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venerdì 28 giugno 2013

QED 21: "Germany is saving itself to death." Veramente!?

Forse è il caso di riprendere la simpatica consuetudine dei Quod Erat Demonstrandum, che magari suonano pedanti, ma qualche utilità indubbiamente la presentano.

Intanto, servono a far capire che le sorprendenti scoperte di certi mezzi di informazione in realtà hanno per oggetto la classica acqua calda. Lo si mette in evidenza non per vanità personale (sarebbe fuori luogo: ormai sul carro dell'"io l'avevo detto" son saltati tutti, perfino Boeri!), quanto per sottolineare che il metodo economico, nella sua apparente e illusoria (per gli ingegnIeri) semplicità, consente effettivamente di antivedere certi esiti. Chiamiamolo spirito di giustizia.

Poi, i QED forniscono ai nuovi arrivati un utile pretesto per andarsi a rileggere alcuni articoli fondamentali di questo blog, e a tutti noi di vedere se questi articoli stanno reggendo alla prova del tempo. Sapete, oggi il mondo è cambiato, la storia va più in fretta, c'è la Ciiiiiiiiiiiina... Oppure no: ci sono le bestialità profferite a orologeria per interessi di bottega, e ci sono le semplici constatazioni di buon senso, se non eterne, quanto meno piuttosto resilienti all'urto del tempo.

Vi ricordate quando mettevo in evidenza il fatto che la crescita tedesca nell'età dell'euro era stata deludente e che per promuovere una crescita basata sulla domanda estera la Germania aveva soffocato la domanda interna e in particolare gli investimenti, il cui contributo alla crescita, nell'età dell'euro, era sceso dal 17% al 6% della crescita totale? Vi avevo anche ricordato che economisti tedeschi non ottusangoli né ellissoidi, come Ulrich Fritsche, erano un po' preoccupati da questa evoluzione, che secondo loro rischiava di compromettere la crescita potenziale della Germania.

Bene.

Quasi un anno e mezzo dopo lo Spiegel ci dice che la politica di repressione degli investimenti interni rischia di compromettere la crescita futura, secondo il DIW (nientemeno).

Come dire, l'importante è partecipare...

Diciamolo in un altro modo. Noi sappiamo che CA = S - I, giusto? Bene. Forse qualcuno, magari quelli che "la crisi è colpa dei greci perché mi' nonna risparmiava", penserà che siccome la Germania è brava (per definizione), il suo CA>0 (il suo surplus di partite correnti) derivi da un grande S (cioè da un elevato risparmio), il quale acriticamente è visto come cosa buona a prescindere.

Invece no, le cose non stanno così. Non solo e non tanto per l'ovvio motivo contabile che un elevato risparmio in un paese necessariamente si associa a un insufficiente risparmio in un altro (e quindi, appunto, in linea di principio sarebbe bene che lo sviluppo dei flussi fosse equilibrato).

No: per un altro è ben più cogente motivo. Perché studiosi di uno dei più prestigiosi centri di ricerca tedeschi (non quei fanatici antieuro di una certa università di provincia...) ammettono che il CA>0 è dovuto anche e soprattutto a un basso I, cioè a bassi investimenti, e che questo sicuramente creerà problemi in futuro al paese. E ora che diranno quelli che "il problema è la produttività e la Germania è produttiva perché fa più investimenti"? Finché il loro ragionamento semplicistico, dilettantesco, ideologico, cialtronesco non era nei dati, potevano anche sopravvivere. Ma ora che il contrario è scritto sullo Spiegel, forse per loro si mette un po' peggio.

Ai nostri simpatici Quisling auguriamo miglior fortuna con la prossima balla.

Quanto ai politici tedeschi autori di questo fallimento macroeconomico, non dobbiamo preoccuparci per loro. Quando i loro elettori gli chiederanno il conto, la soluzione sarà a portata di mano. Quale? La solita: dire che la colpa del disagio causato dalla miopia delle loro politiche è in realtà nostra, della nostra pigrizia e della nostra corruzione.

A proposito, vado a farmi una pennica (se ci riesco). E voi?

46 commenti:

  1. E la situazione della Germania chiarisce una volta di più un'ulteriore fattore di instabilità generato da un surplus persistente e consistente delle partite correnti. Paradossalmente la strada di crescita scelta dalla Germania la fa sembrare molto simile ai paesi periferici dell'eurozona. Mentre questi ultimi hanno alimentato la propria crescita con l'afflusso incontrollato di capitali esteri secondo le modalità che spesso il prof. ci ha ricordato, la crescita tedesca è stata alimentata dalla domanda estera. E proprio come per i paesi periferici la "favola" è finita quando i rubinetti si sono chiusi, così le difficoltà tedesche cominciano quando i mercati di sbocco hanno cominciato a venir meno. Alla faccia di quelli che gli squilibri hanno solo il segno meno.

