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giovedì 31 maggio 2012

Persona dalla limitata capacità di comprensione (Devoto-Oli)


Quando uno interviene come mi è capitato a Frosinone lo fa cercando e sperando di farsi capire. Certo, questo richiede uno sforzo, che diventa immane se l'interlocutore è un piddino istruito, cioè una persona che sa di sapere, soprattutto quando fra le cose che l'amico sa di sapere ricade un po' di matematica, ma non l'economia.

Guardate ad esempio cosa dice questa "persona dalla limitata capacità di comprensione" commentando il video del mio intervento:


Interviene eurizon:
Ma chi è costui? Da dove deriva le sicurezze che millanta? Non conosce nemmeno la matematica...Parla di svalutazione del peso argentino del 200%..!!! Ma non si può svalutare più del 99,99%...altrimenti si va a zero...e figurarsi perdere il 200%... si andrebbe sotto zero del 100%...(usando il linguaggio ridicolo dello pseudo-economista..). Mamma mia !!


Risponde ecodellarete:
Bagnai ha parlato per un'ora a braccio, e qualche errore lo ha fatto. Da wikipedia (Crisi_economica_argentina) "Durante il 2002 inflazione e disoccupazione continuarono a peggiorare. Il vecchio tasso di cambio 1 a 1 era schizzato a quasi 4 pesos per dollaro". Questo significa che il dollaro si era rivalutato del 300%. Un errore, ma anche una pagliuzza.


Controbatte eurizon:
Il peso passò da 1 a 4 peso per dollaro ? Quindi il dollaro si rivalutò del 400%, non del 300. Ed il peso svalutò del 75%.Non si può scherzare coi numeri. Nemmeno quando si parla a braccio. Ed i prezzi in Argentina non erano 4 volte superiori a quelli Usa. Ed infatti la storia dei cambi insegna che non è solo l'inflazione maturata a determinare gli equilibri di cambio. Bensì anche l'inflazione attesa, i differenziali di tasso e i disavanzi di partite correnti. E la credibilità. E vale per tutti.


Replica nuovamente ecodellarete:
@eurizon: Se una cosa raddoppia aumenta del 100%. Se triplica aumenta del 200%. Se quadruplica aumenta del 300%. Della serie "non si può scherzare coi numeri". Specialmente se, invece di parlare a braccio, si scrive e si ha la possibilità di riflettere.



Uno scontro fra titani, viene da dire!

Ci eravamo già imbattuti in persone dalla limitata capacità di comprensione che identificano un raddoppio con un aumento del 200%, ve ne ricordate? Si trattava di astrofili (credo: diciamo che sulle prime due sillabe ho una certezza, su come la parola finisca in effetti avrei le mie opinioni). Esordire attaccando in campo matematico uno che ne sa più di te e cominciare con uno svarione simile è veramente esilarante. La logica corretta è quella che spiega Ecodellarete nella sua ultima replica. Se passo da 1 a 2 l’incremento percentuale è di (2-1)/1=1=100%. Impeccabile Eco. Quindi già da questo si capisce che eurizon è una persona dalla limitata capacità di comprensione.

Ora però entriamo nel campo delle cose che anche Eco apparentemente ignora, nonostante io le abbia spiegate per filo e per segno, e nonostante Eco non sia una persona dalla limitata capacità di comprensione (e io a Eco voglio bene, soprattutto se alla fine farà quello che gli chiederò di fare).

Il primo punto riguarda la nozione di svalutazione. La persona dalla limitata capacità di comprensione che crede di sapere l’economia (perché sproloquia sul fatto che il cambio dipende anche da “l'inflazione attesa, i differenziali di tasso e i disavanzi di partite correnti. E la credibilità”), ignora un dato fondamentale, ovvero che i tassi di cambio possono essere quotati in due modi: incerto per certo e certo per incerto. Lo ho spiegato in questo post. Se definisco il cambio peso/dollaro indicando quanti pesos occorrono per un dollaro sto usando la quotazione incerto per certo, ovvero quella espressa come quantità (incerta, perché potenzialmente variabile se il cambio non è rigidamente fisso) di valuta nazionale necessaria per acquistare una unità (certa per definizione) di valuta estera. Ma questo la persona dalla limitata capacità di comprensione lo ignora, e ci sono ben precisi motivi per questo fatto. In tutta probabilità, questa persona dalla limitata capacità di comprensione è un giovinastro dotato di laurea del nuovo ordinamento vissuto nel mondo dell’euro e con scarsa o nulla esperienza di ricerca empirica in economia.

Perché dico questo?

Perché la quotazione incerto per certo era quella largamente prevalente ovunque (praticamente tranne che in Gran Bretagna) fino all’avvento dell’euro. La lira, ad esempio, era quotata incerto per certo: quante lire per un dollaro? L’euro è quotato al contrario, certo per incerto: con un euro (certo) quanti dollari compri (incerti, cambiano ogni giorno)?

Qual è la differenza? Direi che è una differenza antropologica. Se il cambio è quotato incerto per certo succede che quando il cambio “cresce”, “si alza”, la divisa si sta svalutando. Pensateci: se per un dollaro occorrono 1100 lire, e il giorno dopo ne occorrono 1150, le lire valgono di meno, perché ne occorrono di più per lo stesso dollaro. Sapete che alla svalutazione le persone dalla limitata capacità di comprensione attribuiscono un valore morale negativo. Le stesse persone, che generalmente sono maschietti, attribuiscono viceversa all’erezione, al fatto che qualcosa si alzi, un valore positivo. Quindi a loro sta più simpatica la quotazione certo per incerto, quella nella quale il numero che esprime il tasso di cambio è la quantità di valuta estera che acquisti con una unità di valuta nazionale, perché in questo caso all’innalzamento del cambio (valore antropologico, o meglio andrologico, positivo) corrisponde una rivalutazione (valore morale positivo). Esempio: se l’euro passa da 1.27 a 1.32 sul dollaro vuol dire che con lo stesso euro compri cinque centesimi di dollaro in più: l’euro vale di più, si è rivalutato, e il cambio si è innalzato (o eretto).

Questa quotazione ha quindi il vantaggio di allineare i discutibili valori di persone dalla limitata capacità di comprensione, ma non ha molti altri vantaggi. Ad esempio, se vuoi studiare le relazioni fra inflazione e svalutazione conviene usare la quotazione incerto per certo. Perché? (ne ho parlato qui).

Perché quindi dico che il povero eurizon è un giovinastro da laurea triennale? Ma perché in tutta evidenza è uno che ha cominciato a lavorare (se lavora, cosa che mi preoccuperebbe un po’) da quando il cambio è quotato certo per incerto. Per questo motivo ignora che una svalutazione del 200% è perfettamente possibile, quando il cambio sia quotato incerto per certo. Significa, semplicemente, che il numero di pesos necessario per acquistare un dollaro triplica. E questo è quello che è successo. Vi faccio vedere la schermata delle International Financial Statistics:



dove è chiaro che in media d’anno il cambio è passato da 1 peso a 3.06 pesos per dollaro. Se volete prendere il valore al 31/12, anziché la media annua, il cambio passa da 1 peso a 3.32 pesos per dollaro. Quindi la svalutazione (aumento del cambio, cosa che la persona dalla limitata capacità di comprensione ignora per motivi anagrafici) è stata pari a (3.06-1)/1=2.06=206%. Ecco da dove derivo le sicurezze che ostento (millantare significa un’altra cosa, o persona dalla limitata capacità di comprensione!): le derivo dalla conoscenza approfondita e dalla assidua frequentazione quotidiana con queste statistiche, essendo io docente e ricercatore in economia della globalizzazione in un paio di università europee (quella Europa che tu, in quanto persona dalla limitata capacità di comprensione, sicuramente identifichi con l’euro, da cui il tuo tono scioccamente polemico).

Ecodellarete la matematica la sa, ma si documenta su Wikipedia. Ahi noi!

Dunque, andiamo per ordine.

Perché utilizzo il valore medio annuo come riferimento? Semplice: perché stavo esplicitamente parlando di dati annuali, e perché il tasso di cambio ha una volatilità estrema in certe circostanze, per cui il valore di un singolo giorno (ad es., il 31/12) può anche non aver particolare significato: basta poco per farlo schizzare in alto o in basso, ma a me interessa parlare delle relazioni fra fondamentali, quindi questa volatilità, che giustamente interessa ai trader (perché ci possono guadagnare) a me interessa di meno (proprio perché i trader, guadagnandoci, concorrono a livellarla: se il peso si svaluta troppo loro lo comprano e quindi ne riportano su il prezzo, sicché per avere una visione un minimo organica di quello che è successo in questo caso convengono i dati a bassa frequenza).

Bene.

Io, che questo accade, e che possa accadere ad esempio anche alla lira, l’ho detto e ripetuto diverse volte, quindi ad esempio anche nella conferenza (se la ascoltate: ma mi sembra che tutti l'abbiano guardata e pochi ascoltata: mi fa piacere, vuol dire che sono bello, ma aspirerei anche a essere reputato interessante) e anche qui. Non capisco quindi come Ecodellarete possa permettersi di parlare di pagliuzza (fatto salvo un suo recondito desiderio di interrompere qualsiasi rapporto con me), visto che in quanto ho detto non vi sono né pagliuzze né travi: i dati annuali (cui esplicitamente mi riferivo) sono quelli che dico io e sono riportati qua sopra.

Se vogliamo guardare ai dati mensili è ovvio che la relazione sarà diversa, perché ci sarà più volatilità. Ecco qua:



Si vede bene che a fine giugno, ad esempio, il cambio era finito a 3.75 (qualcosa di simile a quello che dice Wikipedia). Magari con i dati giornalieri vedremmo che in un certo giorno è arrivato a 5 (quello che per la persona dalla limitata capacità di comprensione sarebbe un aumento del 500%!). Ma che ce ne frega di quello che è successo in un certo giorno se stiamo analizzando scenari di medio periodo, soprattutto laddove le variabili che consideriamo sono intrinsecamente volatili, ma la loro volatilità impatta poco sui fondamentali (tipo inflazione, come abbiamo visto qui)?


Quindi, Eco, io ti voglio bene, ma non vengo a spiegarti la legge di Ohm, e tu applica la reciprocità, perché altrimenti succede questo.

Ma andiamo avanti.


