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sabato 24 novembre 2012

Abrazos

(post semi-tecnico dal mio letto di dolore)

Sentite, io sono tornato logoro dalla movida di corso Como (proprio l'ambiente mio!): colpa delle cattive compagnie, e chi sta su Twitter sa di chi parlo (Claudio&Claudio).

Oggi non credo che riuscirò a fare molto di più che vedere "La mia super ex-ragazza" con la mia attuale ragazza (Uga).

Voi, però, che amate tanto l'economia, e ai quali interessa tanto l'Argentina (domanda ricorrente da destra e da sinistra), potreste trovare più istruttiva e piacevole la lettura di questo articolo.

Me l'ha mandato l'amico Roberto Frenkel, e credo contenga due insegnamenti del tutto generali e in linea col lavoro che facciamo qui:

(1) niente è solo buono o solo cattivo. Applicazione: certo lo sganciamento dal peso non poteva, da solo, risolvere tutti i problemi dell'Argentina, e nessuno pensa oggi che uscire dall'euro risolverà tutti i problemi dell'Italia (o, se lo pensa, si illude). Ovviamente però questo non significava e non significa che il cambio fisso fosse o sia una buona idea nel caso di questi due paesi.

(2) un conto è criticare le politiche che ti vengono imposte, e un conto è trovarne di migliori. Corollario: parlar male del FMI è come sparare sulle ambulanze... e il resto lo lascio al vostro apprezzamento. Cosa si potrebbe fare in Italia ce lo siamo detto, è riassunto alla fine del libro, e ne parleremo ancora sul blog.

Vedete un po' cosa pensate del lavoro di Roberto, io me lo leggo con attenzione dopo il convegno...

30 commenti:

  1. Complimenti x le prestazioni di ieri ,sia pomeriggio che sera.....propongo di sostituire il messaggio del Presidente di fine anno ...con una lezione del Prof. Bagnai alla nazione....ne ha tanto bisogno..

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  2. Professore buonasera,
    Questo è il mio primo intervento, ho voluto seguire per un po' le discussioni senza commentare per capire meglio "l'atmosfera” del blog. Ho acquistato il suo libro, ho partecipato alla presentazione del 22 che è stato un momento davvero bello di aperto confronto su un tema mai dibattuto in questo modo. La vorrei ringraziare sinceramente per quello che sta facendo.
    Chiudo con una segnalazione dolente.
    La scorsa settimana entro alla Feltrinelli di Piazza Colonna a Roma per acquistare il suo libro e mi viene risposto che non è disponibile, in compenso vedo sullo scaffale delle novità un libro che ha catturato la mia attenzione. Il titolo è La Democrazia in Europa. Autore Mario Monti. Credo che non servano commenti.

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    1. Mmm... aggiungerei un punto di domanda al titolo del libro.

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  3. [Un commento un po' OT ma secondo me importante. In questo caso se ho scritto cassate più che correggere cassa pure del tutto il mio messaggio, che di confusione ce n'è in giro già abbastanza.]

    Cari MMTtisti il vostro caro leader ne ha partorita un'altra delle sue. Secondo lui qui si starebbe caldeggiando il mercantilismo alla tedesca, come fanno i vari liberisti alle vongole.

    Tutto ciò è falso: qui si è sempre sostenuto che puntare tutto sull'export è insostenibile. Primo perché bisognerebbe fare (e già stiamo facendo purtroppo), come in Germania, una bella deflazione salariale (in mancanza di cambio flessibile) e secondo perché se chi esporta è bravo dovremmo tutti esportare... ma allora chi importa?

    Ricordiamo che la Germania dall'ingresso nell'eurozona ha peggiorato il saldo commerciale con la Cina e coi BRIC in genere e l'ha migliorato con il Sud Europa — si veda Tab. 1 — quindi la competizione è fra paesi in eurozona.

    Perché scrive il falso? Perché non ha capito o non vuole capire la critica che è stata mossa (con modalità scherzose) al punto H del PROGRAMMA ME-MMT DI SALVEZZA ECONOMICA PER IL PAESE (pdf), dove si legge questo slogan: «Le esportazioni sono un costo, le importazioni sono vera ricchezza per il Paese.»

