, lontano anni luce dalla classe lavoratrice che elettoralmente declama di voler rappresentare (intento che non avrebbe alcun senso assimilare forzatamente a un credo comunista).

      Rimane il marketing politico che li accredirebbe come forza di sinistra, strategia dal fiato corto a fronte dei vincoli esterni e dell'austerità €urista da loro difesa nei fatti a spada tratta. Ergo i nodi verranno presto al pettine.

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    2. Perché stava crollando l'URSS. Il PCI si trovava nella situazione di una impresa che vende scarponi da montagna quando un diluvio sommerge le montagne. Se non ti metti a produrre pinne e maschere da sub, esci dal mercato e chiudi.

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  43. Non credo che i politici della "prima repubblica" fossero migliori di quelli attuali. Si muovevano, come ora, nei limiti di autonomia che la potenza dominante gli concedeva per mantenere lo status quo.

    Lo spartiacque è la caduta del muro.

    Gli spazi di autonomia concessi all'Italia prima dell'89, paese di "frontiera" e con il più grande partito comunista dell'Europa occidentale, in termini di politiche economiche e sociali, non sono neanche lontanamente comparabili a quelli odierni. Una Thatcher, ai tempi della Thatcher, in Italia non l'avrebbero permessa gli americani per primi: molto meglio un Andreotti, e poi un Craxi in funzione anti-PCI, e passi pure per Sigonella (l'Italia aveva ANCHE il terrorismo mediorientale in casa quando gli Stati Uniti manco sapevano cosa fosse), purchè nessuno mettesse in discussione la NATO, La Maddalena, Comiso e compagnia bella.

    Dopo la caduta del muro i margini di autonomia concessi a questa classe politica per "tenere buono" il paese non servivano più, "fine della storia", e non tutti l'hanno capito subito.

    Che poi Mani Pulite sia stata più o meno "aiutata" non cambia molto le cose, a livello geopolitico l'Italia aveva perso ogni importanza e l'evoluzione economica era già tracciata (separazione Tesoro / Banca d'Italia, eliminazione scala mobile, trattati europei).

    Rivalutare il pelato no, era un opportunista che aveva approfittato della situazione italiana a fini di potere personale (e che fino a quel momento aveva fatto comodo anche agli americani), non certo per il bene del paese: monetine oggi come ieri.

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    1. Scusate, vorrei precisare che qui il problema non è "rivalutare il pelato", e sicuramente non da parte mia. La filosofia del pelato, la "Milano da bere", è stato il primo ovvio passo verso la distruzione della possibilità di un pensiero critico in Italia, per motivi che, se non sono evidenti, spiegherò quando avrò tempo.

      Il punto è un altro, e mi pare emerga abbastanza bene dai commenti di molti, ovvero l'insofferenza e il sospetto verso una storia fatta di favolette e santini.

      Circa i santini, mi limito a osservare (non spiaccia a Pomodoro Difettoso), che l'unico risultato politico/giudiziario tangibile del furore giustizialista di Tangentopoli è stato quello di consegnare il più rapidamente e saldamente possibile l'Italia all'erede naturale del Cinghialone, cioè al Satiro. Un grande successo, non c'è che dire!

      Ma, chissà perché, mentre quando si parla, che so, di divorzio Tesoro/Banca d'Italia, la domanda "erano coglioni o erano in cattiva fede?" affiora spontanea alle labbra di molti, quando si parla di Mani Pulite, nonostante le esplicite palinodie dei protagonisti di questa bella storia, nessuno si pone la stessa domanda (che pure, come dire, qui troverebbe la propria collocazione naturale, dato che siamo in presenza di un'azione che palesemente ha ottenuto l'effetto contrario di quello dichiarato, se non desiderato).

      Ora, a me non interessa tanto il merito, quanto il metodo.

      Il motivo per il quale nessuno si pone la domanda che in questo contesto sarebbe naturale è ovvio: perché la libera e indipendente e democratica stampa, per una serie di motivi (forse motivati dal suo essere prezioso e quindi costoso presidio di democrazia) ha santinizzato Mani Pulite (come Altiero Spinelli, per fare un altro esempio).

      Ecco: a me i santini stanno cordialmente antipatici. Puzzano di muffa di sacrestia, e suscitano il mio più profondo sospetto. Appena vedo un santino o scappo, o desidero capire meglio.

      Questo non ha nulla a che vedere con il desiderio di rivalutare il pelato o di elevare la corruzione a valore morale. Ha qualcosa a che vedere con il desiderio di far capire a una massa di coglioni che lasciarsi guidare come pecore contro il nemico di turno è uno strumento molto efficace a disposizione del potere per fare il porco del comodo suo. La liquidazione dell'Italia in atto ad opera di Monti/Letta, presentata come liberazione dal satiro B., potrebbe essere una buona illustrazione di quanto cerco di far capire.

      Ma se questo metodo potesse fallire, il potere ne sceglierebbe evidentemente un altro...

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    2. Il mio commento era relativo alla discussione che si è aperta su quanto fosse migliore o peggiore la classe politica di oggi rispetto a quella di allora, è chiarissimo che il post in sé non proponeva alcuna "riabilitazione" postuma....

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    3. «La liquidazione dell'Italia in atto ad opera di Monti/Letta, presentata come liberazione dal satiro B., potrebbe essere una buona illustrazione di quanto cerco di far capire».

      Professore, questa non mi convince molto: sono due anni che Letta e Monti governano CON Berlusconi e non CONTRO. Dunque la liquidazione dell'Italia, oggi, non può più essere giustificata, e infatti non è affatto giustificata, da esigenze di lotta contro il nemico Berlusconi: e questo l'hanno capito persino dentro il PD, dove l'imbarazzo per l'alleanza è crescente.

      Aggiungo: oggi si può mantenere lo status quo e "morire per Maastricht" solo fintanto che destra e sinistra si continuano a sorreggere a vicenda. Se una delle due stampelle dovesse venire meno, verrebbe meno anche quella maggioranza politica che sta liquidando il paese: e anche la stampella sopravvissuta perderebbe la sua funzione e quindi il suo senso.

      E' vero: il potere cercherebbe subito di sostituire la vecchia classe politica con una nuova. Ma rimpiazzare un'intera classe dirigente non è un'operazione semplice.

