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lunedì 9 aprile 2012

...e la dinamica del debito

Qui si va sul difficile. Io ci provo. Se non ci riesco, almeno ci avrò provato. Però promettetemi di provarci anche voi. Ingredienti: un foglio di carta, una matita, una calcolatrice (se occorre) e un po’ di pazienza. L’alternativa qual è lo sapete. Per sempre.


Dopo avervi raccontato la triste storia della Ruritania e della Cracozia, mi aspettavo un mare di obiezioni. Si vede che le mie tattiche di repressione del dissenso funzionano. Però... in fondo ha ragione Alessandro: così non c’è divertimento!

L’unica obiezione seria l’ha fatta Alex: dove è finito il Maradagal? Ma adesso, caro Alex, ti racconto anche la storia del Maradagal e del suo vicino, il Parapagal. Due stati latinoamericani, a differenza della Ruritania e della Cracozia, e quindi, si suppone, intrinsecamente viziosi (i soliti pregiudizi). Certo ben diversi dalle virtuose Ruritania e Cracozia, che partivano entrambe da un virtuoso pareggio di bilancio. Ma tanta era la loro virtù, ricorderete, che esse desideravano ridurre un debito che altrimenti sarebbe rimasto invariato. Anche perché, da brave contrade europee, entrambe avevano un tasso di crescita pari a zero: non potevano contare sulla crescita per ridurre il rapporto.

E allora io mi aspettavo almeno due obiezioni:

1)      “ma il nostro governo non è in pareggio di bilancio, è in deficit, quindi deve fare qualcosa, altrimenti il debito crescerà!”

2)       “ma normalmente un sistema economico cresce, se pure poco, e quindi non è detto che un taglio della spesa faccia necessariamente diminuire il prodotto: altrimenti l’unica soluzione sarebbe quella di spendere il più possibile per “gonfiare” il Pil”.

Non so se le obiezioni sono chiare... Forse no, perché non le avete fatte! Comunque, laddove non lo fossero, petite et dabitur vobis. Io intanto vi parlo del Maradagal.

Il Maradagal, come sapete, era appena uscito da una guerra col Parapagal, il suo vicino e principale partner commerciale. I rapporti non si erano ancora rasserenati, e quindi di commercio estero non se ne parlava, le due economie erano praticamente chiuse, e ben felici di esserlo. Ma lo sforzo bellico aveva richiesto, sì come far suole, un considerevole aumento del debito pubblico, che era pari, figuratevi, al 90% del Pil. Inutile dire che il Parapagal era messo esattamente nelle stesse condizioni. Ma le guerre hanno anche il loro lato positivo (si fa per dire): l’economia del Maradagal (e quella del Parapagal) crescevano abbastanza, diciamo a un tasso medio del 5%. Del resto, è per questo che si fanno le guerre: in guerra sono tutti occupati, da fare non manca, e soprattutto da disfare, e poi, dopo, la ricostruzione garantisce qualche altro anno di crescita.

Ah, ma mica voi sarete di quelli che credono che uno le guerre le fa perché Dio lo vuole o perché hanno sparato all’arciduca... Dai, piddini sì, ma spero non fino a questo punto! Le guerre, in macroeconomia, si chiamano politica anticiclica. Funziona benissimo! Vi ricordate, ad esempio, come funzionava il mondo prima di Keynes? Guardate il grafico: visto come cresce il Pil durante le guerre? E prima prima prima? Prima della rivoluzione industriale, prima che gli uomini imparassero a lavarsi le mani? Funzionava ancora meglio! Se eri sfortunato c’era la guerra, ma se eri fortunato c’era la peste: in entrambi i casi rischiavi la pelle, ma nel secondo, se te la cavavi, guadagnavi molto più di prima: la riduzione esogena dell’offerta di lavoro (i morti) non si accompagnava a una distruzione di capitale fisso, e quindi il tuo salario reale aumentava. Non ci credete? Leggete Mankiw, o, molto meglio, la Storia economica dell’Europa preindustriale di Cipolla.

Comunque: Maradagal e Parapagal crescevano al 5%, ma avevano un bel debito pubblico al 90% del Pil, e di ridurlo, a breve, non se ne parlava, perché fra ricostruzione e pensioni di guerra, le spese non mancavano.

Ma questa cosa, al governatore del Maradagal, non andava proprio giù...


Cercate di capirlo: non si combatte una guerra, non si sbriciolano divisioni di fanteria per impadronirsi a ogni costo di quota 960, sotto una pioggia di granate “penetranti e dilaceranti”... per poi scoprire di non essere meglio del nemico! Eh no! Questa cosa l’hidalgo don Mario de la Sierra non poteva ammetterla. Bisognava “fare meglio” (orrenda locuzione) dell’odiato Parapagal.

Da qui in avanti la storia è un po’ come quella della Ruritania.

Siamo alla fine del 2011, si riunisce il consiglio dei ministri per la finanziaria. Quanto è stato il Pil nel 2011? 100 miliardi di pesos. Previsioni di spesa pubblica per il 2012? 33 miliardi di pesos. Previsioni di entrata? 30 miliardi. Deficit previsto? Be’, questo è semplice: 33 – 30 = 3. Quant’è il debito oggi (fine 2011)? Lo abbiamo detto: 90. E allora, se non facciamo niente, alla fine del 2012 il debito sarà 90+3=93. Cioè il 93/100=93% del Pil.

No, aspetta, c’è la crescita!

Prevediamo che il Pil cresca del 5%, quindi in effetti il Pil del 2012 sarà 105 miliardi (il 5% in più di 100, non so se rendo...). Alla fine del 2012 il rapporto debito/Pil sarà 93/105=89% (88.6%, per i precisini).

Sì, sono tanti numeri. Facciamo una “apposita tabbella”, sperando di chiarire la situazione:



To’! Il rapporto debito/Pil diminuisce, nonostante un deficit vicino al 3% del Pil! (per la precisione: rapporto deficit/Pil al 2.8%). Strano! No, non è strano per niente: se il Pil cresce, i rapporti al Pil diminuiscono. Succede con tutti i rapporti: preferisci mezza torta o un quarto di torta? Preferisci dividere per due o per quattro? Tra l’altro, dividere per due è anche più semplice...

Sì, ma don Mario l’economia la sapeva, e sapeva anche la storia della Cracozia, e quindi si diceva: qui i margini per “far meglio” ci sono: se tagliamo 2 di spesa, l’anno prossimo il deficit sarà 3-2=1, quindi a fine anno il debito sarà 90+1=91, invece di 90+3=93. Certo, avremo tolto anche 2 al Pil, questa lezioncina la so, me l’ha spiegata il governatore della BCR (Banca Centrale Ruritana, detta anche RCB, Ruritania Central Bank). Per motivi che non condivido (proseguiva fra sé e sé l’hidalgo) la contabilità nazionale si ostina a computare nel Pil l’orrenda, l’esecranda spesa pubblica, sulla base del motivo assolutamente pretestuoso che gli stipendi dei dipendenti pubblici in fondo sono redditi! Certo, come se i redditi di sciagurati perdigiorno, figli e padri di bamboccioni, andassero computati insieme ai veri redditi, i redditi di chi produce! Che regola assurda! Certo, c’è quel fastidioso dettaglio... I redditi dei dipendenti pubblici, in effetti, vengono spesi anche e soprattutto per acquistare beni prodotti da privati... Quindi... Diventano redditi privati... Ma tralasciamo questa complicazione! Voglio comunque essere equanime: le regole ci sono, e vanno rispettate. Del resto, anche togliendo 2 al Pil, e quindi portandolo a 103 invece di 105, il rapporto debito/Pil sarà sempre migliorato, perché invece di 93/105=89%, avrò 91/103=88%, alla faccia della Cracozia... volevo dire: del Parapagal!

(Per i precisini: 88.3 invece di 88.6: sapete come si arrotonda, no?)

E bravo don Mario, tu sì che li sai fare i conti, bravo, taglia gli sprechi (i soliti “sprechi”, che poi sono la carta igienica, il sapone, la risma di carta per fotocopie ecc. che devo portare a scuola di mia figlia, e forse presto anche alla mia, di scuola)!

Quindi, come al solito, si va, si delibera, si taglia, e come al solito ci si ritrova, un anno dopo, ad ascoltare la relazione del governatore della BCM (Banca Centrale del Maradagal).


Don Mario assapora il suo trionfo: “abbiamo spezzato le reni (metaforicamente) al Parapagal: siamo meglio noi, noi meriteremo il plauso dei mercati!” Noi. Che a intenderlo come plurale, cioè come somma di “io”, o come plurale maiestatis, cioè come inflazione del proprio io, rimane sempre un pronome di persona. “I pronomi! Sono i pidocchi del pensiero. Quando il pensiero ha i pidocchi, si gratta come tutti quelli che hanno i pidocchi… e nelle unghie, allora… ci ritrova i pronomi: i pronomi di persona” (e questa chi la deve sapere la sa, e chi non la sa se la cerca perché è ora).

Arriva il governatore della BCM, ma non si può proprio dire che sia euforico (come immaginerete, altrimenti non vi starei raccontando questa storia)...

“Allora, governatore, qual è il consuntivo del nostro primo anno di regno... pardon, di governo? Abbiamo accelerato la fisiologica diminuzione del rapporto debito/Pil?”

“Be’, in effetti il debito è diminuito, è arrivato, come previsto, a 91 miliardi, invece dei 93 che avrebbe raggiunto in assenza di manovra...”

“Fantastico! L’austerità paga. I sacrifici sono sempre ricompensati, soprattutto quelli degli altri. Allora insistiamo: qualche altro spreco, che so? Magari potremmo risparmiare sulle pasticche dei freni dei mezzi pubblici, così, se va bene, evitiamo anche di pagare qualche pensione...

“Ma veramente ci sarebbe un problema...”

“Ah, e quale sarebbe? Il debito è sceso, i mercati saranno contenti, e i sudditi saranno contenti nel sapere che i mercati sono contenti... Non vedo il problema! Ricordati: sono ex comunisti, quindi abituati a difendere l’operaio, il quale, a sua volta, è figlio del XIX secolo, e ne condivide tutti i sani principi, incluso quello del sacro orrore per il debito: hai letto i Miserabili? Ricordi Marius? “Pour lui, une dette, c’était le commencement de l’esclavage”. E così, non ti paia paradossale, oggi proprio gli ex comunisti sono i più acerrimi fautori dell’austerità (anche perché, avendo letto solo il Bignami di Marx, non si rendono conto che senza debiti non c’è capitalismo, ma questa è un’altra storia). Comunque: siamo a cavallo!”