    Questo slogan se può essere utile a contrastare la tesi ariana dei liberisti alle vongole (tedeschi bravi perché esportano tanto) induce a pensare si voglia compiere l'errore opposto, che è poi quello che ci ha portati nei guai in cui siamo adesso, cioè l'eccesso di importazioni (acquirentismo è il divertente neologismo inventato da Nobuo89).

    Ma non è così, difatti se leggete attentamente di seguito sul PROGRAMMA ME-MMT trovate anche questo verso la fine del punto H: «un governo sovrano che mantenga sempre le Piena Occupazione interna deve permettere solo le esportazioni necessarie ad acquisire importazioni» (Warren Mosler evidentemente i fondamentali li conosce molto bene, ma pare non sia riuscito a farli metabolizzare al caro leader).

    Lo slogan è così fuorviante da precludere al vostro caro leader — che evidentemente ha ancora bisogno di un ripasso se davvero dopo due anni di intensi studi non capisce ciò che un qualsiasi lettore assiduo di questo blog ha capito in pochi mesi — di comprendere che il programma sta in questo punto correttamente affermando che il saldo di bilancia commerciale deve tendere a zero, cioè import ed export è meglio che si compensino, niente di diverso da ciò che si è affermato qui più volte.

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    1. ti do pienamente ragione, anche dalla MMT (quella vera, non quella di seconda mano barnardiana) risulta che alla fine l'equilibrio lo ottieni quando sei in pareggio con import-export!... quindi direi che PB ha cannato proprio l'analisi, nessuno qui sta dicendo che dobbiamo basarci sull'export, si sta affermando esattamente l'opposto! Che poi se facessimo tutti come dice lui, importiamo tutti, ottimo, e la merce chi la produce?

      Mi sfugge sempre questa visione binaria di qualsiasi argomento, o esportiamo tutto o importiamo tutto, o dipendiamo dai mercati per finanziarci oppure stampiamo miliardi di pezzi di carta tramite banca centrale e siamo tutti ricchi. Emetti moneta? Inflazione garantita, quindi tanto svaluti tanta inflazione ti arriva. Non stampi? allora inflazione 0 (??). Emissione = Zimbawe. Euro = paradiso, No Euro = guerra..

      con alcune perplessità sull'ultima uguaglianza..

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    2. Ma tu ti sei riconosciuto nel “noi siamo quelli buoni” o nei "Bourka-boys" :)

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    3. Aspetta Giorgio, mi levo il passamontagna da rapina, non riesco a leggere bene. :-)

      Mi sono riconosciuto in quelli che hanno scherzato sullo slogan ingannevole. Se vogliamo dirla tutta continuo a leggerlo ogni tanto solo perché ha un seguito ed influenza un po' di persone che non credono alle balle del sobrio e delle sue truppe cammellate mediatiche. Se diffonde concetti errati è meglio saperlo prima.

      Simone il problema è che sembra non aver capito il suo stesso programma, è questa la tragedia. Faccio tre ipotesi:

      1) qualcuno che non capisce una mazza gli ha segnalato la conversazione; lui non avendo tempo non legge Goofy, quindi non ne conosce le tesi e ha interpretato lo scambio su Twitter fuori contesto. Da qui la plateale gaffe;

      2) ha veramente le idee confuse e il punto sollevato gli sembra una sottigliezza per accademici (ripete spesso 'sta cazzata, non sapendo che qui la maggiorparte di noi lettori è sopra i 40, non fa parte dell'accademia neanche come studente e non aveva conoscenze in materia economica prima di avvicinarsi al blog);

      3) è in malafede.

      Per i casi 1 e 2 è facile rimediare, basta capire che significa quello che c'è scritto nel programma. Per il caso 3 non c'è rimedio.

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    4. Ma tanto tra un po' eliminare il post e Amen. Ancora a perder tempo?