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    1. Ma è ovvio, una economia sana si basa sulla crescita interna non sul mercantilismo, tenendo presente l' equilibrio della bilancia dei pagamenti
      Su questo pianeta solo gli USA possono permettersi il lusso di essere perennemente in deficit, per ovvie ragioni

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  2. Mah, io pensavo di corrompere qualcuno in comune (se ci riesco).

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  3. In pratica come le maggiori aziende italiane hanno preferito rinunciare agli investimenti perchè grazie alla moderazione salariale per un periodo i profitti si sono realizzati comunque, così le aziende tedesche grazie alla competitività acquisita hanno rinunciato agli investimenti perchè il tasso di cambio fisso con i suoi partners è stato uno strumento di profitti efficace??


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  4. ottimo Bagnai. Sei sempre avanti mesi , se non anni, all'ottusità pidiongola e sopratutto lo dimostri con fatti incontestabili .Buona pennica.

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    1. Ma veramente questo post dimostra che non sono io a essere avanti (vedi ad esempio Fritsche) ma altri a essere indietro (per i motivi chiariti nel post).

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  5. Il primo ministro Enrico Letta ("euro sì. Morire per Maastricht"), intervistato dai TG, si dichiara soddisfatto dell'andamento del vertice europeo: pochi miliardi, per la disoccupazione, da dividere tra una ventina di paesi in sette anni, se non ricordo male. Hanno anche deciso che alla prossima crisi bancaria PRIMA pagano azionisti, obligazionisti e correntisti, POI interviene l'Europa. È la concretizzazione del metodo Schäuble: Alberto lo disse in un incontro, non ricordo più dove, "state tranquilli, prima hanno fatto parlare l'olandese, maretta, quindici giorni dopo Schäuble ha detto che si fa proprio così, come ha detto l'olandese, e tutti sono rimasti zitti. Siate certi: vi prenderanno i soldi dai conti correnti". Esattamente quello che stanno decidendo (con la convinta collaborazione del nostro primo ministro)

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    1. Mi ricordo di averlo detto tante volte, ma se qualcuno mi trova una citazione esatta di quando e come l'ho detto mi fa una cortesia, perché ci faccio un post per il FQ. Ringrazio anticipatamente. Mi ricordo che il meccanismo di "gestione" dell'informazione l'ho spiegato già a Pescara a dicembre, poi sul fatto che sarebbe finita così mi sono sicuramente espresso dopo che Scaheuble aveva ripreso l'osservazione di Dijsselbloem. Non dovrebbe essere difficile quindi capire dove sono entrato in questi dettagli, perché dopo questo increscioso episodio di interventi pubblici ne ho fatti pochini.

      Grazie!

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    2. http://www.youtube.com/watch?v=9IvYmuxR3pM

      dal minuto 18:31 in poi
      saluti

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    3. x Celso : nn mi sembra proprio così. Fino all'8% (tot passività) pagano prima le obbligazioni (in Italia coprono in media oltre il 22%) e poi le azioni. Quindi i depositi sotto i 100 mila sarebbero tutelati (sorvolando sul fatto che le obbligazioni sono in gran parte detenute dai piccoli risparmiatori)

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    4. Grazie, Anto, della precisazione. Spero che tu abbia ragione. Mi sembrava però di aver letto che qualcuno in Germania trovava troppo alta la soglia dei 100 mila tutelati. Ma posso sbagliare

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    5. La soglia è ovviamente un limite fino a che i soldi rastrellati in caso di "bisogno" rispettandola saranno abbastanza.

      abbiamo visto tutti cosa è successo a Cipro, dovevano essere il 9%, poi il 15%, poi alla fine è diventato il 40% approssimativamente (senza neanche passare dal parlamento).

      Sappiamo bene dove andranno a parare, loro sono lineari.
      E sappiamo altrettanto bene da dove vogliono prendere i soldi.

      Non basteranno? no problem, se ne prendono di più. Del resto abbiam già visto che non esiste regola che non possa esser aggirata o riscritta alla bisogna, se c'è la volontà di farlo.

      da ieri siamo pure avvisati.

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    6. Beh..è notorio che anche il limite dei 100 mila NOn è affatto sicuro ( vedi https://it.goldbroker.com/news/garanzia-depositi-bancari-sotto-100-mila-euro-mito-230.html ), Cmq dai un'occhiata al Sole di oggi..