“Mica tanto: il problema è che il rapporto debito/Pil è aumentato: non siamo scesi dal 90% all’88%, siamo saliti dal 90% al 91%”

“Come è possibile? Con un’economia in crescita? E poi io ho tenuto conto del fatto che il taglio della spesa, per quelle stupide regole di contabilità, avrebbe ridotto il Pil: saremmo arrivati a 103 invece di 105. Lo ho calcolato, so fare i conti, sono un tecnico. Te lo dimostro: se il debito è 91, e il suo rapporto al Pil è 91%, vuol dire che il Pil è 100! (per i poeti: 91/100=91%, n.d.r.) Quindi il Pil non è sceso solo di 2, dei 2 miliardi di euro che ho santamente e austeramente tagliato, ma di 5 rispetto alle previsioni, cioè... la crescita è stata zero! 100 di Pil nel 2011, e 100 nel 2012, la stessa cifra. Ma come è possibile?”

 Vedi, don Mario, il problema è che hai manipolato i saldi contabili con la stessa scioltezza con la quale li vediamo ogni giorno manipolare a Qui, Quo e Qua e al loro simpatico zietto. Supponiamo che tu debba dimagrire. Ti affideresti a un medico che ti propone di amputarti una gamba? La perdita di peso è assicurata, no? Ma io credo che tu cambieresti dietologo, perché probabilmente intuisci che anche se lo scopo è perdere peso, il discorso non si esaurisce lì. Ecco, anche quando si manipolano i saldi il discorso non si esaurisce lì. Cosa erano i due miliardi che hai tagliato? Pensioni e stipendi pubblici, salvo errore. Ora, c’è una cosa che non hai considerato. Il maradagalese medio, che è piuttosto parsimonioso, consuma comunque circa il 60% del suo stipendio. Questo significa che riducendo di due miliardi gli stipendi dei maradagalesi, hai ridotto. in effetti, di 0.6x2=1.2 (il 60% di 2) la loro spesa per consumi.

Ora, tu sei un tecnico, quindi sai che il Pil è uguale alla somma di consumi, investimenti e spesa pubblica (ci sarebbero anche le esportazioni nette, ma dopo la guerra il commercio non è ancora ripreso). Sai cioè che Y = C + I + G. Tu pensi di aver ridotto solo G di 2 (la spesa pubblica), ma non capisci che facendo così hai anche ridotto C di 1.2 (i mancati consumi dei dipendenti pubblici, che entrano nel Pil perché, ovviamente, sono redditi di chi vende quello che gli esecrandi parassiti pubblici acquistano). Quindi, come vedi, siamo già a 2+1.2=3.2...”

“Ho capito, va bene, non dovevo trascurare il fatto che gli orrendi, turpi, esecrandi sprechi pubblici in realtà vanno a finanziare per lo più l’acquisto di beni privati... Ma anche così tu mi parli di una diminuzione di 3.2, e invece il Pil è diminuito di 5!”

“Certo, don Mario, perché vedi, un anno è lungo, e il Maradagal è popoloso... In un anno non succede mica una sola cosa: ne succedono tante. Succede anche che tutti quelli che normalmente vendono beni ai dipendenti pubblici (il lattaio, il fornaio, sai...), si sono visti entrare 1.2 miliardi in meno. Ora, tu non ci crederai, ma il mondo è strano: non è che perché uno è produttore, non è anche consumatore. E quindi il settore privato, che si è visto entrare 1.2 miliardi in meno, ha dovuto ridurre i propri consumi indovina un po’ di quanto? Bravo, di 0.6x1.2=0.72. Certo. Perché l’orrendo parassita statale, inutile e quindi dannoso, come certi docenti universitari elitari, narcisisti e pure keynesiani (di merda), che passano il tempo chiusi in casa a scrivere, anziché chiusi all’università a promuovere studenti, ha ridotto il suo consumo di pane e di latte, e allora anche il fornaio ha dovuto ridurre il suo consumo di latte, e magari il lattaio il suo consumo di pane, e magari (e questo sarebbe il lato positivo), nessuno dei due ha potuto mandare il figlio all’università, a far corrompere la propria giovane mente da certi personaggi.

Ora, facci caso: tu pensavi di aver diminuito il Pil di 2, ma invece, vedi, lo hai già diminuito di 2+1.2+0.72=3.92. Siamo quasi a quattro, e l'anno ancora non è finito. Ma siccome in un anno non si va al mercato una volta sola, capisci che la spesa che hai sottratto all’economia, gira che ti rigira, ha effetti indotti molto più grandi di quelli che pensavi tu. Ma questo gli studenti di economia lo sanno quasi sempre, anche se i professori, evidentemente, sono pagati per dimenticarlo! Se la propensione al consumo è del 60%, gli effetti indotti sono pari a 1/(1-0.6)=2.5 volte la sottrazione di spesa iniziale, e siccome tu hai sottratto 2, 2x2.5=5, ed ecco perché il Pil, che sarebbe arrivato a 105 se tu fossi stato tranquillo, è rimasto a 100 (crescita zero) in conseguenza del tuo tentativo di sedurre doña Angela. La quale a te predica austerità, ma a casa sua, sai, mi dicono si comporti in un modo un po’ diverso. Così fan tutte”.

E per gli amanti dei dettagli, ecco due tabbbbbelle riassuntive di questa bella storia, che sarebbe molto più bella se non fosse la nostra. Questo è il capolavoro del nostro hidalgo de la Sierra:


e questo è invece quello che sarebbe successo se non avesse cercato di essere più realista del re:




Attenzione: qui siamo ancora sul relativamente semplice. Ma se riuscite a digerire anche questo (prendete il vostro tempo), allora ripetiamo questa storia coi numeri veri, e poi sì che si ride...


Addendum: siccome altrimenti poi dite che faccio le preferenze, inserisco qui, dove lo vedono tutti, il link al modello sottostante, che poi è il modello keynesiano standard da libro di testo. Divertitevi.


Ah, ci avete fatto caso? Non ho detto “moneta sovrana”, e nemmeno “moneta fiat” (che poi sarebbe, credo, lo Scudo, il Fiorino, o il Doblò...). E non l’ho detto perché non c’era bisogno di dirlo. Perché dire cose inutili? Già capire quelle utili, purtroppo, richiede un certo sforzo, come dimostra chi viene qui a starnazzare che io sono schiavo del sistema neoliberista ecc. ecc. Quante me ne tocca sentire! Cioè, secondo loro se uno non va a una convention di princisbecco similberlusconiana, dove peraltro gli hanno detto di venire purché stia zitto (cosa che ha indignato tutti i miei colleghi, facendo terra bruciata intorno al "movimento"), non si sta opponendo al sistema! Vedete? È la generazione X-Factor, la generazione Grande Fratello. Che esista un altro metodo, che esista un'altra comunicazione, a loro non viene nemmeno in mente. E infatti, se ci fate caso, non parlano mai di elettori, di cittadini... Parlano di pubblico! Patetico ma vero! Cioè, secondo loro un post come questo ha il difetto di non parlare "al grande pubblico".

Tre millenni di storia non hanno insegnato niente a queste persone.

Mettiamola così: la Natura è matrigna (oh, se lo è!), e a me non interessa lottare contro di lei. Mi interessa solo dare, a chi ha gli strumenti per farlo, la possibilità di approfondire. Al pubblico ci pensi la televisione.

107 commenti:

  1. Recentemente giravano dati sulla produttivita' del debito pubblico, cioe' quanto un dollaro in piu' di debito ha fatto crescere il PIL degli USA. Questo valore e' passato da circa 1 a 3 negli anni '50 (cioe' un dollaro di debito faceva crescere il PIL di 3 dollari) a molto meno di uno recentemente. Questo indica una saturazione, e mi aspetterei un dato simile riguardo noi.
    La tua storia punta mette in evidenza la composizione del debito, ma qui da noi e' tutta improduttiva dagli anni 1960 e direi di lasciare ogni speranza che cambi.
    Sui keynesiani di merda sono per lasciargli fare tutto cio' che vogliono, purche' non provino a toccare il mio oro, il mio argento, e i miei bitcoin, o sara' guerra incivile.

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    1. Cos'è questa storia che il nostro debito è tutto improduttivo dagli anni '70? Mi piacerebbe approfondirla.

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  2. Dio ti ringrazio per aver fatto Bagnai ...

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    1. "La diversità delle opinioni umane è un segno della misericordia divina"

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    2. Ho due domande:

      1)Quando parla di donna Angela che predica bene e razzola male, parla solo del periodo 2000-2005, oppure anche di ora. In altre parole donna Angela ora e' diventata veramente austera, o continua a spendere come fece prima delle riforme del mercato del lavoro.
      2)Il moltiplicatore keynesiano sarebbero gli effetti che ha un taglio ad una certa spesa sull'economia, cioe' quello 0.6x2 e 0.6x1.2 che lei inserisce per calcolare di qnanto diminuisce il Pil una volta tagliati gli stipendi dei fannulloni?

      A proposito degli stipendi pubblici ho una storiella. Vicino all'Universita' c'e' un negozietto dove vado a mangiare quando sono troppo pigro per portare il pranzo da casa. I clienti di questo negozietto sono per lo piu professori, dottorandi e studenti del triennio.
      Attaccato alla cassa questo qui ha un volantino dove si lamenta di quanto sono alti gli stipendi dell'amministrazione dell'Universita' (parliamo di rettori e direttori di dipartimento e di cifre da $100,000 l'anno in su). Magari sono eccessivi, e su questo si puo' discutere, ma vaglielo a spiegare che hanno un po piu grattacapi di chi possiede un ristorante, e che se l'Univerista' e' amministrata male e va in malora lui il negozietto deve solo chiuderlo.