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    5. @correttore: se chiudo gli occhi e penso a questo fatidico punto H mi fa pensare ad un paese isolato da tutto il resto del mondo, chissà perchè....

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    6. Al Commendator Negligenza avergli fatto notare che l'import lo fai con l'export e che quindi se l'export è un costo, lo è anche l'import, nelle loro ridicole deduzioni, li ha un po' turbati.

      Detto ciò, da uno che scrive che la Banca Centrale è intervenuta e poi dice:

      "Forse non c’è bisogno di spiegarlo, ma insomma, c’è scritto che i Japs se la passavano bene quando il loro governo ha aperto il borsellino del deficit e ha speso per i giapponesi all’interno delle frontiere."

      Cosa gli vuoi dire? Banca Centrale interviene, quindi deficit. Non sa di cosa parla, però ne parla, come tanti. Uno più uno meno. Il mondo ha bisogno anche di questi qui, per far sentire gli altri preparati, no? E allora teniamoci il Commendatore.

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    7. @correttore, si capisco, in effetti prima di entrare nel discorso magari una letta a goofy l'avrei data, ma sinceramente non credo sia in malafede, che poi queste sue uscite siano un pò stupide siamo d'accordo.

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  4. Il fatto è che nel post ha scritto "il consumo interno è la ricchezza reale...." cosa verissima, ma non rettifica il concetto sbagliato scritto nel famoso punto H del manifesto, secondo il quale "le importazioni sono vera ricchezza per il paese". (che sia mai un problema linguistico?) E lunedì sarà tutto scritto sul corriere. Riflettere a portare pazienza non sono tra le qualità dell'uomo, e pensare che di spunti
    ne ha avuti

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    1. Grazie del link, è un Q.E.D. perfetto: lo slogan suona così assurdo da focalizzare l'attenzione su di sé e impedire di leggere poche righe più sotto la precisazione che chiarisce l'intento dello slogan (contrastare il mito mercantilista).

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  5. ciao Alberto come stai? Ti sei ripreso? A Roma ti ho visto affaticato. Riposati anche! Senti volevo chiederti una cosa. E'da un po' di tempo che mi sono messo a studiare(insomma, qualcosa di simile) economia, l'ho fatto perchè mi sono ritrovato un morto di fame...ma non è il momento di parlarne.Forse mi sto sbagliando ma alla fine,da quale punto si parta,INDIPENDENTEMENTE da tutte le diversificazioni del pensioro economico,la cosa che terrorizza veramente tutti è l'aumento dell'inflazione....Tutti hanno paura di perdere il valore dei propri soldi,siano essi contanti, risparmi, investimenti..etc.... La cosa mi preoccupa perchè credo che l'inflazione stia all'economia come l'entropia sta alla termodinamica....è inevitabile in qualche modo. Perciò perchè ossessionarsi per qualche cosa che non si può realmente contrastare? (troppo Zen oriented?) Il pensiero non espresso chiaramente ma che ho letto tra le righe, anche in libri dei cosiddetti più o meno post keynesiani è che il benessere diffuso è fonte di inflazione e il loro rapporto è direttamente proporzionale... Quindi ragazzi a chi tocca non si "ingrugni" oppure chi ha dolori strilli! Ho capito male? Spero di si?
    Mi auguro di ricevere un tuo cazziatone sul serio!!!
    A proposito CI VERRESTI A FARE UNA PRESENTAZIONE DEL TUO LIBRO DALLE NOSTRE PARTI? Te ne posso organizzare una... te lo avevo scritto sulla mail che evidentemente non sei riuscito a leggere. E' terra Piddina DOC!! Pensaci su....
    Allora ci si vede sabato prossimo al Goofycompleanno!! Ciao da
    Giuseppe

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  6. La spiegazione di Mosler " le esportazioni sono un costo..." è estremamente chiara, forse è fin troppo logica per coloro che sono abituati agli arzigogoli del prof.Bagnai.

