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venerdì 25 maggio 2012

Cartesio vs. Visco (e Monti)


Ricevo da un indignato Fabiuccio:

Al discorso di Monti su piazzapulita, forse vi siete persi questa chicca: "A tal proposito Monti ha lanciato un messaggio alla cancelliera Angela Merkel: "E' anche interesse tedesco, bisogna spiegare che la Germania è un grande beneficiario dell’integrazione europea, hanno un grande mercato europeo a disposizione nel quale i singoli paesi non possono più svalutare. Io non voglio neanche citare questi scenari, ma se per esempio l’Italia dovesse uscire dall’euro e riacquistare libertà sul proprio tasso di cambio e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche".

E ripeto: "ma se per esempio l’Italia dovesse uscire dall’euro e riacquistare libertà sul proprio tasso di cambio e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche".

Questo, unito al commento di Visco di qualche giorno fa sui conti truccati affinché l'Italia entrasse nell'Euro:

"Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi, tranne la Russia da cui compra l’energia. Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso."

Quindi, ricapitolando: tutti gli scienziati che ci governano sono ben consapevoli del fatto che abbiamo volutamente (addirittura truccando i conti magari) commesso un suicidio, ma nessuno si chiede per quale ragione. A me sta sembrando una situazione Pirandelliana, a volte ci penso e non capisco se tutto ciò sia uno scherzo di cattivo gusto.

Poi ho notato una cosa ultimamente,andando al Bar: le chiacchiera da BAR si sono trasformate dalla lotta Berlusconiani vs Anti-Berlusconiani alla lotta €fili-Anti-€fili. Non riusciamo proprio per una volta ad utilizzare il buonsenso per capire cosa sia giusto e cosa non lo sia?


Caro Fabiuccio,

mi consenta (come diceva lui) di tornare back to basics: sai, io sono europeo, è una malattia dalla quale non si guarisce, ma che per fortuna non si attacca. Cosa ci insegna l'Europa sul buon senso?

Le bon sens est la chose du monde la mieux partagée, car chacun pense en être si bien pourvu que ceux même qui sont le plus difficiles à contenter en toute autre chose n’ont point coutume d’en désirer plus qu’ils en ont. En quoi il n’est pas vraisemblable que tous se trompent : mais plutôt cela témoigne que la puissance de bien juger, et distinguer le vrai d’avec le faux, qui est proprement ce qu’on nomme le bon sens, ou la raison, est naturellement égale en tous les hommes ; et ainsi que la diversité de nos opinions ne vient pas de ce que les uns sont plus raisonnables que les autres, mais seulement de ce que nous conduisons nos pensées par diverses voies, et ne considérons pas les mêmes choses.
 
 
(non vi dico chi è per non offendervi, siete europei anche voi...).

Conclusione?

Semplice.

Io non penso assolutamente di essere plus raisonnable (cioè più intelligente) di Visco. Oh, no! Lui è sicuramente almeno autant raisonnable que moi, anzi, devo pensare che lo sia un po' di più, visto che sicuramente è pagato di più, e che io, da economista ortodosso, credo nel mercato.

Quindi l'amico Renato (non il vinaio, ovviamente) cosa ci dice? Ci dice che se Visco riporta delle lievi imprecisioni (mi fido di voi, io non ho né tempo né voglia di verificarlo), non è certo colpa del suo bon juger, che egli ha senz'altro égal a quello di tous les hommes (incluso Goofy e fabiuccio).

No, no...

Il problema è solo che io e lui ne considérons pas les mêmes choses.

Vi faccio un esempio: "Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi, tranne la Russia". Quali choses vorreste considérer per verificare un'asserzione simile? A me verrebbe naturale consultare le statistiche OCSE sul commercio bilaterale della Germania, no? Andiamo dunque a vedere, con il nostro bon sens, cosa c'è scritto. Il file coi dati originali è qui, così se ho sbagliato mi correggerete. Nel terzo foglio ho messo i saldi bilaterali della Germania, ordinati dal più grande (Eurozona) al più piccolo (Cina). Sono medie, in miliardi di dollari, riferite all'ultimo decennio. Ve li riporto per comodità:




Ecco. Le cose stanno così. Diciamo che stanno un po' al contrario di come le mette l'on. Visco: in effetti, secondo l'OCSE, la Germania ha avuto, nella media dell'ultimo decennio, un surplus (non un deficit) con la Russia, nonostante probabilmente importi da essa qualche fonte di energia fossile. Per capire perché bisognerebbe andare nel dettaglio, ma a me ora non interessa capire perché: mi interessa farvi capire che nessuno vi sta dicendo la verità. Naturalmente, dire che "è in surplus con tutti gli altri paesi" significa suggerire (astutamente) la solita baggianata, ovvero che la Germania è in surplus con gli emergenti, perché è forte e competitiva avendo fatto le riforme.

Se vi andate a vedere cosa è successo con la Cina (ne avevamo parlato qui) o con il Brasile vedete che non è vero: in entrambi i casi la Germania era in deficit all'inizio della crisi, un deficit strutturale che si è in parte ricomposto solo perché sono crollate le importazioni tedesche (e non decollate le esportazioni). Altro che "competitività"! Altro che "modello da seguire"! Seguire dove? Nel baratro? Ah, e guardatevi anche il risultato con l'Indonesia (un emergente del quale non vi parlano, ma che non è del tutto trascurabile), o quello con la Corea del Sud, o quello con il Cile... Notate anche che il surplus verso l'India è un terzo di quello verso la Grecia (devo aggiungere altro? Avete un'idea delle dimensioni di India e Grecia?).

Concludo.

Come è possibile che l'on. Visco giunga a conclusioni tanto diverse da quelle che qualsiasi persona di buon senso può trarre dalla libera consultazione dei dati OCSE?

La risposta ci viene da Renato (non il vinaio): ci deve essere una differenza nei dati che nous considérons. Probabilmente l'on. Visco, nell'effettuare le sue verifiche, consulta la sua busta paga, anziché le statistiche OCSE, ed è questa differenza nelle nostre fonti (la sua piuttosto copiosa), e non una differenza insanabile nelle nostre rispettive capacità di bien juger, che spiega la diversità delle conclusioni alle quali giungiamo (io vedo una Germania in deficit su molti mercati emergenti, per una evidente inadeguatezza del suo sistema industriale che si è "seduto" sulla certezza di poter contare sul resto d'Europa come mercato di sbocco; lui vede una Germania in deficit solo con la Russia per problemi, in fondo scusabili, di bolletta energetica... tanto scusabili che in effetti la Germania è in surplus...). Fuor di metafora (della cui crudezza mi scuso): il ruolo passato e presente dell'on. Visco evidentemente lo obbliga a fornire una versione dei dati conforme alla vulgata che si voleva e tuttora, contro ogni possibile evidenza, si vuole diffondere fra gli elettori: quella di una superiorità ontologica della razza ariana, o meglio, di una nostra inferiorità ontologica in quanto mediterranei porci, incapaci di decidere del nostro destino e di realizzare il nostro "bene" senza l'aiuto dei fratelli germanici (che poi questo aiuto non ce l'hanno dato, par di capire, e sembra che l'on. Visco ne sia consapevole, visto che dice "la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro": avrebbe dovuto, il che significa che non lo ha fatto).


Una vulgata in sintonia (per adesso) con gli interessi della finanza internazionale, interessi che un esponente del PD può legittimamente pensare di dover difendere. Gli esempi non mancano. Va bene così. Basta saperlo.

Occorre altro? Direi di no. Come vedi, Fabiuccio mio, il buon senso non basta, anche se sono disposto ad ammettere con te che sarebbe un buon inizio, mentre non sono tanto del parere di Renato che esso sia così bien partagé.

93 commenti:

  1. a me lascia esterefatto che questi continuino impunemente a dire che si è voluto sacrificare l'Italia (cioè noi) per permettere alla Germania di avere mercati di sbocco. Questi si vantano di averci venduto.

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    1. Sì, ormai è stato perduto ogni ritegno. Il che fa anche capire che stima abbiano delle persone che hanno davanti.

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  2. e sempre nel filone Q.E.D.:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/25/fiat-lascia-piemonte-arriva-volkswagen-questa-unarea-esplosiva-enormi-capacita/241311/

    in particolare

    " I tedeschi sono talmente attratti dalle potenzialità di questa zona da non escludere neppure l’ipotesi di installare direttamente qui un loro stabilimento. Nessuna paura di sindacati, Fiom o articolo 18. Anzi, proprio in questi giorni il gruppo ha deciso di portare anche in Italia il modello tedesco di co-gestione che valorizza il ruolo dei sindacati coinvolgendoli direttamente nella scelte strategiche dell’azienda."

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  3. Caro Bagnai, non c'entra direttamente, ma hai visto questo articolo di Perazzoli? Non mi sono ancora ripreso dallo stupore...
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-origini-morali-della-crisi-delleuro/

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    1. Scusate, dal post si capisce chi è europeo e chi no, e si capisce anche che il pollaio italiano mi interessa poco. Mi scuserete e mi aiuterete nella mia perplessità: cosa fa questo signor Perazzoli per vivere? Su IDEAS non l'ho trovato, quindi non credo sia un economista. In Italia c'è libertà di opinione, soprattutto se è un'opinione schiava di certi luoghi comuni (orientati sempre nello stesso modo). Sono stupito anch'io, ma non credere che altri articoli di quel robo lì (MicroMega) siano meno ideologici! Ho grosse perplessità... poi vi spiego...