      NB: ma le misure x il lavoro? nessuno si è accorto che stanno facendo un grosso favore alle multinazionali ?

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    7. Anto è sicuramente preciso nel riportare le decisioni prese a bxl, ma temo che Luca Tonelli, col disincanto che nasce dall'esperienza, possa essere più vicino alla realtà dei fatti. Abbiamo imparato da tempo che in Europa le regole non si rispettano: vige solo la legge del più forte a tempo e luogo. E nessuno si ribella

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  6. "A proposito, vado a farmi una pennica (se ci riesco). E voi?"

    Ma ca....spita, addirittura la pennica! E la produttività? Dove la mettiamo la produttività?

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    1. Cazzo! Tre ore al centro commerciale (Ikea, Leroy Merlin, Decathlon, Game Stop, Auchan...). Più produttivo di così! Ho fatto esportare alcune centinaia di euro di profitti ai fottuti capitalisti stranieri, per la gioia delle mie creature...

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  7. Qui un rapporto dell'ILO recente su salari e produttività nel mondo, e su quote salari e quote profitti, con grafici e analisi molto interessanti.
    A pagina 47 e 48 trova le divergenze in Germania tra salari reali e produttività (hourly e monthly). Così mettiamo fine alla questione deflazione salariale. E quando vedete che dicono il contrario (qualche rognoso gira sempre, compreso Manasse, che non si sa bene dove prenda i dati o come li utilizzi), credo che basti l'ILO per far abbandonare il dialogo all'interlocutore.

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    1. E già il titolo la dice lunga: salari e crescita equa.

      Perché quello che certi economisti improvvisati non vogliono capire è che il risparmio, in certe circostanze, non è una virtù, ma una necessità. Voglio dire, semplicemente, che se nell'aggregato nazionale i risparmi sono alti, ciò non significa necessariamente che tutte le famiglie siano delle virtuose formichine (l'orrida favoletta morale), ma magari che c'è molta disuguaglianza per cui molte famiglie sono fortemente compresse nei consumi (e non riescono a risparmiare), mentre altre accumulano. Così, per dire.

      Come si fa a ottenere questo bel risultato? Ma ce lo siamo detti mille volte: nel modo descritto dalle pagine che segnala istwine, e che noi abbiamo discusso ad abundantiam nel post su Lampredotto. Vado a farmi una spremuta di magnesio...

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    2. E non solo, ma quando un Manasse dice "[i salari] bassi rispetto a che?" uno almeno si fa un'idea del fatto che i salari reali sono fermi rispetto alla produttività da tempo nei paesi sviluppati considerati e che la quota salari ha avuto un crollo, e l'Euro come vincolo da quel lato sta funzionando egregiamente. E la Germania si inserisce in questo contesto, quindi quando Manasse chiede, voi ditegli "rispetto alla produttività". Inserire un discorso alla Kalecki credo sia troppo, non sa chi è perché non è tenuto a saperlo.

      E questo, nelle analisi di quelli che non parlano di individui razionali che pensano al margine, è centrale [anche perchè detto fra noi, l'unico individuo razionale che pensa al margine è il tipografo, i restanti se ne sbattono i coglioni].

      In realtà poi il discorso è ancora più ampio, perché anche i dati sugli emergenti sono interessanti e anche lì si vede che c'è stato un crollo, al di là del forte aumento dei salari reali (soprattutto in Cina). Ma è giusto perché quando sentite qualcuno che parla anche di crisi da bassi salari, non è che abbia tutti i torti, in particolare in USA, ma a parlarne sempre i soliti sono.

      Però ci sono anche dati interessanti sull'Italia anche abbastanza preoccupanti (e c'erano anche in quel report di JPMorgan che inspiegabilmente nell'idea di alcuni è diventato propaganda contro la Costituzione, ma non so che dire a riguardo, io l'ho letto e non c'era). Dateci uno sguardo seriamente.

      Poi certo c'è anche il lato negativo, un rapporto del genere può far dire ad alcuni "lo vedete che non è l'Euro?". Ma a quelli non saprei cosa rispondere in effetti.

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    3. "...[anche perchè detto fra noi, l'unico individuo razionale che pensa al margine è il tipografo, i restanti se ne sbattono i coglioni]..."

      Ennesima standing ovation per Istwine!

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    4. Forse Istwine la storia delle riforme costituzionali da fare perché vi le costituzioni oggi vi rendono poco competitivi è stata "infilata a forza" perché fa il gioco di tante forze politiche che spingono per cambiarla. Intanto nell'aria è rimasto il dubbio: vi state impoverendo perché troppo socialisti.