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    1. Beato te... Bentornato! A proposito, sono certo che l'articolo di Frenkel riconoscerà il giusto e determinante ruolo della MMT nel salvataggio del suo paese... No? Che ingratitudine! O forse era MEMMT? A riproposito: perché questa metamorfosi? E Randy che fine ha fatto? Tu lo sai? Io lo so...

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    2. L'anatroccolo meno capisce e più dogmatico si dimostra. Ti sei dimenticato di citare la seconda parte dello slogan: «le importazioni sono vera ricchezza per il Paese».

      Qui si è argomentato ad nauseam riguardo le cause e gli effetti dello squilibrio della bilancia commerciale. Argomenta per quale motivo sarebbe un arzigogolo aver fatto notare che quello slogan è ingannevole, quando lo stesso programma poche righe dopo sostiene che il saldo della bilancia commerciale va pareggiato.

      Te lo traduco: significa che né l'import né l'export, considerati l'uno indipendentemente dall'altro, sono vera ricchezza di un Paese, vanno dimensionati e bilanciati a seconda delle esigenze di ciascuna specifica economia (per esempio, a seconda di quali e quante materie prime essa ha necessità di importare — una scelta politica più di quanto si possa immaginare e ciò sarà più chiaro in un prossimo futuro, spero). Continuare ad importare senza mai pareggiare i conti se lo può permettere solo chi ha un bell'arsenale nucleare e l'esercito più potente al mondo.

      Ma a questo punto è lecito il dubbio che più che esserci tu ci faccia: esistono forse spingitori di spingitori di finti anatroccoli erranti (nel senso che sbagliano)? Gli amici MMTtisti più lucidi (sappiamo che esistono, ma si vedono poco da queste parti perché, come noto, la moneta cattiva scaccia quella buona) che ne pensano in proposito?

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    3. Andrea spiegacela tu! sono (davvero) disponibile ad ascoltarti, perchè a me sembra che la cosa a cui tendere sia l'equilibrio.. più che un eccesso di importazioni.

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    4. ME-MMT sta per "Mezza MMT". Un pezzo si è perso per strada.

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    5. @Marco

      Sono sempre i migliori che se ne vanno... O i peggiori che restano! Torno a leggere Fantacci/Amato.

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    6. Credo che prima o poi i difetti delle persone che si espongono vengono fuori, anche se si parlano lingue diverse. Io torno a leggere Brancaccio. A proposito in “L’austerità è di destra” ci sono due o tre cosette che la farebbero sorridere. Cose già da lei affrontate nel blog, tipo: “la svalutazione del 1992 è la causa della caduta della quota salari sul PIL”. Buona lettura.

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    7. Anch'io sto leggendo Fantacci e Amato :) e mi sono un po' perso tra le loro molte affermazioni "controintuitive"...

      In particolare mi sembra che la linea Sinn sul Target2 trionfi anche nel loro libro (p.154): "attraverso Target2, la Bce ha dato un contributo essenziale al finanziamento degli squilibri".

      A me pare che tutto quello che c'era da dire sul Target2 l'avesse detto la Bundesbank (German Bundesbank, “The dynamics of the Bundesbank's TARGET2 balance”, Monthly Report 63 (3), 18 March 2011 , p. 34-35) eppure mi sembra che nessuno ne abbia tenuto conto.

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  7. Prof. Quando avrà finito il tour di presentazione del suo ultimo romanzo, puó regalarci una critica esaustiva all'MMT? Warren sicuramente avrà il piacere di rispondervi.

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  8. @CorrettoreDiBozzi
    premesso che poi potranno venirci a spiegare bene le cose e saremo qua a studiarcele.. ma non funziona il sistema degli slogan!
    ne abbiamo le palle piene!
    qua nessuno dice che bisogna uscire dall'euro perché fa schifo.. ma proviamo a dare un quadro logico delle cose.
    ci proviamo!
    da un lato le importazioni sono la ricchezza di un paese, dall'altro l'equilibrio della BP.. ok!
    quale delle due è migliore?
    perché?