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    2. Ok, eccolo qua:
      Giovanni Perazzoli dirige Filosofia.it ed è tra collaboratori di MicroMega. Ha studiato a Roma, a Friburgo, all’Istituto per gli Studi Storici di Napoli e a Pisa, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia. È stato programmista regista e autore testi per Rai Educational, per l’Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche e per il programma “Il Grillo”. È autore di saggi filosofici e politici in varie riviste. Vive e lavora tra l’Italia e l’Olanda.

      Evidentemente non sa di cosa sta parlando... ma la copertura a sinistra del gruppo Repubblica ha purtroppo una grossa diffusione in rete.

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    3. E non manca ovviamente il commentatore che fa riferimento a "tutto l'equilibrio che viene dalla cultura protestante", ci manca solo uno che dica che siamo il paese di Machiavelli e Pulcinella e il bestiario dell'italiano che pratica l'autoflagellazione perché non è tedesco è completo.

      Giuseppe Sini

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    4. sicuramente è uno che si è destreggiato bene nelle infrastrutture statali italiane, quindi i casi sono due:

      1 - lui è bravo nel suo mestiere, e quindi in questo caso l'Italia si dimostra un paese meritocratico
      2 - lui è coperto politicamente, e allora ha in parte ragione a scrivere quelle cose lì

      in ogni caso non mi sembra che gli convenga molto diventare tedesco!

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    5. Molto interessante la visione che questo "moralizzatore" ha della corruzione. Se la Germania sommerge di mazzette i politici greci, giustamente (secondo il nostro "banalizzatore") la colpa è dei greci che le accettano. Come si dice: domandare è lecito, rispondere è cortesia...
      Ma nel suo sconclusionato e disinformato delirio, cosa c'entra Keynes? Queste persone cercano di rendersi interessanti parlando di cose che non conoscono, perché se parlassero di quelle che conoscono nessuno li starebbe a sentire. Comunque, non c'è che dire, il mercato funziona: nove commenti su un blog legato a Repubblica possiamo considerarlo un successone. Sta finendo la pacchia per i giornalisti di regime: perfino Mazzalai lo ha mazzolato!

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  4. Prof., la dichiarazione è di Vincenzo Visco, non Ignazio ed è tratta da questa intervista:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/alla-germania-nelleuro-servivamo-proprio-perche-deboli-parola-visco/228400/

    Bisogna considérer un'altra busta-paga (presente o passata) - ma il risultato potrebbe non essere di molto differente.

    Però non credo che le insegnasse econometria (in fondo - come me - è laureato in giurisprudenza)..

    Michele

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    1. Grazie Michele, scusami, ma mi mandate talmente tante cose da leggere che in effetti non ho tempo di leggere quelle che non mi interessano. Non sapevo che l'on. Visco esternasse ancora. Mi sembrava un po' strano che il dr. Visco esternasse in modo così platealmente contrario alle evidenze statistiche, ma dopo altri illustri esempi ho pensato che fosse possibile! Me ne scuso con l'interessato.

      La laurea in giurisprudenza forse spiega la scarsa consuetudine con i flussi commerciali bilaterali dell'eurozona. Va bene, forse per par condicio è ora che apriamo un blog per parlare di procedura penale. Che ne dite, vi va?

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    2. L'iscrizione costa 150 euro... ;)!

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  5. Mi pare interessante questa disamina dei vari fattori della produttività del lavoro fatta dall'Istat e citata da Paolo Manasse.

    Mi convince poco la spiegazione per quanto riguarda il fatto che le aziende italiane abbiano produzioni "low tech", io farei una distinzione sulle attività ad alto valore aggiunto, che possono essere pure artigianali, e quelle a basso valore aggiunto, che possono essere anche altamente tecnologiche ma, come testimonia l'elettronica di consumo, possono essere delocalizzate tranquillamente perché legate in gran parte al capitale e non alla specializzazione del lavoro.

    Mi convince molto di più la "immobilità sociale" che del resto mi pare saldarsi perfettamente con una politica economica volta a favorire i rentiers più che il lavoro e l'impresa produttiva (la perfida inflazione! gli orribili debiti! ecc.).

    Però sento che c'è qualcosa che mi sfugge, soprattutto confrontando Francia e Italia (giusto per uscire dallo stucchevole confronto con il mito alemanno).

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    1. Ci manca il link, ma non avrei tempo di leggerlo perché mi sto preparando per la conferenza di domani. Tu aggiungi, poi se ne parla. Comunque l'idea che solo le "grandi imprese" sono più produttive è una boiata pazzesca, e vedo che su questo siamo d'accordo. Bisognerebbe dirlo a Brancaccio, lui ne è convinto. Io dopo aver studiato i cluster cinesi e italiani molto meno.

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    2. Queste analisi dal lato dell'offerta mi sembra però che lascino sempre il tempo che trovano. La produttività non è esogena (e nessuno ha mai incontrato per strada una funzione di produzione, ma qui il discorso si farebbe complesso).

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    3. Concordo che analizzare solo dal lato dell'offerta è completamente folle, ma però è anche vero, e te lo dico partendo da qualcosa che conosco e che ho fatto per mestiere per anni, che cosa e come si produce ha ovviamente effetti a parità di condizioni esogene.

      Sarà la mia formazione microeconomica a traviarmi ma è anche la logica che c'è dietro la distinzione fra spesa pubblica in investimenti e spesa pubblica assistenziale di cui parlava Gennaro Zezza rispetto al Sud Italia in uno dei suoi post (confesso, ti ho tradito con altre letture ;) )

      Poi, se manca l'ossigeno, cioè la domanda, tu puoi anche essere il miglior atleta del mondo ma muori asfissiato uguale.

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    4. I dati relativi al solo 2011 (v. parte finale dell'articolo linkato), smentiscono ulteriormente il buon Visco (salvo dargli ragione sulla Russia!)

      http://icebergfinanza.finanza.com/2012/05/22/germania-patch-adams-sinn/

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  6. E'vero, non basta il buon senso, in questi casi entra inevitabilmente in gioco la buona o mala fede. Anche partendo dal Discours del filosofo-scienziato (allora nel XVII secolo le due figure erano un tutt'uno, non c'era ancora la Bocconi a specializzare il buon senso) da cui lei, Profe, ha tratto la citazione, che tra l'altro così continua: "Car ce n'est pas assez d'avoir l'esprit bon, le principal est de l'appliquer bien. Les plus grandes ames sont capables des plus grandes vices...", si vede che il Nostro metodista considerava solo (beato lui!) la buona applicazione dello spirito, e non quella cattiva dovuta alla malafede. Perché se il buon senso è uguale in tutti, come dice Descartes, la malafede invece è ineguale, e in discorsi come questi e altri (di Visco & C.) fatti da chi sapeva e col senno di poi dice, siamo alla sagra della malafede.

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  7. Per la serie "il buon senso" sarebbe un inizio, posto qui alcuni commenti significativi di una discussione avuta con un mio amico "piddino" sull'intervista con Monti. E' interessante vedere le argomentazioni ed i punti di vista di chi, ahimè, non la pensa come noi. Viel Spass!

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    "l'europa conviene a tutti.. comunque, non prendere solo il pezzo di discorso che ti piace di più, dai! :)"

    "la soluzione non stà nel tornare al 1860.. la soluzione stà in una maggiore integrazione.. il mondo non è + quello del 1860.."

    "ma si, che volevi andare a fare le elezioni?? a far che? a metterci un altro disastroso incompetente?? chi te la doveva risolvere la questione? bersani? nichi vendola? o montezemolo???? ..per piacere... non ci sono riusciti in 20 anni.."

    "ti do ragione, infatti... dal punto di vista squisitamente economico potresit avere ragione.. ma dal punto di vista politico la soluzione non è nel separarci.. la soluzione stà in una maggiore integrazione :) altrimenti perchè la germania ovest si sarebbe dovuta riunire con la germania est? e xkè il nord italia dovrebbe stare con il sud italia? ..l'europa è un work in progress..."

    "l'europa non ha l'ambizione di essere solo uno spazio comune di scambi economici. molto probabilmente dopo stà crisi si riuscirà a fare qualche passo in più :) quel che tu dici "sistema pratico per il trasferimento dei beni previdenziali" si chiama welfare europeo.. e chissà che non ci esca davvero, alla fine di stà crisi.."

    "danimarca svezia norvegia e compagnia bella non stanno bene xkè non hanno l'euro, ma stanno bene a prescindere.. xkè non porti mai il caso dell'ungheria? comunque, l'unione politica verrà. l'euro è stato il grimaldello. son d'accordo con te che l'europa non si esaurisce nell'euro ed in realtà, anche se magari non si vede, ma siamo già completamente integrati.. forse non lo vedi xkè stai in svizzera, ma se faccio il confronto tra i casini per fare qualcosa in giap ed eu, per me l'europa è già una unica nazione.."

