Istruzioni per l'uso

Istruzioni per l'uso - Vi prego di leggere questo post di introduzione. Eviterete di porre domande alle quali è già stata data risposta e potrete contribuire al dibattito in modo più originale, consapevole e documentato. Dal lavoro svolto su questo blog è nato Il tramonto dell'euro (disponibile anche in Ebook su varie piattaforme: formato Epub, Mobipocket, ecc.).

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venerdì 18 aprile 2014

Il nostro Venerdì Santo





Personaggi e interpreti, in ordine di apparizione.

Il popolo italiano.
Il governo italiano.
La commissione Europea.
La scienza economica (in lacrime: sedes sapientiae).
L’ex-viceministro Fassina (pentito).
(Mich dürstet).
Gli 80 euro di Renzi (su una punta di lancia).
(Mutter, das ist dein Sohn. Sohn, das ist deine Mutter).
I Pigs.
I giornalisti.
La vittoria di Marine Le Pen.


(...sol minore, pedale di tonica. La nebbia delle semicrome è squarciata dalla seconda minore dei due oboi, la più stridente delle dissonanze. Frescobaldi anche fa così, ve ne parlerò diffusamente, ma la tecnologia tedesca, in effetti, un suo perché ce l'ha, bisogna ammetterlo. Vi risparmio il resto dell'analisi - il punto culminante dell'introduzione su una dissonanza - l'oboe salta alla settima con un salto di settima - poi una catena di settime di dominante che sembra introdurre una certa pace sociale, ma che evita il suo naturale sbocco, ricreando tensione mentre il primo oboe si aggrappa alla tonica - ci vuole fiato - per tre battute, e il secondo, cosa fa? Quello che deve fare, quello che retorica vuole: il passus duriusculus, la quarta cromatica discendente. Perché pare tutto "spontagno", certo, ma "spontagno" non è: dietro l'Eurozona non saprei, ma dietro ogni opera d'arte c'è - anche - un complotto, una lucida volontà di aggressione - delle altrui certezze, beninteso; o quanto meno ci sono regole, per lo più non scritte, ma che i professionisti conoscono, che apprendono per osmosi, frequentando il bello e non il brutto, che poi dovrebbe essere una scelta naturale, regole che, ad esempio, accomunano la morte dell'Italia, pardon, di Nostro Signore, a quella del Commendatore, ma anche al quarto Brandeburghese. Qualcuno saprà cosa intendo, gli altri faranno finta o chiederanno. Petite et dabitur vobis (forse).

Il dolore, in musica, ha le sue regole, e la follia nell'arte - inclusa quella del governo - è per lo più apparente. C'è sempre un metodo.

E poi l'invocazione, anzi, l'urlo dei peccatori: "Herr...".

Ma siate lieti.

Questa storia, com'è noto, ha un lieto finale - che, guarda caso, è - come da prassi - nella dominante di sol minore).


P.s. prima di scomparire dal radar:

E naturalmente, al mattino, leggo questa lettera ricevuta durante la notte:

"Oggi ero in Germania: sono schiantato. I miei omologhi, 4 anni fa erano testa a testa con me. A maggio 2014 fanno 15 volte il mio fatturato, diretti a 20 (li frena la CAPACITÀ PRODUTTIVA, stanno quadruplicando gli spazi). Serenamente mi hanno offerto 4 volte (finanziariamente) quello che sto negoziando in italia per l'ingresso di un investitore. E ci inseriremmo, da provincia conquistata, nella squadra di quelli che stanno vincendo. Ma di fatto ci comprano (sull'altro tavolo no). Pensa a una possibilità di salvezza che diventa il peggiore giorno della tua vita e hai la mia giornata. Lo dico a te perché tu puoi capire l'enormità di questa cosa, se la moltiplichi per le mille, diecimila volte che sta succedendo in Italia."
 
Così, nel caso il post vi sembrasse troppo violento. In effetti, racconta la storia di una possibilità di salvezza (per tutti) che è visibilmente diventata il peggior giorno della vita (di qualcuno).

giovedì 17 aprile 2014

Quando l'Italia esportava...

Voi conoscete, vero, la storia della monaca di Monza? Be', nel '600 pare che quella prassi fosse diffusa, tant'è che c'era anche una canzone popolare che la rievocava, l'aria della Monica (John Wendland (1976) "Madre non mi far Monaca": The Biography of a Renaissance Folksong, Acta Musicologica, Vol. 48, Fasc. 2 (Jul. - Dec., 1976), pp. 185-204):

Madre non mi far monaca
che non mi voglio far;
Non mi tagliar la tonaca
che no la vuo’ portar.


