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sabato 9 marzo 2013

Anni buttati


Il grafico, tratto dal mio ultimo lavoro, rappresenta la serie del Pil italiano pro capite in termini reali, ai prezzi del 2005, dal 1980 al 2017, riportata nell'ultima edizione del World Economic Outlook (ottobre 2012). I dati dal 2012 al 2017 sono, per forza di cose, stimati, col consueto ottimismo dei nostri fratelli statunitensi. Dal 1980 a oggi il reddito degli italiani è regredito in due occasioni: nel 1992, e poi, in caduta libera, dal 2007 a oggi, con un breve rimbalzo nel 2010, ma con una previsione di ulteriore calo quest'anno. Alla fine di quest'anno il reddito degli italiani, a prezzi costanti (cioè in termini di effettivo potere di acquisto), dovrebbe essere più o meno pari a quello del 1997. Nel 2017 il reddito pro capite degli italiani in termini reali dovrebbe tornare ad essere quello che era stato nel 1999. Diciotto anni buttati.

Notate che la crisi del 1992 provocò in effetti un lieve arretramento del reddito pro capite (essenzialmente per il carico fiscale che venne imposto agli italiani, insieme con lo smantellamento definitivo dell'indicizzazione salariale), ma che in quell'occasione l'economia ripartì immediatamente (e se lo diceva lui possiamo credergli, soprattutto considerando quello che aveva detto prima, che poi è quello che sta dicendo adesso. Piccola chicca per gli intenditori: notate anche il compagno Spaventa che dice che svalutare sarebbe stato "impossibile", che è poi esattamente quello che oggi i piccoli Giuda ripetono circa l'uscita dall'euro).

Notate anche che al di là del macroscopico, evidente scivolone, dal quale la mia generazione non si riprenderà più, in termini reddituali, l'entrata nell'euro ha rappresentato una stagnazione del reddito pro capite, che smette di crescere dal 2002, cioè dall'anno in cui la Germania ha cominciato ad attuare le sue politiche beggar-thy-neighbour.

Tout se tient.

Sono del resto cose che sapete già.

Ma un bel grafico, come ogni buon insegnante sa, vale più di mille parole.

Vogliamo indietro questi diciotto anni, vogliamo indietro il nostro paese, vogliamo un'Europa che abbia un senso.


(Se ritenete di voler commentare...)


120 commenti:

  1. Questo potrebbe essere il post meglio apprezzato dai 'membri' del PD.

    Al mononeurone non pare vero di poter urlare "Berluscooooooniii aaaaaaaaaaaaa".

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    1. ma sei sicuro? guarda bene gli anni ... arriva il PD e il grafico riprende a scendere, torna Silvietto e poco ma sale, arriva monti e precipita!

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    2. Dal 2014 tornerà Berlusconi ? (Se passerà la congiuntivite)

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    3. Ma sei sicuro?

      Ciò che dici è corretto da un punto di vista capace di leggere la realtà.

      Da quello che continuo a sentire e a leggere da certe sponde, non ci siamo proprio. Almeno non ancora.

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  2. Professore mi scuso per l'inadeguatezza a trattare questioni macroeconomiche ma mi sembra che il suo commento al grafico abbia una lieve imprecisione ed una piccola omissione: il periodo fra il 2004 e il 2007 appare ancora in leggera crescita anche se qui sappiamo benissimo che si tratta della parte finale della bolla finanziaria immobiliare (vedi acquisto Antonveneta da parte di MPS o di Capitalia da parte di Unicredit). Siccome ci saranno centinaia di Trolls pronti a dire che dal 2004 al 2007 le cose andavano bene (magari per merito delle riforme di Prodi e Padoa Schioppa), farei una piccola integrazione

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    1. Amico, ci segui da poco. Se ci seguissi da un po' più di tempo, sapresti che la merlettaia è un'altra. Io mi occupo del lungo periodo. La tua osservazione è corretta, esattamente come un pizzo di Malines. Solo che in trincea vestirsi di pizzo presenta svantaggi... Cerca, cerca, e troverai chi è la merlettaia!

      Grazie per l'integrazione, comunque, che mi sembra perfettamente pertinente. Ci ricorda che tentare di crescere in un contesto che non lo consente rende solo più grave l'inevitabile catastrofe.

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    2. professore, l'ultima cosa che vorrei è mettermi a polemizzare con chi mi ha aperto gli occhi e fatto capire tante cose. non è vero che la seguo da poco, posso avere capito poco (credo veramente che sia così) ma la seguo da molto (sono venuto a Cesena, poi due volte a Pescara e leggo quasi tutto del suo blog). Mi preoccupa soltanto la malafede di chi tenta e tenterà sempre di più di demolire il suo lavoro. Siccome molti, soprattutto nel mondo economico e finanziario, lavorano sul breve termine,è più facile che venga colto un ricamo imperfetto, che accettare una grande verità, sempre negata e confutata ma che ormai copre un ventennio

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    3. Caro Alberto, forse sarebbe il caso di evidenziare che l speculazioni finanziarie a cui siamo soggetti faccciano sì che per constatare una reale crescita non ci si può limitare a dei dati di 2-3 anni, ma è necessario valutare i dati su almeno un decennio, il tempo necessario agli investitori di fare i prestiti e portare a casa gli interessi.
      E magari sarebbe anche il caso di sottrarre all'indice di crescita il tasso di inflazione.

      Forse un grafico ancora più rappresentativo potrebbbe essere, anno per anno, la crescita media degli ultimi 10 anni depurata dell'inflazione.

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    4. Caro Davide, e tu mi vuoi fondare un partito, e non sai che il Pil reale è depurato dall'inflazione? E poi no, il tasso di crescita ha senso per altri confronti, qui intendo parlare del tenore di vita (livello).

      Che dici, lasciamo perdere? Ricordatevi una cosa, TUTTI: qui o si riparte da presupposti professionali, o tanto vale che ci teniamo l'euro. Chi ha orecchie per intendere ha inteso.

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    5. Tradotto: per un programma speculazzzzionefinanziariacattivabruttodebitoodioooooso rivolgersi alla porta accanto. Qui c'è un economista, con tutti i suoi evidenti limiti.

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  3. breve rassegna delle solite fuuurbe obiezioni tipo:
    1) I cambialisti: ma in questi anni il mondo è cambiato, c'è la globalizzzazione e la Ciina...;
    2) gli ambiental-decrescisti: ma il Pil non potrà crescere in eterno, le risorse del pianeta scarseggiano e l'importante sarà essere felici con meno;
    3) le vedove de Silvio (sinistrorsi): ma so i vent'anni del berlusca, se so magnati tutto castacriccacoruzzione;
    4) i liberisti sado-brunettiani (destrorsi): è la prova che lo Stato ce soffoca de tasse per ipertutelare pigri e improduttivi e visto il punto uno non ce lo possiamo più permettere, licenziamo du milioni de dipendenti pubblici e privatizziamo tutto ed il Pil s'impenna;
    5) i minossiani: ma che annate dietro a uno che insegna in provincia?

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  4. Come diceva Prodi osannando il salvifico €? Lavoreremo tutti di meno ma guadagneremo come se avessimo lavorato un giorno in più.
    Hai ragione Alberto... Anche questo mio commento è superfluo. Non resta che l'amaro in bocca dopo questa ennesima constatazione.

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  5. Non c'è proprio niente da commentare,
    ma solo da imprecare !!

    Questo post lo spammo dappertutto
    tanto di amici ne ho già persi tanti
    come ho perso considerazione dai parenti.

    Tristezza che la gent
    e lo sappia e lo viva,
    ma non lo ammetta !!

    Stò ancora cercando il vicino di casa di PUDE
    visto che devo cambiare la lavatrice !

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  6. Ho il timore che di questo passo (il loro) non vorremo più sentire parlare nemmeno di Europa; e per un bel pezzo.. e se anche volessimo noi italiani, non penso proprio che i tedeschi (vedi Piller ieri da Paragone) sarebbero disposti a farlo.

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    1. Europa? No grazie. Se Piller parla a nome del suo paese, sembra, tanta la tracotanza, la germania mai piu' firmera' trattati con l'inaffidabile Italia che, ancora una volta (incredibile, il mondo li ha perdonati ma il loro risentimento cova) li disattende.
      Parole per i servi, e difatti il presidente di confindustria venezia Brugnaro, ha inteso bene (daltronde la curva di cui sopra non rappresenta la sua realta'). Ignobile l'attacco a Borghi, reo di essere uomo di pensiero e LIBERO. Di contro ecco l'uomo del fare, non pensa e fa lui, col paese che gli crolla intorno.
      La dice lunga sulla falsificazione della realta' e sugli "uomini nuovi" che emergeranno se la rottura dell'eurozona verra' dall'alto, dalla germania, e sulle "nuove politiche economiche" che ne verranno. Prima pensavo, beh basta che ne usciamo, ora credo che bisogna uscirne con onore, che sia necessario restituirci la verita' e l'orgoglio, liberare i lavoratori del sentimento di colpa, la colpa di esigere come un diritto il riconoscimento in tutti i sensi della propria dignita'.
      Ce la faremo?

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    2. Ah! Ma ecco chi era il confindustriale con cui ha avuto problemi ieri sera il Borghi!
      Il Brugnaro! Non ho ancora visto la puntata ma immagino avra' fatto le sue solite accurate e meditate analisi, rigorosamente supportate da dati e riferimenti scentifici, come ad esempio in questa altra circostanza.

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    3. I Brugnero si qualificano da soli: rappresenta imprese che, mi pare evidente, sono all'opposto del suo ottimismo.

      Le parole vuote possono far presa su un popolo che si rilassa davanti alla TV dopo una giornata di lavoro, mentre pensa svogliatamente alla pallosa giornata di lavoro seguente programmando acquisti o uscite per il fine settimana. Ma davanti ad un popolo senza lavoro, senza soldi e senza futuro le balle pian piano appaiono per quello che sono. Balle!

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    4. Ho letto il nome di Brugnaro, che non è solo il presidente degli industriali di Venezia (quindi un sindacalista).

      E' anche a capo di un'importante agenzia di lavoro temporaneo, Umana.

      Non ho ancora visto la puntata, e lo farò presto.

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    5. Ho appena finito di vedere la trasmissione.

      E ancora una volta rimago non soddisfatto per la debolezza con cui il Messaggio viene enunciato in una trasmissione TV. E Claudio Borghi ha grande efficacia nell'eloquio.

      Eppure, alla conclusione di 1h45' di trasmissione 'rimangono' deboli echi di quello, che sappiamo, merita l'attenzione dovuta ad un argomento VITALE. Per tutti.