La persona dalla limitata capacità di comprensione ne dice un’altra che è fantastica. Nel criticare l’ipotesi da me avanzata (con ottimo supporto) che i cambi nominali, lasciati liberi di fluttuare, tendano ad obbedire alla parità relativa dei poteri d’acquisto, l’amico dice: “Ed i prezzi in Argentina non erano 4 volte superiori a quelli Usa.Ecco: questo è un altro tipico caso di limitata capacità di comprensione piddina: la confusione fra livello dei prezzi, e tasso di crescita, cioè inflazione. Del livello dei prezzi ce ne frega poco, anche perché, come ho spiegato partitamente qui, i prezzi sono misurati come indici e quindi il loro livello dipende dalla scelta della base, che è convenzionale. Quello che la teoria della parità relativa dei poteri d’acquisto dice è che il cambio nominale, come ho spiegato nel link citato e come si vede ad esempio nel caso dell’Italia, sempre nel link citato, si muoverà in modo da compensare il differenziale di inflazione cumulato fra il paese “periferico” e il paese “centrale”. Tanto è forte questa regolarità che, come vi ho detto, gli studi del Fondo Monetario Internazionale  (ma qui eurizon ce lo siamo perso per strada), dimostrano che è a questo modello (e a quello di Balassa-Samuelson) che i previsori professionisti (categoria alla quale eurizon si illude di appartenere) si affidano per le loro previsioni. E fanno bene.

Tanto per capirci, e tornando al discorso fatto sul 1992, nel 1992 il riallineamento concordato all'interno dello SME (Sistema Monetario Europeo) non fu del 20%, ma inferiore (inizialmente del 7%, i dettagli stanno qui). Furono i mercati a portare il cambio a una svalutazione (aumento) del 20%, perché quello era il differenziale di inflazione cumulato rispetto al paese “centrale” (la Germania) dall’ultimo riallineamento. Quindi vedete che i mercati si comportano come dico io? Con i paroloni di eurizon come “differenziali di tasso” (forse voleva dire di interesse) e “credibilità” ci si puliscono le scarpe, o altro.

Ecco. Uno fa una fatica immane, aggiungendo al proprio lavoro la croce di scalfire la scorza della vostra ignoranza, della quale non siete colpevoli, perché è il frutto di trent’anni di deliberata disinformazione, e poi si ritrova di fronte degli interlocutori di questo tipo... E io dovrei scrivere un libro perché venga letto da uno simile?

Bene, caro Eco, per fare pace ti offro due possibilità:

1)      o rimuovi come spam il delirio di quel poveraccio;

2)      o gli spieghi con parole tue quello che ho detto.

Non dargli il link a questo blog, perché qui il suo fetore non vogliamo sentirlo. C’è sempre una terza possibilità: mi cancelli dalla rubrica.





Scusate, una nota metodologica: ma se invece di dire “persona dalla limitata capacità di comprensione” avessi detto direttamente “imbecille” (secondo il Devoto-Oli) non avremmo tutti risparmiato tempo? La percentuale non so darvela, per quelle ci vuole l’espertone, eurizon...

98 commenti:

  1. Initium sapientiae est timor mei.

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    1. E andatevi a vedere il dialogo che si è scatenato sotto al video: grassissime risate per tutti! Ma se potete non portate questa merda qua.

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    2. Secondo me eurozon era Fassina!

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    3. Infatti temo si sia bannato da solo.
      Se conosco certi tipi di "polli" sono quasi sicuro che verrà a leggersi il blog alla prima occasione, nessuno glielo può impedire.
      E probabilmente cercherà qualche, a suo modo di vedere, occasione per coglierla in fallo ed intervenire con chissà quale nick (anche se spesso, nonostante la pressochè infinita disponibilità di nick, certa gente non sembra avere molta fantasia).
      Solo che ci seguirà lacerato tra un fortissimo desiderio di intervenire per ottenere qualche forma di rivalsa e la contemporanea paura di essere scoperto.
      Non male come nemesi per una “persona dalla limitata capacità di comprensione”. ;)

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    4. Ma guarda che a me se uno mi riprende su una cosa giusta, anche se lo fa in modo fastidioso, comunque mi aiuta. Mi è capitato di rettificare dei post precedenti. Però quando invece ho ragione devo evidenziarlo, perché il livello che c'è in giro non è quello che c'è qui, e sinceramente che uno scemo qualsiasi possa far sorgere in un ascoltatore mediano di youtube dei dubbi mi darebbe fastidio, ovviamente non per me (ho altrove i miei tribunali), ma semplicemente pro veritate.

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  2. E invece proprio il libro, con la divulgazione "anche" della raccolta di queste "perle" di arrogante e diffusa ignoranza, sarebbe un buon sistema per chiarire il quadro dei concetti mal-utilizzati dagli economisti senza virgolette e loro seguaci fanaticamente acritici (su tutto, mica solo sull'economia, se uno è acritico è acritico, e proprio nel senso cognitivo: che poi sul piano psico(pato)logico significa fallimento dell'"atto di ribellione" identitario, e quindi adulto frustrato che nasconde la propria autopercezione di incapacità col perfezionismo narcisistico, ossia la pedissequa e ossessiva esteriorizzazione di atteggiamenti aggressivi, pedanti e dogmatici su cui appoggiare la propria "non forza").
    Vabbuò, propenderei per dei "camp" estivi di formazione sull'economia aperti a chi sia desideroso di capire (con multidisciplinarità versata su argomenti letterari e scientifici divertenti per l'intelletto, a totale discrezione della direzione didattica, in modo da rintracciarlo...l'intelletto)

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    1. Caspita! Si vede che hai studiato... Be', ora che so com'è andata diciamo che lo perdono. Comunque, sull'idea dei camp per casi simili sono assolutamente d'accordo. Io sono pur sempre un sentimentale.

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  3. Gentilmente potrebbe pubblicare il mio commento?
    grazie

    Roberto

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    1. Non solo non lo pubblico, ma ti banno, dal momento che come ho spiegato in un altro post io non sono qui al servizio vostro, ma ho altro da fare, quindi, nonostante il tuo commento fosse interessante e fosse in coda per essere pubblicato, adesso lo elimino e tu te ne vai da un'altra parte. Se ti interessa tanto far sapere al resto del mondo quello che pensi, apriti un tuo blog. Io qui sto lavorando (gratis) con impegno, obiettivi e scadenze che suppongo tu sfuggano. Non tollererò più
      né solleciti né messaggi a puntate.

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    2. Una faccenda di omonimia.
      (Au revoir, Profe)

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    3. Non c'è tema di errore, tu scrivi in italiano. Bon voyage.

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  4. Dai Alberto, l'ignoranza è tanta e ci vuole perseveranza e amore nel combatterla. Grazie a nome di tutti noi ignoranti (non SOLO per colpa nostra), chissà che un po' alla volta ci si chiariscano le idee.

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  5. Meno male che c'è lei che ogni tanto ci regala qualche risata (anche se su fatti drammatici)

    L'altro giorno ho visto l'intervista rilasciata alla CNN da Mario Monti, mamma mia, pelle d'oca...

    Non so cosa fosse peggio, se quello detto dall'intervistatore Fareed Zakaria o dal "nostro" Primo Ministro (almeno ha ammesso che austerity e crescita non sono conciliabili, sottolineando però che preferisce il termine "stabilità fiscale" ad austerity... gli replicherei che sono comunque "volatili per diabetici"...)

    Un caro saluto,

    Gilberto

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    1. Be', visto che questo post è la mostra mercato dell'eufemismo il tuo commento è del tutto appopriato. Parleremo anche noi di "stabilità fiscale", d'ora in avanti!

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  6. Spiegherò a Eurizon, con parole mie, "quelo" che lei ha detto prof! Misurerò ogni parola, rileggerò con cura e rimuoverò ogni possibile ambiguità. Dopo questa bacchettata (ma io le accetto le bacchettate da chi ne sa più di me, così come le infliggo a chi ne sa di meno, ad esempio i miei cari, amatissimi studentelli) è il minimo che possa fare. Le chiedo solo di aspettare qualche ora, perché adesso vorrei uscire in bicicletta. Credo che arriverò fino a Falvaterra.

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    1. Mi annaffi i gerani? Qu'un sang impur abreuve nos sillons...

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    2. @eurizon. Provo a spiegarti il concetto con un esempio non economico. Immagina di avere un processo nel quale siano coinvolte due sostanze, P e D. In condizioni standard il processo è in equilibrio se sono presenti una unità di P e una di D (rapporto 1/1). Ora immagina che, al variare della temperatura, per mantenere il processo in equilibrio tu debba aumentare la dose di P, che passa da 1 a 3, perché questa sostanza è diventata meno efficace (si è svalutata).

      Se hai un indicatore che ti fornisce, istante per istante, il rapporto tra le due quantità, se esso indica P/D leggi 3, se indica D/P leggi 0.33. Poiché la variazione percentuale di una quantità si calcola con la formula: |valore finale - valore iniziale|/valore iniziale*100, ne segue che usando il rapporto P/D ottieni una variazione del del 200%, equivalente a una variazione del rapporto D/P del 66%.

      Insomma, affermare che P si è svalutata del 200%, o che D si è rivalutata del 66%, significa dire la stessa cosa.


      p.s. per Bagnai: va bene così, spiegata senza parlare di economia?

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    3. Au lieu de sang... moi je préfère le vin!

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    4. Ma col vino il geranio mi si secca...

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    5. Scusa, apprezzo il tuo relativismo quantistico, ma qui il problema è molto più terra terra. L'amico in questione non sa come vengono quotati i tassi di cambio e non sa capire che nel contesto di quello al quale facevo esplicitamente riferimento io non ci sono due modi di dire le cose, ce n'è uno solo. Chiariamoci: siccome il cambio è un rapporto fra due valute, e ci sono due modi di quotarlo, io spero che tu non creda che ogni volta che si nomina un apprezzamento o un deprezzamento si debbano dare quattro percentuali!

      Se dico che mi pongo dal punto di vista dell'Argentina e che il cambio è in pesos per dollaro (price quotation system, quotazione incerto per certo), allora c'è stata una svalutazione del 200% e basta.

      Controesempio.

      A seguito della crisi del 1992 il cambio ITL/ECU si svalutò di circa il 20%, passando da 1533 a 1841 (lire per ECU). Hai mai sentito qualcuno dire che si svalutò del -16% (come sarebbe se si fosse adottata la quotazione certo per incerto)? Non credo. Perché? Perché siccome il cambio era quotato in quel modo, c'era un modo solo di dire le cose: quello.