      Fosse già pronta un'alternativa (Grillo?), ora governerebbe già. Il fatto invece che ci si aggrappi disperatamente a questo ceto politico vecchio di vent'anni, con obbrobri che nemmeno gli elettori di stomaco più forte riescono a digerire, dimostra che allo stato attuale non ci sono alternative.

      Eppure, nonostante questo, se Berlusconi tra una settimana sarà condannato, finirà inevitabilmente anche questa esperienza di governo, che, come Napolitano ha detto, tutta l'Europa ci invidia. E le conseguenze, in termini politici, non sono prevedibili da nessuno.

      Di qui la mia perplessità nel voler rileggere vecchie e nuove vicende giudiziarie in base a disegni/volontà concretamente in grado di condizionarle. Anche perché mi pare manchi qualunque evidenza in questo senso.

      Ovviamente sono dispostissimo a rivedere la mia posizione: sull'argomento ho letto parecchio, ma può darsi sempre che mi sia perso qualcosa; e magari anche qualcosa di rilevante. Non ho pregiudizi in merito: se qualcuno mi illumina, fa opera gradita.

      In ogni caso, a me personalmente interessano le valutazioni storiche: ma ai fini del discorso cosa importa? Se Tangentopoli è stata una pagina del tutto pulita e trasparente, cambia qualcosa rispetto al fatto che negli anni '90 il problema corruzione, pure importante, ha fatto passare in assoluto secondo piano altri problemi, pure importantissimi?

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    4. Andrea, ma ci sei o ci fai? Forse hai già dimenticato come è stato presentato dalla stampa "vincolista" l'avvento del governo Monti (e di quello Letta, btw). Il fatto poi che loro abbiamo governato CON Berlusconi è un'evidenza incontestabile e che nessuno contesta. Solo uno scemo (cioè un piddino) avrebbe potuto immaginare che un governo che porta avanti l'eurofascismo governasse "contro" le destre. Io sto parlando di come è stata venduta la cosa ai piddini, e se tu avessi un minimo di memoria credo che questo commento sarebbe inutile.

      Il resto del tuo commento non lo capisco, mi pare che sia solo completamente avulso dalla complessità del mio ragionamento e dalla analiticità dei commenti di molti lettori. Nessuno parla di complotti o di disegni/volontà.

      Credo che tu sia piddino. Fin dall'inizio questa è stata infatti l'obiezione del piddino: "complottista"!

      Ma non fa niente, una piccola vacanza sul Bajkal, e tornerai come nuovo...

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  44. Mi stavo chiedendo, ma ora che la Cina si è fermata, i soldi europei che la tedeschia si tiene in saccoccia ed ha investito ad est, non avrà l'effetto di una nuova Stalingrado? E mentre in Francia devono combattere contro De Gaulle Marie Le Pen e gli alleati a sud dei desperados, forse forse che uscirà tra uno o due anni?

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    1. se non salta fuori qualche nipote maschio di Mubarak...

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    2. La n è muta in francese sennò sarebbe il plurale di Marino.

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    3. Ehi, ma ti si è rotta l'aria condizionata? Vuoi dare lezioni di francese a me o stai scherzando? Una consonante muta è un concetto linguisticamente ardito, in ogni caso quando una lettera è muta significa (al limite) che non la si pronuncia, e quindi che la si scrive (altrimenti invece che muta sarebbe assente). Non è nemmeno un problema di sapere o non sapere il francese: come vedi (e come sempre) è un problema di logica!

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    4. :D era una battuta Albè! Nella prima frase invece, è stato un mio errore per davvero!

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    5. Meno male... Tu scherzi, ma da quando ho iniziato mi hanno fatto lezzzioncine di contrappunto, informatica musicale, grammatica della lingua italiana, tecnica clavicembalistica, tecniche didattiche, pedagogia, economia 1, 2, 3 e 4... Permetterai che mme so'un po' rotto er cazzo, no? Ora, magari conoscendoti avrei capito meglio. Comunque l'ipotesi dello scherzo era contemplata nella mia richiesta di precisazione.

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    6. La tua condizione su questo problema mi fa sempre tornare in mente Chinnici quando gli si ordinò per il suo giudice preferito e zelante, ovvero Falcone, di "fargli fare il più possibile, di riempirlo di cose inutili e di poco conto ma di lasciarlo il più distante possibile fuori dalle cose importanti".

      Ci tengo molto a te, per quello che sei e per quello che stai facendo, per questo ti sto seguendo ed anche perché sono molto orgoglioso di te... (questo magari non lo pubblicare)

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  45. Che manipulite sia stata un'operazione quantomeno ambigua credo sia fuori dubbio. La giustizia è tale solo quando opera in perfetta autonomia e senza secondi fini. Ma in questo caso, dato per assodato un certo approccio opportunistico della magistratura come si può parlare di giustizia? Interessa poco che poi i reati ci fossero realmente. Quelli c'erano da decenni... se la giustizia interviene con fini e per motivi diversi da quelli contenuti nell'atto d'accusa compie non solo un'ingiustizia ma anche un abuso, perché significa che sta punendo il presunto reo per qualcosa di diverso dal reato contestato, un qualcosa che evidentemente non costituisce reato, altrimenti non sarebbe costretta ad usare un pretesto. Non riabilito craxi ma non amo la giustizia che si vende al miglior offerente...specialmente se oltre a vendere i suoi servigi vende anche me...

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  46. Riguardo il perché delle scelte politiche più rilevanti, ricordiamoci comunque una cosa: il politico onestissimo come quello corrottissimo è sempre sottoposto a condizionamenti che diventano anche ricatto. Non è una variabile.

    ag

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  47. Alberto,
    quanto alla Milano da bere, leggerò volentieri le tue spiegazioni ma ti dico che sono dell'idea di Buffagni, cioè quella di Del Noce, per cui il '68 abbia portato la sinistra ad essere "radicale di massa", per cui, paradossalmente, la Milano degli anni '80 e Berlusconi stesso sono figli del '68. Sono poco più giovane di te, ricordi lo spot di Repubblica n cui si vede il sessantottino con l'eskimo che vent'anni dopo è il manager fighetto che legge Scalfari?

    ag

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  48. Non stupiscono affatto le reazioni puritane nei confronti della corruzione. E' giusto che sia così, ma la corruzione c'è sempre stata Mani Pulite invece no.
    Il punto è un altro e Gregory Bateson lo individua per bene nel cambio di atteggiamento del sistema delle strutture delle relazioni umane, dovuto a due momenti storici importanti dal suo punto di vista di antropologo capaci di modificare la "polarizzazione" del sistema. Uno riguarda il Trattato di Versailles e l'altro la rivoluzione cibernetica. Nella "PARTE SESTA: crisi nell'ecologia della mente. Da Versailles alla cibernetica", da pagina 220 in poi quelli della "castacriccacorruzione", leggendo, capiranno che il problema è un po' più ampio.