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    5. Diego,

      Il fatto è che come l'hanno posta alcuni e come l'hanno commentata la maggior parte (tra i quali Brancaccio) appariva un attacco alla Costituzione. Ma se leggi il documento (clicca sul link), questo non c'è. Ci son semmai circa delle ovvietà (per chi è dentro il dibattito), riguardo al fatto che le rigidità di alcune Costituzioni dei paesi periferici creano degli ostacoli alla cessione di sovranità, o alle riforme strutturali richieste dalla Germania. E lo dice esplicitamente che la Germania sarebbe più disposta ad accettare alcune concessioni in cambio di riforme costituzionali. Ora, che differenza c'è tra quello che dice un Guarino o qualunque giurista che se ne è occupato? Nessuna in particolare. Ma mica questi fanno propaganda CONTRO le Costituzioni, analizzano la situazione per come è. JPMorgan allo stesso modo, non sembra neanche dare giudizi su questo, è un paragrafo descrittivo non prescrittivo. In più, tutto il chiasso su quel paragrafetto ha fatto perdere di vista i dati sui riaggiustamenti sul costo del lavoro dei periferici e a che punto del 'percorso' sono (il percorso previsto da come viene gestita la crisi, cioè abbassamento del costo nei periferici + austerità).

      Io non voglio difendere JPMorgan, ma se poi leggo un Brancaccio che scrive come se JPMorgan avesse rilasciato un manifesto d'attacco alle Costituzioni dei paesi del Sud, e poi però etichetta come complottista chiunque non segua il suo schema interpretativo, un po' rimango perplesso e penso che forse non si è letto neanche quel documento. Questo è il punto. JPMorgan e altre banche d'affari non sono centri d'accoglienza per anziani, non fanno beneficenza e nient'altro, ma neanche lanciano proclami contro le Costituzioni se non nel quadro di un'analisi realistica, basata su quello che la classe politica sta facendo, e cioè: volete seguire quel percorso? Allora gli ostacoli son questi. Ma il più delle volte, se dobbiamo essere onesti, dagli studi di queste banche d'affari esce sempre un giudizio del tutto negativo sulla gestione a livello europeo. E a fare propaganda sui costi da apocalisse di una rottura della zona Euro non sono quasi mai "i capitalisti".


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    6. Scusate se mi intrometto. Questo è l'asse portante del mio discorso e quello che mi ha fatto conoscere (via Sbilifesto). Chi fa scenari apocalittici, in Italia, appartiene per lo più a quelle forze che sull'euro hanno investito il capitale politico più rilevante. Che poi sono le stesse forze che oggi hanno disperato bisogno di dire qualcosa "di sinistra".

      Istwine mi capisce. Forse anche Diego, ma se occorre posso fare un disegnino.

      Nemmeno io "difendo" JPMorgan. Vedo solo una ovvia continuità fra le diffamazioni di certi colleghi ("Bagnai è un sempliciotto che pensa che basta che usciamo") e il delirio dei marxisti dell'Illinois (voltagabbanaservodelcapitaleamicodiSoros). Sono l'ovvia risposta a decenni di inerzia o di inefficacia, lungo i quali la quota salari si è sgretolata senza che nessuno dicesse una beata fava. Nemmeno io, ma, vorrei precisare, non era il mio lavoro, perché non sono io che dico o ho mai detto di far politica per difendere gli interessi dei lavoratori, non so se è chiaro?

      Chi si somiglia si piglia, e insieme se ne va da un'altra parte (non dico quale).

      Qualcun altro vuole intervenire a difesa della sacra unità della sinistra? Io sono sempre qui...

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    7. (e ore me ne vado in spiaggia con lo studio di Nordvig)

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    8. Infatti dire ADESSO usciamo dall'euro da sinistra ha lo stesso grado di furbizia di dire andiamo a sbattere i pugni in Europa.
      Nello stesso modo in cui è velleitario e pure un po' cretino voler (o dire di voler) rivedere i trattati ora che ci siamo ridotti ad avere un governo di camerieri e un'economia distrutta, così preoccuparsi di salvaguardare gli operai adesso che ne abbiamo sistematicamente smantellato i diritti e li abbiamo anche umiliati intellettualmente spingendoli ad abbracciare e difendere ad oltranza uno strumento creato appositamente per mettergliela in quel posto (quando la situazione di partenza erano i sindacati e il partito fra i più forti del mondo occidentale), beh...

      Nella completa Babele informativa, con il proletariato che va cantando a gran voce le lodi dell'euro per il semplice motivo che non riesce a comprendere tecnicamente le conseguenze della sua adozione, ADESSO si pongono il problema di un'uscita a sinistra?

