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mercoledì 20 febbraio 2013

Liberisti e traditori

Gentile (non con tutti specie i troll) Prof. Bagnai,

grazie alle accese discussioni con mia sorella (siamo gemelle identiche, un po' come vedere due galline che litigano) che il dibattito sull'euro ha scatenato, io, da liberista (non pro Giannino, tuttavia) portavo a iosa argomenti liberisti per i quali l'euro non poteva funzionare, lei che mi sta diventando inconsapevolmente keynesiana, senza peraltro aver mai fatto studi economici (io, ahimé invece sì, ho una laurea in Economia e Commercio, ma in una insignificante università di provincia, Bergamo, ma non lo dica a Boldrin, e poi comunque l'ho messa in un cassetto che ho riaperto solo ora...) portava a iosa argomenti per i quali l'euro non poteva durare. Insomma, nella diversità di vedute, convergevamo (siamo gemelle, non possiamo che convergere).

Alla fine lei mi parlava di Paul Krugman (Premio Nobel! ma stramaledettamente Keynesiano), e del fatto che lui sì l'aveva detto che l'Euro così, con l'Austerity & so on, non poteva che portare alla catastrofe, e io mi trovavo in difficoltà perché tutti i liberisti in italia sembrano cocciutamente attaccati al cambio fisso, e all'euro, cosa che a me, a logica (liberista) e perfino nei fatti, mi sembra una corbelleria. Ma dove lo trovi un premio Nobel liberista che ti diceva : abbasso l'Euro?

Ora dai ricordi dell'università (un milione di anni a o forse due...) mi ricordo che mi piacevano tanto le teorie di Milton Friedman, nel mio cuore seconde solo alle mirabili teorie di Adamo Smith, non so perché ma mi sembrava che le sue teorie fossero bellissime (idealismo giovanile), e anche, come dire, formalmente eleganti.

E mia sorella cosa scova?

Questo articolo.

Come mi si è allargato il cuore!! Anche il mio amato Nobel liberista, il mio Milton Friedman, per ragioni quasi direi opposte a Krugman, sosteneva che l'Euro ci avrebbe condotto alla rovina.
Per riallacciarmi a chi ce l'ha lungo e chi ce l'ha corto (il curriculum, naturalmente), è come dire che i due economisti che negli ultimi cinquant'anni ce l'hanno (o avevano, non credo che Friedman sia vivente) più lungo (solo che uno tirava a destra e l'altro a sinistra) erano contro la pazzia dell'Euro, e avevano già previsto tutto.

E così io e mia sorella abbiamo fatto pace, perché a prenderlo da destra o da sinistra questo euro è da buttare comunque. E voteremo di conseguenza.

P.S. Questo articolo lo vorrei, come dire, sbattere in faccia a certi liberisti de noantri, che millantano master e che secondo me, a parte tutto, liberisti non sono



Gentile lettrice,

lei è gentile con tutti? Qualora lo sia, mi spiega come fa? Magari, nell'attesa, le spiego perché io non lo sono.

Vede, se mai ce ne fosse stato bisogno, il suo contributo chiarisce quello che agli altri lettori qui è ben evidente: ci sono solo due modi per essere a favore dell'euro oggi. Il primo è quello di essere totalmente disinformati (o di debole intelligenza). Il secondo è quello di essere intellettualmente disonesti. Nelle mie ricerche ogni giorno trovo un nuovo articolo di persone che erano perfettamente consapevoli dei rischi del progetto e non hanno mancato di dirlo. E non stiamo parlando di dilettanti. Il più sfigato insegna a Berkeley (se può essere di aiuto). Spesso, poi, sono quelle che oggi, questo progetto, lo difendono, al costo delle nostre (certo non delle loro) vite. Certamente la corruzione, in senso lato, morale, non necessariamente giuridico, spiega gran parte di quanto stiamo subendo in questi giorni. Per accedere al potere, un'intera classe politica, che va mandata a casa anche al rischio di trovarsene una peggiore, ci ha venduto.

E allora, cara:

Ancor se’ tu degli altri sciocchi?
Qui vive la pietà quando è ben morta.


E più non dimandare (o anche sì...). E guarda, se proprio vuoi saperlo, Milton Friedman, da giovane, lo sopravvalutavi un po'. Fattene una ragione...

Dominus tecum...  

114 commenti:

  1. Oggi ho avuto un momento di lucidità.

    Scena:
    Mia nonna (86 anni), massima fonte di informazione: Famiglia Cristiana (Ommioddio!). La vado a trovare, sta vedendo il tg.
    Le chiedo: "Ma nonna, che c'è che non va in Italia?"
    Risposta (tradotta dal dialetto): "Non lo so, ma io quando c'era la Lira stavo meglio"
    Cazzo grande nonna!! Che soddisfazioni!!

    Eh si allora è vero! A un certo punto, se uno si interroga un minimo, quanto sia informato non importa più.
    Occorre solo PENSARCI. Geniale! La logica impone la conclusione. Elementare! Ci è arrivata mia nonna e il suo unico sostegno è stato il TG regionale e il volantino della parrocchia, ne vogliamo parlare?
    Non ti servono i dati, non ti serve il datasheet del FMI, non ti servono gli articoli dei premi Nobel. Non ti serve niente!! Meraviglioso!

    E' solo questione di volerci pensare, di prendersi 10 minuti mentre ci si fa la doccia e porsi il problema. D'altra parte la risposta è dentro ognuno di noi, ed è giusta (cit: A. Bagnai).

    Chi ora si dice pro-euro, non può nemmeno essere giustificato dalla propria disinformazione.
    L'unica ragione è che NON pensa. Non ci ha mai pensato! Non ci penserà mai!
    Sentirà il politico di turno e farà sue le idee che legge sul giornale. SENZA MAI PENSARE.

    La disinformazione NON è più una scusa per quanto mi riguarda!



    (P.s.: Cazzo mia nonna ci è arrivata!! Mia nonna!! Da solaaaaa!! 86 anni!!)

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    1. Non lo ritengo possibile in quanto non credo che essa si sia mai sottoposta al vaglio della comunità scientifica internazionale, come ha invece fatto questo stimato collega.

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    2. Prodi e Monti. Ovvero Università di Bologna e Bocconi.
      E l'illustre collega ironizza su Pescara?
      Se non suonasse disgustosamente fazioso, sarebbe RIDICOLO.

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    3. Purtroppo l'istinto popolare viene confutato con l'unico linguaggio a cui ci abituano...lo slogan:"si stava meglio con la lira perche si cresceva indebitandosi ed ora le nuove generazioni ne pagano il costo"

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    4. Su Famiglia Cristiana non sono infrequenti articoli molto critici sull euro. Se cerchi un po' li trovi.

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    5. E infatti non mi sembra che l'euro sia molto vicino alla dottrina sociale della Chiesa, almeno a giudicare da un lato dagli effetti, e dall'altro dalle dichiarazioni!

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    6. Infatti: (Dall'Enciclica "Caritas in veritate"):
      "L’attivita` economica non puo` risolvere tutti i problemi sociali mediante la semplice estensione della logica mercantile. Questa va finalizzata al perseguimento del bene comune, di cui deve farsi carico anche e soprattutto la comunita` politica. Pertanto, va tenuto presente che e` causa di gravi scompensi separare l’agire economico, a cui spetterebbe solo produrre ricchezza, da quello politico, a cui spetterebbe di perseguire la giustizia mediante la ridistribuzione.
      La Chiesa ritiene da sempre che l’agire economico non sia da considerare antisociale. Il mercato non e`, e non deve percio` diventare, di per se ́ il luogo della sopraffazione del forte sul debole. La societa` non deve proteggersi dal mercato, come se lo sviluppo di quest’ultimo comportasse ipso facto la morte dei rapporti autenticamente umani. E` certamente vero che il mercato puo` essere orientato in modo negativo, non perche ́ sia questa la sua natura, ma perche ́ una certa ideologia lo puo` indirizzare in tal senso. Non va dimenticato che il mercato non esiste allo stato puro. Esso trae forma dalle configurazioni culturali che lo specificano e lo orientano."
      Ovvero, come scrisse Schumpeter:
      "Analytic work begins with material provided by our vision of things, and this vision is ideological almost by definition. It embodies the picture of things as we see them, and wherever there is any possible motive for wishing to see them in a given rather than another light, the way in which we see things can hardly be distinguished from the way in which we wish to see them. " (History of economic analysis)

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  2. "E così io e mia sorella abbiamo fatto pace, perché a prenderlo da destra o da sinistra questo euro è da buttare comunque. E voteremo di conseguenza."

    Friedman, Keynes, Krugman, una laurea in economia e commercio... tanto sfoggio e poi non capite che è tutto PUDE, quindi nessuno è votabile?
    Io ripartirei dal sussidiario e dal libro di lettura.
    Boh...

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    1. Non ha dichiarato per chi votano. Il voto nullo, per esempio, è un esercizio corretto e ammissibile del diritto di voto.

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    2. Forse intendi la scheda bianca; il voto nullo, come dice la parola stessa, è nullo.

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    3. Non è vero che nessuno è votabile, per esempio Grillo ha parlato di uscita sall'euro, di ripresa della propria sovranità monetaria, di nazionalizzazione delle banche.

      Io sono convinta che sia assolutamente in buona fede.

      Torneremo alla lira

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    4. Se l'intenzione è di non dare il proprio voto a nessuno, basta scrivere "di conseguenza ho deciso di non votare nessuno" (o di annullare la scheda, o nessuno merita il mio voto, ecc.). è tanto semplice!
      Invece in questo caso il lettore non può far altro che dare una sua interpretazione, senza la certezza che sia quella corretta.

      L'unica che può chiarire cosa intendeva è l'autrice. Chiaro che se con "votare di conseguenza" intendeva il non voto, quello che ho scritto non vale e me ne scuso.
      Però, una che "ce l'ha così lungo" (o forse dovrei dire "larga"? La mente, eh! Ebbene, lo ammetto, l'ho trovata saccente e un tantino indigesta e ridondante) non trova le parole per esprimere quello che pensa in modo chiaro e univoco?

      E poi, dai, lo sa pure Boldrin che Friedman aveva delle riserve sull'euro... questa arriva fresca come un quarto di pollo e ci linka l'articoletto del Corriere!!! Crederà mica di impressionarci con cotanta scienza? O di impressionare il professore? (ahahhahaha)

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    5. Non ti curar di lor, ma guarda e passa....

      Comunque ho a casa un bel sussidiario di mia figlia di seconda elementare, e ne consiglio la lettura a tutti, insieme all'immortale manuale di Monsignor della Casa!