      Per la seconda volta, almeno, ho l'impressione che il PUD€ riesca a battere il duo Bagnai&Borghi sistematicamente. E vince non per questioni di contenuto, ovviamente.

      Vince per questioni di forma: disparità nel numero di esponenti pro e contro; disparità nei tempi concessi; disparità dei vari conduttori. Aggiungete un po' di 'al limite, buttala in caciara', ed ecco che è pronta e confezionata la trasmissione-tipo andata in onda da un po' a questa parte. E che sempre più ritroveremo sugli schermi TV.

      Something has NOT changed.

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  7. Sbaglio o il periodo che riguarda il 2012 ( Gov.Monti) è quello con la perdita maggiore?

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  8. L'Europa è sicuramente un'altra cosa. O almeno lo dovrebbe essere.

    Ma oggi c’è uno spettro che si aggira per l’Europa, non è più il comunismo, è invece un rettiliano potente, occulto, disumano, che accomuna la crisi e la sospensione dei diritti sociali e sindacali presenti in tutti i Paesi occidentali, una realtà minacciosa dei nostri tempi, è il nuovo dispotismo finanziario che avanza.

    È un dispotismo insidioso, rimasto per lunghi anni nascosto,
    dietro l’apparente libertà di espressione sancita dalla nostra Costituzione e sbandierata ai quattro venti dalle forze
    politiche dominanti.

    Quale libertà? La libertà di uno stato come l' Italia di poter disporre liberamente del proprio presente e del proprio futuro, pur facendo parte di un organismo sovranazionale, chiamato COMUNITA' , senza essere costretto a subire vincoli e veti incrociati da parte degli stati dominanti?

    La libertà dei cittadini (non sudditi) di poter scegliere
    liberamente i propri rappresentanti in Parlamento, senza dover subire imposizioni partitiche di nomine clientelari?

    La libertà dei giovani di poter trovare un lavoro che possa corrispondere alle loro esigenze di affermazione professionale e sociale?

    La libertà di non subire licenziamenti indiscriminati, con il rischio di ritrovarsi a spasso e con numerosa famiglia a carico?

    La storia recente si sta decomponendo sotto i nostri occhi, mina le identità sociali e nazionali, con lo spettro della disoccupazione,
    della fame e della miseria. Nel mondo la disoccupazione è ai suoi massimi storici, con oltre 205 milioni di persone senza lavoro, 75
    milioni dei quali sono giovani.

    E anche le disuguaglianze hanno raggiunto un livello record, con il 10% della popolazione più ricco, che ha redditi nove volte superiori al 10% più povero. Di questo dramma i paesi industrializzati sono il cuore: il 55 per cento dell' aumento della disoccupazione globale tra
    il 2007 e il 2010 è avvenuto nella parte "ricca" del pianeta.

    È il nuovo dispotismo dei mercati che avanza. Dovremmo aumentare la produttività per tornare a crescere, ma la moneta unica, ingessata e non svalutabile non ci permette di vendere i nostri prodotti, gli industriali delocalizzano le loro aziende in
    Paesi dove minore è il prezzo della produzione, le liberalizzazioni aumentano le disuguaglianze, mentre il mondo del lavoro
    produce soprattutto precariato giovanile, realtà professionali composte di giovani molto meno “bamboccioni” e meno “sfigati” di
    quanto si dica, allenatisi ad zigzagare tra ben 46 tipi di contratti professionali, addestratisi a sopravvivere con stipendi da fame.

    Dunque la tirannia del debito SOVRANO (non ci può essere miglior definizione) costringe i cittadini (non sudditi) a dover rinunciare a molte di quelle libertà che avevano conosciuto negli ultimi 60 anni,
    costringe la Grecia a lasciarsi strozzare da un debito che non deriva solo dalla sua diretta responsabilità, costringe l’Europa
    a spolpare quegli stati che non rispettino le rigide regole dei trattati.

    Sicuramente l'Europa è un'altra cosa. O almeno lo dovrebbe essere.

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    1. Io non conosco altra Europa che questa.
      Se mai ce ne sarà un'altra, ne riparleremo.

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  9. Prof. io credo di poter commentare così: in Italia fa ancora troppo comodo (semplifica) dare la colpa di queste evidenze a Berlusconi, per questo non vi è una piena presa di coscienza della situazione.
    A mio modesto parere sarebbe stato meglio, ma molto meglio, che Berlusconi avesse concluso la sua "avventura" politica qualche anno fa anche e soprattutto per far venire meno questo alibi.
    Nessuno ascolta niente, nessuno ha dubbi, c'è il babau puttaniere delinquente naturale che spiega tutto.
    Da suo ex elettore vorrei tanto che se ne andasse via, che sparisse, che finisse di fare da tappo alla verità, permettendoci di fare i conti con la realtà.
    Grazie comunque di tutto, effettuare questa operazione di divulgazione partendo "da sinistra" le assicura probabilmente un minimo di vantaggio in termini di credibilità (per chi non la conosce professionalmente), ma è comunque molto difficile e molto coraggioso da parte sua.

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    1. Minimo vantaggio di credibilità??
      Scusa, mi fai il nome di un altro economista (anche non di provincia) che dice le stesse cose e che si espone così platealmente?
      Claudio Borghi. E poi chi???

      In Italia chi cazzo c'è oltre ad Alberto Bagnai?

      (il tono irato non è a causa tua o della categoria "economisti" in genere. E' che qualcuno col CV molto lungo continua a tacere. E la gente non ce la fa più a resistere. Il buon Dante aveva capito tutto)

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    2. @Banti

      Giusti son due, e non vi sono intesi;
      superbia, invidia e avarizia sono
      le tre faville c' hanno i cuori accesi.

      Mi astengo dal fare esempi per i tre vizi menzionati.

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    3. @Vittorio Banti
      Bene inteso Vittorio che nessuno in Italia finora si era esposto così apertamente e soprattutto efficacemente come il prof.Bagnai, anche se una volta spazzati via tanti dubbi, aprendo la mente e cercando conferme gli studiosi di economia che in termini paragonabili si esprimono e si sono espressi si trovano.
      A destra e a sinistra.
      A dir la verità ho scoperto da poco che un liberista convinto come Antonio Martino esprime pressapoco gli stessi concetti, partendo da ben altre posizioni.
      O ascoltando Fassina, quando non gli mettono un tappo in bocca, si capisce che sa..
      E così tanti altri.
      Ma lasciamo perdere, il concetto che volevo esprimere è che in Italia, a causa della pessima reputazione di Berlusconi e per estensione di chiunque venga dal cdx, ogni parere od osservazione a qualsiasi riguardo viene delegittimato sistematicamente, tanto, per dire, da aver fatto ignorare a molti di noi me compreso la gravità del "golpe bianco" come lo ha chiamato Tremonti, attuato ai danni del nostro paese nell'autunno 2011.
      Non ne faccio un discorso politico, il minimo (ma minimo) vantaggio di cui parlo è quello che mi permette di inoculare le prime stille di dubbio nella maggioranza di piddini, che spesso sono proprio PDini, essendo evidente che il prof. si definisce di sinistra.
      Avesse mai scritto sul Giornale finiremmo inevitabilmente a parlare di puttane e di padroni, ormai lo sappiamo.
      E invece col ca..nto, non possono attaccarsi al mostro vero o presunto del berlusconismo, devono fermarsi e ragionare.

      Sono quisquilie, me ne rendo conto, quel che conta sono le idee e i concetti espressi, se sono corretti non c'è cristo che tenga, ma a me questa posizione "strategica" di partenza aiuta molto nel dibattito.
      Ciao!

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  10. C'è un proverbio che dice "chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova".
    Cosa abbiamo lasciato lo sappiamo benissimo ma sembra che nessuno se lo ricordi.
    Quel che abbiamo trovato è sotto gli occhi di tutti ma se qualche buon paternalista referenziato(da chi?) ci dice che non abbiamo saputo approfittare della nuova strada in discesa sono tutti(quasi) pronti a colpevolizzarsi.
    Perchè non applicare il comportamento del viaggiatore...cambio strada ma se vedo che la nuova è peggio torno indietro senza incaponirmi cercando di recuperare il tempo perso.
    Faccio il commerciante e posso garantire che quello che è successo nell'ultimo anno e mezzo ma soprattutto dallo scorso ottobre è veramente una catastrofe che sta peggiorando sempre di più.
    Non so quanti avranno la forza di resistere ancora qualche mese.

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  11. Ma veramente oggi staremmo come nel 97? A me pare che si stia molto peggio anche rispetto agli anni 80. In parte questa sensazione è probabilmente influenzata dal trend, ai tempi era positivo ed oggi negativo. Comunque il livello di benessere è sicuramente inferiore. Probabilmente il grafico si spiega con il fatto che quello è il pil procapite ma non ci da nessuna informazione a riguardo della deviazione media. In altre parole al valore medio concorrono anche quei pochi che dall'euro hanno tratto benefici. Se andassimo a considerare il reddito disponibile per fasce sociali scopriremmo che il tenore di vita della maggior parte della popolazione è molto inferiore a quello del 97.

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  12. E che vuoi commentare, mi viene da piangere

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  13. 1 Drawing = 1 MegaWords

    Grazie Alberto !

    Ti voglio ministro dell'Economia.

    Sarei molto più tranquillo, la mattina, andando al lavoro, sapendo che il reddito che produrrò nella giornata non serve solo per pagare il MES, il FiscalCompact e il "dividendo" (sottraendo) dell'Euro.

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  14. Tristezza e rabbia.Spero almeno che questo disastro sociale sia di monito alle nuove generazioni su come le menzogne, da qualunque parte vengano, portino solo alla rovina.Purtroppo quelle dette da chi dovrebbe essere dalla nostra parte fanno ancora più male.

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  15. Mi piace pensare che l'ultimo tratto di questo grafico incorpori l'uscita dall'Euro entro la fine del 2013.

    Il fatto che i dati provengano da fonte informata sui fatti mi lascia ben sperare.

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  16. Quando dici 'usciamo dall'euro' il popolino se la fa sotto e ti risponde come Maccio Capatonda.
    L'esposizione teorica sul perché è perfetta per captare gli impegnati/acculturati. Per gli altri – che sono il grosso della democrazia - c'è bisogno del dopo.
    Da cui la necessità di sviluppare un altro filone informativo basato sull'elencazione precisa dei passi tecnici da fare per uscire e – soprattutto – nella descrizione altrettanto precisa del futuro a breve. Non più solo “dobbiamo uscire” o “usciremo, è certo” bensì una dose da cavallo di : “ecco cosa succederà ESATTAMENTE durante e dopo l'uscita”.
    Meno ignoto = meno paura = meno avversione.
    Che magari riusciamo a far tutto non alla chetichella.