    ma per capire il ciclo di Frenkel ho impiegato due mesi!
    sino al momento in cui il prof ha mostrato la variazione delle riserve della BdI nel 1987-1992.
    ed ho capito che se uno fissa dei parametri qualcos'altro deve variare e infatti dal libro tutti noi sapevamo che quell'altra cosa erano i crediti Target2!

    così immaginiamo che se hai sovranità monetaria e debiti immensi con l'estero avrai inflazione mentre nel nostro caso ci saranno tassi di interesse esorbitanti (ma va'!).. ma mica sono due cose differenti!

    però il senso è: cacchio, FACCIAMO RAGIONARE LE PERSONE!
    se avessimo spiegato questa cosa per l'unità d'italia avremmo un vero popolo.. che c'è sia chiaro!
    ma che ancora non sa di esserlo perché c'è gente che crede cose false

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    1. Ma io son d'accordo con te, valsandra: è per questo che ho sottolineato quanto è fuorviante quello slogan. Proprio per dire: amici state attenti, se usate gli slogan a uallera di quadrupede il minimo che può capitare è che veniate fraintesi.

      Va bene la sintesi, ma i meccanismi che cortocircuitano il pensiero no! Non vanno bene: è proprio con quelli che ci hanno fregati, basta vedere quanto pervicacemente hanno attecchito i luoghi comuni sull'euro e la cause della crisi.

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  9. Ma porca... ho letto solo l'introduzione e, con troppo ritardo, ho capito perche' mi incazzavo tanto ogni volta che sentivo il solone di turno dire che l'Italia era indietro nello sviluppo dell'economia dei servizi e che la deindustrializzazione del paese andava troppo a rilento. Servizi= non tradable, manifattura=tradable. Per questo a istinto li individuavo come infami servi dei servi etc....

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  10. L'insegnamento che potremmo trarre (per la gestione del dopo) dall'esperienza argentina può essere:
    1) la ricerca ed il mantenimento di uno "stable and competitive real exchange rate" SCRER ha dimostrato di incidere in maniera molto rilevante sulla crescita, la creazione di posti di lavoro (in prevalenza full-time)ed una più equa distribuzione dei redditi.
    2) con il presentarsi di inflazione oltre una cifra diventa molto più complicato perseguire politiche di SCRER. Bisognerebbe però chiedersi se mai avremo, nell'Italia attuale, inflazione di tipo argentino.
    3) che per combattere l'inflazione, negarla o modificare il paniere di calcolo non è che sia il miglior modo. Qualcuno potrebbe accorgersi che non è esattamente quella misurata.

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  11. La domanda è: in base a quale modello teorico si pensa(va) di poter resistere alla rivalutazione del peso considerando il persistente attivo commerciale? In astratto si potevano aumentare le importazioni, ma a parte il problema del "come" (problema più che altro mio, non dell'Argentina) immagino che questo avrebbe rischiato di tradire gli obiettivi sociali della politica economica.

    Il punto controverso: mantenere un tasso di cambio reale competitivo in un paese con un'inflazione elevata non significa alla fin fine cercare di fregare i vicini?

    Una considerazione che potrà apparire provocatoria: le attuali difficoltà non danno un po' ragione ai critici (certo non disinteressati) che vedevano dietro al successo argentino anche il risultato di una congiuntura molto favorevole della domanda di prodotti come la soia? Se (come credo) il prezzo di questi prodotti dipende più dalla domanda mondiale che dai costi di produzione (interni), e incorpora una certa quota di rendita, non è un fattore capace di distorcere il modello prezzi - bilancia commerciale - cambi? (Assumo che gli altri fattori della bilancia delle partite correnti siano in questo caso trascurabili, ma forse è un'assunzione errata).

    A un certo punto gli autori ammettono di non saper spiegare in modo soddisfacente il comportamento della banca centrale che ha portato alla rivalutazione. Non ho dati per capire se questa politica monetaria abbia prodotto effetti significativamente diversi sul settore che produce prevalentemente per l'esportazione e il settore che produce prevalentemente per il mercato interno. Immagino che gli autori questa cosa l'abbiano chiara, a me resta un punto interrogativo, e il dubbio che possa essere parte della spiegazione.

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