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    3. Sto aspettando i dati sul rapporto debito/Pil tedesco. Sappiamo tutti che per salvare le proprie banche la Germania ha messo tanti soldi pubblici. E sappiamo che prima, quando già predicava austerità, praticava incrementi della spesa pubblica per sostenere la propria politica di svalutazione reale (tagli dei salari) competitiva (sostanzialmente una politica di dumping sociale finanziata in sprezzo delle regole di Maastricht). Non credo che ci sia stata proprio negli ultimi giorni un'inversione di tendenza, e i frutti si vedranno. Ovviamente la colpa verrà data alla recessione causata da noi!

      Il tuo negozietto è fortunato.

      Il mio ristorante preferito sta vicino a una delle tante università romane, e il gestore mi dice che i pochi colleghi e i molti avvocati, bancari, ecc. che prima si vedevano a pranzo, ora non si vedono più. Gli ho detto di essere contento: il governo ha ridotto gli sprechi, sta facendo qualcosa per la gente che lavora veramente, come lui. E siccome non è piddino, ma egiziano (cioè: loro facevano le piramidi mentre noi spezzavamo ancora il pane con la clava), ha capito. Del resto, l'aritmetica quella è: se da due quintali di cozze a settimana passi a 20 chili, significa che qualcosa è cambiato...

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    4. A proposito di piramidi e clavi...
      Cercavo di spiegare ad una piddina americana come in realta' questi paesi al momento hanno problemi non solo a causa delle loro amministrazioni (e cultura etc...), ma anche perche forse noi paesi tanto democratici ci siamo anche sempre intromessi per fare i nostri comodi, cosicche' se un governo non e' esattamente democratico, chiudiamo un occhio se ci fa prezzi di favore, ed invece diventa pericoloso per la sicurezza nazionale ed internazionale se cerca di fare una politica basata sui propri bisogni ed interessi invece che su quelli nostri/USA (e.g. Iran di Khomein vs. Iran dello Sha, quanto era democratico il secondo, e per essere piu' attuali basti pensare alla polemica riguardo all'intervento in Libia, e il totale disinteresse a certi interventi in Bahrain da parte di Qatar ed Arabia Saudita, per non parlare della polemica sulla poesia di Gunther Grass riguado ad Iran ed Israele).
      Risposta della piddina:"Ma allora perche non vai a vivere li visto che in Libia sono cosi progrediti".
      E' purtroppo una battaglia persa in partenza. Io non voglio avere ragione, puo' darsi che mi sbagli, cio' che contesto pero' e la chiave di lettura, cioe il non capire capire che queste cose si devono spiegare in termini politico-economici e non in termini di diritti umani. Aiuterebbe a fare una discussione un po piu' chiara ed onesta.

      Inquesto casino di commenti suppongo le sia sfuggito, ma mi risponde sul moltiplicatore se puo'

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    5. Non so se lo ho scritto qui, ma lo dico sempre a chiunque vuole ascoltarlo, e anche a chi non può sottrarsi (come i miei adorati studenti): l'uso "tattico" della problematica dei diritti umani distruggerà definitivamente la credibilità dell'occidente. Anche questo sarà un merito dei piddini di tutte le latitudini e longitudini, i piddini di tutto il mondo, uniti dall'unico collante veramente universale: l'idiozia.

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  3. 1) “ma il nostro governo non è in pareggio di bilancio, è in deficit, quindi deve fare qualcosa, altrimenti il debito crescerà!”

    2) “ma normalmente un sistema economico cresce, se pure poco, e quindi non è detto che un taglio della spesa faccia necessariamente diminuire il prodotto: altrimenti l’unica soluzione sarebbe quella di spendere il più possibile per “gonfiare” il Pil”.

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    1)ma il nostro governo non era in surplus?
    2)E che male c'è a gonfiare il PIL se lo fai in maniera intelligente? Domanda complementare: c'è una maniera intelligente per gonfiare il PIL nel caso italiano?

    ps: il post è comprensibile! :)

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    1. Se parliamo del governo della Repubblica Italiana, forse sarà anche stato in surplus, ma io non me ne sono accorto. A me risultava un deficit di oltre 5 punti di Pil nel 2009, e da allora fra i 4 e i 5 (non so nemmeno se esiste un dato consolidato per il 2011, mi devo appunto mettere a studiarlo).

      Certo che il problema del debito è un problema di crescita. Quello che volevo dire è che la soluzione del problema non è necessariamente quella di far tendere a infinito numeratore e denominatore con la stessa velocità (come nell'esempio ruritano).

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    2. L'avanzo primario è l'avanzo primario, qui sto parlando del deficit complessivo (che è quello che si traduce in un aumento del debito) e non lo sto spacchettando in primario e spesa per interessi semplicemente perché voglio che il modello sia semplice (per ora). Sai, capisco che tu sei abbastanza avanti, e come sai io voglio essere elitario, ma siccome qui ci sono rei confessi che fanno 6/5 con la macchinetta, capisci bene che io devo andare lento, se voglio essere seguito da un numero ragionevole.

      Certo che il problema è la spesa per interessi, lo so. Ho solo fatto una tesi di dottorato e due articoli scientifici sul tema della sostenibilità del debito pubblico. Ma vi ci devo portare per gradi.

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    3. Grazie, grazie.
      Sono molto meno avanti di quel che può sembrare, l'assicuro. :)
      Sono qui a prendere appunti e studiare (in decima fila ma appassionato!) per rompere poi le scatole a tutti quelli che conosco per divulgare.

      ps: ha dei link ai suoi lavori, mi piacerebbe provare a leggerli. :)

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    4. Ti conviene vedere sul mio sito quello che pensi possa interessarti.

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    5. Ok, sto guardando. Grazie.

      Se posso disturbare ancora, io ho una domanda che mi frulla in testa: ci sono più e più evidenze che le politiche restrittive in certe condizioni non funzionano. Anzi, sono disastrose. Ed infatti Germania e Stati Uniti non le applicano a loro stessi.
      Quindi si potrebbe pensare: allora lo fanno apposta per affossare gli altri e trarne guadagno. Anche questa però mi sembra una semplificazione troppo, come dire, semplice! Non ci va un genio ad immaginare che se tutti cadono in povertà trascineranno persino te alemanno o ammerigano in qualche brutta cosa o, al peggio(!!), nella stessa povertà. Allora la seconda semplificazione, a detta di Stiglitz ed altri, è: ideologia. Ma basta questa ideologia mista ad un interesse cieco e poco saggio a spiegare il problema in cui ci stiamo ficcando?
      La mia esperienza nel quotidiano mi dice di sì, il mondo è pieno di persone sbrigative che hanno bisogno di certezze, soprattutto su quel che sanno loro anche se non lo sanno.
      Ma... Ci sono un sacco di ma. (nessun ma anche, spero !! ;) )
      Lei che ne pensa?

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    6. Devi disturbare, ci mancherebbe!

      Il fatto è che, nonostante quello che pensa Alessandro, io non credo che esista "la Germania" (per fare un esempio). Credo che esistano molti attori sociali non coordinati. E credo che quelli dominanti, in termini di possibilità economiche, e quindi di controllo dei media, di controllo dello Stato, abbiano la fondata presunzione di cadere sempre in piedi. Presunzione che in altri tempi era scossa dalla presenza di un ingombrante vicino. Vedi, tu dici che nelle crisi qualcuno ci perde. Ma questo significa (Goofynomics) che qualcuno ci guadagna. E questo spiega perché ci sono le crisi! Dalle crisi, a differenza che dalle guerre (e dalle epidemie), si esce coi salari reali più bassi, anziché più alti (vedi la Grecia, vedi noi). E questo, al contempo, ti spiega anche perché ci sono state e ci saranno le guerre. E purtroppo non c'è ma che tenga...

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    7. Quindi nasce tutto da "E credo che quelli dominanti, in termini di possibilità economiche, e quindi di controllo dei media, di controllo dello Stato, abbiano la fondata presunzione di cadere sempre in piedi".

      Però poi succede che ci sono le guerre e magari alcuni di "loro" ci finiscono sotto una bomba. Oltretutto oggi, a differenza di ieri, nessuno può ritenersi "al sicuro". Ci sono armi molto sofisticate in giro. E allora come la mettiamo? Non se li fanno questi calcoli?

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    8. Non saprei dirlo, sono domande difficili, sinceramente. Non ho un quadro della situazione, non sono esperto di questi temi, ma a me sembra che a certi livelli di management del sistema finanziario (per fare un esempio) la conseguenza più grave della crisi (che va avanti dal 2007) sia stato un aumento dei bonus, con l'unica differenza che a finanziarli sono stati, invece dei debitori, i contribuenti (cioè con nessuna differenza). Sarò un po' semplicista e invito chiunque abbia controesempi (manager licenziati per la loro inefficienza) a fornirmeli, così poi vediamo quanti sono.

      D'altra parte, a un livello molto più generale, ho la sensazione che se non potessimo illuderci di essere immortali sarebbe difficile tenere insieme i cocci del nostro io, quindi certi errori di prospettiva, quand'anche non fossero convalidati dagli ottimi risultati (vedi alla voce bonus) sarebbero comunque scusabili.

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    9. quindi fondamentalmente possiamo essere d'accordo con chi sostiene che dove c'è più democrazia c'è una gestione economica migliore? (Stiglitz)
      E quindi si può auspicare una maggiore democrazia a tutti i livelli.

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    10. Questo però mi sembra un dibattito un po' diverso.

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  4. Ottimo, quando si passa ai numeri mi esalto! :-)

    Solo un passaggio non mi è chiaro: come sono stati stimati i dati relativi al 2012 per I e C? Sono valori, diciamo, buttati lì solo per far tornare i conti sul totale del PIL? O c'è una qualche logica con cui poterli stimare sulla base degli altri dati?

    Grazie mille per questi post illuminanti!

    (fkr)

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    1. Grazie a te per la domanda "tecnica". Si vede che non sei del mestiere (altrimenti sapresti che i consumi sono praticamente sempre considerati endogeni, quindi c'è una logica ecc.), ma che sei alfabetizzato. Per premio, ti regalo il tuo primo modello econometrico.

      Divertiti.

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    2. Nel secondo esempio C aumenta di 3 e I di 2 perche' c=0,6 , corretto?