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    1. Il libro che ha segnalato lo trovo molto interessante. Grazie

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  49. "e che dopo aver svenduto, nel corso di Mani Pulite, buona parte delle industrie pubbliche italiane, si prepara adesso, in questa operazione Mani Pulite 2, a svendere anche l'ENI."

    Sono l'unico a non vedere in corso alcuna operazione Mani Pulite 2 oppure sono un ingenuo cieco e scemo che non legge Il Giornale?

    A meno che si intenda far datare Mani Pulite 2 al 30 luglio 2013, per una fatale quanto assolutamente casuale coincidenza arcoriana... (provocatio non petita dovuta alla natura pagliaccia, chiedo perdono e spero nell'assoluzione).

    PS_Io amo il mio paese, davvero.

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    1. Io la data d'inizio di Mani Pulite 2 la periodizzerei dal momento della partecipazione italiana all'aggressione contro la Libia di Gheddafi (senza voto parlamentare, e con annessa violazione del diritto internazionale), o se si preferisce all'insediamento del governo Monti, operato mediante forzatura costituzionale non meno grave della forzatura dello Statuto albertino commessa da V.E.III nel 1922, quando incaricò il cav. Benito Mussolini di formare il governo.
      Berlusconi è corresponsabile di entrambe queste catastrofiche sciagure, e del peggio che ne conseguirà. Non ne è l'autore, ma visto che non è un passante e per paura non vi si è opposto, ne è responsabile politicamente tanto quanto chi le ha coordinate e volute.
      Mi permetto anche di aggiungere, pregandola di non aversene a male, che l'amore, a volte, è cieco.

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    2. A Roberto Buffagni

      L'aggressione alla Libia è anche un attacco all'Italia e alle sue pretese di autonomia. Qualcuno mette la data al 15 Febbraio 2011 quando
      1) c'è l'accordo di Roma con cui Eni porta Gazprom in Libia
      2) Berlusconi è rinviato a giudizio per il caso Ruby
      3) a Bengasi scoppiano i primi "disordini"
      Sono a disposizione di tutti i testi degli ambasciatori americani a Roma dove si legge come di Berlusconi ne avessero le scatole piene già dall'inizio del 2009, tanto da confidare nel sig. Tulliani.
      Sulla corresponsabilità di Berlusconi..sì e no. In questa epoca di guerre non dichiarate e diversamente combattute, Berlusconi si è diversamente arreso. Scrivi "per paura non si è opposto". Berlusconi ha raccontato che Obama gli avrebbe mandato un senatore di sua fiducia ad intimargli: "scegli, o gli interessi italiani in Libia o l'alleanza con noi". Forse qualcosa di più pregnante di "non sono più tuo amico". Il bello è che questo Berlusconi lo ha detto -quasi una digressione- a Porta a Porta e nessuno si è sognato di ribattere o indagare, né l'intervistatore, che ha proseguito come se il Presidente del Consiglio avesse solo un attimo starnutito, né i giornali che solo trattarono ad abundantiam qualsiasi frivolezza fosse venuta fuori dalla serata in tv. A molti dispiacerà, ma prima o poi sarà chiaro che la storia di Berlusconi "era un po' più complessa".

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    3. Mi scusi, vedo solo oggi il suo intervento. Intanto la ringrazio per l'informazione, non sapevo della digressione di B. a "Porta a Porta".
      La storia di B., certo, "è un po' più complessa". Che sia stato intimidito, che dietro la sua caduta ci siano gli USA (e il loro concessionari locali, dal Presidente della repubblica in giù) non ci piove.
      Le replico solo una cosa. Tutto perdono a un uomo di Stato, tranne la stupidità e la vigliaccheria, e B. ha dimostrato di essere stupido e vile. Stupido perché non ha saputo, in tanti anni, interessarsi direttamente del problema, primario, della sicurezza, cioè conquistarsi una solida base di potere nei "Ministeri della forza" (ricorda le foto di Silvio e Topolanek che mostrano le chiappe chiare nel villone sardo? Quello fu un messaggio in stile mafioso dei servizi segreti italiani: guarda ciccio che next time, al posto del teleobiettivo ci può essere un fucile di precisione cal. 30). Vile perché, dopo essersi dimostrato incapace di difendersi, si è dimostrato anche un quaquaraquà con l'alleato USA. Faccio presente che la minaccia riferita dal senatore è, in quella forma, affatto vuota: gli USA non si giocano l'Italia, per nessun motivo. Un uomo politico degno di questo nome costruisce alleanze (con la Russia, per esempio) e si oppone, costi quel che costi, quando sono in gioco gli interessi vitali della nazione: perché in quei momenti LA NAZIONE E' LUI. Ecco che ci sta a fare un capo del governo o dello stato: a identificare la propria persona con la nazione che rappresenta nei momenti in cui sarebbe più comodo essere un privato cittadino e defilarsi prudentemente. Il suo mestiere è quello lì.
      Inoltre, a essere vigliacchi, e a cedere ai ricatti, difficilmente ci si guadagna. E infatti adesso B. è un cagnolino che scodinzola, sperando che gli buttino l'osso della salvezza per lui e le sue imprese; e probabilmente neanche quello, avrà. Che brutto modo di morire...

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    4. @Buffagni

      ... e la sfiga ci vede sempre benissimo, già. Una rondine non fa primavera, guai fare di ogni erba un fascio, l'apparenza inganna, chi tace acconsente, eccetera, eccetera... :D

      Scherzi a parte, va inteso cosa si definisce con l'espressione "Mani Pulite". Nell'etimo giornalistico sdoganato presso l'opinione pubblica rendendola di uso comune si intende la stagione anche nota come Tangentopoli, iniziata con l'arresto di Mario Chiesa il 17/2/1992: è a quella che io ho fatto riferimento ed è una operazione giudiziaria. Se lei invece intende una più vasta operazione moralizzatrice della società italiana (e dei suoi costumi ancestrali) condotta da una parte del pool milanese e supportata da giornali (molti interessati, pochi per convinzione, a proposito di metodo) e movimenti politici e di opinione, che ha avuto risvolti politici ed economici dovuti a ben altro che la semplice attività inquirente, allora il discorso cambia.

