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martedì 30 aprile 2013

Bergamo

(il calendario di maggio lo facciamo un pezzettino alla volta, se non vi dispiace, perché del doman non v'è certezza. Marx è morto, Keynes è morto, e io non mi sento tanto bene. Quindi calma e ordine. Per l'ostensione della salma del guru qualcuno, ahimè, dovrà attendere il funerale di Stato - o la fossa comune. Nel frattempo, appena adottata una policy più restrittiva sulle ostensioni, come per miracolo è arrivato - a mo di in hoc signo vinces - l'invito a un passaggio televisivo di un certo spessore, del quale sarete avvertiti a suo tempo. Come dire: Deus vult...)


Ed eccoci agli eventi di Bergamo, in compagnia di due economisti di classe (anche se non della stessa classe, a quanto credo di capire: un proletario e un capitalista, ed io tra di voi...). Sì, ho detto eventi, al plurale, perché ce ne saranno due. Meno male che verso la fine arriva la cavalleria...



Bergamo, lunedì 6 maggio ore 15:30



All’interno degli insegnamenti di “Economia monetaria” e di “Storia del pensiero economico” Università di Bergamo, lunedì 6 maggio 2013, dalle 15.30 alle ore 18.30, aula 1, via dei Caniana, 2, Bergamo, si svolgerà la lezione-seminario di Alberto Bagnai (Università Gabriele D’Annunzio di Pescara) Euro al capolinea? Una discussione, discussant: Riccardo Bellofiore (Università di Bergamo).

L’incontro prende spunto dai libri: Alberto Bagnai, Il tramonto dell’euro. Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa. Imprimatur, Reggio Emilia, 2012. Riccardo Bellofiore, La crisi globale: l’Europa, l’euro, la Sinistra. Asterios, Trieste 2012



Bergamo, lunedì 6 maggio ore 21

il caffè letterario
via S. Bernardino 53 - 24122 Bergamo

Lunedì 6 Maggio ore 21
presentiamo il libro:

IL TRAMONTO DELL'EURO.
COME E PERCHE LA FINE DELLA MONETA UNICA SALVEREBBE DEMOCRAZIA E BENESSERE IN EUROPA
di
ALBERTO BAGNAI
edizioni Imprimatur
 
Con l'Autore
ALBERTO BAGNAI, economista presso l'Università di Pescara
discutono del libro
RICCARDO BELLOFIORE, economista presso l'Università di Bergamo
CLAUDIO BORGHI, economista presso l'Università Cattolica di Milano

31 commenti:

  1. Bene, bene... Il primo mi sa di accademico, un po' per iniziati. Ma può essere utile sentire anche quel livello di approfondimento (giusto per capire che sempre dilettanti siamo, noialtri: per cui meglio volare basso e non montarsi la testa).
    Il secondo pare più conviviale, e la presenza di due poli opposti come Borghi e, deduco dal curriculum, Bellofiore garantisce un contraddittorio vivace. Un'accoppiata può essere interessante...
    Per il resto, vediamo di portarci avanti anche lì: pensa che per la perpetuazione del mito del guru sia più utile un mausoleo di leniniana ispirazione o una sapiente amministrazione del mercato delle reliquie, con relativo merchandising (come dire, anche su quello una dialettica tra culto statalista della personalità e libero mercato...). E per i progetti futuri, pensa che una vendita delle indulgenze per redimere chi sia incorso nelle ire del cavajere nero possa essere utile alla causa?
    Ci faccia sapere che ci organizziamo...

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    1. Guarda che sei indietro! Su Twitter è già attivissimo un mercato telematico delle indulgenze. Per il resto, vedete voi, ripeto: un po' Lenin, un po' Evita (per soddisfare il mio lato primadonna).

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    2. Ma valgono anche le indulgenze telematiche?
      Noooooooooooooooooo! Non ci posso credere!
      Maledetta tecnologia!
      Comunque, a conti fatti mi sa che le reliquie rendono di più: mi porterei la copia del libro da autografare (non per feticismo, ma per mero calcolo economico), se non l'avessi prestata.

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  2. se posso permettermi (capisco la giusta ira...) vorrei qualche delucidazione sulle "voci" non confermate su un incontro a Schio verso fine maggio.
    Lo so e condivido tutto quanto scritto e letto, soprattutto perchè ho già partecipato all'incontro di PD, ma devo confessare che mi manca la foto!!!

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    1. Ci vengo a Schio: mi ha invitato un collega (musicista). Tranquilli.

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    2. Un collega musicista? Non ci verrà mica a suonare a Schio? No perché, sa, questi convegni di economia cominciano ad annoiare... A proposito, l'introduzione sulla Rivoluzione francese a Padova è stata illuminante!

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  3. Io intanto vengo a Bergamo, se ho un treno notturno che mi riporta a Torino mi fermo anche la sera.

