MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 14 marzo 2012

Il trotzkista e il vandeano

L’amico AleC mi segnala compiaciuto questo intervento di Gennaro Migliore . Abbondano le espressioni “visionarie”. Ve ne segnalo alcune: “Stati Uniti d’Europa” da un lato (quello positivo), “rigurgito nazionalista” dall’altro (quello negativo)...


Orrore, la nazione! La Madre di tutte le catastrofi...


Qualche giorno fa sono andato a pranzo al bistrot degli operai con tre colleghi: il mio coautore Philippe, il trotzkista Léon, e il vandeano Jean. Il dibattito si svolgeva soprattutto fra gli ultimi due, seguendo una dinamica piuttosto interessante. Perché Jean, più anziano di noi, cattolico integralista, probabile elettore di Sarkozy (per motivi fiscali), era schierato decisamente a favore del recupero della sovranità monetaria e della deglobalizzazione. Dall’altra parte, Léon il trotzkista lo accusava di nazionalismo, e sosteneva che qualsiasi strategia “nazionale” è comunque destinata al fallimento, dal momento che il capitale agisce ormai sullo scacchiere planetario e su quello va contrastato. Quindi proletari di tutto il mondo eccetera. Paese che vai, sognatori che trovi...

Di fronte io e Philippe sorridevamo sornioni, affrontando compatti la nostra bavette d’aloyau. La discussione montava di tono, fra accuse di nazionalismo e di ingenuità da un lato, e accuse di cecità e sudditanza ai paradigmi del consumismo mondializzato (come dicono qui) dall’altro. Ora, voi dovreste conoscere Jean: un signore compassato, anziano, leggermente sovrappeso, sempre in giacca e cravatta, molto ossequioso, con l’aria un po’ trasognata degli accademici di provincia (incluso Goofy). Conoscete l’aggettivo “sanguigno”? Ecco, pensate il contrario (secondo Word: tranquillo, arrendevole, remissivo).

Capirete quindi la nostra sorpresa quando, all’ennesima accusa da parte di Léon di essere un relitto del nazionalismo ottocentesco, il mite e remissivo Jean replicò stentoreo: “Ce n’est pas parce que tu n’as pas voulu te faire percer par les balles des Allemands, que tu vas maintenant te faire enculer par le capitalisme international!”.

Seguì nel bistrot un comprensibile attimo di silenzioso sgomento, del quale approfitto per tradurre le parole che non avete capito: “Anche se non hai voluto farti perforare dai proiettili tedeschi (sottinteso: nella seconda guerra mondiale) non vorrai adesso farti beep dal capitalismo internazionale!?”.

Risposta del trotzkista (e questa ve la traducete da soli): “Bien, tu vois, dans ce cas le trou est déjà fait, cela fait moins mal”.

Inutile dire che questa replica vanificò il comune sforzo mio e di Philippe di mantenere un minimo di serietà. Il trotzkista era molto spiritoso e aperto a ogni possibilità. Ma secondo me (e secondo Jean, e secondo Philippe) non aveva capito niente.


Qui c’è ancora gente convinta che le cose si risolveranno quando il proletario algonchino, quello ottentotto e quello samoiedo, prendendosi per mano, andranno a casa del capitale internazionale (in via dei matti numero zero, suppongo) a dirgli: ridacci i soldi o ti facciamo la lotta di classe internazionale. Non funziona così. L’idea che recuperare spazi di sovranità nazionale (inclusa quella monetaria) sia combattere una battaglia di retroguardia è uno spaventoso abbaglio. L'idea che gli spazi di democrazia si moltiplichino in una dimensione federalista fasulla, dove la logica dell'economia condanna i salariati a subire il peso di qualsiasi aggiustamento, è puro delirio. Un abbaglio e un delirio che si combinano moltiplicativamente, nelle persone di una certa età (quelle per le quali il Vietnam è un campo di battaglia, e non un paese che delocalizza in Laos), con l’idea che siccome il nemico è l’Amerika, allora meglio fare gli Stati Uniti d’Europa (anche se a guida tedesca) per difendersi.