      Non è poesia.

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  7. Buongiorno Prof.
    Lo sa che alla fine queste sciocche obiezioni le apprezzo ? Ovviamente non per quello che affermano, ma per quello che scrive lei nel rispondergli.
    A proposito, parlando di Nazionalismo, aver cambiato il metodo di quotazione dell' euro rispetto alla lira da "incerto per certo" a "certo per incerto", non le sembra un modo per esprimere e comunicare l' idea che l' euro è ( avrebbe dovuto essere ) la certezza e le altre monete non sono un azz..o ?

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  8. Certo che la rete sa essere davvero impietosa: a differenza delle figuracce fatte tra amici, che poi magari dimenticano e passano ad altro, sulla rete cavolate simili rimangono nero su bianco. Provo ad immaginare come debba sentirsi eurizon dopo la lettura di questo post e mi vengono i brividi...deve essere tosta, ma magari lo aiuterà a migliorarsi, spero.

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    1. Non preoccuparti, starà benissimo. Se le cose che dico non fossero molto oltre la soglia della sua percezione, il problema non si sarebbe proprio posto. Quindi vivrà lieto e sereno nelle sue granitiche certezze. Piuttosto mi preoccupo per la sua ragazza (perché uno coglione così, duolmi ammetterlo, può essere solo un uomo).

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  9. Ma benedetto il signore, così prof. incute veramente paura!
    Ah, ah, ha! Sto ancora ridendo, lei è veramente uno spassosissimo permalosone!

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    1. Pippo, anche tu per me sei come un figlio... se mi dici che sono permaloso ci credo! Tieni presente però che la pdlcdc (acronimo) offendeva non la mia umile persona, ma la verità storica e fattuale. E io sono pur sempre il Cavaliere Nero.

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    2. Ah profe, lo dicevo in senso buono. Comunque se la può consolare, io sono molto, ma molto più permaloso di lei!

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    3. Ma infatti mica mi sono offeso! Mica sono io la verità!

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  10. Prof. la ringrazio di cuore.... Sto piangendo dal ridere! A eurizon (forse voleva chiamarsi eurozona ma la a gli è rimasta nella tastiera ed è uno di quelli che euro al plurale lo fa finire in i) senti c'ho un filmato da proporti. Tu mi devi dire chi sei dei tre "bocconcini". http://www.youtube.com/watch?v=OviAPi2AlTk
    Prof. gliel'avevo detto è uno spasso!!! L'angoscia non passa ma se ne trovi uno al giorno di eurizon sono come le mele. Levano il medico di torno!!!

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  11. Bagnai non perdona...dal resto essere ignoranti non è una colpa, essere ignoranti e spocchiosi però...

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  12. ma non aveva letto La Storia dei Cambi? (non ha letto il sottotitolo che recitava "Come arrivammo al 13524R")

    comunque c'è un acredine nei tuoi confronti in giro che ha dell'incredibile. questo qui non è il primo che ti definisce pseudo-economista o scemenze di questo tipo (ne ho letti diversi e non solo su NFA, il sito dei panda). o meglio, c'è un astio misto a diffidenza che è incomprensibile.

    a questi piace veramente essere cornuti, mazziati, umiliati e pure presi in giro successivamente. piena sindrome di stoccolma.

    ciò non toglie che sono benvenuti, vista la magra figura che segue.

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    1. In consiglio di facoltà, alla vigilia della mia partenza per la Francia, il rappresentante degli studenti, che è un amico, chiese non so più cosa (forse la mia disponibilità a fare esami rispetto a un corso che si era estinto nel 1648 con la Pace di Vestfalia). Io naturalmente la diedi, perché sono di animo buono.

      Dopo di che aggiunsi: "non preoccupatevi: la mia porta è sempre aperta. Ma io non ci sono mai."

      (cosa lecita, visto che mi era appena stata autorizzata una missione scientifica di tre mesi).

      Anche qui la porta è sempre aperta.

      A chi capisce dà molto fastidio che qui si diano dati, si citino articoli e working papers, si sappia di ciò di cui si parla.

      A chi non capisce, viceversa, dà molto fastidio il mio punto di attacco, che consiste, ahimè, nel far capire a chi non capisce quanto è stato fesso. Siccome rendersene conto non fa mai piacere, ecco che poi nascono certi (ri)sentimenti.

      Ma di base...

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    2. Di base... quelli che capiscono quanto sono stati fessi si arrabbiano molto di più di quelli che non si sono mai preoccupati di farsi un'opinione, quale che fosse. Io, ad esempio, mi trovo nella scomoda posizione di uno che credeva che il primo governo Prodi fosse stato il migliore della seconda repubblica, che Ciampi avesse salvato il paese e che Amato non potesse far altro che applicare il prelievo del 6/1000 sui depositi per rimediare alle ruberie della prima repubblica. Perché l'ho fatto? Semplice, perché, come tanti, ho sempre avuto un sacco di cose da fare (e molti piaceri personali da coltivare), per cui ho scelto la strada più semplice. La dico in termini roboanti, così si vede che sono istruito: ho minimizzato il mio "hamiltoniano esistenziale". Ovvero mi sono fidato di persone che, mi sembrava, fossero degne di fiducia, per avere il tempo di pensare agli affari miei.

      E me la sono bevuta, ah quanto me la sono bevuta! Poi sono successe due cose: è arrivata la crisi e, grazie a Internet, sono entrato in contatto con persone che erano molto critiche verso i "miei eroi". All'inizio neppure leggevo certi post sui blog, poi ho cominciato a farlo, seppure con un forte pregiudizio. C'erano molte evidenti scemenze, ma ogni tanto imboccavo qualche articolo ben scritto e ben argomentato.

      Ho cominciato a scremare, mi sono interessato sempre di più di politica e di economia, e ad un certo punto mi era sembrato di aver capito. Avete indovinato: ero diventato un grillino, ma non mi sono fermato lì. Il fatto è che quando un certo tipo di uomini del popolo (classe alla quale appartengo) si svegliano dal lungo sonno, è difficile, molto difficile, rimetterli a nanna. E' vero, mi mancano i fondamentali, mi manca la cultura, perché sono stato "istruito" per svolgere delle mansioni, e non per pormi delle domande, ma il tempo della fiducia, almeno per me, è finito.

      Detto questo, vorrei spezzare una lancia in favore di Eurizon. Io credo (preferisco pensare) che lui sia una delle tante vittime di un meccanismo che ha regalato a tanti povirazzi l'illusione di possedere una "professionalità" che invece altro non era se non un insieme di metodi adatti allo svolgimento di mansioni, magari tecnicamente complesse, ma pur sempre mansioni. Ebbene, prof. Bagnai (anche io a lei "le vojo bene"), credo che dopo la giusta e necessaria strigliata iniziale, a Eurizon, e a tanti come lui, vada offerta la possibilità di essere accolti.

      Magari non tutti gli "Eurizon" in circolazione avranno il buon senso e l'umiltà di accettare il fatto che la loro competenza professionale altro non è che un bagaglio di nozioni confuse e di banali metodi operativi, ma quelli che avranno la forza di rimettersi in discussione sono, io credo, persone con le quali vale la pena provare. La invito, prof. Bagnai, a mettersi nei panni di un Eurizon. Provi ad immaginarselo: studi tecnici, qualche anno di università, abbandono, sbandamento esistenziale... assunzione in qualche azienda che vende prodotti finanziari, o case, o automobili... e tanti, tanti corsi di formazione full immersion in giacca e cravatta.

      Dopo un po' acquisiscono una professionalità tecnica, magari si confrontano con i loro simili che fanno lavoretti precari e ... credono di capirci qualcosa. E diventano pure presuntuosi.

      Ma sono pur sempre il popolo! Eurizon, glielo faccio notare, per fare il commento che ha fatto, il suo video se lo è pur visto! Le sembra tanto strano che, a sentirsi dire "non ci hai capito un cazzo" si ribelli un po', almeno all'inizio? Però, lo ribadisco, Eurizon il suo video se lo è visto!

      Io, che sono parte del popolo ingannato da sempre, le chiedo di dar loro una possibilità. Se lo farà, verrò ad innaffiarle i gerani.

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    3. Certo che la gente ce l'ha con lei. Vieni qui spippola montagne di dati a suffragio della verità e in conseguenza di questo ci prospetta di cadere dal quinto piano senza paracadute sopra un letto per Fachiri. Cosa vuole un premio???? E' logico che qualcuno da via di matto tipo eurizon (eurozona????) e comincia a sparare numeri a caso. Comunque meglio sapere quello che sta per succedere che rinnegare la verità. Per i deboli di cuore però il comportamento eurizon potrebbe essere terapeutico... almeno puoi morire convinto che ti salverai fino all'ultimo istante.

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    4. Non è per quello che dico, penso che sia per come lo dico. Il fatto è che io cerco di non fare terrorismo, quindi non penso che il problema sia che io prospetto la caduta. Ripeto: dopo la svalutazione del 1992 a me sono solo caduti i capelli. Certo: oggi sarebbe peggio... ma solo per voi: a me i capelli sono già caduti!

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    5. @Eco

      Nemmeno io ho capito tutto subito, sicuramente non capisco molto nemmeno adesso, e non è sicuramente per merito, ma solo per caso, che mi son trovato a vivere in un ambiente più civile di quello dal quale proviene eurizon. Io non ce l'ho con lui. Del resto, se lo sono spolpato vivo, poraccio.

      Qui ci sono due ordini di problemi.

      Il primo è quello di sottolineare comunque la verità fattuale.

      Il secondo, certo, è quello che tu evidenzi, cioè quello di includere il più possibile, di non essere "esclusivi". Tieni presente però che io è da qualche anno che sono euroscettico (diciamo dal 1997?) e che discuto con piddini vari, compreso nel momento del loro trionfo, quando sembrava che tutto andasse bene, e quindi chi faceva vedere le crepe o ascoltare gli scricchiolii veniva preso per pazzo paranoico. Ora dove sono quelle persone? Io dimentico, ma non perdono. Sono molto rancoroso. E in fatto di economia, però, sono poco smemorato. Per cui, sai, alla fine quando arriva uno come eurizon succede che o mi sfogo così, oppure tiro fuori il barone di Charlus che è in me e mi dico: "raglia, raglia, asino mio, perché tu tanto, con il tuo lavoro, la tua cultura, le tue competenze, sei costretto a restare in questo paese che stai mandando a fondo con la tua scemenza. E io assisterò al naufragio dalla Nuova Zelanda."