    "la culona cambierà idea :D vedrai.. cmq che in italia ci sia la recessione è anche un (bel) pò colpa di noi italiani, se dobbiamo dirla tutta... va... e stessa cosa x i greci.. le olimpiadi e gli europei non li ho fatti io--"

    "veramente dall'irlanda la gente scappava povera e pazza... e dall'italia pure.. forse però ce lo siam scordati..."

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    Se qualcuno volesse prestarmi un binocolo affinché io possa vedere questa magnifica integrazione anche dalla Svizzera, gliene sarei grato.

    Ora, a me non fanno tanto paura i Monti, Visco, Draghi, Bersani, Prodi e compagnia bella. Perchè se non altro loro fanno quello che fanno con consapevolezza, ed hanno sicuramente un ritorno in termini che non mi interessa approfondire. Non mi fanno paura gli ignoranti, perché in quanto facilmente manipolabili, vanno come le canne al vento.

    A me fanno paura quelli che ragionano con la propria testa, che in generale sono anche "logicamente" capaci, e che posseggono questa specie di fede per l'europeismo senza per altro averne i vantaggi degli omoni di cui sopra. Mi sanno tanto di fondamentalisti religiosi, quelli che si mettono nei tendoni ad urlare al paraplegico di turno di alzarsi perché ha ricevuto la grazia. E per ogni comune mortale al quale spiego un po' del verbo, con tanta fatica perché non è facile da tradurre, ci sono 100 esaltati che con termini sicuramente più semplici, e infilando un Trota qui ed una gara di Burlesque la', spargono in giro il seme del "fondamentalismo europeista".

    Mi sento un po' demotivato...

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    1. Hai ragione. Se scorrerà il sangue, come la storia purtroppo ci vieta di escludere, sarà per colpa dei fondamentalisti (come ci insegna anche la cronaca). Vedi, il problema di persone come il tuo amico, che in fondo non mi ha l'aria di un winner, a giudicare da come ragiona, ma piuttosto di uno sconfitto, è che a loro fa comodo costruirsi il mito ariano, perché per perdenti di questo tipo questo mito ha anche una valenza autoassolutoria: "sì, sto male, non capisco perché, ma in fondo non è colpa mia, è solo che gli italiani sono peggio/i tedeschi meglio".

      Devi avere pietà di lui (e pena per i suoi ragionamenti) e devi lasciare che si culli nelle sue illusioni. Vale per lui quello che Marine Le Pen disse a un giornalista: "io a lei non devo spiegare proprio niente, tanto il giorno dopo che quello che dico sarà successo lei sarà d'accordo con me".

      Non demotivarti: dedicati a cose più utili: una passeggiata, leggere un libro...

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  8. Caro Professore,

    ieri alle lezioni Federico Caffè alla facoltà di economia della Sapienza sono rimasto allibito.
    A fine discussione, il presidente Mario Draghi ha confessato di aver argomentato la sua tesi di laurea (con Federico Caffè) sull' INOPPORTUNITA' di una moneta unica in Europa. A dire il vero, pareva una tesi feroce oltre che critica contro un eventuale moneta unica nell'area dell'Unione Europea.

    Oggi Mario Draghi è Presidente della BCE. Ma come si fa nella vita a intraprendere percorsi di questo tipo rinnegando la proprio onestà intellettuale? Come si fa a cambiare idea così radicalmente?

    Ma soprattutto: come si fà a disonorare il ricordo di un economista così importante citando studi, ad esempio, secondo i quali l'aumento di un punto percentuale del tasso d'inflazione graverebbe sulla crescita (negativamente) di 2-3 punti percentuali di Pil? Una correlazione negativa tra inflazione e crescita. Questo equivarrebbe a dire che la curva di Phillips non solo sarebbe verticale, ma addirittura indentificherebbe una correlazione positiva tra inflazione e disoccupazione!

    Non credo alle mie orecchie.

    L'intervento del Prof. Acocella - prima del discorso di Draghi - è stato memorabile: un attacco diretto all'euro, al pareggio di bilancio costituzionale, alla Germania. Una denuncia piuttosto forte riguardo le asimmetrie sul tasso di crescita della produttività e dell'inflazione tra i paesi dell'euro. La spiegazione del cosiddetto deflationary bias, forse riferendosi a questo: http://www2.euromemorandum.eu/uploads/ws2_acocella_the_deflationary_bias_of_exit_strategies_in_the_emu_countries.pdf

    Infine, l'accento posto sulla parola sviluppo, e non solo crescita.

    L'intervento del Prof. Piga è stato altrettanto valido, però a mio avviso c'è stato un punto critico, nel quale più o meno dice questo: "Non dobbiamo attaccare la Germania, perché se il Pil italiano non è ancora crollato è proprio grazie ai prodotti che esportiamo in Germania". A mio avviso osservazioni di questo tipo lasciano il tempo che trovano, perché basta guardarsi due grafici per capire che il trend sia stato favorevole per una sola controparte: quella tedesca.

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    1. Nessuno è perfetto. Per quanto riguarda le asserzioni del dr Draghi, io mi limiterei a un "parce sepultis". Sapevo dell'evento (sono ancora nella mailing list) ma avevo altro da fare, e mi confermi che ho avuto ragione. Non esiste alcuno studio scientifico che confermi una relazione come quella indicata dal dr Draghi, a meno che non lo abbia scritto la sig.ra Merkel inventandosi i dati. Aspetto cortesi smentite.

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  9. La Sapienza e la Banca d'Italia ricordano l'economista Federico Caffè a 25 anni dalla scomparsa.

    La facoltà di Economia dell'Università "La Sapienza" e il dipartimento di Economia e diritto, con il concorso della Banca d’Italia, intendono rendere omaggio alla figura e al pensiero del grande economista e docente della Sapienza Federico Caffè scomparso nel 1987

    http://www.radioradicale.it/scheda/352838

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  10. Profe, ma se lo immagina un comune mortale che, dopo aver scritto in gioventù una tesi in cui sostiene, appoggiandosi a dati scientifici immagino, l'insostenibilità della moneta unica europea, molti anni dopo rifiuti una nomina nell'empireo del potere e nell'eden delle retribuzioni solo in nome di quella "bazzecola" di studio giovanile? E' qui che il buon Descartes non ci soccorre più, perché, malgrado tutti i suoi dubbi di cui si è giovato il discorso filosofico e scientifico successivo, pensava a un "cogito" onesto, in buona fede, da cui derivava un "sum" altrettanto in buona fede. Ma il buon Descartes non poteva nemmeno pensarla la falsa coscienza, perché scriveva prima dei suoi beniamini Hugo e Balzac o, se vogliamo, prima del buon Hegel, del buon Marx e del buon Freud. Risultato: tira più una nomina alla Bce che cento tesi giovanili.

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  11. Almeno in Germania hanno il vantaggio di avere degli ex-(vice)ministri delle finanze con un briciolo di onestà intelletuale. ;-)

    http://documentazione.altervista.org/le_monde_Flassbeck_Grecia_UME.htm

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  12. Caro Professore,

    La seguo con un certo, anzi molto, interesse. Devo dire che leggendo diversi quotidiani e guardando la maggior parte delle trasmissioni di approfondimento, della crisi non avevo capito nulla. Adesso inizio ad intravedere qualche spiraglio di luce ma la mia formazione non economica mi è di scarso aiuto. Inoltre, dopo tanti anni, è difficile staccarsi dalla "vulgata" che tende a diventare una sorta di forma mentis.

    La domanda che le pongo è questa:

    Ma perché ci hanno fatto entrare nell'euro a tutti i costi ben sapendo, come lei documenta, che sarebbe stato un disastro? L'industria e la finanza italiana mi sembra che ne abbiano tratto ben pochi benefici. E' stato fatto allora deliberatamente a beneficio di qualcun altro?

    La ringrazio anticipatamente.

    P.S.: questa dovrebbe essere una buona notizia, o sbaglio?
    http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/05/19/e-ora-una-buona-notizia-dalla-germania/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo, mi perdoni, ma se lei fosse un imprenditore i suoi operai vorrebbe pagarli tanto o poco? Così, per sapere...

      Le politiche deflazionistiche conseguenti all'aggancio a una valuta forte generalmente hanno come beneficio per gli imprenditori dei paesi satellite di "disciplinare" i propri sindacati, come abbiamo visto qui e qui e come spiega bene Acocella nelle letture consigliate.

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    2. Grazie per la risposta. Di sicuro gli imprenditori vorrebbero pagarli poco e questo è chiaro, ma se il prezzo fosse il fallimento dell'azienda o la crisi della stessa forse preferirei pagarli un po' di più ma poter continuare a sfruttare i vantaggi di una moneta "debole" per l'export ed in generale per la crescita del sistema paese.

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    3. Professore, posso provare a rispondere e a rilanciare la domanda?
      Gli operai li paghi subito, le conseguenze dell'euro si sono manifestate dopo anni.
      Chi è avido e poco lungimirante vuole il piccolo beneficio adesso, ma non è in grado di prefigurarsi gli effetti a lungo termine. Aggiungiamo la (dis)informazione di massa e si capisce perché questi imprenditori non immaginavano che sarebbe finita così.

      Un po' come fa la Germania ora: vede solo i benefici di cui ha goduto, non capisce che non può continuare e forse finirà x "segare il ramo su cui è seduta".