      Tutto l'affare euro è nato sicuramente come strumento di lotta di classe ma in Italia mi pare si sia arrivati ben presto a quello di colonialismo, quindi non vedo che altro resti razionalmente da fare se non rivolgersi a quel 10% di persone che ci hanno capito qualcosa, e se fra queste gli operai sono pochini invece di dare degli interclassisti agli altri facessero un po' di autocritica su tutte le balle che gli hanno raccontato in questi anni.


      Non sto dicendo che i nematelminti siano sciocchi, anzi, sono impressionata dall'accortezza che dimostrano nel pensare a se stessi e nell'apparecchiarsi per il dopo un ruolo da paladini del proletariato, solo che nel farlo pensano che i cretini siamo noi e io mi sono pure un po' stufata che ritengano di poterci dare a bere qualunque cosa nel tentativo di pararsi le terga, ognuno raggiunge un punto di rottura e io celo.

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    9. Sì Alberto, sostanzialmente mi riferivo anche a quello. Parliamoci chiaro, all'inizio avevo dubbi anche io, te l'ho detto, non sembrano persone con una storia affascinante, però poi mi son reso conto che l'approccio fosse quello più realista*. Ripeto, lo studio di Nordvig per dire, per quanto un riassunto, ha lo scopo di focalizzare l'attenzione sui principali problemi di una transizione, differenze anche tra modalità e soprattutto qual è quella più probabile. Senza questi ragionamenti, il discorso è fuffa, e questi ragionamenti non li trovi da nessuna parte se non in uno studio del genere per differenti motivi: sanno di cosa parlano, hanno accesso ai dati, hanno conoscenze superiori per ciò che concerne finanza, cambi ecc, come mi ha fatto notare uno.

      Come ho già scritto, fra un Brancaccio che dice una cosa tipo "lancia una moneta e hai una teoria più consistente di qualunque teoria economica sul cambio" e uno studio sui cambi di JPMorgan, se permettete scelgo il secondo. E sinceramente distinzioni come "uscita a destra" e "uscita a sinistra" per quanto interessanti, non tengono conto del fatto (come ti dicevo) che comunque i problemi concreti della transizione non hanno particolare colore, ridenominazione dei contratti, giurisdizione dei debiti pubblici e privati in particolare, ecc sono questioni un poco complesse. Si pensi ad esempio a un caso in cui cambino giurisdizione ai titoli, e possono farlo. A quel punto cosa succede? La Lex Monetae non vale più, credo, e son cazzi. E capire qual è la percentuale di debiti (pubblici e privati) sotto giurisdizione estera è molto più rilevante di mille discorsi su capitalisti e interclassismo. E ripeto perché si capisca: analisi del genere non le trovi da nessuna parte se non negli studi di quel tipo (Tepper, Nordvig, BoA ecc).

      Per questo dico che poi, a prescindere da tutti i discorsi, si deve prendere atto che certe cose non sono alla portata e le infinite forme di critica da sinistra o critiche da destra si scontreranno con la realtà, volente o nolente.

      *tra l'altro, puoi firmare quel che ti pare. Anche un documento stilato da Freddy Krueger e Henry Lee Lucas, tutto va bene. Anche se con loro, in quanto imprenditori di se stessi, avresti ricevuto ulteriori accuse di interclassismo.

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    10. Se proprio vogliamo affrontare la tragedia di un uomo ridicolo, allora entro nel merito (lo farò poi in modo più sistematico).

      Quell'affermazione di Brancaccio è una dichiarazione di spaventosa arretratezza culturale. Sostanzialmente, riecheggia i risultati di uno studio di Meese e Rogoff che aveva fatto molto scalpore nel lontano 1983. Lo studio non era particolarmente sensato, a mio modo di vedere. Semplicemente, prendeva una batteria di modelli economici à la page all'epoca (monetaristi) e usando una specificazione econometrica discutibile e senza verificarne la congruenza statistica confrontava le loro previsioni con quelle di un random walk (da qui il riferimento di Brancaccio al lancio della monetina).

      Ora, è evidente che se prevedi una variabile economica con un modello sbagliato ed econometricamente mal specificato non puoi aspettarti ottimi risultati.

      Ma naturalmente per cogliere queste finezze devi essere un esperto di macroeconomia monetaria internazionale applicata.

