Stordito dal rosato e dall'odore del gelsomino dedico un affettuoso pensiero a un amico che ci ha fatto esilarare. Avremmo voluto farne, perché tale è la nostra indole, ma se proprio ci costringete, riluttanti, non faremo prigionieri.
Goofynomics
L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...
Istruzioni per l'uso
Istruzioni per l'uso - Questo blog è un luogo di studio ed elaborazione di pensiero critico, che segue da più di un anno un percorso didattico articolato. Per facilitare ai nuovi lettori l'inserimento in questo percorso ho scritto questo post di introduzione. Vi esorto a non intervenire senza prima avergli dato un'occhiata. Eviterete di porre domande alle quali è già stata data risposta e potrete contribuire al dibattito in modo più originale, consapevole e documentato. Dal lavoro svolto su questo blog è nato Il tramonto dell'euro (disponibile anche in Ebook su varie piattaforme: formato Epub, Mobipocket, ecc.
martedì 21 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
Dal vangelo secondo il PUDE...
g.b.06 maggio 2013 12:09
«Signore, quante volte dovrò far pagare la benzina al mio fratello, se svalutacompetitivamente contro di me? Fino a sette volte?».
22 E Plateroti gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette».
(grazie. Sono stanco marcio, domani devo andare fino a Matera - perfino Gesù Cristo si era fermato a Eboli, cazzo! - ho fatto il segretario tutto il porco giorno, non tocco strumento, non tocco libro, non tocco niente - esatto! - sto solo inchiodato a 'sto cazzo di computer, non ne posso più. Poi però mi arrivano commenti come questo, e penso che anche se non posso farcela, ce la devo fare. Quindi ce la farò, ce la faremo. Come ho chiarito altrove, abbiamo vinto).
Final call for passenger Relic Hunter...
Carissimi cacciatori di reliquie, carissimi lettori ansiosi di farvi la foto, di avere la firma, di stringere la mano, ecc., mi rivolgo a voi, con solidarietà, riconoscenza e affetto. Mi piace che questo sia anche un posto dove si stringono relazioni umane e si rafforzano le difese immunitarie (via scambio di batteri vari). Mi duole quindi dovervi recare delle notizie cattive, anzi, pessime!
Con tutto il bene che vi voglio, sono giunto (anzi, c'ero giunto prima) alla conclusione che in effetti l'efficacia della mia azione richiede che io giri di meno e pensi di più. Tra l'altro, anche se lo staff si sta consolidando, capirete che non posso passare la vita a fare il segretario di me stesso. Quindi l'agenda si è chiusa. La risposta standard è diventata "le faremo sapere, chiamiamo noi" (copyright di un mio grande amico: appppproposito, Giorgione, vedo che la Bergamasca ti è piaciuta...). Domandare sarà sempre lecito, ma necessariamente mi occorrerà essere più selettivo.
Vi annuncio allora qui (poi lasciamo perdere, per gli annunci c'è Twitter @AlbertoBagnai) i prossimi appuntamenti, in modo rapido che il tempo è purtroppo poco, perché possiate regolarvi, indossare il saio, impugnare il bastone del pellegrino, intascare la digitale, e avviarvi lungo la via Francigena...
(Bene. Ora sapete tutto, et de hoc satis. I simpatici attaccatori di etichette potranno esercitarsi nel loro giochetto preferito: "Bagnai è monarchico!". Certo: e sellino, berlusconiano, grillino, bocconiano. Chissà se sono io ad avere tante etichette, o voi ad averne una sola, quella degli ellissoidi di rotazione? Sarà la storia a dirlo. Per il momento posso dirvi che io incontro tutti, ma persone più farisaicamente "a destra" di quelle che ho visto qui credo di non averne incontrate da nessuna parte. E Dio solo sa quanto avrei preferito che le cose stessero in un altro modo - il che non mi impedisce, come impedisce a loro, di prendere atto della realtà: l'euro è fascista, e loro lo hanno difeso e forse ancora lo difendono...).