      Questo però preferirei non arrivare a pensarlo.

      Per cui ti ringrazio per le tue sagge parole.

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    6. Meno male che sono arrivate le sagge parole di Eco Della Rete. Si pretende di fare dell' informazione corretta per chi viene ingannato perché non si intende di economia e viene facilmente raggirato dal potere, persone (PERSONE)che per la loro scarsa conoscenza dell' economia credono alle balle che gli vengono raccontate e che come è intuitivo arrivano a sparare delle goffe stupidaggini che per la loro stessa goffaggine sono evidentemente in buona fede, mosse casomai dal desiderio di riscattare in qualche modo la coscienza della propria ignoranza e poi, nonostante le ottime intenzioni programmatiche, ci si lascia andare al gusto stupido di mortificarle pubblicamente. A che serve? Si era detto che il signore che parlava dalla montagna consigliava di giudicare dai frutti e non tanto dalle pie intenzioni, ma mi sembra che i "fructibus eorum" non collimino del tutto con lo sbandierata volontà di giustizia per i pauperes spiritu. Poi se lo scopo è la casetta in Nuova Zelanda accomodatevi pure fin da adesso perché qui fra non molto ci sarà da lottare e bisognerà imparare in fretta a capire le ragioni di chi, non per sua colpa, non è ancora in grado di aprire gli occhi perché bisognerà essere in tanti per resistere.
      L' intelligenza senza umanità è come la conoscenza dei fatti senza azione politica: non serve a nessuno.

      Non sono né conosco Eurizon.

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    7. Ah se è per i capelli son messo peggio io... a me il phon neanche prende giri che son già asciutti!

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    8. @istwine
      Commento qui poichè mancava proprio un'ultima goccia ...
      Ma anche perchè il racconto è imperdibile e può servire.

      «... insieme s’accostarono là dove Calandrino solo si sedeva, e faccendo vista di non vederlo, insieme cominciarono a ragionare delle virtù di diverse pietre, delle quali Maso così efficacemente parlava come se stato fosse un solenne e gran lapidario.
      A’quali ragionamenti Calandrino posto orecchie, e dopo alquanto levatosi in piè, sentendo che non era credenza, si congiunse con loro; il che forte piacque a Maso; il quale, seguendo le sue parole, fu da Calandrin domandato dove queste pietre così virtuose si trovassero.
      Maso rispose che le più si trovavano in Berlinzone, terra de’ Baschi, in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce, e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta, ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli, e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciol d’acqua.
      - Oh, - disse Calandrino - cotesto è buon paese; ma dimmi, che si fa de’ capponi che cuocon coloro?
      Rispose Maso:
      - Mangiansegli i Baschi tutti.
      Disse allora Calandrino:
      - Fostivi tu mai?
      A cui Maso rispose:
      - Di’tu se io vi fu’mai? Sì vi sono stato così una volta come mille.
      Disse allora Calandrino:
      - E quante miglia ci ha?
      Maso rispose:
      - Haccene più di millanta, che tutta notte canta.
      Disse Calandrino:
      - Dunque dee egli essere più là che Abruzzi.
      - Sì bene, - rispose Maso - si è cavelle. ...»

      E qui basta perchè ormai si è quasi in sincrono col tempo effettivo. Buona lettura.

      Si può raccontare meglio di così?

      ps l'omissis iniziale per evitare lo svelamento anticipato della trama da parte del narratore

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    9. @Jacomyr

      Carissimo anonimo,
      ti ripeto in pubblico quello che ho detto a Eco in privato. Mi permetto come premessa di evidenziare che tu, come tanti altri cuor di leone del web, te ne stai comodamente nascosto dietro l'anonimato, avendo molto probabilmente poco o nulla da perdere se ti esponessi, e sicuramente molto meno di me.

      Passo poi a farti notare che il "povero" eurizon ha esordito dandomi del millantatore (lo hai letto?), e che quando uno fa il mio lavoro temo debba considerare un simile attacco alla propria dignità professionale piuttosto pesante. Se avesse messo il nome lo avrei potuto querelare (ovviamente non ci avrei perso tempo, va da sé): non ce l'ha messo, e gli ho dato della persona dalla limitata capacità di comprensione. Non mi sembra così grave. Direi, eventualmente, che è tautologico: quando uno individua un aumento del 100% con una moltiplicazione per uno... se lo dice da solo!

      Veniamo al giudicare dai frutti.

      Io credo che a te sfugga una cosa (probabilmente perché ti interessi da poco di economia e perché hai solo superficialmente seguito questo blog): la tua frase patetica "qui fra non molto ci sarà da lottare" non coglie il fatto che qui è in corso una lotta da trent'anni. In questa lotta, giudicando dai risultati, eurizon ha scelto (non mi interessa quanto consapevolmente: io giudico dai risultati) di schierarsi dalla parte della disinformazione fascista, attaccando una persona che con grande fatica e grande pazienza cerca di fare informazione.

      Ai miei tempi i fascisti venivano sprangati. Io non ho mai approvato né partecipato a prassi di quel tipo, e ho fatto bene, perché chi invece partecipava ora è nei giornali di regime a dire che l'euro ci salverà. Ma, come dicevo a ecodellarete, io posso vedere la persona umana anche nel nazista che apre il rubinetto della camera a gas, posso capire le sue ragioni, posso commuovermi perché la mamma non gli rimboccava le coperte da piccolo, posso giustificarlo perché Goebbels lo ha disinformato, e posso anche fare uno sforzo didattico ulteriore, sperando che sia utile, per tentare di redimerlo.

      Posso fare tutto questo, e anche di più.

      Ma dopo averlo fermato.

      Perché la lotta è già iniziata.

      Ben alzato! Ti faccio un caffè?

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  13. Parlando di cambi, ora che il dollaro si è apprezzato sull'euro panico per la conseguente impennata dell'inflazione determinata dai costi dell'energia? Non mi pare proprio, pure sul sole 24 ore qualcuno tira un respiro di sollievo...
    Io personalmente era un po' che bestemmiavo l'euro alto (e molta gggente non capiva perche': avere una moneta molto forte e' una gran cosa!), e spero che il ribasso duri, magari in bottega riesco a cogliere qualche beneficio. Ma a pelle trovo inquietante Barroso che preme per una unione bancaria europea... chissà, probabilmente devo ricalibrare il mio sesto senso. O tempora, o mores - si stava meglio quando si stava peggio etc etc etc...

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    1. Ho pronto da qualche tempo un grafico che fa vedere come l'euro ci ha protetto dal caro benzina, ma una vita non basta. La gente non si rende proprio conto degli ordini di grandezza dei fatti economici! Tieni presente che all'ingresso l'euro ha esordito svalutando del 20% in due anni... Qualcuno se la ricorda, la stabilità dell'euro? Qualcuno crede veramente che la rimpiangeremo?

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    2. Io me lo ricordo bene., l'euro basso.... stesso periodo in cui il management di una grande multinazionale aveva valutato la competitività degli outsourcing partner italiani pari a quella degli indiani.... bei tempi, o meglio, vita meno grama di quanto lo sia ora...

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  14. OT.

    Lo confesso sono stato stimolato dalla battuta di Alberto che nel suo intervento a Frosinone afferma " se lo spread aumentava perchè Berlusconi andava a mignotte, a questo punto è lecito pensare che Monti si da daffare".

    Ieri sera in fretta e furia non ho resistito Post breve e sintetico

    Crisi: Spread Il governo Monti “preoccupa” i mercati.

    http://keynesiano.wordpress.com/2012/05/30/crisi-spread-il-governo-monti-preoccupa-i-mercati/


    Oggi leggo su Repubblica

    Spread, Monti resta preoccupato "Rischio contagio malgrado gli sforzi"

    http://www.repubblica.it/politica/2012/05/31/news/monti_riflessione_germania-36280836/?ref=HREC1-7


    PS: Stasera ho una riunione al circolo del PD dove sono iscritto,c'è anche il segretario provinciale, mi porto dietro l'articolo di Visco pubblicato sul Fatto.


    “Alla Germania nell’euro servivamo proprio perché deboli”. Parola di Visco.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/alla-germania-nelleuro-servivamo-proprio-perche-deboli-parola-visco/228400/

    SECONDO VOI, RIUSCIRO' A SPIEGARE AD UN AMICO DEL PERCHE' IL SUO SALARIO NON CRESCE?

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    1. Secondo me ti dirà che la colpa è di Berlusconi, o dei cinesi, o degli americani che ci invidiano perché l'euro li minaccia. Caso mai il disco fosse cambiato, fammi sapere, che mi compro quello nuovo. Divertiti anche per noi!

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    2. Il disco è incantato.

      Però ti segnalo questa che ho recuperato su segnalazione di un bloggers sul sito di Piga, forse ti farà piacere.

      Lettera dall'Argentina

      http://www.beppegrillo.it/2011/11/lettera_dallargentina.html

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  15. Caro prof.Bagnai, io nella mia grassa ignoranza economica ( e non dico per dire , chi l'aveva mai sentito cambio certo per incerto e così via )intuivo che comunque si poteva svalutare del 200%, in ogni caso la ringrazio molto perchè adesso forse ho qualche nozione in più

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    1. C'era anche un motivo pratico. Quando la lira stava a 1500 sul dollaro (incerto per certo: 1500 lire compravano un dollaro) questo significava che con una lira si compravano 0.00066 dollari (certo per incerto). Capisci bene che la quotazione certo per incerto sarebbe stata poco pratica, soprattutto coi matematici che girano per l'Italia...

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  16. Caro Alberto. Sono un docente di matematica della scuola media spagnola e tradurrò questo suo post per le mie lezione del anno prossimo (se questo colpo di stato che si sta sviluppando in europa ci permete di arrivare lì). Auguri, dal punto di vista didattico è magistrale

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  17. Ieri stavo guardando le quotazioni dell'euro rispetto al dollaro (certo per incerto) e devo dire che dopo poco sono passato a quelle del dollaro rispetto all'euro (certo per incerto)... ora mi domando: sono ancora abituato alle vecchie quotazioni della lira rispetto al dollaro (incerto per certo) o è stato l'ammosciamento dell'euro a disturbarmi? In effetti però anche l'andamento del dollaro rispetto all'euro non mi è sembrato molto convincente. :)

    P.S.
    Mi domandavo se può essere conveniente acquistare dollari in questo momento...