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    6. Me la scusino, è una groupie, ma è tanto una brava ragazza. Per favore, fate pace. Io non ho minimamente sentito negli accenti di Elena (scusa, non ti ho firmato il pezzo, ora lo faccio) la volontà di far sfoggio di erudizione. Sarà che sono talmente saccente io, che la saccenza altrui non arriva a lambire nemmeno la punta del mio augusto alluce...

      Fiat pax in turribus tuis!

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    7. Professore, le rubo le parole, ma non si può piacere a tutti.
      A me non è piaciuto quello che ha scritto Elena, a Elena non è piaciuto quello che ho scritto io. Per me può passare e non curarsi di me, non mi importa e ancor meno credo importi ad Elena se mi curo di lei.
      Quindi dov'è il problema?

      Quel trattato che "condensa le molteplici esperienze di diplomazia e di vita cortigiana" tra le quali alcune vere raffinatezze (mi pare di ricordare, non ne sono sicura) di bere con il mignolo alzato, e come vestirsi o tagliarsi la barba, non ho nessuna intenzione di leggerlo (anche perché non ho la barba).
      Per me "educazione" non si sposa con diplomazia, né ne con vita cortigiana, né con formalità; è invece sinonimo di stima e di rispetto e la riservo a chi mi pare e piace, provando anche un certo piacere a essere scostante e sgradevole con chi non mi pare e non mi piace (accettando di essere ricambiata pari pari, naturalmente).

      Per me il problema non è dunque Elena.
      Caro professore, la "dipartita" di una grupie è talmente poca cosa che non avrà neppure bisogno di elaborarla, quindi di certo non sentirà la mancanza dei miei commenti da groupie, né dovrà più scusarsi per me.
      Non sono una groupie, non sono una brava ragazza; continuerò a seguire Goofy in silenzio, perché per tanto scema e totalmente digiuna di economia, a capire che dice cose giuste ci ho messo 5 minuti e per nulla al mondo rinuncerei a leggerlo, avida ogni giorno di imparare, di capire (e anche di farmi due risate).
      Questo è quanto, spero per tutti noi che diventi ministro dell'economia e che la sua opera di divulgazione porti a più consapevolezza e a una situazione migliore.
      Con immutata stima e senza rancore.



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    8. Cara Silvia,

      sinceramente speravo fossi più spiritosa. Tu credo dovresti ricordare quante volte sono entrato a gamba tesa per difendere te e altri dalla ridicola accusa di essere dei groupie decerebrati, quindi un minimo di memoria basterebbe per capire che l'intenzione del mio commento era ironica. Capisco che tu possa essere stanca, lo sono molto anch'io (chissà perché). Spero che abbiamo anche un'altra cosa in comune: la capacità che io ho di tenere infinitamente il punto e di assorbire infinitamente le conseguenze delle mie scelte.

      Anche tu, come Elena, sei entrata in questo blog, con un simpatico "professorechennepenza", cui diedi degna risposta.

      E per questa risposta tutti gli altri lettori ti saranno sempre eternamente grati.

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    9. Carissimo Professore,
      sono sempre stata al gioco della "groupie" e ho anche accettato di buon grado un paio di bacchettate del Cavaliere Nero quando le ho meritate.

      So di essere arrivata anch'io con un "chenepenza" molto tempo fa, ma non c'erano istruzioni per l'uso allora e il documento era già abbastanza avanzato rispetto al livello di conoscenza generale dell'epoca.
      Le sue risposte, quella di allora e quella di questo post sono sempre utili e istruttive, non è questo il punto.

      Credo di aver dimostrato in passato di non difettare di spirito, né di essere permalosa (non so se ricorda quel libro che dovevo bere in infusione... il 99,99999% dell'umanità non le avrebbe più rivolto la parola).
      E so accettare le conseguenze delle mie scelte e delle mie parole (infatti la risposta di Elena non mi ha fatto né caldo né freddo). Sono le parole di chi stimo le uniche che possono ferirmi. E le sue lo hanno fatto.

      Sarà la stanchezza, non voglio essere ingrata (anzi la ringrazio sinceramente) le ho detto che continuerò a seguirla e a sostenerla, ma passare per grupie, ironicamente o meno, di fronte a una che scomoda con perseverante ostinazione nobel e letterati (per far vedere che conosce i loro nomi giacché non dice nulla più del nome) a sostegno di banalità spicciole che qui conosciamo da tempo (grazie a lei), e soprattutto che ritiene le teorie dell'amico di Pinochet, nonché padre della "shock economy" bellissime e "formalmente eleganti", non riesco proprio ad accettarlo.

      Ognuno ha i suoi limiti, questo è il mio.




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  3. E con Fridman che stronca l' Euro la partita si può considerare chiusa.
    FINE DEI GIOCHI E DELLE CITAZIONI FAMOSE.

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  4. Sempre parlando di liberisti anti-Euro come non ricordare Margaret Thatcher. M'è capitato di recente di sfogliare l'autobiografia della suddetta Thatcher e mi sono soffermato sui capitoli riguardanti la sua opposizione all'Unione Monetaria e al federalismo europeo. Nel caso in cui non li avesse letti dottor Bagnai le consiglio di leggerli. Ebbene sì, Margaret Thatcher la grande liberista, nella sua autobiografia, datata 1993, arriva alle stesse identiche conclusioni del professor Bagnai ovvero che l'Unione Monetaria avrebbe portato a un'Europa a trazione tedesca e che i paesi come la Grecia sarebbero stati progressivamente strangolati dalla moneta unica perché non in grado di reggerla.

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  5. Cavolo, stavo ancora leggendo l'altro post !

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  6. Buonasera professore,
    è la prima volta che commento un suo post, vorrei semplicemente manifestarle la mia riconoscenza e apprezzamento per la usa opera di divulgazione. Ne approfitto per segnalare un servizio (non attinente al post,ma perdonatemi, non ho saputo resistere) del TG regionale Liguria (20 febbraio) intitolato "a che serve lo spread?" dal min 11:35...tutto da gustare http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-e76ff69f-39a6-4e43-a278-3566b7d783b2.html
    Saluti

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  7. C'e' qualcuno ha guardato lo speciale: La grande speculazione,
    su rete 4?
    l'unico programma televisivo che io abbia mai visto cercare di approfondire in tutto questo tempo gli eventi economici degli ultimi 2 anni, chiaramente gran parte del programma era dedicato a discolpare alla grande il nano e il resto del suo circo da qualsiasi responsabilita'..... anzi, avercene di governanti cosi'!!!
    c'era pure fassina....su sfondo nero e' ancora piu' inquietante..
    e' stato interessante ascoltare la costruzione della teoria interpretativa dei fatti, ed i vari interventi di italiani e stranieri, mettendo tutto a confronto con quanto appreso nel blog e sul Tramonto

    naturalmente si parla sempre del durantelacrisi, mai del prima, del vero peccato originale.
    si afferma inizialmente che c'e' stato un gomblotto della bundesbank contro il nano, ma nonostante molti interventi sembrassero sul punto collegare i puntini, la figura rimaneva incompleta, parziale,

    il nocciolo del problema non viene mai raggiunto, ma soprattutto,
    non avendo individuato l'origine del male, non viene data alcuna soluzione della malattia

    fantastica la giornalista del sole24, inviata di stanza a bruxelles:
    sintetizzando un suo passaggio:
    dovremo abituarci (noi, non lei) a sopportare questi tempi (ineluttabili) di austerita'
    per risolvere il problema di questa cura da cavallo di tasse dovremo cambiare (noi esperti economisti..) qualche schema di riferimento,
    cioe' come dire: ci stiamo lavorando su ma, state tranquilli,
    tra un po' vi facciamo sapere


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    1. Musiche da"cinema"...fermi immagine della merkel o draghi con espressioni malefiche..insomma effetti molto"voiager"...che vuoi fare,daltronde ci abituano agli effetti favolistici da sempre,non c'e'da stupirsi.Vero che sono state dette tante cose,non precise(ma preciso il tono di voce)e molto vaghe ma comunque abbastanza inedite..seguendo il filone di strategia elettorale del nano

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    2. http://www.video.mediaset.it/video/altri_video/full/374481/la-grande-speculazione.html

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    3. Il video l'hanno tolto mentre lo stavo guardando.... Nessun accenno ai debiti privati esteri causati dall'€ ma un tentativo di discolpare B per lo spread e la crisi italiana pochi giorni prima del voto. Addirittura é stato invertito l'ordine secondo il quale sarebbero stati gli stati cattivi e spreconi ad indebitarsi chiedendo poi aiuto alle banche. Insomma spazzatura da campagna elettorale anche se qua e lá c'era qualche spunto di riflessione.

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    4. Berlusconi ha sprecato un'opportunità. Avrebbe potuto ricostruirsi una parziale verginità facendo vera informazione sulle cause della crisi, ma come al solito ha buttato tutto sul "votatemi che con me si sta meglio".

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  8. I liberisti come Friedman sono contro monete uniche come l'Euro perché il blocco del cambio crea squilibri macroeconomici tra le nazioni e quindi inibisce lo sviluppo economico.
    Sono però a favore del gold standard ed eliminerebbero le banche centrali che stampando moneta drogando il mercato.
    Ma allora la flessibilità del cambio è un bene o è un male ?
    L'importante, dicono, è che il mercato sia il principale regolatore delle economie.
    Purtroppo il libero mercato diverge perché è intrinsecamente pro ciclico e porta ad un oligopolio divoratore delle piccole aziende.
    Solo con forti percentuali di spesa pubblica è possibile regolare i mercati con azione anti cicliche che permettono il mantenimento degli equilibri.
    Equilibrio vuol dire evitare che si generino crisi che sono il tritacarne dei lavoratori, vuol dire fare in modo che non si formino monopoli privati, vuol dire garantire un benessere correttamente distribuito a livello sociale.

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    1. perchè il mercato è intrinsecamente pro-ciclico ?

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    2. @Stefano

      Il libero mercato è pro-ciclico e generatore di oligopoli.

      Gli oligopoli nascono perché in un sistema deregolato le aziende più forti mangiano quelle più deboli, diventano quindi sempre più forti e più grandi e tendono a monopolizzare il settore in cui operano, come è evedente da quello che è successo negli ultimi decenni a livello globale.
      Vuoi che ti nomini le poche multinazionali che controllano il mondo ?

      Il comportamente pro-ciclico di un mercato deregolato e senza frontiere è dovuto al fatto che le aziende investono e si sviluppano, parallelamente le banche finanziano e soprattutto le aziende forti e grandi, quanto più le economie sono in espansione.
      Quando invece le economie sono in recessione le aziende operano una politica di contenimento dei costi e le banche non finanziano accentuando la recessione.

