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sabato 26 gennaio 2013

Euro e yen (la guerra dell'Asse)

Da qualche giorno mi segnalate gli articoli di tale Vito Lops. Ho visto su Twitter che è un mio follower (ottima scerta, lo ringrazzzio), e che ogni tanto dice parole di buon senso sulla crisi (e anche di questo gli siamo grati. Del resto, bisognerà pure che il giornale dei padroni abbia una foglia di fico: i padroni mica sono fessi...).

L'ultimo articolo che mi avete segnalato è intitolato: "Nella nuova guerra delle valute il Giappone stampa yen e compra euro".

Un articolo interessante, per quello che dice, e anche (soprattutto, direi), per quello che non dice. Perché, non so, la mia lettura è stata affrettata (devo andare a correre), ma a me pare che in questo articolo non ci si ponga una domanda fondamentale. Quale? Semplice: quella che Donald non si porrebbe.

Mi spiego.

Non so se ci avete fatto caso, ma se il Giappone vende yen per acquistare euro, ciò significa che qualcuno sta vendendo euro per acquistare yen. Ci siamo? Ci siete? Voi vendete euro per acquistare mele al mercato, e quindi "er fruttarolo" vende mele per acquistare euro. Dai... su... non è difficile...

E allora la vera domanda è questa: ma perché ci dovrebbero essere persone così folli da vendere una valuta forte come l'euro per acquistarne una, lo yen, che, se quanto i gianninizzeri ci raccontano fosse vero, sarebbe condannata a un futuro di debolezza?

Eh, sì, perché se per comprarsi la valuta degli altri bastasse stampare la propria, poi però, come dicono i gianninizzeri, il paese che ha stampato (col torchio) valuta "in eccesso" verrebbe devastato dall'iperinflazzzzzzzzzione...

Mi pare quindi che nel ragionamento ci sia qualcosa che non torna, no? O gli investitori che operano sui mercati internazionali sono folli (lasciano la moneta buona per la cattiva, e perché? Solo perché un governo disonesto stampa troppa moneta cattiva? Ma dai...), oppure le cose stanno in un altro modo... Forse più che di acquisti sleali di euro da parte di un paese che stampa troppa moneta, abbiamo a che fare con acquisti di yen (alla pag. 777: vendite di euro), da parte di investitori internazionali i quali sanno che l'euro non è in buone acque, e che quindi se andrà bene l'euro svaluterà (alla pag. 777: lo yen rivaluterà), e se andrà male esploderà.

Ecco: messa così la cosa ha un senso. Messa al contrario, come la mettono i tedeschi, no.

È strano come una fesseria (quella detta da Weidmann) vista dall'alto somigli a una menzogna...


(ah, ma mica voi sarete quelli che "bastastamparemonetasovranaeandareingiroperilmondoafarelaspesaperchéleimportazionisonoricchezza"? Vi propongo un semplice esperimento. Come vi chiamate? Diciamo "Giulio", per ipotesi. Stampate con la vostra laser un po' di giuli - il taglio sceglietelo voi - e andate al mercato a fare la spesa. Se tornate, ci racconterete com'è andata. Chiaro, adesso, cosa c'è che non va nel ragionamento di Weidmann?)

63 commenti:

  1. ma poi dico.. se un cambio è fisiologicamente corretto.. dopo un'ondata di acquisti di un certo tipo poi cosa ritorna?
    acquisti contrari (sul mercato dei beni e servizi) e quindi qualcosa si ribilancia.. ovviamente i nostri giornalisti-analisti ci fanno come sempre un figurone..
    e tutto questo per cosa? per creare un clima di guerra per cui dobbiamo tifare "euro" e quindi "sentirci uniti" per combattere i cattivi?

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    1. In questo scambio di EURO/YEN il risultato al momento è una rivalutazione dell'euro/svalutazione dello yen - quindi il "ribilanciamento" di cui parli sarebbe una maggior acquisto di merci giapponesi (che ora costano meno) ed un minor acquisto di merci tedesche (che ora costano di più). E questo è un problema per la Germania che punta invece tutto sulle esportazioni (e non sulla domanda interna). Quindi da questo punto di vista credo che il giornalista-analista non abbia sbagliato (verso la fine parla proprio del fatto che la Germania ha puntato tutto sulle esportazioni e quindi è "sensibile" al variare dei cambi).

      Da quest'ottica mercantilistica deriva poi credo inevitabilmente questo "clima di guerra" in quanto non possono tutti "vincere", se qualcuno esporta più di quello che importa necessariamente ci deve essere qualcuno che "deve perdere" (importazioni maggiori delle esportazioni).


      Ho finito di leggere *tutto* il blog qualche giorno fa... spero che il mio commento sia corretto, altrimenti...vorrà dire che devo rileggermelo tutto! ;)
      Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente il prof. Bagnai per questo blog - la settimana prossima devo fare un regalo e penso proprio che acquisterò il libro.

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  2. Fosse una bella donna, potrei amarla per come riesce a smontare con sottigliezza e chiarezza le fesserie altrui! E alcuni ancora si chiedono perché poi non la invitano in tv... ;-)

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  3. "abbiamo a che fare con acquisti di yen (alla pag. 777: vendite di euro), da parte di investitori internazionali i quali sanno che l'euro non è in buone acque, e che quindi se andrà bene l'euro svaluterà (alla pag. 777: lo yen rivaluterà), e se andrà male esploderà."

    Un anno fa non avrei mai creduto che in futuro un blog sarebbe diventato la mia fonte di informazioni e riflessioni preferita su queste tematiche: ai tempi credevo che fosse per lo sterile egocentrismo, attualismo e superficialità della maggior parte dei blogger; ora capisco che lo pensavo solo perchè ancora non conoscevo personaggi in grado di divulgare l'economia tramite gag esilaranti come questa dei sottotitoli del televideo!
    Chi non sa ridere delle tragedie non può capire la Goofynomics, per questo in troppi le chiedono: "quindi? che fare? chi votare?"
    perché credono che non si possa ridere di questa tragedia.
    O meglio: che rida solo chi non ha capito nulla (e in effetti spesso il "beato te che nun capisci un cazzo" è realistico).
    O meglio: coerentemente con le loro teorie economiche fondate sull'austerità, credono che fare dei tagli anche nel settore dell'ilarità possa servire ad uscire dalla crisi (alla pag. 777: tirarsi fuori dalle sabbie mobili tirandosi i capelli).