      Quello che non capisco, invece è questo: non sono stati gli imprenditori a scegliere l'euro, ma certi politici, in primis Prodi. Costoro non avevano operai da pagare, non sono di destra (in teoria) e sono certa che le conseguenze le immaginavano benissimo.

      Perché hanno fatto carte false per farci entrare? Perché continuano a dire che c'è bisogno di austerità, + Europa, come-sono-bravi-i-tedeschi, ecc? Perché ci hanno traditi e svenduti così? Cosa ci hanno guadagnato allora e cosa ci guadagnano adesso?

      GRAZIE

      Come è andata la sua conferenza?

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    4. Ciao, le tue domande trovano una facile risposta se consideriamo che:
      1) i grandi partiti e i media che li supportano sono posseduti e/o finanziati da grandi gruppi economici e finanziari (ad es. Colaninno finanzia simultaneamente PD e PDL - fonte: REPORT),
      2) il PD/PDS/DS/Ulivo è (dal crollo dell'URSS) un partito di sinistra "moderno", il che significa che è un partito di destra (sul fronte economico), al giorno d'oggi questi partiti sono molto importanti perchè assorbono e neutralizzano i voti di sinistra.

      Quindi non ci hanno traditi: loro erano lì (appoggiati e finanziati) per tutelare interessi che non erano i nostri, siamo noi che li abbiamo fraintesi.

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    5. Caro Massimiliano,

      nella vita del piddino pentito esiste uno stadio evolutivo ben preciso: quando ormai capisce quello che è successo, quando capisce di cosa è vittima, si chiede: perché? Le risposte variano da soggetto a soggetto. Quelli più rozzamente costituiti si danno quasi immediatamente una risposta sbagliata: "perché ce lo meritiamo visto che i tedeschi sono più bravi di noi". Per gli sconfitti, per gli umiliati e offesi dell'euro, e anche per certi saccenti e tronfi piddini privi di cultura e dotati di poca istruzione, mitizzare l'avversario è una scorciatoia utile: serve a elaborare meglio il lutto della sconfitta.

      Poi ci sono quelli che elaborano le teorie del complotto, come i vari donaldiani "tre persone si sono sedute intorno a un tavolo..." e via scemenzando.

      Tu non appartieni ai primi, ma rischi di appartenere ai secondi. La tua risposta fa chiaramente intendere che tu pensi che esista una lucida, coesa e razionale volontà di qualcuno che si chiama "gli imprenditori", che, come nel teatro dei pupi siciliani, interpreta solo se stesso, e che quindi (tu pensi) non farebbe mai una cosa che potesse nel lungo periodo andare contro i suoi interessi.

      Ma questa rappresentazione del mondo è eccessivamente semplicistica, è molto ma molto ingenua, e prescinde non solo da risultati elementari di politica economica, ma, direi, anche da una riflessione un minimo approfondita (vorrei chiederti quanti anni hai).

      Ogni imprenditore vuole sempre pagare di meno i propri operai (e ha ragione di farlo, a modo suo), senza tener conto (e razionalmente non è tenuto a farlo) del fatto che se tutti lo fanno, la massa salariale complessiva diminuisce e quindi diminuisce la domanda aggregata (e quindi poi si sta peggio tutti). Nel caso dell'adesione allo Sme prima, e all'euro poi, così come in tanti altri casi nei quali si lascia funzionare il mercato, la logica è quella dell'"io speriamo che me la cavo", della fallacia di composizione, della tragedy of commons, della privatizzazione dei profitti nella speranza di socializzare le perdite.

      Non è una prassi molto lungimirante, ma l'imprenditoria moderna, soprattutto in regime di capitale finanziario (interessato solo alla profittabilità immediata), strutturalmente NON è lungimirante, semplicemente perché NON DEVE esserlo: il sistema è congegnato così.

      Ma è così strano da afferrare?

      Quindi gli incentivi dei capitalismi periferici erano quelli che ti ho detto, e se ti interessa approfondire il tema ti rinvio alle letture consigliate.

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    6. Posso azzardare anche una mia risposta complementare Alberto?

      Dicevo complementare perché il discorso che fai tu oltre che totalmente condivisibile è anche supportato dalla mia esperienza personale. Alla domanda "ma se tenete gli stipendi bassi non contribuite alla crisi di cui vi lamentate?" la risposta della mia ex-azienda era "Eh, ma noi dobbiamo stare sul mercato e remunerare gli azionisti."

      Quello che volevo aggiungere è che a mio modo di vedere bisogna anche guardare la curva demografica. Siamo un paese "vecchio", come la Germania del resto, e quindi oramai composto più da rentiers, straccioni magari per la gran parte, che da "produttori". Intendo con questo termine anche lavoratori che imprenditori che Magari lavorano o fanno ancora impresa, ma essendo oramai avanti con gli anni si preoccupano più di quanto accumulato fino ad ora che di quanto potranno guadagnare in futuro.

      E un popolo di rentiers, di piccoli e grandi risparmiatori, vecchio, di cosa ha paura? L'inflazione!

      Quindi l'aggancio ad una valuta forte non è stato solo un miraggio per i gonzi (cioè me ad esempio), ma una precisa richiesta da parte di una fetta molto forte dell'elettorato. Elettorato che negli anni 60-80 era invece giovane e cercava maggior reddito.
      Guardate come le tassazioni sul patrimonio e le rendite, che sono norma in paesi "dinamici" come ad esempio gli USA, in Italia sembrino una bestemmia tirata in chiesa.

      Ed è lo stesso motivo, a mio parere, per cui anche in Germania sono più terrorizzati da una inflazione inesistente che dall'ovvio crollo del loro PIL se l'Eurozona si distrugge.

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    7. Ma mettendo da parte gli imprenditori che vogliono disciplinare i sindacati, le politiche deflazionistiche non dovrebbero avvantaggiare anche e soprattutto le banche? Sbaglio a pensare che una banca quando l'inflazione bassa riesce ad avere più capitale "reale" e quando è alta lo perde?

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    8. Ma è chiaro che esiste anche il lato finanziario del conflitto distributivo, oltre a quello economico. Del resto, le banche sono imprese, no?

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  13. Ieri notte avevo fatto un commento rivolto a roccobarbaro e Luca Righi nel quale esprimevo loro tutta la mia solidarietà per essersi sottoposti all'immane sofferenza, immagino sia fisica che psicologica, di guardare monti a Piazza Pulita. Poi ho avto un problema con il server nel momento dell'invio e il commento è andato perso. Volevo sincerarmi sul vostro stato di salute, ed in particolare essere rassicurato sul fatto che non abbiate subito danni irreparabili al sistema nervoso!!!

    Aggiungo poi una notizia di cui sono appena venuto a conoscenza; Donald sarà ospite questa sera della trasmissione di Luigi Paragone Ultima Parola. E dalle premesse espresse dal nostro se non lo censurano ci sarà da ridere! Anzi da piangere!

    "BARNARD A ULTIMA PAROLA, RAI2: AVVISO A TUTTI.

    Domani sera, Ven. 25 maggio, sono ospite a l'Ultima Parola di RAI2. Mi hanno detto che mi seguono da tempo sul mio sito. Ok. Ma la trasmissione va in differita, quindi hanno 3 ore per fare editing. Attenzione: se alla messa in onda non mi sentite dire le cose che dico qui e agli incontri, vuol dire che mi hanno tagliato. Siete avvisati. PB"

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    1. Poverino. Vive pieno di complessi... Ha paura che gli facciano editing? E su quale argomento? Può darsi lo chiamino proprio per sbeffeggiare gli antieuropeisti complottisti. Prof so che ha molto di meglio da fare ma una volta non mi dispiacerebbe vederci lei in TV.

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    2. sopravissuto a donald un po spennachiato ma stramazzato a sentire colaninno jr neanche crosetto fa quell'effetto

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    3. Mio dio, l'ho visto, è stata l'ennesima conferma di quanto i suoi starnazzamenti, in una sorta di eterogenesi dei fini, favoriscono chi diffonde e propaganda la tesi tedesca della crisi. Non ha fatto altro che parlare della banca centrale che dovrebbe stampar moneta ( ha addirittura accennato al fatto che le tasse in fondo si potrebbero eliminare grazie a mamma stampante centrale), tutto il resto per il grande oracolo non esiste: il defict tedesco usato per finanziare la moderazione salariale, il successivo scarto d'inflazione che ha creato le premesse per l'afflusso di capitali nella periferia, il ruolo dell'euro nel blindare il surplus tedesco, etc. Naturalmente i suoi deliri lo hanno esposto ad altrettanto deliranti repliche dei supply siders, che hanno avuto vita facile agitando lo spauracchio dell'uscita dall'euro ( un idiota del pubblico addirittura si è inventato l'iperinflazione tedesca degli anni '30, facendo intendere che se la banca centrale diventasse l'acquirente residuale dei titoli di stato, ci porterebbe in una situazione simile a quella sperimentata dallo Zimbawe) e invocando ulteriori tagli e privatizzazioni. Stendiamo un velo pietoso va....

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    4. Eterogenesi? Beato te! Questa è omogenesi della più bell'acqua. Vedrai, vedrai, alla fine la verità verrà a galla...