      P.S.: scusi l'apostrofo ma non sono previste lettere accentate sulle tastiere norvegesi

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    3. Deve essere uno spasso! Gli investimenti in questo semplice modello sono esogeni, quindi il loro aumento non è influenzato dalla manovra. C aumenta di 3 perché il Pil aumenta di 5 e 6x5=30, quindi 0.6x5=3. Ho aggiunto in fondo al post un link al modello, vai e divertiti.

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    4. Grazie mille!

      Immaginavo ci fosse una logica, ma non essendo appunto del mestiere mi ero arenato su quelle due formule mentre buttavo giù un foglio excel (analogo a quello del suo link) per fare qualche prova (sono molto diffidente sui calcoli fatti da altri, deformazione professionale!).

      (fkr)

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    5. Oh! Almeno adesso ho capito la differenza fra un professionista e un dilettante. Tu che sei un professionista non ti fidi dei calcoli altrui, e io che sono un dilettante non mi fido nemmeno di quelli fatti da me, tant'è vero che ve li faccio controllare!

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    6. Eh eh, anche io non mi fido mai dei miei e li faccio sempre controllare a qualche altro povero sfortunato :-)

      Comunque, credo che una delle differenze più importanti tra un professionista e un dilettante sia proprio il non fermarsi mai al primo risultato, ma di cercarne sempre altri di confronto: l'errore è sempre dietro l'angolo!

      Di nuovo complimenti per gli articoli del blog e per la sua disponibilità.

      (fkr)

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  5. E io che volevo starmene buono e tranquillo ed invece vengo di continuo evocato.

    Comunque visto che in questo post non parliamo della infida e congenita natura alemanna ma di tecnica economica avrei alcune domande.

    1) Io non ho mai capito come si trova il valore di MPC (cioè c), cioè la propensione marginale al consumo.

    2) Il moltiplicatore keynesiano funziona anche nel caso di taglio delle tasse e non solo di aumento della spesa pubblica? Da quel che mi ricordo dei miei studi è la stessa identica cosa, ma io avevo studiato sul Dornbusch-Fischer e Barro e amici non li ho mai capiti.

    P.S.: adoro Cipolla e basterebbe rileggere gli effetti della Peste Nera per capire che l'economia è spinta dalla domanda e non dall'offerta. Ma vabbé, su queste cose siam d'accordo, non c'è divertimento.

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    1. Vedi che ti voglio bene? Altrimenti uno che banalizza così il lavoro che sto facendo si prenderebbe un meritato vaffanculo. Ma per te ci vuole qualcosa di più elaborato...

      La MPC si stima con metodi econometrici confrontando il profilo dei dati di consumo e reddito su un campione sufficientemente ampio. Ora, dipende da quanto sai di statistica. Normalmente si parte da un'ipotesi circa la funzione del consumo, ad esempio l'ipotesi che sia lineare:

      C = A + cY

      dove A è il consumo autonomo (quello che non dipende dal reddito, cioè che devi fare anche se non hai soldi, altrimenti muori), e si stima il parametro c con metodi di regressione lineare.

      Il moltiplicatore funziona ovviamente anche nel caso di taglio delle tasse, ma il valore non è identico. Nel caso considerato, se don Mario de la Sierra avesse aumentato le imposte di due (anziché tagliare la spesa di due) il rapporto debito/Pil sarebbe diminuito... ma sempre meno di quanto si aspettava lui...

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  6. Digerito l'antipasto....attendo il piatto forte!
    (Non terrorizzarci però, Monti tutta la vita nooo)

    antonino

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    1. Invece sì! Ve lo meritate! Perché lo so che fate 33-30 con la macchinetta... Io invece lo faccio con Excel!

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  7. Questo blog è fantastico! Ringrazio l'autore che rende la sua esperienza accessibile a tutti, non è cosa comune fornire opinioni E prove sostanziali...ho solo 82 articoli per mettermi in pari.

    Non che fossi tranquillo, però sinceramente sono deluso nel trovare conferme che l'attuale governo non stia facendo un buon lavoro.

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    1. In mancanza di meglio, anche affidarsi all'istinto può essere una strategia...

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  8. Magari l'operaio medio, anzi no l'essere umano medio, anzi no io, avesse/avessi le stesse caratteristiche del Barone; e cioè la nobiltà, l'ardore, la squisita innocenza. Sarebbe un mondo migliore. Lavoreremmo il necessario , spenderemmo il giusto (ecco, magari un po' di più dell'originale) e ci concentreremmo sui veri obiettivi (l'Amore).

    Nella prossima puntata tiri in ballo il commercio estero?

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    1. Ma non si può. Sai, la disuguaglianza è un potente strumento di competizione, quindi di progresso. Lo dice Alesina. Invece il telegiornale di France2 ha detto che il nuovo manager di Apple (del quale ignoro e voglio ignorare il nome) guadagna 60000 volte più di un operaio che produce gli iPhone. E secondo me era una stima prudenziale. A Roma dicono "finché dura fa verdura". Non vuol dire niente, appunto come il mondo che ci circonda...

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    2. Ed ecco una nuova versione:il debito inteso non più come peccato, o come giogo, ma come "maschera"

      http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1DDWML

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    3. Stima molto prudenziale....povero operaio cinese. Comunque i grandi manager americani (e anche europei) guadagnano 2000/3000 più di un proprio dipendente (ovviamente non quadro....altrimenti solo un migliaio di volte). Ai tempi di Reagan (mica Andropov!) sembrava eccessivo che i manager di più alto livello guadagnassero 80 volte più dei propri dipandenti....

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    4. Dai, non mettere zizzania. Sta migliorando. Questa storia che tutte le crisi dei paesi periferici sono diverse però non la condivido per nulla. Sono tutte crisi da debito estero. Sono (mi dispiace) molto più d'accordo con Frenkel.

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    5. o però sembrano scritti tutti dallo stesso autore questi articoli, cominciano con una premessa, fanno l'esempio dell'Italia Nord-Sud, della malagestione dell'Euro (ora però, non prima) e chiudono con soluzioni che non sono collegate a quanto detto tre frasi prima, e infine un "coraggio ministro!" (tipo quel paper scritto da 15 persone che non si rivolgono la parola e non leggono ciò che ha scritto il precedente). chi è l'autore vero? il Grande Romanziere chi è?

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  9. Ora capisco perchè il mantra del debito pubblico è passato in sordina , per lasciar spazio al mantra della crescita e della competitività
    "da Franco Bechis: «Dal 15 novembre del 2011 al 31 marzo 2012 sono scaduti titoli di Stato di varia natura per 152.940 miliardi di euro. Monti ne ha rinnovati in quantità maggiore dello scaduto: 188.288 miliardi di euro. È grazie a quella differenza, di circa 35,3 miliardi di euro che è aumentato il debito pubblico italiano».
    La spesa pubblica aumenta automaticamente, se non si intacca l’immane casta parassitaria pubblica. Si è visto con «l’ultimo governo Berlusconi (2008-2011)», quando il debito aumentava fino a superare i 6 miliardi al mese. Ma sotto il governo Monti la cifra è addirittura raddoppiata arrivando a quasi 15,5 miliardi di euro al mese. Ovviamente anche gli interessi che si pagano sul debito, sono aumentati: 5,18 miliardi in più."

    QED ??

    PS:Non è che questi tecnici puntano alla "mortidifamizzazione salariale competitiva" ? O se preferisce , per restare in tema col Maradagal , puntare ed arrivare alla ricostruzione del paese senza passare per la devastazione bellica?

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    1. Ma abbiamo detto più e più volte che è così... E del resto sotto Belzebù il rapporto debito/Pil è sceso, per motivi intuibili dalla lettura di questo post.

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  10. Ho notato un particolare, il modello econometrico non lo ha vinto solo fkr, sono riuscito a scaricarlo pure io. La cosa che per il momento mi ha impressionato maggiormente è quanto cambiano i risultati finali al solo variare del parametro "propensione al consumo". Inoltre avrei una domanda, ma nella voce investimenti sono validi tutti gli investimenti, sia privati che pubblici?

    Enzo.

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    1. Ricordati che deve essere compreso fra zero e uno!

      Ottima domanda. In contabilità nazionale gli investimenti comprendono tutta la formazione di capitale fisso (compresa quella delle famiglie, che è principalmente data da investimenti residenziali - abitazioni - e quella pubblica). Nell'esempio però ho ipotizzato che il governo non faccia investimenti (quindi il deficit complessivo, cioè il famoso 3, è la differenza fra spesa corrente e entrate correnti, manca cioè la parte in conto capitale, nella quale si registrerebbero come uscite gli eventuali investimenti pubblici e come entrate gli eventuali trasferimenti in c/capitale - esempio: i soldi "europei" per costruire il ponte sullo stretto).

      Il grosso della spesa pubblica è spesa corrente, e il grosso dell'investimento è privato, quindi l'approssimazione è accettabile (per ora)!

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    2. (e pensare che certe malelingue dicono che non si capisce quale modello uso! Ma io addirittura ve lo regalo! Quanta ingiustizia c'è a questo mondo, eh, Forattini?)

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    3. (...sarà per quello che ti eri iscritto a ECIS?)

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    4. Queste ultime due non le ho capite (Forattini und ECIS). Non è che mi sta confondendo con un omonimo? Oppure me le spiegherebbe?

      Enzo.

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    5. Non erano per te, erano un messaggio trasversale di tipo mafioso...

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  11. Buongiorno Professore premesso che in materia economica sono ignorante,ho digerito il suo articolo fino a che il PIL si è ridotto del 3,2. Poi a come siamo arrivati a 5 vado per intuizione, se diminuiscono le entrate di casa mia diminuisce la propensione al consumo. Cmq un grazie per la sua disponibilità anche se perdo qualche passaggio tecnico l'importante è capire il concetto, alla mia età non devo fare l'esame di economia.

    Mauro.

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    1. Bene: 3.2 =

      2 di taglio dei redditi iniziali +
      1.2 di taglio dei redditi indotto

      Il taglio indotto è dovuto al minor consumo degli statali: l'hidagli gli taglia stipendi e pensioni, loro spendono di meno, quindi i loro fornitori guadagnano di meno.

      Ma scusa, perché la storia dovrebbe finire qui? Non finisce qui.