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  18. Beato te... io non posso andare in Nuova Zelanda ma soprattutto non posso portarci al sicuro il mio direttore generale ed i miei figli... mi basterebbe solo quello, poi tornerei ...

    Goodbye my darling hello Vietnam a hill to take a battle to be won Kiss me goodbye and write me while I'm gone goodbye my sweetheart hello Vietnam

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  19. LECTIO MAGISTALIS!

    Grazie, Alberto B, l "economista" che condivide numeri pitagorici e non statistiche autoreferenti.

    Nella tua "casa", io boccadoro, desidero anche condividere la piccola metafora della "cicoria che non potrà mai essere sequoia": è differenza biologica e auguro a tutti la consapevolezza del rispetto, della funzione naturale e della decenza appartenente, quella recitata dallo spezzino Maggiani nella "meccanica celeste".

    Nel agorà voglio sussurrare che è ora di mollare anche il gavitello cartesiano del "cogito ergo sum", non tiene nella tempesta antropologica che tutti speravamo fosse solo brezza.

    That's all, folks!

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  20. IMPUBBLICABILE?

    Professore,
    se non vuole rovinare un'amicizia cestini!
    Il professor Piga, che lei cita con stima e che l'economia la sa molto bene, non mi piace per niente. Secondo me mescola verità economiche e ipocrisie politiche, cosa che lo lo rende ancor più infido e viscido di quelli del Corriere o dei saputelli piddini.

    Primo: è troppo ottimista: io ero un gigiona che credeva (tempo imperfetto) alla storiella dei fratellini che si volevano tanto bene, ma lui gigione non lo è per niente e il suo ottimismo mi puzza assai.

    Secondo continua a fare paragoni con gli USA, e quando gli si fa notare che c'è stata la guerra di secessione, risponde che però "DOPO la guerra bla bla bla".
    Ma come dopo? IO NON VOGLIO NESSUNA GUERRA!
    Risposta: "Sono d’accordo con lei. Ci deve unire l’ottimismo della volontà".
    Oh signur!!!! (li guarda gli Sgommati?)

    Terzo: il suo discorso in commemorazione di Caffè mi ha fatto venire il latte alle ginocchia (prima di addormentarmi)

    Quarto: è la forzatura dell'euro che provoca pericolosi nazionalismi, non la libertà di uscirne. Ci sono paesi europei che non hanno l'euro, gli facciamo la guerra? L’ "inaridimento dell’Europa" paventato da G.P. secondo me si verifica quando ci sono politici aridi come Barroso, Van Rompuy, Merkel, ecc., non perché ci sono tante monete diverse.

    Quinto: sostiene che l'EU non è ancorata in una solida e forte volontà culturale di restare assieme, di sentirsi europei allo stesso livello, greci e tedeschi e di riconoscere che la Grecia non sarà mai la Germania, sarà sempre la Germania di 30 anni fa, e che non c’è nulla di male in tutto ciò e che i nostri fratelli greci bla bla bla"
    Ma poi è lui il primo a non metterli sullo stesso livello: la Grecia NON è la Germania indietro di 30 anni. La Grecia è la Grecia, uno stato al pari di tutti gli altri stati, e spero che tra 30 anni non diventi come la Germania di adesso!

    Sesto: è troppo intelligente e preparato per non ammettere la verità economica, quindi ricorre al gioco dei cassettini per cui gli economisti devono parlare di economia e i politici di politica.

    Settimo: mi fermo per non diventare petulante.

    E ora mi strapazzi pure, dopo tutto il melenso buonismo del prof. Piga, sarà un piacere ritrovare il Cavaliere Nero.

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    1. Ma io non ti strapazzo per niente. Ho invitato Gustavo a Pescara, mi ricordi che devo ricordarglielo, spero che parteciperà alla tavola rotonda. Mi annoto le tue osservazioni...

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    2. Grazie professore,
      alcune cose le ho già scritte (educatamente non come ho fatto qui) sul blog del Prof Piga. Ad esempio questo è l'ultimo scambio in cui si è inserito anche Rob (da Goofy?).

      http://www.gustavopiga.it/2012/spinelli-1-e-visco-e-la-pietra-bianca-su-cui-sedevano-i-filosofi-greci/#comments

      Ovviamente cerco di non buttarla sull'economia, primo perché il professor Piga la sa benissimo, secondo perché io non la so per niente, terzo perché mi sembra che dal punto di vista strettamente economico sia abbastanza in linea con lei, ma poi si innesta la questione politica e devia.

      Forse sono diventata eccessivamente diffidente, ma questa divinizzazione dell'euro (e degli USA) da parte di una persona altamente qualificata come il prof Piga non mi convince affatto.

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  21. Caro Prof, inutile commentare l'incredibile Eurizon.
    Piuttosto dove posso segnalarti articoli o documenti che per una ragione o per un'altra mi incuriosiscono?
    (sono entrambi molto brevi)

    questo o dice boiate(come credo) oppure sono io che non capisco
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1383901/economia/se-veramente-si-tornasse-alla-lira-quanto-varrebbe.aspx

    quest'altro è di Giancarlo Niccolai
    http://www.byoblu.com/post/2012/05/29/La-prova-che-Monti-mente-arriva-dalla-Bocconi.aspx?page=all

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  22. prof .. interessante come molte persone confondano un aumento del 400% con il moltiplicare per 4 la cifra di partenza.. in effetti è un problema subdolo per i meno avvezzi, abbia pietà! (non di eurizon che invece è uno stronzo e se lo becco per strada a fare questi discorsi lo picchio con una spranga, per certa gente sono privo di empatia)

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    1. Ho capito, ragazzi, ma scusate tanto: quando dovete calcolare, che ne so, lo sconto che vi fanno su un vestito messo in saldo, o la rata di un prestito, o qualsiasi cosa in cui occorre applicare una percentuale cosa fate? Sono operazioni da scuola (anzi, sQuola) elementare. Non ti preoccupa il fatto che ci sia una ignIoranSa cosi' difuSSa?

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    2. io credo che quasi chiunque sia in grado di applicare una percentuale di sconto ad un prezzo, ma poi non riesca a fare il passaggio inverso, ed è anche per questo che sempre eurizon ha scritto che non è possibile avere una svalutazione di oltre il 100% se no andrebbe a zero, ha applicato una specie di sconto del 100% al prezzo di partenza.. della serie poche idee ma ben confuse. Comunque come ho scritto se lo trovo lo picchio ma più per l'arroganza!

      Profe lei è dotato di notevole pazienza nonostante tutto!

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    3. Penso anch'io di essere molto paziente, ma onestamente se ne accorgono in pochi! Quanta ingiustizia a questo mondo, signora mia...

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  23. Quelle strane riforme del lavoro ...

    egregio Bagnai, con estrema fatica sto cercando di comprendere, anche alla luce di quanto da lei postato precedentemente ( ad es.: “Lo scopo inconfessato della riforma del mercato del lavoro”) la vera natura (e la portata) della cd. Riforma del mercato del lavoro in discussione presso le aule parlamentari.
    Prima facie credo dovremmo partire dalla famosa lettera dell’agosto scorso cofirmata Trichet/Draghi in cui si chiedeva (esigeva) quanto segue:
    a) riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa (il famigerato “articolo 8” – già approvato - che, secondo me, è la vera riforma del mercato del lavoro: v. http://www.diritto.it/docs/32271-articolo-8-della-manovra-la-vera-riforma-del-lavoro )
    b) una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti
    c) ... stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

    Mi pare che la tesi da lei sostenuta ( in breve una riduzione dei salari indotto da un incremento della disoccupazione, in linea con la curva di Phillips) sia perseguita in misura più o meno velata dai più recenti provvedimenti normativi emanati ed emanandi.

    La misura di cui sub a) ha, di fatto, supervalorizzato la contrattazione aziendale a tutto discapito della contrattazione collettiva nazionale, con effetti sicuramente riduttivi sulle garanzie e sui salari reali ( almeno per le grandi aziende, le uniche che possono adottare una contrattazione aziendale) . Le norme di cui sub b) , perseguite attraverso la nuova formulazione dell’articolo 18, di fatto superano le vecchie rigidità in uscita ( anche se non le superano del tutto e, inoltre, introducono sostanziali farraginosità tecniche). Quanto poi alla flessibilità introdotta dalla Riforma Biagi (rectius: Tiraboschi) del 2003, la riforma Fornero mi pare intervenga decisamente a favore di una sua generale riduzione (tutti i principali istituti lavoristici – lavoro a chiamata, apprendistato, lavoro a tempo determinato ec. ne sono interessati).
    Quindi: riduzione dei salari reali attraverso la ricontrattazione e attraverso la maggiore rigidità dell’accesso al lavoro e , quindi, una maggiore disoccupazione (a solo titolo di esempio già adesso moltissimi co.co.pro non vengono riconfermati).
    Mi pare che i fatti siano difficilmente controvertibili. Ma se ciò è vero saremmo in presenza di un governo che agisce “spudoratamente” contro i fini che (espressamente) enuncia, di fatto sulla pelle e sulle speranze di tantissime donne e uomini di questo paese (in gran parte giovani). E’ possibile rendersi partecipi di un simile disegno? È possibile che l’euro abbia cambiato in modo così gretto e meschino la nostra (umana) percezione degli altrui bisogni? Stento a crederlo.

    Antonio

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    1. Ma infatti questo disegno comincia prima dell'euro, come questo post ricorda. Non è mica solo questo il governo che ha fini dichiarati diversi da quelli perseguiti, né in Italia né nel resto del mondo. Una cosa perfettamente possibile, tant'è che è sempre successa. O no? Cosa ti stupisce?

      Ah... ma tu pensi che i governi siano interessati ai bisogni delle loro popolazioni! Be', secondo me ci sei andato vicino. In effetti quello che la teoria della politica economica ci dice è che essi sono interessati ai bisogni di UNA PARTE delle loro popolazioni: le lobbies... E quindi, vedi, una logica c'è, e come se c'è (e senza complotti).