L’analisi di Migliore a me pare un po' viziata da un simile pregiudizio. A lui il fatto (che non può non constatare) che più si va avanti con l’“Europa” e più si riducono gli spazi di democrazia sembra, evidentemente, il frutto di una gestione “disattenta” del processo da parte della sinistra. Ma questo è un colossale errore, ben noto qui in Francia, dove un minimo di dibattito sull’Europa c’è stato illo tempore. Gli stessi tristi figuri che ora sghignazzano sul furto di democrazia sono quelli che una ventina di anni fa, pur sapendo che il rischio di una deriva autoritaria e tecnocratica esisteva, si illudevano di poterlo gestire perché tutti i governi europei (o giù di lì) erano “di sinistra”.



Purtroppo nulla dimostra che una cosa sbagliata fatta dalle persone giuste sia meno dannosa. Un bravo chirurgo può toglierti il rene che funziona, e dopo non starai meglio, solo perché lui era un sognatore, aveva una visione, era di sinistra. Facciamo così: la summa divisio mettiamola fra le cose giuste e quelle delle quali si sa che sono sbagliate. E noi cerchiamo di fare quelle giuste.



Non è perché “la abbiamo fatta male” che l’Europa ci sta privando di spazi di democrazia ed è diventata un luogo dove governanti terzi nominano governi e dettano linee di politica economica ai vari Stati. No, no, è proprio il contrario. Mi sento cioè molto ma molto vicino alle posizione espresse da Galli Della Loggia e segnalatemi da rockapasso. Il recupero del concetto di sovranità nazionale (inclusa quella valutaria e monetaria) si profila sempre di più come un passo necessario per ripristinare un minimo di dialettica democratica.



L’algonchino, l’ottentotto e il samoiedo prima devono fare (loro) i compiti a casa. E se non li faranno, perseguendo il sogno di un abbraccio universale, otterranno solo di lasciare il campo libero ai compiti a casa dei prof. Monti di tutto il mondo (che non hanno bisogno di unirsi, perché sono già sufficientemente uniti). Cari sognatori di tutto il mondo, incluso Marco Basilisco: se lo capite è così, e se non lo capite pure... con buona pace di Altiero Spinelli.

37 commenti:

  1. Oltretutto il proletario sia esso algonchino, ottentotto o samoiedo sarebbe dispostissimo a fare prima i compiti a casa, sono gli "intellettuali" come Migliore e il Fognatore a distrarlo dai suoi buoni propositi perché temono che i veri intellettuali (quelli che contano), come Spinelli (Barbara), li taccino di nazionalismo, populismo, fornicazione con i fasci-nazi-mao-comunisti.
    I Trotzkisti poi sono particolarmente vulnerabili, per molti di loro ci sono due eterni nemici che si presentano a più riprese nel corso della storia e sotto diverse maschere: la burocrazia e il socialismo in un solo paese.
    Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo, capisco. Se non sbaglio Spinelli Barbara è parente, giusto? Valeva la pena di lottare, per avere un parente che firma pro fiscal compact! Adesso aspetto che mio figlio si iscriva a Forza Nuova...

      Elimina
  2. Figlia per la precisione. Letta religiosamente, quanto e più di Scalfari, da qualsiasi piddino che si rispetti, sulla Stampa e su Repubblica. Contro una simile potenza di fuoco sarà impresa assai difficile non dico convincere i piddini ma anche la loro ala sinistra, quelli di SEL.
    Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non voglio convincere nessuno. Questo lavoro lo faccio fare alla Storia, che è attrezzata meglio di me. Vedrai: verranno a dire "noi lo avevamo detto"...

      Elimina
  3. Carissimo prof. Bagnai,

    le vorrei segnalare questo link

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/14/cinque-nobel-pareggio-bilancio-camicia-forza-economica-sbagliato-metterlo-nella/197071/

    chissà se anche Repubblica lo pubblicherà, e se lo farà chissà se il piddì si toglierà le fette di salame dagli occhi (daltronde lo dicono dei premi nobel, mica dei professori di provincia)...

    Comunque mi stupisce che buona parte dei paesi sia euro sia extra euro si siano legati le mani con norme dettate da principi infondati. Sto cominciando a non credere più ad una teoria del complotto, quanto piuttosto alla conferma della legge "della prevalenza del cretino".

    Mi rendo conto che quanto indicato dagli economisti citati nell'articolo potrebbe risolvere la situazione di recessione in cui si trova l'Europa però solo nel breve periodo in quanto rimarrebbero in pieni le rigidità date dall'adozione di una moneta unica per tutti. Lei che ne pensa?