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  4. Ma perché Weidmann se la prende col Giappone, visto che Zingadamus ha (infallibilmente) vaticinato che entro tre anni (adesso saranno due mezzo) dell'infelice paese resterà solo qualche foglia di ciliegio?

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  5. Lo yen non ricordo ma alla fine del 2011 il dollaro australiano aveva la stessa quotazione di(1,29 per 1€) ora come l'USD(1,33). Nel momento di massima crisi cioè lo scorso luglio si passò ad una quotazione di 1,16 AUD per 1€ quindi un bel 10% tondo di guadagno capitale al netto degli interessi. Direi che la scommessa che l'€ ad andar bene svaluterà a breve é ricominciata. Del resto il "whatever it takes" dell'altro Mario lo sapevamo che sarebbe servito a poco...

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  6. Come come? Svaluteremo? Ma è sicuro? Ecco perché mi hanno chiesto il +40% rispetto a 12 mesi fa quelli del leasing...ah, questi mercati come sono avanti. Ma io li frego, domani mi stampo 30000 fave d'oro e li frego!

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  7. Quindi nel linguaggio di quelli che bastastamparemonetasovranaeandareingiroperilmondoafarelaspesaperchéleimportazionisonoricchezza quando io vado a lavorare, siccome cedo il mio tempo, le mie competenze e miei servigi in cambio di carta, allora mi sto impoverendo; mentre quando vado al supermercato a prendere merci in cambio di carta, allora mi sto arricchendo. E' così?!?

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    1. Mi dicono che lo psicopatico fascista abbia scritto un post pseudo-spiritoso per dimostrarlo more geometrico. Certo che però la sua geometria è come la sua aritmetica: 2+2=3!

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    2. Grazie prof. Bagnai per la risposta.

      Mi sembra che gli economisti siano già abbastanza divisi sugli aspetti "dinamici" (spero che il termine sia adeguato) dell'economia, e sui quali ha effettivamente un senso dibattere. Non essere d'accordo nemmeno sulla contabilità mi pare veramente assurdo!

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  8. Illuminante come sempre. Segnalo intanto: http://www.repubblica.it/economia/2013/01/26/news/dall_euro_famiglie_pi_indebitate_del_140_per_cento-51325815/

    ormai anche la Pravda eurista e' allo sbando! :)

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    1. Tanto che, "per molti studiosi, le oscillazioni dello spread risentono maggiormente della quantità e del trend del debito privato e di quello estero, che non dall'andamento del debito pubblico".

      Bello! Magari un pelo in ritardo...

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  9. Attenzione ! Attenzione !
    Il prof questa sera in poche righe fa un capolavoro, oltre che un 3 a 0 fuori casa !

    1 Le suona ad Oscar e ai seguaci di FID che, "il Giappone fra tre anni sarà come la Grecia perché il debotopubbblocobrutto lo manderà in default"

    2 A tutti i palmipedi donaldiani MaMMetari che "con la moneta sovrana paghi tutto in neolire, importi senza problemi e vai dal cambia valuta dell'aeroporto a cambiare neolire in dollari per comprare il petrolio"
    Tanto il rischio di cambio e il saldo delle partite correnti, sono solo leggende metropolitane degli economisti non amerikeni!

    3 Ha messo in crisi il rampollo tedesco che, "dopo 30 anni di menzogne in nome dell'indipendenza della Banca Centrale dallo statobruttoecattivo" una semplice ma innegabile verità, che la BC deve fare la BC "per lo Stato" e non per il mercato, fra poco fa cadere il castello di carta dell'EuroFollia!

    Prof posso dirle con ammirazione ed amicizia che lei è un bel paraculo?

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  10. Ogni volta che si parla del Giappone sia i fermatori (Zingales) che gli ME-MMT non citano mai i dati di bilancia di partite correnti e di posizione netta sull'estero del Giappone, si fermano sempre a discutere (con opposte analisi) dell'enorme debito pubblico (230% del PIL) e dei relativi bassissimi tassi di interesse (1% sui decennali), tra l'altro è anche interessante notare che l'economia Giapponese non si regge solo sui surplus di bilancia commerciale, ma anche sui profotti che realizzano sui loro investimenti diretti all'estero.

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  11. Segnalo:

    L'inflazione è una trappola di Martin Feldstein

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-01-26/linflazione-trappola-081543.shtml?uuid=AbrCtJOH&p=2

    Io non sono convinto dell'analisi di Feldstein.

    Cosa impedisce la Giappone di stampare moneta e finanziare opere pubbliche pagando i lavori senza immettere sulo mercato titoli di debito pubblico?

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  12. Sono fantastici gli Alemanni, dopo avere legato mani e piedi alla BCE ed agli altri governi dell’area euro, ora vorrebbero imporre anche ai Giapponesi la loro ricetta recessiva.

    “I GIAPPONESI NON SONO MICA FESSI, MICA HANNO GLI INCUBI INFLAZIONISTICI DEGLI ALEMANNI E DEI NOSTRI SOLONI”.

    Va bene che comprare euro con yen freschi di stampa costa poco, ma poi i Giapponesi con gli euro che ci fanno, pensano forse di ricomprarsi pezzi d’Europa, durante la stagione dei saldi di fine euro ?

    Ergo i Giapponesi facendo della svalutazione competitiva pensano di fare dei buon affari.

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    1. no, non possono, ecco perchè sono preoccupati, cito:

      "...Ma la Germania non nasconde la preoccupazione perché Draghi può far poco, invece, sull'indipendenza della Banca del Giappone. Non a caso la cancelliera Angela Merkel, dal forum di Davos, ha detto che la decisione politica del governo giapponese di consentire alla sua banca centrale l'acquisto illimitato di bond, è un nuovo problema che va guardato «non senza qualche preoccupazione»..."

      i Jap a casa loro possono fare quello che vogliono, noi no: da noi le banche sono indipendenti dai propri Stati, tranne che da quello tedesco (per tramite di Draghi, e della BCE). La banca centrale giapponese è dipedentente solo dal governo giapponese.

      E' in atto una guerra tra stampanti, quelle che si usano per stampare i rispettivi appelli (quella tedesca usa il triplo velo, quella giapponese una ancora più anallergica carta di riso).