Con tutto il bene che vi voglio, sono giunto (anzi, c'ero giunto prima) alla conclusione che in effetti l'efficacia della mia azione richiede che io giri di meno e pensi di più. Tra l'altro, anche se lo staff si sta consolidando, capirete che non posso passare la vita a fare il segretario di me stesso. Quindi l'agenda si è chiusa. La risposta standard è diventata "le faremo sapere, chiamiamo noi" (copyright di un mio grande amico: appppproposito, Giorgione, vedo che la Bergamasca ti è piaciuta...). Domandare sarà sempre lecito, ma necessariamente mi occorrerà essere più selettivo.
Vi annuncio allora qui (poi lasciamo perdere, per gli annunci c'è Twitter @AlbertoBagnai) i prossimi appuntamenti, in modo rapido che il tempo è purtroppo poco, perché possiate regolarvi, indossare il saio, impugnare il bastone del pellegrino, intascare la digitale, e avviarvi lungo la via Francigena...
Matera, 22 maggio
Presso la Sala Consiliare della Provincia, Via Ridola 60, alle ore 17:30 "L'euro come metodo di governo - analisi della crisi e possibili vie d'uscita", organizzato dal comitato APE.Roma, 8 giugno
Presso la Sala LABCOM, Via Ridolfino Venuti 34/A, alle ore 17:00 "Sovranità economica e libertà democratiche", organizzato dalla Segreteria Nazionale dell'Unione Monarchica Italiana.Viterbo, 6 luglio
Nell'ambito del progetto Caffeina, alle ore 18:30, "Il tramonto dei diritti. La democrazia in Europa al tempo della crisi", con la partecipazione di Lidia Undiemi, Edoardo Chiti, e un altro che non si sa chi sia (spero sia Giannino).(Bene. Ora sapete tutto, et de hoc satis. I simpatici attaccatori di etichette potranno esercitarsi nel loro giochetto preferito: "Bagnai è monarchico!". Certo: e sellino, berlusconiano, grillino, bocconiano. Chissà se sono io ad avere tante etichette, o voi ad averne una sola, quella degli ellissoidi di rotazione? Sarà la storia a dirlo. Per il momento posso dirvi che io incontro tutti, ma persone più farisaicamente "a destra" di quelle che ho visto qui credo di non averne incontrate da nessuna parte. E Dio solo sa quanto avrei preferito che le cose stessero in un altro modo - il che non mi impedisce, come impedisce a loro, di prendere atto della realtà: l'euro è fascista, e loro lo hanno difeso e forse ancora lo difendono...).
sabato 18 maggio 2013
Che anno difficile...
- Dunque, egregia signorina - incominciò il vecchio, chinandosi sul quaderno da presso alla figlia, mentre con un braccio s'appoggiava alla spalliera della sedia, su cui la giovane principessa sedeva, cosicché quest'ultima si sentiva circondata d'ogni parte da quell'odore del padre, di tabacco e di senile acidità, che da tanto tempo le era noto. - Dunque, egregia signorina: questi triangoli sono uguali: come vedi, l'angolo abc...
La giovane principessa sogguardava spaventata, così prossimi a lei, gli occhi sfavillanti del padre; le chiazze rosse le si erano diffuse sul viso, ed era evidente che non capiva nulla, e che, tant'era intimorita, l'orgasmo le avrebbe impedito di capire tutte le ulteriori spiegazioni del padre, per quanto perspicue potessero essere. Fosse colpa del maestro, o fosse colpa dell'allieva, fatto sta che tutti i giorni si ripeteva la stessa cosa: alla giovane principessa s'intorbidavano gli occhi, non vedeva più, non udiva più nulla, si sentiva soltanto, così a ridosso, il viso asciutto e severo del padre, sentiva il suo fiato e il suo odore, e pensava, soltanto, al modo di uscire al più presto da questo gabinetto, e poi in camera sua, a suo agio, capire il problema. Il vecchio perdeva la pazienza: rumorosamente scostava e riaccostava la sedia su cui stava seduto, si faceva forza per non andare in collera, e da ultimo, quasi ogni volta finiva per andarci; rompeva in male parole, e perfino scaraventava via il quaderno.