La uso spesso nei miei concerti per ricordare che fra le materie prime delle quali è dotata l'Italia non c'è solo il marmo: ci sono anche le melodie. E infatti quest'aria l'abbiamo usata molto noi, sia nel profano:



che nel sacro:


ma l'abbiamo anche esportata, come materia prima, e come tale l'hanno trasformata i tedeschi:



ma anche gli inglesi, come il buon Guglielmo Uccello:



(nello spendore del mesotonico a un quarto di comma).

(poco fa ero a cena dalla mia adorata suocera, e arriva un tweet. Io rispondo. Poi mi ricordo, e capisco che San Toro ha fatto un pezzo alla come si chiama quello più viscido? Vabbe', insomma, lui. Quindi commento, e concludo. Io sono esterrefatto. So che sono delle brave persone, per carità, con me si sono comportate benissimo, e proprio per questo mi addolora che non abbiano proprio capito cosa sta succedendo. Qui non si tratta più di cadrèghe. Qui chi continua a prostituire la verità, a chiamare chiunque per dire la qualunque, mette in gioco in modo serio, profondo e duraturo quanto meno la propria credibilità professionale. E infatti... Mentre invece... (ma anche)... Allora, fatemi questo cazzo di favore: o voi cliccate loro - col telecomando - o io clicco voi! Voglio dire che se volete informarvi in questo modo, anziché in questo, feel free di appartenere a una minoranza di lobotomizzati e di sostenerne il mercato della menzogna cialtronesca e spudorata con la vostra domanda. Ma non ditemelo. Perché mea est ultio. E attenti. Io ho detto che andavo a leggere il Fitzwilliam, e l'ho fatto: vedi Guglielmo Uccello? Ho anche detto che l'euro cadrà, e cadrà. Quindi se dico mea est ultio non è (solo) una citazione. Nun càpita, ma ssi càpita...

E ora vado su Youporn... anzi, a letto: non ho più l'età!)

mercoledì 16 aprile 2014

Per i ... (3): "Ma perché la Germagna non cresce?"

Cari lettori, grazie. Vi ringrazio perché questa è stata la giornata che ha dato un senso alla mia vita, che mi ha fatto capire quanto sia valsa la pena di spendermi al di là delle mie forze per portare una parola di verità in un dibattito così cruciale per la vita economica, sociale e politica del nostro paese, che mi ha mostrato a cosa sia servito lambiccarmi il cervello per illustrare ai daltonici che il colore del cielo si situa in uno spettro di frequenze lievemente più alte di quello del prato. Per un combattente, come io lo nacqui, è importante sapere per cosa si è combattuto, è importante sapere a cosa è servito sudare sangue.

E oggi lo so.




























































A UN BENEAMATO CAZZO DI NIENTE!



































































Ma non è un problema. Io elaboro lutti come un Cray elabora la tabellina dell'uno. Vi costringerò a capire, dovessi venire casa per casa con una mazza da baseball e farvela entrare, l'economia, non in testa, dove evidentemente non a tutti entra, nonostante er famoso libbro...

Allora: riprendiamo il discorso dal post precedente, nel quale ho spiegato come costruire il grafico della vergogna. Osservazione di un gentile lettore:



francccp ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Per i ... (2): l'inizio del declino":

appurato che si tratta di variabili differenti, nonostante io abbia letto il libro non riesco a cogliere la ragione per la quale il confronto con la singola germania non evidenzi la stessa caduta libera.

Postato da francccp in Goofynomics alle 16 aprile 2014 17:57



E la domanda è: ma perché mai dovrebbe? Cioè, fatemi capire, voi siete quelli che "la Germania è la locomotiva dell'Eurozona?". Ma questo fatelo dire ai Perotti, ai Giavazzi! I dati dicono un'altra cosa, e qui lo sappiamo benissimo! La Germania è cresciuta sufficientemente poco nel periodo pre-crisi, e questo come risultato della politica di compressione della domanda interna che tenendo bassi consumi e investimenti (perché inquinano, eh!) ha permesso di moderare il costo della vita e quello del lavoro e di esportare così tanto (ma, beninteso, solo una volta bloccato il cambio nominale, perché prima non ce la faceva).

Quindi, se, come qui tutti sappiamo, la Germania è cresciuta poco, perché mai noi dovremmo cadere a piombo rispetto a lei?