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    1. Eccone un'altro (sic) che non ha letto il libro.

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    2. (e nemmeno le istruzioni per l'uso)

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    3. Carissimo telomero, Bagnai ha pochissimi pregi (sto a scherza' prof!) ma tra questi ne ha uno rarissimo da trovare tra gli intellettuali nostrani, e mi taccio sulla sottospecie degli economisti: non si fa seghe mentali, è una macchina (barocca)implacabile.Premessa teorica, dimostrazione divulgativa-tecnica, disponibilità immediata delle tante fonti a cui attinge ( non è un profeta, non si inventa nulla, ma unisce puntini e squarcia veli).
      Se ti accatti "Il Tramonto dell'Euro" ( 17 euro mai spesi meglio in vita mia) e leggi da pg. 253 a pg. 400 capirai che forse sei stato incauto.
      (Tralascio le istruzioni d'uso del blog).
      Saluti cordiali.

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    4. "elencazione precisa dei passi tecnici da fare per uscire":
      a)Qui la risposta

      "descrizione altrettanto precisa del futuro a breve":

      b)Sempre qui la risposta
      c)più semplicemente,fatto a),il futuro a breve sarà semplicemente "vivere".

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    5. "L'esposizione teorica sul perché è perfetta per captare gli impegnati/acculturati. Per gli altri – che sono il grosso della democrazia - c'è bisogno del dopo."
      Perdonami caro Tolomero , io credo di intentificarmi ne "gli altri"!
      Ho la licenza media , gestisco una microscopica azienda a conduzione familiare..insomma , appartengo agli "umili"...sto leggendo per la seconda volta il libro di Bagnai, ma la musica l'ho capita benissimo , anche senza il "bisogno del dopo "!! Grazie ancora Prof.

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    6. caro telomero, di idioti supponenti che essendo gli ultimi arrivati e non capendo una beneamata mazza né di comunicazione, né di economia, né di politica, né di niente, hanno voluto farci la lezzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzioncina, qui ne abbiamo visti tanti. Mi dispiace dirti che non sei il primo, e mi dispiace arrendermi all'evidenza che non sarai l'ultimo. Sei indubbiamente di sinistra, ne sono certo. Lo dimostra il fatto che vuoi uscire "da sinistra" dal nazismo, che è una nobile aspirazione, espressa in Italia soprattutto da quelli che fino a ieri questo nazismo lo hanno difeso, e che ancora oggi in fondo sperano di poterci restare, in quanto ritengono che ciò massimizzi la loro probabilità di accedere a una cadrèga.

      Vorrei poterti esprimere tutto il mio fastidio e il mio disprezzo, ma dovrei lavorarci un po' su, e ritengo sia un lavoro sprecato. Vai dove sai, e restaci. Possiamo fare a meno di te.

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  17. Chi è al governo del Paese?
    Fitch ci manda in serie B.
    Gli sconfitti dalle urne sembrano mosconi impazziti contro una finestra.
    Grillo terrorizza ma non canta.
    Chi guida questo Paese?
    Ma c'è bisogno di una guida?? Da quando il Belgio è rimasto un anno e mezzo senza governo e nessuno se n'è accorto abbiamo capito che la politica intesa come mediazione di interessi diversi è morta. L'unico interesse ammesso è quello del capitale finanziario a cui non importa chi firma i conti purché vengano pagati.
    Invece dobbiamo cominciare a capire che i conti li abbiamo GIA' pagati: anni di spread assassino sono quanto hanno GIA' guadagnato, l'impoverimento del Paese è quanto hanno GIA' lucrato; il governo dell'economia deve ritornare nelle mani della politica.
    Altrimenti i politici continueranno ad essere inutili marionette e le decisioni che continueranno a venir prese sulla nostra pelle verranno come al solito da Francoforte.
    Il PD dice di essere il primo partito: se la sente di virare di 180°???
    Il M5s non so: loro viaggiano a 360°...

    L'ho postato su FB e la mente pensante piddina locale l'ha condiviso. Non è merito mio, è il fantasma di Fassina che agita le notti...

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    Risposte
    1. Com'è possibile che si dia ancora tutta questa importanza alle agenzie di rating, dopo le porcate che hanno fatto? Cosa vogliono adesso, che formiamo un governo per introdurre subito altre 2-3 misure di austerità e spremere ancora il limone finchè c'è ancora un pò di succo? Il vero aspetto positivo nel successo dei grillini è che impediscono che ci sia un governo del PUDE. Così non possiamo fare le "riforme strutturali" e diamo una bella scusa alla Germania per uscire "dall'alto"

      Elimina
  18. A completamento segnalo la tabella che misura l'indice di deprivazione economica delle famiglie Italiane. 2004=14,5 2011=22,4
    in otto anni l'indice è aumentato di 8 punti. Chissà come sarà aumentato nel 2012 con la cura dell'austerità.

    https://pbs.twimg.com/media/BE6PNGNCcAAQ3Ra.png:large

    RispondiElimina
  19. Complimenti per il suo lavoro (e per il suo senso dell'umorismo). A proposito di senso dell'umorismo, ha visto la conversione in diretta di Fassina alla direzione del PD? [qui: http://www.youtube.com/watch?v=5bCw-bS6KAg]
    Vero che nessuno se l'è filato, nè lì nè altrove, però colpisce che qualche briciolina di verità faccia capolino persino a Mordor.
    Cordiali saluti.

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    1. Occhio, questi si stanno rendendo conto adesso, solo dopo che hanno preso una batosta alle elezioni.
      A me, dopo le ultime elezioni, rimane sempre la domanda di fondo: sono sinceri? E se si, perchè non si sono ravveduti un paio di anni fa?
      Fanno ammenda per il bene del paese, oppure solo per riguadagnare i voti persi?
      Anche il centro destra sta cambando opinione sulla moneta unica.
      Vogliamo veramente lasciare l'eventuale nuova moneta a costoro, che siano di destra o di sinistra?
      Per questo ho votato per tentare di cambiare fisicamente l'attuale classe politica.
      Sempre nella speranza (che è l'ultima a morire) di lasciare i futuri strumenti valutari a gente che ne farebbe un uso migliore.

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    2. Ma certo, lei ha ragione. Il PD e in generale la sinistra, che sin dal principio si è identificato con la UE e ne ha fotocopiato gli ukase, è come un sonnambulo che cammina su un cornicione: la batosta elettorale può svegliarlo, ma se si sveglia non inverte la marcia, casca giù.
      L'intervento di Fassina alla direzione PD colpisce, però, perchè segnala una crepa nella diga ideologica e politica. Per il PD di oggi, mettere in dubbio la natura salvifica e la teodicea dell'euro equivale a mettere in dubbio il marxismo e il materialismo dialettico per il PCI degli anni Cinquanta.

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  20. Caro Alberto, magari fossero solo 18 anni buttati... (nel senso di "tempo sprecato")

    Il fatto, come ci hai spiegato molto bene, è che i 18 anni non sono affatto passati invano.
    Il continente (e così non era 18 anni fa, almeno, non in questa dimensione) è attraversato da lacerazioni profonde, conflitti latenti, mentre i popoli vengono aizzati gli uni contro gli altri (quasi sempre, anzi sempre, a torto).
    La ricchezza ha spesso di crescere (anzi diminuisce), ma nel frattempo si è andata sempre più concentrando nelle mani di pochi.

    La chiamano "crisi", mi pare tutt'altro.
    Come ha detto chiaramente il finanziare multimiliardario Warren Buffett (riferendosi alle detrazioni fiscali dell'era Clinton-Bush) "La lotta di classe esiste da venti anni e la mia classe l'ha vinta" .
    Ecco, l'euro è l'epifania ed il metodo applicato alla lotta di classe in Europa.
    Grazie per averci ricordato (contro tutti i Fogni di affratellamenti fasulli, i globalismi, i liberoscambismi applicati innanzitutto - o esclusivamente - al capitale finanziario, etc.) che lo Stato resta l'unico luogo della sovranità nel quale, storicamente, qualche vittoria è stata conseguita anche dall' "altra" classe.

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  21. Anche i grafici di questo articolo di Hans-Werner Sinn e Akos Valentinyi non sono male per impatto visuale.

    Se uno non capisce dopo averli visti (soprattutto i primi due) non è un piddino, è in stato vegetativo!

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  22. Bah... che disdetta Alberto... Certo, se uno se ne volesse stare alle serie storiche, si potrebbe andar tranquilli che, oltre a non restituire quei 18 anni, sceglieranno invariabilmente le modalità di uscita peggiori. Tu guarda buffo però! Ci potrebbe giusto salvare il fatto che la storia non è scienza.
    Io poi a 'sta speranza mi ci devo attaccà perché, te lo confesso, avevo coltivato l'oscuro e demoniaco progetto di trasformarti nella mia fottuta segretaria musicale... beh, insomma, che dire?

    Sic saepe calamitate administrae musicorum intercidunt

    :o((((

    Ciao! carlo (quello del flauto)

    P.S. Mo me banna... :oDDDD

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  23. Novembre '92: rilevo la mia prima attività, un bar. Inverno entusiasmante e poi il tracollo...e la Naja mi ha rubato il brivido della crescita. Giovane e inesperto dicevano...'sta fava.
    Novembre '97 nuova attività: decorso buono, crescita costante, investimenti e innovazione. Oh, che capita? L'America dicono, una banca...è la crisi, passerà...va beh, aspettiamo. Infatti qualcosa ricomincia a muoversi, dai che ci siamo...ed ecco che arriva la nuova fava.
    Se son qui a scrivere è perchè a quella fava ho dato nome e cognome. E dirò di più, il mio grafico è in salita! Certo, sto vendendo ai prezzi del 2000, sto facendo doppi turni e il mio vicino/collega probabilmente chiuderà...ma son "mediocre" e per rispettar la media, se a me va bene a lui je tocca...eh!
    Grazie.

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    1. Stai deflazionando autoapplicandoti una svalutazione interna nei confronti del vicino. :D

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  24. perfettamente daccordo con chiunque sostenga l'inutilità del referendum per abbandono eurozona.

    se si governa con competenza (e sottolineo con competenza), faccio un decreto ed esco.
    come si fa a pensare con questa disinformazione di fare un referendum??

    non oso pensare altro.

    qui c'è gente che dopo 16 mesi di informazione capillare ancora pensa:

    "le teorie di bagnai" o "bagnai è grillino",

    oppure nei media (anche alla radio purtroppo) sento che ancora confondono il deficit con il debito

    pensate dopo 30 anni di disinformazione !!

    come fa a bastare il periodo di informazione pre-referendaria ! ?

    non è questione di mancanza di democrazia, secondo me.