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  13. @Giovanni Iasonna
    e che solo il 7% del loro debito pubblico è in mani straniere..
    ad ogni buon conto pare che non abbiano una grande sostenibilità per il futuro però chi ce l'ha?
    chissà che scenari si aprono..
    certo che si legge molto sull'argomento ma staremo a vedere

    PS: ma L'Argentina non doveva fallire? ahaha

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    1. Guarda.... Sono impegnato in un confronto con un €urista "doc", che fa di tutto per dimostrare che l'argentina è un cattivo esempio. Ne ho sentite di tutti i colori: da "l'argentina sta fallendo perchè ha nazionalizzato il petrolio", a "l'argentina in questi anni ha resistito perchè l'FMI ne ha sostenuto il commercio estero" (!!!).

      Gli euristi credo abbiano una fantasia fervida. Tra le chicce migliori: uno su facebook sosteneva che " nel 1992 era diverso perchè le materie prime non costavano nulla", mentre in un dibattito a voce un altro sacerdote sosteneva che "dopo la crisi del 92 i prezzi raddoppiarono perchè aumentò il prezzo delle materie prime"......

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  14. "Forse [...] abbiamo a che fare con acquisti di yen (alla pag. 777: vendite di euro), da parte di investitori internazionali i quali sanno che l'euro non è in buone acque, e che quindi se andrà bene l'euro svaluterà (alla pag. 777: lo yen rivaluterà), e se andrà male esploderà."

    Ma se fosse la domanda di yen a prevalere questo dovrebbe apprezzarsi rispetto all'euro.

    Così è stato fino al luglio dell'anno scorso, ora invece si sta deprezzando rapidamente (da 96 a 122 yen per euro in sei mesi, si è deprezzato del 27%, incerto per certo): quindi ora è l'offerta di yen a prevalere, o la domanda di euro.

    Mi vengono in mente due spiegazioni: 1) la politica espansiva della banca centrale giapponese porterà a una ulteriore diminuzione dei tassi di interesse, anche sui titoli in yen, 2) la bilancia commerciale del Giappone è in deficit cioè il paese sta esportando yen (o euro o dollari) in cambio di merci che qualcuno è disposto a vendergli.

    Sbaglio?

    Magari gli operatori sanno che l'euro non è in buone acque, e che quindi se andrà bene l'euro svaluterà, e se andrà male esploderà, ma questo avverrà sul medio-lungo periodo, sul breve non possono far altro che prendere atto di quello accade, per il XII capitolo... :)

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    1. Un attimo, controlliamo con un po' più di attenzione. Forse il prof intende dire che c'è un "eccesso di domanda" di euro da parte giapponese, che trova in operatori finanziari europei (o comunque in grado di cedere euro) la controparte disposta a cedere euro in cambio di yen.
      Cioè, sul mercato delle valute, se il volume di domanda è pari a quello dell'offerta non si ha un cambiamento del prezzo, ovvero del tasso di cambio, ovvero quella rivalutazione dell'euro (sval. yen) che fa girare le balle alla Sòra Angela.
      Mi sentirei quindi di dirti che la domanda di euro contro yen è più alta.

      Per farla un pochino più breve, e agevolando un calcetto nel didietro agli Zing. che gufano il Giappone (gli danno 3 anni di vita), gli operatori finanziari non si priverebbero di una moneta forte in cambio di una debole (anche se per una maggiore quantità) se pensassero che il Giappone sia prossimo a una crisi.

      Per la bilancia commerciale in deficit... mah, per il Giappone... Io fossi in te controllerei un attimo su qualche data base.

      Spero di sbagliarmi il meno possibile, forse qualcuno più esperto tra i frequentatori del blog ci può portare sulla retta via.

      A presto,

      Fr.

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  15. Mi perdoni Prof, vado OT ma ho veramente bisogno di sfogarmi

    Reduce da una cena con colleghi (gli amici te li scegli…) animata –not by my side- da discussioni elettorali, alla ventisettesima leggera imprecisione non ce l’ho più fatta a mordermi la lingua e sono intervenuto a spada tratta. Le ho sentite tutte: castacoruzzionebbrutto e deutschlanduberalles, usciamodalleuroecitolgonopureipuntidallapatente e sìmalitaliaèsenzapetrolio, bungabungacausacrisi debitopubblicocraxiberlusca, montipresentabile, votoutile e renzirinnovamentovero.

    Dopo due ore a sgolarmi smontando luoghi comuni, constatando via via l’imbarazzante mancanza di fondamentali, ho ottenuto questi due buoni risultati:
    1) mi sono rovinato la cena
    2) l’uscita finale è stata “Comunque l’euro secondo me è meglio che ce lo teniamo” (al quale ho ribattuto un ‘perché?’ rimasto lì, senza risposta).

    Ebbene sì. Adesso ho capito. L’importante è desistere.

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  16. Alla fiera dell'est, per due yen, un eurino mio padre comprò

    Alla fiera dell'est, per due yen, un eurino mio padre comprò

    E venne il mercato, che si mangiò l’euro, che al mercato mio padre comprò

    E venne il mercato, che si mangiò l’euro, che al mercato mio padre comprò

    Alla fiera dell'est, per due soldi, un eurino mio padre comprò

    E venne il cane, che morse il gatto, che si mangiò l’euro

    E venne il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,

    E venne il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,

    che morse il gatto, che si mangiò l’euro che al mercato mio padre comprò.


    (Testi di Vito Lops, musica di Jens Weidmann, adattamento di Shinzo Abe)

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  17. Ma non era molto bello avere una moneta forte cosi ci compriamo il petrolio a prezzo inferiore ecc ecc? (quello che dicono a noi per convincerci che l'euro ci conviene); come mai adesso la Germania si lamenta se i giapponesi comprano euro?

    Però prof. non mi è chiaro in cosa lei non è d'accordo con la visione dell'articolo. Dunque, se la quotazione dell'euro sta salendo rispetto allo yen significa che è maggiore l'offerta di yen in cambio di euro che viceversa. Se effettivamente è come dice lei (e non ne dubito) e sui mercati internazionali c'è inquietudine sul futuro dell'euro, questa sua rivalutazione potrebbe essere dovuta al fatto che alcuni governi operano per tenerne alto il prezzo in quanto un euro forte li favorisce commercialmente. Se no non si spiega da dove arrivi la domanda di euro che ne fa salire il valore. Mi sfugge qualcosa?

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    1. Anch'io sono poco convinto da questa questione dei "venditori di euro". Osservando il grafico del cambio Euro - Yen Giapponese si vede come lo yen si stia indebolendo sul'euro: evidentemente ci sono più venditori di yen che di euro e quindi man mano chi vende yen deve offrirne di più per convincere un possessore di euro a dargliene uno.