    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che ne penso? E che ne devo pensare? Ma se io vi dico che le affermazioni di questi cinque eminenti economisti sono contenute nel capitolo 5 di qualsiasi testo di macroeconomia mi credete o no? La totale infondatezza del fiscal compact stordisce. Se domani Repubblica titolasse che il Sole gira intorno alla Terra sarei meno stupito e anche meno preoccupato.

      Io alle teorie del complotto non ho mai creduto, e ho cercato (e tuttora cerco) di scrollarmi accuratamente di dosso chi le propugna (vedi post precedenti). Non ci credo semplicemente perché sono inutili. Non ce n'è bisogno per spiegare quello che sta succedendo. Che bisogno c'è di complottare contro persone che credono che la Terra sia piatta? Perché in economia il piddino è a questo livello...

      Per inciso: quando mi sono espresso sul fatto quotidiano in post precedenti non intendevo esprimere un giudizio negativo. Volevo solo dire che è un giornale dichiaratamente liberista, e che quindi è inutile andar lì a prendersela con Scacciavillani se fa il suo lavoro (quello del liberista). Ma, come vede, anche organi omodossi non possono e non vogliono nascondere che è la Terra a girare intorno al Sole (e a parecchie altre cosette). Solo Repubblica rimane tolemaica, sotto l'influenza di quel simpatico astronomo caldeo...

      Elimina
  4. Ma il trotzkista che vota?


    antonino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alla fine vota PD, perché i proletari di tutto il mondo devono dare un voto utile.

      Elimina
    2. E' che il vandeano predica bene e razzola male e allora speravo nella schizofrenia del trotzkista e invece non si può.


      antonino

      Elimina
  5. prof. però dire che gli lettori "di sinistra" vengano imbrogliati dai dirigenti del proprio partito mi sembra a volte piuttosto inappropriato anche perché c'è una certa tradizione di anti-italianismo da quelle parti.

    Palmiro togliatti 1930, congresso del partito comunista a mosca:

    "è per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana, perché come italiano mi sento un miserevole mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci mila volte di più del migliore cittadino italiano".

    Non sono mai stato fascista non riesco, però, in nessun modo a condividere queste dichiarazioni anche se non credo minimamente che i comunisti italiani siano tutti così, non mi stupisco però della "sinistra" italiana che fa politiche di destra, dando del bamboccione a destra e manca e sottolineando la presunta inadeguatezza italiana, sembra un atteggiamento in parte connaturato e non estemporaneo.

    Nel merito già solo il mandolino ha prodotto "cose" inarrivate e non meriterebbe in alcun modo una tale denigrazione. Non sono propriamente napoletano, ci sono stato poche volte e discendo da veneti emigrati al sud prima dell'unità d'italia (con ottimo tempismo direi hehehe) ma mi commuovo sempre (è proprio una cosa più forte di me, anche se fatico a capire il testo) ascoltando quella che lucio dalla definiva la più bella canzone mai composta:
    http://www.youtube.com/watch?v=iT4xiA2hO_s

    pochi mesi fa ad un concerto Arbore raccontava un aneddoto: i giorni successivi un suo concerto a buenos aires l'ambasciata italiana venne tempestata da telefonate lettere fax etc. di persone ormai solo nipoti di emigrati italiani del nord-est che volevano sapere per quale motivo pur non avendo mai ascoltato quel tipo di musica e quel dialetto durante il concerto non riuscivano a smettere di piangere. Per qualcuno questo evidentemente è un crimine da cancellare, magari anche commuoversi ascoltando musica italiana è "fascista".

    Per la serie "non toccatemi il mandolino" quasi quasi uso questo come nik name visto che c'è un altro giuseppe che scrive nel blog (tra l'altro cose interessanti).

    Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma la citazione di Togliatti è estremamente appropriata: ci vediamo le radici storiche del "vincolismo", che è quell'ideologia fascista secondo la quale gli italiani non meritano di governarsi da soli, per cui in assenza di uomo della Provvidenza, devono affidarsi al vincolo esterno. Questa, in effetti, è l'ideologia piddina. E Togliatti ne è evidentemente un padre nobile. Il vincolo è cambiato: prima erano i carri armati alle frontiere, ora sono le banche dentro le frontiere. Simple and cost effective.