    è questione che le cose o le sai o le dovevi sapere oppure ripassare educazione civica.

    - il potere legislativo, appartiene al parlamento che fa le leggi.
    - il potere esecutivo, appartiene al governo che amministra lo stato
    - il potere giudiziario (indipendente), appartiene alla magistratura che fa rispettare le leggi ed applica sanzioni per chi non lo fa (con RISARCIMENTI PER LE PARTI LESE).

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  25. Io l'amaro in bocca ce l'ho già da un pezzo, da quando mi sono guardato indietro confrontandomi con mio padre.
    Perdoni lo sfogo personale Professore, il suo grafico rappresenta il fallimento di una generazione ed è come una coltellata allo stomaco.
    Dal 1965 fino al 1980 mio padre ha lavorato facendo il camionista DIPENDENTE, mantenendo con il suo solo reddito una famiglia di sette persone, lui, mia madre e cinque figli. Perchè fino al 1980? Perchè quell'anno uno dei miei fratelli iniziò a lavorare contribuendo al bilancio familiare, mentre nasceva, nello stesso anno, la sesta figlia.
    Anche se erano altri tempi, comunque la famiglia era abbastanza pesante ma, nonostante questo, quattro dei sei figli sono andati avanti a studiare fino al 1990, diplomandosi (tre) e laureandosi (uno). Ma non è finita. Siccome la casa (di proprietà) era molto piccola, nel 1983 cominciò a costruirne una più grande, di circa 350 metri quadri, dove poi andammo ad abitare nel 1988 in nove persone, padre, madre, sei figli e nonna al seguito. Questo SENZA FARE UNA LIRA DI MUTUO.
    La storia è naturalmente un pò più complessa e articolata, ma non vorrei scrivere un post autobiografico.
    Oggi, inizio 2013, il sottoscritto ha 47 anni, dal 1997 lavoro in proprio come imprenditore, ho un azienda del settore metalmeccanico che fattura mediamente 2,5 milioni di euro all'anno e una famiglia notevolmente meno pesante di quella di mio padre. Nonostante questo, nonostante io lavori più di quanto lavorasse lui, nonostante il mio livello di scolarizzazione sia superiore al suo, per costruire una casa più piccola della sua ho dovuto accendere un mutuo ventennale. I soldi per il normale tran tran non bastano mai e non posso sicuramente affermare di avere una vita tranquilla, sul lato economico.
    Questo, alla fine, è il significato profondo del suo grafico. Corriamo e corriamo come formiche impazzite, cercando di stare al passo con le esigenze sempre maggiori che ci vengono imposte, pensando di migliorare la nostra qualità della vita e in realtà non ci accorgiamo che da una parte ci caricano sempre di più il fardello che abbiamo sulle spalle, dall'altra ci tolgono pian piano le forze per portarlo. Per cui lentamente, ma inesorabilmente, finiamo schiacciati.

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    1. Ma non dalla Ciiiiiiiiiiiiiiiiiiiina, e questo qui lo sappiamo (ovviamente lo sai anche tu), alla faccia di chi vuole consolidare il consenso attorno a una prospettiva economicamente insensata e umanamente razzista.

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    2. Bella storia, è proprio una grande verità... A professò Bello quello che dice lungo fucile...
      Io temo che finisca male, molto male, prima che ci rendiamo conto della follia eurista...
      Non c'è bisogno di ricordare a nessuno le folli ideologie quanti danni hanno fatto nella storia e soprattutto quanti morti!
      La cosa che mi stupisce a volte è la sua calma e tranquillità nell'esporre le sue idee, tanto che poi ascoltandola mi quasi tranquillizzo, perchè immagino che attraverso la divulgazione e la diffusione delle sue tesi, si possa arrivare ad un cambiamento di rotta.
      Poi però rifletto e mi viene l'ansia perchè penso che è una lotta contro il tempo, che l'establisment europeo ed Italiano non vorrà ammettere che si sono sbagliati e allora, come è (quasi) sempre accaduto nella storia il film lo conosciamo, cioè è sempre la povera gente a rimetterci la pelle, a scendere per le strade per far capire come stanno le cose...
      Quello che mi chiedo: tra l'uscita da sinistra e quella da destra dall'euro, ci sarà un modo per uscirne senza morti e violenze di strada? Eh sì, perchè io ste uscite a sinistra o a destra non tanto le capisco e penso che tanta gente come me, che la mattina si sveglia e và a lavorare per un tozzo di pane, non le capisce...Noi non siamo economisti e sappiamo solo una cosa, semplice e banale: Come stavamo dieci anni fà? Come stiamo oggi? Oggi stiamo con le pezze al culo e siccome i tecnocrati di bruxelles e i "seguci" italiani non lo possono capire, perchè loro con le pezze al culo non ci stanno, e da che mondo è mondo il "sazio" non ha mai pensato al "digiuno", sta cosa nè da destra nè da sinistra gliela faremo capire... porca miseria...e gli unici a prenderla al centro siamo stati noi!!!.per cui ora c'è rimasta l'ultima possibilità democratica con il M5Stelle..., se fallisce pure questa, e può essere che fallisca, la strada è segnata..!
      e che palle!
      Già lo sò che alla fine dovremo andare a fare a mazzate per le strade..e la cosa peggiore sarà forse che dovremo fare a mazzate prima per convincere chi ci tratterà per matti e poi ce la dovremo vedere con Bruxelles e company..
      Scusate lo sfogo.
      A presto.

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    3. Avevo già provato a postare questo commento, ma evidentemente ancora non so usare bene il blog e non è mai apparso. Ora ci riprovo dopo essermi iscritto.

      Anch'io ho spesso fatto confronti analoghi a quello di lungo fucile (con cui condivido anche i gusti in fatto di fumetti ;-).
      Nel mio caso le analogie erano anche più evidenti, essendo sia io che mio padre ingegneri nell'industria metalmeccanica, eppure lui è riuscito a mantenere tre figli fino all'università, pagare l'affitto e poi il mutuo, permettersi vacanze estive e due auto, mentre io con due figlie e una moglie medico in ospedale non riesco a fare le stesse cose.
      Questo mi ha sempre fatto pensare che le retribuzioni fossero scese dagli anni 70 a oggi e questo anche se i media dicevano il contrario, o almeno non affrontassero mai la questione. Per questo sono molto grato al Professor Bagnai per la sua opera di divulgazione che finalmente mi spiega che ciò è avvenuto e mi dice anche i motivi. L'unico dubbio che ho è che nel grafico si vede che le retribuzioni sono scese al livello del 1997, mentre io mi sarei aspettato che dalla fine degli anni 80 ci fosse stato un costante calo per spiegare l'abbassamento del tenore di vita delle famiglie che sperimentiamo.

      Qual'è la spiegazione di ciò? Esistono altri fattori, oltre alle retribuzioni al netto dell'inflazioni (come immagino siano quelle del grafico) che concorrono a spiegare l'abbassamento del tenore di vita dagli anni 80 a oggi? E se si, quali sono?
      Grazie per la sua opera e saluti

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  26. Quanto poi al rispetto dei sacri trattati europei, se non rammento male il Partito Unico dell'Euro ha prima sottoscritto un solenne trattato di amicizia con Gheddafi, e due anni dopo partecipato all'aggressione della Libia, alla barbara uccisione dello stesso Gheddafi (e en passant, alla fine dei rapporti economici privilegiati tra Italia e Libia, a favore di Francia e Inghilterra).
    Non ho sentito levarsi, da Bruxelles, voci dissenzienti.

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    1. Per fortuna i contratti che Eni aveva erano inoppugnabili e sono stati riconfermati tutti... sostanzialmente Sarkozy non ha ottenuto di cacciare l' Italia fuori dalla Libia e potersi così sostituire ( per pararsi dalla' Euro stesso con una 'nuova colonia'... ), e questa cosa gli è costata la poltrona. Ma i problemi che Sarko tentava di evitare alla Francia 'fregando l' Italia' ( strategia beggar thy neighbour a 360 degrees ) li ritrova adesso papali papali Hollande.

      Il Prof mi tiri le orecchie se sbaglio: ma ho sentito parlare ( finalmente ) di 'politica espansiva' da parte di BCE e FMI?

      Era solo un sogno all' interno del fogno?

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    2. se fosse vero sarebbe la fase due dell'incubo, perchpìè come detto più volte qui, la BCE non può fare nulla per sanare gli squilibri all'interno della zona euro, anzi una cosa la può fare: togliere il disturbo per sempre.

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  27. Mia madre non riesce a finire il libro, dice che le mette troppa tristezza (per il passato) e angoscia (per il futuro). Però non demorde e va avanti comunque.
    Le ho detto che la conoscenza è il primo passo per il cambiamento. speriamo bene.

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  28. Continuo a leggervi mentre studiolavoro. Lei ha scritto in testa (nel post si intende): "Ma un bel grafico..."; parole sante! Allora, a proposito di insegnamenti, vi affido a quelli di Britten sul suonare diversamente insieme (volendo si potrebbe mutare il verbo?)

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  29. piccolo chiarimento didattico:la popolazione residente italiana tra il 1980 ed oggi non si è mossa sensibilemente (da 56 a 59 milioni)...se avessimo il pil, sempre in termini reali, avremmo pressappocco lo stesso grafico?
    Vorrei poi condividere un grafico che mi è capitato ieri davanti agli occhi, si tratta del numero di auto vendute dall'92 ad oggi. Si noterà che le vendite attuali sono sprofondate esattamente come accadde tra il 92 ed il 93 per poi risalire con una spinta molto forte già tra il 93 ed il 94. Il grafico si scarica digitando su google ANFIA, mercato italia (nella banca dati guardare analisi dati mercato in pdf).

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  30. Ma nel 1997 stavamo così male?

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    1. Ma amico caro, se è per quello forse nemmeno nel 753 a.C. stavamo male, chi può dirlo? Il problema è che stare nel 2013 come nel 1997 non significa stare male, significa stare peggio. E, per capirci, gli anni persi non sono solo 18. Torneremo in 18 anni al livello di reddito del 1999, ma considerando che esiste un controfattuale nel quale invece di decrescere saremmo cresciuti, capisci bene che uno shock come quello che abbiamo subito e NON ASSORBITO PER COLPA DELLE ASSURDE REGOLE EUROPEE di fatto ce lo porteremo dietro per sempre.