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  24. Il concetto del "certo per incerto" e viceversa era sconosciuto anche a me, però spiegato a modo diventa chiaro. Certo eurizon (omen nomen?) c'ha messo parecchio del suo, ed era giusto bacchettarlo a dovere. Poi confermo: povera la sua ragazza.... ma... dio li fa e poi li accoppia (poveri noi).
    Poi sentire il solito Olli dire as usual "nessuno lascerà l'euro" puzza, e tanto (ma non è stufo? Ma credo sia ben pagato...). Riguardo la svalutazione, il "sentire comune" è che purtroppo la logica (che in questo caso sbaglia) ti porta a dire in automatico "ma se si torna alla lira e si svaluta, gli stipendi perdono ancora di più potere di acquisto". Io gli dico per farla breve che "l'importante è rimetterci in moto, poi se si lavora si potrà stare solo meglio". Ma sarà così? Certo, per tenersi il posto di lavoro va bene tutto, ma di essere sfruttati a dovere credo la gente sia stufa. Fa bé un passo alla volta.
    E perdoni anche me se ho scritto delle banalità.
    Marcus

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  25. Professore, fai bene, bene, bene.

    Conosci il linguaggio economico che questo eurizon non conosce (forse perché la madre dei piddini è sempre gravida).

    Fai bene a far conoscere, a me (e, vedo, ad altri ) che non conosco il linguaggio economico, come gira il mondo.

    Però conosco (conosciamo) altri linguaggi che spiegano come gira il mondo (sempre rotatorio e sempre attorno al sole).

    Professore, io le persone di quella particolare limitata capacità di comprendere le vedo così: essi fanno parte di una rara e strabiliante razza che sa scrivere ma non sa leggere.
    Poi ancora più strabiliante è che a volte queste persone non sanno leggere (o ricordare) neanche quello che hanno scritto loro stessi. Etc.

    Per chi sa solo scrivere il mondo non è tondo e non gira, ma è piatto e fisso, ed è un dovere di pro veritate e di antifascismo (che condivido) svelare l’inganno agli altri.

    Per Apple il mondo era tondo http://www.youtube.com/watch?v=YvSswozfduM (Area)

    Ancora grazie

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    1. Come dico a Furio qua sotto, l'esistenza di questi "tolemaici" (gli utili idioti) e la loro virulenza ci fornisce le dimensioni dell'enorme problema di democrazia che dobbiamo affrontare. La democrazia è bloccata dalla disinformazione (come abbiamo visto qui) e dalla distruzione del sistema educativo (come certi attacchi dimostrano).

      Nota bene che, fra l'altro, come mi faceva osservare Marco Basilisco, il fatto che un signor nessuno che non ha nemmeno il coraggio di dire come si chiama intervenga per dare del millantatore a un docente universitario viene visto con estrema indulgenza, come fosse un fatto normale. E questo è il risultato di una campagna di disinformazione portata avanti, prima che da Donald, dagli organi di regime dai quali proviene, e di fatto da tutti i media italiani, che da 20 anni a questa parte (cioè da quando è stato essenziale disporre di un esercito di riserva di utili idioti) hanno attaccato il disco che "i docenti italiani guadagnano troppo e lavorano poco".

      Alimentando l'invidia sociale dei poveracci (con dati falsi) e ottundendo il loro già non sovrabbondante senso critico (natura matrigna).

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  26. Ammirevole il fatto che perda così tanto tempo a rispondere a certi personaggi.
    Ad ogni modo se lei con tutta questa dovizia di dettagli, dati e quant'altro fa fatica a farsi capire si immagini uno come me, che magari capisce tutto quello che lei scrive(si, faccio il modesto!!) e poi prova a farlo capire ai suoi amici di merende.
    Mission impossible. :-(
    saluti!
    Furio

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    Risposte
    1. Caro Furio, se il problema fosse quello di rispondere a certi personaggi, ovviamente non scriverei nulla, perché non mi sembra ci sia da perder molto tempo con certa gente. Il problema invece è un altro: è proprio quello di sviscerare certe obiezioni fatte dall'interlocutore mediano (quello che, come l'amico eurizon, non sa nemmeno la tabellina dell'uno) in modo da permettere a voi, se voi ne avete voglia, di sostenere una discussione con i compagni di merende.

      Temo però che sia una mission impossible, come la discussione nata attorno a questo post e al video su youtube dimostra.

      Mi premeva evidenziare (fra gli altri) un problema di democrazia. Credo sia evidente che finché le persone identificano un aumento del 100% con una moltiplicazione per uno (perché eurizon questo fa!) le possibilità di un esito non violento e non autoritario della crisi, cioè le possibilità di risolverla attraverso un civile e consapevole dibattito democratico, sono molto molto basse.

      Ovviamente riconosco che "la colpa" non è di eurizon. So bene (lavorandoci dentro) che il sistema educativo italiano è stato in vario modo indirizzato verso la costruzione di utili idioti. Utili a chi credo si capisca bene, appunto dalla discussione che ho promosso (per non dire fomentato).

      Vorrei fosse chiaro che per quel che mi riguarda il problema è questo. Si tratta di un problema che io provo a risolvere coi miei mezzi, ma la cui soluzione è comunque evidentemente al di là della portata del singolo.

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  27. Ma siamo gia in campagna elettorale?

    http://www.pdl.it/notizie/23156/berlusconi-ciao-ciao-euro-se-la-merkel-non-ci-ascolta

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  28. Segnalo questo surreale dibattito tra un economista premio Nobel e uomini politici inglesi che si rinfacciano (con molto aplomb) reciprocamente di non capire nulla di economia:
    http://www.bbc.co.uk/news/business-18281669

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    1. Mi sembra che non ci sia proprio partita...

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  29. Ma vi state guardando i commenti su Youtube? Il più fantastico secondo me è questo:

    "Io lo leggo perché come economista è bravo (molto, ma molto più di quanto sia come musicista), perché in quel blog ci mette tutto l' impegno divulgativo possibile ma le sue rumorose intemperanze professorali rendono meno interessante e piacevole la lettura dei suoi post. Se oltre a questo non ci sarà un autentico impegno politico si sarà trattato semplicemente dell' ennesimo intellettualino in cerca di un posto al sole, che si calmerà appena lo avrà trovato."

    A parte il fatto che non si capisce come questa persona possa giudicare le mie attività professionali (su Youtube ci sono solo registrazioni amatoriali di quattro o cinque anni or sono!), la cui valutazione è rimessa ad altri organi (comitati editoriali di riviste internazionali, redazioni di case discografiche internazionali), che certamente chiederanno il suo parere, la cosa divertente è che l'amico sembra non cogliere che diffondere la conoscenza, che è quanto faccio qui e quanto chiedo di fare a voi, è fare politica nel modo più profondo e radicale che sia consentito dall'odierno sistema di democrazia espropriata e bloccata.

    Ed è anche strano il ragionamento "se non fa politica allora sta cercando un posto al sole"! Caspita! Ma se in Italia siamo pieni di persone che hanno fatto (o vorrebbero fare ) politica per cercare un posto al sole! Questo trova uno che il posto al sole non lo vuole, e si lamenta? Giuro che non capisco, ma, vi prego, non prendetela come polemica o suscettibilità. Proprio non capisco. Secondo me non capisce nemmeno lui. Se vuole spiegarcelo qui, la porta è aperta (ma io non ci sono).

    Forse aveva ragione Lui (sì, proprio Lui): "governare gli italiani non è impossibile, è inutile!"

    Ma... qualcuno mi aiuta a capire cos'è l'impegno politico?

    E qualcuno spiega a questo signore che avendo io cinquant'anni (credo, a occhio, il doppio dei suoi) ho visto tonnellate di persone "impegnate", di quelle pure e dure, finire nei giornali di regime, nei carrozzoni del parastato, nei vari commissariati del potere economico transnazionale (Bankitalia, antitrust, Fmi, World Bank), ecc., senza fare una piega, senza minimamente rilevare la contraddizione insita nel proprio percorso!

    Capirete che la parola "impegno" suscita in me qualche diffidenza. Mi scuserete per questo.

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    1. è il famoso comma 22 reinterpretato alla sturmtruppen:

      "chiunque è pazzo può chiedere di essere esentato dalle azioni militari, ma chi chiede di essere esentato dalle azioni militari non è pazzo."

      se lei cerca solo un posto al sole allora si da alla politica, ma se lei non si da alla politica allora cerca solo un posto al sole.

      Sarebbe divertente, se non fosse che la maggioranza si perde dietro a questi labirinti logici che si costruisce da se.

      Personalmente ritengo che stia facendo un'opera dall'alta valenza democratica e spero solo che continui ad avere la forza di proseguire.

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    2. Prof, sarà il piddino di turno. Youtube, come il mondo di internet è pieno di personaggi di questo calibro. Poi, voglio dire, ognuno faccia quello che sa fare meglio: chi l'economista, chi il politico, chi lo scassacazzo.. I più belli sono quelli che non sanno nulla di economia e vanno in giro a fare lezioncine a gente che studia determinati argomenti da 20 anni. Non c'è più rispetto, poi un conto se fosse una critica ragionata, ma a non-argomenti del genere cosa vuoi rispondere? Se uno ti dice: "non sei un bravo musicista...", una delle cose che puoi fare è citare Gadda: "Eh, già..." oppure:"Mi fa piacere...." Non ci sono argomenti è una mera opinione, non una critica ragionata fatta da un musicologo o che ne so un critico musicale. Il sillogismo: persona competente senza velleità politiche = intellettualino in cerca di un posto al sole è surreale e alogico. Se uno non cerca visibilità politica non sta cercando nemmeno un posto al sole mi sembra ovvio. Vabbè, vado a sentirmi i Deep Purple...

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    3. Provo a farle capire cos'è l'impegno politico: servire salsicce e birra alla festa dell'Unità (ammesso che esista ancora) agli astanti del dibattito sull'ultimo libro di Rampini, magari distribuire volantini davanti a scuole e fabbriche , non so, cose del genere. Scelga lei quello che le pare più urgente per i destini dell'Italia e dell'Europa, ma soprattutto: basta con questa musica antica, il popolo non capisce!

      Giuseppe Sini

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    4. @giuseppe

      Grazie, ora capisco. Allora penso di potercela fare, col barbecue me la cavo abbastanza bene. Magari, se sei di Roma, un giorno posso darti una dimostrazione, così poi saprai dirmi se candidarmi alle amministrative o direttamente alle politiche.