      Va aggiunto a questo il fatto che per motivi complessi da spiegare, in Italia la "sinistra" (con l'unica eccezione di Zezza) ha rifiutato l'econometria come strumento del demonio. Questo sostanzialmente perché la controffensiva monetarista degli anni '70-'80 si è articolata su un attacco alle fondamenta economiche ed econometriche dei modelli keynesiani, condotto a botte di matematica. Dal che i "sinistri" italiani hanno tratto la convinzione ideologica che la matematica fosse "de destra" (non vi dico quante ne ho passate io). Questo ovviamente non li rende in grado di apprezzare il merito o il demerito di analisi econometriche, ma il problema resta loro.

      Ora, poter dire che i tassi di cambio sono imprevedibili (perché lo dice quel genio di Rogoff del quale tutti abbiamo apprezzato gli ultimi exploit) libera i sinistri da due cose:

      1) dalla responsabilità morale di aver difeso l'eurofascismo;
      2) dalla fatica di studiare la letteratura scientifica che prova il contrario.

      In particolare, si è ormai raggiunto un ampio consenso empirico sul fatto che la previsione dei tassi di cambio nel medio periodo fornisce risultati accettabili (Kim e Mo su Economics Letters del 1995), che la parità relativa dei poteri d'acquisto, come vi ho più volte spiegato e come nel libro documento con sei esempi diversi, è un buon quadro di riferimento, che questo quadro di riferimento viene utilizzato dagli stessi previsori professionisti (come ho più volte ricordato ma qualcuno strategicamente ignora). I riferimenti li trovate qui.

      Occorre aggiungere altro?

      Io non parlo di caduta tendenziale del saggio del profitto, e altri non dovrebbero parlare di economia internazionale. Ma capisco che quando c'è molto da nascondere si voglia alzare molta polvere: ricordiamoci sempre l'ammissione del fatto che l'appello famoso non diceva la verità per accontentare De Cecco...

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    11. Ma sai io non sono granché competente in materia di cambi (e non solo), ci mancherebbe, quindi lungi da me spacciarmi per specialista (come se fosse materia semplice peraltro). Solo che quello che so, o quello che ho studiato mi fa pensare che quella frase di Brancaccio fosse una stronzata nel migliore dei casi. Ora non ricordo nella fattispecie quale fosse la critica esatta di Brancaccio, ma la metafora del lancio della monetina è un po' frettolosa, senza dubbio. Io a parte il classico manualetto di economia internazionale, i cambi li ho studiati anche da questo e nel mio essere dilettante in materia ho capito che c'è molta più roba da sapere di quanto si creda in genere, soprattutto rispetto al manualetto.

      Siccome lo si vede quotidianamente che i teorici poi di fronte a piccole cose sono totalmente inadeguati (vedi i dialoghi che Borghi ha con alcuni, e si vede poi la differenza) tendo a fidarmi maggiormente di JPMorgan (ma non solo, se ne trovano altri) che quello dopo tutto fa. E anche loro sottolineano da subito che:

      "Yet despite the currency markets’ size, scope and policy dimensions, they remain enigmatic to many. Academics claim that currency movements are random, which implies that forecasting and trading are futile pursuits. Many investors and risk managers agree with their conclusion, so either ignore currency fluctuations, which leaves them exposed to considerable short-term volatility, or routinely hedge all exposure, which can incur high operational costs and forgo profit opportunities. Both the academic literature and common hedging practices obscure the reality that currencies do observe some core macroeconomic principles, that their movements can be modelled and that their patterns have been exploited profitably by investors and hedgers for years."

      Poi elenca i diversi approcci di previsione ecc. Una buona lettura secondo me. Perciò io andrei cauto e per questo ho sottolineato quell'approccio un po' frettoloso di Brancaccio, che fa il paio con la critica inconsistente sulla presunta propaganda contro le Costituzioni. Il volersi proporre come onniscienti porta a far brutte figure a mio avviso.

      Voglio dire, la caccia all'errore è normale come ti dicevo, un'inconsistenza, un dubbio, un'interpretazione differente è lecita se uno ha scritto oramai migliaia di pagine (come quella del Divorzio di cui abbiamo parlato). Ma la critica deve aver senso, non dev'essere facilona, né falsa (come quella dei fire sales che è proprio falsa). E soprattutto realistica: non interclassismo, non amico dei capitalisti o altre minchiate fuori dalla realtà dei fatti. Anche perché uno poi diventa offensivo e finisce davvero per dirglielo che loro non contano un cazzo di niente. Ma se glielo dici, che è poi una descrizione dei fatti, ti accusano di non so che, qualcosa tipo "elitario" e giù di retorica, mio malgrado, vuota.