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    2. La Storia Moderna a partire dal 1500- creazione della Banca d' Inghilterra...- ci dice più o meno velatamente che il capitale finanziario 'porta indietro' la normale evoluzione umana ogni 100- 200 anni... c' è un APPOSITO debasamento della ricchezza ( l' Europa ne ha subito parecchi, nel 1600, nel 1800, per dire... a volte questi 'piccoli medio evi' corrispondevano con carestie e pestilenze, ma spesso con crisi bancarie... )

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  31. Professore, dopo che ci hanno rubato 18 anni fanno anche gli sdegnati ( fingendo di volerci fuori per intimidirci e mostrare che non sono intimiditi, ma in realtà sapendo che se usciamo in quel tale posto lo prendono loro )

    http://www.investireoggi.it/economia/italia-fuori-dalleuro-la-germania-e-roubini-avvertono-roma/

    Ma in ogni modo Prof, dovremmo essere al punto 7 del Ciclo di Frenkel, quindi dovremmo poter uscire: il vero problema è il MES, con cui non lasciano defaltare gli stati ( per proteggere i succhiasangue 'esteri' )

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  32. Off topic..due perle di commenti sul Blog di Grillo dal post sull'austerita:

    Dalla mia famiglia il M5S ha avuto 10 voti,desidero che facciate applicare il Vs Statuto .
    Mettete in discussione il cambio €-lira,il cambio doveva essere 1€=1000 Lit,,con Lit. 1.000.000 prima si viveva,oggi con 500€ si muore di fame! Grillo , lo faccia capire a quel tonto di Prodi, Lui con il suo stipendio vive benissimo.Chieda conto a chi ha accettato il cambio € Lit,e faccia in modo che venga messo doto processo.

    ------

    Il problema internazionale invece è legato alla sovranità e alla credibilità, al debito, all'euro e al sistema monetario e finanziario internazionale. Non c'è possibilità di ripresa senza risolvere prima questo problema, perché gli interessi corrono e si accumulano. La spesa pubblica è di circa 500 miliardi l'anno, di cui quasi 100 per interessi. Non è sostenibile. E' nello stesso interesse dei creditori invertire questa tendenza, e una rinegoziazione dovrebbe essere possibile in un quadro di accordi internazionali.
    Se si riesce a rientrare in possesso della sovranità monetaria, lo stato emetterà una nuova moneta, alla quale verrà attribuito un tasso di cambio. Nessuno stato ha mai migliorato le condizioni economiche dei propri cittadini attraverso l'inflazione e la conseguente svalutazione del tasso di cambio. Per mantenere un tasso di cambio equilibrato dobbiamo essere competitivi con le produzioni degli altri

    ----

    ....se questa e'la media!



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  33. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  34. Io ci aggiungerei pure le famose operazioni di LTRO della Bce. E' assurda l'interposizione della Bce nel sistema dei trasferimenti interbancari europei a scudo dei rischi di credito/controparte dei tedeschi.

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  35. Ho aperto un'attività nel 1992 e quando sento dire da Fassina che allora fu una tragedia mi vien voglia di prenderlo per il cravattino,le cose nonostante quel piccolo saltino, come potete dedurre dal grafico, andavano egregiamente e continuarono meglio fino al 2002-2003 quando iniziarono i famosi indebitamenti privati e la gente incominciò a tirare i remi in barca e a spendere di meno per tutte le motivazioni che il Prof. ha già spiegato abbondantemente, l'indebitamento col marco-italiano ha avviato una spirale come tutti sappiamo fino al culmine del 2007 con lo schock bancario,impennamento ted-spread le banche chiusero i rubinetti addirittura tra di loro non solo nell'eurozona ma a livello globale. Questo problema non è mai finito e ce lo siamo trascinati fino ad oggi, il nostro è un doppio problema siamo in una crisi finanziaria globale e come sottoinsieme ci siamo creati un'area valutaria non ottimale con tutti gli squilibri che sappiamo.......... per farla breve una sfiga nella sfiga .........comunque nel 2009 ho chiuso attività e ringrazio ancora oggi di averlo fatto, non mi muoverò finchè il manicomio non verrà chiuso.

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  36. Scusate, ma ho scoperto proprio ieri che l'azienda polacca dalla quale mi rifornisco di calzature compra i pellami in Italia, i fondi in Italia, gli accessori in Italia, addirittura i macchinari ed i modelli sono fatti in Italia e, nonostante la Polonia non abbia fonti energetiche interne, riesce a vendere le scarpe ad un prezzo sensibilmente inferiore rispetto a quelle prodotte in Italia.
    Ovviamente non sono ugualmente accurate nella realizzazione, ma sti cazzi.

    Come me la spiegano questa cosa i materieprimisti? Quelli che pensano che l'unica componente del prezzo finale sia l'energia?

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  37. mi sono divetirto e ho fatto le curve per Francia, Germania e Grecia, spero di aver fatto bene i grafici (premetto che non sono un economista e i grafici non si sanno leggere se non vengono ben interpretati):

    http://i.imgur.com/t6wfRya.png?1

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  38. Prof,
    oltre a non avere parole mi arrabbio molto quando, ormai aperti gli occhi, mi rendo conto di come stiamo messi.
    Nel mio piccolo io attingo conoscenza da questo luogo (il libro non mi arriva...)e la spargo in giro, con chiunque abbia voglia di ascoltare e/o confrontarsi. Ho imparato a parare alcuni attacchi dei luogocomunisti(quelli più banali) mentre con i piddini desisto, non c'è possibilità di un confronto civile. Mi limito a rotolarmi dalle risate e preferisco esser presa per matta.
    Oggi però discutevo a pranzo con i genitori di mio marito e, ad un certo punto, mia suocera mi ha chiesto come facessi io a sapere tante cose. Si è anche chiesta perché tutto quello che io le stavo raccontando, lei non lo avesse mai sentito in giro...
    Io ho ancora molto da imparare (lei sa che sono nuova di qui), però ancora una volta grazie perché io mi sono arricchita, ho aperto la mente e riesco a sostenere un discorso, ovviamente di livello "normale" con cittadini che nella vita non si occupano di economia. La cosa bella è che mi capiscono e sembrano credere (o comunque accettano ) che possa esistere un'altra versione (plausibile) rispetto a quella ufficiale propinata dai media.

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    1. all'inizio si mostrano sorpresi, e pensi di aver aperto uno spiraglio... poi reagiscono cominciando a trincerarsi dietro i luoghi comuni... dopo che glieli smonti ammutoliscono o in un sussulto di orgoglio e frustrazione si rifiutano di accettare qualsiasi argomentazione dandoti del complottista!
      L'ultimo piddino con cui ho parlato é arrivato quasi ad avallare le mie "ipotesi per assurdo" che Fassina, durante l'intervento alla direzione del PD, potesse essere stato eterodiretto attraverso un microchip sottopelle, oppure che i dati della Commissione Europea fossero stati manomessi da Grillo. Buona Fortuna!

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  39. sono andato a guardare l'articolo del Peccatore tedesco segnalato da Luigi Pecchioli e perfino l'imitatore del compianto Ferreri ammette che è solo questione di scelte poltiche...

    The periphery countries need to devalue in order to regain competitiveness and reduce imbalances within the Eurozone. The key policy question is whether they should pursue internal or external devaluation. The answer is not clear. Internal devaluation through inflation in the core may not be available because of resistance in the core and because of the ECB's goal of maintaining price stability through deflation in the periphery. External devaluation, on the other hand, may entail high contagion costs, and also requires the redenomination of assets, liabilities and contracts prior to exit, which is likely to cause severe disruption in the short run. Given that, for the time being, policymakers have excluded the exit option, the emphasis of economic policy must be on seeking possibilities for internal devaluations despite its difficulties.

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  40. Nonostante abbia letto il libro del tramonto dell'euro e sia un goofynofilo della prima ora, quindi un po' vaccinato alle turpitudini economiche e sociali che ci hanno imposto,questo grafico,eloquente più di mille parole e dibattiti, mi mette una grande tristezza e incazzatura.

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  41. Qui ci sono le previsioni dell'impatto di una uscita dall'euro (svalutazione, inflazione, PIL, saldo import export, etc.). Sono a cura di Jacques Sapir, e dunque sono incentrate sulla Francia: ma c'è anche l'Italia.

    http://russeurope.hypotheses.org/987

    Conclusione di Sapir:
    " Le modèle utilisé ici (qui est pour l’instant plus une maquette qu’un modèle complètement développé) montre que dans le cas d’un éclatement de l’Euro, il serait de l’intérêt de la France de dévaluer de manière importante sa monnaie. Les gains en croissance (et donc en emplois) et dans le domaine fiscal l’emportent de loin sur l’impact inflationniste. Ce dernier, important, serait par ailleurs limité dans le temps. Une autre chose démontrée ici est que les effets indirects de la dévaluation sont positifs et au moins aussi importants que les effets directs. C’est un point dont il faudra tenir compte à l’avenir."

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    1. Già, è vero, c'è l'ultimo studio di Sapir! Avevo visto su twitter la pubblicazione ma mi sono poi scordato di leggerlo. Beh, si tratta comunque di uno studio molto puntuale anche se incentrato sulla Francia.

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    2. Interessante il lavoro di J.Sapir.
      Ipotizza una svalutazione della Francia del 20% (e dell'Italia del 25%, in linea con quanto descrive il Prof.), ed un conseguente aumento dell'inflazione francese del 9,0% l'Anno dell'Uscita (maiuscolo), del 3,7% il primo anno dopo l'uscita, del 2,2% il secondo anno per poi stabilizzarsi sul 3% annuo dopo il 5° anno.
      Ecco, a questo punto dovrebbero esserci pestilenze, carestie, invasioni aliene o la guerra civile, come sosteneva la Merkel e tanti nostri "amici" nostrani.

      Ed invece...: tasso di crescita dell'anno X (già depurato dall'inflazione importata): + 4,60%.
      Crescita l'anno seguente l'Uscita: +6,40%
      Crescita secondo anno dall'Uscita: + 5,75%
      Ma soprattutto è interessante vedere come già l'anno X le esportazioni siano previste in aumento di ben il 58,8%!!!
      E stiamo parlando della Francia.
      Non oso pensare cosa potrebbe succedere in Italia... stante ciò che ci raccontò il Prof. qui.