      Premesso che ero favorevole a un trattato di amicizia Italia-Libia per riparare ai torti del colonialismo (così come il discorso ufficiale di scuse pronunciato da Berlusconi nel 2009 fu impeccabile), benché prevedesse vergognose misure repressive contro gli immigrati, non vedo comunque alcun nesso tra una "Mani Pulite" e l'invasione della Libia. Questa è da inserire in tutt'altro contesto, mi creda, e glielo dico perché durante la guerra ero in contatto con fonti dirette da Misurata.

      Invece su quel che è successo al nostro paese nel 2011 è un'altra storia e sono più drastico di lei sul metodo: c'è stato un colpo di stato tecnocratico (in Egitto interverrebbero l'esercito e poi i tecnici, in Italia il PdR e poi i tecnici - perché siamo democratici noi...). Le dirò di più: l'anno scorso ho scritto un pezzo sul 2011, mai pubblicato, in cui descrivo per tappe il processo con cui l'Italia è stata commissariata. Sono talmente tante le fonti a supporto che non si può parlare di complotto, in quanto è tutto pubblico (gliene segnalo cinque ma significative).

      L'aspetto giudiziario rimane comunque secondario rispetto al 1992: escludendo Berlusconi che è antropologicamente predisposto a violare la legge (o dovremmo credere che Mani Pulite non sia mai finita visto che è sotto processo da vent'anni, e allora togherossegiustiziaorologeriausomediaticopolitico...), nel 2011 ci fu solo una ondata giudiziaria più consistente del "normale", ma niente di paragonabile al 1992 e seguenti. Indagini, arresti e sentenze riguardanti il mondo della politica, bipartisan e a tutti i livelli amministrativi tra cui un'assoluzione per B., videro un picco tra maggio e ottobre; considerando che diverse inchieste erano già iniziate in anni precedenti lo trovo fisiologico (per gli standard italiani). Diversamente dal passato però, quando il potere dei partiti era ancora saldo, la "grande stampa" dispose all'unisono lunghe campagne giornalistiche contro la corruzione, il malaffare e il nepotismo (di per sè legittime) piuttosto che delegittimare il lavoro della magistratura come era tradizione fra gli opinionisti di punta. Il risalto mediatico fece da detonatore e il potere contrattuale dei partiti, già in calo, divenne minimo: si creò così il frame ideale in cui inserire Monti l'esorcista, venuto a mondarci dal male. Rimando a questo mio commento per le conclusioni.

      PS_A onor di cronaca preciso che il governo Berlusconi era già debole dalla spaccatura con i finiani risalente al 2010, che fu aiutato dal PdR a ritrovare una risicata maggioranza grazie ai "responsabili" Scilipoti, Calearo..., e che infine fu il mancato accordo con la Lega per eliminare le pensioni di anzianità (e rispettare gli altri impegni capestro assunti al Consiglio Europeo di ottobre) a mandarlo in minoranza. Quel governo era scaduto ben prima del golpe, a differenza di quello Zapatero che infatti rimase a fare lo stesso lavoro sporco.

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    5. In estrema sintesi, io ritengo che l'operazione "Mani Pulite 1" sia stata una destabilizzazione del sistema politico italiano, guidata da potenze straniere tra le quali in primissima fila gli USA, e coadiuvata e gestita (male) dai loro referenti locali, tra i quali in primissima fila il PCI. Dico male perché il candidato premier Mariotto Segni con il suo socio Achille Occhetto persero il biglietto vincente della lotteria e al loro posto spuntò, raffazzonata e improvvisata espressione di alcuni brandelli delle residue basi di potere del vecchio ceto politico, Silvio Berlusconi, il grande Statista (!).
      Chiamo "Mani Pulite 2" l'operazione tuttora in corso il cui obiettivo è finire il lavoro rimasto a mezzo di "Mani Pulite 1", cioè a dire levarsi dai piedi Berlusconi, mandare in deliquio e disgregare la destra italiana in quanto rappresentante (rappresentante male, ma rappresentante) gli interessi del ceto medio e medioalto italiano, far passare l'Italia dalla condizione di protettorato alla condizione di colonia, fottersi gli appetitosi giacimenti di risparmio privato italiani, comprarsi per un pezzo di pane le industrie e gli asset italiani rimasti che fanno ancora gola, e finalmente stabilizzare questo casino italiano e non pensarci più.
      "Mani Pulite 2" la si può periodizzare in tanti modi. Io ho scelto di periodizzarla al momento del vile tradimento della Libia di Gheddafi, perché lo ritengo un gesto ignobile e gravemente lesivo degli interessi politici nazionali vitali per il quale stento a trovare un precedente, se non forse nella fuga a Pescara della famiglia reale l'8 settembre del 1943. Cioè, peggio di così si faceva una bella fatica. Ma grazie al genio italico, ecco che il gesto infame viene perlomeno eguagliato dalla fuga di Berlusconi di fronte al colpo di stato freddo con il quale viene insediato Monti al governo della nazione.
      Di fronte a queste schifezze di proporzioni himalayane, il fatto indubbio che i politici rubano, o che Berlusconi sia un anziano maiale, francamente mi passa in secondo o anche terzo, ennesimo piano.

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    6. Ora è più chiaro... ha fatto trenta faccia trentuno: dica pure che le procure (specie quella di Milano) sono dei covi di traditori complici delle potenze straniere. Troppo facile e consolatorio, non sono d'accordo ma non proverò a convincerla: il suo frame è radicato da anni di disinformazione sulla giustizia italiana.

      Comunque un'epoca era finita, il quadro geopolitico è quello descritto centinaia di volte anche tra i commenti di questo post e l'Italia non era il centro del mondo, allora come oggi. Il primo governo Berlusconi non durò neanche un anno, il banana fu solidamente messo nel surgelatore per poi rispuntare nel 2001 sulle torri €uriste edificate nel frattempo dalla "sinistra" tecnocratica (quella che ha tentato in ogni modo di distruggere Berlusconi salvandogli le chiappe ogni qualvolta se n'è presentata l'occasione...). Questi sono i fatti.