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    12. Sono d'accordo con istwine che non vi è stato nessun attacco di JP Morgan alle Costituzioni dei Paesi del Sud Europa: l'analisi è una semplice e lucida esposizione di quelli che sono gli ostacoli alla cessione di sovranità e soprattutto all'instaurarsi di un sistema pienamente liberista: Ma questo è proprio il punto.
      Il paragrafo, en passant, di JP Morgan mostra che il re è nudo: l'ideologia economico-politica liberista è realmente incompatibile con le democrazie occidentali europee, così come disegnate dalle Costituzioni. I principi di tutela del lavoro, della sua dignità, della sanità pubblica, della scuola pubblica, dell'uguaglianza, della pieno sviluppo della persona umana (sancito dall'art. 3 della nostra Costituzione) sono ostacoli all'applicazione del liberismo.
      Questa semplice realtà è però politicamente dirompente, perché nessun politico europeo dei paesi periferici può andare a dire ai propri cittadini: sapete, tutti quei diritti per i quali i vostri padri hanno lottato e per i quali hanno sacrificato la vita, noi li vogliamo eliminare, in nome del libero scambio e della sicurezza dei mercati.
      Il liberismo deve essere presentato in maniera soft, come una piccola e costante erosione, sempre in nome della necessità e della crisi, di diritti e prerogative ai quali, purtroppo, magari temporaneamente, bisogna rinunciare, per essere credibbbili, per lo spread, per i ggiovani (l'odioso ricatto del lavorare a poco, ma lavorare tutti); JP Morgan, essendo un istituto americano, non vede problemi a dire la verità brutalmente e senza infingimenti, così mettendo all'angolo la sinistra - che può essere ed agire come la peggior destra, ma non può dirlo - ed in difficoltà la destra, che, per tradizione, è contigua agli imprenditori ed ai capitalisti.
      Molto più facile prendere il dito che indica la luna e morderlo! Strillare dicendo che JP Morgan vuole attentare alle Costituzioni (dajearideee) è il tentativo di mascherare una ovvia verità: sono i nostri governanti che stanno attentando ai diritti costituzionali garantiti: il nemico della democrazia non è esterno, ma interno.

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    13. Ti ringrazio per l'ottima sintesi che fra i tanti meriti spero abbia anche quello di far capire a tutti e definitivamente per quale motivo chi ha affidato le proprie sorti a questa classe dirigente sia così ansioso di apparire più a sinistra di altri, anche a costo di semplificarne e distorcerne scaltramente quanto rozzamente il messaggio. Verrà il tempo dei forconi, ed è ovvio che molti si candidino al ruolo di inseguitore, più comodo di quello di inseguito. That's all sul punto politico. Su quello tecnico ci divertiremo presto.

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  8. - POST UN PO’ VOLGARE, MA QUANDO CI VUOLE, CI VUOLE -

    NOOOOOO, ma come? Mi crolla UN MITO! Ed io che credevo nell’alta tecnologia TEDESCA, questi esportano ancora una FOTTUTA MOLECOLA ?

    “La strategia a tenaglia di Pechino è chiarissima: colpisce di volta in volta un prodotto chiave di uno dei Paesi europei. È accaduto .. ieri con la toluidina, il cui bersaglio è la Germania.”

    Già, perché in Ciiiiiiiiiiiiiina VW (un esempio a caso, ma lo stesso vale per Mercedes e BMW), NON ESPORTA , bensì produce.

    Se non l’avete ancora capito, per eventuali gianninizzeri ancora presenti, provo a ridirlo in altro modo: LA GERMANIA ESPORTA PRINCIPALMENTE I SUOI (ooops, sono uno zuccone, I PROPRI) PRODOTTI “TECNOLOGICI” IN EUROPA, ED I SUOI CAPITALI, PIU’ O MENO LEGATI ALLA TECNOLOGIA (CON CONSEGUENTI RITORNI) NEL RESTO DEL MONDO.

    (e se ho detto una cazzata, come sempre me corigggerete)

    Ma a quanto pare c’è ancora chi crede che l’operaio di Wolfsburg, “PAGATO IL TRIPLO DEGLI OPERAI ITALIANI”, produca auto che i cinesi possono permettersi di comprare…………

    Infine, alla faccia della “decrescita felice” e dei kameraden che hanno fatto carne di porco della possibilità di raccontare la verità, a parziale consolazione degli ingegnIeri come me (e poi a questo dedicheremo un post off-topic, vero?), e soprattutto IN CULO a quelli che “noi solo i maglioncini” (no, non è Mr. 500) e giù merda sull’Italia e gli italiani, questo .

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    1. (nessuno è perfetto. Ma si può essere ingegneri come Gadda o come Di Maio...).