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  42. secondo me la la caduta del muro,la fine della guerra fredda e la conseguente scomparsa del deterrente del comunismo ha tolto tutti i freni inibitori delle cosiddette elites che ora hanno buon gioco ad inchiappettarci

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    1. Questa è una possibilità, mi ricordo, avevo vent' anni e, guardando con mio padre le immagini al telegiornale del muro che crollava ci siamo detti, quasi all' unisono, che il capitalismo avrebbe mostrato nel giro di un ventennio il suo lato peggiore.

      Ma siamo sicuri che il capitalismo abbia vinto e le elites ci inchiappettino, come dici tu, perchè il muro è crollato ? O non è forse che il muro è crollato perchè il capitalismo aveva già vinto ?

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  43. Un'immagine vale più di 1000 parole. Drammaticamente vero.

    Dopo aver letto questo articolo, mi è rivenuta in mente la bella immagine di Gustavo Dorè sugli slums della Londra liberista di fine '800, che illustra molto efficacemente le misere condizioni dei lavoratori dell’epoca.

    Ecco, mi permetto di sottoporla all’attenzione dei lettori con il seguente, nuovo titolo:

    <a href="http://fineartamerica.com/featured/slums-of-london-engraving-by-gustave-everett.html”>Benvenuti nell’Europa del XXI secolo</a>

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  44. La Grecia vende 9 isole dello Ionio all' emiro del Qatar per 8 milioni di Euro !!! Quello che costa una signora villa da nababbi in Costa Smeralda, l' emiro avvia una speculazione immobiliare, sulle isole verrano costruite megaville per megaricconi (tra i quali sembra, Madonna)ed io mi sento male fisicamente nel vedere una terra ed un popolo che amo profondamente, umiliati dall' UE e da governanti corrotti e conniventi.

    A quando la vendita del colosseo al Bayern Monaco ? Sembra che lo vogliano rizzollare per farci il campo di allenamento, tanto l' Euro ci ha regalato le tariffe aeree più basse di tutti i tempi...non è una figata ?

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    1. Altro che Europa dei popoli, della pace e della solidarietà! Interi eserciti di miserabili politici e un'informazione vigliaccamente soggiogata sta consegnando la terra, le nostre vite e la nostra civiltà millenaria nelle mani di gruppi di banchieri e del piú feroce capitalismo finanziario, attraverso raffinatissimi e invisibili meccanismi, regole e strutture di mercato, creati dagli stessi e abilmente nascosti alla conoscenza dei popoli o dissimulati come naturalità tecniche.
      Ci tengono a bada inondandoci di falsità di fiumi di diritti puramente formali, prospettandoci "sogni" dorati di nuovi mondi e nuove relazioni di solidarietà fra i popoli, cosicché loro, ben svegli, possono meglio saccheggiare il mondo reale della nostra esistenza che si fa sempre piú misera, senza che le nostre coscienze addormentate se ne avvedano, comprendano i loro "giochi" e si ribellino.
      L'Urlo di Munch é oggi rivolto ai dormienti in un lungo, straziante "SVEGLIAAAAAAA...."

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    2. Ora me lo leggo ... non oso immaginare i commenti .. :')

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  45. Molière mi perdonerà.....ritengo che se vivesse oggi,trarrebbe ottima ispirazione da ciò che sta accadendo

    Sapientissimi doctores, Pro Euro professores, Qui hic riuniti estis, Voialtri Messeres, Sententiarum Facultatis Fideles executores,
    Finantieres et Maceoeconomicae,
    Atque tota compania pure,
    Salus, honor, et argentum, Atque bonum appetitum.
    Non possum, docti Confratelli, In me satis admirari
    Qualis bona inventio
    Est Pro Euro professio,
    Quam bella cosa est, et ben trovata,
    Economia Politica illa benedicta,
    Quae suo nomine solo,
    Sorprendenti miraculo, Dopo si longo tempore, Facit vivere a godipopolo Tanta gente omni genere.
    Per totam terram videmus
    [….........]
    QUINTUS DOCTOR
    Ma si crisis Testarda est,(ou n'exist pas, ou n'est pas quelle la cause,ndr)
    Et non vult guarire, Quid illi facere?
    BACCELIERUS
    Clisterium donare,
    Postea salassare, In seguito taxare.
    CORUS
    Bene, bene, bene, bene respondere: Dignus, dignus est entrare In nostro docto corpore.
    PRÆSES Juras observare statuta Per Facultatem praescripta Cum sensu et iudicio?
    BACCELIERUS Juro.
    PRÆSES Essere in omnibus Consultationibus, Semper de antiquo avviso, Aut bono Aut inviso?
    BACCELIERUS Juro.
    PRÆSES De giammai te servire De remediis novis Sed de illis soltantum doctae Facultatis, Etsi malatus dovesse crepare Et mori de suo malo?
    BACCELIERUS Juro.
    PRÆSES Ego, cum ista berretta Venerabili et docta Dono tibi et concedo Virtutem et potentiam Taxandi, Purgandi, Salassandi, Perforandi, Incidendi,Et Tagliandi Impune per totam terram.

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  46. Notizie fresche dalla Grecia occupata nel blog di Panagiotis Grigoriou, antropologo e sociologo greco. Quel che segue è una nota che la Commissione Europea ha fatto circolare fra i suoi quadri in procinto di recarsi ad amministrare il campo di concentramento Grecia, ai quali si consiglia di vivere sotto copertura come agenti segreti. Se ne può dedurre quali sentimenti il popolo greco provi per i rappresentanti della UE.

    http://www.greek-crisis.gr/2013/03/monoxyde-deuro.html

    Le journal (mémorandiste) To Vima a ainsi prétendu samedi que la Commission de Bruxelles aurait fait circuler par courrier électronique, un avertissement officieux, une note destinée à ses employés et cadres qui s’apprêteraient à séjourner en Grèce, leur fournissant les informations nécessaires à l'exercice de leur mission : « (…) Éloignez-vous des protestations et des manifestations. Dans un contexte politiquement sensible, même la moindre réaction de votre part, peut être mal interprété par les manifestants. Évitez de vous approcher des manifestations ou de les traverser, afin d'accéder à l'immeuble où a lieu votre réunion, si besoin, annulez votre rencontre.

    Soyez informés et évitez les endroits où des manifestations ont lieu habituellement, comme Syntagma, Omonia et Klathmonos, ainsi que la zone d'Exarchia ou de l’Ecole Polytechnique. Si vous vous trouvez au milieu d'une manifestation, évitez d'attirer l'attention sur vous-même, et rendez-vous au commerce le plus proche. Si une manifestation vous empêche de quitter les locaux où se tient votre réunion, attendez. Ne restez pas derrière les fenêtres ou dans le hall de l'immeuble regardant le cortège passer, votre présence pourrait provoquer une réaction agressive chez les manifestants.

    Fermez les fenêtres de la pièce où vous êtes, afin de ne pas être affectés par l'utilisation éventuelle de gaz lacrymogène par la police. Pour un départ en toute sécurité, attendez la dispersion de la manifestation, ou suivez les instructions formulées par le personnel de sécurité. Ne portez pas de façon visible, les indicateurs de votre activité professionnelle. Méfiez-vous des documents, badges d'identification ou autres objets bien en vue qui démontrent votre affiliation aux institutions européennes. Par exemple, ne portez pas votre badge de la Commission à l’extérieur des bâtiments de la Commission, et ne lisez pas les journaux de la Commission dans les lieux publics. Méfiez-vous de l'écoute. Évitez de discuter de vos sujets professionnels (salles de réunion, heures, nom d'hôtel, ainsi que de toutes autres informations personnelles liées à votre mission) en public, dans la rue, dans le métro, ou par téléphone. Soyez conscient que vous pourriez être surpris.


    Si possible, évitez de réserver des hôtels et des taxis au nom de la Commission. Prenez soin de vos biens sensibles professionnels. Si vous envisagez d'aller boire un verre, déjeuner ou dîner après votre réunion, ne portez pas vos documents sensibles avec vous dans ces lieux de haute fréquentation (bars, restaurants, etc.) Inventez un « petit récit de vie » à usage courant. Le chauffeur de taxi qui vous conduit à votre hôtel ou l’épicier du coin, n'ont pas à savoir que vous travaillez pour les institutions européennes. Lorsqu'on vous le demande, parlez de votre profession antérieure ou de celle de votre meilleur ami comme si c’était la vôtre. » (texte original en anglais, To Vima 02/03).

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  47. Caro Prof,
    sono studente e lavoratore de Roma.Purtroppo ho un edicola di famiglia dove vendo accurata disinformazione e me ne vergogno, però er pane o devo da portà a casa.
    Proprio oggi ho dato un occhiata al dvd dell'espresso sulla politica economica raccontata del Bocconiano Alberto Bisin, perchè credo sia giusto ascoltare più campane, E CHE CAMPANE!!!!LA SVALUTAZZZZIONE CREA UNA FORTISSIMA INFLAZIONE...daje a ride...quello che mi auguro, è CHE Lei non indossi mai camicie personalizzate con le propie inizali, perchè si potrebbero confondere con un terrorista come Alberto Bisin... Quello è bbono p'er conclave...

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  48. Ancora belle notizie dalla Grecia: si va verso il salario minimo a 200 €

    Mardi dernier (26/02), lors d’une rencontre entre le ministre du Développent (!) Kostis Handjidakis, et des représentants de onze multinationales, il a été question des « engagements et rigidités qui régissent encore l’encadrement du salaire minimum en Grèce, on s’achemine visiblement vers les 200 euros de salaire mensuel net pour un temps plein, une de mes amies, vendeuse au Pirée au sein d’une chaîne internationale de boutiques, me disait récemment que déjà, son salaire mensuel net n’excède pas depuis peu la somme des 300 euros », remarquait Trangas ce matin dans son émission (Real-FM, 04/03, voir également le reportage de la presse de ces derniers jours).

    http://www.greek-crisis.gr/2013/03/monoxyde-deuro.html

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  49. Guardate che bel sondaggio

    Il referendum sull'euro non entusiasma
    Contro la lira anche il 67% dei 5 Stelle


    mentono spudoratamente, dove hanno preso i dati? Quanto era grande il campione esaminato?

    Se il più grande giornale italiano si presta a questi trucchi figuriamoci gli altri.