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    5. Per Pippo74, ti ringrazio per la tua solidarietà, ed a tale riguardo posso assicurarti che sono sopravvissuto senza avere subito danni al sistema nervoso (almeno credo); pensa che volevo anche sottopormi alla tortura di Paragone, ma ho fatto casino nel prenotare la registrazione e quindi mi accontento dell'esauriente report di Alessio.
      Rimane però la frustrazione nel constatare che, quando cerco di spiegare la reale situazione economica attuale e delle sue cause a certi miei amici, da sempre da me considerati di massima apertura mentale con livello di istruzione a livello di laurea in ingegneria, trovo un muro. Basta toccare l'euro e l'attenzione addirittura crolla, come dire pensano tra sè e sè "a bè allora sei un complottista....non vale la pena che vai oltre nelle tue argomentazioni". La frustrazione è massima perchè io sono laureato in Economia con tesi di Economia Internazionale (poi la mia scarsissima attitudine all'econometria mi hanno portato a percorsi professionali diversi) e quindi speravo che mi considaressero come uno che almeno parla con una buona base teorica sottostante. Le citazioni di questo blog e di tutti gli altri economisti Keynesiani li infastidiscono perchè li fanno sentire a disagio ed incompetenti e non vogliono ammetterlo, insomma l'euro gli provoca una immediata chiusura mentale!
      Tuttavia forse è questione di continuare ed avere pazienza, oggi su Repubblica.it c'è un articolo di Rampini che esalta Paul Krugman come campione della resistenza Keynesiana e comne economista che andrebbe ascoltato anche da noi europei. http://www.repubblica.it/economia/2012/05/26/news/intervista_krugman-35943286/?ref=HREC1-3
      Io credo che Rampini si stia scavando la fossa nel Gruppo L'Espresso (vedo sempre più di rado suoi articoli pubblicati sul quotidiano, da quando ha dato rilevanza
      a certi articoli di Krugman sul NYT critici verso l'euro), tuttavia può essere anche un indizio che qualche crepa stia affiorando nel mainstream Piddino.

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    6. Luca, se vuoi sottoporti anche alla tortura di Paragone c'è la puntata su rai reply: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#ch=2&day=2012-05-25&v=126768&vd=2012-05-25&vc=2

      Io te la sconsiglio, trasmissione possima con ben pochi interventi interessanti.
      Su Donald sono sempre più convinto che abbia ragione il prof Bagnai, nel senso che invitando lui anzichè un economista a portare le ragioni di chi pensa che l'euro sia la causa dei problemi se ne discredita totalmente l'immagine, facendo passare tale posizione come se fosse tenuta solo da gente stralunata e delirante.

      Però c'è una chicca. Non so se l'avevano già segnalato in precedenza ma al minuto 39.30 viene mostrato un filmato di Mario Monti che 2 settimane prima di ricevere l'incarico di primo ministro ha fatto questo discorso all'infedele di Gad Lerner:

      "Oggi stiamo assistendo, non è un paradosso, al grande successo dell'euro. E qual'è la manifestazione concreta del grande successo dell'euro? La Grecia, perchè? Perchè l'euro è stato creato si per avere una moneta unica, ma sopratutto per convincere la Germania, che ha fatto il grande sacrificio di rinunciare al marco per avere una moneta comune europea, che attraverso l'euro, attraverso i vincoli che nascevano con l'euro, la cultura della stabilità, il presidente Ciampi richiamava sempre la cultura della stabilità tedesca, si sarebbe diffusa un po' per volta a tutti. Quale caso di scuola si sarebbe mai potuto immaginare, caso limite, di una Grecia che è costretta a dare abbastanza peso alla cultura della stabilità da trasformare se stessa"

      Mario Monti 26-09-2011

      Si commenta da sola secondo me.

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    7. Lo abbiamo commentato in uno dei primi post, che non a caso si intitolava "Da non credere".

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  14. Grazie Fabiuccio per la segnalazione,
    Monti (come Prodi) fa rabbia perchè non ha alcun ritegno, ma d'altra parte non si può accusarlo di non dire le cose come stanno. Tanto sa che la maggioranza delle persone non capisce.

    Secondo il sondaggio citato a piazzapulita il 50% degli italiani vuole uscire dall'euro, percentuale più alta rispetto a tutti gli altri paesi, compresa la Francia dove, professor Bagnai, dice che si discute di questa ipotesi serenamente e seriamente.

    Questo dato, in apparenza positivo, è davvero così confortante? Non sarà come dice Fabiuccio che il tutto si riduce a una questione da bar legata a fattori estemporanei, non poggiata su alcuna conoscenza del problema?
    In questo momento di malessere vogliono uscire pensando di evitare i sacrifici. Ma quando uscirà la Grecia e vedranno che se la passerà malissimo (almeno per un po' e ho l'impressione che faranno in modo che sia il peggio possibile per scoraggiare gli altri) secondo lei professore, cambieranno idea?

    Riguardo le piccole aziende che stanno tentando di "demonizzare" a me sono sempre state simpatiche, mi fa piacere sapere che anche dal punto economico non siano meno produttive delle grandi. Se volesse e se troverà il tempo di spiegarci qualcosa di più, leggerei con molto piacere.

    La tesi di Draghi:
    non penso che il prof Bagnai sarà mai presidente della BCE per meriti accademici o perché si è distinto per onestà intellettuale e impegno divulgativo o per le sue pubblicazioni. Se il professore avesse ambito a quel tipo di carriera credo (mi corregga se sbaglio) avrebbe dovuto fare altre scelte da subito.

    Come gli ex ragazzi che andavano fuori dalle fabbriche con i megafoni e che oggi siedono su certe poltrone; queste persone non hanno mai fatto niente in buona fede. Li trovo, al contrario, determinati, ambiziosi, cinici, calcolatori, disposti ad appoggiare/rinnegare amoralmente qualsiasi ideale.

    La mia opinione è che l'argomento della tesi lo abbia scelto per compiacere qualcuno e poi ha continuato su quella strada, nessuna inversione di rotta.
    Siamo abituati ad associare innocenza e idealismo ai giovani, ma ruffiani e arrampicatori li riconosci già alle elementari. Poi solo i più dotati e scaltri arrivano così in alto.

    Buona conferenza Professore, li conquisti tutti!

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    1. Ti quoto in pieno Silvia; per restare a quelli che andavano nel 68 davanti alle fabbriche mi sento di fare due fulgidi esempi: il primo, Mario Capanna, ci andava perchè ci credeva e non ha mai rinnegato il suo passato, ed ora che le sue idee "non sono più di Mosa" non lo fila più nessuno; il secondo, Mario Liguori, era uno di quelli che aveva abbracciato quegli ideali perchè era un cinico a cui conveniva abbracciarli in quel momento, infatti ora è un lecchino di Berlusconi.
      Se Mario Draghi avesse avuto come professore Milton Friedman invece di Federico Caffè, avrebbe fatto una tesi sulla necessità e sugli enormi vantaggi che ci avrebbe portato la moneta unica europea..... Se sei Keynesiano non vieni chiamato a far parte della Goldman Sachs.

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    2. Per quanto ne so di norma gli studenti non scelgono la tesi di laurea, scelgono il relatore e lasciano decidere a lui. Draghi in particolare non sembra un soggetto dotato di un grande spirito di iniziativa (e chissà che non sia proprio questa la ragione del suo "successo").

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  15. Caro Bagnai, dopo che l'ho sentita un po' di giorni fa in diretta su Radiopopolare mentre ero in macchina di ritorno dal lavoro, sono corso a leggere il suo blog e non manca giorno senza che che vi torni per vedere se c'è un nuovo contributo. Cerco di leggere molto di economia, ma direi che mi mancano i fondamentali, o forse sono una capra : riguardo alla tabella OCSE, volevo chiederle se media decennale significa, giusto per dire , che nel 2004 la Germania ha avuto un surplus commerciale con la Francia di 28,74 e l'anno dopo del 28,78 ,e così via ,per un risultato finale del 28,76 ? Mi scuso se la mia domanda è becera.

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    1. Be'... diciamo che ho voluto vedere fino a dove poteva arrivare Radio Popolare. Se non mi richiamano più... l'ho scoperto! Sono contento che si sia interessato. Ho dato il link ai dati originali, se ci clicca sopra trova tutto. Media decennale è la media su dieci anni di dati. Nel foglio ci sono i dati di ogni anno. Mi sembra che la logica sia quella che dice lei. Aggiungo che la media di per sé non è un indicatore utilissimo in questo caso, perché le serie dei saldi hanno tutte forti tendenze (veda ad esempio quella del saldo con la Cina qui).

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    2. Sono intervenuto su RP poco prima di lei cercando di spiegare che l'euro è spacciato per via del problema delle aree valutarie ottimali.
      Il conduttore mi ha subito detto che affrontavo la questione in modo tecnico e mi ha chiesto se non pensavo che l'euro fosse anche un problema di slancio esitenzial-solidaristico tra popoli un tempo nemici.
      Ho risposto che bisognava denunciare la triade euro/Lisbona/Maastricht e ripartire con una Europa che uniformasse le legislazioni, con un parlamento e un governo eletti.
      Attimo di silenzio
      "Bene, ti fermo qui."