      Per la cronaca Berlusconi e i suoi lacché avrebbero venduto loro stessi questo paese, se nell'autunno 2011 avessero ancora disposto di una solida maggioranza e tutte le troike e i mercati di questo mondo glielo avessero concesso. Ma si immagina Sacconi autorizzato a disciplinare la Cgil? Il suo sogno bagnato! (Chi si credeva di essere, il Pd?)

      Sulla Libia penso che sia davvero troppo OT (se non per la presenza di Eni in Libia, che non mi pare sia sparita) e questo blog non è il luogo adatto per discuterne.

      A ogni modo, i cinque punti:

      - "Così la Germania ha dichiarato guerra all’Italia"

      - "Il braccio armato dell’Europa"

      - "L’ Italia ha bisogno al più presto possibile di un governo che sia in grado di funzionare. Il tempo per tranquillizzare i mercati sta finendo." Klaus Regling, direttore dell’ Efsf

      - "Il Tesoro Usa scende in campo e la Bce commissaria il Cavaliere"

      - "E l'Fmi prepara una cura da 600 miliardi per l'Italia

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  50. Ma se anche i marxisti dell'Illinois (vedi la mia amica) congiurano per fare le scarpe a chi vuole uscire dall'euro, dicendo che la decrescita sarà felice, così come insegnava Mao con il suo libretto rosso, e si dannano per sostenere il PD (vedi Ingroia che ne ha chiesto l'alleanza alle ultime elezioni), come facciamo ad uscire dal guado???

    Consiglio di vedere un film straordinario, vero e proprio capolavoro, "Il gattopardo",
    dove il principe di Salina pronuncia alcune frasi sintomatiche,
    capaci di rivelare lo spirito e l'anima dei siciliani (e degli italiani),
    e di comprendere il senso profondo delle vicende risorgimentali:

    "Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali"

    "Crede davvero, Chevalley, di essere il primo a sperare di incanalare la Sicilia nel flusso della storia universale? Chissà quanti musulmani, quanti cavalieri di re Ruggero, quanti scribi degli Svevi, quanti baroni angioini, quanti legisti del Cattolico hanno concepito la stessa bella follia; e quanti vicerè spagnoli, quanti funzionari riformatori di Carlo III; e chi sa più chi siano stati? La Sicilia ha voluto dormire, a dispetto delle loro invocazioni; perchè avrebbe dovuto ascoltarli se è ricca, se è saggia, se è onesta, se è da tutti ammirata e invidiata, se è perfetta, in una parola?"

    "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"

    "In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di "fare". Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il "la"; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei, Chevalley, e quanto la regina d'Inghilterra; eppure da duemilacinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotati lo stesso"

    "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra".

    BUONA VISIONE

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    1. Scusa se mi permetto, ma io consiglierei la lettura del libro... È un film spettacolare, per carità, ma è tratto da un romanzo bellissimo, con una qualità di scrittura molto alta, che probabilmente favorisce la riflessione.

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  51. Scusate forse dirò delle banalità ma non posso esimermi. In quest'Italia, ancora per poco con la "I" maiuscola, dove non è mai esistita una precisa identità nazionale, riflesso della mancata identità politica e socioculturale, dove il dibattito politico è ridotto al chiacchiericcio da bar di attempate e annoiate signore borghesi "Ma lo sa che bisogna ridurre il debito pubblico altrimenti andiamo in fallimento? ma lo sa che i nostri problemi sono la corruzione della casta?" non poteva non accadere quello che sta accadendo.
    Proprio l'altro giorno ho avuto modo di sperimentare in presa diretta, una persona "informata" dal sistema sosteneva che il debito pubblico era cattivo e che, testuali: "una volta si pagava in contanti e non si facevano mutui, oggi si paga a rate anche il cellulare, QUINDI il problema è debito pubblico, vedi?".
    Quando gli si fa notare che: mio caro signore, se lei lavorasse in un'azienda e questa cominciasse a vendere i mobili e i macchinari per pagare i debiti, lei penserebbe che si sta risanando oppure prima o poi penserebbe di essere licenziato E mio caro signore, cosa c'entra il debito privato delle famiglie e imprese che lei ha citato con il debito pubblico? - ti guardano come un bambino che ha letto la sua prima parola sull'abbecedario.
    Tutta la strategia euro, l'introduzione della valuta a cambio fisso unitamente all'assenza formale e politico programmatica di una exit strategy, volta alla disciplina salariale e sindacale dei lavoratori subordinati e funzionale alla colonizzazione economica del belpaese, ha potuto funzionare appunto perchè siamo un paese di ignavi e ignari.
    Gli ignavi al governo, gli ignari dinanzi alla televisione ad alimentare il finto dibattito mediatico, orientato alla disciplina-svendita, pagato con la moneta estera dei creditori esteri.
    Questo blog è una delle poche oasi rimaste.

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    1. No, non sono banalità. Il problema è esattamente questo: scardinare i "frame" dell'avversario, che poi sono quello che noi più modestamente chiamiamo "metafore" (sono grato a Paolo Cianciabella per aver attirato la mia attenzione sulla formalizzazione che di questo concetto ha dato Lakoff). La metafora dello Stato come una famiglia è vecchia quanto il mondo, e il correlato frame della corruzione come giustificazione per l'abbattimento del nemico Stato è altresì vecchio almeno quanto la rivoluzione francese.

      La stessa discussione svolta qui, da quella che è sostanzialmente un'élite, la parte migliore del paese (modestamente), dimostra che queste metafore sono incrostate nella psiche di chiunque, e che per molti non c'è possibile redenzione, non c'è possibile Viakal che rimuova queste incrostazioni.

      L'idea che CHIUNQUE TI PARLI DI CORRUZIONE IN PRIMO LUOGO TI STA PRENDENDO PER IL CULO, E POI, MOLTO, MOLTO, MOLTO, MOLTO DOPO, STA ANCHE (ANCHE, CHE SIGNIFICA ANCHE, OVVERO ANCHE) PARLANDO DI UN PROBLEMA RELATIVAMENTE SERIO, DA AFFRONTARE, CERTO, DA COMBATTERE, MA LA CUI ERADICAZIONE NON COSTITUISCE FATTO DECISIVO NELLE CIRCOSTANZE ATTUALI, E LA CUI ENFATIZZAZIONE DA PARTE DEI MEDIA PRELUDE SEMPRE (CHE SIGNIFICA SEMPRE, OVVERO SEMPRE) AD UN ATTACCO FASCISTA AL RUOLO DELLO STATO NELL'ECONOMIA, questa semplice idea, che tanto limpidamente si riflette nei dati, non entrerà nella testa di molti.