      Questi fenomeni danno vita al fenomeno delle bolle e delle crisi.
      La scuola economica austriaca indica infatti le bolle e le crisi come inevitabili e necessarie nel riequilibrio delle economie di mercato libero e deregolato.
      Il mercato libero non è che non funziona, il problema è che questi meccanismi comportano dei gravi effetti collaterali a lilvello sociale che penso non sia necessario approfondire.

      La soluzione alla questione è ovviamente indicata da Keynes: regolamentazione dei mercati per evitare bolle e oligopoli, interventi di spesa pubblica per conbattere le crisi in modo da modulare ed equilibrare l'andamento dei cicli economici.

      Ho detto bene Prof. ?

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  9. @Bagnai

    Con questo mi scuso per la quantità di commenti postati stamani dopo alcune settimane di inattività.
    Invito il caro Prof. a sgridarmi se dovessi aver vomitato fesserie.
    Sinceri saluti.

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  10. Forse qui è OT (ma non riesco a sottoporlo a vaglio preventivo fuori blog perchè da diversi giorni la posta personale del professore non accetta più missive):

    http://www.cesaredamiano.org/2013/02/16/pensioni-sblocco-indicizzazioni-per-potere-dacquisto/

    Leggere i commenti per farsi due - e forse più - risate.

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  11. La storia delle gemelle identiche mi intriga.

    Immagino che abbiano avuto due vite parallele piene di traversine di collegamento ma hanno due visioni opposte su un (solo?) argomento pur giungendo a conclusioni uguali: l'euro è una ciofeca.

    Ritornando ai fasti dei miei trascorsi scolastici, un mio insegnante, Silvio Ceccato, ci diceva che la realtà che percepiamo non viene "duplicata" dentro di noi ma la mente la "costituisce" usando gli strumenti della cultura. Quindi "vediamo" ciò che siamo capaci di vedere.
    In particolare notava che la stessa cosa, vista con atteggiamenti mentali diversi, appare diversa; anche alla stessa persona ma in momenti diversi. Ora che Friedman e Keynes avessero approcci diversi (l'uno di dx, l'altro di sin, per semplificare brutalmente) e quindi "costituiscano" ricette diverse con ingredienti uguali non mi stupisce. Che arrivino a conclusioni uguali partendo da approcci diversi è ovvio (la forza di gravità non è né di dx né di sin).

    Quindi non restano che gli atteggiamenti mentali: se lo stesso fenomeno viene descritto in maniera opposta è perché cambiano i punti di vista, per esempio, scientifico o utilitaristico (ma potrebbero essere tecnico, artistico, funzionale, estetico, affettivo,ecc.).

    Occhio allora, chi cambia parere lo può fare non per resipiscenza ma per un cambiato interesse.

    E la lunghezza del CV non aiuta a distinguere.

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  12. Per gli estimatori dell'euro, vale il famoso detto sui nazisti: non si può essere simultaneamente, nazisti, intelligenti ed in buona fede.

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  13. Un poco off topic, ma questa è la voce del padrone, quello vero:

    http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2013-02-18/danni-collaterali-salvataggio-europeo-155808.shtml?uuid=Abjq9YVH&p=2

    Quando i nodi arrivano al pettine non si puo' far finta di niente... e la colpa e' come al solito dei soliti meridionali che non hanno praticato con convinzione le necessarie politiche deflazionistiche....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io mi sento trollato, la germania ha avuto successo proprio perché non abbiamo seguito le loro politiche deflazionistiche: sarebbe stata una race to the bottom altrimenti.
      Mi rifiuto di credere che l'elettore medio tedesco sia così beota da credere che "devono fare come noi abbiamo fatto in germania per avere successo" dimenticandosi che il loro successo o virtuosità, termine che va tanto di moda, è condizionato ad luridi esseri inferiori quindi meridionali che hanno dei deficit.
      Ma è la semplice matematica dannazione, la bilancia commerciale mondiale per forza di cose è zero.

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  14. Caro Professore, cari commentatori. Sono ignorante di economia e spero mi scusiate.
    Da un po' di tempo sento il desiderio che qualcuno mi spieghi bene cos'è l'inflazione, perchè comincio ad avere seri dubbi sul paragone che spesso fanno nei media inflazione=uccisione dei primogeniti.
    Mi spiego: ultimamente non so come mai sto cominciando a pensare che l'inflazione, seguita da una politica di aumento dei redditi tipo scala mobile in realtà è una vera e propria patrimoniale sui patrimoni finanziari.
    Vorrei dilungarmi... Ma intanto mi fermo qui per sapere da qualcuno se questo mio dubbio sia una cavolata o sia legittimo. Eventualmente mi dilungherò poi.
    Con rinnovata stima.

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    Risposte
    1. Pietro ti rispondo da doppio ignorante carpiato, a occhio e croce, l' inflazione con indicizzazione di stipendi e pensioni colpisce le rendite, il che mi fa supporre che si sposterebbero risorse verso gli investimenti produttivi, ma forse è un discorso un po' troppo semplicistico, attendiamo commenti più competenti.

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    2. Sorprendente e desolante la vostra pertinacia nel non voler a nessun patto, mai, accedere alle istruzioni per l'uso e consultarle. Eppure lì di inflazione si parla, o sbaglio?

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    3. Professore non si "desoli" io le istruzioni le ho lette tutte e pure visto tutti i video, questo specifico aspetto, il rapporto tra inflazione, salari e rendite non l' ho trovato, o forse mi è sfuggito nel mare magnum di informazioni che vi si trovano.

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    4. Guardi professore, le istruzioni per l'uso le ho lette un paio di volte, e comincerò una terza rilettura già oggi. Lì mi sembra di aver visto che la parola inflazione viene associata sempre al mito della inflazione da svalutazione. E spesso in questo blog quando si dice giustamente che svalutazione non porta inflazione io penso che magari allora l'inflazione è male sempre.
      Comunque non nelle istruzioni per l'uso ma qua ho trovato un post in cui se ne discute ampiamente, quindi colpa mia.
      Il fatto è che io mi sono fatto l'idea precisa che l'obbiettivo unico delle lobby che ci hanno prestato dei soldi sia di mantenere l'inflazione più bassa possibile. Se Boldrin parla lo fa per tutelare gli interessi dei creditori. Creditori che lo citeranno nelle loro riviste internazionali, lo presenteranno alla gente che conta e presto o tardi lo troveremo in un posto di quelli importanti se questo castello di carte che cresce sempre di più non crollerà. L'economia internazionale da uno che la guarda dalla mia posizione è una cosa elitaria, e lontana dagli interessi della pluralità. E questa gente che ne deve capire qualcosa di più non può che essere in malafede. Lei li chiama cretini, a volte criminali. Io ho deciso che sono sempre criminali.

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    5. l'inflazione, per i rentier, è cosa brutta perchè riduce il tasso di interesse reale dei soldi che ha prestato (quando il debitore restituisce, restituisce una valuta che nel frattempo ha perso una quota di potere d'acquisto).

      I cambi variabili sono poi bruttissimissimi, perchè a differenza dell'inflazione non sono prevedibili, soprattutto se la banca centrale del paese debitore dipende dal ministro delle finanze.

      Insomma, quelli che a parole invocano il mercato libero (dove i prezzi e quindi l'inflazione sono il risultato dell'incontro tra domanda ed offerta di beni, e lo stesso avviene nel caso dei tassi di cambio ovvero del prezzo di una valuta rispetto ad un'altra) nella pratica cercano tutti i mezzi per mettersi al riparo dal rischio di impresa. L'UE è, in sostanza, un sistema di welfare per ricchi perchè i meccanismi messi in piedi favoriscono la privatizzazione degli utili e la socializzazione delle perdite.

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  15. @ mariof. Hai avuto Ceccato per insegnante Mario? Una bella fortuna direi. Se hai conosciuto lui potresti anche aver conosciuto direttamente o indirettamente Giuseppe Vaccarino, Carlo Oliva che ci ha purtroppo recentemente lasciati, Felice Accame, Paolo Barosso, Pier Luigi Amietta, Ernst Von Glasersfeld ecc. ecc.
    Mi sono chiesto se la forte attenzione suscitata in me da Alberto non fosse anche legata al fatto che l'affermazione

    “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”

    non è strana per niente se considerata in senso operativo.

    Non aggiungo altro perché questo è il suo blog, lui ha detto chiaramente che di epistemologi/a non ne vuole sapere ed io son d'accordo nel considerare che, attualmente, non è un lusso che ci si possa permettere. Forse, dopo la guerra, insieme alla musica. Ciao! :o))))

    P.S. @Alberto
    è per questo che m'incuriosiva Santarelli che, invece, non conosco affatto.

    Ciao! :o))))

    carlo (quello del flauto)

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  16. Da non economista, sto rileggendo -mi voglio male- 1984.

    La sezione tratta da the book di Goldstein è attualissima e inquietante.

    Il controllo sul passato è già in azione. La deformazione delle informazioni, e l'occultamento delle posizioni contraddittorie, sono pratica comune, non solo in Italia, ma in tutto l'orbe.

    Processi di costruzione della "neolingua" sono in atto. Pensate a quando sentite parlare di "riforme".

    La "guerra permanente" di Orwell ha strane ed inquietanti assonanze con la "War on Terror" che è tuttora in atto -anche se non se ne parla (Afghanistan, Libia, Mali, oppure per interposti esercitini di gomma in Siria)- e che giustifica non solo azioni belliche del tutto ingiustificate, ma soprattutto l'erosione continua delle normali tutele dell'individuo.

    Il congelamento della mobilità sociale (i meccanismi di redistribuzione che permettono ai meno abbienti di farsi strada) è anch'esso attivo:
    "The new aristocracy [...]had beem shaped and brought together by the barren world of monopoly industry and centralized government. [rispetto ai loro omologhi del passato] they were more conscious of what they were doing and more intent on crushing opposition.[...]Even the Catholic Church of the Middle Ages was tolerant by modern standards. Part of the reason for this was that in the past no government had the power to keep its citizens under constant surveillance. With the development of television, and the technical advance which made it possible to receive and transmit simultaneously on the same instrument private life came to an end"(google anyone? Facebook? il vostro cellulare? tutto ovviamente in chiaro, nessuno usa chiavi PGP de facto equivarrebbe a segnalarsi)

    Insomma, "più Europa" unito a una sana dose di rincoglionimento di massa e perché no, a una drastica riorganizzazione sociale à la Huxley, tanto già siamo alpha-beta-gamma, ci manca solo il soma e l'Orgy Porgy settimanale magari in piazze piene adoranti (io al primo V-day c'ero, a Bologna, e mi son spaventato molto), e la frittata è fatta.