      I fornitori degli statali (lattaio, fornaio, macellaio, benzinaio, aio) complessivamente hanno guadagnato di meno. La riduzione di 1.2 dei consumi dei dipendenti pubblici per loro è una riduzione di 1.2 degli introiti. Quindi anche loro spenderanno meno (avendo guadagnato meno). Quanto meno? 1.2x0.6. E così via.

      Non so se è più chiaro. Io l'ultimo esame l'ho fatto un paio di anni fa.

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  12. Caro Professore,
    da completo ignorante di economia (solo da pochi mesi ho cominciato a seguire questo blog, dopo averla ascoltata ad un Convegno "politico", e per ora sono risalito indietro solamente di pochi altri mesi... il tempo disponibile è quello che è, ed alcuni dei suoi articoli mi richiedono un impegno non trascurabile prima di convincermi - magari a torto - di averli capiti) mi viene da porle una domanda che probabilmente sarà sciocca, ma mi deriva dalla mia propensione professionale (sono un ricercatore chimico) a stare attento alle "costanti che variano".
    Lei dice "Il maradagalese medio, che è piuttosto parsimonioso, consuma comunque circa il 60% del suo stipendio."
    Stante la premessa insita in quel "comunque", ossia sostanzialmente il trattare il parametro c come una costante, il discorso mi torna.
    Ma la domanda è: è una premessa realistica?
    Forse per piccole variazioni su un arco di tempo ridotto (come nell'esempio) anche si, ma mi verrebbe da pensare che per variazioni maggiori e/o su un arco di tempo più lungo, non possa rimanere costante: in fin dei conti i consumi mi pare che debbano dipendere anche da altri fattori più "basilari" (estremizzando, la necessità di procurare cibo ed altri beni primari alla propria famiglia), e che quindi non possano essere ridotti oltre un certo livello (al ridursi dello stipendio)... per cui ad un certo punto, mi parrebbe che c dovrebbe variare, per consentire al maradagalese medio di consumare comunque quanto gli necessita. Sbaglio?

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    1. Oh! Vedi che si comincia a ragionare di cose serie?

      Dunque: l'idea che la propensione marginale al consumo sia uniforme nello spazio (dei redditi) e nel tempo è un'approssimazione abbastanza buona, ma naturalmente il modello può essere reso più realistico. Attenzione a non confondere la propensione marginale (quanto consumo di un incremento di reddito) con quella media (il rapporto fra consumo totale e reddito totale).

      Comunque, modelli più sviluppati potrebbero incorporare l'ipotesi che la propensione al consumo sia maggiore negli strati sociali più poveri (appunto perché essendo alla canna del gas non riescono a risparmiare) e minore in quelli più ricchi. In questo modo la propensione aggregata verrebbe a dipendere dalla distribuzione della ricchezza, per cui diventerebbe minore se la disuguaglianza sociale aumenta (più reddito va ai più ricchi, che ne consumano di meno). Guarda sopra la risposta a Alessandro Guerani per un altro aspetto del problema.

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    2. Anch'io ho una domanda che sicuramente sarà fuori luogo , ma le giuro che se si dovesse rivelare tale è del tutto in buona fede e frutto della mia ignoranza .

      Variando i valori del suo modello sono rimasto anch'io molto sorpreso dall'effetto che la variazione del 10% sulla "propensione al consumo" ha sull'intero sistema .

      E qui mi è venuto in mente uno dei tanti slogan che in questi anni di ortottero ho sentito per i corridoi " scaricare tutto tutti " .
      All'inizio mi aveva colpito , poi qualcuno mi fece notare come fosse incostituzionale perchè avrebbe voluto dire tassare i risparmi .
      Supponendo invece possibile garantire ad ogni cittadino la possibilità di scaricare ogni spesa ( immagino che ciò indurrebbe una maggiore propensione al consumo dal momento che si pagherebbero le tasse sul risparmio penalizzando anche l'evasione ) otterremmo veramente i benefici che il suo modello sottolinea o a lungo andare le cose prenderebbero una piega diversa ?

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  13. O.T. (forse)

    Sicuramente centra ben poco, stavo leggendo il libro di Fassina “Prima di tutto il lavoro” e mi è venuta l'idea di ricercare alcuni dati sull'occupazione in Italia.

    I dati ISTAT dicono questo:

    dal 1999 al 2007 l'aumento del Pil reale (PIL a prezzi correnti meno inflazione accumulata) è stato del 15,45% ogni punto di PIL reale a prodotto 134.767,5 posti di lavoro.

    Nel 1999 le unità produttive erano 22.944.700 nel 2007 erano 25.026.400 l'incremento dell unità produttive è stato di 2.081.700 unità.

    Nel periodo dal 2008 al 2011 abbiamo perso il 4,53% del PIL reale, a ogni punto di PIL perso si sono persi 462.074,3 posti di lavoro.

    Nel 2007 le unità produttive erano 25.026.400 nel 2011 erano 22,935.000 perdita posti di lavoro 2.091.400.

    In sintesi durante il periodi di crisi la perdita di un punto di PIL produce una perdita di posti di lavoro più rapida di 3,4 volte rispetto ai periodi di crescita.

    Il dato si è aggravato fra il 2010 e il 2011 con una perdita di circa 1.111.800 di posti di lavoro. A questo deterioramento andrebbero aggiunti i dati sulla cassa integrazione che di fatto come si legge su alcuni siti incrementano la disoccupazione effettiva del 2%.

    Ammesso e concesso che nel 2013 incominci la ripresa, secondo il dato statistico ( a politiche economiche invariate) ci vorrebbero altri otto anni per riportare l'occupazione ai livelli pre crisi.
    SE I MIEI DATI SONO ESATTI MI SEMBRA DI POTER AFFERMARE CHE OCCORRE URGENTEMENTE UN CAMBIO DI PARADIGMA ECONOMICO.

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  14. vedi, se la spesa pubblica passasse da 33 a 1000 e la propensione al consumo da 0.6 a 0.9 il rapporto debito PIL calerebbe al 10,6%. per i fautori della decrescita sarebbe un incubo tale contraddizione!

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    1. Sì, perché "stranamente" per molti di loro il nemico è lo Stato, e il suo debito. Ma che strano...

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    2. Però con una economia di questo tipo penso ci sarebbero problemi di approvvigionamento di materie prime, tranne che non si inseriscano, nel modello del Maradagal, i rapporti con l’estero.

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    3. Ma... scusa tanto... tu lo conosci il Maradagal?

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    4. no è vero non lo conosco. In realtà potrebbe essere grande e simile quanto l'Africa. In questo caso non avrebbe bisogno di importare nulla.

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    5. Erore (scritto co' 'na ere). Si era l'Africa doveva da importa' le armi... Per conoscere il Maradagal (e altro): "La cognizione del dolore" di C.E. Gadda.

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  15. Professore, tutto chiaro. Cosa faccio, emigro negli USA?

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    1. Personalmente sono affascinato dal Pacifico occidentale, però non me la sento di dare consigli. Mi sa tanto che ovunque andiamo, lo spread ci riacchiappa!

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    2. A me pare, parlando da un punto di vista più strettamente economico, che gli USA abbiano più libertà (teorica) nelle scelte di politica economica, ma che poi i soldi finiscano sempre agli stessi. Obama un po' di deficit spending a sostegno dei consumi forse la vorrebbe fare, ma poi pure lui si fa ossessionare dal debito pubblico. Lei, se ho capito bene, ha affermato che gli USA sostengono i consumi (di beni esteri, essenzialmente) con la spesa pubblica; però se vincono i repubblicani (non credo), questi probabilmente daranno una mazzata alla stessa spesa pubblica...e allora saranno dolori (salvo per i poche che si vedranno le tasse abbassate).

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  16. Egregio professore,
    oltre a citare l'ottimo Cipolla, in riferimento alle virtuose conseguenze economiche di una pestilenza, da - inutile - umanista quale mi illudo di essere le suggerisco anche il proemio di un grande classico:

    "Per la qual cosa a coloro, de' quali era la moltitudine inestimabile, e maschi e femine, che infermavano, niuno altro sussidio rimase che la carità degli amici (e questi fur pochi)o l'avarizia de' serventi, li quali da grossi salari e sconvenevoli tratti servieno, quantunque per tutto ciò molti non fossero divenuti: [...]"

    Schneider (dall'Arcadia)

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    1. C'è un problema con il link, creato penso dall'interfaccia, ma credo sia Boccaccio. Appunto, vedi, siamo alla prima epidemia, e le cose erano chiare anche ai poeti. Il che peraltro significa che quando ai "poeti" piddini, quelli che vogliono "sognare", o ai "poeti" sellini, quelli che vogliono "Fognare", le cose non sono chiare, questo non dipende dal loro essere poeti...

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    2. Esatto. Vince 10.000 fiorini. Li preferisce in titoli di Stato tedeschi o in titoli azionari come questo ?

      Schneider

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    3. Veramente li preferirei d'oro. Sai, il fiorino non era una moneta Fiat (quello è il Fiorino...).

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  17. Penso che l'occupazione non possa ritornare ( utilizzando la teoria liberista) ai livelli precedenti perchè nel frattempo la tecnologia avanza e rende il lavoro salariato meno necessario. Un certo M lo aveva scritto qualche tempo fa. Credo che tutto si riduca ad una migliore distribuzione del reddito. Facile a dirsi difficile ad attuarsi. L'egoismo è la forma primaria della nostra specie.

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  18. Non mi torna qualcosa.
    Se l'idea sierrana è tagliare la spesa pubblica abbassando gli stipendi, la propensione al consumo deve per forza aumentare: ciò che DEVO spendere per il sostentamento minimo rimane pressoché costante, mentre il denominatore (lo stipendio) si abbassa. Introducendo nel suo simpaticissimo excel un c pari a 0,7 (ad esempio), mantenendo la diminuzione di G da 33 a 31, il rapporto debito/PIL diminuisce eccome.
    Quindi don Mario ha ragione...