Ma quello che vi ho proposto non è un confronto con "la Germania" (che, temo, nonostante i miei sforzi, per voi continui ad essere una signora bionda che parla tedesco e vive in Germania), ma un confronto con la media europea, cioè con il "baricentro" della distribuzione dei redditi europei. Questo confronto, secondo me, è più sensato, semplicemente perché se siamo un'Unione credo sia per diventare più simili, per avvicinarci, non per allontanarci. E invece ci allontaniamo (dalla media, non dalla Germania).

Naturalmente, per come sono fatte le medie, se qualcuno sta sotto (noi) qualcuno sta sopra. E chi sta sopra? Basta calcolarlo:


(n.b. nel famoso foglio Excel i dati per Danimarca, Regno Unito e Svezia sono in valuta locale e quindi li ho dovuti convertire in euro usando il cambio nominale dell'anno base)

...e già vi sento: "Quindi la colpa è... la colpa è... del Lussemburgo!"

Ussignùr...

Allora, calma: il reddito medio EU15 è costruito come media ponderata. Ora, capita che il Lussemburgo sia un paese molto ricco: come ho detto oggi, è un paese grande come la provincia di Caserta dove tutti lavorano in banca (o in istituzioni finanziarie ancora più opache e remunerative), o, se gli va male, fanno i burocrati europei: chiaro che il reddito medio è alto!

(per inciso: nel mio caso la fortuna ci vede benissimo! La superficie del Lussemburgo è di 2586 km quadrati, quella della provincia di Caserta 2651 km quadrati. Per andare più vicino avrei dovuto dire Piacenza, ma non mi sembrava cortese per i padroni di casa. Morale della favola: vi do dati giusti anche quando li do strettamente a casaccio...)

Però... Siccome il Lussemburgo esprime circa lo 0.5% del Pil dell'Unione (è grande come la provincia di Caserta, ricordate?), il suo peso nella media non è determinante. Quindi, se proprio volete cercare un "colpevole", non credo sia il caso di cercarlo lì. Voglio dire che è sì ovvio che se noi ci siamo progressivamente scostati verso il basso dalla media qualcuno deve, per un mero fatto statistico, essersi scostato verso l'alto. Ma è anche vero che gli scostamenti significativi verso l'alto, quelli che hanno "tirato su" la media (rispetto a noi), non sono certo quelli di paesi minuscoli come il Lussemburgo, e nemmeno quelli di paesi medio piccoli come l'Irlanda.

Soffermiamoci allora su alcuni paesi un po' più grandicelli, togliendo dal grafico quelli medi e piccoli. Il risultato è questo:



e si legge così: noi abbiamo perso terreno rispetto alla media europea, e così ha fatto la Francia (vedete quanto siamo simili), e perfino la Germania (fino al 2006). Chi lo ha guadagnato? Regno Unito (ricordate? Non ho parlato di Eurozona, ma di EU15, quindi c'è il Regno Unito, poi Olanda, Svezia, ad esempio - ma anche Austria ecc.). Fra i big 5 (Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna) l'unico ad andare decisamente in su, dal 1992, è stato il Regno Unito, che, guarda caso, in quell'anno si sganciò dallo Sme (un giorno prima di noi, la sterlinetta...) e poi non ci rientrò. Dopo di che oggi succede questo (e ce lo dicono pure... ma guarda, e pensare che il Regno Unito ha monetizzato il debito: e l'inflazione, e la carestia? Povero Boeri, chi glielo dice?).

Sintesi: non c'è nulla, ma proprio nulla di strano nel fatto che un paese la cui crescita è stata compressa da un cambio sopravvalutato (l'Italia) non si discosti fino a un certo punto da un paese la cui crescita è stata compressa da una politica di repressione della domanda interna (la Germania). Queste sono cose che pensavamo sapessimo.

Ma oggi mi avete dato una grande lezione di umiltà: la mia vita è stata inutile.

Non preoccupatevi: pure la vostra.

Ma almeno se semo divertiti!

Per i ... (2): l'inizio del declino

(...non sia mai si offendano...)


Simone ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Troll e produttività: Minosse vs Daveri (e Travagl...":

Gentile Prof. Bagnai,

con riferimento al grafico molto interessante da lei postato, mi è venuta la curiosità di vedere dati più nel dettaglio e ho trovato una cosa curiosa:

http://knoema.com/IMFWEO2013Oct/imf-world-economic-outlook-october-2013

Confrontando la crescita del PIL pro capire (a valori costanti) tra Italia, Germania e Spagna all'85 ad oggi:

1) NON si nota alcuna flessione della crescita pro capite italiana rispetto alla Germania nel 96, ma le due sembrano andare più o meno di pari passo fino al 2003. Non sembra notarsi quindi un effetto negativo dell'Euro per l'Italia rispetto alla Germania (il presunto "vincitore" dell'Euro).