      Elimina
    2. Sono il Giuseppe del primo commento, forse è meglio che adotti un cognome. Non so, Giuseppe Stalin potrebbe andare? Così risolviamo il problema di omonimia.
      Essendo comunista ci tengo a dire che la data della citazione di Togliatti potrebbe spiegarla, non dico giustificarla; del resto a suo tempo i comunisti non avevano timore ad affrontare una questione come quella nazionale, proprio per non lasciarla in mani pericolose, mentre oggi a sinistra si fa una grande confusione fra internazionalismo, cosmopolitismo, globalizzazione.
      Giuseppe Sini

      Elimina
    3. Secondo me il primo teorico del vincolo esterno è lui

      http://en.wikipedia.org/wiki/Ludovico_Sforza

      che chiamò Carlo VIII a togliergli le castagne dal fuoco, dando inizio ad un terrificante ciclo di guerre che si esaurì a 500 avanzato.

      Da allora il destino d'Italia è di essere preda oppure ascaro di predatori (nell'ultima guerra riuscimmo a ricoprire entrambi i ruoli). L'italiano si adegua, e fin da piccolo coltiva il diprezzo di sé in quanto italiano.

      Chissà quando la smetterà

      Elimina
  6. Gentile professore,
    mi pare ineccepible il principio secondo il quale le persone giuste non possono in alcun modo portare avanti un progetto sbagliato. Ciò detto, non comprendo perché mai quelle sbagliate dovrebbero portare avanti una prospettiva corretta, ammesso lo sia ovviamente. Nel caso chiederò di suo figlio in piazza Aspromonte a Milano (o dei suoi polli?).
    So bene che lei non solo non è fascista ma che teme questo fenomeno politico, vorrei solo che nei suoi post ricordasse - di sfuggita s'intende - che l'estrema destra quanto a buttare alle ortiche programmi più o meno popolari non debba certamente dirsi seconda a nessuno. Si potrebbe proporre la cosa in questo modo: "Confronta il programma di san Sepolcro con la politica perseguita dai Governi in carica dal 1922 al 1929 in Italia e trova le sette piccole differenze!" (ma c'è un modo più semplice e divertente... http://www.youtube.com/watch?v=WtcNhAN2Cj0).

    Un mio studente la sufficienza l'ha presa, nonostante l'immane richiesta implicita nel verbo "confronta".

    Grazie per l'attenzione, ora devo tornare fuori dalla caverna, mi aspettano per il gioco delle sette piccole differenze tra Filolao di Alessandria e Georges Sorel.

    Come sempre con stima.

    Schneider

    Ps: non casualmente forse lessi tra i commenti nel blog in passato considerazioni positive sul movimento dei forconi. Il rischio di passare dalla pentola della sinistra decotta alla brace del manganello è sempre più facile di quanto non ci aspetti, anche tra persone intelligenti. Ultima cosa - a proposito di persone intelligenti - la prossima volta che cita ellissoidi del Corriere, lo premetta, mi preparerò psicologicamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembra di capire che lei è allergico alle coniche. Io invece sono allergico ai "cons" (alla francese). Guardi, le spiego un mio semplice principio metodologico: i cretini di destra sono un problema della destra, quelli di sinistra un problema della sinistra, e se mi sento di sinistra devo dedicarmi prioritariamente a questi ultimi, poiché questi sono il mio problema. Non so se è chiaro. L'alternativa opposta è ragionare per appartenenze: sono di sinistra, quindi "sinistra bello, destra brutto". So che lei è più raffinato di così, e quindi propugna delle piacevoli e dialetticamente ineccepibili vie di mezzo, ma cerchi di capire qual è il mio problema... E mi saluti Archita di Taranto, se lo incontra. Non mi ricordo assolutamente chi sia, ma il suo Filolao me lo ha evocato...

      Elimina
    2. Carino il film. Questo è meno divertente, ma aiuta a capire, anche se la descrizione del piddino da parte dell'austero magistrato ("e non si accorge di essere uno schiavo egli stesso") è effettivamente molto calzante. Grazie.