    Non c'ero negli anni '70, ma la voglia di mitraglietta c'è.
    #vota PUDE

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    1. ot Per le citazioni letterarie: io invece mi sono trovato a leggere il libro del Bagnai mentre avevo già iniziato a leggere 'La casa degli Spiriti' dell'Allende. Beh quando si parla di come i reazionari, non riuscendo a bloccare le riforme sociali conquistate dal popolo con libere elezioni incominciano a sabotare l'economia mi è venuto un brivido. Mi sembra che i mezzi si siano raffinati ma che in fondo il fine sia lo stesso.

      (Ci toccherà anche a noi il dittatore con annessi consulenti economici della scuola di Chicago...mmm)

      Sempre ot per quanto possa fregare a qualcuno delle mie dichiarazioni di voto alla fine mi sa che voterò il Movimento 5 stelle perchè solo da quelle parti sembra possibile una onesta discussione sull'uscita dall'euro.

      ps. Bagnai ma a Pisa ci viene?

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    2. Attenzione alla voglia di mitraglietta.
      Pesiamo bene le parole.
      Io c'ero negli anni 70.
      Ero pure abbastanza adulto da capire.
      E purtroppo in qualche caso ho pure visto le scene delle uccisioni.
      La vista del sangue di quei poveretti massacrati a via Acca Larenzia (a due passi dal mio liceo) o di Roberto Scialabba a piazzale Don Bosco (freddato senza motivo da Giusva Fioravanti) io non la posso e non la voglio dimenticare.

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    3. Sono ovviamente d'accordo con te, caro Luca. L'intervento di pH, che non avevo letto fino in fondo, mi sembra piuttosto fuori luogo. Purtroppo la politica miope dei nostri governenti ci condurrà, come ormai sto dicendo da anni, a forti tensioni sociali. Ma noi qui siamo per diffondere la conoscenza, che sola può aiutarci a comporre queste tensioni e a evolvere verso un ordine sociale meno ingiusto. La mitraglietta, oltre a essere immorale, è anche inefficace. Non ha potuto fare nulla, contro la liberalizzazione dei mercati finanziari e l'orientamento del conflitto distributivo in senso oligarchico. E allora, che ne parliamo a fare? La soluzione non solo non DEVE, ma non può essere quella.

      Intemperanza giovanile, o trollaggio?

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    4. intemperanza :) sono pacificissimo io, Gandhi mi ha folgorato sulla via di Ahmedabad (la casa museo è uno di quei posti retorici che però ti parlano dentro se sei pronto e ricettivo) .
      Semplicemente, quando tutti i ragionamenti e le circonvoluzioni dialettiche risultano inefficaci mi verrebbe voglia di un po' di ultraviolenza come i Drughi. Mi fantastico soluzioni drastiche, come molti faranno nelle urne insomma. Urla scritte sui muri e voti di protesta che si sfogano nel viscerale. Una mitraglietta non fa primavera, centinaia di tweet -nel mondo arabo- sì.

      Maestro, sono onorato che mi consideri al limite del trollaggio, significa che sto operando criticamente.

      pace e bene

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  17. nessun inserimento del mio commento? il riferimento a Euroschiavi era solo una provocazione per indurla a parlare di signoraggio... non sarà mica questo argomento scomodo anche a Lei? saluti

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    1. Qui c'è una sola cosa scomoda: il dilettantismo. Ma quanto siete convinti di essere rivoluzionari con la vostra bufala! Arriva sempre quello che fa la domandina su Auritiiiii (col rictus facciale ben descritto da Borghi), e poi se ne va, tutto tronfio "ho fatto la domanda scomoda". Siete sinceramente imbarazzanti, e al pari di Donald avete contribuito con la vostra cialtronaggine a inquinare il dibattito politico italiano. Qui per voi non c'è posto. Punto e a capo. Mi dispiace: so che questa è una realtà scomoda...

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    2. va beh ho capito che l'argomento non le piace, ma se uno chiede "prof Bagnai perchè lo Stato se può creare 10 miliardi di BOT non può invece creare direttamente 10 miliardi di euro?", Lei che risposta da? anche perchè se lo iniziano a chiedere un pò in tanti sa....?

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    3. L'argomento è futile. Quando mi fanno questa domanda io mi informo e chiedo: "Lei preferirebbe depositare i suoi soldi in una banca che all'attivo ha dei Bot, o in una banca che all'attivo ha solo azioni quotate in borsa?". Normalmente, se la persona che ho di fronte ha due neuroni, e li lascia incontrare, la risposta è "Aahhhh!".

      Ecco: capito a cosa serve il debito pubblico?

      Poi, se non vogliamo un'economia finanziaria, non c'è problema: possiamo tornare al baratto, o andare avanti verso qualcosa di nuovo. Ma invece di focalizzarvi sul futile problema del segno monetario, che la fate ad articolare un discorso sul circuito risparmio/investimento e su come trasferire valore al futuro (per evitare di morire di fame una volta smesso di lavorare)? Il problema è lì, mi pare...

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    4. L'argomento non è così futile, ma è capzioso, ovvero quelli che che chiedono fanno una domanda che ritengono retorica (da furbetti, insomma), mentre retorica non è, ma implicherebbe una risposta che va a scavare fino alle radici epistemologiche del nostro sistema economico, cosa che non mi sembra il caso di fare, almeno in questa sede e in questo momento storico (lo fece, in parte Friederick Soddy, Premio Nobel per la chimica nel 1921, lo scopritore degli isotopi: uno con un CV che se lo scopre Minosse je pija n'infarto).
      Credo che se uno sta affogando (ovvero l'Italia e gli italiani) sia meglio gettargli un salvagente, piuttosto che parlargli di ontologia (..sai, tutti gli uomini devono morire...) e, pertanto credo sia meglio attenersi all'argomento (ovvero l'euro, le varie oche ecc.), che è assai urgente e cogente. Penso che questo sia lo scopo di questo Blog (se sbaglio corigeteme). Poi, una volta usciti dal lago di guano in cui siamo immersi, si potrà parlare di ontologia davanti a un fuoco, bevendosi un buon brandy (o cognac o armagnac o gassosa). "Salvare il mondo" è qualcosa di molto complesso e non vi sono mai ricette semplici o semplci colpevoli (signoraggi vari, NWO, complotti giudaico-massonici o, semplice Zeitgeist). Comunque, per amor di aneddotica, le ricette monetariste erano già esposte da Mefistofele all'Imperatore nel Faust:
      “Tanto sappia chiunque lo desideri:
      questo biglietto vale mille corone.
      Gli sono pegno e garanzia sicura,
      innumeri ricchezze sepolte nell’Impero.
      […]
      Quella ricchezza innumerevole che dorme
      sotto la terra dei tuoi regni, a nulla
      giova laggiù..
      […]
      Carta che vale oro e perle come questa è tanto comoda!
      Non serve più mercanteggiare o trafficare;.”
      J.W.Goethe, Faust, Mondadori, Milano 1970, vv.6055-6060, 6111-6123

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    5. Per quel che capisco non mi sembra ci sia una grossa differenza tra emettere titoli di stato, creare moneta fisica (circolante) oppure mettere in piedi un sistema strano - per esempio con fatture di forniture alla PA scontabili a vista presso la Banca Centrale - con interesse annuale - come quello messo in piedi nella Germania del III Reich per aggirare le limitazioni del Trattato di Versailles e finanziare il riarmo (la 'federgeld').
      Ma la quantita' "giusta" di moneta (intendo sia come volume complessivo che come ripartizione percentuale tra tutte le sue varie forme, quindi compreso il circolante) e' un concetto che purtroppo non so definire con piu' esattezza.
      Di certo tale quantita' 'giusta' non puo' essere limitata dalla quantita' di oro e metalli preziosi esistenti.
      Il meglio che mi viene in mente per esprimere il concetto e' che il volume complessivo di moneta disponibile ai vari attori economici deve essere abbastanza per rimuovere i limiti del baratto, ma non deve essere neppure troppa, per non alimentare le bolle (che il Prof. mi perdoni, purtroppo sono ingegnere, quindi appartengo alla 'vil razza dannata').
      E quale sia la quantita' giusta di moneta alla fine lo determina il mercato in cui operano gli Stati, i cittadini-lavoratori-consumatori e tutti gli altri soggetti economici.
      Molti metodi (emissione di titoli/creazione di moneta fisica/creazione di altre forme di moneta) potrebbero essere utilizzati in teoria per finanziare il fabbisogno dello Stato (che come puntualizza il Prof. e' un flusso e non - come il debito - uno stock) per la parte di fabbisogno che eccede il prelievo fiscale nell'anno.
      Forse - e dico forse - dipendendo dal contesto storico e locale, un metodo puo' portare lo Stato a pagare meno interessi rispetto all'altro.
      Di sicuro creare moneta fisica (o in altra forma) non azzera il debito (garantito dalle tasse future) che lo stato deve contrarre per poter alimentare la parte di fabbisogno che eccede il prelievo fiscale nell'anno.

      Questa cosa mitica che sento, cioe' che la moneta 'auritica' non generi debito dello Stato mi suona istintivamente come una cazzata, in quanto 'troppo controintuitiva'!

      A suo tempo rimasi molto sorpreso nel vedere che nei primi decenni dell'ultimo dopoguerra quasi tutti i maggiori Stati occidentali (compresa l'Italia) riuscirono a pagare interessi reali sui titoli decennali NEGATIVI.

      In termini di bassa spesa per interessi credo che per uno Stato la cui economia cresca di vari punti % l'anno non ci sia nulla di meglio....

      Ma come mostra la 'triste storia di centro e di periferia', nonche' il libro 'il tramonto dell'Euro', ci siamo ahime' modernizzati e la Repubblica si e' fatta 'un tantinello zoccola'.

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  18. Prof. è poco che frequento il blog (meno del tempo min. consigliato). Non si può non notare il realismo che trasudano i suoi post (senza con ciò sottovalutare il rigore metodologico). Ho notato una assoanza con le tesi del prof. De Cecco (altro iper- realista). Le chiedo cos'è, per Lei, che rende difficile, in ambito accademico e non, un'affermazione dell'economia politica in cui l'aggettivo politica non costituisca un connotato esclusivamente nominalistico della materia?

    Anna

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  19. Movimento 5 Stelle, referendum sull'euro e corsa agli sportelli



    ________________________________________________________________
    Voglio invece dire qualcosa sul fatto che l'idea democratica di un referendum su questi temi deve fare i conti con la realtà pratica, che è quella che è, e non quella che vorremmo che sia. Come è spiegato qui da Alberto Bagnai e Claudio Borghi, contrapposti sul tema a Mario Seminario e al sottoscritto, la fuoriuscita dell'Italia dalla zona euro dovrebbe essere attuata con grande velocità, ed evitando fughe di notizie a proposito della data esatta in cui avverrebbe il cosiddetto "change-over", ovvero la trasformazione di depositi e contante nella nuova-vecchia valuta nazionale.

    Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/una-firma-di-tutto-riposo/movimento-5-stelle-referendum-sull-euro-e-corsa-agli-sportelli#ixzz2LXK0VGVA

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  20. Il Bagnai tedesco vs. quelli che ce l' hanno lungo (il CV) - tutto il mondo è paese.

    http://www.vocidallagermania.blogspot.it/2013/02/flassbeck-gli-economisti-tedeschi-ci.html

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  21. @ Rita Anna Esposito

    Da semplice perito chimico non conoscevo il prof. Marcello De Cecco. Così sono andato a cercarmelo in rete.
    Sinceramente, sarà anche Prof., ma mi pare un prof. piddino (nel senso dell'unico neurone disponibile). Basta leggersi questa sua intervista: http://www.controlacrisi.org/notizia/Economia/2011/11/12/17326-se-ci-fosse-ancora-la-lira-come-sarebbe-questa-crisi/

    Una serie di "perle" inanellate una dietro l'altra, che manco i giannizzeri di buona memoria riescono a fare cose del genere.

    Quoto: "Svaluto ergo sum.

    «Solo che con la svalutazione del ’92, sono cominciati anche i veri guai redistributivi dell’Italia. I soldi sono andati nelle tasche di chi fa i profitti invece che in quelle dei lavoratori dipendenti. Una svalutazione è sempre a danno dei lavoratori dipendenti. Con la lira se ne accorgevano di meno. Ma con l’euro si vede benissimo dove vanno i soldi ed è per questo che oggi la gente è più arrabbiata»."

    Da pazzi, semplicemente. Ho cinquantun anni, sto in mobilità da uno, e quegli anni me li ricordo alla perfezione. Dopo l'uscita dallo SME e la svalutazione, ho visto imprese crescere in modo davvero notevole, ho visto paccate di soldi (alla Fornero, ma per davvero, non come lei...) essere investite in ricerca e sviluppo.
    Lavoravo in un industria che fabbricava cemento, allora. E me la ricordo bene la fatica che facevamo a spedire 1800 tonnellate al giorno di prodotto con una capacità produttiva di 15000.

    Quel che questo esimio professore si dimentica di dire è che dal 1983 in poi c'è stato un stillicidio continuo di attacchi al lavoro e al diritto del lavoro. Tutti in nome del ""ce lo chiede l'europa".
    Ma ce lo chieda pure anche lo Spirito Santo...

    Per cortesia, nessuno di voi ha a disposizione un centinaio di draghi (no, non quello della BCE, no! Ne basta e avanza uno! Parlo di quei serpentoni con ali che sputano fiamme distruttrici)? Perché mi pare che oggi quelli servano - e forse non basterebbero manco.

    Alas, que drôle de guerre... Torno da un paesino francese del Midi, causa funerale di una zia che ho molto amato e che mi ha insegnato molto. Lì parlo con il marito di mia cugina, pensionato, 67 anni, una vita al Crédit Agricole. E mi dice: "Mais, qu est ce que vous attendez pour sortir de l'euro? Qu'on nous achats votre pays?".

    Così... papale papale (no, è lontano da Avignone).

    Buona vita

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    1. Evidentemente si, è quello che stiamo aspettando, lo sappiamo noi, lo sanno i Pudini lo sanno i PDini, lo sa benissimo la 'zdora che solo l' altra sera vaneggiava di attirare capitali dall' estero ( daje a ride ! )Il dramma è che non lo sanno i piddini (quelli che sanno tutto).

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    2. Quanto alla svalutazione del 1992 e alla tosatura delle pecore che ne seguì, sembra che il legame che vi fu, sia stato simile a quello che lega la crescita monetaria all'inflazione (cioè prossimo a zero). Mentre qualche rilevanza l'ebbe la sottoscrizione e l'applicazione del trattato di Maastricht. E' per questo che il problema non è solo (come giustamente ripete Alberto) uscire dall'euro, ma quello che deve esser fatto dopo. Perché se usciremo (per nostra iniziativa o per spinta esterna o per disgregazione) avendo una nuova classe dirigente fedele alla stessa linea europea-deflattiva che ci ha portato fin qua, non credo che andremo a star meglio. Lasciando poi spazio agli irriducibili piddini, che uscendo fuori dalle caverne diranno: "io l'avevo detto che senza l'euro si stava peggio".

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  22. @ Odysseos

    Lungi da me l'assumere la veste di difensore...Ma sembra un pò riduttivo esprimere un giudizio sulla scorta della lettura di un articolo. A conforto della tua testimonianza lavorativa ti segnalo che lo stesso "esimio professore" inquadra storicamente le condizioni che hanno via via portato a scaricare sul lavoro le rigidità dell'offerta (eccersso di capacià strutturale). Se ci aggiungi che anche le attuali Rigidità monetarie (assenza aggiustamenti del cambio) come esaurientemente esposto dal prof. Bagnai finiscono per scaricarsi sul lavoro...Beh allora è veramente arduo capire come finirà........

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    1. Scusate, così io non vorrei assumere la veste di accusatore di uno studioso eminente, di statura internazionale, del quale sono indegnamente stato collega nel dipartimento che era stato diretto da Caffè. Solo che però una cosa va detta. L'inquadramento (storico, economico) del problema, di per sé, non mi pare un gran merito, perché chiunque frequenti questo blog da 25 secondi, se segue le istruzioni, sa che quello che ci sta succedendo era perfettamente chiaro e anticipato da tutti. Quindi adesso non ci servono economisti che capiscano il problema. Ci servono economisti che traggano le conclusioni da quanto da sessanta anni si scrive sul tema.

      Quanti economisti così conoscete in Italia? Io ne conosco uno solo (il famoso nec pluribus impar), e non ne sono per niente fiero, al contrario: ne sono molto preoccupato e anche un tantinellino vergognoso, perché poi è paradossale che l'onore della professione debba essere salvato da quello che in fondo ci ha sempre creduto meno degli altri.

      Aspetto, adesso, smentite.

      Semplificando, a costo di essere rozzo, alla fine puoi essere per l'euro solo se sei un fesso o un delinquente. E puoi decidere di non esprimerti solo se sei un ignavo o un delinquente. Dopo di che, ovviamente, uscire dall'euro non è la bacchetta magica (è una condizione necessaria ma non sufficiente), solo che la maggioranza di fessi, ignavi e delinquenti impedisce che un dibattito serio sul cosa fare dopo si allarghi oltre le considerazioni che ho cercato di fare nel mio testo. Ed è un peccato, perché tanto usciremo, ma saremo impreparati perché il dibattito è stato monopolizzato dai delinquenti.

      Preciso che il prof. De Cecco per me non appartiene a nessuna di queste categorie: lui (con pochi altri) è un fuoriclasse.

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  23. Nell'intervista di Grillo alla CNBC va registrato che, riguaro la questione uscita dall'euro (dal minuto 7:15)
    a) non si parla più di "referendum"
    b) si vuole un'Europa MOLTO diversa da questa UE, che ha fallito, perchè ha imposto una moneta unica ad economie diverse, finendo per impoverirle
    c) si dice che il problema italiano è il debito pubblico e gli interessi su questo debito
    d) le riforme che possiamo fare nello stato attuale (devo interpretare: se restiamo nell'euro e nel fiscal compact, ma Grillo non lo dice, anche se si capisce dal contesto che parla di quello) ci conducono sulla strada della Grecia

    quindi: l'analisi va migliorando, ma ancora ci sono ambiguità/ambivalenze non risolte.

    solo come segnalazione

    Benedetto Ponti

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    1. Peccato che l'idea del referendum in piazza l'abbia ribadito a Milano davanti a 80mila persone (+35mila in streaming). Quindi niente di nuovo.

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  24. Ot. Prof.., sembra non funzionare il 'cerca sul blog'.scusi il disturbo ma potrebbe essere utile a tutti.soprattutto ai nuovi arrivi

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  25. Per continuare il tuo ragionamento sul cosa fare dopo: quando sarà troppo tardi? Non è mai troppo tardi, lo so, perchè se una cosa collassa, collassa e punto, ma intendo dire, quando i danni saranno irreparabili? Ovvero quando gli assets saranno così svalutati che vi sarà un impoverimento serio? Quando questo paese sarà così deindustrializzato da rendere quasi impossibile una reindustrializzazione (non vi sarà un altro piano Marshall)? Quando le aziende strategiche saranno totalmente privatizzate? Oppure le aziende di servizio pubblico (acqua, gas, elettricità, multiutilities per i fighi) saranno vendute a entità straniere (perchè, in quel caso la vedo giuridicamente dura a riappropriarci della sovranità di qualsivoglia cosa)? Non dimentichiamoci che è bastato un anno del bocchiniano (blow jobber per i fighi) per azzerare virtualmente il valore del patrimonio immobiliare (un valore di scambio si manifesta solo quando avviene lo scambio e il mercato immobiliare è ora in coma). Persino le aziende agricole sono in estrema sofferenza, per via dell'IMU e della crisi della filiera. Capisco che sono domande retoriche, perchè nessuno di noi ha una risposta, però il senso di urgenza proviene anche da questi interrogativi. Il problema vero è che proseguendo con la politica dello struzzo, saremo veramente allo sbando, quando l'euro collasserà (non per le piaghe bibliche che tutti minacciano, ma per insipienza).....meno male che c'è qualcuno che almeno ha formulato uno schema di way out strategy in un libro che ho letto recentemente, che secondo me sarebbe da riportare nel Blog (tanto conosci l'autore). Poi, nel lungo periodo, si sa, " le cose si aggiustano comunque, in un modo o nell'altro"

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  26. A proposito di traditori, è tornato all'attacco Manasse. Nuovo post, stesso messaggio: se quello che mostra pubblicamente è il suo valore da accademico, poi te credo che Barnard ha gioco facile parlando di "massoneria nell'Università Italiana".

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  27. Dunque, prendiamo questo passaggio dell'articolo da cui la nostra amica "liberista" desume di concordare, via "eleganza del Friedmann" (stile quella del "riccio", grande mito letterario piddino transnazionale), con le conclusioni anti-euro:

    "Piu' che unire, la moneta unica crea problemi e divide. Sposta in politica anche quelle che sono questioni economiche. La conseguenza piu' seria, pero', e' che l'euro costituisce un passo per un sempre maggiore ruolo di regolazione da parte di Bruxelles. Una centralizzazione burocratica sempre piu' accentuata. Le motivazioni profonde di chi guida questo progetto e pensa che lo guidera' in futuro vanno in questa direzione dirigista. E' una tendenza che c'e' da 15 anni, contro la quale, per esempio, ebbe modo di combattere Margaret Thatcher". Pensa che sara' anche un fallimento? "Spero di sbagliarmi, perche' un'Europa di successo e' nell'interesse sia degli europei che degli americani. Ma non vedo la flessibilita' dell'economia e dei salari e l'omogeneita' necessaria tra i diversi Paesi perche' sia un successo".