      Anche da parte di chi fa analisi tecniche specifiche sul mercato forex lo yen è destinato a indebolirsi parecchio, insomma la svalutazione non è un evento ma un processo e il Giappone con il suo Yen lo sta decisamente mettendo in atto.

      Il problema attuale è che un pò tutti vorrebbero svalutare la propria moneta e guadagnare competitività, ma essendo i valori valutari tutti reciprocamente relativi alla fine qualcuno dovrà "accettare" di avere una moneta forte. L'euro è un serio candidato in questo senso avendo mantenuto in questi anni quotazioni piuttosto alte rispetto alle altre valute. In generale tutti hanno già svalutato abbondantemente: basta guardare la quotazione dell'oro (è più che triplicata nel giro di 4 anni!).

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  18. Lo Yen è, a causa dei bassi tassi di interesse, la moneta preferita da chi fa carry trade
    Quindi questi sbalzi valutari io li vedo in quest'ottica. Non è che la banca centrale ti telefona prima per avvertirti di ciò che sta facendo.

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  19. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-06/tokyo-sembra-atene-063652.shtml?uuid=AbR71Q0G

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  20. Allora,vengo da una bellissima serata, e sono allitrato.
    Scusate per gli errori che prevedo saranno tantissimi.

    LA birra scolava a fiumi,e le cibarie erano ottime,mi succede 2 volte al mese..........mea culpa !!! (è bellissimo)

    Allora io tradando i mercati finanziari,
    (ultimamente con alterne fortune)
    ho imparato una cosa SACROSANTA,
    Gli unici mercati impossibili (nel breve)
    da manipolare sono quello delle valute e delle obbligazioni,
    (nel lungo è IMPOSSIBILE)

    L'indice nostrano,per il peso di alcuni titoli è facile da modificare nel breve,basta concentrare le operazioni su pochi titoli.
    MA il mercato obbligazionario,e quello delle valute
    sono impossibili da dirigere in un verso o nell'altro.
    Qui' operano i veri professionisti,quelli che sanno cosa
    succederà domani,e che non hanno nessuna intenzione di perdere nemmeno un centesimo.
    Quindi ritengo il ragionamento del PROF. veramenta legittimo.
    Qualcuno sà già qualcosa se punta contro l'euro !!

    Io sono un poveraggio mezzo'mbriaco non sò che succederà
    ma okkio a quello che stà scritto qua.

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  21. "stampate adesso un po di giuli e andate al mercato"
    Se lo stato mi chiede di pagare le tasse in giuli al mercato ci compro quello che voglio

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    1. Ancora co' 'ste stronzate! E basta, no? Certo, in Italia ci compri quello che vuoi, ma in Germania? Per caso l'acquirente tedesco paga le tasse in Italia, e in giuli? Senti, non è colpa tua: anche tu, come altri (perfino il compianto eco) hai avvicinato il problema dalla parte sbagliata. Stai con noi, zitto, per un po', studia, e poi capirai quanta disinformazione fascista ti sei assorbito, e, come tanti altri, ringrazierai. Se non succede, peggio per te, ma non voglio saperlo.

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    2. Tempo perso, sono rimasti (senza saperlo) a Fichte ....

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  22. Mah, forse non capisco bene io: se l'Euro rivaluta sullo Yen non è perchè se ne disfano preoccupati. Mi sembra il contrario. Se l'Euro rivaluta sullo Yen è perchè lo comprano più di ieri. Cosa c'è che non ho capito?

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    1. Secondo me hai capito benissimo. Magari quello che volevo mettere in evidenza è proprio che la variazione del cambio dipende dal rapporto fra offerta e domanda sul mercato dei cambi, e che la relazione fra moneta "stampata" da una banca centrale e l'offerta che si manifesta sul mercato dei cambi non è meccanica.

      In effetti, più che la "stampante" giapponese, mi sembra che la dinamica del cambio segua in modo abbastanza ovvio l'andamento del saldo estero. Il surplus del Giappone verso l'eurozona è crollato da 8 miliardi di euro a inizio 2008 a 1 miliardi a fine 2009, e poi è diventato un deficit, segno che a oggi l'Eurozona è in surplus verso il Giappone. Il deficit della Germania verso il Giappone è in un corridoio fra uno e due miliardi di euro dal 2006.

      Mettiamola così: se il Giappone passa in deficit con l'Eurozona, partendo da una posizione di surplus, è piuttosto fisiologico che questo determini una pressione al ribasso sul suo cambio: compriamo meno moneta giapponese perché non abbiamo i soldi per comprare i beni giapponesi. Le politiche sleali della Banca centrale brutta e cattiva che stampa troppo non mi pare c'entrino molto, è solo che la Germania sta distruggendo la domanda aggregata del resto dell'Eurozona, e quindi i paesi esportatori come lei e come il Giappone accusano il colpo. Dopo di che, se c'è un forex, la valuta viene quotata secondo domanda e offerta e quindi nel caso dello yen/euro scende. Il rodimento della Germania credo dipenda dal fatto che anche quando l'euro si è svalutato, il suo saldo commerciale rispetto al Giappone è sempre rimasto negativo.

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    2. Qualche domanda per Voi.
      Vista l'ora tarda ed il Valpolicella Ripasso in corpo, perdonate eventuali incoerenze, ma ci provo lo stesso.

      Può essere che l'euro si stia rivalutando perchè la domanda supera l'offerta, ma questo non implica necessariamente che l'offerta non stia comunque aumentando suppur in maniera meno veloce della domanda, giusto?

      E' possibile che a fronte della crisi internazionale, diversi paesi dotati di sovranità monetaria ed in crisi riguardo il proprio saldo commerciale stiano "stampando" per tentare di migliorarlo (non solo il Giappone), approfittando della stolida politica restrittiva della BCE (un gioco "facile" per riacquistare spazio sul mercato europeo delle merci) e di conseguenza rafforzando l'euro?

      Il trend potrebbe essere molto più marcato se qualcuno non stesse contemporaneamente rilasciando le proprie posizioni in euro?

      Il rilascio è relativamente lento perchè frenato dalla "forma mentis" del banchiere Otto von Fritz, oppure perchè qualcuno sta approfittando per fare incetta di valute extra-europee a buon mercato (con calma, senza far crollare il cambio per poter massimizzare il risultato) in previsione di un futuro probabile crollo dell'euro? O tutt'e due?

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    3. Speriamo che tutto questo almeno spinga il cinismo tedesco a prendere atto della ineludibile necessità di avviare politiche espansive anticicliche.