      E quindi sceglierà un'altra strada (anzi, direi che l'ha già scelta).

      Amen.

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    2. Risposta perfetta, Alberto. Ricordiamo anche che parallelamente a mani pulite vanno anche i referendum elettorali. Poi rivolgo ancora una volta una domanda che mi appare di una qualche consistenza: nel mondo occidentale quanti secondi gruppi industriali azionali sono stati disfatti per via giudiziaria (parlo del gruppo ferruzzi naturalmente)? Naturalmente immagino che ci fosse corruzione, debiti, cert, certo...però vorrei capire quante volte è successo altrove. Ricordo anche ai cultori della virtù teutonica che in germania si tratta sempre di reati individuali, manca l'associazione a delinquere, che mi sembra fare una certa differenza.. Se mi sbaglio, come è possibile, che mi si corregga, perché non voglio vivere nell'errore. Un'amica che vive a berlino da dieci anni mi ha detto che un magistrato donna, credo, che indagava sui politici è stata trasferita. Come in italia, quando il sistema politico non era a pezzi.....

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    3. Scardinare i frame. Lakoff. Complimenti, ottima segnalazione, grazie.

      Sarebbe bello fare un riepilogo dei libri e degli autori citati in questo blog dal professore e da chi commenta. Da Lakoff a Orwell, da Dostoyevsk a Toltoj, da Platone a Gandhi.

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    4. a Stefano Longagnani

      ...a Del Noce.


      ag

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  52. La Cina parlava di (inward) IDE negli '90 e ora gli sforzi del governo si concentrano principalmente sull'assistenza alle imprese che si attivano per ottenere asset strategici(risorse naturali, manageriali e tecnologiche) all 'estero tramite acquisizioni e fusioni di/con aziende estere competitive. Per loro è già passata l' era degli investimenti esteri in entrata. Noi invece ci arriviamo solo ora?

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  53. Immagino che la percezione di CASTACORRUZIONEBRUTTO possa dipendere, oltre che dai media, anche dalle esperienze personali.

    E in quest'ultimo caso c'è chi malauguratamente ha dovuto fare i conti con piccole e grandi ingiustizie che esisterebbero anche se fossimo un paese con un economia in perfetto stato.

    Ingiustizie difficili da digerire e da affrontare se sono legate al tuo lavoro o perfino alla tua salute.
    E allora è facile per i media cavalcare quest'onda, perchè è reale sebbene non sia il vero tsunami che può devastare il paese.
    Ed è più facile percepire la corruzione che il problema macroeconomico.

    Perchè se tu, o un tuo caro, ti trovi in lista d'attesa per un intervento importante e ti rendi conto che la tua attesa è prolungata da centinaia di raccomandati dallo stesso politico che ha "suggerito" il nome del primario, ad un certo punto la tua visione coincide con quella che i media ti propongono.

    Insomma la possibilità dei media di gridare contro lo Stato nasce anche da situazioni di degrado inaccetabili, dovute a politici inaccetabili.

    IL PROBLEMA VERO E' CHE IL CITTADINO ITALIANO DOVREBBE MODIFICARE IL SUO VOTO, NON LA SUA FIDUCIA NELLO STATO.

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  54. intanto "il folle" (© bruxxxelles) stravince a mani basse le elezioni del suo paese...

    Noi pensiamo ad estimi, algoritmi catastali e gabelle varie... presto una tassa sul respirato, se tassano l'aere per le frequenze radiotelevisive perché non tassare anche il consumo di ossigeno pro-capite? Chi vive dove l'aria è pulita paga di più, ovviamente :D

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  55. penso che nel dibattito sfugga un aspetto, la rilevanza della politica estera nel processo mani pulite.
    Io ritengo che se non ci fosse stato il crollo del muro di Berlino e dell'allora URSS, non avremmo avuto mani pulite, non avremmo avuto la Ciiiiina, e nemmeno l'Euro.
    Ovvietà direbbe qualcuno, ma mi sembra che questo non sia emerso nel dibattito. All'epoca di mani pulite ero un piccolo studente di economia all'Università di Bari e ricordo la soddisfazione della maggior parte degli italiani, che non avevano partecipato al ratto o al banchetto ovviamente, nel vedere i potenti ridotti con la bava alla bocca, braccati e dileggiati.
    Ma voi tutti credete veramente che tutto questo sarebbe successo se la politica internazionale e il grande capitale che godeva delle liberalizzazioni iniziate con Reagan non l'avesse avallato?
    Credo che la norma italiana sul finanziamento ai partiti sia molto anteriore ai fatti che successivamente ne hanno sancito la debacle. E credete che Di Pietro sia stato il primo a occuparsene e che prima mai nessun magistrato abbia tentato di avviare processi? Sbagliate se pensate questo, ben prima di mani pulite i molti magistrati che hanno minimamente sollevato il problema del finanziamento illecito sono stati semplicemente trasferiti e tutto è stato insabbiato. Di fronte a tutto questo certo un piccolo studente, mio padre che ha la terza media e gran parte del popolo poteva mai essere così illuminato e immaginare la teoria dei massimi sistemi in atto? No e poi no , non c'era nemmeno internet se vi ricordate bene, le notizie erano filtrate più di ora e tutto e tutti erano controllati.
    Ebbene, quello che è accaduto poteva accadere solo allora e nessuno avrebbe potuto opporsi nemmeno concettualmente.
    Molto superficialmente qualcuno potrebbe deridermi e liquidarmi come " il solito complottista del ca....." ma per me le cose hanno un senso solo così.
    E quindi se la globalizzazione, la Ciiina, e lo stesso Euro sono frutto di quelle scelte e di quegli avvenimenti nessuno potrà mai credere che i nostri politici possano cambiare una virgola sull'Euro, a meno che improvvisamente il grande capitale che ha fatto soldi con le liberalizzazioni, la globalizzazione ecc. non si accorga che l'Euro non serve più o meglio è un'ostacolo al loro potere.
    Dopo questo pippone, ritengo che qui noi tutti abbiamo capito che l'euro non fa per noi, e meno male che c'è ... no Silvio.....internet, ma siamo anche l'armata Brancaleone e non muoveremo una virgola se il mainstream, per dirla alla Bagnai non vorrà, quindi le privatizzazzioni non le liberalizzazioni saranno fatte e continueremo a scrivere che è un male e poi,......... eh l'avevo detto io!
    Non so cosa il prof. ha in mente per vincere la guerra, io sono a disposizione e credo gran parte di quelli che visitano quotidianamente questi ambienti, di sicuro qualunque battaglia viglia combattere se vuole un aiuto c'è bisogno di un minimo di coordinamento.