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    1. Perdonami: ti mancano le basi. La propensione della quale parliamo è in effetti quella marginale, cioè il rapporto fra l'incremento di reddito e l'incremento di consumo (vedi sopra la risposta a Guerani, se ti può aiutare). Quello è il parametro che l'analisi moltiplicativa suppone costante. Quindi se vuoi modificarlo devi modificarlo in entrambi i periodi. La propensione della quale parli tu è quella media, cioè il rapporto fra totale dei consumi (non variazione dei consumi) e totale del reddito (non variazione del reddito). Se vuoi possiamo discutere del quanto, come e perché da 60 anni a questa parte i modelli econometrici incorporino certe ipotesi, e sarebbe un dibattito interessante. Però se apri qualsiasi testo di macroeconomia avrai una spiegazione che è quella che ti fornisco. Quindi don Mario ha torto, a meno che non cambiamo modello di riferimento, non ragionando in termini di propensioni medie (non lo fa nessuno), ma ragionando in termini di supply side, cioè ipotizzando che il prodotto non sia determinato dal lato della domanda ma da quello dell'offerta. Non so se è chiaro, ma non deve esserlo adesso, perché questo voglio farvelo vedere con calma, dato che naturalmente è interessante. Certo, don Mario a modo suo ha ragione, va da sé: solo che ha ragione avendo torto, come i fatti (ad esempio l'esperienza dell'austerità in Grecia) dimostrano.

      Abbi pazienza! Ottima domanda, ma per la risposta devi aspettare un momento...

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    2. Nota: nel foglio la funzione del consumo è omogenea (senza intercetta, cioè senza consumo autonomo). Se il consumo dipendesse dal reddito, propensione media e marginale sarebbero uguali. Siccome il consumo dipende dal reddito disponibile, la propensione media è uguale a c-cT/Y (quindi inferiore a quella marginale). Se aggiungi un'intercetta, la propensione media diventa c + (A-T)Y (dove A è il consumo autonomo, cioè l'intercetta) e quindi il rapporto fra la propensione media e quella marginale dipende da quanto è elevato il livello di tassazione.

      Ma gli effetti moltiplicativi e quindi l'impatto sul debito non cambiano. Provare per credere.

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    3. Aggiungerei un aspetto: se c aumenta perché DEVO spendere di più per sostentarmi e non perché VOGLIO spendere di più, non sono certo in una condizione ottimale per me.
      Sarei però in una condizione ottimale per il mercato (i.e. debito/pil diminuisce), o almeno nella sua percezione.
      Ma davvero i miei interessi non possono coincidere con quelli del mercato?

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    4. ….la ringrazio anticipatamente Prof. per lo spazio e sperando di non essere troppo distante dal tema vorrei sapere se a suo avviso esiste un qualche tipo di legame insito tra “c” ed i media?...il valore della propensione al consumo credo abbia tra i suoi fattori determinanti la percezione di un clima di fiducia o meno in un dato sistema economico...clima che può essere facilmente condizionato a quanto si è potuto vedere fin'ora...infatti ad una variazione di “c” variano le sorti non solo di Don Mario della Sierra ma anche del piccolo fornaio Maradagalese che deve comunque subire inerme le scelte del “tecnico” o tecnico (scelga quello più adatto), chiamato, in fin dei conti, a far bella mostra della proria ignoranza da una parte o malafede dall'altra...spero di essere stato abbastanza chiaro....chiudo con i complimenti di rito e un in bocca al lupo per la crociata che sta portando avanti....

      Pasquale.

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  19. Grazie.
    I puntini di sospensione in coda al mio commento significavano proprio quello: mi mancava qualcosa.
    Avrò pazienza. Per adesso me ne vado a riflettere, pedalando, su questo qualcosa che mi ha introdotto qui sopra. Penso che prima di digerirlo passeranno diverse decine di chilometri!

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  20. Grazie per le spiegazioni,
    Finalmente inizio a chiarirmi le idee !

    Anche se il solito PDino direbbe subito che una politica di austerità renderebbe l'economia più "competitiva", Alias lavoratori che si sbranano per tozzi di pane abbassando i salari e attirando così investimenti dall'estero e/o aumentando le esportazioni => aumento del PIL sulle rimesse estere.

    Non è un caso se questa storiella è la stessa raccontata da i vari Monti & sindacati & sinistrati vari.

    si salvi chi può !

    Antonio

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    1. Il modello è molto rudimentale, manca una rappresentazione della domanda e dell'offerta di lavoro, manca la rappresentazione dei prezzi, manca il settore monetario, manca molto. Ma si può aggiungere quello che manca. Rimane il fatto che se per creare domanda estera (esportazioni) deprimi la domanda interna (consumi), il risultato netto potrebbe essere diverso da quello che ti aspetti.

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  21. Quindi prof, sostanzialmente è d'accordo con Galloni che mesi fa avvisava che sarebbe bastato un taglio di 50 euro sugli stipendi dei parassiti statali per far perdere 7.800 posti di lavoro nel privato (perdono il lavoro proprio quelli che urlano che gli statali non fanno niente tutto il giorno e che sono i loro parassiti) e che continuando così in autunno ci troveremmo con un debito al 126% del pil... (chissà come li avrà fatti i calcoli o è un genio lui o è scandalosamente "possibile" prevedere il futuro come dimostra lei).

    detto questo mi scusi se abbasso il livello del dibattito ma ho un problema di comunicazione con mia cugina, facendo un esempio "terra terra" si potrebbe riassumere in questo modo?

    oggi ho un reddito di 100 e un debito di 120 arriva uno biondo con gli occhi azzurri che mi spiega quanto faccio schifo che occorrono 20 me per equilibrare le qualità di uno solo come lui e che per dimagrire aumentare in altezza, cambiare colore degli occhi ed altro in modo da partecipare al concorso di bellezza devo fare una cura dimagrante alleggerendo il macigno del mio debito, l'anno successivo ho un reddito di 80 e un debito di 100 ma non sono ancora arrivato alla misure "in" quindi continuo così e passo a 60/80 l'anno dopo 40/60 quello successivo e, visto che voglio fare le cose in grande, decido di diventare anoressico (ricordo che altri mi dissero che il rapporto non era 20 me per ogni biondo ma 10.000 me per gli altri) e passo a 20/40 quello dopo, ritrovo l'amico che mi racconta di quanto siano stati "impressionanti" i miei miglioramenti ma è costretto a farmi notare che ora il mio debito è al 200% rispetto al 120 da cui ero partito quando ero un rozzo, corrotto, miserabile greco/romano non ce la posso fare per colpa di quanto ho mangiato nelle vite precedenti quando avevo scelto come dietologi caxi ed eredi lui da innovativo nutrizionista si offre di "aiutarmi" ancora una volta comprandomi la casa per 30 denari (invece dei 60 che sarebbe costata all'inizio), avrò così un reddito di 20 ma un debito di soli 10 passando al 50% di rapporto, in compenso ora sono bello magro non ho più la proprietà di casa mia ma sono contentissimo e pago l'affitto al mio amico che mi ha tanto aiutato a diventare 10.000 volte meglio di prima, ora finalmente non ho più vergogna del severo giudizio dei mercanti di via monti&napolitaone e posso uscire a farmi una passeggiata a testa alta (se riuscissi a trovare i soldi per mangiare e pagare l'affitto contemporaneamente).

    E' veramente una ricostruzione terra terra terra ma per spiegare (o meglio almeno a far nascere il dubbio) a chi oltre non riesce proprio ad andare (che sarebbe sempre la mia adorata cugina) va bene?

    Giuseppe

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    1. Cousinage dangereux voisinage...

      Ammettendo che il tuo interesse per la cugina sia puramente accademico, direi che la tua linea di attacco mi sembra efficace. Vai, e ritorna vincitore!

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  22. Brancaccio sulla crisi: http://www.economia.rai.it/articoli/emiliano-brancaccio-e-le-origini-della-crisi/14068/default.aspx

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  23. Nel frattempo...
    Nel frattempo la fine della storia (sia come storiella che come Histoire) si avvicina: mercoledì votano in Senato il pareggio di
    bilancio modificando l'art. 81 della Costituzione. Se a favore voteranno i 2/3 dei senatori (come purtroppo succederà, vista la maggioranza bulgara che sostiene l'hidalgo de la Motosierra), non ci sarà nemmeno più la possibilità di fare un referendum abrogativo. E qualsiasi eventuale e futura politica economica keynesiana diverrà ipso facto incostituzionale.
    Mi pare stiano blindando il futuro. Keynes, adieu!
    roberto

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    1. Me ne ero accorto e ho commentato nel post successivo. Ora avete gli strumenti per cominciare a capire quale assurdità ci stiamo preparando. Ma insisterò, perché è un'assurdità molto più assurda di quanto quello che abbiamo detto finora possa far intuire.

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  24. "il lavoro salariato meno necessario"

    ****

    Non conosco il dato, ma mi sorge spontanea una riflessione: Forse gli operai cinesi,dei paesi in via di sviluppo o dell'ex blocco sovietico,che lavorano nelle fabbriche hanno un grado di istruzione superiore al nostro?

    Prendiamo come esempio la ridistribuzione del reddito!

    Cosa vuol dire?

    Togliamo al manager della Apple e a quelli come lui il 99% del suo reddito?

    Come glielo togliamo, con la tassazione per elargire redditi secondari?

    Ci sta dentro anche la ridistribuzione della produzione a livello mondiale?

    Io credo che la soluzione sia dentro a queste tre domande,che dovrebbero rendere il mondo più equo e democratico,con un cambio di paradigma a livello internazionale nelle istituzioni politiche come WTO e FMI si partecipa al commercio internazionale, non tanto perchè si applicano regole liberiste, ma per il fatto che si applicano regole di cittadinanza democratica. In fondo se tolgo al manager della Apple dei soldi che ridistribuisco agli operai delle sue fabbriche sotto forma di stipendi avranno una quota maggiore di denaro da spendere per acquistare prodotti compreso quelli che nel loro costo incorporano principi di responsabilità democratica (il welfar e gli standrs di sicurezza nei luoghi di lavoro).

    Il rapporto marginale al consumo credo che sia importante come indice,ma è la soluzione?

    La soluzione non è forse: in quanto effettivamente possono acquistare in quantità di merci la massa dei cittadini per soddisfare il loro fabbisogno,tenendo di conto che l'unico reddito viene dal lavoro?

    In un sistema equo nella ridistribuzione del profitto fra capitale e lavoro, anche il risparmio fa la sua parte in quanto diventa capitale necessario per gli investimenti.