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    4. Caro Maximus, appunto, il problema è proprio questo. Per motivi che mi pare ti siano chiari, e che comunque ho delineato in Crisi finanziaria e governo dell'economia, e che sono emersi anche nell'incontro con Luca Fantacci, l'esperimento "euro come seconda moneta mondiale" era destinato a fallire per una serie di motivi, fra i quali il più cogente e ovvio è la mancanza delle famose testate nucleari (Torny docet: insomma, il fatto che l'euro è la moneta di nessuno stato), e il secondo è l'atteggiamento mercantilistico tedesco. Se vuoi essere la (seconda) Banca del Mondo (quella che fornisce al mondo liquidità), devi essere pronto a sostenere la crescita del mondo, facendo uscire tanti dindi in cambio di tante merci, come fanno gli Usa. Ma questo la Germania non vuole farlo: vuole far uscire tante merci in cambio di tanti dindi. E poi si lamenta.

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  23. Prof. Bagnai la ringrazio del chiarimento. Del resto "chiarimenti" dal suo libro ne sono arrivati, per me, in grande quantità. Anzi direi che ha rappresentato un illuminante smascheramento di tantissime banalità che circolano, anche in dottrina. E questi "smascheramenti" vorrò divulgare quando posso, anche in assemblee e riunioni che terrò dalle mie parti.
    Aggiungerei una riflessione: se la rivalutazione dell'Euro deriva da un movimento di merci ovvero dalla crisi della domanda espressa dall'Eurozona per i beni e i servizi giapponesi (ovvero dalla tendenza a cedere di quel ramo che la Germania della Merkel e l'Europa stanno segando ma standoci seduti sopra) anzichè da "svalutazione pilotata" dalla Banca Centrale giapponese siamo nei fatti di fronte quanto meno ad una inversione di tendenza ma anche sicuramente ad una maggiore competitività delle merci giapponesi grazie al cambio. Sono portato a pensare, in buona compagnia (Keynes?) che la cosa più preziosa di tutte però, e che fa girare l'economia globale, è la presenza di una consistente domanda privata interna al Paese, sostenuta da buoni redditi e buoni salari. Senza della quale il sistema è votato alla depressione.
    Per cui chiedo un aumento di stipendio :-)

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    1. Hai esattamente colto l'essenza del mio conflitto di interessi. Perché vado gridando ai quattro cantoni che le politiche mercantiliste portano alla guerra? Perché voglio l'aumento pure ioooooo!

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  24. Weidmann dice delle idiozie belle e buone.

    L'euro non si svaluta (anzi si rafforza) proprio grande ai teutonici che stanno disintegrando la domanda dell'EZ e quindi anche le importazioni. Dati Eurostat da una situazione di pareggio, il CA dell'EZ è andato in leggero positivo, grazie al calo dell'import (fenomenale la nostra performance, e col loden addosso!).

    Quindi l'Euro si rivaluta contro tutte le valute di quei paesi che sono in passivo di CA (fra cui ultimamente appunto il Giappone).

    Le guerre sulle valute a colpi di stampante li può pensare solo uno che ha la cultura economica di un bimbo di 3 anni che si scambia le figurine con gli amici.

    Pensate che la Bank of Japan stampi banconote, poi vada suol Forex a gridare "Yen! Yen Freschi! Accattatevi o Yen fresco de stampa!"?

    Anche per assurdo lo facesse basterebbe che le altre banche BC stampassero pure loro per creare tutta la domanda necessaria a bilanciare l'offerta e quindi sarebbe un gioco a somma zero per i rapporti di valore fra le valute ed solo un costo in carta filigranata ed inchiostri speciali (ditelo al buon Donald che non si usano quelli Epson del supermarket).

    Infatti in passato quando si vollero fare dei forti movimenti sui rapporti fra le valute si facevano dei vertici tipo il Plaza Accord o il Louvre Accord dove fra i vari Stati e le varie BC ci si metteva d'accordo sugli obiettivi da raggiungere e si coordinavo le relative politiche.

    Bei tempi... poi han detto che le BC dovevano essere indipendenti e bastava il mercato. Mah!

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    1. Appunto. Diciamo che la tua osservazione (via Skype) secondo la quale è inopportuno rimestare materiale organico, in quanto questo comportamento rischia di offendere le narici, è del tutto pertinente, ma a me piace il rischio e la rissa, quindi volevo per l'ennesima volta cortocircuitare Memmetari e Gianninizzeri, mostrando quanto sono intimamente vicini, sapendo però benissimo che il problema è un altro.

      Mettiamola così: se un prezzo scende ci può essere eccesso di offerta o carenza di domanda. Nel caso in questione (quello del prezzo dello yen in termini di euro) Weidmann spara che il problema è l'eccesso di offerta. A me premeva far capire perché non può essere così (il famoso argomento "Yen, yen freschi!", che tu ovviamente ben capisci - nun te devo inZegna gnente - e che vorrei tanto far entrare da qualche parte ai Memmetari. Sì, lo so, è inutile, ma anche se non si vede io sono tanto ecumenico...).

      Poi, in positivo, possiamo anche dimostrare che INVECE il problema è una carenza di domanda, e si fa presto. Qui a Rouen ho trovato l'ultima versione delle Directions of Trade Statistics del Fondo Monetario Internazionale. Per dire, dal 2003 al 2007 il surplus giapponese verso l'eurozona era andato crescendo, fino a un massimo di 8078 milioni di dollari alla fine del 2007. Dopo lo shock Lehmann il saldo commerciale del Giappone con l'Eurozona ha fatto un tuffo arrivando a 729 milioni. Questa riduzione di 7348 milioni è stata dovuta a un calo delle esportazioni giapponesi verso l'Eurozona pari a 9388 milioni, compensato in parte da una riduzione delle importazioni giapponesi (2039 milioni, segno che anche il Giappone ha avuto i problemi suoi).

      Se consideriamo la variazione dal punto di massimo (fine 2007) all'ultimo dato disponibile (metà 2012), per avere uno sguardo di medio periodo, vediamo che il saldo del Giappone verso l'Eurozona è peggiorato di circa 9000 miliardi, di cui 6000 dati da minori esportazioni del Giappone, cioè minore domanda di beni giapponesi, cioè di valuta giapponese, da parte dei cittadini dell'eurozona.

      Quindi se lo yen scende, non è per eccesso di (loro) offerta (di pezzi di carta), ma per carenza di (nostra) domanda (di loro beni), come appunto tu segnali.