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    1. Caro Antonio, dici cose assolutamente sensate, che già allora capivamo. Chi voleva già allora sapeva che di pietro era figura ambigua, per usare un eufemismo, ma a chi non lo aveva capito è stato detto poco tempo fa, quando la stampa nazionale ci ha informato che settimanalmente di pietro andava al consolato americano. Tanto che l'allora ambasciatore americano a roma si irritò per l'eccessiva libertà dei 'milanesi'. La figura di di pietro è un caso di scuola, su cui varrebbe la pena di intrattenersi, ma non solo, anche su chi recentemente ne ha decretato la morte civile, alludo all'eroica gabannelli. Spero di non aver commesso errori nel riassumere in così breve spazio vicende complesse; eventualmente correggetemi

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  56. Sono sempre preziosi i contributi di kthrcds. Ad integrazione di ciò che dice a proposito del necessario recupero del senso di identità nazionale, vorrei segnalare un articolo di Sapir, Sovranità e nazione, tradotto ieri da Voci dall'estero. Credo che la vacuità, la falsa coscienza, anzi il carattere fortemente ideologico dei fautori del "fogno europeo fenfa più frontiere" nasconda un progetto politico preciso. La sovranità nazionale dei popoli rappresenta l'ultimo impaccio affinché il grande capitale (appunto) trans-nazionale possa dispiegare pienamente la propria potenza. Un'opinione pubblica veramente consapevole è quella che ha libertà di accesso a tutte le fonti informative, e quindi la lingua ricopre in questo senso un'importanza strategica. Non può esserci allo stesso tempo democrazia e indefinitezza di confini e di carattere nazionale. Babele delle lingue e rappresentanza politica.

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  57. Per questa discussione interessantissima sulla geopolica..
    domanda provocatoria: lo scoperchiamo della P2 come si inserisce in questo quadro?

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  58. Il più moralista dei partiti principali, cioè il PD, rivedica con orgoglio l'Euro come conquista, e nei fatti l'eredità di mani pulite, avete presente? Ebbene, dalla seconda metà degli anni novanta in poi ha aperto le porte (e le alleanze) ad ogni specie di fuggitivi ex PSI ed ex craxiani (che però la vulgata dei media ha saldamente piazzato tutti al fianco del vecchio satiro). Io ho visto con i miei occhi la cosa a livello locale, quindi non mi sono stupito a suo tempo di vedere Intini nelle file dei DS (o quel che era all'epoca). E riguardo a questo processo la sinistra dei vari scampoli, da RC alla sua variegata diasporata, non ha mai avuto niente da dire (nelle varie basi politiche ed associative, nella migliore delle tradizioni, i PDSsini facevano la guerra ai rifondaroli e i socialisti invece gli offrivano sponda - il nemico del mio nemico etc...).
    Quindi la celeberrima questione morale, nei suoi termini post berlingueriani, è fumo negli occhi (qualcuno continua a pensare sul serio che se non è stato regolamentato il conflitto di interessi è stato per "timidezza" nei confronti di Berlusconi, beata ingenuità - o idiozia). Lo straccio rosso della posizione ideologica è sempre andato bene per le folle (ed ha sempre funzionato, finora). L'ho visto agitare stamani su rainews24 , dove si parlava delle vittoria elettorale del partito di Abe sulla scia dei buoni risultati e delle promesse in materia di politica economica (inflazione e aumenti dei salari) per poi ricordare che trattasi di "partito della destra nazionalista giapponese che ha da poco modificato la costituzione in senso antipacifista aumentando gli effettivi dell'esercito e ha riaperto le centrali nucleari": in breve FASCISTI e NUCLEARISTI. Quindi cattivi e pericolosi.

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  59. ore 14.00 del 22 luglio. Intervista di sky tg 24 a Brunetta: il debito pubblico è la nostra palla al piede, in accordo con Letta e Saccomanni si procederà alla vendita del nostro patrimonio!!!! Bene,ora tutta l'italia è avvisata: esultiamo per la soluzione ai nostri problemi!

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  60. ...desiderio di far capire a una massa di coglioni che lasciarsi guidare come pecore contro il nemico di turno è uno strumento molto efficace a disposizione del potere per fare il porco del comodo suo...
    se permetti prof., questa te la rubo.
    di mani pulite ho un vago ricordo essendo, all'epoca, un ragazzino 15enne indaffarato in attività lontane dal mondo della politica (pallone, scooter, femmmmmminnneeee, ecc...).
    oggi, dopo un lungo percorso informativo/formativo passato anche dalle pagine di questo blog, ho maturato quel senso critico e quella indipendenza intellettuale che mi permettono di individuare le manovre mediatiche che puntualmente vengono utilizzate per coalizzare le masse contro il nemico di turno da abbattere (ormai non resisto più di un minuto davanti ai tg o ai programmi di "sedicente" approfondimento).
    l'opera di controinformazione che si sta facendo qui e su i social è encomiabile, ma controbbattere lo strapotere mediatico del pude non sarà impresa facile, soprattutto dopo 30 anni di disinformazione.
    però se penso che questo percorso di "redenzione" è stato possibile per me, lo può essere anche per molti altri...e qui in un momento di speranza mi vengono in mente le parole di Rocky Balboa al termine dell'incontro contro Ivan Drago:
    "Quando sono venuto qui non sapevo cosa mi aspettava. Ho visto che molta gente mi odiava ed io... ed io... non sapevo... non sapevo come la dovevo prendere. Poi ho capito che neanche voi mi piacevate, ma durante questo incontro ho visto cambiare le cose: cioè quello che provavate per me e quello che io provavo per voi! Sul ring eravamo in due disposti ad ucciderci l'un l'altro, ma penso che è meglio così che milioni di persone! Però quello che sto cercando di dire è che se io posso cambiare, e voi potete cambiare... tutto il mondo può cambiare!"

    per chi ha sete di verità e giustizia la battaglia contro il pude è appena cominciata...io sono abile arruolato!