La giovane principessa diede una risposta sbagliata.
- Ah, eppoi non saresti stupida! - scattò il principe, scansando il quaderno e rapidamente voltandosi dall'altra parte; ma subito s'alzò, fece due passi per la stanza, venne a sfiorar con le mani i capelli della figlia, e si rimise a sedere.
(il principe Nicola studia geometria con la principessina Maria. Degna chiusa di una settimana cominciata con il TFA, dove ho appreso dai tirocinanti che per gli studenti del commerciale "ameno" significa desolato, spoglio - perché "ha meno" di qualcosa - e via dicendo. Serve anche a illustrare il concetto di modello. Quanta verità in queste poche righe, e chi non ci è passato (vero, Cristinuccia)? Ma naturalmente un modello, per quanta verità contenga, non può sovrapporsi alla realtà - senza per questo cessare di essere utile. Nel caso specifico, io puzzo di meno del vecchio Nicola - ma sono sempre in tempo a recuperare - e ho un carattere molto peggiore (c'è anche la dimensione primadonna isterica à la Charlus), mentre Uga è molto, ma molto, ma molto, ma molto più bella della principessa Maria, che comunque, come sapete, alla fine trovò anche lei l'amante del genere: un altro Nicola, quello del tremendo limite dell'ignoto e del terrore ecc. Il problema è sempre quello di far incontrare la domanda con l'offerta...)
La giovane principessa sogguardava spaventata, così prossimi a lei, gli occhi sfavillanti del padre; le chiazze rosse le si erano diffuse sul viso, ed era evidente che non capiva nulla, e che, tant'era intimorita, l'orgasmo le avrebbe impedito di capire tutte le ulteriori spiegazioni del padre, per quanto perspicue potessero essere. Fosse colpa del maestro, o fosse colpa dell'allieva, fatto sta che tutti i giorni si ripeteva la stessa cosa: alla giovane principessa s'intorbidavano gli occhi, non vedeva più, non udiva più nulla, si sentiva soltanto, così a ridosso, il viso asciutto e severo del padre, sentiva il suo fiato e il suo odore, e pensava, soltanto, al modo di uscire al più presto da questo gabinetto, e poi in camera sua, a suo agio, capire il problema. Il vecchio perdeva la pazienza: rumorosamente scostava e riaccostava la sedia su cui stava seduto, si faceva forza per non andare in collera, e da ultimo, quasi ogni volta finiva per andarci; rompeva in male parole, e perfino scaraventava via il quaderno.
La giovane principessa diede una risposta sbagliata.
- Ah, eppoi non saresti stupida! - scattò il principe, scansando il quaderno e rapidamente voltandosi dall'altra parte; ma subito s'alzò, fece due passi per la stanza, venne a sfiorar con le mani i capelli della figlia, e si rimise a sedere.
(il principe Nicola studia geometria con la principessina Maria. Degna chiusa di una settimana cominciata con il TFA, dove ho appreso dai tirocinanti che per gli studenti del commerciale "ameno" significa desolato, spoglio - perché "ha meno" di qualcosa - e via dicendo. Serve anche a illustrare il concetto di modello. Quanta verità in queste poche righe, e chi non ci è passato (vero, Cristinuccia)? Ma naturalmente un modello, per quanta verità contenga, non può sovrapporsi alla realtà - senza per questo cessare di essere utile. Nel caso specifico, io puzzo di meno del vecchio Nicola - ma sono sempre in tempo a recuperare - e ho un carattere molto peggiore (c'è anche la dimensione primadonna isterica à la Charlus), mentre Uga è molto, ma molto, ma molto, ma molto più bella della principessa Maria, che comunque, come sapete, alla fine trovò anche lei l'amante del genere: un altro Nicola, quello del tremendo limite dell'ignoto e del terrore ecc. Il problema è sempre quello di far incontrare la domanda con l'offerta...)
mercoledì 15 maggio 2013
Menzogna e verità (prove tecniche di interclassismo)
(questo è il passo di Dostoevskij che ho letto ieri sera alla libreria asSAGGI, il post precedente vi chiarirà a sufficienza perché me l'ero portato, I know my chickens...)