      Qui il problema è evidentemente ideologico. Se sei mercantilista, non puoi accettare che il mercato dei cambi faccia il suo lavoro, perché se lo fa, normalmente questo tende (imperfettamente, lentamente, non sempre, ma tende) a comporre quegli squilibri di BdP sui quali il mercantilismo cresce (e crepa). Questo ai tedeschi proprio non piace: che il mercato funzioni. E se funziona, loro immediatamente danno la colpa a qualcuno, magari perché ha gli occhi a mandorla (o altri tratti somatici caratteristici, come la storia del XX secolo insegna).

      Econ101, aiutaci tu!

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    2. Diciamo che le fluttuazioni del cambio più che dalla repressione della domanda interna dipendono molto dai movimenti di capitali. Solo in un anno l'€ é passato da 1,33 a 1,2 e poi di nuovo a 1,33 sull'USD. E non credo questo dipenda dalla repressione della domanda. Anzi si capisce benissimo come ormai la speculazione sul forex sia diventata una prassi comune per chi ha dei risparmi da investire. Una sorta di bolla secondo me sta gonfiando sull'€ in attesa della prossima crisi. Ma su questo bisognerebbe sentire il buon Borghi.

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    3. Marco, sai che ti voglio bene (come può volere un bolognese ad un pistoiese ovviamente) però anche te con la finanzaspeculativacattivabrutta?

      Cioè vuoi farmi credere che qualcuno abbia una potenza di fuoco (alas, soldi) superiore a tutte le transazioni commerciali e tutte le altre transazioni finanziarie tra USA ed Eurozona in modo da far muovere a piacimento il cambio $/€ (in barba poi alle rispettive BC)?

      Che poi giocare al Forex sul PC di casa sia l'equivalente yuppie del videopoker del bar questa è un'altra cosa, che c'entra con l'economia solo per gli effetti che la depressione economica ha sulla depressione mentale delle persone.

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    4. Ed io ti considero uno di quegli amici con cui passare le serate invernali a chiacchierare di un po' di tutto. Io non sto parlando di qualcuno ma sto dubitando del fatto che le sole transazioni possano far fluttuare cosí violentemente il cambio su e giù. Penso ad esempio a come si deprezza immediatamente il cambio di una valuta se la BC abbassa il TUS e come invece si apprezzi se dopo una riunione la BC decide di lasciarlo invariato. Questo non dipende dalle transazioni e nemmeno da qualcuno ma che ci siano movimenti ingenti di masse di capitali pronti ad approfittare di questo a me sembra evidente. Beninteso io non sono un trader ma non so come altro spiegare queste fluttuazioni.

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    5. Insomma, tutto pur di non stare con tua moglie. Meno male che a lei ci pensa er Palla...

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    6. "Pensate che la Bank of Japan stampi banconote, poi vada suol Forex a gridare "Yen! Yen Freschi! Accattatevi o Yen fresco de stampa!"?"

      No. Anche se in realtà potrebbe benissimo farlo, perché no? “Quanti yen vuoi per il tuo euro? (Ogni valuta ha un tasso di cambio). Compro! Ne vuoi di più? Eccoli! :)

      Ma se la Bank of Japan questi yen "li stampa" e oltre a incrementare le riserve delle banche li consegna al governo perché li spenda allora i tassi di interesse in Giappone scendono e in un modo o nell'altro (il currency carry trade di cui sopra) i capitali si spostano dal Giappone alla ricerca di rendimenti più alti... magari verso l'eurozona fintanto che gli impegni di Draghi e della BCE sono (ancora) credibili (ci si indebita in yen se non li si hanno già, si vendono yen si comprano euro, si acquistano titoli in euro).

      In fondo in quella trinità impossibile costituita da un tasso di cambio fisso, da movimenti dei capitali liberi e da una politica monetaria sovrana, i giapponesi sono ancora dal lato dei tassi di cambio flessibili e della politica monetaria sovrana. Come la zona euro nel suo complesso, del resto, ma solo nel suo complesso e qui sta il problema.

      “Anche per assurdo lo facesse basterebbe che le altre banche BC stampassero pure loro per creare tutta la domanda necessaria a bilanciare l'offerta e quindi sarebbe un gioco a somma zero per i rapporti di valore fra le valute [...]”

      Appunto per questo i tedeschi si arrabbiano. Basterebbe che la BCE adottasse la stessa politica ma non lo vuole fare: sarà forzata a farlo?
      (La grande Banca Centrale Indipendente ostaggio delle banche centrali dipendenti? :)

      Ma, è in grado di farlo? Probabilmente non è in grado, anche se i tedeschi volessero e non vogliono: dovrebbe riallineare i tassi di interesse in tutta l’eurozona, paese per paese, e farli scendere. Così facendo però, la BCE simile alla FED, a causa degli squilibri di competitività tra i paesi europei, farebbe esplodere ancora di più i saldi Target2... Sin(n)! “I PIIGS pagano le merci tedesche con euro carta straccia!” :) Quanto tempo passerebbe prima dell’uscita della Germania?

      Scusate, ricomincio: prendendo per buona la promessa di Draghi secondo la quale la BCE farà tutto quello che è necessario per mantenere in vita l’euro, se aveste capitali in dollari o yen dove li investireste se non nei paesi della periferia della zona euro i cui titoli offrono rendimenti più elevati?
      Guadagnate due volte: grazie ai rendimenti più alti e grazie all’apprezzamento dell’euro... finché la musica dura.
      Il Titanic €uropa ha evitato per un soffio il primo iceberg ma solo per andare incontro a uno più grande!

      Per riequilibrare la zona euro la BCE ha imposto una politica restrittiva nei paesi periferici, monetaria e fiscale, che sembra credibile ma la sua credibilità ha avviato un nuovo ciclo di Frenkel, questa volta dall’esterno della zona euro che porta ad un apprezzamento dell’euro e quindi porterà a una diminuzione delle esportazioni della zona euro (alle importazioni pensa la depressione), in particolare della Germania, quelle esportazioni che (più competitività!) avrebbero dovuto garantire una crescita che quindi non ci sarà.

      Apprezziamo il lato positivo della cosa: praticamente tutto il mondo (dalla Cina al Giappone passando per gli Stati Uniti) reagisce alla politica mercantilista europea affossandoci, cioè: scavando la fossa alle elite reazionarie €uropee.

      Che se la prendono con il Mali.

      P.S.
      Piccolo contributo alla rischiosa rissa domenicale. :)

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    7. Poi non mi capite quando dico che bisogna avere fiducia nel mercato...