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    1. Sì, però non facciamo come al solito: "vengo anch'io, vengo anch'io...", poi io vado, incontro decine di persone delle quali me ne frega quanto di quelle che trovo alla coda del Conad (with all due respect, s'intende), e quelli di famiglia il giorno dopo mi scrivono "io c'ero". E che cazzo! Che siete timidi? Io giro per vedere che faccia avete e voi vi nascondete? E allora non giro più. Un point c'est tout.

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    2. Cercherò di esserci e possibilmente di romperle i coglioni dunque!

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    3. Suvvia, lei davanti al cavajere nero non proverebbe un certo timore reverenziale?

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    4. eh prof io ad arezzo venni apposta x stringergli la mano ma le garantisco che un pochino mi intimoriva eheh capisco che a volte qualcuno passa il segno dimenticando quale sacrificio fa x conoscerci,ma è solo un'esagerazione dell'affetto che proviamo x lei ;).quindi gente non fate i timidi er cavajere ha volte sinkazza ma gli fa molto piacere conoscere i frequentatori del blog(esp.personale)

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    5. Laura se non fosse che il lunedì ho impegni fissi ti avrei proposto di andarci insieme a Bergamo!

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    6. Due posti in macchina da Torino, se a qualcuno interessa. L'idea sarebbe quella di seguire i due incontri.
      dtm.manuali@gmail.com

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  4. E cosa si rappresenta a Bergamo,il rating dei nostri titoli di stato? BBB

    Cmq anche su fb,c'è un cospicuo mercato delle reliqie,un pò di saliva raccolta a Livorno,un pezzo d'unghia della cena di Genova e il non plusultra un capello scippato dalle mani di un piddino a Bruxelles......Tutti rigorosamente AAA

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  5. La Merkel ha detto che "senza rigore oggi non saremmo dove siamo".

    Per la prima volta la sottoscrivo al 100%!

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  6. "L’euro può anche essere trasformato in una vera moneta sovrana. Se ad esempio si ritiene che gli Stati debbano essere in pareggio di bilancio, la Banca Centrale Europea potrebbe spendere tranquillamente a deficit per coprire le spese necessarie agli investimenti pubblici produttivi. Naturalmente dovrebbe essere una moneta sovrana, non ancorata al debito pubblico in questo caso europeo, perché altrimenti si riprodurrebbero gli stessi problemi che abbiamo attualmente a livello nazionale" (Nino Galloni). Potrebbe essere una ricetta per salvare capra e cavoli, oppure nasconde qualche criticità?

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    1. Sì, secondo me nasconde una visione un po' sfuocata dei problemi sottostanti. Che vuol dire "la Banca centrale spende a deficit"? Sei sicuro di aver copiato bene? E poi, come al solito, si ignora la natura regionale degli squilibri, che è prima reale, e poi finanziaria. Sinceramente lascerei perdere.

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  7. Ho copiaincollato da qui
    http://www.rivieraoggi.it/2012/10/09/151896/nino-galloni-la-deindustrializzazione-italiana-voluta-da-francia-e-germania/

    (off topic) Girando ho trovato questo sito che mi sembra una chicca
    http://arjelle.altervista.org/Economiaascuola/mappaisola.htm

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  8. Dopo Rimini e Imola(dove ci siamo anche conosciuti personalmente) ero pienamente soddisfatto e proseguivo la mia istruzione economica verso altri lidi.Ora però ho la possibilità di ascoltare Bagnai e Borghi allo stesso tavolo,non me ne voglia Bellofiore ma non lo conosco, e spero vivamente in un dibattito interessante!Quindi direi che parte una macchinata da Bologna!buona serata prof!

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  9. presente a Bergamo...si gioca in casa!

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  10. E' previsto lo streaming di questi eventi?

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  11. nooo ma per il passaggio in tv non può lasciarci sulle spine così...soprattutto dopo che ha detto "di un certo spessore"...

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  12. Aw, mi sarebbe piaciuto essere ad entrambi gli incontri...e va beh, seguirò come potrò. Fateli più neri del solito!