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  61. La politica estera assume sicuramente un ruolo fondamentale, ma ad essere puramente complottisti si rischia di indirizzare la storia dove si vuole e di scrivere la sceneggiatura di un romanzo. La questione secondo me è più semplice. Caduto il muro di Berlino (ma già negli anni immediatamente precedenti, quando era chiaro che il blocco sovietico si sarebbe disintegrato), i soggetti internazionali che avevano guidato, influenzato ed in alcuni casi deciso la nostra politica interna (che ve li dico a fà..) allentano la presa e la protezione su un sistema e su personaggi non più ritenuti di importanza strategica. Contempoaneamente si aprono i giochi per cercare di individuare i soggetti politici che dovranno sostituire i "vecchi" ormai spazzati via o defilatisi. E gattopardescamente questo comporterà la sostituzione delle prime file dei vecchi partiti con le seconde file. Questo significa:
    1)Che Mani Pulite negli anni precedenti difficilmente avrebbe potuto vedere la luce.
    2) Allo stesso tempo non si può ritenere che i protagonisti di Mani Pulite siano stati i grandi strateghi della politica successiva in Italia. Davvero pensate che Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo ecc. fossero i grandi esecutori del piano Euro? Mi sembra un pò troppo. Semplicemente li si è lasciati fare. Non essendoci più nè la possibilità nè l'interesse di arginare un fenomeno ormai ineluttabile.
    3) In questo contesto di vuoto politico, con i partiti ed i politici che perdono completamente i loro punti di riferimento cercandone di nuovi, aumentano inesorabilmente il loro peso, il loro potere e la loro influenza già molto forte tecnocrati che progressivamente assumono il ruolo sia di guida politica che di guida "tecnica". E' qui che nasce (secondo me) l'inquietante patto: voi politici chiacchierate, spartitevi le poltrone ed il bottino, mentre noi bravi e sapienti tecnici vi illuminiamo, decidiamo la linea ed occupiamo i posti strategici. Ancora più inquietante sarebbe discutere di quali esigenze internazionali hanno poi influenzato e "deciso" le politiche degli anni seguenti, ma questa è un'altra storia.


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  62. Tangentopoli a parere mio: "è un processo politico”!
    Archiviarlo come corruzione di una classe dirigente :è una banalizzazione di un processo storico fondamentale. L’inchiesta mani pulite, è stata usata per mettere fine ad una classe politica italiana che ha perseguito la politica della piena occupazione, attraverso l’intervento diretto dello stato nell’economia a sostegno della domanda aggregata. Mani pulite nelle sue sentenze ha di fatto sancito il principio che quel tipo di politica, che vuole lo stato come attore attivo nell’economia, genera sprechi, corruzione e di conseguenza responsabile del crescente debito pubblico, causa dei mali italici. La svolta liberista del pensiero unico,di fatto sposta gli stimoli dalla domanda all’offerta. Con mani pulite si decreta la fine dell’industria di stato ,avviando i processi di privatizzazione e di liberalizzazione ed eliminando quella resistenza politica di adesione al progetto liberista della UE e dell’euro. Suggella di fatto la fine della politica economica italiana, iniziata nel trentennio post-bellico e vede l’ inizio della sua fine, nella crisi degli anni 80. Infatti il motto Reaganiano,”lo stato non è la soluzione,ma il problema” e la thatcher “non esiste la società,ma solo individui,”danno il via alle politiche che Ben Bernanke ha definito la grande moderazione "inflazionistica" ,ma secondo qualche "malpensante" intendeva dire "salariale"!Politica iniziata con la vittoria del simpatico duetto, sui sindacati dei controllori di volo e dei minatori in piena recessione,insomma la crisi come metodo di governo. In Italia nel 81, l’inizio della svolta, viene sancito con il divorzio della B.I e il processo di moderazione salariale, continua con l’ adesione allo sme ristretto , UE ed euro. La crisi delle repubbliche socialiste e il venir meno di un modello alternativo, decreta la vittoria politica del pensiero unico. Craxi ha preferito l'esilio e morire socialista in terra straniera che piddino in patria. La politica che ha garantito nel trentennio dorato, un mondo con poche recessioni , avendo come obiettivo la piena occupazione,ha perso la sua spinta storica.Quali siano le conseguenze del nuovo,che poi è un ritorno al passato:ho qualche timore. Posso essere complottista ,sbagliare l’analisi ,ma non ditemi che la colpa fu di Craxi. L’esilio di un uomo politico,certificano solo la sua sconfitta politica.E’ successo tante volte nella storia e succederà ancora.

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  63. @Under
    Si continua a commettere l'errore di imputare a mani pulite un compito che non ha avuto. Mescoli e fai confusione tra giustissime considerazioni sull'adozione del pensiero unico liberista a livello globale ed i processi di tangentopoli, con un risultato abbastanza esilarante. Come se i giudici di Mani Pulite fossero stati il braccio giudiziario della Thatcher e di Reagan. Ed alla fine di rispunta la difesa del latitante Craxi. Quasi a voler concentrare le proprie forze, pensieri ed energie nella difesa di un uomo (indifendibile) e non per sostenere idee forti. Solo un'osservazione: sai chi era il vero stratega che dettava la linea politica e soprattutto economica del PSI di Craxi? Un certo Dottor Sottile (forse Giuliano Amato?). E come ebbe a dire una persona molto autorevole: ho detto tutto.

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  64. Sempre @Under
    un'ulteriore considerazione. Ti ricordi qual è stato il Governo che ha abbattuto la scala mobile? Governo Craxi. E qual è il governo che l'ha eliminata definitivamente? Dottor Sottile (vedi sopra). In perfetto stile neoliberista e thatcheriano...Altro che paladino del socialismo e della piena occupazione.

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    1. Il dott sottile è un ottimo professionista a contratto per dirla alla Craxi.Non difendo Craxi,come non colpevolizzò i tanti ottimi professionisti a contratto di oggi e di Ieri.Fai bene a dubbitare.Va bene, la colpa allora fu di Craxi,oggi del satiro.L'unica cosa che condivido di Grillo riferendosi alla classe politica odierna è l'espressione:"sono morti e non lo sanno",come allora non lo sapevano Craxi e company".

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