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    8. @Alberto Bagnai - sull'andamento dello yen e del surplus giapponese

      Premesso che sono ovviamente d'accordo con le conclusioni (la Germania si arrabbia se il cambio si muove a sfavore delle sue esportazioni), ho provato a seguire il ragionamento guardando un grafico del cambio EURO/YEN ma c'è qualcosa che non mi torna.

      Sto guardando questo grafico qui: cambio EUR/JPY

      Dal 2002 fino a settembre 2008 l'EURO si è andato rafforzando nei confronti dello Yen (a meno che io non stia leggendo il grafico al contrario, 1 Euro comprava circa 120 Yen a inizio 2002 e più di 160 Yen nel 2008), quindi il contrario di quello che ci si aspetterebbe sapendo che il surplus giapponese nei confronti eurozona andava crescendo (più domanda di beni giapponesi dovrebbe rafforzare lo yen, non l'euro).
      Nel 2008 poi l'Euro è crollato (fallimento Lehman?), per continuare in un trend decrescente dal 2008 al 2012 (anche qui il contrario delle aspettative visto che il saldo Giappone/Eurozona andava peggiorando per il Giappone).
      Infine da luglio 2012 l'Euro ha iniziato a salire (e lo Yen a scendere) coerentemente con quanto detto rispetto alla minore domanda di beni esteri (giapponesi) da parte dell'eurozona in crisi.
      Ho provato a cercare una possibile spiegazione sul perché lo Yen abbia iniziato a scendere nei confronti dell'EURO proprio a fine luglio 2012: contrariamente alle mie aspettative non sono riuscito a trovare un articolo che dicesse "lo Yen si sta svalutando da luglio in poi perché..." ed alla fine le uniche cose che sono riuscito a trovare relative al cambio eur/yen in quel periodo erano relative a delle promesse di intervento da parte della Banca del Giappone ed al discorso di Draghi sul "faremo tutto il necessario per salvare l'euro" (che coincide in maniera praticamente perfetta con l'inversione di tendenza dello Yen, del tipo: EUR/YEN ai minimi il 25 luglio, discorso di Draghi il 26 luglio e da lì in poi l'euro cresce rispetto allo Yen).

      In conclusione, sembrerebbe che il cambio EUR/YEN si sia mosso anche a causa di fattori diversi dal surplus Giappone/Eurozona e che questi anzi abbiano avuto in genere una maggior rilevanza (es: perché lo Yen andava indebolendosi dal 2002 al 2008 se le esportazioni giapponesi verso l'eurozona crescevano?).
      Quali siano questi altri fattori io però non lo so (ma mi piacerebbe saperlo).

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    9. mi aggrego alla tua richiesta di confrontare direttamente dati online chiedendo ai tanti ottimi lettori se ci sono siti dove confrontare i dati aggregati in modo rapido e interattivo

      per i cambi va bene XE (dato a 10 anni) EUR/JPY
      http://www.xe.com/currencycharts/?from=EUR&to=JPY&view=10Y


      Per osservare la bilancia dei pagamenti (Current Account Balance)
      spero vada bene questo

      http://www.google.it/publicdata/explore?ds=k3s92bru78li6_&hl=en_US&dl=en_US#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=bca&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=world&idim=country:JP&idim=country_group:163&ifdim=world&tstart=949014000000&tend=1390863600000&hl=en_US&dl=en_US&ind=false

      Che compara Euro area e Japan (dati IMF World Economic Outlook)



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    10. In questi giorni stavo tentando (molto faticosamente) di capire il concetto del "carry trade". Mi par di capire che sia utile tenerne conto nel caso dello yen, sia per spiegarne la debolezza negli anni pre-crisi, sia per la rivalutazione dovuta al rientro dei capitali - deleveraging sui mercati esteri durante la crisi. E forse anche alcune recenti dichiarazioni della classe politico - industriale giapponese, verosimilmente preoccupata dagli effetti dannosi sulle esportazioni dovute ad una moneta eccessivamente rivalutata. Che ricorda quanto accaduto recentemente in Svizzera. Ma con una interessante differenza: la suddivisione tra sistema finanziario e industriale, in Giappone, è molto più sfumata che altrove, dove poche, potentissime keiretsu gestiscono innumerevoli ramificazioni - ad esempio, una delle prime banche del paese, la Mitsubishi UFJ, fa parte dello stesso conglomerato industriale che possiede miniere, cantieri navali, industrie automobilistiche, chimica, assicurazioni.

      In effetti, sembra che le "potenze" strettamente geoeconomiche (Germania, Giappone, in parte Svizzera) siano quelle che più disinvoltamente si stiano affrontando sul terreno di battaglia della nuova cosiddetta "guerra delle monete". Occorre tener presente che le lobby dell'export esercitano una fortissima influenza sulla politica economica e sulla politica estera di quelle nazioni. Mentre le potenze geopolitiche più tradizionali (USA, Francia, Cina) in questa fase rimangono su posizioni relativamente più attendiste. Con l'interessante eccezione del Regno Unito...

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    11. Tieni, divertiti. Non ho tempo di leggerlo, ma lui non è male.

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    12. Scusate ma mi sa che faccio parte dei "beati"
      come dicevano i fiumaroli citati dal prof.
      Mi servono alcuni chiarimenti per essere certo.


      @Giorgio D.M.
      il processo di svalutazione dello yen sembra essere iniziato da luglio 2012 tuttavia Adesso(2013) il mercato del forex sta venendo/verrà inondato di offerta di yen a causa di questa politica japan first?
      http://www.formiche.net/2013/01/28/japan-first-la-politica-di-abe-snobba-tutti/
      i Giap. Stanno solo "favorendo" un processo di svalutazione che è
      avvenuto in ogni caso a causa del rovesciamento del saldo
      estero giapponese in negativo?
      E la Germania ne "approfitta" per additarli come scorretti,
      ben sapendo che lo yen sempre più debole la danneggerà?
      [quote]"Pensate che la Bank of Japan stampi banconote, poi vada suol Forex a gridare "Yen! Yen Freschi! Accattatevi o Yen fresco de stampa!"?"
      No. Anche se in realtà potrebbe benissimo farlo, perché no? “Quanti yen vuoi per il tuo euro? (Ogni valuta ha un tasso di cambio). Compro! Ne vuoi di più? Eccoli![/quote]

      Questo processo, che loro vogliono evitare, come avverrebbe?
      [quote]..dovrebbe riallineare i tassi di interesse in tutta l’eurozona, paese per paese, e farli scendere. Così facendo però, la BCE simile alla FED, a causa degli squilibri di competitività tra i paesi europei, farebbe esplodere ancora di più i saldi Target2... Sin(n)! “I PIIGS pagano le merci tedesche con euro carta straccia!”[/quote]

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    13. Certo che è una bella fortuna per i cari amici speculatori ritrovarsi in una zona a cambio fisso, con differenziali di inflazione e di rendimento sui titoli...