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    2. Mi azzardo a ipotizzare che il dazio antidumping sulla toluidina (sorry, quando si va nel mio campo non resisto proprio) faccia notizia solo perche' di toluidina tedesca si tratta (non precisamente un prodotto di alta tecnologia)... Notizia data un po' cosi', a casaccio, e non agganciata al quadro degli attriti in divenire nel commercio internazionale. Ricordare che da poco si è conclusa (?) una (non) trattativa su dazi europei imposti ai pannelli solari cinesi (chi è il maggior produttore europeo di pannelli solari? indovinare è facile).
      Dalla vicenda secondo me esce che mentre i cinesi sanno con chi prendersela (a ragione o a torto), qui si continua a fischiettare facendo finta di niente (mi ricordo una annosa vicenda di richiesta italiana di misure antidumping sui compressori cinesi che a Bruxelles venne trattata con la massima calma e tranquillità... del resto, a chi gliene frega qualcosa dei compressori made in Italy?).

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  9. Io la pennica l'ho fatta ieri, un'oretta in tutto, poi presa dall'ansia della produttività in calo, svegliata da un incubo con la Sorella Crucca che mi strillava nell'orecchio che l'Audi (dormendo) non me la sarei mai comperata, sono saltata sul letto.
    Madida di sudore.
    Eccheddiamine, manco pennicare in pace??? Ma poi, "ammè", che mi frega dell'Audi...?
    Li morté: non la faccio più la pennica, hai visto mai che quella pazza torna a tormentari..
    Rediviva dopo un mese di intenso lavoro, saluto tutti e torno a seguirvi silenziosa (per un altro pochino).

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  11. Domanda da ignorante: i bassi investimenti possono essere dovuti anche alla grande disponibilità di manodopera a basso prezzo (se non decisamente sfruttata o ridotta in semischiavitù, come risulta da alcune recenti inchieste), sia interna che immigrata?

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  12. alla fine della fiera contano i fatti... chi ha difeso e difendeo l'euro appoggia JP Morgani (per dire!).
    d'altro canto, l'euro è incostituzionalissimo ex artt. 1, 11 e 139 della costituzione.
    ma vai a giustificare il resto in termini di risparmio (tutela costituzionale.. voglio vedere come giustificheranno i prelievi dai conti correnti), lavoro (l'art. 4 parla di reddito di cittadinanza? ahahahhahahah non siamo fascisti!) e via dicendo.

    trovo insomma che i discorsi siano lineari (seppure vergognosi).
    ma d'altro canto stiamo a fare la morale o a spiegare la natura (il perché?) dei comportamenti e dei fatti?

    Penso, e non vorrei sbagliarmi, che l'articolo su "il fatto" del prof sulla speculazione sia su questo stesso binario.
    nessuno può essere a favore di chi si riunisce per complottare contro il paese ma è pure vero che bastava smarcarsi prima e non permettere il divorzio che quelle (e queste) porcate non ci sarebbero state!

    capire questo passaggio ovvero il perché succedono questi fatti è la cosa peggiore per questi soloni del c. perché li fa imbufalire... le persone che conoscono i fatti e hanno capito queste cose sono un pericolo per loro

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  13. Nel sermone di oggi, barbapapà Scalfari, ha definito "allocchi" tutti coloro che "attribuiscono all'euro gli antichi e nuovi mali dei quali soffriamo".
    Non posso credere che sia in malafede.
    Credo che veramente lui pensi quel che dice e la cosa è estremamente più grave !!
    Siamo all'IDIOZIA ASSOLUTA !!
    Dall'alto della sua età e del suo piedistallo, non riesce a rimettere in gioco le sue idee.
    O meglio, lui ha deciso che i sacrifici che ci impone l'euro sono un giusto prezzo da pagare.
    Non vale neanche la pena parlarne.
    Questo è il suo concetto di dempcrazia !!

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    1. Io invece ho la sensazione nettissima che sappia benissimo quello che sta facendo ... vorrei solo sapere dove stia a libro paga

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    2. Mi dispiace, ma temo che abbia ragione Salvatore. Non dovrebbe, del resto, sembrare strano che la stupidità costi poco o sia addirittura gratis. Sappiamo benissimo che madre Natura ha sapientemente provveduto a ciò che essa sia in un opportuno eccesso perenne di offerta.

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  14. @Luigi Pecchioli
    in realtà per me UE ed Euro sono incostituzionali a prescindere ex artt. 1, 11, 139

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  15. I commenti crescevano... sono contento di essere tornato a rileggere il post.
    Grazie per l'illuminante dialogo istwine-alberto e alla sintesi di Pecchioli.

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