      RP non è male nel complesso, ma alle volte proprio ...

      Roberto Seven

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    3. Sai, bisogna capirli. Se non vado errato il loro riferimento è il PD. Per quel che mi riguarda, ho avuto la sensazione che non fossero pronti a sentirsi dire certe cose. Poco male: vuol dire che non mi richiameranno!

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    4. Soprattutto ho avuto la sensazione che il giornalista si irrigidisse quando ho citato la marchiana disinformazione messa in opera di un suo collega. Quello non gli deve essere piaciuto, ma io non lo critico: avere un senso di appartenenza è umano, e, se vuoi, scoprire a cosa si appartiene può essere un trauma, SOPRATTUTTO se sei in buona fede, come penso RP sia almeno ogni tanto.

      Comunque, la mia posizione sui media sta diventando grillina: io di media ne ho uno: questo. Qui dico quello che mi pare, e nessuno può stravolgere il mio pensiero. Esauriti gli obblighi che ho preso, starò ben attento a non espormi più in contesti che non mi piacciono (questo non riguarda in particolare RP) o che mi espongono al rischio di strumentalizzazioni (come sullo sbilifesto).

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    5. Si trova il podcast sul web?

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  16. http://vocidallestero.blogspot.it/2012/05/il-de-grauwe-moment-delleuropa-una.html

    avendolo tradotto assieme alla padrona del blog, mi sento in dovere di segnalarlo. è pur sempre un'ottima lettura, e in italiano.

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    1. interessantissima anche la versione in working paper. http://www.econ-pol.unisi.it/quaderni/640.pdf
      Mi piace molto la capacità di Cesaratto di fare i collegamenti anche con il pensiero economico dei secoli scorsi (vedete ad esempio il paragrafo 4 con l’analisi attuale attraverso il punto di vista kaleckiano e marxiano). Meno male che si trovano economisti come voi in rete.

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    2. Chetteposino Istwine :) E io che ti dicevo che da keynesiano (ma anche da ex bancario) il sistema T2 mi sembrava tutto troppo senza limiti e controlli e manco mi ricordavo l'ICU di Keynes.

      Cmq ottima sintesi quella di Cesaratto, la condivido parola per parola. Penso che sia la miglior cosa (e chiara) abbia letto sul Target2.

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    3. Alessandro,

      condivido, è una sintesi veramente ben fatta. pure io a conti fatti ritengo sia la miglior cosa letta sul TARGET2 perché unisce il lato tecnico al lato politico.

      magari fallo leggere agli amici di NFA. soprattutto l'ultimo articolo di Pizzati che dice che l'euro non c'entra nulla. come li chiamò Brancaccio, quelli di NFA sono gli zombies di Romero che ritornano.

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    4. "tramite il sistema T2 l’Eurosistema (BCE e banche centrali nazionali) ricrea liquidità a favore del paese A" [...] "Con il T2, il paese A dell’Eurozona ha perciò un'infinita possibilità di scoperto"

      Scusate, ma siete sicuri di queste affermazioni?

      Sul fatto che le banche centrali governino gli aggregati monetari nazionali offrendo la liquidità che occorre quando è scarsa o ritirandola quando è in eccesso non discuto.

      Ma siete sicuri che questo avvenga attraverso il T2?

      E siete sicuri che in questo modo sia offerto ai paesi che importano più di quanto esportano, trascurando i movimenti di capitale non legati al commercio estero, "un'infinita possibilità di scoperto"?

      La Banca d’Italia offre regolarmente liquidità, ad esempio quando i cittadini versano allo Stato le imposte. Qualcuno potrebbe ragionevolmente sostenere che in questo modo la banca centrale finanzia lo Stato offrendo ai cittadini "un'infinità possibilità di scoperto"?

      Inoltre, simmetricamente, dubito che la Bundesbank lasci in giro tutta la liquidità che teoricamente il sistema Target2 dovrebbe generare in Germania.

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    5. Le banche centrali nazionali non governano una ceppa degli aggregati monetari. Gli aggregati sono governati dalla BCE tramite il consiglio.

      Le aste di liquidità le fa la BCE, i finanziamenti marginali li fa la BCE, gli ELA, cioè gli interventi straordinari di liquidità, li fanno le banche centrali nazionali ma solo dietro autorizzazione del consiglio della BCE. Quindi gli aggregati sono governati dalla BCE.

      Però il sistema SEBC ha saldi illimitati tramite T2 verso le BCE, sono condizionati solo dal voto del consiglio della BCE. Chiaro ora?

      E tramite T2 girano tutte le operazioni bancarie dell'eurozona quindi anche quelle finanziarie.

      Non ho invece capito nulla di cosa intendevi con le tasse, Banca d'Italia e la liquidità della Bundesbank generata (???) tramite T2

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    6. Alessandro,

      non ho capito bene a quale delle mie domande hai risposto comunque cedo la parola a un economista della Bundesbank che mi pare abbia scritto cose molto sensate http://ideas.repec.org/a/ces/ifofor/v13y2012ispecialissuejanuary2012p73-76.html

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  17. Comunicazzzzione di servizzzzio: stremato dal tentativo di capire cosa dire agli amici ciociari me ne vado a dormire.

    Visto che domani bestemmierò l'euro in tutti i modi possibili, domenica per espiare suonerò alla messa solenne a Gesù e Maria al Corso (ore 10), insieme al mio amico violoncellista neoborbonico e vero amico del tornese (non finto, come Guerani, che ormai qui non si diverte più e va dai rumorosi a far rumore), e al mio amico tiorbista comunista. Siamo un gruppo molto affiatato (politicamente).

    Ecco, poi non dite che non ve lo avevo detto.

    Ma tanto lo so che siete tutti comunisti e alla messa in latino non ci venite...

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    1. Ma no, Profe, si sbaglia, io, ad esempio, alla messa ho ripreso ad andarci, ma per ora solo a quelle per i funerali. Per cui non è tanto la messa che mi ostacola, ma è (oltre a dover prendere il frecciarossa) il latino, sa, l'ultimo comunista che lo sapeva è stato Concetto Marchesi

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    2. Forse ti è un tantino di ostacolo anche l'assenza del morto
      (per fortuna)

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    3. Bell'ensemble per la missa solemnis ... (io domani sarò di Tournemire - e pensare che fino all'anno scorso quasi solo barocco tedesco - mica si puo' fare a meno della germanita'!)

      Sono andato a spulciare i dati OCSE per Germania e Italia e il mio occhio inesperto non è riuscito a cogliere bene per i due paesi la ripartizione del surplus/deficit tra beni/servizi da una parte e ritorni da attività finanziarie dall'altra...

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    4. Fottuto miscredente, se ti ostacola il latino, allora invece che alla messa di Goofy a Gesù e Maria puoi andare a quella di rockapasso al Pantheon, e verrai coperto da una pioggia di petali di rosa (sai quella storia della Spirito Santo? Al Pantheon la rappresentano così). Comunque il mio violoncellista neoborbonico, che mi aveva suggerito di iniziare la conferenza citando Prodi (quando diceva che l'€ avrebbe salvato i nostri risparmi), mi ha chiesto di suonare la sonata di Cima, l'archetipo. Ma che ne sapete voi bolscevichi...

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  18. Citazione
    Fuor di metafora (della cui crudezza mi scuso): il ruolo passato e presente dell'on. Visco evidentemente lo obbliga a fornire una versione dei dati conforme alla vulgata che si voleva e tuttora, contro ogni possibile evidenza, si vuole diffondere fra gli elettori: quella di una superiorità ontologica della razza ariana, o meglio, di una nostra inferiorità ontologica in quanto mediterranei porci, incapaci di decidere del nostro destino e di realizzare il nostro "bene" senza l'aiuto dei fratelli germanici…

    Profe, prima di tutto grazie…

    Forse è un OT, ed è il mio primo commento…

    Nuto Revelli su questa vulgata riporta due episodi, credo ne “la guerra dei poveri”, che vado a citare a memoria.
    * Durante la ritirata di Russia dice i tedeschi furono i primi a scappare con ogni mezzo meccanico, requisendo con violenza anche i mezzi degli italiani, senza curarsi di alcuna difesa e fottendosene di tutti. Li chiama vigliacchi e conigli e cambiò idea sulla vulgata.
    Dice che furono gli italiani appiedati che coprirono anche la loro ritirata… e quando furono allo sbando, e i russi attraversavano le loro colonne,…lui crede che non furono ammazzati o fatti prigionieri forse perché i russi riconobbero che gli italiani si erano battuti con la dignità…
    ** Durante la guerra partigiana una potente colonna nazista saliva sui tornanti dei monti per farli fuori. Fece piazzare un Breda 32 in un punto strategico e disse “vedrai che alle prime raffiche se ne scapperanno”…e così fu.
    Quando lessi il secondo episodio pensai alla simmetria di “giù la testa “, la scena del ponte
    http://www.youtube.com/watch?v=a5tA2Gt-b3k con le “cavallette”, pure quelle tedesche.