2) A partire proprio dal 96, invece, la Spagna accelera molto performando anche MEGLIO della Germania: eppure anche la Spagna si suppone sia uno dei “perdenti” dell’Euro.

Come ritiene si spieghino questi dati?
Grazie per la sua disponibilità.



Carissimo,



Digita l’indirizzo: http://ec.europa.eu/economy_finance/db_indicators/ameco/index_en.htm.

Nella pagina cerca Ameco online (è evidenziato in grassetto, in fondo al corpo del testo).

Cliccaci sopra.

Nello schema che ti si presenta, clicca sul punto 6 (Gross Domestic Product), poi sul punto 6.2 (Gross domestic product per head of population), poi seleziona la casella “At constant prices”.

Poi scorri in basso, e seleziona Next.

Nella pagina successiva, in basso, clicca su “Save to Excel, all variables”.

Il browser ti chiederà conferma prima di aprire il file in Excel. Tu dagliela.

Dovresti ottenere questo foglio elettronico.

Ora attento.

Alla riga 8 dovresti avere i dati per “European Union (15 countries)”, alla 10 quelli per “EU15 (including D_W West-Germany)”  e alla riga 24 quelli per Italy. Se ci riesci, è più conveniente che li copi e li incolli in un altro foglio. Io l’ho fatto ed è venuto questo.

Nota che i due concetti di Europa non sono identici perché, a quanto è dato capire, nel secondo non è compresa la Germania Est. Nota anche che nell’unico anno di “overlap”, il 1991, si vede che comunque il reddito medio dell’Unione Europea a 15 (comunque calcolato) è pressoché identico). Ergo, puoi usare dal 1960 al 1990 i dati per EU15 e poi quelli per European Union (15 countries).

Comunque, se vuoi fare una cosa più pulita, puoi estrapolare la serie più vecchia coi tassi di crescita della più recente, e quindi scrivere in C35 questa formulina =C34*B35/B34 e trascinarla verso il basso (oppure puoi retropolare la serie più recente coi tassi di crescita della più vecchia: sai come si fa, vero?).

A questo punto, ti consiglio di copiare le date nella colonna E del foglio elettronico, come ho fatto io. Poi, nella casella F3 scrivi =D3-C3 e premi invio. Trascina questa formula in fondo.

Ci siamo?

Bene.

Ora puoi fare il grafico, che è questo qui.



Qualsiasi economista non dati nel 1996 l’inizio del declino italiano deve spiegare cos’è quello che vediamo in questo grafico. Qualsiasi economista (come tanti che conoscete) dati correttamente l’inizio del declino italiano nel 1996, se vuole continuare a dire che l’euro non è un problema deve trovare una spiegazione che sia diversa dalla rivalutazione del cambio (fino alla parità usata per il successivo aggancio all’euro), che in quell'anno ebbe luogo.
Più in generale, direi che qualsiasi economista trascuri di considerare questo grafico come il problema italiano, forse dovrebbe fare un altro lavoro.

Al limite, il disoccupato.
 

(...quanto al resto, per il momento basterà dirti che stai usando variabili diverse dalle mie, che nel grafico in questione non parlo né di Germania né di Spagna, e che se tu avessi letto il mio libro o questo blog sapresti risponderti da solo, però se vuoi posso risponderti io, o possono farlo gli altri lettori. Prima però mettiamo un punto fermo, una volta per tutte. Poi, se vuoi, ti parlo anche del tasso overnight delle Fiji...)

Napoli (2)







Napoli

Sono a Napoli alle 10 per una cosa tipo "L'euro: dalla paura alla speranza" con Giordano e Alemanno all'Uni Pegaso. Se cercate trovate dettagli e streaming su Internet. Scrivo dal taxi. Non sono la vostra segretaria, ecc. Buona visione!


(...evitare: come? Dove? Quando? Se state leggendo avete un pc in rete, no?...)

martedì 15 aprile 2014

De benza italica (anteprima tecnica)

La trovate qui.


(... poi, con calma, vi spiegherò cosa c'entrano - o centrano, come dice ahimè anche qualcuno di voi - queste tabelle con quella storia della monetina. C'entrano, c'entrano, altrimenti le mie previsioni non sarebbero così precise...)