Era molto debole, ma non perdeva ancora la conoscenza. Sofia Matvejevna s'alzò, credendo che volesse addormentarsi. Ma lui la fermò:
"Amica mia, ho mentito per tutta la vita. Anche quando dicevo la verità. Non ho mai parlato per la verità, ma solo per me, lo sapevo anche prima, ma lo vedo solo ora... Oh, dove sono quegli amici che io ho offeso con la mia amicizia per tutta la vita? E tutti, e tutti! Savez-vous, io forse mento anche ora; probabilmente mento anche ora. Il più è che anch'io credo a me stesso quando mento. La cosa più difficile nella vita è vivere senza mentire... e... e senza credere alla propria menzogna, sì, sì, è questo! Ma aspettate, tutto ciò, poi... Insieme, insieme!" aggiunse con entusiasmo.
"Stepan Trofimovic", pregò timidamente Sofia Matvejevna, "non si dovrebbe mandare in provincia per il medico?"
Fu terribilmente colpito.
"Perché? Est-ce que je suis malade? Mais rien de sérieux. E poi che bisogna abbiamo noi di gente estranea? Potrebbero ancora sapere e che cosa sarebbe allora? No, no nessuno d'estraneo, insieme, insieme!"
"Sapete," disse, dopo qualche silenzio, "leggetemi ancora qualche cosa, così, a scelta, qualcosa, dove cade l'occhio."
Sofia Matvejevna aprì il libro e cominciò a leggere.
"Dove s'aprirà, dove s'aprirà a caso," ripeté Stepan Trofimovic.
"Ed all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi..."
"Cos'è? Cos'è? Di dov'è?"
"È dall'Apocalisse."
"O, je m'en souviens, oui, l'Apocalypse. Lisez, lisez, io mi son messo a indovinare dal libro il nostro avvenire; voglio sapere che cosa è venuto fuori; leggete cominciando dall'angelo, dall'angelo."
"Ed all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: così dice l'Amen, testimone fedele e verace, principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere; tu non sei freddo, né ardente: oh, se fossi freddo o ardente! Ma se tu sei tiepido e non ardente, né freddo, ti rigetterò dalla mia bocca."
(e questa è la lettera che ho ricevuto questa mattina da un amico imprenditore.)
Era molto debole, ma non perdeva ancora la conoscenza. Sofia Matvejevna s'alzò, credendo che volesse addormentarsi. Ma lui la fermò:
"Amica mia, ho mentito per tutta la vita. Anche quando dicevo la verità. Non ho mai parlato per la verità, ma solo per me, lo sapevo anche prima, ma lo vedo solo ora... Oh, dove sono quegli amici che io ho offeso con la mia amicizia per tutta la vita? E tutti, e tutti! Savez-vous, io forse mento anche ora; probabilmente mento anche ora. Il più è che anch'io credo a me stesso quando mento. La cosa più difficile nella vita è vivere senza mentire... e... e senza credere alla propria menzogna, sì, sì, è questo! Ma aspettate, tutto ciò, poi... Insieme, insieme!" aggiunse con entusiasmo.
"Stepan Trofimovic", pregò timidamente Sofia Matvejevna, "non si dovrebbe mandare in provincia per il medico?"
Fu terribilmente colpito.
"Perché? Est-ce que je suis malade? Mais rien de sérieux. E poi che bisogna abbiamo noi di gente estranea? Potrebbero ancora sapere e che cosa sarebbe allora? No, no nessuno d'estraneo, insieme, insieme!"
"Sapete," disse, dopo qualche silenzio, "leggetemi ancora qualche cosa, così, a scelta, qualcosa, dove cade l'occhio."