    Il tutto naturalmente tenendo presente che siamo in una economia aperta, altrimenti basta affermare "compra Italiano" motto di moda ultimamente anche fra i maggiori ricconi mondiali (e che a me fra l'altro non dispiace neanche tanto).

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  25. Mi piace questa classe virtuale... e ho pure indovinato la password del foglio excel! :)

    Domande:

    1) Nella riga 15 ha scritto "somma dei precedenti" ma in realtà ha applicato il moltiplicatore keynesiano. In effetti se Y=I+C+G e C=c(Y-T) allora Y= 1/(1-c)*(I+G-cT). L'innovazione keynesiana consiste nell'aver espresso C come funzione del reddito disponibile (Y-T) attraverso la propensione marginale al consumo? (accetto anche una risposta del tipo vai a studiare... :)

    2) Ho letto gli altri commenti a proposito della propensione marginale al consumo: anziché non aumentare potrebbe diminuire? Ad esempio perché prevedendo tempi difficili consumo il meno possibile del mio reddito, cioè consumo meno di quello che avrei consumato a parità di reddito o per incremento di reddito in una condizione più favorevole?
    (se diminuisce le cose peggiorano)

    3) Nel modello la tassazione rimane costante. Se però la azzero, anziché ridurre la spesa pubblica, e concedo un anno sabbatico alla popolazione, il PIL aumenta a 150 e il rapporto debito/PIL scende all'85%. Mi danno il Nobel? :)

    Se anziché azzerare le tasse e ridurre la spesa pubblica la incremento del valore delle tasse portandola a 63 il PIL schizza a 180 e il rapporto debito/PIL scende al 71%. Mi danno un super Nobel o cercano di capire se sto preparando una guerra mondiale? :)

    Oppure questo è giocare con le identità?

    4) gli investimenti sono aumentati in modo esogeno tra il 2011 e il 2012 dello stesso importo della riduzione della spesa pubblica decretata da la Sierra: è un caso?

    In realtà non dovremmo aspettarci una riduzione anche degli investimenti dato che cala la domanda?
    (se calano anche gli investimenti le cose peggiorano ulteriormente)

    Cordiali saluti.
    Giorgio

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    1. Allora:

      1) la propensione marginale al consumo è un parametro, quindi non si discute (come la mamma, la squadra del cuore, ecc.). Chi non lo capisce è donaldiano. Scherzi a parte, il discorso sulla variabilità dei parametri strutturali mi sembra molto molto molto sofisticato e abbastanza poco rilevante per il nostro sventurato caso.

      2) scusa caro, ma ti risulta che il Pil non sia la somma delle sue componenti? Il fatto, amico caro, è che io il Pil devo dartelo come forma ridotta, ovviamente, altrimenti i risultati del modello non sarebbero coerenti con le esogene. Ora: vuoi sapere cos'è una forma ridotta? Dai, dimmi di sì...

      3) ho lasciato una crescita esogena degli investimenti come ipotesi di lavoro, ma la tua osservazione ovviamente è perfettamente sensata. Un modello mediamente accettabile di un'economia come la nostra dovrebbe prevedere una cinquantina di equazioni. Quanto tempo hai?

      4) questo è un modello a due periodi, come quelli che piacciono ai neoclassici. Ora, il fatto è che se tu tagli completamente le imposte, "gonfi" il Pil con uno shock molto espansivo. Il rapporto debito/Pil scende, ma il debito aumenta di 33. Nel mondo vero avresti un problema: la spesa per interessi, che questa versione del modello non considera.

      Dunque: vi vedo belli tonici, quindi andiamo avanti a complicare il modello, e vedrai che ci divertiamo. Solo, vorrei essere sicuro di non restare solo con te e altre tre o quattro pasdaran.

      Mi fai fare un passo alla volta? Anche perché se mi sbaglio... precipitate voi!

      La prima cosa che credo sia utile è farvi vedere un modello non keynesiano. In QUEL modello don Mario a ragione, il che però presuppone che Keynes abbia torto. Ora, non so, don Mario forse riuscirà a salvare l'Italia (ci credete voi?), ma Keynes HA SALVATO l'Europa, quindi, come dire, il cv mi orienta in una certa direzione.

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    2. Beh, io non credo.

      Per il resto va benissimo, chiaramente, non volevo fare il pasdaran... :)

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  26. Buonasera prof. Ho provato anche io ad esercitarmi con il documento excel che ci ha messo a disposizione e mi è sorto un dubbio da assoluto profano (la prego non mi sgridi troppo!)

    Nel caso in cui il governo del Maradagal decidesse di aprire un'attività industriale (in un settore strategico in cui si è dipendenti dall'estero) a capitale totalmente pubblico, finanziandola con nuove imposte: è corretto inserire il valore delle nuove infrastrutture nella casella degli investimenti o questa casella riguarda solo gli investimenti dei privati?

    Valter

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    1. Sì, è corretto, ma devi appunto contabilizzarlo anche nel bilancio pubblico, come hai fatto. Un documento utile (molto dettagliato, però) per capire come funzionano i conti nazionali è questo. Tornando al tuo esperimento, vedrai che ha gli stessi risultati che otterresti aumentando la spesa pubblica e le imposte del medesimo ammontare. Si chiama "teorema di Haavelmo" o moltiplicatore del bilancio in pareggio. Il che, peraltro, implica che se fai il contrario (cioè diminuisci la spesa per diminuire le imposte) otterrai effetti recessivi, non espansivi, come qualsiasi giornalista "economico" invece ti direbbe.

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    2. e non so Alberto se quel testo che hai consigliato sia ancora valido in Italia da domani. i movimenti contro la contabilità crescono e fanno sempre più proseliti. insomma poi è un po' di parte oggettivamente, visto che a pagina 26 dice:

      "[...] This accounting equation is fundamental in analyzing the economic condition. It provides a perfect illustration of the impact of demand on supply, according to Keynesian reasoning. It is no accident, in fact, that national accounting was developed during the 1940s, just after Keynes’ major discoveries."

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    3. Accidenti! Ho fatto una gaffe! Adesso i miei amici neoliberisti sepolcri imbiancati mi sgrideranno! "Brutto coglione, cosa consigli i documenti di quel covo di bolscevichi che è l'OCSE?" Ora chi li sente!

      Ma che vuoi:

      link dal sen fuggito
      più richiamar non vale
      non si rattien lo strale
      che da tastiera uscì

      (Pietro Metastasi)

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    4. ma che tu sappia c'è mai stata una critica dai soliti noti alla contabilità nazionale? perché se c'è una critica all'impianto ideologico alla base della contabilità dovrebbe, teoricamente, seguire una critica alla stessa contabilità, in particolare ad esempio quel G famelico.

      per quanto stupidotta, è una domanda seria, nessuna ironia.

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    5. E io ti rispondo serio e senza ironia che ha ragione il prof. Bisin (ecco, così facciamo contento Quo). La critica che fa lui ai "saldatori" (aka Re Magi) è esattamente quella che faccio io all'hidalgo de la Sierra in questo post. Non è una critica alla contabilità nazionale, alle identità: è una critica all'idiozia che consiste nel non capire che le identità registrano un fatto ex post, ma che le dinamiche che conducono a esiti anche identici in termini di saldi(leggi le mie labbra: IDENTICI, non in senso ittico, in senso logico), ripeto, IDENTICI IN TERMINI DI SALDI, possono essere molto diverse, anzi, totalmente opposte. Quello che il prof. Bisin e anch'io (umilmente) critichiamo è la posizione sempliciotta e patetica di chi dice "i saldi salveranno il mondo" perché non capisce che i saldi sono solo la ruota, che è sempre tonda, da millenni, e però poi bisogna vedere qual è il motore, e chi sta al volante.

      Quello che in più io critico, e altri no, è la posizione di chi adora il motore, senza capire che in mancanza di ruote non si va da nessuna parte.

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    6. no bè, ma qua c'è da fare un distinguo. e cioè che non credo esistano economisti che pensano in quella maniera così sempliciotta, un'altra cosa sono gli amplificatori mal settati degli economisti a cui viene attribuito quel pensiero. ma questa è un'annosa questione che ormai ha perso mordente. il primo paper di Godley che misi qui è un esempio abbastanza evidente che sta gente non pensa come gli viene attribuito.

      il punto della mia domanda era sul fatto che se uno rinnega Keynes (e molti sembrano rinnegarlo in toto), in un qual senso tende a rinnegare anche l'impianto dietro la costruzione della contabilità nazionale. ma non sto facendo accuse particolari, la mia è una curiosità. o poi, ad esser sinceri a me sembra che molti big facciano esattamente quel ragionamento erroneo di cui parli quando legano il saldo delle partite correnti al "chi ha finanziato chi", essendo esso un semplice saldo ex post che non dice per forza di cose ciò che è successo.

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    7. Il prossimo post sarà un esempio di quello che voglio dire, e chiarirà anche i dubbi di Marco (da Milano, se ricordo bene) sulla differenza fra ex ante ed ex post.

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  27. complimenti come al solito, professore!
    certo, ora attendiamo tutti con trepidazione che si faccia vivo qualche giavazzian-alesinian-bisinian-perottiano (qualche, noisefromamerikano, insomma), per spiegarci che solo gli "economisti" non sanno che i moltiplicatori fiscali e monetari sono minori di 1.
    almeno avremo tutti una spiegazione targata (più o meno) American Economic Association (dunque vera per definizione, con tanto di dimostrazione in appendice) sul perchè l'art. 81 della nostra costituzione va cambiato e sostituito con una riga facile facile, senza troppe parole (che creano confusione e tolgono rigore. come noto, infatti, le discipline umanistiche andrebbero abolite, in nome della tanto agognata produttività: http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1002930.html): "G-T=0 (in nome di Dio)". sappia che le rimangono al massimo una decina di giorni (http://www.articolotre.com/2012/04/pareggio-di-bilancio-in-costituzione-perche-non-piace-a-tutti/76045) per continuare ad urlare al mondo precetti anticostituzionali (almeno in aspettativa!). se li goda, che poi diventiamo tutti ricardiani!
    anzi, perchè non fa un bel post in cui ci illustra, finalmente, il modello VERO dell'economia, invece di insistere con queste assurdità fuori moda??

    mille grazie. a presto,

    gianluigi n.