    Visco è membro di una classe governante di “fratelli d’Italia”, già piddino della quercia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Visco), che ci ha venduto ai “ fratelli germanici “ tanto noi mediterranei italiani e greci (stessa fazza stessa razza) siamo "senza palle" e staremmo a grufolare senza l’aiuto della teteschia.

    Grazie ancora, profe, il buon senso non basta… ma non credo sia un buon inizio perché sono sempre dell’idea di timeo danaos et dona ferentes.

    Senza la forza che schiacci quel detonatore, (sia bene inteso: forza culturale e con l’apporto di ciascuno secondo i propri mezzi e le proprie canoscenze) per far saltare l’euro e per tornare “ognuno a casa propria”, ci troveremo, come nella caverna della scena del ponte, a piangere i nostri morti… senza aver sparato un solo colpo (sempre beninteso: colpo culturale).

    Up patriots to arms

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  19. Caro Bagnai, la ringrazio per la risposta al mio interrogativo, sono andato subito a leggermi il link che mi ha proposto, ovvero reichlin Germany ecc, e sono rimasto estasiato, oltretutto mi capitava a fagiolo. Mi spiego : nel tentativo di uscire dal mio italico provincialismo, spesso vado a leggermi Presseurop e relativo forum, e qui si vedono i partecipanti tedeschi che tendono a farci ( a noi e agli altri terroni d'Europa ) la morale, noi gaudenti cicale il cui maggior scopo nella vita è di sfilargli i soldi, da loro guadagnati col sudore della loro fronte tanto quanto colla superiorità del loro sistema, dalle loro capaci tasche. Io intuitivamente percepivo una qualche maggiore complessità, intendo rispetto al loro diritto a farci la morale,e un po' me ne incazzavo, se non altro perchè mi faccio un mazzo tanto per stare a galla e altro che gaudente cicala, ma avere a disposizione la sua disamina scientifica, a parte il mio mal di testa per starle dietro e capirla, è stato veramente imperdibile

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    Risposte
    1. Posso solo dirti quello che mi ha insegnato Marco Basilisco: la verità è come la cicoria: all'inizio sembra amara, ma quando l'hai assaggiata ti è difficile farne a meno. A meno che tu non abbia una preferenza per i cavoletti di Bruxelles.

      Elimina
  20. http://www.youtube.com/watch?v=f_A7MyUXutg&feature=related
    Paragone ha cominciato così ieri sera... mai una canzone mi è sembrata più appropriata.

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  21. Le “gare competitive” tra asimmetriche informazioni della “teologia economica” affermano al concilio di Nicea la “sostanza di Ario: dio padri che non sono figli (http://www.bloomberg.com/news/2012-05-23/merkel-should-know-her-country-has-been-bailed-out-too.html) ma …

    In sequentia, natura matrigna, vado anch’io a sentir messa.
    http://www.youtube.com/watch?v=8MQf-86ikvM

    That’s all, folks!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ops ... meglio K Bhohm
      ... love the German style of Latin pronunciation better than the Italian

      http://www.youtube.com/watch?v=-1DsJ5YQr5s&feature=related

      That's all, folks!

      Elimina
  22. Off Topic - Ho scoperto per puro caso questo blog e ne sono diventato un lettore entusiata (anche se un po' ignorante).
    Avrei pertanto una domanda off topic per il prof. Bagnai: mi pare che in un post precedente (non ricordo quale) lei abbia espresso (implicitamente) una opinione POSITIVA sul sistema previdenziale retributivo, da noi recentemente abbandonato.
    Avrebbe dieci minuti di tempo per un breve post sull'argomento ?
    (Se invece ho capito male, mi può strapazzare liberamente, non mi offendo).
    Ave atque vale.

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    Risposte
    1. L'opinione, come tutte quelle espresse in questo blog, non è mia (perché la mia opinione non mi interessa), ma è viceversa una tesi sostenuta da Robert Shiller. Il riferimento lo trovi qui.

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  23. Stasera su Rai Uno, in prima serata, la puntata di "Affari tuoi" (il gioco dei pacchi) è nominalmente dedicata al revival degli anni '80, ma fa scopertamente appello alla nostalgia per Sua Maestà LA LIRA.

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  24. Ho sentito Visco e Draghi al giorno in onore di Caffè celebrato alla Sapienza. L'intervento di Visco non lo ricordo, ma quello di Draghi tra le tante cose ha citato:
    - i modelli keynesiani, non ricordo su quale punto cruciale, non funzionano. Mi pare abbia anche detto che secondo i modelli keynesiani non è possibile il default se non ricordo male di imprese finanziarie.
    - il problema degli stati è la crisi dei debiti sovrani
    - l'inflazione danneggia il popolino e inoltre toglie al risparmio privato la possibilità di essere utilizzato in attività redditizie. Questo, deduco io, sottintende una fiducia nei mercati che fanno la cosa migliore con i loro soldi.

    Insomma, dopo il suo intervento non mi sento più tranquillo.

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  25. Semplicemente SPETTACOLARE!!!!!!!!!!!!
    http://blog.messainlatino.it/2012/05/roma-chiesa-di-gesu-e-maria-messa.html
    Matteo Dellanoce

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    1. C'avemio du' cantori gregoriani da paura...

      Sai, dopo essermi cibato al convegno di Frosinone tutto un bel discorsetto sul fatto che il problema oggi è la mancanza di cultura e di identità, sono andato alla ricerca delle mie radici (ma non frugando nelle mie narici, come dice Elio).

      La chiesa è questa, questa volta non stavo in cantoria all'organo, ma nella seconda cappella di destra col clavicembalo.

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  26. Un poco OT con gratitudine al fiorentino “cartesiano” per l'impegno di pitagoriche dimostrazioni, sono ritornato a sentir messa e, recitando il “Pater noster”
    Panem nostrum quotidianum da nobis hodie,
    et dimitte nobis debita nostra
    sicut et nos dimittimus debitoribus nostris.
    Et ne nos inducas in tentationem,
    sed libera nos a malo.
    http://www.youtube.com/watch?v=D4HbvbVlJUk&feature=related
    (oggi più efficace del gregoriano) mi ronzavano virgulti antropologici.
    “Se oggi la politica non sembra più possibile, ciò è perché il potere finanziario ha di fatto sequestrato tutta la fede e tutto il futuro, tutto il tempo e tutte le attese. Finché dura questa situazione, finché la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni, sarà bene che ciascuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle mani di questi tetri, screditati sacerdoti, banchieri, professori e funzionari delle varie agenzie di rating. “ G Agamben

    Caro A Bagnai, possiamo ancora credere efficaci l'applicazione di modelli economici quando elementi sostanziali del sistema sociale sono, antropologicamente, paradigmi e paradossi autoreferenti sfuggiti ad ogni riflessione e regolamentazione sociale?
    Non è propedeutico iniziare con il richiedere l’uscita dei mercanti dal tempio e ribaltare il postulato cartesiano nel “sum ergo cogito”

    That’s all, folks!

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  27. > Come è possibile che l'on. Visco giunga a conclusioni tanto
    > diverse da quelle che qualsiasi persona di buon senso può
    > trarre dalla libera consultazione dei dati OCSE?

    Può darsi che i suoi dati siano di fonte Comtrade. Secondo tali dati, infatti, la media riferita alla Russia è -3,81 invece che +2,47 come viene usando i dati OCSE. Sempre secondo tali dati nel periodo 2000-2010 solo nel 2001 e 2002 c'è stato un surplus (0,3 nel primo anno e 2 nel secondo).

    Del resto di dati presentati nella tabella dell'articolo, oltre a quella riferita alla Russia, altre differenze forti non ci sono eccetto per l'Olanda e la Norvegia dove il deficit è 4,52 e 11,04 rispettivamente (invece che 1,9 e 4,03).

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    1. Certo. E se invece usiamo i dati CHELEM la Germania è in deficit con la Russia solo nel 2000 e nel 2006. Naturalmente bisognerebbe andare a vedere quale sistema di classificazione usano le varie fonti, che sistema di prezzi usano, ecc. ecc.

      Dopo di che, questo cosa cambia rispetto al fatto che stiamo parlando di un boiardo di regime che viene a dirci di aver cooperato a un progetto politico che ha condotto il nostro paese alla catastrofe? E di averlo fatto, attenzione!, nella piena e pienamente confessata consapevolezza del fatto che mentre partecipava NON stava facendo gli interessi del nostro paese ma di un altro paese (la Germania) che poi avrebbe dovuto "pensare al nostro bene"?

      Capisce di cosa stiamo parlando?

      Aspetti, glielo dico in un altro modo, e mi scuso per la crudezza del linguaggio. Posto che un economista sa che ogni agente economico razionalmente cerca di massimizzare i propri obiettivi, e non quelli altrui, secondo lei quando Visco si aspettava (se se lo aspettava) che la Germania poi facesse il nostro bene, era stupido, o era furbo?

      Qui stiamo parlando di questo, e a me interessa la sua risposta su questo.