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  30. Sai Alberto, hai due gambe, il papero ha due gambe, il trombone ha due gambe, quindi devi essere anche tu un papero trombone che cerca un posto al sole ;)

    L'unico modo per redimerti sarebbe salire sui vari carri dove se ti stai accorgendo si stanno accodando i paperi e i tromboni e aiutarli a condurli nella loro vittoriosa lotta contro la politica, lo Stato e i malvagi del mondo (a seconda dei gusti).

    Vedi anche tu le contorsioni di alcuni per adesso dire che non è il mercato mega-liberalizzato senza lacci e lacciuoli, adesso è la politica che non ha fatto, non ha controllato, anzi controllava le banche spagnole, quindi la politica e la finanza sono la stessa cosa, viva la revolucion!?

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  31. Il Caimano ci salverà ?

    http://www.repubblica.it/politica/2012/06/01/news/resa_nei_conti_nel_pdl-36339155/?ref=HREC1-3

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  32. Albè, dividiamoci i compiti: tu fai la soprano bizzosa, io faccio la zoccola sguaiata.

    Quel simpatico omissis, a cui tu dai del signore, dichiara 36 anni - senza sconti di pena presumo (secondo me di cognome fa ingegner Zambeletti).

    In questi ultimi tempi credo di cominciare a comprendere perché alcuni socialisti rivoluzionari ed alcuni anarchici diventarono fascisti durante il ventennio.

    Dato che non posso escludere, allo stato delle mie conoscenze, l'eventualità di un altro uomo forte, faccio qui una solenne promessa alle seguenti due categorie:
    1) ai piddini che fanno i Candidi anche «col culo degli altri», come dice il poeta, e provano persino un grande fastidio quando si cerca informarli del fatto che ciò che ci sta accadendo non è inevitabile e non era imprevedibile, ma anzi è stato previsto e dichiarato con largo anticipo da economisti che di secondo lavoro non facciano anche gli scendiletto;
    2) a quelli che invocano l'uomo forte e lo fanno senza alcuna ironia, e ce ne sono anche qui fra i commentatori del blog di Bagnai.

    La promessa è questa: se l'uomo forte arriva io esco di casa e mi compro una bella camicia nera (o del colore che decideranno di adottare), organizzo una bella squadraccia -ho già pronto il nome, "la Disperata", tanto per sceglierne uno a caso- e vi vengo a pizzicare uno a uno, casa per casa.
    Cominciate ad allenarvi: praticatevi molti clisteri. Perché non penserete che anche questa volta l'olio di ricino ve lo si somministri per via orale, vero? Suvvia... l'avete sentito di Cori Modigliani: dobbiamo sempre evolverci!

    Auguri.
    (Però che amarezza...)

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    1. Letto il tuo nick, la decisione di pubblicarti è stata fulminea. Va da sé che il tuo discorso è sottilmente metaforico, in quanto intuisco che anche tu, come me, ritieni improprio infierire su persone verso le quali la sorte è già stata tanto ingenerosa. Condivido l'amarezza, soprattutto (mi ripeto) alla luce di quale possa essere il significato di democrazia in un paese di supponenti privi di cognizione della tabellina dell'uno...

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  33. Mi spiace molto, professore, per l'attacco assurdo che sta subendo su youtube, da parte dei soliti quattro falliti del web. E' una cosa veramente oscena, a parer mio. Non solo mettono in dubbio ciò che lei scrive senza sapere nulla di economia ma addirittura pretendono di farlo dimostrando una totale ignoranza di matematica.

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    1. Ti ringrazio per la solidarietà, ma ti assicuro che non è necessaria. Il problema non è l'attacco a me, ma quello alla verità fattuale, e mi sembra che qualche puntino sulle i sia stato messo.

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  34. Mi sembra molto la riedizione di quello che le diceva che deve immedesimarsi in ogni singolo italiano oppure il suo lavoro divulgativo non serve a nulla.
    Viene da citare il poeta: "non ti curar di loro ma guarda e passa".
    Chi vuole e può ha già capito quanto è importante per la democrazia la diffusione della conoscenza e chi affronta le questioni complesse in modo serio, senza banalizzarle per cercare di raccogliere facili consensi.
    Anzichè apprezzare che qualcuno faccia informazione senza secondi fini, lo si critica proprio per questo. Non ci vedo nessun senso logico.

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    1. Sì, credo sia proprio la stessa persona: la stessa sicumera nel dare giudizi a tutto tondo, in tutti i campi, la stessa volontà pervicace di spiegare agli altri cosa devono fare (senza spiegarci cosa sta facendo lui). Secondo me ha intorno ai 30 ed è molto frustrato. Bisogna volergli bene. Certo che di questi non te ne liberi: li mandi al diavolo dalla porta, e rientrano dalla finestra...

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  35. Buon giorno, e complimenti. Io faccio cambi, (e derivati). E' perfettamente vero ciò che Lei dice, riguardo a quotazioni incerto per certo e certo per incerto, tuttavia esistono spesso anche le due formulazioni in coesistenza. E' una questione di costume. (Ad esempio lo stesso EUR USD, in US). Per quel che riguarda quanto si svaluta o si rivaluta una moneta dipende dalla base scelta. Infatti lei va da 100 a 200 e ha un aumento del 100% (200-100/100) perchè la base è 100. Ma se ora torna indietro a 100 da 200 Lei farà normalmente (200-100)/200 e quindi sarà 50% perchè la base è quella di partenza, 200. E tutte due le cose sono corrette. Si ovvia a questo fatto con una formula logaritmica, ma non è una cosa d'uso corrente, o che ha mai preso piede. Complimenti per il blog. Lei però è un eroe, se lo lasci dire. Poco pratico di indottrinamenteo di massa e psicologia cognitiva. Inoltre c'è un convitato di pietra di cui non si parla mai nel suo blog. Si parla di economia. Si parla di liberismo, ma non esiste, nè è mai esistito, salvo che quello che avanza per i fessi dal monopololio, talvolta monopsonio e dai cartelli in generale. E questi monopoli, Professore, hanno nomi e cognomi, per energia, agricoltura, banche (comprese banche centrali)materie prime, media, armamenti ecc... Non teorie, non complotti. Proprio nomi e cognomi e fanno spesso riferimento ai medesimi gruppi di potere, e li rintraccia nche dietro la schiena di qualche leadere se fa attenzione. E pure sono rintracciabili storicamente, cioè non è un fenomeno odierno e basta. Infine un'ultima cosa: la si mena tanto colla democrazia ma un pò di Pareto, Michels, Mosca o Ostrogorsky per stare solo ai vecchiotti non guasterebbe ogni tanto, sempre per via non degli enunciati e delle belle teorie ma proprio della documentazione a sostegno. Che non è "miha poha" come dicono a Firenze.

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    1. Caro Paolo,

      ti ringrazio per i complimenti. Mi piacerebbe pensare che tu li facessi a ragion veduta, ma il pistolotto che fai sul liberismo mi lascia intuire che di questo blog hai letto solo un paio di post. Temo siano pochi per farsi un'idea corretta, ma se a te basta averla sbagliata non sarò certo io a reprimere questo tuo desiderio.

      Non capisco poi il perché della lezioncina sul cambio. Credi che non sappia certe cose? Ma hai capito qual è l'errore che fa eurizon? Perché se lo hai capito, allora, dovresti anche renderti conto del fatto che le tue osservazioni non aggiungono nulla al discorso. Io stavo parlando molto chiaramente nel contesto di un sistema di quotazione incerto per certo, e in quel sistema la svalutazione si definisce SOLO come la ho definita io. Il fatto che oggi (dopo l'avvento dell'euro) coesistano (bisognerebbe vedere in quali contesti) le due formulazioni (ma non nelle statistiche internazionali) non aggiunge e non toglie niente a quanto ho detto.

      Sai, la proprietà di equiproporzionalità dei logaritmi mi è nota, ma capisci bene che in un paese dove si esce dalle elementari senza sapere la tabellina dell'uno...

      Ti sento giovane... e ti invidio un po' per questo, ma solo un po': con tutte le belle cose che potresti fare all'età tua, vieni a spiegare i cambi a un poveraccio che li insegna da quindici anni! Esci, la vita è bella!

      Grazie per i consigli di lettura.

      Con simpatia.

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    2. No Prof Bagnai, ho qualche anno più di Lei, e nemmeno pochi, a dire il vero. Ho insegnato meno di Lei, ma ho avuto probabilmente qualche responsabilità più di Lei in carriera, in giro per il mondo, giusto in materia di cambi e in special modo opzioni. Grazie comunque per il giovane. Io non volevo spiegare un bel nulla comunque a Lei, nè dare lezioncine. Me ne guarderei bene se non altro perchè conosco abbastanza bene i professori di scuola e quanto siano suscettibili e sustosetti in specie qui in Italia. Non che li abbia peraltro mai visti molto spesso assunti a gestire rischio, a dire il vero, e talvolta pure taluni in qualche difficoltà a discutere di qualcosa di operativo, sempre se mi è concesso dirlo.

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    3. Come vede, le è concesso dire tutto. Sul rischio poi ha perfettamente ragione: io tengo i soldi sotto il materasso!

      Ma... non mi ha spiegato perché si è messo a spiegarci come funziona il tasso di cambio. Guardi: questo lo ha scritto lei:

      "Per quel che riguarda quanto si svaluta o si rivaluta una moneta dipende dalla base scelta. Infatti lei va da 100 a 200 e ha un aumento del 100% (200-100/100) perchè la base è 100. Ma se ora torna indietro a 100 da 200 Lei farà normalmente (200-100)/200 e quindi sarà 50% perchè la base è quella di partenza, 200."

      e a mio avviso è totalmente scorrelato dalla nostra discussione, cosa che mi sono permesso di farle notare. La suscettibilità mia c'entra veramente poco!

      Non stavamo confrontando una svalutazione con una rivalutazione (nel qual caso sarebbe ovvio che la base cambia: in ogni variazione percentuale la base è normalmente è il valore in (t-1), anche se io ovviamente lavoro sempre in Dlog e quindi questo problema lo elimino alla radice).

      Stavamo parlando di come è definita una svalutazione nel sistema che io ho esplicitamente preso a riferimento nella mia conferenza, quello incerto per certo, che era quello adottato dal paese del quale si parlava al tempo dei fatti (quindi anche l'osservazione che in generale i due sistemi possono convivere è ovvia, ma fuori luogo, perché in pratica all'epoca non coesistevano e non coesistono nelle fonti statistiche... anche perché non sarebbe informativo riportare un numero E il suo reciproco).