    Argomentazioni "standards" per Friedmann e vabbè. Ma quello che più conta, argomentazioni comuni a Sinn o a un Willsch (area merkel: http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/01/tutta-colpa-dei-sud-europei.html). Cioè: l'euro è troppo "poco" liberista facciamo i "tea party" ognuno a casa propria.
    Stesse conclusioni e "accordo" con la gentile commentatrice? I prefer not. By far...
    E a proposito: paradossalmente preferisco i "liberisti" alla Schauble che "riescono" a farci stare dentro l'euro, perchè se non altro accoppiano alla sfacciataggine della pochezza scientifica almeno il risultato di praticare l'imperialismo mercantilista facendolo passare per una cooperazione europea...irrinunciabile.
    Almeno portano a casa il risultato (I Cameron neppure hanno la scusa dell'euro: la compressione salariale e il bruciare il risparmio delle famiglie per salvare la mano "visibile" del welfare-bancario si vedono così bene che la rispettiva democrazia la demoliscono, comparativamente, in modo rudimentale)

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    1. Eh ma ai "liberisti" a là Friedmand, fa comodo che la Fed e la BoE girino le parti di interessi spettanti ai rispettivi governi...che poi...ma se aboliamo le banche centrali come essi vogliono, chi dovrebbe regolare le transazioni fra la banche nazionali o addirittura fra banche estere? E chi garantisce in caso di scarsità di liquidità un istituto a cui è stata richiesta un'ingente somma? Questo purtroppo non ce lo spiegano...lor son bravi solo a parlare di "stampare"...ma che poi tutte 'ste cartucce, chi gliele paga?!?!? ;) Interessante, a proposito di UK (e Usa) questa chart...a questi i liberisti (anche al là Schauble) fanno finta di non pensare mai... ;)

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    2. Ah, dimenticavo questo...e qui si parla solo di taxpayers americani...ma se calcoliamo gli interessi che ogni anno lo Stato italiano (e non solo) versa alla big banks americane (e non solo)? Sai che bel gruzzolone!!!!

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    3. Mi fa piacere che qualcuno, Quarantotto e Diego Meloni più sotto, abbia sentito la stessa puzza sotto la "superficialità formale" di Elena.
      Certo io sono stata decisamente più "serbaggia", ho forse esagerato, ma sono davvero esausta... in particolare non riesco a tollerare il manierismo mentre è in atto una tragedia umanitaria. Spero solo che capisca cosa volevo dire e perché la sua ironia mi sembrava fuori luogo.
      Se non lo capisce le voglio bene lo stesso, la seguo, le sono grata, sono con lei e con tutti gli altri goofynomisti (si dice così?). Spero non me ne voglia.
      Mi scusi se non sono riuscita a trattenermi... la volontà contro la mia lingua perde sempre.

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    4. Scusate: senza entrare nel merito delle vostre riflessioni molto profonde, come al solito, e ben argomentate, mi permetto di rilevare che esse sono sufficientemente superflue, per il semplice e buon motivo che la nota che ho deciso di pubblicare voleva solo mettere in evidenza come, PROCEDENDO DA MODELLI E ASSUNTI DEL TUTTO OPPOSTI, comunque si giunga all'idea che l'euro è insostenibile. Non mi pare che la nota volesse, e comunque io non voglio qui, valutare quale dei due insieme di ipotesi sia MIGLIORE. Quello che qui si vuole notare, e che a me pare la commentatrice volesse notare, è che SIA IN UN MONDO LIBERISTA CHE IN UN MONDO KEYNESIANO L'IDEA DI UNIONE MONETARIA NON HA RAZIONALITA' ECONOMICA. Per cui, sinceramente, al netto degli ovvi motivi tattici, non capisco cosa c'entrino queste puntualizzazioni, né la reazione isterica di Silvia.

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    5. Cara Silvia,

      se non riesci a tollerare il manierismo mentre è in atto una tragedia umana il tuo posto è il blog di Donald, o altri blog con motivazioni meno trasparenti, non questo. Questo è il blog di una persona che ha deciso di utilizzare la conoscenza e la cultura come arma per lottare contro la disinformazione. Può piacere o non piacere, ma è così. Ho chiarito in quale contesto situavo il contributo dell'altra lettrice. Se questo contesto non ti piace, fai effettivamente bene ad andare a donaldizzarti altrove.

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    6. Caro Professore,
      con "manierismo" intendevo "di maniera", di forma mera, vuota, senza sostanza o peggio un bell'involucro che cela cattive intenzioni. Quindi non mi spiego proprio come abbia potuto credere che fosse rivolto a lei, al suo blog, o alla cultura e alla conoscenza in generale.
      Non ho mai criticato il fatto che lei abbia pubblicato il commento (era funzionale alla spiegazione che intendeva darci e quindi utile), ma solo le parole dell'autrice e in particolare i suo apprezzamento per le teorie alla base della "shock economy" in quanto "formalmente eleganti". Tutto qui.

      Posso dire che ho trovato questa frase stupida e che mi ha irritata senza diventare groupie o donaldiana?
      Ma le sto facendo solo perdere tempo con una questione veramente superflua di nessun interesse, vede, è meglio che mi limiti a leggere, molto più interessante.

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    7. Il mio commento non voleva di certo essere una critica alla commentatrice, ma un piccolo corollario di informazioni che ritenevo utili. Tutto qui.

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  28. leggendo un articolo mi è venuta in mente una cosa... i partiti o movimenti come li si voglia chiamare che vogliono uscire dall'euro o almeno pongono il problema sono: forza nuova,casapound,la destra, movimento 5 stelle, io amo l'italia e il partito comunista dei lavoratori.... ora ma se porc..... perfino i comunisti e i fascisti sono riusciti a mettersi d'accordo su quale sia il problema allora o abbiamo dei completi dementi in parlamento o come è più probabile anche perchè le cose le sanno http://www.parlamento.it/application/xmanager/projects/parlamento/file/repository/affariinternazionali/osservatorio/rapporti/RA2011_01.pdf (a pagina 50 c'è il grafico delle partite correnti)o sono totalmente in mala fede... ma la sera loro sapendo cosa hanno combinato e cosa continuano a fare la notte ci riescono a dormire senza i sensi di colpa?? ma è ovvio che poi la gente si incazza come una iena e vota il 5 stelle che vuole mandarli a casa e cosa dovrebbe fare? o se ne vanno loro da soli o mi dispiace ma è ovvio che prima o poi a uno gli salta il matto e comincia a sparare in grecia 1 mese fa hanno attentato con i kalashnikov al primo ministro! che cosa vogliono di più? vogliono vedersi il pacco bomba in parlamento? no perchè a forza di tirare la corda si spezza e (dio non voglia perchè pero di uscire il prima possibile da st delirio) ma mettiamo caso che un poliziotto alla prossima manifestazione uccide un dimostrante magari di 20 anni poi chi mandano a dirgli no ma scusate adesso ci mettiamo in riga e famo i bravi? boccia? monti? bersani? casini? berlusconi?credono che se l'aria comincerà a farsi pesante potranno scusarsi con "ma il ffogno", "ma ce lo chiede l'europa"? pensano che angela callipigia scendera come una valchiria norrena a salvarli? cioè se fossi uno di loro con grillo che ora va in giro schiamazzando a casa e arrendetevi esco dal parlamento mani in alto e me la squaglio perchè metti caso fra un mese si esce dall'euro ma i greci cosa devono fare? stare buoni e dire ok dai bello scherzo andiamo a berci l'ouzo insieme ora e facciamoci un giro? cioè ma se un mio parente dovesse compiere l'insano gesto perchè sti quattro xxxxxxxx hanno venduto il loro paese e la loro anima al ffogno poi col xxxxxxx che me ne sto buono! scusi se l'ho usata come diario e come sfogo.... grazie ancora per il blog!

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    1. Tutto questo ragionamento parte da un presupposto sbagliato, cioè quello che i politici attuali si rendano conto di quello che fanno e lo facciano coscentemente. Ma non è così. Se pure qualcuno se ne rende conto, la stragrande maggioranza considera la politica un ottimo lavoro per guadagnare un sacco di soldi e il loro impegno quotidiano è per lo più quello di perdersi in sterili giochini di potere.
      Al di la delle dichiarazioni di facciata, è difficile rendersi conto dei problemi della gente comune quando personalmente nemmeno uno di quei problemi li sfiora. Banalmente, come puoi renderti conto dei problemi di parcheggio quando con la tua auto blu puoi parcheggiare dovunque?
      Negli anni i politici in generale hanno perso il contatto con la realtà delle cose. Trenta/quaranta anni fa c'erano sezione di partito in quasi ogni comune, almeno ogni tanto si facevano vedere. Oggi, con la comunicazione digitale ti devi accontentare dalla pagina di FB oppure di un tweet, facilmente ignorabili, se si vuole. E' difficile rispondere ad un militante che ti vomita in faccia la sua disapprovazione, è facilissimo ignorare i commenti di FB. Così si è creata la casta e se la tua unica preoccupazione è essere rieletto o travare un posticino di nomina politica, qualsiasi supercazzola va bene.

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  29. Ecco, questo articolo mi interessa particolarmente.

    Ho finito di leggere il libro pochi giorni fa. L'ho trovato molto interessante e ho apprezzato che i concetti siano espressi in maniera molto chiara seguendo la logica (che e' la mia unica arma dato che non ho un bagaglio di cultura economica alle spalle).

    Come promesso un po' di tempo fa, pero', mi permetto di esprimere la mia considerazione.
    Secondo me emerge una contraddizione. La evidenzio citando proprio i ragionamenti presenti nel libro:
    1. L'Euro e' un disastro e bisogna liberarsene prima possibile.
    2. Il governo italiano non ha piu' poteri ed e' un mero esecutore delle volonta' di BCE e Germania.
    3. Il mercato lasciato a se stesso non funziona: e' necessario l'intervento governativo.
    4. Il progetto Euro comunque fallira' e sarebbe gia' fallito se...
    5. ... se non fossero intervenuti BCE & company a salvarlo da se stesso

    E allora la domanda sorge spontanea:
    Ma i mercati avrebbero fatto la cosa giusta! Forse gia' a Luglio gli spread sarebbero esplosi rendendo la situazione insostenibile.
    Ma allora l'intervento governativo in generale e' un'arma a doppio taglio? Faranno di tutto per non far saltare l'Euro (e io credo che purtroppo non saltera') e in ogni caso ne avranno ritardato la fine, quindi l'intervento governativo ha fatto piu' danni del mercato lasciato libero a se stesso.

    Spero di non aver scritto troppe cavolate perche' l'obiezione mi sembra sensata.