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    1. Mah, guardi: non mi sorprendono, i dati del sondaggio, che potrebbe essere manipolato ma anche no. Dopo trent'anni di disinformazione e terrorismo marca UE non mi pare che si possa pretendere molto di più dagli italiani. Aggiunga che il grande (e benemerito) successo elettorale del M5S, unica formazione politica nazionale che non faccia parte del Partito dell'Euro, non solo è fresco fresco,ma non presenta
      a) un programma politico chiaramente antieuro/antiUE
      b) un ceto dirigente al quale gli italiani,di primo acchito, siano disposti ad affidarsi per guidarli fuori dalla trappola UE, fuor dalla quale sentono dire che "hic sunt leones" (anche se dentro ci sono le hyenae).
      Intendiamoci, non c'è niente di strano, e questa non è intesa come una critica al M5S, che ha fatto un miracolo. Ora, il problema è di passare dal miracolo dellamoltiplicazione dei pani e dei pesci elettorali alla Resurrezione d'Italia, e la meccanica non è facilissima. A volte (non sempre, purtroppo) le grandi sfide politiche evocano da un apparente nulla le dirigenze in grado di affrontarle. Per fare una analogia un po' esagerata, il ceto dirigente della rivoluzione francese era formato, in massima parte, di gentucola senza arte nè parte, o di modesti professionisti che stentavano a sposare il pranzo con la cena.
      Però a Valmy, un esercito di straccioni guidato da sottufficiali e ufficiali di bassa forza battè un esercito professionale guidato da nobili che da mille anni fondavano il loro orgoglio e il loro dominio sull'esercizio delle armi. Ecco: l'esercito di straccioni di Valmy era stato messo insieme da Lazare Carnot, un capitano del Genio che tra i suoi commilitoni passava per un originale: un po' come il nostro padron di casa, no?

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    3. Che stiamo a polemizzare se i dati siano più o meno validi o truccati?
      Dobbiamo semplicemente constatare, chi ancora ne avesse qualche dubbio, l'idiozia o, peggio, la malafede politica di chi pensa di guadagnare a poco prezzo consensi e una patente di democraticità a 24 carati, sostenendo a priori insulsi referendum popolari.

      Proporre ed esaltare l'espressione diretta della volontà popolare, a prescindere da una seria valutazione del grado di informazione e conoscenza dei cittadini sulla questione da decidere, è quanto di più antidemocratico e conservatore si possa fare e non può che condurre ad un rafforzamento di quei poteri oppressivi che si vorrebbe a parole sconfiggere.

      Capisco benissimo che qualcuno potrebbe obiettare: "Chi decide se i cittadini siano correttamente e sufficientemente informati?" Domanda o insinuazione sacrosanta che porta a tacciare quantomeno di paternalismo una tale posizione, ma che in verità andrebbe contestualizzata nell'attualità per liberare la discussione dal pantano del livello logico-formale su cui purtroppo oggi vengono impostati e discussi i problemi, pantano che finisce col paralizzare ogni analisi, scelta ed azione efficace e che rende impossibile la soluzione dei nodi reali: proprio perché la realtà del "contesto" in cui si pone il problema è lasciata "di principio" fuori, ai margini.

      Ci si dimentica infatti, che oggi, nell'attuale contesto, l'informazione della maggior parte dei cittadini avviene quasi esclusivamente per "canali" alimentati dall'alto, spesso un solo canale; per cui quella obiezione, apparentemente valida, è invece fuorviante giacché prima bisognerebbe rispondere a queste domande: "Quali canali sono stati usati, chi li ha gestiti e soprattutto quali informazioni frutto di dibattiti tesi a conoscere la verità sono state offerte ai cittadini, durante gli anni, su una data questione?"

      Di una democrazia della menzogna o dell'ignoranza coltivata ad arte dai potenti, ne facciamo volentieri a meno.

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  50. In un bell'articolo del Fatto (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/07/jose-pepe-mujica-presidente-delluruguay-mito/462971/), viene riportato un discorso di Josè Pepe Mujica, presidente dell'Uruguay, tenuto alle Nazioni Unite nel Giugno dell'anno scorso.
    Mujica fa un bellissimo discorso, sulla crisi della politica globale e dei valori (nulla di nuovo, ma è un ottimo oratore e dice cose molto condivisibili). Ad un certo punto pone una domanda, riferita in termini globali, ma che mi ha riportato immediatamente a pensare ad uno di quelli che credo essere punti critici del progetto europeo... una domanda banalissima, che come tutte le cose banali spiazza sempre un po':

    "Si può parlare di solidarietà, si può dire di essere uniti, all'interno di un modello economico che si basa sulla competitività spietata?"

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    1. Sai, la mia riflessione è che qui in Italia manchi un dialogo con chi poi questi fenomeni è costretto a subirli senza che nemmeno se li aspetti.

      La gente non viene responsabilizzata e messa di fronte alle problematiche, ma ci si ritrova in un contesto d'informazione filtrata, in cui le decisioni sui comuni problemi restano in mano ad un'inetta "intelligentia" che deve evitare che masse di "ignoranti", tipo i militanti del M5S, abbiano diritto a farsi un'opinione, perché è bene che tali decisioni restino in mano alla virtuosa "intelligentia" (a buon intenditore...).

      E non posso fare a meno di notare come sia attuale il contrasto tra Lao Tzu e Confucio(ebbene non temo la Ciiiina, anzi ne amo profondamente la cultura per il contributo che è stata capace di dare allo sviluppo del pensiero, allora? se non ve sta bene teneteve l'euro).

      Lao Tzu esprimeva un concetto meraviglioso di come la virtù, solo non aspirando ad esser tale potesse esser vera virtù. Questo in risposta a Confucio che, vedendo la virtù più come un'idea non evidentemente nel patrimonio genetico umano, predicava che solo attenendosi ad un insieme di regole e precetti l'essere umano potesse aspirare a divenire virtuoso.

      Ora nota, come Lao Tzu veda la virtù come un qualcosa di assolutamente innato e naturale nell'uomo, tant'è che la paragonerà poi alla naturalezza del millepiedi che procede con disinvoltura e che non riuscirà poi più a muoversi quando posto dinanzi al dilemma su quale gamba porti avanti per prima. E qui, non posso non pensare al pensiero PDino e alle primarie: siamo democratici perché ci siamo attenuti ad un processo democratico per decidere, ovviamente per finta, chi dovrà ginoflettersi e ginoflettere gli italiani al volere del Fogno Europeo.

      Poi, osserva come invece emergano i movimenti cosiddetti populisti, che non sono democratici perché non si sono sottoposti ad un processo democratico, che però cosa invocano o cercano di esprimere? Di porre fine a quella che è una sottomissione incondizionata alle cosiddette esigenze di un vincolo esterno, tipo "è l'Europa che ce lo chiede" o "è la GS che ce lo chiede" che, trasponendo, altro non sono che le voluttuose volontà di un tiranno.

      Dunque, dov'è che si manifesta la virtù (democrazia)?

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  51. Alla luce di questo post ed in perfetta armonia con il pensiero Goofy, possiamo dire che :
    SE UN GRAFICO VALE PIÙ DI MILLE PAROLE, ALLORA MILLE PAROLE VALGONO MENO DI UN GRAFICO !
    Scherzi a parte la drammatica realtà sta superando la più negativa delle fantasie...
    L'EuroFollia è a tutti gli effetti un'arma di distruzione di massa, anche se qualche viaggiatore si ostina ancora a voler negare l'innegabile.

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  52. Prof, io ho le idee molto confuse, ovviamente non sull'Euro, ma sul "Day After", ossia cosa andrebbe cambiato e che riforme andrebbero fatte.
    Non sono sicuro se una nuova scala mobile avrebbe senso, non sono convinto del fatto che non si debba rivedere la spesa previdenziale, magari istituendo un tetto e alzando il "pavimento". Non riesco a farmi un'idea.

    Sono però convinto che la coperta sia corta, che una sforbiciata al debito andrà data e che la coperta dovrebbe coprire soprattutto la formazione, dando una prospettiva ai giovani che fanno anni di sacrificio nello studio, ridurre la disoccupazione anche a costo di far crescere meno il mio salario. Non lo so, non riesco a farmi un'idea sulla direzione da prendere e sono pieno di dubbi.

    Qualcuno mi suggerisce qualche lettura a riguardo?

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    1. Basta che leggi il libro del prof. "IL TRAMONTO DELL'EURO"
      Ha dedicato un intero capitolo al dopo euro, spiegando modalità di uscita e provvedimenti da prendere.

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  53. http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/3/10/ANALISI-Jenkins-Guardian-il-voto-a-Grillo-Un-no-al-regime-dell-euro/3/370509/

    Chissà se Grillo lo ha capito!

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  54. alla fine la veritá viene fuori anche in Spagna. http://www.publico.es/dinero/451869/juan-francisco-martin-seco-yo-creo-que-esto-va-a-explotar

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  55. purtroppo la strada per la consapevolezza è estremamente lunga (http://www.corriere.it/politica/13_marzo_10/referndum-euro-non-entusiasma-mannheimer_7cf57f02-8944-11e2-9abc-68ed907a89d3.shtml) . Per il ritorno alla sovranità monetaria siamo (spero almeno che in questo gruppo "consapevole" siamo tutti d'accordo) circa 1/6.
    E 1/ 3 dei 5 stelle (che ho votato più che altro x speranza che per piena condivisione delle idee).

    La cosa peggiore è che il lavaggio del cervello ha intaccato soprattutto le nuove generazioni troppo giovani per ricordare che il passato era meglio del presente.

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    1. Infatti il gioco è stato questo, "bombardare" con la favola dell'Europa buona le generazioni passate, affinchè queste disinformassero quelle successive, che essendoci nate
      danno per scontata la moneta unica.
      Infatti la rivoluzione dovemmo farla noi di 35-40-50 anni.

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  56. Caro Prof. Bagnai,
    Ogni tanto mi prendo l'ardire d'intervenire, pur riconoscendo di non esserne all'altezza.
    Lo sprone nasce sempre da concetti all'apparenza piccoli e semplici ma nella sostanza grandi e lungimiranti.
    L'affermazione espressa che racchiude tale concetto è quella conclusiva: "Vogliamo un'Europa che abbia un senso".
    La sostanza ed il senso sono termini di cui si è persi completamente di vista il significato come il contesto.
    Difficilmente le analisi si espongono per un genuino tentativo di elaborazione della realtà in nome di un interesse comune e partecipato.
    Più spesso ci si aggancia alle sole conclusioni per esprimere un interesse di parte, superficiale e sovente incapace di esprimere una critica o valutazione nel merito.
    Per questo ogni articolo che passa non posso che abbracciare idealmente la sua linea di pensiero che rifugge dai facili e falsi moralismi come dalle facili e false lusinghe.
    "Omnia munda mundis", disse un tal saggio.
    Ed un altro aggiunse: "Sic et simpliciter".
    Io grossolanamente posso accodarmi con un: "prima o poi tutti i nodi vengono al pettine!"
    Un caro saluto,
    Elmoamf Massimo Paglia

    P.S.: Ops (senza h) mi sono accorto di aver postato il commento sull'altro articolo linkato (che tra l'altro avevo anche già letto, ma non qui lo ammetto e riconosco), pertanto spero Vorrà scusarmi del doppione e dell'errore!