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  13. http://www.youtube.com/watch?v=lmgM6GHfLLc
    Volevo porre una domanda, ma non sono bene dove quindi la posto qui. Nino Galloni in questa intervista oltre a fare precisazioni interessantissime sulla reale entità del debito tedesco precisa che la Germania in effetti ha una sua banca pubblica che può ricevere liquidità direttamente dalla BCE a tassi dello 0,75% per poi finanziare lo Stato a tassi irrisori dell' 1,25%. Sempre nino Galloni spiega anche che lo stesso sistema potrebbe essere utilizzato anche in Italia dove proprio la MPS, prossima alla statalizzazione, potrebbe diventare banca pubblica e ricevere così finanziamenti direttamente dalla BCE e acquistare titoli di Stato italiani a tassi comunque sotto l'inflazione o almeno spingere verso il basso il loro tasso di interesse nelle aste. Nell'immediato sosteneva anche la possibilità che l'INPS emetta buoni in favore delle fasce deboli della popolazione, acconsentendo che vengano utilizzati per il pagamento delle tasse (in pratica una sorta di doppia moneta temporanea). Questa la intravede più come una soluzione tampone in attesa di risolvere stabilmente la questione in modo strutturale. Mi pare di ricordare però che su quest'ultimo punto avesse già espresso un suo parere negativo.
    C'è una diversa impostazione concettuale rispetto alle sue posizioni, nel senso che dal suo punto di vista, anche restando dentro l'euro, si potrebbero avviare politiche keynesiane di sostegno pubblico alla spesa, mentre lei mi è parso di capire che sostenga che strutturalmente l'euro sia intriso di ideologia liberale (lasci che mi esprima così), ovvero che dentro questo sistema monetario le politiche di austerity siano anche le uniche possibili.
    Al di là di queste differenze, anche Galloni vede come unica soluzione il ritorno alla sovranità monetaria, ma sostiene come scritto all'inizio che c'è più di una via per ottenerla (con o senza l'euro).
    Chiedo a lei prof. Bagnai, innanzitutto se quanto sostiene Galloni sul ruolo che possono giocare le banche pubbliche rispetto all'acquisto di titoli di stato sia sostenibile. A me viene in mente Maastricht che comunque ci vincola mi pare ad uno sforo del massimo del 3% e il fiscal compact che ci obbliga al pareggio di bilancio, però insomma Galloni sostiene che la Germania fa comunque così per finanziarsi a debito. Poi se questa fosse una soluzione almeno parziale al problema perché non compattarsi su di essa, almeno come step 1 per l'uscita dalla crisi? Mi spiego meglio: non è forse il caso che tutti gli economisti italiani più o meno d'accordo mettano da parte le divergenze e si esprimano con una teoria comune sul superamento della crisi? Elaborino loro un documento da poi sottoporre ai vari partiti e all'opnione pubblica? Un famoso "piano B" che proceda a tappe crescenti, tenti prima mediazioni con l'Europa ed elabori diverse soluzioni per le diverse circostanze che via via si presenterebbero? E' chiaro che un documento del genere non la rappresenterebbe al 100%, ma potrebbe essere presentato fin dall'inizio come uno sforzo di mediazione reciproca. Gli economisti cominciano a svegliarsi dal loro sonno, la cappa di omertà comincia a diramarsi, ci sono gli spazi per una collaborazione di questo genere? Se si creasse un simile movimento non sarebbe più semplice muoversi (posta cosi pare una tautologia me ne rendo conto)? Di fronte ad un programma coerente proposto dai maggiori economisti italiani i partitti dovrenno pur rispondere qualcosa.
    Probabilmente sto solo sparando cazzate, però al di là di quest'ultimo ragionamento, volevo solo sapere se la proposta di Galloni sulla banca pubblica ha un senso economico o è una cazzata anche quella.
    Grazie
    P.S.: Ci siamo intravisti a Palermo al laboratorio Zeta le ho rubato uno scatto insieme ad altri due ragazzi :).

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  14. Al contrario della mia consorte,che mi è piaciuta sin
    dal primo incontro,lei ancora non riesco a "digerirla"
    e non credo che un contatto olfattivo possa e debba cambiare
    le cose.
    Baratto più che volentieri l'incontro di Bergamo con
    1 10 100 1000 passaggi televisivi di un certo spessore.

    Non ne posso più di sentire le solite cose ma sopratutto
    essendo più"crukko dei crukki"(bergamasco)ne ho piene
    le tasche che si vada a chiedere le briciole alla germania.

    Buona giornata.

    Maurizio Vavassori

    Sperem che al me tire mia dree quatro madone...

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  15. Ma perché quando sento parlare i marZiani come Bellofiore ho la perenne sensazione che per costoro capire la realtà consista nel classificarla utilizzando le categorie della nomenclatura marxista, dopodiché la soluzione discende ipso facto dal verbo? Insomma, un lavoro di segretariato per Marx.
    Da qui la mia (sicuramente erronea e non lo dico ironicamente) percezione che non stiano dicendo un tubo e susseguente caduta in letargo.

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  16. Sarebbe interessante sapere se il programma tv di un certo spessore sia per la qualità delle tematiche o per la quantità di pubblico che lo segue. Io opterei per la prima ipotesi ma, vista l'informazione che abbiamo,meglio puntare su una fetta di pubblico molto più "spessa".

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  18. Sarà incredibile ma io (che sono di Bergamo) ho in media un appuntamento di lavoro serale all'anno, e quest'anno capita proprio il 6 maggio. Sigh! Per cui chiedo: dopo l'incontro serale è previsto un qualche approfondimento "notturno" coi relatori anche solo per conoscerli di persona?

    P.S.: a caval donato non si guarda in bocca, certo che andare a parlare alla sede del movimento della decrescita felice non è un grande auspicio...

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