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    1. Ti sei dimenticato l'altra parte della gamba:
      - il problema non è il debitopubblico è il debito privato

      La questione che i mercati funzionino male non è perché vogliono o non vogliono demolire l'euro.
      I mercati hanno funzionato male perché hanno malamente allocato capitali negli anni precedenti alla crisi.

      Negli stati mediterranei è sorto un processo di accumulazione di debito privato PRIMA della crisi, a ritmi crescenti con gli anni. Ecco dove hanno fallito i mercati: hanno dato troppi soldi a chi non li doveva avere, da cui, economia drogata dai capitali finanziari esteri, da cui, inflazione superiore in quei paesi dove è sorto il problema di debito privato, da cui perdita di competitività delle imprese, da cui crisi di bilancia dei pagamenti e poi com'è andata a finire lo sappiamo tutti.

      E' chiaro che l'intervento statale inteso come l'intervento pubblico nel circuito debito-credito è un contraccettivo, non una "pillola del giorno dopo".
      Gli "interventi governativi" di cui parli tu sono tutti volti a mantenere uno status quo ante fondamentalmente squilibrato, quindi è ovvio che siano interventi del cazzo.

      By the way, sicuro che hai letto lo stesso libro che ho letto io?

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  30. Bce, oltre 100 miliardi in titoli di Stato all'Italia per controllare lo spread

    Finanzaonline.com - 21.2.13/16:22

    L´Eurotower ha diffuso i dati dell´acquisto asset da parte della Bce a partire dal 2010 tramite il Securities Market Programme (Stm), sostituito lo scorso settembre dall´Outright Monetary Transaction, che prevede l´erogazione del soccorso solo a richiesta dello Stato interessato. Secondo quanto comunicato, a fine 2012 la Banca Centrale Europea deteneva 218 miliardi complessivi in titoli di Stato (valore calcolato alla scadenza), di cui quasi la metà italiani: 102,8 miliardi acquistati per tenere sotto controllo lo spread. 44,3 miliardi sono invece rappresentati dai titoli di Stato spagnoli, 33,9 per quelli greci, 22,8 per quelli portoghesi, 14,2 miliardi per i titoli di Stato dell´Irlanda. Questi ultimi sono quelli a più lunga vita residua (4,6 anni), seguiti da quelli italiani (4,5 anni).


    e x lunedì?

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    1. Quello che non si dice ovviamente e' che questi titoli sono stati rastrellati sul mercato secondario. Mossa inutile, perche' tanto gli interessi nominali dei titoli verranno pagati comunque dallo stato, che importa se il loro prezzo di rivendita cala un po' perche' la BCE se li prende? Insomma, SNAFU.

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  31. http://www.ilmondo.it/finanza/2013-02-21/francia-ue-18-mld-euro-salvare-cif-ed-evitare-contagio-banche_203796.shtml sembra un salvataggio di una banca francese...che la francia stia iniziando ad aver piu di qualche problemino?

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  32. Buonasera,

    sarà banale, ma leggendo i giornali pare di capire che un esito elettorale che non dovesse assicurare la governabilità susciterebbe una crisi di fiducia dei mercati finanziari.

    Ne dovrebbe derivare una rinnovata tensione sugli spread del debito pubblico e bancario ... dunque una nuova stretta e un colpo ulteriore alla fiducia di consumatori e aziende ... e alla fine di tutto meno reddito, meno occupazione, meno spesa pubblica ...

    Una crisi di fiducia forse non tale da farci "saltare" fuori dall'Euro (considerata la promessa di intervento della BCE di Draghi), costringendoci piuttosto ad allungare il periodo di permanenza in purgatorio.

    Lei, professor Bagnai, argomenta con molta efficacia e passione che l'Euro sia diventato una trappola per paesi "deboli" come il nostro. E' sicuramente un dono per tutti.

    Quello che mi chiedo è se sia utile la scelta di testimoniare con il proprio voto (o con il non voto) una scelta di rottura rispetto al c.d. "PUDE", alimentando la frammentazione della nostra società di fronte a questa maledetta crisi.

    Mi chiedo anche che Europa potrebbe diventare se l'Italia, bevuto il suo amaro calice, potesse finalmete affiancarsi alla Francia per riequilibrare lo strapotere tedesco e reclamare sul piano politico quei meccanismi di riequilibrio che oggi ci mancano.



    "Una bussola, ho imparato quando facevo rilievi topografici, indica il nord dal punto in cui siete. Se dovete raggiungere il nord, la bussola non vi dice se per raggiungerlo dovete attraversare una palude. Se vi impantanante in una palude, cosa vi interessa sapere dove è il nord" (dal film Lincoln).

    Un cordiale saluto.
    Emilio L.

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    1. Questa me l'ha detta mio cuggino, ossia mi è stata realmente detta, ma era una vera e propria chiacchierata cazzeggiante: pare che si stiano già muovendo volumi inconsueti mi pare sul Ftse Mib in chiusura con Wall Street. Se qualche espertone volesse confermarne la veridicità o bollarla come bufala, faccia pure, io la butto li. Poi vedrò se si torna a urlare allo spread o no.

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    2. L'Italia diventare uguale alla Francia e competere con la Germania? Ma penserai mica che "l'amaro calice" serva per farci diventare competitivi?
      Ma che stai a dììì?

      Allora il problema per te è il debitopubblicoacastacriccacoruzzzzzione?

      Partiti frammentati in parlamento di fronte alla crisi? Ma de che stamo a parlà?

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    3. premesso che non c'ho il lungo cv che va di moda comunque lo spread è sceso perchè draghi ha fatto la voce grossa e probabilmente risalirà se il PD deciderà di farsi valere con monti l'europae la bce e allora draghi farà marcia indietro lasciando libero spazio al mercato ma guardando il carisma della leadship ho come il vago sospetto che si "zerbinerà" senza fiatare...

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    4. @Alberto Lattuada

      stiamo parlando di Emilio L. che è un simpatico Piddino doc, che non lo conosci ? Adesso vinciamo le elezioni, diamo stabilità al paese, poi a Settembre l' SPd vince in Germania e con loro e Hollande finalmente cambiamo questa Europa !

      Peggio me sento.

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    5. "Se stai giocando a Risiko farai di certo divertire tutti tentando strategie strampalate, inoltre ti saranno utili dei dadi da lanciare e anche sapere dov'è il Nord non ti farà certo male, ma se ti stanno massacrando nella realtà forse bisognerebbe smetterla di cazzeggiare e levarsi da lì prima che sia troppo tardi." (da Emanuela the movie)

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    6. Ecco brava, torna a giocare a Risiko ... e mi raccomando: le ragazzine che parlano male non ci fanno mai una bella figura ...

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    7. L'obiettivo in realtá é vedere il bluff di Draghi. Una situazione di ingovernabilitá ridarebbe fiato alla speculazione e sperabilmente si potrá vedere se il "e credetemi, sará abbastanza" son chiacchiere o meno. Se ció accadesse prima delle elezioni tedesche, la Merkel molto probabilmente manterrebbe una linea dura, come ha fatto sinora. Se anche la Francia iniziasse ad essere tirata dentro all'attacco speculativo, sarebbe ancora meglio.
      Allo stesso tempo, a Cipro dicono che di bailout non se ne parla "almeno" fino ad aprile. Piú castagne saranno sul fuoco in primavera ed estate, piú é alta la probabilitá che questa follia dell'euro finisca.
      Vedremo che dirá la lotteria delle elezioni.

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    8. Obiettivamente i piddini, con o senza la maiuscola, perdono sempre ottime occasioni per starsene zitti.
      E' purtroppo una costante di questi tempi...

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    9. Governo instabile ... di nuovo a parlare di spread che salgono, stretta del credito e nuove manovre fiscali ... chissà come cambiano gli orientamenti di voto del cittadino medio in una situazione di emergenza ... Ah saperlo!

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    10. Signor Emilio L., io credo che lei sia nato nell'epoca sbagliata. Lei nel XXI secolo, non si trova a suo agio, lo ammetta. Lei sarebbe dovuto "calare su Roma" al seguito dei quadrumviri nel 1922. Una società meno frammentata di quella, non la avrebbe trovata. Sarebbe stata il suo paradiso.

      Questi ben pensanti..... quando si accorgeranno che saranno proprio le loro "responsabili scelte per una società compatta" a portare al nuovo spread, alla stretta del credito, al taglio dei salari, alla povertà diffusa. Cosa faranno, in quel momento? Ah, saperlo!!!!!

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    11. Lorenzo, mi scusi... ma sono state propoprio la frammentazione ed il prevalere di visioni estreme nel contesto della crisi post-bellica, che hanno costituito il presupposto del "ritorno all'ordine" fascista.

      Suvvia... almeno un pò di rispetto per la Storia!

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    12. Wow, grazie per la ragazzina! E in generale tutto il commento che la connota esattamente come la persona che sembra da quel che scrive, fa sicuramente piacere che per noi donne valga sempre il doppio canale!

      Mi spiace che non abbia gradito "Emanuela the movie", perché non torna alla visione del film Lincoln per vedere se riesce a scovare qualche nuova perla con cui moralizzare noi gggiovani? Io purtroppo data la mia giovine età ho visto solo Abraham Lincoln vampire hunter!

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    13. Emilio: la storia la deve rispettare lei! È lei che, per evitare la frammentazione, sceglie il sistema fascista dell'euro, che sopprime le istituzioni democratiche (che si basano, indovini un po' sul framnentato pluralismo!).

      I libri di storia, oltre a leggerli, dovrebbe comprenderli, ci si metta più di impegno, la prossima volta.

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    14. Ah, dimenticavo, signor Emilio: lei è riuscito a farmi ridere!

      Sentir dire "un po' di rispetto per la storia" da parte di la impara andando al cinema (come si arguisce dalle sue citazioni), è decisamente esilarante.......

      Buon pensiero unico, e "voti bene", mi raccomando.......

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  33. Ieri una mia collega di lavoro mi ha detto "sai ho letto il programma del PD in rete e sul lavoro hanno scritto qualcosa sulla svalutazione". Quando sono tornata a casa ho cercato 'sto benedetto programma ITALIA GIUSTA e fra i tanti siti l'ho trovato qui: http://www.facebook.com/notes/pd-asti-e-provincia/litalia-giusta-programma-1-punto-il-lavoro/10151380015053584. Ad un certo punto sentite che dice:
    "Il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari. Quello successivo è contrastare la precarietà, rovesciando le scelte della destra nell’ultimo decennio e in particolare l’idea di una competitività al ribasso del nostro apparato produttivo, quasi che, "RIMASTI ORFANI DELLA VECCHIA PRATICA CHE SVALUTAVA LA MONETA, LA RISPOSTA POTESSE STARE NELLA SVALUTAZIONE E SVALORIZZAZIONE DEL LAVORO"!! Che anime belle è? Poi mi sono detta questi può darsi che abbiano scritta una cosa così perchè sono sicuri che la maggioranza della gente che leggerà, ammesso che lo faccia, non capirà fino in fondo il significato e quindi l'hanno buttata li perchè un giorno quando tutto questo finirà potranno dire "mai noi l'avevamo detto!"