      Grazie per il link, le prime pagine sono molto interessanti (anche se probabilmente non sarò mai in grado di superare pagina 5)

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  25. Domanda forse ovvia ma non inutile vista la diffusa tentazione "popolare" di reagire alla deriva distruttiva dell'euro con semplificazioni brutali e suicide degli strumenti di sovranità monetaria (ma non mi pare fosse questo il caso dell'articolo in questione).
    Tuttavia quel che sta succedendo nelle politiche monetarie di stati e banche centrali importanti (e "normali" a differenza della BCE) è sempre più lontano dalla paludata ortodossia neoliberista europea e sempre più spregiudicato nella difesa delle posizioni finanziarie acquisite e degli apparati pruduttivi controllati: dunque la questione credo meriti analisi approfondita ed in ogni caso è oggetto dell'osservazione finanziaria internazionale. Ad esempio, solo nel mese di gennaio e sul solo Telegraph, si possono vedere titoli di A. E. Pritchard come: Switzerland and Britain are now at currency war, oppure anche Revolutionary Japan is suddenly the centre of world affairs o ancora A new Gold Standard is being born.
    Come si esprime David Bloom (HSBC) citato da Pritchard: "Policymakers are doing things that if you had suggested four years ago they would have put you in a straitjacket and thrown you in a cell. I don’t rule out anything any longer in this market. Desperate times lead to desperate acts".

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    1. La giocano davvero la carta del gold standard?
      :)

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  26. Tanto per dire:
    nel 2012 la concessionaria VW-Audi per la Versilia ha perso il 25% di immatricolato (non so poi in quali segmenti di mercato lo abbia perso, quindi quale sia il calo effettivo di fatturato), ma la concessionaria Toyota ha chiuso i battenti.

    Ieri, su un quotidiano locale, il concessionario Toyota per la provincia di Massa Carrara pubblicizzava sconti pari all'intero importo dell'IVA per chiunque acquisti un'auto entro il 28 febbraio; lo stesso signore, tre anni fa, si poteva permettere di "scegliere" il cliente.

    Allora, se la casa automobilistica che voleva strappare a tutte le altre il primato mondiale di vendite si riduce a questi livelli (vedi qui per i primi sei mesi 2012:http://forum.quattroruote.it/posts/list/73516.page), voi pensate che in Giappone stiano lì a guardare?

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  27. Prof. la domanda sorge spontanea: ma se domani crolla l'euro e ogni paese tornasse alla propria valuta, al Giappone cosa resterebbe in mano, marchi, franchi, lire, pesetas?

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  28. Buonasera professore.
    Adesso so come si è sentito il prode Saulo mentre, cavalcando a spron battuto col fuoco negli occhi da Gerusalemme a Damasco, vide comparirgli di fronte il volto di Cristo... Mentre rimuginavo sulla stampa di qualche milione di favini d'oro (colato, s'intende) mi è tornato alla mente un libro che mi regalarono i miei genitori quando avevo un sette - otto anni o giù di lì. Era un libro pieno di belle figure con i caratteri grandi, che spiegava ai bambini come me l'origine delle monete. In particolare mi è tornato in mente il passaggio dai dobloni d'oro alla carta moneta, e ho avuto la folgorazione. La carta moneta è UN FOTTUTO TITOLO DI CREDITO, CAZZO (o debito, a seconda di dove lo guardi)! E si spiega al volo tutta una serie di concetti che ortotteri, anatroccoli, piddini e cretienne vari non sembrano avere afferrato, ma che era (ed è ancora) perfettamente chiaro agli occhi di un bambino di sette anni.

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  29. ma di cosa hanno paura i tedeschi? tanto loro sono belli alti biondi forti e produttivi! mica avranno paura della slealtà della banca centrale nipponica? che poi che bello stiamo rivalutando!!! per fortuna è arrivato l'euro e che bene che stiamo con l'euro che è così forte e che ci da sicurezza e ci rende tutti come dei bei cavalieri teutonici! altro che le svalutazioni della povera liretta piccolina di fronte al "colosso del sol levante" chissà come avremmo fatto?? anzi ora che mi sento molto tedesco quindi produttivo vado a produrre un bel po' di teutonici escrementi io li offro al mercato che tanto conta solo la domanda quindi saranno sicuramente comprate!!
    p.s parlando con un piddino... del pd:" no ma senza l'euro sai se io con la mia hp multicolr stampo la mia povera liretta poi si svaluta perchè le mie riserve aur..." cioè questi stanno ancora al gold standard e pensiamo che riescano a capire il ciclo di frenkel?????? qui stiamo arrivando a un nuovo ramo dell'evoluzione l'Homo piddinus scemus scemus!

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  30. Che le banche tedesche fossero (e siano ancora) piene D M (si, con lo spazio, purtroppo non nel senso di Deutsche Mark) lo sapevamo, e che questo sia stato il detonatore della crisi in europa, con l'urgenza di mandare in giro i garzoni di bottega a recuperare i sospesi, e soprattutto a sbarrare porte e finestre, pure.

    Ma fa sempre "piacere" scoprire ameni aneddoti che ci ricordano che, a fianco dei pigs, ci sono sempre gli schweine

    "I pagamenti servivano a far sì che Mps acquistasse un “pacchetto di titoli all’interno dei quali ve ne erano alcuni (cosiddetti Cdo) che presentavano forti perdite per Dresdner Bank”"

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  31. Dal WSJ
    L'Euro è la prima vittima della guerra valutaria

    http://blogs.wsj.com/eurocrisis/2013/01/30/euro-is-currency-wars-first-casualty/

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    1. Se siamo in guerra, allora niente è meglio dello slang militare per descrivere sinteticamente la situazione dell'euro (e di questa europa):FUBAR (il mio preferito).

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    2. L'euro salirà ancora e mi sa che non hanno nessuna intenzione di rallentare il qe.

      Federal Open Market Committee statement: FRB: Press Release--Federal Reserve issues FOMC statement--January 30, 2013 #FOMC
      http://www.federalreserve.gov/newsevents/press/monetary/20130130a.htm

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