      Elimina
    3. Grazie a lei piuttosto, per due motivi:
      1) stavo giusto preparando una lezione sul '38 in Italia, quindi l'articolo suggerito casca a fagiolo;
      2) ho controllato e la sua MLT funziona meglio della mia. Volevo citare Filone di Alessandria ma inopinatamente l'ho confuso con Filolao che, come Archita, era di Taranto;

      Quest'ultimo, per inciso, è forse l'unica caso di un eminente filosofo di professione che sia mai riuscito a combinare qualcosa in politica (ma vallo a spiegare a D'Alema...) La ringrazia comunque del saluto e ricambia.

      Rimango ad ogni modo dell'idea che, proprio in mancanza di raffinatezza, postare video di esponenti della destra britannica o far dialogare vandeani e trozkisti nel modo di cui sopra, possa portare a inconsapevoli equivoci (personalmente ho sempre trovato più illuminante Trotzky rispetto al pur geniale de Maistre).

      A proposito, anche i suoi polli la salutano.
      Li ho incontrati mentre stavano partendo in camicia nera per una spedizione punitiva contro la Deutsche Bank.

      PS: la visione integrale del film è ovviamente consigliata a tutti, sia per il buonumore personale, sia per la correttezza storica (tranne in un passaggio marginale).

      Cordiali saluti.

      Schneider (detto "palla di neve")

      Elimina
    4. Mio caro: non è colpa mia se siamo in una situazione nella quale solo fascisti come Farage (l'equivalente britannico di Storace) riescono a dire qualcosa "di sinistra" all'europarlamento. Direi che è colpa della sinistra, alla quale addito il fenomeno perché si ravveda. Ma vedo che lei è convinto che il problema della sinistra sia la destra, e io rispetto la sua convinzione.

      Elimina
    5. Diciamo solo che credo alla interdipendenza tra mezzo e messaggio (http://www.youtube.com/watch?v=xfyC34ABcfw) per cui la destra non dice cose mai cose "di sinistra", mentre senza dubbio il contrario accade fin troppo spesso (e qui però: http://www.youtube.com/watch?v=407jFKGDEhI).
      Ma non voglio farla lunga e farle perdere tempo, il rischio off topic è sempre dietro l'angolo e io frequento il blog soprattutto per capire.

      Comunque vada avanti così, io coi suoi articoli e consigli ho già costituito la base del il mio personale "Bagnami".

      Buon lavoro.

      Schneider (detto media freddo)

      Elimina
    6. Una interdipendenza dotata della proprietà antisimmetrica, detta anche il peggio non è mai morto.

      Tu però ti sei messo nei guai!

      Qui non ci sono off-topic... a parte quelli che segnalo con il mio ben noto garbo...

      Elimina
    7. P.s.: se prima ti volevo bene, adesso ti adoro: erano mesi che aspettavo qualcuno che mi desse questa occasione! E ora mi aspetto il peggio...

      Elimina
    8. E dire che ho sempre pensato di essere io quello bastardo...

      L'unica cosa che mi sento di rispondere al suo colpo sotto la cintura è: "touché".

      Schneider (il felliniano)

      Ps: il link al film mi è apparso solo ora, il che mi ha permesso di comprendere finalmente il senso dell'ultimo commento.

      Elimina
  7. A proposito: mi sto guardando un bel documentario sulla delazione in Francia dal 1940 al 1944. Non c'è nulla di più efficace di un'occupazione nazista per liberarsi del coniuge del proprio amante, o del droghiere che trucca la bilancia! Vedi, il vincolo esterno funziona sempre...

    RispondiElimina
  8. o poi, conta che i trotzkisti sono come i pescatori scarsi, parlano continuamente di pesci grossi ma non sanno cosa fare quando lo vedono. idem i trotzkisti con la lotta di classe, ne han parlato così tanto che ora che è a livelli esasperati stan lì a boccheggiare.

    con tutto che io sarei anche uno di loro se solo riconoscessero dopo secoli che viviamo in un'economia monetaria.

    RispondiElimina
  9. Prof. Bagnai,

    Complimenti per il suo blog. Estremamente informativo, "sanguigno" e molto razionale. Un utilissimo strumento per coloro che vogliono capire ma non ne hanno gli strumenti come il sottoscritto.