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  28. Non sa neanche dove vive!!!

    http://video.corriere.it/gaffe-merkel-non-sa-dov-berlino/962a6e5a-a809-11e1-988e-2cac10a9ea60

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    1. Ma non è strano che il Frankfurter Zeitung della Sera metta alla berlina frau Merkel?
      Non è ancora più strano che un capo di governo, con un dottorato in chimica quantistica, sbagli clamorosamente a piazzare la capitale del proprio paese? Perché su una cartina a quella scala e senza riferimenti, come parrebbe dal video di scarsa qualità, è ammissibile che indichi per la posizione di Berlino un punto nella vicina Polonia. Poteva passare anche un punto da qualche parte nelle vicine repubbliche baltiche... ma avete visto invece che punto indica? Manca poco e piazza Berlino sugli Urali.
      Mah!

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    2. Grazie per questa chicca Silvia: è molto divertente, ma altrettanto inquietante per altri versi. Voglio dire, sarà sicuramente (spero almeno!) un fake. Altrimenti inizio a preoccuparmi veramente, voi no?

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  29. Sera Prof.
    Ho notato che il terrorismo giornalistico, irritandola, fa aumentare la sua produzione ( produttività ) di post, ovviamente per la nostra felicità ! :-)
    Allora voglio fomentarla e vedere se riesco a scatenare l' ECONOMICHULK che è in lei.
    Riguardo la Spesa Pubblica, lo sa che Giarda ha detto che con la spending review si possono tagliare 100 ( cento ) miliardi nel breve periodo e 300 ( trecento ) miliardi nel lungo periodo, in modo da poter raggiungere questo :
    "Gli obiettivi della revisione della spesa, prosegue ( Giarda ), "sarebbero quelli di consentire ai cittadini di pagare qualche tassa in meno o al governo e al paese di emettere meno titoli del debito pubblico rispetto a ora".
    Ecco il link :

    http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201205271912-ipp-rt10048-spending_review_giarda_tagli_100_mld_mettere_in_ordine_conti

    Dai prof scateni l' ECONOMISTAVERDE!
    P.S. Lo sa che quando provo e postare i suoi articoli su altri siti spesso mi bannano ? Ma Goofy fa così paura ? Mi sa di si....

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    1. Non fa paura Goofy. Fanno paura i dati. Fa paura che qualcuno li esponga agli elettori, citando le fonti e permettendo loro di verificarli.
      Comunque, se non capisco male, l'onorevole Giarda non conosce il moltiplicatore del bilancio in pareggio. Stiamo messi bene... Vuoi proprio che aggiunga altro?

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    2. Il moltiplicatore del bilancio in pareggio è "negato" come fenomenologia dall'intera classe di governo "tecnica" e considerato un concetto eversivo, da non menzionare nemmeno, da tutta la governance UE...
      Ne abbiamo già parlato (o meglio mi hai già spiegato) come regni il postulato incontestabile induttivistico delle varie "equivalenze" e degli operatori razionali. Quindi quando Draghi "spara" degli effetti recessivi di 1 (uno) punto di inflazione, in realtà ha in mente questi schemi correlati alla curva di Philips, alla legge di Say e allo Stato cattivo perchè eroga pensioni e assistenza sanitaria universale (che sottraggono risorse alle efficienti imprese private).

      Ed invece i "mercati" ormai proclamano che i conti pubblici si aggiustano come conseguenza della crescita realizzata attraverso il MOLTIPLICATORE DELLA SPESA PUBBLICA: basta vedere il rapporto FMI di aprile 2012, dove il concetto è ripetuto 117 volte (caso mai i sostenitori UEM dell'austerity non lo capissero e...non lo capiscono nemmeno i commentatori nostrani) cfr; http://www.gustavopiga.it/2012/hollande-non-aspetti-rigori-vinca-prima-supplementari/

      E quindi, sì, Goofy e i suoi dati fanno paura e suscitano reazioni isteriche dei "parrocchetti" addestrati, mentre i Giarda e i Monti(gente che aveva le mani in pasta proprio all'inizio degli anni '90), in realtà hanno esigenze di cassa per coprire il costo sul debito pubblico degli swap contratti all'indomani di maastricht (160 miliardi? Di più?)http://www.gustavopiga.it/2012/some-more-information-on-italys-and-greeces-derivatives-in-the-euro-area/
      Cito Piga perchè spesso dice le cose giuste ma poi ritiene ancora che l'europa si salvi con più europa: ma l'hai detto, "nessuno è perfetto"...

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    3. Tsk... Quarantotto. Ma non hai mai letto A&G o i proclami di Cameron (giusto per uscire all'eurozona).

      Il moltiplicatore non è vero che non esiste. Esiste al contrario, cioè come una megaequivalenza-ricardiana: il virtuoso ed austero stato che taglia le spese, licenza gli sfaticati dipendenti pubblici e affama i pensionati crea un sì tal clima di fiducia che i negozi e supermercati si dovevano riempire magicamente di compratori, le banche di depositanti e fiumi di latte e miele sarebbero scorsi ovunque.

      Da incorniciare Krugman al riguardo:
      http://krugman.blogs.nytimes.com/2012/05/26/cameron-and-the-confidence-fairy/

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  30. Ovviamente la mia era una sana provocazione per godere di un nuovo bellissimo post da parte sua.
    Adesso per essere precisi il titolo dell' articolo è :

    "Spending review: "tagli per 100 mld" Giarda, "mettiamo in ordine i conti"

    Giarda dice che 100 miliardi sono AGGREDIBILI ( adesso oltre ai tecnici serviranno gli aggressori ) nel breve periodo, mentre sui 300 miliardi si può INTERVENIRE nel lungo periodo.
    Credo che Giarda conosca solo il "ciclo dell' olio" notissimo ai politici abruzzesi :
    Le olive dal mio terreno al frantoio, l'olio dal frantoio a casa mia e da casa mia a casa tua !

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  31. Gentile Professore, in questi giorni Monti è tornato alla carica con il tema evasione. Vorrei capire cosa c'è dietro. Da mesi il governo e la stampa ci martellano su questo tema. Dai suoi articoli si capisce che il nostro problema non è li, ma si evince anche che questo governo ha dei secondi fini in quello che fa ( vedasi riforma del lavoro). L'evasione e sopratutto le norme che sono state varate per combatterla, cosa sono? Specchietti per le allodole? O c'è anche qualcosa in più? O forse sono troppo "complottista" ed è meglio che non scriva più commenti?....

    A proposito, prima di un furente attacco di letargia ho visto in tv parte dell'intervento di un giornalista, Barnard, che esponeva tesi simili alle sue. Peccato che venisse presentato quasi come un matto, tanto per non dar peso a quello che diceva. E peccato che poi io mi sia addormentato....

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    1. Posso chiedere una cosa a te a e tutti gli altri donaldiani di passaggio? Cosa c'è di tanto bello nell'evadere le tasse? Perché sai, ho capito che da Rimini è partito il messaggio che lo stato può finanziarsi coi rotoloni Regina, io continuo a ritenere che le imposte siano una forma di finanziamento della spesa, e che chi si sottrae a questo obbligo non sta facendo una cosa giusta. Dove sbaglio?

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    2. Anch'io penso sia una cosa buona e giusta. Vorrei solo capire meglio il problema. Mi ricordo di aver letto sul Corriere della Sera e su altri giornali ( purtroppo le mie fonti sono quelle) dei dati sull'evasione (115miliardi di evasione: 40 attività criminale(??), 27 grandi aziende che applicano il tranfer pricing ( sopratutto banche e assicurazioni)....Già qui mi domando che effetto avranno tante delle norme introdotte su queste due prime voci di evasione. Poi penso al sud, zona d'Italia dove è maggiore l'intensità dell'evasione. Da buon veneto mi verrebbe facile gridare al meridionale. Però se li si concentra una buona fetta di lavoro nero anche lo Stato qualche piccola colpa ce l'ha. ecc. ecc. Leggo, sempre sui giornali, di come in alcuni stati parte dell'evasione sia stata eliminata "legalizzandola" ( se mi detraggo il costo delle ripetizione, l'insegante che le fa pagherà le tasse e sarà a posto con la coscienza, ma al contempo lo Stato incasserà ben poco da questa transazione!). E quindi forse lo Stato Italiano vuole mantenere alto il dato dell'evasione.
      E poi, anche oggi i quotidiani ci ricordano che secondo Il Financial Times l'Italia non fa abbastanza contro l'evasione. Quindi ogni tanto mi chiedo perchè si parli sempre di evasione, debito pubblico, riforma del lavoro.
      In fine, se un ignorante come me cerca di farsi bello con quello che ha letto su questo sito, troverà sempre qualcuno che gli risponderà "Bhè, senza 120mil. di evasione negli ultimi anni avrebbo cancellato il debito, e quindi...." Dovrò pur saper cosa controbattere?

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  32. Gentile Professore, mi scuso per una domanda banale, non ho mai letto le statistiche OECD prima d'oggi, stavo cercando di ricreare il file Excel da Lei fatto usando l'harmonised system 1988, pero' ottengo risultati diversi, in particolare con il Belgio mi sembra che i dati siano rovesciati (ossia il Belgio esporta (2010 - 76568879819.98) piu' di quanto importi (2010 - 63520375988.87)). Come mai sono cambiati? O cosa faccio di sbagliato? Mi scuso se Le faccio perdere tempo.

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    1. Non te lo so dire. Io ho messo il file scaricato e quello è. Se non sei un troll, mandami il file che hai scaricato tu, e forse capisco cosa è successo.

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