      Scusi, sa, ma visto che lei è più anziano di me (la invidio ugualmente, io sono invidioso per natura), forse si ricorderà di quando il cambio ITL/ECU passò da 1549.19 a 1730.69 (fra fine agosto e fine settembre 1992, dati IFS). Io all'epoca questa cosa la chiamavo una svalutazione dell'11.7%. Il mio sciagurato aggressore non capisce questo. Lei, di grazia, come chiamava all'epoca questo tipo di fenomeno? Come lo chiamavo io? Diceva che la lira aveva svalutato, no? E dell'11.7% o di un'altra percentuale?

      Glielo chiedo serenamente e sinceramente, perché il punto è questo, non un altro. Lei ha esperienza, la sua esperienza mi interessa, sono curioso di avere la risposta. Su questo. Poi parliamo di tutto quello che vuole lei, anzi, visto che ha più esperienza di me, magari qualche domanda gliela faccio volentieri io.

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    4. Ho riguardato il mio vecchio commento. Salvo gli errori di battitura non mi è stato dato di comprendere cosa mai avessi fatto di grave per urtarla. Io ho solo aggiunto un commento (tra parentesi aveva amche a che vedere con EMU) senza nessun intento pedagogico, non certo nei Suoi confronti ma nemmeno nei confronti degli utenti. Solo un contributo, o se vuole una cosa anche irrilevante, non miravo certo ad essere interessante. Ribadisco, e con piena sincerità, che ho grande ammirazione per Lei e per quello che fa, e non ho esitato a chiamarla un eroe, e La prego di non vedere in questo nulla di men che limpido. Inoltre io apprezzo enormemente il suo sforzo di farsi comprendere da chiunque, e per l'esperienza che ho, so che chi conosce una materia a fondo sa anche essere semplice e chiaro, se quello è il suo intento. E Lei in questo è "triplamente" da ammirare considerato che siamo in Italia, dove si preferisce dire che una linea procede rpetto all'asse longitudinale in senso da intermedio distale a intermedio mediale per poi proseguire antero- lateralmente secondo un sinusoide che è più pronunciato all'apice ma che va ad allargarsi verso la base. In USA avrebbe detto lo stesso professore, magari anche meglio: avete presente la vecchia bottiglia di Coca Cola? Ecco. Non badi a me. Io La seguo con piacere, e spero solo che Lei con la sua bravura e il suo entusiasmo riesca a fare qualcosa. Stia bene.

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    5. Mi scusi, mi dispiace che il mio commento le sia sembrato polemico. Cerchi anche di rendersi conto di che tipo di interlocutori mi trovo davanti (o d'avanti, per far contento Schneider). Guardi che io la domanda gliel'ho fatta (ripeto) in totale buona fede. Le sembrerà assurda, ma è fatta in buona fede.

      Lasciamo perdere quello che ha detto o non detto, e che può avermi urtato perché posso averlo letto per quello che probabilmente non era (cioè posso aver equivocato prendendolo per il tentativo di difendere un villano ignorante). Sicuramente ho interpretato male.

      Veniamo al punto: lei sarà d'accordo con me che una dinamica come quella che ho esposto (ITL/ECU da 1549.19 a 1730.69) può correttamente essere definita come una svalutazione dell'11.8%? Le chiarisco che glielo sto chiedendo per un motivo difficile da intuire: io sono umile, e se incontro uno che ne sa più di me e può insegnarmi qualcosa chiedo. Non c'è nessuna ironia in questo: sono fatto così e basta. Non mi vergogno a chiedere.

      Ripeto: il punto era questo. Se vorrà aiutarmi, con una conferma o con una smentita, gliene sarò grato.

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    6. Certamente che è corretto dirlo 11.7%. Ma io non ho mai detto niente di differente. Se guarda il mio primo post io ho detto che è perfetto. E' quello che si fa sempre da che mondo è mondo. Io non so questo questo signor @eurizona chi sia, ma Le assicuro che non è mio parente, nè lo conosco, nè a dire la sacrosanta verità avevo neanche seguito bene che poponata avesse detto, e infine Le giuro su mia madre che non avevo nessuna intenzione di riferirmi a lui o a nessun altro nè a qualsivoglia polemica. Avevo fatto una notazione sul calcolo, le scale o i grafici logaritmici e basta, avventatamente, nel senso che le monete normalmente vanno su e giù, e la scala normale, se in termini percentuali, può essere distorsiva. Ma soprattutto ho scritto perchè:
      A) ci tenevo a farLe i miei complimenti, e fin dove ho potuto ho detto a chiunque di leggerLa, che ne vale la pena, lei è rara avis qui da noi.
      B) Ci sarebbero delle problematiche a cui ho vagamente accennato, dato che dopo 30 anni ho una certa conoscenza di nomi cognomi e quote. Cosa di cui non si parla mai.
      C) Avevo accennato, detta così alla brutto mondo ladro, ad elitisti e neo-elitisti, cioè a democrazia e oligarchia.
      Anche queste due (meglio dirlo) non erano una critica a qualcosa o qualcuno, non avevano a che vedere con nessuno, a esagerare volevano essere al massimo due idee, o due cazzate, su cui se lo avesse ritenuto, avrebbe potuto un giorno scrivere un paio di righe. Ma anche no, come direbbe il buon Veltroni. Tutto qui.

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    7. N.B. Quando dissi che questa cosa aveva a che vedere con EMU era perchè mi pareva di ricordare che la banda di oscillazione (ad esempio +6% -6%) veniva calcolata in quel modo. Vale a dire come logn(a/b) proprio per evitare le differenti basi di calcolo, quando una moneta svalutava rispetto a quando la stessa invece rivalutava. Ora non sono del tutto sicurissimo, è roba di trenta e passa anni fa e dovrei controllare, ma mi pare proprio. Casomai se non fosse vero, il che non è impossibile, Lei mi fa un bel post colle orecchie d'asino. Io non mi offendo minimamente e Lei si diverte pure.

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    8. Grazie per i complimenti... andiamo avanti un pezzo alla volta, perché così la discussione diventa più produttiva. Quindi se un aumento della lira da 1549.19 a 1730.69 per dollaro è una svalutazione dell'11.8% della lira, un aumento del peso da 1 a 3 per dollaro è una svalutazione del 200% del peso.

      Ora, peer farle capire, la persona che lei non conosce (non perde niente) mi aveva appena attaccato su un altro blog dandomi del millantatore per aver enunciato questo banale fatto economico. Un mio amico (dagli amici ci guardi Iddio) gli aveva sostanzialmente dato ragione (invece di dargli una mazza da golf sui denti).

      Questo è il motivo per il quale noi due non ci siamo incontrati nelle migliori condizioni.

      Fatta chiarezza, e scusatomi per la rudezza dell'approccio, sono sicuro che si potrà stabilire un rapporto molto proficuo. Grazie per avermi confermato quello che credevo di aver imparato da Giancarlo Gandolfo. Ma sa... siccome a noi economisti viene spesso rimproverato il fatto di essere "teorici" (io mi ricordo di aver fatto modelli di previsione anche per banche, aziende e ministeri, ma forse poi mi son svegliato ed era solo un incubo...), il fatto di avere la conferma di un "pratico" mi sembrava importante.

      Poi parliamo di tutto il resto. Questa sera sono neo-etilista, come dice massimorocca, quindi non posso affrontare argomenti troppo elevati...

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  36. Professore...ma non è che si iscritto un nuovo frequentatore del blog a nome Silvio B. e ce lo ha tenuto nascosto? :-)

    http://www.unita.it/italia/alfano-striglia-i-frondisti-smettetela-1.416699

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  37. OT:
    da abile politico qual'è, Belzebù fiuta il vento che tira in Europa e dichiara: ""Monti deve chiedere che l'Europa stampi moneta. Se così non fosse, sarebbe meglio uscire dall'euro, pur restando nell'Unione europea... La Banca centrale o diventa di ultima istanza o si deve porre il problema dell'Europa o meglio della Germania in Europa"

    http://www.repubblica.it/politica/2012/06/01/news/resa_nei_conti_nel_pdl-36339155/

    Certo che in tanti anni di governo non mi sembra abbia affrontato il problema, ma almeno ha la furbizia di prepararsi a cavalcare l'onda della inevitabile disgregazione dell'euro, mentre dalla '"altra" parte (Partito di Destra)...zzzzzzzzzzzzzzzzz

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  38. Non dia peso Professore a queste amenità. L'energia fossile a basso costo e il mantenimento del resto del mondo nella miseria hanno consentito alla classe lavoratrice dei paesi occidentali di vivere nell'abbondanza della società consumistica e nell'appagamento dei bisogni più superflui. Ma l'avvento dei rendimenti decrescenti dell'energia fossile e la conseguente contrazione delle attività economiche (e crollo del sistema finanziario) riporterà le classi lavoratrici alla dura realtà del conflitto di classe e della lotta per la distribuzione di un prodotto sociale assai più modesto di quello che l'epoca dell'energia a basso costo e della finanza predatoria delle richezze altrui aveva consentito di disporre.
    E' possibile quindi che una maggiore sobrietà degli stili di vita porti anche ad una maggiore sobrietà di pensiero e sopratutto a dire meno fesserie.

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  39. 2) a quelli che invocano l'uomo forte e lo fanno senza alcuna ironia, e ce ne sono anche qui fra i commentatori del blog di Bagnai

    ^no un attimo credo che ad Alberto basterebbe il Papa forte !
    ;)

    ps: istwine spiega un po' cosa succede agli euro che ora gli italini stanno trasferendo su conti correnti in germania (e nei paesi core per esempio...) perchè è corioso eh....

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  40. "Io dimentico, ma non perdono" (A. Bagnai)

    "Ahora sé que en verdad me has perdonado -dijo Caín-, porque olvidar es perdonar" (JL Borges, La leyenda).

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    1. Con tutto il rispetto per i continenti diversamente dotati di letteratura, io credo che il perdono sia la modifica di un nostro io, l'oblio, viceversa, proustianamente, la morte di un nostro io. E fra cambiare e morire ci sono alcune differenze... anche in termini di urgenza! Diciamo che io cambio poco ma muoio spesso.

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