    Aleardo Morelli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quod erat demonstrandum (8)

      http://www.repubblica.it/politica/2012/03/15/news/lavoro_mediazione_bersani-31558809/?ref=HREA-1

      Elimina
    2. Ecco, datemi una mano anche voi...

      Elimina
  10. Non so se ha seguito Ballaro martedi' scorso.

    C'e' stata un intervista al Ministro del lavoro tedesco Von Der Leyen.

    http://www.dailymotion.com/video/xpfirg_ballaro-intervista-ad-ursula-von-der-leyen-13-03-12_news

    Il top, per me e' quanto Floris chiede: "Perche' i lavoratori in germania guadagnano piu' che in italia?"

    La classica domanda che da per scontati dei dati fasulli. E ovviamente il ministro non puo' che confermare. Ma chi conosce i veri dati, dovrebbe anche capire la risposta.

    RispondiElimina
  11. Segnalo un'intervista secondo me molto valida a un giovane economista venezuelano. Si parla del progetto 'sucre' e delle sostanziali differenze con l'euro. Mi piacerebbe avere un commento di Alberto.
    http://www.esserecomunisti.it/?p=41527

    satyajit (ex Claudio 'l'anonimo')

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma credo che sia sempre il solito (valido) discorso della moneta comune ma non unica (come la chiama Sapir), che era stato anche proposto in Europa da Sapir e prima da un'economista francese della quale ho perso il nome, ne parla Bellofiore (ho perso il link). Mi sembra un bravo ragazzo: è giusto, per risolvere i problemi basta Keynes (non c'è ancora bisogno di Marx) e per spiegarne l'origine basta la macroeconomia (non c'è bisogno del complotto).

      Elimina
    2. Letto. Molto chiaro e interessante. E nota bene: l'autore è conscio di quale sia la causa prima degli squilibri mondiali: l'asimmetria del sistema dei pagamenti internazionali basato sul dollaro (ne ho parlato nel par. 4 di Crisi finanziaria ecc.). Un sistema che fa indubbiamente comodo agli Stati Uniti. Non è quindi strano che questo aspetto, che è centrale, venga totalmente ignorato (a quanto mi è dato capire) da teorici moderni della moneta di origine statunitense: finché stanno lì fa comodo anche a loro, per quanto possano essere obamiani.

      "Intellettuale di destra" è un ossimoro, ma anche "americano di sinistra" mica scherza. Vai a farglielo capire...

      Eppure un altro mondo è possibile...

      Grazie per la segnalazione.

      Elimina
  12. http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/03/15/giorgio-cremaschi-lapartheid-per-tutti-e-la-resa-della-cgil/

    ie possino. di Cremaschi mi fido abbastanza.

    RispondiElimina
  13. Caro Bagnai temo che oggi la parola intellettuale sia ritenuta offensiva dalla persone normali e di buon senso; indirettamente,hai fatto un elogio della destra,nulla di male,ci mancherebbe.Nel contempo osservo che la cosiddetta"sinistra" italiana è piena zeppa di intellettuali..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembrava che questo dibattito fosse già stato svolto. Allora: ti spiego come ragiono io. Io mi sento di sinistra, per cui se a sinistra ci sono teste di cazzo questo è un problema mio, se invece sono a destra questo è piuttosto una soluzione, chiaro? Non starei tanto a soffermarmi sulle parole. La parola intellettuale ha una sua dignità, nonostante se ne fregino molti imbecilli e molti venduti.

      Se tu invece pensi che siccome sei di sinistra il tuo problema sono le scopate di Berlusconi, l'uscita è in fondo alla sala: inutile discutere su due lunghezze d'onda così distanti.

      Elimina
    2. le ultime tre righe della tua risposta,che leggo solo oggi 11/2/2013, sono superflue,per me.
      Una cosa, però, un pochino mi meraviglia di te; che ancora sei capace di credere che ci sia una sinistra ,in Italia.Aggiungo che se nella cosiddetta sinistra ci sono delle testedicazzo,e sono molte, il problema non è solo tuo, purtroppo.Te saludi.

      Elimina
    3. Ho capito, sei il tipico marZiano. Senti, visto che in tanti anni non avete combinato un cazzo, devi proprio venir qui a fare le tue sparate da autobus? Con tutto il rispetto, sei bandito. Vai a esprimerti da un'altra parte. Ho da fare.

      Elimina