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  34. “Paul Krugman (Premio Nobel! ma stramaledettamente Keynesiano)”. Krugman dice tante belle cose condivisibili però di qui a dire che è uno stramaledetto keynesiano. Prof. urge post sulla differenza tra keynesiani e i main-stream, ovvero spiegare la differenza tra modello keynesiano anche di lungo periodo e sintesi neoclassica.

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  35. MA BASTA!
    ci sarà qualcuno che comincia a buttare la prima pietra nello stagno e creare il primo cerchio?
    Il primo cerchio ma l'eliminazione dell'euro è l'ultimo cerchio,è chiaro!

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  36. il matrimonio infelice dell'eurozona

    La Grecia sta cadendo a pezzi. Molti farmaci scarseggiano, le lenzuola negli ospedali vengono riutilizzate senza cambiarle, e come l'economia va in pezzi il baratto sta diventando comune. La situazione è ormai talmente disperata che i cittadini arrivano a danneggiare le infrastrutture nel tentativo di rubare metalli. Da Greek Reporter:

    I ladri sono accusati di rubare cavi industriali, trasformatori elettrici e altri oggetti metallici - provocando black-out ed enormi ritardi nei trasporti. Il profilo dei ladri di metallo è in evoluzione, dicono le autorità, da zingari e immigrati che vivono ai margini della società, a Greci caduti in disgrazia. La polizia ha fermato un gruppo di uomini che cercavano di prendere un intero ponte e si possono vedere frotte di immigrati che spingono per strada carrelli della spesa cercando dentro le pattumiere per la raccolta differenziata ...

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  37. Financial Times: alle elezioni in Italia aspettatevi l’inaspettato


    Un editoriale del Financial Times sulle elezioni italiane afferma che il risultato può sconvolgere tutte le aspettative, mentre una sola cosa è certa: tra i quattro maggiori concorrenti, la coalizione Monti arriverà ultima.


    Wolfgang Munchau, chief economist ed editorialista del Financial Times, ricorda che già nel 2006 accadde con Romano Prodi, cui tutti i sondaggi assegnavano un grosso vantaggio elettorale su Silvio Berlusconi, ma che alla fine vinse di appena 25.000 voti, pari allo 0,1 % dell’elettorato, e riuscì a governare con difficoltà per soli due anni. Qui di seguito ampi stralci dell’articolo del FT:

    “Potrebbe accadere di nuovo - questa volta per Pier Luigi Bersani, leader dei DS, il partito formatosi dopo la disfatta di Romano Prodi nel 2008 per unire la sinistra italiana?
    Gli ultimi sondaggi indicano che il partito dei Democratici negli ultimi tempi è andato perdendo consensi – anche a favore del Movimento Cinque Stelle, un partito di opposizione anti-establishment ed anti-euro, guidato da Beppe Grillo, che è stato estremamente efficace nel guadagnare consensi tramite la rete…

    Grillo è per certi versi un propagandista molto efficace. Venuto dal nulla – o meglio, dalla blogosfera – nel giro di pochi mesi, ha apertamente sostenuto un ritiro dall’euro. La stampa ricorda sempre che lui è un comico, ma liquidarlo in questo modo è sottovalutare il suo acume politico.

    Questa è la dinamica una settimana prima delle elezioni. Tuttavia, ciò che rende qualsiasi tipo di previsione particolarmente azzardata è il numero insolitamente grande di persone che non hanno ancora deciso.

    Curiosamente, questo numero è cresciuto durante la campagna. Un risultato a sorpresa è possibile – in qualsiasi direzione. Un fattore di incertezza ulteriore è il diverso ruolo svolto dai mezzi di comunicazione. I quotidiani in particolare hanno perso gran parte della loro influenza, mentre i siti Internet e i social networks stanno diventando sempre più importanti.

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  38. Non sono in grado di dire se qualcuno prevedesse proprio questo per la Grecia e se lo voglia per altri paesi, ma certo permettere che accada è volere la rovina e fare la rovina delle persone.

    Godere del male che si fa.

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    1. Come già ricordato su questo blog, in tedesco c'è una parola che definisce proprio il godere delle disgrazie altrui: Schadenfreude.

      "Prova Schadenfreude soprattutto chi è debole, angariato dai potenti, o tale si sente, quando al più forte capita una disgrazia. E' un sentimento che è stato spesso attribuito al piccolo borghese tedesco, che per il suo eccesso di deferenza verso l'autorità si è sempre sentito meno libero di quanto non lo fosse veramente"
      "Il successo della 'Bild Zeitung', un quotidiano che non ha rivali in Europa con cinque milioni di copie vendute ogni giorno, è in gran parte un successo nel segno della Schadenfreude"

      Piccolo viaggio nell'anima tedesca - F.Predazzi, V.Vannuccini -Feltrinelli

      Dopo avere caricato a molla l'opinione pubblica tedesca con "i fannulloni del sud europa", "ferienland" e i PIGS che "vivono al di sopra delle loro possibilità", la Schadenfreude non la placheranno neanche col sangue.....

      E i gerarchetti de noantri continuano ad indicare Berlino come esempio di tutte le virtù.....

      Tutte opinioni, ovviamente....

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  39. @Elena Pellegrini
    2 domande:
    - ma se eravate d'accordo perché le discussioni erano accese? In generale quando 2 visioni diverse convergono io me ne compiaccio. Non discuto in maniera accesa.
    - perché liberista? Per l'eleganza delle soluzioni? Per la fiducia nel caso? Sinceramente il "liberi tutti" per me è sempre corrispondente al liberi dei pochi sui tutti. Gli altri, sfigati.
    Buona giornata!

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    1. Caro, mi par di capire, se posso interpretare, che sono state le accese discussioni sui due paradigmi economici, e la conseguente necessità di approfondire i propri argomenti, a mettere in evidenza gli elementi di convergenza sul tema dell'euro, pur da prospettive opposte. Risultato non banale perché dimostra che chi difende l'euro è in cattiva fede, non avendo in nessuno schieramento economico "terra che lo regge".

      Il dato di "eleganza formale" di una teoria scientifica esiste, può non essere percepibile ai non addetti ai lavori, spesso risponde a un principio di economia che in realtà è un principio ontologico (perché il remo sembra spezzarsi quando entra in acqua?). Il rilievo che farei, eventualmente, è che Krugman non è certo meno elegante di Friedman, dato che essendo neokeynesiano sposa le stesse ipotesi neoclassiche di base (agenti razionali ottimizzanti), mettendo solo un po' di sabbia negli ingranaggi (asimmetrie informative, rendimenti crescenti, ecc.). Quindi come eleganza direi che siamo pari merito, o forse vince Krugman.

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  40. E questo è un liberista? o un terrorista? "Uscire dalla moneta unica significa svalutare la lira, fare default sul debito, e vedere crescere tutti i prezzi dei beni importati del 30 o 40 %... un vero disastro."

    Sono dappertutto! siamo circondati!

    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/2/22/FINANZA-Ecco-perche-l-Italia-non-puo-abbandonare-l-euro/366078/

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    1. Quando leggo o ascolto di queste interviste anche io faccio un Sogno: che si potessero dividere coloro che vogliono ancora + riforme e austerità per il più Europa, da coloro che a loro rischio e pericolo si assumano il rischio di voler uscire da questa empasse che ci sta trascinando a fondo. Poi come va va, certamente ne vedremmo delle belle!

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  41. @Non economista..
    ne parlava penso Marx (a proposito di monopoli, oligopoli e secondo il mio amico pure di strumenti finanziari simili ai derivati solo che non trova più dove l'ha letta ed ha dei dubbi.. ma cambia poco) e quindi possiamo dire che dal'Ottocento ad oggi è cambiato poco.
    anzi, molto e nulla.
    nel senso che essendo nella seconda globalizzazione stiamo vivendo gli stessi identici problemi della prima.

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  42. Salve,
    Sto cercando tra i vecchi post di questo interessante blog qualche informazione che mi spieghi meglio (sono un po' capra) gli effetti della svalutazione della moneta.
    Per favore qualcuno può aiutarmi con qualche link?
    Grazie

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    1. Hai letto le istruzioni per l' uso ? C'è il link in alto in ogni pagina.

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  43. Come sempre mi stupisco di trovare articoli di questo tenore su un media relativamente mainstream come Yahoo!Finanza:

    http://it.finance.yahoo.com/notizie/perch%C3%A9-crisi-delleuro-non-%C3%A8-173100354.html

    "Diciassette anni fa, Bernard Connolly predisse la miseria che attendeva l'Unione europea. Allora rivestiva una figura fondamentale nella burocrazia europea e per aver pubblicamente espresso i suoi dubbi in un libro intitolato "The Rotten Heart of Europe" (il cuore marcio dell’Europa) , fu prontamente licenziato. Connolly non ha piacere di aver visto avverarsi la sua predizione. E lnon è confortato dall’opinione comune per cui l'Ue abbia attraversato il momento peggiore della sua crisi e sia sul punto di rinascita. (continua)"

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  44. In merito a questo post e all'articolo di Friedman sul Corriere, segnalo quest'altro pezzo, scritto non da Friedman ma dal suo allievo italiano più importante.

    Ho trovato in rete un articolo dal titolo "Friedman, la lezione di un liberale del XXI secolo" scritto da Antonio Martino su ilGiornale di Berlusconi.

    Insomma, l'articolo in questione è un coccodrillo scritto da un allievo in ricordo del suo maestro. Cito la parte per noi rilevante:

    "Friedman è stato il primo ad auspicare che le banche centrali rinunziassero a mantenere il tasso di cambio a un livello predeterminato. Secondo lui, molto meglio che l'’aggiustamento degli squilibri della bilancia dei pagamenti sia effettuato da una variazione di un solo prezzo, il tasso di cambio appunto, che non dalla variazione di tutti i prezzi e redditi interni. Molto meglio una svalutazione di una recessione; meglio che sia il cane a muovere la coda che non la coda il cane!
    La Grecia di oggi, utilizzando l’'euro, non può fare ricorso alla svalutazione e sta tentando di fare l’'aggiustamento attraverso la riduzione di prezzi e redditi interni, con le proteste diffuse di quanti vedono ridotti i propri redditi. Se avesse usato la dracma, avrebbe potuto svalutare, cioè ridurre un solo prezzo (il cambio) anziché tutti i prezzi e redditi interni."

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