Sofia Matvejevna aprì il libro e cominciò a leggere.
"Dove s'aprirà, dove s'aprirà a caso," ripeté Stepan Trofimovic.
"Ed all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi..."
"Cos'è? Cos'è? Di dov'è?"
"È dall'Apocalisse."
"O, je m'en souviens, oui, l'Apocalypse. Lisez, lisez, io mi son messo a indovinare dal libro il nostro avvenire; voglio sapere che cosa è venuto fuori; leggete cominciando dall'angelo, dall'angelo."
"Ed all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: così dice l'Amen, testimone fedele e verace, principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere; tu non sei freddo, né ardente: oh, se fossi freddo o ardente! Ma se tu sei tiepido e non ardente, né freddo, ti rigetterò dalla mia bocca."
(e questa è la lettera che ho ricevuto questa mattina da un amico imprenditore.)
Caro Alberto,
Ti seguo sul blog ogni volta che posso, ma mi astengo dal pubblicare
commenti per paura di ripetere cose già dette ed ingolfare inutilmente i
post.
Vedendo la situazione insostenibile in cui si sta trovando la mia azienda,
a causa di una pressione fiscale folle ed oscena e di una competizione di prezzo
al limite del suicidio, dovuta ai ben noti motivi, leggi EURO, non riesco più a
dedicare tempo ed energie al mio progetto di teoria economica per il XXI secolo,
un progetto folle e forse al di là delle mie scarse competenze, ma già il fatto
che tutte le energie ed il tempo delle persone, siano imprenditori o lavoratori
dipendenti, siano impegnati nella mera sopravvivenza quotidiana, senza
possibilità di fermarsi MAI un momento per pensare, ti dimostra che questo è un
vero PROGETTO complessivo di smantellamento economico, sociale e
culturale.
Se nessuno ha mai tempo di pensare perchè oberato ed ossessionato dal
lavoro (spesso creato ad arte con assurdi adempimenti burocratici e corsi di
aggiornamento obbligatori etc), ecco che nessuno ha tempo di pensare ed ognuno
dedica il poco tempo libero a cercare di riprendersi, senza pensare a nulla, ma
estraniandosi dalla situazione economica, sociale e politica complessiva.
Se avessimo tutti un giorno di tempo per pensare, un giorno da dedicare alla
riflessione al confronto ed al dibattito, ci renderemmo conto di molte cose e
scoppierebbe una rivoluzione la mattina stessa.
Ecco che allora la burocratizzazione delle piccole e medie imprese ed i
massacranti “corsi” obbligatori per dipendenti ed imprenditori sono funzionali
allo scopo di privarci delle energie fisiche e mentali per pensare.
Ecco perchè tutti parlano di diminuire la “burocrazia” ed i “lacci e
lacciuoli” che incatenano le imprese ed il lavoro, ma la normativa va sempre e
comunque in senso diametralmente opposto. Con buona pace dei defunti come
Montanelli e dei vivi come Oscar Giannino (e mi scuso con Indro per
l’inqualificabile paragone).
La gente che pensa non subisce, quindi bisogna togliere spazio al pensiero
e riempire il poco tempo libero di persone affamate di riposo con il vuoto
pneumatico del “Grande Fratello”, (nomen omen, Orwell è quanto mai attuale oggi)
o di show, anche politici stile Ballarò o Report, funzionali
all’autopreservazione del potere.
Facci caso ogni volta c’è un nemico
cattivo: il debito pubblico, la corruzione, l’evasione fiscale, l’imprenditore
evasore e sfruttatore, la Cina e via pontificando: “se tutti pagassero le tasse
il debito pubblico non esisterebbe”, ma ora che le redini sull’evasione di
sopravvivenza dei piccoli e medi imprenditori sono state tirate le imprese,
strozzate dal fisco chiudono. A dimostrazione che si evadeva per
sopravvivere ad un vero e proprio ladrocinio fiscale e che le entrate non
possono crescere sempre e comunque “a richiesta”.