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    1. Intanto: questa è la faccia di quello che vuole più ingegneri. So che Marco Basilisco disapproverà (lui dice che si attaccano le idee non le persone: ma se una persona non ha idee, a qualcosa dovrò attaccarmi). E poi, una faccia dice più di tante parole (avete mai visto Donald? Io l'ho visto oggi per la prima volta: ha gli occhi vicini, come Bush padre, tratto fisiognomico inquietante...). La retorica dell'insegnamento tecnico sta distruggendo il capitale umano europeo. Ma non voglio entrare in questo. Il prossimo post è proprio sul modello vero: come hai fatto a indovinare? Te l'ha detto il "Trota"... pardon, il "Persico"?

      Comunque, anche se il giovane adepto Almagno non sarà d'accordo, tu sei proprio fuori moda: i moltiplicatori non sono minori di uno, sono negativi! Ma devo veramente dirvi tutto io?...

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  28. Professore

    guardando questi grafici:

    http://www.bbc.co.uk/news/business-15748696

    ho notato che i paesi del Sud Europa sono più indebitati con la Francia che con la Germania. A dire il vero non sembrerebbero tanto indebitati con la Germania! Avrei pensato di osservare tutto il contrario. Interpreto male io il grafico o c'è qualche altra spiegazione?

    Saluti

    ML

    Ps: questo credo sia interessante: http://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2012/04/daily-chart-7?fsrc=scn/fb/wl/dc/dependencycultures

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  29. Professore ,gli economisti neoclassici affermano che il problema del debito pubblico è stato causato dalla spesa pubblica . La spesa pubblica, come sappiamo si divide in spesa pubblica “per lo Stato minimo”, e in quella “per lo Stato sociale”. La prima finanzia la polizia, i magistrati, i soldati. Ossia l’ordine, la giustizia, la difesa. La seconda finanzia i medici, gli infermieri, le medicine, gli insegnanti, ecc. Ossia l’istruzione e la sa
    lute. Le pensioni sono ambigue, perché sono pagate – attraverso un apposito organismo – a chi è in pensione da chi lavora, quindi sono un trasferimento, non proprio una spesa),
    e quindi giù a tagliare, politiche di austerity a manetta.

    Ma se i conti comparati sulla spesa pubblica per lo stato minimo e per quello sociale vanno fatti escludendo la spesa per interessi sul debito, che è il frutto del cumularsi dei deficit nel corso del tempo e non della spesa corrente, allora mi potrebbe dire come è possibile calcolare con precisione quanto ha inciso la spesa pubblica ( per lo stato minimo e per quello sociale ) sull'origine del debito e quanto invece ha inciso il pagamenti degli interessi sul debito. Questo potrebbe essere importante perchè se dimostriamo che il debito pubblico attuale non è nato dalla spesa pubblica ma dall'indebitamento sempre più crescente dell'interesse dei titoli saremo così in grado di rispondere a tutti quelli che sostengono che il problema del debito è solo la spesa pubblica.grazie .p.s. se ho detto delle corbellerie mi perdoni non sono un economista ma un filosofo

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    1. Non hai detto nessuna corbelleria, le cose stanno largamente come dici te, sto già preparando le figure per mostrarvi 50 anni di debito pubblico italiano, e da lì vedrete che si può capire quando, come e perché il debito esplode. Resta in contatto.

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    2. Grazie Professore attendo con molto interesse le figure del debito pubblico, nella mia ricerca ho trovato questo lavoro in rete con degli spunti molto interessanti, lei che ne pensa?http://leprechaun.altervista.org/debito_pubblico_italiano.shtml

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  30. Alberto, parlando del deficit, ricordo di alcuni dati che potrebbero, e dico "potrebbero" perché su questa cosa non ci ho riflettuto a modo e quindi può essermi sfuggito qualche particolare, smentire la teoria per cui con le politiche di austerità il deficit in percentuale del PIL aumenta. Guardando la Grecia, il deficit primario in percentuale del Pil è passato dal 10.6 del 2009 al 2.4 del 2011. Quindi, se non ho sbagliato qualcosa, se il deficit della Grecia non è entrato in una spirale recessiva che si autoalimenta, non vedo perché ciò dovrebbe capitare all'Italia..

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    1. Non capisco perché ora parliamo del primario. Forse che la Grecia non deve più pagare interessi? Senti, secondo me i dati del 2011 ancora non sono definitivi. Facciamo una cosa: ne parliamo quando esce (fra pochi giorni) il database del nuovo World Economic Outlook. Nel frattempo suggerisco sempre la consultazione del blog di Piga.

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    2. Ho parlato del primario perché tra i due penso che sia il piu importante, in ogni caso anche il deficit netto è diminuito, ma purtroppo non con la stessa intensità di quello primario...comunque per me è ok, aspettiamo i dati del World Economic Outlook e poi se ne riparla con piu calma ;)

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  31. Caro prof,

    sono un mono-neuronico svogliato e con qualche problema sinaptico.

    A volte mi appaiono le visioni cubiste delle "top ten" settimanali sui rischi sistemici pubblicata da http://vlab.stern.nyu.edu/anal.... e i numeri magici dell’algebra finanziaria che sinteticamente cerco di raffigurare con dati snocciolati da www.bis.org, www.imf.org, www.financialstabilityboard.or...

    1. PIL/GDP mondiale (2010): 75.000 mld US$
    2. volumi "azionario" trattati (2010): 50.000 mld US$
    3. volumi "obbligazionario" trattati (2010): 90.000mld US$
    4. nozionale "regular OTC derivatives market" (2010): 595.000 mld US$,di cui 465.000 mld US$ di IRC e 30.000 mld $ di CDS (aumentati rispettivamente nel 1H 2011 a 554.000 e 32.400)
    5. assets bancario "ufficiale": 90.000 mld US$
    6. asstes "banche ombra" (shadow banking system): 60.000 mld US$
    7. stima delle transazioni finanziarie giornaliere sulle valute: 5.000 mld US$

    Nel corso di questo periodo (2008-2012) ho visto interventi “significativi” delle autorità monetarie, alcuni “concordati” altri molto più “indipendenti” come quelli rilevati da Bloomberg dopo aver vinto causa vs US FED con la pubblicazione del carteggio di 21.000 pagine e 22.000 transazioni non “note” al governo USA:

    1. US TARP ACT: 700 mldUS$
    2. US FED: 16.000 mld US$ mobilitati avario titolo (rapporto GAO 696-2011, www.gao.gov, ragioneria di stato USA)
    3. UE: 4.250 mld€ (http://www.ilsole24ore.com/art... + 1.000 € (LTRO1+LTRO2)
    4. BoE: 110 mld UK£ per salvataggio Northen Rock + azioni di RBoS, B&B, Lloyd Tsb ….
    5. …. ne ho dimenticato qualcuno, ho l’attenuante della mia patologia

    Mi sento però di affermare che questi “valori” rappresentano i “mercati” della domanda e dell’offerta che quotidianamente riportano i bollettini di guerra tra vapori etilici dello pread/spritz.

    Mi sono annoiato a leggere i documenti FSB su “OTC derivatives marker e “shadow banking system” presentati alle cene dei G20 a Cannes nel nov 2011 ma erano tutti interessati a chiedere ai BRICS di riempire le “casse” svuotate (rivisitazione del miracolo di Caan).

    Seguo come un pugile suonato le discussioni sul Frank-Dood Act, gli incontri “amichevoli” dello scorso 5 marzo tra Dilma Rousseff e Angela Merkel, le richieste di rivalutare renmimbi, gli inseguimenti tra le giubbe rosse del US SEC, i bobbies del FSI che inciampano in layering, inside tranding, aggiotaggi, i “dibattiti” sulla tassazione delle transazioni finanziarie ma una domanda ingenua mi accompagna:

    come si coniugano gli interventi politici da “Washigton Consensus” intrapresi da Grecia, Spagna, Portogallo, Spagna, Italia …. (ai quali si aggiungono moniti “preoccupati” della “nostra” Christine Madeleine Odette Lagarde sull’innalzamento dell’età) con un processo che produce, incontrollato e senza regole, moneta “virtuale” con velocità e quantità impensabili con effetti devastanti sui processi macroeconomici di distribuzione del reddito, degli investimenti e dei consumi?

    Con sincera cordialità

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    1. Da come poni la domanda è evidente che a te interessava solo porre la domanda e non ascoltare la risposta, che evidentemente è dentro di te, e chissà, magari potrebbe anche essere giusta. Non sarò certo io a schierarmi contro il narcisismo come veicolo di progresso scientifico...

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    2. Suvvia Prof .....
      ha frainteso ma conceda un poco di massaggio d'ego anche a quei mono-neuronici ricoglioniti dell'ultimobanco
      Se vogliamo uscire da questo girone, serve condividere un poco di appartenenze, narcisi e boccadori, ... la mia domanda era e è:
      quale Le risulta essere la prospettiva politica per uscire dalla merda?
      Grazie.

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    3. Ma io non solo lo concedo il narcisismo, anzi: addirittura lo incoraggio. Quindi chi ha frainteso sei tu, per definizione!

      Detto questo, per ricollocare esattamente i personaggi e i linguaggi, devo dirti che io credo di aver risposto a questa domanda a vari livelli, ad esempio qui. Devo anche dire, però, che, come ho più volte ripetuto, non è che siccome i politici hanno voluto fare gli economisti, senza esserne in grado, adesso gli economisti debbano necessariamente surrogarli (e non sto parlando del prof. Monti, ovviamente). Quindi quali sono le prospettive politiche, forse, andrebbe chiesto a un politico, no?

      Io, da parte mia, mi rifiuterò d'ora in avanti di votare per chi mente. Da elettore non posso fare altro. E mi adopererò per diffondere un minimo di verità tecnica. Da economista non posso fare altro.

      Tu cosa proponi? Perché sai, forse sfugge (in particolare a te), ma questo blog lo ho aperto più che altro per raccogliere proposte...

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  32. Probabilmente questo è in linea:
    http://www.ilgiornale.it/news/economia/bankitalia-nuovo-record-debito-pubblico-855563.html

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  33. Al leggere di "doña Angela" sono scoppiato a ridere... anche ricordando Anna Marchesini e le gustose parodie di telenovelas che faceva il Trio.
    Grazie.

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