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    1. Per come la vedo è folle l'idea di poter unificare un continente come l'Europa con una moneta. E' evidente che lo scopo finale è imbrigliarla, si dice per evitare che scoppi una terza guerra al suo interno (l'ennesima invero), ma in realtà è solo per spingerla verso il basso. Dalle unificazioni qualcuno ci guadagna e qualche altro ci perde e le guerre in genere servono proprio per decidere chi ci deve guadagnare e chi ci deve perdere. Se i popoli unificandosi ci guadagnassero tutti, avremmo già da tempo dato vita ad una confederazione mondiale. E' evidente che le cose non stanno così. Spesso si prende l'esempio delle Zollverein (tedesche guarda caso) come esempio di un unificazione prima commerciale e poi politica, ma ci si dimentica che comunque ci fu una Prussia che fece guerra per dare vita ad una nazione. Nei fatti gli Stati hanno ceduto la loro sovranità a super-enti privati che siano commissioni o banche, che è chiaro non hanno nessuna intenzione di restituirla ai leggittimi proprietari. Bisognerebbe dichiarare il decesso dell'euro ad ogni modo, restituire agli Stati piena sovranità, affinché possano al meglio fronteggiare la crisi, quello cui stiamo assistendo è nient'altro che accanimento terapeutico. Si parla di Stati Uniti d'Europa perché l'esempio più vicino è quello dell'unificazione americana. Ancorché in quel caso si trattasse si separarsi dall'Inghilterra, ci si dimentica che anche lì ci fu una bella guerra di secessione, che nei fatti Stabilì il diritto del Nord sul Sud. Certo che fu una guerra contro la schiavitù, ma dentro c'era il difficile rapporto economico tra un Nord industrializzato che voleva fare le scarpe ad un Sud ancora rurale (anche quello un romanzo di centro e periferia?). Mi spiace sarò cinico, ma non credo alle unificazioni pacifiche, il primo diritto all'esistenza uno Stato se lo guadagna con la guerra (vincendola possibilmente) e lo mantiene con la guerra. Detto ciò, lo chiedo da pacifista convinto, siamo ancora sicuri di volere l'Europa unità? Ho una qualche idea su come la si otterrà.

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    2. Considerazioni economiche a parte, gli Stati Uniti d'Europa sono un progetto irrealizzabile per un motivo assai semplice: che gli Stati Uniti d'America hanno basi militari su tutto il territorio europeo, e sono egemoni nella NATO, nella quale sono inseriti i principali stati d'Europa.
      Per fare gli Stati Uniti d'Europa, bisognerebbe anzitutto far fare le valigie agli USA, i quali non la prenderebbero con filosofia: lei ce lo vede il ceto politico UE che dà lo sfratto agli americani?

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  57. A mè questo grafico pare ancora troppo ottimista,
    Ma siamo sicuri che questo grafico sconti tutti gli aumenti di spesa intervenuti negli ultimi anni?
    E lo spaventoso aumento della tassazione?
    Dico così semplicemente perchè guardando il grafico ora farei la firma per avere in tasca oggi lo stesso potere d'acquisto che avevo nel 1997!

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  58. A proposito dell'Articolo di A. Bisin ("i negazionisti dell'Euro sul blog "noise from america") Riporto il commento di Giorgio, che ha stroncato una claque penosa, con contenuti degni solo di un Inserto Economico di Repubblica: ""Non ho dubbio che Bagnai abbia espresso le sue posizioni in modo più esteso nel tempo e nello spazio di quanto io non possa conoscere."( dice Bisin) - Ecco, appunto. Lei dovrebbe avere la certezza che Bagnai ha scritto un libro, "Il tramonto dell'euro", per esprimere compiutamente il suo punto di vista. E' impossibile aprire il suo blog e non accorgersene. Però "il tempo è per tutti risorsa scarsa" quindi capisco che abbia risparmiato il suo limitandosi a leggere (male) un paio di post. Giusto il tempo per travisarne il contenuto e fornire agli affezionati (ma probabilmente non molto attenti) lettori di questo blog la stroncatura che desideravano. Risparmio anch'io il mio tempo limitandomi a dire che raramente ho letto qualcosa di più superficiale (e grottesco

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    1. Non hanno convinto nemmeno me. Secondo me dopo la merda che hanno pestato con la storia del grafico, faranno più attenzione quando scrivono qualcosa :)

      Comunque uno svarione come quello dimostra chiaramente che non sanno di cosa parlano, e questo è davvero grave.

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  59. Se ti metti ad un tavolo con la Merkel e chiedi di distruggere l'euro che ha provocato solo danni, non serve a nulla.Bisogna usare la forza,l'intervento militare.Se restiamo nell'euro con il Fiscal compact,Mes,patto di stabilità prima o poi vedremo la luce...della Grecia

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  60. Una domanda Prof, il rapporto debito/pil è cresciuto dalgli anni 80 fino al 2001 per poi stabilizzarsi, questo è dovuto sostanzialmente alla quota interessi a seguito del divorzio BKI tesoro ( dal suo libro) quindi ci siamo fatti male da soli ? con l'euro la quota interessi non è cresciuta molto( anche se non lo dobbiamo tutto all'euro) , la produttività invece si è fermata a partire dal 92 quindi il peggio l'euro l'ha fatto sulla produttività ?

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    1. Il prof ti risponderà sicuramente meglio, ma approfitto della tua domanda per riprendere un argomento che da qualche ambiente sembra essere ridiventato la panacea di tutti i mali: l'orgoglio della produzione Kone. Ne sono un po' perplesso per mia ignoranza, ma sto cercando di colmare il gap per farmi meglio un'idea.

      Oltre alla quota interessi che schizza, devi considerare che si sta abbassando l'inflazione, ergo i debiti sono molto più onerosi per il debitore.
      Se leggi la spiegazione de Il meraviglioso mago di Oz, capisci subito cosa intendo.

      A seguito della prima crisi energetica vengono indicizzati i salari ed ha anche un senso, dato che la concertazione non sarebbe riuscita a star dietro alla perdita del potere d'acquisto.
      Non so quanto abbia contribuito Friedman,il ritratto di Gray o Fischer alla sua regolamentazione qui da noi, dato che ancora sto cercando di schiarirmi le idee.

      Dunque, data la scala mobile e il rendimento negativo sul credito erogato in precedenza causato dall'inflazione, credo che nonostante tutto, il reddito disponibile ed il risparmio fosse piuttosto alto, tendendo comunque a sostenere la domanda aggregata, almeno fino all'inizio degli anni '80.

      Non so quanto sulla disoccupazione degli anni 80 abbia influito l'emancipazione femminile, quanto la privatizzazione delle ferrovie e simili nel pubblico impiego, quanto abbia influito la scala mobile sul costo del lavoro, quanto le politiche di "sacrificio" applicate per far risultare credibile all'OPEC che non si sarebbe trattato coi "terroristi". Probabilmente, ognuna ha avuto la sua parte, ma ci vorrebbe una lunga ricerca.

      D'altra parte, non si può non notare come qui da noi, la disoccupazione s'impenna proprio a metà dell''80 (probabile effetto di riflesso della seconda crisi energetica del '79), come continui fino all'83 in cui si stabilizza, in concomitanza con la stabilizzazione dell'inflazione USA e anno in cui inizia a calare il prezzo del petrolio.

      Il fatto che la disoccupazione tenda comunque poi a risalire, mi fa pensare che in un contesto recessivo, gravato dalla crisi petrolifera e in presenza dell'elevato rendimento dei titoli pubblici, il sistema del credito abbia preferito investire in quest'ultimi piuttosto che finanziare gli investimenti e che ciò possa aver influito sul fatto che l'occupazione non si sia ripresa, non so da questo punto quanto l'indicizzazione possa aver contribuito alla non ripresa dell'occupazione.

      Ma vabbè, è un'interpretazione un po' ad intuito.

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  61. prof, tutto inutile.

    quando provi a far ragionare il piddino medio (ma anche piddiellino e 5stellino) su queste cose si nota subito un ignoranza su tutti gli elementi anche basici dell economia.

    cominciano a tirar fuori i soliti luoghi comuni (piu gettonati debito publico, casta, inflazzione e dipendenza italia del petrolio) e quando cominci a spiegargli le tue tesi (non doxa, opinioni, ma episteme, fatti!! cazzo! fattie dati ufficiali!!!) non si sa piu da dove cominciare perche ti rendi conto che appena usi PAROLO ARCANE come SME, o anche il semplice tasso d interesse vanno in confusione e NON SEGUONO PIU IL RAGIONAMENTO!

    come Eutifrone e Socrate nel dialogo omonimo di Platone (eutifrone), non riuscendo piu a seguire il ragionamento ( e per non ammettere che hanno un ignoranza spaventosa ) l unica via che hanno questi depensanti e' la fuga.....

    i dati ci sono tutti, e' inutile produrne di nuovi, chi vuol capire capisce...ma e' molto piu comodo chiudere gli occhi e dire e' colpa della casta piuttosto che prendersi un bel libro (che so, il tramonto??) e studiare anche i concetti basi

    poi questi soloni, nell alto della loro ignoranza, si permettono di giudicare e criticare

    io sono dovuto emigrare negli uk per colpa di sta gente...

    italia,come ti hanno ridotta?

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  62. Caro Alberto, a me piace tanto il finale del tuo post "Vogliamo indietro questi diciotto anni, vogliamo indietro il nostro paese, vogliamo un'Europa che abbia un senso."
    È un magnifico atto di volontà cui mi associo totalmente. e mi sembra di aver capito che hai un programma in mente che spero ci racconterai presto. Nel frattempo mi ri-leggo il tramonto, parlo con tutti, e - a gennaio- finanzio a/simmetrie.
    Che sia un buon 2014.
    Auguri!

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  63. Buona Professor!
    Un chiarimento. Lo chiedo in vista del congrsso CGIL :-) Il reddito degli italiani è quello medio, vero? Quindi non in contraddizione con la diminuzione di quello dei lavoratori dipendenti e con l'aumento dei rentiers. È così?
    Grazie

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    Risposte
    1. Sì, stiamo parlando di reddito medio pro capite.

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    2. Grazie, anche dei link che mi ha inviato su twitter
      cagliarimonamour

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