Dopo 91 anni la mia impresa rischia seriamente di chiudere, io ho finito le
riserve e tra poco lo stato mi chiederà l’IMU sull’immobile (strumentale) dove
svolgo la mia attività raddoppiando il costo che già col passaggio dall’ICI
all’IMU era raddoppiato l’anno scorso, impedendomi oltretutto di scalare questa
spesa dal reddito d’impresa al pari di ciò che succede con l’Irap.
Il tutto in un momento in cui stiamo combattendo una guerra dei prezzi con
i nostri concorrenti esteri, una guerra persa perchè col cambio sopravvalutato
devi solo vendere sottocosto per stare sul mercato.
Scusami per lo sfogo, ma al di là di tutto credo che fra un anno, rebus sic
stantibus, ci troveremo in una situazione peggiore della Grecia con un tessuto
produttivo devastato e persone alla fame, fame vera.
Sono “razionalmente disperato”, perchè non vedo dibattito pubblico, salvo
pochi blog su internet che, con buona pace di tutti, non incidono come può
ancora fare la TV o la Stampa che continuano a dare un’informazione a “senso
unico”. È vero hai partecipato a qualche dibattito TV, ma sono “diritti di
tribuna” in un mare di voci a senso unico ed intanto l’economia muore e l’Italia
muore e la nostra civiltà muore.
Sono troppo pessimista? dimmelo tu, come imprenditore sono ottimista di
natura, ma non sono stupido, vedo le cose e vedo che perdiamo tempo senza averne
più.
Se Enrico Letta avesse detto: ci riprendiamo la Banca d’Italia
nazionalizzandola (leggi espropriandola ai soci privati), dettandogli la
politica monetaria ed obbligandola a comprare i titoli di stato invenduti in
modo da annullare lo spread ed inoltre rimettiamo in vigore la vecchia legge
bancaria degli anni trenta e se qualcuno in Europa ha qualcosa da ridire usciamo
dall’euro, ecco allora avrei potuto ricominciare a sperare.
Manca il guizzo, il colpo d’ala, se è vero che tutti sanno che questa è
l’unica soluzione la domanda è perchè? Perchè non la si applica?
Domande senza risposta ed ogni giorno 200 aziende muoiono e 2000 persone
perdono il lavoro e 2000 famiglie si trovano in mezzo ad una strada, ogni
maledetto giorno ed ogni maledetto giorno sento dire le stesse cose nelle stesse
trasmissioni TV e leggo le stesse cose sugli stessi giornali e fra un anno
quando il disastro sarà completo ci diranno ancora che è colpa nostra che siamo
stati delle cicale che lavorare 14 ore al giorno come abbiamo fatto negli ultimi
10 anni non basta e che se adesso ci ridurranno in schiavitù per ripagare i
debiti sarà stato solo per colpa nostra.
Ho paura di quello che succederà e della violenza che potrà scoppiare
quando a milioni non avranno più di che mangiare.
La domanda adesso è: come facciamo ad invertire la rotta? Noi abbiamo solo
la consapevolezza e la ragione, gli altri hanno il potere, tutti i mezzi di
comunicazione e negano continuamente ogni dibattito, ma la situazione peggiora
ogni giorno ed il punto di non ritorno, il punto della violenza è sempre più
vicino e se ci arriveremo, saranno sempre i soliti a pagare il prezzo.
Saluti a tutti
P.S. Grazie per il pensiero leggerò il libro con molta
attenzione....cercando di trovare il tempo di farlo....ultimamente sto mettendo
la Famiglia in cima ai miei pensieri, in tempi bui ci si deve concentrare sulle
cose veramente importanti: la famiglia e la consapevolezza che viene dallo
studio e dal confronto con gli altri.
(vorrei rassicurare i colleghi economisti del pollaio italiano: sì, cari, sì, siete più a sinistra di me, sì, siete più politicamente corretti di me, sì, avete ideali più alti dei miei, sì, avete il cv più lungo, sì, cari, sì, non preoccupatevi. Ma... scambiamoci le figurine! Qualcuno di voi riceve di queste lettere? E se le riceve, come fa a sopportarne il peso? Mi servirebbe un aiuto, per capire come fate, perché io non ce la faccio. Io ho visto la dignità e la disperazione di questa persona nel non poter garantire un futuro ai propri dipendenti. Di questa e altre persone. Allora: io non ce la faccio a dire "più Europa", "l'austerità è di destra", ecc. Non ce la faccio a rispondere a disperazione e dignità con slogan inverecondi, analiticamente ed eticamente fallaci. Basta. Non ce la faccio. Ma non è nemmeno necessario che lo faccia io. Tanto lo fate voi. E credo sia per questo che - vorrei sbagliare - voi di lettere simili, da simili nemici del popolo, non ne ricevete tante. Meglio così. A ogni giorno basta la sua pena.)
(fra parentesi: se devo avere un parere su cosa sta distruggendo l'impresa italiana, quello di un imprenditore mi sembra almeno altrettanto informato di quello di un economista.)
(concentriamoci sulle cose importanti e non disperiamo. Il redde rationem necessariamente si avvicina. Lo so che le mie apparizioni televisive, la mia divulgazione, il nostro sforzo di elaborazione e diffusione non sono sufficienti. Lo so che sono un contributo puramente esornativo a un dibattito orientato, e che certi segno vanno interpretati con cautela e senza eccessivi trionfalismi. Lo so. Lo so. E come ogni speculatore, traggo le conseguenze di ciò che vedo e so. Ad una cosa sola vi esorto: a non cadere nella trappola del "famoqualsiasicosapurchéfamoqualcosa". Ricordate: vanum est vobis ante lucem surgere. Non serve scalpitare. La tromba sta necessariamente per suonare. Non so se la suoneranno i mercati, se la suonerà l'Alamagna, se la suoneremo noi. Ma suonerà. Siamo uniti e vigili.)
martedì 14 maggio 2013
Apppppproposito...
Alle 20:30 incontro con Gustavo Piga alla Libreria Assaggi, via degli Etruschi 4, Roma.
A proposito, mi sono sempre dimenticato di chiedervi cosa ne pensate di questo. A me, non so perché, ricorda tanto questo. Voi quali analogie vedete? E... "chennepenzate"?
(e mica devo sempre essere io a dire "chennepenzo"? Dopo aver sterminato l'infausta genia dei "professorechennepenza" bandendola da Twitter, permettetemi di spargere un po' di sale al grido di "lettorechennepenzi"...)
Ah, scusate, vi dico anche cosa ne penso io:
Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
qui suivent, indolents compagnon de voyage,
le navire glissant sur les gouffres amers.
A peine les ont-ils déposés sur les planches,
que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
comme des avirons traîner à côté d’eux.
Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
Eh, già... come saranno ridicoli e turpi gli albatros che oggi volano alto, sognando l'Europa, o l'unione dell'algonchino e del samoiedo, quando i mercati, al grido di "il Re è nudo", li avranno riportati sul ponte della realtà...
A proposito, mi sono sempre dimenticato di chiedervi cosa ne pensate di questo. A me, non so perché, ricorda tanto questo. Voi quali analogie vedete? E... "chennepenzate"?
(e mica devo sempre essere io a dire "chennepenzo"? Dopo aver sterminato l'infausta genia dei "professorechennepenza" bandendola da Twitter, permettetemi di spargere un po' di sale al grido di "lettorechennepenzi"...)
Ah, scusate, vi dico anche cosa ne penso io:
Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
qui suivent, indolents compagnon de voyage,
le navire glissant sur les gouffres amers.
A peine les ont-ils déposés sur les planches,
que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
comme des avirons traîner à côté d’eux.
Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
Eh, già... come saranno ridicoli e turpi gli albatros che oggi volano alto, sognando l'Europa, o l'unione dell'algonchino e del samoiedo, quando i mercati, al grido di "il Re è nudo", li avranno riportati sul ponte della realtà...
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